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ARTE E PUBBLICITA’

L’indagine che pongo in essere in questo lavoro vede come oggetto il nostro
tempo che vive il protagonismo dell’immagine. Si tratta di un tempo che ha
annientato il mondo del romantico che celebrava la grandezza dell’arte e la
verità della bellezza e della poesia ma che di recente ne ha riscoperto il volto
assoluto ed autentico mettendo in campo tutto il suo potenziale scientifico e
tecnologico che lega la bellezza all’idea di positività di una qualità che esprime
un sentimento positivo di fronte agli eventi della vita. L’indagine parte
dall’analisi dell’arte come espressione del sentimento personale dell’artista che
attraverso i vari stadi della vita dall’infanzia alla maturità, giunge alla
realizzazione della grande arte. L’indagine prosegue con l’analisi dell’arte come
espressione di un io altrui commissionato e stilizzato secondo i canoni
accademici del tempo, lontano all’espressione di un proprio io. Quindi concludo
la prima parte del lavoro con l’analisi dell’arte come espressione non del
singolo, né di pochi ma di tutti, ovvero del pubblico. Nasce durante l’ultimo
secolo un nuovo artista che intuisce l’importanza di un nuovo fattore che è la
pubblicità e che realizza attraverso una nuova forma di espressione artistica:
incisiva, diretta, capace di un’intesa immediata da parte del pubblico. La
seconda parte del lavoro entra nel vivo della questione che vede stringersi il
legame tra arte e pubblicità: da un lato l’universo pubblicitario entra a far
parte della pittura e della poesia e, dall’altro, gli artisti si mettono alla prova
con la pubblicità utilizzandola come un luogo per le loro sperimentazioni; altre
volte è la pubblicità stessa a citare di riflesso il loro lavoro. Siamo
continuamente sommersi da messaggi in cui predomina nettamente la
componente visiva perché mentre la parola scritta o orale richiede attenzione
per essere percepita l’immagine, bella e spettacolare, può essere recepita
anche senza esserne consapevoli, lasciando nell’individuo tracce più profonde
ed influenzandone il comportamento. Man mano che si affinano le esperienze
della comunicazione ci si accorge che il modo di esprimersi è una componente
importante della validità di un messaggio; per questo saper cogliere i gusti del
pubblico, sapersi rendere interessanti aiuta molto ad evitare il pericolo
dell’assuefazione e del disinteresse.
Gli artisti della Pop Art e del Neorealismo lo avevano già capito durante gli anni
‘60 e cioè che l’artista non è più un pittore o scultore ma un creatore di
oggetti, di prodotti e che si serve di tecniche e materiali del fabbricante
commerciale. Viviamo in un marasma di immagini che non coagulano alcun
senso e siamo inevitabilmente disorientati: in tanta incertezza ci si orienta
verso un’immagine del mondo passato che certamente aveva uno stile. La
terza parte del mio lavoro centra l’attenzione sul cambiamento degli ultimi
dieci anni che hanno visto il progressivo intorpidirsi della coscienza della crisi
provocato dall’incremento del mercato artistico; il futuro della pittura non è
difficile da prevedere: siccome non c’è niente da comunicare, basta una firma
per dare l’equivalente di un nuovo linguaggio plastico.
In questi ultimi anni la marca ha assunto, infatti, un’importanza crescente in
tutti i settori del commercio. Essa costituisce una delle risorse più preziose di
cui l’impresa possa disporre: pedina fondamentale in tutte le politiche di
marketing, la marca è un elemento strategico di straordinaria validità.
Agglomerato di segni e di significati, di attributi reali e simbolici la marca
aggiunge valore al prodotto di cui garantisce il buon nome.
Non va comunque sottovaluta la transizione a cui si sta andando incontro che,
se da una lato vede una società di massa segmentata in gruppi, dall’altro vede
un soggetto complesso, flessibile, multi dimensionale in cui le diversità
coesistono e che vive un’esistenza a opzioni multiple secondo la logica
dell’iperscelta.
A questa nuova realtà il marketing e la pubblicità cercano di rispondere
abbandonando impostazioni generiche a favore di un orientamento più
flessibile che insegue diversità e cambiamenti continui e sempre più
imprevedibili. Si sperimentano nuovi linguaggi e ci si accorge che la sola
possibilità di successo è magnificare qualche differenza materiale veramente
vantaggiosa, altrimenti è destinata a morire.
Il principale aspetto diventa, perciò, quello creativo: Conferire al prodotto un
fisico, un carattere, uno stile; l’artista deve essere insieme, uomo di marketing
e creativo, elementi da combinare intelligentemente a seconda delle
circostanze.