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Progetti

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Kei’ichi Irie + Power Unit Studio


Projects

Y House

text by Sergio Pirrone

Località Location Chita, Aichi, Japan

Progettisti Design Architects Kei’ichi Irie + Power Unit Studio

Collaboratore Collaborator Keiko Yoshida

Strutture Structural engineering MIAS: Masahiro Ikeda, Akira Suzuki, Shin Yokoo

Impresa di costruzione General contractor Maeda

Progetto Planning times April 2001 > April 2002

Realizzazione Realization times May 2002 > January 2003


Hiroyuki Hirai
Superficie lotto Lot area 324,73 m2

Superficie calpestabile Built areas 124,47 m2

Volume Volume 559,07 m3 1


Progetti Y House Rimanere da soli o cambiare sistema. Tes- 1
Vista interna: la grande
siture periferiche e sottoboschi suburbani, vetrata del soggiorno
quel mostro fagocitante di natura ed equilibri 2-4
ancestrali che si chiama suburbia, ed il suo Piante piano terra, livello
patto, con compromessi al ribasso e noncu- -1 e -2: 1. camera da letto;
2. rampa; 3. ingresso;
ranza, con le peggiori interpretazioni di tre 4. terrazza; 5. soggiorno;
avventori bramosi e sempre interessati come 1 6. bagno; 7. cucina
modernizzazione, industrializzazione e tec- A
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A Sezione A-A
nologia. Y House è un manifesto contro. Ma-
6
nifesto tridimensionale, spaziale, dalle forme Prospetto nord
apparentemente violente, dai tagli netti, dalle 7
estensioni dinamiche. Prospetto sud
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Non è un ideale, non è una speranza. È una 2
denuncia. La negazione di ciò che lo circon-
da, di ciò che l’accoglie. È il primo concet-
to inverso spazialmente realizzato del tanto
decantato, strattonato ed abusato genius loci.
È rinuncia ad appartenere al proprio luogo,
e grido sofferto per la trasformazione di un
sistema corrente in un altro ancora a venire, 2
ma con radici nel passato.
L’architetto Kei’ichi Irie metabolizza un pro-
cesso urbano che, partendo da tempi pre-mo-
derni, testimonia la disintegrazione di ogni
relazione organica, l’annientamento progres- 6
sivo e programmato di qualsiasi espressione
naturale, tra gesture artificiali. Cartilagini e
capillari urbani hanno svenduto la propria
unicità a modelli stereotipati, ovunque uguali
a se stessi, ed una fede indiscussa nello svi-
luppo industriale e nei cunicoli della tecno-

Hiroyuki Hirai
logia ha regalato soltanto forme globalizzate, 4 5 2
svuotate di contenuti personali.
È un’architettura di resistenza, che protesta e
che propone la propria soluzione: terra bru- 7
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Remain alone or change system. Peripher- 1
al growths and suburban underbrush, that Inner view: the great
window in the living room
swarming monster of nature and ancestral 2-4
equilibrium that is called suburbia, and its pact, Ground, -1 and -2 floor
compromised by downgrading and neglect, plans: 1. living room; 2.
with the worst interpretations of three famil- slope; 3. entrance;
4. terrace; 5. living room;
iar presences, avid and always self-interested, 6. bathroom; 7. kitchen
such as modernization, industrialization and 5
technology. Y House is a manifesto of protest. 1 Section A-A
A three-dimensional, spatial manifesto, appar- 6
North elevation
ently violent in form, with sharp, clear cuts and 7
dynamic extensions. South elevation
It is not an ideal, not a hope. It is a denunciation.
The negation of all that surrounds it, of all that
lies near it. It is the first spatially inverse con-
cept realized of the much praised, mistreated
and abused genius loci. It is a renunciation of
belonging to its own place, and a howl of suffer-
ing for the transformation of a current system 4
into another one still to come, but rooted in the
past.
The architect Kei’ichi Irie metabolizes an urban
process that, starting from pre-modern times,
testifies to the disintegration of any organic
relationship, the progressive, programmed an-
A
nihilation of any natural expression, amid arti-
ficial gestures. Urban cartilage and capillaries
Projects Y House

have sold at a loss their unique nature to stere-


otyped models, everywhere the same, and an
unquestioned faith in industrial development
and in the labyrinths of technology has yielded

