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Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

1 ESERCIZI SULLA FATICA

1.1 PROVA SCRITTA DEL 12/01/2006

La piastra raffigurata in figura 1 è incastrata ad una estremità e sollecitata all’altro estremo da un carico P variabile nel tempo secondo l’espressione P = P m +

P a sinωt

a)

Progettare a vita infinita la piastra adottando un coefficiente di sicurezza s =

5,

rispettando il vincolo su r e sul rapporto H/h.

b)

Sulla base del dimensionamento effettuato, determinare il valore assunto

nella sezione più critica dal coefficiente di sicurezza, se si realizzasse il componente in acciaio Fe510.

Figura 1 P l 2l r H h
Figura 1
P
l
2l
r
H
h

Riepilogo dati

P

= P m +P a sinωt

r

= 0.8 mm

dati P = P m +P a sin ω t r = 0.8 mm P m
dati P = P m +P a sin ω t r = 0.8 mm P m
dati P = P m +P a sin ω t r = 0.8 mm P m
dati P = P m +P a sin ω t r = 0.8 mm P m

P m = -4 kN

P a = 4 kN

s = 5

H/h = 1.5

l = 80 mm

Materiale: acciaio da cementazione 16CrNi4

σ R = 1120 N/mm 2 σ y = 835 N/mm 2 durezza: 225 HB

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Risoluzione

a) La piastra in esame è sollecitata da un momento flettente. Le due sezioni

critiche sono la sezione A, dove il momento è massimo e vale 3Pl, e la sezione B,

dove c’è intaglio ed il momento vale 2Pl. Il dimensionamento a fatica va effettuato

in entrambe le sezioni.

a fatica va effettuato in entrambe le sezioni. Sezione B Le sollecitazioni massime agenti in B

Sezione B

Le sollecitazioni massime agenti in B si possono così determinare:

⎧ 6 M a = K ⎪ σ a f 2 ⎪ ⎨ bh 6
6 M
a
= K
σ a
f
2
bh
6
M
m
σ
=
2
m bh

dove M a = 2P a l

e

M m = 2P m l

Il carico medio σ m è considerato positivo, in quanto il fatto che P m sia negativo fa

sì semplicemente che siano le fibre inferiori piuttosto che quelle superiori ad

essere tese. In ogni caso la verifica verrà fatta in corrispondenza delle fibre

inferiori, dove la tensione media è di trazione.

Si può quindi determinare il valore di k t = 2.8 ipotizzando che

H/h = 1.5

r/h =0.02

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

In base alla tensione di rottura ed al valore del raggio di raccordo r = 0.8 mm si determina il fattore di sensibilità agli intagli q = 0.85.

Utilizzando questi dati si calcola quindi il coefficiente di concentrazione degli sforzi

a fatica:

k f = 1+(k t -1) q = 1+(2.8 -1) 0.85 = 2.53

Si passa a considerare le caratteristiche del materiale:

S n = S n ’ C L C G C S = 560·1·0.9·0.68 = 342.7 N/mm 2

S

n ’= 0.5 σ R = 560 N/mm 2

C

L = 1 (momento flettente)

C

G = 0.9

(d > 10mm)

C

S =0.68

(lavorazione con macchine utensili, σ R = 1120 N/mm 2 )

Tracciato il diagramma di Haigh, si può individuare la retta di lavoro caratteristica del componente in esame, la cui pendenza è data da:

M P σ K aa a == tg α = K f σ M f
M
P
σ K
aa
a == tg
α
=
K
f
σ
M f
P
m
mm

= 2.53

P σ K aa a == tg α = K f σ M f P m

Fig.1. Diagramma di Haigh.

Il limite di fatica sarà quindi pari a:

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

σ

A

=

tg

α

tg

α

1

+

S

n

σ

R

= 305.7 N/mm 2

e, infine, tenendo conto del coefficiente di sicurezza si può imporre:

σ a

=

k

f

6 M

a

≤=σ

A

bh

2

σ A = 305.7/5 = 61.5 N/mm 2

s

Ipotizzando per lo spessore della piastra il valore b = 40 mm si può ricavare

l’altezza h:

h =

= 62.8 mmtra il valore b = 40 mm si può ricavare l’altezza h: h = Scelto come

Scelto come valore per l’altezza h = 65, si ricalcolano i rapporti geometrici:

H/h = 1.5 r/h =0.012 da cui è possibile calcolare il valore effettivo di k t = 3.75 e k f :

k f = 1+(k t -1) q = 1+(3.75 -1) 0.85 = 3.34 La variazione di k f comporta una leggera variazione del limite di fatica, in

particolare un aumento, che è quindi possibile trascurare ragionando a vantaggio

di

sicurezza. Di conseguenza si può ricalcolare il nuovo valore di h che garantisca

la

verifica a fatica del componente:

 

h

=

6 M a k f bσ A
6
M
a
k
f
A

= 72.2 mm

Si

assume quindi h =75 mm, H = 112.5 mm e b = 40 mm.

Sezione A Le sollecitazioni massime agenti in A si possono così determinare:

σ

a

σ

m

=

=

6 M a 2 bH 6 M m 2 bH
6 M
a
2
bH
6
M
m
2
bH

dove M a = 3P a l

e

M m = 3P m l

Non essendoci intagli, si può determinare la nuova retta di lavoro e ricavare il nuovo limite di fatica:

σ a = 1

σ

m

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA Fig.2. Diagramma di Haigh. Tenendo conto del coefficiente di si curezza

Fig.2. Diagramma di Haigh.

