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Trimestrale di informazione

dell’Ordine degli Architetti PPC


della Provincia di Trento
Spedizione in abbonamento postale 70%
Poste Italiane S.p.A. - Periodico trimestrale
autorizzazione:
Tribunale di Trento N 380 R.St. 14/6/82
ISSN 2281-6410

Ordine degli Architetti


Pianificatori, Paesaggisti
e Conservatori
della Provincia di Trento
2015
ANNO XXXiI aprile-giugno

Formazione
1
Pubblicazione trimestrale
in abbonamento postale
Registrazione presso il tribunale
di Trento - n. 380 del 14.06.1982
Direttore responsabile
Francesca Odorizzi
Redazione
Silvia Alba
Alessandro Carlini
Roberta Di Filippo
Ivo Fadanelli
Micol Fronza
Mauro Mazzucchi
Jessica Nicolussi Motze
Massimo Plazzer
Roberto Salvischiani
Chiara Tonelli
Paola Zampedri
Editore
Ordine degli Architetti PPC
della Provincia di Trento
Vicolo Galasso 19 - 38122 Trento
Tel. 0461 261163- Fax. 0461 264685
e-mail: infotrento@awn.it
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Raccolta Pubblicitaria
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Via Serafini 10 - 38122 Trento
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Progetto grafico
A4, Giancarlo Stefanati
Impaginazione e stampa
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Via Serafini 10 - 38122 Trento
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EDITORIALE
2015
4 Alberto Winterle
Lo spazio del sapere
NEWS DAL CONSIGLIO

6 Alessandro Franceschini
News dal Consiglio
OPINIONI voci dall’ateneo

8 Intervista a Mauro Gilmozzi 34 A cura di Giuseppe Malpeli


L’organizzazione
10 Giuseppe Longhi degli spazi educativi
Workshop: “Progettare la nella scuola dell’infanzia
scuola nell’era digitale” sguardi

18 Linda Comerlati 36 A cura di Roberta Di Filippo

Il monitoraggio
e Roberto Salvischiani

delle scuole Nordstjerneskolen,


Nuovo complesso
20 Beate Weyland
scolastico, Danimarca
Progettare scuole
tra pedagogia e 40 Rosan Bosch

architettura Vittra Telefonplan,


Interior design di una
24 Paolo Bellenzier scuola in Svezia
Le nuove direttive per
44 In Finlandia
l’edilizia scolastica
in Alto Adige 50 Sergio Los
tra Innovazione e Scuola materna Crosara
flessibilità di Marostica
archivi
28 Giusy Cannella
54 Roberta G. Arcaini
Dallo spazio al progetto: Archivi & edifici scolastici
la relazione tra pedagogia
e architettura Il modello della Casa
57
Elettrica: l’Archivio del 900
30 Normalearchitettura
Istituto superiore E. Fermi come officina
premi
di Mantova e Istituto
superiore Paciolo 60 Studio Barozzi Veiga
D’Annunzio di Fidenza Mies van der Rohe
Award 2015
In cauda venenum

62 Alessandro Franceschini
Giancarlo De Carlo
e l’architettura come
impegno «politico»

Scritti, fotografi e e disegni


impegnano soltanto
la responsabilità dell’autore
Autorizzazione del Tribunale
di Trento N. 380 R.st. 14/6/82
Poste Italiane SpA - Spedizione
in Abbonamento Postale - 70% NE/TN
ISSN 2281-6410

Referenza fotografica di copertina: Andreas Meichsner,


Saunalahti school, Verstas Architects
Foto a fianco: Lucio Tonina, Il modello della Casa Elettrica, realizzato
dagli studenti della Classe 5D del Liceo artistico “Depero” di Rovereto
Editoriale

“Intendo l’architettura in senso positivo, come una La nostra scuola, il campo da gioco nel
creazione inscindibile dalla vita civile e dalla società in piazzale, il corridoio, l’aula, il banco, i com-
cui si manifesta; essa è per sua natura collettiva. Come pagni di classe, le maestre ed i maestri …
i primi uomini si sono costruiti abitazioni e nella loro basta chiudere gli occhi ed i ricordi riaf-
prima costruzione tendevano a realizzare un ambiente più fiorano all’istante. Si tratta della memoria
favorevole alla loro vita, a costruirsi un clima artificiale, di un’importante fase della nostra infanzia
così costruirono secondo una intenzionalità estetica. Essi svolta all’interno di un edificio scolastico,
iniziarono l’architettura a un tempo con le prime tracce dove abbiamo imparato quella bellissima
della città; l’architettura è così connaturata al formarsi cosa che è la lettura, abbiamo imparato
della civiltà ed è un fatto permanente, universale e a scrivere e ad esprimere i nostri pensie-
necessario.” ri, abbiamo imparato a conoscere altre
persone, a stringere importanti amicizie,
Aldo Rossi insomma a vivere. Lo spazio dove questo
L’architettura della città, ed. clup, Milano 1987 (prima edizione Marsilio Editori, Padova 1966)
è avvenuto non è stato indifferente: la for-
ma e la dimensione dell’edificio nel suo

Lo spazio
complesso, come anche la configurazione
della distribuzione interna ha contribuito
a trasmetterci delle sensazioni che sono
state propedeutiche alla nostra formazio-

del sapere
ne. Ogni paese aveva la sua scuola. Infatti,
la particolare conformazione della nostra
provincia, fatta di tanti piccoli centri abitati
diffusi, era caratterizzata da un’uniforme
distribuzione dei servizi pubblici, prima
che un’efficiente attività di razionalizza-
zione abbia portato ad accorpare alcuni di
essi. Ciò significa quindi che intere gene-
razioni passano alcuni anni della propria
vita dentro un edificio scolastico del pro-
prio paese o della propria città.

È per questo che ritengo il tema progettuale


degli edifici scolastici un paradigma per
l’architettura, in quanto esprime in sé molti
aspetti legati all’esperienza dello spazio.
Non solo: questo tema progettuale evidenzia
la particolare responsabilità, morale e civile,
dell’architetto nell’effettuare scelte formali
ed estetiche per una struttura destinata ad
ospitare innumerevoli persone nell’importante
fase dell’apprendimento.

4
Lo spazio è infatti un elemento che sulle idee, sui progetti, attraverso l’utilizzo
contribuisce in modo concreto all’espe- dello strumento del concorso. Forse qual-
rienza didattica diventandone parte atti- che risultato è stato ottenuto, i nostri re-
va. La coscienza di queste motivazioni ha ferenti politici hanno compreso la portata
fatto sì che nei nuovi progetti pedagogici della questione: nel protocollo d’intesa,
sia stata superata la vetusta organizzazio- sottoscritto a fine dicembre del 2014 tra
ne funzionale delle scuole perseguita per Ordini professionali, Provincia Autonoma
molti decenni, fatta di lunghi corridoi su di Trento, Consiglio delle Autonomie Locali
cui si affacciavano le aule chiuse per le ed i principali Comuni del Trentino, si pre-
lezioni frontali, in favore di un coinvolgi- vede l’obbligatorietà dell’utilizzo del concor-
mento di tutti gli spazi per una didattica so di progettazione per la realizzazione o
non più gerarchica ma “orizzontale”. l’ampliamento di edifici scolastici i cui la-
Questa rivoluzione ha cambiato radi- vori a base d’asta risultino superiori a un
calmente l’organizzazione della scuola, le milione e mezzo di euro. Per chiarire me-
aule sono ora aperte, trasparenti, mobili, ri- glio il concetto evidenzio quindi che per la
configurabili; gli studenti si muovono, cam- realizzazione di una nuova scuola, o per un
biamo locali durante il giorno, lavorano nei intervento corposo su un edificio esistente,
laboratori, usano tutti gli spazi della scuola è di fatto obbligatorio affidare l’incarico di
non solamente una singola aula. Le tecni- progettazione attraverso un confronto tra
che stesse di insegnamento sono cambia- diverse soluzioni progettuali. Questo è lo
te, sono ora più interattive e stimolanti, in strumento, il mezzo per raggiungere il no-
un’evoluzione della ricerca che si riferisce stro fine, sta ora a noi osservare le rego-
a modelli didattici di diversa ispirazione. le che ci siamo dati, vigilare che vengano
Credo che questo processo sia estre- rispettate e soprattutto misurarci con ciò
mamente affascinante, e che rappresenti che meglio conosciamo: il progetto.
uno degli aspetti più appassionanti della La pubblicazione di questo numero di
professione dell’architetto: doversi aggior- “a” corrisponde alla fine del mandato del
nare, misurarsi con ciò che ancora non nostro Consiglio, e quindi anche alla con-
conosciamo, dare forma a nuovi concetti clusione della mia personale esperienza
funzionali, sperimentare insieme a docenti alla guida dell’Ordine.
e pedagogisti quali possano essere le di- Sono stati quattro anni intensi e ap-
mensioni e le caratteristiche di uno spazio passionanti, dove abbiamo cercato di
accogliente ma anche stimolante. metterci in gioco per riaffermare il valore
È evidente che questo tipo di ricerca ed il ruolo dell’architetto in un momento
progettuale non si attua individuando i drammaticamente difficile per la nostra
professionisti con le modalità di ingaggio professione. Colgo quindi l’occasione per
diffuse nella nostra provincia, ovvero valu- ringraziare gli amici e colleghi del Consi-
tando il progettista in base ad un offerta glio con cui ho condiviso la navigazione
economica, affidando una singola fase in questo “mare in tempesta”, il direttore
di progettazione ad un tecnico generico, e tutta la redazione di “a”, e più in gene-
o chiedendo ad un’impresa di realizza- rale tutti i colleghi che in qualsiasi modo
re un’opera basandosi su un preliminare hanno contribuito a tenere alto il nome
definito da un soggetto privo delle ade- della nostra categoria. Fare architettura
guate competenze. Per questo motivo, è diventato oggi sempre più difficile, ma
abbiamo usato il tema delle scuole nella rimane, come evidenziava Aldo Rossi, “un
nostra azione di sensibilizzazione e di ri- fatto permanente universale e necessario”
vendicazione del ruolo dell’architetto nei a cui noi non rinunceremo.
confronti degli enti pubblici del Trentino,
chiedendo e favorendo, in questi quattro
anni di durata del nostro mandato, un’a-
Alberto Winterle
zione che possa promuovere il confronto Presidente Ordine Architetti PPC

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News dal Consiglio
I lavori del consiglio del tempo da parte dei docenti. Alcuni
Nel primo semestre del 2014 il Consi- corsi, come richiesto dagli iscritti, ver-
Alessandro Franceschini
glio si è riunito 12 volte per un totale di ranno riproposti anche per il secondo
circa quaranta ore di seduta. Le riunioni semestre del 2015. La scelta di “co-
si sono tenute nel tardo pomeriggio del struire” corsi ad hoc, scegliendo docenti
lunedì, con cadenza quindicinale, salvo qualificati e competenti, contattati appo-
eccezioni. La partecipazione media dei sitamente per ciascun corso ha sicura-
consiglieri è stata del 73%. mente premiato.
Dopo un primo approccio decisamen-
Movimento iscritti te positivo, sperimentato con il corso
Nuove iscrizioni: Samuele Aldrighetti, on line sulla fatturazione elettronica,
Monica Anesin, Andrea Betta, Massimo la nuova modalità del webinar ver-
Bettini, Marco Braus, Federica Cattani, rà riutilizzata quanto più possibile. Il
Franco Cramerotti, Alice Dolzani, Gian- CNAPPC, infatti, mette a disposizione
luca Facchinelli, Giulia Fattoretti, Filippo la propria piattaforma per l’organizza-
Gecele, Elena Leonardelli, Enrico Less, zione e la diffusione del webinar, che
Stefano Longo, Alberto Lorenzin, Mauro diventa, in questo modo, uno strumento
Martinelli, Federica Mazadro, Riccardo a costi molto bassi e di ampia diffusio-
Mesco, Lorenza Odorizzi, Luca Pederzi- ne. L’utilizzo della nuova piattaforma
ni, Nicola Pellegrini, Michele Relis Luc, “IMateria” messa a disposizione sempre
Carolina Rigoni, Monica Santana San- dal CNAPPC, dove vengono caricati i
tana, Elisa Segata, Elena Simion, Fabri- crediti maturati e lo storico personale,
zia Somma, Mark Sonego, Cristina Zeni, si sta diffondendosi tra gli iscritti. L’au-
Cristiano Zomer. spicio è che questo strumento venga
utilizzato sempre di più.
Cancellazioni: Diego Barozzi, Andrea Per la seconda parte dell’anno sono già
Benni, Manuela Boffo, Roberto Bre- stati programmati corsi nei vari ambiti
sciani, Liliana Brugnara, Luisella Codo- che costituiscono la proposta formativa
lo, Rudi Corradi, Paolo Cristellotti, Carla e rispetto a quanto pubblicato ne sono
Sofia Cruz da Rocha Viana, Arrigo Dal- stati previsti ulteriori con nuove temati-
fovo, Carlo Dalprà, Saul Darù, Giovanni che quali “l’universal design” e la “pro-
Battista Dellantonio, Veronica Erspa- gettazione animal-friendly”. Per quanto
mer, Antonio Fontana, Carlo Fontanari, riguarda altri temi utili alla formazione
Michele Franceschini, Achille Gennari, professionale, in base alle osservazio-
Patrizia Giuliani, Carlo Graziadei, Mi- ni degli iscritti, sono stati richiesti corsi
chele Marcetti, Daniel Marin Romero, base di statica e tecnica delle costruzio-
Marcello Martignoni, Marcella Mattivi, ni e corsi di progettazione con il legno.
Renata Munari, Paolo Pedrazzoli, Paolo Infine, pensando di fare cosa gradita
Penasa, Sonia Piccolroaz, Daniele Vet- è previsto l’inserimento a disposizione
torato, Geremia Vergoni, Corrado Zorer, di tutti gli iscritti, previo consenso dei
Onorio Zucal. docenti, del materiale dei corsi che ri-
guardano argomenti normativi quali la
Formazione “sicurezza nei cantieri”, la “direzione lavo-
Nel corso della primo semestre del ri nell’edilizia pubblica”, la “fatturazione
2015 sono stati programmati corsi ed elettronica”, la “normativa per l’edilizia
hanno avuto luogo eventi che hanno privata” in materia di progettazione.
consentito agli iscritti di poter usufruire
di un numero di crediti pari a 434 cfp. Riforma della Legge urbanistica
Per quanto concerne i corsi i feedback Con l’audizione di martedì 16 giugno
fino ad oggi raccolti hanno dati risultati u.s. presso la III^ Commissione Per-
positivi all’88% e le osservazioni solle- manente del Consiglio Provinciale si
vate concernono soprattutto la gestione sono conclusi i passaggi istituzionali

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dedicati dal Legislatore alla consul- sia funzionale che strutturale. Principi Architetti svizzeri in mostra
tazione degli stakeholder in merito al concettualmente analoghi, riteniamo Si è tenuto a Trento, dal 10 al 30 giu-
nuovo disegno di riforma della legge valgano per la riqualificazione anche gno scorsi, un evento promosso dal-
urbanistica provinciale. In tale occasio- di singoli edifici residenziali e ricettivi la Commissione Cultura del Consiglio
ne, riallacciandoci ai nostri precedenti esistenti in aree insediate, dove il DDL dell’Ordine degli Architetti e curata
contributi avanzati durante tutto il pro- riconosce incrementi percentuali del vo- dall’Associazione Campomarzio, teso a
cesso di riforma della legge urbanistica lume urbanistico in aggiunta agli incre- promuovere l’architettura di montagna,
provinciale, si è potuto segnalare un menti volumetrici previsti per l’adozione con particolare attenzione alle esperien-
apprezzamento per gli obiettivi generali di tecniche di edilizia sostenibile, supe- ze progettuali recentemente maturate in
della riforma in itinere nella limitazio- rando, fino al massimo del 30%, la su- Svizzera. L’iniziativa, che s’intitola “Il Pa-
ne del consumo di suolo, nei principi di perficie utile lorda o il volume ammessi esaggio nell’Architettura | L’esperienza
riqualificazione dei paesaggi urbaniz- dagli strumenti urbanistici in vigore - da di tre studi svizzeri nel contesto alpino”,
zati, nella valorizzazione di quelli agri- utilizzare anche per la sopraelevazione ha previsto una mostra fotografica alle-
coli/naturali e di razionalizzazione degli di un piano - rispetto all’altezza massima stita “en plain air” – nella Piazzetta Gais-
strumenti attuativi. Grazie all’istituzio- fissata dai medesimi per la destinazione mayr del capoluogo – e due conferenze
nalizzazione dell’Osservatorio del pae- di zona. nelle quali si è discusso dell’esperienza
saggio ed all’istituzione di un Comitato Fuor di dubbio che per compensare il di alcuni tra i più creativi studi professio-
provinciale per la cultura architettoni- contenimento dello sprawl urbano vada- nali svizzeri. Il 10 giugno, presso la Sala
ca ed il paesaggio – una delle nostre no ricercate e promosse tutte le alter- conferenze della Fondazione Caritro, è
prime istanze – professionisti di com- native utili al successo di un’istanza che stata presentata l’opera di Hans Jörg
provata esperienza nella progettazione trova fondamento oltre che nello svilup- Ruch, architetto presso lo studio Ruch
a scala territoriale, urbana ed architet- po sostenibile, nei disposti Comunitari, & Partner Architekten AG (presente
tonica potranno fornire un’importante ma abbiamo sottolineato l’importanza di l’assessore Carlo Daldoss), mentre il 18
supporto nelle fasi di formazione dei ancorarle ad adeguati studi, in grado di giugno, presso l’aula Aula Beniamino
necessari titoli urbanistico-edilizi. Sup- identificare preventivamente le moda- Andreatta della Facoltà di Sociologia è
porto specialistico, finalizzato al miglior lità di recupero, valorizzazione, conser- stata presentata l’opera di Valentin Be-
inserimento delle progettualità – sia vazione e le condizioni di ammissibilità arth, architetto presso lo studio Bearth
private che pubbliche - nei contesti pa- complessiva degli interventi, prendendo & Deplazes Architekten.
esaggistici ed urbani, per far sì che le le distanza dagli istituti della deroga agli
opere diventino paesaggio, insieme di strumenti urbanistici. Obiettivi, contenuti Calendario delle elezioni del Consiglio
valori rappresentativi dei luoghi. e struttura sia del Piano Territoriale del- dell’Ordine
Ma al contempo il Consiglio ha anche la Comunità che del Piano Regolatore Com’è noto, il 30 settembre prossimo
rimarcato preoccupazione e/o contra- Comunale sono stati oggetto di nostre scadrà il mandato del Consiglio dell’Or-
rietà in ordine ad altri settori di previ- osservazioni per le quali si rimanda al dine degli Architetti PPC. È stato quindi
sione legislativa. È il caso delle modalità link: http://www.architettitrento.it/155/ predisposto il calendario per le elezioni
di recupero dei sottotetti a fini abitativi riforma-della-normativa-urbanistica- del prossimo Consiglio (2015-2019). La
negli insediamenti storici, anche di ca- provinciale.html. Non pare totalmente presentazione delle candidature potranno
rattere sparso, dove si ritiene opportu- evitata la stratificazione della disciplina essere indicate fino al 22 agosto 2015. Il
no ancorare le sopraelevazioni, non allo tra fonti diverse. Infine, sarebbe stato calendario delle elezioni sarà il seguente:
strumento della deroga rispetto alle ca- preferibile ed opportuno che il varo del - la prima votazione – che necessita di un
tegorie di intervento sancite dai Prg, ma nuovo DDL fosse contestualmente ac- quorum del 50% per essere valida – si
a specifiche analisi morfologiche piani- compagnato dagli attrezzi indispensabili svolgerà dal 29 al 31 agosto;
ficate ex ante. Fondamento concettuale al suo funzionamento, quali il regola- - la seconda votazione – che necessita di
è opportuno risieda nell’accurata analisi mento urbanistico - edilizio provinciale e un quorum del 25% degli iscritti per essere
tipologico strutturale preventiva e nella la nuova modulistica edilizia; confidiamo valida – si svolgerà dall’1 al 4 settembre;
valutazione storico, critica, sociale con possano concretizzarsi in tempi inferiori - l’eventuale terza votazione – che non ne-
chiara definizione preventiva delle rego- agli 8 mesi previsti dal DDL in parola. cessita di un quorum – si svolgerà dal 5 al
le di conservazione/trasformazione. La Persuasi che la partecipazione sia un 9 settembre.
città, viepiù quella storica, è un insieme elemento di qualificazione del sistema Le elezioni saranno organizzate in un
di pesi, consolidatisi in lunghi cicli evo- di pianificazione, abbiamo manifestato unico seggio predisposto presso la sede
lutivi, che possono essere compromessi la nostra disponibilità nelle fasi di pros- dell’Ordine degli Architetti PPC di Vicolo
in breve determinando perdite d’identità sima implementazione degli stessi. Galasso a Trento.

