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Dossier frigo. Le 15 domande a cui occorre rispondere per scegliere quello migliore ...

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DOSSIER FRIGO. LE 15 DOMANDE A CUI


OCCORRE RISPONDERE PER SCEGLIERE
QUELLO MIGLIORE PER NOI.

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Il frigorifero è senza dubbio l’elettrodomestico “bianco” più presente nelle nostre case, essendo il
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la spesa una volta a settimana invece che una volta al mese, ci permette di conservare i cibi molto
più a lungo, senza doverli “trattare” come si faceva un tempo, ci consente di riutilizzare gli avanzi
di cibo che altrimenti saremmo costretti ad usare. Insomma il frigorifero fa ormai parte integrante
della nostra vita, tant’è vero che ne vengono prodotti un numero spropositato di modelli e di
versioni.

Il grande

assortimento presente in commercio a proposito di frigoriferi ci permette di scegliere


l’apparecchio più adatto allo stile della cucina, alle nostre abitudini alimentari ed alle dimensioni
della nostra famiglia. A parte i modelli da incasso, che si possono pannellare nelle più svariate
maniere ed hanno molteplici misure in altezza, dal punto di vista estetico si spazia in genere dal
classico frigorifero bianco smaltato, al laccato nero opaco e all’acciaio inox (in versione satinata e
anti-inpronta) che ha in genere costi superiori agli altri.  Oltre agli svariati colori che hanno
disposizione alcune aziende che addirittura producono “a campione” i frigoriferi per i propri
clienti,  si trovano anche modelli con texture in rilievo: le finiture vengono realizzate con vernici
epossidiche applicate su elementi adesivi in rilievo (un po’ tipo quelli usati per il “wrapping” delle
auto) ed hanno effetti veramente particolari. Esistono anche collezioni vintage con forme
bombate e rétro, stile anni ’50.

Per acquistare il proprio frigorifero o sostituirlo con un modello più efficiente, ì criteri dì scelta
dovrebbero però basarsi, oltre che sull’estetica, innanzitutto sulle proprie necessità e sullo stile di
vita che si conduce. L’ obbiettivo principale del resto è quello dì conservare al meglio il cibo
evitando gli sprechi, anche dì energia elettrica.

Come valutare dunque quale è il frigorifero giusto ? Ecco qui raggruppati in ordine logico, tutti gli
elementi da tenere in considerazione in un modello di frigorifero.

Le 15 domande a cui occorre rispondere per scegliere il miglior frigorifero

Da “incasso” o da “appoggio”? Quale tipologia di frigo fa più al caso


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Tutti sanno ormai che, in pratica, i frigoriferi possono essere suddivisi in due grandi tipologie, a
seconda del loro aspetto esterno e del loro utilizzo: i modelli detti “da incasso” e quelli chiamati
da appoggio o “free-standing”.

La differenza fra queste due tipologie è


abbastanza ovvia e conosciuta: nel primo
caso, si tratta di elettrodomestici adatti ad
essere inseriti in un “mobile” contenitore
che ne modifica e abbellisce l’aspetto
esterno, rendendolo uniforme con gli altri
mobili da cucina; mentre nella tipologia
“da appoggio” vengono classificati tutti
quei frigoriferi che sono costruiti con delle
caratteristiche estetiche tali da poter
essere posizionati tranquillamente da soli,
“nudi”, senza cioè alcun tipo di copertura.

In linea di massima i due tipi di macchina


non differiscono molto, ma in quelli
predisposti per l’incasso vi sono progettati
alcuni indispensabili accorgimenti che
consentono a questi frigoriferi di poter
reperire l’aria necessaria al
raffreddamento del proprio motore,
prendendola soltanto dall’alto e dal basso,
invece che sfruttare anche quella
proveniente dai due lati, che i normali
frigo da appoggio possono usare. Il motivo
è piuttosto facile da capire: i frigoriferi da
incasso sono concepiti per essere alloggiati fra due “fianchi” di legno che chiudono
completamente il loro “retro”, dove sono posti le griglie di raffreddamento, i tubi di circolazione
ed il cosiddetto “compressore” (in pratica il motore del frigo stesso). Questi elementi funzionali,
durante il loro normale funzionamento, producono una grande quantità di calore dovuta, in parte
alla mansione di “scambiatore di calore” che queste macchine hanno, ed in parte al loro stesso
meccanismo elettrico basato su di un vero e proprio “motore” che produce il raffreddamento di un
apposito gas. Proprio come avviene nella macchine da condizionamento.

I primi frigoriferi da incasso, quelli che in Italia si sono cominciati a vedere già a partire dagli anni
’70, soffrivano un po’ di questa loro condizione di “reclusi” all’interno di un contenitore  ed erano
per questo abbastanza facili a guastarsi. Quelli moderni, dopo tanti anni di esperienza accumulata
e di evoluzione del settore, hanno raggiunto un notevole stadio tecnologico e possono dirsi
tranquillamente immuni da problemi di areazione tali da inficiarne un loro tranquillo utilizzo;
possono verificarsi però anche oggi problemi di questo tipo, soprattutto relativamente alla
corretta istallazione di questa tipologia di frigo. Ogni macchina esce infatti dalla fabbrica dotata
di una precisa ed  indiscutibile scheda tecnica che ne indica le esatte metodologie di istallazione
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stesse per ogni marca di frigorifero si intenda acquistare, ma possono verificarsi delle eccezioni
che a volte non vengono prese attentamente in considerazione dalle aziende produttrici di cucine
componibili. Un altro caso abbastanza frequente di errore, lo si rileva nel caso delle cucine
prodotte in maniera “artigianale”, cioè non prodotte dalle industrie, che con i loro sistemi di
controllo qualità, evitano più facilmente gli eventuali problemi. Può succedere infatti a volte che
l’artigiano -per ragioni quasi sempre di “produzione” o di “progetto” (piuttosto che a causa di
“errori” veri e propri)-  non si attenga esattamente alle prescrizioni e costruisca degli
alloggiamenti non attinenti a quanto richiesto dai produttori di elettrodomestici. Un consiglio che
è giusto dunque dare, nel caso si decida di far  costruire la propria cucina ad un artigiano è quello
di verificare sin dal momento stesso della progettazione dei mobili, il possibile corretto
inserimento di tutti quanti gli equipaggiamenti  “da incasso”.

