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W i l l i a m M a c D o n a l d

Nuovo
Testamento
Titolo originale dell’opera:
Believer’s Bible Commentary – New Testament
William MacDonald
© 1995, 1992, 1990, 1989 by William MacDonald
All rights reserved.

Edizione italiana:
Il commentario biblico del discepolo
William MacDonald
© 2009 by CLV
Christliche Literatur-Verbreitung
Postfach 11 01 35 – 33661 Bielefeld (Germany)
Tutti i diritti riservati.

Copertina: Giuseppe De Chirico


Impaginazione: Erika Anzivino
Stampa e rilegatura: GGP Media GmbH, Pößneck (Germany)

Tutte le citazioni bibliche, salvo diversamente indicato, sono tratte da La Sacra Bibbia
– versione Nuova Riveduta, 2006 © Società Biblica di Ginevra – CH–1032 Romanel-sur-
Lausanne.
Le citazioni bibliche indicate con ND sono tratte da La Sacra Bibbia – La Nuova Diodati
‘91-2003 © La Buona Novella Inc.

La riproduzione, anche parziale e con qualsiasi mezzo – elettronica, meccanica, in


fotocopie, registrata, o in qualunque altra forma – di alcuna parte della presente opera
non è consentita senza previa autorizzazione scritta da parte dell’editore.

Diffusione:
Associazione
La Casa della Bibbia
Via Massari, 189
10148 Torino
Tel. 011 2052386
ordini@bible.it – www.bible.it

ISBN 978-3-89397-696-6
Indice analitico

Abbreviazioni… ………………………………………………………………………… V
Prefazione all’edizione italiana… …………………………………………………… VII
Prefazione dell’autore…………………………………………………………………… IX
Introduzione al Nuovo Testamento…………………………………………………… 1
Introduzione ai Vangeli………………………………………………………………… 7
Vangelo di Matteo… ………………………………………………………………… 13
Il regno dei cieli…………………………………………………………………… 23
Il vangelo… ……………………………………………………………………… 30
Il rapporto del credente con la legge… ………………………………………… 34
Divorzio e nuove nozze … ……………………………………………………… 37
Il digiuno… ……………………………………………………………………… 42
Il sabato… ………………………………………………………………………… 70
Vangelo di Marco… ………………………………………………………………… 153
Vangelo di Luca… …………………………………………………………………… 215
Vangelo di Giovanni… ……………………………………………………………… 329
Atti degli Apostoli… ………………………………………………………………… 461
La preghiera nel libro degli Atti… ……………………………………………… 469
La chiesa domestica e le organizzazioni paraecclesiastiche… ……………… 479
Il cristiano e le autorità… ……………………………………………………… 491
Il battesimo dei credenti… ……………………………………………………… 500
Il ministero “laico”… …………………………………………………………… 502
La strategia missionaria… ……………………………………………………… 522
L’autonomia della chiesa locale… ……………………………………………… 527
La guida divina…………………………………………………………………… 529
I miracoli… ……………………………………………………………………… 531
Pulpiti non convenzionali… …………………………………………………… 536
Il messaggio del libro degli Atti… ……………………………………………… 566
Lettera ai Romani… ………………………………………………………………… 573
I pagani che non hanno ricevuto il vangelo… ………………………………… 583
Il peccato… ……………………………………………………………………… 592
Sovranità divina e responsabilità umana……………………………………… 625
Prima lettera ai Corinzi……………………………………………………………… 663
Seconda lettera ai Corinzi…………………………………………………………… 749
Lettera ai Galati… …………………………………………………………………… 813
Il legalismo………………………………………………………………………… 845
Lettera agli Efesini…………………………………………………………………… 849
L’elezione divina… ……………………………………………………………… 855
Lettera ai Filippesi… ………………………………………………………………… 915
Lettera ai Colossesi…………………………………………………………………… 947
La riconciliazione………………………………………………………………… 960
La famiglia cristiana… ………………………………………………………… 980
INDICE ANALITICO

Prima lettera ai Tessalonicesi… …………………………………………………… 989


Il ritorno del Signore……………………………………………………………… 1000
I segni degli ultimi tempi………………………………………………………… 1010
La santificazione… ……………………………………………………………… 1016
Seconda lettera ai Tessalonicesi… ………………………………………………… 1021
Il rapimento e l’apparizione… ………………………………………………… 1024
Il rapimento della chiesa………………………………………………………… 1035
Introduzione alle lettere pastorali ………………………………………………… 1047
Prima lettera a Timoteo… ………………………………………………………… 1053
Seconda lettera a Timoteo… ……………………………………………………… 1091
Lettera a Tito… ……………………………………………………………………… 1117
Gli anziani………………………………………………………………………… 1121
Il cristiano e il mondo… ………………………………………………………… 1131
Lettera a Filemone… ………………………………………………………………… 1137
Lettera agli Ebrei……………………………………………………………………… 1145
L’apostasia………………………………………………………………………… 1168
Il messaggio della Lettera agli Ebrei per noi…………………………………… 1212
Lettera di Giacomo…………………………………………………………………… 1217
I dieci comandamenti… ………………………………………………………… 1232
La guarigione divina… ………………………………………………………… 1250
Prima lettera di Pietro… …………………………………………………………… 1257
L’abbigliamento cristiano… …………………………………………………… 1282
Il battesimo… …………………………………………………………………… 1289
Seconda lettera di Pietro… ………………………………………………………… 1303
Prima lettera di Giovanni…………………………………………………………… 1329
Il peccato che conduce a morte… ……………………………………………… 1350
Seconda lettera di Giovanni………………………………………………………… 1355
Terza lettera di Giovanni… ………………………………………………………… 1361
Lettera di Giuda… …………………………………………………………………… 1367
Apocalisse di Giovanni… …………………………………………………………… 1381
Bibliografia generale… ……………………………………………………………… 1425
Abbreviazioni

Libri dell’Antico Testamento

Abbr. Abbr.

Abacuc Ac Giudici Gc
Abdia Ad Isaia Is
Aggeo Ag Lamentazioni di Geremia La
Amos Am Levitico Le
Cantico dei Cantici Ca Malachia Ml
1 Cronache 1 Cr Michea Mi
2 Cronache 2 Cr Naum Na
Daniele Da Neemia Ne
Deuteronomio De Numeri Nu
Ecclesiaste Ec Osea Os
Esdra Ed Proverbi Pr
Esodo Es 1 Re 1 R
Ester Et 2 Re 2 R
Ezechiele Ez Rut Ru
Genesi Ge Salmi Sl
Geremia Gr 1 Samuele 1 S
Giobbe Gb 2 Samuele 2 S
Gioele Gl Sofonia So
Giona Gn Zaccaria Za
Giosuè Gs

Libri del Nuovo Testamento

Abbr. Abbr.

Apocalisse Ap 3 Giovanni 3 Gv
Atti degli Apostoli At Giuda Gd
Colossesi Cl Luca Lu
1 Corinzi 1 Co Marco Mr
2 Corinzi 2 Co Matteo Mt
Ebrei Eb 1 Pietro 1 P
Efesini Ef 2 Pietro 2 P
Filemone Fi Romani Ro
Filippesi Fl 1 Tessalonicesi 1 Te
Galati Ga 2 Tessalonicesi 2 Te
Giacomo Gm 1 Timoteo 1 Ti
Giovanni Gv 2 Timoteo 2 Ti
1 Giovanni 1 Gv Tito Tt
2 Giovanni 2 Gv
Altre abbreviazioni

ABU La Bibbia – Traduzione NA Testo Nestle-Aland


interconfessionale in ND La Nuova Diodati
lingua corrente NR La Nuova Riveduta
a.C. avanti Cristo p. es. per esempio
A.T. Antico Testamento p./pp. pagina/e
aram. aramaico plur. plurale
cap./capp. capitolo/i s.d. senza data
cfr. confrontare sec. secolo
d.C. dopo Cristo sing. singolare
ebr. ebraico sott. sottinteso
gr. greco ss. seguenti
ibid. ibidem trad. traduzione
lat. latino TR Textus Receptus
lett. letteralmente v./vv. versetto/i
M Testo Maggioritario V. dei LXX Versione dei Settanta
mss. manoscritti vd. si veda
N.T. Nuovo Testamento vol./voll. volume/volumi

VI
Prefazione all’edizione italiana

Il commentario biblico del discepolo è il frutto di una vita dedicata “…con tutto il
cuore allo studio e alla pratica della legge del Signore e a insegnare…” la Parola di
Dio (cfr. Esdra 7:10).
L’autore, William MacDonald (1917-2007), è stato un fedele servitore del Signore
per più di 70 anni. Convertitosi al Signore all’età di 18 anni, si laureò in una delle
migliori università americane (Harvard). Presto comprese che il miglior investi-
mento non è in borsa e neppure in beni immobili, ma nel deporre la propria vita,
il proprio denaro e tutti i talenti e doni ai piedi della croce per guadagnare i tesori
del cielo. Perciò rinunciò a una promettente carriera per servire il Signore.
Dotato dallo Spirito Santo di un linguaggio chiaro, espose le verità della Parola
di Dio fedelmente, senza discostarsene nel tempo. Scrisse 84 libri, tradotti in mol-
te lingue, caratterizzati dalla vivace ed energica presentazione della verità biblica.
Tra essi spicca il libro Il vero discepolo, che ha avuto un forte impatto spirituale su
un’intera generazione di credenti in tutto il mondo. Contribuì attivamente con i
suoi scritti allo sviluppo dei corsi della scuola per corrispondenza Emmaus.
Dopo essere stato insegnante e presidente dell’Emmaus Bible School (ora Col-
lege), negli Usa, insieme al fratello Jean Gibson diede vita al Discipleship Intern
Training Program, un programma di discepolato e di servizio all’interno dell’as-
semblea locale Fairhaven a San Leandro, in California. Come frutto di questo mi-
nistero, decine di uomini e coppie consacrate partirono per l’opera del Signore,
fondando assemblee in molti paesi del mondo.
William MacDonald visse come devoto discepolo del Signore Gesù Cristo, con
una vita caratterizzata dall’umiltà e dall’amore verso il Signore Gesù e verso i fra-
telli. Il suo ministero si è distinto per il grande equilibrio tra la grazia verso i fratel-
li in Cristo e la fedeltà riguardo alla verità dottrinale.
Ne Il commentario biblico del discepolo William MacDonald coniuga l’attenta
esegesi del testo biblico con pensieri devozionali che dirigono continuamente il
lettore alla persona e all’opera del Signore Gesù Cristo e con applicazioni pratiche
riguardanti la vita giornaliera.
Il singolo lettore è invitato a vivere secondo i principi basilari della vita cristiana
come vero discepolo di Cristo: “Se perseverate nella mia parola, siete veramente
miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Giovanni 8:31-32).
La chiesa di Cristo è sollecitata a ritornare alla semplicità dei principi neote-
stamentari conformi al vangelo, così come fu insegnato dal Signore Gesù Cristo
e vissuto agli albori della chiesa cristiana dai primi discepoli. “‘Alla legge! Alla
testimonianza!’ Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna aurora!”
(Isaia 8:20).
L’intero popolo di Dio è incitato a realizzare il grande mandato : “Andate dunque
e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e
dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho co-
mandate” (Matteo 28:19-20).
PREFAZIONE ALL’EDIZIONE ITALIANA

Il risultato è un commentario che costituisce uno sprone a consacrare intera-


mente la vita a Colui che diede tutto se stesso per la nostra eterna salvezza. Come
MacDonald ha scritto nel suo libro Il vero discepolo : “…il cristianesimo è un impe-
gno totale verso il Signore Gesù. Soltanto una resa incondizionata può essere una
risposta degna del suo sacrificio sul Calvario”.
Ringraziamo tutti coloro che, in maniera diversa, hanno collaborato perché
questo commentario fosse pubblicato in lingua italiana.
Considerando che ogni autentico progresso spirituale consiste nel ritorno al-
la Parola di Dio, presentiamo Il commentario biblico del discepolo, supplicando il
Signore della mèsse perché lo utilizzi per la gloria del suo nome, per l’edificazione
della chiesa di Gesù Cristo e per il progresso del vangelo.

Michele Papagna

VIII
Prefazione dell’autore

Il commentario biblico del discepolo persegue l’obiettivo di aiutare ogni cristiano


a diventare un serio studioso della Parola di Dio. Nessun commentario, però, può
prendere il posto della Bibbia. Ciò a cui può aspirare è spiegare il significato ge-
nerale del testo in modo comprensibile e poi invitare il lettore ad accostarsi alla
Scrittura per approfondire l’argomento.
Il presente commentario è scritto in un linguaggio semplice, non tecnico e non
è né troppo erudito né troppo teologico. La maggior parte dei cristiani non cono-
sce le lingue originali in cui furono redatti l’Antico e il Nuovo Testamento, ma que-
sta lacuna non impedisce loro di godere appieno dei benefici della Parola di Dio.
È mia convinzione che attraverso lo studio sistematico delle Scritture ogni cre-
dente può diventare “…un operaio che non abbia di che vergognarsi, che tagli ret-
tamente la parola della verità” (2 Ti 2:15).
I commenti sono brevi, essenziali e pertinenti. Per comprendere un brano il let-
tore non ha bisogno di consultare pagine e pagine di spiegazioni.
Il ritmo della vita moderna esige che la verità sia esposta in compendi facilmen-
te assimilabili.
Il commentario non sorvola sui brani difficili. In molti casi sono proposte spie-
gazioni alternative, che lasciano al lettore il compito di decidere quale meglio si
adatti al contesto e al resto della Scrittura.
La conoscenza della Bibbia non è sufficiente. È necessaria l’applicazione pratica
della Parola alla nostra vita. Così Il commentario biblico del discepolo cerca di sug-
gerire in quale modo le Scritture possano essere messe in pratica nella vita dei figli
di Dio.
Se il presente commentario rimane fine a se stesso, può diventare una trappola
anziché un aiuto; se è usato per stimolare lo studio personale delle Sacre Scritture e
la pronta ubbidienza ai precetti del Signore, allora avrà raggiunto il suo obiettivo.
Possa lo Spirito Santo, divino ispiratore delle Sacre Scritture, illuminare la mente
del lettore in questa impresa meravigliosa: conoscere Dio attraverso la sua Parola.

William MacDonald 
Introduzione al

Nuovo Testamento
“Da un punto di vista storico e spirituale, il valore di questi Scritti
non è proporzionale al loro numero, né alla loro mole: l’influenza che
essi esercitano nella vita e nella storia è semplicemente incalcolabile.
Qui giunge al culmine il giorno la cui alba risale ai tempi di Eden. Il
Cristo profetizzato nell’Antico Testamento diventa il Cristo storico
nei Vangeli, il Cristo sperimentato nelle Lettere, il Cristo glorificato
nell’Apocalisse”.
– W. Graham Scroggie

I. L’appellativo “Nuovo Testamento” Entrambi i Testamenti sono ispira-


Prima di immergerci nelle vaste pro- ti da Dio e, perciò, valevoli per tutti i
fondità del N.T., o anche solamente cristiani. Naturalmente il credente in
nell’ambito più circoscritto di un par- Cristo tenderà a consultare più spesso
ticolare libro, sarà utile evidenziare questa parte della Bibbia, poiché essa
brevemente alcuni caratteri generali parla in maniera più chiara del nostro
riguardanti il sacro libro chiamato Signore, della sua chiesa e della condot-
“Nuovo Testamento”. ta che egli auspica dai suoi discepoli.
I sostantivi “testamento” e “patto” Il rapporto tra l’A.T. e il N.T. è valida-
traducono entrambi il medesimo voca- mente espresso dal noto e assai citato
bolo greco (diatheke); solamente in un epigramma di Agostino da Ippona (De
paio di casi, limitatamente alla Lettera catechizandis rudibus, IV, 8):
agli Ebrei, sussiste qualche incertezza “Novum [Testamentum] in Vetere la-
sulla traduzione per cui optare. Con tet et in Novo Vetus patet”
riferimento al titolo delle Scritture cri-
stiane, l’accezione “patto” pare deci- (“Il Nuovo Testamento è nascosto
samente preferibile giacché, in effetti, nell’Antico e l’Antico è rivelato nel
esse costituiscono un patto, un’allean- Nuovo”).
za tra Dio e il suo popolo.
L’aggettivo nuovo presuppone l’esi- II. Il canone del N.T.
stenza di un Testamento (o patto) Il termine canone (gr. kanōn) designa
antico (o più antico ) con cui il “nuo- una “regola”, un criterio di misura o di
vo” si presenta in contrapposizione valutazione. Il canone del N.T. è una
(o, piuttosto, come completamento e raccolta di libri divinamente ispirati.
compimento). Come possiamo sapere con certezza
INTRODUZIONE AL NUOVO TESTAMENTO

che questi ventisette scritti sono gli III. Autori


unici libri da includere nel canone L’autore divino del N.T. è lo Spirito San-
e che tutti e ventisette devono farne to. Fu questi a ispirare Matteo, Marco,
parte? Poiché già fin dagli albori del- Luca, Giovanni, Paolo, Giacomo, Pie-
la cristianità circolavano altre lettere tro, Giuda e l’anonimo autore di Ebrei
cristiane e altri scritti (alcuni dei quali (vd. Introduzione alla Lettera agli
addirittura eretici) di presunta ispira- Ebrei). In tal senso, il modo migliore e
zione divina, come possiamo oggi ave- più corretto di intendere la questione
re la certezza che la scelta sia ricaduta della produzione dei libri neotesta-
sugli scritti giusti? mentari consiste nel riconoscimento
Per il N.T. il processo di ricognizione di una “doppia paternità”. Non si trat-
e di raccolta cominciò nei primi secoli ta qui di un’opera in parte umana e in
della chiesa cristiana. Fin dagli inizi parte divina, bensì interamente umana
vennero riconosciuti alcuni libri del e interamente divina. L’azione divina
Nuovo Testamento. Paolo considera- ha impedito a quella umana di com-
va gli scritti di Luca autorevoli quanto mettere errori e, per quanto concerne i
l’Antico Testamento (1 Ti 5:18; cfr. an- manoscritti originali, ha dato vita a un
che De 25:4 e Lu 10:7). Pietro ricono- libro inerrante e perfetto.
sceva gli scritti di Paolo come Scrittura Una analogia adeguata alla Parola
(2 P 3:15-16). Alcuni libri del N.T. erano scritta è rappresentata dalla doppia
in circolazione fra le chiese (Cl 4:16; 1 natura della Parola vivente, il Signore
Te 5:27). In generale, se l’autore del li- Gesù Cristo. Contrariamente ai perso-
bro era un apostolo (come Matteo, Pie- naggi della mitologia greca, egli non è
tro, Giovanni o Paolo) o apparteneva in parte umano e in parte divino, bensì
alla cerchia degli apostoli (come Marco completamente umano e completa-
o Luca), la canonicità del libro era fuori mente divino nello stesso tempo. La
discussione. sua natura divina ha reso impossibile
Clemente Romano menzionò al- alla sua natura umana di errare o di
meno otto libri neotestamentari commettere qualsiasi peccato.
(95 d.C.). Ignazio di Antiochia ne
riconobbe circa sette (115 d.C.). Po- IV. Date
licarpo, un discepolo dell’apostolo Diversamente dall’A.T., la cui compilazio-
Giovanni, riconobbe quindici libri ne ha richiesto circa un millennio (1400-
(108   d.C.). Successivamente Ireneo 400 a.C. ca), il N.T. fu completato nell’arco
menzionò ventun libri (185   d.C.). ristretto di mezzo secolo (50-100 d.C. ca).
Ippolito ne riconobbe ventidue (170- L’ordine attuale in cui sono disposti
235   d.C.). Gli scritti del Nuovo Te- i libri del N.T. è quello più indicato per
stamento più controversi furono la la chiesa di tutti i tempi. Inizialmente
Lettera agli Ebrei, quella di Giacomo, si narra la vita di Cristo, quindi si parla
2 Pietro, 2 e 3 Giovanni (cfr. le note della chiesa; successivamente si dan-
introduttive a 2 e 3 Giovanni). no istruzioni alla medesima chiesa e,
Il primo “canone” fu quello mura- infine, si rivela il futuro della chiesa e
toriano, compilato nel 170 d.C.; esso del mondo. In ogni caso, la successio-
includeva tutti i libri del N.T. eccetto ne dei libri non si presenta in ordine
Ebrei, Giacomo e 3 Giovanni. cronologico; difatti essi erano redatti a
Nel 363 d.C. il Concilio di Laodicea mano a mano che se ne presentava la
affermò che nelle chiese dovevano es- necessità.
sere letti solo l’A.T. e i ventisette libri I primi libri furono quelli che Phillips
del N.T. Anche il Concilio di Ippona ebbe a definire le “lettere alle giovani
(393 d.C.) e il Concilio di Cartagine chiese”: le prime furono probabilmente
(397 d.C.) affermarono che quegli stes- quella di Giacomo, Galati e Tessaloni-
si ventisette libri erano autorevoli. cesi (intorno alla metà del I sec. d.C.).

2
INTRODUZIONE AL NUOVO TESTAMENTO

Successivamente furono scritti i Vange- mezzo ideale con cui comunicare le


li: quelli di Matteo e di Marco furono i importanti verità dottrinali contenute
primi, cui seguì quello di Luca e, ultimo, nell’epistolario evangelico e, in parti-
quello di Giovanni. Il libro dell’Apoca- colar modo, nella Lettera ai Romani.
lisse, composto probabilmente verso la Nonostante non fosse una lingua
fine del I sec. d.C., chiude il N.T. letteraria aristocratica, la koinē greca
non era una “lingua di strada” e nean-
V. Contenuto che un greco povero. In effetti alcune
Forme e contenuti del N.T. si possono parti del N.T., come Ebrei, Giacomo o
compendiare come segue: 2 Pietro, si avvicinano molto al livello
letterario. Anche Luca, in certi passi, si
Storico eleva allo stile classico e perfino Paolo,
I quattro Vangeli all’occasione, si esprime con grande fa-
Atti degli Apostoli scino (p. es. 1 Co 13; 15).
Epistolare
Lettere di Paolo VII. Origine e diffusione della Bibbia
Lettere generali in Italia (*)
Apocalittico Le prime versioni in lingua volgare del-
Apocalisse la Vulgata, la Bibbia in latino tradotta
da Girolamo, iniziarono a comparire
Il credente che possiede una buona probabilmente a partire dal XIII sec.
conoscenza di questi libri è “ben pre- Si trattava, per la maggior parte, di tra-
parato per ogni opera buona” (vd. 2 Ti duzioni libere di singoli libri, anonime
3:17) e noi ci auguriamo che il presente (unica eccezione è il lavoro del domeni-
commentario possa aiutare molti cre- cano Domenico Cavalca sul libro degli
denti ad acquisire tale preparazione. Atti, intorno alla prima metà del 1300)
e spesso contenenti note esplicative.
VI. Lingua Il 1° agosto 1471 il tedesco Vandelino
La lingua del N.T. è il “greco ellenisti- di Spira pubblicò, a Venezia, la prima
co”, ossia la lingua corrente (koinē, “lin- edizione della Bibbia in italiano, con il
guaggio comune”). Nel I sec. dell’era titolo di Bibbia degnamente vulgarizzata
cristiana il greco ellenistico costituiva per il clarissimo religioso duon Nicolao
quasi una seconda lingua universale, Malermi, nota in seguito col nome di
tanto conosciuta e diffusamente usata Bibbia d’Agosto. Opera del monaco ca-
quanto l’inglese oggigiorno. Come lo maldolese Nicolò Malermi, che in parte
stile colorito e caldo della lingua ebrai- tradusse dal latino e in parte ritoccò ver-
ca si adattava perfettamente alla profe- sioni manoscritte dei secoli precedenti,
zia, alla poesia e alla narrativa dell’A.T., questa Bibbia incontrò grande favore ed
così il greco – mirabile veicolo di co- ebbe molte edizioni successive. Nel me-
municazione – fu parimenti provvi- se di ottobre dello stesso anno, sempre
denziale alla stesura del N.T. La lingua a Venezia, uscì un’altra Bibbia in volga-
greca si era largamente diffusa grazie re (nota come Bibbia d’Ottobre), questa
alle conquiste di Alessandro Magno: volta anonima, che ricalcava sostan-
i suoi soldati l’avevano semplificata e zialmente testi di tradizione toscana
resa popolare, sicché essa divenne la di origine trecentesca. Questa edizione
lingua delle masse. fu soprannominata anche Bibbia Jen-
La precisione suggerita dai tem- soniana, dal nome di Niccolò Jenson,
pi verbali, dai casi, dal vocabolario e probabile stampatore dell’opera.
da altre costruzioni e forme logiche Nel 1530, presso la tipografia Giunti
e grammaticali rendevano il greco il di Venezia, l’umanista toscano Antonio

* La Sacra Bibbia con apparato di studio di F.C. Thompson, © 2006 Società Biblica di Ginevra.

3
INTRODUZIONE AL NUOVO TESTAMENTO

Brucioli pubblicò Il Nuovo Testamento controllare e contrastare il diffondersi


di greco nuovamente tradotto in lingua di eresie, emanò un insieme di provve-
toscana (cioè italiana) seguìto, nel 1532, dimenti che culminò nella redazione
dall’intera Biblia, quale contiene i sacri dell’Indice dei libri proibiti (ribadito poi
libri del Vecchio Testamento. nel 1564 da Pio IV e nel 1596 da Clemente
Per quanto riguarda il testo di base VI). Questi decreti contenevano, tra le al-
da lui utilizzato, sembra che per l’A.T. si tre cose, il divieto di stampare, leggere e
sia servito della traduzione latina del ce- possedere versioni della Bibbia in lingua
lebre biblista Sante Pagnini (1527) e che volgare senza previa autorizzazione per-
per il N.T. abbia utilizzato la versione la- sonale e scritta del vescovo, dell’inqui-
tina di Erasmo da Rotterdam (1516). Nel sitore o addirittura dell’autorità papale.
1559 la sua traduzione fu messa all’In- Come conseguenza di questo provvedi-
dice dalla Chiesa Cattolica a causa delle mento la produzione di Bibbie in italiano
sue «simpatie» per la Riforma, benché subì un brusco arresto.
Brucioli non abbia mai abbandonato Nel XVII sec. l’unica Bibbia tradot-
ufficialmente il cattolicesimo. ta in italiano fu quella del protestante
Nel 1536 il frate domenicano Zacche- Giovanni Diodati, pubblicata a Ginevra
ria da Firenze produsse il suo N.T., che nel 1607 col titolo di La Bibbia. Cioè, i li-
non fu altro che una revisione del testo bri del Vecchio e del Nuovo Testamento.
di Brucioli, al quale apportò variazioni Nuovamente traslati in lingua italiana,
quasi esclusivamente stilistiche e forma- da Giovanni Diodati, di nation Lucchese.
li. Due anni dopo, nel 1538, a Venezia, fu Profondo conoscitore della lingua ebrai-
pubblicata La Bibbia nuouamente tra- ca (era professore di ebraico all’Univer-
dotta dalla hebraica verità in lingua tho- sità di Ginevra), Diodati realizzò, per
scana, a cura del frate domenicano Santi la prima volta in Italia, una traduzione
Marmochino. Si tratta in realtà, per l’A.T., direttamente dai testi originali greci
di una revisione del testo di Brucioli con ed ebraici. La sua opera è ancora oggi
un ampio utilizzo del testo latino di Pa- considerata, dal punto di vista stilistico,
gnini e, per il N.T., di una esatta riprodu- uno dei capolavori della lingua italiana
zione del testo di Zaccheria. del ‘600. Nel 1641 lo stesso Diodati portò
Nel 1551 venne pubblicato a Lione a termine una revisione della sua opera
Il Nuouo ed Eterno Testamento di Giesu in vista di una seconda edizione, nella
Christo, tradotto dal frate benedettino quale furono introdotti i Salmi in rima.
Massimo Theofilo Fiorentino, diretta- Nel 1757 papa Benedetto XIV espresse
mente dall’originale greco. il desiderio di una traduzione della Bib-
Nel 1555 fu pubblicata a Ginevra bia in italiano. Fu così che l’abate Antonio
un’edizione bilingue (italiano-francese) Martini pubblicò dapprima il N.T. in sei
del N.T. a cura del valdese Giovan Luigi volumi (1769-1771) e poi l’A.T. in sedici
Pascale, nella quale fu inserita, per la pri- volumi (1776-1781). Martini tradusse
ma volta in Italia, la suddivisione in ver- dalla Vulgata e al testo italiano affiancò il
setti. Per la parte italiana Pascale utilizzò testo della Bibbia latina. Questa traduzio-
come guida la versione del Brucioli, rive- ne ebbe grande successo; lo stesso papa
dendola sul testo greco e rendendola più Pio VI l’approvò, dichiarandola conforme
scorrevole, mentre per il francese si servì alle norme dell’Indice. Quest’edizione fu
della traduzione di Olivetano riveduta da ristampata molte volte e rimase la tradu-
Calvino. Nel 1560 Pascale venne condan- zione ufficiale della Chiesa cattolica fino
nato e messo a morte dall’Inquisizione. alle prime edizioni rivedute sui testi ori-
Nel 1562 venne portata a termine una ginali del secolo scorso.
revisione, rimasta anonima, della ver- Agli inizi del XX sec., nel 1924, la tra-
sione di Brucioli e stampata a Ginevra duzione di Diodati fu sottoposta a una
dall’editore Francesco Durone. A partire profonda revisione, adeguandola all’evo-
dal 1559 papa Paolo IV, nel tentativo di luzione della lingua italiana e riconfron-

4
INTRODUZIONE AL NUOVO TESTAMENTO

tandola con le allora recenti scoperte nel dell’impellenza di una nuova versione
campo delle lingue originali. Il lavoro ufficiale della Bibbia e del poco tempo
di revisione fu commissionato dalla So- a disposizione; si optò piuttosto di pro-
cietà Biblica Britannica e Forestiera e cedere a un profondo rifacimento in
realizzato da un comitato presieduto dal base ai testi originali di una versione già
valdese Giovanni Luzzi. Questa nuova diffusa, quella delle edizioni UTET, che
versione del testo biblico (erroneamente aveva il pregio di essere opera di soli tre
conosciuta come la «Bibbia Luzzi») prese traduttori. Nel 1974 fu pubblicata una
il nome di Riveduta. In effetti, parallela- nuova edizione con leggere modifiche.
mente al lavoro di revisione della Dio- Con questo testo verranno pubblica-
dati, Giovanni Luzzi preparò anche una te in seguito alcune Bibbie contenenti
propria traduzione dell’intera Bibbia, la note e commenti di vario tipo, fra le
monumentale Bibbia tradotta dai testi quali le più conosciute sono La Bibbia
originali e annotata in dodici volumi, di Gerusalemme (1974, ed. Dehoniane)
tra gli anni 1921-30, a cura della Società e la Bibbia TOB (1976, ed. Elledici), con
Fides et Amor di Firenze; però non ebbe il loro corpo di note tradotto dalle ri-
grande diffusione. spettive edizioni francesi.
Nello stesso periodo iniziarono a Nel 1985 fu pubblicata la Parola del
proliferare in ambiente cattolico nuove Signore. La Bibbia in lingua corrente,
traduzioni della Bibbia, all’inizio an- comunemente chiamata TILC (Tra-
cora dalla Vulgata e in seguito dai testi duzione Interconfessionale in Lingua
nelle lingue originali. Tra le prime van- Corrente), prodotta in collaborazione
no segnalate quella di A. Mercati (1929, tra cattolici e protestanti e pubblicata
ed. Fiorentina, la prima traduzione cat- in coedizione dalla Elledici e dall’Al-
tolica dopo quella del Martini), quella leanza Biblica Universale.
di E. Tintori (1931, ed. Paoline), quella Nel 1991 l’editrice La Buona Novella
di M. Sales (1931, ed. Berruti, una revi- di Brindisi pubblicò la Nuova Diodati, la
sione di quella del Martini) e quella di versione Diodati riveduta soltanto nella
G. Ricciotti (1939-1940, ed. Salani). lingua per avvicinarla a quella corrente.
Tra le seconde segnaliamo quella di La caratteristica principale di quest’edi-
A. Vaccari (1958, ed. Salani), quella di zione risiede nell’aver scelto come testo
G. Robaldo (1958, ed. Paoline), quella di riferimento per il N.T. il Textus Recep-
di F. Nardoni (1960, ed. Fiorentina), tus (il testo greco utilizzato dallo stesso
quella di S. Garofalo (1963, ed. Mariet- Diodati nel ‘600, l’unico allora dispo-
ti), quella di E. Galbiati - A. Penna - P. nibile) e nel non aver tenuto conto dei
Rossano (1964, ed. UTET) e quella di B. numerosi manoscritti ritrovati succes-
Mariani (1964, ed. Garzanti). sivamente, cosa che invece era già stata
Nel 1968 fu pubblicata dalla Monda- fatta per la Riveduta del 1924.
dori la Bibbia Concordata, tradotta dai Nel 1994 fu la volta della versione Nuo-
testi originali, con introduzione e note va Riveduta, edita dalla Società Biblica di
a cura della Società Biblica Italiana. A Ginevra. Si tratta di una revisione della
quest’edizione lavorarono studiosi cat- precedente Riveduta (1924) e pertanto
tolici, protestanti, ortodossi ed ebrei. la si può considerare come naturale «di-
Nel 1971 la Conferenza Episcopale scendenza» del testo tradotto da Giovan-
Italiana pubblicò la Versione CEI, che di- ni Diodati nel 1607 e revisionato nel 1641,
venne subito il testo ufficiale della Chie- dalla quale si distingue tuttavia sia per
sa cattolica. Tale edizione fece seguito l’aggiornamento linguistico, sia per la re-
alle disposizioni del Concilio Vaticano visione operata sulla base dei manoscritti
II (1965), che aveva dichiarato lingua greci ed ebraici non disponibili all’epoca
liturgica l’italiano e non più il latino. Per di Diodati stesso. Ad essa sono seguite
la sua realizzazione si scelse di non ope- negli anni nuove edizioni con migliorie
rare una traduzione ex-novo, a causa grafiche, linguistiche e testuali.

5
Introduzione ai

Vangeli
“Di tutte le Scritture i Vangeli sono le primizie”.
– Origene

I. I nostri gloriosi Vangeli gli unici riconosciuti, da duemila anni


Chi ha studiato letteratura sa riconoscere a questa parte, da tutti i credenti fedeli
le diverse forme letterarie quali, ad es.: il e timorati di Dio. Diversi eretici hanno
racconto, il romanzo, l’opera teatrale, la effettivamente tentato di spacciare co-
poesia, la biografia ecc. Nondimeno, allor- me Vangeli le proprie opere, allo scopo
ché il Signore Gesù Cristo discese su que- di promuovere qualche eresia come,
sta terra, sorse un nuovo genere letterario: ad es., lo gnosticismo.
il Vangelo. I Vangeli non sono biografie, Ma perché quattro Vangeli? Perché
sebbene contengano molto materiale bio- non cinque, in modo tale da costituire
grafico. Non sono neppure novelle, ben- un parallelo con i cinque libri di Mosè
ché contengano parabole, come “Il figlio formando, così, un Pentateuco cristia-
prodigo” e “Il buon Samaritano”, la cui no? E perché non un unico Vangelo
trama non ha nulla da invidiare ai rac- più esteso ed esaustivo, privo di ripe-
conti che troviamo in letteratura, tant’è tizioni e con un maggior contenuto di
vero che alcune parabole hanno perfino miracoli e parabole? Effettivamente i
offerto lo spunto per romanzi e racconti. tentativi di “armonizzare” o riunire i
Pur non rientrando né nella saggistica, né quattro Vangeli risalgono già al II  sec.
nella cronaca, i Vangeli riportano, tutta- con l’opera di Taziano, il Diatessaron
via, accurati resoconti, necessariamente (gr. “[un vangelo] attraverso quattro
sintetici, di molte conversazioni e discorsi [vangeli]”).
del nostro Signore. Nel suo Trattato contro le eresie, Ire-
Non solo il “Vangelo” è un genere let- neo di Lione formulò la teoria secondo
terario unico, ma si tratta altresì di un la quale i Vangeli sarebbero quattro
modello canonico ascrivibile alle sole perché quattro sono gli angoli della
opere dei quattro evangelisti Matteo, Terra, quattro sono i venti e perché il
Marco, Luca e Giovanni. I quattro Van- numero quattro rappresenta la totalità
geli degli autori testé menzionati sono (Adversus Haereses III, 11:8).
INTRODUZIONE AI VANGELI

II. I quattro simboli 3. Quello di Luca è, evidentemente, il


Particolarmente apprezzato, in parti- Vangelo destinato ai Greci e a quei
colare da chi è dotato di senso artistico, Romani che ne ammiravano ed
l’accostamento tra i quattro Vangeli e i emulavano l’arte e la letteratura, va-
quattro simboli che ricorrono nel libro le a dire a persone che amavano la
di Ezechiele e nell’Apocalisse: il leone, bellezza, la natura umana, la cultu-
il bue (o vitello), l’uomo e l’aquila. C’è ra e l’eccellenza letteraria – tutti ele-
da dire, tuttavia, che l’abbinamento tra menti che ritroviamo nel Vangelo di
simboli e Vangeli è stato proposto in Luca, “il caro medico”, emulo di Ip-
maniera diversa da vari credenti. pocrate.
Volendo legittimare la scelta degli 4. Chi sono i destinatari del quarto
attributi di questi animali, si può de- Vangelo? Quello di Giovanni è il Van-
durre che il simbolo del leone si addice gelo universale, che ha qualcosa da
maggiormente al Vangelo di Matteo, dire a tutti. Nonostante lo scopo di-
ossia al Vangelo regale del “leone di chiaratamente evangelistico (vd. Gv
Giuda”. Il simbolo del bue, animale da 20:30-31), questo Vangelo è molto
soma, ben si accosta al “Vangelo del caro ai pensatori e ai filosofi cristia-
Servo” di Marco. L’uomo è senza dub- ni. Probabilmente si può con buon
bio un riferimento al Vangelo di Luca, il diritto affermare che il Vangelo di
“Vangelo del Figlio dell’uomo”. L’aquila Giovanni è rivolto al “terzo popolo”
identifica simbolicamente il Vangelo di (appellativo con cui i pagani soleva-
Giovanni quale emblema di elevata e no indicare i primi cristiani, i quali
acuta “visione spirituale”. (1) non erano né Giudei né stranieri).

