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OBIETTIVO Introdurre lo studente alla tecnica del tocco

pizzicato

CONTENUTI -Differenza con il tocco appoggiato dal punto di


vista tecnico e nella consapevolezza delle diverse
finalità dei due gesti, anche dal punto di vista del
volume di emissione sonora e dei diversi gradi di
agilità

-Lavoro meccanico sulle corde vuote secondo


diverse figurazioni ritmiche e combinazioni di
diteggiature mano dx

-Pratica di alcuni semplici brani con la


combinazione della mano sx

-Avvio alla tecnica di esecuzione polifonica: bicordi


e accordi

-Avvio alla tecnica dell'arpeggio

STATO INIZIALE (PREVISTO O RILEVATO) -Conoscenza degli elementi basilari della teoria
della suddivisione (valori ritmici fino alla
semicroma, tempi semplici, tempi composti)

-Pratica avviata nel tocco appoggiato

-Conoscenza dell'estensione dello strumento dal


mi2 al la4, con conseguente pratica avviata nella I e
II posizione

-Pratica avviata nell'utilizzo del pollice mano dx

VERIFICA La conclusione del modulo può prevedere una vera


e propria prova di verifica strumentale nella quale
l'allievo eseguirà:

-Due formule di arpeggio dall'op.1 di Giuliani scelte


dal maestro tra quelle studiate (nn.1-24)

-Uno studio di M.Carcassi tratto dai primi 3


dell'op.60

-Un preludio di F.Carulli dall'op.114

MATERIALI Chitarra, poggiapiede, fotocopie fornite dal


maestro, libri.

Esercizi specifici:

-M.Gangi, n.1-66 metodo I vol.

-M.Giuliani, arpeggi n.1-24 dalla prima parte


dell'op.1

-J.Sagreras, lezioni scelte dalla n.40 alla n.76

Piccolo repertorio:

-F.Carulli, una scelta di 2/3 preludi scelti dalla


raccolta op.114, soprattutto tra i primi 5

-M.Carcassi, studi n.1, 2, 3

DURATA 2 mesi di lezioni frontali e studio individuale

BIBLIOGRAFIA -J.S.Sagreras, Le prime lezioni di chitarra

-M.Gangi, Metodo per chitarra, prima parte

-M.Giuliani, Metodo op.1

-F.Carulli, 24 preludi op.114

-M.Carcassi, 25 studi melodici e progressivi op.60

METODO (cosa fa il maestro, cosa fa l'allievo)