Se si tiene quindi
giusto conto di
queste importanti
indicazioni, si può
tranquillamente
affermare che la
scelta fra
frigorifero da
incasso e quello da
appoggio, dipende
esclusivamente da
fattori prettamente
estetici.

In verità la cucina
“moderna”
consente
attualmente in egual misura entrambi i tipi di impieghi senza grossi problemi di arredamento.
Certo, ove si intende perseguire una certa attenzione ad alcune linee “minimali” che fanno da
guida del design oramai da qualche decennio, la scelta dovrà per forza essere orientata verso un
frigorifero da incasso, che consente certamente di uniformare e regolarizzare gli stilemi della
propria cucina componibile con maggior facilità. Però non è affatto detto che in cucine molto
moderne e dalle linee tecnologiche come quelle progettate secondo lo stile “professionale”,
quello high-tech o quello industriale, non possa trovare egregiamente una collocazione un bel
frigorifero da appoggio, magari in acciaio o nero antracite.

Vi è stata poi qualche tempo fa, anche una certa riscoperta dell’uso del frigorifero free-standing
pure per le cucine di gusto classico o “contemporaneo”. In questi casi l’attenzione si sposta
prevalentemente verso la scelta di un design molto “attinente”, che intoni
perfettamentel’elettrodomestico in quello che dovrebbe essere il suo definitivo contesto. In questi
casi si predilige quasi sempre infatti l’uso di frigoriferi del tipo detto “bombato”, che altro non
sono che una riedizione in chiave moderna e tecnologica dei primi frigoriferi che nel dopo-guerra, 
specialmente negli anni del “boom economico”, cominciarono ad affacciarsi sul mercato
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Che si decida comunque di optare per un


frigorifero da appoggio dal design
“tradizionale” o dal gusto ultramoderno,
l’importante è dunque che
l’elettrodomestico che si intende
sistemare in posizione libera, cioè da
“Appoggio”, sia comunque ben integrato
nella cucina componibile destinata ad
ospitarlo.

A questo proposito è necessario fare un


po’ di chiarezza circa il più opportuno
posizionamento di un frigorifero free-
standing all’interno di una cucina
componibile. A parte le misure, di cui
parleremo dopo, tre sono gli aspetti da
prendere in considerazione a proposito
di questo.

Per prima cosa, lo spazio disponibile


intorno al frigo, che deve rispettare
sempre i criteri indicati nei libretti di uso
e manutenzione, i quali indicano,
sempre, quanto è necessario lasciare
libero intorno al frigo per far si che esso
“respiri” in maniera sufficiente e regolare. Troppo spesso infatti di vedono frigoriferi “incastrati”
all’interno dei loro alloggi in maniera addirittura inammissibile. Bisogna ricordare sempre infatti
che un frigorifero “free-standing”, proprio in quanto è stato progettato per essere istallato
liberamente (viene infatti detto anche “da libera installazione”), necessita di avere uno spazio
intorno di almeno 5 o 6 cm (ma spesso anche molti di più, a seconda del modello, della potenza
del motore e delle sue dimensioni), che deve formare un sorta di cornice vuota, tale da liberare il
calore in eccesso proveniente dal motore e dalle griglia di raffreddamento retrostante.

Un altro fattore di estrema importanza per il posizionamento di un frigorifero da libera


istallazione all’interno di una cucina componibile è la sua distanza dal forno e dal piano cottura,
la quale proprio per gli stessi motivi citati pocanzi, deve essere sufficiente a non far “soffrire” il
frigorifero stesso.

Per ultimo bisogna fare attenzione all’apertura delle porte. Molti frigoriferi da appoggio infatti,
proprio perché progettati per avere intorno a se un notevole spazio, necessitano di  alcuni
centimetri lateralmente per fare in modo che la loro porta si apra completamente. Questo piccolo
spazio laterale, che quasi sempre si trova fra il muro e il frigo stesso può essere di 5, 10 o anche
15 cm nel caso si opti per un frigorifero, ad esempio, del tipo “bombato”. Bisogna considerare
bene questo spazio, perché se la porta del frigo non si  almeno di 90 gradi, potrebbero presentarsi
difficoltà sia per il suo utilizzo e la sua pulizia, sia per l’impossibilità di aprire i cassetti interni o
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rimuovere e spostareCliccando
i ripiani.su OK, l’utente accetta l’utilizzo dei cookie di terze parti.
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In conclusione si può tranquillamente dire che quando si ha a disposizione in larghezza uno


spazio limitato da destinare al frigorifero, le strade possibili sono due: optare per un frigorifero da
appoggio di larghezza ridotta (ce ne sono diversi modelli larghi anche meno di 60 cm, ma hanno
un design solitamente abbastanza semplice ed usuale), oppure preferire l’installazione di un frigo
da incasso il quale, in ogni caso, non avrà una larghezza superiore ai 60 cm e non avrà
probabilmente bisogno di molto spazio per permettere la sua apertura.

Quanto grande ti serve, il tuo nuovo frigorifero?

Le misure del nostro frigo “ideale”  possono dunque variare molto in base allo spazio disponibile,
ma anche a seconda di altre varianti come la capacità dei vani che ci occorre. Questa risposta ti
aiuta a scegliere il modello più adatto: combinato, a due porte o “side by side”.

Le prestazioni sono le stesse, cambiano però la disposizione, la misura e la capienza complessiva


del frigo. Da questo punto di vista si possono distinguere diverse tipologie di apparecchi da
scegliere in base alle abitudini nella spesa, al numero di componenti della famiglia e all’esigenze
quotidiane.

Consumi in prevalenza cibi freschi?

Un frigorifero a due porte sovrapposte di tipo “tradizionale” (quello con il frigo grande in basso ed
il congelatore piccolino in alto), offre molto più spazio nello scomparto frigo (circa 190/220 litri),
rispetto al freezer (più piccolo, di circa 40/60 litri) ed è quindi molto adatto a chi non è abituato a
conservare molti cibi congelati. Per conservare meglio e più a lungo gli alimenti delicati come
carne e pesce, è utile che l’apparecchio disponga del cassetto O °C dove le temperature sono
inferiori rispetto al resto del vano frigo. Il vantaggio maggiore di questa tipologia di
elettrodomestico sta nei consumi che, date le sue contenute dimensioni, sono piuttosto bassi.