Tenendo conto del coefficiente di sicurezza si deve verificare che:

6

M

a

=

11.4

≤=σ

σ

A

 

A

 

2

s

σ =

a bH

La sezione A risulta quindi verificata.

= 262.4/5 = 52.5 N/mm 2

b) Supponendo di realizzare la piastra in acciaio Fe510, che è caratterizzato

da una minore resistenza, si può determinare il nuovo coefficiente di sicurezza nella sezione più critica, ossia quella intagliata. In base alle caratteristiche del materiale si può determinare il limite di fatica all’oscillazione:

S n = S n ’ C L C G C S = 0.5·510·0.9·0.68 = 156 N/mm 2 Sulla base delle dimensioni geometriche effettive e della sensibilità all’intaglio dell’Fe510 si possono determinare i coefficienti di concentrazione delle tensioni k t e k f :

H/h = 1.5 r/h =0.01 q = 0.68

k f = 1+(k t -1) q = 1+(4.20 -1) 0.68 = 3.18

q = 0.68 k f = 1+(k t -1) q = 1+(4.20 -1) 0.68 = 3.18

k t = 4.20

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La pendenza della retta di lavoro sarà data al solito dall’espressione:

M P σ K aa a == tg α = K f f σ M
M
P
σ K
aa
a == tg
α
=
K
f
f
σ
M
P
m
mm

= 3.18

e il limite di fatica σ A =119.5 N/mm 2 si otterrà dall’intersezione con la retta di Goodman-Smith:

otterrà dall’intersezione con la retta di Goodman-Smith: Fig.3. Diagramma di Haigh. Il coefficiente di sicurezza

Fig.3. Diagramma di Haigh.

Il coefficiente di sicurezza sarà quindi così calcolato:

s =

bh

2

σ

A

6 K M

f

a

= = 2.2.

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1.2 PROVA SCRITTA DEL 07/02/2006

La piastra rappresentata in figura 1 presenta in una sezione due cricche laterali simmetriche di estensione a.

a) Sulla base dei dati forniti, determinare la massima ampiezza del carico di

trazione P che può essere applicato alla piastra senza incorrere nel pericolo di propagazione della cricca.

b) Determinare il massimo carico che può essere raggiunto durante il ciclo di

carico senza pericolo di propagazione istantanea della frattura.

c) Determinare il massimo carico pulsante (P min = 0) che si potrebbe applicare

al componente nell’ipotesi di sostituire la cricca con una gola avente nella sezione ristretta una dimensione pari a (h-4a) e un raggio di raccordo pari a 2a.

Figura 1 P P t h a
Figura 1
P
P
t
h
a

Risoluzione

Dati:

h

= 30 mm

t

= 20 mm

a

= 0.5 mm

σ R = 1100 N/mm 2

σ

K Ic = 24 MPam

= 860 N/mm 2

y

K th = 9 MPam α = 0.84

a) La massima ampiezza del carico di trazione P che può essere applicato alla

piastra senza incorrere nel pericolo di propagazione della cricca si può

determinare con la seguente espressione:

∆ K =α∆σ π ; a th g si ricava quindi il valore di ∆σ
∆ K
=α∆σ π ;
a
th
g
si ricava quindi il valore di
∆σ
g considerandol’espressione:
N
9
2 1000 mm
∆ K th
mm
N
σ
=
=
270.33
.
g
2
mm
= α π
a
0.84 π
* 0.5 mm
P
Dalla relazione
∆σ =
si ricava il valore del massimo carico P che può essere
g
th

applicato alla piastra senza incorrere nel pericolo di propagazione della cricca:

P

= t

* h

*

σ =

g

20

mm

* 30

mm

* 270 . 33

N
N

mm

2 =

162 . 2 kN

.

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b) Il massimo carico di trazione P che può essere applicato alla piastra senza

incorrere nel pericolo di propagazione istantanea si può determinare invece con la

seguente espressione:

K = ασ π ; a IC R si ricava quindi il valore di σ
K
= ασ π ;
a
IC
R
si ricava quindi il valore di σ
R considerando:
N
24
1000 mm
2
mm
K IC
N
=
=
720.89
.
σ R =
2
mm
α π
a
0.84 π
* 0.5 mm
P
Dalla relazione
σ
=
si ricava al solito il valore del massimo carico P che può
R th

essere applicato alla piastra senza

istantanea della cricca:

incorrere

P

=

t

*

h

*

σ =

R

20

mm

* 30

mm

* 720 . 89

nel N mm
nel
N
mm

pericolo

pericolo

2

=

432 . 53

di

kN

propagazione

.

c) La piastra in esame è mostrata in figura seguente:

. c) La piastra in esame è mo strata in figura seguente: questa è sollecitata da

questa è sollecitata da un carico di trazione pulsante (P min = 0). La sezione critica

è la sezione ristretta. Il dimensionamento a fatica va effettuato in questa sezione.

Le sollecitazioni massime si possono così determinare:

Dai rapporti

P

a


σ

=

f

t

* (

P

m

h

4 a )

m t

* (

h

4 )

a

σ

a

=

K

.

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h

30

= = 1 . 07

mm

h 4 a

2

a

(30 2 )

mm

1

= = 0 . 036

mm

 

h 4 a

28 mm

si ricava dal grafico allegato il valore di k t = 2.58:

si ricava dal grafico allegato il valore di k t = 2.58: Fig.1. Fattore di concentrazione

Fig.1. Fattore di concentrazione delle tensioni.