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Opinioni
01
Nel piano “Strategia provinciale di Personalmente non credo alle for-
Intervista a Mauro Gilmozzi ricerca ed innovazione per la specia- mule standard, credo invece che il ruo-
Assessore alle infrastrutture e all’ambiente lizzazione intelligente” uno dei punti lo della politica sia quello di creare delle
centrali è “innovazione sociale siste- opportunità come i poli di San Michele, il
mica” che pone la società e l’indivi- Progetto Manifattura, la Fondazione Bru-
duo al centro del processo di genesi no Kessler, in cui ricerca, formazione,
dell’innovazione. IN questo senso innovazione e imprenditorialità possono
formazione, ricerca ed innovazione incontrarsi e creare attività e sinergie che
sono le parole chiave per promuove- creano ricadute positive sul territorio, non
re una società della conoscenza. In solo nei campi della tecnologia, ma an-
questo la scuola che ruolo ha? che nel campo del turismo e dell’agricol-
La formazione è la chiave di tutto, ma tura. Nel Piano della ricerca che stiamo
non va disgiunta dalla messa in pratica varando, abbiamo messo in fila queste
delle conoscenze. cose, individuando i campi e le modalità
La strategia messa in campo vede la di ricerca e di selezione, individuando an-
scuola protagonista nel creare percorsi che quei motori che, come Trento RISE
di collegamento tra formazione e lavoro. riescano a trasferire la conoscenza nel
Questo significa riuscire a legare l’inno- prodotto favorendone la commerciabilità.
vazione, la conoscenza l’esperienza con
la capacità e volontà per dare l’opportu- Il DM 11/04/2013 sulla progetta-
nità di trovare lavoro o di crearne di nuo- zione sostenibile della scuola offre
vo attraverso l’attività di impresa. In un l’occasione di sperimentare nuovi
certo senso si tratta di innovare il siste- livelli di integrazione progettuale
ma duale di formazione che vedeva lo tra atomi, bit e cloud, materiali del-
stretto rapporto tra formazione e lavoro la costruzione, luoghi e città al fine
una formula da applicare per la certezza di creare nuovi livelli di connettività.
di trovare un impiego. Oggi non esiste Qual’è la riflessione che può essere
più un unico sistema valido per tutte le fatta in Trentino a partire dalle oc-
situazioni e per superare una certa rigi- casioni di rigenerazione degli edifici
dità che accompagna questo approccio scolastici esistenti e delle nuove re-
è necessario che un mix di fattori pos- alizzazioni programmate dalla Pro-
sano trovare un punto di incontro: idee, vincia di Trento?
risorse finanziarie e persone in grado di Il tema della rigenerazione è un tema
mettere in moto il sistema. interessante che ci offre l’opportunità di
Quello che la Provincia sta cercando trovare nuovi approcci. Tradizionalmente
di attivare è una formazione in grado di il soggetto pubblico è l’attore principale
prendersi in carico la persona durante che fa un investimento e controlla il pro-
tutto il percorso formativo fino alla spe- cesso, ma oggi è anche possibile che si
cializzazione per riuscire a coniugare crei una collaborazione tra pubblico e
l’approfondimento teorico con la con- privato come, ad esempio, suggerisce
cretezza della pratica. il modello del project financing. Nel pri-

8
mo caso l’iter è conosciuto e consolida- dell’open innovation, permettendo
to: vengono stanziate le risorse, con il di creare un modello a scala nazio-
concorso si sceglie il progettista e poi nale ed internazionale. Qual’è la la
si va alla realizzazione secondo standard linea della Provincia per connettere
stabiliti, nel nostro caso secondo il pro- e far collaborare i soggetti della “tri-
tocollo LEED. Nel secondo caso, invece, pla elica” per creare una “fabbrica
ci si muove in un campo nuovo che, da del sapere”?
un lato da spazio a nuove opportunità La Provincia come dicevo prima sta
in cui degli investitori privati partecipano lavorando per valorizzare e promuovere
alla fase di finanziamento ed anche di poli tecnologici di innovazione, Habitec,
gestione della struttura. Questo modello il Progetto Manifattura, San Michele, il
mostra luci ed ombre. Affinché l’investi- Polo Meccatronica, Fondazione Bruno
tore privato partecipi è necessario, però, Kessler, come punti di connessione tra
che il soggetto pubblico sia in grado di ricerca, formazione e impresa.
offrire delle condizioni che rendano ap- Per fare questo è fondamentale va-
petibile il suo impegno. Se questo può lutare il rapporto tra attività e vocazioni
funzionare, ad esempio, per le infrastrut- del territorio. Per il Trentino: ambiente,
ture sportive, non so quanto sia repli- turismo, cooperazione sociale. Ecco,
cabile nel caso delle scuole. Certo, in dentro questi settori il Trentino può fare
questo caso entra in gioco la capacità di innovazione ed eccellenze.
immaginare nuove opportunità, ma non Per fare innovazione oggi non c’è
è facile nel caso degli edifici scolasti- un’unica ricetta . Ad esempio nel Pro-
ci, e lo dimostra il fatto che, benché lo tocollo in materia di servizi relativi all’ar-
strumento del project financing esista chitettura e all’ingegneria in accordo
da tempo, esempi della sua applicazio- con gli ordini professionali abbiamo
ne in situazioni che non siano altamen- puntato a dare molto peso allo strumen-
te remunerative per il privato non ne to del concorso di progettazione che
conosco. É quindi l’urbanistica che nel noi crediamo sia il modo migliore per
project financing può fare la differenza, far crescere la qualità delle idee e del-
affiancando alle costruzioni pubbliche la professionalità. Avremo dei riscontri
destinazioni compatibili ed interessan- anche negli interventi sulle scuole pro-
ti sotto il profilo economico, come ad grammati dalla Provincia. Infatti, nel Re-
esempio spazi commerciali e ricettivi, o golamento abbiamo inserito il ricorso al
dedicati all’intermediazione finanziaria. concorso di progettazione non solo per
gli interventi promossi dalla Provincia
La nuova scuola in Trentino dovreb- ma da tutti gli enti locali che lo hanno
be essere un’occasione per spe- firmato, che poi sono i principali comu-
rimentare nuove sinergie tra pro- ni trentini. Certamente la sfida adesso
gettisti e soggetti della tripla elica è credere nel valore dell’accordo e ap-
(P.A., imprese, ricerca) che operano plicare i contenuti del Protocollo nella
in collaborazione secondo i principi gestione degli interventi.

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02 Il Corso di aggiornamento professiona- grati, i problemi legati alla diversità, all’ac-
Workshop: “Progettare la le “Progettare la scuola nell’era digitale: coglienza, all’accesso ai nuovi saperi e al
smart building e fablab, da slogan a cre- long life learning;
scuola nell’era digitale” scita professionale” promosso dall’Ordine economica: con il passaggio del sape-
degli Architetti e P.P.C. di Trento lo scorso re da settore ‘terziario’ a settore ‘primario’,
Ordine degli Architetti P.P.C. novembre-dicembre 2014 ha assunto come motore di nuove concezioni del produrre, in
punto centrale la progettazione della scuola una situazione di risorse decrescenti;
di Trento come modello di progettazione resiliente. tecnologica: con l’effetto dirompente
La complessità dei progetti riguardanti del rapido succedersi dell’innovazione;
Ideazione: le scuole e la rapidità delle ondate di in- pedagogica: con il passaggio da me-
novazione che li coinvolgono, presuppone todi top-down all’apprendimento persona-
Prof. Giuseppe Longhi la necessità di interdipendenze fra il lavoro lizzato o peer to peer, con contenuti con-
Coordinamento: dei professionisti e i nuovi servizi erogabili divisi, attrattivi, accessibili, aggiornabili in
Arch. Alessia Tomasi sia dagli ordini professionali, sia dalle isti- tempo reale, adattativi, on line;
tuzioni pubbliche (Istituti facenti capo alla psicologica: legata all’avanzamento de-
Provincia, Università). gli studi sui sistemi cognitivi e alla valutazio-
La sinergia fra il contributo del profes- ne del benessere individuale e di gruppo;
sionista e quello del sistema di istituzioni dei nuovi criteri localizzativi: frutto
è indispensabile per la progettazione o la dell’integrazione fra aule e online, della
riqualificazione delle scuole, a causa della partnership con altre istituzioni (locali e
complessità che il progetto deve affronta- internazionali), del mobile learning, del sof-
re, in quanto: tware come servizio accessibile a tutti;
-non deve limitarsi a soddisfare fabbi- del cambiamento nell’accountability
sogni arretrati, ma deve essere “generati- (ossia della gestione sostenibile): con
vo” di nuovi assetti culturali, per aumenta- monitoraggio continuo degli impatti, cam-
re le capacità delle risorse umane. Quindi biamento nei criteri dei crediti, decisioni
deve operare per scenari; supportate da big data, fidelizzazione.
-deve saper combinare dinamiche tec- Queste ondate definiscono le forze gui-
nologiche, di organizzazione didattica, e da del progetto della scuola:
proporre modelli spaziali innovativi, in un - coinvolge l’intero ciclo di vita dei citta-
ambiente in rapida evoluzione. dini, quindi è un processo capace di inter-
nalizzare un alto numero di diversità;
Il lavoro di seguito presentato è l’esito - è dematerializzato, quindi a costi di
del workshop finale del corso, organizzato gestione decrescenti, ma con investimenti
dall’arch. Alessia Tomasi (coordinamen- iniziali crescenti in modo esponenziale per
to), Prof. Giuseppe Longhi (responsabile l’esigenza di creare nuove infrastrutture
scientifico), arch. Linda Comerlati (suppor- per lo stoccaggio e la manipolazione delle
to e sviluppo), arch. Alessio Barollo (sup- informazioni;
porto multimediale). - è ubiquo: per la sua iperconnessio-
L’editing è a cura dell’arch. Roberta Di ne costituisce una piattaforma capace di
Filippo e dell’arch. Micol Fronza. coinvolgere soggetti diversi e luoghi urbani
diversi. Funziona 24h/7giorni/;
Copie del volume “La scuola nell’era - è a supporto dell’innovazione soste-
digitale” sono disponibili presso la Segre- nibile: quindi teso a superare la dicotomia
teria dell’Ordine; lo stesso è scaricabile fra apprendimento e lavoro grazie ad uni-
dal seguente link: tà che in tempo reale soddisfano il ciclo
http://issuu.com/vod_group/docs/bo- dall’ideazione alla realizzazione del pro-
oklet_workshop_trento_febbraio_20 dotto a impatto 0.
Questi fattori hanno ispirato il D.M.
I Principi 11.04.2013, sulla progettazione sosteni-
Riflettere sulla rigenerazione della bile della scuola, e sono alla base di una
scuola è l’opportunità per riflettere sulla riflessione sulla specificità dell’esperienza
capacità della realtà trentina di affrontare trentina oggi, a partire dalle occasioni di
i grandi tsounami che hanno recentemen- rigenerazione degli edifici scolastici esi-
te investito la nostra società. Essi sono stenti e delle nuove realizzazioni program-
prof. Giuseppe Longhi
Professore in Urbanistica presso la Facoltà
riconducibili all’ondata: mate dalla Provincia di Trento (Delibera
di architettura dell’Università Iuav di Venezia demografica: con i nuovi flussi di immi- 1345/2014).

10
FabLab

FabLab FabLab

DIFFUSIONE NUOVE TECNOLOGIE

SOCIALIZZAZIONE
DELLA CONOSCENZA

2009 HORIZON 2020

INTERDISCIPLINARIETA’ 2014 PON-MIUR


2014-2020

2000 CONFERENZA
DI LISBONA AUTODIAGNOSI
AUTOVALUTAZIONE
2009 EUROPA 2020 VALUTAZIONE

accoglienza 2014 PON-TRENTINO


1999 CONFERENZA
2014-2020
DI BOLOGNA “Per la scuola - competenze e
ambienti per l’apprendimento”

2002 CONFERENZA
DI COPENHAGEN
SCAMBI
INTERNAZIONALI

INDUSTRIOSITA’

LONGLIFE LEARNING

agorà

Trentino: relazione tra le PAROLE CHIAVE DELLA DIDATTICA EUROPEA e la PROGRAMMAZIONE DEL SAPERE

UE: PRINCIPI DI REGOLE DI SPAZIO STRUTTURA DEGLI SPAZI


ORGANIZZAZIONE spazio fisico infrastrutture virtuali data base
DELL’EDUCAZIONE e di connessione

spazi ad-hocratici,
INDUSTRIOSITA’
riconfigurabili, fisici e virtuali

spazi d’incontro ad alto valore


LONGLIFE LEARNING
aggiunto per piccoli/medi
gruppi (workshop, incontri
mirati, ...)
spazi aperti alla comunità

SCAMBI spazi di mediazione e strutture


INTERNAZIONALI di accoglienza (vitto e alloggio)
STUDENTI

FORMAZIONE disponibilità di reti TLC e data


INTERNAZIONALE base, adesione alle piattaforme
DOCENTI internazionali

INTERDISCIPLINARIETA’ spazi multipli di connessioni


in rete

DIFFUSIONE spazi di ideazione e produzione


NUOVE TECNOLOGIE sul modello FabLab

SOCIALIZZAZIONE spazi di lavoro per


DELLA CONOSCENZA l’elaborazione di data base

AUTODIAGNOSI, collegamenti in rete con altri


AUTOVALUTAZIONE, istituti e spazi dedicati
VALUTAZIONE

Relazione tra i principi di organizzazione dell’educazione della Commissione europea e le regole di spazio

3
11
Trentino: modello open innovation per
rigenerare la scuola
Il progetto della scuola va oltre quel-

ino: modello open innovation per rigenerare la scuola


lo dei manufatti, per diventare una piat-
taforma creativa e generativa, con mol-
teplici declinazioni:
-organizzativa, in quanto alla sua
missione contribuisce la quadrupla eli-
ca: p.a., ricerca, imprese, cittadini. La
scuola diventa così un urban living lab
capace di interpretare bisogni e aspira-
della scuoladella
zioni va popolazione
oltre quello dei e trasformarli in
motore dello sviluppo;
er diventare una piattaforma creativa
-didattica,
, con molteplici la filosofia del terzo ma-
declinazioni:
va, in quanto alla sua famiglia,
estro (docente, missione ambiente) si Rete Wifi
evolve verso sistemi di apprendimen- > 900 hotspot
la quadrupla elica: p.a., ricerca,
to adhocratici, in
tadini. La scuola diventa così un cui il docente è nello
lab capace di interpretare bisogni e facilitatore;
stesso tempo insegnante
-spaziale,e la
i della popolazione strutturainè quella della
trasformarli
piattaforma: coniuga elementi materiali
sviluppo;
ed immateriali ed è motore di un nuovo
a filosofia del terzo maestro (docente,
sistema produttivo in cui il settore pri-
mbiente) si evolve verso sistemi di
mario è il sapere.
nto adhocratici, in cui il docente è LE NUOVE INFRASTRUTTURE
Progettualmente la sfida è andare
tempo oltre
insegnante e facilitatore;
il concetto di scuola come metafo-
struttura è quella
ra della città, dellaconiato
piattaforma:
da Hans Sharoun
menti materiali
nella prima metà deledsecolo
ed immateriali è scorso, e
n nuovostoricamente
sistema produttivo in cui
alla base della il normativa
Camera di commercio e ass. di categoria (Confindustria,
Confartigianato, ecc)
ario è ilitaliana,
sapere. per realizzare la scuola come Formazione continua imprese e operatori
Promozione culturale territorio
ente la motore
sfida è andare
dellaoltre
città.il concetto
Tecnicamente si trat-
me metafora
ta di identificare una da
della città, coniato morfologia com-
un nellaplessa
prima metà delcomponenti
le cui secolo scorso,sono: LA PIATTAFORMA Comuni trentini
nte alla base della normativa italiana, GENERATIVA SAPERE E NUOVI
Erogazione innovativa dei servizi
Norme e regolamenti
re la scuola
-nuovicome motore
spazi della
per stoccare e manipo- SERVIZI
camentelare
si tratta di identificare
dati (le una
nuove fabbriche): i big data
omplessa
sonole cui componenti
le nuove sono: di base, che de-
industrie
vono essere promosse dalla pubblica
Ordini professionali
per amministrazione,
stoccare e manipolare dati i nuovi cicli
per avviare Aggiornamento professionale continuo
bbriche): i big data
produttivi sonosule Internet
basati nuove of Things;
base, che devono essere promosse
-nuove infrastrutture
ca amministrazione, per avviare per
i attrarre ta-
oduttivilenti
basati(hub della of
su Internet conoscenza).
Things; “I talenti
attraggono talenti”: questo è il presup-
6 nidi d’infanzia: l’attualizzazione
truttureposto per innovare
per attrarre rapidamente;
talenti (hub della IL RINNOVO della scuola di Reggio Emilia
. “I talenti attraggono talenti”: questo DELL’ECOSISTEMA SCUOLA
-la realizzazione
osto per innovare rapidamente;di nuove scuole so-
stenibili e riqualificazione di quelle esi-
one distenti
nuove per aumentarne
sostenibili ela produttività
SPIAZZO RENDENA
scuole COMUNITA’ VALSUGANA E TESINO
grazie ad una politica culturale ‘genera-
ne di quelle esistenti per aumentarne GIUSTINO
SARNONICO
tiva’, basata su una maggiore integra-
tà grazie ad una politica culturale CAGNO’
zione con il momento laboratoriale e con MORI
basata su una maggiore integrazione
le imprese. La nuova scuola è il nodo di
nto laboratoriale e con le imprese. La
una piattaforma per imparare, ma anche
a è il nodo di una piattaforma per
per produrre, per generare coesione e
a anche per produrre, per generare Nuova costruzione
nuove relazioni, anche internazionali;
uove relazioni, anche internazionali; Ampliamento
- la realizzazione di nuove infrastrut-
one di nuove
ture infrastrutture ‘abilitanti’,
‘abilitanti’, che integrino le nuove
Adeguamento

o le nuove strutture per la conoscenza:


strutture per la conoscenza: aumentan- Ristrutturazione
la connettività, realizzando lerealizzando
do la connettività, smart le smart
ontenimento del consumo di risorse
grid, per il contenimento del consumo
umentodidella biodiversità.
risorse naturali e l’aumento della bio-
diversità.

