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MONTAGNANI – 21/11 – MIDOLLO SPINALE E VIE ASCENDENTI E DISCENDENTI

[mancano i primi secondi, non sono riuscito a decifrare] il midollo spinale da cui solitamente si
inizia il programma di neuroanatomia, si parla della porzione più semplice del sistema nervoso
centrale, è una formazione assiale [è questo un argomento......].
Una formazione assiale è per definizione non una formazione cilindrica foggiata ad asse, come
viene a volte definita, ma è una formaione di tessuto nervoso in cui abbiamo sostanza grigia
all'interno e sostanza bianca all'esterno, ed ha una connessione [dei nervi] con la periferia: quindi
quando parliamo di una formazione assiale intendiamo dire una formazione a diretto contatto con la
periferia, con il sistema nervoso periferico naturalmente, è quello un rapporto mediato con la
periferia ed è una struttura in cui all'esterno troviamo masse di sostanza grigia che possono essere
organizzate in modo diverso come vedremo oggi e nelle prossime lezioni e intorno la sostanza
bianca che naturalmente deriva con la prima dalla sostanza grigia centrale. E' una formazione
assiale, oppure [a senso di asse], appoggiata all'interno del canale vertebrale. Questo rapporto con la
colonna vertebrale è interessante perchè nel nostro [bimbetto tessuto?] colonna vertebrale e midollo
spinale si stanno sviluppando in parallelo. Questo rapporto molto stretto tra SNC e teca ossea di
rivestimento è il rapporto che noi vedremo anche in seguito quando parleremo dell'encefalo, cioè
della grande massa di tessuto nervoso contenuta all'interno del neurocranio e vedremo come lo
sviluppo, anche dal punto di vista della neurogenesi è andato in parallelo: il cranio è intanto
aumentato di volume ma quando è aumentata di volume la massa di tessuto nervoso all'interno e
viceversa naturalmente c'è stato spazio per più tessuto nervoso nel neurocranio. Il rapporto tra
sviluppo della colonna vertebrale e del neurocranio e il contenuto è un rapporto molto stretto che
naturalmente risente dei diversi cicli di maturazione di queste due strutture, mentre nel nostro
amichetto qui le due strutture si stanno evolvendo insieme, quindi midollo spinale e colonna
vertebrale – abbozzi naturalmente di entrambi – hanno la stessa dimensione. Dopo la nacita che
cosa succede? Succede che il tessuto nervoso, come noi sappiamo, non aumenta più le proprie
componenti, in realtà aumenta le proprie dimensioni ma perchè è un'eternità, l'imbibizione di acqua,
si organizza la glia, si organizzano le reti, ma c'è un incremento delle popolazioni cellulari, invece
lo scheletro del neonato, più che del bambino, continua ad accrescersi (e questo lo abbiamo visto
anche l'anno scorso) e continua ad accrescersi fino ad un'età che mediamente va dai 12 fino ai 15-16
anni, quindi si crea un divario nella lunghezza tra il sistema nervoso nella sua porzione midollare
che è quella che ci interessa oggi e il suo contenitore. Nell'immagine sotto vedete il SNC tolto dalle
teche ossee, vedete che sembra una piccola cosa, una povera cosa, è una struttura molto fragile,
anche se naturalmente è ridotta a dirsi. Allora, si crea un divario a sviluppo ultimato fra lunghezza
della colonna vertebrale e midollo spinale all'interno e vedete che qui appare chiaramente che il
midollo spinale si ferma, si arresta molto prima della fine della colonna vertebrale per cui si crea
una differenza che introduttivamente viene definita “risalita del midollo spinale”. Il midollo spinale
non risale affatto, resta dov'è e la colonna vertebrale si allunga. Allora, guardate quest'immagine ,
vedete tanti cilindretti di midollo spinale ognuno a gruppi di colori diversi e questi colori
corrispondono a un tratto di colonna vertebrale da cui emergono i nervi spinali, poiché abbiamo
detto il midollo spinale è connesso alla periferia. Allora, il midollo spinale è rientrato nel canale
vertebrale e a destra e a sinistra del midollo spinale fuoriescono i nervi spinali. Quando midollo e
colonna con la stessa lunghezza, cioè durante la formazione di queste strutture, noi vediamo che dal
pezzettino di midollo spinale che corrisponde ad una determinata vertebra fuoriescono i nervi
spinali a destra e a sinistra allo stesso livello della colonna, ma quando però la colonna si allunga
che cosa succede? I nervi spinali sono intrappolati nei fori che quindi devono avere sempre la stessa
fuoriuscita, però la colonna si allunga, per cui diventa molto più estesa di quanto non sia il midollo
spinale. Allora, vedete mentre nelle prime porzioni cervicali, noi abbiamo che i nervi spinali
mantengono questa distribuzione orizzontale che normalmente si trova proprio a livello del loro
foro di uscita di qui nel midollo spinale, quando noi scendiamo e vediamo vertebre sempre più
voluminose (le vertebre toraciche sono voluminose, poi lombari e così via). Che cosa vediamo?
Vediamo che il segmento toracico non si estende per tutte le vertebre toraciche, ma termina più in
alto e quindi i nervi spinali devono essere un po' tirati, verticalizzati per fuoriuscire dal loro foro e
questo è ancora più evidente a livello lombare, più che a livello sacrale. Se noi consideriamo i vari
segmenti del midollo spinale, queste fettine che si chiamano “neuromeri” e la loro posizione,
vediamo che i neuromeri che vengono indicati con l'indicazione del foro da cui fuoriescono, quindi
C, T, L, S, per indicare appunto il livello della colonna su fermano, si arrestano a livello delle
primissime vertebre lombari. Quindi il midollo spinale come tessuto, come struttura, termina tra L1
e L2 della colonna vertebrale, ma naturalmente la fuoriuscita dei nervi deve essere mantenuta al
livello in cui si sono formati, quindi qui vedete per esempio che dai neuromeri sacrali i nervi
percorrono verticalmente tutto il resto del canale vertebrale per impegnarsi a uscire a livello sacrale,
quelli lombari altrettanto si trovano a livello toracico ma scendono e fuoriescono a livello lombare.