In base alla tensione di rottura (σ R = 1100 N/mm 2 ) e al raggio di raccordo r = 1 mm si determina il fattore di sensibilità agli intagli q = 0.83.

determina il fattore di sens ibilità agli intagli q = 0.83. Fig.2. Fattore di sensibilità all’intaglio.

Fig.2. Fattore di sensibilità all’intaglio.

Utilizzando questi dati si calcola quindi il coefficiente di concentrazione degli sforzi a fatica:

k f = 1+(k t -1) q = 1+(2.58 -1) 0.83 = 2.31.

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Si passa a considerare le caratteristiche del materiale:

S n = S n ’ C L C G C S = 550·1·0.9·0.9 = 445.5 N/mm 2 S n ’= 0.5 σ R = 550 N/mm 2 C L = 1 (trazione)

C G = 0.9

C S =0.9 (rettifica fine σ R = 1100 N/mm 2 , vedi grafico di seguito).

(d > 10mm)

= 1100 N/mm 2 , vedi grafico di seguito). (d > 10mm) Fig.3. Fattore di finitura

Fig.3. Fattore di finitura superficiale.

Tracciato il diagramma di Haigh, si può individuare la retta di lavoro caratteristica del componente in esame, la cui pendenza è data da:

σ

a

P

a

σ

m

f

P

m

=

tg α

=

K

=

K

f

= 2 . 31

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA Fig.4. Diagramma di Haigh. Il limite di fatica sarà quindi pari

Fig.4. Diagramma di Haigh.

Il limite di fatica sarà quindi pari a:

tg N σ = α 1 = 379 . 08 A 2 tg α mm
tg
N
σ
=
α 1 = 379 . 08
A
2
tg
α
mm
+
S n
σ R

e, infine, tenendo conto del coefficiente di sicurezza s = 3 si può imporre:

σ

a

=

K

f

P

a

σ

=

σ

A

t

* (

h

4 a )

A

s

=

N 379.08 2 mm N = 126.36 3 mm
N
379.08
2
mm
N
=
126.36
3
mm

2

.

Si può ricavare di conseguenza il valore del massimo carico

P

a

= σ

A * t

* (

h

4 )

a

s * K

f

=

379 . 08

N
N

mm

2

* 20

mm

* 28

mm

3 * 2 . 31

=

30 . 61 kN

.

P corrispondente:

a

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1.3 PROVA SCRITTA DEL 05/04/2006

Una vite di manovra presenta una filettatura quadra, tale che il diametro di nocciolo è pari al 75% del diametro nominale D (esterno) della filettatura (fig. 1). La vite di manovra è sollecitata da un carico di trazione P costante nel tempo e da un momento torcente oscillante M t .

a) Dimensionare la vite tenendo conto della concentrazione di tensione

costituita dal filetto, tenendo conto che il raggio di raccordo tra nocciolo e filetto è

di 0.5 mm;

b) Determinare il massimo carico statico di trazione che può essere applicato

alla vite introducendo una deformazione permanente massima dell’1%,

ipotizzando valida la legge di Ludwick (

σ=σ ⋅ε )

f

p

'

m

Figura 1

la legge di Ludwick ( σ=σ ⋅ε ) f p ' m Figura 1 Dati: d/D

Dati:

d/D = 0.75 r = 0.5 mm Materiale: AISI1045 bonificato σ R = 1580 N/mm 2 σ y = 1420 N/mm 2 σf = 1820 N/mm 2

n

= 0.041

P

= 280 kN

M

t = 450 Nm

coefficiente di sicurezza s = 4

Risoluzione

a) La vite è dimensionata considerando il particolare come un albero con gola:

considerando il particolare come un albero con gola: Il particolare è sollecitato da un momento torcente

Il particolare è sollecitato da un momento torcente oscillante M t e da carico di

trazione costatante P. La sezione critica è quindi la sezione della gola considerata

avente un raggio di raccordo r = 0.5 mm. In questa sezione, come del resto in tutte

le sezioni dell’albero, il momento torcente è pari a M t e il carico di trazione a P.

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Le sollecitazioni massime di torsione e di trazione agenti nella sezione critica si

possono così determinare:

Imponendo il rapporto

τ

a

= k

f

tors

_

σ

m

16

M

16 M

t

d

π

3

f

tors

_

d

π

3

a

= k

=

4

P m

4

P

=

d

π

2

d

π

2

.

,

D

d

= 1.33

(è fissato dalla geometria) ed ipotizzando il

rapporto

r

d

= 0.1

si può quindi determinare il valore di k t_tors = 1.42.

determinare il valore di k t _ t o r s = 1.42. Fig.1. Fattore di

Fig.1. Fattore di concentrazione delle tensioni.

In base alla tensione di rottura (σ R = 1580 N/mm 2 ) e considerando un il raggio di

raccordo r = 0.5 mm si assume un fattore di sensibilità agli intagli q = 1.

mm si assume un fatto re di sensibilità agli intagli q = 1. Fig.2. Fattore di

Fig.2. Fattore di sensibilità all’intaglio.

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Utilizzando questi dati si calcola quindi il coefficiente di concentrazione degli sforzi

a fatica:

k f_tors = 1+(k t_tors -1) q = 1+(1.42 -1) 1 = 1.42.

Si passa a considerare le caratteristiche del materiale:

T n = S n ’ C L C G C S = 790·0.58·0.9·0.58 = 239.18 N/mm 2

S

n ’= 0.5 σ R = 790 N/mm 2

C

L = 0.58 (torsione)

C

G = 0.9

(d > 10mm)

C

S =0.58

(lavorazione con macchine utensili, σ R = 1580 N/mm 2 ).

con macchine utensili, σ R = 1580 N/mm 2 ). Fig.3. Fattore di finitura superficiale. Sul

Fig.3. Fattore di finitura superficiale.