Hiroyuki Hirai
only globalized forms, devoid of any personal
content.
It is an architecture of resistance, which pro- A
tests and proposes its own solution: scorched 5 7
Progetti Y House ciata divorerà periferie e sobborghi finché che del terreno, intravede se stessa negli spazi 8
Vista del soggiorno
non sarà ammainata la bandiera della rico- interni cavi e si dimentica di spazialità e tem- dall’ingresso
struzione urbana attraverso scienza e tecno- poralità conosciute. Diagonali, angoli acuti ed
logia. Dignità e serenità paesaggistiche sono ottusi mettono a dura prova teoremi pitagori-
razze in via d’estinzione, Kei’ichi Irie propone ci, mentre inclinazioni e prospettive atipiche
la propria teoria d’originale fattura ed affida la disorientano principi canonici.
realizzazione strutturale al giovane Masahiro Pareti verticali e piani orizzontali sfuggono
Ikeda, architetto dal grande futuro e con la all’assimilazione con tutto ciò che è altro e si
passione nel rendere bella la struttura. rincorrono nell’ampio ambiente soggiorno che
La funzione è data, forma e struttura fanno si getta giù, a capofitto, e sfocia nella foresta.
pace e vanno a braccetto in questa casa avvol- La grande vetrata sul bosco delinea la propria
ta nel cemento ed appoggiata, appena adagia- ortogonalità e ostenta la massiccia cornice ne-
ta, su un pendio naturale, tra abitazioni uni- ra su parete scorrevole vetrata, che diventa
familiari prefabbricate che poco dialogano tra diaframma mobile su natura cangiante.
loro, e per niente con il linguaggio della terra I pavimenti sono in legno, caldi. Il corpo
che li sostiene. Muri d’ambito circostanti di- strutturale ha muscoli e pelle liscia, avvol-
ventano così minacciosi per un inedito spazio gente, in cemento armato, per uno spessore
domestico che non vuole essere né distruttivo costante di appena 15 cm. Ambienti privati e
né violento nelle intenzioni, e che contempo- servizi tutelano la loro intimità, ma hanno lo
raneamente si protegge, gridando la propria sguardo sempre dedicato ai colori castani e
diversità. verdeggianti che sbucano da tagli indolori, di
Uno squarcio di Chita, città della prefettura di vetro. Gli arredi sono pochi, solitari ed aset-
Aichi, nel Giappone centrale, è messo a fuoco tici, posati con discrezione sul fondo di una
dall’occhio quadrato, e riquadrato dalla spes- placenta genitrice di pensieri e suggestioni.
sa cornice metallica nera, che introduce alla L’interiore è azione e reazione al proprio
casa dal fronte su strada. Entrate rivestite di esteriore, e, per ciò, ha bisogno di esso. La
vetro traslucido permeano luce da diffonde- vista non ha sosta e si riabilita come senso,
re nelle zone d’ingresso e concludono il collo lo spazio riacquista l’ancestrale presenza ed
dell’edificio che aggancia il manto stradale e il tempo ferma il proprio affanno. L’ambiente
mantiene in sospensione il corpo strutturale, intero riscopre quanto ricco possa essere il
la pancia. silenzio che colma l’eco di un passo, come
La forma geometrica esterna irregolare, né tale silenzio possa essere cadenzato dalle
organica né decostruita, ma espressivamente percussioni della pioggia, dal cantare di un
isolata sia dal circondante scenario urbano passero o dal frastuono di una foglia d’autun-
che da movimenti ed inclinazioni morfologi- no, che cade.

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earth will devour the outskirts and suburbs un- interior hollow spaces and forgets any known 8
til the banner of urban reconstruction through spatiality and temporality. Diagonals, acute View of the living room
from the entrance
science and technology has been hauled down. and obtuse angles, put Pythagorean theorems
The dignity and serenity of the landscape are to hard test, while atypical inclinations and per-
breeds threatened with extinction. Kei’ichi Irie spectives disorient the canonic principles.
has proposed his own original theory and en- Vertical walls and horizontal planes defy com-
trusted the structural realization to the young parison with all that which is other, recurring
Masahiro Ikeda, an architect with a great fu- in the ample living room that plunges down,
ture and with a passion for endowing structures headfirst, to emerge in the forest. The great
with beauty. window overlooking the woods delineates its
The function is given, form and structure de- own orthogonal scheme and displays the mas-
clare peace and walk arm in arm in this house sive black frame on a sliding glass wall, which
enveloped in concrete and resting, barely rest- becomes a mobile diaphragm with ever-chang-
ing, on a natural slope, amid prefabricated one- ing nature.
family homes that have little to say to one an- The floors are made of wood, warm. The struc-
other, and nothing to say with the language of tural body has smooth muscles and skin, envel-
the land they are built on. Adjacent walls thus oping, made of reinforced concrete with a con-
loom menacing for a new domestic space that is stant thickness of only 15 cm. Private areas and
neither destructive nor violent in its intentions, bathrooms protect their intimacy, while their
and that contemporaneously protects itself, by gaze is always turned to the colors, chestnut
crying aloud its own diversity. and verdant, that leap out from painless cuts,
A portion of Chita, city of the Prefecture of Aichi, made of glass. The furnishings are few, solitary
in central Japan, is brought into focus by the eye and aseptic, placed with discretion against the
squared and framed by the thick black metal background of a placenta nourishing thought
border that leads into the house from the street and meditation.
front. Entrances faced with translucent glass The interior is action and reaction to its own
shed light to illuminate the entrance areas and exterior, and thus has need of it. The view never
Projects Y House

conclude the neck of the building that connects pauses and is rehabilitated as sensation, space
to the feather edge of the road and keeps the takes on again its ancestral presence and time
structural body, the belly, in suspension. slows down its dizzying pace. The whole en- Hiroyuki Hirai
The irregular geometric form of the exterior, vironment rediscovers how rich can be the si-
neither organic nor deconstructed, but expres- lence that drowns out the echo of a step, how
sively isolated from the surrounding urban sce- that silence can take on the rhythm of the beat-
nario that confers movement and morphologi- ing rain, of the song of a sparrow or the uproar
cal inclinations on the terrain, sees itself in the of an autumn leaf as it falls to the ground. 8
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Vista della camera da letto
al piano terra
10 - 11
Viste della rampa
con la scala d’accesso
al soggiorno

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View of the bedroom
at ground floor
10 - 11
Views of the slope
and the stairs at the living
room
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