Allora, andando dai neuromeri cervicali verso i neuromeri sacrali assistiamo a una progressiva
verticalizzazione delle radici dei nervi spinali. Finchè si tratta di emergenza all'interno del canale
vertebrale noi parliamo di radici dei nervi spinali (poi vedremo come sono fatte), mentre invece
parliamo di nervo spinale per indicare la struttura che fuoriesce dai fori. Allora torniamo avanti coi
livelli, il tessuto termina tra L1 e L2 ma il midollo spinale naturalmente ha il proprio rivestimento
meningeo e il rivestimento meningeo come tutto il SNC avvolge, accompagna tutta la struttura
midollare con alcune caratteristiche che dobbiamo vedere subito. Guardate qui, vedete il corpo
vertebrale, vedete il midollo spinale sezionato, intorno al midollo abbiamo la pia madre, però tra la
dura madre, vedete, e il periostio c'è tessuto adiposo. Questa è una particolarità del midollo spinale:
quando entreremo nel cranio vedremo che la dura madre aderisce direttamente al periostio del
neurocranio, invece nel midollo spinale noi abbiamo che tra la dura madre e il periostio vertebrale
c'è interposizione di tessuto adiposo. Questa interposizione di tessuto adiposo sfrutta le proprietà
caratteristiche del tessuto, che sono di isolamento termico e di isolamento meccanico per proteggere
naturalmente il midollo spinale da differenze importanti di temperatura e anche dagli urti; ognuno di
noi riceve a livello del rachide una serie di microtraumi durante gran parte di una serie di attività
giornaliere (non parliamo poi a Napoli con le strade piene di buche che abbiamo) e tutti questi
microtraumi, sì, alla fine danneggiano la colonna, però vengono di fatto ammortizzate per quanto
riguarda gli effetti sul midollo spinale, da questo rivestimento di tessuto adiposo. Adesso, il sacco
meningeo che avvolge il midollo spinale (qui è stato aperto per far vedere naturalmente le radici dei
nervi) continua oltre L1-L2 e arriva fino a S2, fin qui quindi questo tratto da L1-L2 fino a S2
contiene, non il cilindro di tessuto nervoso che costituisce il midollo spinale, ma i rami nervosi
fortemente verticalizzati, talmente verticali che li chiamiamo “cauda equina”, cioè “coda di cavallo”
e il sacco meningeo che è rimasto ancorato a livello sacrale da una struttura ligamentosa può
progressivamente tirato verso il basso, quindi discesa, non risalita, man mano che la colonna
vertebrale si è allungata. Allora in questo spazio tra L1 e S2 noi abbiamo il sacco meningeo con
liquido cefalorachidiano, ma non abbiamo più la massa di tessuto nervoso. Allora, se noi vogliamo
prelevare liquido cefalorachidiano per analizzarlo, oppure se vogliamo somministrare dall'esterno
per le anestesie sottodiaframmatiche (per esempio sacro dopo il parto, parti intermedie dell'addome,
le cosiddette epidurali o peridurali), noi andiamo ad intervenire qui, nessuno infilerà un grosso ago
con mandrino a livello delle porzioni vertebrali che contengono midollo spinale per cui ci sarebbe
danno tissutale. Invece in questa zona noi possiamo, sempre con un po' di attenzione,
evidentemente, prelevare liquor per analizzarlo e non rischiare di danneggiare il midollo spinale.
L'apparecchio di salita del midollo spinale dovuto ai differenti tempi di raggiungimento della
maturità del SNC e dell'apparato scheletrico fa sì che ci sia un intervallo tra L2 e S2 in cui abbiamo,
come il sacco meningeo intero con il suo contenuto di liquor che avvolge però solamente le radici
solamente degli ultimi nervi spinali, e naturalmente il rapporto con la colonna vertebrale fa sì che a
tutti i livelli della colonna (adesso osserviamo dall'esterno, non più dall'interno), noi abbiamo
l'emergenza dei nervi spinali, cioè quella quota del SNP che a partire dalla parte centrale del
midollo spinale deve raggiungere la periferia, connettere il midollo con la periferia. Vedete, a livello
cervicale, a livello toracico, guardate questa porzione dove abbiamo l'emergenza dei nervi per gli
arti (torneremo su questo), c'è una maggior ricchezza di strutture nervose; la vedete questa
regolarità di emergenza dei nervi spinali da una fettina, da un neuromero di midollo spinale a destra
e a sinistra con una distribuzione estremamente regolare, questa distribuzione regolare che è di tipo
segmentale si è progressivamente alterata durante l'evoluzione: pensate a ua distribuzione
estremamente regolare di questo genere, immaginate che non ci siano queste espressioni, che cosa
pensate, pensate ai rettili (siamo quasi a Natale) pensate a un capitone, a un serpente, è fatto così,
una colonna vertebrale, un cranio molto più piccolo naturalmente e a distanze regolari le emergenze
di coppie di nervi. Questa struttura segmentale di base, come sempre quando parliamo del SNC, si è
mantenuta, però cosa è successo? Durante l'evoluzione si sono solo a tratti sviluppati gli arti e
quindi hanno richiesto una maggior quantità di tessuto nervoso per regolare la deambulazione e cos'
via, quindi a livello della porzione cervicale e della porzione lombare c'è stato un arricchimento
delle strutture nervose, poi i primati e l'uomo sono passati dalla posizione a quattro zampe alla
posizione eretta: questo ha voluto dire affrancare gli arti superiori dalla necessità di sostenere il
corpo e quindi di disporre di altre funzioni superiori al corpo, immaginate la spinta evolutiva che ha
comportato la stazione eretta, avere gli arti superiori a disposizione per tutta una serie di movimenti
e allora delle strutture nervose, e allora la struttura segmentale originaria che è stata mantenuta,
pensate ad esempio al nostro torace, la gabbia toracica si è andata riempiendo in corrispondenza
degli arti superiori e inferiori di una maggiore quantità di tessuto nervoso nel midollo e di una
maggiore lunghezza e complessità dei nervi spinali per sovraintendere e regolare la motilità degli
arti caratteristica appunto di queste porzioni del nostro organismo. Allora, il rapporto con la colonna
vertebrale che era estremamente semplice, perchè si è andato a sviluppare fin dallo sviluppo dei
Cordati si è mantenuta questa regolarità dell'emergenza dei nervi; vedremo che il rapporto con la
periferia è molto più complesso. Nei vertebrati sono molto meno regolari di quanto non appaiano i
nervi spinali ma naturalmente si è arricchito nei distretti dove era necessario di componenti
ulteriori. Adesso, questo rapporto così stretto con la colonna vertebrale porta con sé naturalmente
delle conseguenze: qui vedete i corpi vertebrali, i dischi intervertebrali, vedrete il midollo e
naturalmente l'emergenza spinale dei nervi. Questa è un'immagine ottenuta con fibre ottiche, vedete
il midollo spinale contenuto all'interno del sacco meningeo: questi sottili fili rosa sono appunto
quelli che diventeranno i nervi spinali dal momento che verranno uniti. Questa è la situazione
normale: però proprio questo rapporto così stretto con la colonna vertebrale che serve di proiezione
per il midollo spinale può creare dei problemi se succede quello che, sul neonato in questa
immagine, se il disco intervertebrale si sposta leggermente o una parte del disco ernia, cioè si
disloca diversamente dalla sua posizione anatomica, la cosiddetta ernia del disco, vedete una
protrusione più o meno voluminosa naturalmente che proprio per il rapporto topografico di estrema
vicinanza finisce per comprimere le radici del nervo spinale. Siccome le radici dei nervi spinali
sono disposte a grande regolarità sia da un punto di vista topografico, sia per il significato
funzionale, allora la compressione dovuta al disco che si è spostato, quindi dall'erniazione del disco,
finisce per danneggiare o le vie motrici o le vie sensitive a seconda di come si dispone questa
