Sei sulla pagina 1di 9

I procedimenti interistituzionali

Il finanziamento dell’Unione Europea

Principio di equilibrio delle entrate e delle spese = nel bilancio entrate e spese devono
risultare in pareggio.

Tutte le entrate e le spese dell’Unione devono costituire oggetto di previsione per ciascun esercizio
finanziario ed essere iscritte nel bilancio.

SISTEMA DELLE RISORSE PROPRIE = UE e CEEA decidono in maniera autonoma le fonti di finanziamento senza
dipendere dai contributi degli Stati membri come in passato Cee e CEEA stessa. Solo la CECA disponeva di un
potere impositivo.

Il sistema di risorse proprie si regge su una procedura legislativa speciale che vede i Consiglio deliberare
all’unanimità previa consultazione del Parlamento per emettere una decisione riguardo fonti e misura del
finanziamento. La decisione entra in vigore con la ratifica degli Stati membri in ossequio alle norme
costituzionali interne.

Gli Stati membri non possono rifiutarsi di finanziare l’Unione, ma possono


decidere quali risorse (non) destinare ad essa.
esecuzione del sistema
In merito alla di risorse proprie, è richiesta approvazione del
Parlamento e non la mera consultazione.
Pari efficacia della riscossione nazionale rispetto a quella per
finanziamento della Unione Europea! Le risorse proprie devono essere disciplinate da un
corpus normativo che assicuri la medesima efficacia della riscossione di tasse e oneri nazionali del medesimo
genere.

Principi relativi al bilancio

La formazione del bilancio dell’Unione deve sottostare ad alcuni fondamentali principi:

Principio della unità del bilancio = in esso devono essere comprese tutte le entrate e le spese.
Sono escluse dal bilancio le spese derivanti da
operazioni militari e da attuazione di cooperazioni
rafforzate.

Principio di universalità del bilancio = l’insieme delle entrate deve coprire indistintamente
l’insieme delle spese. Salve particolari eccezioni vale
il divieto di “contrazione”.
Principio di annualità del bilancio = l’esercizio finanziario ha inizio il 1° gennaio e si chiude al
31 dicembre. Il bilancio deve contenere tutte le entrate e le
spese previste per l’anno al quale si riferisce. Lisbona ha
consacrato la prassi del quadro finanziario pluriennale.

Principio della specializzazione del bilancio = le risorse del bilancio sono affidate alla
gestione soltanto per gli scopi previsti dal bilancio stesso e
precisati in modo sufficientemente dettagliato nelle linee di
bilancio.

Principio del pareggio di bilancio = tale principio limita la possibilità di manovra delle istituzioni
europee nel procedimento di approvazione del bilancio. Ciò comporta:

- Divieto di ricorrere al prestito per coprire eventuali disavanzi;


- Ogni atto deve avere copertura finanziaria;
- Tre “e” della gestione finanziaria: economia, efficacia ed efficienza;
- Per agire l’UE deve prevedere la spesa e fondarla in un atto obbligatorio. La CG
ha fatto salve le azioni “non significative”.

Potere di bilancio ≠ Potere legislativo!

Approvazione ed esecuzione del bilancio

Le due autorità protagoniste sono Parlamento europeo e Consiglio. Innanzitutto Lisbona stabilisce il quadro
pluriennale (almeno 5 anni) cui devono attenersi le determinazioni del bilancio annuale: fissa gli importi dei
massimali annui degli stanziamenti per impegni relativi a ogni categoria (= grandi settori di attività
dell’Unione) di spesa.

Approvazione del quadro pluriennale = regolamento adottato dal Consiglio all’unanimità,


previa approvazione del Parlamento (= parere
obbligatorio) a maggioranza dei suoi membri
(procedura legislativa speciale).

Approvazione del bilancio annuale = Procedura legislativa speciale Parlamento – Consiglio:


- Entro il 1° luglio di ogni anno ciascuna istituzione elabora uno stato di previsione
delle spese per il successivo anno finanziario;
- La Commissione raggruppa tali previsioni in un progetto che entro il 1° settembre
vanno proposti in un progetto unitario (anche variato) al Consiglio e al
Parlamento europeo.
Consiglio:

- Entro il 1° ottobre comunica la sua posizione al Parlamento, motivandola


esaurientemente.