Fai grandi scorte e congeli anche molti cibi già cotti?

In questo caso può essere più indicato un


frigocongelatore combinato “50/50” cioè uno di quei
frigoriferi che hanno lo spazio suddiviso circa a metà
fra frigo è congelatore, sia nella versione a incasso
che in quella a libera istallazione. In questa tipologia
di elettrodomestico il vano frigo, posizionato nella
zona superiore e il congelatore installato sotto (con
temperatura di almeno -18°C) perché “a cassetti”,
hanno quasi la stessa capacità, anche se non proprio
esattamente.  Il congelatore contiene infatti circa 120
lt e 160 litri ne contiene invece il frigo. In questi
modelli spesso ci sono motori separati per i due vani,
perché vengono costruiti sotto forma di due
“macchine” fisicamente distinte e quindi divisibili.

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Allora ti conviene optare per il “litraggio” più comune ed usato, quello del frigorifero combinato
anche detto “rovesciato”. Questo elettrodomestico ha in genere una capienza complessiva che
può variare fra i 300 e i 330 litri nel caso dell’incasso e dai 350 ai 390 litri nel caso dei frigoriferi a
libera istallazione. Le macchine con queste caratteristiche possiedono davvero numerosissime
varianti disponibili in commercio, che vanno dai normali frigoriferi in “classe a” con caratteristiche
tradizionali, ai più avveniristici elettrodomestici dotati delle più recenti tecnologie. In genere essi
sono costruiti su di un unico “chassis” che contiene in alto un ampio vano frigorifero dotato di
ripiani e cassetti, mentre in basso hanno un vano congelatore capiente circa 90/100 litri suddivisi
fra cassetti e ribalte. Questo modello risulta di gran lunga il preferito dalle famiglie italiane
perché combina abbastanza bene quelle che sono le caratteristiche più comunemente richieste ad
un frigorifero moderno: Ampia capacità di frigo e congelatore, versatilità dei vani interni e
soprattutto bassi consumi. La produzione in larga scala ha consentito infatti, per questi modelli, di
ottenere delle performance davvero eccellenti con dei consumi che nulla hanno da invidiare alle
macchine di dimensioni più contenute.

Hai una
famiglia

numerosa?

Allora potrebbe servirvi un modello “maxi”: ci sono i “side by side” anche detti frigoriferi
“all’americana”, con larghezza quasi doppia rispetto a un combinato o a un due porte, in cui frigo
e congelatore sono messi uno sull’altro. In questo caso si tratta quasi sempre di elettrodomestici
da libera istallazione che possono essere dotati anche di erogatore per il ghiaccio nonché di
dispenser per l’acqua.  Una stessa capienza, o addirittura maggiore, si può ottenere però un mono-
porta e un congelatore verticale da incasso, accostati tra loro. Sempre con questo sistema si
possono ottenere infine dei “quattro porte” da incasso, con più combinazioni possibili: 4 ante
oppure 2 ante superiori adibite a frigo + 2 o 4 cassettoni per il congelatore in basso.

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frigorifero “mini” non ha spesso in proporzione consumi molto inferiori rispetto agli altri. Chi ha
invece specifiche esigenze di spazio può invece scegliere un frigo sottotop da installare in una
base della cucina. Ve ne sono addirittura larghi 45 cm!. In ogni caso, per raffreddare in tempi brevi
gli alimenti appena introdotti nel frigo e nel freezer, quasi tutti gli apparecchi più piccoli
dispongono comunque dei ridotti scomparti di raffreddamento e congelamento da utilizzare
quando occorre.

Come capire quanto consuma?

Leggere la scheda tecnica dell’apparecchio o la sua


etichetta energetica può diventare facile anche per i meno
esperti: il trucco è capire quelle che sono le informazioni
davvero interessanti per noi e rapportare tali informazioni
con le nostre esigenze. Quello dei consumi, ad esempio, è
un dato fondamentale di confronto tra i modelli perché i
consumi de1 frigorifero, sempre in funzione 24 ore su 24,
possono incidere molto sulla nostra bolletta. Per fare
questo è stato inventato un metodo standard di
valutazione che si basa su una classificazione ben precisa.
Tale classificazione viene riportata nei nuovi
elettrodomestici nella cosiddetta etichetta energetica, che
non è altro che un sistema con cui vengono identificati gli
elettrodomestici, ordinandoli a seconda dei propri consumi, e classificandoli con delle lettere
dell’alfabeto che vanno dalla “classe” “G” per le macchine più vetuste (anche se in verità è adesso
la “D” la classe più bassa che appare sulle nuove etichette), fino ad arrivare alla classe “A” per
quelle più innovative e dai consumi più ridotti. Negli ultimi anni la classe A è stata però superata
dai più efficienti modelli in classe A+, A++ e A+++.  La classe di efficienza energetica A+ è dal
2012 quella minima richiesta per i nuovi frigoriferi e congelatori in vendita sul mercato
comunitario (in base ad una specifica disposizione dell’Unione Europea). La classe energetica
indica dunque chiaramente i consumi ed è riportata sull’energy label che per legge accompagna
tutti gli apparecchi in commercio, ed è visibile sull’elettrodomestico, sul libretto di istruzioni e
deve essere obbligatoriamente esposta e ben visibile su ogni macchina al momento dell’acquisto
in negozio. L’etichetta energetica segnala però anche tante altre informazioni come ad esempio il
volume del vano frigo e quello del congelatore e il livello di emissione sonora espressa in decibel
(dB). Sempre sull’etichetta energetica viene riportato soprattutto l’assorbimento annuo d’energia
espresso in chilowatt kWh. Questo dato non è assolutamente da sottovalutare al momento
dell’acquisto perché può rendere bene l’idea di quanto l’elettrodomestico che stiamo valutando
inciderà sul nostro bilancio familiare. E’ infatti a questo puntoopportuno precisare una cosa. I
piccoli segni “+” (più) che accompagnano la classe energetica “A” da qualche anno, possono
apparire a prima vista non troppo rilevanti per chi sceglie un frigorifero. In realtà sono molto
importanti perché un frigorifero in classe A+++ può consumare addirittura fino al 50% in meno di
un analogo modello in classe A++, mentre quest’ultimo può assorbire a sua volta il 25% in meno
di un apparecchio in classe A+. Più che sulle classificazioni sarebbe dunque importante avere, al
momento della scelta, un esatta cognizione sul consumo annuo espresso in chilowatt. In tal
modo, sapendo il costo in bolletta di ogni kilowatt ci sarà più facile calcolare i consumi del nostro
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frigorifero. Attenzione però: I su
Cliccando consumi indicati
OK, l’utente sull’etichetta
accetta l’utilizzo dei energetica sono
cookie di terze quelli misurati in
parti.
laboratorio,
Per maggiorieinformazioni,
sono rilevati in condizioni
anche didisattivazione,
in ordine alla tipo “standard” che simulano
è possibile consultareinlaqualche modocompleta.
Privacy policy il
normale uso; l’assorbimento reale di energia può OK
però essere diverso, perché può dipendere da