12
Copertura in tecnologia ADSL 2+
(fino a 20 Mbps)

Connessione in fibra ottica delle aree


industriali trentine

Data Center:
database progetti
Connessione in fibra ottica in
database materiali
banda ultra larga degli enti pubblici
database software operativi

Università di Trento
Apprendimento e ricerca istituzionale
Servizio di didattica a distanza

Fondazione Bruno Kessler IPRASE Trentino


Humanities hub + Schientific hub Longlife learning docenti
Centri di ricerca locali (ICT, CMM, ...) SAPERE ISTITUZIONALE: Ricerca e sviluppo sulla didattica
Rete centri ricerca internazionali PRIMO, SECONDO E
Rete spin-off
Rete imprese
TERZO LIVELLO

VIVOscuola - il portale della scuola in Trentino


RICERCA E Gestione della comunità scolastica
INNOVAZIONE Database e tool per la didattica free
Servizio di monitoraggio delle scuole

EIT ICT Labs Trento Rise


Nodo dell’Istituto europeo di Smart campus
tecnologia Big Data Trento e Open data Trentino MUSE FabLab
Smart Crowds Territorial Lab Macchine, materiali e fornitori per la
fabbricazione digitale
Spazio di coworking/riunioni
Organizzazione longlife learning
FABBRICHE DELL’INNOVAZIONE

TIS innovation park


Incubatore di talenti

5 scuole d’infanzia: spazi come 24 scuole del primo ciclo di


toolkit rimodulabili e interattivi istruzione: verso il campus e il
fablab

ROVERETO MORI CAVALESE ZIANO DI FIEMME


ROVERETO ARCO TAIO NAGOTORBOLE
CANAZEI ALA TUENNO GRIGNO
TORCEGNO VILLA LAGARINA RONCEGNO TERME SOVER
CIMEGO BORGO VALSUGANA LAVIS FAI DELLA
STORO DARE’ PAGANELLA
DRO ANDALO CAPRIANA
COMUNITA’ DELLA VALLE CONDINO CASTELLO TESINO
DI SOLE LIVO

5
13
La progettazione dell’ecosistema scuola
Il progetto della scuola, come defini- 1- generativa
to dal DM 11.4.2013 è un progetto si- MOTORE DELLA
INNOVAZIONE UNA MACCHINA PER:
stemico, di conseguenza operare su un CREATIVITÁ URBANA

edificio significa cogliere le opportunità


di dilatare lo spettro progettuale all’inte- NEL MODELLO produrre sapere
PEDAGOGICO
ro sistema urbano. la nuova scuola è UNO SPAZIO
NUOVI GENERATIVO e PRODUTTIVO
SPAZI
produrre energia

1. L’ecosistema scuola è una macchina laboratori


settori di
ricerca nelle

generativa, propulsore della crescita delle e istituti di


ricerca
aziende

NEL MANUFATTO produrre cibo


risorse umane di un territorio e principale
fattore della crescita della ricchezza dello NUOVI OGGETTI
NUOVI MATERIALI
la nuova scuola GENERATIVA di
RICERCA e INNOVAZIONE

stesso. Il ruolo del progettista è dilatare la la scuola UE2020 genera una


NUOVA RETE URBANA
produrre oggetti
la CONNETTIVITA’ come
sua capacità di ideare un manufatto fisico MATRICE DELLO SVILUPPO URBANO

fino a promuovere e gestire un sistema di produrre risorse


relazioni ed oggetti materiali ed immateriali; NEL TERRITORIO

in sostanza, gestire una piattaforma che se- la forza


della RETE

gna il passaggio dalla “machine à habiter” di GENERATIVA produrre connettività

Le Corbusier alla ‘machine’ multifunzionale e la nuova scuola


GENERATIVA DELLA CITTA’

multiscopo del 21° secolo. La progettazione

Una piatt
di nuove scuole in Trentino, o la loro riquali-
ficazione, sarà quindi sincrona con l’innova-
zione dei modelli pedagogici, con i processi
e le politiche per l’innovazione praticati nella
provincia, con i processi di rinnovo urbano e 2- integrata
infrastrutturale. LE INFRASTRUTTURE: L’EDIFICIO: GLI ELEMENTI:

Data Center Unico del


2. L’applicazione dei principi dell’open Trentino Spazi di coesione

innovation alla progettazione delle nuove


scuole dilata il campo operativo dell’architet- Dorsale in fibra ottica
to, inserendolo in un modello interdisciplinare
Spazi di
molto evoluto, come dimostra il precedente apprendimento

punto “L’ecosistema scuola: una piattaforma Connessione in fibra ottica


generativa”. Prende forma così l’opportunità delle 5 aree industriali del
Trentino
di ampliare l’offerta professionale, sfruttando
Spazi di
le potenzialità del trentino nei campi della Rete Wifi di oltre 900 punti sperimentazione
disponibilità di memoria telematica e della (hot-spot)

capacità delle TLC. I principali campi sono: Spazi tecnici


•data base dei progetti delle scuole trentine, Copertura ADSL 2+
che sarà contemporaneamente strumento
di conoscenza locale e internazionale della @
Integrazione con
qualità di progettazione e strumento utile Fabbriche
contesto e sito
dell’innovazione
per il monitoraggio e l’aggiornamento del-
lo stato di fatto delle scuole; •data base dei
materiali: a servizio sia della progettazione,
sia delle imprese per allargare il mercato a
scala internazionale; •data base dei software:
per poter disporre in modo collaborativo degli
strumenti di progetto; •certificazione on-line, 3- per imparare
per disporre a basso costo di un importante
fattore di qualità.

3. Tramontato fin dagli anni ‘70 il mo- spazio


individuale
spazio
d’incontro
dello lineare dell’insegnamento top down
sia nella disposizione delle aule, sia nella
loro organizzazione interna, a favore di un
modello dinamico, proposto da Sharoun fin
dagli anni ‘50, e recepito dal nostro ordina-
mento legislativo alla metà degli anni ‘70,
oggi, con il D.M. 11.04.2013 siamo chiamati
spazio informale
a gestire il passaggio verso una organizza- spazio di
zione creativa dello spazio didattico. Il rap- relazione

porto attivo fra docente e studenti implica


un’idea di spazio basata sul concetto di im-
relax
provvisazione, per un modello didattico simi-
le a quello della “commedia dell’arte”, dove il
docente da il via all’apprendimento creativo,

14
in un nuovo
ORGANISMO: la PIATTAFORMA

la PIATTAFORMA e diventare TOOLKIT


SI SROTOLA PER INVADERE LA CITTA’

e gli studenti utilizzano una vasta gamma


di strumenti per ascoltare, riflettere, visualiz-
zare e sviluppare le loro intuizioni. In questa
visione l’aula diventa un sistema neuronale,
sempre cangiante, per sviluppare uno spazio
6- sostenibile collaborativo sempre alimentato da ogni tipo
Il ciclo di vita dell’edificio e del progetto di media.

4. L’idea dell’imparare è oggi simmetrica


Ideazione Materia Progettazione Progettazione Progettazione Costruzione
preliminare definitiva esecutiva
Uso Dismissione
e recupero a quella del produrre; il FabLab è il nuovo
Valutazione
dei bisogni
dei portatori
Valutazione
dell’energia
incorporata
Progetto
architettonico
Strategie di
sostenibilità e
manutenzione
Progetto
e calcolo
strutturale
Attrezzaggio
del cantiere
Manutenzione
ordinaria:
gestione,
Demolizione
paradigma con cui deve confrontarsi la pro-
gettazione della scuola. Con questo la scuola
d’interesse nei materiali sostituzione
o ripristino di
parti

Elaborazione
di opzioni
Selezione dei
componenti
Proposta
strutturale
Strategie
costruttive
Assegnazione
dei contratti
Trasporto dei
componenti
Manutenzione
straordinaria:
Riciclo o
riuso
entra nella terza rivoluzione industriale, grazie
progettuali di progetto e misure per e delle
alla disponibilità di attrezzi come la 3D printer
sostituzione
e studi di la sicurezza responsabilità o rimozione
fattibilità di parti

Valutazione Produzione dei Valutazione Aggiornamento Programmazi- Costruzione e Trasporto in


o il robot Arduino caratterizzati dal basso costo
e dalle infinite applicazioni. Gli studenti vengo-
dei risultati componenti dei costi dei costi one assemblaggio discarica
delle fasi di
cantiere

Brainstorming Valutazione
dei prodotti
Progetto
preliminare
Progetto
definitivo
Progetto
esecutivo
Piano di
cantiere
Libro d’uso e Programma di
programma demolizione e
no immediatamente in contatto con la nuova
edilizi di manuten- recupero
zione realtà che permette loro oltre che di imparare
di sperimentare ed anche commercializzare
il risultato del loro lavoro. È questo un cam-

taforma...
biamento rilevante, che aumenta le capacità
di chi frequenta le scuole di confrontarsi con
nuove concezioni del produrre, ne affina lo
spirito imprenditoriale e ne accorcia in modo
5- integrata con gli spazi urbani rilevante i tempi di apprendimento.

5. Se le nuove tecnologie permettono di


@ aumentare le capacità cognitive, le possibili-
tà di scelta, e di avviare nuovi paradigmi del
lavoro, ugualmente sono disgreganti, perché
ubique: permettono di erogare una parte
non indifferente dei servizi scolastici 24/7 in
CLOUD
qualsiasi luogo. Questo può essere positivo
a livello individuale (possibilità di imparare
ovunque), economico (basso costo del ser-
vizio), ed anche urbano (possibilità di inserti
‘creativi ed educativi in qualsiasi parte della
città), ma distrugge il senso di identità, di
coesione e di comunità che solo un tradizio-
nale impianto scolastico può dare. Il progetto
della scuola diventa così molto complesso e
dicotomico, in quanto: - ha il difficile compito
di contrastare la polverizzazione degli spazi
fisici e sociali , causata dall’iperconnettività
individuale; - deve essere in grado di sfrutta-
re la connettività per collegare la scuola alle
principali funzioni urbane, questo specie per
4- per produrre il long life learning.

Internet
drop Power outlet for 4 inputs
Air ventilation to outside
Dedicated earth-grounded circuit

← 1 X 1.35 meters -->


400-800cfm

Shelving for stock


Air ventilation to outside
400-800cfm
Power outlet for 4 inputs
Internet
drop
Dedicated earth-grounded circuit
← 1 X 1.35 meters -->
6. La progettazione delle scuole in
← 1 meter →

Trentino deve essere di guida a livello na-


← 1 meter →

½ depth X 1 wide
monitor X 2 tall meters monitor
Laser 1 Laser 2
1 X 1 meter 1 X 1 meter

keyboard keyboard

← 5 meters →

Laser Area and Work space


Stool 6 meters X 5 meters
Stool

zionale per la coerenza con cui perseguire


Sp

High High High High


Stool Stool Stool Stool

Ceiling drop Ceiling drop


For power For power
az prod

(4 outlets) (4 outlets)
& Internet & Internet

High
High Rolling work table Rolling work table Stool

gli obiettivi delle Convenzioni internazionali


Stool 2.5 X 1.5 meters 2.5 X 1.5 meters
Higher than desk height/more like counter height Higher than desk height/more like counter height
i d ur
ed re
ra

High High High High


HA

Stool Stool Stool Stool

sull’ambiente. Questa coerenza è utile per


ttu

ica
RD
u

ti p
Str

far risaltare la qualità del costruire trentino e


WA

er
R

renderla confrontabile con le migliori prati-


E

PROGETTAZIONE che a scala internazionale. Le Convenzioni


E FABBRICAZIONE internazionali definiscono infatti un quadro di
standard obiettivo che guidano il percorso
NE
SIO

verso il progetto sostenibile, ma anche un


IVI
Sp

percorso di innovazione per le imprese che


ale
ND
az con
i d di

tot

Molding and
Casting/Silkscreen Space
CO

5 x 2,50 metri

contribuiscono alla sua realizzazione. Que-


i e vis

io
sp ion

az

Power outlet for 4 inputs


Separate circuit
speaker Screen for projection speaker Power outlet for 4 inputs
Separate circuit Laser Area Central Work Space Shopbot Space
Microphone 6 X 8 metri Storage for Projects 6 X 4,5 metri
os e

5 X 6 metri

sti obiettivi saranno raggiunti attraverso una


Sp

Design, learning and conference space


6 meters X 6 meters
Note: Computers should be on moveable
Rolling Tables so that space can be reconfigured.
izi

chair
Rolling
chair

Laptop with
webcam
on

metodologia che partendo dall’applicazione


Power outlet for 4 inputs
Rolling C
Separate circuit
chair
keyboa

ard

Rolling
monito

Internet Internet chair


keybo

e
r

drop drop
monito
rd

Power outlet for 4 inputs


Power outlet for 4 inputs
Separate circuit
Conference/Learning Electronics area 3D Printing
e

Space 3D Printing Space 5.2 X 4.3 metri Space


C
Separate circuit
Digital projector Internet

6 X 6 metri 3, 5 X 5 metri
Internet Hangs from ceiling
drop drop
Need two audio.video
monitor
monitor

keyboard
keyboard

Digittal cables
Rolling
Power outlet for 4 inputs Rolling

BIM, sarà alimentata da Big Data e si con-


chair
Power outlet for 4 inputs Separate circuit chair
Separate circuit
Internet Internet
drop drop
itor
mon

Power outlet for 4 inputs Power outlet for 4 inputs


mon

Separate circuit
oard
itor

Separate circuit
key

Internet
Internet
keyb

drop
boa

drop
rd

Internet
Rolling

Office, Materials Storage


Rolling drop
chair
chair
mo r
nito
and Exhibition Space
nito
r mo

cluderà con il monitoraggio e valutazione se-


key
rd
l= 18 metri
boa
rd monitor boa
key

Rolling
keyboard
h= 4 metri
Rolling
chair chair

Rolling
chair

condo i parametri LEED’s scuole.

15
Data center Trentino Fabbriche innovative

Cavareno
Vermiglio Scuola connessa
con le nuove
infrastrutture Denno

CLES
Scuola connessa con i centri del Malè
sapere internazionali
LA SCUOLA NEL D.M. 11-04-2014:
Didattica a distanza

Madonna di CONNESSA EFFICIENTE


Campiglio

@ Aule connesse Fablab

TIONE

Condino

Sistema
scuole Scuola connessa con la
Pubblica Amministrazione Dro
Storo

Sistema biblioteche ARCO

Sanità
Comuni
Riva
del Garda

Forestale

La nuova scuola in Trentino: per aumentare in modo significativo le


un sistema generatore di sviluppo capacità delle risorse umane, all’interno
La Provincia di Trento con la delibe- delle quali possiamo leggere un radicale
ra dell’ agosto 2014 “Programmazione rinnovo dei saperi dell’architetto.
degli interventi di edilizia scolastica e Anche questi ultimi, come il proget-
per l’infanzia“ che prevede, per il ciclo to della scuola, devono essere suppor-
dell’infanzia ed il primo ciclo, 18 nuove tati da una piattaforma integrata, tesa
scuole, e 18 scuole da ampliare, adegua- a diminuire il costo marginale di pro-
re e ristrutturare, offre l’opportunità di in- duzione e, parallelamente, a contenere
tegrare la progettazione di 36 manufatti la probabilità di espulsione dal mercato
in un sistema generativo che coinvolge del lavoro.
una parte significativa delle infrastrut- Anche la progettazione deve di con-
ture ‘abilitanti’ della provincia di Trento, seguenza dotarsi di ‘capacità accresciu-

16
WiFi spazi pubblici

Le infrastrutture di WiFi residenze WiFi luoghi di aggregazione


connessione
Dorsale in fibra ottica
secondaria

Dorsale in fibra ottica principale


@
Scuola connessa
con il quotidiano
MEZZOLOMBARDO

S. Michele
all’Adige BELLAMONTE

SOSTENIBILE

CAVALESE Predazzo

Canazei
TRENTO

Fornace

Strigno
GRIGNO

Calavino
Levico BORGO
VALSUGANA
Scuola connessa
con la produzione

ROVERETO
Spini di Gardolo
Le Albere
Mori
Lavarone
Mori
Volano

Rovereto
Avio

te’ prodotte dalla disponibilità di moder- costo di produzione del progetto.


ni ‘big data’ che devono riguardare: Il metodo fin qui illustrato tende a
-l’archivio delle scuole trentine, per dimostrare come l’occasione della re-
avviare un sistematico strumento di mo- alizzazione delle nuove scuole o della
nitoraggio, per divulgare la qualità delle riqualificazione delle esistenti in pro-
scuole a livello internazionale, per sup- vincia di Trento sia l’occasione per re-
portare i progettisti nella ricerca di mo- alizzare un sistema scolastico organico
delli di riferimento; in sinergia con i grandi progetti provin-
-l’abaco dei materiali: per aumentare ciali: della connettività, grazie alla mo-
la produttività dei progetti sostenibili, derna rete telematica, della sostenibi-
per divulgare le potenzialità produttive lità, grazie all’impegno nel rispettare i
trentine; parametri delle Convenzioni internazio-
-il software in rete: per abbassare il nali sull’ambiente.

