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BASATO SULLA SCENEGGIATURA DI CHRISTOPHER GORE

E L’OPERA TEATRALE DI CHRISTOPHER SERGEL

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PERSONAGGI
GLI INSEGNANTI

SIGNOR FARREL TEATRO

MISS BERG DANZA

SIGNOR SHOROFSKY MUSICA

SIGNORA SHERWOOD INGLESE

GLI STUDENTI

MONTGOMERY LISA

RALPH COCO

LEROY DORIS

BRUNO HILARY

MARIANNE Ragazza alle audizioni

SHIRLEY Ragazza alle audizioni

SIGNORA FINSECKER Madre di Doris

ANGELO Padre di Bruno

MARIO Zio di Bruno

PRESENTATORE Notte dei talenti

RAGAZZA

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“FAME”
Basato sulla sceneggiatura di Christopher Gore

SCENA 1
Audizioni di teatro.
Montgomery è un giovane attore che sta facendo i provini per la Scuola di Arti Performative.

MONTGOMERY: Mi sono sempre preoccupato di non piacere alla gente quando vado ad una festa.
Non è pazzesco? Vi capita mai di avere quella sensazione di nausea quando avete
paura di qualcosa? Non vorrei perdere la festa ma ogni volta che ci vado mi prende
quella sensazione come se tutto il mondo fosse contro di me. Vedete, ho passato la
mia intera vita nelle accademie militari. Mia madre non ha un posto per me dove
vive ora e non sa dove altro sbattermi. Non fraintendetemi su mia madre. Ѐ davvero
una persona adorabile. Immagino che ogni ragazzo pensi che sua madre sia bella,
ma mia madre lo è davvero. In ogni lettera mi dice quanto le dispiace che non
siamo più insieme, ma deve pensare al suo lavoro. Una volta insieme ci siamo stati,
però. Ci siamo incontrati a San Francisco una volta e siamo stati insieme per due
interi giorni, come fossimo fidanzati. Sono stati i giorni più belli che io abbia mai
vissuto. Poi sono dovuto tornare all’accademia militare. Ogni volta che rientro in
quella caserma sento una sensazione di… una sensazione di… (dimentica la battuta
e guarda i suoi appunti) Mi dispiace. Una specie di sindrome depressiva. Ha grosse
pareti di pietra. Sapete cosa voglio dire? Immagino di avervi annoiato abbastanza
parlandovi di me stesso…

SIGNOR FARREL: Grazie.

MONGOMERY: Mi dispiace. Ho incasinato l’ultimo paio di righe. Credo di essere nervoso.

SIGNOR FARREL: Va bene. Sei andato molto bene.

MONTGOMERY: Posso tornare indietro e fare di nuovo quella parte se per lei va bene?

SIGNOR FARREL: No, va bene… Signor MacNail. (Montgomery inizia a dire qualcos’altro, il professore
lo blocca) Ѐ tutto ciò di cui abbiamo bisogno oggi. Grazie.

MONGOMERY: No, grazie a lei. Aspetto sue notizie.

SIGNOR FARRELL: Il prossimo, per favore.

SCENA 2
Entrano tre ballerine che stanno andando all’audizione.

3
LISA: Sono così nervosa. Oh, adoro la tua sciarpa.

MARIANNE: Grazie. Ѐ di mia sorella. Ѐ venuta qui a scuola e ha pensato che potesse portarmi
fortuna.

LISA: Ne avrei bisogno anche io. Odio le mie gambe. Pensi che siano troppo corte?

MARIANNE: (A Coco) Hai preparato un monologo?

COCO: Certo.

LISA: Anche io, ma spero non mi chiedano di cantare.

MARIANNE: Non canterò.

COCO: Ma devi.

MARIANNE: Ma io sono venuta qui per ballare.

COCO: Devi anche cantare, recitare e suonare uno strumento.

LISA: Cosa? Tutte e tre?

COCO: Questa è una scuola di “arti performative”, no!

MARIANNE: Sì, ma non devi sapere fare tutto, vero?

COCO: Però aiuta, tesoro. Sicuramente aiuta.

LISA: Oh no, guarda i miei capelli ora! Diventano crespi quando mi innervosisco.

MARIANNE: Quindi, tu che cosa fai?

COCO: Io? Io faccio tutto!

LISA: Tutto?

COCO: Sentitevi libere di guardare.

SCENA 3
Audizioni di musica.

SIGNOR SHOROFSKY: Il prossimo, per favore.

RALPH: Salve.

SIGNOR SHOROFSKY: Come va? Come si chiama?

RALPH: Ralph Garci.

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SIGNOR SHOROFSKY: Bene, Ralph Garci. Le dispiacerebbe arretrare un poco? Grazie. Va bene Signor
Garci, chi è stato il suo insegnante?

RALPH: Be’, mio padre è stato il mio insegnante. (pausa) Sta lavorando per il governo. Non
dovrei parlarne, ma mio padre era molto famoso. Ha suonato alcune tra le sinfonie
più belle del mondo. Un tempo.

SIGNOR SHOROFSKY: Che cosa suona?

RALPH: Trombone … e corno francese … corno inglese … sassofono.

SIGNOR SHOROFSKY: Qualcos’altro?

RALPH: Sì. Il bongo, le maracas, questo genere di cose.

SIGNOR SHOROFSKY: Non ha suonato il violino per caso. Vede, siamo a corto di violini.

RALPH: NO.

SIGNOR SHOROFSKY: Che cosa le ha insegnato?

RALPH: (Ralph tira fuori un’armonica dal suo astuccio) Ѐ pronto? (inizia a suonare –
malamente!)

SIGNOR SHOROFSKY: Grazie! (Ralph continua a suonare) Grazie! Mi dica Signor Garci, le piace ballare?

RALPH: Oh, adoro ballare.

SIGNOR SHOROFSKY: Allora forse dovrebbe provare al dipartimento di ballo.

RALPH: Va bene. Certo. Posso fare qualunque cosa.

SIGNOR SHOROFSKY: Grazie. Il prossimo.

SCENA 4
Ricevimento per le audizioni.

SIGNORA SHERWOOD: Nomi?

SHIRLEY: Mi scusi, professoressa. Non ha bisogno del suo nome. Non è qui per l’audizione. Ѐ
il mio partner.

SIGNORA SHERWOOD: Da quale scuola viene?

SHIRLEY: Non gli interessa la scuola. Mi sta solo dando una mano, sa, con la mia coreografia.
Ѐ solo il mio partner. Abbiamo provato insieme ma sono io che faccio l’audizione.
Mulholland, Shirley. Sono in regola. Ho riempito tutti i vostri moduli.

SIGNORA SHERWOOD: Lui non andrà da nessuna parte senza avermi dato il suo nome.

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SHIRLEY: Si chiama Leroy, ma è la mia audizione. Shirley Mulholland. Con due L. E non gli
chieda di scrivere nulla. Non gli piace.

SIGNORA SHERWOOD: Beh, lui non parla?

SHIRLEY: Non è molto loquace. Non finché non impara a conoscerlo.

SIGNORA SHERWOOD: Leroy, e poi? (pausa) Guardi, se vuole fare l’audizione …

SHIRLEY: Leroy Johnson. Possiamo andare ora?

SIGNORA SHERWOOD: No. No finché non mi dà quel coltello.

SHIRLEY: Non staremo così tanto da causare problemi. Sta solo aiutando un’amica.

SIGNORA SHERWOOD: Non aiuterà nessuno finché non mi dà quel coltello. Questa è la Scuola di Arti
Performative. Non ci tagliuzziamo a vicenda, qui.

LEROY: Ehi, non le lascerò la mia lama.

SHIRLEY: Dai Leroy, hai promesso!

SIGNORA SHERWOOD: Potrà riprendere la sua arma quando avrete finito.

LEROY: Ѐ quello che vuole?

SIGNORA SHERWOOD: Ѐ ciò che voglio.

LEROY: Ѐ sicura?

SIGNORA SHERWOOD: Sì, ne sono sicura.

LEROY: Promette di non fregarmelo?

SIGNORA SHERWOOD: Lo prometto. (Leroy consegna il coltello)

SHIRLEY: Grazie, signora.

LEROY: Non ti preoccupare, piccola. Ho molti coltelli.

SCENA 5
Bruno, uno studente di musica, con suo padre e suo zio stanno scaricando la strumentazione di Bruno.

ANGELO: Attento. Ѐ una macchina che vale $ 7000.

MARIO: Sto facendo attenzione.

BRUNO: Non toccare le manopole. Le ho già impostate col taglio giusto.

ANGELO: Quali manopole? Che parte è questa? Vado in confusione con tutti questi pulsanti e
interruttori.

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BRUNO: Sono sulla V.C.O. (chiede indicazioni ad una ragazza) Scusami, potresti indicarmi la
strada per il dipartimento di musica?

GIRL: Certamente. In fondo al corridoio, la seconda a sinistra. Poi prendi le scale per il
terzo piano.

ANGELO: Il terzo piano … bene … grazie.

MARIO: Perché non può suonare l’ottavino? Qualcosa di più piccolo e sensato.

ANGELO: Per lo stesso motivo per cui tu guidi un taxi e non una biga romana. Ѐ il progresso.
La testa di mio figlio è proiettata verso il futuro. E oltretutto papà suonava la
fisarmonica da schifo.

SCENA 6
Passano Doris, un’attrice, e sua madre mentre vanno all’audizione.

SIGNORA FINSECKER: Adesso non essere timida. Stai dritta. Doris …

SIGNORA SHERWOOD: Posso aiutarvi?

DORIS: (Sua madre le dà una spintarella in avanti. Tiene una lettera in mano.) Sono qui per
la mia …

SIGNORA FINSECKER: … la nostra audizione.