III. Le quattro categorie IV. Altre tetradi


di destinatari Nell’A.T. troviamo altre tetradi di de-
Probabilmente la migliore spiegazione finizioni che si sposano mirabilmente
dell’esistenza di quattro Vangeli consi- con gli attributi salienti dei quattro
ste nel fatto che lo Spirito Santo deside- Vangeli.
ra rivolgersi a quattro tipologie diverse L’appellativo “germoglio”, attribuito
di individui, le quali abbracciano sia al Signore, si ritrova nei seguenti con-
gli uomini del mondo antico sia, chia- testi:
ramente, la loro odierna controparte. - “…farò sorgere a Davide un germo-
1. Gli studiosi concordano nel definire glio… regnerà da re” (Gr 23:5);
quello di Matteo il Vangelo più giu- - “il mio servo, il Germoglio” (Za 3:8);
deo. Le citazioni dell’A.T., i ragiona- - “Ecco un uomo… il Germoglio” (Za
menti circostanziati, la menzione 6:12);
della genealogia del Signore e lo sti- - “...il germoglio del Signore” (Is 4:2).
le generalmente semitico sono ele- Con la ricorrenza dell’avverbio “ec-
menti distintivi che anche il neofita co” si introduce un’immagine che si
è in grado di riconoscere. associa perfettamente a ciascuno dei
2. Dal canto suo, Marco, che proba- temi principali dei Vangeli:
bilmente scriveva dalla capitale - “Ecco, il tuo re...” (Za 9:9);
dell’impero, si rivolgeva ai Romani - “Ecco il mio servo...” (Is 42:1);
così come ai milioni di individui che - “Ecco un uomo...” (Za 6:12);
privilegiavano l’azione rispetto alla - “Ecco il vostro Dio!” (Is 40:9).
riflessione. Il suo Vangelo si sofferma Infine, un ultimo parallelismo, un
più sui miracoli che sulle parabole e, po’ meno evidente ma non per questo
inoltre, non riporta genealogie (qua- meno evocativo o efficace: con il loro
le interesse avrebbe potuto avere, significato simbolico, i quattro colo-
per un romano, la genealogia giudai- ri delle stoffe (vd.  Es 25:4, 35-36) con
ca di un Servo coscienzioso?). cui si confezionavano i tendaggi del

8
INTRODUZIONE AI VANGELI

tabernacolo (vd.  Es 26) e i paramenti ti, con le loro cause e conseguenze,


sacerdotali (vd.  Es 28) sembrano ar- tenendo conto dell’ordine morale, è
monizzarsi con i quattro attributi del un compito assai difficile che con-
Signore evidenziati dagli evangelisti. traddistingue lo storico dal sempli-
- Porpora. Sostanza colorante estrat- ce cronista. Dio si è servito di Luca
ta dal murice (mollusco marino dal- per svolgere tale compito in modo
la caratteristica conchiglia spinata). perfetto.(2)
Data l’elevatissima quantità di mol- Le diverse strutture e i diversi me-
luschi necessaria per ottenere la todi adottati dagli autori ci aiutano a
porpora, e il conseguente costo proi- capire le differenze esistenti tra i Van-
bitivo dell’omonimo tessuto, questo geli. Laddove i primi tre Vangeli, i co-
colore è diventato l’emblema della siddetti “sinottici” (termine introdotto
regalità (vd. Gc 8:26) e ben si accor- da J.J. Griesbach nel 1776 e derivato dal
da al Vangelo di Matteo, il “Vangelo gr. sunopsis, “sguardo complessivo,
del Re”. d’insieme”; con tale termine si inten-
- Scarlatto. Anticamente questo colore de indicare la sostanziale omogeneità
si ricavava dalle larve della coccini- dei primi tre Vangeli dal punto di vista
glia. Questo particolare può costitui- narrativo e lessicale)sono simili nel
re un richiamo al Vangelo di Marco, modo di raccontare la vita di Cristo, il
il “Vangelo del Servo” (cfr.  Sl 22:6: Vangelo di Giovanni segue un criterio
“un verme e non un uomo”). differente. Il quarto evangelista – l’ulti-
- Bianco. Il candore del lino puro sim- mo in ordine di tempo – non ha voluto
boleggia le “opere giuste dei santi” (Ap ripetere ciò che era già stato ben disa-
19:8). Nel suo vangelo, altresì definito minato, ma ha voluto presentare la vita
il “Vangelo dell’Uomo”, Luca sottoli- e le parole del Signore con un approc-
nea la perfetta umanità di Cristo. cio più riflessivo e teologico.
- Blu/violaceo. Rappresenta la volta di
zaffiro che chiamiamo “cielo”, un’af- VI. Il problema sinottico
fascinante immagine della deità e La presenza di molte somiglianze (ad-
della purezza (vd. Es 24:10) di Cristo dirittura quasi delle stesse espressioni
– un concetto dominante nel Vange- in brani relativamente estesi), ma an-
lo di Giovanni, che molti definiscono che di molte differenze, riscontrabili
il “Vangelo di Dio”. nei primi tre Vangeli, dà dunque adito
a quello che si suole definire il “proble-
V. Disposizione e priorità ma sinottico”. In realtà si tratta di un
Nei Vangeli i fatti non sono sempre pre- problema per chi sconfessa l’ispirazio-
sentati in ordine cronologico. È bene te- ne divina dei testi piuttosto che per il
ner presente fin dall’inizio che lo Spirito credente conservatore.
di Dio tende a raggruppare gli eventi Sono state formulate al riguardo
secondo il loro insegnamento morale svariate e complesse ipotesi, basate so-
ed etico. W. Kelly commenta: vente su speculazioni inerenti alla per-
dita di documenti di cui non si sarebbe
Andando avanti ci accorgeremo che
l’ordine seguito da Luca è essenzial-
conservata traccia manoscritta. Alcune
mente di carattere morale e che egli di queste ipotesi potrebbero collimare
classifica i fatti, le conversazioni, con Lu 1:1 e si potrebbero considerare
le domande, le risposte e i discorsi verosimili, almeno in linea di princi-
del Signore tenendo conto della loro pio. Nondimeno, alcune teorie si sono
connessione interiore e non sempli- spinte addirittura alla conclusione
cemente della loro successione cro- che la chiesa del I  sec. avrebbe messo
nologica, che è, in verità, la forma insieme dei “miti” riguardanti Gesù
di presentazione più semplicistica Cristo! A parte il fatto che queste pre-
e ingenua. Mettere insieme gli even- sunte teorie di “critica della forma” si

9
INTRODUZIONE AI VANGELI

sono dimostrate incompatibili rispetto altri Vangeli indicherebbero soltanto


a tutte le dottrine cristiane e alla storia la persona più conosciuta (p. es. il caso
della chiesa, è bene tenere presente che del cieco Bartimeo).
non esiste alcuna prova documentaria Gli esempi seguenti dimostrano co-
a loro carico. Inoltre non esistono due me alcune ripetizioni dei Vangeli siano
studiosi concordi sul metodo di clas- solamente apparenti allorché, in realtà,
sificazione e di frammentazione dei sottintendono diversità significative.
Vangeli sinottici. a) A prima vista il passo riportato in
La migliore soluzione a questo pro- Lu 6:20-23 sembra la ripetizione del
blema si trova nelle parole del Signore sermone sul monte (cfr. Mt 5:3-12); in
riportate in Gv 14:26: “…ma il Consola- realtà questo discorso fu pronuncia-
tore, lo Spirito Santo, che il Padre man- to “in un luogo pianeggiante” (vd. Lu
derà nel mio nome, vi insegnerà ogni 6:17). Inoltre, laddove le beatitudini,
cosa e vi ricorderà tutto quello che vi di cui nel Vangelo di Matteo, descri-
ho detto”. vono il carattere del suddito ideale
Questo criterio tiene conto dei ricor- del Regno, questo passo del Vangelo
di di Matteo e di Giovanni, testimoni di Luca traccia lo stile di vita dei di-
oculari, e include, probabilmente, an- scepoli di Cristo.
che quelli di Marco, il quale, come ri- b) Il passo di Lu 6:40 sembra una reite-
ferisce la storia della chiesa, raccolse le razione di Mt 10:24. Tuttavia, laddo-
memorie di Pietro. Se, all’aiuto diretto ve nel Vangelo di Matteo si dichiara
dello Spirito Santo, aggiungiamo i do- che Gesù è il Maestro e noi siamo i
cumenti scritti cui si allude in Lu 1:1 suoi discepoli, in quello di Luca si
e l’importante e scrupolosa tradizione specifica che spetta al maestro il
orale del popolo semitico, la questione compito di insegnare e al discepolo
sinottica è risolta. Altre necessarie ve- quello di apprendere diligentemen-
rità, altri particolari o interpretazioni te in modo tale da elevarsi, even-
non contenuti in queste fonti posso- tualmente, al livello del maestro. In
no essere stati direttamente rivelati Mt 7:22 si pone l’accento sul servizio
“con parole… insegnate dallo Spirito” svolto per il Re, laddove in Lu 13:25-
(cfr. 1 Co 2:13). 27 si fa riferimento alla comunione
Pertanto, allorché scopriamo una con il Maestro.
discordanza o una evidente contrad- c) Mentre Lu 15:4-7 è una pungente de-
dizione in qualche particolare, faremo nuncia contro i farisei, Mt 18:12-13 de-
bene a domandarci: “Perché questo scrive l’amore di Dio per i suoi figli.
Vangelo non riporta, include o sottoli- d) Alla presenza di un uditorio compo-
nea questo evento o questo discorso?” sto da soli credenti, Giovanni rivela-
Per esempio, Matteo riporta il caso di va: “…lui vi battezzerà con lo Spirito
due persone guarite da cecità e due da Santo” (Mr 1:8; vd. inoltre Gv 1:33).
possessione demoniaca (vd.  Mt 20:30; Alla presenza di una folla mista,
8:28), laddove Marco e Luca fanno comprendente specialmente fari-
menzione di una sola persona (vd.  Mr sei, il profeta annunciava: “…egli vi
10:46; Lu 18:35, guarigione del cieco; battezzerà con lo Spirito Santo e con
Mr 5:2; Lu 8:27, guarigione dell’in- il fuoco” [corsivo nostro], inserendo
demoniato). Alcuni vedono qui una l’allusione a un battesimo di giudizio
contraddizione. È probabile che Mat- nei confronti degli empi (vd. Mt 3:11;
teo, rivolgendosi ai Giudei, menzioni Lu 3:16).
entrambe le persone perché, secondo e) L’espressione “con la misura con la
la legge giudaica, per convalidare la quale misurate…” fa, di volta in vol-
veridicità di una deposizione occor- ta, riferimento: al nostro modo di
reva la testimonianza “di due o tre te- giudicare il prossimo (vd.  Mt 7:2);
stimoni” (De 19:15); dal canto loro, gli alla nostra appropriazione della Pa-

10
INTRODUZIONE AI VANGELI

rola (vd. Mr 4:24); alla nostra gene- intendiamo lo stile, il lessico, la storia
rosità (vd. Lu 6:38). e i contenuti del libro: tali sono gli ele-
Queste differenze, dunque, non so- menti che ci consentono di riconosce-
no contraddizioni, bensì effettivo cibo re concordanze e contraddizioni con
spirituale per la riflessione del credente quanto emerge da documenti esterni
che vuole imparare. e quanto sostenuto dagli autori. Per
esempio, lo stile del Vangelo di Luca e
VII. Autori del libro degli Atti confermano la tesi
Nella disamina circa gli autori dei con cui si ravvisa nell’autore un colto
Vangeli (come del resto di tutti i libri medico di estrazione pagana.
della Bibbia) si suole considerare le Nella presente opera le introduzio-
testimonianze relative alle rispetti- ni ai libri neotestamentari riportano
ve prove : la prova estrinseca e quella alcuni richiami al “canone” marcio-
intrinseca . Questo è, per l’appunto, nita, l’elenco dei libri approvati dal
il metodo che seguiremo per tutti i vescovo e teologo eretico Marcione,
ventisette libri del Nuovo Testamen- risalente al II  sec.  d.C. Quantunque
to. Per prova estrinseca si intendono riconoscesse la canonicità della sola
le testimonianze di scrittori vissuti in edizione semplificata del Vangelo di
epoca quanto più prossima a quella di Luca e di dieci lettere paoline, costui
redazione dei libri; generalmente si va considerato pur sempre un testi-
tratta della testimonianza dei “padri mone utile al fine di stabilire quali
della chiesa” o di autori del II e III sec. fossero i testi ritenuti attendibili ai
Questi personaggi sottintendono, in- suoi tempi.
dicano e talvolta citano direttamente Il Canone Muratoriano (che prende
i libri degli autori che ci interessano. il nome dal cardinale italiano Ludovico
Per esempio, se Clemente di Roma cita Antonio Muratori, responsabile del suo
1 Corinzi verso la fine del I sec., il libro rinvenimento) è un documento atten-
non può essere un falso del II  sec. at- dibile, seppure incompleto, che riporta
tribuito a Paolo. Per prova intrinseca l’elenco dei libri cristiani canonici.

NOTE

1 James C. Fernald, ed. “Emblem” in Funk & Wagnalls Standard Handbook of Syn-
onyms, Antonyms, and Prepositions, p. 175. Lurker, Manfred, Dizionario delle imma-
gini e dei simboli biblici, Cinisello Balsamo (MI): Edizioni San Paolo, 1994, p. 18.
2 William Kelly. An Exposition of the Gospel of Luke, p. 16.

11
Vangelo di

Matteo
“Nessuno scritto, né nell’Antico né nel Nuovo Testamento, che tratti
di un tema storico, può essere paragonato al Vangelo di Matteo per
la maestosità della concezione e per la potenza con cui la vastità del
materiale è disciplinata da grandi idee”.
– Theodor Zahn

Introduzione

I. Una posizione unica nel Canone volta a contendere tale primato a quello
Il Vangelo di Matteo è il ponte perfetto di Giovanni.
tra l’Antico e il Nuovo Testamento. Le Per rimanere nell’ortodossia, non è
sue prime parole ci rimandano all’epo- fondamentale ritenere che il Vangelo di
ca veterotestamentaria, al progenitore Matteo sia il primo a essere stato scrit-
del popolo di Dio nell’A.T., Abraamo, to. Nondimeno, bisogna considerare
nonché al primo grande re d’Israele, che i primi cristiani erano quasi tutti
Davide. Per la sua forza, la sua mar- d’origine giudea (ed erano migliaia);
cata impronta giudaica, le numerose pare dunque logico che gli evangelisti
citazioni dalle Scritture ebraiche, ma si occupassero, in primis, delle esi-
anche per la sua posizione davanti a genze di costoro. L’attribuzione della
tutti gli altri libri del Nuovo Testamen- preminenza cronologica del Vangelo
to, Matteo è, logicamente, il punto di di Matteo potrebbe, verosimilmente,
partenza per la proclamazione del fondarsi su tale presupposto.
messaggio cristiano al mondo.
Già da molto tempo, quello di Matteo II. Autore
occupa il primo posto nella disposizio- Antica e ampiamente conosciuta è la
ne cronologica dei quattro Vangeli. Ciò prova estrinseca secondo la quale l’au-
avviene perché, fino a tempi molto re- tore del primo Vangelo fu Matteo il
centi, si riteneva generalmente che fosse pubblicano, chiamato anche Levi. Poi-
proprio il primo Vangelo a essere stato ché questi non era un membro rilevan-
scritto. Inoltre, lo stile chiaro e ordinato te del gruppo degli apostoli, sarebbe
di Matteo ne faceva un testo adatto alla stato strano attribuirgli la stesura del
lettura pubblica. In tal senso, esso era il primo Vangelo, se egli non vi fosse, in
Vangelo più conosciuto, arrivando tal- qualche modo, collegato.
MATTEO

Oltre che dall’antico documento 45 d.C., egli lasciasse ai Giudei, che


conosciuto come Didachè (Insegna- avevano accettato Gesù come il loro
mento dei dodici apostoli ), l’autenticità Messia, una prima stesura del suo
del Vangelo è altresì corroborata dalle Vangelo (oppure solamente dei di-
citazioni e dalle convinzioni di Giu- scorsi di Cristo) in aramaico, e che più
stino martire, Dionigi di Corinto, Teo- tardi ne realizzasse una versione gre-
filo di Antiochia e Atenagora di Atene. ca per uso universale. Parimenti pro-
Lo storico della chiesa Eusebio men- cedette, per esempio, anche Giuseppe
ziona Papia di Ierapoli, il quale affer- Flavio, contemporaneo di Matteo.
mò che “Matteo scrisse i Logia nella Questo storico ebreo, infatti, elaborò
lingua ebraica e ognuno li interpretò una prima stesura della sua opera, La
come sapeva”. Ireneo, Pantenio e Ori- guerra giudaica , in aramaico e, suc-
gene concordano, sostanzialmente, cessivamente, la versione finale del
con tale opinione. In genere, si ritiene libro in greco.
che con la locuzione “lingua ebraica” La prova intrinseca del primo Van-
Papia intendesse il dialetto aramaico gelo ci presenta un Giudeo devoto,
usato dagli ebrei al tempo del Signo- che amava l’A.T. ed era uno scrittore di
re, poiché questo termine è usato nel talento, nonché un attento curatore.
N.T. Ma che cosa sono, esattamente, Essendo un ufficiale civile di Roma,
i Logia ? Solitamente questo termi- Matteo doveva conoscere bene sia la
ne greco significa “oracoli”, giacché lingua del suo popolo (l’aramaico) sia
l’A.T. contiene gli oracoli di Dio. Ma la lingua ufficiale dell’amministra-
non può essere questo il significato zione al governo (in Oriente i Romani
attribuitogli da Papia. A proposito di non usavano il latino, bensì il greco).
questa citazione, sono state avanzate, I particolari numerici, le parabole
principalmente, tre ipotesi: 1° il ter- riguardo al denaro e i termini che si
mine indicherebbe lo stesso Vangelo riferiscono al denaro stesso si addico-
di Matteo; perciò Matteo scrisse una no tutti a un esattore delle tasse. Lo
versione in aramaico del suo Vangelo stesso vale anche per lo stile conciso
allo scopo primario di conquistare i e accurato. Lo studioso liberale Go-
Giudei a Cristo e per edificare i neo- odspeed accettò l’attribuzione della
convertiti, e solo più tardi ne realizzò paternità di questo Vangelo a Matteo
una versione in greco; 2° designereb- in parte perché considerava sufficien-
be solamente i discorsi di Gesù, i quali te tale prova interna.
più tardi furono inclusi nel Vangelo; Nonostante il peso della prova
3° alluderebbe ai testimonia , ossia a estrinseca e la convalida della prova
citazioni delle Scritture dell’A.T. per intrinseca, la maggior parte degli stu-
dimostrare che Gesù è il Messia. Le diosi liberali rifiuta il punto di vista
interpretazioni di cui ai punti 1 e 2 tradizionale, secondo il quale l’autore
sono più verosimili rispetto a quella di questo libro fu il pubblicano Matteo.
di cui al punto 3. I motivi principali sono due.
La versione greca di Matteo non 1. Supponendo che il Vangelo di Marco
sembra essere semplicemente una (definito, in molti ambienti, la “veri-
traduzione, bensì il resoconto di una tà del vangelo”) sia stato scritto per
tradizione talmente diffusa (origi- primo, com’è possibile che un apo-
nariamente senza alcuna opinione stolo, nonché testimone oculare,
contraria) che deve essere necessaria- faccia così ampio uso del materiale
mente basata sui fatti. Secondo la tra- ivi contenuto (il 93% del materia-
dizione, Matteo predicò per quindici le contenuto nel Vangelo di Marco
anni nel Vicino Oriente e, in seguito, si trova anche negli altri Vangeli)?
partì per recare il vangelo in regioni In risposta a ciò occorre considera-
straniere. È possibile che, intorno al re, anzitutto, che non è provato che

14
MATTEO

il primo Vangelo che vide la luce fu L’opinione secondo cui la data di ste-
quello di Marco. Secondo le testi- sura del Vangelo deve necessariamente
monianze antiche, infatti, il primo essere collocata in data posteriore a
fu quello di Matteo; poiché i primi quella della distruzione di Gerusa-
cristiani erano quasi tutti Giudei, lemme (nel 70 d.C.) si basa soprattutto
tali affermazioni hanno un gran pe- sull’incredulità riguardo alla minuzio-
so. Tuttavia, anche ammettendo la sa previsione, da parte di Cristo, di tale
cosiddetta priorità di Marco (e molti evento futuro, nonché su altre teorie
studiosi conservatori lo fanno), rite- razionaliste che ignorano, o negano,
niamo che Matteo, apostolo come l’ipotesi dell’ispirazione divina.
Simon Pietro secondo la tradizione
della chiesa primitiva, avrebbe fa- IV. Contesto e tema
cilmente potuto rendersi conto che Matteo era piuttosto giovane quando
l’opera di Marco conteneva preva- Gesù lo chiamò. Giudeo di nascita,
lentemente le memorie dell’energi- esattore delle tasse per formazione e
co apostolo (vd. Vangelo di Marco, professione, egli lasciò tutto per se-
Introduzione). guire Cristo. Come ricompensa gli
2. L’evidente mancanza, nel testo, di fu concesso di essere uno dei dodici
particolari vividi è l’altro motivo di apostoli. A ciò si aggiunga che fu scel-
rifiuto della paternità di Matteo (o di to per essere l’autore di quello che noi
qualsiasi altro testimone oculare). conosciamo come “il primo Vangelo”.
In Marco, che nessuno sostiene es- In genere si ritiene che Matteo e Levi
sere stato testimone del ministero di fossero la stessa persona (vd. Mr 2:14;
Cristo, si trovano dei particolari co- Lu 5:27).
sì espressivi da far pensare che egli Nel suo Vangelo Matteo si propo-
fosse là, presente sulla scena degli ne di dimostrare che Gesù è il Messia
eventi narrati. Come poteva un te- d’Israele atteso da tanto tempo, l’unico
stimone oculare scrivere in manie- erede di diritto al trono di Davide.
ra così prosaica? Probabilmente ciò Il libro non attesta di essere un rac-
si spiega con la mentalità da esatto- conto completo della vita di Cristo.
re delle tasse dell’apostolo Matteo: Esso inizia, è vero, con il resoconto
per lasciare più spazio ai discorsi del relativo alla genealogia e ai primi
Signore, Levi avrebbe sorvolato sui anni di vita di Gesù, nondimeno af-
particolari superflui. Ciò è quanto fronta subito il ministero pubblico
potrebbe essere, effettivamente ac- del Signore, intrapreso all’età di circa
caduto se Marco avesse scritto per trent’anni. Matteo, guidato dallo Spi-
primo e Matteo si fosse reso conto rito Santo, sceglie quegli aspetti della
che i ricordi di prima mano di Pietro vita e del ministero del Salvatore che
erano già stati ampiamente docu- ci presentano Gesù come l’Unto (que-
mentati. sto è infatti, il significato di Messia
e di Cristo ). Il punto culminante del
III. Data racconto coincide con il processo, la
Se è vero, come in genere si pensa, che morte, la sepoltura, la resurrezione
Matteo scrisse del suo Vangelo (o alme- e l’ascensione del Signore Gesù. E in
no dei discorsi di Gesù) una prima ver- tale punto culminante si trova natu-
sione in aramaico, si accorderebbe con ralmente il fondamento della salvezza
la tradizione antica una data di stesura dell’uomo. Ecco perché il libro è chia-
intorno al 45 d.C., quindici anni dopo mato “Vangelo”: non perché indica il
l’ascensione. Egli avrebbe potuto divul- modo in cui l’uomo peccatore riceve
gare il vangelo completo in greco (quello la salvezza, ma perché racconta il sa-
poi inserito nel Canone) nel 50 o 55 d.C. crificio di Cristo che ha reso possibile
o, addirittura, in data successiva. tale salvezza.

15
MATTEO

Il presente commentario non ha pre- Così anch’io,


tesa di completezza né di perizia tecni- e con un cuore più ardente,
ca, bensì è inteso quale strumento atto Così anch’io,
a promuovere lo studio personale e la e con un cuore più ardente,
meditazione. Esso si ripropone prin- Così anch’io,
cipalmente lo scopo di suscitare nel e con una speranza più dolce,
cuore del lettore un gran desiderio del Mi struggo per l’ora,
ritorno del Re. o Cristo, del tuo ritorno,
Stremato dal desiderio acceso
della tua venuta.
- da St. Paul, F.W.H. Myers

Sommario

I. GENEALOGIA E NASCITA DEL RE-MESSIA (cap. 1)


II. INFANZIA DEL RE-MESSIA (cap. 2)
III. PREPARAZIONE E INIZIO DEL MINISTERO DEL MESSIA (capp. 3–4)
IV. COSTITUZIONE DEL REGNO (capp. 5–7)
V. MISERICORDIA E PRODIGI POTENTI DEL MESSIA: REAZIONI DEL POPOLO
(8:1–9:34)
VI. GLI APOSTOLI DEL RE-MESSIA SONO MANDATI A ISRAELE (9:35–10:42)
VII. CRESCONO L’OPPOSIZIONE E IL RIFIUTO (capp. 11–12)
VIII. IL RE ANNUNCIA UN REGNO TEMPORANEO A CAUSA DEL RIFIUTO D’ISRAELE
(cap. 13)
IX. GRAZIA INESAURIBILE DEL MESSIA E CRESCENTE OSTILITÀ DEL POPOLO
(14:1–16:12)
X. IL RE PREPARA I SUOI DISCEPOLI (16:13–17:27)
XI. IL RE AMMAESTRA I SUOI DISCEPOLI (capp. 18–20)
XII. IL RE SI PRESENTA MA VIENE RESPINTO (capp. 21–23)
XIII. DISCORSO DEL RE SUL MONTE DEGLI ULIVI (capp. 24–25)
XIV. PASSIONE E MORTE DEL RE (capp. 26–27)
XV. TRIONFO DEL RE (cap. 28)

16
MATTEO 1:1-15

Commentario

I. GENEALOGIA E NASCITA te di Davide per parte di Maria. Poiché


DEL RE-MESSIA (cap. 1) egli vive in perpetuo, il suo regno du-
rerà per sempre, egli regnerà per l’eter-
A. La genealogia di Gesù Cristo nità come Figlio di Davide e sarà molto
(1:1-17) più grande dello stesso Davide. Nella
Una lettura superficiale del N.T. po- propria Persona, Gesù compendiava le
trebbe indurre qualcuno a chiedersi due uniche motivazioni possibili per
come mai esso inizi con qualcosa di reclamare il trono d’Israele (quella per
apparentemente tedioso come un al- discendenza legittima e quella per di-
bero genealogico. Si può essere tenta- scendenza diretta); egli vive tuttora e,
ti di concludere che questo elenco di pertanto, nessun altro può contender-
nomi non è molto significativo ai fini gli questo diritto.
della narrazione e che, perciò, si può 1:1-15 L’espressione Libro della ge-
saltare a piè pari per entrare nel vivo nealogia di Gesù Cristo, figlio di Davi-
dell’azione. de, figlio di Abrahamo (ND) richiama
Al contrario, questa genealogia è di alla mente Ge 5:1: “Questo è il libro
fondamentale importanza, poiché get- della genealogia di Adamo”. Genesi
ta le basi di tutto ciò che segue. Se non presenta il primo Adamo, Matteo l’ul-
si dimostra che Gesù è discendente timo Adamo. Il primo Adamo era il ca-
legittimo di Davide attraverso la linea po della prima creazione, la creazione
reale, è impossibile provare che egli è materiale. Cristo, l’ultimo Adamo, è il
il Re-Messia d’Israele. Matteo inizia il Capo della nuova creazione, la crea-
suo racconto proprio là dove è necessa- zione spirituale.
rio, vale a dire con la prova documen- Il soggetto di questo Vangelo è Ge-
taria che Gesù ereditò il diritto legale a sù Cristo. Il nome Gesù significa “il
salire sul trono di Davide dal patrigno Signore è la salvezza”;(1) l’appellativo
Giuseppe. Cristo (“Unto”) lo presenta come il
La genealogia di Matteo ricostruisce Messia d’Israele, atteso da molto tem-
la discendenza legale di Gesù come Re po. L’appellativo figlio di Davide è
d’Israele; quella del Vangelo di Luca collegato sia al ruolo di Messia sia al
ricostruisce la sua discendenza diretta ruolo di Re nell’A.T. Con la locuzione
come Figlio di Davide. La genealogia di figlio di Abraamo si intende qui pre-
Matteo segue la linea regale da Davide sentare il Signore come l’adempimen-
attraverso il figlio Salomone, suo suc- to delle promesse fatte al progenitore
cessore al trono; quella di Luca segue del popolo ebraico.
la linea di sangue da Davide attraverso La genealogia si suddivide in tre se-
un altro figlio, Natan. La genealogia di zioni storiche: da Abraamo fino a Isai,
Matteo termina con Giuseppe, di cui da Davide fino a Giosia e da Ieconia fi-
Gesù era figlio adottivo ; quella ripor- no a Giuseppe. La prima giunge fino a
tata in Luca 3 indica probabilmente Davide, la seconda riguarda il periodo
l’ascendenza di Maria, di cui Gesù era dei re, la terza segue la discendenza re-
figlio carnale. gale durante l’esilio (586 a.C. ss.).
Mille anni prima Dio aveva stipulato Questo elenco presenta molte ca-
un patto incondizionato con Davide, ratteristiche interessanti. Per esempio,
promettendogli un regno eterno e una in questo paragrafo sono menzionate
discendenza regnante ininterrotta quattro donne: Tamar, Raab, Rut e
(vd. Sl 89:4, 36-37). Ora questo patto si Bat-Sceba (quella che era stata moglie
è adempiuto in Cristo: egli è l’erede le- di Uria). Poiché nelle civiltà orientali
gittimo al trono di Davide per parte di le donne sono raramente menzionate
Giuseppe, nonché effettivo discenden- negli alberi genealogici, il deliberato

17
MATTEO 1:16

inserimento dei loro nomi è sorpren- Le genealogie di Matteo e di Luca


dente, tanto più che due di esse erano sembrano sovrapporsi nella menzione
prostitute (Tamar e Raab), una aveva di Sealtiel e Zorobabele (vd. Mt 1:12-
commesso adulterio (Bat-Sceba) e due 13; Lu 3:27). Stranamente, le stirpi di
erano straniere (Raab e Rut). Può darsi Giuseppe e di Maria si incontrano in
che il loro inserimento nella genealo- questi due uomini per poi dividersi di
gia di Matteo sia una sottile allusione nuovo. La questione si fa ancora più
al fatto che la venuta di Gesù avrebbe complicata quando notiamo che am-
portato la salvezza ai peccatori e la gra- bedue i Vangeli concordano con Ed 3:2,
zia agli stranieri e che, in lui, le barriere indicando Zorobabele come figlio di
tra le razze e i sessi sarebbero state ab- Sealtiel benché, nella lista di 1 Cr 3:19,
battute. questi compaia come figlio di Pedaia.
È altresì interessante l’accenno a Una terza difficoltà è costituita
un re di nome Ieconia sul quale Dio, dalla discordanza nel computo delle
in Gr 22:30, aveva pronunciato una generazioni: da Davide fino a Gesù,
maledizione: Matteo ne conta ventisette, laddove
Luca ne presenta quarantadue. Ben-
Così parla il Signore :
ché gli evangelisti traccino genealogie
“Iscrivete quest’uomo
come privo di figli,
differenti, una tale differenza nel nu-
come un uomo che non prospererà mero delle generazioni pare, nondi-
durante i suoi giorni; meno, alquanto singolare.
perché nessuno della sua Quale dovrebbe essere l’atteggia-
discendenza giungerà mento dello studioso della Bibbia
a sedersi sul trono di Davide, riguardo a queste difficoltà e alle appa-
e a regnare ancora su Giuda”. renti discordanze?
1. È nostra premessa fondamentale
Se Gesù fosse stato figlio naturale di che la Bibbia è la Parola ispirata di
Giuseppe, sarebbe caduto sotto que- Dio e che, perciò, non può contenere
sta maledizione; nondimeno, per ere- degli errori.
ditare il diritto al trono di Davide, egli 2. La Bibbia è infinita, giacché riflet-
doveva essere figlio legittimo di Giu- te l’infinità della natura divina. Po-
seppe. Il problema fu risolto tramite il tremo capire le verità fondamentali
miracolo della nascita verginale: Gesù della Parola, ma non potremo mai
era l’erede legittimo al trono secondo comprendere totalmente tutto ciò
la linea dinastica di Giuseppe ed era che essa contiene.
Figlio naturale di Davide secondo la Quindi, il nostro approccio a tali
linea dinastica di Maria. La maledi- difficoltà ci induce a concludere che il
zione su Ieconia non ricadde su Maria, problema consiste nella nostra man-
né sui suoi figli, perché ella non era canza di conoscenza anziché nella
una discendente di Ieconia. fallibilità della Scrittura. I problemi
1:16 dalla quale è pronome relativo che sorgono durante la lettura della
femminile anche nell’originale greco, Bibbia ci devono spronare a studiarla
il che indica chiaramente che Gesù era e a cercare delle risposte. “È gloria di
nato da Maria, ma non da Giuseppe. Dio nascondere le cose; ma la gloria
1:17 Matteo attira l’attenzione del dei re sta nell’investigarle” (Pr 25:2).
lettore sulla presenza di quattordi- Le minuziose ricerche degli storici
ci generazioni in ogni sezione. Ma e gli scavi archeologici non sono in
dall’A.T. apprendiamo che in questo grado di confutare le affermazioni
elenco mancano alcuni nomi. Per della Bibbia. Le apparenti difficoltà e
esempio, tra Ieoram e Uzzia (vd. v. 8) contraddizioni hanno tutte una spie-
regnarono Acazia, Ioas e Amasia gazione logica, spiritualmente utile e
(vd. 2 R 8–14; 2 Cr 21–25). significativa.

18
MATTEO 1:23

B. Gesù Cristo nasce da Maria apparve in sogno. Il saluto, Giuseppe,


(1:18-25) figlio di Davide, aveva indubbiamente
1:18 La nascita di Gesù Cristo fu diver- lo scopo di risvegliare in lui la consape-
sa da tutte le altre nascite menzionate volezza della sua discendenza regale e
nella genealogia, dove puntualmente di prepararlo allo straordinario avven-
ricorre la formula: “A generò B”. Qui, to del Re-Messia d’Israele. Non doveva
invece, abbiamo la registrazione di avere alcun timore di sposare Maria :
una nascita avvenuta in assenza di un qualsiasi sospetto riguardo alla sua
padre umano. I fatti riguardanti que- verginità, infatti, era infondato, giac-
sto concepimento miracoloso sono ché la gravidanza della sua promessa
descritti con considerazione e sempli- sposa era un miracolo operato dallo
cità. Maria era stata promessa sposa a Spirito Santo.
Giuseppe, ma il matrimonio non era 1:21 Poi l’angelo gli rivelò il sesso,
ancora avvenuto. Ai tempi del N.T., il il nome e la missione del nascituro.
fidanzamento era una sorta d’impe- Maria avrebbe partorito un figlio che
gno matrimoniale (più vincolante del sarebbe stato chiamato Gesù (che si-
fidanzamento di oggi) e dal quale si gnifica “il Signore è la salvezza” o “il Si-
poteva recedere solamente mediante gnore salva”; vd. commento ai vv. 1-15).
il divorzio. Anche se i fidanzati non vi- Egli avrebbe onorato il proprio nome
vevano insieme prima delle nozze, l’in- salvando il suo popolo dai loro peccati.
fedeltà di uno dei due era considerata Quel bambino era il Signore stesso che
adulterio ed era punibile con la morte. scendeva in terra per salvare gli uomini
Durante il fidanzamento, la vergine dal castigo per il peccato, dal suo pote-
Maria rimase incinta per l’intervento re e, infine, dalla sua stessa presenza.
miracoloso dello Spirito Santo. Un an- 1:22 Quando scriveva di questi even-
gelo aveva già annunciato a Maria que- ti, Matteo riconosceva che Dio stava
sto evento misterioso: “Lo Spirito Santo intervenendo nella vita dell’uomo in
verrà su di te e la potenza dell’Altissi- modo nuovo. Ora le parole di una
mo ti coprirà dell’ombra sua” (Lu 1:35). profezia messianica, da lungo tempo
L’ombra del sospetto e dello scandalo sopita, tornavano in vita. Il misterioso
incombeva su Maria. In tutta la storia annuncio del profeta Isaia si adempiva
dell’umanità non era mai avvenuta una nel bambino di Maria: Tutto ciò avven-
nascita verginale; dunque, quando una ne, affinché si adempisse quello che
donna non sposata rimaneva incinta, era stato detto dal Signore per mezzo
vi era un’unica spiegazione possibile. del profeta . Matteo sostiene l’ispira-
1:19 Neppure Giuseppe riusciva a zione divina delle parole di Isaia, che il
capacitarsi del fatto che Maria fos- Signore aveva pronunciato per mezzo
se in stato interessante. Egli avrebbe del profeta almeno settecento anni pri-
avuto due motivi per indignarsi con ma dell’avvento di Cristo.
la sua promessa sposa: 1° ella gli era 1:23 La profezia contenuta in Is 7:14
stata, evidentemente, infedele; 2° se comprendeva l’annuncio di una nasci-
ella fosse stata innocente, egli sarebbe ta speciale (“La vergine sarà incinta”),
stato, inevitabilmente, tacciato di con- il sesso del nascituro (“e partorirà un
nivenza. Il suo amore per Maria e il suo figlio”) e il nome del bambino (“al qua-
desiderio di giustizia lo portarono alla le sarà posto nome Emmanuele”). Mat-
decisione di rompere, con discrezione, teo aggiunge che Emmanuele significa
il fidanzamento. Egli desiderava evita- Dio con noi. Non vi è alcuna prova che
re il pubblico disonore che solitamente Gesù, mentre era in terra, fu mai chia-
si accompagna a tale eventualità. mato “Emmanuele”: egli fu sempre
1:20 Mentre quest’uomo mite e pru- chiamato “Gesù”. Tuttavia, il significa-
dente elaborava il suo piano per proteg- to del nome Gesù (vd. v. 21) sottintende
gere Maria, un angelo del Signore gli la presenza di Dio con noi. Può anche

19
MATTEO 1:24

darsi che Emmanuele sia un appellati- giudaismo, ma probabilmente tale con-


vo di Cristo che si userà soprattutto al versione era avvenuta per motivi politi-
suo ritorno. ci. Fu verso la fine del suo regno che dei
1:24 Grazie all’intervento dell’ange- magi d’Oriente arrivarono in cerca del
lo, Giuseppe abbandonò l’intenzione di Re dei Giudei. È probabile che questi
divorziare da Maria e si mantenne fe- uomini fossero dei sacerdoti pagani,
dele all’impegno preso fino alla nascita la cui religione era imperniata sullo
di Gesù, dopodiché la sposò. studio degli elementi della natura. Essi
1:25 La dottrina secondo la quale erano spesso scelti come consiglieri dei
Maria rimase vergine per tutta la vita re in virtù delle loro conoscenze e delle
è confutata dalla consumazione del loro doti profetiche. Non sappiamo né
matrimonio, di cui si fa menzione in in che parte dell’Oriente vivessero, né
questo versetto. Altri riferimenti, dove quanti fossero e neppure quanto tem-
leggiamo che Maria ebbe dei figli da po durò il loro viaggio.
Giuseppe, sono Mt 12:46; 13:55-56; Mr Fu la stella in Oriente che, in qualche
6:3; Gv 7:3, 5; At 1:14; 1 Co 9:5 e Ga 1:19. modo, richiamò la loro attenzione sul-
Prendendo Maria in moglie, Giusep- la nascita di un re, perciò erano venuti
pe prese anche il suo bambino come per adorarlo. Presumibilmente costoro
figlio adottivo. In questo modo, Gesù conoscevano le profezie dell’A.T. che ri-
diventò l’erede legittimo al trono di Da- guardavano la venuta del Messia. Forse
vide. Secondo l’indicazione dell’angelo, conoscevano la profezia di Balaam, se-
gli pose nome Gesù. condo la quale un astro sarebbe sorto
Così nasce il Re-Messia. L’Eterno ir- da Giacobbe (vd. Nu 24:17), e l’avevano
rompe nel tempo. Il Dio onnipotente collegata alla profezia delle “settanta
diventa un fragile neonato: il Signore settimane” che avrebbero preceduto
della gloria nasconde il suo splendore l’epoca della prima venuta di Cristo
in un corpo umano. Tuttavia “in lui (vd. Da 9:24-25). Ma appare più plau-
abita corporalmente tutta la pienezza sibile che la loro conoscenza fosse di
della Deità” (Cl 2:9). origine soprannaturale.
Riguardo alla stella, sono state
II. INFANZIA DEL RE-MESSIA (cap. 2) formulate varie ipotesi scientifiche.
Alcuni, per esempio, sostengono che
A. L’arrivo dei magi per adorare si trattò in realtà di una congiunzio-
il Re (2:1-12) ne planetaria. Nondimeno, il corso
2:1-2 È facile rimanere confusi dalla di quella stella era assai irregolare:
cronologia degli eventi intorno alla na- precedeva i magi e li guidò da Geru-
scita di Cristo. Anche se il v. 1 potrebbe salemme fino al luogo dov’era il bam-
lasciar intendere che Erode cercasse di bino Gesù (vd. v. 9), poi si fermò. In
uccidere Gesù mentre Maria e Giuseppe effetti si trattò di un evento talmente
erano ancora nella stalla di Betlemme, insolito che non poté trattarsi che di
tutti gli altri particolari del racconto rin- un miracolo.
vierebbero tale tentativo a un’epoca di 2:3 Udito questo, ossia che un bam-
un paio d’anni posteriore. Nel v. 11 Mat- bino era nato per diventare il Re dei
teo scrive che i magi videro Gesù in una Giudei, il re Erode fu turbato. Un bam-
casa. L’ordine di Erode (uccidere tutti i bino del genere era una minaccia per
maschi sotto i due anni di età, v. 16) è il suo precario trono. E tutta Gerusa-
un altro indizio relativo a un intervallo lemme fu turbata con lui: la città, che
di tempo imprecisato tra la nascita del avrebbe dovuto accogliere la notizia
Re-Messia e gli eventi qui riportati. con gioia, era sconvolta da qualsiasi
Erode il Grande era un discendente cosa potesse compromettere lo status
di Esaù e, perciò, nemico dei Giudei per quo o contrariare gli odiati dominatori
tradizione. Costui si era convertito al romani.

