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«La Repubblica è in crisi, tra dieci anni tornerà la monarchia»


2 Giugno 2016 - 07:10

Il 2 giugno di chi non festeggia. Tra corone e stemmi sabaudi, pochi giorni fa si è tenuta a Roma una contromanifestazione per      
ricordare il referendum del ’46. Presente anche Sua Altezza Reale Aimone di Savoia. «Noi antiquati? In Europa ci sono almeno dieci
monarchie che funzionano benissimo»
di Marco Sarti

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Franco Origlia/Getty Images

Sua Altezza Reale il principe Aimone di Savoia-Aosta siede al centro della sala. Pizzo
alla moschettiera e impeccabile completo scuro, assiste composto ai lavori. In un
tripudio di tricolori del regno, corone e stemmi sabaudi, l’unione monarchica ricorda
il referendum del 1946. Una celebrazione mesta, sia chiaro. Espressa chiaramente n
dal titolo della manifestazione: «70 anni di Repubblica: mandiamola in pensione».

L’incontro è stato organizzato pochi giorni fa a Roma. Appuntamento ssato alle 11.30
in un albergo di via Cavour. Sala Risorgimento, ça va sans dire. Alle spalle del podio un
busto di Vittorio Emanuele II osserva severo l’evento. Dopo l’inno nazionale suona la
marcia reale. Tutti in piedi sull’attenti. Finita la musica qualcuno trattiene a stento
l’entusiasmo. "Viva il re!", gridano in platea, "Viva la monarchia!". Stando al protocollo
uf ciale, le Altezze Reali non sarebbero tenute a salutare i presenti. Ma stavolta
Aimone fa uno strappo alla regola. Un intervento di un paio di minuti per ringraziare
gli organizzatori e ricordare «la causa monarchica che ci è cara a tutti».
Applauditissimo, come è normale che sia.

“ Di fronte a una manifestazione del genere, il dubbio è forte. In Italia ci sono


ancora monarchici? All’incontro organizzato a Roma ci sono, eccome. Almeno
duecento persone riempiono la sala, altre devono rimanere fuori

Non manca una piccola delegazione istituzionale. Siedono in prima la il deputato


Daniele Capezzone e l’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata, nobile
esponente di una aristocratica famiglia bergamasca. Più tardi arriveranno anche la
senatrice ttiana Cinzia Bonfrisco e il collega di Forza Italia Maurizio Gasparri.

Di fronte a una manifestazione del genere il dubbio è forte. Insomma, in Italia ci sono
ancora monarchici? All’incontro organizzato a Roma ci sono, eccome. Almeno
duecento persone riempiono la sala scelta per l’evento. Altri sono costretti ad
assistere all’esterno, dove è assicurato un collegamento video. Chi si aspetta di vedere
baffoni a manubrio, tube e redingote resta deluso. Certo, l’età media dei presenti è
avanzata. Ma i giovani non mancano, tutti elegantissimi.

Il rispetto del passato ha un ruolo importante. Pochi sanno, ad esempio, che


quest’anno cade il 150° anniversario della terza guerra d’indipendenza, il con itto che
ha assicurato Venezia al Regno d’Italia. Una ricorrenza che in sala non sfugge quasi a
nessuno. Ma l’attenzione è tutta al tema dell’incontro: il referendum del 1946 e la
nascita della Repubblica. Nonostante siano passati settant’anni, le recriminazioni
sono ancora vive. C’è chi punta il dito contro i brogli e la scelta di indire la
consultazione popolare troppo in fretta, negando il diritto di voto a reduci e profughi.
Chi se la prende con la decisione di proclamare i risultati uf ciali senza attendere la
pronuncia della suprema Corte di Cassazione. Rendendo inin uenti, così, gli
eventuali ricorsi.

Eppure nessuno si de nisce un nostalgico. «Come monarchici non siamo rivolti al


passato, sia pure glorioso, ma guardiamo al futuro» spiega il segretario dell’Umi
Davide Colombo. Dove, per la precisione? «In Europa abbiamo dieci monarchie che
funzionano benissimo». Antiquati? Nemmeno per sogno. «La monarchia è la
riproposizione di un’idea fresca, palpitante, praticabile e praticata in molte
democrazie della terra» insiste il presidente Alessandro Sacchi. Qualcuno forse si
lascia prendere un po’ troppo la mano. La crisi istituzionale in atto induce
all’ottimismo: «Vederete, il 2017 sarà la Caporetto della Repubblica» spiega un oratore
dal podio. « Nel giro di un decennio - assicura Sacchi - in Italia tornerà la monarchia».

“ In attesa di rivedere il Re sul trono, ecco le s de per il futuro. Anzitutto un


impegno: riportare in Italia le salme di Umberto II e Vittorio Emanuele III. In
particolare i resti del Re Soldato, che oggi riposano ad Alessandria d’Egitto

In attesa di rivedere il Re sul trono, ecco le s de per il futuro. Anzitutto un impegno:


riportare in Italia le salme di Umberto II e Vittorio Emanuele III. In particolare i
resti del Re Soldato, che oggi riposano nella Cattedrale di Santa Caterina ad
Alessandria d’Egitto. «Una cattiveria gratuita». Ma i monarchici puntano anche alla
revisione costituzionale, attraverso l’abolizione dell’articolo 139 della Carta. «La
forma repubblicana - si legge - non può essere oggetto di revisione costituzionale».
Una sola riga che impegna il Paese per l’eternità. Ai seguaci di Casa Savoia, pare
evidente, sembra quasi una maledizione. «Così - spiega uno dei presenti - si è
imposta la volontà di una generazione anche alle generazioni successive».

L’evento prosegue a ritmi serrati. Alle 13 bisogna chiudere gli interventi senza ritardi.
Aimone di Savoia-Aosta deve prendere un aereo e tornare in Russia, dove vive con la
famiglia. A volte anche un ritardo può trasformarsi in lesa maestà. Puntualità
monarchica, all’orario stabilito la riunione si scioglie. Aimone si alza e saluta tutti
cortese. Sorrisi, strette di mano, qualcuno abbozza un inchino. Niente sel e, al
massimo un autografo. Poi, tra le note della canzone del Piave, Sua Altezza Reale
lascia l’albergo.

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