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ausiliarii galli nelle battaglie repubblicane romane

È al 231 a.C. che viene fatto risalire il primo foedus (trattato di


alleanza) tra la Repubblica Romana e i Galli Cenomani, la nazione
celtica stanziata indicativamente nell’area tra il Chiese e l’Adige, e
della quale i Romani ricercano l’ amicizia per reazione ai preparativi
militari delle altre grandi realtà galliche della Cisalpina, intente a
pianificare la grande spedizione in Etruria del 225 a.C
(Polibio, Storie , II, 23 )

Se i Cenomani non combatteranno direttamente a Talamone al


fianco dei Romani, saranno insieme ai Veneti e agli Umbri autori di
operazioni di disturbo e scorrerie nelle terre dei Boii, col preciso
intento di frammentare le forze confederate delle altre popolazioni
galliche, impegnandole su più fronti

Vengono citati 20.000 Galli Cenomani e Veneti

(Polibio, Storie , II, 24 )

- Durante la spedizione romana del 223 a.C. in Cisalpina, le forze dei


Cenomani invece si uniranno direttamente a quelle romane per dare
battaglia ai Galli Insubri sul Chiese.
Il console Flaminio, a comando dell’esercito romano, mostrerà di non
riporre eccessiva fiducia negli alleati, tagliandoli fuori dallo scontro
vero e proprio (Polibio, Storie , II, 32 )

La prima volta che viene utilizza to espressamente il termine


“ausiliari” in riferimento a delle forze galliche in seno alla macchina
bellica romana, questo accade in circostanze poco felici inerenti alla
Seconda Guerra Punica,

- nel 218 a.C. subito dopo la sconfitta romana del Ticino, quando
duemila fanti e duecento cavalieri celtici disertano e massacrano
parte del contingente romano a cui erano accorpati, per poi unirsi
alle forze annibaliche.
L’episodio viene riportato
1) sia da Livio (Tito Livio, Ab Urbe Condita , XXI, 48 )
2) che da Polibio (Polibio, Storie , III, 67)
Il primo si limita a descrivere brevemente il fatto;
mentre il secondo -plausibilmente la fonte primaria di Livio- fornisce
dei dati interessanti, utili a comprendere la struttura dei primi corpi
di ausiliari gallici della Repubblica.
Polibio infatti
A) lascia presupporre che gli ausiliari gallici occupassero un’area
propria circoscritta all’interno del castrum , l’accampamento
fortificato romano,

B) tutta la dinamica dell’evento esclude il fatto che le forze galliche


rispondessero o fossero gestite da ufficiali romani:

“ I contingenti celtici all’interno dell’esercito romano […] , si erano


accordati gli uni con gli altri, e mentre rimanevano tutti silenziosi
all’interno delle loro tende, attendevano un’opportunità favorevole
per attaccare i Romani. Tutti nell’accampamento fortificato
avevano consumato la cena e si erano ritirati per riposare , e i Celti,
lasciando passare l a maggior parte della notte, all’alba si armarono
e si abbatterono su quei Romani che erano accampati più vicino a
loro. ”
(Polibio, Storie , III, 67)

La nazionalità degli ausiliari ribelli non viene specificata in nessuna


delle due fonti, ma il fatto che Livio in seguito, trattando della
battaglia della Trebbia, citi espressamente la presenza nello
schieramento romano di ausiliari Cenomani, indicandoli come l’unica
gente gallica rimasta fedele

“ auxilia praeterea Cenomanorum; ea sola in fide manserat Gallica


gens ”

( Livio, Ab Urbe Condita XXI, 55 )

porta a supporre che si trattasse di corpi forniti probabilmente da


Insubri, Boii e/o Lingoni, popoli gallici di recente sottomissione, che
nonostante ciò già dovevano fornire contingenti di supporto ai
Romani.

- I Galli, se mostravano di avere delle fanterie scarsamente


addestrate e poco affidabili, come si riflette dalla rotta immediata
degli ausiliari Cenomani davanti ai pochi elefanti di Annibale alla
Trebbia;
(Tito Livio, Ab Urbe Condita , XXI, 56 )
o piu´semplicemente, non conoscendo i pachidermi, dimostrano lo
la stessa reazione avuta dai Romani, quando dovettero affrontare
per la I volta gli elefanti di Pirro, nel 280 a.C

- -Nel 179 a.C, nell´episodio dell´attacco a sorpresa da Parte di Epulo e


delle sue forze (avvenuito vicino al castello Pucinum-Duino, o forse dalle
parti di Stramare-Muggia), vengono menzionati 3.000 Galli, che sono
alloggiati in un castellum vicino all´accampamento romano sotto attacco.
Sono comandati da Catmelo (catos-melos), che combatte per i Romani.
(Livio, ab urbe condita, X, )

- -nel 169 a.C viene menzionato da Livio il principe Balanos/Belenos, che


offre aiuto con un contingente di armati, a Roma, nella guerra
macedonica. Ma rifiutato.