17
03 La progettazione delle scuole apre rinnovato approccio sono molteplici:
Il monitoraggio delle scuole l’opportunità di pensare una nuova fase - i fattori che influenzano il proget-
del lavoro di architetto, quella dell’inte- to sono aumentati esponenzialmente
grazione tra progettazione dell’edificio e nell’ultimo decennio: comparsa di stan-
Linda Comerlati programmazione delle fasi di uso, attra- dard ambientali, innovazione tecnologica
verso il monitoraggio continuo dei risul- dirompente, crescente diversità sociale
tati nel ciclo di vita dell’edificio. e culturali, evoluzione della pedagogia, ...
Oggi infatti la tendenza è quella di Questi fattori sono complessi, incostanti
spostare sempre più l’attenzione sulla e dinamici perciò richiedono una conti-
fase d’uso delle scuole, come testi- nua verifica e aggiornamento delle stra-
moniano sia la normativa nazionale tegie progettuali;
sull’edificazione (durabilità dei materia- - il progetto di scuola è un tema
li, prestazioni energetiche, consumo di particolare perché mette in sinergia la
risorse primarie, ...), sia le linee guida qualità architettonica con i livelli delle
strategiche europee e nazionali sull’e- risorse umane (di sapere, di coesione
ducazione (il cui obiettivo primario è il sociale, di intraprendenza, ...). Per questo
long life learning). Le cause di questo implica anche un forte coinvolgimento

arch. Linda Comerlati


architetto e ricercatrice

18
del territorio e della comunità locale, che funzionale e massimizzare la convenien-
è indispensabile programmare già nella za economica dell’intervento.
fase iniziale; I parametri di valutazione scelti
- l’attuale momento storico di bassa sono stati individuati attraverso l’inter-
disponibilità finanziaria rende urgenti pretazione dell’attuale normativa sull’e-
nuove pratiche che permettano di rag- dilizia scolastica (D.M. 11/04/2013), e
giungere i migliori livelli di efficienza al riguardano:
più basso livello di costi (di capitale, di - il livello di efficacia rispetto agli
personale, di energia, di manutenzione,...) standard comunitari in materia di svilup-
durante tutto ciclo di vita del proget- po delle risorse umane (studenti e cit-
to. Soprattutto si ricorda come i costi di tadini coinvolti nei processi di crescita
esercizio incidano in misura molto mag- del sapere);
giore rispetto ai costi di costruzione, in - il livello di qualità delle scuole, con-
particolare per le opere pubbliche. nesso al loro livello di sostenibilità: con-
In occasione del corso di perfeziona- tenimento di consumo di materia, di
mento postuniversitario IUAV “Intelligent energia, di acqua, e livello di connettività;
School Design”, tenutosi a Bassano del - la qualità del contesto: misura la ca-
Grappa nel 2014, è stato ideato un mo- pacità della scuola di generare relazioni
dello di rilevazione delle scuole esistenti, attive con il contesto.
che è possibile far evolvere anche per la
fase progettuale delle scuole. Il modello è interattivo e funziona at-
traverso una ‘scoreboard’ aperta, cioè un
Il modello prende spunto dall’ampia sistema di punteggi ottenuti da una serie
varietà di sistemi di monitoraggio dispo- di indicatori di qualità, che ogni utente può
nibili a livello internazionale, provenienti leggere secondo le proprie preferenze.
in particolare dal mondo anglosassone. Questo è un importante passaggio:
Questi strumenti hanno principalmente il progetto della scuola diventa resilien-
lo scopo di coordinare la progettazione te rispetto a tutti i fattori coinvolti, at-
di tutte le parti dell’edificio in modo da traverso uno strumento condiviso e non
ottimizzare la performance energetica e arbitrario.

19
04 Progettare scuole è un processo di questo è vero: questo libro parla molte
Progettare scuole guarigione. Se c’è un Paese dove ci sono lingue. Parla il linguaggio dell’architettu-
stati conflitti, una tra le prime azioni per ra, al quale mi ha introdotto la coautrice
tra pedagogia e architettura confermare il ritorno della pace spesso è di questo volume, nonché cara amica,
quella di pensare alla costruzione di una Sandy Attia, che mi ha insegnato a ri-
Beate Weyland scuola. Progettare scuole è come dare conoscere le qualità dello spazio e l’im-
risposta al bisogno di prendersi cura gli pegno del progettista, alla ricerca delle
uni degli altri. Un terreno comune per risposte più adeguate per rispondere alle
dare forma a qualcosa di nuovo: il seme situazioni contestuali. Usa il linguaggio
del futuro. della fotografia, avvalendosi della mano
Questo contributo ha lo scopo di pre- del fotografo artista Marco Pietracupa,
sentare un percorso di ricerca e di lavo- per presentare le scuole con un occhio
ro che sto conducendo da alcuni anni a particolare. Usa il linguaggio grafico del
questa parte in uno stretto dialogo tra il designer, per arricchire e valorizzare i
mondo dei progettisti, quello degli uni- contenuti, avvalendosi della sensibilità di
versi pedagogico-didattici e quello della Manuela Dasser che ha elaborato l’impa-
committenza, intorno al processo che ginazione del volume ragionando su una
porta alla nascita di una scuola. comunicazione empatica dei contenuti.
Usa il linguaggio della pedagogia e del-
Un viaggio affascinante la didattica, per inquadrare il tema dello
Si tratta del viaggio più affascinante sviluppo della scuola e del suo processo
che io abbia mai fatto, per una serie di vivace di trasformazione al quale stiamo
ragioni. Ho conosciuto tante persone tutti assistendo. Parla anche il linguaggio
che hanno background, competenze e del diritto, che regola le norme che vanno
mansioni diverse: architetti e, designer, dalla progettazione, all’organizzazione al
insegnanti e dirigenti, genitori, esperti, curricolo.
responsabili degli uffici tecnici dei comu- Lo scopo di questo libro era infatti
ni, assessori, tutte figure che osservano quello di trovare un linguaggio interdi-
la scuola sotto punti di vista molto diver- sciplinare che potesse comunicare con
si tra loro. Ho scoperto quanto la scuola coloro che davvero le scuole si appresta-
sia un universo sfaccettato e veramente no a costruirle o a trasformarle: i commit-
il punto di convergenze di tante energie. tenti, gli architetti, i tecnici, gli insegnanti,
Mi si è aperto il mondo dell’architettura, i dirigenti, i bambini.
che mi ha permesso di mettere a fuoco
l’importante legame che c’è tra il pensie- Storie da raccontare
ro pedagogico e la sua concreta fisici- Per parlare con tutte queste persone
tà. Non basta infatti dire che sto bene, il abbiamo scelto di utilizzare il racconto
benessere di una persona si deve anche come filo condutture di un dialogo aper-
vedere e sentire, diventando manifesto. to. Ci interessava ascoltare i diversi pun-
E uguale dicasi per la scuola: non basta ti di vista che ci sono sulla scuola. Dargli
sbandierare i buoni principi pedagogici e voce significava permettere a ciascuno
parlare di didattiche innovative. Quando di avere piena consapevolezza di sé
vado in una scuola voglio vedere e sen- per aprirsi al dialogo con l’altro. Inoltre
tire quello che accade davvero, la fisicità il racconto aveva la forza di fissare l’e-
dell’agire umano deve poter essere tan- sperienza, di contestualizzarla e di non
gibile, tattile, sensibile. assolutizzarla.
In effetti, non esistono “scuole mo-
Un linguaggio interdisciplinare dello” al pari dell’architettura, ciascuna
Da questo straordinario viaggio è scuola ha il suo mondo nel quale cre-
nato un libro, che porta il titolo di questo sce e si radica. Allo stesso modo non
contributo, edito da Guerini (2015), che è possibile offrire ricette di come pro-
beate weyland
Professore aggregato di didattica presso per i lettori più addentro alle loro discipli- gettare buone scuole. È possibile so-
la Facoltà di Scienze della Formazione ne può apparire esotico, non conforme lamente svolgere un discorso culturale,
della Libera Università di Bolzano, membro
e promotore della rete interistituzionale
ai criteri di scientificità dei singoli ambiti sulle tracce delle variabili che giocano
altoatesina “Spazio e apprendimento” del sapere accademico. Devo dire che un ruolo nei processi e che possono

20
Ballatoio tra le sezioni e saletta
multifunzionale al piano superiore

determinare la qualità di un progetto. Il particolari condizioni non solo econo-


nostro discorso ha voluto indagare sulle miche, ma da mirati piani di intervento
persone che siedono al tavolo della pro- nel campo dell’edilizia scolastica e dalle
gettazione, sulle qualità e le forze che relative Direttive riviste nel 2009. Con-
hanno, su cosa possono, anzi devono sideriamo un contesto bilingue all’incro-
mettere in gioco. Parliamo innanzitut- cio tra cultura italiana e tedesca, in cui
to di assunzione di responsabilità nello si incontrano approcci, metodi, pensieri
svolgimento dei compiti ciascuno con le a volte molto diversi tra loro, ma che in
proprie competenze specifiche e con le definitiva hanno portato questa regio-
proprie peculiarità. ne a fare molti passi avanti anche per
quanto riguarda gli aspetti pedagogici,
Un vocabolario in comune che sperimentano nel pubblico metodo-
Le coordinate entro le quali si col- logie didattiche di nicchia, come quella
loca il mio percorso di ricerca e azione montessoriana, frenetiana, e delle cor-
pedagogico-didattica nelle scuole si renti che si orientano alla Reformpäda-
interfaccia con la storia professionale gogik germanica (Kerschensteiner).
di Sandy Attia, che insieme a Matteo Il nostro tentativo è stato quello di
Scagnol ha progettato diversi edifici costruire un vocabolario in comune tra
scolastici con tutte le loro problematici- progettisti e pedagogisti, per immagi-
tà concrete. Prendiamo in esame scuole nare nuovi scenari per il mondo della
realizzate in Alto Adige, noto per la qua- formazione.
lità dell’architettura, garantita proprio da Con l’intento di sviluppare un lin-

21
guaggio che evitasse il tecnicismo di Progettare insieme
procedure e appalti e l’inacessibilità del Il dialogo tra pedagogia e architettu-
discorso pedagogico, abbiamo iniziato a ra trova il suo campo di azione nei pro-
ragionare sull’etimologia di parole sem- cessi della progettazione della scuola dal
plici, sulla bocca di tutti, quando si parla- momento dell’individuazione del bisogno,
va di scuola e di progettazione. Abbiamo fino all’edificio abitato. Si evidenziano le
individuato vocaboli con un respiro po- diverse prospettive attraverso le quali i
roso e che amalgamassero i due mon- diversi attori osservano e agiscono sullo
di dell’architettura e della pedagogia, stesso focus, dando voce a architetti e
scardinando i preconcetti: cosa signifi- dirigenti scolastici, ai committenti e an-
ca forma, e cosa formazione? E cosa si che ai bambini.
intende per spazio nei due mondi? E la Questa esplorazione esprime a pie-
tanto professata flessibilità? La bellezza no le caratteristiche della polarità, con
e il benessere sono concetti che hanno le sue sfumature e i suoi infiniti dettagli,
diritto di essere pronunciati se si parla come momento di un unico processo e
di architetture per la scuola? E cosa in- di un’unica realtà, conducendoci a trova-
tendiamo con innovazione? re, tra i luoghi più caldi della contesta-

Corridoio all’entrata Nicchia vetrata in palestra

22
Aula gruppo al piano inferiore

zione nella relazione tra utenza (scuole) desiderata e a modelli pedagogici a volte persone che la frequentano, agli inse-
e architetto, l’aula, lo spazio di mezzo (o anche molto all’avanguardia. gnanti che la animano, ai dirigenti che la
corridoio) e le facciate. Su questi terre- dirigono, ai genitori che la sostengono
ni di lavoro infuocati, ricchi di energie e La scuola è un tutto e così via.
pensieri molto diversi tra loro, abbiamo In questo percorso di ricerca e di
potuto constatare che la modalità che supporto nelle prime elaborazioni dei “La scuola si profila come un insieme
riesce a riportare il conflitto a un dialogo concetti pedagogici alla base della pro- e un complesso unitariamente intessuto
fruttuoso e generativo, si trova nella pro- gettazione architettonica, posso dire di ed intrecciato di elementi, apporti e pre-
gettazione condivisa. aver trovato il vero senso del mio lavo- senze. Fino al punto in cui si ha a che
Essa, molto diversa dalle note prati- ro e la connessione tra la vita pulsante fare con l’evento chiamato educazione,
che di progettazione partecipata, include della scuola e la pedagogia che cerca di infatti, non è possibile estromettere un’i-
nei processi il ruolo del mediatore pe- interpretarla e orientarla. stanza di unitarietà a tutti gli elementi
dagogico che ha il compito di accompa- Nel libro descriviamo la scuola come che compongono una scuola (…). L’in-
gnare il team della scuola a sviluppare un tutto, un mondo che catalizza intorno sieme degli influssi, delle azioni, degli
un documento (il piano organizzativo a a sé molti altri mondi. Le sue parti (dal interventi e delle operazioni in cui la
indirizzo pedagogico) che, secondo le at- singolo al gruppo, dai docenti ai dirigen- scuola esplica la sua presenza formati-
tuali Direttive di Edilizia Scolastica altoa- ti, dal bambino alle famiglie, dall’istitu- va tende armonicamente a comporsi in
tesine, deve essere per legge consegna- zione formativa al territorio, dal banco una sintesi significativa per l’alunno.” 1
to dai dirigenti alla committenza, prima alla classe, all’edificio) si potrebbe dire
di fare partire la procedura del concorso quasi che non sono reali, ma il frutto di Nel libro che qui presento, insieme a
di progettazione. Una rivoluzione sia per distinzioni analitiche astratte, che non Sandy Attia, sono convinta che questa
l’universo scolastico, che ad un tratto si esprimono mai propriamente e adegua- sintesi significativa non valga solo per l’a-
trova a dover dare indicazioni precise su tamente il concetto di scuola, che è di lunno, ma per tutti noi. La scuola irradia
cosa si intende fare dove e perché (se- più che la somma di tutto. il sistema di valori che la società esprime
condo chiari criteri pedagogico-didattici) È la qualità del sistema tra le parti e sta evolvendosi per diventare un centro
sia per quello dell’architettura, che non che fa la differenza. È l’insieme di tutte pulsante di aggregazione socio-culturale,
segue più un modello standard di scuola le sue cose che restituisce l’identità di la nuova agorà per la comunità.
dettato da normative tecniche, ma che una scuola: dalle architetture che l’av-
deve orientare la progettazione intorno a volgono, agli oggetti che l’arredano, alle 1. Scurati C., Pedagogia della scuola, La Scuola, Brescia 1997, p. 184.

23
05
Le nuove direttive per l’edilizia
scolastica in Alto Adige
tra Innovazione e flessibilità

Paolo Bellenzier

Scuola per le professioni sociali


“Hannah Arendt”, Bolzano

Questa terza edizione delle Direttive La progettazione diventa un passag-


per l’edilizia scolastica della Provincia Au- gio fondamentale per la buona riuscita
tonoma di Bolzano - Alto Adige rappre- di questi luoghi, dove l’architettura può
sentano una rielaborazione completa e osare e dove anche la didattica e la peda-
sostanziale. In stretta collaborazione con gogia devono potersi esprimere secondo
i responsabili della scuola e della forma- quanto richiesto dal mondo reale.
zione sono state rispettate molte nuove Edifici scolastici di buona qualità ar-
esperienze riguardanti il mondo moderno chitettonica e con spazi aperti e stimolanti
della scuola. sono un investimento importante nel futu-
L’edificio scolastico deve ritrovare il ro dei giovani e nella cultura del territorio.
ruolo di un luogo di incontro e di comu- Lo studente che entra in contatto con un
nicazione fra gli insegnanti, gli studenti e alto livello di arte e di cultura didattica ha
la cittadinanza ed essere un edificio per la possibilità di porre delle ottime basi alla
Paolo Bellenzier
ARCHITETTO FUNZIONARIO DELL’UFFICIO EDILIZIA
la comunità e come tale di alta qualità ar- propria capacità di sviluppo intellettuale e
EST 11.1 - PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO chitettonica. di socializzazione.