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dove l’apparecchio è installato e da come lo si usa. Aperture frequenti degli sportelli o vani troppo
pieni, per esempio, aumentano tantissimo i consumi. Il tenere occupate le parti interne
prospicienti  agli elementi raffreddanti (pur lasciando liberi gli altri vani) può causare una
riduzione altrettanto importante di efficienza; così come il non lasciare il necessario spazio
esterno intorno al frigorifero, lo mette in condizione di far lavorare il proprio motore in una
situazione di sofferenza. Le nuove tecnologie, come il superisolamento delle pareti, l’auto-
sbrinamento e il funzionamento ottimizzato del compressore, hanno in realtà contribuito a
ottimizzare l’uso di ogni macchina, ma per mantenere i consumi a livelli accettabili occorre
comunque un uso accorto e consapevole.  Per consumare meno energia, molti nuovi modelli sono
dotati di un motore “inverter” che modula la potenza erogata in base alle effettive necessità, con
risparmi anche del 20% rispetto a un compressore tradizionale, ma è ovvio che se il frigorifero
viene lasciato spesso aperto, oppure non viene regolarmente sbrinato (stiamo parlando di quei
pochi senza lo sbrinamento automatico), consumerà lo stesso moltissimo.

Quello dei consumi del frigorifero è un


tema talmente importante, che viene
preso in considerazione perfino a livello
“fiscale”. Se si ristruttura casa, infatti,
all’interno delle agevolazioni previste
dal “bonus mobili”, si ha diritto da
qualche tempo diritto a uno sconto Irpef
del 50% sull’acquisto di un frigo (o altri
grandi elettrodomestici in classe A+) o
superiori.

Come si legge l’etichetta


energetica ?

L’etichetta energetica dei frigoriferi e


dei congelatori è solitamente suddivisa
in 5 differenti sezioni, che riportano
ognuna un diverso tipo di informazione.

Nella sezione n°1: Devono venire


riportati il nome o il marchio del
produttore e il nome del modello.
Questa è la parte più importante a
livello normativo, perché è il punto
dove il legislatore europeo ha deciso di
mettere in pratica tutte quei precetti,
che consentono una prevenzione delle frodi, o un utilizzo scorretto delle varie “certificazioni” che
devono essere in possesso di ogni produttore. Une delle truffe più frequenti sotto questo punto di
vista è proprio quella di associare ad un elettrodomestico l’etichetta energetica (e dunque le
relative certificazioni di legge) di un’altro, al fine di falsificarne le caratteristiche e le performance.
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Nella sezione n°2:  Viene invece
Cliccando indicata
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questa sezione
l’utilizzo cookie di di
deila classe efficenza
terze parti. energetica. Ed è
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classi di consumo. Ogni classe è contraddistinta da un colore e su uno degli istogrammi che
compongono il disegno è segnalata la classe energetica di cui fa parte la macchina e la sua
posizione nella speciale “classifica” dei consumi. Dal 1° luglio 2010 era già stata vietata la vendita
di frigoriferi e congelatori inferiori alla classe A, secondo quanto stabilito e sancito dalla Direttiva
Europea detta “Ecodesign”, tesa ad un contenimento dei consumi di energia elettrica, al fine della
salvaguardia ecologica del pianeta. Come abbiamo già detto, al momento dell’acquisto di un
frigorifero nuovo, a partire dal 2012 la scelta è però possibile solo tra i differenti tipi di classe
“A+” e cioè A+, A++ e ultimamente A+++. Questa sempre maggiore attenzione dei governi (e di
conseguenza dei produttori) a consumi via via sempre più bassi ha portato però ad un’effettiva
“confusione” sulle classi energetiche, che si riconoscono dunque ora, su molti elettrodomestici,
solo dal numero di segni “+” che appaiono sulle nuove etichette accanto alla “A”, invece che (più
chiaramente) dalle lettere dell’alfabeto, come era prima. Tale evoluzione ha reso quindi
necessaria una futura riforma delle classi che probabilmente rialzerà ulteriormente “l’asticella”
dei consumi, rendendone altresì più chiara e comprensibile l’indicazione ai consumatori.

In questo settore è
possibile trovare
anche il simbolo
“Ecolabel” (si tratta
di una “margherita”
con  le stelle usate
come  petali e la “E”
di Europa al centro)
il quale indica
quando un prodotto
è più compatibile
con l’ambiente. Il
marchio europeo
Ecolabel, istituito
nel 1992 con il
Regolamento CEE n.
880/92 e
revisionato nel 2000, specifica quando un prodotto è effettivamente “ecologico” e figura soltanto
su quei modelli  di elettrodomestico che vengono valutati come “ad elevata efficienza
energetica”. Perché l’eco-margherita appaia su un prodotto, infatti, esso dovrà prima aver
superato rigorosi test, riguardanti alcuni precisi criteri ambientali che, oltre al consumo
energetico, concernono addirittura, il consumo delle risorse nella produzione, il rumore, il ritiro e
il riciclaggio a fine vita, la vita media calcolabile per la macchina e la disponibilità effettiva e
temporale delle parti di ricambio.

