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BLUR: Mentre i nostri protagonisti sono a Netherfield, per passare il tempo durante un

pomeriggio di pioggia, si organizzò per giocare a Sardines.

Sardines and diary challenges.

La costante determinazione di Miss Bingley di attirare su di se le attenzioni di Mr Darcy è


imbarazzante. Soprattutto perché queste attenzioni vengono regolarmente lasciate cadere
dall'interessato. Meno male che domani rientriamo a Longbourn o mi sento in pericolo di
provare pietà per quell'uomo. Mi chiedo come una donna orgogliosa come Miss Bingley
possa ridurre se stessa al ridicolo continuando a cercare le attenzioni di un uomo che così
poco le desidera.
Ieri sera vi è stata una interessante discussione sulle donne ben educate. Mr Darcy ne
conosce solo sei, e Miss Bingley deve essere sicura di essere una delle sei. Solo sei
donne ben educate. Insultante. In fondo potrebbero essere davvero una bella
combinazione.
A Netherfield non lascerò nulla se non un amabile padrone di casa, una dama molto snob
ed un..”
La porta della camera di aprì e Mr Darcy depose il diario velocemente prima di riuscire a
finir di leggere. Si girò verso la finestra guardando fisso fuori.
Non appena Bingley finì di contare, Miss Bingley uscì di corsa per iniziare a cercare Mr
Darcy, Elizabeth attese che Bingley entrasse in una stanza al piano terreno e corse subito
in camera sua. Non ricordava di aver riposto il proprio diario e si era resa conto che
doveva riporlo e poi andare in camera di Mr Darcy per rimettere al suo posto il foglio che
aveva nella manica del vestito. Era stata proprio una sciocca.
Al primo turno del gioco, si era nascosta in una delle camere al piano di sopra. Vicino alla
finestra vi era una sedia, con un tavolino ed un libro sopra. Senza pensare aveva aperto il
libro ed aveva scoperto essere un diario.
La prima pagina portava la data del 4 Maggio 1789, Pemberley.
Era il diario di Mr Darcy. Si fece vincere dalla curiosità ed iniziò a leggere. Era curiosa di
come poteva essere da ragazzo un uomo così orgoglioso ed arrogante. Leggendo alcuni
brani all'inizio del diario ne era rimasta molto sorpresa. Ne risultava il ritratto di un ragazzo
dolce, per nulla orgoglioso con i conoscenti, e con le persone che lavoravano nella tenuta.
Anzi vi era molto rispetto per loro, soprattutto per una certa Mrs Reynolds che era la
governante della casa.
Elizabeth non riusciva a capacitarsi di come poteva essere cambiato tanto. Aveva forse
sbagliato a giudicarlo? No, il suo atteggiamento era chiaro specchio del suo essere.
Non era riuscita a leggere altro perché aveva sentito qualcuno avvicinarsi alla porta ed
aveva chiuso di scatto il libro. Nel farlo era però uscito un foglio dal diario e l'aprirsi della
porta non le aveva permesso di rimetterlo al suo posto. Per non farsi scoprire a sbirciare
nelle proprietà altrui, aveva nascosto il foglio ripiegato dentro la manica del vestito. Era
entrata Miss Bingley che, a dispetto delle regole del gioco, aveva incominciato a parlare a
voce alta. E fu estremamente soddisfatta quando, poco dopo il fratello entrò nella stanza.
Quando arrivò, Mr Darcy scopri di aver perso e di dover essere il prossimo a nascondersi.
“Se è entrata nella mia camera, perché non posso entrare nella sua” aveva pensato e così
era andato a nascondersi nello spogliatoio della stanza di Miss Elizabeth. Vi era una
piccola finestra e, sul comò, un libro aperto. La pagina portava la data dello stesso giorno.
Così ora si trovava a guardare fisso fuori dalla finestra perché chi era entrato non si
rendesse conto del proprio imbarazzo.
Miss Elisabeth si avvicinò alla finestra, cercando con gli occhi il proprio diario che stava
chiuso, nella posizione dove lo aveva lasciato. Non si ricordò di averlo lasciato aperto e si
sentì più tranquilla. Se qualcuno avesse letto i suoi giudizi su alcuni dei presenti sarebbe
stato molto spiacevole, specie per Jane, il cui affetto per Mr Bingley le era sempre più
evidente.
Ormai aveva trovato Mr Darcy, quindi non vi era più modo di rimettere al suo posto il foglio
che aveva preso. “Che cosa stupida ho fatto, speriamo che tutto vada bene.” Pensò.
Mr Darcy era rimasto alla finestra, era rigido come non lo aveva mai visto. Avvicinandosi
vide sul suo viso un'espressione intensa ma che non era in grado di decifrare. “Mr Darcy,
qualcosa non va?” Non era molto educata come frase, ma quell'espressione la lasciava
interdetta.
Mr Darcy aveva passato i minuti precedenti a considerare ciò che aveva letto. “In fondo
potrebbero essere davvero una bella combinazione.”
“Ma che uomo pensa che io sia?” Avrebbe voluto leggere che altro avrebbe lasciato a
Netherfield.
“Miss Elisabeth, ieri mi avete chiesto se sono attento ai giudizi che do sulle persone. Mi
chiedevo, quanto lo siete voi, e cambiate mai parere una volta che lo avete dato?” disse
girandosi verso di lei. Elizabeth rimase sconcertata dalla domanda.
“Cerco sempre di esserlo, Mr Darcy. E si, cambio il mio giudizio, se mi si mostra che ho
sbagliato. Non mi credo certo infallibile.” rispose dopo un momento di riflessione.
Perché ora si interessava al suo carattere? Lo guardò con uno sguardo di sfida negli occhi
che, senza saperlo, la rendeva irresistibile agli occhi di lui.
Prima che Mr Darcy potesse replicare, entrò Bingley nella stanza, così la discussione finì
prima che i due ne fossero veramente soddisfatti. Miss Bingley impiegò ancora un poco di
tempo a trovarli, e quando arrivò era ormai ora di prepararsi per la cena. Prima di uscire,
Miss Bingley notò il diario di Elizabeth e commentò “Oh, un diario, che passatempo
infantile” Miss Bingley non aspettò risposta ed uscì dalla stanza. Bingley le getto
un'occhiata mortificata e la seguì. Elizabeth cercò di reprimere una risata. Se solo Miss
Bingley sapesse di aver appena detto all'oggetto delle sue costanti attenzioni che era
infantile sarebbe sprofondata dall'orrore. Elizabeth si girò per guardare Mr Darcy. Lui stava
fissando la porta con un' espressione disgustata. Elizabeth non riusci a trattenersi e
scoppiò in una sonora risata. L'uomo la fissò, sembrava essere veramente indignato.
“Miss Elizabeth, veramente amate ridere, se ne siete capace anche quando venite
insultata.” Il suo tono oltraggiato era decisamente impagabile.
“Insultata, Mr Darcy? No, Miss Bingley non mi ha insultata. Vi sbagliate.” Dall'espressione
del suo volto sembrava seriamente che Mr Darcy la considerasse pazza.
Elizabeth sentì all'improvviso il bisogno di spiegarsi. “Considero tenere un diario come un
modo per chiarire i propri pensieri e meglio conoscere se stessi, Mr Darcy. Mentre Miss
Bingley considera il tenere un diario come qualcosa di molto infantile probabilmente
perché non riesce a scrivere in esso più che infantili espressioni.” Elizabeth si fece
improvvisamente seria rendendosi conto che aveva appena insultato Miss Bingley di
fronte l'amico del fratello, ma ormai non si poteva tornare indietro. Mr Darcy annuì ed il
suo viso si rilassò quasi in un sorriso soddisfatto, poi fece un inchino ed usci senza
profferire parola.
Elizabeth prese il foglio dalla manica, lo aprì.

