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Orla
Orla

diario do brasil campo agosto 2010

intro

Bene. Dovevo andare in Madagascar, ma sono andato in Brasile. Meglio così. Miracolosamente sono riuscito a tenere un diario, ad onnotare qualche impressione nei ritagli di tempo. O a ritagliarmi un po' di

tempo per pensare qualche impressione. Per chi vuole farsi un'idea, qui di seguito c'è qualche riga di quelle scritte a biro che restano nel diario do brasil. Si poteva scriverle

meglio, o riscriverle

ma

ho lasciato le parole così come le avevo scritte là sulla terra del Brasile, tra un bicchier di succo e quattro chiacchiere. Grande semplicità e considerazioni reali. Se hai voglia di lasciarti interrogare

Davì

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4 quarta feira (mercoledì) 28.07.10 - Salvador Allora, tentiamo di attenerci ai fatti. Viaggio lungo, 8+3=11
4 quarta feira (mercoledì) 28.07.10 - Salvador Allora, tentiamo di attenerci ai fatti. Viaggio lungo, 8+3=11

quarta feira (mercoledì) 28.07.10 - Salvador

Allora, tentiamo di attenerci ai fatti. Viaggio lungo, 8+3=11 ore di volo, per raggiungere l’altra parte del mondo, emisfero sud. Siamo

a Casa Betania, suore del

Bambin Gesù. Il convento è

circondato da un muro di cemento, sul bordo vetri

spezzati e filo spinato. Andiamo a messa, Feno si lancia subito in portoghese. Poca gente, ma viva e partecipe. C’è anche Tomasia, Firmino (prete missionario reggiano, ora con famiglia tra Ruy Barbosa

e Salvador) e Ernesto (altro

prete missionario reggiano, ora con famiglia a Salvador).

Si conclude con un momento in cui ognuno esprime un motivo di ringraziamento – obrigado Senhor. Dalla spiaggia arriva la musica della discoteca. A letto, domani sveglia presto.

quinta feira (giovedì) 29.07.10 – Ipirà

Agora é tempo de ser igreja, caminhar juntos, participar. Siamo in camera, al CTL (centro di

formazione per i leader di comunità)

di Ipirà. Giorno di viaggio, in

poltrona su onibus, super comodo. Alla mattina aggressione in spiaggia a Salvador. La colazione col cous cous di miglio, papaya e banana… è

già indimenticabile. Abbiamo visto le multinazionali a Feira de Santana, due megastabilimenti Nestlé. La Chiesa di Ipirà ha i neon blu, come

in Calabria.

C’è molta più terra che da noi, ma la gente lotta per la proprietà della terra. Contraddizioni. Il salario minimo è aumentato… ma chi lo riceve? Molti leader di comunità sono donne… forse bisognerebbe

considerare una riflessione seria sul sacerdozio femminile. Le comunità

si fondano sulla parola di Dio e sulla

comunità, non sul prete. E se si desse la possibilità di celebrare l’eucarestia alla comunità? Teologia della liberazione. Boa noite.

prete. E se si desse la possibilità di celebrare l’eucarestia alla comunità? Teologia della liberazione. Boa
prete. E se si desse la possibilità di celebrare l’eucarestia alla comunità? Teologia della liberazione. Boa

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6 sexta feira (venerdì) 30.07.10 – Ipirà Oggi giornata di studio: Paolo sulla situazione della Chiesa

sexta feira (venerdì) 30.07.10 – Ipirà

Oggi giornata di studio: Paolo sulla situazione della Chiesa brasiliana, Fermino sulla storia della missione in Bahia, Gianluca sui vari progetti attivi nella diocesi. C’era anche Fernando. Ci è venuto a salutare il vescovo André, molto informale, nessun squillo di tromba ad annunciarlo. Giò e Lollo sono già partiti per Ruy Barbosa, domani andiamo ad Andaraì via Itaberaba. Ci siamo concessi uma cerveja al mercato coperto di Ipirà. A messa a “il Signore sia con voi”… si risponde “Sì è in mezzo a noi” (e non “E con il tuo Spirito”).

sabado (sabato) 31.07.10 – Andaraì

Irá chegar um novo dia. / Um novo céu, uma nova terre, / um novo mar. / E nesse dia, os oprimidos, / A uma so voz irão cantar. Na nova terra o negro não vai ter corrente, / e o nosso índio vai ser visto como gente. / Na nova terrao negro, o índio e o mulato, / o branco e todos vão comer no mesmo prato.

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Bene. Sono nella mia stanza, dove abiterò per i prossimi giorni. Abito con Sara e Giulia, Feno era stato qui 5 anni, con don Luigi. A messa siamo accolti dalla musica pop brasileira (diffusa dai megafoni che stanno sul campanile al posto delle campane). Il Vangelo si conclude con un applauso. A cena siamo da una signora che fa da parroco, è lei che ci ha accolto dopo il lungo viaggio, km e km di niente, con qualche paesino qua e là tra la terra rossa. I libretti in chiesa hanno come sottotitolo “A comunidade ora, canta, luta e dança” (La comunità prega, canta, lotta e danza). Mariaclara è la bimba che ci ha coinvolto subito, giocando e scherzando con noi. Le case sono di mille colori, c’è il fiume, e la scritta hollywoodiana ANDARAI tra i monti. Bezinha porta un pappagallo verde dal becco giallo sulla spalla, e lui parla.

pappagallo verde dal becco giallo sulla spalla, e lui parla. Nota: interessante notare la maglietta mimetica

Nota: interessante notare la maglietta mimetica che indossa Clara nella foto, davanti dice “Bambino”, dietro “dell’esercito cristiano”.