Sul diagramma di Haigh, si può individuare la retta di lavoro caratteristica del componente in esame, la cui pendenza è data da:

τ k

a

=

tg

α

=

σ

m

16

M

t

π d

2

4

M

t

4 * 450 * 1000

Nmm

9.13

f

tors

_

d

π

3

4

P

f

tors

_

dP

d

* 280 * 1000

N

d

=

k

=

1.42

=

,

dove con d si è indicato il dimetro di nocciolo (minore) della vite. Ponendo d = 40 mm si ha:

τ 9 . 13

9 . 13

 

=

a = tg =

α

σ

m

d

 

40

=

0

. 23

.

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA Fig.4. Diagramma di Haigh. Il limite di fatica sarà quindi pari

Fig.4. Diagramma di Haigh.

Il limite di fatica sarà quindi pari a:

tg α N τ A = 144.24 = 2 tg α 1 mm + T
tg
α
N
τ A = 144.24
=
2
tg
α
1
mm
+
T n
σ R

e, infine, tenendo conto del coefficiente di sicurezza s = 4 si può imporre:

τ

a

=

k

f tors

_

16

M

t

τ

=

τ

A

d

π

3

A

s

=

N 144.24 2 N mm = 36.06 4 mm
N
144.24
2
N
mm = 36.06
4
mm

2

.

Si può ricavare di conseguenza il valore del diametro d come verifica del valore

prima imposto:

d =

16 k M s f 3 _ tors t τπ A
16 k
M s
f
3
_
tors
t
τπ
A

=

16 * 1 . 42 * 450 * 1000 Nmm * 4 3 N 144
16 * 1 . 42 * 450 * 1000
Nmm
* 4
3
N
144 . 24
2 π
mm

= 44 . 85 mm

.

Scelto come valore per il diametro d = 45 mm, si ricalcolano quindi i rapporti

geometrici:

D

d

= 1.33

r

0.5

mm

=

d

45

mm

= 0.011

da cui è possibile leggere il valore effettivo di k t_tors = 2.54

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA Fig.5. Fattore di concentrazione delle tensioni. e trovare quindi k f

Fig.5. Fattore di concentrazione delle tensioni.

e trovare quindi k f ’:

k f ’= 1+(k t -1) q = 1+(2.54 -1) 1 = 2.54.

La variazione di k f comporta una leggera variazione del limite di fatica, in

particolare un aumento, che è quindi possibile trascurare ragionando a vantaggio

di

la

sicurezza. Di conseguenza si può ricalcolare il nuovo valore di d che garantisca

verifica a fatica del componente:

d =

16 k ' M s _ tors t 3 f τπ A
16 k '
M s
_
tors
t
3 f
τπ
A

=

16 * 2.54 * 450 * 1000 Nmm * 4 N 3 144.24 2 π
16 *
2.54 * 450 * 1000
Nmm
* 4
N
3 144.24
2 π
mm

= 54.45 mm

Si

assume quindi d = 55 mm. Si avrà alla fine:

 

d

= 55

mm

D =

d

=

55

mm

= 73.33 mm

0.75 0.75

.

In

nominale D 73 . 33mm .

base al diametro esterno D ottenuto, si sceglie quindi una vite con un diametro

b)

Se il componente in esame è sollecitato da solo un carico statico di trazione

le

sollecitazioni massime agenti sul nocciolo di diametro d = 55 mm si possono

così determinare:

σ=

F

k t traz π

_

d

2

4

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

dove il coefficiente

k t _ traz

filetto. In base ai rapporti:

tiene conto della concentrazione di tensione al piede del

D

d

= 1.33

r

=

0.5

mm

= 0.0091

d

55

mm

si trova approssimativamente un

k

=

t _ traz

4.2

:

55 mm si trova approssimativamente un k = t _ traz 4.2 : Fig.6. Fattore di

Fig.6. Fattore di concentrazione delle tensioni.

Supponendo valida la legge di Ludwik, si ha:

considerando

ε

Dalla relazione

'

σ σ * ε

=

f

n

p

p

= 0.01

si può ricavare il valore della tensione corrispondente:

'

σ=σ ε =

f

p

*

n

1820 * 0 . 010

0 .041

=

1506 . 85

N
N

mm

2

.

σ =

F

=

k t traz

_

F

d

2

si può ricavare quindi il valore del carico F:

π 4 2 d 2 (55 mm ) σπ 1506 . 85 N * π
π
4
2
d 2
(55
mm
)
σπ
1506 . 85
N *
π
2
mm 4
4 =
4 . 2
k t _ traz

= 852 . 38

kN

.

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

1.4 PROVA SCRITTA DEL 04/07/2006

L’albero rotante raffigurato in figura 1 è sollecitato da un momento torcente M = Mm + Ma sinωt. Per esigenze costruttive lo spallamento deve garantire una superficie di appoggio minima (D-d)/2 > 10 mm, con un raggio di raccordo non superiore a 1.5 mm.

a) determinare le dimensioni d, D, r che assicurano la vita infinita del

componente con un coefficiente di sicurezza s;

b) sulla base del dimensionamento prima effettuato e ipotizzando di applicare

staticamente il massimo momento torcente Mmax = Mm + Ma, determinare il massimo valore del carico di trazione oscillante Pa sinωt che può applicato a

parità di condizioni di sicurezza.