protrusione per creare una sintomatologia spesso molto dolorosa, e perchè molto spesso sono le
terminazioni sensitive ad essere compresse, fin qui richiede naturalmente un intervento clinico, se
non addirittura chirurgico allora il rapporto con il midollo spinale e la colonna vertebrale è un
rapporto difensivo di utilità per il midollo spinale ma se noi non trattiamo bene la nostra colonna,
non evitiamo gli sforzi sconsiderati può trasformarsi in un rapporto estremamente doloroso. Questo
è il rivestimento meningeo, l'abbiamo già detto e torniamo adesso al concetto di neuromero [e
vedete) oggi che i tatuaggi integrali sono così diffusi, sarebbe carino se qualcuno pensasse di
tatuarsi in modo anatomico, invece abbiamo strani disegni],ebbene questo genere di
pseudotatuaggio cosa ci indica? Ci indica l'organizzazione segmentale proiettata sulla superficie del
nostro corpo, per ognuna delle fettine dei neuromeri del midollo spinale noi che cosa abbiamo,
guardate, lo vedete in questo schema, qui ne abbiamo due di fettine, che cosa vediamo? Vediamo
una radice anteriore e una radice posteriore che si fondono a costituire il nervo spinale che fuoriesce
dal canale vertebrale, quindi qui siamo ancora all'interno del canale e addirittura all'interno del
sacco meningeo e abbiamo un'emergenza di fibre anteriormente e di fibre posteriori: alle fibre
posteriori è annesso un ganglio, che viene detto appunto “ganglio annesso alle radici posteriori”,
che si trova ancora dentro il sacco meningeo, radice anteriore e radice posteriore si fondono e
creano il nervo spinale, vedremo tra poco che cosa vuol dire da un punto di vista funzionale, ora
consideriamo la struttura. Appena il nervo spinale emerge dal canale vertebrale che cosa fa? Prima
di tutto fa subito un ramo posteriore che si distribuisce in parte alle meningi (ramo meningeo), in
parte si distribuisce al dorso. La colonna vertebrale non solo nei primati ma in tutti gli animali è
piuttosto superficiale a livello dorsale, per cui la quota di strutture che devono essere innervate
dietro alla colonna vertebrale è molto ridotta, per cui la il ramo dorsale è un ramo piccolo perchè
serve a innervare in buona sostanza i muscoli e la cute dorsale a livello della colonna. Poi c'è invece
il ramo ventrale, che è molto più sviluppato perchè la maggior parte delle strutture del nostro corpo
si trovano anteriormente alla colonna vertebrale o ventralmente nei quadrupedi, allora il ramo
ventrale è il ramo che ad esempio a livello toracico, quindi c'è la massima regolarità, vedete,
percorre la gabbia toracica e quindi innerva l'emitorace della zona corrispondente. Se invece il ramo
ventrale si trova al livello dell'arto superiore e dell'arto inferiore naturalmente si impegna a
costituire le strutture più complesse che sono i plessi che conoscete molto bene. In questo percorso
voi guardate il ramo ventrale da un ramuscolo nervoso che prende rapporto con questi gangli che si
trovano invece al di fuori del canale vertebrale, noi siamo usciti dal canale, sono gangli del sistema
nervoso autonomo, più precisamente sono gangli dell'ortosimpatico. Allora, per ogni neuromero noi
abbiamo due gangli (stiamo parlando del sistema nervoso per intero): un ganglio annesso alla radice
posteriore, che si trova all'interno del canale vertebrale e un ganglio invece esterno alla colonna
vertebrale che costituisce la catena gangliare paravertebrale, di pertinenza dell'ortosimpatico, e
quindi del SNA. Allora, se adesso consideriamo appunto un neuromero con le strutture nervose
corrispondenti noi abbiamo una di queste fettine in cui abbiamo diviso il torace e se consideriamo le
porzioni più complesse degli arti superiori e inferiori vediamo che anche queste hanno ovviamente
una coppia di nervi spinali di riferimento; sotto, per la verticalizzazione, per la distribuzione,
naturalmente c'è una distribuzione meno regolare di queste zone. Cosa vuol dire avere una coppia di
nervi spinali di riferimento? Vuol dire che la muscolatura di quel segmento verrà regolata, la
struttura scheletrica verrà regolata nel suo funzionamento da una coppia di nervi spinali e vuol dire
che tutte le sensazioni recuperate in quella zona verranno veicolate al SNC attraverso questa coppia
di nervi spinali (torneremo fra poco su questo). Allora, quando noi proiettiamo la distribuzione dei
territori di innervazione dei diversi neuromeri sulla superficie corporea abbiamo quelli che vengono
definiti “dermatomeri” cioè le porzioni della superficie corporea che fanno capo per la raccolta delle
informazioni sensitive a una determinaa coppia di nervi (e voi avete parlato delle diverse tipologie
di sensitività dell'informazione che possiamo raccoliere con il prof.Sciorio, ma le rivedremo più
volte durante il nostro percorso). Torniamo adesso al nostro concetto di neuromero e dermatomeri,
cosa abbiamo detto? La regolazione della motilità e il recupero delle informazioni. Adesso, questo è
il nostro amico con il suo midollo spinale che voi vedete e queste sono due immagini che ci danno
invece informazioni diverse. Queste sono le percentuali dei traumi midollari nelle popolazioni dei
paesi sviluppati come il nostro, vedete che la maggior parte dei traumi midollari sono legati agli
incidenti, alla traumatologia della strada, soprattutto, ma non esclusivamente, sulle due ruote e qui
vedete che il risultato di un trauma importante del midollo spinale, (ecco perchè dobbiamo curarci
delle nostre strutture corporee, stare attenti a quello che facciamo): siccome abbiamo detto che il
midollo spinale trasporta le informazioni che vengono dalla periferia o provengono dal centro, ed è
una formazione che poi distribuisce queste informazioni alla periferia, allora, se noi avevamo una
lesione a livello cervicale, che cosa vuol dire? Vuol dire che le vie ascendenti e le vie discendenti
vengono interrotte a questo livello. Guardate tutta la parte azzurra è partizzata, nel senso che non ha
più motilità volontaria e sensibilità cosciente, è la cosiddetta “tetraplegia”; se invece la lesione è più
in basso nella porzione bassa cervicale, vedete, c'è un maggiore margine, se andiamo a livello
toracico abbiamo ancora la possibilità degli arti inferiori e superiori, parliamo di “paraplegia”, se
ancora più in basso a livello lombare, solo gli arti inferiori, perchè? Perchè abbiamo detto che dai
neuromeri corrispondenti, i nervi spinali, sempre più verticali si dirigono verso il loro territorio di
innervazione, per cui una sezione a vario livello taglia i rapporti della periferia con il centro, al
livello corrispondente, quindi l'emergenza dei nervi ci darà come risultato di inattivare tutti i
dermatomeri sottostanti, quindi a seconda del livello noi abbiamo delle lesioni che come potete
immaginare, perchè come abbiamo detto quando ci siamo visti per la prima volta sul sistema
nervoso, le strutture più primitive, più semplici, come il midollo spinale, sono quelle la cui lesione
provoca effetti più devastanti, quindi più semplice ed efficiente e proprio di base è la la struttura,
più devastante sarà l'effetto su ciò che è là; più evoluta è la struttura, più complesse le funzioni che
da esse dipendono, più complicata la qualità della vita, ma non la vita, ad esempio della corteccia,
se non c'è la corteccia non possiamo parlare, suonare il pianoforte, ma se c'è un danno al midollo
spinale, immediate le conseguenze. Il midollo spinale è una struttura che è protetta da una teca
ossea e dai rivestimenti di tessuto adiposo: può per la sua estensione, per la sua posizione, subire dei
danni importanti, e questi danni ci danno immediatamente, naturalmente, un effetto importante.