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domingo (domenica) 01.08.10 – Andaraì

Oggi è domenica. Giornata libera prima di cominciare col progetto. Festa, la celebração (perché dato che non c’è il prete non c’è la messa) è stasera, la messa non è mai al mattino. Stamattina siamo andati a fare il bagno nel Paraguassu (il fiume che passa qui)… senza parole. Ci è anche capitato di assistere a un

batisado evangelico. L’idea era

di

andare a piedi, ma andando

in

là ci carica un tram, e al

ritorno uno pseudo pick-up fiat (nel cassone insieme ad altri 20 fino a casa).

Per cena Bezinha ha preparato macarrão (pasta), che essendo

di grano tenero tende a

scuocere… ma non è male! Dicono che il fascino italiano abbia già colpito. La frutta ha una marcia in più, l’abacaxis (ananas) poi è un altro pianeta. Alla consacrazione tutti alzano

le mani (non solo il

celebrante), segno evidente che

il potere non è nelle mani di uno

soltanto ma dell’assemblea riunita, della comunità. Qui c’è qualche posada (mini hotel), ristorantino, si tenta un lavoro legato al turismo della Chapada. Poi c’è chi ha un impiego pubblico, chi ha una mini

attività commerciale, chi se ne va

e chi non lavora.

La celebrazione è dimostrazione che i preti non sono indispensabili per vivere la fede

in modo comunitario. Celebra la

comunità, non il prete. Coordina

il leader Dinhu (che ci ha già

invitati a una festa sabato sera).

Alla fine, dato che era il compleanno di una signora… c’è

il discorso della figlia (un po’

telenovela), poi benedizione, e poi… state seduti che adesso passa il mangiare e il bere (i pastel sono buonissimi).

telenovela), poi benedizione, e poi… state seduti che adesso passa il mangiare e il bere (i
segunda feira (lunedì) 02.08.10 – Andaraì A zona rural produz e a fome vai embora.

segunda feira (lunedì) 02.08.10 – Andaraì

A zona rural produz e a fome vai embora. (La campagna produce e la fame se ne va!) – Prima ti valorizzo, tu produci e la fame se ne va, è merito tuo. Da noi sarebbe: io sono il politico tal dei tali e ti do la soluzione, a questo tuo problema. Abbiamo cominciato col progetto PASSO A PASSO, ci telefona Marta alle 6.40 per darci la sveglia, si lavora dalle 7.50 alle 16.30. Lezione al mattino, attività al pomeriggio (oggi toccava alla pallavolo e al laboratorio di carta riciclata). Il progetto ora si regge senza l’aiuto dei missionari, sostenuto dalla prefettura locale. La salsina di pimenta a cena… è stellare! Poi una birretta brasiliana, leggerina e servita rigorosamente ghiacciata (che se no, non sta bene). Io sono nato in settembre, mi dicono che è il mese di Cosmo e Damiao, grande festa nel culto del candomblé, e che tengo una personalità forte. Il prefetto, un po’ sul brillo, ci viene a salutare (lui è un bianco) e dice che siamo i suoi amici italiani… evocando la telenovela PASSIONE. Si parla così così, si capisce quasi tutto… dicono che evidentemente abbiamo fatto un buon corso di portoghese (lode a Domingo). Le case hanno un “anticasa”: uno spazio con dietro un sipario, con divanetto, fatto apposta per accogliere la gente che entra. E se di sera vuoi uscire… ti siedi semplicemente sui gradini di casa, e aspetti che qualcuno passi di lì. Per le vie del paese ci riconoscono già, Davì mi chiamano. A letto, che domani c’è il progetto.

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terça feira (martedì) 03.08.10 – Andaraì

Secondo giorno nel progetto, facciamo un’scita coi bimbi nel bairo alto. Piove, ma per la gente è come se non piovesse, sono goccioline fini molto gustose. Il capofila guida gli altri a ritmo di tamburo, nella

scuola ci sono i cartelloni con le scritte di Boff. Scenetta, poi torniamo al progetto.

Un po’ di calcio sulla pista,

rigorosamente scalzi (infatti

mi sono massacrato un piede)

e con palla un po’ sgonfia. Si

gira in havaianas e maglietta. Maglietta che non deve essere fighissima, ma semplicemente maglietta, la sensazione di non doversene curare è evidente. Abbiamo cominciato

a catalogare i libri del

progetto, sono circa 600 volumi tra favole, racconti, poesie, leggende e altro. Intorno ci sono gli orti con un sistema di irrigazione (che qui non usa praticamente nessuno), la terra è buona…

crescono verdure dai colori fantascientifici. Ci lavorano alcune famiglie: metà va al progetto per preparare i pranzi e

metà a chi ci ha lavorato (che può anche venderlo).

La prossima settimana ci

vogliono incastrare in un festival

della pizza e coinvolgere tutto il paese. Alcuni momenti sono da cartellone Unicef per i bambini poveri, ma la sensazione è quella

di

una comunità rivolta al futuro,

si

lavora per un domani. Le

prospettive non ci sono, si lavora per crearle.