La cena ed il dopocena passarono molto quietamente. Mr Bingley era triste per la


prossima partenza di Miss Benneth mentre Mr Darcy ed Elizabeth si dedicarono
diligentemente alla lettura. Elizabeth non aveva il coraggio di incrociare lo sguardo di Mr
Darcy. Miss Bingley restava soddisfatta ad ammirare il risultato che pensava di aver
ottenuto il pomeriggio: i due, Elizabeth e Mr Darcy, non pronunciarono più di venti parole
in tutto e praticamente non ne scambiarono nessuna tra loro.

La mattina, al momento della partenza, Elizabeth finì di raccogliere le proprie cose e quelle
della sorella, mentre tutti erano al piano terreno. All'ultimo minuto, quando la domestica
era già scesa con le ultime cose, corse nella camera di Mr Darcy e fece cadere il foglio
sotto il tavolino, semi nascosto. Poi corse nuovamente fuori fino alle scale.
Quando la carrozza fu partita Mr Darcy salì nella propria camera, non avrebbe sopportato
le attenzioni di Miss Bingley in quel momento. Aveva necessità di stare solo per riordinare
i propri pensieri, ed era troppo tardi per una cavalcata. Seduto sul bordo del letto notò il
foglio per terra e lo raccolse.
Era una pagina che aveva strappata dal proprio diario e portava la data della mattina
precedente. Voleva bruciarla ma non ne aveva avuto la forza. Andò alla finestra per
guardare la carrozza allontanarsi. Lentamente il foglio gli scivolò di mano e ricadde sul
pavimento. “No, la poesia non uccide l'amore, Miss Elizabeth siete in errore.”
“Come una fata è venuta nel mattino
Nel giorno incanta i miei sensi
Nella notte governa i miei sogni
All'alba la prima parola sulle mie labbra
Elizabeth”