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RESPIRAZIONE CELLULARE CONSAPEVOLE

L’invito è di osservare semplicemente la respirazione fisiologica ed automatica del nostro veicolo


umano. Occorre farlo innanzitutto ad occhi aperti, perché il nostro modo di vivere la respirazione
cellulare consapevole è quella di utilizzarla per trasformare la nostra vita quotidiana e per trasformare
la nostra materia.

Il senso dell’incarnazione sul pianeta Terra è la trasformazione della materia. Noi siamo degli esseri di
Luce che hanno scelto, che hanno accettato di scendere nella materia. Non dall’alto verso il basso,
bensì da una frequenza ad un’altra. Abbiamo accettato di scendere nella frequenza della materia
densa per abitare nella materia umana, allo scopo di liberare questa materia dalle condizioni nelle
quali vive. Queste condizioni non sono necessariamente quelle che erano state previste all’origine
nella concezione dell’essere umano sulla Terra.

Il veicolo fisico dell’essere di luce è corredato di un corpo mentale e di un corpo emozionale. È


importante capire che l’essere di Luce che noi siamo è un essere che è stato creato. Non importa il
nostro sistema di credenze o di fede a cui aderiamo per collegarci al Tutto, alla Coscienza Cosmica,
all’Energia-Amore... Resta il fatto che esiste una Coscienza che ha creato la materia luminosa e che
non è la stessa coscienza, la stessa presenza, che ha creato il corpo fisico. Questo è un punto difficile
in principio da accettare, ma ci aiuta a capire davvero il significato della nostra esperienza nella
materia.

Il corpo fisico – creato da entità già implicate nella materia – è codificato. È codificato per poter
vivere in una condizione di inconsapevolezza. Ecco perché le funzioni vitali sono automatiche: la
respirazione avviene in maniera automatica, la digestione, la circolazione sanguigna, ecc.

L’iniziare ad osservare questa respirazione fisiologica ed automatica del nostro corpo fisico ci
permette di prendere un po’ le distanze rispetto all’identificazione che abbiamo con il nostro veicolo
fisico, perché ci vuole molto tempo affinché l’essere umano realizzi di non essere il corpo fisico nel
quale dimora. Siamo identificati con questo veicolo fino a quando non avviene il risveglio. E siamo
anche maggiormente identificati alla parte emozionale e mentale (che vengono chiamati il corpo
emozionale e il corpo mentale).

Questo è quindi il primo passo da compiere: osservare la respirazione automatica del nostro corpo
fisico. Questa osservazione deve essere assolutamente senza interferenze, come quando si osserva
ad es. un bambino che respira mentre dorme nel suo lettino; lo osserviamo con delicatezza, quasi
trattenendoci noi stessi dal respirare per paura di disturbarlo, lo osserviamo con incanto e meraviglia
senza nessun tipo di intervento. È in questo modo che invito le persone ad osservare la propria
respirazione. Gli occhi devono essere aperti, perché non è un esercizio, ma un nuovo modo di vivere
attimo dopo attimo, di vivere nella consapevolezza di dimorare in un corpo fisico-emozionale-mentale
che respira automaticamente.

Quindi si continua ad osservare la respirazione rimanendo in ascolto. La maggior parte delle persone,
dopo aver osservato la respirazione automatica, sostiene “ah io non respiro abbastanza
profondamente, io respiro troppo velocemente...”. Questa per me è già un’interferenza. Tutto ciò che
chiedo, che propongo, è solo di osservare la respirazione, cioè di accompagnarla, senza giudicare né
criticare niente, senza pensare a ciò che abbiamo appreso su come dovrebbe essere una corretta
respirazione. No, la respirazione va semplicemente osservata, senza pensare “ah devo respirare più
profondamente” ecc., ma chiedendosi “cosa avviene quando respiro, cosa si muove nel mio corpo e
come si muove?”. Ad esempio potremmo accorgerci che la cassa toracica si muove o che si alzano le
spalle, potremmo sentire la dolcezza dell’aria che entra nelle narici, che scende nella gola e poi più
profondamente nel nostro essere... Osservare così, in modo molto semplice, accompagnando
semplicemente quella che è la normale respirazione fisiologica. Non stiamo parlando ancora del
prana, ma solo di come respiriamo normalmente l’ossigeno. E quando arriviamo a farlo per qualche
istante, qualcosa avviene.