SIGNORA SHERWOOD: E lei è?

SIGNORA FINSECKER: Sono la madre di Doris.

SIGNORA SHERWOOD: Temo che …

SIGNORA FINSECKER: Cosa? Ha un appuntamento. Doris, falle vedere la lettera.

SIGNORA SHERWOOD: Sì, capisco, ma temo che non le sia permesso entrare con lei.

SIGNORA FINSECKER: Oh, ma sa, io devo aiutarla nell’audizione. Ho un ruolo molto importante. Senza di
me sarebbe impossibile per lei …

SIGNORA SHERWOOD: Va bene. Farò un’eccezione. Deve vedere il Signor Farrell. Giù nell’atrio a destra.

SIGNORA FINSECKER: Grazie.

DORIS: Lo sapevo. Lo sapevo che non ci sarebbero state altre madri.

SIGNORA FINSECKER: Pensavi che ti avrei lasciata venire senza di me? Sono qui per darti supporto.

DORIS: Non ho bisogno di supporto. E tu mi hai costretta ad indossare questo vestito.


Sembro così fuori luogo. Tutti gli altri ragazzi hanno …

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SIGNORA FINSECKER: Devi apparire al meglio. Deve essere proprio quella.

SIGNOR FARRELL: Il prossimo, per favore. Come ti chiami?

DORIS: Finsecker. Doris Finsecker.

SIGNOR FARRELL: E che cosa farai per noi?

DORIS: Avevo intenzione di cantare.

SIGNOR FARRELL: Qui non devi cantare, tesoro …

SIGNORA FINSECKER: Conosciamo i nostri diritti. Lei non può rifiutarle l’audizione.

SIGNOR FARRELL: Non deve cantarla, l’audizione. Per favore, mi scusi, se non le dispiace. Tesoro, non
devi cantare per noi perché questo è il dipartimento di teatro.

SIGNORA FINSECKER: Quando lei canta è teatro.

DORIS: Mamma.

SIGNOR FARRELL: Perché vuoi venire a scuola qui, Doris?

DORIS: Voglio diventare un’attrice.

SIGNOR FARRELL: Scusami, non riesco a sentirti.

SIGNORA FINSECKER: Parla più forte Doris.

DORIS: Voglio diventare una brava attrice. Una brava e seria attrice e … devo dirglielo?

SIGNORA FINSECKER: Sì, diglielo.

DORIS: Non possiamo permetterci una scuola professionale.

SIGNOR FARREL: Va bene. Se vuoi cantare, va’ avanti. Dopo vedremo la tua recitazione.

DORIS: Sono un po’ nervosa.

SIGNOR FARRELL: Pensalo come un esercizio di concentrazione. Canta e non pensare a nessun’altro.

SIGNORA FINSECKER: Bene, schiacci il bottone.

Doris canta

“CIÒ CHE ERAVAMO”


DORIS: I ricordi illuminano gli angoli della mia mente,
Ricordi come acquerelli sbiaditi,
di ciò che eravamo.
Foto sparpagliate, di sorrisi che ci siamo lasciati alle spalle,
Sorrisi che abbiamo destinato ad altri,
di ciò che eravamo.

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Mentre canta sua madre fa una foto con il flash che spaventa Doris. Inizia a recitare le parole invece di
cantarle.

Può essere che era tutto così semplice allora, oppure è il tempo ad aver riscritto
ogni cosa? Se avessimo la possibilità di fare tutto di nuovo. Dimmi, lo faremmo?
Vorremmo? I ricordi possono essere ancora belli, ciò che è troppo doloroso da
ricordare, lo dimentichiamo semplicemente. Allora ricorderemo le risate, in
qualunque momento ricorderemo ciò che eravamo. Ciò che eravamo.

La mamma di Doris applaude e si asciuga gli occhi.

SIGNOR FARRELL: Doris, che cosa farai se non verrai accettata?

SIGNORA FINSECKER: Ce la faremo.

SCENA 7
Audizioni di danza. Entra Ralph.

MISS BERG: E tu sei?

RALPH: Sono Ralph. Ralph Garci.

MISS BERG: Va bene. Dove hai studiato?

RALPH: Mi ha insegnato mio padre. Non dovrei parlare di lui adesso. Sta facendo un po’ di
lavoro per il governo, sa, faccende segretissime. Ma mio padre è molto, molto
famoso. Ha ballato con le Rockettes! Mi ha insegnato tutto ciò che sa.

MISS BERG: Ah ha, allora che cos’hai preparato per noi oggi?

RALPH: Ho un piccolo numero di tiptap, coreografato da mio padre.

MISS BERG: Certo. Vuoi iniziare, per favore?

RALPH: Ballerò “Swanee River”.

MISS BERG: Va bene.

RALPH: “Swanee River”, per favore. Dacci dentro. (balla)

MISS BERG: Perché non provi al dipartimento di teatro?

Ralph esce.

MISS BERG: Shirley, Shirley Mullholland?

SHIRLEY: Sì, signora. Sono Shirley.

MISS BERG: Sei la prossima. Chi è questo?

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SHIRLEY: Lui è il mio partner.

MISS BERG: Nome?

SHIRLEY: Leroy Johnson.

MISS BERG: Va bene. Quando siete pronti.

La musica inizia e loro ballano. Mentre ballano, Leroy inizia a divertirsi esibendosi per gli altri e balla da solo.
Shirley non è stupita.

“LUCE ROSSA”
GRUPPO: Doo doo doo doo, doo doo doo
Doo doo doo doo doo, doo doo doo doo

Doo doo doo doo, doo doo doo


Doo doo doo doo doo, doo doo doo doo

Ho lavorato così tanto per prendermi un uomo non provare a portarmelo via.
Amo il mio uomo come nessun altro sa fare, non ci provare o la pagherai.
Ti stai avvicinando troppo, stai andando troppo lontano.
Chi ti credi di essere?
Una specie di stella?

Stai andando verso una luce rossa


Notte calda
Brutto litigio
Dinamite

Notte calda
Brutto litigio
Dinamite

(Luce rossa)
Rosso è il colore del caldo (Luce calda)
Calda è la febbre che ho avuto (Brutto litigio)
Abbastanza rosso da bruciarti (Ooooooo)

Dinamite

(Luce rossa)
Rosso è tutto ciò che riesco a vedere (Notte calda)
Caldo è come sarà (Brutto litigio)
Rosso per te se mi fai casini (Ooooooo)

Doo doo doo doo, doo doo doo


Doo doo doo doo doo, doo doo doo doo

Doo doo doo doo, doo doo doo


Doo doo doo doo doo, doo doo doo doo
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Ora non ti voglio in giro, il mio uomo è troppo difficile da tener stretto.
Ma se hai in programma di andare in giro, ho intenzione di fermarti.
Perché sono pronta per ballare e sono pronta per muovermi,
Sono furiosa fuori controllo
Guarda qui sotto!

Stai andando verso una luce rossa


Notte calda
Brutto litigio
Dinamite

Notte calda
Brutto litigio
Dinamite

(Luce rossa)
Rosso è il colore del caldo (Luce calda)
Calda è la febbre che ho avuto (Brutto litigio)
Abbastanza rosso ti brucerà (Ooooooo)

Dinamite

(Luce rossa)
Rosso è tutto ciò che riesco a vedere (Notte calda)
Caldo è come sarà (Brutto litigio)
Rosso per te se mi fai casini (Ooooooo)

Doo doo doo doo, doo doo doo


Doo doo doo doo doo, doo doo doo doo

Doo doo doo doo, doo doo doo


Doo doo doo doo doo, doo doo doo doo (x6)

Luce rossa
Notte calda
Brutta lite
Dinamite

(Luce rossa) Sto parlando di una vera luce rossa


(Notte calda) Ti darò una bella rissa.
(Brutta lite) Non provare a prenderti il mio uomo.
(Dinamite) Voglio tenere duro il più possibile.

Ho lavorato così tanto per prendermi un uomo non provare a portarmelo via.
Amo il mio uomo come nessun altro sa fare, non ci provare o la pagherai.
Sono pronta per ballare e sono pronta per muovermi,
Sono furiosa fuori controllo
Guarda qui sotto!

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Stai andando verso una luce rossa
Notte calda
Brutta lite
Dinamite

Luce rossa
Notte calda
Brutto litigio
Dinamite

Luce rossa
Notte calda
Brutto litigio
Dinamite

Luce rossa
Notte calda
Brutto litigio
Dinamite

Luce rossa
Notte calda
Brutto litigio
Dinamite
Luce rossa
Notte calda

LUCE ROSSA!

SHIRLEY: No, no. Fermi. Dobbiamo ricominciare. Non lo sta facendo bene. Non stai facendo
ciò che abbiamo provato.

MISS BERG: Va bene Shirley. Penso che abbiamo visto abbastanza. Leroy dov’è il tuo modulo di
richiesta?

SHIRLEY: Non ha un modulo di richiesta. Questa è la mia audizione. Sono venuta qui per
ballare. Non ti interessa la scuola, ricordi?

LEROY: Beh, ci sto pensando. In ogni caso mi interessa ballare.

SHIRLEY: Ti interessano le ragazze, vuoi dire. Non devi andare a scuola per questo. Chi ti ha
chiesto di fare la mia audizione, comunque!

LEROY: L’hai fatto tu. Ti stavo facendo un favore, ricordi?

SHIRLEY: Un grosso favore.

MISS BERG: (a Leroy) Compila questi moduli e porta le tue carte al terzo piano. Assicurati di
consegnarle alla responsabile che è alla porta.

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SHIRLEY: E io?

MISS BERG: Puoi andare di sotto nel camerino delle ragazze e aspettarlo lì, se ti va.