20
MATTEO 2:13-14

2:4-6 Erode fece riunire i capi reli- sto bambino speciale doveva occupare
giosi giudei per scoprire dove il Cristo il primo posto (inoltre vd. i vv. 13-14,
doveva nascere. I capi dei sacerdoti 20-21). I magi adorarono Gesù, ma non
erano il sommo sacerdote e i suoi figli Maria o Giuseppe (in questo racconto
(e, forse, altri membri della famiglia). Giuseppe non è neppure menzionato e
Gli scribi del popolo erano laici, esperti presto scomparirà del tutto dal resocon-
della legge di Mosè; essi conservavano to evangelico). Gesù solo (e non Maria,
e insegnavano la legge e svolgevano, né Giuseppe) è degno della nostra lode e
inoltre, la funzione di giudici nel si- della nostra adorazione.
nedrio. I sacerdoti e gli scribi citarono I doni che costoro recavano sono ol-
immediatamente Mi 5:1, che indicava tremodo importanti. L’oro è il simbolo
Betlemme di Giudea come luogo di della deità e della gloria e simboleggia la
nascita del Re. Il testo della profezia fulgida perfezione della Persona divina
di Michea chiama la città “Betlemme, di Gesù. L’incenso è un unguento o un
Efrata”. Poiché, in Israele, sorgevano profumo e simboleggia la fragranza di
altre città omonime, quella indicazio- una vita di perfezione senza peccato. La
ne aggiuntiva la identificava come la mirra è una pianta amara e preannun-
Betlemme della regione di Efrata, entro ciava le sofferenze che Gesù avrebbe
i confini di Giuda. sopportato portando i peccati del mon-
2:7-8 Allora Erode, chiamati di nasco- do. I doni furono offerti da uomini stra-
sto i magi, si informò riguardo al tempo nieri e ciò richiama alla mente Is 60:6.
in cui la stella era apparsa per la prima Isaia aveva previsto che degli stranieri
volta. Tale segretezza rivelava la sua mal- sarebbero andati al Messia recando doni,
vagità: egli aveva bisogno di quell’infor- ma menzionò solamente l’oro e l’incen-
mazione se voleva trovare il bambino so: “…portando oro e incenso, e procla-
giusto. Per nascondere le sue vere inten- mando le lodi del Signore”. Perché omise
zioni, inviò i magi a cercare il bambino la mirra? Perché Isaia alludeva al ritorno
pregandoli di fargli sapere se l’avessero di Cristo in potenza e gloria. Allora non
trovato. vi sarà più mirra per lui, poiché egli non
2:9 Quando i magi s’incamminarono, soffrirà più. Nel Vangelo di Matteo, inve-
la stella, che avevano vista in Oriente, ri- ce, è prevista la mirra, poiché qui si parla
apparve. Ciò significa che la stella non li della prima venuta di Gesù. In questo
aveva guidati lungo l’intero tragitto. Ma Vangelo vediamo le sofferenze di Cristo
ora li avrebbe guidati al luogo dov’era il laddove, nell’annuncio di Isaia, vediamo
bambino. la gloria che seguirà.
2:10 Qui si ricorda in modo particola- 2:12 I magi furono divinamente av-
re che i magi, quando videro la stella, si vertiti in sogno di non ripassare da Ero-
rallegrarono di grandissima gioia. Quei de e, prestato fede a tale avvertimento,
pagani avevano cercato Cristo con zelo, tornarono al loro paese per un’altra via.
Erode lo voleva uccidere, i sacerdoti e gli Tutti coloro che, con cuore sincero, in-
scribi erano (per il momento) indifferen- contrano Cristo, non tornano mai per la
ti e gli abitanti di Gerusalemme erano stessa via. Il vero incontro con Gesù tra-
preoccupati. Questi atteggiamenti erano sformerà tutta la loro vita.
presagi del modo in cui il Messia sarebbe
stato accolto. B. Giuseppe, Maria e Gesù fuggono
2:11 Entrati nella casa, i magi videro il in Egitto (2:13-15)
bambino con Maria, sua madre, e, pro- 2:13-14 Sul Signore pendette, fin dalla
stratisi, lo adorarono offrendogli doni nascita, una minaccia di morte. Certa-
preziosi: oro, incenso e mirra. Notiamo mente, egli era nato per morire, ma ciò
che essi videro Gesù con sua madre. Di sarebbe avvenuto solamente al tempo
norma, si dovrebbe menzionare prima stabilito. Chiunque cammina nella vo-
la madre e poi il bambino; tuttavia, que- lontà di Dio è immortale, finché non ha

21
MATTEO 2:15

compiuto la sua opera. Un angelo del Un grido si è udito in Rama,


Signore apparve in sogno a Giuseppe e un pianto e un lamento grande:
lo avvertì di fuggire con la sua famiglia Rachele piange i suoi figli
in Egitto. Erode era pronto a portare a e rifiuta di essere consolata,
termine la propria missione di distru- perché non sono più (Gr 31:15).
zione; a causa della sua ira, Giuseppe e
la sua famiglia diventarono profughi. Nella profezia, Rachele rappresenta la
Non sappiamo per quanto tempo ri- nazione d’Israele. Il lutto della nazione è
masero in Egitto, ma soltanto che pote- personificato in Rachele, che fu seppel-
rono rimpatriare unicamente dopo la lita a Rama (località presso Betlemme,
morte di Erode. dove il massacro ebbe luogo). Poiché i
2:15 In questo modo un’altra profezia genitori dei piccoli uccisi passavano, in
dell’A.T. assumeva un nuovo significato. lutto, davanti alla sua tomba, Rachele
Dio aveva detto per mezzo del profeta è descritta come se piangesse con loro.
Osea: Fuori d’Egitto chiamai mio figlio Nell’intento di eliminare il suo giovane
(Os 11:1). Nel contesto originario, con rivale, Erode non raggiunse altro scopo
tale espressione si alludeva alla libe- che la menzione di disonore negli annali
razione d’Israele dall’Egitto all’epoca dell’infamia.
dell’esodo; nondimeno, essa poteva an-
che essere interpretata diversamente: D. Giuseppe, Maria e Gesù si
in tal modo, la storia del Messia si iden- stabiliscono a Nazaret (2:19-23)
tificava con quella d’Israele. La profezia 2:19-23 Dopo la morte di Erode, un
si adempì nella vita di Cristo allorché, angelo del Signore avvertì Giuseppe
dall’Egitto, ritornò in Israele. che gli era possibile ritornare a casa.
Quando il Signore ritornerà per re- Ma quando raggiunse il paese d’Israe-
gnare con giustizia, l’Egitto sarà uno dei le, Giuseppe udì che il figlio di Erode,
paesi che godranno delle benedizioni Archelao, era succeduto al padre come
del millennio (vd. Is 19:21-25; So 3:9-10; re di Giudea. Giuseppe esitava a inol-
Sl 68:31). Perché questo paese, nemico trarsi in quel territorio e, dopo che i
storico d’Israele, sarà così privilegiato? suoi timori furono confermati da Dio
Potrebbe forse essere un segno della ri- in sogno, si diresse a nord, nella regio-
conoscenza divina per aver offerto asilo ne della Galilea, e si stabilì a Nazaret.
al Signore Gesù? Per la quarta volta in questo capi-
tolo, Matteo ci fa notare l’attuazione
di una profezia. Pur non citandoli per
C. Erode fa uccidere i bambini nome, egli afferma che i profeti aveva-
di Betlemme (2:16-18) no annunciato che il Messia sarebbe
2:16 Quando capì che i magi non sa- stato chiamato Nazareno. Nessun ver-
rebbero ritornati, Erode si rese conto setto dell’A.T. lo dichiara apertamen-
di essere stato beffato nel suo piano di te, ma molti studiosi ipotizzano che
trovare il giovane Re. Con assurdo fu- Matteo si richiamasse a Is 11:1: “Poi
rore, ordinò di uccidere tutti i maschi un ramo uscirà dal tronco d’Isai, e un
che erano in Betlemme e in tutto il suo rampollo spunterà dalle sue radici”. Il
territorio dall’età di due anni in giù. Per termine ebraico tradotto con “ramo” è
quanto riguarda il numero dei bambini netzer (donde, per assonanza, Nazare-
uccisi, le stime differiscono; è impro- no) ma il nesso sembra alquanto vago.
babile, comunque, che il numero delle Una spiegazione più probabile è che
piccole vittime fosse nell’ordine delle l’appellativo facesse riferimento a un
centinaia. abitante di Nazaret, città disdegnata
2:17-18 Il grido che seguì l’assassinio dal resto del popolo. A tale proposito,
dei bambini fu l’adempimento delle pa- Natanaele espresse denigrazione con
role del profeta Geremia: la proverbiale domanda: “Può forse

22
MATTEO 3:1-2

venir qualcosa di buono da Nazaret?” ma non avrebbe potuto, né voluto, re-


(Gv 1:46). Il disprezzo verso questa cit- gnare su degli uomini attaccati ai loro
tà “insignificante” ricadeva anche sui peccati. Il popolo doveva invertire la rot-
suoi abitanti. Tale è, verosimilmente, ta, confessare e abbandonare il peccato:
il significato dell’espressione egli sa- Dio lo chiamava dal regno delle tenebre
rebbe stato chiamato Nazareno di cui al regno dei cieli.
al v. 23: essa significa che Gesù sarebbe
stato trattato con disprezzo. Dunque, IL REGNO DEI CIELI
anche se non esistesse alcuna profe-
zia riguardo a tale appellativo di Gesù, Nel v. 2 troviamo, per la prima volta, la
ne esiste tuttavia una in cui si afferma locuzione “regno dei cieli” che, in que-
che egli sarebbe stato “disprezzato e sto Vangelo, compare trentadue volte.
abbandonato dagli uomini” (Is 53:3). Poiché non è possibile comprendere
Un’altra profezia rivela che sarebbe bene Matteo senza aver afferrato que-
stato “un verme e non un uomo, l’in- sto concetto, conviene, a questo punto,
famia degli uomini, e il disprezzato darne una breve spiegazione.
dal popolo” (Sl 22:6). Sebbene i profeti Il regno dei cieli è l’ambito in cui il do-
non avessero usato le parole esatte che minio di Dio è riconosciuto. Il termine
troviamo nel v. 23, indiscutibilmente è “cieli” si riferisce a Dio. Lo vediamo in
questo il senso di tali profezie. Da 4:25, in cui si afferma che “l’Altissi-
Incredibile a dirsi, quando il Dio on- mo” domina sul regno degli uomini. Nel
nipotente venne sulla terra gli fu dato versetto seguente si dichiara che tale do-
un soprannome vergognoso. Chi lo se- minio appartiene al “cielo”. Dovunque
gue ha il privilegio di portare il suo ob- gli uomini si sottomettano al dominio di
brobrio (vd. Eb 13:13). Dio, là è il regno dei cieli.
Due sono gli aspetti del regno dei cieli.
III. PREPARAZIONE E INIZIO In senso più ampio, esso include chiun-
DEL MINISTERO DEL MESSIA que professi di riconoscere Dio come
(capp. 3–4) sovrano supremo; in senso più stretto,
esso include solamente quelli che sono
A. Giovanni il battista prepara veramente convertiti. Possiamo illustrare
la via (3:1-12) questo principio con l’immagine di due
Tra gli eventi di cui ai capp. 2 e 3 si cerchi concentrici.
frappone un intervallo di ventotto o
ventinove anni, di cui Matteo non par-
la. Durante questo periodo, Gesù visse Realtà
a Nazaret preparandosi per l’opera che esteriore
doveva compiere. In quegli anni non
fece miracoli, tuttavia Dio si compiace-
va di lui (vd. Mt 3:17). Questo capitolo
ci porta sulla soglia del suo ministero Realtà
pubblico. interiore
3:1-2 Giovanni il battista era di sei me-
si più anziano del cugino Gesù (vd. Lu
1:26, 36) ed entrò nella storia come pre-
cursore del Re d’Israele. Il suo incon-
sueto campo d’azione fu il deserto della
Giudea, una regione arida che si esten-
deva da Gerusalemme fino al Giordano.
Questo era il messaggio di Giovanni: Il cerchio grande, esterno, è la sfera
Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è della professione di fede; essa compren-
vicino. Il Re sarebbe comparso presto, de tutti gli individui che sono veramente

23
MATTEO 3

sudditi del Re, ma anche coloro che sem- Gesù apparve circondato dalla gloria
plicemente dichiarano di essergli fedeli. del suo regno futuro (vd. Mt 17:1-8).
Ne troviamo la dimostrazione nelle pa- Fu proprio richiamandosi a questa
rabole del seminatore (vd. Mt 13:3-9), del [quarta] fase che Gesù annunciò, in
granello di senape (vd. Mt 13:31-32) e del Mt 8:11: “...molti verranno da Oriente
lievito (vd. Mt 13:33). Il cerchio piccolo, e da Occidente e si metteranno a ta-
interno, racchiude solamente quanti so- vola con Abraamo, Isacco e Giacob-
no “nati di nuovo” mediante la fede nel be nel regno dei cieli”.
Signore Gesù Cristo. Soltanto i convertiti 5. La fase finale sarà il regno eterno.
possono entrare nella parte più interna Esso è definito, in 2 P 1:11, il “regno
del regno dei cieli (vd. Mt 18:3). eterno del nostro Signore e Salvatore
Se raccogliamo tutti i riferimenti al Gesù Cristo”.
regno dei cieli presenti nella Bibbia, L’espressione “regno dei cieli” com-
possiamo percorrere le cinque succes- pare solamente nel Vangelo di Matteo,
sive fasi del suo sviluppo storico. ma la locuzione “regno di Dio” ricorre
1. Il regno fu predetto nell’A.T. Daniele in tutti i quattro vangeli. In pratica non
preannunciò che Dio avrebbe fatto vi è alcuna differenza tra le due espres-
sorgere un regno che non sarebbe sioni, poiché entrambi i “regni” sono
mai stato distrutto, né sarebbe cadu- descritti in modo analogo. Per esempio,
to sotto il dominio di un altro popolo in Mt 19:23, Gesù sentenzia che diffi-
(vd. Da 2:44). Egli previde altresì che cilmente un ricco entrerà nel regno dei
Cristo sarebbe venuto per regnare cieli. Sia Marco (vd. Mr 10:23) sia Luca
ovunque e per sempre (vd. Da 7:13- (vd. Lu18:24) scrivono che Gesù fece la
14; inoltre vd. Gr 23:5-6). medesima affermazione anche a pro-
2. Giovanni il battista, Gesù e i dodici di- posito del regno di Dio (inoltre vd. Mt
scepoli lo definirono un regno vicino 19:24, dov’è usata l’espressione “regno
(vd. Mt 3:2; 4:17; 10:7). In Mt 12:28 Ge- di Dio” in un contesto simile).
sù osservò: “Ma se è con l’aiuto dello Come abbiamo già spiegato, il regno
Spirito di Dio che io scaccio i demòni, dei cieli presenta una realtà esteriore
è dunque giunto fino a voi il regno di e una interiore. Poiché ciò vale anche
Dio”. In Lu 17:21 dichiarò: “…perché, per il regno di Dio, le due espressioni
ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi”. si equivalgono. Anche il regno di Dio
Il regno era presente nella Persona comprende sia i veri sia i falsi credenti:
del Re. Come vedremo in seguito, le lo dimostrano le parabole del semi-
espressioni “regno di Dio” e “regno natore (vd. Lu 8:4-10), del granello di
dei cieli” sono alternabili. senape (vd. Lu 13:18-19) e del lievito
3. Il regno assume un aspetto tempora- (vd. Lu 13:20-21). Nella sua realtà inte-
neo. Dopo essere stato respinto dalla riore, invece, il regno di Dio può essere
nazione d’Israele, il Re tornò in cie- raggiunto solamente da quanti sono
lo. Ora egli è assente, ma il suo regno nati di nuovo (vd. Gv 3:3, 5).
esiste nel cuore di tutti quelli che ac- Un’ultima precisazione: il regno non
cettano la sua signoria, i cui princi- è la chiesa. Il regno ebbe inizio quando
pi morali ed etici, compresi quelli Cristo cominciò il suo ministero pub-
magnificati nel sermone sul monte, blico; la chiesa, invece, nacque il gior-
sono tuttora validi per noi. Questo no della Pentecoste (vd. At 2). Il regno
aspetto temporaneo è delineato nel- continuerà sulla terra finché la terra
le parabole di Matteo 13. sarà distrutta; la chiesa rimarrà sulla
4. La quarta fase del regno potrebbe terra solo fino al rapimento (quando
essere chiamata la sua manifestazio- Cristo scenderà dal cielo e porterà via
ne. Si tratta del regno millenniale di con sé tutti i credenti, vd. 1 Te 4:13-18).
Cristo sulla terra, che fu preannun- In seguito la chiesa tornerà con Cristo,
ciato nella trasfigurazione allorché quando anch’egli tornerà, per regnare

24
MATTEO 3:10

con lui come sua Sposa. Attualmente, 3:5-6 La gente accorreva da Gerusa-
coloro che sono nella realtà interiore lemme, da tutta la Giudea e da tutta la
del regno sono anche nella chiesa. regione intorno al Giordano per ascol-
tarlo. Alcuni accettavano il suo mes-
3:3 Tornando ora al commento del saggio ed erano battezzati da lui nel
terzo capitolo del Vangelo di Matteo, fiume Giordano, dimostrando con ciò
osserviamo che il ministero prepara- di essere pronti a promettere fedeltà e
torio di Giovanni era stato profetizzato ubbidienza al Re che stava per venire.
da Isaia più di settecento anni prima: 3:7 Con i farisei e i sadducei le cose
erano ben diverse. Quando venivano
Voce di uno che grida nel deserto:
ad ascoltarlo, Giovanni sapeva che non
“Preparate la via del Signore,
erano sinceri perché conosceva la loro
raddrizzate i suoi sentieri” (Is 40:3).
vera natura. I farisei professavano una
Giovanni era la voce. La nazione gran devozione alla legge, ma erano
d’Israele era, spiritualmente parlando, il intimamente corrotti, settari, ipocriti
deserto, arido e sterile. Giovanni esortò e presuntuosi. Per la società, i sadducei
il popolo a preparare la via del Signore, erano degli aristocratici. Sotto il profilo
ravvedendosi e abbandonando i propri religioso, costoro erano degli scettici e
peccati, e a raddrizzare i suoi sentieri, negavano dottrine fondamentali quali:
allontanando dalla propria vita tutto la resurrezione del corpo, l’esistenza
ciò che avrebbe potuto ostacolare il do- degli angeli, l’immortalità dell’anima
minio assoluto del Signore. e il castigo eterno. Giovanni definiva
3:4 La veste del battista era fatta di tutti costoro “razza di vipere”: essi fin-
pelo di cammello (non si trattava certa- gevano di voler scampare all’ira futura
mente del tessuto morbido e pregiato che ma non mostravano alcun segno di ve-
conosciamo oggi con tale nome, bensì di ro ravvedimento.
un tessuto rozzo e ruvido, tipico di un 3:8 Giovanni li esortava a dimostrare
uomo che viveva all’aperto). Giovanni la loro sincerità mediante frutti degni
indossava altresì anche una cintura di del ravvedimento. Il vero ravvedimen-
cuoio. Si tratta dello stesso tipo di abbi- to, come scrisse J.R. Miller, “non porta
gliamento indossato, a suo tempo, dal a niente se produce solo qualche lacri-
profeta Elia (vd. 2 R 1:8): tale riferimento muccia, una fitta di rincrescimento e
ai capi di vestiario serviva, probabilmen- un vago timore. Occorre abbandonare
te, per comunicare ai Giudei credenti i peccati di cui ci si pente e camminare
che la missione di Giovanni e quella di nelle vie nuove e incontaminate della
Elia erano simili (vd. Ml 4:5; Lu 1:17; Mt santità”.
11:14; 17:10-12). Giovanni si cibava di ca- 3:9 I Giudei non dovevano più consi-
vallette e… miele selvatico, cibo appena derare la loro discendenza da Abraamo
sufficiente per un uomo così impegnato come un passaporto per il cielo: la gra-
nel suo mandato e per il quale le normali zia della salvezza non si trasmette per
soddisfazioni e comodità della vita non nascita naturale. Dio sarebbe stato in
avevano più importanza. grado di trasformare le pietre del Gior-
L’incontro con Giovanni, uomo che dano in altrettanti figli di Abraamo,
non si curava affatto di ciò per cui la mediante un processo meno arduo
gente solitamente si affanna, doveva della conversione di farisei e sadducei.
essere un’esperienza che lasciava il se- 3:10 Affermando che la scure è po-
gno: la sua totale dedizione alle realtà sta alla radice degli alberi, Giovanni
spirituali avrebbe dovuto far luce sulla annunciava che sarebbe presto iniziata
povertà interiore di quanti lo ascolta- un’opera di giudizio divino. Con la sua
vano. La sua abnegazione costituiva venuta e la sua presenza, Cristo avreb-
un aspro rimprovero per un popolo co- be messo alla prova tutti gli uomini.
sì attaccato alle cose terrene. Quelli trovati senza frutto sarebbero

25
MATTEO 3:11-12

stati distrutti, proprio come un albero Subito dopo l’accenno al battesimo


che non dà frutto viene tagliato e get- di fuoco, Giovanni parla del giudizio.
tato nel fuoco. Il Signore è descritto come uno che
3:11-12 Nei vv. 7-10 Giovanni aveva usa un ventilabro per gettare in aria
parlato esclusivamente ai farisei e ai e spulare il grano trebbiato. Il grano
sadducei (vd. v. 7), ma ora si rivolgeva (i veri credenti) cade direttamente al
a tutti i presenti, sia ai veri sia ai falsi suolo ed è portato nel granaio. La pula
credenti, spiegando loro che c’era una (gli increduli) sarà sollevata dal vento,
notevole differenza tra il proprio mi- poi sarà raccolta e bruciata con fuoco
nistero e quello del Messia che presto inestinguibile. Il fuoco di cui al v. 12
sarebbe venuto. Giovanni battezzava rappresenta il giudizio e, giacché que-
con acqua, in vista del ravvedimento. sto versetto è un ampliamento del v. 11,
Ora, l’acqua era un segno cerimonia- è ragionevole concludere che il batte-
le e non era in grado di purificare; il simo con il fuoco sia un battesimo di
ravvedimento, benché sincero, non giudizio.
avrebbe condotto l’individuo alla pie-
na salvezza. Giovanni considerava il B. Giovanni battezza Gesù
proprio ministero un’opera propedeu- (3:13-17)
tica e incompleta. Il Messia avrebbe 3:13 Gesù percorse un centinaio di chi-
completamente messo in ombra Gio- lometri dalla Galilea al basso corso del
vanni: egli sarebbe stato più forte, più Giordano… per essere… battezzato da
degno di lui e la sua opera avrebbe Giovanni. Ciò indica l’importanza che
avuto una portata maggiore, poiché egli attribuiva a questa cerimonia; al-
egli avrebbe battezzato con lo Spirito trettanta importanza dovrebbero attri-
Santo e con il fuoco. buirle i seguaci di Cristo oggi.
Il battesimo con lo Spirito Santo è 3:14-15 Giovanni sapeva che Gesù
diverso dal battesimo con il fuoco. Il non aveva peccati di cui pentirsi, per-
primo è un battesimo di benedizione, ciò si oppose al suo battesimo: giu-
il secondo è un battesimo di giudizio. stamente egli sentiva di dovere, egli
Il primo avvenne in occasione della stesso, farsi battezzare da Gesù. Gesù
Pentecoste, laddove il secondo non non negò questo fatto, ma si limitò
è ancora avvenuto. Tutti coloro che a sollecitare il battesimo poiché es-
realmente credono nel Signore Gesù so era il mezzo adatto per adempiere
godono del primo battesimo, mentre ogni giustizia. Gesù sapeva di doversi
il secondo sarà il destino di tutti gli in- pienamente immedesimare, nel bat-
creduli. Il primo era riservato a quegli tesimo, con quegli Israeliti devoti che,
Israeliti il cui battesimo rappresentava ravvedutisi, erano colà convenuti per il
effettivamente il segno esteriore del battesimo di penitenza.
ravvedimento interiore; l’altro sareb- Ma c’è un significato ancora più pro-
be stato per i farisei, i sadducei e tutti fondo. Per Gesù il battesimo era un ri-
coloro che non manifestavano un vero tuale che simboleggiava il modo in cui
ravvedimento. avrebbe soddisfatto le giuste rivendi-
Secondo talune dottrine, il battesi- cazioni di Dio sui peccati dell’uomo. La
mo dello Spirito Santo e il battesimo del sua immersione rappresentava, dunque,
fuoco sarebbero concetti equivalenti: il battesimo nelle acque del giudizio di
l’espressione “battesimo con il fuoco” Dio sul Golgota e la sua emersione pre-
non potrebbe, infatti, richiamarsi alle annunciava la risurrezione. Con la pro-
lingue di fuoco che apparvero allor- pria morte e risurrezione, Gesù avrebbe
ché lo Spirito Santo discese alla Pente- soddisfatto i requisiti della giustizia di-
coste? Ora, alla luce del v. 12, in cui si vina e avrebbe procurato una base con-
identifica il fuoco con il giudizio, è pro- forme a giustizia per la giustificazione
babile che non sia affatto così. dei peccatori.

26
MATTEO 4:2-3

3:16-17 Appena uscito dall’acqua, Gesù non era in grado di cedervi?”. Se


Gesù vide lo Spirito di Dio scendere rispondiamo “sì”, ci troviamo di fronte
dal cielo come una colomba e venire al problema: “Come può Dio incarnato
su di lui. Come nell’A.T. le persone e le peccare?”.
cose destinate a scopi sacri erano con- Innanzi tutto, è importante ricorda-
sacrate con “l’olio per l’unzione sacra” re che Gesù Cristo è Dio e che Dio non
(vd. Es 30:25-30), così Gesù fu consa- può peccare. È vero che Gesù era anche
crato Messia dallo Spirito Santo. uomo, tuttavia la tesi secondo cui egli
Fu un evento benedetto che vide la avrebbe potuto peccare in quanto uo-
manifestazione delle tre Persone della mo, ma non in quanto Dio, è priva di
Trinità: il diletto Figlio era là presente, fondamento biblico. Gli autori del N.T.
lo Spirito Santo era sceso in forma di confermano in diverse occasioni la
colomba, mentre dai cieli si udì la vo- purezza di Cristo. Paolo scrive che egli
ce del Padre che pronunciò una bene- “non ha conosciuto peccato” (2 Co 5:21),
dizione su Gesù. Si trattò altresì di un Pietro afferma che egli “non commise
evento memorabile perché si udì la vo- peccato” (1 P 2:22) e Giovanni dichiara
ce di Dio citare le Scritture: Questo è il che “in lui non c’è peccato” (1 Gv 3:5).
mio diletto Figlio (vd. Sl 2:7), nel qua- Come noi, Gesù poteva essere ten-
le mi sono compiaciuto (vd. Is 42:1). tato dall’esterno: Satana gli si presentò
Questa è una delle tre occasioni in cui con proposte contrarie alla volontà di
il Padre parlò dal cielo per confermare Dio. Ma, a differenza di noi, Gesù non
la missione del suo unigenito Figlio (gli poteva essere tentato dall’interno: in
altri passi sono Mt 17:5 e Gv 12:28). lui non albergavano desideri o passioni
peccaminose. Inoltre non vi era nulla,
C. Satana tenta Gesù in lui, che potesse piegarsi alle sedu-
(4:1-11) zioni del diavolo (vd. Gv 14:30).
4:1 Può sembrare strano che Gesù fosse Anche se Gesù non era in grado di
condotto dallo Spirito a essere tentato peccare, la tentazione fu assolutamen-
da Satana. Perché mai lo Spirito Santo te reale. Probabilmente egli dovette af-
l’avrebbe costretto a un simile incontro? frontare le lusinghe del male, ma gli era
La risposta è che questa tentazione era moralmente impossibile cedergli. Egli
necessaria per dimostrare la sua ido- poteva fare soltanto ciò che vedeva fare
neità morale all’opera per la quale era dal Padre (vd. Gv 5:19) ed è inconce-
venuto nel mondo. Il primo Adamo ave- pibile che egli abbia mai visto il Padre
va dimostrato la propria inadeguatezza peccare. Non poteva far niente con la
quando aveva incontrato l’avversario propria autorità (vd. Gv 5:30) e il Padre
nel giardino in Eden. Qui l’ultimo Ada- non gli avrebbe mai concesso l’autoriz-
mo incontra il diavolo in un confronto zazione a cedere alla tentazione.
diretto da cui esce vincitore. Lo scopo della tentazione non era
Il verbo greco tradotto con “tentare” verificare se Gesù fosse in grado di
o “provare” ha due significati: 1° mette- peccare, ma dimostrare che, anche
re alla prova (vd. Gv 6:6; 2 Co 13:5; Eb sotto una pressione straordinaria, egli
11:17); 2° invitare a compiere il male. non poteva far altro che ubbidire alla
Lo Spirito Santo mise Cristo alla prova, Parola di Dio.
laddove il diavolo cercò di fargli com- 4:2-3 Dopo che ebbe digiunato qua-
piere il male. ranta giorni e quaranta notti, Gesù
C’è un mistero profondo nella tenta- ebbe fame (nella Scrittura, il numero
zione del Signore. Inevitabilmente ci si “quaranta” ricorre spesso in relazione
chiede: “Avrebbe potuto peccare?”. Se alle prove). Questo desiderio naturale
rispondiamo “no”, allora dobbiamo af- procurò al tentatore un vantaggio, di
frontare la domanda seguente: “Come cui molti gli avrebbero permesso di
poté trattarsi di una vera tentazione, se approfittare. Propose a Gesù di usare

27
MATTEO 4:4

il suo potere miracoloso per trasfor- per dimostrare di essere il Messia. Egli
mare le pietre del deserto in pani. Le avrebbe potuto ottenere la gloria sen-
parole con cui l’apostrofò, Se tu sei za soffrire; avrebbe potuto evitare la
Figlio di Dio, non indicano un dubbio, croce e possedere ugualmente il trono.
ma significano in realtà: “Poiché tu sei Ma un atto del genere sarebbe stato
il Figlio di Dio”. Satana allude, infatti, contrario alla volontà di Dio. Questa
alle parole che il Padre rivolse a Gesù tentazione è definita da Giovanni co-
al momento del battesimo: “Questo me “superbia della vita” (1 Gv 2:16) ed
è il mio diletto Figlio”. La costruzione è analoga a quella dell’albero “deside-
greca di tale periodo(2) presuppone che rabile per acquistare conoscenza” (Ge
l’affermazione sia vera: se ne deduce 3:6) nel giardino in Eden: entrambe
che Satana invitò Gesù a esercitare il costituivano un mezzo per ottenere
suo potere per sfamarsi. la gloria personale senza rispettare la
Soddisfare un desiderio naturale volontà di Dio. Ci troviamo di fronte
servendosi, dietro sollecitazione di a questa tentazione ogni qualvolta
Satana, del potere divino costituisce desideriamo acquistare importan-
una palese trasgressione nei confronti za, in ambito religioso, senza essere
di Dio. Implicitamente, il suggerimen- partecipi delle sofferenze di Cristo.
to di Satana richiama alla mente Ge Cerchiamo grandi cose per noi, ma
3:6 (“buono per nutrirsi”). Giovanni poi scappiamo a nasconderci quan-
definisce questa tentazione la “concu- do, sul nostro cammino, incontriamo
piscenza della carne” (1 Gv 2:16). La delle difficoltà. Quando ignoriamo la
tentazione corrispondente, nella no- volontà di Dio ed esaltiamo noi stessi,
stra vita, è vivere per la gratificazione noi tentiamo Dio.
dei desideri materiali e scegliere un 4:7 Gesù resistette un’altra volta
sentiero agevole, invece di cercare il re- all’attacco citando la Scrittura: È altre-
gno di Dio e la sua giustizia. Il diavolo sì scritto: “Non tentare il Signore Dio
ci ripete: “Devi pur vivere, no?”. tuo” (vd. De 6:16). Dio aveva promesso
4:4 Gesù rispose alla tentazione ci- di preservare il Messia a condizione
tando la Parola di Dio. L’esempio del che egli vivesse compiendo la volon-
Signore non ci insegna che dobbiamo tà divina. Pretendere il rispetto della
pur vivere, ma che dobbiamo ubbidire promessa con un atto di insubordina-
a Dio! Procurarsi il pane non è la cosa zione sarebbe stato come tentare Dio.
più importante nella vita: lo è, invece, Sarebbe giunto il momento in cui Ge-
l’ubbidienza a ogni parola… di Dio. sù avrebbe rivelato di essere il Messia
Gesù non aveva ricevuto dal Padre l’or- ma, prima, ci doveva essere la croce.
dine di trasformare le pietre in pane: L’altare del sacrificio doveva precede-
dunque, a prescindere dalla fame, non re il trono e la corona di spine doveva
volle agire di propria iniziativa e ubbi- venire prima della corona di gloria.
dire, così facendo, a Satana. Gesù avrebbe rispettato i tempi di Dio
4:5-6 La seconda tentazione avven- e avrebbe compiuto la volontà di Dio.
ne sul pinnacolo del tempio di Geru- 4:8-9 Nella terza tentazione, il
salemme. Qui il diavolo invitò Gesù a diavolo portò Gesù sopra un mon-
lanciarsi giù e a dimostrare, con tale te altissimo e gli mostrò tutti i regni
gesto spettacolare, di essere veramen- del mondo, offrendoglieli in cambio
te il Figlio di Dio. Neppure qui la con- della sua adorazione. Nonostante tale
giunzione introduttiva se indica un tentazione riguardasse l’adorazione,
dubbio, infatti Satana si richiama alla ossia una pratica spirituale, essa era
protezione promessa da Dio al Messia, comunque un tentativo di indurre il
di cui al Sl 91:11-12. Signore a ottenere il dominio sul mon-
Per Gesù si trattava della tentazione do mediante l’adorazione di Satana.
di compiere un’impresa sensazionale La ricompensa promessa, tutti i regni

28
MATTEO 4:17

del mondo con il loro splendore, face- La tentazione di Gesù ci insegna che
va appello alla “concupiscenza degli il diavolo può attaccare coloro che so-
occhi” (1 Gv 2:16). no guidati dallo Spirito Santo, ma non
In un certo senso, al momento pre- può nuocere a quelli che gli resistono
sente i regni del mondo appartengono con l’aiuto della Parola di Dio.
davvero al diavolo. Costui è, difatti,
definito il “dio di questo mondo” (2 Co D. Gesù inizia il suo ministero
4:4); inoltre, Giovanni spiega che “tutto in Galilea (4:12-17)
il mondo giace sotto il potere del mali- Il ministero di Gesù in Giudea durò
gno” (1 Gv 5:19). Quando Gesù ritorne- quasi un anno, ma Matteo non ne par-
rà come Re dei re (Ap 19:16), allora “il la. Lo racconta, invece, Giovanni nei
regno del mondo” (Ap 11:15) diventerà capp. 1−4. Tale periodo va inserito tra
suo. Gesù non avrebbe disatteso il di- Mt 4:11 e 4:12. Matteo ci porta diretta-
segno divino e, certamente, non avreb- mente dalla tentazione al ministero in
be adorato Satana! Galilea.
Per noi la tentazione è doppia: 1° ce- 4:12 Gesù, udito che Giovanni il
dere la nostra primogenitura spirituale battista era stato messo in prigione,
in cambio della gloria passeggera di riconobbe che questo era un segno
questo mondo; 2° adorare e servire la premonitore del rifiuto che egli stesso
creatura anziché il Creatore. avrebbe ricevuto. Respingendo il pre-
4:10 Per la terza volta Gesù resistette cursore del Re, il popolo respingeva,
alla tentazione citando l’A.T.: Adora il in pratica, il Re stesso. Ma non fu per
Signore Dio tuo e a lui solo rendi il cul- timore che egli si spostò a nord, in
to. L’adorazione e il servizio spettano a Galilea . In realtà, egli si diresse pro-
Dio solo; adorare Satana significhereb- prio nel cuore del regno di Erode, il re
be riconoscerlo come Dio. che aveva appena fatto imprigionare
Nel Vangelo di Matteo l’ordine in cui Giovanni. Recandosi nella Galilea pa-
si presentano le tentazioni è diverso gana, Gesù dimostrò che al rifiuto dei
da quello riportato nel Vangelo di Luca Giudei sarebbe conseguita la predica-
(cfr. 4:1-13). Alcuni hanno ipotizzato che zione del vangelo ai pagani stessi.
l’ordine riportato da Matteo corrisponda 4:13 Gesù rimase a Nazaret finché i
all’ordine delle tentazioni d’Israele nel fedeli della sinagoga non cercarono di
deserto (vd. Es 16–17; 32). La reazione di ucciderlo per aver proclamato la sal-
Gesù di fronte alle difficoltà fu esatta- vezza per gli stranieri (vd. Lu 4:16-30).
mente opposta a quella d’Israele. Quindi si recò a Capernaum, sul mare
4:11 Dopo che Gesù ebbe respinto, di Galilea, una zona un tempo popola-
con successo, le tentazioni di Satana, il ta dalle tribù di Zabulon e di Neftali.
diavolo lo lasciò. Le tentazioni non si Da quel momento Capernaum diventò
susseguono regolarmente, bensì si pre- la sua “base operativa”.
sentano a intervalli. “Quando l’avversa- 4:14-16 Il trasferimento di Gesù in
rio verrà come una fiumana, lo spirito Galilea fu l’adempimento della profe-
del Signore lo metterà in fuga” (Is 59:19): zia di Isaia (Is 8:23–9:1). I pagani che
quale incoraggiamento per i santi di Dio abitavano nella Galilea , ignoranti e
che si trovano nella prova! superstiziosi, videro una gran luce,
Leggiamo ora che gli angeli si avvi- vale a dire Cristo, la luce del mondo.
cinarono a lui e lo servivano, ma non 4:17 Da quel tempo Gesù riprese il
vi è alcuna delucidazione riguardo messaggio che Giovanni aveva predi-
a tale aiuto soprannaturale. Proba- cato: Ravvedetevi, perché il regno dei
bilmente degli angeli procurarono a cieli è vicino. Si trattava di un nuovo
Gesù il nutrimento materiale che egli richiamo al rinnovamento morale in
aveva rifiutato di procurarsi assecon- vista del suo regno. Il regno era vicino
dando le suggestioni di Satana. nel senso che il Re era presente.

