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Impianti dell’industria di processo

Profitto marginale

Una unità di isomerizzazione è costituita da un reattore CSTR sede di una reazione isotermica
irreversibile in fase liquida:

A→B

che presenta una cinetica del primo ordine: RA = -kACA [kmolA/h/m3].


Si suppone che il prodotto sia separabile dal reagente mediante semplice decantazione, senza
recupero del reagente.
Si chiede, sulla base dei dati forniti, di valutare l’investimento (costi fissi) I0, il tempo di contatto, la
conversione e il tasso di rientro o di profitto rP corrispondenti alle seguenti situazioni:

1) investimento corrispondente al massimo profitto complessivo (NImax);


2) investimento corrispondente al minimo profitto marginale remunerativo;
3) investimento corrispondente al massimo tasso di profitto sull’investimento complessivo;
4) investimento corrispondente a norme di protezione ambientale (grado di conversione χ=0,99).

Si discutano inoltre i risultati ottenuti.

DATI

 kA = 100 h-1

 I0 = Cv·VR con I0 = investimento fisso [€]

VR = volume di reazione [m3]

𝑘𝐴
 𝑏= = 10−4 €−1 con W0 = portata volumetrica [m3/h]
𝐶𝑉 𝑊0

 CE = costi di esercizio = 1.7·106 €/anno

 R0 = massimo ricavo annuo corrispondente a conversione completa = 2·106 €/anno

 n = numero anni di vita economica dell’impianto = 5

 rpr = tasso di profitto remunerativo = 0.2 anni-1

 Si consideri una tassazione pari al 50%, rate di ammortamento costanti e valore residuo
nullo.
Schema di impianto

CAIN W0

CA CB W0

Risoluzione

Il bilancio di massa ( termine di accumulo e in e out e produzione espressi in moli) per un reattore
CSTR risulta essere

𝑑𝑛𝐴
= 𝑛̇ 𝐴𝐼𝑁 − 𝑛̇ 𝐴𝑂𝑈𝑇 + 𝑘𝐴 𝐶𝐴 𝑉
𝑑𝑡

Con 𝑘𝐴 = -100 h-1 poiché il reagente A si consuma e la velocità di produzone è negativa.


In condizioni stazionarie tale bilancio diventa un’equazione algebrica poiché il termine di accumulo
è nullo.

𝑛̇ 𝐴𝐼𝑁 − 𝑛̇ 𝐴𝑂𝑈𝑇 + 𝑘𝐴 𝐶𝐴 𝑉 = 0

Il flusso molare della specie A può essere espresso in funzione della portata volumetrica che è
costante in quanto la densità è costante ( fase liquida e T costante poiché isotermo ) e delle
concentrazioni ed esprimiamo la conversione in termini di concentrazione :

𝑛̇ 𝐴 𝐼𝑁 = 𝑊0 ∙ 𝐶𝐴 𝐼𝑁
𝑛̇ 𝐴𝑂𝑈𝑇 = 𝑊0 ∙ 𝐶𝐴

𝐶𝐴 𝐼𝑁 − 𝐶𝐴
𝜒=
𝐶𝐴 𝐼𝑁

Il bilancio precedente, in condizioni stazionarie, può essere riscritto con le concentrazioni molari e
con il termine di conversione come segue :

𝑊0 ∙ 𝜒 = 𝑘𝐴 (1 − 𝜒)𝑉

Dalla quale, sostituendo al volume di reazione la sua dipendenza dall’investimento iniziale data
dalla relazione del testo

𝐼0
𝑉=
𝐶𝑉

È possibile esprimere la conversione in funzione dell’investimento iniziale dove b è dato dalla


relazione presente nel testo.

𝑏 ∙ 𝐼0
𝜒=
1 + 𝑏 ∙ 𝐼0
𝑘𝐴
𝑏= = 10−4 €−1
𝐶𝑉 𝑊0

Esprimiamo ora anche il tempo di contatto 𝜏 in funzione dell’investimento, partendo da bilancio al


𝑉
CSTR sapendo che 𝜏 = :
𝑊0

𝑉
𝜒 = 𝑘𝐴 (1 − 𝜒) = 𝑘𝐴 (1 − 𝜒)𝜏
𝑊0

Da cui esprimendo per τ :

χ
τ=
k A (1 − χ)
infine, sostituendo alla conversione la sua espressione in funzione dell’investimento iniziale trovata
precedentemente , si ottiene τ in funzione di I0 :

𝑏 ∙ 𝐼0
𝜏=
𝑘𝐴

Calcoliamo il net income (NI), definito come la differenza tra il “ net income before taxes (NIBT)”
e le tasse, quest’ultime sono proporzionali tramite un coefficiente α <0,5 ( tassazione al 50%) al
NIBT.