SHIRLEY: Ho finito? Non devo ballare più? Dove stai andando, Leroy? Lui è dentro e io sono
fuori, vero? Vai al diavolo, Leroy! Questa era la mia audizione, ricordi? Non ti
interessa la scuola. Abbiamo provato affinché io entrassi in questa scuola, non tu!
Non è giusto! Non ce la farai! Verrai cacciato fuori! Ad ogni modo, non voglio più
venire qui. Questa scuola è stupida. Mi hai fatto un favore! Te ne sei andato e mi
hai salvata da quattro lunghi anni in questa stupida scuola! Stai guardando una
ragazza felice! Chi vuole andare a scuola per imparare a ballare, comunque?

SCENA 8
Audizione di musica. Entra Bruno con tutta la sua strumentazione.

ANGELO: Stai calmo. Un po’ più a sinistra. Va bene Bruno. Dove vuoi questo?

BRUNO: (Chiamandolo da dietro le quinte) Va bene, papà. Posso prenderlo io da qui.

ANGELO: (Dietro le quinte) Sei sicuro figliolo?

BRUNO: Sì. Grazie. Oh, salve! Martelli, Bruno Martelli.

SIGNOR SHOROFSKY: Ha bisogno di una licenza per manovrare quella cosa, Signor Martelli?

BRUNO: Prego?

SIGNOR SHOROFSKY: Voglio dire, vuole essere un musicista o un pilota di aeroplani?

BRUNO: Sono un musicista.

SIGNOR SHOROFSKY: Molto bene. Se vuole sistemare la sua strumentazione, dopo può iniziare.

BRUNO: Sì certo, nessun problema.

SIGNOR SHOROFSKY: Suona il violino, Signor Martelli?

BRUNO: Non uno vero. (vari suoni e alcune luci lampeggiano sul sintetizzatore) Va bene,
siete pronti? (inizia a suonare)

SIGNOR SHOROFSKY: Signor Martelli. Signor Martelli. Signor Martelli! Grazie. Uno strumento alla volta
sarà più che sufficiente.

BRUNO: Posso farlo in 4/4 se lo preferisce con un ritmo da disco.

SIGNOR SHOROFSKY: No grazie, non sarà necessario. Le dispiacerebbe suonare questo per me. In una
parte dell’audizione si richiede che si legga a prima vista un brano.

BRUNO: Nessun problema. (suona perfettamente il brano)

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SIGNOR SHOROFSKY: Ok. Va bene. Ha studiato questo brano prima d’ora?

BRUNO: Forse l’ho sentito. A mio padre piace roba del genere.

SIGNOR SHOROFSKY: Roba del genere?

BRUNO: Sa, tutti quei vecchi signori, Bach, Mozart, Puccini … Voglio dire, non mi fraintenda,
sono stati grandi nella loro epoca ma la musica si è un po’ evoluta da allora.

SIGNOR SHOROFSKY: Quei “vecchi signori”, come lei li chiama, ci hanno donato quattro secoli di musica
classica!

BRUNO: Vuole ascoltare qualcos’altro? Posso …

SIGNOR SHOROFSKY: No, è sufficiente per oggi. Ma la ripagherò per questo mal di testa quando l’avrò
nella mia classe di teoria musicale nella quale passerà quattro anni con quei “vecchi
signori” e me. (esce)

BRUNO: Quando mi avrà nella sua classe di teoria musicale … (realizza che Signor Shorofsky
gli ha appena detto che è dentro) Oh si (suona di nuovo).

SCENA 9
Fuori dall’aula nella quale si tengono le audizioni di teatro. Coco sta ballando quando Ralph passa. Lei inizia
a battergli le mani.

RALPH: Beh, grazie. Lo so, sono semplicemente favoloso, non è vero?

COCO: Non mi divertivo così tanto da tanto tempo. La tua audizione è stata … buona …
sono semplicemente senza parole.

RALPH: Mi hanno detto di provare al dipartimento di teatro. Riconoscono il talento quando


lo vedono.

COCO: Non credo che sia quello che stanno cercando di dirti! Ascolta … Nessuno ne parla,
ma c’è un sistema di quote. Le tue possibilità sono di più se sei di colore,
portoricano o qualsiasi altra cosa, come me.

RALPH: Io sono portoricano.

COCO: No, non lo sei sulla carta, Ralph Garci, e tutte queste chiacchiere su tuo padre che
lavora per il governo.

RALPH: Ѐ la verità.

COCO: Ed è famoso in tutto il mondo e ha ballato con le Rockettes!

RALPH: Sì!

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COCO: E ti ha lasciato le sue scarpe da tiptap, vero? Lavora anche per la Pepsi-Cola? Hai
un’ultima possibilità. Vai dentro e di’ loro la verità questa volta.

RALPH: Va bene. Grazie.

SIGNOR FARRELL: Il prossimo per favore. Nome.

RALPH: Raul. Raul Garcia.

SIGNOR FARRELL: E da dove viene, Signor Garcia?

RALPH: Sono nato a San Juan ma sono cresciuto nel South Bronx.

SIGNOR FARRELL: Chi è stato il suo insegnante?

RALPH: Chi mi ha insegnato? L’ha fatto mio padre. Ѐ in Spagna. Fa film western.

SIGNOR FARRELL: Sì.

RALPH: Ma non è questo il punto.

SIGNOR FARRELL: Perché vuole venire a scuola qui?

RALPH: Perché Freddie è venuto qui.

SIGNOR FARREL: Freddie?

RALPH: Freddie Prinze. Ѐ stato il migliore.

SIGNOR FARRELL: Quindi vuole diventare un attore, eh?

RALPH: Sì, certo, voglio diventare un attore. (Imitando James Cagney) “ Judy, Judy, Judy.
Sono in cima al mondo.”

SIGNOR FARRELL: Non vogliamo che si esibisca. Vogliamo vedere chi è. Capisce?

RALPH: Bene.

SIGNOR FARRELL: Utilizzi la sua esperienza. Sia semplice, sia onesto, ma soprattutto, sia se stesso.

RALPH: Essere onesto. Essere semplice. Essere se stesso? Essere se stesso. Ok. Io sono Dio,
d’accordo? E sto parlando con questo angelo, dandogli le faccende del giorno. Ecco
perché sono su questa sedia, perché sono Dio. Ok. E Dio è portoricano e lavora in
un bagno turco, sa … e l’angelo è un computer, un computer elettronico. (mima lo
scrivere al computer) Ciao tesoro, ok, superstrada per San Diego … Sono ancora Dio,
giusto? Va bene, per prima cosa voglio che Pontiac si diriga a sud oltre la spiaggia di
Hermosa per schiantarsi contro l’azzurro dell’Eldorado che viene dall’altra parte.
Collisione frontale. Nessun superstite.

SIGNOR FARRELL: Grazie.

RALPH: Allora, come sono andato?

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SIGNOR FARRELL: Sa, questa non è l’opzione più facile. Fare arte significa lavorare sodo, significa
disciplina. Ѐ pronto per questo?

RALPH: Sono nato pronto!

SCENA 10
Casa Finsecker. Il telefono squilla.

SIGNORA FINSECKER: Sì, pronto? No. Parla Naomi Finsecker. Sua madre. Chi è? Oh si, salve. Sì. Sì …
sostituzione? Cosa intende con sostituzione? Quindi è dentro o è fuori? Grazie, sì
anche a lei, grazie, arrivederci. Doris, ce l’abbiamo fatta!

Tutti gli studenti ricevono le lettere che riportano che sono stati accettati.

PRIMO ANNO
SCENA 11
SIGNORA SHERWOOD: Martelli, Bruno.

BRUNO: Eccomi.

SIGNORA SHERWOOD: Hernandez, Coco.

COCO: Eccomi.

SIGNORA SHERWOOD: Finsecker, Doris.

DORIS: Eccomi.

SIGNORA SHERWOOD: Garcia, Raul. Garcia, Raul?

RALPH: Ѐ Ralph.

SIGNORA SHERWOOD: Dice Raul.

COCO: Sì, ma non si sente a suo agio con quel nome.

SIGNORA SHERWOOD: Garcia, Ralph.

RALPH: Ѐ Garci. Ralph Garci. Credo che l’abbiano scritto male sul modulo di richiesta.

SIGNORA SHERWOOD: Garci, Ralph.

RALPH: Eccomi.

SIGNORA SHERWOOD: MacNeill, Montgomery.

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MONTGOMERY: Eccomi.

SIGNORA SHERWOOD: Monroe, Lisa.

LISA: (inconsapevolmente impegnata a truccarsi) Sì?

SIGNORA SHERWOOD: Johnson, Leroy. Johnson, Leroy? (il ragazzo sta ascoltando la musica. Ralph gli dà
una gomitata)

LEROY: Ehi!

SIGNORA SHERWOOD: In futuro, signor Johnson, mi piacerebbe che lasciasse il suo stereo portatile a casa.
Non le serve in classe.

LEROY: L’avrei lasciata a casa se qui non ci si annoiasse tanto.

SIGNORA SHERWOOD: Questa è un’aula, signor Johnson. Starete qui, in questa stessa stanza per quattro
anni, con gli occhi aperti, i compiti fatti, le matite temperate e cibo, sigarette e
radio li lascerete fuori. Mi ha capita? Si abituerà a queste regole o sarà fuori!

LEROY: Nessuno mi fa camminare se non voglio.

SIGNORA SHERWOOD: Perché è qui, Signor Johnson?

LEROY: Perché io è giovane e single e mi piace socializzare.

SIGNORA SHERWOOD: Parli inglese.

LEROY: Io parlo come mi piace.

