Sei sulla pagina 1di 1

L'acquario di quarantena

Mio padre dice spesso: a tutti i poeti manca una strofa. Che significa direte voi. E’ un po’ tipo: tutte
le ciambelle non riescono con il buco. Ed io prendo in prestito questo modo di dire per sottolineare
un mancanza importante: chi è appassionato di acquariologia ovviamente possiede uno o più
acquari ma, quasi nessuno dedica una sola e semplice vasca alla quarantena dei pesci.
Vuol dire che, imprudentemente, quasi tutti inseriscono pesci appena acquistati direttamente
nell’”acquario principale” con il rischio di importare eventuali malattie a danno dell’ambiente ormai
gia costituito.
Fare questo è veramente controproducente.
Pensateci un attimo: basta un piccolo recipiente (20/30 litri sono sufficienti per diverse specie), un
piccolo filtro, un riscaldatore e qualche nascondiglio per far passare questo periodo che varia da 4 a
6 settimane al nostro pesciolino in tranquillità. Non importa l’impianto luce (una posizione
mediamente illuminata della casa sarà l’ideale), non importa (anzi sarebbe meglio) non arredare la
vasca come si fa normalmente con gli acquari standard, non importa neppure che il recipiente sia di
vetro, va bene anche di plastica (atossica). Si spende molto ? Meno di quel che si pensa, proviamo a
fare due conti: vasca 50.000 + riscaldatore 25.000 + filtro 25.000 + nascondiglio: vasetto da fiori in
terracotta rovesciato con apertura fatta con tenaglie a mò di galleria 1000 lire = 101.000, ma anche
se fossero 150.000/200.000 quanti problemi in meno ! e quanti soldi risparmiati dopo.
E si risparmiati, perché un pesciolino che ammettiamo abbia dei problemi “di salute” quando lo
compriamo e lo mettiamo nell’acquario principale, quasi sempre passa i suoi “problemi” anche agli
altri ospiti dell’acquario con probabili perdite multiple a scapito di perdita di denaro, ma soprattutto
di dispiacere per la morte dei pesci tanto amati e fino allora accuditi.
E non è tutto: i medicinali che noi mettiamo per curare sempre l’acquario principale sicuramente
danneggiano, quando più e quando meno, la flora batterica del filtro e anche le piante se ve ne sono,
con l’eventuale perdita anche delle stesse.
Per non parlare poi dei pesci che nell’acquario, per colpa del nuovo arrivato, si devono beccare il
medicinale, magari solo per prevenzione, non avendone manifestato il bisogno; ricordate: i
medicamenti, specialmente per curare i pesci d’acquario, andrebbero usati con parsimonia perché da
una parte sono sicuramente efficaci, ma dall’altra lasciano sempre qualche strascico (se poi per
curare si devono usare antibiotici, la cosa si fa ancora più complicata).
Ricapitolando: fatevi o acquistatevi la vasca di quarantena perché è troppo importante, anche perché
i pesci sul mercato non sono tutti sanissimi (parola d’intenditore) e quasi tutti gli
importatori/grossisti/negozianti non applicano il metodo della quarantena, purtroppo.