𝑁𝐼 = 𝑁𝐼𝐵𝑇 − 𝑇𝐴𝑋𝐸𝑆 = 𝑁𝐼𝐵𝑇 − 𝛼 ∙ 𝑁𝐼𝐵𝑇 = 𝑁𝐼𝐵𝑇(1 − 𝛼)

Il NIBT è calcolato come differenza tra il ricavo e le spese.


Le spese sono correlate ai costi di esercizio e ai costi di investimento che si concretizzano nell’
ammortamento calcolato con rate costanti .

RICAVI SPESE

REDDITO OPERATIVO
AMMORTAMENTO

NIBT

NI TASSE

I ricavi sono proporzionali alla produttività del prodotto di reazione B.


Esprimiamo la produzione di B tramite un bilancio al reattore sul componente B:

𝑛̇ 𝐵𝐼𝑁 − 𝑛̇ 𝐵𝑂𝑈𝑇 + 𝑃𝑟𝑜𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐵 = 0

Dove il termine di ingresso è pari a 0 poiché B non è presente all’ingresso del reattore ma solo in
uscita e il termine “ Produzione B “ è pari al termine di consumo di A poiché è presente una sola
reazione ( isomerizzazione) e il rapporto dei coefficienti stechiometrici è pari a 1.
Bilancio su B :
0 − 𝑊0 𝐶𝐵 + 𝑘𝐴 𝐶𝐴 𝑉 = 0

Esprimendo CB in funzione di CA e sapendo che :

𝑊0 (𝐶𝐴𝐼𝑁 − 𝐶𝐴 ) = 𝑘𝐴 𝐶𝐴 𝑉

Si ottiene:
𝐶𝐵 = 𝐶𝐴𝐼𝑁 − 𝐶𝐴 = 𝐶𝐴𝐼𝑁 ∙ 𝜒

Quindi il ricavo complessivo può essere definito come nella relazione seguente

ℎ 𝑑𝑎𝑦
𝑅 = 𝑃𝐵 ∙ 𝑃𝑀𝐵 ∙ 𝑛̇ 𝐵 ∙ 24 ∙ 365
𝑑𝑎𝑦 𝑦𝑟
ℎ 𝑑𝑎𝑦
= 𝑃𝐵 ∙ 𝑃𝑀𝐵 ∙ 𝑊0 ∙ 𝐶𝐵 ∙ 24 ∙ 365
𝑑𝑎𝑦 𝑦𝑟
ℎ 𝑑𝑎𝑦
= 𝑃𝐵 ∙ 𝑃𝑀𝐵 ∙ 𝑊0 ∙ 𝜒 ∙ 𝐶𝐴𝐼𝑁 ∙ 24 ∙ 365
𝑑𝑎𝑦 𝑦𝑟
Dove:
PB = prezzo di vendita composto B [€/kg]
PMB = peso molare B = PMA perché suo isomero [kg/kmol]
𝑛̇ 𝐵 = portata uscente di B [kmol/h]
W0 = portata volumetrica [m3/h]

Poiché nel testo è presente il dato sul ricavo R0 definito come il ricavo a conversione completa di
A , è possibile scrivere :

𝑅 = 𝑅0 ∙ 𝜒

In definitiva NIBT è come detto dato dalla differenza tra i ricavi e i costi di esercizio e
ammortamento :
𝐼0
𝑁𝐼𝐵𝑇 = 𝑅0 ∙ 𝜒 − 𝐶𝐸 −
𝑛
𝑏 ∙ 𝐼0 𝐼0
= 𝑅0 ∙ − 𝐶𝐸 −
1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 𝑛

𝑁𝐼 = (1 − 𝛼)𝑁𝐼𝐵𝑇
𝑏 ∙ 𝐼0 𝐼0
= (1 − 𝛼) (𝑅0 ∙ − 𝐶𝐸 − )
1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 𝑛