A cena siamo ospiti, tutti in

cucina, il tavolo è piccolo e le

sedie poche, nessun problema… riusciamo comodamente a cenare tutti (noi non avremmo invitato

nessuno, o solo pochi intimi con

la tavola in ordine). Mangiamo il

piatto tipico della festa, a base di salsiccia e banana verde: il godò… buono!! Le stanze di casa

non hanno il controsoffitto, tutte

le stanze sono quindi

praticamente comunicanti.

Passeggiatina, dicono che questo

è il periodo più freddo.

quarta - 04.08.10 – Andaraì

Ho appena bevuto un bicchiere di coca, qui in casa. Qui i bicchieri sembrano vasi di marmellata. Il progetto acquisisce pian piano una dimesione quotidiana di lavoro, i bambini ci chiamano “tio” (zio). Non c’è un educatore a sorvegliare ogni 10/15 bambini… incredibile eh?! E i bimbi sopravvivono benissimo, nonostante tutti i nostri genitori apprensivi. Secondo il nostro modo di vedere, i bambini devono essere messi in condizione di non potersi fare male, di non incontrare pericoli (mettiamo anche la gomma agli spigoli dei mobili di casa)… il che è finto, nella vita poi non sarà così. Qui è diverso, e i bambini sono più scantati, giocano da soli e se uno si fa male o litiga, un terzo va a chiamare l’educatore che allora interviene. Scena: un gruppo sta facendo il tiro alla fune, casino. Una bimba dice “fila”… pronto! Tutti in fila, si danno un numero, quando uno sbaglia sotto un altro, si autoregolano e si mettono d’accordo. Senza bisogno di un educatore/animatore che proponga un’attività e spieghi le regole e sorvegli il gioco, ecc… Prodigioso? Bè, ci sono sicuramente aspetti di poca cura dei bambini (anche perché se hai 11 figli, vedrai che sei meno oppressivo)… ma si tratta anche di riconoscere che non c’è

(anche perché se hai 11 figli, vedrai che sei meno oppressivo)… ma si tratta anche di

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12 sempre bisogno di controllare, sapere e sorvegliare, che sono capaci da soli. Dopo di che,

sempre bisogno di controllare, sapere e sorvegliare, che sono capaci da soli. Dopo di che, libertà e liberazione sono idee che si innestano su tutto un vissuto coerente. Per la cronaca, sono sull’uscio di casa con la Sara a guardare i passanti, mentre scrivo. Prestare attenzione a chi passa è un’attività che richiede un certo impegno. Anche la vita comunitaria ha i suoi impegni, e trovare un equilibrio di casa non è così scontato. Siamo stati alla celebrazione, omelia condivisa, canti e tamburi, e… udite udite…

presiedeva una donna! A cena preparano la pasta per riguardo alla Giulia, hanno capito che le piace. Noi ci buttiamo sulle banane, ce ne sono 5-6 varietà diverse e ognuna si mangia in un modo diverso (un po’ come da noi con le mele). TV sempre accesa, la maggior parte dei canali sono pubblici quindi la gente non li paga… da noi paghi il canone per vedere la TV pubblica e nulla per vedere i canali privati… saranno ben strani questi italiani. Ci dicono che i bimbi spesso ci sono addosso, perché loro vorrebbero essere bianchi. Boa noite.

quinta - 05.08.10 – Andaraì

Gli italiani mangiano poco, mi dice la cuoca del progetto… “non vorrai mica diventar magrolino magrolino??”. La Giuly si è fatta il piercing, un’amica, a mano, ghiaccio, ago e via! Al pomeriggio escursione scalando rocce (in havaianas come sempre – che si rivelano meglio degli scarponi Ferrino), per arrivare a toccare la scritta Andaraì tra i monti (che mi aspettavo gigante e invece nao é gigante nao). Scendendo ci sono delle pozze di acqua rossa, e in estasi naturalistica mi tuffo. La chiacchierata ha avuto per tema le ragioni e le conseguenze dei problemi legati alla sessualità e all’affettività per come è vissuta qui, Taijara ci ha raccontato la sua visione. Gravidanze a 13-14 anni, incesto, disgregazione famigliare. Il paradosso è che nessuno pensa siano cose normali… ma ormai sono così comuni, che nessuno fa niente. Domani comincia la novena. In piazza abbiamo conosciuto Nildo, un mestre di capoeira che ci vuole fare una lezione privata per superprincipianti.

che ci vuole fare una lezione privata per superprincipianti. 13 Nota – Tornato a casa ho
che ci vuole fare una lezione privata per superprincipianti. 13 Nota – Tornato a casa ho

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Nota – Tornato a casa ho visto “BESOURO“, un film di cui mi avevano parlato un po’ tutti, la storia di un guerriero di capoeira della Bahia. E cosa scopro… il nostro amico capoerista Nildo è stato il responsabile delle coreografie del film (nonché suonatore di birimbao in un paio di scene). Ma pensa te…