24
Scuola per le
professioni sociali
“Hannah Arendt”,
Bolzano

Le direttive vengono applicate agli in-


terventi da eseguire in tutte le scuole del
territorio provinciale (pubbliche e private),
alle scuole per l’infanzia, alle scuole ele-
mentari, medie, superiori ed alle scuole
professionali, alle palestre, agli impianti
esterni, agli spazi per il gioco e per lo sport.
Obiettivo delle direttive è di forni-
re un utile strumento a disposizione di
committenti, utilizzatori e progettisti, di-
ventare il presupposto per la realizzazio-
ne di opere riuscite dal punto di vista
urbanistico, architettonico e funzionale
Scuola professionale
ed essere strumento flessibile in grado per l’agricoltura,
di garantire l’evoluzione strutturale di Burgusio (Val Venosta)

25
Scuola professionale per la ristorazione
“Emma Hellenstainer”, Bressanone
scuole in costante trasformazione. professionale
In particolare le norme tengono conto - Il Direttore/la direttrice della scuola
dell’introduzione di nuovi indirizzi didattici, A questo si aggiunge che tutte le
nuove materie d’insegnamento e nuovi strutture scolastiche devono in linea di
metodi di apprendimento. principio essere utilizzabili anche dall’e-
Tra le novità più importanti vale ricor- sterno. La scuola deve ritornare centro di
dare che gli edifici devono sempre più es- quartiere, luoghi di incontro tra educazio-
sere flessibili ai cambiamenti della scuola, ne, sport, tempo libero e cultura della co-
sia di natura quantitativa (numero degli munità. Questo utilizzo diversificato deve
alunni) che di natura qualitativa (nuovi in- essere reso possibile attraverso idonei
dirizzi, nuove materie ecc.). Per questo la interventi costruttivi.
fase antecedente la progettazione diven- In concreto la direttiva riporta anche
ta un momento importantissimo nel quale dei criteri quantitativi come i mq ad alun-
committente, scuola e progettisti devono no per diverse tipologie di spazi. Questo
ragionare sugli obiettivi futuri della scuola non per standardizzare le strutture ma per
sia dal punto di vista spaziale che da quel- garantire un buon livello di qualità per tutti.
lo funzionale e didattico. I valori delle superfici riportati nella
In questo sta la rivoluzione della nuo- Direttiva sono valori indicativi. Tali valori
va direttiva. Il concetto organizzativo con possono essere utilizzati e giustificati in
orientamento pedagogico della scuo- modo flessibile a seconda del concetto
la diventa il nucleo di qualsiasi progetto. pedagogico della scuola.
Le idee e le richieste degli utenti e della Novità assoluta è il riferimento al nu-
committenza devono essere analizzate, di- mero di alunni e non più al numero delle
scusse e infine tradotte in un documento, classi scolastiche. Questo favorisce so-
sul quale poi si svilupperà tutto l’iter pro- prattutto per le scuole con un alto numero
gettuale. Il progetto non nasce solamente di studenti degli spazi adeguati.
dalle idee del progettista ma da chi andrà Particolare importanza è stata data an-
ad insegnare e a studiare nella scuola. che agli spazi cosiddetti secondari come
Per lo sviluppo del concetto organizza- ad esempio i corridoi che possono essere
tivo e pedagogico è richiesta la partecipa- ampliati in funzione del loro possibile uso
zione dei seguenti attori: didattico. A questo scopo essi possono
- Rappresentanti dell’Intendenza scolastica essere allestiti come “nicchie didattiche”
- Rappresentanti della Rip. formazione o postazioni di lavoro. Gli spazi tra le nor-

26
mali aule didattiche diventano importanti anche le scuole esistenti potranno essere attraverso nuove idee e nuovi stimoli per
per imparare a connettersi alla società, a in grado di ospitare le nuove esigenze di un’organizzazione della scuola più vicina
lavorare in gruppo, a essere parte dell’in- un apprendimento aperto. alla realtà lavorativa.
tero organismo scuola. Abbiamo già realizzato questi nuo- Anche in questo nuovo impegno la
Altra novità assoluta che queste diret- vi spazi in strutture esistenti come ad buona architettura moderna e contempo-
tive introducono è la possibilità in casi par- esempio nella scuola professionale per la ranea rimane un obiettivo importante per
ticolari di introdurre spazi didattici anche ristorazione “Emma Hellenstainer” a Bres- il nostro dipartimento.
ai piani interrati. In questo caso vengono sanone. La comunità scolastica, dopo un Lo strumento progettuale, da noi mol-
definiti in modo molto preciso i requisiti necessario periodo di adattamento ai to utilizzato, del concorso di progettazione,
tecnico/costruttivi che devono essere ri- nuovi spazi aperti ha accolto molto bene resta il metodo più idoneo a garantire la
spettati. Questo ha permesso la realizza- questa nuova cultura dell’apprendimento qualità di un progetto sia dal punto di vi-
zione di strutture innovative e dal punto e oggi è diventata parte integrante della sta architettonico che di organizzazione e
di vista architettonico molto interessanti scuola. funzionalità didattica.
come la scuola per le professioni sociali Tuttavia, abbiamo imparato dalle no- Il concorso di progettazione, se orga-
“Hannah Arenth” di Bolzano, un amplia- stre prime esperienze che l’evoluzione nizzato in modo efficace e trasparente
mento di 13 classi totalmente interrato della scuola deve venire da entrambi i e gestito da una giuria competente può
oppure dell’ampliamento della scuola pro- lati, dai progettisti che progettano spa- dare nuovi impulsi e sviluppare nuove so-
fessionale per l’agricoltura a Burgusio in zi innovativi e orientati al futuro dell’ap- luzioni per il futuro delle nostre strutture
val Venosta, anche questa struttura edi- prendimento e dalla comunità scolastica per l’apprendimento.
ficata in un contesto sotto tutela è total-
mente interrata.
Acustica, illuminazione naturale e be- Scuola professionale per l’agricoltura, Burgusio (Val Venosta)
nessere ambientale sono tra le altre novi-
tà su cui la direttiva pone un forte accento.
La pratica ha dunque evidenziato, che
su base di queste direttive molto flessibili
sono state realizzate delle strutture sco-
lastiche molto interessanti. Molto è stato
costruito, molto c’è ancora da fare. Sicu-
ramente non sarà possibile continuare ad
edificare nuove strutture. Maggiore im-
portanza sarà data alla metamorfosi delle
scuole attuali; richieste di aggiornamento
delle scuole secondo i nuovi principi pe-
dagogici e didattici richiedono un impe-
gno forte di committenti e progettisti.
Partecipazione, dialogo, lavoro in team,
didattica aperta sono questioni che hanno
acquisito importanza nella pianificazione
di edifici scolastici.
La sensibilità dei vari team di proget-
tazione in termini di valori educativi e pro-
grammi organizzativi di insegnamento e
apprendimento si è fortemente sviluppata
negli ultimi anni.
Progettisti e comunità scolastica de-
vono formare una squadra forte capace di
mettere in atto questi aspetti della “nuova
cultura dell’educazione” nella progettazio-
ne e realizzazione di nuovi spazi didattici
orientati al futuro.
In questo senso, le conversioni, le
ristrutturazioni e gli ampliamenti sono
di fatto una conseguenza intrinseca
della scuola.
Il trend dell’edilizia scolastica si sta
confermando come una nuova mode-
stia nell’architettura e nella consisten-
za degli interventi.
Apertura negli spazi, aggiornamenti
energetici, ottimizzazione degli impianti
e l’introduzione di attrezzature didattiche
moderne sono solo alcune delle misure
che affronteremo in futuro.
Attraverso interventi mirati e ponderati

27
06 In principio fu Loris Malaguzzi che alle funzioni e alla natura dello stesso.
Dallo spazio al progetto: attribuì allo spazio il ruolo di “terzo inse- Il senso del luogo trasforma lo spazio
gnante” 1. Certo, il modello di scuola che fisico, che viene organizzato a seconda
la relazione tra pedagogia immaginava il maestro di Reggio Emilia degli usi e delle interazioni, e ciò rende
e architettura è specificatamente indirizzato alla scuo- vera l’espressione di Dourish2 secon-
la dell’infanzia. Un modello di ambiente do cui siamo collocati in un luogo ma
Giusy Cannella di apprendimento, che richiede uno spa- agiamo in uno spazio. Il nostro agire in
zio che sia “elemento di qualità pedago- uno spazio esprime conoscenza che si
gica”, funzionale al raggiungimento di trasmette nel modo in cui ci muoviamo
obiettivi didattici previsti dalle indicazio- nello stesso.
ni nazionali per il curricolo. Però il mae- Un ulteriore supporto, rispetto alla
stro Malaguzzi con questa espressione possibilità di costruire conoscenza in un
ha aperto uno scenario che è valido per luogo, ci viene dall’architetto Chastain3,
tutti i livelli scolastici. secondo cui tre sono le forme di cono-
Per molto tempo l’aula è stata il luo- scenza che ci aiutano a creare un luo-
go unico dell’istruzione scolastica. Tutti go: i sensi, l’uso delle cose attraverso le
gli spazi della scuola erano subordinati azioni, e la comunicazione. Il primo tipo
alla centralità dell’aula, rispetto alla qua- di conoscenza si acquisisce attraverso
le erano strumentali o accessori: i cor- l’interazione con i fenomeni di un luo-
ridoi, luoghi utilizzati solo per il transito go, con l’uso dei sensi. Il secondo tipo
degli studenti, o il laboratorio per poter di conoscenza è il modo in cui un luogo
usufruire di attrezzature speciali. Questi supporta la vita di una cultura, ed infine
luoghi erano vissuti in una sorta di tem- il terzo tipo di conoscenza riguarda l’ar-
po “altro” rispetto a quello della didattica ticolazione di un luogo.
quotidiana. Ogni spazio era pensato per In Italia i primi segnali di un cambia-
una unica attività, e restava inutilizzato mento nel processo di riflessione sulla
per tutto il resto del tempo scuola. Tut- funzione degli spazi scolastici è stato
ti gli altri spazi, interni ed esterni, sono avviato con una ricerca di tipo osser-
sempre stati considerati come comple- vativo condotta da Indire4 nel 2012. La
mentari a questo. ricerca ha poi supportato l’attività di pro-
Considerare lo spazio fisico uno gettazione delle Nuove Linee Guida per
degli elementi che possono influire l’Edilizia scolastica pubblicate dal MIUR
sull’apprendimento e il benessere de- nel 2013 (http://hubmiur.pubblica.istru-
gli studenti, rappresenta un problema zione.it/web/ministero/cs110413). E
di “modelli”, e ci consente di spostare nell’attesa delle specifiche tecniche, di-
il focus dalla struttura dell’edificio alle verse scuole si sono comunque cimen-
interazioni all’interno dello spazio, e tate nell’avviare percorsi di riflessione
cioè la vita affettiva. In quest’ottica, lo sul rapporto tra spazio e apprendimento,
spazio diventa un luogo con un valore e hanno cominciato ad esplorare nuove
legato a significati sociali, alle conven- modalità di uso dello spazio, nonostante
zioni culturali, ai ruoli dei suoi abitanti, i limiti strutturali dovuti all’impossibilità

1. (http://www.indire.it/aesse/content/index.php?action=read_school&id_
m=3469&id_cnt=5401)
2. Steve Harrison, Paul Dourish, (1996) Re-placing Space, the roles
of places and spaces in collaborative system. Xerox Palo Alto
Research Center, Cambridge Lab (EuroPARC)
3. Thomas Chastain, (1999). Forming place informing practice,
Giusy Cannella Forming Place
Ricercatore INDIRE 4. Quando lo Spazio Insegna: www.quandolospazioinsegna.it

28
di cambiare in maniera incisiva gli spazi poco connotati, da renderli modificabili di alcuni spazi inutilizzati degli edifici
della scuola. a semplice richiesta degli utenti, stu- scolastici, in primis gli spazi di transi-
Nelle Linee Guida sono descritti denti e docenti. to. La scuola Enrico Fermi di Mantova
cinque spazi paradigmatici identificati Per raggiungere questo obiettivo è e il Liceo Melchiorre Gioia di Piacenza
come modelli significativi di ambienti di possibile utilizzare due approcci: uno hanno avviato un processo di progetta-
apprendimento, basati su una logica di che prevede una progettazione siste- zione di spazi informali situati in alcune
tipo “prestazionale” che li rende versatili mica che utilizza il concetto di model- zone della scuola, fino a quel momento
rispetto agli obiettivi di apprendimento, lo (Nair e Fildieng, 2005), capace di utilizzate esclusivamente come spazi di
purché si utilizzino arredi mobili, con- rispondere alle diverse esigenze dei connessione, attraverso un progetto di
fortevoli, in grado di supportare attività contesti e quindi ripetibile. E un secon- progettazione partecipata tra gli sta-
didattiche differenziate, spesso accom- do che si basa sulla progettazione de- keholder (insegnanti e studenti) e un
pagnate dall’utilizzo di tecnologie digita- gli spazi, a partire dai desideri dei suoi gruppo di architetti. Per citarne solo al-
li in Rete. Spazio Agorà, Spazio Classe, stakeholder (Sini Meskanen, 2009) e cuni. Anche l’IC di Cadeo e Pontenure
Spazio Laboratoriale, Spazio Individuale prevede che si avvii un processo di pro- ha trasformato una sala di lettura della
e Spazio Informale, descritti nelle Linee gettazione partecipata con gli studenti scuola condivisa con la biblioteca co-
Guida dell’Edilizia, costituiscono dei e gli insegnanti. Questo è quanto è ac- munale, in uno spazio flessibile per le
micro ambienti e rappresentano l’alter- caduto nelle scuole che hanno avviato proprie classi. E queste sono solo alcu-
nativa al modello concettuale tradizio- processi di cambiamento dello spazio ne delle scuole che hanno intrapreso
nale. L’obiettivo è quello di avviare un fisico della scuola. In particolare, alcu- un cammino nuovo rispetto all’uso dello
processo di cambiamento del modello ne tra le scuole del movimento delle spazio. Tutto ciò è stato possibile gra-
scolastico tradizionale attraverso livelli Avanguardie Educative (http://avan- zie ad una nuova relazione tra spazio e
intermedi, prima di arrivare a costruire guardieeducative.indire.it/) hanno co- progetto (Weyland, 2015), tra architetti
scuole senza classi, o con spazi così minciato a riflettere sulla riconversione e pedagogisti.

29
07 Il lavoro di Normalearchitettura nei infrastrutture flessibili per una didattica
progetti di architettura scolastica ha sperimentale.
Istituto superiore E. Fermi di come obiettivo quello di creare ecosi- I principali attori dell’ecosistema
stemi di apprendimento che si esten- scuola sono gli studenti, ed è a loro che
Mantova e Istituto superiore ci rivolgiamo con il lavoro sviluppato nei
dano oltre i confini della classica tipo-
Paciolo D’Annunzio di Fidenza logia scolastica, ottimizzando gli spazi workshop di design collaborativo ren-
esistenti attraverso il progetto di nuovi dendoli interlocutori principali durante
Normalearchitettura ambienti per la didattica in cui il pro- un progetto di architettura scolastica.
gramma architettonico sia integrato a Agli studenti chiediamo quali siano i
quello pedagogico. Il progetto del co- loro desideri, le loro necessità, le loro
lore e degli arredi fissi sono alcuni fra visioni sugli spazi per l’apprendimento:
gli strumenti utilizzati per sviluppare, spazio e apprendimento sono due ter-
con costi contenuti, sia il sistema della mini che non andrebbero mai separati.
comunicazione e identità scolastica, sia Sotto il tutoring di architetti esperti
nuovi dispositivi per dotare le scuole di in architettura scolastica.

dati

Progetto: riqualificazione degli spazi comuni


delle scuole
Luogo: Mantova e Fidenza
Progetto: Normalearchitettura, Chiara Filios e
Arnaldo Arnaldi, www.normalearchitettura.com
Anno di realizzazione: 2013
Crediti fotografici: Alessandro Nassiri

30
Istituto superiore E. Fermi di Mantova

I workshop hanno come obiettivo la fabbrica è l’occasione per ripensare gli disponibile e senza dover liberare aree
formulazione di un progetto condiviso spazi corridoio e formulare un progetto da destinare a queste funzioni. Anche
sia con i committenti che con gli utenti architettonico che trasformi uno spazio in questo caso i corridoi e gli spazi con-
delle scuole. Attraverso la creazione di sovradimensionato per la sua funzione nettivi hanno subito una trasformazione
gruppi di lavoro suddivisi per tematiche (connettiva) in un luogo per attività ex- convertendosi in “classi fuori dall’aula”
di progetto si parte da un’indagine dello tradidattiche o di supporto. Assorbendo ovvero aree in cui gli studenti possono
stato attuale degli spazi oggetto d’inter- due corridoi paralleli, si ricavano delle sviluppare lavori in piccoli gruppi o sin-
vento per arrivare ad una proposta pro- salette per gli studenti, da utilizzare golarmente. Allo stesso modo la richie-
gettuale per ogni tematica affrontata. come spazi informali o sale studio; allo sta di aree di aggregazione per gli stu-
L’itis Fermi di Mantova e l’Istituto stesso tempo per collegare i due luo- denti durante i momenti extra-didattica,
Paciolo D’Annunzio di Fidenza sono ghi si aprono dei varchi che fungono assembleari, di relax, ha indotto ad un
due scuole la cui tipologia è molto co- da abitacoli per lo studio individuale progetto di utilizzo misto dell’ingresso
mune nel panorama di edilizia scola- o per momenti di relax durante l’atti- e degli spazi di connessione, attraverso
stica italiano ovvero edifici pensati se- vità scolastica. A Fidenza, l’occasione la creazione di sedute e punti di incon-
condo criteri dimensionali che creano è nata dall’intento di implementare gli tro che rendono questi luoghi “spa-
spazi di risulta poco utilizzati. A Man- spazi di supporto alla didattica senza zi informali” ricchi di diversi contenuti
tova l’annessione di un nuovo corpo di implementare il budget di superficie funzionali e relazionali.