Nella terza sezione, viene finalmente indicato il consumo reale di energia espresso in KWh/anno.
Come abbiamo detto dunque, più che la classe energetica in se (la letterina A+, insomma), questo
sul consumo esatto calcolato in laboratorio, sarebbe il parametro da tenere nella maggiore
considerazione quando si sceglie un frigorifero in base ai consumi. Invece esso viene il più delle
volte trascurato per la sua intrinseca difficoltà di “lettura”. Il consiglio indispensabile da dare a
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questo proposito è quello di, prima
Cliccando della scelta
su OK, l’utente accettadil’utilizzo
un frigorifero,
dei cookieavere benparti.
di terze chiaro il costo per
kilowatt/ora che stiamo pagando
Per maggiori informazioni, in bolletta
anche in ordine alla nostraècompagnia
alla disattivazione, elettrica.
possibile consultare Esso infatti
la Privacy policy può
completa.
variare, a volte anche di molto, a seconda del tipo OK
di contratto e a seconda della compagnia

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Dossier frigo. Le 15 domande a cui occorre rispondere per scegliere quello miglio... Pagina 11 di 23

fornitrice che si è scelta. Una volta posseduto il dato sul singolo kilowatt sarà più facile ed esatta
la decisione sul frigo da acquistare, perché altrimenti la comparazione sul dato relativo al
Kwh/anno, può dare a volte l’impressione che vi sia una minima differenza sui consumi , mentre in
realtà questa, rapportata su tutte le bollette di un intero anno, può dar luogo a discrepanze
davvero importanti.

Nell’ultima
parte infine,
quella
presente in
basso,
vengono
riportati i
dati sulla
esatta
capacità
interna

dell’elettrodomestico e in particolare vi troviamo:

Nel settore 4, il volume utile interno (espresso in litri) dello scomparto atto alla conservazione del
cibo fresco, ovvero gli scomparti “senza stelle” in cui la temperatura è superiore a – 6° C, detto
quindi in maniera più semplice “del vano frigo”.

Nella sezione 5 il volume utile interno (sempre espresso in litri) degli scomparti atti alla
conservazione dei cibi  surgelati o alla surgelazione, ovvero quelli con stelle  la cui temperatura è
uguale o inferiore a – 6°C, detto in maniera più semplice “del vano congelatore”.

Sempre in questo settore è possibile osservare anche la tipologia di scomparto a bassa


temperatura che il frigorifero possiede, la quale viene indicata secondo il cosiddetto “codice a
stelle”. Tale simbologia si basa su di un codice internazionale (in verità piuttosto vetusto) che
suddivide  i frigoriferi a seconda della temperatura che riescono a raggiungere. Esso però non
indica precisamente tali temperature! Se si è dunque interessati a conoscere esattamente quanto
“freddo” il nostro frigorifero sarà capace di fare, nei diversi vani (ed il consiglio qui è ovviamente
quello di informarsi su questi dati riguardanti le temperature), sarà necessario farsi consegnare
dal negoziante il libretto di istruzioni o la scheda tecnica, la quale, lo ricordiamo, deve essere per
legge preventivamente disponibile per ogni acquirente. Tutto questo anche perché la stringente
normativa sui consumi ha costretto alcuni produttori (forse quelli più “disinvolti” ?) a rivedere le
performance dei propri elettrodomestici di tipo “economico”, onde rientrare “anpliamente” nelle
Ilpiù
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possibile consultare
sezione, viene Privacy policy
la segnalata la completa.
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solo da pochissimo tempo purtroppo. Circa


questa parte vi è stata infatti un po’ di
trascuratezza da parte del legislatore, il quale
non obbligava i produttori a segnalare la
rumorosità degli elettrodomestici più silenziosi
come sono appunto i frigoriferi. Questo
paradosso permetteva quindi a volte ai
produttori di tralasciare questo dato, anche in
macchine capaci effettivamente di produrre un
fastidiosissimo “ronzio” in fase di
funzionamento. Ciò avviene soprattutto in
alcuni prodotti free-standing,  economici, a cui
non sono stati applicati tutti i criteri di
isolamento acustico. Quasi sempre si tratta di
frigoriferi di misure ridotte, in cui c’era poco
spazio per isolare il motore, ma vi è più di un
caso in cui si è riscontrato questo problema
anche in macchine di grandi dimensioni, a volte
troppo “economiche” per poter essere costruite
davvero in maniera impeccabile.

Quale è il sistema di
raffreddamento (e di
sbrinamento) migliore?.

Più tipi di freddo.  Il sistema di raffreddamento, cioè la modalità con la quale il freddo si diffonde
all’interno dei vani del frigorifero è un altro importantissimo elemento di valutazione: ne esistono
principalmente tre tipologie: lo statico, il no-frost e il ventilato.

Funzionamento Statico. 

Sono i frigoriferi tradizionali, quelli cioè in cui l’aria fredda si diffonde in modo naturale, tendendo
a scendere dall’alto (dove risiede quasi sempre la celletta freezer) verso la parte bassa del vano.
Con questo sistema la parte in basso (non a caso destinata alla carne) risulta quindi più fredda
rispetto ai ripiani superiori, con differenze che possono essere anche di 3-4 gradi.  In questi
modelli è necessario quasi sempre lo sbrinamento manuale periodico per rimuovere la brina che
si deposita sulle pareti, in quanto quest’ultima, quando è depositata in grossa quantità, impedisce
il regolare funzionamento del frigorifero stesso. Oggi tali frigoriferi, sono molto meno diffusi che
in passato, sostituiti in larga misura dai no-frost e dai ventilati (che fra l’altro garantiscono di
solito dei consumi più bassi); permangono però nelle versioni più economiche ed in quelle dotate
di “sbrinamento automatico”. Quest’ultimo è un sistema abbastanza semplice con il quale viene
tenuto spento per un breve periodo di tempo il motore del frigo. Così facendo le pareti di ghiaccio
formatesi per condensa, si sciolgono lentamente e le acque prodotte vengono raccolte all’interno
di un piccolo foro (posto di solito in basso, dietro al cassetto della carne), che è collegato con un
Iltubicino
sito non ad una cookie
utilizza vaschetta posta
per fini sul motore. Tale
di profilazione vaschetta,
ma consente una volta
l’installazione riempita
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quindi da ulteriore “raffreddamento” al motore stesso. Certo un sistema piuttosto “basic”, ma che
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funziona
abbastanza OK