Adesso, vediamo com'è fatto il midollo spinale: prima di tutto ovviamente poiché siamo anatomici
vediamo la configurazione esterna. Questo è il midollo spinale estratto dal canale vertebrale (non
abbiamo trovato lo stesso come nell'immagine precedente, ma qui è disteso), cosa vediamo? La
forma appare leggermente cilindrica però se osserviamo bene questo cilindro è abbastanza
irregolare, prima di tutto guardate la forma: appare leggermente cilindrica, però se osserviamo bene
questo cilindro è abbastanza irregolare, prima di tutto guardate la porzione terminale è allungata
perchè abbiamo detto progressivamente stretta verso il basso, questo è il “cono terminale” dal
progressivo allungamento della colonna vertebrale. Vediamo che il nostro cilindro è ulteriormente
alterato nella sua regolarità da due porzioni più espanse o rigonfiamenti, da cui emerge quella
maggiore quantità di fibre nervose che abbiamo detto sono necessarie per l'arto superiore e l'arto
inferiore e quindi come al solito dove c'è più necessità aumenta la quantità di cellule di queste
strutture nervose e quindi aumenta anche il volume: allora, il rigonfiamento cervicale per l'arto
superiore e il rigonfiamento lombo-sacrale per l'arto inferiore. Se adesso osserviamo la superficie
del midollo spinale qui c'è il grande foro occipitale, quindi da qui in giù il midollo spinale, vediamo
dei solchi, un solco vediamo anteriore, un solco lo vediamo posteriore e naturalmente che dividono
il neuromero in due antimeri. Il neuromero è tutta la fetta, antimeri le due metà, destra e sinistra,
oltre ai solchi mediani anteriore e posteriore vediamo dei solchi laterali (questa è un'immagine
anteriore quindi vediamo i solchi laterali anteriori, ma altrettanto c'è posteriormente). I solchi
laterali corrispondono all'emergenza delle radici, anteriore e posteriore, poi solco mediano anteriore
e solco mediano posteriore non danno passaggio a nessuna struttura quindi sono due solchi che si
continuano su tutta la superficie, invece i solchi laterali proprio vengono utiliati per la fuoriuscita
delle radici spinali e sono interrotti dalla fuoriuscita delle fibre nervose. Se adesso immaginiamo di
sezionare il midollo spinale cominciamo a familiarizzare quest'immagine che rappresenta la
distribuzione della sostanza grigia e della sostanza bianca all'interno di questa formazione. Che cosa
abbiamo detto? Sostanza grigia all'interno, sostanza bianca intorno; in posizione centrale c'è questo
canalìno che rappresenta la continuazione a livello spinale di quelle cavità interne che abbiamo
visto svilupparsi insieme al SNC che contengono e producono liquido cefalorachidiano: quindi
come tutte le strutture del SNC noi abbiamo liquido cefalorachidiano all'interno di questo canalino e
liquido cefalorachidiano intorno nello spazio aracnoideo. Poi vediamo la sostanza grigia ammassata
all'interno intorno a questo canalino: la sostanza grigia ha una forma che i neuroanatomici (che
naturalmente erano dei poeti), hanno paragonato a una farfalla (e qui finisce la poesia, perché poi)
queste estroflessioni che vedete vengono chiamate corna anteriori e posteriori. In questa analogia tra
le farfalle e le corna (…) questa massa centrale di tessuto nervoso presenta una forte compattezza
che è una peculiarità del midollo spinale: in tutte le altre zone del sistema nervoso noi vedremo
zolle di sostanza grigia definite “nuclei” , cioè masse di corpi cellulari che hanno delle
caratteristiche comuni. Anche qui abbiamo masse di corpi cellulari che hanno caratteristiche
comuni, ma sono tutte quante compattate tra di loro e questo ci consente di utilizzare per il midollo
spinale un sistema diverso di classificazioni come noi vedremo. Intorno alla sostanza grigia si
organizza la sostanza bianca che è fatta naturalmente dalle fibre che anno e vengono da questi corpi
cellulari vicini. Se adesso osserviamo le sezioni del midollo spinale vediamo naturalmente che sono
più espanse in corrispondenza dei rigonfiamenti cervicale e lombosacrale e sono meno voluminose
nella porzione regolare toracica e ancor più nella porzione regolare toracica e ancor più nella
porzione inferiore sacrale. La dimensione, noi lo sappiamo già, dipende dalla quantità di fibre
nervose, però guardate, se noi andiamo in direzione craniocaudale vediamo che progressivamente
naturalmente diminuisce la quantità di tessuto nervoso, perchè questo? Che cosa c'è che passa nel
midollo spinale? Nella sostanza bianca ci sono, che scendono dall'encefalo del SNC le vie motrici,
scendono, quindi sarà progressivamente tutte quante del massimo volume a livello cervicale, poi
man mano che si distribuiscono al loro livello, andando verso il basso diminuiranno, perchè man
mano si arrestano per regolare la motilità a livello dei vari neuromeri. Invece dalla periferia salve
verso l'encefalo tutta la grande componente delle vie sensitive, divise convenzionalmente in tre
sistemi diversi. Allora, le vie sensitive si originano in periferia, quindi nelle porzioni terminali del
midollo ci sarà una componente sensitiva che man mano che risaliamo sarà affiancata da altre fibre
sensitive, per cui di nuovo avremo scarsa componente di sostanza bianca, per le vie sensitive a
livello lombare ma man mano che si aggiungono altre fibre sensitive questo aumenterà di volume e
diventerà massima a livello cervicale quando sta per portare le informazioni sensitive all'interno del
neuroencefalo. Allora di fatto il volume della sezione va diminuendo man mano che ci avviciniamo
alle porzioni sacrali, però per quanto sia più o meno omogenea, la forma della sostanza grigia e la
disposizione della sostanza bianca con le variazioni quantitative che abbiamo visto, possiamo
vedere la nostra farfalla di sostanza grigia presenta una forma un po' diversa a seconda della zona
che consideriamo: queste forme un po' diverse corrispondono a masse di sostanza grigia in alcune
porzioni del midollo spinale piuttosto che in altre. Per indicare un neuromero noi utilizziamo,
abbiamo detto, la lettera e il numero del corrispondente foro vertebrale, allora, come se fosse una
battaglia navale noi possiamo indicare qual è l'estensione di una colonna di sostanza grigia che può
procurare quelle deformazioni che vedete, ci torniamo tra poco. Questo è il canale midollare con il
suo rivestimento di cellule ependimali, questa è la classica popolazione cellulare gliale coinvolta
nella formazione del liquido cefalorachidiano; invece vediamo quest'immagine (che abbiamo già
visto nel nostro primo incontro) e cioè: per le vie ascendenti o sensitive, sensibilità somatica e
sensibilità viscerale per le vie discendenti o motrici, vie motrici somatiche, volontarie per i muscoli
scheletrici, vie motrici viscerali e involontarie per la muscolatura liscia viscerale. Ora, il nervo
spinale è per definizione un nervo misto, contiene quattro componenti nel momento in cui emerge
dal canale vertebrale, poi queste quattro componenti vanno a distribuirsi in modo diverso, ma anche
se sempre molto regolare è sempre un nervo misto. Questo vuol dire che nel midollo spinale avremo
vie sensitive somatiche e viscerali che salgono verso l'encefalo, quindi vie proiettive ascendenti e
vie motrici somatiche e viscerali che scendono verso la periferia, quindi sistemi proiettivi
discendenti. Adesso, nel midollo spinale naturalmente studiamo sia la sostanza grigia che la
sostanza bianca, come faremo per tutti i sistemi che incontreremo. La sostanza grigia è all'interno,
la sostanza bianca all'esterno. Adesso, in questa immagine vedrete le due modalità per affrontare lo
studio della sostanza grigia. Se noi consideriamo le peculiarità della sostanza grigia nel midollo
spinale, che si trova ad essere compattata abbiamo detto intorno al canale midollare, con una
distribuzione che è piuttosto speculare nei due antimeri che sono l'immagine speculare l'uno
dell'altro, noi possiamo adottare per questa massa compatta di sostanza grigia la divisione in lamine
o in nuclei. La classificazione in nuclei è analoga a quella che vedremo per tutti gli altri distretti del
SNC. Già dalla prossima porzione, cioè il tronco encefalico, vedremo la distribuzione dei nuclei.