Si nota come il NI sia funzione di I0

Punto 1
1) investimento corrispondente al massimo profitto complessivo (NImax);

È necessario trovare l’investimento iniziale che massimizza il NI (NI max ), quindi imponiamo pari
a 0 la derivata prima del NI rispetto a I0.
NI =f(I0)
𝑑𝑁𝐼
=0
𝑑𝐼0
Si otterrà un’equazione di secondo grado con due radici delle quali avrà senso solamente quella
positiva.
𝑑𝑁𝐼 𝑏 ∙ (1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 ) − 𝑏 2 ∙ 𝐼0 1 𝑏 1
= (1 − 𝛼) (𝑅0 ∙ 2
− ) = (1 − 𝛼) (𝑅0 ∙ 2
− )=0
𝑑𝐼0 (1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 ) 𝑛 (1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 ) 𝑛

Azzerando tale funzione per I0 si ottiene la soluzione cercata dell’investimento iniziale che
massimizza il NI :
𝐼0 = 306227,766 €

Noto l’investimento è possibile calcolare il NI, ROI, conversione e tempo di contatto

𝑏 ∙ 𝐼0 𝐼0
𝑁𝐼 = (1 − 𝛼) (𝑅0 ∙ − 𝐶𝐸 − ) =
1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 𝑛

10−4 €−1 ∙ 306227,766 € 306227,766 €


= (1 − 0,5) ( 2 · 106 €/yr ∙ −4 −1
− 1.7 · 106 €/yr − )
1 + 10 € ∙ 306227,766 € 5 𝑦𝑟

= 87754,45 €/yr

𝑁𝐼 87754,45 €/yr
𝑅𝑂𝐼 = = = 0,287 𝑦𝑟 −1
𝐼0 306227,766 €

𝑏 ∙ 𝐼0 10−4 €−1 ∙ 306227,766 €


𝜒= = = 0,968
1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 1 + 10−4 €−1 ∙ 306227,766 €

𝑏 ∙ 𝐼0 10−4 €−1 ∙ 306227,766 €


𝜏= = = 0,306 ℎ
𝑘𝐴 100 ℎ−1

Punto 2
2) investimento corrispondente al minimo profitto marginale remunerativo;
Il tasso di profitto marginale è la derivata del NI rispetto all’investimento iniziale I0 , per trovare il
minimo investimento che permetto di avere un ROI = rpr è sufficiente uguagliare tale derivata al rpr
sapendo che rpr = 0,2.

𝑑𝑁𝐼 𝑏 1
= 𝑟𝑝𝑟 = (1 − 𝛼) (𝑅0 ∙ − )
𝑑𝐼0 (1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 )2 𝑛

Dalla quale, si ottiene :

(1 − 𝛼) ∙ 𝑛 ∙ 𝑅 ∙ 𝑏 6
(1 €/yr ∙ 10−4 €−1
√ 1 − 𝛼 + 𝑟 ∙0𝑛 − 1 √ − 0,5) ∙ 5 𝑦𝑟 ∙ 2 · 10 −1 −1
𝑝𝑟 1 − 0,5 + 0,2 yr ∙ 5 𝑦𝑟
𝐼0 = = = 172565,06 €
𝑏 10−4 €−1

E quindi :
𝑏 ∙ 𝐼0 𝐼0
𝑁𝐼 = (1 − 𝛼) (𝑅0 ∙ − 𝐶𝐸 − ) =
1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 𝑛

10−4 €−1 ∙ 172565,06 € 172565,06 €


= (1 − 0,5) ( 2 · 106 €/yr ∙ −4 −1
− 1.7 · 106 €/yr − )
1 + 10 € ∙ 172565,06 € 5 𝑦𝑟

= 77968,50 €/yr

𝑁𝐼 77968,50 €/yr
𝑅𝑂𝐼 = = = 0,452𝑦𝑟 −1
𝐼0 172565,06 €

𝑏 ∙ 𝐼0 10−4 €−1 ∙ 172565,06 €


𝜒= = = 0,945
1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 1 + 10−4 €−1 ∙ 172565,06 €