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sexta - 06.08.10 – Andaraì

In casa non c’è acqua. Niente doccia? Amuchina gel? Vedremo… Oggi si festeggiano i compleanni degli ultimi tre mesi al progetto, regali palloncini e torta. Torta non è torta, è “bolo”, cioè un rito. Si tratta di 4 o 6 o più torte, affiancate e impilate, con uno strato di marmellata tra i vari piani. Torte dolcissime, ricoperte di glassa bianca alta 2 dita, poi decorate con panna azzurra. Pittoresco e impressionante da vedere. Martedì pensavo che la settimana di lavoro al progetto fosse infinita, è già venerdì ed è volata. Siamo stati all’inizio della novena. Qua funziona che si comincia nelle case della gente. Prima casa: una ventina di donne, un’anziana mi chiede se per favore le passo i fuochi d’artificio che tiene sopra alla credenza. Pronto! E via coi fuochi, botti da capodanno. E’ folclore e un po’ pacchiano… ma ha un senso: da noi la

credenza. Pronto! E via coi fuochi, botti da capodanno. E’ folclore e un po’ pacchiano… ma
preghiera è un fatto privato che si fa accendendo una candela in silenzio, qui l’aspetto

preghiera è un fatto privato che si fa accendendo una candela in silenzio, qui l’aspetto comunitario è più forte,

si

fa sapere a tutti che in quella casa

ci

si sta riunendo per pregare.

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Seconda casa: pasticcini e salatini spettacolari.

In piazza: celebrazione coordinata da

un leader di comunità nostro amico (26 anni). Dopo andiamo a farci una birretta e salta fuori la canzone AI SE EU TE PEGO. Chiedo ad un’amica quali sono le cose che ha fatto più fatica a capire di noi, quando è venuta in Italia: prima cosa, perché la gente lavori così tanto (lei lavora 8 ore al giorno, ma il modo è diverso), il nostro essere schiavi dell’efficientismo. Seconda cosa la chiusura delle persone, per andare da qualcuno devi farti invitare e fissare ora e data, qua vai e bussi alla porta (non c’è neanche il campanello, e internet e sms li usano anche loro). Poi loro che parlano di erbazzone, che già a Bologna non sanno cosa sia… si vede il segno della missione reggiana. L’Italia mediata attraverso Reggio Emilia, come per me parlare del Brasile in realtà sarà parlare della Bahia. Molti pensieri in testa…

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sàbado - 07.08.10 - Andaraì

Oggi Paraguassu. Ma un altro lato, ancora meglio! “pic-nic”… con 7 kg di fagiolata, banane, riso, pimenta, verdura, carne… tutto. Pentole, tovaglie, piatti… in spiaggia alla calabrese insomma. Cibo ottimo come sempre… sto cominciando ad assuefarmi alla farinha. Stasera festa in discoteca… dove hanno precisato che si balla appiccicati e non “alla europea”. La celebrazione della novena è sempre molto viva, canti che inneggiano alla danza. Forse, come scrive Boff, uno dei rischi qui è di dare talmente tanto rilievo alla dimensione sociale… da far passare in secondo piano la conversione personale (un po’ il contrario di quello che accade in Italia, dove pensiamo che il mondo vada male ma non possiamo farci nulla, e tutta l’attenzione è sul singolo, individualizzata). Le donne son donne, e si conoscono smaltandosi le unghie :-) . Ci portano a vedere le stelle… emisfero sud, cielo diverso come dice Lollo… parecchio diverso! La festa (che resterà per sempre nella mente di Michi) funziona così: l’ingresso è 4 R$ (un po’ meno di 2 €), per entrare devi scegliere se metterti il braccialetto verde/giallo/rosso (verde sei libero, giallo così così, rosso sei fidanzato)… e poi via di musica brasileira! E qui salta fuori un altro successo… REBOLATION…

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domingo - 08.08.10 Marimbus + Igatu

Domenica, è arrivato Feno. Stiamo caricando la cisterna. Siamo andati a Marimbus, che tradotto significa che il ritrovo è alle

9.00, ma in realtà la gente comincia ad arrivare alle 9.00… alle 10.30

ci siamo tutti e partiamo. 2 in moto e 10 nel cassone di un fiorino

che non si apriva più, quindi siamo passati su un pick-up. Siamo passati attraverso i campi (un parte = km di strada nella foresta) del

fazendeiro per arrivare al fiume, lì prendiamo le barche e cominciamo a remare tra le ninfee.

A Igatu una parte è stata recuperata per un timido tentativo

turistico, per arrivare ci sono 40 min di strada di pietra. Poi messa e processione (davanti a TUTTE le case del paese e con immancabili

fuochi artificiali). Un bimbo mi chiede dove abito, gli rispondo “in Italia”… allora lui comincia a chiamare tutti i suoi amici per mostrargli il marziano-italico in questione. La liturgia stasera l’ha coordinata Dariana, che ci ha anche invitato a cena domani. Martedì arrivano gli altri. Si percepisce il contrasto tra

la dimensione di campo (con gli altri italiani) e il senso domestico

(con gli altri qui ad Andaraì).

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segunda - 09.08.10 - Andaraì

La domenica di pieno ritmo si fa sentire,

torniamo un po’ prima dal progetto… un po’ di descanço. Anche riposarsi… ne val la pena, siamo impregnati di un efficientismo che a volta si fa sterile. Per i prossimi giorni hanno comprato una montagna di succulenta frutta. Stamattina in classe, i bimbi ci hanno messo un’ora e mezza per scrivere marca/prezzo/prodotto di un pacchetto di pasta… una qualche scuriata ci vorrebbe forse. La vita di casa continua ad essere palestra

di relazioni.