Parlamento europeo:

- Entro 42 gg successivi alla trasmissione della posizione del Consiglio, il bilancio


è adottato con silenzio-assenso o approvazione del Parlamento.
- Entro 42 gg successivi alla trasmissione della posizione del Consiglio, il
Parlamento emenda il progetto del Consiglio, che entro 10 gg può approvarli.
Il bilancio è così adottato.
- Entro 42 gg successivi alla trasmissione della posizione del Consiglio, il
Parlamento emenda il progetto del Consiglio, che entro 10 gg non li approva.
Si apre una fase di conciliazione davanti ad un comitato (membri del Consiglio +
membri del Parlamento + membri della Commissione) che prende ogni iniziativa
entro 21 gg per elaborare un progetto comune a maggioranza qualificata di
membri del Consiglio e del Parlamento.
Una volta raggiunto l’accordo comune:
1. Entro 14 gg Parlamento e Consiglio devono approvare
l’accordo comune (vale il silenzio-assenso).
2. Se all’accordo comune non si perviene, il progetto va considerato
respinto e si deve ripartire dalla Commissione, che deve
sottoporre un nuovo progetto di bilancio.

Approvato il progetto comune in sede di conciliazione, nei 14 gg dati a Parlamento e Consiglio per approvarlo
possono verificarsi varie ipotesi:

- Il progetto è respinto da entrambe le istituzioni;


- Uno respinge, l’altro non riesce a deliberare;
- Il Consiglio approva, il Parlamento respinge.

In queste ipotesi il progetto è bocciato e la Commissione deve presentarne


uno nuovo.

Se il progetto è approvato dal Parlamento, ma respinto dal Consiglio Parlamento > Consiglio! Entro
ulteriori 14 gg il Parlamento può a maggioranza dei suoi membri e dei tre quinti dei voti espressi
confermare gli emendamenti originariamente adottati rispetto alla posizione del Consiglio o solo alcuni di
essi. Il bilancio è così adottato.

L’adozione è formalmente constatata dal Presidente del Parlamento europeo.


Qualora entro l’inizio dell’anno finanziario il bilancio ancora non è stato approvato, le spese vengono erogate
secondo il regime dei dodicesimi: le spese effettuate mensilmente non possono superare un
dodicesimo dei crediti aperti nel bilancio dell’esercizio precedente, né un dodicesimo di quelli previsti nel
progetto di bilancio non adottato.

Il bilancio lo esegue la Commissione sotto il controllo della Corte dei conti, che controlla anche il merito (le
famose tre “e”: economia, efficienza, efficacia). La Corte dei conti redige una relazione annuale,
accompagnata dalle risposte delle istituzioni alle osservazioni della stessa Corte.

Decisione di scarico = delibera con cui il Parlamento europeo dà atto alla Commissione
dell’esecuzione del bilancio. Il rifiuto della decisione di scarico ha una mera
rilevanza politica.
Adozione degli atti dell’Unione europea

È il singolo articolo che stabilisce il procedimento da utilizzare per l’adozione di un atto: procedimento
ordinario (cd. codecisione) o procedimento speciale. Oltretutto c’è da precisare che la procedura vale per i
soli atti di base, ma non per gli atti d’esecuzione aventi ad oggetto
modifica/integrazione/attuazione/esecuzione di elemento no essenziali dell’atto di base (es. gli atti adottati
dalla Commissione).

CG = questa ultima categoria di atti può essere oggetto di procedura semplificata in cui intervenga solo il
Consiglio o solo la Commissione, in caso di delega a quest’ultima.

Autorità legislative sono Parlamento e Consiglio. Esercitano congiuntamente la funzione legislativa.

Il potere d’iniziativa legislativa spetta alla Commissione!


Il fatto che un atto sia stato adottato con una procedura legislativa (ordinaria o speciale) vale a qualificare
l’atto come atto legislativo.
Le procedure legislative sono previste dai Trattati in ipotesi specifiche; sussistono casi di atti tipici del diritto
UE adottati con procedure particolari e casi in cui il Consiglio adotta un atto senza alcuna partecipazione del
Parlamento europeo.