Figura 1

r D d
r
D
d

Dati:

Mm = 76 Nm Ma = 108 Nm coefficiente di sicurezza s = 3.5 Materiale: acciaio da cementazione

CrNi4

σ R = 1120 N/mm2 σ y = 835 N/mm2 durezza: 225 HB

Risoluzione

a) L’albero rotante in esame è sollecitato da un momento torcente. La sezione

critica è quello dello spallamento in cui andrà effettuato il dimensionamento a

fatica.

dello spallamento in cui andrà effettuato il dimensionamento a fatica. V. Dattoma, R. Nobile, M. Arnesano

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Le sollecitazioni massime agenti nella sezione critica si possono così determinare:

Imponendo il rapporto

D

d

= 1.5

⎪ ⎪

τ a

τ

m

=

=

16 M a K f 3 π d 16 M m 3 π d
16 M
a
K
f
3
π
d
16
M
m
3
π d

, ed ipotizzando il rapporto

r

d

= 0.1

si può quindi

determinare il valore di k t = 1.4.

In base alla tensione di rottura (σ R = 1120 N/mm 2 ) e considerando un valore del

raggio di raccordo r = 1.5 mm si determina il fattore di sensibilità agli intagli q =

0.92.

Utilizzando questi dati si calcola quindi il coefficiente di concentrazione degli sforzi

a fatica:

k f = 1+(k t -1) q = 1+(1.4 -1) 0.92 = 1.368.

Si passa a considerare le caratteristiche del materiale:

T n = S n ’ C L C G C S = 560·0.58·0.9·0.68 = 198.78 N/mm 2

S

n ’= 0.5 σ R = 560 N/mm 2

C

L = 0.58 (torsione)

C

G = 0.9

(d > 10mm)

C

S =0.68

(lavorazione con macchine utensili, σ R = 1120 N/mm 2 ).

Tracciato il diagramma di Haigh, si può individuare la retta di lavoro caratteristica

del componente in esame, la cui pendenza è data da:

τ

a

=

=

K

M

a

= 1 . 368

108

Nm

τ

m

tg

α

f

M

m

76

Nm

= 1 . 944

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Fig.1. Diagramma di Haigh. N Il limite di fatica, considerando che τ = 0 .
Fig.1. Diagramma di Haigh.
N
Il
limite
di
fatica,
considerando
che
τ =
0 . 8
σ =
896
2 e
R
R
mm
N
τ =
0. 58
σ =
484 . 3
2 , sarà quindi pari a:
y
y
mm
tg
α
N
τ
=
= 178.42
A
2
tg
α 1
mm
+
T n
τ R

che

e, infine, tenendo conto del coefficiente di sicurezza si può imporre:

τ a

=

k

f

16

M

a

τ

A

d

π

3

τ A =

s

=

N 178.42 2 mm = N 50.98 2 3.5 mm
N
178.42
2
mm =
N
50.98
2
3.5
mm

Si può ricavare di conseguenza il valore del diametro d:

d

=

16 k M s a 3 f τπ A
16 k M s
a
3 f
τπ
A

=

16 * 1.368 * 108 * 1000 Nmm * 3.5 N 3 178.15 π 2
16 * 1.368 * 108 * 1000
Nmm
* 3.5
N
3 178.15
π
2
mm

=

24.54

mm

Scelto come valore per il diametro d = 25, si ricava il valore di D dalla relazione:

D d

2

>

10

D

⇒ >

2 * 10

+

d

=

45

mm

assunto D = 50 mm, si ricalcolano quindi i rapporti geometrici:

D

50

mm

=

d

25

mm

r

1.5

mm

=

d

25

mm

=

=

2

0.06

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

da cui è possibile calcolare il valore effettivo di k t = 1.66 e k f ’:

k f ’= 1+(k t -1) q = 1+(1.66 -1) 0.92 = 1.6072

La variazione di k f comporta una leggera variazione del limite di fatica, in

particolare un aumento, che è quindi possibile trascurare ragionando a vantaggio

di

sicurezza. Di conseguenza si può ricalcolare il nuovo valore di d che garantisca

la

verifica a fatica del componente:

d

=

16 k M s ' a 3 f τπ A
16
k M s
'
a
3 f
τπ
A

=

16 * 1.6072 * 108 * 1000 Nmm * 3.5 N 3 178.42 π 2
16 * 1.6072 * 108 * 1000
Nmm
* 3.5
N
3 178.42
π
2
mm

=

25.88

mm

Si

assume

quindi

d

=

D d

2

>

10

D

⇒ >

2 * 10

+

26 mm

e

d

=

46

mm

).

D

=

50 (in

modo da soddisfare la relazione

b) Si suppone ora di applicare staticamente un momento torcente pari a M max

= M m + M a = (76 + 108) Nm = 184 Nm e un carico di trazione oscillante P a sinωt. Si

vuole determinare il massimo valore del carico di trazione oscillante che può

applicato a parità di condizioni di sicurezza (cioè a parità di coefficiente di

sicurezza s).

Anche in questo caso la sezione critica è la sezione dello spallamento. Il carico di

trazione determina una tensione alternata così valutabile:

⎧ P a = k ⎪ σ a f A ⎨ ⎪ P σ m
P
a
= k
σ a
f
A
P
σ
m
=
= 0
m A

perché

è

nullo

il

carico

assiale

medio.

Il carico statico di torsione provoca invece una sollecitazione media data da:

2 16 M σ σ τ m m 2 m = ⇒ σ = +
2
16
M
σ
σ
τ
m
m
2
m
=
σ
=
+
τ
+ ⎜ ⎛
⎟ ⎞
=
τ
m
3
e m
_
m
m
π
d
2
2

Per il caso in esame, avendo a che fare con condizioni di carico biassiali, si

procede alla determinazione delle tensioni equivalenti.