29
MATTEO 4:18-19

E. Gesù chiama quattro pescatori Dio nelle… sinagoghe ; 2° predicava il


(4:18-22) vangelo del regno ; 3° guariva i malati.
4:18-19 In realtà questa è la seconda Fra gli obiettivi dei miracoli di gua-
volta che Gesù chiama Pietro e An- rigione vi era quello di legittimare la
drea. In Gv 1:35-42 Gesù li aveva chia- persona e il ministero di Gesù (vd. Eb
mati alla salvezza; qui li chiama al 2:3-4). I capp. 5–7 costituiscono un
servizio. La prima chiamata era avve- esempio del ministero di insegnamen-
nuta in Giudea; questa, invece, in Ga- to laddove, nei capp. 8–9, si dà ampio
lilea. Pietro e Andrea erano pescatori, spazio ai miracoli.
ma Gesù li chiamò a essere pescatori 4:23 Viene qui usata, per la prima
di uomini. Il loro impegno era seguire volta nel N.T., la parola vangelo. Il ter-
Cristo ed egli si sarebbe occupato di mine significa “buona notizia della
fare di loro degli abili pescatori. Nella salvezza”. In ogni epoca della storia del
sequela di Cristo, essi non dovevano mondo è esistito un solo vangelo, una
limitarsi a rimanere fisicamente vicini sola via di salvezza.
a lui, ma dovevano altresì prenderne a
modello la personalità. Il loro ministe- IL VANGELO
ro doveva fondarsi su un buon nome:
ciò che essi erano avrebbe contato più Il vangelo scaturisce dalla grazia di Dio
di ciò che dicevano o facevano. Anche (vd. Ef 2:8). Ciò significa che Dio dona
noi, come Pietro e Andrea, dobbiamo liberamente la vita eterna agli indegni
resistere alla tentazione di surrogare peccatori.
la vera spiritualità con l’eloquenza, Il vangelo è fondato sull’opera di Cri-
con la nostra personalità o con i ra- sto sulla croce (vd. 1 Co 15:1-4). Il Salva-
gionamenti arguti. Seguendo Cristo, tore portò a compimento tutto ciò che la
il discepolo impara ad andare dove giustizia divina richiedeva, permettendo
nuotano i pesci, a usare l’esca giusta, a a Dio di giustificare i peccatori che si
sopportare disagi e scomodità, a esse- convertono. I credenti dell’A.T. furono
re paziente e a tenersi nell’ombra. salvati per mezzo dell’opera di Cristo,
4:20 Pietro e Andrea udirono la chia- benché essa dovesse ancora realizzarsi.
mata e risposero subito. Con vera fede Probabilmente essi non sapevano molto
lasciarono le reti e con vero impegno riguardo al Messia, ma Dio decise di ac-
seguirono Gesù. creditare loro i meriti dell’opera di Cristo
4:21-22 La chiamata successiva (in un certo senso, costoro furono reden-
fu rivolta a Giacomo… e Giovanni . ti “sulla fiducia”). Anche noi siamo salva-
Anch’essi diventarono subito discepo- ti per mezzo dell’opera di Cristo ma, nel
li di Gesù. Lasciando non solo i mezzi nostro caso, l’opera è già stata compiuta.
di sostentamento, ma anche il loro Il vangelo della salvezza si riceve
padre, riconobbero la preminenza di unicamente mediante la fede (vd. Ef
Gesù su qualsiasi legame terreno. 2:8). Nell’A.T. la salvezza si otteneva
Rispondendo alla chiamata di Cri- mediante la fede totale nella legge e
sto, questi pescatori diventarono figu- nelle profezie che provenivano da Dio.
re di spicco nell’evangelizzazione del Nell’era della chiesa la salvezza si ot-
mondo. Se essi fossero rimasti alle loro tiene, invece, mediante la fede nella
reti, non avremmo mai udito parlare testimonianza di Dio riguardo all’uni-
di loro. Tutta la differenza sta nell’aver ca via di salvezza: suo Figlio (vd. 1 Gv
riconosciuto la signoria di Cristo. 5:11-12). L’obiettivo finale del vangelo
è il raggiungimento della patria cele-
F. Gesù opera molte guarigioni ste. Noi abbiamo la speranza di tra-
(4:23-25) scorrere l’eternità in cielo (vd. 2 Co
Tre erano gli aspetti del ministero del 5:6-10) proprio come l’ebbero i santi
Signore Gesù: 1° insegnava la Parola di dell’A.T. (vd. Eb 11:10, 14-16).

30
MATTEO 5:3

Esiste un solo vangelo; nondimeno, redenti. Esso serviva a comunicare ai


esso presenta aspetti diversi in momen- discepoli (vd. 5:1-2) la costituzione o il
ti diversi, quali l’aspetto del vangelo sistema di leggi e di principi che i sud-
del regno e l’aspetto del vangelo della diti del Re dovevano rispettare. Il ser-
grazia di Dio. Il vangelo del regno dice: mone è destinato, ieri, oggi e sempre,
“Ravvedetevi e ricevete il Messia; così a tutti coloro che riconoscono Cristo
entrerete nel suo regno quando sarà sta- come Re. Quando Cristo era sulla ter-
bilito sulla terra”. Il vangelo della grazia ra, il sermone era rivolto direttamente
dice: “Ravvedetevi e ricevete Cristo; poi ai suoi discepoli. Ora che il Signore re-
sarete rapiti per incontrarlo e per vivere gna nei cieli, è indirizzato a tutti quelli
per sempre con lui”. In fondo si tratta che, nel loro cuore, l’hanno incoronato
dello stesso vangelo, ossia la salvezza Re. Ed infine sarà il codice di compor-
per grazia mediante la fede, ma i suoi tamento dei seguaci di Cristo durante
diversi aspetti dimostrano che Dio lo la tribolazione e durante il suo regno
amministra differentemente secondo le sulla terra.
varie dispensazioni che formano il suo Il sermone ha una chiara impronta
progetto. giudaica, come deduciamo dai rife-
Quando predicava il vangelo del rimenti al sinedrio (5:22), all’altare
regno, Gesù annunciava la propria ve- (5:23-24) e a Gerusalemme (5:35). Ma
nuta come Re dei Giudei e indicava le non sarebbe corretto affermare che il
condizioni che regolano l’ingresso nel suo insegnamento ha valore esclusiva-
suo regno, del quale i suoi miracoli mente per gli Israeliti credenti, del pas-
mostravano la natura etica.(3) sato o del futuro; in realtà esso è valido
per tutti coloro che, in tutte le epoche,
4:24-25 La sua fama si sparse per riconoscono Gesù Cristo come Re.
tutta la Siria (la regione a nord e a nor-
dest d’Israele). Quando Gesù li toccava, A. Le beatitudini
tutti i malati… indemoniati e disabili (5:1-12)
guarivano. Gente proveniente dalla 5:1-2 Il sermone inizia con le beatitudi-
Galilea, dalla Decapoli (confederazio- ni, o benedizioni, e delinea il cittadino
ne di dieci città pagane a est del Gior- ideale del regno di Cristo. Le qualità qui
dano), da Gerusalemme, dalla Giudea descritte e apprezzate sono opposte a
e da oltre il Giordano veniva a lui in quelle che il mondo approva. A.W. To-
massa. B.B. Warfield commenta: “Per zer osserva: “All’individuo poco esperto
un breve periodo, la malattia e la mor- della natura umana si potrebbe offrire
te sparirono quasi del tutto da quella un ritratto abbastanza preciso in pro-
regione”. Non c’è da meravigliarsi se la posito prendendo le beatitudini evan-
gente si stupiva delle notizie che arri- geliche e ribaltandole: ‘Ecco, guarda
vavano dalla Galilea! com’è, in realtà, il genere umano!’”.
5:3 Beati i poveri in spirito. Questa
IV. COSTITUZIONE DEL REGNO è la prima beatitudine. L’espressione i
(capp. 5–7) poveri in spirito non indica una dispo-
sizione naturale, bensì una scelta e una
Non a caso, il sermone sul monte è ri- disciplina deliberate. I poveri in spirito
portato praticamente all’inizio del N.T.: sono coloro che riconoscono la propria
tale posizione ne indica l’importanza. debolezza e confidano nell’onnipo-
Qui il Re spiega ciò che si aspetta dai tenza di Dio. Costoro avvertono il loro
suoi sudditi, nel carattere come nel bisogno spirituale e trovano soddisfa-
comportamento. zione nel Signore. Il regno dei cieli, do-
Questo discorso non è una presenta- ve l’autosufficienza e l’autoesaltazione
zione del piano di salvezza e il suo con- non sono virtù, appartiene a questo
tenuto non riguarda gli individui non tipo di persone.

31
MATTEO 5:4

5:4 Beati quelli che sono afflitti, spegnere, una fame che deve nutrirsi
perché li aspetta un giorno di conso- di Cristo o morire”. Nel regno futuro di
lazione. Non si tratta qui di un rife- Cristo essi saranno totalmente esaudi-
rimento alle afflizioni causate dalle ti: saranno saziati, poiché regnerà la
vicissitudini della vita, bensì alle sof- giustizia e l’esercizio dei più alti princi-
ferenze subite a causa della comu- pi morali subentrerà alla corruzione.
nione con il Signore Gesù. I credenti 5:7 Nel regno del Signore sono beati
soffrono perché portano, insieme a i misericordiosi, perché a loro mise-
Gesù, il dolore e il peccato del mon- ricordia sarà fatta. Essere misericor-
do. Tale sofferenza non racchiude diosi significa essere compassionevoli.
solamente il dolore per il proprio pec- Può altresì significare risparmiare al
cato, ma altresì il rammarico per la colpevole la punizione che si merita.
condizione spaventosa in cui versa il Ma in senso più ampio significa aiutare
mondo, per il suo rifiuto del Salvatore quanti si trovino nel bisogno e non ri-
e per il destino di quanti respingono escano a farcela da soli. Dio manifestò
la misericordia divina. Questi afflit- la sua misericordia risparmiandoci la
ti saranno consolati in quel giorno a punizione che avremmo meritato per
venire, allorché Dio “asciugherà ogni i nostri peccati e dimostrandoci il suo
lacrima dai loro occhi” (Ap 21:4). I cre- amore tramite l’opera di salvezza di
denti sono afflitti solamente in questa Cristo. Quando siamo compassionevo-
vita; per gli increduli, invece, l’affli- li, noi ci comportiamo come Dio.
zione di oggi è soltanto un assaggio Ai misericordiosi misericordia sarà
dei patimenti eterni. fatta. Qui Gesù non allude alla grazia
5:5 Beati i mansueti, perché ere- della salvezza, che Dio dona al pecca-
diteranno la terra . Questa è la terza tore credente: quella misericordia è un
beatitudine. Per natura queste perso- dono gratuito e incondizionato e non
ne sarebbero impulsive, capricciose e si basa sul carattere di una persona. Il
scortesi ma, poiché si sono adeguate Signore parla, piuttosto, della miseri-
deliberatamente al carattere di Cristo, cordia di cui, ogni giorno, il credente
esse diventano mansuete e umili di ha bisogno e della misericordia neces-
cuore (cfr. Mt 11:29). La mansuetudi- saria per quel giorno futuro, allorché
ne comporta l’accettazione dell’umiltà l’operato di ciascuno sarà messo in
della propria condizione. Le persone luce (vd. 1 Co 3:12-15). Chi non si sarà
mansuete sono serene e tranquille dimostrato misericordioso, non riceve-
quando perorano la propria causa, ma rà misericordia: ciò significa che la sua
possono diventare leoni per la causa di ricompensa diminuirà in proporzione.
Dio o per difendere gli altri. 5:8 Per i puri di cuore vi è la pro-
I mansueti non ereditano ora la ter- messa che essi vedranno Dio. Le
ra; piuttosto, essi ereditano sopraffa- motivazioni alla base della condotta
zione e privazione. Ma erediteranno dell’individuo di cuore puro sono lim-
letteralmente la terra quando Cristo, pide: i suoi pensieri sono santi e la sua
il Re, regnerà per mille anni in pace e coscienza è pulita. L’espressione ve-
prosperità. dranno Dio può essere interpretata in
5:6 Beati quelli che sono affamati e diversi modi. In primo luogo, mediante
assetati di giustizia, cui sono promessi la comunione nella Parola e nello Spiri-
appagamento e sazietà. Costoro prati- to, i puri di cuore vedono Dio sin d’ora.
cano la giustizia nella propria vita, esi- In secondo luogo, costoro hanno tal-
gono onestà, integrità e giustizia nella volta un’apparizione, o visione sopran-
società e cercano una santità pratica naturale, del Signore. In terzo luogo,
nella chiesa. Come coloro di cui Gama- vedranno Dio nella Persona di Gesù,
liel Bradford scrisse, essi hanno “una quando egli ritornerà. Infine, vedran-
sete che nessuna fonte in terra può no Dio nell’eternità.

32
MATTEO 5:13

5:9 C’è una beatitudine anche per persecuzione. Tutti quelli che ne imi-
coloro che si adoperano per la pace, tano coraggio e lealtà condividono con
perché saranno chiamati figli di Dio. loro la loro gioia del presente e l’esalta-
Notiamo che il Signore non allude a zione futura.
persone pacifiche o che amano la pace. Le beatitudini presentano il ritratto
Egli fa specifico riferimento, invece, a del cittadino ideale del regno di Cristo.
coloro che si impegnano attivamente Notiamo come siano messi in eviden-
per la pace. L’atteggiamento naturale za i termini giustizia (v. 6), pace (v. 9) e
sarebbe quello di “non immischiarsi”, gioia (rallegratevi, v. 12). Probabilmen-
laddove la condotta secondo Dio impo- te Paolo aveva in mente questo brano
ne di intervenire attivamente per met- quando scrisse: “perché il regno di Dio
tere pace, anche se ciò significa essere non consiste in vivanda né in bevanda,
maltrattati o ingiuriati. ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito
I mediatori di pace saranno chiama- Santo” (Ro 14:17).
ti figli di Dio. Qui non si allude al modo
in cui si diventa figli di Dio (ciò avviene B. I credenti sono sale e luce
solamente accettando Cristo come Sal- (5:13-16)
vatore; vd. Gv 1:12), bensì si chiarisce 5:13 Gesù paragonò i suoi discepoli al
il fatto che, adoperandosi per la pace, sale : essi dovevano essere, per il mon-
i credenti dimostrano di essere figli di do, ciò che il sale è per la vita quotidia-
Dio e si annuncia che Dio, un giorno, na. Il sale insaporisce il cibo, contrasta
li riconoscerà come membri della sua il deterioramento, provoca la sete ed
famiglia. esalta i sapori; allo stesso modo, i suoi
5:10 Beati coloro che sono perse- discepoli dovevano “insaporire” la so-
guitati non per le loro colpe, ma per cietà umana, servire da conservante e
motivo di giustizia. Il regno dei cieli è indurre gli altri a desiderare la giusti-
promesso ai credenti che soffrono per zia descritta nei versetti precedenti.
aver agito giustamente. La loro integri- Se il sale diventa insipido, come
tà condanna il mondo empio e ne pro- può riacquistare il suo sapore? Non c’è
voca l’ostilità: gli uomini odiano chi modo di ridargli il suo gusto genuino
conduce una vita retta perché la retta e naturale. Una volta perso sapore, il
condotta non fa altro che mettere in ri- sale non è più buono a nulla ed è get-
salto la loro iniquità. tato via. Il commento di Albert Barnes
5:11 L’ultima beatitudine sembra es- su questo versetto lo chiarisce bene:
sere una ripetizione della precedente. Il sale che si usa oggi nel nostro paese
Invece c’è una differenza. Nel versetto è un composto chimico: se perde la
precedente si parla di chi è perseguita- sua salinità, o il suo sapore, non resta
to “per motivo di giustizia”; qui, inve- più neppure il sale. Nei paesi orienta-
ce, la persecuzione avviene a causa di li, invece, il sale usato conteneva del-
Gesù: per causa mia. Il Signore sape- le impurità, mischiato com’era a so-
va che i suoi discepoli sarebbero stati stanze vegetali e minerali, cosicché
maltrattati perché erano legati a lui e poteva perdere tutta la sua salinità
gli erano fedeli. La storia lo conferma: pur rimanendo sale (benché privo
fin dall’inizio il mondo ha perseguita- di sapore). Una volta perso il sapo-
to, imprigionato e assassinato i seguaci re, quel sale non serviva a nulla se
di Gesù. non, com’è detto in questo versetto,
5:12 Soffrire per amore di Cristo è a essere sparso sui sentieri o strade,
un privilegio che dovrebbe riempirci come noi facciamo con la ghiaia. (4)
di gioia. Un premio… grande spetta Il discepolo ha un compito impor-
a coloro che, come i profeti, saranno tante: essere il sale della terra, met-
perseguitati. Questi portavoce di Dio tendo in pratica le istruzioni per il
dell’A.T. rimasero fedeli nonostante la discepolato presentate nelle beatitudi-

33
MATTEO 5:14

ni e in ogni altra parte del sermone. Se lettera più piccola dell’alfabeto ebraico;
non riuscirà a manifestare questa real- l’apice è paragonabile al taglio della
tà spirituale nella sua vita, la testimo- “t” o al puntino sulla “i”. Gesù credeva
nianza del discepolo sarà calpestata nell’ispirazione testuale della Bibbia,
dagli uomini. Il mondo mostra soltanto anche riguardo ai particolari apparen-
disprezzo per i credenti infedeli. temente insignificanti. Nella Scrittura
5:14 Gesù definiva i credenti la luce non vi è nulla, neppure il più piccolo dei
del mondo. Anche di se stesso diceva: caratteri, che non abbia un significato.
“Io sono la luce del mondo” (Gv 8:12; È importante osservare che Gesù
12:35-36, 46). Il rapporto fra queste non disse che la legge non sarebbe mai
due affermazioni è che Gesù è la fonte passata, bensì che essa non sarebbe
della luce, laddove i credenti ne sono passata senza che tutto fosse adem-
il riflesso. Il loro compito è risplendere piuto. Tale distinzione comporta delle
per lui, proprio come la luna riflette lo implicazioni per il credente di oggi:
splendore del sole. poiché il rapporto del credente con la
Il credente è simile a una città posta legge è piuttosto complesso, riteniamo
sopra un monte : essa si trova in posi- indispensabile riassumere l’insegna-
zione elevata rispetto al paesaggio cir- mento biblico in merito.
costante e risplende nell’oscurità. Allo
stesso modo, la vita di chi ottempera IL RAPPORTO DEL CREDENTE CON
all’insegnamento di Cristo non può LA LEGGE
essere nascosta.
5:15-16 Non si accende una lampa- La legge è il sistema di ordinamenti che
da per metterla sotto un recipiente; Dio diede al popolo d’Israele per mezzo
anzi, la si mette sul candeliere ed essa di Mosè. L’intera legge si trova in Esodo
fa luce a tutti quelli che sono in casa. 20−31, Levitico e Deuteronomio, anche
Gesù non vuole che conserviamo gelo- se, nella sua essenza, è contenuta nei
samente la luce del suo insegnamento dieci comandamenti.
per noi, bensì che la condividiamo La legge non fu data come mezzo
con gli altri: dobbiamo far risplende- di salvezza (vd. At 13:39; Ro 3:20a; Ga
re la nostra luce in modo che, quando 2:16, 21; 3:11), ma aveva il compito di
vedono le nostre buone opere, gli uo- mostrare agli uomini la loro condi-
mini glorifichino il Padre nostro che è zione di peccato (vd. Ro 3:20b; 5:20;
nei cieli. Qui Gesù spiega come si rea- 7:7; 1 Co 15:56; Ga 3:19) e di condurli
lizza il ministero cristiano. La vita in successivamente a Dio affinché accet-
cui Cristo si manifesta parla più forte tassero la sua salvezza misericordio-
e con maggiore efficacia delle parole. sa. La legge era destinata alla nazione
d’Israele, ma i principi morali in essa
C. Cristo porta a compimento contenuti sono validi per gli uomini di
la legge (5:17-20) tutte le epoche (vd. Ro 2:14-15). Con la
5:17-18 La maggior parte dei capi rivo- legge Dio mise alla prova il suo popo-
luzionari spezza tutti i legami con il lo in rappresentanza di tutto il genere
passato e non riconosce l’ordine costi- umano: la colpevolezza d’Israele dimo-
tuito tradizionale. Non così il Signore strò la colpevolezza del mondo intero
Gesù: egli onorò la legge di Mosè e in- (vd. Ro 3:19).
segnò che essa doveva essere portata a La legge prevedeva la pena di mor-
compimento. Gesù non era venuto per te (Ga 3:10)e la mancata osservanza
abolire la legge o i profeti, ma per por- di un singolo precetto era considera-
tare a compimento. Ribadì, in modo ta come una trasgressione di tutta la
inequivocabile, che non uno iota o un legge (vd. Gm 2:10). Poiché avevano
apice della legge sarebbe passato sen- trasgredito la legge, gli uomini erano
za essere adempiuto. Lo iota, o yod, è la sotto la maledizione della morte.

34
MATTEO 5:19

La giustizia e la santità di Dio esi- della giustizia da parte del popolo di


gevano l’espiazione della pena, ed è Dio (vd. 2 Ti 3:16b). L’unico comanda-
per questo motivo che Gesù è venuto mento non ribadito nel N.T. è quello
nel mondo: per scontare la pena con relativo al sabato: i credenti non sono
la propria morte. Benché fosse senza tenuti a osservare il Shabbath (ossia il
peccato, egli morì al posto dei tra- sabato, il settimo giorno della settima-
sgressori colpevoli. Non accantonò la na ebraica).
legge, dunque; anzi, adempì tutte le Il ministero della legge nei confronti
esigenze di legge, ottemperando alle degli individui non redenti non è ter-
sue rigide condizioni con la propria vi- minato: “Noi sappiamo che la legge è
ta e la propria morte. Il vangelo, dun- buona, se uno ne fa un uso legittimo”
que, non sopprime la legge, bensì la (1 Ti 1:8). Il suo uso legittimo consiste
conferma, mostrando in che modo le nel portare alla conoscenza del peccato
sue richieste siano state perfettamen- e, quindi, al ravvedimento. Ma la legge
te adempiute dall’opera redentrice di non è per coloro che sono già salvati:
Cristo. “la legge è fatta non per il giusto ma per
Perciò chi confida in Gesù non è più gl’iniqui…” (1 Ti 1:9).
sotto la legge, ma sotto la grazia (vd. Ro La giustizia che la legge esige si com-
6:14), essendo morto alla legge me- pie in coloro che camminano “non se-
diante l’opera di Cristo. La pena pre- condo la carne, ma secondo lo Spirito”
vista dalla legge deve essere scontata (Ro 8:4). In realtà, l’insegnamento che
una volta sola e, poiché Cristo l’ha già il Signore ha racchiuso nel sermone sul
scontata nella sua Persona, il credente monte stabilisce delle norme superiori
non è più tenuto a farlo. È in questo a quelle stabilite dalla legge. Per esem-
senso che la legge, per il credente, sva- pio, laddove la legge diceva: “Non ucci-
nisce (vd. 2 Co 3:7-11). La legge svolse dere”, Gesù disse: “Non odiare”. Così il
il compito di precettore (o pedagogo) sermone sul monte non solo mantiene
fino alla venuta di Cristo ma, dopo la “la legge e i profeti”, ma li amplia e li
salvezza, questo precettore non sareb- sviluppa.
be più servito (Ga 3:24-25).
Anche se il credente non è sotto la leg- 5:19 Tornando al sermone sul mon-
ge, ciò non significa, però, che sia senza te, notiamo che Gesù prevedeva una
legge. Ora egli è legato da un vincolo più naturale tendenza dell’uomo a sottova-
forte della legge, che è la legge di Cristo lutare i comandamenti di Dio. Poiché
(vd. 1 Co 9:21). Il suo comportamento i comandamenti sono di origine so-
non è più improntato al timore della prannaturale, si cerca di interpretarli e
punizione, bensì all’amorevole deside- di razionalizzarli, sminuendoli. Ma chi
rio di piacere al suo Salvatore. Cristo è avrà violato anche solo uno di questi
diventato la sua “regola di vita” (vd. Gv comandamenti e avrà… insegnato agli
13:15; 15:12; Ef 5:1-2; 1 Gv 2:6; 3:16). altri a fare la stessa cosa sarà chiamato
Una domanda consueta, quando si il minimo nel regno dei cieli. C’è addi-
discute del rapporto del credente con rittura da meravigliarsi che a persone
la legge, è la seguente: “Devo ubbidire simili sia permesso di entrare nel re-
ai dieci comandamenti?”. La risposta gno! Eppure, per entrare nel regno ba-
è che certi principi contenuti nella leg- sta la fede in Cristo (vd. commento al
ge hanno valore imperituro: è, infatti, versetto successivo). Nel regno, la posi-
sempre sbagliato rubare, uccidere o zione del singolo individuo sarà deter-
concupire. Nove dei dieci comanda- minata dall’ubbidienza e dalla fedeltà
menti ricorrono in tutto il N.T. con una dimostrate durante la vita trascorsa
distinzione importante: essi non sono sulla terra. Chi ubbidisce alla legge del
dati come legge (alla quale sarebbe regno sarà chiamato grande nel regno
legata la pena), bensì come esercizio dei cieli.

35
MATTEO 5:20

5:20 L’unica giustizia gradita a Dio è gente usava il termine spregiativo


la perfezione che egli accredita a chi ac- raca (in aram. significava “vuoto,
cetta suo Figlio come Salvatore (vd. 2 Co stupido”) come insulto. Chi usava
5:21). Per entrare nel regno, dunque, la questo epiteto era sottoposto al sine-
nostra giustizia deve superare quella drio, vale a dire alla suprema corte
degli scribi e dei farisei (i quali, ac- di giustizia del paese.
contentandosi di quei rituali religiosi 3. Gesù condanna un terzo tipo di ira
che conferivano loro una parvenza di ingiustificata, vale a dire inveire con-
purezza rituale – puramente esteriore tro qualcuno dandogli del pazzo.
– non si convertivano né, tanto meno, Qui l’aggettivo tradotto con pazzo va
erano disposti ad accettare Gesù come ben oltre il significato di “stupido” ed
loro Signore e Salvatore). Per dimostra- esprime il desiderio di vedere morta
re tale verità, Gesù usa un’iperbole: la la persona così apostrofata. Oggi sen-
giustizia esteriore, senza realtà inte- tiamo spesso imprecare “Dio ti ma-
riore, non garantisce l’accesso al regno ledica!” o “Dio ti fulmini!”. Chiunque
dei cieli. Naturalmente, laddove si trova apostrofi il fratello in tal modo, in-
una fede genuina in Cristo, si trova an- vocando Dio di spedirlo all’inferno,
che la giustizia pratica che Gesù descri- sarà condannato. Gesù assicura che
ve nel seguito del sermone. chiunque pronunci una maledizione
del genere sarà condannato alla geen-
D. Gesù mette in guardia na del fuoco. I cadaveri dei malfattori
contro l’ira (5:21-26) giustiziati erano spesso gettati in una
5:21 All’epoca di Gesù i Giudei sape- discarica all’esterno di Gerusalemme,
vano che Dio proibiva l’omicidio e che nota come valle di Innom o Geenna.
l’omicida era soggetto a punizione. Metaforicamente, essa rappresentava
Questo principio era valido già prima le fiamme inestinguibili dell’inferno.
che fosse data la legge (vd. Ge 9:6) e Non è possibile fraintendere la se-
più tardi fu incluso nella legge stessa verità delle parole del Salvatore. Egli
(vd. Es 20:13; De 5:17). Con le parole ma insegna che l’ira, come l’ingiuria, porta
io vi dico Gesù introduce un emenda- in sé il seme dell’omicidio e che le ma-
mento alla legge sull’omicidio. Nessu- ledizioni contengono un vero e proprio
no potrà mai più vantarsi di non aver desiderio di uccidere. La crescente gra-
commesso un omicidio. Gesù dice ora: vità dei crimini esige tre diversi gradi di
“Nel mio regno non è lecito nemmeno punizione: 1° il tribunale ; 2° il sinedrio ;
avere pensieri omicidi”. 3° la geenna (il fuoco dell’inferno). Nel
5:22 Risalendo all’origine dell’atto regno Gesù tratterà i peccati secondo
omicida, Gesù mette in guardia contro la loro gravità
tre tipi di ira ingiusta. 5:23-24 Se una persona ne offende
1. L’ira della persona che si adira contro un’altra, per ira o per altro motivo, la
suo fratello senza motivo.(5) L’indivi- sua offerta a Dio non serve a niente: il
duo accusato di tale crimine sarà sot- Signore non la gradisce. Colui che ha
toposto al tribunale o, in altre parole, offeso l’altro deve prima andare a ri-
portato in giudizio. La maggior parte mediare al torto: soltanto allora la sua
delle persone ritiene di avere dei vali- offerta sarà accettata.
di motivi per esprimere la propria col- Anche se queste parole sono state
lera; ma l’ira è giustificata soltanto se scritte in un contesto giudaico, ciò non
è in gioco l’onore di Dio o se qualcun significa che oggi non siano più appli-
altro ha subito un torto. L’ira è sempre cabili. Paolo, infatti, accosta questo
sbagliata quando si propone di vendi- concetto alla cena del Signore (vd. 1 Co
care un’ingiustizia subita. 11). Dio non accetta l’adorazione di un
2. L’offesa al fratello è un peccato an- credente che serba rancore nei confron-
cora più grave. Ai tempi di Gesù, la ti del suo prossimo.

36
MATTEO 5:32

5:25-26 Qui Gesù mette in guardia peccare, sarebbe meglio perdere quel
contro uno spirito di contesa e contro il membro mentre siamo in vita, piutto-
rifiuto di ammettere la propria colpa. È sto che perdere l’anima per tutta l’eter-
meglio dirimere subito le controversie nità. Dobbiamo davvero prendere alla
con chi ci accusa, piuttosto che rischia- lettera le parole di Gesù? È possibile
re di ricorrere in giudizio. Se si finisce che egli predicasse davvero l’automu-
in tribunale, è inevitabile uscirne scon- tilazione? Le parole vanno interpre-
fitti. Nonostante i pareri discordi tra tate in senso letterale fino a questo
gli studiosi riguardo all’identità delle punto: se fosse necessario perdere un
persone di questa parabola, lo scopo membro del corpo in luogo dell’ani-
del suo insegnamento è chiaro: se hai ma, allora dovremmo separarci volen-
torto, ammettilo subito e metti le cose tieri da questo membro. Grazie a Dio,
a posto. Se non ci pentiamo, alla fine il ciò non sarà mai necessario, perché lo
nostro peccato ci troverà e non solo sa- Spirito Santo rende il credente capace
remo costretti a ripagare il torto, ma al- di vivere una vita santa. Tuttavia, da
tresì a pagare un’ammenda o a scontare parte del credente, ci deve essere coo-
una pena aggiuntiva. E non dobbiamo perazione e rigida disciplina.
ricorrere al tribunale precipitosamente
perché, se lo facciamo, la legge troverà F. Gesù disapprova il divorzio
in noi qualche mancanza e pagheremo (5:31-32)
tutto fino all’ultimo centesimo. 5:31 Sotto la legge dell’A.T. il divorzio
era consentito, alle condizioni di cui in
E. Gesù condanna l’adulterio De 24:1-4. Questo brano non contem-
(5:27-30) plava il caso di una moglie adultera (la
5:27-28 La legge mosaica proibiva ma- punizione per l’adulterio era la morte,
nifestamente l’adulterio (vd. Es 20:14; vd. De 22:22), bensì il divorzio a causa
De 5:18). Che senso ha vantarsi di non di avversione o “incompatibilità”.
aver mai violato questo comanda- 5:32 Nel regno di Cristo, invece, vi-
mento, laddove si hanno “occhi pieni ge la regola secondo la quale chiunque
d’adulterio” (2 P 2:14)? L’individuo ap- manda via sua moglie, salvo che per
parentemente rispettabile potrebbe na- motivo di fornicazione, la fa diventare
scondere una mente persa nel labirinto adultera. Ciò non significa che la donna
dell’impudicizia. Perciò Gesù ricordò diventa automaticamente un’adultera,
ai suoi discepoli che non è sufficiente ma si suppone che, non avendo mezzi
astenersi dall’atto fisico dell’adulterio: di sostentamento, ella sarà costretta a
ci vuole anche una purezza interiore. convivere con un altro uomo. Così fa-
La legge proibiva l’adulterio, Gesù ne cendo, diventerà adultera. E non solo
proibì il desiderio: chiunque guarda lei, ma anche chiunque sposa colei che
una donna per desiderarla, ha già è mandata via commette adulterio.
commesso adulterio con lei nel suo Il tema del divorzio e di un nuovo
cuore. E. Stanley Jones aveva ben af- matrimonio è uno degli argomenti
ferrato il significato di questo versetto più complicati della Bibbia. È pratica-
quando scrisse: “Se pensi o commetti mente impossibile rispondere a tutte le
adulterio non soddisfi il tuo istinto domande che sorgono, ma può essere
sessuale, ma versi olio sul fuoco”. Il utile esaminare e riassumere ciò che,
peccato comincia nella mente: alimen- a nostro parere, la Scrittura insegna a
tando pensieri peccaminosi finiremo tale proposito.
col compiere atti peccaminosi.
5:29-30 Mantenere i pensieri puri DIVORZIO E NUOVE NOZZE
richiede una severa autodisciplina.
Per questo Gesù insegnò che, se un Il divorzio non rientrava nei piani Dio
membro del nostro corpo ci porta a per l’uomo. Il suo ideale è che l’uomo

37
MATTEO 5

e la donna rimangano sposati “finché uno dei motivi principali del divorzio
morte non li separi” (Ro 7:2-3). Gesù biblicamente fondato è la possibilità
chiarì questo concetto ai farisei ricor- di contrarre un nuovo matrimonio: in
dando loro l’ordine divino espresso caso contrario, basterebbe la sola sepa-
nella creazione (vd. Mt 19:4-6). razione.
Dio aborrisce il divorzio (vd. Ml 2:16) In ogni discussione su questo ar-
o, meglio, il divorzio non conforme alla gomento, inevitabilmente, nasce la
Scrittura. Infatti non aborrisce tutte le domanda: “Come stanno le cose per
forme di divorzio, poiché, parlando di coloro che hanno divorziato prima di
se stesso, afferma di aver “divorziato” convertirsi?”. Dovrebbe essere chiaro
da Israele (vd. Gr 3:8). Ciò era avvenuto che i divorzi e i nuovi matrimoni pre-
perché il popolo lo aveva dimenticato e cedenti la conversione sono peccati
praticava l’idolatria. Israele era diven- completamente perdonati (vd. 1 Co
tato infedele. 6:11, dove Paolo afferma che l’adulterio
In Mt 5:31-32 e 19:9 Gesù insegnò era uno dei peccati di cui si erano resi
che il divorzio era proibito, a meno che colpevoli i credenti di Corinto nel pas-
uno dei coniugi non si fosse reso colpe- sato). I peccati commessi prima della
vole di fornicazione. Tale precisazione conversione non dovrebbero impedire
è assente nei passi paralleli di Mr 10:11- ai credenti di avere piena comunione
12 e Lu 16:18. con la chiesa locale.
La migliore spiegazione di questa La questione si fa più difficile riguar-
discrepanza consiste, probabilmente, do ai credenti che hanno contratto il
nel fatto che né Marco né Luca ripor- divorzio per motivi biblicamente non
tano tutte le parole di Gesù. Perciò, accettabili e che, in seguito, si rispo-
anche se non è la soluzione ideale, il sano. Possono essere riammessi alla
divorzio sarebbe consentito nel caso comunione della chiesa locale? Dipen-
di infedeltà di uno dei coniugi. In tal de: occorre stabilire se l’adulterio è
caso Gesù permette il divorzio, ma non l’evento all’origine della nuova unione
lo prescrive. o se si tratta di una situazione protratta
Secondo alcuni studiosi, il divorzio nel tempo. Se la coppia vive in costante
si può tollerare quando il credente è adulterio, allora i due non solo dovreb-
abbandonato dal coniuge non creden- bero riconoscere il loro peccato, ma
te (vd. 1 Co 7:12-16). Paolo scrive che, dovrebbero anche lasciare l’attuale
in tal caso, il coniuge superstite non è compagno/a. Nondimeno, la soluzione
vincolato al prosieguo della conviven- divina di un problema non crea mai
za ed è libero di ottenere il divorzio (per problemi più grandi. Se, per dipanare
abbandono). È nostra opinione che qui una situazione coniugale ingarbu-
si tratti della stessa eccezione contem- gliata, uomini o donne sono spinti al
plata in Mt 5 e 19, vale a dire l’abban- peccato o se donne e bambini sono
dono del tetto coniugale da parte del costretti sul lastrico, allora la cura è
non credente, il quale intraprende una peggiore della malattia.
nuova convivenza. Perciò un divorzio Riteniamo che i credenti che hanno
biblicamente fondato può essere con- divorziato per motivi non biblici e poi
cesso al credente solamente in caso di si sono risposati possano pentirsi con
adulterio del coniuge. sincerità del loro peccato e ristabilire il
Spesso si dice che, se anche il N.T. loro rapporto con il Signore e la comu-
permette il divorzio, non permette pe- nione con la chiesa locale. In materia di
rò di contrarre nuove nozze. Ma anche divorzio, ogni caso è diverso dall’altro.
questo problema va affrontato. Il N.T. Perciò, gli anziani di una chiesa locale
non condanna il nuovo matrimonio devono esaminare con cura ogni sin-
della parte innocente, bensì soltanto golo caso e valutarlo secondo la Parola
quello della parte colpevole. Inoltre, di Dio. Qualora la chiesa si trovi a dover

38
MATTEO 5:42

intraprendere un’azione disciplinare, Le 24:20; De 19:21). Questo coman-


tutti gli interessati dovrebbero attener- damento riguardava sia la punizione,
si alla decisione presa dagli anziani. sia la restrizione della punizione: la
pena doveva essere commisurata, non
G. Gesù condanna il giuramento sproporzionata rispetto al crimine.
(5:33-37) Tuttavia, secondo l’A.T., la facoltà di
5:33-36 La legge di Mosè vietava di infliggere la punizione non spettava
giurare il falso in nome di Dio (vd. Le all’individuo, bensì alle autorità.
19:12; Nu 30:2; De 23:21). Giurare in 5:39-41 Gesù andò oltre la legge
nome di Dio significava chiamarlo a predicando una giustizia superiore in
testimone della veridicità delle proprie cui la vendetta fosse abolita del tutto.
affermazioni. I Giudei evitavano di Dimostrò ai suoi discepoli che laddo-
giurare il falso nel nome di Dio giuran- ve prima, sotto la legge, la vendetta
do, invece, per il cielo, per la terra, per era lecita, ora, mediante la grazia, era
Gerusalemme o per il proprio capo. possibile non reagire. Gesù insegnò ai
Gesù condanna questo ipocrita ten- suoi discepoli a non opporsi al malva-
tativo di aggirare la legge e proibisce gio. Se qualcuno li avesse percossi su
qualsiasi forma di giuramento in ogni una guancia, essi avrebbero dovuto
normale conversazione. Cercare di porgergli anche l’altra . Se qualcuno
evitare di giurare in nome di Dio, so- avesse voluto prendere loro la tunica
stituendo semplicemente al benedetto (un indumento intimo), avrebbero do-
Nome una qualsiasi altra parola, non vuto lasciargli anche il mantello (indu-
soltanto è un gesto ipocrita, ma anche mento usato anche come coperta). Se
inutile. Chi giura per il cielo, giura per qualcuno li avesse costretti a portare il
il trono di Dio. Chi giura per la terra, suo bagaglio per un miglio, avrebbero
giura per lo sgabello dei suoi piedi. Chi dovuto portarlo spontaneamente per
giura per Gerusalemme, giura per la due miglia.
città del gran Re. E perfino un giura- 5:42 L’ultimo comandamento di Ge-
mento sul proprio capo coinvolge Dio, sù sembra essere, per noi oggi, quello
perché egli è il Creatore di tutto. meno praticabile. Dà a chi ti chiede,
5:37 Per il credente, il giuramento e a chi desidera un prestito da te, non
è inutile. Il suo sì deve essere un vero voltar le spalle. Alla nostra ossessione
sì, il suo no un vero no. L’impiego di di possesso ripugna il pensiero di dare
un linguaggio caricato tradisce l’as- via ciò che è di nostra proprietà. Ma
servimento a Satana, il maligno. Non se fossimo disposti a impegnarci per i
esistono situazioni che autorizzino il tesori del cielo e ad accontentarci del
credente a mentire. necessario per nutrirci e vestirci sulla
Qui troviamo altresì il divieto di oc- terra, allora saremmo meglio disposti
cultare, o mascherare, in alcun modo a prendere alla lettera queste parole.
la verità. Gesù non vieta, però, il giu- L’asserzione di Gesù presuppone che
ramento davanti al tribunale. Gesù chi chiede aiuto sia veramente nel bi-
stesso, davanti al sommo sacerdote, sogno. Tuttavia, poiché è impossibile
fece una deposizione sotto giuramento stabilire se sussista una vera necessi-
(vd. Mt 26:63ss.). E anche Paolo pro- tà, è meglio, come qualcuno ha detto,
nunciò un giuramento, chiamando Dio “aiutare una ventina di mendicanti bu-
a testimone della veridicità di ciò che giardi che rischiare di voltare le spalle
egli scriveva (vd. 2 Co 1:23; Ga 1:20). a chi è veramente bisognoso”.
Umanamente parlando, è impossi-
H. Porgere l’altra guancia bile comportarsi nel modo che il Signo-
(5:38-42) re desidera. Solo l’individuo guidato
5:38 La legge stabiliva: occhio per oc- dallo Spirito Santo può condurre una
chio e dente per dente (vd. Es 21:24; vita improntata all’altruismo. Solo se il

