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Alberto Moravia

Illeggibilità e potere
Estratto, da Nuovi Argomenti 7-8

L'illeggibilità come strumento di potere può essere illuminata da


qualche esempio storico. Per esempio l'illeggibilità dei testi
letterari scritti con migliaia di ideogrammi di contro all'ignoranza
delle plebi cinesi che non ne conoscevano (quando li conoscevano)
che poche centinaia. Per esempio l'illeggibilità del latino degli
avvocati e dei preti di contro all'ignoranza delle plebi del nostro
meridione. Per esempio l'illeggibilità delle formule magiche di
contro al terrore dei devoti non iniziati. Ora che cosa si nasconde
dietro queste situazioni di potere ottenute grazie all'illeggibilità?
Quasi sempre lo spirito di sopraffazione che è implicito nel rifiuto
di comunicare: io non comunico con te perché tu mi sei inferiore e
devi restare inferiore. Se comunicassi, tu diventeresti mio pari; e io
non voglio che questo avvenga.

A questo punto bisognerà aprire una parentesi sulla leggibilità


come sinonimo di scarso valore di un testo. Abbiamo detto che
l'illeggibilità oggi è sinonimo di modernità e che la modernità è
sinonimo di consumo. Ma non abbiamo detto perché la leggibilità
che logicamentedovrebbe essere il migliore requisito per un rapido
consumo, specie in tempi come questi di lettori di massa (Moravia
scriveva questo pezzo nel 1967, in una temperie di scolarizzazione
generalizzata, di massificazione universitaria e di rivolta socio-
politica. Tuttavia, c'è una punta di sarcasmo nel sottolineare quei
tempi come tempi di "lettori di massa" se si considera che nessun
decennio come quello degli anni '60 ha prodotto maggiori
quantità di carta da macero, e questo Moravia lo prevedeva,
ndSimone), è invece considerata come qualche cosa che denota
mancanza di modernità e dunque difficoltà di consumo. Perché
questo?
Perché nel mondo moderno la civiltà del consumo riesce a trovare
delle buone ragioni per far consumare tutto: i lbri commerciali
perché sono leggibili, cioè commerciali, e i libri non commerciali
perché sono illeggibili cioè non commerciali. In altri termini, tutto
si vende e tutto si compera: basta che sia specificato chiaramente il
carattere della merce.

Così è avvenuto, infatti, per i testi illeggibili. La loro illeggibilità è


appunto garanzia di qualità per le masse, le quali hanno fatto
presto a convincersi che oggi un testo letterario valido non deve
assolutamente essere leggibile. Quanto dire che le masse hanno
adottato la scala di valori proposta dall'avanguardia, tanto più
volentieri in quanto questa scala di valori conteneva un'implicita
adulazione nei riguardi di chiunque l'adotasse. Così avviene che le
masse oggi vogliono il testo letterario di 'qualità', illeggibile; così
come vogliono la pittura di 'qualità', astratta o pop.
Ma il criterio dell'illeggibilità non era forse stato elaborato
appunto in odio alle masse? Si, certamente. All'apparire delle
masse, le avanguardie si erano ritirate nel guscio come lumache
che abbiano avvertito il pericolo. L'illeggibilità, nella loro sincera
intenzione, avrebbe dovuto mettere una distanza tra i loro testi e le
odiate moltitudini. Attraverso l'illeggibilità si sperava, insomma, di
evitare l'umiliante e infamante successo di massa.
Senonché, le avanguardie tutto avrebbero potuto prevedere salvo
che le masse avrebbero decretato il successo dei loro libri appunto
perché erano illeggibili. Da allora si è stabilito un tacito accordo tra
le masse e le avanguardie: le masse comprano i libri perché sono
illeggibili e le avanguardie hanno trasferito la loro avversione alle
masse agli scrittori leggibili. Questi in realtà sono i veri nemici;
non le masse ignoranti ed ottuse le quali, però, comprano i testi
proprio perché sono illeggibili, ossia, nel senso letterale della
parola, li consumano. Mentre gli scrittori leggibili stanno lì a
contestare meschinamente la necessità, legittimità e perfino
esistenza di un testo che non è possibile leggere. Questo è tanto
vero che dai giornali e dalle riviste delle neo-avanguardie (una
volta c'erano, oggi direi che il panorama faccia ridere, ndSimone)
sono scomparsi gli attacchi alle masse così frequenti nelle riviste
dell'avnguardia storica. Essi sono stati sostituiti dagli attacchi
contro quei pochi scrittori che ancora riescono ad essere insieme
validi e leggibili.

Insomma, attraverso il consumo è avvenuta la riconciliazione tra


masse e avanguardia. Che importa che le masse non capiscono
un'acca dei testi che tuttavia acquistano? Ciò che più mporta è che
esse accettano la moneta dell'illeggibilità; mentre i buoni scrittori
leggibili la rifiutano