Si passa a ricavare quindi i valori di k t e k f per il carico di trazione:

D

50mm

= = 1.923

⎪ ⎪ d

r

26mm

1.5mm


d

= = 0.058

26mm

k

t

=

2.4

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA


σ

R

= 1120

= 1.5

r

N 2 mm mm
N
2
mm
mm

⇒ = 0.9 2

q

si avrà di conseguenza:

k f = 1+(k t -1) q = 1+(2.4 -1) 0.92 = 2.288.

Nello specifico si dovranno sostituire nelle relazioni precedenti le seguenti

espressioni:

σ

m _ eq

τ

==

m

P P a a = k = 2.288 σ a f 2 A d π
P
P
a
a
=
k
=
2.288
σ a
f
2
A
d
π
4
16M
16 * 184 * 1000Nmm
N
m =
3 = 53.32
2
3
π d
π
(
)
mm
26mm

Dobbiamo ora riferirci al diagramma di Haigh relativo al caso in esame. Possiamo

quindi ricalcolare il limite di fatica in condizioni di carico oscillante Sn:

S n = S n ’ C L C G C S = 560·0.9·0.9·0.68 = 308.4 N/mm 2

S n ’= 0.5 σ R = 560 N/mm 2

C L = 0.9 (trazione)

C G = 0.9 (d > 10mm)

C S =0.68 (lavorazione con macchine utensili, σ R = 1120 N/mm 2 ).

In questo caso la condizione di carico impone un carico medio costante

2 , per cui la retta di lavoro è in questo caso una retta verticale.

N
N

σ

e_m

=

53.32

mm

si determina così il limite di fatica in queste condizioni pari a

σ =

A

290.1

N
N

mm

2

di fatica in queste condizioni pari a σ = A 290.1 N mm 2 Fig.2. Diagramma

Fig.2. Diagramma di Haigh.

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Dal valore del limite di fatica così letto, si può ricavare il massimo valore del carico P a di trazione oscillante (a parità di s):

σ

a

k P

fa

=

s

d

2

π

4

⇒= P

a

σπ

a

d

2

4

=

290.1

2 (26mm) N * π * 2 mm 4
2
(26mm)
N *
π
*
2
mm
4

sk

f 3.5 * 2.288

=

19.23kN

.

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

1.5 PROVA SCRITTA DEL 21/07/2006

L’albero rotante raffigurato in figura 1 è sollecitato da un momento torcente M= M i sin ωt, la cui ampiezza è riconducibile a quattro blocchi di carico secondo quanto riportato in tabella 1.

a) dimensionare l’albero per garantire una durata di 10 7 cicli

b) calcolare il numero di cicli che porterebbero a rottura il componente

supponendo di applicare un momento torcente di ampiezza costante pari a M i = 120 Nm

Figura 1

r D d
r
D
d

Dati:

Blocchi di carico:

r = 1 mm

Materiale C40 σ R = 590 N/mm 2 σ y = 374 N/mm 2

M

i

ρ

i

1 97

Nm

0.4

2 85

Nm

0.4

3 120

Nm

0.1

4 110

Nm

0.1

Risoluzione

a) L’albero rotante in esame è sollecitato da un momento torcente M= M i sin

ωt, la cui ampiezza è riconducibile a quattro blocchi di carico secondo quanto

riportato in tabella 1. La sezione critica è quella dello spallamento, dove c’è

l’intaglio in cui andrà effettuato il dimensionamento a fatica.

in cui andrà effettuato il dimensionamento a fatica. L’ampiezza di sollecitazione relativa a ll’i-esimo

L’ampiezza di sollecitazione relativa all’i-esimo blocco di carico è data da:

τ =

a

K

f

16 M

a _ i

d

π

3

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

la sollecitazione media è invece nulla data l’assenza di un carico medio.

Imponendo il rapporto

D

d

= 1.2

, ed ipotizzando il rapporto

r

d

= 0.1

si può quindi

determinare il valore di k t = 1.34. In base alla tensione di rottura (σ R = 590 N/mm 2 ) e considerando un valore del raggio di raccordo r = 1 mm si determina il fattore di sensibilità agli intagli q = 0.75. Utilizzando questi dati si calcola quindi il coefficiente di concentrazione degli sforzi a fatica:

k f = 1+(k t -1) q = 1+(1.34 -1) 0.75 = 1.255. Per il caso in esame, si provvede a trasformare la storia di carico ad ampiezza di carico variabile a blocchi secondo lo schema riportata i Tabella 1, in una storia di carico equivalente ad ampiezza di sollecitazione costante. Secondo la regola di Miner, si passa a calcolare la sollecitazione equivalente con la relazione:

dove

τ

a _ i

τ

a eq

_

=

k ∑ n i τ a _ i k ∑ n i
k
∑ n
i
τ a _ i
k
n
i

relativa all’i-esimo carico applicato, ed

n

i

è

il

numero di cicli

di

applicazione del carico. La precedente espressione può essere vista meglio nel seguente istogramma cumulativo di carico:

vi sta meglio nel seguente istogramma cumulativo di carico: Fig.1. Cumulativo di carico. V. Dattoma, R.

Fig.1. Cumulativo di carico.