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bene e che
evita le
fatiche e le
scomodità
dello

sbrinamento manuale, per attuare il quale occorrono alcuni accorgimenti importanti. Innanzitutto,
utilizzate sempre una spatola di plastica e mai un coltello per rimuovere il ghiaccio. Con
quest’ultimo potreste correre il rischio di forare le pareti del frigorifero rendendo necessaria una
sua completa sostituzione.  Qualora il ghiaccio risulti troppo consistente per essere rimosso con la
spatola, occorre per forza attendere che si sia sciolto maggiormente, provvedendo nel contempo a
far si che l’acqua che si forma dal suo scioglimento non esca in maniera troppo copiosa dal frigo
danneggiando magari i mobili o il pavimento. Una volta rimossa la maggior parte del ghiaccio
occorre procedere ad una sua completa pulizia, perché i batteri che si possono formare a causa
dell’alzamento della temperatura possono essere davvero molto pericolosi. La pulizia va
effettuata con l’ausilio di detersivi appositi o di un normale sapone che però non rilasci sostanze
che possono risultare nocive per gli alimenti. Non vi trattenete dall’usare a questo scopo anche
del semplicissimo aceto bianco: è un ottimo disinfettante e se anche può sembrarvi lasciare un
pessimo odore, esso sparirà dopo qualche giorno ed il risultato igienico sarà perfettamente
garantito. Durante questa fase non dimenticate di pulire (in verità andrebbe fatto con cadenza
regolare) anche la guarnizione in gomma intorno agli sportelli, soprattutto per evitare la
formazione di grumi di sporco che oltre ad essere molto pericolosi per la salute, la possono
lentamente consumare, facendo perdere al frigo la propria “tenuta”.

Quella del pulizia è un’abitudine che nel caso del frigo a sbrinamento manuale è ovviamente
indispensabile, ma che è importantissima anche nei frigoriferi con gli altri tipi di
funzionamento. Senza quest’ultima possono formarsi infatti batteri sui cibi che una volta tolti dal
frigo corrono il rischio di decomporsi molto più rapidamente di quanto dovrebbero.

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Funzionamento No-frost.

Proprio per evitare il più possibile questo tipo di problema, sono stati inventati i frigoriferi No-
front. L’aria in questi elettrodomestici circola nel vano interno in modo forzato grazie a un sistema
di canalizzazioni: la refrigerazione è più rapida e la temperatura uniforme a qualsiasi livello.  In
questo modo non si deposita che pochissima brina sulle pareti e non si forma comunque mai su di
esse uno spesso strato di ghiaccio, come può avvenire sugli “statici”. Non è quindi più necessario
intervenire per rimuoverlo manualmente, ma lo sbrinamento è completamente automatico e
funziona perfettamente anche grazie alla poca quantità di materiale ghiacciato depositato.  Nei
moderni frigoriferi la tecnologia no-frost può essere applicata al solo vano congelatore, oppure
sia al congelatore sia al frigorifero (vengono detti frigoriferi “total no-frost”).  Il sistema no-frost
ha dunque indubbi vantaggi pratici nella gestione. Attenzione però: la circolazione forzata
dell’aria tende a ridurre il tasso di umidità e gli alimenti si disidratano più in fretta se non
vengono confezionati in modo corretto.  E il classico caso in cui risultano utilissimi gli accessori in
plastica con chiusura ermetica e la pellicola trasparente. Con questi accorgimenti infatti gli
alimenti vengono protetti dalla perdita della loro umidità naturale ed allo stesso tempo vengono
conservati in temperature molto uniformi e controllate.

Funzionamento Ventilato

Questa tecnologia (indicata in modi diversi dai vari produttori) si applica solo al vano frigo ed è
una via di mezzo tra il sistema statico e il no-frost. Una ventola posta di solito in alto, proprio
vicino al punto da dove proviene il freddo, spinge l’aria gelata ovunque e dall’alto in basso, quindi
la temperatura si mantiene omogenea nelle zone aperte, mentre rimane differente in quelle
separate e chiuse, come nelle ribalte e nei cassetti.  In questo modo il livello di umidità si
mantiene più alto rispetto ai no-frost perché l’aria che viene fatta circolare all’interno dei vani
frigo è sempre la stessa e non subisce modifiche di temperatura. Tant’è vero che se manca la
corrente, il freddo interno dura più a lungo rispetto ai frigo statici o ai no-frost; e la capienza
interna, a parità di dimensioni del frigorifero, è maggiore sia per la minore necessità di
isolamento (ecco perché infatti spesso questi apparecchi consumano meno), sia per la mancanza
di canalizzazioni interne alle pareti.

Sulla scheda tecnica è possibile quasi controllare anche le ore di “autonomia” senza corrente
dell’apparecchio: quanto cioè a lungo si mantiene il freddo all’interno del frigo in caso di
mancanza di corrente.

Che cosa è cambiato con l’elettronica?  


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I frigoriferi
Per maggioridiinformazioni,
ultima generazione sonoalla
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gran parte a funzionamento elettronico. Per
OK
la regolazione delle temperature, al posto

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del tradizionale termostato hanno sensori


termici che controllano il microclima del
frigorifero e del congelatore.

Quando subentra qualche variazione


rispetto alla temperatura impostata questa
viene subito rilevata dai sensori e il
funzionamento del compressore si adegua
di conseguenza per ripristinare le condizioni
ottimali.  In alcuni modelli da libera
istallazione un’interfaccia digitale -in
genere un display touch-screen sulla porta
esterna – permette di monitorare le
funzioni e i gradi interni, tutto senza aprire
lo sportello.

Molti modelli di frigocongelatori hanno


oggi capacità nette (cioè utili) molto
elevate, anche superiori ai 500 litri. Sono
quindi adatti a chi fa grandi scorte
alimentari, con possibilità anche di
risparmiare sul prezzo degli acquisti.