31
Istituto superiore Paciolo D’Annunzio di Fidenza

Progettare la scuola con gli studenti

32
33
Voci dell’Ateneo

In questi anni si è radicata sempre elemento molto importante è la dimen-


L’organizzazione più la convinzione che le esperienze sione estetica, è una qualità essenziale
educative compiute fin dalla prima dell’apprendere, del conoscere, del re-
degli spazi educativi infanzia influiscono in maniera deter- lazionarsi. Particolare attenzione va ri-
nella scuola dell’infanzia minante sullo sviluppo successivo del servata alla luce, al colore, e alle possi-
bambino tanto da assegnare un ruo- bili fonti di rumore. Deve risultare pos-
a cura di Giuseppe Malpeli lo sempre più importante alla scuola sibile, a proposito delle fonti luminose,
dell’infanzia che l’esperienza pluride- creare paesaggi luminosi, e la manipo-
cennale indica come un vero e proprio labilità della stessa fonte. Il paesaggio
segmento del sistema scolastico. L’in- cromatico deve essere ricco, coprendo
segnante in particolare deve fornire tutte le varianti di identità del colore,
Bibliografia una cornice organizzativa funzionale senza però generare un effetto “caco-
Franceschini, La progettazione degli spazi nella all’apprendimento. fonico”, ma anzi trovare una sintesi in
scuola dell’infanzia, Franco Angeli, Milano, 2000 Gli spazi devono quindi consentire un risultato equilibrato. A tal fine i colo-
Caggio, La scuola come luogo dei bambini, ai bambini: ri primari, secondari e terziari possono
“Bambini”, settembre 1988, pp.28-38 • di esprimere le sue potenzialità, le essere compresenti, avendo però cura
Iori V., L spazio vissuto, La Nuova Italia, sue competenze, le sue curiosità; di utilizzare quelli primari a bassa sa-
Firenze, 1996 • di esplorare, di ricercare da solo e turazione, o texturizzati, e quelli terziari
con gli altri, coetanei e adulti; in modo puro, volumetrico. Può esse-
• di sentirsi costruttore di progetti e re positivo avere altrettanto equilibrio
del progetto più ampio della scuola; complessivo tra le tonalità calde (rossi,
• di comunicare con gli altri; rosa, gialli) e quelle fredde (blu, verdi).
• di vedere rispettata la sua identità L’uso del colore in un ambiente sco-
e la sua privacy. lastico, non deve essere solo segna-
L’ideazione e predisposizione degli letico o decorativo, ma culturale, cioè
spazi architettonci che definiscono il dare atmosfere, scenari, paesaggi in
possibile setting, è possibile attraverso sintonia con il sentire contemporaneo
l’esplorazione di due grandi categorie, e con i valori ambientali da veicolare. In
intimamente correlate tra loro. relazione alle fonti di rumore o al suo-
• La dimensione fisica: riferimento no prodotto negli ambienti scolastici, è
alla struttura architettonica dello spa- indispensabile perseguire due obietti-
zio/scuola/aula/atelier, agli elementi vi: abbassare il livello sonoro generale,
che lo compongono quali gli arredi e contenere il rumore di fondo, abbattere
i materiali, infine a come è organizzato i rumori disturbanti e contemporanea-
in modo modulare e scomponibile; mente sviluppare le potenzialità sonore,
• La dimensione funzionale: gli progettare le possibilità.
aspetti del contesto che rimandano alla
connotazione del luogo (attività privile- 2. La dimensione funzionale
giate dai bambini) e alla qualità delle La dimensione funzionale dello spa-
relazioni che la stessa dimensione fisi- zio va di pari passo con i suoi modi di
ca riesce a alimentare e sostenere. utilizzazione, con l’impiego polivalente
e il tipo di attività al quale sono stati
1. La dimensione fisica. destinati, al modo di accesso alle sin-
La sistemazione dello spazio archi- gole zone, ed al controllo e alla parteci-
tettonico deve tradursi per i bambini in pazione dell’adulto.
possibilità di apprendimento, di relazio- Il primo elemento riguarda le moda-
ne e di crescita personale. Lo spazio/ lità di accesso alle varie zone (sezioni/
scuola deve quindi essere pensato per angoli/spazi esterni), adbite alle varie
un bambino che si muove, incontra fa- attività. Le modalità sono strettamente
cilmente altri bambini, sperimenta, la- funzionali all’attività da svolgere, alla
scia e poi ritrova. Per quanto riguarda predisposizione dello spazio e al nume-
le condizioni della struttura è necessa- ro dei bambini presenti. Esse si posso-
rio fare riferimento a tutti quegli ele- no così distinguere:
menti (luminosità, tipo di pavimentazio- • I bambini possono accedere a una
ne, dimensione ecc), che dovrebbero determinata zona solamente con la
Giuseppe Malpeli
Università di Modena Reggio Emilia, fare parte della struttura stessa. Altro presenza dell’adulto;
Dipartimento di Scienze Umane

34
• I bambini possono accedere a una riguarda i fattori esterni è importante
determinata zona solamente dopo aver valutare l’alternanza giorno/notte e
chiesto l’autorizzazione degli adulti; delle stagioni; per quanto riguarda i
• I bambini hanno spazi dove po- fattori interni, è indispensabile preve-
ter accedere liberamente e realizzare dere il controllo e la riduzione dell’in-
le attività che desiderano. La poliva- quinamento interno dell’edificio con il
lenza degli spazi è determinta, da un recupero positivo dei rifiuti prodotti e
lato quanto gli adulti sono disposti a soluzioni impiantistiche adeguate che
promuovere autonomia nei bambini, prevedono una gestione intelligente
dall’altro dalla possibilità di usufruire di delle risorse.
strutture scomponibili, aperte, non rigi- I recettori sensoriali così attivi du-
de. Tutti gli aspetti appartenenti alla di- rante l’infanzia, permettono al bambino
mensione funzionale dipendono e sono di relazionarsi con il mondo circostante
influenzati da tre criteri, che hanno an- e vivere l’ambiente in modo soggettivo
che forti implicazioni dal punto di vista e personale. Per tale motivo, l’attenzio-
architettonico: ne alla qualità dei materiali costituisce
• Stabilità/staticità: gli spazi scola- un aspetto da non trascurare nella pro-
stici da un lato devono offrire conferme gettazine degli spazi educativi.
per assicurare al bambino ricorsività e
predittività; dall’altro devono potersi 4. La dimensione pedagogica
trasformare seguendo bisogni, interes- Ogni agenzia educativa (scuola/
si, esigenze di crescita e aspettative centri giochi/luoghi di ricreazione),
legate all’età dei bambini stessi; presenta modelli pedagogici differen-
• Riconoscibilità/differenza: è es- ziati e peculiari. È possibile individuare
senziale che lo spazio sia leggibile ai analogie e tratti comuni:
bambini ovvero ai diretti fruitori della • la sicurezza dell’ambiente deve po-
realtà; ter rafforzare in ogni bambino il senso
• Condivisione/privacy: l’istituzio- di una sua identità attraverso un rico-
ne scolasica deve essere in grado di noscimento che gli viene dai compagni
garantire un’accoglienza plurale, deve e dagli adulti fino a fargli sentire quel
cioè sapere accogliere e mettere in- tanto di sicurezza e di appartenenza
sieme bambini diversi, che si trovano a che lo abita e ad accettare e a concor-
svolgere insieme delle attività, ma che rere alla trasformazione delle situazioni.
si aspettano anche luoghi nei quali ri- In questo senso devono essere predi-
tirarsi e riprendere aspetti di intimità e sposti percorsi all’interno e di connes-
familiarità. sione interno/esterno che facilitino gli
autnomi spostamenti dei bambini;
3. Le qualità immateriali dello spazio • l’autonomia. L’ambiente, anche
Progettare una scuola è un evento predisposto su più livelli, può diventare
di grande importanza che non coinvolge occasione per i bambini di sperimen-
esclusivamente la creatività architetto- tare liberamente abilità e capacità in
nica. Chi progetta un ambiente dove essere;
si vive tante ore al giorno e in un’età • la relazione. Favorendo l’incontro e
dove la mente, il corpo, i sentimenti la socialità attraverso ambiente facil-
sono così straordinariamente reattivi mente accessibili e comunicabili;
e in formazione, deve avere la consa- • l’apprendimento. L’ambiente inter-
pevolezza delle possibilità che offre ai no/esterno deve poter diventare luogo
bambini di esprimere e allenare tutte culturale e non solo di neutra perma-
le ditazioni genetiche che possiedono, nenza. Alla familiarità nella cura degli
dei vincoli che instaura, di ciò che può arredi, il bambino deve poter ritrovare
negare. Particolare attenzione oltre ad concrete possibilità di sperimentare e
aspetti rilevanti quali, la luce, il colore, manipolare oggetti naturali e culturali;
la tattilità, l’olfatto, la sonorità, investe • il gioco, che costituisce risorsa pri-
il microclima. Quando si progetta un vilegita di apprendimento;
edificio non si può infatti prescindere • l’estetica, che delinea uno spazio
da fattori interni e esterni. Per quanto accogliente, curato e bello.

35
Sguardi
a cura di Roberta Di Filippo e Roberto Salvischiani

01 Con 1200 studenti, tra il 1° e il 9° gra-


Nordstjerneskolen, do di istruzione (dai 6 ai 15 anni), il nuovo
complesso scolastico di Frederikshavn è
Nuovo complesso scolastico, tra i più grandi della Danimarca.
Danimarca La sua forma a stella permette a tut-
te le classi di posizionarsi in facciata e di
beneficiare così di luce e ventilazione na-
Arkitema Architects turale ed avere un contatto diretto con gli
spazi aperti.
La scuola si distribuisce su tre piani,
due per gli studenti più grandi ed uno per
quelli più piccoli.
La piazza centrale della scuola, che
viene chiamato “il cuore”, rappresenta il
punto di incontro di tutte le zone, un nuovo
spazio di apprendimento caratterizzato da
una grande scala scultorea.
La piazza è la “dinamo” della scuola dove
l’insegnamento, l’apprendimento e le attività
sociali si fondono in un ambiente stimolante.
Ogni punta della stella ha una propria
identità con arredi progettati ad hoc in
base alla fascia di età degli studenti. In
questo modo la grande scuola è suddivisa
in parti più piccole e più familiari in modo
da creare ambienti naturali, sicuri e stimo-
lanti per tutti.

dati

Luogo: Frederikshavn, Danimarca


Progetto: Arkitema Architects, www.arkitema.com
Committente: Frederikshavn municipality/
Team OPS
Anno di realizzazione: completato nel 2012
Costruttore: MT Højgaard
Strutture: MT Højgaard and Brix & Kamp
Consulenti: Arkinord, Dan Ejendomme, DnB
NOR Bank ASA
Classificazione energetica: Danish energy
class 2020 (equivalente al LEED platinum)
Crediti fotografici: Kontraframe

36
Gli esterni

La facciata è rivestita con pannel- co-privato, in cui una società privata ha


li preforati, integrati da grafica su ogni realizzato l’edificio scolastico mentre il
punta della stella. 750 mq di pannelli so- comune svolge l’attività di insegnamento.
lari in copertura permettono alla scuola di La scuola quindi è stata sviluppata
raggiungere la classe energetica “2020” con un processo partecipativo in cui gli
secondo la classificazione danese, corri- utenti della scuola, il gestore (e quindi il
spondente al Leed platinum. comune), la società privata ed i progetti-
Nordstjerneskolen è una scuola co- sti hanno sviluppato insieme il concetto
munale nata da un partenariato pubbli- funzionale dell’edificio.

37
L’ingresso Planimetria

Zona relax, studio, incontro

38
Il “cuore”

Zone relax, studio, incontro

39
02
Vittra Telefonplan,
Interior design di una
scuola in Svezia

Rosan Bosch

La palestra, stanza da ballo

Niente banchi e sedie ma un gigan- Consorzio Vittra, un consorzio privato che


tesco iceberg/caverna con un cinema, mette al centro il bambino e le sue esi-
piattaforme e stanze per il relax e la ri- genze, la libera creatività e l’espressione
creazione, ecco i nuovi spazi di appren- di sé, il bilinguismo, la circolazione di idee
dimento della scuola Vittra Telefonplan e progetti in ambienti aperti, accoglienti
a Stoccolma. ed innovativi. Così anche il design e lo
La scuola, per 250 studenti dai 6 spazio diventano strumenti educativi per
agli 11 anni, si colloca in un’area indu- sviluppare le attività quotidiane.
striale riqualificata come “polo creativo” Invece di svolgere la didattica nelle
ed occupa un edificio industriale la cui aule tradizionali, gli studenti sono rag-
struttura è stata conservata creando un gruppati in base al proprio “stile cogni-
grande open-space in cui si distribui- tivo”, attorno a vari spazi denominati
scono i vari spazi dell’insegnamento. “the watering hole” (spazio per riunirsi
La scuola Telefonplan appartiene al in gruppo), “the show-off” (spazio dove

L’iceberg-caverna Dentro la caverna

dati

Luogo: Stoccolma, Svezia


Progetto: Rosan Bosch, www.rosanbosch.com
Committente: Vittra AB
Anno di realizzazione: 2011
Crediti fotografici: Kim Wendt
Copyright progetto: Rosan Bosch Studio

40
mostrare i risultati dei lavori di gruppo),
“the cave” (spazio personale e racchiuso Window Pods
Concentration Niches
The Stage
The Village

in cui riflettere), “the campfire” (spazio Island Area


Media Lab The Mountain
Wardrope East

dove ascoltare una persona che parla)


Wardrope West
The Tree
Dance Studio Reception Lysavis
Organic Table

e “the laboratory”(spazio dove poter la- Tower of Babel

vorare con le mani, la voce ed il corpo). Exhibition Area Headmasters


Office

Rosan Bosch ha utilizzato mobili, Science Lab

Teachers Lounge Lunch Club

zone di insegnamento e stanze flessibili


per incentivare ogni studente ad impa-
rare in maniera differente, in una scuola
dove lo spazio fisico diventa il più impor-
tante strumento di apprendimento.
Il design degli interni ed i mobili su
misura incorporano anche tutti i media
digitali usati nella didattica, che possono
essere usati sdraiati, seduti o in piedi. Canteen Area

Di nuovo, lo spazio incontra i bisogni dei Workshop

singoli.

Zona conversazione, “scarabocchio”

41
La “Torre di Babele”, biblioteca

Il “villaggio”, per lavoro in gruppo

La lezione

42
L’isola

Al tavolo organico

43
03 Il sistema scolastico finlandese è
In Finlandia stato valutato come uno dei migliori al
mondo, dove anche la struttura dell’edi-
ficio gioca un ruolo significativo.
La formazione dei docenti, l’uso del-
le nuove tecnologie e l’importanza delle
attività manuali, lo sviluppo dell’autono-
mia dello studente, ambienti attrezzati
ed accoglienti per un apprendimento
continuo e libero, sono già una realtà in
Finlandia, un sistema pronto a miglio-
rare grazie al progetto InnoSchool che
immagina la scuola del futuro.

La ricerca ha affrontato vari temi


poi connessi tra loro: InnoArch (aspet-
ti architettonici ed urbanistici), InnoEdu
(aspetti educativi e didattici), InnoPlay
(aspetti di apprendimento attraverso il
gioco) e InnoServe (aspetti legati all’in-
novazione a sostegno dell’insegnamen-
to), con l’obiettivo di definire un concept
ad alto contenuto innovativo.

La scuola è vista come un sistema


multidimensionale che interessa am-
bienti sia fisici che virtuali e comprende
processi sia formali che informali.

gli spazi virtuali dell’ICT, la mobilità; l’appren-


dimento si sposterà tra gli spazi fisici.
Distribuito – integrato: il modello della
scuola integrata si basa sull’economicità dei
grandi complessi scolastici. Mentre il modello
di scuola distribuito si basa su unità didattiche
piccole e flessibili. Entrambi I modelli hanno
dei punti di forza per la nuova organizzazione
e gestione della scuola del futuro.
Locale – globale: tradizionalmente l’inse-
Il concept di InnoSchool gnamento, lo studio e l’apprendimento sono
stati legati alla comunicazione “frontale” in
classe. Ora con l’ICT, insegnanti e studenti
Formale-Informale: l’apprendimento è possono comunicare attraverso Internet, la
raggiunto in vari contesti formali, informali classe si costituisce come una vera e pro-
e “non fomali”, durante le lezioni, sui campi pria comunità che apprende, che interagisce
da gioco, a casa e durante il tempo libero. attivamente e partecipa alla costruzione del
L’apprendimento è life-wide (la formazione proprio apprendimento. Le nuove scuole sa-
può aver luogo in tutti gli ambiti) e life-long ranno piattaforme per l’apprendimento che
learning (educazione continua durante tutto sosterranno la glocalizzazione.
l’arco della vita). Le scuole del futuro saranno Occasione per mettere in pratica le ricer-
un’integrazione tra apprendimento formale, che di Innoschool è stata la collaborazione
informale e non-formale in stretto rapporto al progetto dell’Opinmaki school campus, un
con la comunità. centro innovativo che oltre a 2 istituti com-
Fisico – virtuale: la scuola del futuro sarà prenderà aree di aggregazione per tutte le
uno spazio esteso di apprendimento che in- età, proponendosi come una nuova tipologia
globerà gli edifici, gli spazi esterni di gioco, di spazio per l’apprendimento.

44
Come supporto al Concorso di Architet- - Roof Garden, è versatile, è area ricre- terno, con le ali che suddividono gli alunni
tura Internazionale per la progettazione della ativa ma anche di apprendimento, è so- per gruppi di età, creano spazi protetti e
scuola, è stato elaborato un documento (Fu- stenibile e integra l’edificio con l’ambiente. tranquilli.
ture School, Designing with children, di Sini
Meskanen, 2008) con i risultati di un wor-
kshop svolto con gli alunni, per renderli par-
tecipi dello sviluppo della scuola. Gli elementi
emersi sono stati combinati con una panora-
mica internazionale sulle più attuali ricerche
sul tema: il risultato è stata l’individuazione di
5 tipologie di edificio scolastico:
- Piazza, il cuore della scuola, punto ne-
vralgico per incontri ed eventi, spesso aperto -Heart, Bridge and Clusters, la scuo-
su più piani, molto luminosa, a contatto con la viene suddivisa in sezioni, collegate
l’esterno e con la natura. Come per Reggio ad un corpo centrale che contiene gli
Children la Piazza incoraggia incontri, l’in- spazi comuni, tramite “ponti dell’appren-
terazione tra gruppi e le relazioni sociali. La dimento”. Le sezioni, posizionate a grap-
Piazza può ospitare la mensa, la biblioteca, polo, definiscono piccoli spazi all’aperto
l’auditorium... per l’apprendimento.

-Stoà, uno spazio esterno protetto, confi-


ne tra esterno ed interno, un luogo di incontro
dove insegnare o organizzare mostre d’arte.
-Series of Atrium, una serie di corti rac-
chiuse dalle ali della scuola. Queste inse-
nature, che servono per l’insegnamento
all’aperto, hanno un forte legame con l’in-

45
2006, Finlandia, Joensuu Primary School,
Lahdelma & Mahlamäki Architects, foto Jussi Tiainen
ww.ark-l-m.fi
Il layout della scuola si basa su un atrio centrale
attorno a cui si sviluppano quattro ali, contrassegnate
con colori diversi, l'atrio centrale è un elemento ben
visibile e permeabile verso l'esterno. Per le facciate, la
combinazione di rame ossidato e vetro, contraddistinguono
l'edificio come pubblico e moderno.