Invece la distribuzione in lamine è peculiare esclusivamente del midollo spinale. In linea di
massima la distribuzione in lamine è forse più semplice per la localizzazione ma possiamo adoare
indifferentemente tutte e due. Vediamole nell'insieme: allora, le lamine sono 10, iniziano da un
punto di vista numerico dalle corna posteriori (stiamo parlando solo di sostanza grigia). La I e la II
lamina rappresentano la porzione più superficiale del corno posteriore, poi abbiamo verso la base
del corno III, IV, V e VI lamina. Che cosa c'è? Tutto il sistema nervoso è sempre molo regolare e
molto schematico nella sua disposizione. Alloa, che cellule troviamo in queste prime sei lamine di
sostanza grigia? Andando dalla testa verso la base del corno posteriore noi troviamo cellule
sensitive, cioè cellule in cui arrivano informazioni sensitive e specificamente nella porzione
superficiale (soprattutto III e IV lamina) sensibilità somatica; nella porzione della base del corno
sensibilità viscerale, con una precisazione: I e II lamina sono costituite da una porzione di sostanza
grigia che si chiama “sostanza gelatinosa di Rolando” e “sostanza marginale di Lissauer, che svole
(soprattutto la sostanza gelatinosa di Rolando), un ruolo di selezione (chiariamo questo concetto): la
nostra possibilità di captare informazioni sensitive è estremamente ampia, ma non tutte le
sensazioni che siamo in grado di percepire sono significative: se noi venissimo bersagliati momento
per momento da tutte le informazioni sensitive dei nostri recettori del corpo, non avremmo tempo
praticamente tempo per nient'altro, non parlo neanche di studiare l'anatomia, ma neanche andare al
cinema, chiacchierare con degli amici, cioè fare tutto quello che vi sembra interessante e piacevole
durante tutta la giornata; allora la sostanza gelatinosa di Rolando svolge una funzione di filtro, di
cancello (teoria del gate, del cancello). Le informazioni sensitive che arrivano dalle radici posteriori
e quindi hanno una valenza sensitiva, trasporta informazioni sensitive e entra aprendo post-sinapsi
per prendere sinapsi attraverso le cellule sensitive attraverso la sostanza gelatinosa di Rolando
vengono vagliate e se non sono significative vengono arrestate. Questo processo che rientra in
quella caratteristica che forse abbiamo già nominato parlando delle vie nervose, che è il controllo
inibitorio, il nostro sistema nervoso funziona attraverso l'inibizione: la maggior parte delle grandi
patologie neurologiche consistono in una mancanza di inibizione. Allora, il concetto di inibizionne
si svolge a vari livelli, per esempio anche l'assuefazione, se noi proviamo più volte la stessa
sensazione che non è significativa ci abituiamo e non ci pensiamo più; ha a che fare con il concetto
di soglia individuale, io posso trovare significativa una sensazione un altro può considerare invece
irrilevante, insomma, ha tutta una serie di sfumature, alcune di queste a livello (individuale). Allora,
le informazioni che arrivano dalla periferia, e devono essere poi veicolate verso il midollo spinale,
passano un primo controllo, attraverso la sostanza gelatinosa di Rolando. Allora, se voi stamattina
quando vi siete alzati, avete tolto il pigiama, o la camicia da notte o quello che usate, e vi siete
vestiti, in quel momento che cosa è successo? I vostri recettori periferici hanno percepito la
differenza di contatto tra Chanel NO5, un pigiama o quello che usate, e il vestito che avete
indossato, avete indossato un vestito, non è significativo per il sistema nervoso una volta che l'avete
indossato sapere più questa sensazione, perchè non è una sensazione particolarmente importante,
per cui siete venuti a lezione e (spero che una delle poche sensazioni in questo momento che fa
breccia nella vostra sostanza gelatinosa sia ascoltare la lezione). Però che cosa succede? Quando poi
stasera, stanotte, farete l'operazione contraria, di nuovo, per qualche istante avrete la sensazione del
cambio di contatto; se invece stamattina aveste indossato un cilicio (avete presente il cilicio, il
codice da Vinci, quella cosa piena di chiod per fare tutto in santità), prima di tutto non sareste douti
venire a lezione in questo secondo, fareste molti voti di santità, sarebbe un bene, ma la sostanza
gelatinosa non fermerebbe questa sensazione perchè è una sensazione importante, è una sensazione
dolorosa, il dolore sembra un segnale d'allarme, quindi inneschereste una sensazione che perdura
finchè indossate il cilicio (…) e supera la soglia di significatività. Dunque a seconda di quanto è
significativa la sensazione questa prima lamina di sostanza grigia può farla passare oppure no.
Continuiamo il nostro percorso; nel corno posteriore troviamo la base e qui arrivano le informazioni
sensitive viscerali, cioè quelle che provengono dai visceri, sono informazioni sensitive che per la
maggior parte non raggiungono la coscienza: anche qui c'è un concetto di soglia: se sono
informazioni sul normale funzionamento dei visceri, non diventano coscienti, però cosa abbiamo
detto anche parlando dello stomaco? Se noi facciamo colazione con cappuccino e cornetto le
informazioni sulla sensibilità viscerale che arrivano dal nostro apparato digerente non sono
rilevanti; se invece noi facciamo un pasto di Natale, quindi dilatiamo lo stomaco, impegniamo
grandemente pancreas, fegato e tutto quanto, e insomma abbiamo anche una distensione della parete
degli organi importante, allora l'informazione di sensibilità viscerale che arriva qui può acquisire
una fornitura dolorifica, e allora supera il livello di soglia e viene trasmesso al livello di coscienza,
perché così smettiamo di mangiare. Allora, di fatto anche qui noi abbiamo che l’informazione
viscerale sensitiva arriva, viene decodificata, viene smistata nei centri che devono regolare per
esempio l’attività viscerale, ma se supera un certo livello viene proiettata a livello cosciente perché
è un segnale d’allarme come tutte le situazioni dolorose. Adesso andiamo verso il corno anteriore,
abbiamo VII, VIII e IX lamina, sono le sedi di localizzazione dei motoneuroni, cioè delle cellule
nervose che mandano i loro assoni fuori con le radici anteriori, per costruire la motilità somatica o
viscerale. Allora, analogamente al corno posteriore, nella base del corno posteriore abbiamo i
motoneuroni viscerali per la motilità della muscolatura liscia dei visceri, nella testa (lamina IX) del
corno anteriore abbiamo i motoneuroni per la motilità somatica, motoneuroni α e motoneuroni γ.