A cena eravamo ospiti dell’allegra famigliola di Dariana, sono 11 figli, casa abbastanza grande, persone accoglienti. Ci raccontano dei tempi in cui i missionari reggiani erano qui, del gruppo giovani che c’era, del fermento, della casa di carità, dell’esperienza vocazionale per i giovani… di com’era bello. Andati via loro (l’ultimo don Luigi nel 2005), in poco tempo è caduto tutto. Forse anche nel nostro stile missionario allora c’è qualcosa da rivedere…

nel 2005), in poco tempo è caduto tutto. Forse anche nel nostro stile missionario allora c’è

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terça - 10.08.10 - Andaraì

Abbiamo fatto un po’ di capoeira con Nildo. Cominciano ad arrivare gli altri (prima la Lele e la Giuli con Albert, poi Pier e l’Enrica)… tutti in estasi per Andaraì. Gli altri dicono che noi 3 sembriamo già di casa, qui. In effetti la sensazione è di averli accolti a casa propria, domattina li portiamo in giro (Dacimar ci farà da guida). Uma caipirinha e due chiacchiere con gli ospiti italiani…

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20 quarta - 11.08.10 - Andaraì Siamo andati con gli altri per monti e per cascate…

quarta - 11.08.10 - Andaraì

Siamo andati con gli altri per monti e per cascate… tuffi e acqua rossa con tinte di nero (e con noi c’era anche Ace Ventura). Michi e Ste sono arrivati da Utinga con Enzo, sono in forma. Mancano solo Lollo e Giò. Al pomeriggio facciamo un giro in paese, e girando in gruppo siamo “gli italiani”… non più i 2-3 nuovi abitanti che lavorano al progetto. Ritrovarsi insieme è bello, ma si perde un po’ il senso di integrazione coi brasiliani. Le donzelle da Taijara a farsi smaltare le unghie e chiacchierare, il gusto nei loro occhi nel fare ciò… è un mistero della fede. Il gruppo… chi è più adulto tende, in buona fede, a voler dire come le cose vadano fatte. Siamo così, non abbiamo l’idea che ognuno possa trovare il suo modo… vogliamo sempre dire qual’è il modo giusto, e spesso pensiamo che il nostro modo sia quello buono per tutti. Siamo impostati così (ci hanno trasmesso un sapere razionale e infallibile, le nostre certezze sono solide). E forse siamo impostati male. Poi ci ripenso…

quinta - 12.08.10 - Andaraì 21 Oggi la giornata è cominciata con un’intensa condivisione di

quinta - 12.08.10 - Andaraì

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Oggi la giornata è cominciata con un’intensa condivisione di metà percorso. Ottimo pranzo, una briscola in 5, poi Paraguassu, parte alta… dove c’è la cascata… grande spettacolo. Feno prepara la sua leggendaria carbonara (l’uovo lo aggiunge alla fine, all’ultimo momento)! Luigi prepara la sua ottima caipirinha… perfetta mistura italo-brasileira. Oggi tornando dal fiume si ragionava delle differenze di stile e di obiettivi tra un missionario e un cooperante. Domani sera c’è il festival della pizza.

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sexta - 13.08.10 - Andaraì

Giò e Lollo pare si siano beccati un virus, così ha detto il medico del punto di salute… che è verde. Come verde è il CRAS (centro ricreativo), verdi sono le mura del progetto, delle scuole e di ogni edificio pubblico. Di più, anche la divisa di tutti quelli che hanno un impiego pubblico (finanziato dalla prefettura) è verde. E’ il prefetto che ricorda che tutto quello che è verde gli appartiene, l’ha fatto lui, tu con la polo verde sei di mia proprietà… ricordatene quando vai a votare. Paraguassu lato spiaggia oggi.

fatto lui, tu con la polo verde sei di mia proprietà… ricordatene quando vai a votare.

sàbado - 14.08.10 Andaraì

Siamo sui gradini davanti a casa ad aspettare il mini- onibus che ci porterà in giro. Da privilegiati, dato che avremo quello della prefettura… cosa che normalmente ai giovani di qui non accade. Con noi portiamo anche alcuni nostri amici brasiliani. Meta è il canyon del Pai Inácio e il Poço do diabo. Qui la natura si fa spettacolo, scenari inaspettati. Se la bellezza salverà il mondo, la Bahia ha dei buoni presupposti. E stasera noi di Andaraì siamo ospiti di Edivaldo per cena.

salverà il mondo, la Bahia ha dei buoni presupposti. E stasera noi di Andaraì siamo ospiti

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salverà il mondo, la Bahia ha dei buoni presupposti. E stasera noi di Andaraì siamo ospiti
salverà il mondo, la Bahia ha dei buoni presupposti. E stasera noi di Andaraì siamo ospiti

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24 domingo - 15.08.10 Andaraì A Sesso c’è la sagra, l’Assunta. Ad Andaraì c’è la sagra,

domingo - 15.08.10 Andaraì

A Sesso c’è la sagra,

l’Assunta. Ad Andaraì c’è

la sagra, Nossa Senhora

da Gloria. Giò è ancora in ospedale, per fortuna è qui e non a Itaberaba. L’ospedale è un po’ sgarruppato… ma c’è. Stamattina alle 6.00 è passata la fanfara coi tamburi… a svegliarci per l’alvorada (la processione del mattino, che finisce in piazza dove tutti

portano qualcosa e si fa una megacolazione). Oggi è giorno di festa.