𝑏 ∙ 𝐼0 10−4 €−1 ∙ 172565,06 €


𝜏= = = 0,173 ℎ
𝑘𝐴 100 ℎ−1

Punto 3
3) investimento corrispondente al massimo tasso di profitto sull’investimento complessivo;
Il massimo tasso di profitto sull’investimento complessivo si trova quando la retta passante per
l’origine con coefficiente angolare corrispondente al ROI diventa tangente alla curva del profitto
complessivo :

𝑁𝐼 𝑑𝑁𝐼
=
𝐼0 𝑑𝐼0

𝑏 ∙ 𝑅0 𝐶𝐸 1 𝑏 1
(1 − 𝛼) ( − − ) = (1 − 𝛼) (𝑅0 ∙ 2
− )
1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 𝐼0 𝑛 (1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 ) 𝑛

𝑅0 ∙ 𝑏 ∙ 𝐼0 (1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 ) − 𝐶𝐸 (1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 )2 − 𝑅0 ∙ 𝑏 ∙ 𝐼0
=0
𝐼0 (1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 )2

Che risolta annullando il numeratore porta ad un’equazione algebrica di secondo grado con due
soluzioni di cui quella accettabile è quella positiva:

𝐼0 = 118130,30 €

Da cui
𝑏 ∙ 𝐼0 𝐼0
𝑁𝐼 = (1 − 𝛼) (𝑅0 ∙ − 𝐶𝐸 − ) =
1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 𝑛

6 10−4 €−1 ∙ 118130,30 € 6 118130,30 €


= (1 − 0,5) ( 2 · 10 €/yr ∙ − 1.7 · 10 €/yr − )
1 + 10−4 €−1 ∙ 118130,30 € 5 𝑦𝑟

= 60141,42 €/yr

𝑁𝐼 60141,42 €/yr
𝑅𝑂𝐼 = = = 0,509 𝑦𝑟 −1
𝐼0 118130,30 €

𝑏 ∙ 𝐼0 10−4 €−1 ∙ 118130,30 €


𝜒= = = 0,922
1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 1 + 10−4 €−1 ∙ 118130,30 €

𝑏 ∙ 𝐼0 10−4 €−1 ∙ 118130,30 €


𝜏= = = 0,118 ℎ
𝑘𝐴 100 ℎ−1
punto 4
4) investimento corrispondente a norme di protezione ambientale (grado di conversione χ=0,99).

Nota la conversione è possibile risalire all’investimento iniziale :

𝑏 ∙ 𝐼0
𝜒= = 0,99
1 + 𝑏 ∙ 𝐼0

Da cui :

𝜒 0,99
𝐼0 = = −4 −1 = 990000,00 €
𝑏(1 − 𝜒) 10 € (1 − 0,99)

𝑏 ∙ 𝐼0 𝐼0
𝑁𝐼 = (1 − 𝛼) (𝑅0 ∙ − 𝐶𝐸 − ) =
1 + 𝑏 ∙ 𝐼0 𝑛

10−4 €−1 ∙ 990000,00 € 990000,00 €


= (1 − 0,5) ( 2 · 106 €/yr ∙ −4 −1
− 1.7 · 106 €/yr − )
1 + 10 € ∙ 990000,00 € 5 𝑦𝑟

= 41000,00 €/yr

𝑁𝐼 41000,00 €/yr
𝑅𝑂𝐼 = = = 0,041 𝑦𝑟 −1
𝐼0 990000,00 €

𝑏 ∙ 𝐼0 10−4 €−1 ∙ 990000,00 €


𝜏= = = 0,99 ℎ
𝑘𝐴 100 ℎ−1
Conclusioni
Si riporta di seguito la tabella riassuntiva dei dati ottenuti nei quattro diversi casi

caso 1 caso 2 caso 3 caso 4


I0 [€] 306.227,77 172.565,06 118.130,30 990.000,00
NI [€/yr] 87.754,45 77.968,50 60.141,42 41.000,00
τ [h] 0,306 0,173 0,118 0,99
-1
ROI [yr ] 0,287 0,452 0,509 0,04
χ 0,968 0,945 0,922 0,99

Risulta evidente che il caso che richiede un maggior investimento è il caso 4, in cui la conversione
deve essere spinta al massimo per ragioni ambientali, questo però porta ad avere un Return on
Investment (ROI) inferiore a quello accettabile, quindi non risulta un investimento conveniente dal
punto di vista finanziario.
Gli altri tre casi hanno un ROI ritenuto accettabile, ma come si può notare, tra i tre il caso 1 è quello
per cui è richiesto un investimento iniziale maggiore, quindi viene utilizzato come confronto per
decidere quale tra i tre casi è il più finanziariamente conveniente.

