Sei sulla pagina 1di 2

Dopo il 1848 – In Francia

La rivoluzione del 1848 aveva visto trionfare la borghesia finanziaria e industriale


come forza politicamente egemone rispetto alla sinistra dell’epoca. Sebbene il partito
bonapartista avesse vinto le elezioni in modo schiacciante e Luigi Napoleone avesse
promesso cambiamenti al governo, la sua politica cambiò immediatamente dopo
l’elezione: assumeva caratteri simili alla dittatura napoleonica.

Divenuto presidente, instaurò una dittatura sulle orme di quella dello zio. Sostenuto
dalle truppe, attuò un colpo di stato il 2 dicembre 1851: sciolse le camere e modificò
la Costituzione in modo da avere pieni poteri.

Nel 1852 si fece acclamare imperatore Napoleone III, attraverso un plebiscito


(votazione della plebe – modo democratico di assicurare l’antidemocraticità perché il
risultato può essere facilmente manipolato, facendo però credere alla popolazione di
aver votato democraticamente).

Inizia così il SECONDO IMPERO.

BONAPARTISMO: modello politico napoleonico che si basa su autoritarismo,


consenso popolare e impiego delle risorse per favorire la crescita economica.

• Autoritarismo: limitazione libertà di stampa e di associazione; l’imperatore detiene


il potere legislativo, l’assemblea costituente è eletta a suffragio universale ma ha
scarsi poteri.

• Consenso popolare: Napoleone III aveva capito che nella società dell’epoca il
consenso di massa era un elemento fondamentale per la stabilità del governo, per
questo convocava spesso la popolazione in plebisciti, ottenendo ogni volta successi
trionfali. Il plebiscito era il legante tra la massa e il potere del capo.

• Impiego delle risorse: lo stato fece grossi investimenti in ambito siderurgico, delle
comunicazioni e dell’edilizia, ristrutturò il piano urbanistico di Parigi, aprì il canale di
Suez, ecc. Questi cambiamenti portarono al decollo industriale francese. Questi
provvedimenti assicuravano al sovrano il sostegno di quasi tutta la popolazione, a
parte nell’opposizione repubblicana e nella classe operaia. Per guadagnarsi il
sostegno di questi ultimi Napoleone attuò delle riforme in favore delle loro libertà di
associazione e di stampa.

Fu la politica estera l’ambito fallimentare di Napoleone III: essa mirava ad affermare


la grandezza della Francia nei confronti dei suoi nemici storici, quali Austria e Prussia.
La Francia partecipò alla guerra di Crimea (1854-56) per proporsi come difensore dei
popoli, e appoggiando il Piemonte nella guerra contro l’Austria. Inoltre sviluppò la
politica coloniale conquistando l’Algeria. La decaduta francese iniziò con una sconfitta
in Messico e si concluse con la sconfitta da parte della Prussia. Il 2 settembre 1870
l’esercito francese fu sconfitto a Sedan, nel nord della Francia. L’imperatore fu
catturato e deposto.
L’unificazione tedesca

Ebbe luogo nel 1871 grazie alla Prussia, che annesse progressivamente gli stati della
Confederazione Germanica (nata dal Congresso di Vienna nel 1815) grazie alla sua
forza data dalla dinamicità economica, dalla compattezza sociale e dalla potenza
militare. La Prussia era una monarchia costituzionale che aveva mantenuto la
costituzione di Guglielmo IV del 1848. Gli stati germanici necessitavano
un’unificazione nazionale e politica, visto anche lo sviluppo industriale in corso,
desiderio che la Prussia seppe realizzare. L’unificazione avvenne per mano del
cancelliere Bismarck, che vedeva l’unificazione tedesca come un’espansione della
Polonia.

Le fasi:

- la Polonia trascina l’Austria in guerra contro la Danimarca per il possesso del


ducato di Schleswig (popolato da danesi e tedeschi);

- conflitto vinto dalle armi tedesche;

- la Prussia controlla il ducato; l’immagine della Prussia migliora agli occhi dei
tedeschi;

- 1866, Bismarck dichiara guerra all’Austria, che viene sconfitta;

- in quello stesso anno firmò la Pace di Praga, con cui veniva sciolta la
Confederazione Germanica e tutti gli stati a nord del Reno furono annessi alla Prussia
-> nasce la Confederazione Tedesca del Nord che comprende 21 stati più la Prussia
(STATO FEDERALE);

- gli stati a sud del Meno furono inseriti nella nuova Germania dopo che Bismarck
aveva trascinato Napoleone III in un conflitto;

- la crisi in Spagna portò alla deposizione dal trono della regina Isabella II e alla
proposta di governo al prussiano Leopoldo di Hohenzollern;

- la Francia vide questo fatto come una minaccia al proprio controllo perciò pretese
che la Prussia rifiutasse l’offerta;

- Bismarck accentuò i toni già duri del rifiuto di Guglielmo I, Napoleone III reagì per
orgoglio e attacco la Prussia;

- la Francia perse a Sedan nel 1870, il re fu deposto e fu costretta a pagare alla


Prussia 5 miliardi di franchi-oro e a cedere alla Germania l’Alsazia e la Lorena, che
erano a prevalente popolamento tedesco.

- i sovrani tedeschi del sud, entusiasti, offrirono al re Guglielmo I la propria corona,


così egli divenne imperatore tedesco del Secondo Reich (secondo Impero germanico
dopo il sacro romano impero germanico del 962 sciolto da Napoleone nel 1806).