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

In questo caso si avrà quindi:

 

n i = 10

7

 

=

k

f

16

M

1

=

1.255

* 16 * 97 * 1000 Nmm

 

τ

a

_

1

d

π

3

 

d

3

 

n 1 = 0.4 * 10

7

   

π

*

 

7

 

=

k

f

16

M

2

=

1.255

* 16 * 85 * 1000 Nmm

n

= 0.4 * 10

τ

a

_

2

3

3

n

2

3

= 0.1 * 10

7

 

=

k

f

d

π

16

M

3

=

1.255

π

*

d

* 16 * 120 * 1000 Nmm

 

τ 3

a

d

π

3

 

*

d

3

_

 

= 0.1 * 10

7

 

π

 

n

4

 
   

=

k

f

16

M

4

=

1.255

* 16 * 110 * 1000 Nmm

τ 4

a

_

d

π

3

 

*

d

3

 

π

Per ricavare il valore di k si determina la curva S – N. Per le caratteristiche del

materiale, il valore di S n relativo a 10 6 cicli è pari a:

S n (10 6 cicli) = S n ’ C L C G C S = 295·0.58·0.9·0.9 = 138.591 N/mm 2

S

n ’= 0.5 σ R = 295 N/mm 2

C

L = 0.58 (torsione)

C

G = 0.9

(d > 10mm)

C

S =0.9

(lavorazione con rettifica fine, σ R = 590 N/mm 2 ).

Il

valore di S (10 3 cicli) è invece pari a:

S (10 3 cicli) = 0.9 (0.8 σ R ) = 0.9 (0.8*590) = 424.8 N/mm 2 .

Il valore di k sarà quindi

k =

⎛ 10 ⎞ log ⎜ ⎟ ⎜ ⎟ 3 10 ⎝ ⎠ log ⎛ ⎜
⎛ 10 ⎞
log ⎜
3
10
log ⎛ ⎜ 424 . 8 ⎞
138
. 591

= 6 . 17

.

La curva S-N ricavata si riferisce al materiale base. Procedendo a vantaggio di

sicurezza non si terrà conto della modifica della pendenza k dovuta alla presenza

di una concentrazione di tensione.

Sostituendo il tutto nella espressione della τ , si ha: a _ eq k ∑
Sostituendo il tutto nella espressione della τ , si ha:
a _ eq
k
∑ n
τ
16 k
635621 . 1194
i
f
a
_
i
K
K
K
K
=
6.17 0 . 4
k
=
M
+
0 . 4
M
+
0 . 1
M
+
0 . 1
M
=
.
τ a eq
_
3
1
2
3
4
∑ n
3
π d
d
i
τ
7
A 10
il diametro si ottiene quindi imponendo che
. Il limite di fatica a 10 7 cicli
τ a eq
_
s

può essere ottenuto prolungando la curva di Wohler oltre il limite convenzionale di

10 6 cicli.

Dall’equazione della curva di Wohler ricavata precedentemente si ottiene:

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

k 6 10 6 τ 6 10 10 7 ⎛ ⎜ ⎞ 10 N =
k
6
10
6 τ
6
10
10
7
⎛ ⎜ ⎞
10
N
=
N
τ
=
τ
k
=
138
. 591
6
.17
= 95 . 42
7
6
2
10
7
7
10
7 10
τ
10
mm
10
⎜ ⎠
6
10

mm

2

10 7 7 10 7 10 ⎝ τ 10 mm 10 ⎜ ⎠ 6 10 mm

Fig.2. Curva S-N con valore a 10 7 cicli.

Infine, tenendo conto di coefficiente di sicurezza s = 2 si ricava: 635621.1194 ≤ 635621.1194
Infine, tenendo conto di coefficiente di sicurezza s = 2 si ricava:
635621.1194 ≤
635621.1194 *
s 635621.1194 * 2
7
τ A 10
τ
=
=
=
3
3
a eq
_
3
d min
d
s
τ
95.42
7
10
si pone:
d
= 25 mm
D
= 30 mm

r = 1 mm

Si ricalcolano quindi i rapporti geometrici:

D

30

mm

=

= 1.2

d

r

25

1 mm

mm

=

= 0.04

d

25

mm

= 23.71 mm

da cui è possibile calcolare il valore effettivo di k t = 1.63 e k f ’:

k f ’= 1+(k t -1) q = 1+(1.63 -1) 0.75= 1.4725

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

La variazione di k f comporta una leggera variazione del limite di fatica, in

particolare un aumento, che è quindi possibile trascurare ragionando a vantaggio

di

sicurezza. Di conseguenza si può ricalcolare il nuovo valore della : τ a _ eq
sicurezza. Di conseguenza si può ricalcolare il nuovo valore della
:
τ a _ eq
k
τ
n i k
16
'
745778 . 5644
f
a
_
i
K
K
K
K
=
=
6.17 0 . 4
k
M
+
0 . 4
M
+
0 . 1
M
+
0 . 1
M
=
τ a eq
_
3
1
2
3
4
3
n
π d
d
i

e

quindi il valore di d che garantisca la verifica a fatica del componente:

745778.5644 * s 745778.5644 * 2 d = = 3 = 25.00 mm 3 τ
745778.5644 *
s 745778.5644 * 2
d
=
=
3
=
25.00 mm
3
τ
95.42
10 7

si

d

D

r = 1 mm.

può assumere quindi:

= 25 mm = 30 mm

b) Si considera ora un momento torcente M= M i sinωt di ampiezza costante

pari a M i = 120 Nm invece del momento torcente M= M i sinωt con ampiezza

variabile a blocchi.