SIGNORA SHERWOOD: Questa è la mia classe e lei parlerà come piace a me. Io insegno inglese. Ora, se per
lei questa è una lingua straniera, lei la imparerà. Questa non è la scuola di Topolino.
Non lavorerete di meno perché avete talento. Lavorerete sodo il doppio. A me non
importa quanto siete belli o quanto ballate bene …

LEROY: (sottovoce) Come ti pare.

SIGNORA SHERWOOD: … o quanti tutu colorati avete. Se non date alle materie accademiche lo stesso
tempo, siete fuori.

MISS BERG: Per le lezioni di danza dovete arrivare prima per vestirvi e riscaldarvi. Dovrete
seguire dei corsi in aggiunta alla vostra specializzazione e qui studierete danza
classica, modern, folk, jazz, tiptap e danze antiche oltre a storia della danza,
variazioni di adagio in coppia, trucco, acconciatura e recitazione per ballerini.

SIGNOR FARRELL: Ci sono più di 50.000 persone che vanno in giro dicendo che sono attori, e forse 500
si guadagnano da vivere così. Molti di loro fanno pubblicità per pagarsi l’affitto. Il
resto serve ai tavoli, pulisce gli appartamenti altrui, vivono di sussidi e speranze.
Non pensate che il talento basti. Dovete avere una tecnica forte, un bravo agente, e
soprattutto, pelle dura. Ora fate parte di una minoranza svantaggiata e soffrirete. Ci
sono le audizioni di massa, l’umiliazione, i rifiuti.

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MISS BERG: Stiramento dei tendini, infiammazione degli stinchi, dita dei piedi gonfie,
calzamaglie puzzolenti.

SIGNOR SHOROFSKY: Teoria della dettatura melodica, armonia della tastiera, pianoforte, storia della
musica del pianoforte, orchestrazione, direzione, orchestra da ballo, orchestra
sinfonica, ensemble e tutti imparerete a suonare il violino. Siamo a corto di violini
per l’orchestra.

MONTGOMERY: A che ora si mangia?

SIGNOR SHOROFSKY: Il pranzo è alle 11:30. Una mezz’ora e poi avrete tutto il resto?

BRUNO: Che cos’è tutto il resto?

SIGNOR SHOROFSKY: Biologia, chimica, algebra, inglese, francese, fisica, storia, ecc ecc.

SIGNORA SHERWOOD: La differenza tra La Scuola di Arti Performative e le altre scuole è che trascorrerete
metà giornata nel vostro dipartimento e l’altra metà sulle materie accademiche. Poi
c’è l’altra metà che passerete ad esercitarvi, provare, esercitarvi e provare ancora di
più. Queste tre meta, cosa impossibile, non includono nemmeno i compiti, le tesine,
gli esami, lo studio o la preparazione delle presentazioni.

MISS BERG: La danza non è una scusa per evitare gli studi. Ѐ uno stile di vita, oltre la scuola. La
scuola è la parte più semplice. Potete essere bocciati in francese e recuperare di
notte, ma se non passate la lezione di danza, allora siete fuori. Volete la fama?
Bene, la fama costa ed è qui il posto in cui inizierete a pagare.

LEROY: Queste calzamaglie di cui parla, io non intendo indossarle.

SIGNOR FARRELL: Quindi vi conviene piacervi molto. Perché avrete solo voi stessi con cui lavorare.
Usate voi stessi. La vostra voce e le vostre esperienze. Dovete scoprire chi siete e
usare la vostra esperienza per creare dei momenti veri in scena.

RALPH: (a Doris) Hai bisogno di accumulare un po’ di esperienza? Io ne ho da vendere.

MISS BERG: La danza è il dipartimento più difficile in questa scuola.

SIGNOR FARRELL: La recitazione è la professione più dura al mondo.

SIGNOR SHOROFSKY: La musica è la professione più dura di tutte quante.

La campanella suona indicando l’ora di pranzo.

“PRANZO CALDO”
COCO E ALTRI: Shady Sadie (Shady Sadie)
Cameriera (Fa la cameriera)
Ma non datele rett , no,
Si prenderà ogni centesimo (Ooooooo)

18
Ha un pranzo al giorno
Ѐ buono per tutto il gruppo, sì!
Pranzo caldo, sì!

Maccheroni e mortadella
Tonno il nostro piatto preferito
Ѐ un pasto caldo, sì!

Se è giallo allora è gelatina


Se è blu allora è stufato
Ooh ooh ooh!

Ha un pranzo al giorno
Ѐ buono per tutto il gruppo, eh sì!
Pranzo caldo

Dai, dillo adesso!


Pranzo caldo (Pranzo caldo Pranzo caldo)
Pranzo caldo (Pranzo caldo Pranzo caldo)

Pranzo caldo (Pranzo caldo Pranzo caldo)


Pranzo caldo
Ooooooo

Pranzo caldo

La scena si calma e le persone iniziano a lasciare il palco.

SCENA 12
MONTGOMERY: Ciao.

DORIS: Ciao.

MONTGOMERY: Sono nella tua classe di recitazione.

DORIS: Lo so.

MONTGOMERY: Montgomery MacNeill.

DORIS: Doris Finsecker. Vuoi sederti?

MONTGOMERY: Certo.

DORIS: Tua madre è davvero Marsha MacNeill, l’attrice?

MONTGOMERY: Esatto.

DORIS: Fa un splendido lavoro.

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MONTGOMERY: L’hai vista?

DORIS: Non esattamente. Ma ne ho sentito parlare. Non sapevo vivesse a New York.

MONTGOMERY: Infatti non ci vive. Ufficialmente ci vive ma è in tournée da secoli. Viene pagata per
stare negli hotel ma sta con gli amici. Invia le sue diarie a casa per me e il Dottor
Golden.

DORIS: Ѐ il tuo patrigno?

MONTGOMERY: No, il mio analista.

DORIS: Cosa c’è che non va in te?

MONTGOMERY: Ѐ piuttosto tecnico, davvero. Ho dei problemi.

DORIS: Che tipo di problemi?

MONTGOMERY: Con le donne. (la campanella suona)

DORIS: Oh beh, meglio andare in classe. Vieni?

MONTGOMERY: Sì.

SCENA 13
Classe di teatro.

SIGNOR FARRELL: Benvenuti nella classe di teatro. Spero siate pronti a lavorare perché vi metterò
duramente alla prova. Ecco il primo compito che vi assegno. Voglio che vi osserviate
fare cose ordinarie, quotidiane. Vi verrà chiesto di ripeterle in classe. Un attore
deve sviluppare un acuto senso della memoria, quindi concentratevi su come
affrontate le cose nel vostro mondo, come vi lavate la faccia, o come tenete la
forchetta, come alzate la tazza o vi pettinate i capelli. Osservate e studiate la vostra
meccanicità. Cercate di catturarvi nell’atto stesso in cui fate o dite qualcosa.
Cercate di capire se le vostre azioni e reazioni seguono degli schemi precisi e quali
sono. E più precisamente, fate particolare attenzione al mondo fisico. Isolate e
concentratevi sui dettagli. Allora, dividetevi in coppie e iniziate osservando prima
l’altro e poi voi stessi.

Doris si sta guardando allo specchio, osservando se stessa. Cerca di mettersi il rossetto.

MONTGOMERY: Ehi, che succede?

DORIS: Non sei l’unico ad avere problemi, sai.

MONTGOMERY: Tipo? Non c’è nulla che non va in te.

DORIS: So che non c’è niente di sbagliato in me. Ed è questo quello che non va in me. Qui
sono tutti esuberanti o eccentrici o carismatici. Io sono perfettamente ordinaria. Il
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mio naso è ordinario. Il mio corpo è ordinario. E la mia voce è – uno schifo. Non so
come mai sono qui.

MONTGOMERY: Vuoi diventare un’attrice no?

DORIS: Sì, ma gli attori e le attrici sono esseri esuberanti e appariscenti. Io sono
appariscente come un bagel1.

MONTGOMERY: Ad alcune persone piacciono i bagel.

DORIS: Ad alcune persone no.

MONTGOMERY: Tipo chi?

DORIS: Mi sento stupida.

MONTGOMERY: Allora parlane. Studiati come se fosse un esercizio di recitazione. Cerca di ricordarlo
in modo che tu possa …

RALPH: Ehi, M ed M. Hai visto il tuo strizzacervelli ultimamente?

MONTGOMERY: Ieri.

RALPH: Hai una consegna speciale? (verso Doris) Come te la passi? Come stai?
(Montgomery gli dà un pacco) Oh, bene. Molto bene. Sei un brav’uomo. Non sono
per me. Sono per un mio amico. (nota che Doris si sta struccando) Chi è il ragazzo
fortunato, eh? Beh, potrebbe essere il piccolo Montgomery qui. A lui non
interessano le ragazze però. Oops, chiudo la bocca. Ciao.

DORIS: Odio Ralph Garci, davvero. Devo ricordare questo sentimento e usarlo quando
recito.

MONTGOMERY: Esatto! Vedi. Questo non ti fa sentire meglio ora? Dai, tutto questo parlare di bagel
mi ha fatto venire di nuovo fame.

SCENA 14
Bruno e Coco passano parlando.

COCO: Che tipo di note musicali sono quelle?

BRUNO: Raggi laser. Ѐ un requiem per Buck Rogers.

COCO: Ottimo. Hai mai pensato di fare vera musica?

BRUNO: Questa è la mia musica.

COCO: Intendo un gruppo musicale.

1
Bagel: ciambella di pane.
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BRUNO: Non mi piacciono i gruppi musicali. Mi opprimono. Preferisco il mio seminterrato,
senza gente.

COCO: Però si fanno tanti soldi d’estate. Se ci organizziamo in tempo.

BRUNO: Non mi interessa proprio.