L'introduzione al tocco pizzicato è una fase fondamentale nello sviluppo degli elementi base della tecnica
chitarristica, poichè dalla sua corretta impostazione si snoda tutta la tecnica della mano dx. Per cui è
necessario impostare un percorso definito nelle finalità e nelle premesse, poichè è fondamentale, nel
passare allo studio del tocco pizzicato, avere già una chiara idea del tocco appoggiato e averlo praticato
raggiungendo un sufficiente grado di confidenza con la tastiera. Inoltre, poichè il tocco pizzicato conduce
immediatamente alla tecnica di esecuzione di accordi e arpeggi, è necessario avere iniziato la pratica del
pollice, assolutamente sui generis rispetto alle altre dita. Se queste premesse sono salde, il maestro
mostrerà all'allievo l'articolazione delle tre dita anulare, medio e indice quando suonano in tocco libero.
Spiegherà che a differenza del tocco appoggiato, destinato prevalentemente all'esecuzione di scale, il
tocco pizzicato, cedendo una parte di volume sonoro, guadagna l'agilità di poter saltare tra le corde.
Dopo aver mostrato fisicamente l'esempio, inviterà l'allievo ad emularlo, ripetendo semplicemente il
gesto tecnico. La sistematizzazione di questa tecnica avverrà tramite gli esercizi dall'1 al 66 del primo
volume del metodo di Mario Gangi, che il maestro somministrerà progressivamente all'allievo,
inducendolo a mettere in pratica formule di tocco per la mano dx sempre diverse e progressivamente più
complesse; limitatamente alle diverse combinazioni di diteggiature, dato che questi esercizi sono sulle
corde vuote: è una serie trasversale di esercizi, che durante tutto il modulo e fino a che l'allievo ne
sentirà bisogno possono entrare a far parte del warm up quotidiano o della tecnica giornialiera. Avviato
lo studio su questo tipo di esercizi, parallelamente, preso il sufficiente grado di confidenza con il gesto
meccanico, può avvenire il ricongiungimento con la mano sx, messa da parte dagli esercizi sulle corde
vuote. Il maestro spiegherà l'importanza didattica del ciclo dei 120 arpeggi dalla prima parte del metodo
op.1 di Mauro Giuliani e ne inizierà una lenta somministrazione; è il criterio del "gesto minimo" che li
caratterizza in senso fortemente pedagogico, perchè le progressive formule tecniche per la mano dx, che
consistono di solito in un modulo ripetuto più volte a battuta, sono tutti svolti su moduli di due misure
mono-accordali, sempre Do+ e Sol7. Anche questi, e in una prospettiva decisamente più a lungo
termine, entreranno a far parte della tecnica giornialiera dello studente. Contemporaneamente il
metodo di Sagreras permetterà di avviare lo studio della polifonia prima attraverso bicordi, poi attraverso
accordi in prima posizione. Il maestro spiegherà che, mentre nell'arpeggio le dita agiscono in
successione, nel suonare un accordo le dita agiscono silmuntaneamente: anche qui entra in gioco
l'aspetto della mimesi; il maestro eseguirà il gesto e l'allievo lo ripeterà. Anche qui entrano in soccorso
esercizi da Gangi e Giuliani, che quindi a questo punto del percorso potranno essere somministrati.
Insieme a questi quindi Ie lezioni da Sagreras dalla 40 in poi; prima esercizi preparatori sui bicordi, poi
una sfilza di esercizi in forma di arpeggio e accordi. (L'aspetto più interessante di questi esercizi è la
maniera in cui spesso vengono accoppiati nell'essere la stessa lezione, ma una volta in forma accordale,
l'altra di arpeggio). Il percorso procederà nello studio in progressione degli esercizi proposti con questi
tre metodi; il maestro verificherà lezione per lezione il corretto risultato dello studio pomeridiano
individuale, facendo attenzione al rispetto delle diteggiature indicate e alla corretta articolazione dei
movimenti, lo studente invece adotterà un sistema di studio per cui ogni esercizio va a formare un
bagaglio di preliminari tecnici da ripetere ogni giorno per supportare lo studio di quelli nuovi.
Finalmente, dopo un mese di pratica, si stima, si potrà arrivare ai primi episodi musicali. Dapprima le
lezioni di Sagreras con tocco appoggiato e pizzicato insieme, con un arpeggio e un cenno di melodia,
quindi, accompagnata e i preludi di Carulli; il maestro avrà cura di dettagliare tutte le diteggiature di
ambo le mani, e di ascoltare anche poche righe di un qualcosa che al giovane allievo richiede uno sforzo
decisamente maggiore rispetto agli esercizi preliminari, e quindi una maggiore quantità di studio.
Quando sarà pronto potrà affrontare i primi 3 studi melodici di Carcassi, sotto la guida del maestro che
glieli farà ascoltare, li diteggerà con attenzione e li ascolterà a più riprese. Dal canto suo l'allievo, ormai
avendo impostato i movimenti fondamentali, potrà iniziare a razionalizzarli con uno studio più attento e
meticoloso, ricercando il principio di un concetto di bel suono o dinamica. Quando lo reputerà
opportuno, il maestro potrà fissare la data per una verifica, concordando con l'allievo uno tra i primi 5
preludi di Carulli e uno dei primi 3 studi di Carcassi che preparerà insieme ai primi 24 arpeggi di Giuliani.
Lo studente dovrà vivere la preparazione di questa verifica, che potrà essere svolta di fronte anche ai
compagni che la affronteranno come lui, come la preparazione di un'esibizione, sperimentandone per la
prima volta la tensione.
Questo percorso si può considerare il livello base del lungo percorso che, passando attraverso i grandi studi
dell'800 chitarristico e i 12 studi di Heitor Villa-Lobos, garantisce il dominio completo di tutti gli aspetti dei
movimenti liberi della mano dx, e questo modulo quindi, nelle sue linee essenziali, ne è fondamento e
presupposto.

Il prospetto in fondo divide gli esercizi legati a questo percorso in gruppi basati sul gesto legato al tocco
pizzicato che si vuole sviluppare, in modo da poterlo personalizzare per ogni studente.
Esercizi Sviluppo della Preparazione Esecuzione Cenni di "Repertorio"
preliminari tenica alla polifonia: simultanea note
dell'arpeggio* bicordi di 3 note: ribattute
accordi

M.GANGI nn.1-8 nn. 9-14, 17- nn. 23-28, 53- nn. 59-66 nn.15-16
METODO VOL.I 22, 58

29-52

M.GIULIANI, (tutti) ma in nn.1, 12-15 nn. 18-24


120 ARPEGGI particolare, in
OP. 1 (nn.1-24) questa fase
nn.2-10, 16-17

J.SAGRERAS, LE nn. 40, 44, 46, nn. 41, 52, 61, nn. 45, 47, nn. 43, 72
PRIME LEZIONI 48, 49, 53-60, 63, 64, 68, 72- 50, 51, 59,
DI CHITARRA 65-69, 74-76 74 62, 66-70,

FERDINANDO preludi nn.1-5 preludi nn. 1-


CARULLI, 24 5
PRELUDI
OP.114

(nn.1-5)

MATTEO n.3 n. 2 nn.1-2-3


CARCASSI, 25
STUDI
MELODICI E
PROGRESSIVI
OP.60 (nn.1-2-
3)
*è l'area tematica più trasversale e progressiva