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I BIODEGRADABILI DECOLLANO

La terza Conferenza sulle plastiche biodegradabili (26-27 novembre 2001) della


European Plastic News si è svolta in un momento di grandi investimenti e di
rinnovato interesse per il settore. Relazione di Andrew Warmington

L’ Europa è destinata ad essere nei prossimi anni la regione più promettente


per quanto riguarda le materie plastiche biodegradabili. Le prime prove sul
campo a Kassel in Germania, stanno producendo i primi risultati promettenti e
stanno risalendo nuove enormi capacità.

Il consumo del packaging alimentare, obiettivo chiave del mercato, sembra


essere decollato, ma l'uso di organismi geneticamente modificati (OGM) nel
gruppo delle materie prime rimane un grosso ostacolo. Queste sono state le
principali conclusioni dell’ultima conferenza sul tema della EPN tenutasi a
Francoforte nel mese di Novembre.

Greg Bohlmann ,Consulente dello SRI, ha dichiarato che nel 2000, il consumo
europeo di plastiche biodegradabili ammontava a 10.000 tonnellate - il 40%
del consumo totale mondiale.

Dato lo sviluppo e le pressioni ambientali le nuove capacità produttive


potrebbero raggiungere economie di scala, fino alle 60.000 tonnellate.
Packaging alimentare, sacchetti per il compost, monouso e film agricoli. In
Europa il monouso per l’igiene probabilmente sarà quello meno richiesto.
L'Europa rappresenta il mercato più forte in quanto è molto regolamentato, a
differenza degli Stati Uniti e del Giappone dove dominano i fattori prezzo /
qualità.

Secondo Marcel Dartée della Cargill Dow, l'Europa potrebbe influire per la metà
del suo mercato ed essere nel 2004 il luogo più probabile per un secondo
impianto di produzione. L’azienda ha appena provveduto alla produzione delle
sue 140.000 tonnellate / annue di acido polilattico (PLA) negli Stati Uniti,
attualmente il più grande al mondo.

Gran parte di questa produzione è orientata verso le applicazioni delle fibre -


anche se la società ha già lavorato con un certo numero di trasformatori leader
nel packaging europeo - compreso Trespaphan, per la produzione di film in
PLA, Klöckner Pentaplast, per la produzione di vassoi termoformati e coperchi,
e infine Autobar, per la produzione di pentole lattiero-casearie termoformate.

I rivenditori di generi alimentari sono sempre più interessati. Novamont,


infatti,ha iniziato fornendo le retine lavorate a maglia per la frutta alla Tesco, il
secondo supermercato più grande del Regno Unito, e i sacchetti biodegradabili
ai supermercati svizzeri e tedeschi. Nei Paesi Bassi, il massimo rivenditore
Albert Heijn, utilizza alcuni sacchetti biodegradabili della Natura Verpackung.
Per la Sainsbury, come ha scritto nella sua attuale relazione ambientale, l'uso
di packaging in plastica biodegradabile è “un fondamento per la leadership del
mercato di alimenti biologici”.

Attualmente la società sta sperimentando l’uso dei sacchetti in Mater-Bi per il


processo di compostaggio in 75 dei suoi negozi. C’è stato anche un numero
crescente di packaging della sua frutta organica e prodotti vegetali, materiali a
base di amido trasformati da Apack e rivestiti con copoliestere alifatico-
aromatico Eastar Bio della Eastman Chemical.

Tuttavia, il manager Terry Robins della Sainsbury ha sottolineato alcuni limiti.


"Mi piacerebbe utilizzare il PLA, che ritengo sia un grande materiale, ma
purtroppo al momento non possiamo perché andremmo a sfidare l’opinione
pubblica, in quanto proveniente da Organismi Geneticamente Modificati.

Anche se il segnale GM è rimosso nella fase di fermentazione, il fatto che


proviene da mais geneticamente modificato crea enormi problemi di
percezione da parte dei consumatori, a meno che il fornitore non sia in grado di
dimostrare e garantire che non vi è alcun materiale di origine GM.

Come sostenuto anche dalla Cargill Dow, in Europa le capacità stanno


aumentando: abbiamo le 40.000 tonnellate / annue da parte della Rodenburg
Biopolymers per i suoi materiali a base di amido Solanyl nei Paesi Bassi, circa le
30.000 tonnellate / annue da parte della BASF in Germania e le nuove 8000
tonnellate / annue dalla Novamont. Trovare i mercati per tutte queste nuove
capacità sarà una grande sfida.

La conferenza ha visto anche l'emergere di una serie di nuove tecnologie che


non dipendono dalle capacità produttive delle piante, in particolare la ECM
BioFilms inc. degli Stati Uniti.

La tecnologia del suo additivo ECM Masterbatch Pellets ha già dimostrato di


biodegradare tutti i tipi convenzionali di PE e PP alle emissioni di CO2 e di
acqua, a carichi dell’ 1%.

Il Presidente della società, Robert Sinclair, inoltre, ha affermato che la sua


tecnologia è adatta a lavorare anche con il PVC e il polistirene, ma sono
necessari ulteriori test. Il Master sarà commercializzato attivamente in Europa
nei prossimi anni.

“Questa tecnologia attualmente aumenta solo di una minima percentuale il


costo delle materie prime, superando il più grande ostacolo dello sviluppo dei
biodegradabili” . Tuttavia, le formule sono brevettate negli Stati Uniti e molti
dubitano che la tecnologia non possa soddisfare le norme europee sulla
biodegradabilità e compostabilità.
Attualmente è in corso di valutazione una metodologia per ottenere PHAs
(poliidrossialcanoato) trasparente da una materia prima tipica del mid-West Prairie.
“Riteniamo che entro cinque anni saremo in grado di produrre i polimeri ai costi
che corrispondono a quelli di adesso del PE e PP" ha affermato il direttore di
sviluppo delle applicazioni, Robert Whitehouse.

Nel frattempo, Procter & Gamble - uno dei maggiori fornitori di beni di consumo
- ha sviluppato il proprio materiale chiamato PHA Nodax. La manager del
progetto della società Nora McDonald ha spiegato che nessun materiale sul
mercato è conforme ai requisiti per pannolini, invece Nodax può anche
concedere la licenza a terzi.
Articolo stampato nell’edizione di gennaio 2002 della European Plastics News. Copie dell’intera documentazione sono in vendita a
250 incluse spese di spedizione . per ulteriori dettagli sull’ordine scrivete una e-mail a: conferences@ebc.emap.com o telefonate al
numero +44 (0)20 7505 8564.