COCO: Ci sono tè danzanti, feste, matrimoni e bar mitzvah. Queste cose ci sono di
continuo. Le persone si sposano e crescono sempre.

BRUNO: Non ho bisogno di altre scocciature.

COCO: Mi occuperò io di tutto, proprio come un normale agente. Mi occuperò delle


prenotazioni, dei viaggi, del disegno costumi, per il 10% di sconto. Oltre alla metà
dell’incasso.

BRUNO: Quali costumi?

COCO: Niente di stravagante, solo lustrini e cose del genere. Qualcosa di trasparente, e
magari scollato, per me. La gente vuole vedere! Il suono può essere malvagio, ma
quando trovi quello giusto sono gli elementi visivi che fanno prenotare le band.

BRUNO: Penso che resterò nel mio seminterrato.

COCO: Bruno, questa è la nostra possibilità. Non vuoi arrivare al successo? Diplomarsi in
questa scuola non è come vincere l’Oscar. Sai cosa intendo. Sicuramente è meglio di
una scuola vera. Io sto solo ammazzando il tempo qui, aspettando la mia
opportunità. Potrebbe essere un film o un musical a Broadway, ma arriverà. Io
tengo gli occhi aperti. Leggo Back Stage, Show Business e Variety. Vedi, io so fare
tutto. Ballare è solo la punta di questo iceberg.

BRUNO: Certo che voglio il successo, ma credo che i nostri “elementi visivi” non siano alla
sua altezza!

Escono ridendo.

SCENA 15
Classe.

SIGNORA SHERWOOD: Signor Johnson dov’è il suo compito?

LEROY: L’ho dimenticato!

SIGNORA SHERWOOD: Per due settimane?

LEROY: Gliel’ho detto, l’ho fatto e l’ho dimenticato.

SIGNORA SHERWOOD: Il mio udito è apposto. Ѐ il suo compito che manca. E la qualità della pagine che ho
è insoddisfacente. Non riesco a capire una parola.
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LEROY: Ѐ una lingua segreta.

SIGNORA SHERWOOD: Questa non è una battuta.

LEROY: Ho tante battute.

SIGNORA SHERWOOD: Questa è spazzatura!

LEROY: La penna è rotta.

SIGNORA SHERWOOD: Ѐ in matita.

LEROY: Anche quella è rotta.

SIGNORA SHERWOOD: Ascolti, se non imparerà a leggere non imparerà a ballare.

LEROY: Io so leggere.

SIGNORA SHERWOOD: Magnifico! Vada avanti e ci sorprenda. Fate attenzione. Il signor Johnson sta per
leggere.

LEROY: Ho detto che so leggere!

SIGNORA SHERWOOD: Allora legga.

LEROY: No.

SIGNORA SHERWOOD: Legga!

LEROY: No!

SIGNORA SHERWOOD: Legga!

LEROY: Ho detto di NO! (ribalta il banco e distrugge tutto) Cosa diavolo si aspetta
facendomi leggere sempre? La odio a morte. Legga lei! Accidenti a lei – mi sta
addosso dal primo giorno! Perché devo saper leggere? Diventerò un ballerino. Un
bravo ballerino.
(prova a leggere) “Ben- Ben- Benvenuti al fan- fan- Fantastico mondo di Ma-
Maytag la Lav- Lav- Lavatrice. Per- Per favore leggete at- attentamente prima del-
dell’uso” (Butta via il foglio).

SECONDO ANNO
SCENA 16
Bruno con suo padre Angelo.

ANGELO: Hai passato le intere vacanze nel seminterrato, non è normale.

BRUNO: Non mi scocciare, va bene, papà?

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ANGELO: Quando avevo la tua età, Bruno, avevo tante ragazze. Avevo una ragazza diversa
ogni giorno.

BRUNO: Io ho la musica.

ANGELO: Oh, certo, tu hai la musica, va bene. Ma per cosa? Per te stesso. Per le tue cuffie.
Voglio dire, io la sento più? Tua mamma la sente? I tuoi amici la sentono? Bruno,
hai degli amici? Eh?

BRUNO: Non ho tempo. Te l’ho detto.

ANGELO: Me l’hai detto. Me l’hai detto. Ma non è normale. Quando avevo la tua età, ti stavo
dicendo –

BRUNO: Tu non hai la mia età. Nessuno ce l’ha. Forse sono avanti con i tempi. Forse non
penso che alla gente piaccia quello che faccio.

ANGELO: Come fai a sapere che cosa piace alla gente? Come possono sapere se non hanno
ascoltato quello che fai? E come fanno ad ascoltarlo se tu non suoni per loro?
Bruno, come potranno scoprire il tuo talento e darti borse di studio e contratti
discografici e premi, figliolo?

BRUNO: Forse non lo faranno. Forse mi scopriranno dopo morto e premieranno il mio
fantasma.

ANGELO: Forse? Forse! Ascolta, ho costruito uno studio nel seminterrato per un fantasma?
Ho speso $ 7000 di attrezzature per un fantasma? Tua madre cucina e pulisce e
indossa vecchi vestiti per un fantasma? Un fantasma? La mamma di Elton John ha
sei pellicce di visone.

SCENA 17
Lezione di danza. C’è una nuova allieva. Hilary.

LISA: Ciao, sei nuova, vero?

HILARY: Sì.

MISS BERG: OK gente, sbrigatevi per favore.

LISA: Io sono Lisa Monroe.

HILARY: Hilary Van Doren.

LISA: Adoro il tuo cappotto. L’ho visto in vetrina da Bendel.

HILARY: Me l’ha comprato la mia matrigna.

LISA: Davvero? A me non dispiacerebbe avere una matrigna così.

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HILARY: Non lo ha fatto per me. Vuol far credere a mio padre che le importi qualcosa di me.
In più ama fare acquisti e ama la carta di credito di mio padre.

LISA: Fantastico. Credo che mi piaccia.

HILARY: Te la puoi prendere.

MISS BERG: Dov’è il sudore, Lisa.

LISA: Ci sto lavorando.

MISS BERG: Non ci stai lavorando abbastanza duramente. Meno chiacchiere, più sudore, e butta
quella gomma.

LISA: Vedi, non sono naturalmente aggraziata. Non c’è grazia nella nostra famiglia. Ѐ
questione di geni. Ho dovuto lavorare sodo per arrivare fin qui. Cielo, ci lavoro da
quando avevo 4 anni.

HILARY: Anche io.

LISA: Ho iniziato con il tiptap e cose simili. Poi mia madre ha iniziato a comprarmi dei
graziosi tutù e mi ci sono appassionata.

MISS BERG: Quando dico estensione, Lisa, non intendo la tua bocca!

LISA: Mi odia.

MISS BERG: Questa è una lezione di danza, Lisa, non una palestra.

LISA: (a bassa voce) Chiudi la bocca.

MISS BERG: Dov’è la tua calzamaglia?

LEROY: Gliel’ho detto, ce l’ho. L’ho solo dimenticata.

HILARY: Di cosa sta parlando?

LISA: Calzamaglia. Non la vuole indossare. Compromette la sua immagine.

HILARY: C’est dommage2.

MISS BERG: Guarda, Leroy, te l’ho detto, se non hai la calzamaglia non balli. Assicurati di
portarla domani. Questa è la tua ultima possibilità.

HILARY: Il est délicieux.

LISA: Oh, adoro il tuo accento. Che cosa hai detto?

HILARY: Ho detto che è incantevole.

COCO: Ѐ già preso, Riccioli d’oro.

2
Che peccato! (espressione francese)
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HILARY: Non contarci.

COCO: Solo perché vieni lasciata a scuola da una limousine non significa che sei la padrona
qui.

HILARY: Forse non di tutto ma ci sono certe cose per le quali non mi dispiacerebbe fare
un’offerta.

Fuori dalla classe viene suonata musica ad alto volume che disturba la lezione.

LEROY: Ehi, che roba è? (lasciano la classe)

BRUNO: Questa è la mia musica. Quel pazzo mi ha rubato il nastro.

ANGELO: Questa è la musica di mio figlio! Mio figlio Bruno. Bruno Martelli! Ha scritto questa
musica. Oggi, 46° Strada. Domani Madison Square Garden.

BRUNO: Papà, che cosa stai facendo?

ANGELO: Bruno!

BRUNO: Sei fuori di testa. Sei pazzo. Quei nastri non sono pronti.

ANGELO: Guarda la gente. Loro non sanno che non sono pronti. Guarda, gli piace! Bruno, gli
piace! Bruno!

“FAMA!”
GRUPPO: Tesoro, guardami
E dimmi cosa vedi
Non hai ancora visto il meglio di me
Dammi tempo e ti farò dimenticare il resto

Ho molto di più in me
E tu puoi liberarlo
Posso afferrare la luna con la mano
Non sai chi sono
Ricorda il mio nome

CORO

Fama - Io vivrò per sempre


Io imparerò a volare
In Alto - Sento che verrà insieme
La gente mi vedrà e piangerà
Fama - Lo sto facendo per il paradiso
Illuminerò il cielo come una fiamma
Fama - Io vivrò per sempre
Tesoro ricorda il mio nome

Ricorda X8
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Tesoro stringimi forte
Perché tu puoi sistemare le cose
Puoi lanciarmi dritto in vetta
Dammi amore e prendi tutto quello che ho da dare

Sopporterò, tesoro
Troppo non è abbastanza
Posso cavalcare il tuo cuore fino a romperlo
Ooh ho quello che ci vuole

CORO Ricorda x7

CORO Ricorda x8

CORO Si ripete e sfuma

SCENA 18
SIGNOR SHOROFSKY: Quindi, questa era una delle tue composizioni?