39
MATTEO 5:43

Salvatore vive la sua vita nel credente, è del Padre… che è nei cieli. Non disse
possibile rispondere con amore all’in- che questo era il modo per diventare
sulto (v. 39), all’ingiustizia (v. 40) e alle figli di Dio ma, piuttosto per dimostrare
seccature (v. 41). che siamo figli di Dio. Poiché Dio non fa
alcuna preferenza tra i malvagi e i buo-
I. L’amore per i propri nemici ni (nel senso che entrambi godono dei
(5:43-48) benefici del sole e della pioggia), anche
5:43 Il Signore illustra l’ultimo esem- noi dovremmo trattare tutti quanti con
pio del livello superiore di giustizia benevolenza e imparzialità.
richiesto nel suo regno: il rapporto del 5:48 Gesù conclude questo paragrafo
credente nei confronti dei nemici, se- con l’ammonimento: Voi dunque siate
condo la logica conseguenza di quanto perfetti, come è perfetto il Padre vostro
esposto nel paragrafo precedente. La celeste. L’aggettivo perfetto va compre-
legge insegnava agli Israeliti: ama il so alla luce del contesto. Non significa
tuo prossimo (Le 19:18). Benché non essere senza peccato o irreprensibili. I
avessero mai ricevuto l’ordine esplici- versetti precedenti spiegano che esse-
to di odiare i loro nemici, era questo lo re perfetti significa amare coloro che
spirito che animava gran parte del loro ci odiano, pregare per coloro che ci
insegnamento. Tale atteggiamento era perseguitano e mostrarci benevoli nei
l’espressione del sentimento nazionale confronti degli amici e dei nemici. La
nei confronti di chi perseguitava il po- perfezione consiste nella maturità spi-
polo di Dio (vd. Sl 139:21-22): si trattava rituale, che rende il credente capace di
di un’ostilità legittima nei confronti dei imitare Dio ed essere di benedizione a
nemici di Dio. tutti, senza parzialità.
5:44-47 Ma ora Gesù ordina: amate
i vostri nemici… e pregate per quelli… J. Donare con sincerità
che vi perseguitano. Tale disposizione (6:1-4)
dimostra che l’amore è principalmente 6:1 Nella prima parte di questo capi-
un atto di volontà e non un sentimento. tolo, Gesù parla di tre ambiti specifici
Non ha nulla a che vedere con l’affetto di giustizia/virtù pratica nella vita
naturale, poiché non è affatto natura- dell’individuo: 1° la carità (vv. 1-4); 2° la
le amare quelli che ci odiano e ci fan- preghiera (vv. 5-15); 3° il digiuno (vv. 16-
no del male. L’amore e, in particolare, 18). L’appellativo Padre ricorre dieci
l’amore per i nemici è l’effetto di una volte in questi diciotto versetti: esso è
grazia soprannaturale, che si può ma- la chiave per comprenderli. Le opere di
nifestare solamente in quanti hanno la giustizia vanno compiute per ottenere
vita divina. l’approvazione di Dio, non quella degli
Non avremo alcun premio aman- uomini.
do quelli che ci amano. Gesù dice che Gesù inizia questa parte del suo ser-
perfino i pubblicani amano coloro che mone mettendoci in guardia contro la
li amano! Questo tipo di amore non tentazione di ostentare pietà e di pra-
richiede la potenza divina. E non vi è ticare la giustizia allo scopo di essere
alcuna speciale virtù nel salutare sol- osservati dagli altri. Gesù non condan-
tanto i… fratelli,(6) ossia i parenti e gli na l’azione, bensì l’intenzione con cui
amici. Anche gli increduli riescono a viene compiuta. Se il motivo è il rico-
farlo; non c’è nulla di specificamente noscimento pubblico, tale sarà anche
cristiano in tutto questo. Se i nostri pa- l’unico premio che se ne ricaverà, giac-
rametri non sono superiori a quelli del ché Dio non premia l’ipocrisia.
mondo, è chiaro che la nostra influen- 6:2 Suona quasi incredibile che quegli
za sarà nulla. ipocriti attirassero tanto rumorosamen-
Gesù esortò i discepoli a ripagare il te l’attenzione su di sé ogni qualvolta fa-
male col bene, onde poter essere figli cevano la loro offerta nelle sinagoghe o

40
MATTEO 6:10

distribuivano l’elemosina ai mendicanti 6:7 La preghiera non deve essere fat-


nelle strade. Il Signore condanna la lo- ta di inutili ripetizioni (ND), preghiere
ro condotta con un secco commento: stereotipate, formule vuote o reiterate.
questo è il premio che ne hanno (la loro Pregano in questo modo soltanto co-
unica gratificazione è la reputazione che loro che non sono salvati. Dio non si
acquisiscono sulla terra). lascia impressionare dal gran numero
6:3-4 Quando un discepolo di Cristo delle… parole : egli vuole percepire le
fa l’elemosina, deve farla in segreto e espressioni sincere del cuore.
di nascosto: non sappia la tua sinistra 6:8 Poiché il Padre nostro sa le co-
quel che fa la destra. Gesù usa questa se di cui abbiamo bisogno, prima che
espressione retorica per insegnare che gliele chiediamo, è ragionevole do-
l’elemosina dovrebbe essere fatta per il mandarsi: “Allora, perché dobbiamo
Padre e non per il plauso della gente. pregare?” La risposta è che, pregando,
Non si deve però usare questo brano per riconosciamo il nostro bisogno e la
proibire qualunque donazione fatta in nostra dipendenza da lui. Questa è la
maniera palese, giacché è praticamente base della nostra comunicazione con
impossibile che tutte le nostre offerte Dio. Inoltre, rispondendo alla nostra
passino inosservate o restino totalmen- preghiera, Dio fa cose che non avrebbe
te anonime. Qui si condanna solamente fatto altrimenti (vd. Gm 4:2d).
colui che dona per ostentazione.
L. Gesù insegna a pregare
K. Pregare con sincerità (6:9-15)
(6:5-8) 6:9 Nei vv. 9-13 troviamo la preghiera
6:5 Successivamente, Gesù mette in alla quale è stato dato nome “Padre
guardia i discepoli contro l’ipocri- nostro”. Se vogliamo usare questa de-
sia nella preghiera. Non dovrebbero finizione dobbiamo però ricordarci
mettersi di proposito in luoghi pub- che Gesù, personalmente, non pregava
blici in modo che gli altri li possano mai così. Egli insegnò ai suoi discepoli
vedere mentre pregano e rimangano un esempio sul quale modellare le lo-
impressionati dalla loro devozione. Se ro preghiere, ma non prescrisse loro
la preghiera scaturisce dal desiderio di usare quelle precise parole (il v. 7
di mettersi in mostra, allora, dichiara sembrerebbe escluderlo), poiché mol-
Gesù, la reputazione di pietà che otter- te parole ripetute a memoria possono
ranno sarà il loro unico premio. svuotarsi di significato.
6:6 Nei vv. 5 e 7, il pronome per- Padre nostro che sei nei cieli. La pre-
sonale, nell’originale gr., è al plurale ghiera deve essere rivolta a Dio Padre
(voi), mentre qui è al singolare (tu), allo come riconoscimento della sua sovra-
scopo di sottolineare l’intimità di tale nità su tutto l’universo.
comunione con Dio. Il modo per esse- ...sia santificato il tuo nome. Dob-
re esauditi è pregare nel segreto (che biamo iniziare le nostre preghiere con
significa entrare nella tua cameretta e, l’adorazione, lodando e onorando colui
chiusa la porta…). Se desideriamo sin- che, solo, è degno.
ceramente comunicare con Dio, egli ci 6:10 ...venga il tuo regno. Dopo aver
ascolterà e ci risponderà. adorato, dobbiamo pregare per l’avan-
Servirsi di questo brano per proibire zamento della causa di Dio, mettendo i
la preghiera pubblica è una forzatura. suoi interessi al primo posto. In parti-
I membri della chiesa primitiva si ra- colare, dobbiamo pregare per il giorno
dunavano per pregare insieme (vd. At in cui il nostro Dio e Salvatore, il Signo-
2:42; 12:12; 13:3; 14:23; 20:36). Il punto re Gesù Cristo, stabilirà il suo regno
non è dove si prega, ma perché si prega: sulla terra e regnerà in giustizia.
per essere visti dagli uomini o per esse- ...sia fatta la tua volontà. Con questa
re ascoltati da Dio? supplica riconosciamo che Dio sa cosa

41
MATTEO 6:11

è meglio per noi e ci sottomettiamo la potenza e la gloria in eterno. Amen.


alla sua volontà. Essa esprime anche il L’ultima frase della preghiera è omessa
nostro desiderio che la sua volontà sia in molte versioni cattoliche e prote-
riconosciuta ovunque nel mondo. stanti, poiché manca in alcuni antichi
...come in cielo, anche in terra. Con mss. Tuttavia, si trova nella maggior
questa frase si estende l’ambito delle parte di essi ed è la conclusione per-
tre suppliche precedenti. L’adorazione fetta di questa preghiera.(7) Giovanni
di Dio, la sua sovranità e l’adempimen- Calvino scrisse che questa dossologia
to della sua volontà sono tutte realtà del dovrebbe “non solo accendere il pro-
cielo: con queste parole, noi preghiamo fondo desiderio di avvicinarci alla glo-
affinché tali condizioni si realizzino in ria di Dio… ma anche farci capire che
terra come si realizzano in cielo. tutte le nostre preghiere… non hanno
6:11 Dacci oggi il nostro pane quo- altro fondamento che Dio solo”.
tidiano. Dopo aver messo gli interessi 6:14-15 Questi versetti costituiscono
di Dio al primo posto, possiamo pre- una nota esplicativa del v. 12. Essi non
sentare le nostre necessità. Con tale fanno parte della preghiera, ma sono
richiesta riconosciamo la nostra dipen- aggiunti per ricordare che il perdono
denza da Dio per il cibo quotidiano, sia paterno, menzionato nel v. 12, è condi-
spirituale sia materiale. zionato.
6:12 ...rimettici i nostri debiti come
anche noi li abbiamo rimessi ai nostri M. Gesù insegna come si digiuna
debitori. Qui non chiediamo l’annulla- (6:16-18)
mento della pena prevista per il pecca- 6:16 Il terzo tipo di ipocrisia religiosa de-
to (che abbiamo già ottenuto mediante nunciata da Gesù è il desiderio di met-
la fede nel Figlio di Dio). Chiediamo, tere in mostra la propria pratica ascetica
invece, il perdono paterno grazie al di astensione dal cibo. Quando digiuna-
quale possiamo mantenere viva la co- vano, gli ipocriti si sfiguravano la faccia
munione con il nostro Padre. Se i cre- per avere un’aria macilenta, smunta e
denti non vogliono perdonare coloro mesta. Ma Gesù osserva che è ridicolo
dai quali hanno subito un torto, come cercare di apparire santi.
possono aspettarsi di essere in comu- 6:17-18 I veri credenti dovrebbero di-
nione con il loro Padre, il quale ha per- giunare in segreto, senza ostentazione.
donato generosamente i loro peccati? Ungiti il capo e lavati la faccia significa
6:13 ...e non ci esporre alla tenta- mantenere un aspetto normale. Abbia-
zione. Questa supplica sembra essere mo digiunato? È sufficiente che lo sap-
in contraddizione con Gm 1:13, dove è pia il Padre: la sua ricompensa sarà più
scritto che Dio non tenta mai nessuno. grande dell’approvazione degli uomini.
Nondimeno, Dio permette che il suo
popolo sia provato. Questa richiesta IL DIGIUNO
esprime una sana diffidenza verso la
propria capacità di resistere alle ten- Digiunare significa astenersi dall’ap-
tazioni o di sopportare le prove. Qui pagare l’appetito fisico. Il digiuno può
riconosciamo di essere totalmente di- essere volontario, come in questo bra-
pendenti dalla protezione del Signore. no, o forzato (come in At 27:33 o 2 Co
...ma liberaci dal maligno. Questa è 11:27). Nel N.T., il digiuno è associato
la preghiera di tutti quelli che deside- al lutto (vd. Mt 9:14-15) e alla preghiera
rano ardentemente che la potenza di (vd. Lu 2:37; At 14:23). In questi brani,
Dio li preservi dal peccato. È il grido esso accompagna la preghiera come
del cuore che chiede, ogni giorno, di espressione del desiderio di conoscere
essere liberato dal potere del peccato e la volontà di Dio.
di Satana. Il digiuno non ha alcun valore per
Perché a te appartengono il regno, quanto riguarda la salvezza, né mette il

42
MATTEO 6:22-23

credente in una posizione speciale da- sì, dobbiamo porci la domanda: “Che
vanti a Dio. Quel fariseo che si vantava cosa dobbiamo fare con i nostri tesori
di digiunare due volte alla settimana terreni?” Se, invece, Gesù non intende-
non ottenne la giustificazione che va dire ciò che diceva, allora dobbiamo
cercava (vd. Lu 18:12, 14). Ma quando domandarci: “Cosa ce ne facciamo del-
un credente digiuna in segreto, co- la Bibbia?”.
me esercizio spirituale, Dio lo vede e
lo premia. È vero che il digiuno non è O. La lampada del corpo
imposto nel N.T., ma per la promessa (6:22-23)
della ricompensa siamo incoraggiati 6:22-23 Gesù si rese conto che sareb-
a praticarlo. Il digiuno può essere un be stato difficile, per i suoi seguaci,
aiuto nella nostra vita di preghiera, per capire come potesse funzionare il suo
togliere la svogliatezza e la sonnolen- insegnamento anticonformista sul
za. È un mezzo prezioso in periodo di modo in cui assicurarsi il futuro. Gesù
crisi, quando si vuole capire la volontà si servì quindi dell’analogia della lam-
di Dio. Inoltre, esso è utile a chi voglia pada e dell’occhio per far sì che essi
esercitarsi all’autodisciplina. Il digiuno comprendessero l’insegnamento ri-
è una questione tra il credente e Dio e guardo alla vista spirituale. Attraverso
va praticato al solo scopo di piacergli. l’occhio, l’individuo percepisce la lu-
Perde il suo valore se è imposto da altri ce ed è in grado di vedere. Se… il tuo
o praticato per un motivo sbagliato. occhio è limpido, tutto il tuo corpo
sarà illuminato; ma se il tuo occhio è
N. Accumulare tesori in cielo malvagio la capacità di vedere è pre-
(6:19-21) giudicata. Invece della luce ci sono le
Questo brano contiene alcuni degli tenebre.
insegnamenti più rivoluzionari e, al L’applicazione di questa verità è la
tempo stesso, più misconosciuti, del Si- seguente: l’occhio limpido appartiene
gnore. L’argomento di questa seconda a chi è puro d’intenti e, avendo a cuore
parte del capitolo è: come crearsi una solamente gli interessi di Dio, accetta
certezza per il futuro? prontamente e senza riserve gli in-
6:19-20 Nei vv. 19-21, Gesù scredita segnamenti di Cristo. In tal modo, la
tutti i consigli umani su come tutela- sua vita è inondata di luce: egli crede
re economicamente il proprio futuro. nelle parole di Gesù, rinuncia a tutti i
Con la locuzione non fatevi tesori sulla tesori terreni, accumula tesori in cielo
terra egli ci avverte che non vi è sicu- e sa che quella è l’unica vera sicurez-
rezza nelle cose materiali. Qualsiasi za. Dall’altro canto, l’occhio malvagio
tesoro materiale sulla terra può andare caratterizza chi tiene il piede in due
distrutto per cause naturali (tignola o staffe: non vuole lasciare i suoi tesori
ruggine) o essere rubato dai ladri. Ge- terreni, ma neppure rinunciare ai te-
sù afferma che gli unici investimenti sori in cielo. L’insegnamento di Gesù
che non subiscono perdite sono i tesori gli sembra impraticabile e impossibile
in cielo. poiché egli è nelle tenebre e non ha chi
6:21 Quest’innovativa politica finan- lo guidi.
ziaria si basa sul principio che dov’è il Gesù aggiunse ancora: Se dunque
tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore. la luce che è in te è tenebre, quanto
Se il tuo denaro è in cassaforte, anche grandi saranno le tenebre! In altre pa-
il tuo cuore e il tuo desiderio sono lì. Se role, se continuiamo a confidare nelle
i tuoi tesori sono in cielo, le cose celesti ricchezze terrene pur sapendo che
saranno al centro dei tuoi interessi. In Cristo ce lo vieta, l’insegnamento cui
virtù di questo insegnamento ci trovia- non ubbidiamo diventa tenebre, ossia
mo a dover stabilire se Gesù intendesse una grave forma di cecità spirituale.
veramente dire ciò che diceva. Se è co- Di conseguenza, non riusciamo più a

43
MATTEO 6:24

considerare le ricchezze nella giusta 6:26 Gli uccelli del cielo sono una
prospettiva. dimostrazione della cura che Dio ha
per le sue creature. Apprendiamo così
P. Non potete servire Dio quanto sia inutile crearsi delle preoc-
e Mammona (6:24) cupazioni. Gli uccelli… non semina-
6:24 Il rapporto tra padroni e servi no, non mietono, eppure Dio li nutre.
dimostra, in modo pratico, l’impossi- E poiché, nella gerarchia divina della
bilità di vivere per Dio e per il dena- creazione, noi valiamo molto più di
ro. Nessuno può servire due padroni. loro, possiamo certamente aspettarci
Inevitabilmente ci sarà sempre uno al che Dio si occuperà di noi e delle no-
quale si sarà più fedeli e ubbidienti. Lo stre necessità.
stesso accade con Dio e Mammona . Ma ciò non significa che non dob-
Poiché essi avanzano richieste contra- biamo lavorare per procurarci di che
stanti, occorre fare una scelta: o met- sostentarci. Paolo ci ricorda: “Se qual-
tere Dio al primo posto e respingere il cuno non vuole lavorare, neppure de-
materialismo o vivere per le cose del ve mangiare” (2 Te 3:10). E neppure
mondo e negare i diritti di Dio sulla dovremmo pensare che è sbagliato
nostra vita. che un agricoltore semini, mieta e rac-
colga. Tali attività gli sono necessarie
Q. Non siate in ansia per provvedere ai propri bisogni. Gesù
(6:25-34) deplora invece la costruzione di molti
6:25 In questo brano, Gesù rimprove- granai per assicurarsi il benessere fu-
ra la nostra tendenza a fare del cibo e turo prescindendo da Dio (tale pratica
dell’abbigliamento il centro della no- è condannata nella parabola del ricco
stra vita, perdendo di vista il suo vero stolto, in Lu 12:16-21).
significato. Non solo ci preoccupiamo
Il ragionamento sottinteso è questo:
di ciò che mangiamo e indossiamo se Dio sostiene le creature inferiori
oggi, ma addirittura per ciò che man- senza la loro partecipazione consape-
geremo e indosseremo fra dieci, venti vole, a maggior ragione sosterrà, con
o trent’anni! L’ansia per il futuro è un la loro partecipazione attiva, coloro
peccato, giacché essa nega l’amore, la per i quali la creazione è stata fatta
sapienza e la potenza di Dio. 1° Nega (Daily Notes of the Scripture Union).
l’amore di Dio, perché ci fa credere che
egli non si prenda cura di noi; 2° nega 6:27 La preoccupazione per il futu-
la saggezza di Dio, perché insinua che ro non solo disonora Dio, ma è anche
egli non sappia quello che fa; 3° nega la inutile. Il Signore lo palesò con la do-
potenza di Dio, instillandoci il dubbio manda: E chi di voi, con la sua solleci-
che egli non sia in grado di provvedere tudine, può aggiungere alla sua statura
alle nostre necessità. un sol cubito? (ND). Una persona di
Questo tipo di preoccupazione ci bassa statura non è in grado, pur cruc-
porta a sprecare tutte le nostre energie ciandosene, di aumentare la propria
per assicurarci che avremo di che vi- statura. Eppure, in un certo senso, le
vere. E, prima che ce ne accorgiamo, la sarebbe di gran lunga più facile com-
nostra vita è passata e abbiamo fallito lo piere questo portento che procurarsi,
scopo principale per cui siamo stati cre- con tutte le sue preoccupazioni, ciò di
ati. Dio non ci ha creato a sua immagi- cui avrà bisogno in futuro.
ne, destinandoci a più alte prospettive, 6:28-30 Successivamente, il Signo-
soltanto per riempirci lo stomaco: noi re dimostrò quanto sia irragionevole
siamo qui per amarlo, adorarlo, servirlo preoccuparsi di come vestire in fu-
e rappresentare i suoi interessi sulla ter- turo. I gigli della campagna (proba-
ra. Il nostro corpo deve essere il nostro bilmente gli anemoni selvatici) non
servo, non il nostro padrone. faticano e non filano, tuttavia la loro

44
MATTEO 7:1

bellezza supera quella delle vesti re- mati a vivere giorno per giorno: il do-
gali di Salomone. Se Dio sa procura- mani si preoccuperà di se stesso.
re una veste così elegante a un fiore
selvatico, che non vivrà a lungo e alla R. Non giudicare
fine sarà gettato nel forno, avrà cer- (7:1-6)
tamente anche cura del suo popolo, Questo brano sul “giudicare” segue
che lo adora e lo serve. immediatamente l’insegnamento
6:31-32 La conclusione è che non provocatorio di Gesù riguardo alle
dobbiamo passare la nostra vita pre- ricchezze terrene. Il collegamento tra
occupandoci di cosa mangeremo, ber- questi due argomenti è importante. È
remo e indosseremo nel futuro. Sono i facile, per il credente che ha abban-
pagani che vivono per l’accumulo for- donato tutto, criticare i credenti be-
sennato dei beni materiali, come se la nestanti. D’altro canto, i credenti che
vita fosse tutta racchiusa in queste co- prendono sul serio il loro dovere di
se. Non deve essere così per i credenti, provvedere alle future necessità della
i quali hanno un Padre… celeste che famiglia tendono a minimizzare l’ub-
conosce tutti i loro bisogni. bidienza letterale alle parole di Gesù
Se i credenti avessero l’obiettivo di nel capitolo precedente. Poiché nessu-
provvedere anticipatamente a tutti i no vive completamente per fede, una
loro futuri bisogni, dovrebbero im- tale critica è inopportuna.
piegare il loro tempo e le loro energie L’ordine di non giudicare gli altri ab-
nell’accumulo di riserve economiche. braccia ambiti diversi: 1° non giudicare
Non potrebbero mai essere sicuri di le intenzioni, poiché solo Dio le cono-
aver risparmiato abbastanza, perché ci sce; 2° non giudicare secondo l’appa-
sarebbe sempre il pericolo di una crisi renza (vd. Gv 7:24; Gm 2:1-4); 3° non
economica, dell’inflazione, di catastro- giudicare quelli che sono scrupolosi
fi, di lunghe malattie o di un incidente riguardo a cose di per sé né buone né
invalidante. Ma in questo modo, Dio cattive (vd. Ro 14:1-5); 4° non giudica-
sarebbe privato del servizio del suo po- re il servizio di altri credenti (vd. 1 Co
polo. Si mancherebbe il vero obiettivo 4:1-5); 5° non giudicare i fratelli, par-
per cui si è stati creati e salvati. Uomini lando male di loro (vd. Gm 4:11-12).
e donne che portano l’immagine di Dio 7:1 Talvolta queste parole del Signo-
in sé vivrebbero per un futuro incerto re sono fraintese da quanti mirano a
su questa terra, laddove dovrebbero vi- proibire qualsiasi forma di giudizio.
vere per i valori eterni. Qualunque cosa accada, costoro pro-
6:33 Il Signore fa quindi un patto con clamano devotamente: Non giudicate,
i suoi seguaci. Egli dice: “Se, nella vo- affinché non siate giudicati. Ma Gesù
stra vita, mettete gli interessi di Dio al non dice che i credenti non debbano
primo posto, vi garantisco che provve- avere discernimento e non desidera che
derò ai vostri bisogni futuri. Se cercate rinuncino alle proprie facoltà critiche.
prima il regno di Dio e la sua giustizia, Il N.T. offre svariati esempi di giudizio
avrò cura che non vi manchi mai nulla legittimo riguardo alla situazione, alla
di ciò che vi serve per vivere”. condotta o all’insegnamento di altri.
6:34 Questa è la “previdenza sociale” Inoltre, vi sono diverse circostanze in
di Dio. Il credente si impegna a vivere cui il credente è invitato a prendere
per il Signore e a confidare in Dio per una decisione, a distinguere tra il bene
il suo futuro, con la ferma convinzione e il male o tra il bene e il meglio. Qui di
che egli provvederà. Il lavoro è sempli- seguito sono riportati alcuni esempi.
cemente un mezzo per provvedere alle 1. Eventuali contese tra credenti devo-
necessità del momento, laddove tutto no essere risolte nella chiesa davanti a
ciò che va oltre deve essere investito membri in grado di prendere una de-
nell’opera per il Signore. Siamo chia- cisione in proposito (vd. 1 Co 6:1-8).

45
MATTEO 7:2

2. La chiesa locale deve giudicare i pec- la legge mosaica, i cani e i porci erano
cati gravi dei suoi membri e prende- animali impuri. Questi termini sono
re i provvedimenti del caso (vd. Mt usati qui per definire le persone mal-
18:17; 1 Co 5:9-13). vagie. Se incontriamo delle persone
3. I credenti devono vagliare l’insegna- malvagie, che reagiscono alle verità
mento dottrinale dei predicatori in divine con disprezzo e rispondono con
base alla Parola di Dio (vd. Mt 7:15- ingiurie e violenza alla nostra predica-
20; 1 Co 14:29; 1 Gv 4:1). zione dell’insegnamento di Cristo, non
4. I credenti devono riconoscere i ve- siamo obbligati a proseguire nell’an-
ri credenti, onde ottemperare al co- nuncio del vangelo. La nostra insisten-
mandamento di Paolo in 2 Co 6:14. za non farebbe altro che aumentare la
5. I membri della chiesa devono va- condanna dei peccatori.
lutare quali sono i fratelli adatti a Inutile dire che ci vuole del discerni-
ricoprire l’incarico di anziano e di mento spirituale per riconoscere que-
diacono (vd. 1 Ti 3:1-13). sto tipo di persone. Probabilmente è
6. Dobbiamo pur discernere chi sono proprio per questo motivo che i versetti
i disordinati, gli scoraggiati, i deboli successivi trattano della preghiera, con
ecc. al fine di procedere secondo le in- la quale possiamo chiedere saggezza.
dicazioni della Bibbia (p. es. 1 Te 5:14).
7:2 Gesù avvertì che un giudizio S. Continuare a chiedere, a cercare
iniquo sarebbe stato ripagato con la e a bussare (7:7-12)
stessa moneta: perché con il giudizio 7:7-8 Se pensiamo di poter mettere in
con il quale giudicate, sarete giudi- pratica gli insegnamenti del sermone
cati . Questo principio (si raccoglie sul monte con le nostre sole forze, non
ciò che si semina) è valido per tutte le abbiamo afferrato il carattere sopran-
questioni inerenti alla vita pubblica e naturale della vita alla quale il Salvato-
privata. L’evangelista Marco lo applica re ci chiama. La saggezza e la potenza
al nostro modo di appropriarci della per vivere una tale vita ci devono essere
Parola (vd. Mr 4:24) laddove Luca lo date dall’alto. Perciò troviamo qui l’in-
mette in relazione con la nostra libe- vito a chiedere e a continuare a chiede-
ralità (vd. Lu 6:38). re; a cercare e a continuare a cercare;
7:3-5 Gesù condanna la nostra ten- a bussare e a continuare a bussare. La
denza a vedere i piccoli difetti altrui e saggezza e la potenza necessarie alla
a ignorare i nostri. Di proposito esagerò vita cristiana saranno date a tutti quel-
su questo concetto (servendosi di una fi- li che le chiedono con serietà e perse-
gura retorica chiamata iperbole) per ar- veranza.
rivare al succo del discorso. Chi ha una Isolati dal contesto, i vv. 7-8 potreb-
trave… nell’occhio spesso si scandaliz- bero sembrare un assegno in bianco
za della pagliuzza nell’occhio dell’altro, per i credenti ossia dare l’impressione
senza rendersi conto della propria con- che, chiedendo, cercando e bussan-
dizione, decisamente più grave. È un do, sia possibile ottenere tutto ciò che
presuntuoso e un ipocrita colui che pre- si vuole; ma le cose non stanno così. I
tende di aiutare il prossimo a eliminare versetti devono essere considerati nel
un certo difetto laddove egli stesso deve loro contesto immediato e alla luce
ancora ovviare a un difetto maggiore. dell’insegnamento biblico sulla pre-
Occorre porre rimedio ai propri difetti ghiera. Quindi, quella che qui sembra
prima di criticare quelli altrui. una promessa incondizionata è, in re-
7:6 Questa è la dimostrazione che altà, delimitata da altri passi biblici. Per
Gesù non intendeva proibire ogni tipo esempio, dal Sl 66:18 impariamo che
di giudizio. Avvertì i suoi discepoli di nella vita di chi prega non ci devono es-
non dare ciò che è santo ai cani o di sere peccati non confessati; il credente
gettare le… perle davanti ai porci. Per deve pregare con fede (vd. Gm 1:6-8)

46
MATTEO 7:16-18

e secondo la volontà di Dio (vd. 1 Gv T. La via stretta


5:14). La preghiera deve essere perse- (7:13-14)
verante (vd. Lu 18:1-8) e sincera (vd. Eb 7:13-14 Qui il Signore ci avverte che
10:22a). stretta… è la porta e angusta la via del
7:9-10 Rispettate le condizioni pre- discepolato cristiano. Ma chi segue fe-
cedentemente elencate, il credente delmente i suoi insegnamenti troverà
può avere la certezza assoluta che Dio vita in abbondanza. Dall’altra parte c’è
ascolterà e risponderà. Questa certez- la via larga dell’egoismo e del piacere:
za si basa sul carattere di Dio, nostro questa è la via che conduce alla per-
Padre. Da un punto di vista umano, dizione. Qui non si allude, però, alla
sappiamo che se un figlio… chiede un perdita dell’anima, bensì al mancato
pane al padre, questi non gli darà una scopo della propria vita.
pietra. E neppure gli darà un serpente, Tali versetti trovano applicazione
se chiede un pesce. Un padre terreno anche riguardo al vangelo, perché indi-
non deluderebbe il figlio affamato, né cano le due vie e i due destini del genere
gli darebbe qualcosa di nocivo. umano. La porta larga e la via spaziosa
7:11 Dall’aspetto umano, il Signore portano alla distruzione (vd. Pr 16:25)
passa a considerare l’aspetto divino. laddove la porta stretta e la via angusta
Se i genitori terreni rispondono alle ri- conducono alla vita. Gesù è sia la por-
chieste dei loro figli dando loro ciò che ta (vd. Gv 10:9) sia la via (vd. Gv 14:6).
è meglio, quanto più lo farà il Padre Ma anche se questa è un’applicazione
nostro che è nei cieli ! valida del brano, l’interpretazione ri-
7:12 Il nesso più evidente di questo guarda i discepoli, ossia i credenti. Ge-
versetto con quello precedente sembra sù dichiara che il discepolato richiede
essere questo: poiché il nostro Padre ci fede, disciplina e costanza. Questa vita
dona delle cose buone, noi dobbiamo difficile è l’unica vita che valga la pena
imitarlo mostrandoci benevoli verso gli vivere. Se scegliamo la via facile, sare-
altri. Il modo migliore per scoprire se mo in nutrita compagnia, ma Dio non
una cosa fa bene all’altro è domandarsi potrà realizzare quanto di meglio ha
se la si desidererebbe per sé. La “regola preparato per noi.
d’oro” fu formulata, in termini nega-
tivi, dal rabbino Hillel almeno cento U. Li riconoscerete dai loro frutti
anni prima di Cristo. Nondimeno, (7:15-20)
presentando tale precetto in termini 7:15 Dovunque si insegna la dura disci-
positivi, Gesù passa dalla costrizione plina del vero discepolato, vi sono dei
passiva alla benevolenza attiva. La fede falsi profeti che promuovono la porta
cristiana non consiste semplicemen- larga e la via facile. Essi annacquano la
te nell’astensione dal peccato, bensì verità “finché non ne resta abbastanza
nell’azione benevola. per fare la zuppa a una cavalletta am-
Questa è la legge e i profeti : queste malata”, commenta argutamente C.H.
parole di Gesù sintetizzano efficace- Spurgeon. Questi individui, che procla-
mente gli insegnamenti morali della mano di parlare nel nome di Dio, vengo-
legge di Mosè e gli scritti dei profeti no in vesti da pecore, fingendo di essere
d’Israele. La giustizia voluta dall’A.T. è dei veri credenti. Ma dentro sono lupi
adempiuta nei credenti convertiti che, rapaci; ciò significa che costoro sono dei
osservando tale regola, camminano miscredenti che vogliono accalappiare
secondo lo Spirito (vd. Ro 8:4). Se tutti gli immaturi, gli incostanti e gli incauti.
ottemperassero all’insegnamento con- 7:16-18 I vv. 16-18 spiegano come ri-
densato in questo versetto, le relazioni conoscere i falsi profeti: li riconoscerete
internazionali, le politiche nazionali, la dai loro frutti. Li tradiscono la loro vita
vita familiare e la vita di chiesa miglio- dissoluta e i loro insegnamenti noci-
rerebbero sensibilmente. vi. Un albero produce frutti secondo

47
MATTEO 7:19-20

la sua specie. Le spine non producono paralleli dei Vangeli sinottici), giacché
uva, i rovi non producono fichi. Un al- sta tramando un’invasione di demòni
bero buono fa frutti buoni e un albero ancora più pericolosa.
cattivo fa frutti cattivi. Questo princi-
pio è valido sia nel mondo naturale sia W. Edificare sulla roccia
nel mondo spirituale. La vita e l’inse- (7:24-29)
gnamento di coloro che sostengono di 7:24-25 Gesù concluse il suo sermone
parlare nel nome di Dio devono essere con una parabola che evidenzia l’im-
esaminati alla luce della Parola di Dio: portanza dell’ubbidienza. Non è suf-
“Alla legge! Alla testimonianza! Se il po- ficiente ascoltare queste… parole ma
polo non parla così, non vi sarà per lui bisogna altresì metterle in pratica. Il
nessuna aurora!” (Is 8:20). discepolo che ascolta e mette in prati-
7:19-20 Il destino dei falsi profeti sarà ca i comandamenti di Gesù è come un
quello di essere gettati nel fuoco. La di- uomo avveduto che ha costruito la sua
struzione dei falsi dottori e profeti sarà casa sopra la roccia. La sua casa (ossia
una “rovina immediata” (2 P 2:1). I falsi la sua vita) ha un fondamento solido e,
profeti si riconoscono dai loro frutti. quando la pioggia e i venti le si accani-
ranno contro, essa non crollerà.
V. “Io non vi ho mai conosciuti” 7:26-27 Colui che ascolta queste…
(7:21-23) parole di Gesù, ma non le mette in pra-
7:21 Qui il Signore Gesù mette in tica sarà paragonato a un uomo stolto
guardia contro quanti professano che ha costruito la sua casa sulla sab-
falsamente di riconoscerlo come Sal- bia. Egli non sarà in grado di resistere
vatore ma che, in realtà, non si sono alle tempeste della vita: quando la
mai convertiti. Non chiunque chiama pioggia cadrà e i venti soffieranno, la
Gesù “Signore, Signore! ” entrerà nel casa crollerà, essendo priva di solide
regno dei cieli, ma soltanto coloro che fondamenta.
fanno la volontà di Dio. Il primo passo Chi vive secondo i principi del ser-
per fare la volontà di Dio è credere nel mone sul monte è definito un pazzo;
Signore Gesù (vd. Gv 6:29). per Gesù, invece, questi è un uomo
7:22-23 Nel giorno del giudizio, avveduto. Il mondo considera avvedu-
quando gli increduli si troveranno al to l’individuo che naviga a vista, che
cospetto di Cristo (vd. Ap 20:11-15), vive solamente per se stesso e nell’im-
molti dichiareranno di avere profetiz- mediatezza; Gesù, invece, lo definisce
zato o cacciato demòni o fatto… molte uno stolto. A ragion veduta si può usare
opere potenti in nome suo. Ma le loro la parabola del costruttore avveduto
obiezioni saranno vane: Gesù asserirà e del costruttore stolto per spiegare
di non averli mai conosciuti né ricono- il vangelo: l’uomo avveduto confida
sciuti come suoi. totalmente nella Roccia, Cristo Gesù,
Da questi versetti apprendiamo che come Signore e Salvatore, laddove lo
non tutti i miracoli sono d’origine di- stolto si rifiuta di ravvedersi e respinge
vina e che non tutti coloro che fanno Gesù, unica sua speranza di salvezza.
opere potenti hanno l’approvazione Ma l’interpretazione della parabola va
divina. Un miracolo significa sempli- oltre la salvezza, trovando la sua rea-
cemente che una forza soprannaturale lizzazione pratica nella vita cristiana.
è all’opera. Tale potenza può essere di 7:28-29 Quando il Signore ebbe con-
origine divina o satanica. Satana può cluso il suo discorso, la folla si stupì. Se,
concedere ai propri seguaci la capaci- leggendo il sermone sul monte, non ci
tà temporanea di cacciare demòni, per stupiamo del suo stampo rivoluziona-
creare l’illusione che il miracolo sia di rio, non abbiamo capito nulla.
natura divina. Così facendo, non divi- La folla si accorse della differenza
de il suo regno (cfr. 12:25-26 e i passi che intercorreva fra l’insegnamento di

48
MATTEO 8:4

Gesù e quello degli scribi: le sue paro- 4. La pronta accettazione del Salvatore
le erano autorevoli, quelle degli scribi da parte di alcuni stranieri.
inefficaci. Egli era la voce, gli altri una
debole eco. Jamieson, Fausset e Brown A. Il potere sulla lebbra
commentano: (8:1-4)
La consapevolezza della sua divina 8:1 L’insegnamento di Gesù era radica-
autorità, come legislatore, esegeta le ed estremo, ciò nonostante esercitò
e giudice, era così evidente nel suo una tale attrazione che una gran folla
insegnamento che la dottrina degli lo seguì. La verità si afferma da sola e
scribi, al confronto, doveva sembrare se anche la gente non l’apprezza, non
un parlare a vanvera. (8) può però dimenticarla.
8:2 Un lebbroso si prostrò davanti a
V. MISERICORDIA E PRODIGI Gesù e lo supplicò di guarirlo. Costui
POTENTI DEL MESSIA: REAZIONI era convinto che il Signore potesse gua-
DEL POPOLO (8:1−9:34) rirlo e la vera fede non viene mai tradita.
La lebbra è un’immagine appropriata
Nei capp. 8−12, il Signore Gesù dimo- del peccato perché è ripugnante, deva-
stra al popolo d’Israele, in modo con- stante, contagiosa e, in alcune forme,
vincente, che egli è davvero il Messia umanamente incurabile.(9)
di cui i profeti avevano scritto. Il pro- 8:3 Era proibito toccare i lebbrosi,
feta Isaia, per esempio, aveva annun- poiché il contatto fisico poteva provo-
ciato: “Allora si apriranno gli occhi care il contagio. Nel caso dei Giudei, il
dei ciechi, saranno sturati gli orecchi contatto rendeva la persona cerimo-
dei sordi, allora lo zoppo salterà come nialmente impura, vale a dire indegna
un cervo e la lingua del muto canterà di prestare culto insieme alla comunità
di gioia” (Is 35:5-6). Con l’adempi- d’Israele. Ma quando Gesù toccò il leb-
mento di tutte queste profezie Gesù broso e pronunciò le parole di guari-
dimostrò di essere il Messia. Se Israe- gione, in quell’istante la lebbra sparì. Il
le avesse prestato attenzione alle Salvatore ha il potere di purificare dal
Scritture, non avrebbe avuto nessuna peccato e di proclamare colui che ha
difficoltà a riconoscerlo come il Cri- purificato degno di essere suo fedele.
sto. Ma nessuno è cieco come colui 8:4 In questo brano, per la prima
che non vuole vedere. volta nel Vangelo di Matteo, appren-
Gli eventi descritti in questi capi- diamo che Gesù, operando un miraco-
toli non seguono un rigoroso ordine lo, comandava di non dirlo a nessuno
cronologico ma sono, bensì, ordinati (inoltre vd. 9:30; 12:16; 17:9; Mr 5:43;
per argomento. Questo non è un re- 7:36; 8:26). Probabilmente tale atteg-
soconto completo del ministero del giamento era dettato dalla consapevo-
Signore, bensì una concatenazione di lezza che molti, interessati unicamente
avvenimenti scelti dallo Spirito Santo a essere liberati dal giogo romano, vo-
per rivelare le caratteristiche salien- levano farlo re. Ma egli sapeva anche
ti della vita del Salvatore. Nel nostro che Israele era ancora ostinato, che il
commento si trovano le seguenti: popolo avrebbe rifiutato la sua autorità
1. L’autorità assoluta di Cristo sulle ma- spirituale e che egli stesso doveva pri-
lattie, sui demòni, sulla morte e sulle ma di tutto andare alla croce.
forze della natura. Sotto la legge di Mosè, il sacerdote
2. La rivendicazione della signoria as- fungeva anche da medico. Quando un
soluta di Cristo nella vita di coloro lebbroso guariva, doveva presentarsi
che lo avrebbero seguito. con un’offerta al sacerdote per essere
3. Il crescente rifiuto di Gesù da parte dichiarato puro (vd. Le 14:4-6). Senza
del popolo d’Israele, specialmente dubbio, succedeva raramente che un
dei capi religiosi. lebbroso guarisse; un tale straordinario