del mattino, che finisce in piazza dove tutti portano qualcosa e si fa una megacolazione). Oggi
segunda - 16.08.10 - Andaraì 25 Siamo andati a fare un bagnetto al Paraguassu. Poi

segunda - 16.08.10 - Andaraì

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Siamo andati a fare un bagnetto al Paraguassu. Poi processione e messa: 3 ore. Processione è processione. Fuochi e damigelle eleganti, per aspettare il sorteggio che decide chi incoronerà la madonna l’anno prossimo. La banda veniva da Mucugé. Serata a guardare le stelle… il gioco proposto dagli amici brasiliani era “chi parla italiano deve pagare una penitenza”, e qui potremmo dire che Lollo ha vinto il premio di migliore in campo narrando una delle sue emblematiche avventure. Oggi si va al poço azul (meglio la foto che la descrizione).

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terça - 17.08.10 - Andaraì

Giò sta meglio, ed è partito con Lollo, Feno e l’Alessia. Ieri sera hanno fatto la festa al gruppo degli italiani, hanno cercato di farci assaggiare robe tipiche (e si sono così impegnati che è stata l’unica volta che c’era della roba un po’… ostica)… da ricordare il brodino orrendo con sentore di vin brulé. Lodevole tentativo di insegnarci il forrò, Albert mooolto recettivo. Adesso ultime chiacchiere che alle 2 se ne vanno tutti. Domani riprendiamo la vita brasiliana locale… per un certo verso ne sono contento. I giorni in giro tutti insieme… fa gruppo, vita comunitaria… ma facevamo un po’ conquistadores. Basta immaginare la scena di 10 persone che camminano l’una accanto all’altra al centro della strada… è diverso che passeggiare in 2 o 3 e fermarsi con chi si incontra.

l’una accanto all’altra al centro della strada… è diverso che passeggiare in 2 o 3 e

quarta - 18.08.10 Andaraì

Ritorno alla quotidianità. Ieri sera ci siamo fermati sulle pietre davanti a casa di Dacimar a cantare con padre Miguel. Mentre eravamo in piazza è arrivata la mia vecchia amica della casa di fronte (così si definisce lei) e mi ha regalato il CD della band musicale di suo genero… un sound bahiano un po’ mieloso, che in questo momento si diffonde per la casa. Sempre lei, con fare un po’ voodoo, mi ha detto che "chi beve l’acqua di qui, qui deve tornare". Al progetto, ridendo e scherzando, ci han chiesto di pensare ad un’eventuale collaborazione per un progetto con gli adolescenti… lingue e informatica. Vedremo…

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28 quinta - 19.08.10 Andaraì Ho lavato un po’ di roba. La Sara dormicchia. La Giulia

quinta - 19.08.10 Andaraì

Ho lavato un po’ di roba. La Sara dormicchia. La Giulia intreccia braccialetti tricolori (verde, bianco, rosso) da regalare agli amici di qui, souvenir italico. Le chiacchiere di ieri sera con Dacimar e la vecchia amica hanno avuto per tema i massimi sistemi, Dio, la Chiesa, la tutela della terra, l’ecologismo, il prossimo, la razza negra. Alcuni ragazzi dicono che se sei bianco a

scuola non ti dicono niente, se fai

la stessa asinata ma sei scuro… ti

sospendono. I bianchi sono pochi, la preside lo è… e sicuramente se sei bianco, i tuoi sono amici suoi. Oggi al progetto abbiamo preparato la festa della lettura

che si farà domani. Si lavora con calma. Noi se dobbiamo fare 3 cose, le facciamo… poi facciamo una pausa (prima il dovere poi il piacere ti dice la mamma fino a sfinirti). Loro no, lavorando conversano, si prendono il tempo

di un caffé e un succo, di salutare

chi passa. Magari in due ore fanno quello che noi faremmo in una… dopo noi avremmo un’ora

da riempire con altro (non è che

ci aumenti il tempo libero per

vivere meglio). Resta da vedere se il fare sempre di più, accumulare esperienze e attività… sia un valore così insindacabile. In fondo perché? Coi tuoi colleghi hai un “rapporto- di-lavoro”… noi ci siamo scordati del “rapporto” e ci è rimasto solo il “lavoro”… forse dovremmo riscoprire i succhi di frutta…

sexta - 20.08.10 - Andaraì Cominciano i saluti, segno che appare un orizzonte di fine
sexta - 20.08.10 - Andaraì Cominciano i saluti, segno che appare un orizzonte di fine
sexta - 20.08.10 - Andaraì Cominciano i saluti, segno che appare un orizzonte di fine

sexta - 20.08.10 - Andaraì

Cominciano i saluti, segno che appare un orizzonte di fine per questa nostra esperienza missionaria. Oggi è il giorno del folclore, e siamo andati con tutti i bimbi a fare una festa con spettacoli vari sulle leggende popolari. Una leggenda interessante è la “mula sem cabeça”… si narra che una donna che volle sposare un prete fu condannata ad essere un quadrupede con le fiamme al posto della testa. Evidentemente evento ricorrente al punto da generare una leggenda. Altro dettagli significativo:

l’amplificazione! Nulla, strade di polvere, maglie coi buchi… ma una cassa gigante con prolunga su una cariola non manca mai!! Giretto al quartiere alto, poi ho comprato un po’ di farinha che da noi non si trova. E due paia di havaianas al modico costo di 3 € l’uno… giusto per dare l’idea del rincaro che ci fanno in Italia. Ogni gesto ora è per la nostra despedida… il che toglie la calma dell’ordinarietà, ma tant’è. Dacimar ha proposto la sua ontologia della conquista amorosa “alla brasiliana”… che può durare tra i 2 e i 4 secondi. Sento un po’ di stanchezza, e ora siamo ospiti a cena.