A questo punto la domanda è “dove si posa la coscienza, la presenza, l’attenzione, la centratura,


dopo qualche minuto di respirazione consapevole, o dopo qualche minuto di consapevolezza della
respirazione fisiologica e automatica del corpo fisico?”. E tutti si accorgono che si posa nel corpo
energetico, il quale tutto ad un tratto diviene calmo, l’agitazione si placa, la nostra centratura si
focalizza spontaneamente e automaticamente lì, nel cuore energetico. E già solo così vi posso
garantire che la vita si trasforma, semplicemente accettando di fare silenzio e rimanendo consapevoli
della respirazione vitale e automatica ...e all’improvviso ci troviamo proiettati in un’altra dimensione
del nostro essere la quale viene ad installarsi dolcemente in noi.

Quando stiamo vivendo un problema, un conflitto, una qualsiasi situazione critica, se abbiamo la
presenza di spirito di metterci semplicemente a respirare in questo modo, cioè osservando la
respirazione, allora quello che accade fuori non ha importanza. Se sto vivendo un avvenimento
traumatizzante, stressante, un conflitto, magari mentre sto interagendo con qualcuno, se mi prendo il
tempo di osservare la respirazione, torno di nuovo lì, nel cuore energetico, e questo influisce
immediatamente sul mio modo di vivere quella situazione perturbante, e tutto ciò in pochi attimi. Ma
per ricordarsi con prontezza di farlo in una situazione critica, è consigliabile farlo regolarmente prima,
quando non ci sono problematiche in corso. Ecco perché è importante farlo ad occhi aperti, perché
non è un esercizio, ma un modo diverso di affrontare la vita.

Quando cominciamo ad osservare la respirazione fisiologica ed automatica del corpo fisico, non
viviamo più momenti di attesa, momenti di impazienza, come ad esempio quando siamo bloccati nel
traffico in autostrada, perché questa osservazione costante ci riporta inevitabilmente lì, nella zona del
cuore energetico, che noi chiamiamo la zona del cristallo interiore, del sole interiore. Questo luogo è
la Casa dell’essere di Luce che siamo, non è un luogo geografico ma vibratorio. La frequenza del
cuore è diversa dalla frequenza della mente.

Noi sono anni che lo diciamo che abbiamo un cervello nel cuore, ma non potevamo appoggiarci su
dati scientifici, perché le nostre informazioni provengono sempre dall’altra dimensione, attraverso
coloro che abbiamo chiamato i nostri Fratelli di Luce, o le nostre Guide di Luce, e che adesso
chiamiamo la Sorgente. Ma queste informazioni per noi erano difficili da diffondere, perché non
esistevano prove scientifiche. Ma ora anche la scienza lo dice: al livello del cuore esiste un cervello, e
ora vanno anche più lontano e parlano di un cervello anche a livello addominale...

Il cervello nella testa vive, è attivato, è mantenuto in una certa frequenza. Il cervello nel cuore vive
in un’altra frequenza, la frequenza della compassione. Molte persone parlano della compassione come
di un sentimento, ma non è affatto un sentimento, è una frequenza. Noi non possiamo “avere” della
compassione, possiamo vivere in una frequenza chiamata compassione, ma non possiamo avere della
compassione così come non possiamo avere della pietà o della gioia. La compassione non è un
qualcosa che abbiamo, ma è qualcosa che viviamo quando raggiungiamo una certa frequenza.

Reine Claire Lussier