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Due sfere conduttrici cariche, di raggi R1 = 10 cm e R2 = 20 cm, sono poste con i centri a distanza d = (30 + ξ) cm (si

consideri R1 < R2 ≪ d ma non si trascuri l’induzione elettrostatica tra le due sfere). La prima sfera è isolata e possiede una
carica elettrica q1 = 500 nC, mentre la seconda sfera è mantenuta al potenziale V2 = 25 kV rispetto all’infinito. Determinare:
(a ) il potenziale V1 della prima sfera; (b ) la carica q2 della seconda sfera; (c ) l’intensità F12 della forza F~12 agente tra le due
sfere.
Potenziale V1 [kV]:
Carica q2 [nC]:
Intensità forza F12 [N]:

o .it
ib
un
Esercizio e_es_29, Fig. 1.

@
Il sistema considerato è costituito di due conduttori sferici carichi che interagiscono tra loro. La relazione tra carica e
potenziale non è dunque semplicemente q1 = C1 V1 e q2 = C2 V2 , come sarebbe nel caso in cui i due conduttori fossero tra

lli
loro indefinitamente lontani e pertanto non interagissero.
In entrambe le sfere, essendo esse conduttrici, la carica si dispone sulla superficie e il potenziale è uniforme su tutta la

a
sfera (superficie e interno). Tuttavia la densità superficiale di carica σ non è uniforme sulle superfici delle due sfere, a causa

.g
degli effetti di induzione elettrostatica prodotti dall’altra sfera.
Partiamo dall’espressione del potenziale elettrico prodotto da una particella puntiforme elettricamente carica, di carica
Q, alla distanza r dalla particella, che vale:
o
ic
1 Q
en
V (r) =
4πε0 r
om

(fissando convenzionalmente a zero il potenziale all’infinito).


Per il principio di sovrapposizione, il potenziale V1 della prima sfera è la somma del potenziale V1′ prodotto dalla
propria carica q1 e del potenziale V1′′ prodotto dalla carica q2 della seconda sfera nella posizione della prima sfera:
,d

V1 = V1′ + V1′′
12
20
zo
ar
m

Esercizio e_es_29, Fig. 2.

Il potenziale V1′ della prima sfera, prodotto dalla sua stessa carica q1 , si può trovare (Fig. 2) suddividendo la superficie
23

sferica S1 in tanti rettangolini infinitesimi, di area dS e carica elettrica dq = σdS e sommando (integrando) il potenziale
1 dq
dV = 4πε 0 r
su tutta la superficie S1 della sfera (sfruttando ancora il principio di sovrapposizione).
Essendo il potenziale V1 uniforme su tutta la sfera (superficie e interno), possiamo determinarlo, come somma V1 =
©

V1′ + V1′′ , al centro della sfera S1 per semplicità di calcolo: in tal caso risulta infatti r ≡ R1 (Fig. 2), e dunque, per quanto
riguarda V1′ , si ha:

1 dq 1 σ dS 1 σ dS
‹ ‹ ‹
V1′ = = = =
4πε0 r 4πε0 r 4πε0 R1
S1 S1 S1
1 1 1 q1

= σ dS =
4πε0 R1 4πε0 R1
S1

dove la relazione q1 = S1
σ dS è dovuta al fatto che tutta la carica della sfera è disposta sulla sua superficie.

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
utilizzato ai termini di legge da altre persone o per fini non istituzionali. In particolare è fatto divieto di riproduzione in copie multiple,
distribuzione, commercio e comunicazione al pubblico senza l’autorizzazione dell’autore.
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ib
Esercizio e_es_29, Fig. 3.

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@
Il potenziale V1′′ dovuto alla carica q2 della seconda sfera nella posizione della prima sfera, si può trovare (Fig. 3),
nell’approssimazione R2 ≪ d, considerando r ≃ d e suddividendo la superficie sferica S2 in tanti rettangolini infinitesimi, di

lli
1 dq
area dS e carica elettrica dq = σdS e sommando (integrando) il potenziale dV = 4πε 0 r
su tutta la superficie S2 della sfera
(sfruttando ancora il principio di sovrapposizione).

a
Calcoliamo anche V1′′ nel centro della sfera S1 :

.g
1 dq 1 σ dS 1 σ dS
‹ ‹ ‹
V1′′ =
4πε0 r
=
4πε0 r
=
4πε0 d
=
o
S2 S2 S2
ic
1 1 1 q2

en
= σ dS =
4πε0 d 4πε0 d
S2
om


dove la relazione q2 = S2 σ dS è dovuta al fatto che tutta la carica della sfera è disposta sulla sua superficie.
Potremo pertanto scrivere il potenziale della prima sfera come:
,d

1 q1 1 q2 1
Å ã
q1 q2
V1 = + = +
4πε0 R1 4πε0 d 4πε0 R1 d
12

Simmetricamente, potremo scrivere il potenziale della seconda sfera come:


20

1 q2 1 q1 1
Å ã
q2 q1
V2 = + = +
4πε0 R2 4πε0 d 4πε0 R2 d
zo

Essendo fissati q1 e V2 nell’esercizio, dall’espressione di V2 possiamo ricavare q2 in funzione di q1 e V2 :


ar

1 q2 1 q1
= V2 −
4πε0 R2 4πε0 d
m

R2
q2 = 4πε0 R2 V2 − q1
d
23

Sostituendo questa espressione per q2 nell’espressione di V1 si ottiene quindi:


1 q1 1 q2
©

V1 = + =
4πε0 R1 4πε0 d
1 1 1
Å ã
q1 R2
= + 4πε0 R2 V2 − q1 =
4πε0 R1 4πε0 d d
1 q1 1 4πε0 R2 V2 1 R2
= + − q1 2
4πε0 R1 4πε0 d 4πε0 d
1 1
Å ã
R2 R2
V1 = q1 − 2 + V2
4πε0 R1 d d

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
utilizzato ai termini di legge da altre persone o per fini non istituzionali. In particolare è fatto divieto di riproduzione in copie multiple,
distribuzione, commercio e comunicazione al pubblico senza l’autorizzazione dell’autore.
Infine, per la legge di Coulomb, l’intensità F12 della forza F~12 agente tra le due sfere vale:

1 q1 q2 1 q1
Å ã
R2
F12 = = 4πε R V
0 2 2 − q 1
4πε0 d2 4πε0 d2 d
q1 1 q12 R2
F12 = R 2 V 2 −
d2 4πε0 d3

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a lli
o .g
ic
en
om
,d
12
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zo
ar
m
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Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
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