Attenzione però a evitare gli sprechi ! Come può aiutarci il frigorifero


in questo ?

Il cibo troppo spesso viene sciupato, mentre per molti esseri umani sulla terra il problema è
quello di non averlo: un paradosso contemporaneo che coinvolge soprattutto il mondo
occidentale. Alla base ci sono quasi sempre acquisti sbagliati ed eccessivi, ma anche una cattiva
conservazione degli alimenti dovuta a errori banali. Del tema “Nutrire il pianeta” si è occupata
anche “Expo 2015”, la grande fiera mondiale tenuta a Milano-Rho fino alla fine di ottobre del
2015, in cui è stato dato tantissimo spazio all’argomento “spreco alimentare”.

Ogni anno infatti nel mondo si scartano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ancora commestibile, 90
miliardi solo in Europa: ciò significa una media di quasi 180 kg a persona. Questi sono gli
impressionanti dati emersi dagli ultimi rapporti della Fao (www.fao.org), Organizzazione delle
Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. Gli sprechi alimentari in Italia e ne1 mondo
hanno origine a diversi livelli: nel filiera produttiva stessa (55%), nella ristorazione e in ambito
domestico (45%).

In fase dì produzione moltissimi degli alimenti vengono scartati per eccedenze non programmate,
ma anche, molto spesso, solo per la loro non conformità agli standard (delle dimensioni, del
colore o dell’estetica) o addirittura per un qualche difetto nel confezionamento o nella stampa
dell’etichetta.
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Nelle famiglie, invece, lo spreco
Cliccando deriva
su OK, peraccetta
l’utente lo più l’utilizzo
da acquisti, o preparazioni
dei cookie in cucina superiori
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alle effettive necessità di consumo. Finiscono gettati via soprattutto cibi freschi, in policy
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OK

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quello che più stupisce è il fatto che la maggior parte dei rifiuti provengono soprattutto dai
frigoriferi!

In realtà però, a parte la conservazione, è


la programmazione errata della spesa e
dei pasti a far sì che si lascino scadere
tanti alimenti, anche a lunga
conservazione, prima di poterli
consumare.

Una parte ancora troppo piccola delle


eccedenze viene recuperata e riutilizzata.
Dei 6 milioni di tonnellate di eccedenze
alimentari scartate ogni anno in Italia
(per un valore di 13 miliardi di euro),
oltre un milione e mezzo è recuperabile,
perfettamente integro e commestibile. È
quanto emerge da una ricerca compiuta
nel 2013 dal Politecnico  di Milano
(www.polimi.it) nella quale si indica
chiaramente quanto anche sul piano
pratico, molto si può fare a casa propria
per contenere gli sprechi: dalla
programmazione della spesa, come
abbiamo detto, per evitare di acquistare quantità eccessive di alimenti, all’organizzazione della
dispensa e del frigo in modo da stabilire  ogni giorno il menu in base agli ingredienti disponibili.

Esistono anche specifiche “App” per la  gestione intelligente delle scorte: scaricate sul cellulare o
sul Tablet, permettono  di monitorare le date di scadenza dei cibi  e di regolare così le priorità di
consumo. In molti casi, con qualche minimo accorgimento, è possibile adattare le ricette che si
vogliono preparare alle quantità di  ingredienti che si hanno nel frigo; o addirittura trovare molti
piatti che si possono cucinare con gli avanzi.  E’ in questo che si riconoscono davvero i migliori
Chef!!

Nell’ambito di questo ragionamento sull’importanza di una corretta conservazione dei cibi, rientra
anche tutto ciò che riguarda L’attrezzatura interna che deve essere adeguata alle esigenze
personali, in base alla quantità e qualità di cibi e bevande che si conservano nel frigorifero.

Come ottenere una conservazione perfetta ?

Per avere ampia informazione su questo argomento, vi rimandiamo all’apposito articolo che
troverete fra i nostri consigli.

Per adesso
teniamo a
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darvi qualche Cliccando su OK, l’utente accetta l’utilizzo dei cookie di terze parti.
notizia di
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massima, utile OK

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almeno per
darvi un idea
su questo
argomento.

E’ importante
sapere infatti
che nei cibi
freschi, come
frutta, verdura
e formaggi, la
durata e il
mantenimento delle caratteristiche organolettiche e dei sapori originali, non è soltanto una
questione di freddo, ma anche di umidità. Un livello intermedio di quest’ultima, è fondamentale
per evitare sia la formazione di muffe sia, al contrario, la disidratazione. Come ogni ambiente, il
frigorifero e il congelatore hanno infatti un loro microclima interno, dato dalla combinazione di
basse temperature e umidità.  In una condizione di umidità ottimale (intorno al 45-60% nel frigo),
la conservazione dei cibi freschi può prolungarsi in media di 7-15 giorni. In molti modelli di
ultima generazione questi parametri sono regolati con sistemi elettronici che rilevano eventuali
variazioni, ripristinando automaticamente il livello ideale.  Queste tecnologie possono essere
estese a tutto il vano o concentrarsi su specifici scomparti o cassetti “del fresco” con
caratteristiche idonee, quindi, alla conservazione di frutta e verdura o di altri alimenti freschi
senza che si disidratino o marciscano.  A migliorare la conservazione contribuiscono anche
specifici trattamenti antibatterici, spesso agli ioni, delle pareti di alcuni modelli di frigorifero.

In generale comunque, all’interno del frigorifero la temperatura viene solitamente impostata tra i
4 e i 7 °C; a seconda del sistema di raffreddamento dell’apparecchio, può essere costante su tutti i
livelli, oppure differenziata, con i ripiani bassi più freddi e quelli alti con qualche grado in più.

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Come

organizzare al meglio l’attrezzatura interna del frigorifero ?