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sabado

21.08.10

Andaraì

Scene strazianti. 3 bimbi, fratelli, ci bussano alla porta per colazione. Gli offriamo qualcosa, e uno con gli occhi lucidi, guardando il vaso coi biscotti, chiede se può portarli tutti a casa… che là è tutto finito, è rimasto solo un po’ di zucchero e caffé. Stamattina ci siamo fatti il bagno in un altro rivolo con cascate… qui vicino. E al pomeriggio Paraguassu… ovviamente, con tanto di tuffi e Dacimar che dice “è pericoloso, voi a casa non fatelo!”.

domingo - 22.08.10 - Andaraì

Ultimo giorno qui. Per ora.

E’ domenica e una signora ci aspetta per colazione. Ieri sera ci hanno

fatto assaggiare l’acarajé, una poltiglia con un po’ di tutto e una pasta fatta coi fagioli bianchi… buono! Non esiste nessun sapore italiano che assomigli… è impossibile dare l’idea del gusto. Ad ogni

saluto ci chiedono se torniamo, quando torniamo.

Ci stiamo scambiando mail e orkut (che qui facebook non lo usa

nessuno). Ci hanno detto, con un po’ di tristezza, che comunque si sono dovuti abituare al fatto che qui gli italiani passano, stringono amicizia, scambiano i contatti… poi la gente si sente per un mese, con l’euforia del viaggio ancora viva… poi più niente, nessuno scrive più, una delusione. Emerge tutta la loro attenzione e contraddizione per le relazioni.

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poi più niente, nessuno scrive più, una delusione. Emerge tutta la loro attenzione e contraddizione per

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Consumano rapporti dopo due

minuti… ma in tutte le case mettono

la coca sul tavolo “perché sappiamo

che alla giulia piace”. Sanno

stranamente aspettare, sono capaci

di dire “ti aspetto, ci vediamo tra due

anni”… con l’espressione del volto che avrei io dicendo “buon viaggio, ci rivediamo tra due mesi”. Paradossalmente l’incertezza del futuro si fa certezza di una presenza che può attendere, non c’è nessun motivo per non farlo. Noi diremmo “eh… tra due anni… chissà dove sarò e cosa starò facendo… non ci vedremo più…”. Magari hai un figlio a S. Paolo, un altro a Salvador, 3 qui, uno là. Sanno bene che anche a distanza le relazioni restano tali, e si portano avanti. Noi siamo un po’ meglio sul qui ed ora… ma sul saper aspettare, attendere, ricordare, fare memoria… siamo decisamente messi peggio. Forse ci manca l’idea di saudade. Loro rievocano sempre “saudade di qualcuno/qualcosa”, noi tendiamo a dimenticare alla svelta per andare più leggeri verso il nuovo. Col rischio di accumulare e non tener stretto nulla. Pensando…

33 segunda - 23.08.10 Ruy Barbosa - Salvador Siamo arrivati da dove siamo partiti, Casa

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segunda - 23.08.10 Ruy Barbosa - Salvador

Siamo arrivati da dove siamo partiti, Casa Betania, Salvador. Stamattina ad Andaraì abbiamo salutato tutti, piangevano. Siamo passati dalla casa di carità a Ruy Barbosa e lì ci siamo ritrovati con tutti gli altri, bello… ma fa già Italia, si parla in italiano adesso. Luigi ha detto che ci aspetta qui. Feno racconta, di viaggi, di misericordia, del ricominciare. Grazie.

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attraversando il crogiolo di questa immensa, sguasta e affascinante capitale. Di gente ce

n’è per tutti i gusti, e c’è la casa

di

Jorge Amado: è azzurra. Poi c’è

la

chiesa dei nobili tutta ricoperta

Poi c’è la chiesa dei nobili tutta ricoperta d’oro… ma noi andiamo alla messa degli schiavi:

d’oro… ma noi andiamo alla messa degli schiavi:

partecipatissima e vivissima celebrazione. Il problema non è che noi abbiamo canti più spenti, è che qui la gente partecipa di più alla liturgia. La vita della comunità non è la vita del prete. E’ la vita della comunità.

terça - 24.08.10 - Salvador

Prendo in mano la caneta, al buio, e tento di scrivere con la luce del cellulare. Albert dorme già da un po’ e Ste si è sparato un po’ di spray per il mal di gola. Stamattina siamo andati in spiaggia, oceano. Spiaggia lunghissima, non si arriva praticamente mai dove non si tocca. Alle 15.00 ci passano a prendere per andare in centro… pardon orario bahiano, alle 16.30. Un’oretta per arrivare in centro

