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La competenza sulla legittimità degli atti dell’Unione europea: gli atti impugnabili

Per tale azione sussiste competenza sia del Tribunale che della Corte di giustizia.

Atto impugnabile deve possedere i seguenti requisiti:

- Atto deve essere giuridicamente esistente;


- Atto legislativo;
- Atto delle istituzioni;
- Produttivo di effetti giuridici verso terzi;
- Atto definitivo;
- Atto imputabile all’Unione europea.

Per gli atti dell’Unione vale una presunzione di legittimità. Avverso gli accordi internazionali la
CG può solo annullare la decisione dell’istituzione europea diretta a concludere l’accordo.

In generale assistiamo ad una giurisprudenza molto larga nell’ammettere casi di legittimità. La stessa CG ha
espresso il proprio favor per il principio sostanzialistico: il nomen iuris dell’atto non conta ai fini
della sua (sostanziale) qualificazione quale atto impugnabile per questione di legittimità davanti alla stessa
Corte di giustizia.

Legittimazione all’impugnazione:
- Ricorrenti privilegiati: non devono allegare specifico interesse ad agire.
Stato membro (=autorità governative), Commissione, Parlamento europeo, Consiglio.

- Ricorrenti non privilegiati: devono allegare uno specifico interesse ad agire.


Persone fisiche/giuridiche, BCE, Corte dei Conti, Comitato delle Regioni (= atti legislativi che violano
il principio di sussidiarietà).

Persona fisica:

- Atti adottati nei suoi confronti che li riguardano direttamente e individualmente.


DIRETTAMENTE = atto produce un effetto diretto sulla posizione del singolo.
INDIVIDUALMENTE = soggetto è destinatario per specifiche qualità personali soggettive/oggettive
che lo differenzino dalla generalità dei destinatari dell’atto.

- Atti regolamentari che la riguardano direttamente e che non comportano alcuna misura
d’esecuzione.
REGOLAMENTARE = qualsiasi atto di portata generale non legislativo.
NON RICHIEDE ecc. = cade il requisito dell’individualità.

Termine d’impugnazione = 2 mesi da pubblicazione o notificazione dell’atto. In via residuale


dal giorno della sua conoscenza legale. Violazione dei termini d’impugnazione è vizio di ordine pubblico
rilevabile d’ufficio dal giudice e causa di irricevibilità dell’impugnazione.
Motivi di impugnazione:
- Incompetenza.
Assenza del potere di emanare l’atto in questione.
ASSOLUTA = l’Unione è priva di tale potere. Vizi
RELATIVA = la singola istituzione/il singolo organo è priva/o di tale potere. di
- Violazione delle forme sostanziali. ordine
Violazioni di norme attinenti al procedimento di adozione di un atto che incidono su principi
sostanziali. pubb.

- Violazione dei Trattati.


Categoria residuale: contrasto dell’atto con le norme ed i principi materiali dei Trattati (es. mercato
interno, proporzionalità, non discriminazione, ecc.).
- Sviamento di potere.
Categoria mutuata dal diritto amministrativo francese. Sussiste competenza, ma l’atto è utilizzato
per disciplinare tutt’altro rispetto a quanto oggetto della competenza.

Questi sono tutti motivi attinenti alla legittimità dell’atto e non al merito!

In merito agli atti in contrasto con accordi internazionali conclusi dall’Unione devono sussistere determinati
requisiti:

- Atto sia un atto ad effetti diretti;


- L’atto è un atto di esecuzione specifica di un obbligo derivante dai Trattati;
- L’atto rinvia espressamente ad un accordo internazionale concluso dall’Unione.

I regolamenti adottati con codecisione oppure dal Consiglio danno possibilità alla CGUE di essere giudice
nel merito e non solo di legittimità.

La sentenza della CGUE ha come effetto meramente eventuale la sospensione dell’atto


impugnato.

TUTELA CAUTELARE (art. 279 TFUE):


CGUE ordina provvedimenti provvisori se ricorrono:

- Fumus boni iuris;


- Periculum in mora.

La decisione ha effetto di giudicato erga omnes qualora l’atto sia di portata generale. Altrimenti l’effetto del
giudicato ha efficacia riguardo alle parti del processo e all’atto ivi impugnato.

CGUE dichiara l’atto nullo e non avvenuto!


La sentenza dichiara la nullità totale o parziale dell’atto con efficacia ex tunc o ex nunx, sebbene potrebbe
anche stabilire l’ultrattività dell’atto e dunque un obbligo verso l’istituzione che ha emanato l’atto
illegittimo di emanarne uno nuovo bzw. di modificare/rinnovare quello già emanato nei punti in cui è
illegittimo.