Ricordate i motoneuroni γ, abbiamo detto qualcosa l’anno scorso per il circuito γ, che è il circuito
del tono muscolare. L’ultima lamina, la lamina X, in questa zona di sostanza grigia si trova
localizzata intorno al canale midollare. Adesso, se invece preferiamo la localizzazione in nuclei e
vediamo questi colori che già conosciamo, rappresentati qui, allora, vediamo nel corno posteriore,
passata la lamina I e II, già nella II abbiamo le cellule della sensibilità somatica, più in basso
vediamo la sensibilità viscerale, qui vediamo le cellule motrici viscerali – motilità del muscolo
liscio – qui vediamo le masse di motoneuroni per la motilità somatica. Allora, una discriminazione
che in direzione dorso-ventrale vede le quattro tipologie di cellule che daranno o riceveranno le
fibre delle radici per cui le radici anteriori che emergono nel solco laterale anteriore sono costituite
dagli assoni dei motoneuroni somatici e viscerali, quindi sono radici motorie, le radici posteriori
arrivano, trasportano l’impulso al corno posteriore, quindi hanno una direzionalità opposta in cui
arriva l’impulso e trasportano le informazioni sensitive somatiche e viscerali, per cui la schematicità
che abbiamo detto è molto evidente, molto ripetuta, sia topografica per la localizzazione delle
cellule. Adesso consideriamo però le caratteristiche che abbiamo visto per quanto riguarda le
dimensioni della sostanza grigia. Abbiamo visto in alcune sezioni che la sostanza grigia è più
voluminosa, in altre meno voluminosa. Qui vediamo le lamine in cui ci sono i cambiamenti di
dimensione della sostanza grigia e quindi i neuromeri interessati, per esempio da C8 a L3, che
appunto è la localizzazione dei neuromeri, la fine dei cervicali fino ai lombari, nella lamina VII
troviamo due estrazioni (le vedete qui) che sono costituite da colonna dorsale di Clarke e i nuclei
intermedio mediale e laterale. Che significato hanno queste strutture? La porzione dei nuclei della
colonna VII è la zona del tratto da C8 a L2 da cui si originano due sistemi sensitivi che raccolgono
le informazioni dall’apparato motorio (muscoli, tendini e articolazioni) e le trasportano al
cervelletto, sono presenti questi neuroni solo in questa sede e questo crea una serie di problemi
interessanti nel nostro sistema nervoso, che normalmente risolve in modo diverso, per cui le
informazioni sensitive che arrivano attraverso la radice posteriore e raggiungono questo spazio in
cui abbiamo che cosa? Abbiamo una colonna di neuroni per i motoneuroni viscerali (per la motilità
viscerale), da cui partiranno le fibre della motilità viscerale. Perché da C8 a L2? Perché in
corrispondenza di C8 e L2 c’è la colonna di cellule dell’ortosimpatico (questo è tutto ortosimpatico)
e al di fuori della colonna i gangli paravertebrali, per cui questa è la zona tra C8 e L2 in cui abbiamo
la localizzazione spinale del sistema ortosimpatico (noi abbiamo più volte di para- e ortosimpatico,
ne parleremo ancora nei prossimi giorni), e sapete quindi che parasimpatico è occipitale e sacrale,
l’ortosimpatico è tutto nell’estensione midollare da C8 a L2, naturalmente i propri motoneuroni, per
cui in questo tratto abbiamo che la sostanza grigia è in questo tratto normalmente più voluminosa.
La lamina IX invece, che contiene i motoneuroni della sensibilità somatica e sempre molto più
voluminosa nella zona in cui emergono le radici anteriori per i muscoli degli arti; quindi nei due
rigonfiamenti, rigonfiamento cervicale e rigonfiamento lombosacrale, e qui vedete la disposizione
dei motoneuroni, che come sempre nel SNC non è casuale, ma corrisponde a un ordine preciso, per
cui vedete i flessori e gli estensori localizzati in modo diverso. Qui vedete le varie zone del corpo la
cui motilità è regolata da questi motoneuroni, quindi una schematicità e quindi una riproducibilità
estremamente precisa. Allora, con la distribuzione che abbiamo detto prima, o in lamine o in nuclei,
dobbiamo tener presente che ci sono zone della sostanza grigia che presentano espansioni
particolari: da C8 a L2 colonna dorsale e nucleo intermedio mediale e laterale e per quanto riguarda
la lamina IX a livello dei rigonfiamenti cervicali e lombosacrale. Di nuovo, solo perché qui c’è una
maggior quantità di cellule per una maggiore richiesta funzionale, nella sostanza bianca
consideriamo solamente i grandi sistemi di proiezione discendenti ed ascendenti, cioè quelli che
consentono al midollo spinale di funzionare in sinergia con i centri superiori, sostanza bianca
(quella che troviamo nei due antimeri in modo da poterla colorare tutte in blu le vie sensitive e in
rosso le vie motrici), se sovrapponiamo le due immagini riempiamo quasi tutta la sostanza bianca.
Per convenzione nella sostanza bianca del midollo spinale noi distribuiamo un cordone anteriore,
che è diviso a metà dal solco mediano anteriore e ha come margine laterale l’emergenza anteriore
dei nervi spinali, un cordone laterale che va dal solco laterale anteriore al solco laterale posteriore e
quindi è delimitato dalle radici, anteriore e posteriore, e un cordone posteriore di nuovo diviso a
metà dal solco mediano posteriore, che naturalmente va dalle radici posteriori al solco mediano.
Queste tre zone (cordone anteriore, cordone laterale e cordone posteriore) ospitano sia fasci di
proiezione ascendenti che discendenti, fatta eccezione per il cordone posteriore che ospita quasi
esclusivamente vie ascendenti (ci torneremo tra poco su queste vie ascendenti), per il resto vedete,
anteriore e laterale contengono sia le vie sensitive che motorie, quindi fasci bidirezionali, li vedete
indicati (non li nomino): quello che dobbiamo dire subito però è che la terminologia dei fasci ci
aiuta (es. fascio cortico-spinale laterale vuol dire arriva dalla corteccia al cordone laterale, fascio
cortico-spinale anteriore, arriva dalla corteccia al cordone anteriore del midollo spinale, fascio
spino-talamico, parte dal midollo spinale, va al talamo). Il nome dei fasci, tranne qualcuno che per il
protagonismo, per l’importanza degli scienziati prende proprio il nome dello scienziato, per la
maggior parte hanno una terminologia che ci dice le stazioni di partenza e di arrivo, lo stesso anche
la loro localizzazione, quindi non spaventiamoci perché capiremo tutto rapidamente. Adesso
esaminiamo rapidamente le vie motrici, le vie discendenti del midollo spinale. Noi sappiamo che
abbiamo due grandi sistemi di vie motrici: il sistema piramidale e il sistema extrapiramidale. Tutti e
due i sistemi hanno naturalmente caratteristiche comuni, partono tutti e due dall’area motrice della
corteccia e scaricano tutti e due sui motoneuroni (vie motrici somatiche) e tutte e due decussano
(queste sono le caratteristiche comuni, partenza, decussazione, terminazione), per tutto il resto sono
diversi. Il sistema piramidale è il più simpatico, giustamente, per la verità anche rapido, perché è
una via monosinaptica, cioè c’è un unico arresto sinaptico (questa è la vera differenza tra i due