49
MATTEO 8:5-6

evento avrebbe dovuto indurre il sacer- di Dio, Gesù non aveva trovato una fede
dote a cercare di scoprire se il Messia altrettanto grande. Ciò lo portò a rilevare
fosse finalmente giunto. Ma non ac- che, nel suo regno futuro, i pagani si ra-
cadde nulla del genere. Gesù ordinò al duneranno da ogni parte del mondo per
lebbroso di ubbidire alla prescrizioni di gioire della comunione con i patriarchi
legge riguardo alla lebbra. giudei, laddove i figli del regno saranno
L’interpretazione spirituale di questo gettati nelle tenebre di fuori, dove vi sarà
miracolo è chiara: il Messia era venuto in pianto e stridor di denti. I figli del regno
Israele con il potere di guarire il popolo erano quei Giudei che professavano di ri-
dalla sua malattia. Egli compì questo mi- conoscere Dio come Re ma che, in realtà,
racolo e ne fece una delle sue credenzia- non erano convertiti veramente. Questo
li. Ma il popolo non era ancora pronto ad succede anche oggi. Molti fra coloro che
accettare il suo Redentore. hanno avuto il privilegio di nascere e
crescere in una famiglia credente peri-
B. Il potere sulla paralisi ranno nell’inferno per aver rifiutato Cri-
(8:5-13) sto, laddove gli aborigeni della giungla
8:5-6 La fede di un centurione pagano che avranno creduto al messaggio del
contrasta con la mancata disponibilità vangelo godranno della gloria eterna del
dei Giudei ad accogliere il Salvatore. Se cielo.
Israele non era disposto a riconoscere il 8:13 Gesù disse al centurione: “Va’ e
suo Re, i disprezzati pagani, invece, lo ti sia fatto come hai creduto”. La fede
erano. Il centurione era un ufficiale ro- è premiata in proporzione alla fiducia
mano a capo di cento uomini ed era di nel carattere di Dio. Il servitore fu gua-
stanza a Capernaum o nelle vicinanze. rito all’istante, benché Gesù fosse lon-
Egli venne da Gesù per chiedere la gua- tano. Per noi, questo evento può essere
rigione del suo servo, che soffriva di una un’illustrazione dell’attuale ministero
grave, dolorosa forma di paralisi. Una di Cristo: benché non sia presente fi-
tale manifestazione di compassione era sicamente, Cristo è in grado di guarire
alquanto insolita: la maggior parte de- i pagani non privilegiati dalla paralisi
gli ufficiali non avrebbe mostrato tanta del peccato.
preoccupazione per un servo.
8:7-9 Quando il Signore Gesù si offrì C. Il potere sulla febbre
di recarsi dal servo malato, il centu- (8:14-15)
rione dimostrò l’autenticità e la pro- 8:14-15 Entrando nella casa di Pietro,
fondità della sua fede. Le sue parole Gesù trovò la suocera di lui… a letto
furono, approssimativamente, queste: con la febbre. Egli le toccò la mano
“Signore, io non son degno che tu entri e la febbre svanì. Di solito, la febbre
in casa mia. D’altronde non è neanche debilita l’organismo, ma questa guari-
necessario, perché tu puoi guarirlo gione era stata così istantanea e totale
semplicemente con una parola. So co- che la donna fu in grado di alzarsi e
sa significa avere autorità: io ricevo de- servirlo subito, esprimendo, in tal mo-
gli ordini dai miei superiori e do ordini do, la propria gratitudine per ciò che il
a quelli che mi sono sottoposti. I miei Salvatore aveva fatto per lei. Dovrem-
ordini sono eseguiti senza discussioni. mo agire come costei, tornando a ser-
Quanto più potenti saranno le tue pa- vire il Signore con rinnovato impegno
role sulla malattia del mio servo!”. e vigore ogni qualvolta riacquistiamo
8:10-12 Gesù restò meravigliato del- la salute!
la fede di questo pagano. Questo è uno
dei due brani in cui leggiamo che Gesù D. Il potere sui demòni e svariate
si meravigliò (nell’altra occasione si sor- malattie (8:16-17)
prese dell’incredulità dei Giudei; vd. Mr 8:16-17 La sera dello stesso giorno,
6:6). In Israele, in mezzo al popolo eletto sabato (vd. Mr 1:21-34), la folla venne

50
MATTEO 8:21

a lui con molti indemoniati. Questi esagerare con tale metodo di ricerca,
infelici erano posseduti e dominati da poiché si può rischiare di incorrere in
spiriti maligni: spesso manifestavano forzature nell’interpretazione di tali si-
una conoscenza e una potenza sopran- gnificati e di azzardare ipotesi risibili.
naturali, altre volte erano tormentati.
Talvolta, il loro comportamento asso- E. Il mistero del rifiuto umano
migliava a quello dei malati di mente; (8:18-22)
ma l’origine dei loro disturbi era spiri- Abbiamo visto che Cristo esercitava la
tuale, anziché fisica o mentale. Gesù sua autorità sulle malattie e sui demòni.
scacciò gli spiriti con la parola. Incontrò resistenza solamente allorché
Inoltre, Gesù guarì tutti i malati, venne a contatto con uomini e donne:
adempiendo così la profezia di Is 53:4: questo è il mistero del rifiuto umano.
Egli ha preso le nostre infermità e ha 8:18-20 Mentre Gesù si apprestava
portato le nostre malattie. I guaritori ad attraversare il mare di Galilea, da
carismatici spesso citano il v. 17 per Capernaum alla riva orientale, uno
dimostrare che la guarigione rientra scriba, sicuro di sé, si avvicinò e pro-
nell’opera di espiazione e che, di con- mise di seguirlo dovunque fosse an-
seguenza, il credente può chiederla per dato. Il Signore gli rispose invitandolo
fede. Ma, qui, lo Spirito di Dio accosta a calcolare il costo, prospettandogli
questa profezia al ministero di guari- una vita di sacrificio. Le volpi hanno
gione del Salvatore sulla terra, non alla delle tane e gli uccelli del cielo hanno
sua opera sulla croce. dei nidi, ma il Figlio dell’uomo non
In questo capitolo, abbiamo finora ha dove posare il capo. Durante il
visto i seguenti quattro miracoli: suo ministero pubblico, Gesù non eb-
1. la guarigione del lebbroso giudeo: be una casa propria, sebbene fosse il
Cristo era presente; benvenuto in molte case dove, solita-
2. la guarigione del servitore del centu- mente, aveva un posto per dormire. Il
rione: Gesù era distante; vero significato delle sue parole sem-
3. la guarigione della suocera di Pietro: bra dunque spirituale: questo mondo
Gesù era nella casa; non gli poteva offrire un luogo di ripo-
4. la guarigione di tutti gli indemoniati so vero e duraturo. Egli aveva un’ope-
e malati: Gesù era presente. ra da compiere e non poteva riposarsi
Gaebelein ipotizza che questi mira- finché non l’avesse compiuta. Ciò vale
coli rappresentino le quattro fasi del anche per i suoi seguaci: questo mon-
ministero del Signore: do non è il loro rifugio o, almeno, non
1. la prima venuta di Cristo, quando te- dovrebbe esserlo!
stimoniò al suo popolo; 8:21 Un altro discepolo, pieno di
2. l’attuale dispensazione/amministra- buone intenzioni, dichiarò la propria
zione a favore degli stranieri, in cui disponibilità a seguirlo, ma prima
Gesù è assente; aveva qualcosa da fare: Signore, per-
3. la sua seconda venuta, allorché en- mettimi di andare prima a seppellire
trerà nella “casa”, ristabilirà il suo mio padre. Non è rilevante sapere se
legame con Israele e guarirà la figlia il padre di costui fosse già morto op-
sofferente di Sion; pure no. Il problema di fondo era nel-
4. il millennio, quando tutti gli indemo- le parole fra loro in contraddizione:
niati e i malati saranno guariti.(10) Signore... prima . Costui antepose i
Si tratta di un’affascinante analisi propri interessi a quelli di Cristo. È per-
degli ulteriori insegnamenti insiti nei fettamente legittimo provvedere a un
miracoli, che dovrebbe risvegliare la funerale decoroso per il proprio padre,
nostra attenzione sui profondi signi- ma è sbagliato se questo gesto, di per sé
ficati nascosti nelle Sacre Scritture. lodevole, ha la precedenza sulla chia-
Tuttavia, dobbiamo procurare di non mata del Signore.

51
MATTEO 8:22

8:22 Gesù, dunque, gli rispose pres- ani, della terra e dei cieli” (Mary Ann
sappoco: “Il tuo primo compito è se- Baker “Master, the Tempest Is Raging”
guire me. Lascia che quelli che sono (Peace Be Still), Hymns, no. 105). Nes-
spiritualmente morti seppelliscano suno può sconfiggere le tempeste della
quelli fisicamente morti. Questo com- vita come il Signore Gesù.
pito può svolgerlo anche una persona
non salvata. Ma c’è un compito che tu G. Gesù guarisce due indemoniati
solo puoi portare a termine: dare il me- (8:28-34)
glio della tua vita per le cose che durano 8:28 Sulla riva orientale del mare di
in eterno. Non sprecarla per cose meno Galilea si trovava il paese dei Gadare-
importanti”. Non si conosce la reazione ni.(11) Quando arrivò, Gesù s’imbatté in
di quei due discepoli. È probabile, però, due insoliti casi di possessione demo-
che essi abbandonarono Cristo per assi- niaca. Quegli indemoniati vivevano
curarsi una buona posizione nel mondo in caverne adibite a sepolcri ed erano
e per trascorrere la vita a occuparsi di co- talmente furiosi che era pericoloso at-
se meno importanti. Prima di giudicarli, traversare quella zona.
dovremmo esaminare noi stessi alla luce 8:29-31 Quando Gesù si avvicinò, i
delle due caratteristiche del discepolato demòni si misero a gridare: Che c’è fra
enunciate da Gesù in questo brano. noi e te, Figlio di Dio? Sei venuto qua
prima del tempo a tormentarci? Essi
F. Il potere sulle forze della natura sapevano chi era Gesù e sapevano an-
(8:23-27) che che, un giorno, egli li avrebbe di-
8:23-27 Il mare di Galilea è noto per le strutti. Da questo punto di vista, la loro
sue tempeste improvvise e violente, che scienza teologica era molto più esatta
non di rado lo flagellano in un ribollire di quella di molti teologi liberali di
di schiuma. I venti provenienti da nord, oggi. Poiché avevano intuito che Gesù
dalla valle del Giordano, acquistano voleva liberare gli uomini posseduti, lo
velocità nella stretta gola. Quando tali pregarono di mandarli in un branco di
tempeste si abbattono sul mare, la navi- porci che pascolava nei dintorni.
gazione diventa molto pericolosa. 8:32 Stranamente, Gesù acconsentì.
L’imbarcazione su cui viaggiava Perché il Signore Sovrano accolse la ri-
Gesù stava attraversando il mare di chiesta dei demòni? Per capire questa
Galilea da ovest a est; quando scoppiò sua azione, dobbiamo ricordare due
la tempesta, Gesù dormiva. I discepoli fatti. 1° I demòni dimorano preferi-
terrorizzati lo svegliarono con affan- bilmente in esseri umani oppure, ove
nose grida d’aiuto (bisogna, nondime- ciò non sia possibile, in animali o al-
no, dar loro atto del fatto che si erano tre creature. 2° Lo scopo dei demòni è,
rivolti alla persona giusta). Dopo aver senza eccezione, distruggere. Se Gesù
rimproverato i discepoli per la debo- li avesse semplicemente scacciati dagli
lezza della loro fede, Gesù sgridò i ven- ossessi, essi avrebbero costituito una
ti e il mare, e si fece gran bonaccia. Gli minaccia per gli altri abitanti di quella
uomini si meravigliarono che perfino regione. Permettendo loro di impadro-
le forze della natura ubbidissero al loro nirsi dei porci, impedì che si impos-
passeggero. Non avevano affatto capi- sessassero di altri uomini o donne e
to che in barca con loro c’era colui che confinò il loro potere distruttivo negli
aveva creato e sosteneva l’universo! animali. Non era ancora arrivato il mo-
Tutti i discepoli, prima o poi, incon- mento di sopprimerli definitivamente.
trano delle tempeste. A volte ci sembra Appena ebbero preso possesso dei por-
di essere sommersi dalle onde. Quale ci, tutto il branco si gettò a precipizio
conforto sapere che Gesù è nella barca giù nel mare e annegò.
con noi! “Nessun mare può inghiottire Questo episodio dimostra che i de-
la barca in cui sta il Signore degli oce- mòni mirano alla distruzione ed evi-

52
MATTEO 9:8

denzia la terrificante eventualità che sodio suscita un interrogativo: Cristo


due uomini possano essere posseduti guarì mai un individuo senza offrirgli,
da un numero di demòni tale da an- nel contempo, anche la salvezza?
nientare duemila porci (vd. Mr 5:13)! 9:3-5 Quando alcuni scribi ebbe-
8:33-34 I custodi degli animali cor- ro udito Gesù dichiarare che i peccati
sero in città per riferire tutto ciò che dell’uomo erano perdonati, dentro di
era accaduto, con la conseguenza che sé lo accusarono di bestemmiare: sol-
tutti gli abitanti, molto scossi, anda- tanto Dio può perdonare i peccati e,
rono da Gesù e lo pregarono di andar- di certo, essi non avrebbero accettato
sene. Da allora, Gesù è criticato per Cristo come Dio! L’onnisciente Signore
l’inutile strage di maiali; da allora gli si Gesù, avendo letto nei loro pensieri, li
chiede di andarsene perché attribuisce rimproverò perché pensavano cose
maggior valore alla vita umana che al- malvagie nei loro cuori, poi domandò
la vita degli animali. Se appartenevano loro se fosse più facile dire: “I tuoi pec-
al popolo giudaico, quei Gadareni, al- cati sono perdonati”, o dire: “Àlzati e
levando maiali, violavano la legge. Ma cammina?”. In effetti, è facile dire en-
che fossero Giudei o pagani ha poca trambe le cose, ma che cos’è più facile
importanza: la loro condanna consiste fare ? Le due cose sono entrambe uma-
nell’aver stimato un branco di maiali namente impossibili ma, laddove, nel
più importante della guarigione di due primo caso, le conseguenze non sono
poveri indemoniati. manifeste, nel secondo caso gli effetti
sono immediatamente visibili.
H. Il potere di perdonare i peccati 9:6-7 Per dimostrare agli scribi che,
(9:1-8) sulla terra, egli aveva l’autorità di per-
9:1 Respinto dai Gadareni, Gesù attra- donare i peccati (e perciò doveva es-
versò il mare di Galilea e si recò a Ca- sere onorato come Dio), Gesù accettò
pernaum, che era diventata la sua città di fare un miracolo che essi potessero
da quando la sua gente, a Nazaret, ave- vedere. Rivoltosi al paralitico ordinò:
va tentato di ucciderlo (vd. Lu 4:29-31). Àlzati… prendi il tuo letto e va’ a casa.
Fu a Capernaum che egli compì alcuni 9:8 Quando la folla vide il paralitico
dei suoi miracoli più potenti. andarsene a casa con il suo paglieric-
9:2 Quattro uomini si presentarono cio, fu sopraffatta da due diversi tipi di
a Gesù trasportando un paralitico di- emozioni: timore e stupore. Impaurita
steso su un rozzo lettuccio (o stuoia). di fronte a tale manifestazione chia-
Nel racconto di Marco leggiamo che, ramente soprannaturale, glorificò Dio
a causa della folla, costoro dovettero per aver conferito una tale autorità
scoperchiare il tetto e calare l’uomo agli uomini. Ma il vero significato del
dall’alto per condurlo davanti a Gesù miracolo le sfuggì completamente. La
(vd. Mr 2:1-12). Allorché Gesù vide la guarigione visibile del paralitico dove-
loro fede si rivolse al paralitico: Fi- va confermare che i peccati dell’uomo
gliolo, coraggio, i tuoi peccati ti sono erano stati perdonati, che era avvenuto
perdonati. Notiamo che egli vide la anche un miracolo invisibile. La gen-
loro fede. La fede spinse questi uomini te avrebbe dovuto capire che ciò cui
a portare il paralitico a Gesù e la fede aveva appena assistito non era una te-
convinse il paralitico a rivolgersi a Ge- stimonianza dell’autorità concessa da
sù per essere guarito. Per prima cosa, Dio agli uomini, bensì della presenza
il Signore ricompensò quella fede, di- di Dio stesso tra loro, nella persona del
chiarando che i peccati di quell’uomo Signore Gesù Cristo. La folla non capì.
erano perdonati. Il grande Taumaturgo Quanto agli scribi, apprendiamo
eliminò prima la causa, poi si occupò dagli eventi successivi che essi si osti-
dei sintomi. Egli impartì dapprima la narono maggiormente nella loro incre-
benedizione più grande. Questo epi- dulità e ostilità.

53
MATTEO 9:9

I. Gesù chiama il pubblicano Matteo invece, erano più disposti ad ammet-


(9:9-13) tere la loro effettiva condizione e a
9:9 Il clima di tensione intorno al Sal- cercare la grazia salvifica di Cristo. In
vatore è temporaneamente addolci- questo senso, l’accusa era giusta! Gesù
to dal racconto semplice e umile di mangiava davvero con i peccatori. Ma
Matteo circa la propria chiamata. Era se avesse mangiato con i farisei, tale
un pubblicano, o esattore delle tasse, accusa sarebbe risultata, comunque
e lui e i suoi colleghi erano profonda- (e probabilmente a maggior ragione),
mente odiati dai Giudei a causa della fondata! Se Gesù non avesse mangiato
loro disonestà, delle tasse gravose, ma con i peccatori, in un mondo come il
soprattutto perché servivano gli inte- nostro, avrebbe sempre mangiato da
ressi dell’impero romano, oppressore solo. Ma è importante ricordare che,
d’Israele. anche quando mangiava con i pecca-
Quando Gesù… passando vide Mat- tori, non partecipò mai alle loro azioni
teo, gli disse: “Seguimi”. La risposta fu malvagie né scese mai a compromessi.
istantanea: Matteo, alzatosi, lo seguì. Gesù coglieva sempre l’occasione per
Abbandonò un lavoro tradizionalmen- richiamare gli uomini alla verità e alla
te disonesto per diventare immediata- santità.
mente un discepolo di Gesù. “Perse un 9:13 Il problema dei farisei era che i
lavoro comodo, ma trovò la sua strada. loro cuori erano duri, freddi e privi di
Perse un buon reddito, ma trovò l’ono- misericordia, a dispetto della scrupo-
re. Perse la sicurezza, ma si imbarcò losa osservanza dei rituali giudaici.
in un’avventura che non avrebbe mai Perciò Gesù li liquidò invitandoli a
osato sognare”. E, non ultimo, la sua ri- imparare il significato delle parole del
compensa fu diventare uno dei dodici Signore: Voglio misericordia e non
e ricevere l’onore di scrivere il Vangelo sacrificio (citate da Os 6:6). Sebbene
che reca il suo nome. Dio avesse instaurato il sistema sacri-
9:10 Matteo organizzò un banchet- ficale, non voleva però che i rituali co-
to in onore di Gesù (vd. Lu 5:29). Era il stituissero un surrogato della giustizia
suo modo di riconoscere Cristo pubbli- interiore. Dio non è ritualista e non
camente e di far conoscere il Signore ai gradisce i riti disgiunti dalla pietà per-
colleghi. Ovviamente, fra i suoi ospiti sonale, ossia quelli praticati, per inciso,
vi erano dei pubblicani e altri perso- dai farisei. Costoro, infatti, osservava-
naggi che erano comunemente definiti no la legge alla lettera ma non avevano
peccatori ! compassione per chi aveva bisogno di
9:11 A quei tempi si usava consuma- aiuto spirituale. Costoro si accompa-
re il pasto sdraiati su dei divani, con gnavano esclusivamente a individui
il viso rivolto verso il tavolo. Quando presuntuosi come loro.
i farisei videro che Gesù frequentava Il Signore Gesù, invece, disse loro
la feccia della società, andarono dai chiaramente: “Io non sono venuto a
suoi discepoli e lo accusarono di asso- chiamar dei giusti, ma dei peccato-
ciazione a delinquere: un vero profeta ri”. Egli rispose completamente alla
non avrebbe mai mangiato con dei richiesta divina di misericordia e di
peccatori ! sacrificio. È vero che non esiste alcun
9:12 Udito ciò, Gesù rispose: Non giusto sulla terra (Sl 14:3; Ro 3:10-12),
sono i sani che hanno bisogno del perciò Gesù è venuto a chiamare tutti
medico, ma i malati. I farisei si consi- gli uomini a ravvedimento. Ma l’idea
deravano sani e non erano disposti a espressa qui è che la sua chiamata
riconoscere il loro bisogno di Gesù (in sortisce un effetto solo su quanti si
realtà, essi erano molto malati spiri- riconoscono peccatori. Gesù non può
tualmente e disperatamente bisognosi guarire chi è orgoglioso, presuntuoso
di guarire). I pubblicani e i peccatori, e impenitente come i farisei.

54
MATTEO 9:20

J. Il digiuno La vita e la libertà del vangelo rovinano


(9:14-17) gli “otri” del ritualismo.
9:14 In quel tempo, Giovanni il battista L’avvento dell’era cristiana avrebbe
era probabilmente in prigione. I suoi inevitabilmente provocato tensioni.
discepoli si avvicinarono a Gesù e gli La gioia di Cristo non poteva più essere
esposero un loro dilemma: essi digiu- contenuta nei rituali e nei formalismi
navano spesso, laddove i discepoli di dell’A.T. Ci voleva un ordine di cose
Gesù, invece, non digiunavano. Come completamente nuovo.
mai?
Così il Re mette in guardia i suoi di-
9:15 Il Signore rispose con un esem-
scepoli contro la mescolanza di cose
pio. Egli era lo sposo e i suoi discepoli
vecchie… e di cose nuove… E tuttavia,
erano gli amici dello sposo. Finché Ge- nel cristianesimo è successo proprio
sù era con loro, essi non avevano moti- questo: il giudaismo è stato rappez-
vo di digiunare in segno di cordoglio. zato e riadattato ovunque nelle chie-
Ma egli sarebbe stato loro tolto, e allora se e il vecchio vestito è stato chiama-
avrebbero digiunato. Fu loro tolto. Con to “cristianesimo”. Il risultato è uno
la morte, la sepoltura e l’ascensione, sconcertante miscuglio che non è né
fisicamente non sarebbe più stato con giudaismo né cristianesimo, bensì un
i suoi discepoli. È vero che con queste insieme di rituali e opere morte che si
parole Gesù non ordina il digiuno, ma sostituisce alla fede nel Dio vivente. Il
certamente lo approva, come eserci- vino nuovo della salvezza gratuita è
zio spirituale appropriato a coloro che stato messo negli otri vecchi del lega-
aspettano il ritorno dello Sposo. lismo, e con quale risultato? Ebbene,
9:16 La questione sollevata dai disce- gli otri sono scoppiati e sono andati
poli di Giovanni indusse inoltre Gesù a perduti, il vino si è riversato fuori e la
mettere in evidenza che Giovanni ave- maggior parte del prezioso liquido che
va segnato la fine di un ordine di cose, dà la vita è andata persa. La legge ha
annunciando la nuova era della grazia: perso il suo terrore perché è mescolata
i diversi principi su cui si basano le due con la grazia, e la grazia ha perso la sua
rivelazioni non si possono mescola- bellezza e la sua natura perché è me-
scolata con le opere della legge.(13)
re. Qualsiasi tentativo di mescolare la
legge e la grazia equivarrebbe a met-
tere un pezzo di stoffa nuova sopra un K. Il potere di guarire gli incurabili
vestito vecchio. Quando sono lavati e di risuscitare i morti (9:18-26)
insieme, la stoffa nuova si restringe e si 9:18-19 Il discorso di Gesù sulla tran-
stacca dal vestito vecchio e il danno è sizione a un ordine nuovo fu interrotto
peggiore di prima. Giustamente, Gae- dall’arrivo di uno dei capi della sina-
belein osserva in proposito: goga, la cui figlia era appena morta.
Costui si inchinò davanti al Signore e
Un cristianesimo giudaico, che pro-
lo pregò di seguirlo a casa e richiamar-
fessi la grazia e il vangelo, ma cerchi
di attenersi alla legge promuovendo
la in vita. Era straordinario che questo
la giustificazione mediante la legge, personaggio cercasse aiuto da Gesù,
agli occhi di Dio è un abominio più giacché la maggior parte dei capi giu-
grande di ciò di cui si macchiò Israe- dei avrebbe temuto, per un tale com-
le in passato allorché, pur professan- portamento, il disprezzo e le ingiurie
do Dio, adorava gli idoli. (12) degli altri capi. Gesù onorò la fede di
costui avviandosi con i discepoli verso
9:17 Tale mistura sarebbe stata para- la sua abitazione.
gonabile al vino nuovo in otri vecchi. La 9:20 Un’altra interruzione! Questa
pressione causata dalla fermentazione volta si trattava di una donna che sof-
del vino nuovo avrebbe fatto scoppiare friva di un’emorragia da dodici anni.
gli otri vecchi, ormai privi di elasticità. Gesù non era mai irritato da interru-

55
MATTEO 9:21-22

zioni del genere, era sempre calmo, di- fondo discernimento delle cose spiritua-
sponibile e accessibile. li. Chiamando Gesù Figlio di Davide, lo
9:21-22 Dalla scienza medica quella riconobbero come il Messia tanto atteso
donna non aveva tratto alcun giovamen- e come legittimo Re d’Israele. Essi sape-
to: le sue condizioni, anzi, erano addirit- vano che, tra le credenziali del Messia, vi
tura peggiorate (vd. Mr 5:26). Quando sarebbe stata la facoltà di ridare la vista
incontrò Gesù (o, piuttosto, lo scorse, cir- ai ciechi (vd. Is 35:5). Quando Gesù sag-
condato com’era dalla folla) ella era ormai giò la loro fede, domandando loro se lo
allo stremo delle forze. Confidando che credessero in grado di far questo (ossia
egli sarebbe stato in grado di guarirla e ridar loro la vista), costoro risposero
disposto a farlo, si fece largo tra la folla e senza esitazione: Sì, Signore.
gli toccò il lembo della veste. Una fede ve- 9:29-30 Allora il grande Taumatur-
ra non sfugge mai all’attenzione di Gesù. go toccò loro gli occhi, assicurando
Egli si volse, la dichiarò guarita e la don- loro che, poiché avevano creduto, essi
na, che era stata malata per dodici anni, avrebbero visto. Immediatamente i lo-
recuperò istantaneamente la salute. ro occhi furono guariti.
9:23-24 Ora il racconto torna al capo L’uomo dice: “Vedere per credere”. Dio
della sinagoga, la cui figlia era morta. dice: “Credere per vedere”. Gesù disse
Quando Gesù giunse alla casa, le prefi- a Marta: “Non ti ho detto che se credi,
che stavano già piangendo, facendo gran vedrai la gloria di Dio?” (Gv 11:40). L’au-
mostra di quello che qualcuno ebbe a tore della Lettera agli Ebrei osservò: “Per
definire “dolore artificiale”. Gesù ordinò fede comprendiamo...” (11:3). L’apostolo
a tutti i visitatori di lasciare la stanza, Giovanni scrisse: “Vi ho scritto queste
annunciando allo stesso tempo che la cose perché sappiate… voi che credete...”
bambina non era morta, ma dormiva. (1 Gv 5:13). Dio non gradisce la fede che,
Molti studiosi ritengono che qui il Signo- prima di credere, chiede un miracolo.
re abbia usato il termine dormire in senso Egli desidera che crediamo in lui sempli-
figurato, intendendo però la morte. Altri, cemente perché è Dio.
invece, sono del parere che la bambina Perché Gesù impose agli uomini gua-
fosse in coma. Con tale interpretazione riti un severo divieto di parlarne con
non si nega che Gesù sarebbe stato in alcuno? Nel commento a 8:4 abbiamo
grado di risuscitarla, ma si intende evi- suggerito che probabilmente voleva evi-
denziare che Gesù era troppo onesto tare la nascita di un movimento politico
per arrogarsi il merito di aver risuscitato che propugnasse il suo prematuro inse-
una morta, quando, in realtà, costei non diamento sul trono. I Giudei non si erano
lo era affatto. Sir Robert Anderson, per ancora pentiti ed egli non poteva regna-
esempio, nutriva tale convinzione e fece re su di loro se, prima, non fossero nati di
notare che il padre e tutti gli altri pre- nuovo. Oltre a ciò, una sommossa a fa-
senti dissero che la bambina era morta, vore di Gesù avrebbe provocato terribili
mentre Gesù disse che non lo era. rappresaglie contro i Giudei da parte del
9:25-26 Comunque sia, il Signore pre- governo romano. Infine, il Signore Gesù
se la bambina per la mano e il miracolo doveva salire sulla croce prima di poter
si compì: ella si alzò. In breve tempo la regnare come Re. Tutto ciò che ostaco-
notizia del prodigio si diffuse ovunque. lava il suo cammino verso il Golgota era
contrario al piano prestabilito da Dio.
L. Il potere di donare la vista 9:31 Sopraffatti dal sentimento di ri-
(9:27-31) conoscenza per aver ottenuto la vista, i
9:27-28 Mentre Gesù partiva di là, vale a due uomini sparsero la fama della loro
dire dall’abitazione del capo della sina- guarigione miracolosa. Forse siamo ten-
goga, due ciechi lo seguirono e lo prega- tati di approvare, e perfino ammirare, la
rono di ridar loro la vista. Benché privi loro testimonianza esuberante; ma la ve-
della vista naturale, essi avevano un pro- rità è che essi furono assai disubbidienti

56
MATTEO 9:38

e, inevitabilmente, arrecarono a Gesù regno, ossia annunciando di essere il Re


più danno che vantaggio, determinando d’Israele: di fatto, egli avrebbe regnato
nelle folle una curiosità superficiale an- se i Giudei si fossero ravveduti e lo aves-
ziché un interesse suscitato dallo Spirito. sero accolto. In quel tempo, il regno fu
Neppure la gratitudine è una scusa vali- sinceramente offerto a Israele. Che cosa
da per la disubbidienza. sarebbe successo se Israele avesse ac-
cettato? La Bibbia non risponde a questa
M. Il potere di ridare la parola domanda. Sappiamo che Cristo doveva,
(9:32-34) in ogni caso, morire per provvedere una
9:32 Prima Gesù diede la vita a una base conforme a giustizia sulla quale
bambina morta, poi diede la vista ai due Dio avrebbe giustificato i peccatori di
ciechi e ora dà la parola a un muto. Pare tutti i tempi.
esservi una progressione spirituale, in Cristo insegnava e predicava e in-
questi miracoli: dapprima la vita, quindi tanto guariva ogni sorta di malattia.
la vista (ossia la comprensione) e, infine, I miracoli caratterizzarono la prima
la parola (ossia, la testimonianza). venuta del Messia in umiliazione e
A causa di uno spirito malvagio, misericordia; allo stesso modo segne-
quest’uomo era diventato muto. Qual- ranno la sua seconda venuta, “con gran
cuno ne ebbe compassione e lo con- potenza e gloria” (24:30; cfr. Eb 6:5: “le
dusse a Gesù. Dio benedica tutti quegli potenze del mondo futuro”).
sconosciuti che si fanno suoi strumenti 9:36 Contemplando le folle d’Israe-
nel condurre altri a Cristo! le, tormentate e smarrite, Gesù ne
9:33 Appena scacciato… il demonio, ebbe compassione e le definì pecore
il muto parlò. Presumiamo che costui si senza pastore. Oh, se potessimo cono-
avvalse della sua nuova facoltà di parola scere meglio questo suo intenso desi-
per adorare e testimoniare di colui che derio di offrire benessere spirituale ai
l’aveva guarito così misericordiosamen- perduti e ai morenti! Abbiamo bisogno
te. La gente riconobbe che Israele era di pregare costantemente:
testimone di miracoli senza precedenti. Che io possa vedere le folle,
9:34 Ma i farisei dicevano che Ge- come le vide il mio Salvatore,
sù scacciava i demòni con l’aiuto del Finché i miei occhi
principe dei demòni. Ed è proprio que- si annebbino di lacrime;
sta l’affermazione che Gesù, più tardi, Che io possa aver compassione
avrebbe definito il peccato imperdonabile per le pecore smarrite,
(vd. 12:32). Attribuire al potere di Satana E amarle per amore di Lui.
i miracoli che Gesù operava mediante lo
Spirito Santo era una bestemmia contro 9:37 C’era una gran mèsse spirituale
lo stesso Spirito Santo. Laddove alcuni da raccogliere, ma pochi erano gli ope-
furono benedetti e sanati dal tocco di rai. Il problema esiste tuttora; c’è sem-
Cristo, i farisei rimanevano spiritual- pre più bisogno di manodopera.
mente morti, ciechi e muti. 9:38 Il Signore Gesù invitò i discepo-
li a chiedere al Signore della mèsse che
VI. GLI APOSTOLI DEL RE-MESSIA mandi degli operai nella sua mèsse.
SONO MANDATI A ISRAELE Notiamo che il bisogno non costituisce
(9:35−10:42) una chiamata. Gli operai non devono
andare finché non sono mandati.
A. Mancano operai per la mèsse
(9:35-38) Cristo, il Figlio di Dio, ha mandato me
9:35 Con questo versetto inizia il rac- Nei paesi della mezzanotte;
conto del terzo viaggio di Gesù in Spetta a me il grande mandato
Galilea. Gesù attraversava le città e i Delle mani forate.
villaggi, predicando la buona notizia del – Frances Bevan

57
MATTEO 10:1

Gesù non specificò che fosse il Si- 6. Bartolomeo. Si tratta presumibil-


gnore della mèsse. Alcuni ritengono mente di Natanaele, l’Israelita in cui
che si tratti dello Spirito Santo. In 10:5 Gesù non trovò frode (vd. Gv 1:47);
è lo stesso Gesù che manda i discepoli, 7. Tommaso, detto anche Didimo,
così è chiaro che egli è colui al quale che significa “gemello”. È comu-
dobbiamo rivolgere le nostre preghie- nemente conosciuto come “Tom-
re per l’evangelizzazione del mondo. maso, l’incredulo”, ma i suoi dubbi
si dissolsero in una meravigliosa
B. La chiamata dei dodici discepoli confessione di fede in Cristo (vd. Gv
(10:1-4) 20:28);
10:1 Nell’ultimo versetto del cap. 9, il 8. Matteo. L’ex pubblicano che scrisse
Signore esortava i suoi discepoli a pre- questo Vangelo;
gare perché vi fossero più operai per la 9. Giacomo d’Alfeo. Di costui si sa po-
mèsse. Per presentare questa richiesta chissimo;
con sincerità, i credenti devono essere 10. Lebbeo, soprannominato Taddeo
disposti ad andare di persona. (ND). Altresì conosciuto come Giu-
Qui vediamo il Signore che chiama da, figlio di Giacomo (vd. Lu 6:16).
i suoi dodici discepoli. Li aveva scelti Le uniche sue parole riportate nella
già prima, ma adesso li chiama a una Bibbia si trovano in Gv 14:22;
particolare missione di evangelizza- 11. Simone il Cananeo, cui Luca at-
zione in mezzo al popolo d’Israele. In- tribuisce l’appellativo di “Zelota”
sieme alla chiamata, essi ricevettero il (vd. 6:15);
potere di scacciare gli spiriti immon- 12. Giuda l’Iscariota, colui che tradì il
di e di guarire qualsiasi infermità. In Signore.
questo possiamo vedere l’unicità di I discepoli, in quel periodo, erano pre-
Gesù. In passato, anche altri uomini sumibilmente poco più che ventenni. Di
avevano compiuto miracoli, ma nes- diversa estrazione sociale e, verosimil-
suno aveva mai conferito questo pote- mente, di medie capacità, essi devono
re ad altri. la loro vera grandezza al fatto di aver ab-
10:2-4 I dodici apostoli erano: bracciato l’insegnamento di Gesù.
1. Simone detto Pietro. Uomo impul-
sivo, generoso e devoto, era la guida C. La missione in Israele
perfetta; (10:5-33)
2. Andrea suo fratello. Fu presentato a 10:5-6 Nella restante sezione del ca-
Gesù da Giovanni il battista (vd. Gv pitolo, troviamo le istruzioni di Gesù
1:36, 40); a sua volta portò a lui il fra- per uno speciale viaggio di predica-
tello Pietro. Da allora in avanti si im- zione alla casa d’Israele. Non dobbia-
pegnò a portare altri a Gesù; mo confondere questo viaggio con la
3. Giacomo di Zebedeo, che più tardi missione dei settanta (vd. Lu 10:1) o
fu assassinato da Erode (vd. At 12:2), con il grande mandato (vd. Mt 28:19-
il primo dei dodici a morire come 20). L’incarico descritto qui era tem-
martire; poraneo e aveva lo scopo specifico di
4. Giovanni suo fratello. Anch’egli fi- annunciare che il regno dei cieli era vi-
glio di Zebedeo, era “il discepolo cino. Taluni principi qui espressi han-
che Gesù amava”. Dobbiamo a lui il no valore permanente per il popolo di
quarto Vangelo, tre lettere e il libro Dio di tutti i tempi; successivamente,
dell’Apocalisse; il Signore Gesù ne revocò alcuni, a di-
5. Filippo. Da non confondersi con mostrazione che si trattava di precetti
l’evangelizzatore Filippo menzio- temporanei (vd. Lu 22:35-36).
nato nel libro degli Atti. Originario In primo luogo, Gesù definì l’itinera-
della città di Betsaida, condusse Na- rio. Non dovevano andare tra i pagani
tanaele a Gesù; né dai Samaritani, un popolo di mez-

