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Walter Benjamin – Gershom Scholem

TEOLOGIA E UTOPIA
Carteggio 1933 - 1940

Nella tormenta dei "tempi deliranti" - come li chiama Scholem in una delle
sue ultime lettere - del nazismo e della guerra, sono andate perdute,
bruciate dalla Gestapo, le lettere ricevute da Walter Benjamin fino al
1933, ma quelle posteriori si salvarono per un caso fortunato. Così il
grande e costante amico di Benjamin, il filosofo e teologo Gershom
Scholem, poté recuperare molti anni più tardi le lettere che gli aveva
scritto dopo il 1933 e pubblicare l'intero carteggio. Nel 1933 Scholem è
trapiantato da un decennio in Palestina in base a una scelta deliberata che
aveva ricondotto l'ebreo assimilato alla religione e alla cultura dei padri,
facendogli abbracciare l'idea sionista. Benjamin coltiva anch'egli da anni
la velleità di ripetere l'itinerario spirituale e geografico dell'amico, il
quale ne sarebbe ben contento se non intuisse che di velleità si tratta e che
a Benjamin dell'ebraismo, se si eccettua l'idea messianica, poco importa.
D'altra parte Scholem disapprova l'avvicinamento di Benjamin al
marxismo, la sua amicizia con Brecht, i suoi rapporti con la scuola di
Francoforte (anche se dopo aver conosciuto Adorno rivede il suo giudizio
su quest'ultimo). Il carteggio vive di questa tensione che non solo è
irrisolta ma si approfondisce sempre di più e investe tutte le riflessioni
degli amici su Kafka e su Brod, Karl Kraus, Martin Buber e su molti altri
temi. Ma se è vero che Benjamin non s'identifica con Scholem, non
s'identifica neppure con Brecht e con i francofortesi, mentre l'amico,
legato più di quanto egli creda alla cultura tedesca e immerso in antichi
libri esoterici, si sente solo nella patria d'adozione. Così i due soffrono
sempre più di solitudine e si tendono le mani al di là della distanza
geografica e del fossato ideologico che si approfondisce man mano che
essi tentano di colmarlo. Raro documento di un'amicizia stimolata dal
conflitto dei temperamenti e delle idee, questo carteggio è uno dei più
avvincenti e importanti del secolo.

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