15.00 ci passano a prendere per andare in centro… pardon orario bahiano, alle 16.30. Un’oretta per

quarta - 25.08.10 Salvador

A casa Betania oggi è arrivato anche don Marco. Chiacchierando a ruota libera con Giò, facevamo un paio di considerazioni, impressioni a caldo. Sulle nostre missioni… che manca un progetto di sviluppo vero e proprio, un progetto comune. Ogni missionario ha un potere enorme qui, e può agire come meglio crede. La storia delle missioni che ci è stata presentata in realtà è la storia delle peculiarità delle persone missionarie. E dire che qua la cosa più evidente è il coinvolgimento e la partecipazione dei laici… i nostri missionari sono tutti preti. Forse siamo dei fazendeiro che usano soldi, risorse e potere per buoni scopi, invece che per ridurre le persone in schiavitù. Ogni missionario può essere solitario quanto vuole, in ogni caso qui si arriva e si resta

privilegiati. Una delle questioni più problematiche, di cui parlano subito tutti… è il problema delle relazioni affettive e della sessualità… di tutti i progetti educativi missionari che abbiamo visto non ne esiste uno su questo tema. Siamo andati al mercato modelo per un po’ di compere, poi pranzo alla comida al kilo:

intelligentissimo sistema che funziona al posto delle nostre mense/self-service, tu riempi il piatto, c’è un prezzo al kg, pesi il piatto, paghi quello che mangi, stop. Pomeriggio alla chiesa di Bonfim… luogo dei famosi braccialetti dalla pedagogia interessante: non basta il solo desiderio, devi accompagnarlo da una promessa/un impegno… se la rispetterai, il desiderio si realizzerà quando il braccialetto si rompe. Interminabile ritorno a casa, qui il traffico si fa sentire eccome. Dopo cena acarajé e pastel (ottimi entrambi)… lì dalle baracche in riva all’oceano. Boa noite.

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quinta - 26.08.10 - Salvador

Sveglia di Lollo com sempre. Io, Lollo e Giò dobbiamo prendere un onibus, direzione “LAPA” e scendere alla fermata “bom preço”… queste le istruzioni della Jé. Ok, la fermata ce la ricordiamo e la troviamo subito, arriva LAPA, sbracciamo, si ferma, saliamo. Chiediamo giusto per sicurezza se ferma al bom preço… al che il bigliettaio chiede “Ma quale?!” (in effetti sarebbe come chiedere se un nostro tram ferma alla COOP)… “il primo che si incontra” diciamo noi. Lui ridendo dice che il primo che si incontra è nella stazione della rodoviaria -> il che non va per niente bene! Capiamo che ci sono 2 LAPA, uno segue l’oceano, l’altro gira nell’interno. Scendiamo, cambiamo fermata e prendiamo l’altro LAPA, alla fine arriviamo. Lollo uomo di poca fede avrebbe preso volentieri un taxi. Dopo il calcetto in spiaggia, tutti a pranzo da Tomasia (di Andaraì). Dalla finestra i grattacieli nella nebbiolina, rispetto alle nostre capitali sembra una megalopoli senza storia. Poi un giro nel quartiere ricco, sull’Avenida 7 setembro. Anche i negozi più piccoli hanno 6-7 commessi… come li pagheranno? Jé dice che vivere a Salvador è meglio rispetto all’interno, ci sono più possibilità di vita. Anche se si perde in socialità. Match di pictionary e a letto… Maglietta OLODUM comprata… ovviamente! Curioso che M. Jackson ci abbia girato un video insieme (They don't care about us), loro lottano per i diritti della razza negra… lui non ha fatto altro che cercare di diventare bianco :-D …

about us ), loro lottano per i diritti della razza negra… lui non ha fatto altro

sexta - 27.08.10 Salvador

Siamo stati in un villaggio playmobil, l’isola che non c’è, la terra delle fate. Si tratta di una zona turistica a un’oretta da Salvador… con villaggio da rivista Alpitour, spiagge bianche e palme spioventi. Lettini tranquilli e piscina, anfore in giardino, doccia in spiaggia… un mondo popolato esclusivamente da bianchi, con i brasiliani a fare le guardie al perimetro. Sembra finto. Ma l’oceano che si insinua tra le dune a formare un fiume poco più in là… è vero. Uno scorcio di paradiso da film, mancava solo Morgan Freeman vestito di bianco. Abbiamo preparato la maglietta da regalare a Feno.

di paradiso da film, mancava solo Morgan Freeman vestito di bianco. Abbiamo preparato la maglietta da

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38 sabado - 28.08.10 - Salvador Salvador, ci sto volando sopra. Si riparte per l’Italia, via

sabado - 28.08.10 - Salvador

Salvador, ci sto volando sopra. Si riparte per l’Italia, via Lisbona. Stamattina ultima messa qui a Casa Betania, la suora ha voluto farci una foto… chiamando Feno -> “padre Ernesto”. Poi un po’ di spiaggia, sole, calcetto, samba. Ci è mancato un incontro conclusivo di restituzione coi nostri missionari, come i primi giorni ad Ipirà. Preti non solo che insegnano, ma che apprendono anche, dai laici. Abbiamo vissuto nelle missioni per un mese, sarebbe stato buono comunicare le nostre impressioni, quello che passa a un primo sguardo. Ciò che questo tempo ci ha trasmesso. Un saluto a Jé e Duda, che l’anno prossimo verranno in Italia. Até…

davide orlandini - orladawo@libero.it

davide orlandini - orladawo@libero.it