Per individuare il numero di cicli che porta a rottura il componente si deve

calcolare il valore della τ relativa a M i = 120 Nm ed entrare nella curva S – N.

a

Si

di

calcola quindi il valore della τ

a (120 Nm )

relativa a M i = 120 Nm, ricordando il valore

k f = 1.4725 ricavato al passo precedente e un coefficiente di sicurezza s = 2:

16 M 16 * 120 * 1000 Nmm i N = s = 1.4725 2
16 M
16 * 120 * 1000 Nmm
i
N
=
s =
1.4725
2 115.19
=
.
τ a
k f
(120
Nm
)
2
3
3
π
d
π
* ( 25
mm
)
mm

Dalla curva S – N prima costruita si determina il numero di cicli corrispondente al

valore di

τ

a

(120

)

=

115.19

N
N

Nm

2

.

mm

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA N Fig.3. Curva S-N con valore del numero di cicli a
N Fig.3. Curva S-N con valore del numero di cicli a τ = 115 .
N
Fig.3. Curva S-N con valore del numero di cicli a
τ
=
115 . 19
.
a
(120
Nm
)
2
mm
N
In corrispondenza del valore di
τ
=
115 . 19
2 sulla
curva
S
–N si
a
(120
Nm
)
mm

può

leggere un valore della durata di 6.49*10 6 cicli.

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

1.6 PROVA SCRITTA DEL 09/01/2007

La leva in figura 1 è saldata su un albero rotante di diametro d mediante un doppio cordone d’angolo circonferenziale. La sezione dell’albero è sollecitata, oltre che dal momento torcente originato da F, da un momento flettente M.

a) Dimensionare a fatica la sezione ristretta dell’albero considerando il

cordone di saldatura come un intaglio con raggio di raccordo r = 0.5 mm e rapporto D/d = 1.5 (utilizzare un coefficiente di sicurezza a fatica s fat = 2.5).

b) Dimensionare staticamente i cordoni di saldatura, ipotizzando di utilizzare

un coefficiente di sicurezza s stat = 10.

c) Determinare la dimensione a (rapporto a/2c = 0.2 - vedi grafico assegnato)

che dovrebbe avere una cricca generatasi al piede del cordone di saldatura per originare la frattura istantanea del componente, nell’ipotesi in cui l’unico carico agente sia il momento flettente (utilizzare un coefficiente di sicurezza s fratt = 1.5).

Dati: F = 4580 N l = 280 mm M = 3650 Nm Materiale: acciaio
Dati:
F = 4580 N
l = 280 mm
M = 3650 Nm
Materiale: acciaio Fe 510
σ R = 510 N/mm 2 ; σ y = 355 N/mm 2
K Ic = 16.5 MPa√m
Nota
R p = tensione
di snervamento

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Risoluzione

a) Dimensionamento a fatica.

NORMATIVA EUROPEA L’albero in figura è sollecitato da un momento torcente T = F * l = 4580 N * 280 mm = 1282.4 Nm e da un momento flettente M = 3650 Nm. La sezione critica è la sezione ristretta del cordone di saldatura, il dimensionamento a fatica va effettuato in questa le sezione. In questa sezione, come del resto in tutte le sezioni dell’albero, il momento torcente è pari al momento T e il momento flettente vale M.

.

Il momento flettente M provoca sollecitazioni di flessione rotante tali che

Le sollecitazioni massime dovute quindi al momento flettente M agenti nella sezione critica si possono così determinare:

σ

m

= 0

⎪ ⎪

32

M

a

σ

m

=

f

_ fles

π d

3

32 M

m = 0

.

d

π

3

σ a = k

Il momento torcente T invece provoca sollecitazioni torsionali costanti, tali che in

questo caso si abbia τ

torcente T agenti nella sezione critica si possono così determinare:

. Le sollecitazioni massime dovute quindi al momento

a = 0


τ

τ

a

m

16 T

a

= k

=

f

tors

_

16 T

m

π d

3

π d

3

= 0

.

Considerando il cordone di saldatura come un intaglio di raggio di raccordo r = 0.5

e imponendo i rapporti

k t_fles = 1.88.

= 0.1 si può quindi determinare il valore di

D

d

= 1.5

r

d

e

si può quindi determinare il valore di D d = 1.5 r d e Fig.1. Fattore

Fig.1. Fattore di concentrazione delle tensioni.

In base alla tensione di rottura (σ R = 510 N/mm 2 ) e considerando un valore del raggio di raccordo r = 0.5 mm si determina il fattore di sensibilità agli intagli q =

0.58.

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA Fig.2. Fattore di sensibilità all’intaglio. Utilizzando questi dati si calcola quindi

Fig.2. Fattore di sensibilità all’intaglio.

Utilizzando questi dati si calcola quindi il coefficiente di concentrazione degli sforzi

a fatica:

k f_fles = 1+(k t_fles -1) q = 1+(1.88 -1) 0.58 = 1.5104 Si passa a considerare le caratteristiche del materiale:

S n = S n ’ C L C G C S = 255·1·0.9·0.78 = 179.01 N/mm 2

S

n ’= 0.5 σ R = 255 N/mm 2

C

L = 1 (momento flettente)

C

G = 0.9

(d > 10mm)

C

S =0.78 (lavorazione con macchine utensili, σ R = 510 N/mm 2 ).

con macchine utensili, σ R = 510 N/mm 2 ). Fig.3. Fattore di finitura superficiale. V.

Fig.3. Fattore di finitura superficiale.

Capitolo 1 ESERCIZI SULLA FATICA

Per il caso in esame, avendo a che fare con condizioni di carico biassiali, si procede alla determinazione delle tensioni equivalenti secondo le relazioni seguenti:


σ

σ

e

=

e m

_