sistemi, insieme al fatto che il sistema piramidale è un sistema totalmente volontario, per cui
quando parliamo di motilità volontaria pensiamo sempre al sistema piramidale (questo è un piccolo
errore ma lo vedremo). Allora, il sistema piramidale parte dalla corteccia, naturalmente dovendo
muovere i diversi sistemi del nostro corpo, scende nel midollo spinale con due contingenti diversi:
la grande maggioranza incrocia a livello del bulbo, quindi a livello intracranico, e scende nel
cordone laterale contro laterale, quindi origina nella corteccia e incrocia a livello del tronco
encefalico, scende nell’antimero opposto rispetto all’origine, quindi se origina nella corteccia di
destra scende nell’antimero di sinistra e arriva all’altezza del motoneurone che deve regolare. E’
ancora l’assone della cellula corticale, quindi io immagino i miei assoni che devono regolare l’arto
inferiore, quindi sono alcune decine di centimetri di assone che scendono e arrivano al motoneurone
giusto. Quando noi abbiamo raggiunto la stazione eretta, che cosa abbiamo detto? Abbiamo liberato
l’arto superiore e l’abbiamo reso disponibile per altri movimenti, e naturalmente sia le scimmie, i
nostri cugini primati, sia gli uomini primitivi hanno approfittato di quest’evoluzione, ma la fine
regolazione dei movimenti dell’arto superiore non era ancora contemplata nel corredo nervoso del
sistema, per cui l’evoluzione ha richiesto passaggi successivi, un nuovo contingente di fibre nervose
che regolasse la fine motilità ad esempio della mano, che caratterizza tutto il midollo, allora il fascio
corticospinale si è arricchito di un’altra serie di neuroni che servono per regolare la motilità della
mano: queste fibre scendono insieme al fascio corticospinale ma non incrociano allo stesso livello,
bensì cominciano a scendere omolateralmente, discendono nel cordone anteriore e sono questo
fascio che abbiamo visto qui, fascio corticospinale anteriore e questo è il fascio corticospinale
laterale in tutta la via diretta. Questo è un piccolo contingente che serve per i muscoli della mano:
allora, se serve per i muscoli della mano dove arriverà? Allora a livello cervicale perché da qui
partono le fibre che arrivano ai muscoli della mano; in più siccome si tratta di un fascio
corticospinale, anche se fa eccezione perché non incrocia nel (dotto??) giusto, incrocerà però al
momento di raggiungere il suo motoneurone, per cui il fascio corticospinale anteriore incrocia a
livello cervicale, e poi va al motoneurone che vi interessa. Allora, il sistema piramidale o
corticospinale parte dalla corteccia, scende nel cordone laterale o nel cordone anteriore, a seconda
del contingente (85% laterale, più piccola la porzione anteriore) e raggiunge il motoneurone della
lamina IX per la motilità della mano (il corticospinale anteriore) per la motilità somatica volontaria
il corticospinale laterale. Sono movimenti interamente volontari. Il sistema extrapiramidale è invece
questa specie di ping-pong di sinapsi che vedete nell’immagine e quindi è caratterizzato dal fatto di
essere polisinaptico; è ancora un sistema volontario: noi decidiamo di fare un movimento e lo
iniziamo col piramidale e poi l’extrapiramidale subentra ed esegue il movimento; quindi il sistema
extrapiramidale è quello che ci garantisce una esecuzione automatica del movimento. Perché noi
possiamo svolgere con un certo automatismo un movimento, dobbiamo avere acquisito quel
programma motorio. Noi abbiamo programmi motori innati (per esempio i neonati incominciano a
cercare di tirare su la testa con risatine di gioia dei genitori, poi a un certo punto dovendo (nuotare?)
i muscoli sono abbastanza forti e il neonato regge la testa: a quel momento comincia a girare a
quattro zampe, con altri gridolini di gioia, si dice sta “gattonando”, perché sta ripercorrendo la
filogenesi camminando come un gatto, e dopo un po’ finalmente riesce a gattonare benissimo, poi
non basta, vuole camminare con la stazione eretta. Siamo arrivati intorno ai 10 mesi di vita, a questo
punto il bambino ondeggiando in modo particolare comincia a saggiare le sue possibilità di
camminare, poi finalmente è libero e felice, comincia a camminare, vuol far vedere tutto quello che
si trova più in alto, rispetto a quando era a quattro zampe, mamma e papà sono (felici?)). Questo
programma motorio è innato e tutti i neonati seguono questo programma, e lo seguono in modo
talmente omogeneo che possiamo valutare le tappe per decidere se il sistema nervoso del bambino
sta evolvendo in modo corretto, perché il programma motorio è innato. Altrettanto i programmi
motori specie-specifici che ci sono per i cuccioli di tutti gli animali. Però se pensiamo alla nostra
giornata noi usiamo per la maggior parte programmi motori acquisiti, abbiamo imparato a vestirci, a
parlare, a lavarci i denti, a infilare il biglietto nell’obliteratrice o se prendiamo la macchina, tutte
cose che impariamo e che facciamo con molta disinvoltura, in modo automatico. Però quando lo
stavamo imparando non eravamo altrettanto disinvolti, perché noi impariamo con la ripetizione
attraverso il piramidale. Quando abbiamo imparato un gesto abbastanza da avere immagazzinato
quel programma motorio interviene l’extrapiramidale, perché è l’extrapiramidale che immagazzina
il programma motorio; per cui quando abbiamo imparato a parlare, parliamo a volte anche senza
pensarci. Quando abbiamo imparato a guidare la macchina, guidiamo in modo disinvolto e intanto
chiacchieriamo, accendiamo la radio, mandiamo messaggini o altre cose. Noi facciamo di tutto
perché abbiamo affidato all’extrapiramidale, il nostro pilota automatico, l’esecuzione del
movimento, ma il movimento è volontario, cioè c’è la nostra decisione e poi l’extrapiramidale con
tutte queste stazioni si occupa di regolare i vari aspetti del movimento e quindi lo eseguiamo con
molta fluidità. Il sistema extrapiramidale con proprio questa grande serie di sinapsi da origine a un
gran numero di fasci che hanno vari nomi: allora, le componenti extrapiramidali costituite da una
serie di fasci e ogni fascio si occupa di un determinato aspetto del movimento: ci sono per esempio
reticolospinale e rubrospinale , sono due fasci del sistema piramidale che si occupano dei muscoli
estensori (reticolospinale) e flessori (rubrospinale). Noi abbiamo la stazione eretta, utilizziamo
soprattutto i muscoli estensori, per cui il reticolospinale è attivo, il rubrospinale è inibito. Se noi
però vogliamo andare a sciare dobbiamo potenziare i muscoli flessori, perché dobbiamo abbassare il
nostro baricentro per sciare bene, allora facciamo la ginnastica pre-sciistica: cosa facciamo? Ci
abituiamo a usare i muscoli flessori, quindi attiviamo il fascio rubrospinale. Il sistema
extrapiramidale ha tanti fasci che si occupano di definire gli aspetti del movimento in modo che
quando noi decidiamo di compiere un tipo di movimento, il sistema è già in relazione coi sistemi di
controllo del movimento.