46
Data Center ICT, Turku, Finlandia, Lahdelma & Mahlamäki Architects, 2006, foto Kari Palsila e Voitto Niemelä, ww.ark-l-m.fi
Una nuova infrastruttura nata dalla necessità di archiviare dati, la nuova “industria del sapere”, il Data Center raggruppa
dati delle varie facoltà universitarie di Turku ed eroga servizi ICT.
Insieme all’edificio è stata realizzata un piazza urbana che collega gli edifici esistenti, all’interno gli spazi didattici sono
collegati da una “strada-hall” alta tre piani che finisce con una facciata in vetro.

47
Saunalahti School, Espoo, Finlandia, Verstas Architects
www.verstasarkkitehdit.fi, concorso 2007, realizzazione
2012, foto Andreas Meichsner www.andreasmeichsner.de,
Tuomas Uusheimo www.uusheimo.com

Una piattaforma aperta per l’epprendimento, la cultura e


la comunità. Oltre che la scuola l’edificio ospita un centro
diurno, la casa della gioventù e la biblioteca pubblica,
mentre gli spazi della palestra, laboratori e spazi aperti
sono utilizzati anche dalla comunità.

48
49
04
Dopo un periodo di scarsa atten-
Scuola materna Crosara zione per la scuola di Crosara, l’attuale
di Marostica Amministrazione Comunale di Marosti-
ca intende rilanciare dopo quarant’an-
ni questo intervento progettato da un
Sergio Los
concittadino riconosciuto a livello inter-
nazionale tra i pionieri dell’Architettura
Bioclimatica. La costruzione infatti è
annualmente visitata da studiosi e cu-
riosi italiani e stranieri, non solo perché
rappresenta uno dei primi edifici sco-
lastici bioclimatici realizzati in Europa,
ma anche per le sue tuttora operanti
effettive prestazioni ambientali.
L’ambito in cui risiede la scuola
si trova a oriente di una piccola città
sorta nel versante soleggiato delle
prealpi, un tempo comune autonomo
e attualmente frazione del comune di
Marostica. L’area destinata alla scuola
sta su un versante inclinato di 15 gradi Il prospetto laterale
rispetto all’orizzontale affacciato a sud,
in una frazione alto-collinare della città dell’edificio e ruotandola integralmente,
di Marostica. come se fosse un bastione che impedi-
La prima immagine che emerge sce al corpo edilizio di scivolare a valle.
dall’esperienza del terreno pendente è Questa parte ruotata corrisponde alla
un dosso roccioso sporgente dal terre- serra solare alta due piani sulla quale si
no, una tettonica diffusa nell’altopiano affacciano gli ambienti interni. Questa
di Asiago, formata da rocce stratificate composizione costituisce una esempli-
affioranti che paiono quasi architettu- ficazione che impersona, mostra, oltre
re naturali. Anche il tetto verde dove i che istanziare, le proprietà fisicamente
bambini avrebbero potuto giocare su un possedute dalla costruzione.
piano orizzontale appartiene a questa Rispetto ai contenuti ambienta-
visione/immagine. Il sistema compo- li l’edificio propone una progettazione
sitivo interpreta questa esperienza del bioclimatica che persegue una climatiz-
paesaggio componendo una costru- zazione e illuminazione naturale attra-
zione basata su muri portanti paralleli, verso una strategia mista che utilizza
perpendicolari come vuole la tradizione in parte l’esposizione solare e in parte
alle curve di livello, che costituiscono l’interramento nel terreno. La grande
l’ordito della struttura portante, le travi serra solare apribile, distinta dallo spa-
trasversali portate ne costituiscono la zio interno mediante una vetrata inter-
trama. L’intera composizione è impian- na apribile per per regolare manual-
tata su questa organizzazione spaziale, mente l’immissione dell’aria dalla serra
la cui testata aperta, che ha una facciata allo spazio interno, sia durante il giorno
inclinata per adeguarsi al sole inverna- e la notte che durante le stagioni estive
dati le, è comunicata staccandola dal corpo e invernali. L’integrazione nel terreno

Luogo: Crosara, Marostica, Vicenza


Progetto: Arch. Sergio Los,
www.synergiaprogetti.com
Anno di realizzazione: 1972-1976
Committente: Comune di Marostica
Collaborazioni: Arch. Natasha Pulitzer, Strutture
DDLL: Ing. Sebastiano Petucco
Impianti: Prof. Ing. L. Bertolini, Milano, consu-
lente della Zanussi spa.
Crediti fotografici: Pietro Los

50
L’interno della serra solare

permette di ridurre lo scambio di ener-


gia termica tra esterno e interno dato
che il terreno a una profondità di 2/3
metri preserva durante tutto l’anno la
medesima temperatura, operando così
come uno stabilizzatore delle oscilla-
zioni stagionali di temperatura. Sotto
le pavimentazioni del piano terreno vi è
un accumulatore di energia termica, ali-
mentato dalla circolazione dell’aria per
convezione naturale, che aiuta l’impian-
to e migliora la loro temperatura super-
ficiale. Ai bambini che spesso giocano Schema-sezione

seduti a terra questo accorgimento ap-


pare molto gradito e salutare. Inoltre i
collettori solari pre-riscaldano l’acqua
dell’impianto riducendo il consumo di
combustibile e le relative emissioni. I
dati raccolti dal monitoraggio dimostra-
no che anche nei periodi invernali, in
periodi non soleggiati per il cielo co-
perto e con impianto chiuso, la tempe-
ratura interna non scende mai sotto i
13 – 15 gradi.

51
Interni

52
Il tetto verde

53
Archivi
01
Camminando per le vie della città di successivi, a fianco dell’analisi della situa-
Archivi & edifici scolastici Trento notiamo alcuni notevoli esempi di zione esistente3.
ristrutturazione di edifici scolastici storici, Numerosi sono gli archivi da conside-
Roberta G. Arcaini in particolare il Collegio Gesuiti (ora Biblio- rare in un cammino di “storia dell’edilizia
teca comunale e Archivio storico), il “Pa- scolastica” trentina, partendo appunto dai
lazzo scolastico” (poi sede di Sociologia)1 momenti dell’ideazione e della progetta-
, le Scuole Crispi (riaperte proprio all’ini- zione: da quello del committente a quello
zio dell’anno scolastico 2014/2015)2. A dell’ente, per es. Comune, che ne autoriz-
fianco di questi casi particolarmente si- za la costruzione, a quello del progettista e
gnificativi troviamo nella quotidianità in- del costruttore. Possiamo parlare di rico-
terventi di manutenzione sia ordinaria sia struzione del “gioco delle competenze”
straordinaria. In queste pagine si desidera (v. box 1).
segnalare in modo sistematico archi- Il panorama è dunque ampio e gli
vi che possono risultare di utilità per strumenti disponibili sono le descri-
chi debba affrontare un intervento su zioni dell’archivio che si desidera con-
un edificio scolastico esistente: un in- sultare: nei decenni la struttura provinciale
vito a rivolgersi al passato, considerando che si occupa del patrimonio archivistico
i progetti originari ed eventuali successivi trentino ha curato numerosi censimenti
interventi di adeguamento, per riconosce- e inventari che, con modalità e gradi di
re ai documenti e alla ricerca in archivio il analiticità differenti, descrivono centina-
ruolo di “fondamenta” del lavoro di valu- ia di archivi che possono essere utili per
tazione di un edificio in vista di interventi ricerche in àmbito architettonico4. Si pre-

1-2. Archivio provinciale di Trento, Archivio Provveditorato agli Studi, serie Edilizia pubblica
BESENELLO (fasc.6.238) “nuova industrializzazione” (1963-1968) Domanda di contributo non accolta
(Legge n.444/1968 per costruzione edifici scuole materne non statali)

1. V. Luigi BLANCO - Elena TONEZZER, a cura di, L’invenzione di Via Verdi: una strada di Trento tra Otto e Novecento, Trento: Fondazione Museo storico
del Trentino, 2010. Sono disponibili in http://fotoedu.indire.it/ (consultato l’8 giugno 2015) 12 fotografie: Edilizia scolastica di fine Ottocento:
il “Palazzo Scolastico” di Trento. 1/12: prospetto a Nord Ovest all’interno del progetto“FOTOEDU. Archivi fotografici per la storia della scuola e
dell’educazione”. Si veda più avanti: Archivio Fotografico Storico – Soprintendenza per i beni culturali – Provincia autonoma di Trento.
2. V. Quinto ANTONELLI, Storia della scuola trentina. Dall’Umanesimo al fascismo, Trento, Il Margine, 2013.
3. Parlando di ristrutturazioni di edifici che ospitano anche archivi, si ricorda che lo spostamento di archivi storici e di deposito è subordinato
all’autorizzazione da parte della Soprintendenza per i beni culturali, ai sensi del Codice per i beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. n.42/2004 e
Roberta G. Arcaini s.m. (art.21, c.1, lett.b); per lo spostamento di archivi correnti vige invece l’obbligo di comunicazione alla medesima Soprintendenza (art.21, c.3).
FUNZIONARIO ESPERTO DELLA SOPRINTENDENZA 4. Si veda la banca dati AST-Archivi storici del Trentino (d’ora in poi AST) in: http://www.trentinocultura.net/portal/server.pt/community/il_sistema_
PER I BENI CULTURALI – PROVINCIA AUTONOMA DI ast_-_archivi_storici_del_trentino: In àmbito archivistico si indica come Censimento la descrizione che “fotografa” l’esistente così come è
conservato in archivio (tipologia documentaria, per es. Corrispondenza, estremi cronologici, quantità) mentre l’inventario fornisce descrizioni più
TRENTO analitiche e rimanda all’unità di conservazione (per es. faldone, registro).

54
Da una prevalenza del ruolo assistenziale ad una prevalenza del ruolo educativo
(es.: Asilo) (es.: Scuola materna, Scuola dell’infanzia)
Lasciti, donazioni
Archivi Congregazione di ONAIR(C) Archivi Scuole dell’infanzia
Carità (1811-1937) poi (1919-1977) provinciali (L.P.13/1977)
ECA-Ente comunale assi- (1977- oggi)
stenza (1937-1993)
Archivi Scuole
“equiparate”

Archivi delle scuole (v. censimenti, inventari)


Archivi IPAB-Istituzioni Archivi parrocchiali Archivio Provveditorato agli Studi
pubbliche di assistenza (1919), poi Sovrintendenza scolastica di
beneficenza Trento [scuole di tutti gli ordini]
Es.: Asilo “A.Rosmini” – Ro- Archivi comunali
vereto (1945-2000) (Uffici tecnici)
Es.: Asilo Chimelli – Pergine Archivio del Genio civile (anni Venti-anni
Novanta sec.XX)
[scuole di tutti gli ordini]
Archivi d’impresa (di costru- Archivio PAT
zione) Servizio Edilizia scolastica
es.: Impresa P.Bonvecchio [scuole di tutti gli ordini]
- TN
Archivi d’impresa Archivio PAT
Verbali di deliberazioni
[scuole di tutti gli ordini]
Per asili es.: Manifattura
Tabacchi (cfr.: oggi: Nidi
aziendali …)

box1 - Una mappa per ricercare documenti su edilizia scolastica

senta qui un panorama sintetico5: archivio O.N.A.I.R.C.-Opera Naziona- 1985) che ci documentano – fra l’altro - il
archivi comunali (delibere, uffici tec- le Assistenza Infanzia Regioni Confine passaggio di testimone fra il prof. Nicolò
nici): conservati presso i Comuni stessi; si (1919-1982) Rasmo e Bruno Passamani l’iter che ha
vedano inventari in AST. Presso APTN, inventariato (v. in AST) portato ad individuare gli autori di opere
archivio del Genio civile: (1920-1990 da Fabio Margoni nel 19977. Conserva an- d’arte create per gli edifici scolastici, per
ca.) conservato presso l’Archivio di Stato di che documentazione relativa a scuole che es.: deliberazione n. 4892/1973: “Bando
Trento, descritto in un elenco di versamento ora si trovano in Alto Adige/Südtirol e in al- di concorso nazionale per l’esecuzione di
redatto dalla cooperativa Arcadia di Trento. tre regioni confinanti ora con la provincia di un’opera artistica nella nuova sede dell’I-
archivio del Provveditorato agli Stu- Trento. A seguito dell’entrata in vigore delle stituto professionale per l’industria e l’ar-
di, poi Sovrintendenza scolastica provincia- Norme di attuazione dello statuto specia- tigianato di Villazzano di Trento: riapertu-
le di Trento (1919-1989) – in particolare le per la Regione Trentino - Alto Adige ra dei termini del concorso. È interessan-
la serie Edilizia scolastica, con fotografie e concernente assistenza ed edilizia sco- te conoscere i nominativi dei membri del-
disegni tecnici, presso Archivio provinciale lastica, (D.P.R. 1 novembre 1973, n. 687), le due Commissioni; dal 1973 al 1974 si
di Trento (APTN6), inventariato da Nicola volgiamo l’attenzione a fondi “provinciali”, nota il passaggio di testimone fra il prof.
Zini nel 2010 (v. in AST). Vediamo come per es. Provincia autonoma di Trento – Nicolò Rasmo, Soprintendente ai Monu-
es. il fasc.6.238 (v. immagini n. 1-2): Pro- Presidenza della Giunta, 1934-19868), menti e alle Gallerie per la Provincia di
getto di sistemazione della Casa materna inventariato nel 2005; in particolare la se- Trento, e il prof. Bruno Passamani rap-
a Besenello, poi non realizzato in quanto rie 13: Comuni e la serie 19: Scuole e presentante della Provincia autonoma di
non fu accolta la domanda di contributo. Università. Trento a seguito del DPR 690/1973. Si
Nella documentazione troviamo indicazio- Archivio Servizio Segreteria della trattava di una scultura in bronzo che fu
ni tecniche: “Tubo Bergmann; Tubo RCA Giunta provinciale - Processi verbali e poi realizzata da Bruno Colorio.
Ceat (Mezzano); Lastre di ERACLIT; Solaio deliberazioni della Giunta provinciale e de- Archivio Provincia autonoma di Tren-
cellulare Carloni”. gli organi che l’hanno preceduta (1923- to - Servizio Edilizia pubblica, 1933-

5. Indicazioni più ampie in: Roberta G. ARCAINI, Gli archivi del costruire. Conversazione sull’attività di censimento e su fondi conservati
nell’Archivio provinciale di Trento, in “Studi trentini. Storia”, a. 92, 2013, n.1, pp.261-278 che ricorda l’intervento presentato in occasione
della Seconda giornata degli archivi di architettura, svoltasi a Rovereto (MART) il 18 maggio 2012 su “Architetti e imprese al MART: i
prodotti e la pubblicità”. In occasione della Quarta giornata degli archivi di architettura, svoltasi a Rovereto (MART) il 17 maggio 2014
dedicata a “Archivi per l’infanzia: asili e asili d’impresa in Trentino”, si è svolto un approfondimento sugli edifici dedicati a tali usi, con anche
studi negli archivi ONAIRC e Manifattura Tabacchi.
6. Per Archivio provinciale di Trento: https://www.cultura.trentino.it/Luoghi/Tutti-i-luoghi-della-cultura/Archivi/Archivio-provinciale-di-Trento/
Patrimonio/a-Fondi-delle-strutture-provinciali.
7. Il Servizio Scuole Materne della Provincia Autonoma di Trento ereditò, nel 1978, tutte le competenze, le attività e i materiali dell’O.N.A.I.R.C.
8. Elenco di consistenza (in AST) redatto nel 2005 da Marina Pasini e Annalisa Pinamonti.

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3. Costruzione Asilo Pedrotti (1922-1935 ca.)
(Archivio Fotografico Storico – Soprintendenza per i beni
culturali – Provincia autonoma di Trento,
Fondo Perdomi Sergio)

1995, presso APTN, inventariato da Marina


Pasini (2006).
Il T.U. della legge comunale e provin-
ciale del 1934 prevedeva per la Provincia
l’obbligo di fornire i locali per lo svolgimento
dell’attività scolastica; in quest’ambito l’Uffi-
cio tecnico dell’allora Assessorato per i la-
vori pubblici redigeva i progetti per le ristrut-
turazioni, per es. Istituto Magistrale di Trento
(1974-1982), ITI Buonarroti (1957-1988),
Liceo scientifico “Russel” Cles (1986-1990).
archivi parrocchiali per es. per scuole
materne (v. inventari in AST).
In alcuni casi vi sono conservati docu- elementari14, medie inferiori, medie superiori, “per un verso – contro - l’egemonia catto-
menti relativi alle scuole, in particolare scuole centri e scuole di formazione professionale. lica, per l’altro contro la presenza culturale
materne, e dunque statuti, contratti di assun- Sono stati inventariati archivi versati in APTN: ed economica delle leghe tedesche”15. In
zione, appalti dei lavori di ristrutturazione degli – scuola elementare di Panchià (1872- questo caso la fonte principale risulta es-
edifici scolastici e fatture9. 1999). Inventario in AST, redatto nel 2010 sere l’Archivio Lega Nazionale, (b.1, fasc.7)
archivi di progettisti: architetti, inge- da Isabella Bolognesi che contiene, fra l’altro, la Pianta dell’Asilo di
gneri10: si ricorda il Censimento specifico – scuole elementari “F. Crispi” (1872 - Miola di Pinè16.
(2010) 1975) e “R. Sanzio” (1927-1975) inventaria- Nell’archivio di una scuola possiamo
archivi d’impresa11: ti nel 2010 da coop. ARCOOP trovare documenti interessanti per la storia
Considerando l’attività di imprese di co- – scuola media di Aldeno e scuola di av- dell’edificio scolastico fra la documentazio-
struzioni si portano alcuni esempi dall’Inven- viamento professionale a tipo agrario indu- ne prodotta dal Consiglio scolastico locale
tario dell’archivio dell’impresa P. Bonvecchio striale di Aldeno (1929-1980). Inventario in (1892-1923) che fra l’altro, vigilava sull’e-
(1937-2004): Asilo di Roncegno [195-], di AST, redatto da Mirella Duci nel 2015. dificio17; può fornire descrizioni sull’edificio
Marter: progetto, planimetrie e prospetti; Asi- - Scuola secondaria statale di avviamento anche la Corrispondenza all’Ispettore scola-
lo S. Giuseppe a Trento (1971-1972): piante professionale industriale maschile di Trento stico, quando i direttori didattici lamentano
e sezioni; ampliamento asilo di Povo (1980): (1924-1996), inventario in AST a cura di An- mancanza di spazio e dunque presentano
disegni esecutivi e contabilità, fondazioni, nalisa Pinamonti (2012). la situazione delle aule e quella da loro au-
piante; Asilo di Gardolo [196-]: lavori di so- Presso l’Archivio storico comunale di spicata, per es. presso la scuola media di
praelevazione: 10 fotografie; scuola elemen- Pergine: Asilo Chimelli, Inventariato da Giu- Aldeno18.
tare Sacro Cuore (in via Verdi a Trento). liana Campestrin (1880-1965) v. immagine Archivio Fotografico Storico – Soprin-
Considerando invece l’azienda come numero 3; l’ente gestore dell’Asilo infantile tendenza per i beni culturali – Provincia
“promotrice” di spazi assistenziali possiamo “A. Rosmini” di Rovereto ha promosso l’inven- autonoma di Trento19, per es. Fondo foto-
ricordare l’archivio della Manifattura Tabacchi tariazione dell’archivio storico (1845-2000) grafico O.N.A.I.R.C. (v. immagini n. 3) (1922-
di Borgo Sacco [1854]-2000, consultabile nel 2011, svolta da Isabella Bolognesi14. 1978) che comprende 1.860 immagini. La
presso la Biblioteca civica di Rovereto12. Un caso sui generis è rappresentato parte più importante del fondo è quella ese-
archivi scolastici: dagli asili che possiamo definire “politici”, guita da Sergio Perdomi nei primi anni della
Sono stati censiti dal 1996 a oggi gli come quello di Miola di Pinè promosso da presenza dell’Opera sul territorio trentino e
archivi di scuole materne e dell’infanzia13, Giovanni (Nane) Sighele aperto nel 1905 alto atesino.