BRUNO: Sì, mi dispiace, mio padre …

SIGNOR SHOROFSKY: Bene, quando sarai pronto con il tuo violino, fai l’inchino, il resto dell’orchestra sta
aspettando te.

BRUNO: Sa, Mozart oggi non lo farebbe più.

SIGNOR SHOROFSKY: Fare cosa?

BRUNO: Questa cosa dell’inchino. Lui attaccherebbe la spina nell’amplificatore e avrebbe un


quartetto d’archi che uscirebbero dalle sue dita.

SIGNOR SHOROFSKY: E chi suonerebbe tutte queste sinfonie fantascientifiche?

BRUNO: Lo farebbe lui.

SIGNOR SHOROFSKY: Da solo?

BRUNO: Sovrainciderebbe più piste e mixerebbe il tutto, ovviamente. Non farebbe lo stesso
vecchio rumore.

SIGNOR SHOROFSKY: Rumore?

BRUNO: Avrebbe un suono più elettrico. Avrebbe archi spaziali e corni e fagotti
computerizzati.

SIGNOR SHOROFSKY: Un solo uomo non è un’orchestra.

BRUNO: Chi ha bisogno di un’orchestra? Puoi fare tutto con una tastiera, un amplificatore e
sufficiente energia.

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SIGNOR SHOROFSKY: Io ho bisogno di un’orchestra. Quindi la prego ti tornare in classe e prendere il suo
violino.

SCENA 19
Leroy passa in skate inseguendo Hilary. Passa davanti alla signora Sherwood.

SIGNORA SHERWOOD: Leroy?

LEROY: Signora?

SIGNORA SHERWOOD: Cosa ha indosso, Leroy?

LEROY: Un cappello.

SIGNORA SHERWOOD: Ai suoi piedi, Leroy.

LEROY: Oh, quelle. Le piacciono? Mi fanno arrivare in classe più velocemente, così imparo
di più.

SIGNORA SHERWOOD: Cosa mi dice riguardo la sua relazione sul libro?

LEROY: Fatta.

SIGNORA SHERWOOD: L’ha fatta.

LEROY: Sì. 1000 parole. Le ho anche contate.

SIGNORA SHERWOOD: Il Meglio di Playboy non conta.

LEROY: Ѐ lettura, no?

SIGNORA SHERWOOD: Lo sono anche Huckleberry Finn e Grandi Speranze. Li conosce?

LEROY: Ho visto un paio di film in TV.

SIGNORA SHERWOOD: Se non legge si perde davvero molto.

LEROY: Non mi piace leggere. Non è nel mio stile.

SIGNORA SHERWOOD: Allora provi con Otello. Parla di un nobiluomo di colore. 1000 parole in due
settimane.

LEROY: O cosa?

SIGNORA SHERWOOD: Altrimenti pattinerà direttamente fuori da questa scuola, signor Johnson.

SCENA 20
Lezione di teatro.
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SIGNOR FARRELL: L’anno scorso abbiamo lavorato sulla semplice osservazione. Quest’anno
porteremo quest’osservazione dentro di noi e lavoreremo sul ricreare stati emotivi:
paura, gioia, dolore e rabbia. E sarà molto difficile perché dovrete esporre molto più
di voi stessi, ciò che è dentro di voi. Per il vostro primo esercizio di recitazione di
quest’anno, voglio che ricreiate un ricordo difficile, un momento doloroso in cui
avete scoperto qualcosa su voi stessi che vi ha ferito. E intendo qualcosa che vi ha
fatto davvero tanto male.

DORIS: Un ricordo difficile. Che cosa intende dire con un ricordo difficile? Non lo so. Non
riesco a trovare un ricordo difficile. So di averli. Voglio dire, il mio dolore vale
quanto quello degli altri.

MONTGOMERY: Io ne ho parecchi. Posso prestartene uno dei miei, se vuoi. Tipo, bagnavo spesso il
letto. Ecco, è stato doloroso. Puoi avere questo ricordo.

DORIS: No, grazie.

MONTGOMERY: Poi c’è stata l’ultima volta in cui mio padre ha fatto le valige e ci ha lasciato. Quello
fu davvero doloroso. Oppure la prima volta in cui mia madre è andata a Los Angeles
e non è tornata per sei settimane. O la prima volta che mi sono innamorato.

DORIS: Lo racconterai a tutti?

MONTGOMERY: Ѐ il ricordo più doloroso al quale riesco a pensare.

DORIS: Il professore non ha detto il più doloroso. Ha detto solo doloroso.

MONTGOMERY: Dovremmo esporci.

DORIS: Immagina cosa dirà Ralph Garci.

MONTGOMERY: Una torta in faccia fa parte del lavoro, come dice mia mamma. Lei sa.

DORIS: Non capisco.

MONTGOMERY: Un vero artista non dovrebbe mai temere ciò che le persone diranno. Comunque,
c’è stato un momento in cui ho davvero capito qualcosa di me stesso.

DORIS: Forse non l’hai capito bene.

MONTGOMERY: Cosa intendi dire?

DORIS: Beh, voglio dire, capita a tutti di innamorarsi del proprio analista. C’è un nome per
questo, no?

Riflettore. Lezione di teatro.

MONTGOMERY: Pensavo fosse solo una fase passeggera. Questo è quello che mi hanno detto tutti. E
non mi preoccupava, quando avevo 10 anni. Solo che mi ripeterono la stessa cosa a
12 e a 14 anni. Così, alla fine, il mio analista decise di essere sincero con me. Disse
che era probabilmente una scelta di vita. Ѐ divertente. “Gay” è una parola che una
volta significava felice. Non che mi dia fastidio. Ormai mi sono adattato, davvero.
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Voglio dire, non essere mai felice non è la stessa cosa di essere infelice. Vero? Il
dottor Golden l’ha spiegato molto bene. Ha spiegato tutto molto bene. Sono stato
aiutato molto.

SIGNOR FARRELL: Ok. Grazie Montgomery. Ѐ tutto per oggi. Doris, domani iniziamo con te quindi vieni
preparata.

SCENA 21
Cambio di scena. Casa Finsecker.

SIGNORA FINSECKER: I Silverman conosco delle persone molto importanti. Hanno molti contatti. Sono
invischiati con Soupy Sales. Oh, ascolta. La tua bella camicia bianca è stirata.
Oppure potresti indossare il tuo vestito rosa con i fiocchi. Sei così carina con quello.

DORIS: Odio quel vestito rosa.

SIGNORA FINSECKER: Allora non indossare il vestito rosa.

DORIS: Non ci andrò, mamma!

SIGNORA FINSECKER: Dopo esserti vestita non dimenticarti di fare i gargarismi.

DORIS: Mangerò fuori!

SIGNORA FINSECKER: Beh, ci sarà del cibo alla festa.

DORIS: Non è il cibo il problema!

SIGNORA FINSECKER: Ѐ un’opportunità per esibirti, Doris. Approfittane.

DORIS: L’ho promesso a Montgomery!

SIGNORA FINSECKER: Beh, io l’ho promesso ai Silverman! Ѐ una festa, Doris. Hanno bisogno di una
cantante. E tu hai bisogno di pubblicità. Quindi ci andrai.

DORIS: Non lo farò!

Nella scena successiva si vede Doris che canta “Buon compleanno” ad una festa per bambini.

SCENA 22
SIGNOR FARRELL: Molto bene, Doris. Cos’hai capito di te stessa?

DORIS: Non mi piacciono le feste di compleanno. O i vestiti rosa. O i Silverman. O Brooklyn.


E neanche essere ebrea. Voglio dire, non è male ma io non sono solo quello.

SIGNOR FARRELL: Chi sei tu?

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DORIS: Non so chi sono, e non lo saprò mai se farò solo ciò che le altre persone vogliono
che io faccia, e indosserò solo ciò che loro vogliono che indossi, e cantaerò ciò che
loro vogliono che io canti. Non lo saprò mai se non mi farò valere. Ho 16 anni. Devo
imparare a farmi valere, prima o poi. Vero?

SIGNOR FARRELL: Va bene, Doris. Grazie. Ralph?

RALPH: Stavo tornando a casa da scuola un giorno. Come al solito. Era gennaio. Stava
nevicando da matti. Ad ogni modo, sono andato a casa e ho acceso la TV e c’era
questo tipo in TV e stava parlando di Freddie. Lui … Lui ha detto questo … Ha detto
che Freddie Prinze si era puntato una pistola alla testa e si era ammazzato. Stava
scherzando, era stato un incidente, cavolo. Voglio dire, era davvero di talento. Stava
scherzando. Ti faceva ridere perché era davvero talentuoso e a volte anche se non
volevi ridere ancora, ridevi comunque. Ma hanno dovuto dire che era depresso e
che aveva tendenze suicide, e che era messo male. Beh, non possiamo permettere
che al mondo ci siano persone felici, vero? Sono tutti sempre così dannatamente
seri. Tutti dobbiamo soffrire, in modo che i dottori, le gente del deodorante e i
chirurghi plastici possano continuare a lavorare.

SIGNOR FARRELL: Questo ti ha fatto capire qualcosa di te stesso?

RALPH: Cosa?

SIGNOR FARREL: In che modo ti ha influenzato?

RALPH: Come mi ha influenzato? Sono qui e sono in questa scuola. Sono tornato qui per
Freddie!

SIGNOR FARRELL: Vacci piano, Ralph.Vuoi farli ridere con te, non di te.

RALPH: Io non voglio farli ridere.

SCENA 23
Miss Berg ha chiamato Lisa nel suo ufficio.

LISA: Miss Berg, voleva vedermi?

MISS BERG: Entra e accomodati. Lisa, non stai lavorando abbastanza sodo. Dove sono il sudore
e le vesciche?

LISA: Sono le mie scarpe, mi proteggono i piedi.