VIE SENSITIVE
Lo schema è sempre lo stesso, quattro neuroni: proto neurone gangliare (nel ganglio annesso alla
radice posteriore), le vie motrici usano naturalmente le radici anteriori; per le radici posteriori le vie
ascendenti sensitive. Il primo neurone si trova nel ganglio e riceve le informazioni dalla periferia
attraverso i dendriti; dal ganglio parte un assone che entra nella radice posteriore del midollo
spinale; nel midollo spinale a diversa altezza oppure più in alto ancora nel tronco encefalico, sempre
la porzione assiale c’è il secondo neurone della via; il secondo neurone della via fa sempre la stessa
cosa, incrocia, passa dall’altra parte (la decussazione è una caratteristica talmente costante, che
quando non c’è lo segnaliamo, parliamo di fascio diretto, è un’eccezione, tutte le vie decussano ad
incrocio); allora il secondo neurone incrocia e sale. Questo è un sistema proiettivo ascendente, porta
le informazioni ai centri superiori dove devono essere elaborate; la via ascendente va poi al talamo
(terzo neurone), a cosa serve questo terzo neurone talamico? L’informazione è arrivata come un
impulso elettrico, una depolarizzazione: quando arriva al talamo comincia ad avere una coloritura,
positiva o negativa, non è ancora una discriminazione, però comincia ad acquistare un aspetto, tanto
che gli antichi pensavano che il talamo fosse la sede dell’anima, sapevano che nel talamo comincia
l’elaborazione; III neurone talamico invia l’assone alla corteccia; IV neurone che è quello della
rappresentazione cosciente, per cui non so solo se è positiva o negativa la sensazione, ma posso
descriverla con precisione, e così via. Allora, questo è lo schema generale delle vie sensitive della
sensibilità somatica generale, sensibilità cosciente. Uno schema molto simile lo vediamo anche con
gli organi di senso (…) come è impegnato il midollo spinale in questi fasci di proiezione
ascendenti? Il primo sistema sensitivo è quello della sensibilità generale, proprio lo schema che
abbiamo visto prima, proto neurone gangliare, secondo neurone nella lamina II-III del midollo
spinale. Cosa fa il III neurone? Incrocia, passa attraverso la lamina X, e sale contro lateralmente
nella sostanza bianca, e in questo modo talamo e corteccia. Quindi che tipo di sensibilità mi porta?
La sensibilità generale, e siccome costituisce un grosso fascio di fibre ascendenti sensitive nel
cordone laterale, parliamo di lemnisco spinale. Il termine lemnisco, che incontrerete più volte
rappresenta da sempre un fascio di natura sensitiva, quindi lemnisco spinale sono le informazioni
sensitive che salgono nel midollo spinale con il primo sistema sensitivo. Secondo sistema è la via
spinocerebellare: la via spino cerebellare trasporta informazioni sensitive per la sensibilità
propriocettiva, cioè da organi interni (proviene da muscoli, tendini e articolazioni), sono
informazioni sensitive molto importanti: naturalmente però non devono arrivare a livello di
coscienza, anche se voi ormai siete coscienti e coscienti di decine e decine e decine di muscoli, e di
quante articolazioni e tendini abbiamo. Nessuno di voi per quanto abbia studiato bene anatomia I sa
descrivere come stanno tutti i suoi muscoli e le articolazioni, né gli interessa saperlo, è già tanto che
sa quali sono; queste informazioni sensitive però devono dare al sistema nervoso le informazioni
che poi verranno utilizzate per eseguire i nostri programmi motori, informazioni molto importanti.
Allora, le informazioni che provengono da queste strutture entrano nel midollo spinale, sempre
protoneurone nel ganglio e dove vanno? Vanno da C8 a L2, in quelle due strutture che salgono
lateralmente, che abbiamo chiamato colonna dorsale di Clarke e nucleo intermedio. Allora, proprio
lì c’è il secondo neurone: che cosa fa questo secondo neurone? Può fare due cose: può salire senza
incrociare (fascio spinocerebellare dorsale o diretto), lo segnaliamo perché è strano, è un’eccezione,
oppure può invece incrociare (fascio spinocerebellare ventrale o crociato). Salgono, e dove vanno?
Queste sono informazioni che non devono raggiungere la coscienza, ma devono essere utilizzate per
la regolazione motoria della coordinazione, quindi vanno al cervelletto (terzo neurone nel
cervelletto). Siccome queste informazioni non le dobbiamo decriptare, descrivere accuratamente,
noi non le vogliamo nella coscienza, vogliamo soltanto queste informazioni. Allora, vedete, la
prima va alla corteccia telencefalica, qui arriva al cervelletto. Quindi un sistema sensitivo di 3
neuroni che va al cervelletto che è la sede di elaborazione di queste informazioni. Guardate questi
fasci, diretto e ventrale, che vanno a questa metà del cervelletto, fanno sì che ognuna delle due metà
del cervelletto riceva le informazioni da tutte e due le metà del corpo, cosa che non succede per la
nostra corteccia cosciente, perché le vie sensitive abbiamo detto incrociano, invece al livello del
cervelletto noi acquisiamo informazioni bilaterali, anche poi qui c’è un secondo incrocio. Queste
informazioni arrivano col solito schema (protoneurone gangliare attraversa la radice posteriore,
manda l’assone all’interno, l’assone raggiunge il suo territorio sinaptico nella lamina VII tra C8 e
L2 e poi il cervelletto. Adesso, quelle informazioni sensitive sotto L2 o sopra C8, cosa succede? Le
informazioni di muscoli, tendini e articolazioni dell’arto inferiore che provengono da sotto il
neuromero L2 arrivando si accollano al cordone posteriore e poi prendono sinapsi nella lamina VII
da L2 in su, sopra L2. A C8, colonna dorsale e nucleo intermedio non ci sono più, quindi dopo C8 le
informazioni dei fasci spino cerebellari non trovano più nessuna possibilità di sinapsi e allora di
nuovo si accollano al cordone posteriore e salgono nel cordone posteriore fino a trovare il loro
arresto sinaptico a livello del tronco encefalico, e poi dal tronco encefalico va al cervelletto. Allora,
fra C8 e L2 c’è il secondo neurone di questa via; sotto L2, ma soprattutto sopra C8, non essendoci il
secondo neurone, la via sale e trova il suo arresto sinaptico all’interno del tronco encefalico, ma lo
schema è sempre lo stesso: protoneurone gangliare, secondo neurone assiale, terzo neurone nel
cervelletto. Questo è l’ultimo sistema, quello del cordone posteriore, è la sensibilità più evoluta,
quella fortemente discriminata, epicritica si dice, fortemente discriminata, ma con una componente
protopatica naturalmente. C’è anche una componente emozionale più o meno ampia a seconda del
tipo di sensazione. La componente protopatica emozionale per esempio molto ricca sulla sensibilità
viscerale, insomma è una componente variabile delle varie sensazioni, e questo tipo di informazioni
è interessante perché arriva sempre con la radice posteriore, protoneurone nel ganglio, che cosa fa?
Lo vedete? Va direttamente nel cordone posteriore, cioè non passa attraverso la sostanza grigia del
midollo, ma un assone del protoneurone sale direttamente nel cordone posteriore. Siccome l’assone
del protoneurone sale omolateralmente e sale fino al tronco encefalico, il secondo neurone di questa
via non si trova nel midollo, si trova più in alto, quindi lo vedremo nel tronco encefalico, dove come
tutti i secondi neuroni incrocerà e poi andrà alla corteccia: quindi questo terzo sistema che si è
aggiunto durante l’evoluzione per la sensibilità fortemente discriminata subisce solo marginalmente
il controllo della sostanza gelatinosa, va nel cordone posteriore, sale omolateralmente e arriva nel
tronco encefalico, poi dal tronco encefalico adotta lo stesso schema solito. Allora anche questo sale
nella sostanza bianca del midollo spinale, ma occupa quasi interamente il cordone posteriore (come
abbiamo visto nell’immagine in cui l’intero cordone posteriore era tutto blu, perché trasportava con
due piccoli fasci rossi tutte le informazioni sensitive).