58
MATTEO 10:18

zosangue che i Giudei avversavano. In 10:12-14 Se una casa li avesse accol-


quel momento, il loro ministero sareb- ti, i discepoli avrebbero dovuto saluta-
be stato circoscritto alle pecore perdu- re e benedire la famiglia con cortesia e
te della casa d’Israele. gratitudine per l’ospitalità offerta. Se,
10:7 Il messaggio era la proclamazio- invece, la casa avesse rifiutato di ospi-
ne che il regno dei cieli era vicino. Se tare i messaggeri del Signore, essi non
Israele lo avesse respinto, nessuna scu- erano più obbligati a invocare la pace
sa sarebbe stata accettata, giacché tale (ossia la benedizione) di Dio su quella
annuncio ufficiale era destinato esclu- casa e su quella famiglia. In tale even-
sivamente a loro. Il regno era in mezzo a tualità, inoltre, essi avrebbero dimo-
loro nella persona del Re e Israele dove- strato la riprovazione di Dio scotendo
va decidere se accettarlo o respingerlo. la polvere dai loro piedi. Rifiutare i
10:8 I discepoli ricevettero creden- discepoli di Cristo, infatti, equivale a
ziali a conferma dell’autenticità del loro rifiutare Cristo stesso.
messaggio. Essi ricevettero la facoltà 10:15 Gesù annunciò che un tale ri-
di guarire gli ammalati, risuscitare i fiuto, nel giorno del giudizio, provoche-
morti,(14) purificare i lebbrosi e scaccia- rà una punizione più severa di quella
re i demòni. I Giudei chiedevano mira- subita dalle perverse città di Sodoma e
coli (vd. 1 Co 1:22) perciò Dio, nella sua di Gomorra. Ciò dimostra che, nell’in-
misericordia, acconsentì a concederli. ferno, ci saranno diversi gradi di casti-
In quanto al compenso, i rappresen- go: come si spiegherebbe, altrimenti, il
tanti del Signore non dovevano chie- fatto che, per alcuni la punizione sarà
dere nulla in cambio dei loro servizi. più tollerabile che per altri?
Avevano ricevuto le benedizioni gra- 10:16 In questo versetto, Gesù spie-
tuitamente e altrettanto gratuitamente gò ai discepoli come comportarsi di
dovevano darle. fronte alla persecuzione. Essi sarebbero
10:9-10 Non dovevano fare scorte stati come pecore in mezzo ai lupi, cir-
per il viaggio. Dopo tutto, erano Isra- condati da uomini malvagi, disposti a
eliti che predicavano al loro popolo e distruggerli. I discepoli avrebbero do-
il principio che l’operaio è degno del vuto, pertanto, essere prudenti come
suo nutrimento era comunemente ac- i serpenti, evitando di arrecare inutili
cettato dai Giudei. Perciò non sarebbe offese o di essere coinvolti in situazio-
stato necessario portare con sé oro… ni compromettenti. Dovevano essere
argento… rame… sacca per il cibo, due semplici come le colombe, protetti
tuniche… calzari o bastone. Probabil- dall’armatura di un carattere giusto e
mente questa indicazione significa né di una fede sincera.
calzari né bastone supplementari; se 10:17 I discepoli si sarebbero dovuti
avevano già un bastone, potevano por- guardare dai Giudei increduli, i quali li
tarlo con sé (vd. Mr 6:8). L’idea espres- avrebbero condotti a forza davanti ai tri-
sa qui è che si sarebbe provveduto alle bunali e li avrebbero flagellati nelle loro
loro necessità di giorno in giorno. sinagoghe. Gli attacchi sarebbero prove-
10:11 In che modo avrebbero dovuto nuti dal fronte sia civile sia religioso.
procurarsi un alloggio? Una volta entrati 10:18 I discepoli sarebbero stati trasci-
in una città, dovevano informarsi se c’era nati davanti a governatori e re per amo-
qualcuno degno di ospitarli, qualcuno re di Cristo. Ma la causa di Dio avrebbe
che li avrebbe ricevuti come discepoli trionfato sul male degli uomini. “Il cuore
del Signore e che avrebbe accettato il lo- dell’uomo medita la sua via, ma il Signo-
ro messaggio. Dopo essersi presentati al re dirige i suoi passi” (Pr 16:9). Nell’ora
loro ospite, essi si sarebbero trattenuti dell’apparente sconfitta, i discepoli
presso di lui fintantoché fossero rimasti avrebbero avuto il privilegio incompara-
in città; non sarebbero andati alla ricerca bile di poter testimoniare davanti ai go-
di una sistemazione più confortevole. vernatori e ai pagani. Dio avrebbe fatto

59
MATTEO 10:19-20

in modo che tutte le cose cooperassero 10:22-23 I discepoli sarebbero stati


al loro bene. I cristiani avrebbero dovu- odiati da tutti (non da tutti gli indivi-
to soffrire molto per mano delle autorità dui senza eccezione, bensì da tutte le
civili, eppure “nessun’altra dottrina si culture, nazionalità, classi ecc.). Ma
sarebbe rivelata altrettanto utile per le chi avrà perseverato sino alla fine sarà
autorità al potere”. salvato. Estrapolando tale affermazio-
10:19-20 Non dovevano preoccupar- ne dal suo giusto contesto, si potrebbe
si di cosa dire al processo. Al momento essere indotti a pensare che la salvezza
opportuno, lo Spirito di Dio avrebbe si ottiene mediante la perseveranza.
dato loro la saggezza necessaria per ri- Ora, noi sappiamo bene che non è co-
spondere in modo da glorificare Cristo sì, giacché tutta la Scrittura presenta
e confondere e prevenire gli accusatori. la salvezza come un dono della grazia
Nell’interpretazione del v. 19, occorre di Dio mediante la fede (vd. Ef 2:8-9). E
evitare due estremi: 1° l’ingenua convin- nemmeno può significare che quanti
zione che un credente non abbia biso- rimarranno fedeli a Cristo saranno sal-
gno di prepararsi il discorso in anticipo; vati dalla morte fisica, giacché il ver-
2° l’idea che questo consiglio non abbia setto precedente predice la morte dei
alcun significato per noi, oggi. È giusto e discepoli fedeli.
desiderabile che il predicatore aspetti in La spiegazione più semplice di que-
preghiera che il Signore gli dia la parola ste parole di Gesù è che la perseveran-
appropriata a una precisa situazione. Ma za è il marchio di autenticità di ogni
è altrettanto vero che, in momenti di cri- vero credente. Coloro che, in tempo di
si, tutti i credenti possono ricorrere alla persecuzione, resisteranno fino alla
promessa di Dio di dare loro la sapienza fine, dimostreranno con la loro per-
necessaria per parlare con l’illuminazio- severanza di essere dei veri credenti.
ne divina. Così diventeranno i portavoce Troviamo la medesima affermazione
dello Spirito del Padre loro. a proposito del residuo fedele di Giudei
10:21 Gesù avvertì i suoi discepoli che durante la tribolazione (24:13): costoro
avrebbero dovuto affrontare perfidie e si rifiuteranno di tradire il Signore Ge-
tradimenti. Il fratello avrebbe accusato il sù e dimostreranno, con la loro perse-
fratello. Il padre avrebbe tradito il figlio. veranza, di essere dei veri discepoli.
I figli sarebbero stati infedeli ai genitori Nei brani biblici riguardanti il futuro,
e questi sarebbero stati messi a morte. lo Spirito di Dio passa sovente dal futuro
J.C. Macaulay ha chiarito bene que- immediato a un futuro remoto. Una pro-
sto concetto: fezia può avere un significato parziale e
immediato, ma anche un adempimento
Siamo in buona compagnia a dover completo e più lontano. Per esempio,
sopportare l’odio del mondo. Il servo le due venute di Cristo possono essere
non può aspettarsi di ricevere dal-
citate in un unico brano senza alcuna
la mano del nemico un trattamento
spiegazione (vd. Is 52:14-15; Mi 5:2-4).
migliore di quello che ha ricevuto il
Signore stesso. Se il mondo non ebbe
Nei vv. 22-23, il Signore Gesù esprime
da offrire a Gesù nulla di meglio di questo tipo di progressione profetica.
una croce, non avrà un cocchio reale Prima avverte i dodici discepoli delle
per i suoi seguaci: se per lui c’erano sofferenze che dovranno sopportare
soltanto spine, non ci saranno ghir- per causa sua; poi pare prenderli come
lande di fiori per noi… Stiamo solo esempio dei Giudei a lui fedeli durante
attenti che l’odio del mondo per noi la grande tribolazione, passando dalle
sia veramente “a causa del nome di tribolazioni dei primi cristiani a quelle
Cristo” e non a causa di qualcosa di che i credenti subiranno prima del suo
spregevole in noi e indegno del Si- ritorno.
gnore misericordioso che noi rap- La prima parte del v. 23 potrebbe far
presentiamo. (15) riferimento ai dodici discepoli: quando

60
MATTEO 10:28

vi perseguiteranno in una città, fuggite loro perplessità, rispose ricordando lo-


in un’altra. Essi non avevano l’obbligo ro la natura del rapporto che essi han-
di rimanere sotto la tirannia dei loro no stretto con lui. Essi erano i discepoli
nemici laddove esistesse una via di fuga ed egli era il Maestro. Essi erano i servi
onorevole. “Non è sbagliato fuggire dal ed egli il loro Signore. Essi erano abi-
pericolo; sbagliato è fuggire dal dovere”. tanti della casa ed egli era il Padrone di
La seconda parte del v. 23 ci porta casa. Essere discepoli significa seguire
ai giorni che precederanno la venuta il maestro, non essere superiori a lui.
di Cristo Re: non avrete finito di per- Il servo non deve aspettarsi di esse-
correre le città d’Israele, prima che il re trattato meglio del padrone. Se gli
Figlio dell’uomo sia venuto. Questa uomini accusano il padrone di essere
affermazione non può far riferimento Belzebù (lett.: “signore delle mosche”,
alla missione dei dodici, poiché il Fi- una divinità di Ecron, il cui nome, per
glio dell’uomo era già venuto. Alcuni i Giudei, era sinonimo di Satana), co-
commentatori biblici la interpretano priranno di insulti ben peggiori quelli
come un accenno alla distruzione di di casa sua. Essere discepoli significa
Gerusalemme nel 70 d.C. Ma è difficile anche condividere il rifiuto subito dal
spiegare come si possa definire questa Signore stesso.
tragedia la “venuta del Figlio dell’uo- 10:26-27 Il Signore rivolse ai suoi
mo”. Questo sembra essere, molto più seguaci un triplice invito a non temere
verosimilmente, un riferimento al suo (vv. 26, 28, 31). In primo luogo, essi non
ritorno. Durante la grande tribolazio- dovevano temere la vittoria apparente
ne, i Giudei fedeli a Cristo continue- dei loro nemici; in un giorno futuro, la
ranno a diffondere il vangelo del regno, causa di Cristo innegabilmente pre-
tra persecuzioni e oppressioni. Prima varrà. Finora il vangelo si era mante-
che essi abbiano raggiunto tutte le città nuto parzialmente nascosto e il suo
d’Israele, il Signore Gesù ritornerà per insegnamento era, in una certa misura,
giudicare i suoi nemici e per instaurare occulto. Ma fra breve i discepoli avreb-
il suo regno. bero dovuto annunciare con coraggio
Si potrebbe pensare che ci sia una il messaggio cristiano che, fino a quel
contraddizione tra il v. 23 e Matteo momento, avevano ascoltato solo pri-
24:14. Qui leggiamo che non tutte le vatamente.
città d’Israele saranno raggiunte pri- 10:28 In secondo luogo, i discepo-
ma che il Figlio dell’uomo sia venuto, li non dovevano temere l’ira crudele
laddove in 24:14 afferma che “il van- degli uomini. Il peggio che gli uomini
gelo del regno sarà predicato in tutto possano fare è uccidere il corpo. Ma
il mondo” prima del suo ritorno. Tale la morte fisica non è la tragedia più
contraddizione è soltanto apparente. grande, per un credente. Morire signi-
Il vangelo sarà predicato a tutte le na- fica essere con Cristo e, quindi, è una
zioni, anche se non necessariamente condizione migliore. Significa essere
a ogni individuo. Questo messaggio, liberi da peccato, afflizione, malattia,
però, incontrerà una dura opposizio- sofferenza e morte e segna il passaggio
ne e, in Israele, i messaggeri saranno nella gloria eterna. Perciò, il peggio che
aspramente perseguitati e ostacolati. gli uomini possano fare è, in realtà, la
Perciò non tutte le città d’Israele saran- cosa migliore che possa succedere a un
no raggiunte. figlio di Dio.
10:24-25 I discepoli del Signore si sa- I discepoli non dovevano temere gli
ranno spesso chiesti perché dovessero uomini, ma dovevano confessare reve-
sopportare un trattamento così ostile. renziale timore nei confronti di colui
Se Gesù era il Messia, perché i suoi se- che può far perire l’anima e il corpo
guaci dovevano soffrire invece di re- nella geenna. Questa è la perdita più
gnare? Nei vv. 24-25, Gesù, avvertita la grande: la separazione eterna da Dio,

61
MATTEO 10:29

da Cristo e da qualsiasi speranza. La rinnegamento temporaneo, estorto


morte spirituale è una perdita che non sotto pressione (come quello di Pietro),
si può misurare e un destino che va ma a un rinnegamento persistente e
evitato a ogni costo. definitivo.
Le parole di Gesù, nel v. 28, ci ricor-
dano un uomo di Dio, John Knox, nel D. Non pace, ma spada
cui epitaffio è scritto: “Qui giace un (10:34-39)
uomo che temeva Dio tanto da non te- 10:34 Le parole del Signore vanno in-
mere l’uomo”. terpretate come un’immagine retorica,
10:29 In mezzo alle prove più dure, i in cui le conseguenze visibili della sua
discepoli potevano confidare nella pro- venuta sono presentate come lo scopo
tezione di Dio. Il Signore Gesù lo spiega apparente per cui Egli venne sulla terra.
parlando dei passeri, che si trovano Egli dice di non essere venuto a metter
ovunque. Due di questi insignificanti pace, ma spada. In realtà, Gesù è venu-
uccelletti si vendono per un soldo. Ep- to per mettere pace (vd. Ef 2:14-17); egli
pure non ne muore uno solo… senza il è venuto perché il mondo sia salvato per
volere del Padre, vale a dire a sua insa- mezzo di lui (vd. Gv 3:17), tuttavia il suo
puta, o in sua assenza. “Dio è presente avvento è stato accolto “con la spada”,
perfino al funerale di un passero” (H.A. ossia con avversione e ostilità.
Ironside). 10:35-37 Qui, invece, Gesù spiega
10:30-31 Lo stesso Dio che si interes- che, quando qualcuno diventerà suo
sa personalmente a un passerotto tiene seguace, i famigliari gli si opporranno.
il conto dei capelli del… capo di ognu- Il figlio incredulo si opporrà al padre
no dei suoi figli. Una ciocca di capelli convertito, la figlia non salvata alla ma-
ha decisamente meno valore di un pas- dre credente, la nuora non rigenerata
sero. Ciò dimostra che il popolo di Dio, odierà la suocera nata di nuovo. Spes-
ai suoi occhi, vale più di molti passeri. so è necessario scegliere fra Cristo e la
Dunque, perché temere? famiglia. Nessun legame naturale deve
10:32 Dopo tutte queste conside- distogliere il discepolo dalla sua fedeltà
razioni, non è dunque più che ragio- verso il Signore. Il Salvatore deve venire
nevole che i discepoli riconoscano prima del padre, della madre, del figlio
Cristo senza timore davanti agli uo- o della figlia. I costi del discepolato so-
mini? Qualsiasi vergogna o critica deb- no i conflitti, la discordia e l’allontana-
bano sopportare, sarà ricompensata mento dalla propria famiglia. L’ostilità
abbondantemente in cielo, quando il da parte dei familiari è spesso più fero-
Signore Gesù li riconoscerà davanti al ce di quella che si affronta altrove.
Padre suo. Accettare Cristo significa 10:38 Ma c’è qualcosa che, ancor più
impegnarsi per lui e servirlo come pro- della famiglia, può defraudare Cristo
prio Signore e Salvatore, riconoscen- del suo posto legittimo: è l’amore per
dolo come tale con la propria vita e le la propria vita. Perciò Gesù aggiunse:
proprie parole. Per la maggior parte dei Chi non prende la sua croce e non vie-
dodici apostoli, tale confessione del Si- ne dietro a me, non è degno di me. La
gnore comportò il martirio. croce è, naturalmente, uno strumento
10:33 Chi rinnega Cristo sulla terra di morte. Prendere la croce e seguire
sarà ripagato con il rinnegamento da- Cristo significa abbandonarsi a lui al
vanti a Dio nei cieli. Rinnegare Cristo punto che neppure la morte è conside-
significa rifiutare di riconoscere i suoi rata come un prezzo troppo alto da pa-
diritti sulla nostra vita. Coloro che, gare. Non a tutti i discepoli è chiesto di
con la propria vita, affermano: “Non ti sacrificare la propria vita per il Signore,
ho mai conosciuto”, un giorno si sen- ma tutti sono invitati a stimarlo così
tiranno dire da Gesù: “Non ti ho mai tanto da non ritenere la propria vita al-
conosciuto”. Il Signore non allude a un trettanto preziosa.

62
MATTEO 11:1

10:39 L’amore per Cristo deve impor- aiutiamo a parlare per Dio e lo inco-
si sull’istinto di sopravvivenza. Chi avrà raggiamo, saremo partecipi del suo
trovato la sua vita la perderà; e chi avrà premio. Ma se gli mettiamo i bastoni
perduto la sua vita per causa mia, la tra le ruote o gli rendiamo difficile il
troverà. La tentazione, infatti, consiste servizio, perderemo il nostro premio.
nell’essere attaccati alla vita, cercando È bello aiutare un uomo che cerca di
di evitare i dolori e le perdite di una vi- fare del bene. Non dobbiamo guarda-
ta d’impegno totale. Ma lo spreco più re i suoi vestiti, il suo atteggiamento,
grande che si possa fare è vivere per il suo modo di fare o la sua voce, ma
gratificare se stessi. Il modo migliore dobbiamo guardare oltre queste cose
e domandarci: “È questo un messag-
di vivere la propria vita è donarla per il
gio di Dio per me? È quest’uomo un
servizio di Cristo. Chi avrà perduto la
profeta di Dio per l’anima mia?”. Se
sua vita sacrificandosi per lui, la troverà lo è, riceviamolo, esaltiamo la sua
nella sua vera pienezza. parola e la sua opera e condividiamo
la sua ricompensa. (16)
E. Un bicchiere d’acqua fresca
(10:40-42) Chi riceve un giusto perché è giusto,
10:40 Non tutti avrebbero rifiutato il riceverà premio di giusto. Quelli che
messaggio dei discepoli. Alcuni li avreb- giudicano gli altri in base alla bellezza
bero riconosciuti come ambasciatori o alla ricchezza non capiscono che le
del Messia e avrebbero riservato loro vere doti morali, spesso, si nascondono
un’amabile accoglienza. I discepoli non sotto un’apparenza assai modesta. Il
sarebbero stati in grado di ricompen- modo in cui un individuo tratta il più
sare tale gentilezza, ma non avrebbero semplice dei discepoli è il modo in cui
dovuto crucciarsi di questo: qualsiasi tratta il Signore stesso.
cosa fatta per loro, infatti, sarebbe sta- 10:42 Nessun favore reso a un di-
ta considerata come fatta per il Signore scepolo di Gesù passerà inosservato.
stesso e, quindi, ricompensata. Perfino un solo bicchiere d’acqua fre-
Ricevere un discepolo di Cristo si- sca sarà grandemente ricompensato,
gnifica ricevere Cristo stesso, e ricevere se sarà dato a un discepolo perché è un
lui equivale a ricevere il Padre che lo ha seguace di Gesù.
mandato, poiché l’inviato rappresenta Terminato di impartire le sue istru-
colui che lo ha inviato. Ricevere un am- zioni speciali ai dodici, Gesù li investì
basciatore, che rappresenta il governo di dignità regale. Certo, essi sarebbero
da cui ha ricevuto l’incarico, significa stati osteggiati, rifiutati, arrestati, pro-
intrattenere relazioni diplomatiche vati, imprigionati e forse anche uccisi.
con il suo Paese. Ma non avrebbero mai dovuto dimen-
10:41 Chi riceve un profeta perché è ticare di essere i portavoce del Re: essi
un profeta, riceverà premio di profeta. avevano il glorioso privilegio di parlare
A.T. Pierson osserva in proposito: e agire per suo conto.
I Giudei consideravano il “premio di
VII. CRESCONO L’OPPOSIZIONE
profeta” il riconoscimento più gran-
de perché, laddove i re regnavano in E IL RIFIUTO (capp. 11–12)
nome del Signore e i sacerdoti servi-
vano in nome di Dio, il profeta era A. Giovanni il battista è
inviato dal Signore per istruire en- imprigionato (11:1-19)
trambi, sacerdote e re. Cristo affer- 11:1 Dopo aver inviato i dodici alla ca-
ma che, se riceviamo un profeta nel- sa d’Israele per questa breve e speciale
la sua veste di profeta e lo aiutiamo, missione, Gesù se ne andò di là per in-
riceveremo lo stesso premio che sarà segnare e predicare nelle… città della
dato al profeta. Ricordiamocene, pri- Galilea, dove i discepoli erano vissuti in
ma di criticare un predicatore! Se lo passato.

63
MATTEO 11:2-3

11:2-3 A quel tempo, Giovanni era Non si deve interpretare questa escla-
tenuto prigioniero da Erode. Scorag- mazione come un velato rimprovero a
giato e solo, il battista cominciò a Giovanni il battista. La fede di ciascuno
porsi delle domande. Se Gesù era ve- deve essere, a volte, confermata e forti-
ramente il Messia, perché permette- ficata. Un conto è avere un temporaneo
va che il suo precursore languisse in cedimento della fede, un altro è nutrire
carcere? Come molti grandi uomini continui dubbi sulla vera identità del
di Dio, Giovanni era stato colto da una Signore Gesù. Un singolo episodio non
temporanea mancanza di fede. Perciò rappresenta l’intera storia dell’indivi-
mandò i suoi discepoli a chiedere a duo. Considerando la vita di Giovanni
Gesù se era veramente colui che i pro- nella sua totalità, troviamo il lui un vero
feti avevano preannunciato o se dove- esempio di fedeltà e di perseveranza.
vano continuare ad aspettare l’Unto 11:7-8 Mentre i discepoli di Giovan-
del Signore. ni se ne andavano accompagnati dalle
11:4-5 Gesù rispose ricordando a parole rassicuranti di Gesù, il Signore
Giovanni che egli stava, per l’appunto, si rivolse alla folla con parole di elogio
compiendo le opere miracolose che, per il battista. La stessa folla si era ra-
secondo le profezie, il Messia doveva dunata nel deserto, quando Giovanni
compiere: i ciechi ricuperano la vi- predicava là. Perché? Per vedere una
sta (vd. Is 35:5), gli zoppi camminano canna debole, vacillante, agitata da
(vd. Is 35:6), i lebbrosi sono purifica- qualsiasi vento di opinioni umane?
ti (vd. Is 53:4, cfr. Mt 8:16-17), i sordi Certamente no! Giovanni era un predi-
odono (vd. Is 35:5), i morti risuscitano catore coraggioso, la coscienza perso-
(ciò non era stato profetizzato, pur es- nificata che avrebbe preferito soffrire
sendo un’opera maggiore delle altre). piuttosto che tacere, morire piuttosto
Gesù, inoltre, ricordò a Giovanni che che mentire. Essi erano forse andati
il vangelo era annunciato ai poveri in a vedere un gentiluomo di corte, ben
adempimento alla profezia messianica vestito, che nuotava nell’abbondanza?
di Is 61:1. I capi religiosi umani spesso Certamente no! Giovanni era un sem-
concentrano la propria attenzione sui plice uomo di Dio, la cui vita austera
ricchi e sui nobili; il Messia portò la era un rimprovero alla sfacciata mon-
buona notizia ai poveri. danità del popolo.
11:6 Il Salvatore aggiunse: Beato 11:9 Erano andati per vedere un
colui che non si sarà scandalizzato di profeta ? Sì, Giovanni era un profeta,
me! Pronunciate da chiunque altro, anzi il più grande dei profeti. Con ciò, il
queste parole sarebbero il vanto di un Signore non voleva dire che egli fosse il
perfetto egoista. Sulle labbra di Gesù più grande per personalità, eloquenza
sono l’espressione legittima della sua o forza di persuasione: Giovanni era il
perfezione personale. Invece di com- più grande perché era il precursore del
parire come uno splendido generale, Re-Messia.
il Messia si era presentato nelle vesti 11:10 Eccone una chiara conferma:
di un umile falegname. Benevolenza, Giovanni era l’adempimento della profe-
modestia e umiltà non corrisponde- zia di Ml 3:1, il messaggero che avrebbe
vano all’immagine di un Messia mili- preceduto il Signore e avrebbe prepara-
tante. Gli uomini, guidati dai desideri to il popolo alla venuta del Signore. Altri
della carne, potevano anche mettere uomini avevano profetizzato la venuta
in dubbio la sua rivendicazione del di Cristo, ma Giovanni era stato scelto
regno. Ma la benedizione di Dio si per annunciare il suo arrivo.
sarebbe riversata su coloro che, con 11:11 La dichiarazione che il più
discernimento spirituale, avrebbe- piccolo nel regno dei cieli è più gran-
ro riconosciuto in Gesù di Nazaret il de di lui dimostra che Gesù parlava
Messia preannunciato. del privilegio di Giovanni, non del suo

64
MATTEO 11:18-19

carattere. Chi è il più piccolo nel regno nella profezia, ma altresì nell’annuncio
dei cieli non è necessariamente una dell’adempimento di tutte le profezie
personalità più grande di Giovanni, ma riguardanti la prima venuta di Cristo.
ha un privilegio più grande. Essere cit- 11:14 Malachia aveva profetizzato
tadino del regno è cosa più grande che che, prima della comparsa del Mes-
semplicemente annunciarlo. Il privi- sia, Elia sarebbe stato suo precursore
legio di Giovanni (preparare la via del (vd. Ml 4:5-6). Se gli uomini avessero
Signore) fu grande, ma egli non visse voluto accettare Gesù come Messia,
abbastanza per godere delle benedi- Giovanni avrebbe ricoperto il ruolo di
zioni del regno. Elia. Giovanni non era Elia reincarna-
11:12 Dall’inizio del ministero di to (infatti egli negò di essere Elia in Gv
Giovanni fino alla sua incarcerazione 1:21), bensì precedette Cristo con lo
il regno dei cieli era preso a forza (altra spirito e la potenza di Elia (vd. Lu 1:17).
traduzione possibile: “soffre violen- 11:15 Non tutti apprezzarono Gio-
za”). I farisei e gli scribi lo contrastava- vanni il battista o capirono il significa-
no con forza. Anche il re Erode aveva to profondo del suo ministero. Perciò il
contribuito a combattere il regno, cat- Signore aggiunse: Chi ha orecchi per
turandone il messaggero. udire oda. In altre parole Gesù ammo-
...e i violenti se ne impadroniscono. nì la folla di usare discernimento e non
Questa asserzione si presta a una du- fraintendete il significato di ciò che
plice interpretazione: 1° I nemici fecero aveva udito. Se Giovanni aveva adem-
il possibile per impadronirsi del regno piuto la profezia concernente Elia,
e distruggerlo. Essi respinsero Giovan- Gesù era, dunque, il Messia promesso!
ni: ciò faceva prevedere che avrebbero Accreditando in questo modo Giovan-
respinto il Re e, quindi, il regno stesso. ni il battista, Gesù riconfermò di essere
2° Coloro che erano pronti per la ve- il Cristo di Dio. Accettare l’uno signifi-
nuta del Re reagirono con determina- cava accettare anche l’altro.
zione all’annuncio e si impegnarono 11:16-17 Ma la generazione cui Gesù
con tutte le loro forze per entrarvi. È si rivolgeva non voleva accettare nes-
questo, infatti, il significato di Lu 16:16: suno dei due. I Giudei, che avevano il
“La legge e i profeti sono durati fino a privilegio di vivere al tempo della ve-
Giovanni; da quel tempo è annunzia- nuta del loro Re-Messia, non provarono
ta la buona notizia del regno di Dio, e interesse né per lui né per il suo precur-
ciascuno vi entra a forza”. Qui il regno sore. Per il popolo, entrambi erano un
è descritto come una città assediata, enigma. Gesù li paragonò a dei bam-
circondata da ogni tipo di uomini che bini scontrosi seduti nelle piazze che
premono dall’esterno, cercando di en- si rifiutavano di giocare con gli altri
trare. Una certa veemenza spirituale è bambini: se i loro amichetti si offriva-
necessaria. no di suonare il flauto per farli ballare,
A prescindere dal significato che si questi non ballavano, se proponevano
sceglie di attribuire a tale affermazio- di giocare “al funerale”, questi si rifiu-
ne, il concetto comune è che la pre- tavano di unirsi al gioco.
dicazione di Giovanni provocò una 11:18-19 Giovanni era venuto come
violenta reazione con conseguenze di un asceta, e i Giudei lo accusarono
enorme portata. di avere un demonio. Al contrario, il
11:13 Poiché tutti i profeti e la legge Figlio dell’uomo mangiava e beveva
hanno profetizzato fino a Giovanni. normalmente. Se l’ascetismo di Gio-
Tutta la Scrittura, dal libro della Genesi vanni li aveva fatti sentire a disagio,
fino al libro del profeta Malachia, an- sicuramente le abitudini, più consue-
nuncia l’avvento del Messia. Allorché te, di Gesù sarebbero dovute risultare
Giovanni entrò in scena, il suo ruolo loro più gradite. Invece no! I Giudei lo
speciale non consisteva solamente definivano un mangione… beone…

65
MATTEO 11:20

amico dei pubblicani e dei peccatori. Sidone avranno una sorte migliore di
Ora, è ovvio che Gesù non eccedeva Corazin e Betsaida.
mai né col cibo, né con le bevande: la 11:22 La locuzione nel giorno del
loro accusa era inventata di sana pian- giudizio... sarà più tollerabile sugge-
ta. Effettivamente egli era amico dei risce che vi saranno diversi livelli di
pubblicani e dei peccatori, ma non nel punizione nell’inferno, proprio come
senso che essi intendevano. Gesù di- ci saranno diversi livelli di ricompensa
venne amico dei peccatori per salvarli nel cielo (vd. 1 Co 3:12-15). L’unico pec-
dai loro peccati, ma non condivise né cato che comporta l’inferno è il rifiuto
approvò mai i loro peccati. di sottomettersi a Gesù Cristo (vd. Gv
La sapienza è stata giustificata 3:36b). Ma la misura dei patimenti in-
dalle sue opere. Il Signore Gesù è, na- fernali è determinata dagli onori rifiu-
turalmente, la sapienza personificata tati e dai peccati commessi.
(vd. 1 Co 1:30). Anche se gli increduli lo 11:23-24 Poche città erano state pri-
calunniavano, le sue opere e la vita dei vilegiate come Capernaum, che era di-
suoi gli rendevano giustizia. Anche se ventata la città d’adozione di Gesù dopo
la maggior parte dei Giudei si rifiutava che gli abitanti di Nazaret l’avevano
di riconoscerlo come il Re-Messia, le respinto (vd. 9:1; cfr. Mr 2:1-12); qui egli
sue affermazioni erano completamen- aveva compiuto alcuni dei suoi miracoli
te confermate dai suoi miracoli e dalla più straordinari, dimostrazioni indiscu-
trasformazione spirituale dei suoi fe- tibili della sua messianicità. Se la cor-
deli discepoli. rotta e depravata città di Sodoma fosse
stata altrettanto privilegiata, si sarebbe
B. Gesù rimprovera le città impenitenti ravveduta e sarebbe stata risparmiata.
della Galilea (11:20-24) L’onore di Capernaum era ancora più
11:20 Un grande privilegio comporta grande: i suoi abitanti si sarebbero do-
una grande responsabilità. Nessun’al- vuti ravvedere e avrebbero dovuto rico-
tra città fu mai privilegiata quanto Co- noscere il Signore con gioia.
razin, Betsaida e Capernaum. Il Figlio Ma Capernaum perse la sua occasio-
di Dio incarnato aveva camminato per ne. Il peccato di perversione di Sodoma
i loro vicoli polverosi, aveva predica- era stato grande, ma non vi è peccato
to ai loro abitanti e aveva compiuto la più grande di quello commesso da
maggior parte delle sue opere potenti Capernaum, la quale rigettò il santo
entro le loro mura. Nonostante que- Figlio di Dio. Ecco perché Sodoma, nel
ste prove inconfutabili, esse si erano giorno del giudizio, non sarà punita
ostinatamente rifiutate di ravvedersi. così severamente come Capernaum.
Quindi non c’è da meravigliarsi se il Capernaum, innalzata fino al cielo per
Signore predicesse loro una fine così l’onore toccatole, scenderà, nel giorno
amara. del giudizio, fino all’Ades. Se questo
11:21 Gesù cominciò a rimprove- succederà a Capernaum, cos’altro ac-
rare Corazin e Betsaida . Queste città cadrà ai paesi dove abbondano le Bib-
avevano udito le suppliche misericor- bie, dove il vangelo è diffuso tramite i
diose del loro Dio e Salvatore, eppure più disparati mezzi di comunicazione
l’avevano deliberatamente respinto. e dove pochi, per non dire nessuno,
Citò ad esempio le città di Tiro e Si- potranno accampare scuse?
done, che erano cadute sotto il giudi- Ai giorni del Signore c’erano quattro
zio di Dio a causa della loro idolatria città importanti in Galilea: Corazin,
e della loro malvagità. Nondimeno, Betsaida, Capernaum e Tiberiade. Gesù
se esse avessero avuto il privilegio di pronunciò una condanna contro le pri-
vedere i miracoli di Gesù, si sarebbe- me tre città, ma non contro Tiberiade.
ro umiliate e pentite profondamente. Quale fu il risultato? La distruzione di
Perciò nel giorno del giudizio… Tiro e Corazin e Betsaida fu così assoluta che

66
MATTEO 11:27

oggi si ignora perfino dove sorgesse- per aver stabilito che al rifiuto di alcuni
ro, né si conosce l’esatta ubicazione di seguisse, nondimeno, l’accoglienza
Capernaum. Tiberiade è sopravvissuta di altri. Di fronte a questa sconfinata
fino ai nostri giorni. Questo importan- mancanza di fede, egli trovò consola-
te adempimento di una profezia dimo- zione nel piano e nel disegno sovrano
stra, ancora una volta, l’onniscienza di Dio.
del Salvatore e l’ispirazione divina del- 11:27 Ogni cosa era stata data in
la Bibbia. mano a Cristo dal Padre. Pronunciata
da chiunque altro, questa frase sarebbe
C. La risposta di Gesù al rifiuto stata un’espressione di arroganza; pro-
(11:25-30) nunciata dal Signore Gesù, non era che
11:25-26 Le tre città della Galilea non una semplice constatazione della veri-
avevano né occhi per vedere né cuore tà. In quel periodo, con l’opposizione
per amare il Cristo di Dio. Gesù sapeva in aumento, egli non sembrava avere
che il loro atteggiamento era solo un tutto sotto il suo controllo; ma in realtà
anticipo di un rifiuto più ampio. In che era così. Il programma della sua vita si
modo reagì alla durezza del loro cuore? stava inevitabilmente avvicinando al
Non con amarezza o cinismo né con glorioso trionfo finale. Nessuno cono-
uno spirito di vendetta. Invece aprì la sce il Figlio, se non il Padre. C’è un mi-
bocca per ringraziare Dio perché nulla stero indecifrabile intorno alla Persona
poteva vanificare i suoi disegni sovra- di Cristo: l’unione di deità e di umanità
ni. Io ti rendo lode, o Padre, Signore in una sola persona suscita domande
del cielo e della terra, perché hai na- che sconcertano la mente umana. Per
scosto queste cose ai sapienti e agli in- esempio, c’è il problema della morte.
telligenti, e le hai rivelate ai piccoli. Dio non può morire. Gesù è Dio, eppu-
A questo punto, bisogna evitare due re è morto. Malgrado ciò, la sua natu-
possibili equivoci: ra divina e la sua natura umana sono
1° Gesù non manifestò alcuna soddisfa- inseparabili. Perciò, benché possiamo
zione per l’inevitabile giudizio che si conoscerlo, amarlo e confidare in lui,
sarebbe abbattuto sulle città galilee; in un certo senso solo il Padre può ca-
2° con la sua preghiera, Gesù non in- pirlo veramente.
tendeva affatto insinuare che Dio
Ma i misteri profondi del tuo nome
privi arbitrariamente della sua luce i Trascendono la comprensione della
sapienti e gli intelligenti. creatura;
Le città avevano avuto un’infinità di Il Padre solo (qual meraviglioso
occasioni di accogliere il Signore Gesù, privilegio!)
ma avevano rifiutato deliberatamente Può comprendere il Figlio.
di sottometterglisi. Allorché essi ebbero Solo tu, Agnello di Dio, sei degno
respinto la luce, Dio distolse la luce da Di ricevere l’onore che ti spetta!
loro. Ma i piani di Dio non falliranno. − Josiah Condor
Se l’intellighenzia non vuole credere,
Dio si rivelerà agli umili di cuore. Egli ...e nessuno conosce il Padre, se non
ricolma di beni gli affamati e rimanda i il Figlio, e colui al quale il Figlio voglia
ricchi a mani vuote (vd. Lu 1:53). rivelarlo. Anche il Padre è imperscruta-
Chi si crede troppo intelligente e sa- bile. In conclusione, soltanto Dio è ab-
piente per aver bisogno di Cristo è con- bastanza grande per comprendere Dio.
dannato alla cecità spirituale. Ma chi, L’uomo non può conoscerlo con le pro-
invece, ammette la propria mancanza prie forze, né con il proprio intelletto.
di sapienza riceve una rivelazione da Ma il Signore Gesù può rivelare il Padre
colui “nel quale tutti i tesori della sa- a colui che egli sceglie. Chiunque giun-
pienza e della conoscenza sono na- ge a conoscere il Figlio, conosce anche
scosti” (Cl 2:3). Gesù ringraziò il Padre il Padre (vd. Gv 14:7).

67
MATTEO 11:28

Ciò premesso, dobbiamo però am- na. Chi ha Gesù è assolutamente salvo.
mettere che, quando cerchiamo di ...voi tutti che siete affaticati e op-
spiegare questo versetto, ci imbat- pressi . Per andare sinceramente a
tiamo in verità troppo elevate per Gesù, bisogna ammettere di essere op-
noi “perché ora vediamo come in pressi dal peso del peccato. Solamente
uno specchio, in modo oscuro” (1 Co quanti riconoscono di essere perduti
13:12). Nemmeno nell’eternità la no- possono essere salvati. La fede nel Si-
stra mente limitata sarà in grado di gnore Gesù Cristo deve essere prece-
apprezzare pienamente la grandez- duta dal pentimento davanti a Dio.
za di Dio o comprendere il mistero ...e io vi darò riposo. Notiamo che,
dell’incarnazione. Quando leggiamo qui, il riposo è un dono, immeritato e
che il Padre è rivelato solo a colui che gratuito. È il riposo della salvezza che
il Figlio sceglie, potremmo essere ten- proviene dall’aver compreso che Cristo
tati di pensare che si tratti di una se- ha compiuto l’opera della redenzione
lezione arbitraria di pochi privilegiati. sulla croce del Golgota. Esso consiste
Ma il versetto seguente non permette altresì nel riposo della coscienza che de-
questa interpretazione: il Signore Ge- riva dall’aver riconosciuto che il castigo
sù rivolge un invito universale a tutti del peccato è stato pagato una volta per
coloro che sono affaticati e oppressi, sempre e che Dio non esigerà un ulte-
affinché vadano a lui per trovare ripo- riore pagamento.
so. In altre parole, coloro ai quali egli 11:29 Nei vv. 29-30 si passa dall’invi-
decide di rivelare il Padre sono colo- to alla salvezza all’invito al servizio.
ro che confidano in lui come Signore Prendete su di voi il mio giogo. Ciò
e Salvatore. Quando consideriamo significa sottomettersi alla sua volontà,
questo invito di una dolcezza infinita, lasciargli il controllo della propria vita
ricordiamoci che fu pronunciato dopo (vd. Ro 12:1-2).
che le città privilegiate della Galilea ...e imparate da me. Quando accet-
avevano chiaramente respinto Gesù. tiamo la sua signoria in ogni ambito
L’odio e l’ostinazione degli uomini della nostra vita, egli ci ammaestra
non potevano porre fine al suo amore nelle sue vie.
e alla sua grazia. ...perché io sono mansueto e umile
A.J. McClain commenta: di cuore. A differenza dei farisei, che
Benché il popolo d’Israele si stia avvi- erano duri e orgogliosi, il vero maestro
cinando al giudizio di Dio, nelle sue è dolce e umile. Chi impara a prendere
ultime parole il Re spalanca la porta il suo giogo impara anche a occupare il
della salvezza personale. E con ciò posto più basso.
egli dimostra di essere un Dio di gra- ...e voi troverete riposo per le anime
zia, anche sulla soglia del giudizio.(17) vostre. Qui non si tratta del riposo del-
la coscienza, bensì del riposo del cuore
11:28 Venite. Venire significa: cre- che si ottiene accettando di occupare il
dere (At 16:31); ricevere (Gv 1:12); posto più umile davanti a Dio e davanti
mangiare (Gv 6:35); bere (Gv 7:37); agli uomini. Si tratta altresì del riposo
volgersi (Is 45:22); riconoscere (1 Gv che si sperimenta al servizio di Cristo,
4:2); ascoltare (Gv 5:24-25); entrare quando si smette di cercare di essere
per la porta (Gv 10:9); aprire la porta grandi.
(Ap 3:20); toccare il lembo della veste 11:30 Poiché il mio giogo è dolce e il
di Gesù (Mt 9:20-21) e accettare il do- mio carico è leggero. Ecco un nuovo,
no della vita eterna in Cristo, nostro stridente contrasto con i farisei. Gesù
Signore (Ro 6:23). disse di loro: “Infatti, legano dei fardel-
...a me. L’oggetto della fede non è una li pesanti e li mettono sulle spalle della
chiesa, un credo o un sacerdote, ma il gente; ma loro non li vogliono muovere
Cristo vivente. La salvezza è una Perso- neppure con un dito” (Mt 23:4).