MISS BERG: Non sto scherzando, Lisa.

LISA: Beh, sono stata ammalata.

MISS BERG: I ballerini non si ammalano.

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LISA: Il mio dottore mi ha detto di andarci piano per una settimana o due finché non mi
sento meglio.

MISS BERG: Quindi adesso è colpa del dottore?

LISA: Non mi crede?

MISS BERG: Ti credo, Lisa ma non c’è più posto per te nella mia classe.

LISA: Ma ho portato un certificato medico.

MISS BERG: Ci sono moltissime altre ragazze che prendono la danza seriamente da sprecare
tempo e spazio con qualcuno che non si impegna.

LISA: Ma io mi impegno.

MISS BERG: Mi dispiace, Lisa. Ma io non lo vedo.

LISA: Sono entrata in questa scuola, vero?

MISS BERG: Abbiamo fatto un errore. A volte non funziona e basta. Ti passerà.

LISA: Lavorerò più duramente.

MISS BERG: Forse.

LISA: Lo prometto, migliorerò.

MISS BERG: Meglio non è abbastanza. Non credo che sarai mai abbastanza brava. Non hai
talento. Ѐ difficile sentirselo dire e non è piacevole dirlo, ma è la verità. Ti sto
facendo risparmiare molto tempo e molta sofferenza, dicendotelo ora .

LISA: Ma io non voglio essere la migliore. Voglio ballare e basta.

MISS BERG: Mi dispiace, Lisa.

LISA: Non posso fallire, Miss Berg. Ho sempre e solo voluto fare la ballerina. Cosa dovrei
dire a mia madre?

MISS BERG: Dille di chiamarmi e le spiegherò tutto.

LISA: Bene, se non vuole lasciarmi ballare – passerò al dipartimento di teatro.

SCENA 24
Si passa ad una lezione di danza.

HILARY: Ho sentito che la Miss Berg ci è andata giù pesante con lei.

COCO: Quindi? La vita è uno schifo.

LEROY: Sì, ma ha avuto una bella botta.


32
COCO: Meglio che lei l’abbia capito adesso ché dopo.

HILARY: Potresti essere un po’ più comprensiva, tesoro.

COCO: Non sono il tuo “tesoro”.

HILARY: Evidemment3. Non sei neanche très sensibile.

COCO: Io sono una professionista. Un paio di parole poco gentili non mi fanno niente. So
che non potranno esserci solo standing ovation.

HILARY: Sicuramente non per te, tesoro mio.

COCO: Guarda ch non sono il tuo “tesoro”.

HILARY: No, lo so. Ѐ lui il mio tesoro.

COCO: Ho paura che sia impossibile. A lui non interessa la vaniglia.

HILARY: Potrebbe essere un bel cambiamento rispetto all’amarena.

COCO: Più scuro è il frutto, più dolce è il succo, tesoro.

HILARY: Sì, ma chi vuole il diabete? (La campanella suona)

MISS BERG: La lezione è finita.

TERZO ANNO
SCENA 25
Coco canta.

“QUI FUORI DA SOLA”

COCO: A volte mi chiedo dove sono stata


Chi sono, se vado bene.
Crederci è difficile da sola
Qui fuori da sola

Cerchiamo sempre di provare chi siamo


Di raggiungere quella stella nascente
Che mi guidi lontano, e illumini la mia casa
Qui fuori da sola
Quando sono giù e mi sento triste,
Chiudo gli occhi così posso essere con te.
Oh tesoro, sii forte per me,
Tesoro, sii parte di me

3
Avverbio francese: ovviamente. La parola très, invece, significa molto.
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Aiutami a farcela, aiutami ho bisogno di te

Finché apparirà il sole del mattino


Facendo luce su tutte le mie paure,
Asciugo le lacrime che non ho mai mostrato
Qui fuori da sola

Ma quando sono giù e mi sento triste,


Chiudo gli occhi così posso essere con te.
Oh tesoro, sii forte per me,
Tesoro, sii parte di me
Aiutami a farcela, aiutami ho bisogno di te.
A volte mi chiedo dove sono stata,
Chi sono, se vado bene.
Potrei non vincere, ma non posso esser gettata,
Qui fuori da sola.
Qui fuori da sola.

Angelo entra a metà della canzone.

BRUNO: Ѐ stato bello. Davvero.

COCO: Ѐ solo qualcosa che ho scritto quest’estate.

ANGELO: Ѐ stato bellissimo! Ѐ stato bellissimo.

COCO: Grazie. Roba sdolcinata.

ANGELO: Ma bellissima!

COCO: Sì, beh, Bruno scrive meglio di me. Ѐ nato genio.

BRUNO: No …

COCO: Ѐ vero! Saremo su tutte le classifiche uno di questi giorni.

ANGELO: Hai ragione. I miei clienti adorano la tua musica. In taxi suono i tuoi nastri e le mie
mance aumentano almeno del 20%.

COCO: Vedi.

BRUNO: Sì, ma è la tua voce che sentono.

COCO: Beh, formiamo una bella squadra.

ANGELO: Sai, non vedevo Bruno così contento da tanto tempo.

BRUNO: Papà …

ANGELO: Ha sempre avuto la sua musica ma non ha mai voluto condividerla con nessuno. Ma
ora ha te.

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COCO: Un’accoppiata divina! (ridono) Comunque, sarà meglio che vada. Ho posti dove
andare, persone da vedere!

ANGELO: Possiamo darti un passaggio da qualche parte?

COCO: No, sono a posto. Grazie signor Martinelli. Ci vediamo domani, Bruno.

BRUNO: Ci vediamo. Rilassati.

ANGELO: Ciao Coco.

SCENA 26
Doris sta camminando con sua madre.

SIGNORA FINSECKER: Vuoi cambiare il tuo nome? Perché? Barbara Streisand non ha cambiato il suo
nome.

DORIS: Barbara Streisand non aveva un nome come Doris Finsecker. Guarda, non ne voglio
parlare.

SIGNORA FINSECKER: Beh, ti chiamerò Doris, come sempre.

DORIS: Non voglio rispondere.

SIGNORA FINSECKER: Ѐ un nome perfettamente normale.

DORIS: Per una persona perfettamente normale. Una persona magra, noiosa, ordinaria e
perfettamente buona.

SIGNORA FINSECKER: Ho un sacco di amiche che si chiamano Doris, e non sono nessuna di queste cose.

DORIS: Sì, ma sono tutte –

SIGNORA FINSECKER: Cosa? No, no, no. Dillo. Vai avanti. Dillo, vorrei sapere cosa pensa mia figlia che ci
sia di sbagliato nelle mie amiche.

DORIS: Non voglio il nome di una donna di mezz’età. Non mi ci trovo. Puoi chiamarmi
Dominique.

SIGNORA FINSECKER: Dominique. Ѐ ridicolo.

DORIS: Ѐ francese.

SIGNORA FINSECKER: Lo so cos’è, ma non sei tu.

DORIS: Ci crescerò dentro.

SIGNORA FINSECKER: Dominique Finsecker?

DORIS: No. Dominique Dupont.

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SIGNORA FINSECKER: Suona come il nome di una sgualdrina.

DORIS: Oh, mamma.

SIGNORA FINSECKER: Non so cosa ti stia succedendo. Dimmi cosa ti sta succedendo. Che fine ha fatto la
mia Doris?

DORIS: Qualcosa di meraviglioso mi sta succedendo, mamma. Sto crescendo.

SIGNORA FINSECKER: Stai diventando qualcun altro.

DORIS: Sto diventando un’attrice.

SIGNORA FINSECKER: Voglio che tu sia la Doris che conosco. A cui voglio bene. Che mi aiuta con la spesa.
Che mi mette i biglietti d’auguri nelle buste dei cereali, eh? Non Dominique che sta
fuori tutta la notte.

DORIS: Oh, mamma, è stata soltanto una notte!

SIGNORA FINSECKER: Tutto qui.

Entra Montgomery.

MONTGOMERY: Ehi.

DORIS: Ehi.

MONTGOMERY: Salve Signora Finsecker. Ehm … faremo meglio ad andare, non vogliamo perdercelo.

DORIS: Certo.

SIGNORA FINSECKER: Doris, dove state andando.

DORIS: Ralph questa sera si esibirà a “Stasera nasce una stella” e abbiamo promesso di
essere lì come supporto.

SIGNORA FINSECKER: A che ora tornerai a casa?

DORIS: (mentre se ne sta già andando) Non so, mamma. A dopo.

SCENA 27
Esibizione di Ralph a “Stasera nasce una stella”.

PRESENTATORE: Benvenuti a “Stasera nasce una stella”. Lunedì sera è la sera dei provini. Chiunque
da dovunque può salire qui sopra e fare quello che vuole e vedere cosa succede in
sala! Alcune delle persone che hanno iniziato qui sono David Brenner, Jimmie
Walker, Gabe Kaplan e l’indimenticabile Freddie Prinze. E forse il nostro prossimo
giovanotto … potrà guardarli in TV. Signore e signori per favore fate un
bell’applauso alla comicità di Ralph Garci.

36
RALPH: Grazie. Come ha detto il ragazzo il mio nome è Ralph Garci e sono un cretino
professionista. Vedo che abbiamo qualche dilettante nel pubblico. Io ho alcuni –
alcuni. Qui stasera ho tutti i miei amici diplomandi della Scuola di Arti Performative.
Ѐ molto importante avere degli amici. Vivo nel South Bronx. Ѐ quel paese proprio a
nord di Harlem e a ovest di Porto Rico. Abbiamo un vicinato davvero tosto. Anche i
cani hanno i coltelli. E non puoi permetterti di allontanare nessuno lassù. Nessuno.
Neanche gli scarafaggi. Sono molto uniti. La settimana scorsa in 15000 hanno
protestato per avere case migliori. Ma davvero, adoro il South Bronx. Avevo dei
sogni mentre crescevo e guardatemi ora. Ok, forse non sono un milionario con una
bellissima moglie, ma c’è ancora tempo! Bene, temo che sia tempo di andare. Lo so,
lo so, anche io vorrei poter restare. Siete stati fantastici. Vi ringrazio, ringrazio la
mia famiglia, l’ubriacone e gli scarafaggi, grazie. Passate una buona serata.
Buonanotte.