Caso 1-caso 2
Il caso 1 verrà considerato conveniente solo se il ΔROI risultante dall’investimento aggiuntivo del
caso 1 rispetto al caso 2 è superiore al tasso di profitto considerato remunerativo.

𝛥𝑁𝐼 𝑁𝐼 (1) − 𝑁𝐼 (2) 87.754,45€/yr − 77.968,50€/yr


= (1) (2)
= = 0,073 𝑦𝑟 −1
𝛥𝐼0 𝐼 −𝐼 306.227,77€ − 172.565,06€
0 0

Poiché l’investimento addizionale porta ad un tasso di profitto inferiore rispetto a quello accettabile
definito dal testo ( pari a 0,2 ) è conveniente investire nel “ Caso 2 “ e utilizzare la differenza di
investimento tra il caso 1 e il caso 2 (306227,77€ − 172565,06€ ) come capitale da investire in
altre attività con un tasso pari a 0,2 ( Rpr = 0,2 yr-1 ) ottenendo così un utile addizionale che si
somma all’utile realizzato dal “ Caso 2 “ ottenendo così un NI totale di :

(1) (2)
𝑁𝐼 (𝑡𝑜𝑡𝑎𝑙𝑒 ) = 𝑁𝐼 (2) + 𝑟𝑝𝑟 ∙ (𝐼0 − 𝐼0 )

77.968,50 €
= + 0,2 𝑦𝑟 −1 ∙ (306.227,77 € − 172.565,06 €)
yr

= 104.701,04 €/yr
(𝑑𝑒𝑙 " 𝑡𝑜𝑡𝑎𝑙𝑒 ") 𝑁𝐼 (𝑡𝑜𝑡𝑎𝑙𝑒) 104.701,04€/yr
𝑅𝑂𝐼 = (1)
= = 0,342𝑦𝑟 −1
𝐼0 306.227,77€

Caso 1-caso 3

Analogamente a quanto fatto in precedenza

𝛥𝑁𝐼 𝑁𝐼 (1) − 𝑁𝐼 (3) 87.754,45€/yr − 60.141,42€/yr


= (1) (3)
= = 0,147 𝑦𝑟 −1
𝛥𝐼0 𝐼 −𝐼 306.227,77€ − 118.130,30€
0 0

Anche in questo caso il maggior investimento richiesto implementando la soluzione proposta dal “
Caso 1 “ non produce un ROI accettabile ( pari sempre a 0,2 ) , quindi si opta per il “ Caso 3 “ e la
differenza di investimento tra il caso 1 e il caso 3 è opportuno che venga impiegata in altre attività
con il tasso ROI=0,2 yr-1 e come fatto in precedenza si avrà :

′ (1) (3)
𝑁𝐼 (𝑡𝑜𝑡𝑎𝑙𝑒 ) = 𝑁𝐼 (3) + 𝑟𝑝𝑟 ∙ (𝐼0 − 𝐼0 )

60.141,42€
= + 0,2 𝑦𝑟 −1 ∙ (306.227,77 € − 118.130,30 €) = 97.760,91€/yr
yr


(𝑐𝑎𝑠𝑜 𝑡𝑜𝑡𝑎𝑙𝑒 ′ )
𝑁𝐼 (3 ) 97.760,91 €/yr
𝑅𝑂𝐼 = (1)
= = 0,319𝑦𝑟 −1
𝐼0 306.227,77 €

Si ottiene anche in questo caso un ROI accettabile con i vincoli imposti.


Quindi in conclusione il “ caso 1” non è conveniente perché non porta un ROI favorevole rispetto
ad ogni altro caso adottato se paragonato al maggior investimento iniziale richiesto dal “caso 1 “

Ripetendo la medesima analisi sul profitto marginale confrontando i casi 3 e 2 tra di loro avremo
che il confronto restituisce un tasso di profitto marginale superiore al limite minimo imposto.
Tra i casi 2 e 3 il più conveniente è quindi il caso 2 in quanto porta un NI maggiore.