PROCEDURA LEGISLATIVA ORDINARIA DI CODECISIONE

Fase d’iniziativa

Inizia con la proposta della Commissione, obbligatoria (art. 17, par. 2, TUE) per l’adozione di qualsiasi atto
legislativo.

In altri casi previsti dai Trattati di atti non legislativi l’iniziativa sussiste (anche in via alternativa) in capo a:

- Gruppo di Stati membri;


- Parlamento europeo (esclusivo per progetto di elezione dei suoi membri);
- Raccomandazione della BCE;
- Richiesta della CG o della BEI.

Commissione non ha iniziativa in materia di PESC e atti adottati dalla BCE ex art. 132 TFUE.

Ricevuta la proposta della Commissione, il Consiglio può respingerla senza formare la maggioranza
richiesta per l’approvazione dell’atto ma può unicamente emendarla all’unanimità!

La Commissione ha potere di modificare la proposta fintanto che il Consiglio non ha deliberato; ciò comporta
anche la possibilità di ritirarla, impedendo l’adozione dell’atto nella materia oggetto della originaria proposta.

CG = ha subordinato potere di ritiro a due requisiti nel caso in cui un emendamento proposto dalle istituzioni
devi la teleologia dell’atto:

- Motivazione;
- Giustificato motivo.
Fase di discussione

Le due istituzioni legislative sono poste su di un piano paritario.

La proposta della Commissione è inviata simultaneamente a Parlamento e Consiglio.

PRIMA LETTURA:

- Il Parlamento adotta la sua posizione e la trasmette al Consiglio.


L’atto può essere adottato nel testo convenuto da entrambe oppure il Consiglio
adotta la sua posizione e la trasmette al Parlamento informandolo in modo
esauriente della sua posizione.

SECONDA LETTURA:

- Entro 3 mesi dalla comunicazione della posizione del Consiglio, il Parlamento


può approvarla e adottare l’atto nel testo formulato dal Consiglio; parimenti la
posizione del Consiglio può essere respinta a maggioranza dei membri del
Parlamento e l’atto può considerarsi definitivamente non adottato.

- Il Parlamento nello stesso arco di tempo può emendare la posizione del Consiglio,
che, entro 3 mesi dal ricevimento degli emendamenti, delibera a maggioranza
qualificata l’approvazione degli stessi.

Se non sono approvati tutti gli emendamenti dal Consiglio, il Presidente del Consiglio insieme al Presidente
del Parlamento convoca entro 6 settimane un comitato di conciliazione (rappresentanti del Consiglio +
rappresentanti del Parlamento) che deve cercare di raggiungere un accordo comune, approvato a
maggioranza qualificata dei membri del Consiglio e a maggioranza dei rappresentanti del Parlamento.

CG = il comitato è libero di addivenire a qualsiasi conclusione, avendo esso un ampio potere discrezionale.

Se il comitato fallisce la procedura si considera definitivamente chiusa e l’atto non adottato.

TERZA LETTURA:

Si apre dopo il raggiungimento dell’accordo comune. Entro 6 settimane le istituzioni legislative adottano
l’atto. Se anche solo una delle due non decide, l’atto si considera definitivamente non adottato.
PROCEDURE LEGISLATIVE SPECIALI

Le istituzioni legislative sono poste su piani diversi; in generale è più forte il Consiglio.

Solitamente il consiglio delibera all’unanimità con approvazione o parere del Parlamento.

Parere “obbligatorio” del Parlamento = obbligatorio riguardo alla consultazione, ma non al


contenuto dell’atto stesso. Violazione di tale obbligo
è violazione delle forma sostanziali.

CG = obbligo di consultazione va oltre la semplice richiesta e comporta che il parere sia effettivamente dato.
Inoltre i Parlamento va consultato sempre in base all’atto che effettivamente il Consiglio intende adottare.
Tant’è che sussiste finanche un obbligo di riconsultazione.

CG = vale sempre il principio di leale cooperazione! Il Consiglio non può adottare una posizione
definitiva prima di aver ricevuto il parere del Parlamento, a meno che questo non giunga con eccessivo ed
inaccettabile ritardo. Es. fissazione del quadro finanziario pluriennale.