DORIS: Sei stato fantastico.

RALPH: No.

DORIS: Davvero.

MONTGOMERY: Sì, sei stato grande!

RALPH: Sono stato bravo. Più che bravo. Il tipo mi rivuole.

DORIS: Stai scherzando!

RALPH: Per un posto regolare.

DORIS: Ottimo.

RALPH: Non ottimo, è fantastico! Ѐ come l’elettricità. Tu sei lì sopra e quei visi sono lì sotto,
che ti fissano, li porti nel tuo gioco e poi li colpisci in pieno. E bam! Esplodono! E
quell’energia corre tra te e loro e sei tu … sei tu che li fai ridere. Adoro recitare! Con
i miei soldi possiamo affittare un posto. Magari possiamo sposarci. Avrò $ 20.000 la
settimana, una serie TV di successo e la mia faccia sulla guida Tv!

DORIS: Aspetta!

RALPH: Cosa?

DORIS: Ed io? Non avrò una carriera?

RALPH: Una carriera? Ti darò io una carriera. Che ne pensi di Shakespeare al Parco e
vincerai 17 Tony awards?

DORIS: Va bene.

37
ULTIMO ANNO
SCENA 28
In classe.

LEROY: Dov’è la Sherwood? L’avete vista?

LISA: Penso che sia con suo marito.

LEROY: Non sapevo che fosse sposata.

LISA: Lui è malato, Leroy.

LEROY: Sì, per forza, per stare con lei!

LISA: Ѐ una cosa seria, Leroy. Ѐ in ospedale.

Leroy esce.

LISA: (lo chiama) Leroy!

DORIS: Ehi. Ehi. Ehi Ralph svegliati.

RALPH: Cosa? Oh santo cielo. Ho bisogno di qualcosa.

DORIS: Di dormire.

RALPH: Qualcosa che mi tiri su. Che mi tenga sveglio.

MONTGOMERY: Tipo cosa?

RALPH: Tipo quella roba che mi rimediavi tramite il tuo dottore.

MONTGOMERY: Non vedo più il dottor Golden. Lo sai. Ad ogni modo, ne prendi troppa.

RALPH: Perché non la smetti di rompere?

MONTGOMERY: Sono tuo amico.

RALPH: Davvero? E io sono grande abbastanza da prendere le decisioni da solo, grazie. Tu


hai qualche problema?

DORIS: Sì. Non ti vediamo più. Sono passate settimane da quando siamo usciti tutti
insieme. Sei troppo occupato con il tuo spettacolo.

RALPH: Mi vedi abbastanza.

DORIS: Ti vedo dormire in classe e bere con i tuoi nuovi amici dopo lo spettacolo.

RALPH: Dopo lo spettacolo è quando vengono le persone importanti. Conosci persone.


Questo è quello che conta. Io odio bere, lo sto facendo per il mio futuro.

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MONTGOMERY: Lo fai solo per una specie di ideale, per Freddie, perché lui faceva così. Beh, è morto
facendo così. Sarebbe potuto essere un vero attore.

RALPH: Lo era!

DORIS: Faceva ridere le persone. Tutto qui!

RALPH: Ѐ abbastanza!

DORIS: Non è abbastanza! Non per te! Sei bravo, Ralph. Sei sul serio davvero bravo. Sei uno
originale. L’originale Ralph Garci. Non devi essere nessun altro.

RALPH: Mi stai distruggendo il morale!

DORIS: Che cosa ti sta succedendo?

RALPH: Cosa sta succedendo a me? Il successo. Ora, o ti stacchi o ti attacchi. Va bene?

Doris esce infuriata.

RALPH: Cosa stai guardando? Che vuoi?

MONTGOMERY: Va bene la pizza. Vuoi mangiare?

RALPH: Potresti lasciarmi in pace, per favore?

MONTGOMERY: Magari potremmo dividerci quella del giorno, con le acciughe.

RALPH: Al diavolo le acciughe. Sono morto sul palco ieri sera, e tu stai parlando di una
dannata pizza?

MONTGOMERY: Sto parlando di mangiare la pizza.

RALPH: Oh, questa era davvero simpatica. Sei uno spasso. Avresti dovuto esserci tu lì. Il
pubblico mi odiava.

MONTGOMERY: Hai avuto una brutta serata. Può succedere.

RALPH: Non a me.

MONTGOMERY: Che cosa vuoi? Un’assicurazione? Hai sbagliato lavoro. Gli attori non sono al sicuro.
Prima o poi una torta in faccia ci arriva.

RALPH: Senti, non farmi la predica.

MONTGOMERY: Ti hanno promesso solo sette lezioni al giorno e un pasto caldo. Il resto spetta a te!
Torniamo al Medioevo, attori, non volevano neanche seppellirci.

RALPH: Beh, ora lo fanno.

MONTGOMERY: Non se sei bravo.

RALPH: Come lo sai? Come lo sai se sei bravo?

39
MONTGOMERY: Magari non lo saprai mai. Devo solo resistere, suppongo.

RALPH: Sai, la cosa più strana è Freddie. Quando ce l’ha fatta, ha capito che era tutto ciò
che odiava. Sai qualcos’altro di Freddie? Freddie non voleva neanche essere
Freddie.

MONTGOMERY: Ehi, dai. Abbiamo abbastanza lavoro da fare per lo spettacolo dei diplomi. Quando
avremo finito andremo a cercare Doris e prenderemo una pizza.

RALPH: Perfetto.

SCENA 29
Ospedale.

SIGNORA SHERWOOD: Leroy, cosa ci fa qui?

LEROY: Ha mai sentito parlare di Alvin Ailey?

SIGNORA SHERWOOD: Alvin Ailey? Lui è … è un coreografo?

LEROY: Vuole che mi unisca alla sua compagnia.

SIGNORA SHERWOOD: Congratulazioni.

LEROY: Ho bisogno del suo aiuto.

SIGNORA SHERWOOD: Mi dispiace, Leroy, ma non penso che questo sia il momento –

LEROY: Non posso andarci se mi boccia. Mi devo diplomare.

SIGNORA SHERWOOD: Avresti dovuto pensarci quattro anni fa.

LAEROY: Da dove vengo io nessuno legge e parla con lei.

SIGNORA SHERWOOD: Non mi faccia la predica, Leroy.

LEROY: Forse non mi sono spiegato, ma lei ci è andata giù pesante con me sin dal primo
giorno.

SIGNORA SHERWOOD: Come dice lei, Leroy. Vada a casa.

LEROY: Ho smesso di tornare a casa parecchio tempo fa! Ma lei questo non l’ha mai saputo,
vero? Parlate tanto di toglierci dal ghetto e poi non vi sedete a mangiare con noi. Sa
dove può andare uno come me? Da nessuna parte!

SIGNORA SHERWOOD: Non è il momento. Non voglio ascoltare.

LEROY: Invece ascolterà. Sarò un bravo ballerino!

SIGNORA SHERWOOD: Vada via di qui, per favore!

40
LEROY: Non mi lascerò affossare da lei …

SIGNORA SHERWOOD: Mi lasci da sola!

LEROY: … solo perché non leggo le storie!

SIGNORA SHERWOOD: Non pensa a nessun altro se non a se stesso?

LEROY: Ehi. Come sta suo marito?

SIGNORA SHERWOOD: Non molto bene. (Cerca un fazzoletto)

LEROY: Ecco.

SIGNORA SHERWOOD: Grazie.

LEROY: Ho molti fazzoletti. (Le prende la mano) Sa, lei è l’unica alla quale sia mai importato
un cavolo di quello che facevo. Ha sempre voluto il meglio per me. Ѐ stata troppo
dura, ma voleva solo il meglio per me. Mi dispiace.

FINALE – Spettacolo per la consegna dei diplomi


SCENA 30
LISA: Ok, siete tutti pronti? Ai posti per favore. Ok Bruno, siamo pronti, quando vuoi.

“CANTO IL CORPO ELETTRICO”


GRUPPO: Canto il mio corpo elettrico
Celebro l’io che deve ancora venire
Brindo alla mia riunione
Quando diventerò un tutt’uno con il sole

E guarderò in dietro verso Venere


Guarderò indietro verso Marte
E brucerò con il fuoco
Di dieci milioni di stelle
E con il tempo e nel tempo
Tutti noi saremo stelle

Io canto il mio corpo elettrico


Gioisco nel bagliore della rinascita
Creando il mio domani
Quando dovrò rappresentare la Terra

E Suonerò una serenata a Venere


Suonerò una serenata a Marte
E brucerò con il fuoco
di milioni di dieci milioni di stelle
41
E col tempo e nel tempo
Noi tutti saremo stelle

Siamo imperatori ora


E siamo zar
E col tempo e nel tempo
Tutti noi saremo stelle!

Canto il mio corpo elettrico


Celebro l’io che deve ancora venire
Brindo alla mia riunione
Quando diventerò un tutt’uno con il sole

E guarderò in dietro verso Venere


Guarderò indietro verso Marte
E brucerò con il fuoco
Di dieci milioni di stelle
E con il tempo e nel tempo
E con il tempo e nel tempo
Tutti noi saremo stelle!

FINE

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