Parliamo adesso delle varie suddivisioni riscontrabile nella maggior parte dei frigoriferi, partendo
proprio dal considerare il vano “frigo” vero e proprio, quello cioè in cui viene riposta di solito la
maggior parte del cibo. Esso è solitamente suddiviso in scomparti tramite dei ripiani che possono
essere in vetro oppure in griglia di metallo. Quelli in vetro, anche se più fragili, sono da preferirsi
perché a lungo andare non arrugginiscono, anche se sono abbastanza più pesanti di quelli in
metallo e per questo più difficoltosi a spostarsi. A questo proposito è abbastanza ovvio precisare
che quando è possibile in fase di scelta, è sempre meglio preferire elettrodomestici in cui i ripiani
abbiano in qualche modo la possibilità di essere regolati in altezza. In questo modo infatti si
evitano situazioni di difficoltà che si verificano, ad esempio, quando si vuole riporre un anguria o
quando desideriamo mettere in frigo un’intera pentola. All’interno di questo vano i vari scomparti
avranno quindi, come abbiamo visto, una temperatura uniforme, se si tratta di macchine a
controllo elettronico di tipo no-frost o ventilato, mentre saranno più freddi quelli in basso,
quando useremo un frigorifero di tipo statico. Quasi tutti i frigoriferi possiedono comunque in
basso due scomparti che possono essere separati dal resto, tramite dei cassetti oppure
delle ribalte.Bisogna fare attenzione a questi vani
è riporci ciò che è indicato nei libretti di
istruzione: questi alloggiamenti speciali infatti
sono abitualmente posizionati in basso perché è
in quella zona che si raggiungono quasi sempre le
temperature più basse e quindi più adatte a
contenere alimenti “importanti”, ma molto
reperibili come la carne. La loro posizione è però
la stessa, pure nel caso dei frigoriferi ventilati ed
in quelli no-frost, anche perché vi sia più comodo
Ilper
sitolenon
massaie, riporviper
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alimenti più pesanti
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come appunto la carne.Vi sonosualtresì
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frigoriferi in cui i cassetti interni sono più di uno disattivazione, è possibile consultare la Privacy policy completa.

( a volte sono addirittura tre o quattro) per OK

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permettere anche l’alloggiamento separato delle


verdure e della frutta (che come abbiamo detto,
non sopportano temperature troppo basse) o dei
formaggi. Quando non si possiede un frigorifero
con dei reparti dedicati a questo tipo di cibo è
sempre buona abitudine l’utilizzo degli appositi
contenitori in plastica che, isolando quegli
alimenti dal resto del frigorifero, manterranno per
loro un microclima simile a quello di una
cantina. Oltre al vano centrale grande, sono
disponibili in tutti i modelli di frigoriferi dei
piccoli vani delle controporte, che sono destinati
in alto a riporvi lo scatolame, i barattoli, i formaggi e le uova (non a caso tutti alimenti dalle
piccole dimensioni), mentre quelli in basso vengono predisposti per le bottiglie ed i contenitori in
tetra-pack. Un accorgimento consigliabile per quanto riguarda questi vani è quello di controllare
sempre se sono in qualche modo spostabili in altezza e se la loro profondità consente
l’inserimento delle bottiglie da due litri, che sono il formato più venduto per l’acqua minerale.

Il vano congelatore al contrario del frigo non permette tante possibili comparazioni o differenti
utilizzi. Esso è disponibile di solito con due tipi di scomparto: a cassetti e a ribalta. L’aspetto
“praticità” del congelatore si gioca infatti su queste due varietà di aperture in quanto, mentre il
cassetto è da preferirsi in molti casi perché è più facile accedervi estraendolo, la ribalta risulta
altresì più comoda perché capace di contenere ben più alimenti rispetto ad un cassetto. Di solito
infatti, siccome nella parte bassa del frigorifero prende posto il motore, quando osserviamo un
“rovesciato” o un combinato (quegli apparecchi cioè che hanno il congelatore in basso) si può
notare che il vano più in basso è utilizzabile tramite una ribalta perché di profondità ridotta,
mentre gli altri più in alto sono cassetti.

I frigoriferi di tipo “rovesciato” possiedono dunque di solito due cassetti ed una ribalta, ma ve ne
sono anche a tre cassetti, di cui quello più in basso ha delle dimensioni molto minute. Nei
combinati 50/50 invece questi vani sono quattro e sono suddivisi fra tre cassetti ed una ribalta.
Nel caso dei frigoriferi con freezer (quelli cioè con un piccolo vano congelatore in alto), non
troveremo ne cassetti ne ribalte all’interno della parte congelatore, perché essi non si aprirebbero
in maniera sufficientemente agevole, ma vi troveremo quasi sempre un piccolo ripiano in modo da
suddividere il vano in due. Vi sono poi le versioni “doppia-porta” quelli cioè che hanno il
congelatore posto in verticale accanto al vano frigo. In questi modelli le disposizioni interne
possibili sono due: la comparazione a cassetti e ribalte, riscontrabile nei modelli di altezza non
superiore ai 150/170 cm e quella a ripiani (con qualche cassetto interno) riscontrabile in tutti gli
altri modelli. A proposito di quest’ultimi è bene precisare che l’utilizzo dei ripiani interni ad un
congelatore, va fatto con una maggiore attenzione rispetto a quella che deve avere chi possiede
un congelatore a cassetti. Il motivo è abbastanza ovvio: pur avendo una capienza maggiore infatti,
il congelatore a ripiani (come quello con i vani a ribalta, del resto) non consente una comoda
estrazione degli elementi congelati, perciò risulta molto più necessario in questi casi l’uso dei
contenitori in plastica al posto dei tradizionali “sacchetti”. I sacchetti infatti, specie quando
contengono alimenti piuttosto liquidi, tendono ad adagiarsi alle pareti dove vengono riposti e
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questo può causare delle scomodissime
Cliccando “incollature”,
su OK, l’utente specie
accetta l’utilizzo quando
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di terze parti. rimangono
troppo a lungo
Per maggiori ancheapposite
conservati. Le
informazioni, vaschette
in ordine alla con coperchio,
disattivazione, è possibiledunque,
consultaresono da preferirsi
la Privacy di gran
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lunga sia nei vani congelatore con ribalta sia in quelli con ripiani a vista, perché permettono un
utilizzo più comodo del congelatore stesso, pur sacrificandone un po’ lo spazio interno.

Concludiamo qui questa serie di indicazioni che possono senz’altro risultare molto utili a chi si
accinge ad acquistare il proprio frigorifero. Non dimentichiamo però che vi sono tanti negozianti
preparati e competenti che sono in grado di consigliare al meglio ogni scelta.

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