L’approvazione del Parlamento europeo sostituisce il vecchio “parere conforme” e ha ad oggetto il


progetto di atto. Si configura come un potere esclusivamente negativo parificato quasi ad un diritto di
“veto” del Parlamento stesso.
La conclusione di accordi internazionali e la competenza dell’Unione europea

La materia è oggetto delle Convenzioni di Vienna sul diritto dei Trattati.

Lisbona ha recepito in larga parte la giurisprudenza della CG in materia:

- Principio del parallelismo delle competenze:


competenze della Comunità [oggi Unione] a concludere trattati internazionali
sussiste quando questa ha competenza ad emanare atti normativi interni, purché
una normativa interna fosse già stata adottata.
Tale ultimo requisiti cade qualora il Trattato sia l’unnico mezzo teleologico
utile/necessario.
- L’Unione è competente a stipulare trattati internazionali quando un atto
giuridicamente vincolante dell’Unione stessa lo preveda.

Il parallelismo comporta che quando la competenza dell’UE sia esclusiva sul piano interno, lo sia anche su
piano esterno, salvo che essa stessa autorizzi gli Stati membri a concludere accordi.

Nelle materie di competenza concorrente vale sempre il principio di leale cooperazione. L’emanazione di
norme interne rende via via la competenza dell’UE sempre più esclusiva; ciò è avvalorato dal fatto che il
criterio della armonizzazione diritto UE-diritto interno è stato abbandonato dalla CG per l’attribuzione della
competenza esclusiva. Inoltre gli Stati membri non devono compromettere l’Unione ed i suoi fini assumendo
obblighi internazionali nelle materie di competenza concorrente.

Gli accordi misti

Tali accordi sono negoziati e sottoscritti da UE e Stati membri:

- Decisione UE;
- Ratifica degli Stati membri.

Aiutano a risolvere il problema della competenza concorrente. Accettati dalla giurisprudenza, ma creano
inconvenienti: accordi aperti solo a Stati, poco chiare le materie oggetto del trattato ecc. Nel caso di accordi
aperti solo agli Stati, gli Stati membri possono stipulare nell’interesse dell’Unione, assumendosi formalmente
gli obblighi del Trattato.

Procedura di stipulazione degli accordi dell’Unione europea e i loro effetti giuridici.

Per concludere gli accordi vale il procedimento generale, ma specifiche varianti sono dettate per particolari
categorie di accordi.

PROCEDIMENTO GENERALE

Raccomandazione della Commissione o dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica
di sicurezza rivolta al Consiglio affinché avvii i negoziati, designando il negoziatore o il capo della squadra di
negoziato.

Il Parlamento deve essere sempre esaurientemente informato durante i negoziati per la loro intera durata e
può emettere raccomandazioni per tutta la durata del negoziato stesso.

Consiglio è l’organo centrale in cui si concentra la competenza a stipulare in nome dell’Unione.


Di regola il Consiglio delibera a maggioranza qualificata, a meno che la materia non richieda l’unanimità. Il
trattato si conclude in forma semplificata o in forma solenne con decisione o regolamento del Consiglio. Il
Parlamento si esprime, a seconda dei casi, con preventiva approvazione o consultazione.

Approvazione del Parlamento è richiesta per:

- Materie soggette a procedura legislativa ordinaria;


- Materie soggette a procedure legislative speciali con approvazione.

Il Parlamento resta fuori dalla PESC.

La Commissione e l’Alto rappresentante per l’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno
competenza a stipulare per materia.

CG = il parallelismo delle competenza non ha alcuna valenza interistituzionale, vale solo per l’Unione nel suo
complesso considerata rispetto agli Stati membri.

Gli accordi entrano in vigore immediatamente nell’ordinamento comunitario quando entrano in vigore
nell’ordinamento internazionale; gli Stati membri e le istituzioni ne risultano vincolati, inoltre questi ultimi
sono tenuti al rispetto di detti accordi verso l’Unione e gli Stati terzi in virtù del diritto comunitario.

Un accordo internazionale concluso dall’Unione non può compromettere i


Trattati!