9. es.: archivio della Parrocchia di San Lorenzo in Vigo Lomaso [v. Inventario dell’archivio storico (1485-1988) in AST con documentazione della
scuola materna “Sacro Cuore” (1920-1987)]
10. v. R.G.ARCAINI, … E l’archivio ? In “a” 1/2015, a.XXXII, gennaio-marzo, p.50, nota 1 e una sintesi in : ARCAINI, Gli archivi del costruire.
11. v. nota 11
12. V:http://www.bibliotecacivica.rovereto.tn.it/Patrimonio-e-risorse/Archivi-storici/Archivi-di-impresa/Archivio-Manifattura-Tabacchi. Una pre-
sentazione sintetica di questo archivio in: Roberta G. ARCAINI, Luciana CHINI, Cristina SEGA, L’Archivio della Manifattura Tabacchi di
Borgo Sacco (Rovereto, Trento), in: Patrizia CHIERICI, Renato COVINO, Francesco PERNICE, Le fabbriche del tabacco in Italia, Torino,
Celid, 2012, pp.273-284.
13. Al termine della 4 parte sono stati descritti da Francesco ANTONIOL 140 archivi: 62 scuole PAT, 65 scuole federate, 13 circoli.
14. Roberta G.ARCAINI, a cura di, Gli archivi delle scuole elementari trentine: censimento descrittivo, Trento, Provincia autonoma di Trento, 2003
15. è in corso di pubblicazione il contributo: Roberta G. ARCAINI-Isabella BOLOGNESI, Intervento di ordinamento e inventariazione dell’archivio
storico e di catalogazione della collezione di oggetti didattici e materiali educativi dell’Asilo infantile “A.Rosmini” onlus di Rovereto nel volume
a cura di Fabio CAMPOLNGO e Ierma SEGA per l’Asilo Rosmini dedicato alla storia dell’istituzione e dell’edificio.
16. Giovanni (Nane) Sighele, Memorie nazionali. Miola di Pinè 1875-1918, a cura di Quinto ANTONELLI, Trento, Museo storico in Trento, 2005
17. Si veda in G.SIGHELE, Memorie …, pp. 64 e 65
18. v. Inventario archivio scuola elementare di Panchià, p.102
19. APTn, Scuola media statale di Aldeno e archivio aggregato (fascicolo 197).
20. v. https://www.cultura.trentino.it/Luoghi/Tutti-i-luoghi-della-cultura/Archivi/Archivio-fotografico-storico

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02 L’Archivio del ‘900 ha avviato i suoi rap- Sotto quest’ultimo aspetto il fondo An-
Il modello della Casa Elettrica: porti con il mondo della scuola più di dieci giolo Mazzoni ha trovato ad esempio par-
anni fa, poco dopo l’apertura della nuova ticolare interesse per il suo legame con il
l’Archivio del 900 come officina sede del Mart. La didattica in archivio si è territorio nei progetti per Trento.
sviluppata da allora attraverso la creazione Molto significative sono state le recen-
Silvana Giordani di numerosi incontri e laboratori condotti ti esperienze svolte con il Liceo artistico
sui documenti conservati nei diversi fondi “Depero” attraverso specifiche attività
Anna Leonardi di persona. Accanto a percorsi concorda- di laboratorio a partire dalla classe terza
Federico Zanoner ti con l’area educazione del museo, ogni (2012), con l’indagine di alcuni materiali
anno si accolgono richieste delle scuole del fondo Depero e del fondo Figini e Pol-
Crediti fotografici: 1- 5 Silvana Giordani, 6-7 Lucio Tonina – dai licei alle università – interessate a lini, rivolte rispettivamente agli indirizzi di
panoramiche sull’attività e sul patrimonio progettazione grafica e di design. Nell’am-
documentario o ad argomenti specifici di- bito della disciplina di storia dell’arte la
scussi preventivamente con i docenti. programmazione didattica del Liceo “De-
Uno dei temi più affrontati è senza pero” prevede dei moduli di approfon-
dubbio il Futurismo, approcciato da punti dimento, coerenti con l’indirizzo scelto,
di vista diversi: focalizzando ad esempio pensati con l’intento di sviluppare una co-
l’attenzione sulla multiforme attività di De- noscenza diretta del patrimonio artistico e
pero nelle carte del proprio archivio, oppure culturale, anche del proprio territorio.
sulla figura di Marinetti nei documenti degli L’Archivio del ‘900 per la ricchezza
archivi futuristi o ancora sulle connessioni dei suoi fondi archivistici relativi all’arte
del movimento e la Grande Guerra1. e all’architettura italiana del XX secolo
Anche i fondi di architettura, presen- si è rivelato il luogo ideale per questo
tati nell’ultimo numero di questa rivista tipo di esperienza che ha permesso
da Paola Pettenella, sono stati oggetto agli studenti di conoscere la struttura
di attenzione, sia attraverso sguardi tra- dell’archivio, le sue funzioni, le modalità
sversali su più fondi che con approfondi- di conservazione dei documenti e i pro-
menti mirati. blemi di conservazione.

1. Più dettagliatamente si rimanda a Federico Zanoner, L'Archivio del


'900 del Mart: percorsi didattici tra fonti e opere, in Gli archivi
ispirano la scuola. Fonti d'archivio per la didattica. Atti della Terza
giornata di studio per la valorizzazione del patrimonio archivistico
del Trentino-Alto Adige (Trento, Palazzo della Regione, 21
novembre 2008) Ministero per i beni e le attività culturali.
Direzione generale per gli archivi, Roma 2010

1. Archivio del ‘900, aprile 2014: gli studenti del Liceo 2. Coordinati dal docente del Laboratorio di Modellistica 3 Laboratorio di Modellistica: ogni singolo elemento del
artistico “Depero” di Rovereto, guidati dagli archivisti, gli studenti lavorano sui diversi elementi del modello, modello viene verificato sulle tavole di progetto della Casa
studiano la documentazione tecnica della Casa Elettrica attraverso prove e sperimentazioni si studiano le soluzioni Elettrica, ridisegnate dagli studenti.
conservata nel Fondo Figini e Pollini. costruttive più adatte.

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4. Laboratorio di Modellistica: la scala interna della Casa 5. Laboratorio di Modellistica, maggio 2015: 7. Il modello della Casa Elettrica, scala 1:20 realizzato
Elettrica, in fase di realizzazione, e dettaglio della parete l’assemblaggio finale del modello (particolare del dagli studenti della Classe 5D del Liceo artistico “Depero”
con la porta finestra. montaggio della finestra-serra). di Rovereto.

I frutti dell’esperienza condotta sul fon- leghi Bottoni, Frette, Libera. A completa-
do Figini Pollini, di cui ultimamente è stato mento dell’esperienza formativa è stato
completato l’ordinamento e la descrizione, realizzato nel Laboratorio di Modellistica
sono stati presentati nella mostra “Il model- del Liceo artistico il plastico dell’edificio,
lo della Casa Elettrica: l’Archivio del ‘900 che ha permesso agli studenti di utilizza-
come officina” presentata per la 5a Giorna- re le conoscenze storico-documentarie in
ta nazionale degli archivi di architettura. Si funzione operativa, attraverso modalità di
è trattato della conclusione di un progetto lavoro condivise e collaborative, mettendo
curato insieme alle docenti di storia dell’ar- in gioco e valorizzando le singole attitudini
te Silvana Giordani e Anna Leonardi con la e competenze.
collaborazione di Raffaele Macrì, insegnan- Questo percorso didattico si è artico-
te di Progettazione. lato in diverse fasi: ridisegno delle tavole
Il punto di partenza ha riguardato l’in- di progetto, sperimentazione dei materiali,
dividuazione di un progetto architettonico ricerca di soluzioni tecniche appropriate,
noto e documentato in archivio attraverso render dei singoli ambienti e dell’edificio
varie fasi, dalla corrispondenza con la com- utilizzando le foto storiche. Tutti questi pas-
mittenza agli elaborati tecnici, dalle foto- saggi – temporalmente scanditi dal dicem-
grafie del cantiere a quelle dell’opera finita, bre 2014 al maggio 2015 e documentati
fino alla divulgazione del progetto sulle ri- da immagini fotografiche - sono stati in-
viste. Attraverso l’acquisizione della con- dispensabili per costruire il modello della
sapevolezza del valore di alcune fonti per Casa Elettrica in scala 1:20.
la storia dell’architettura e dell’arte in ge- Il lavoro realizzato dagli studenti della
nerale, lo scopo era avvicinare gli studenti Classe 5 D dell’indirizzo Design, Filippo
al modus operandi di grandi architetti, rin- Ferro, Sharon Giammetta, Nicole Ianesel-
tracciabile all’interno dei loro stessi archivi. li, Giorgia Maule, Sebastiano Oliosi, Simo-
Il progetto della Casa Elettrica rispondeva ne Pincelli, Alice Prati, Martino Simoncelli,
a tali requisiti. Maddalena Soini, è stato coordinato da
Dopo aver analizzato le vicende ricon- Stefano Pasquali, docente del Laboratorio
ducibili alle Triennali di Monza e Milano de- di Modellistica.
gli anni ’20 e ’30 si è approfondito lo studio Archivio e liceo si sono rivelati, dunque,
del progetto della Casa Elettrica (1930), luoghi per un tipo di apprendimento non
esempio di villa moderna per le soluzioni convenzionale, in grado di mettere in rela-
spaziali e di arredo dei diversi ambienti, zione competenze diverse di lavoro, studio
ideata dai giovani architetti Luigi Figini e e ricerca, in un’ottica di proficua integrazio-
Gino Pollini con la collaborazione dei col- ne e conoscenza.

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6. Il modello della Casa Elettrica, scala 1:20 realizzato dagli studenti della Classe 5D del Liceo artistico “Depero” di Rovereto.

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Premi
01 Con il progetto della Filarmonica di
Mies van der Rohe Award Stettino, in Polonia, lo studio Barozzi/
Veiga si è aggiudicato il più significativo
2015 riconoscimento europeo per l’architettura,
il Premio Mies van der Rohe 2015.
Studio Barozzi Veiga
Il progetto
Progettata da Barozzi/Veiga (Alberto
Veiga e Fabrizio Barozzi), con la collabo-
razione di Studio A4, la Sala Filarmonica
di Szczecin ospita una sala sinfonica per
1000 spettatori, una sala per la musica da
camera che può accogliere 200 spetta-
tori, uno spazio polifunzionale per mostre
e conferenze e un ampio foyer. Nella sua
materialità, l’edificio è percepito come un
elemento leggero: la facciata di vetro, il-
luminata dall’interno, procura percezioni
diverse. L’austerità esteriore e la semplice
composizione degli spazi interni di circola-
zione contrastano con l’espressività della
sala principale e della sala da concerto
rivestita in foglia d’oro.

Il giudizio
La giuria, presieduta da Cino Zucchi,
motiva così la scelta: “Il progetto vincito-
re trova una strategia formale e spaziale
convincente in una città che si sforza di
ottenere un futuro migliore in un’econo-
mia caratterizzata da veloci cambiamenti
economici e sociali, restituisce dignità alla
vita urbana e allo stesso tempo migliora
l’identità storica propria della città attra-
verso un monumento contemporaneo”.

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Il premio gli architetti a lavorare fuori dai propri confini
L’architettura è uno dei pilastri fondamen- nazionali, per contribuire alla costruzione di
tali del settore culturale e creativo in Europa. un’Europa più forte e più creativa, in linea con
Offre impiego diretto a oltre mezzo milione di gli obiettivi delle strategie europee 2020.
persone, e ad oltre 12 milioni di persone del
settore edile. L’architettura fa parte dei settori Il progetto completo è stato pubblicato
culturali e creativi, che rappresentano il 4,5% sul numero 3/2014 “Concorsi” della rivi-
del PIL dell’Unione europea. sta “a” dell’Ordine degli Architetti e P.P.C.
Il Premio dell’Unione europea per l’archi- di Trento.
tettura contemporanea - Mies van der Rohe Per maggiori informazioni sul premio
Award - riconosce l’eccellenza e incoraggia www.miesbcn.com/prize/

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In cauda venenum
«Ho cercato di non immiserirmi nel elezioni. Ma, al contrario, un architetto
Giancarlo De Carlo mestiere opaco, pigro, trasandato, furbo, fa Politica con la “P” maiuscola: la fa sia
malandrino della maggior parte degli ar- in senso lato, attraverso un modo pre-
e l’architettura come
chitetti. Ho cercato, per quel che ho po- ciso di essere professionista a servizio
impegno «politico» tuto, di essere esemplare». Sono parole della comunità, sia spingendo la politica,
di Giancarlo De Carlo, tratte dalla lunga quella dei politici di professione, verso
Alessandro Franceschini intervista raccolta da Franco Bun uga certe scelte, verso certi valori, verso cer-
alla fine degli anni Novanta e pubblicata te intuizioni.
nel 2000 con il titolo di «Architettura e È un De Carlo politico, quello che fon-
libertà» per i tipi dell’Elèuthera. A dieci da la rivista «Spazio e Società» facendola
anni dalla scomparsa di questo grande diventare un laboratorio di riflessione in-
architetto può essere utile fare alcune tellettuale capace di mettere in sinergia
riflessioni sull’attualità del suo pensie- i progetti più interessanti prodotti nel
ro, sulla scia di un convegno tenutosi mondo in quegli anni. È un De Carlo po-
lo scorso 4 giugno al Mart di Rovereto, litico quello che frequenta le aule univer-
promosso dall’associazione «senza do- sitarie nelle vesti di un «accademico non
minio». I lavori del seminario, infatti, han- allineato», come amava definirsi, marcan-
no fatto emergere le tante sfaccettature do la sua differenza dai tanti docenti uni-
di De Carlo “architetto militante”, ed in versitari che «pensano come burocrati ed
questa sede può essere utile ricordare agiscono come funzionari». È un De Car-
alcuni valori che dovrebbero essere pre- lo politico, quello che lavora incessante-
senti nella “cassetta degli attrezzi” del mente, in tutte le fasi della sua vita, nella
professionista di oggi che voglia eser- condivisione delle idee, all’interno delle
citare il mestiere di architetto in manie- tante associazioni e movimenti culturali
ra – riprendendo la citazione d’apertura che ha frequentato. È un De Carlo politi-
– non-opaca, non-pigra, non-trasandata, co, infine, quello che scrive sulle colonne
non-furba, non-malandrina. dei giornali per criticare questa o quel-
Tra i tanti valori che la vita di De Car- la scelta politica, per proporre queste o
lo testimonia nella sua pratica profes- quelle idee alternative, facendolo con la
sionale, uno è particolarmente interes- sua inconfondibile vis polemica, ora a Mi-
sante: ovvero quello della sua passione lano, ora a Urbino, ora a Venezia, ora a
“politica”, che De Carlo ha esercitato Genova, tanto per citare i campi di batta-
attraverso l’attività professionale, pub- glia più famosi.
blicistica e didattica. La sua riflessione, Parafrasando una celebre frase di
che sicuramente prende origine dal suo De Carlo, credo che l’architettura sia
passato partigiano dentro il Comitato di una cosa talmente seria da avere bi-
Liberazione Nazionale e dalla sua fre- sogno, oggi più che mai, del contribu-
quentazione, fin da giovanissimo, degli to degli architetti. Di architetti militanti,
ambienti anarchici e libertari italiani ed politici in senso decarliano. Di architetti
europei, lo spinge all’attività politica nel che dovranno essere curiosi, sprovin-
senso autentico del termine – ovvero cializzati, attenti alle ragioni delle diffe-
quello di lavorare a servizio della “polis”. renze, animati da una fede incrollabile
De Carlo, instancabilmente, suggerisce nell’architettura e nel mestiere di ar-
alla politica le buone prassi, sperimenta chitetto. Solo così saremmo in grado di
nella sua attività professionale le buone raccogliere le sfide che il nostro tempo
pratiche, utilizza lo strumento della par- ci impone. Solo così potremo tornare
tecipazione come nessun altro è più riu- a discutere ancora di architettura, vin-
scito a fare nel nostro Paese. Promuove cendo la pigrizia e la furbizia di un me-
un’architettura a servizio della società stiere che tende a diventare trasandato
ed una urbanistica a dimensione umana. e malandrino. Se sapremo fare questo,
Con il suo esempio, De Carlo ci spiega se sapremo impegnarci politicamente
che un professionista, un professionista ogni giorno, proprio come fece De Car-
militante, non si mette in politica, non fa lo «poi forse» – citando, infine, una sua
il funzionario di partito e nemmeno l’ide- splendida frase del 1958 – «poi forse,
ologo rivoluzionario, non si candida alle e anche per altre vie, verrà l’arte».

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Giancarlo De Carlo

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