68
MATTEO 12:7

Il giogo di Gesù è dolce, il suo carico volta, quando viveva in esilio, questi
è leggero. Ciò non significa che, nella e i suoi uomini andarono nel deserto
vita del credente, non ci saranno pro- e mangiarono i pani di presentazio-
blemi, prove, fatica o dolori, bensì che ne, dodici pani commemorativi che a
il credente non dovrà portarli da solo, nessuno, tranne ai sacerdoti, era con-
essendo sotto il medesimo giogo di sentito mangiare. Né Davide né i suoi
colui che dona la grazia sufficiente in uomini erano sacerdoti; tuttavia Dio
qualsiasi situazione. Servire Gesù non non trovò colpa in loro per ciò che ave-
è una schiavitù, ma libertà perfetta. vano fatto.
J.H. Jowett afferma: Perché no? Il motivo di tale assenza
L’errore fatale che il credente rischia di giudizio è che la legge di Dio non era
di commettere è di cercare di porta- stata istituita per infliggere sofferenza
re il peso della vita con un bastone. al suo popolo fedele. Davide si trovava
Ecco perché Cristo usa solo gioghi! Il in esilio per colpa di un popolo empio
giogo è un arnese di legno che si ap- che l’aveva rifiutato. Se avesse potuto
plica sul collo di una coppia di bovini occupare il posto che gli spettava di di-
da lavoro. In tal modo, il peso si porta ritto, egli e i suoi servitori non sarebbe-
in due e il Signore stesso vuole esse- ro stati costretti a trasgredire la legge
re uno dei due: egli desidera condi- e a mangiare i pani di presentazione.
videre con il credente la fatica di Poiché Israele aveva peccato, Dio per-
qualsiasi compito gravoso. Il segreto mise un atto che, in altre circostanze,
della pace e della vittoria, nella vita sarebbe stato proibito.
cristiana, sta nel disfarsi del gravame L’analogia è ovvia. Il Signore Gesù
dell’“io” e nell’accettare il “giogo” ri- era il Re legittimo d’Israele, ma il popo-
lassante del Padrone. (18) lo non voleva riconoscerlo come tale.
Se gli fosse stato dato il posto che gli
D. Gesù, Signore del sabato spettava, i suoi servitori non sarebbero
(12:1-8) stati costretti a mangiare le spighe di
12:1 Questo capitolo descrive l’ina- grano il sabato o in qualsiasi altro gior-
sprirsi del rifiuto. La crescente, empia no della settimana. La storia si stava
ostilità dei farisei stava per debordare: ripetendo. Il Signore non rimproverò i
la questione del sabato fu la goccia che suoi discepoli, giacché essi non aveva-
fece traboccare il vaso. no fatto niente di sbagliato.
In quel sabato particolare, Gesù e 12:5 Gesù ricordò ai farisei che i
i suoi discepoli passavano attraverso sacerdoti violavano regolarmente il
dei campi di grano; e i suoi discepo- sabato macellando e sacrificando ani-
li… si misero a strappare delle spighe mali e svolgendo molti altri compiti
e a mangiare. La legge consentiva di umili (vd. Nu 28:9-10); tuttavia non
raccogliere il grano nei campi altrui, erano colpevoli, perché impegnati nel
a condizione che non si usasse la falce servizio di Dio.
(vd. De 23:25). 12:6 I farisei sapevano che i sacer-
12:2 Ma i farisei, che cercavano il pe- doti lavoravano ogni sabato nel tempio
lo nell’uovo, affermarono che costoro senza, per questo, profanarlo. Perché,
avevano violato il sabato. Quantunque allora, criticavano il comportamento
si ignorino le accuse specifiche, è lecito dei discepoli di Gesù, dal momento che
supporre che i farisei incolpassero i di- agivano alla presenza di qualcosa di
scepoli di: 1° mietere (strappare le spi- più grande del tempio ? Questo “qual-
ghe); 2° trebbiare (strofinarle con le dita); cosa” è il regno di Dio, presente nella
3° spulare (separare il grano dalla pula). persona del Re.
12:3-4 Gesù replicò a quella ridi- 12:7 I farisei non avevano mai capito il
cola accusa ricordando ai farisei un cuore di Dio. Egli dichiarò infatti: Voglio
episodio della vita di Davide. Una misericordia e non sacrificio (Os  6:6).

69
MATTEO 12:8

Poiché antepone la compassione ai ri- motivo per cui era sbagliato lavorare il
tuali, Dio avrebbe preferito vedere il suo sabato: perché Dio l’aveva proibito. Gli
popolo raccogliere il grano di sabato altri comandamenti avevano a che fare
per sfamarsi, anziché vederlo rispettare con azioni intrinsecamente sbagliate.
questo giorno in un modo così rigoroso Il divieto di lavorare il sabato non
da causare difficoltà agli altri. Se solo i comprendeva: 1° il servizio da rendere
farisei l’avessero capito, non avrebbero a Dio (vd. Mt 12:5); 2° azioni necessarie
condannato i discepoli. Ma costoro sti- (vd. Mt 12:3-4); 3° atti di misericordia
mavano la scrupolosità esteriore più del (vd. 12:11-12). Nove dei dieci coman-
benessere umano. damenti sono ripetuti nel N.T., ma non
12:8 Il Salvatore aggiunse: perché il come legge, bensì come istruzioni per
Figlio dell’uomo è signore del sabato. i credenti che vivono sotto la grazia. Il
Era stato lui a emettere quel decreto; per- sabato è l’unico comandamento che i
ciò era il più qualificato a interpretarne il credenti non sono tenuti a rispettare.
vero significato. E.W. Rogers afferma: Anzi, Paolo insegna che il credente non
può essere incolpato del mancato ri-
Sembra che Matteo, guidato dallo spetto del sabato (vd. Cl 2:16).
Spirito, passi rapidamente in rasse- Per i cristiani, il giorno più impor-
gna i molti appellativi e mansioni del tante è la domenica (il primo giorno
Signore Gesù: egli è il Figlio dell’uo- della settimana ebraica). In quel gior-
mo, il Signore del sabato, il mio servi- no, infatti, il Signore Gesù risuscitò dai
tore, il mio diletto, il Figlio di Davide, morti (vd. Gv 20:1) a dimostrazione che
più grande del tempio, più grande di
l’opera di redenzione era stata compiu-
Giona, più grande di Salomone. Mat-
ta e approvata da Dio. Gesù incontrò di
teo vuole dimostrare l’enormità del
peccato di respingere Gesù e negar-
nuovo i suoi discepoli il primo giorno
gli i suoi diritti. (19) della settimana, il “giorno del Signore”
(Gv 20:19, 26). Lo Spirito Santo discese
il primo giorno della settimana (vd. At
Prima di passare all’episodio suc- 2:1; cfr. Le 23:15-16). I primi discepoli si
cessivo, la guarigione della mano radunavano in quel giorno per spezza-
paralizzata, avvenuta di sabato, sof- re il pane ricordando, in questo modo,
fermiamoci a considerare brevemente la morte del Signore (vd. At 20:7). È il
l’insegnamento delle Scritture riguar- giorno che Dio ha stabilito affinché i
do al sabato. credenti mettano da parte del denaro
per l’opera del Signore (vd. 1 Co 16:1-2).
IL SABATO Il sabato, o “settimo giorno”, segnava
la fine di una settimana di duro lavoro;
Il sabato (Shabbath) era, e sempre sarà, il il giorno del Signore, la domenica, apre
settimo giorno della settimana ebraica. la settimana nella quieta consapevo-
Il settimo giorno, quello che seguì i lezza che l’opera di redenzione è stata
sei giorni della creazione, Dio si riposò compiuta. Il sabato commemorava la
(vd. Ge 2:2). In quel tempo, egli non prima creazione laddove il “giorno del
ordinò all’uomo di rispettare il saba- Signore” è legato alla nuova creazione. Il
to, anche se è possibile che avesse già sabato era un giorno di precetto; il gior-
istituito il principio del giorno di ripo- no del Signore è un giorno di privilegio.
so settimanale. Al popolo d’Israele fu Non è per guadagnarsi la salvez-
ordinato di rispettare il sabato allorché za, né per santificarsi e neppure per
ricevette i dieci comandamenti (vd. Es timore del castigo che i credenti “ri-
20:8-11). La legge del sabato era diversa spettano” il giorno del Signore. Essi
dagli altri nove comandamenti: si trat- lo rispettano bensì perché amano e
tava di una legge cerimoniale, laddo- onorano colui che ha dato se stesso
ve le altre erano morali. C’era un solo per loro. Poiché, in questo giorno, sia-

70
MATTEO 12:17-18

mo liberi dalle attività secolari e dalla 12:12 Il Signore ricordò loro che un
routine, possiamo metterlo da parte uomo vale molto più di una pecora .
per adorare e servire Cristo. Se è giusto mostrare misericordia a un
Non è corretto affermare che il saba- animale, quanto più giusto è far del be-
to fu trasformato nel giorno del Signore. ne a un uomo in giorno di sabato !
Nella settimana ebraica il sabato è l’ul- 12:13-14 Intrappolati i capi giudei
timo giorno della settimana, laddove il nella loro stessa avidità, Gesù gua-
giorno del Signore è la domenica, il pri- rì la mano paralizzata. Ordinando a
mo giorno della settimana. Il sabato era quell’uomo di stendere la… mano,
un’ombra, Cristo è la realtà (vd. Cl 2:16- Gesù faceva appello alla sua fede e alla
17). La risurrezione di Cristo segnò un sua volontà. L’ubbidienza fu premia-
nuovo inizio e il giorno del Signore rap- ta con la guarigione. La mano ritornò
presenta, per l’appunto, questo inizio. sana come l’altra, grazie all’opera del
Da Giudeo fedele e ossequente della leg- meraviglioso Creatore. Si potrebbe
ge, Gesù rispettava il sabato (nonostan- pensare che i farisei fossero lieti che
te le accuse dei farisei che affermavano l’uomo, che essi non avevano potuto né
il contrario). Come Signore del sabato, voluto aiutare, fosse guarito. Costoro,
lo liberò dalle false regole e norme con invece, si infuriarono contro Gesù e
cui era stato snaturato. tennero consiglio contro di lui per far-
lo morire. Se anch’essi avessero avuto
E. Gesù Signore del sabato una mano paralizzata, sarebbero stati
(12:9-14) felici di essere guariti in un qualunque
12:9 Dai campi di grano Gesù giunse giorno della settimana.
nella… sinagoga. Luca racconta che gli
scribi e i farisei erano giunti colà appo- F. Guarigioni per tutti
sta per osservarlo e per trovare un’ac- (12:15-21)
cusa contro di lui (Lu 6:6-7). 12:15-16 Ma Gesù, conoscendo i pen-
12:10 Nella sinagoga c’era un uo- sieri dei suoi avversari, si allontanò
mo che aveva una mano paralizzata, di là . Tuttavia, dovunque andasse si
muta testimonianza dell’impotenza radunava una gran folla, i malati arri-
dei farisei nel porgere aiuto. Fino ad vavano a frotte ed egli li guariva tutti.
allora, costoro l’avevano trattato con Ciò nondimeno, ordinava loro di non
fredda indifferenza. Ma all’improvvi- divulgare le sue guarigioni miracolose,
so, quest’uomo tornava loro utile come non per cautelarsi da un pericolo, ma
strumento per incastrare Gesù. I fari- per evitare che qualche mossa sconsi-
sei sapevano che il Salvatore era sem- derata potesse fare di lui un eroe rivo-
pre disposto ad alleviare le sofferenze luzionario del popolo. Il piano divino
umane ed erano convinti che, se egli doveva essere rispettato. La rivoluzione
avesse guarito di sabato, essi avrebbe- ci sarebbe stata ma essa non avrebbe
ro potuto accusarlo di trasgressione e, comportato lo spargimento del sangue
quindi, condannarlo. Per cominciare dei Romani, bensì quello di Gesù.
gli proposero un cavillo legale: È lecito 12:17-18 Il ministero misericordioso
far guarigioni in giorno di sabato? di Gesù costituiva l’adempimento della
12:11 Il Salvatore rispose doman- profezia di Isaia (vd. Is 41:9; 42:1-4). Il
dando loro se avrebbero tirato fuori profeta immaginava il Messia come un
da una fossa una pecora in giorno di conquistatore dal carattere mite, descri-
sabato. Naturalmente sì! Ma perché? vendo Gesù come il… servitore che Dio
Forse perché si trattava di un’opera di aveva scelto, il diletto, in cui l’anima di
misericordia? O piuttosto perché la pe- Dio si era compiaciuta. Dio avrebbe ri-
cora aveva un certo valore economico versato il proprio Spirito… sopra di lui
e costoro non volevano subire perdite (questa profezia si era realizzata al bat-
finanziarie, nemmeno di sabato. tesimo di Gesù). Gesù avrebbe esteso il

71
MATTEO 12:19

proprio ministero oltre i confini d’Israe- ziali, ma è rivestito del ricco e sugge-
le poiché egli avrebbe annunciato la stivo linguaggio orientale. (21)
giustizia alle genti. Quest’ultimo diven-
tava l’aspetto prevalente del ministero, G. Il peccato imperdonabile
a mano a mano che il rifiuto d’Israele si (12:22-32)
faceva più ostinato. 12:22-24 Quando Gesù guarì un in-
12:19 Isaia profetizzò, inoltre, che il demoniato cieco e muto, la folla co-
Messia non avrebbe suscitato tumulti o minciò a pensare seriamente che egli
dispute e che la sua voce non si sarebbe potesse essere il Figlio di Davide, il
udita nelle piazze. In altre parole, non Messia d’Israele. Ciò scatenò l’ira dei
sarebbe stato un agitatore politico del farisei. Incapaci di tollerare qualsiasi
popolo. McClain scrive: dimostrazione di simpatia verso Gesù,
lo screditarono con l’accusa di avere
Questo Re, che è il “servitore” di Dio, compiuto il miracolo grazie al potere di
non occuperà il suo posto legittimo
Belzebù, principe dei demòni. Fu que-
utilizzando uno dei soliti mezzi di
sta la prima volta che il Signore Gesù fu
prevaricazione o di demagogia po-
litica e neanche avvalendosi delle
apertamente accusato di avvalersi di
forze soprannaturali a sua disposi- poteri satanici.
zione. (20) 12:25-26 Gesù, conoscendo i loro
pensieri, decise di rivelarne l’inconsi-
12:20 Egli non avrebbe spezzato la stenza. Fece notare che nessun regno…
canna rotta e non avrebbe spento il città o casa divisa contro se stessa po-
lucignolo fumante. Per raggiungere i trà sussistere. Se egli avesse scacciato i
propri obiettivi non avrebbe calpestato demòni di Satana con l’aiuto di Satana,
i diseredati e gli emarginati ma avrebbe, si sarebbe giustamente potuto dedurne
bensì, incoraggiato e ristorato gli avviliti che Satana aveva agito contro se stes-
e gli oppressi, rianimando anche la più so. Sarebbe stata un’assurdità.
piccola scintilla di fede. Il suo ministero 12:27 Il Signore aveva in serbo un’al-
sarebbe continuato finché egli non fosse tra risposta fulminante per i farisei.
riuscito a far trionfare la giustizia. L’odio Alcuni dei loro compagni giudei, con-
e l’ingratitudine degli uomini non sareb- siderati esorcisti, sostenevano di poter
bero mai riusciti a distogliere la sua at- scacciare i demòni. Gesù non accettò né
tenzione umile e amorevole verso tutti. contestò la loro affermazione, ma se ne
12:21 E nel suo nome le genti spere- servì per far notare che, se egli scacciava
ranno. Il passo del libro di Isaia recita, i demòni con l’aiuto di Belzebù, dunque
testualmente: “e le isole aspetteranno anche i figli dei farisei (vale a dire gli
fiduciose la sua legge” (vd. Is 42:4), ma esorcisti) facevano altrettanto. I farisei
il significato è il medesimo. Le isole, non avrebbero mai ammesso ciò, ma
infatti, rappresentano le nazioni paga- non potevano sfuggire alla logica di tale
ne che attendono il regno per poterne ragionamento. I loro stessi compagni li
diventare i sudditi fedeli. Kleist e Lilly avrebbero condannati, se avessero insi-
definiscono questa citazione di Isaia nuato che esorcizzavano come agenti di
... uno dei gioielli del vangelo, un’im-
Satana. Scofield commenta:
magine di Cristo di grande bellezza... I farisei erano subito pronti a nega-
Isaia descrive l’unione di Cristo con re qualsiasi coinvolgimento satani-
il Padre, la sua missione di Maestro co per quanto riguardava se stessi
delle nazioni, la sua dolcezza nel e i loro figli, ma se avessero accusa-
trattare l’umanità sofferente e la sua to Cristo di scacciare i demòni con
vittoria finale; non c’è speranza, per l’aiuto di Belzebù, i loro stessi figli li
il mondo, se non nel suo nome. Cri- avrebbero considerati incoerenti; in-
sto, il Salvatore del mondo, qui non fatti, se il potere di scacciare i demò-
è descritto in termini sobri ed essen- ni è di origine satanica, allora chiun-

72
MATTEO 12:31-32

que eserciti questo potere agisce in mèsse: essi avevano accusato Gesù di
combutta con le forze sataniche. (22) scacciare i demòni con l’aiuto di Sata-
na laddove, in realtà, essi stessi erano
Attribuendo effetti simili a cause servitori di Satana, poiché cercavano
diverse, costoro non ragionavano in di distruggere l’opera di Dio.
modo logico. In Mr 9:40 Gesù dichiara: “Chi non è
12:28 La verità era, naturalmente, che contro di noi, è per noi”. Tale espressio-
Gesù scacciava i demòni… con l’aiuto ne sembra un semplice ribaltamento
dello Spirito di Dio. Egli visse tutta la del concetto riportate in questo verset-
sua vita di uomo sulla terra per la po- to. Nondimeno, qui si sta parlando di
tenza dello Spirito Santo. Era il Messia salvezza. L’individuo può schierarsi sol-
ricolmo di Spirito, che Isaia aveva an- tanto o con Cristo o contro di lui: non
nunciato (vd. Is 11:2; 42:1; 61:1-3). Per- può rimanere neutrale. Nel Vangelo di
ciò disse ai farisei: se è con l’aiuto dello Marco, invece, si fa riferimento al ser-
Spirito di Dio che io scaccio i demòni, è vizio. Ci sono molte differenze tra i di-
dunque giunto fino a voi il regno di Dio. scepoli di Gesù, differenze nelle chiese
Questo annuncio dovette essere un du- locali, nei metodi e nell’interpretazione
ro colpo per loro. Essi si vantavano della delle dottrine. Qui il principio alla base
loro conoscenza teologica, tuttavia il è che se una persona non è contro il
regno di Dio era giunto fino a loro nella Signore, è per il Signore e che, di conse-
Persona del Re ma essi, che non avevano guenza, deve essere rispettata.
capito, non l’avevano riconosciuto! 12:31-32 Questi versetti indicano
12:29 Lungi dall’essere suo alleato, che si era giunti a una svolta del rap-
il Signore Gesù aveva sconfitto Sata- porto fra Gesù e i capi d’Israele. Gesù
na, com’è esemplificato dalla storia accusò costoro di aver commesso il
dell’uomo forte. L’uomo forte è Sata- “peccato imperdonabile” di bestem-
na. La sua casa è l’ambito in cui egli mia contro lo Spirito Santo, poiché lo
esercita il suo dominio. La sua roba incolpavano di aver compiuto i mira-
sono i suoi demòni. Gesù è colui che coli con la potenza di Satana, anziché
lega l’uomo forte, entra nella sua casa con la potenza dello Spirito Santo. Tale
e gli sottrae la sua roba . L’imprigio- accusa equivaleva a chiamare lo Spiri-
namento di Satana avviene per gradi. to Santo con il nome di Belzebù, prin-
L’intero processo ebbe inizio duran- cipe dei demòni.
te il ministero pubblico di Gesù; fu Qualsiasi altra forma di peccato e
senz’altro ribadito dalla morte e dalla bestemmia si può perdonare. Si può
risurrezione di Cristo; proseguirà ul- addirittura parlare contro il Figlio
teriormente durante il regno millen- dell’uomo e tuttavia essere perdona-
niale del Re (vd. Ap 20:2) e, infine sarà ti. Ma la bestemmia contro lo Spirito
compiuto per tutta l’eternità, allorché Santo è un peccato per il quale non vi
Satana sarà gettato nello stagno di sarà perdono, né in questo mondo né
fuoco (vd. Ap 20:10). Attualmente non in quello futuro. Con le parole in que-
sembra che il diavolo sia trattenuto: sto mondo Gesù intendeva il periodo
egli esercita tuttora un potere notevo- del suo ministero pubblico sulla terra.
le. Ma il suo destino è segnato ed egli C’è da chiedersi se oggi si possa com-
ha i giorni contati. mettere il peccato imperdonabile, dal
12:30 Poi Gesù disse: Chi non è con momento che egli non è fisicamente
me è contro di me; e chi non raccoglie presente per compiere miracoli.
con me, disperde. L’atteggiamento Il peccato imperdonabile non è il
blasfemo dei farisei dimostrava che rifiuto del vangelo; si può respingere
costoro non erano con il Signore; per- il Salvatore per anni, poi ravvedersi,
ciò erano contro di lui. Rifiutandosi credere ed essere salvati (se, però, si
di raccogliere con lui, disperdevano la muore nell’incredulità non si sarà per-

73
MATTEO 12:33

donati). Il peccato imperdonabile non sono un’immagine precisa della loro


consiste neppure nell’allontanamento vita, in base ad esse sarà pronunciata
temporaneo dal Signore poiché, anche la condanna o l’assoluzione. Quanto
in tal caso, si può essere nuovamente sarà grande la condanna dei farisei per
accolti nella famiglia di Dio. le parole ignobili e sprezzanti rivolte
Molte persone si tormentano, te- contro il Figlio Santo di Dio!
mendo di aver commesso il peccato 12:37 poiché in base alle tue paro-
imperdonabile. Ammesso e non con- le sarai giustificato, e in base alle tue
cesso che sia possibile commettere parole sarai condannato. Per quanto
questo peccato anche oggi, il fatto riguarda i credenti, Cristo ha scontato
stesso di crucciarsene denota, chiara- con la propria morte la pena per le loro
mente, l’assenza di colpa. Coloro che parole sconsiderate; tuttavia il nostro
commisero questo gravissimo peccato modo di parlare incauto (qualora non
si opponevano duramente e inesora- confessato e, di conseguenza, non per-
bilmente a Cristo, non facendosi scru- donato) comporterà la perdita del pre-
polo di bestemmiare contro lo Spirito mio davanti al tribunale di Cristo.
Santo, né esitando a tramare la morte
del Figlio, né mostrando alcun segno I. Il segno del profeta Giona
di rimorso o di pentimento. (12:38-42)
12:38 Malgrado tutti i miracoli che Ge-
H. Un albero si conosce dal frutto sù aveva fatto, scribi e farisei osarono
(12:33-37) chiedergli un segno, sottintendendo
12:33 Perfino i farisei avrebbero dovuto con ciò che gli avrebbero creduto se egli
riconoscere che il Signore aveva fatto avesse dimostrato di essere il Messia!
del bene cacciando i demòni. Eppure Quanta ipocrisia! Se, dopo tanti prodi-
lo accusavano di essere malvagio. Qui gi, ancora non credevano, si sarebbero
Gesù denuncia la loro incoerenza e dice forse lasciati convincere da un prodigio
in effetti: “Cercate di riflettere: se un al- in più? Dio non gradisce che gli si chie-
bero è buono, è buono pure il suo frut- dano segni miracolosi come condizio-
to, e viceversa”. Il frutto rivela la qualità ne per credere. Gesù disse a Tommaso:
dell’albero che lo produce. Il frutto del “Beati quelli che non hanno visto e
suo ministero era buono: aveva guarito i hanno creduto!” (Gv 20:29). Nel piano
malati, i ciechi, i sordi e i muti, scacciato di Dio occorre “credere per vedere”.
i demòni e risuscitato i morti. Un albero 12:39 Il Signore definì costoro gene-
cattivo avrebbe potuto produrre frutti razione malvagia e adultera; malvagia,
altrettanto buoni? Assolutamente no! perché si ostinavano a non riconoscere
Perché, dunque, si rifiutavano con tanta il loro Messia; adultera, perché erano
ostinazione di ammetterlo? spiritualmente infedeli al loro Dio. Il
12:34-35 Ciò avveniva perché co- loro Dio-Creatore, una Persona uni-
storo erano una razza di vipere : la loro ca in cui si univano la deità assoluta
malvagità contro il Figlio dell’uomo, e l’umanità perfetta, stava in mezzo a
che si manifestava con parole veleno- loro e parlava con loro: eppure osarono
se, scaturiva dal loro cuore empio. Un chiedergli un segno.
cuore colmo di benignità si dichiara 12:40 Brevemente, Gesù dichiarò
con parole misericordiose e giuste. Un che nessun segno sarebbe stato dato
cuore perfido si esprime con bestem- loro, se non il segno del profeta Giona,
mie, offese e ingiurie. alludendo, in tal modo, alla propria
12:36 Gesù ammonì severamente i morte, sepoltura e risurrezione. L’espe-
farisei (e noi), annunciando che gli uo- rienza di Giona, che fu inghiottito e poi
mini renderanno conto di ogni parola vomitato dal pesce (vd. Gn 2:1, 11), pre-
oziosa che avranno pronunciato. Giac- figurava le sofferenze e la risurrezione
ché le parole pronunciate dagli uomini del Signore. La risurrezione dai morti

74
MATTEO 12:45

sarebbe stata l’ultimo e più grande se- J. Il ritorno dello spirito immondo
gno del suo ministero in mezzo al po- (12:43-45)
polo d’Israele. 12:43-44 Con una parabola Gesù rias-
Il Signore annunciò che, proprio co- sume il passato, il presente e il futu-
me Giona stette nel ventre del pesce ro dell’incredulo popolo d’Israele.
tre giorni e tre notti, così egli sarebbe L’uomo rappresenta il popolo ebrai-
stato nel cuore della terra tre giorni co, lo spirito immondo rappresenta
e tre notti. Questa affermazione crea l’idolatria della nazione, dal periodo
un problema. Se Gesù, come si ritiene della schiavitù in Egitto fino alla de-
comunemente, fu sepolto il venerdì portazione in Babilonia. L’esilio ave-
pomeriggio e risuscitò la domenica va, temporaneamente, guarito Israele
mattina, com’è possibile affermare dalla sua idolatria (lo spirito immon-
che rimase nella tomba tre giorni e tre do era uscito dall’uomo). Dalla fine
notti? La risposta è che, nel computo della deportazione fino a quel giorno,
ebraico del tempo, qualsiasi frazione di il popolo ebraico non aveva praticato
un giorno o di una notte è considerata l’idolatria. Era come una casa vuota,
un intero, un periodo completo. “Un spazzata e adorna.
giorno e una notte fanno un onah, e Duemila anni fa, il Salvatore cercò di
una parte dell’onah equivale all’intero entrare in quella casa vuota: essendo il
onah” (proverbio ebraico). Vd. inoltre padrone di casa, aveva tutti i diritti di
commento a 14:22-23. farlo. Tuttavia, gli uomini si rifiutarono
12:41 Gesù definì la colpa dei capi fermamente di lasciarlo entrare. Seb-
giudei illustrandola con due esempi. bene non adorassero più gli idoli, non
1° I Niniviti pagani erano molto meno adoravano nemmeno il vero Dio.
privilegiati di loro; tuttavia, quando La casa vuota rappresenta il vuoto
ascoltarono la predicazione del profeta spirituale, un vuoto pericoloso, come
errante Giona, profondamente afflitti, dimostra il seguito del racconto. Non
si ravvidero. Essi compariranno nel bastava un semplice cambiamento:
giudizio per condannare i contempo- occorreva accettare esplicitamente il
ranei di Gesù, che non hanno ricevuto Salvatore.
colui che è più che Giona, vale a dire il 12:45 Un giorno lo spirito dell’idola-
Figlio di Dio incarnato. tria deciderà di ritornare nella casa,
12:42 2° La regina del mezzogiorno, prendendo con sé sette spiriti peggiori
una pagana, estranea ai privilegi dei di lui. Poiché il sette è il numero della
Giudei, era venuta dalle estremità del- perfezione, o della completezza, ciò
la terra, con gran dispendio di risorse significa probabilmente che si tratterà
ed energie, per conferire con Salomo- di idolatria assoluta. Questa immagine
ne. I Giudei contemporanei di Gesù anticipa la tribolazione, allorché la na-
non avevano bisogno di viaggiare per zione apostata adorerà l’Anticristo.
vederlo: egli era venuto dal cielo nel Prostrarsi davanti all’uomo del pec-
loro piccolo mondo per essere il loro cato e adorarlo come Dio è la forma
Re-Messia. Ma nella loro vita non c’era d’idolatria più terribile di cui il po-
posto per lui, che era infinitamente più polo si sia mai reso colpevole. Perciò
che Salomone. La loro deliberata indif- l’ultima condizione di quell’uomo
ferenza sarà condannata in giudizio da diventa peggiore della prima. L’Israe-
una regina pagana. le incredulo subirà i terribili giudizi
In questo capitolo il Signore è stato della grande tribolazione e le sue sof-
definito più grande del tempio (v. 6), ferenze supereranno di gran lunga
più grande di Giona (v. 41) e più grande quelle della deportazione a Babilo-
di Salomone (v. 42). Egli è “molto più nia. La parte idolatra del popolo sarà
grande del più grande e decisamente completamente distrutta al ritorno di
meglio del migliore”. Cristo.

75
MATTEO 12:46-50

Così avverrà anche a questa mal- lasceranno il posto a riguardi spiritua-


vagia generazione. La stessa genera- li. L’ubbidienza a Dio porterà uomini e
zione, apostata e nemica di Cristo, che donne, sia Giudei sia stranieri, a intrat-
respinse il Figlio di Dio in occasione tenere un rapporto vitale con lui.
del suo primo avvento, subirà un ine- Prima di lasciare questo episodio,
sorabile giudizio al momento della sua dobbiamo ancora menzionare due
seconda venuta. punti importanti che riguardano la
madre di Gesù.
K. La madre e i fratelli di Gesù 1. È evidente che Maria non godeva del
(12:46-50) privilegio di avvicinarsi liberamente
12:46-50 Questi versetti raccontano un a Gesù.
episodio apparentemente secondario: 2. La menzione dei fratelli di Gesù
i familiari di Gesù cercano di parlare smantella la dottrina della verginità
con lui. Perché erano venuti? È pos- perpetua di Maria. Se ne deduce che
sibile trovare un indizio nel Vangelo essi erano veramente figli di Maria e,
di Marco. Alcuni degli amici di Gesù quindi, fratellastri del Signore. Cor-
erano del parere che egli fosse fuori di roborano tale ipotesi molti altri ver-
sé (vd. Mr 3:21, 31-35): forse la sua fa- setti quali, p. es.: Sl 69:8; Mt 13:55;
miglia era venuta per condurlo via di Mr 3:31-32; 6:3; Gv 7:3, 5; At 1:14;
nascosto (inoltre vd. Gv 7:5). Quando 1 Co 9:5; Ga 1:19.
gli fu riferito che sua madre e i suoi fra-
telli lo aspettavano fuori per parlargli, VIII. IL RE ANNUNCIA UN REGNO
il Signore rispose con una domanda: TEMPORANEO A CAUSA DEL
Chi è mia madre, e chi sono i miei fra- RIFIUTO D’Israele (cap. 13)
telli? Poi, indicando i suoi discepoli,
aggiunse: Poiché chiunque avrà fatto Le parabole del regno
la volontà del Padre mio, che è nei cie- Siamo arrivati a un punto importante
li, mi è fratello, sorella e madre. del Vangelo di Matteo. Il Signore ha
Questo annuncio sorprendente è ric- comunicato che, da quel momento in
co di significato spirituale e segna una poi, i rapporti terreni saranno sop-
svolta netta nel rapporto fra Gesù e Isra- piantati dai vincoli spirituali; a tal fine
ele. Maria e i suoi figli rappresentavano non si terrà più conto delle origini giu-
il popolo d’Israele, i suoi consanguinei. daiche degli individui, bensì si consi-
Finora egli aveva limitato il proprio mi- dererà esclusivamente l’ubbidienza a
nistero soprattutto alle “pecore perdute” Dio Padre. Rifiutando il Re, gli scribi e
della casa d’Israele. Ma era sempre più i farisei hanno inevitabilmente rifiu-
evidente che il suo stesso popolo non lo tato il regno.
voleva. Invece di prostrarsi davanti al Ora il Signore, con una serie di para-
Messia, i farisei l’avevano accusato di es- bole, dà un’anticipazione della nuova
sere guidato da Satana. forma che il regno assumerà nel pe-
Perciò Gesù annunciò un nuovo or- riodo compreso tra il rifiuto subito da
dine di cose. Da allora in avanti, i suoi Cristo e la sua rivelazione definitiva co-
legami con Israele non sarebbero più me Re dei re e Signore dei signori. Sei di
stati il fattore motivante del suo opera- queste parabole iniziano con l’espres-
to. Anche se il suo cuore compassione- sione “Il regno dei cieli è simile a...”.
vole avrebbe continuato a implorare il Per considerare queste parabole
suo popolo secondo la carne, la rottura nella giusta prospettiva dobbiamo ri-
con il popolo d’Israele è qui delineata esaminare ciò che il cap. 3 ci rivela a
in modo inequivocabile. Ormai il ri- proposito del regno. Il regno dei cieli è
sultato è chiaro: poiché Israele non lo l’ambito in cui l’autorità di Dio è rico-
vuole, Gesù si rivolgerà a coloro che, nosciuta. Esso ha due aspetti:
invece, lo vogliono. I legami di sangue 1° la realtà esteriore, che abbraccia tut-

76
MATTEO 13:10

ti coloro che professano di accettare Gesù raccontò le prime quattro


l’autorità di Dio; parabole alla folla; le ultime tre sola-
2° la realtà interiore, che comprende mente ai discepoli. A questi ultimi egli
solamente quanti entrano nel regno spiegò le prime due e l’ultima, lascian-
mediante la conversione. do a loro (e a noi) il compito di inter-
Le fasi della creazione del regno pretare le parabole rimanenti in base
sono cinque: 1° il regno annunciato, alle spiegazioni già date.
nell’A.T.; 2° il regno “a portata di mano” 13:3 La prima parabola racconta di
o presente nella persona del Re; 3° il re- un seminatore che seminò il suo se-
gno temporaneo, successivo al rifiuto me in quattro diversi tipi di terreno.
del Re e al suo ritorno in cielo (durante Com’era prevedibile, il risultato fu di-
tale fase, il regno apparterrà a coloro verso in ognuno dei casi.
che professano, sulla terra, di essere 13:4-8
suoi servitori); 4° la manifestazione del
regno durante il millennio; 5° il regno TERRENO RISULTATO
finale, eterno.
1. Strada battuta 1. Gli uccelli
Qualsiasi riferimento biblico relativo
mangiano il seme
al regno è compreso in una di queste
fasi. Il cap. 13 considera la terza fase, va- 2. Luoghi rocciosi, 2. Il seme germoglia
le a dire il regno temporaneo. Durante con poca terra ma, non avendo
questo periodo, che va dalla Pentecoste radici profonde, è
fino al rapimento, il regno è costituito, bruciato dal sole
nella sua realtà interiore (i veri creden- e inaridisce
ti) dalle stesse persone che formano la
3. Terreno infestato 3. Il seme germo-
chiesa. Questo è l’unico aspetto riguar-
da spine glia, ma è soffo-
do al quale il regno e la chiesa (concetti
cato dalle spine
peraltro assai differenti) coincidono.
Tenendo presenti queste considera- 4. Buona terra 4. Il seme germoglia,
zioni, esaminiamo ora le parabole. spunta la pianta
che cresce e porta
A. La parabola del seminatore frutto, dando il
(13:1-9) cento, il sessanta,
13:1 Gesù, uscito dalla casa dove aveva il trenta per uno
guarito l’indemoniato, si mise a sedere
presso il mare di Galilea. Molti com- 13:9 Gesù concluse la parabola con un
mentatori ravvisano nella casa e nel avvertimento misterioso: Chi ha orecchi
mare una rappresentazione allegorica per udire oda. Con questa parabola egli
del popolo d’Israele e dei pagani: l’usci- comunicava un messaggio importante
ta di Gesù da quella casa, pertanto, alla folla e un messaggio diverso ai di-
esprimerebbe la rottura con Israele; scepoli. Nessuno doveva fraintendere il
nella sua forma temporanea, il regno significato delle sue parole.
sarà predicato alle nazioni pagane. Poiché il Signore stesso interpreta
13:2 Poiché una grande folla si era la parabola nei vv. 18-23, tratteniamo
radunata attorno a Gesù, sulla riva, la nostra curiosità finché non arrive-
egli, salito su una barca, prese a inse- remo a questo paragrafo.
gnare loro in parabole. Una parabola è
un racconto che reca un insegnamento B. Lo scopo delle parabole
spirituale o morale non sempre subito (13:10-17)
evidente. Con le sette parabole seguenti 13:10 I discepoli erano perplessi perché
Gesù spiega come sarà il regno nel pe- il Signore parlava alla folla nel linguag-
riodo che intercorrerà tra la sua prima e gio velato delle parabole e, perciò, lo pre-
la sua seconda venuta. garono di spiegare questo suo metodo.

77
MATTEO 13:11

13:11 Gesù rispose operando una di- Non si trattava, quindi, di un capric-
stinzione tra la folla incredula e i disce- cio del Signore, ma soltanto del com-
poli credenti. La folla, che era una parte pimento di un principio universale:
della nazione, ovviamente lo rifiutava, la cecità volontaria si evolve in cecità
quantunque il rifiuto sarebbe stato to- colpevole. Questo è il motivo per cui
tale solamente con la crocifissione. A Gesù parlava ai Giudei in parabole.
costoro non era consentito conoscere H.C. Woodring l’ha espresso in questo
i misteri (i segreti) del regno dei cieli, modo: “Poiché non amavano la verità,
laddove i veri seguaci di Gesù avrebbero non avrebbero ricevuto la luce della
ricevuto l’aiuto per comprendere. verità”.(23) Costoro sostenevano di “ve-
Un mistero, nel N.T., è un fatto mai dere”, vale a dire di conoscere bene,
conosciuto prima, che nessuno avreb- la verità divina; nondimeno la verità
be potuto comprendere in assenza di incarnata stava davanti a loro ed essi
rivelazione divina, ma che ora era stato si rifiutavano risolutamente di vederla.
rivelato. I misteri del regno, fino a quel Costoro sostenevano di ascoltare la Pa-
momento verità sconosciute, riguarda- rola di Dio, nondimeno, benché la Pa-
vano il regno temporaneo. Il fatto stesso rola vivente si trovasse in mezzo a loro,
che il regno avrebbe avuto una forma essi non volevano ubbidirle. Poiché es-
temporanea era stato un segreto fino ad si non erano disposti a capire la verità
allora. Le parabole descrivono alcune straordinaria dell’incarnazione, veniva
caratteristiche del regno durante l’as- loro tolta la capacità di capire.
senza del Re. Perciò alcuni chiamano 13:14-15 Essi erano la realizzazione
questo aspetto “la forma misteriosa del vivente della profezia di Isaia 6:9-10. Il
regno”, non perché che ci sia qualcosa di cuore d’Israele si era fatto insensibile e
misterioso, ma semplicemente perché i loro orecchi erano indifferenti alla vo-
non era mai stata conosciuta prima. ce di Dio. Si rifiutavano ostinatamente
13:12 Può sembrare una scelta ar- di vedere con gli occhi. Sapevano che,
bitraria nascondere questi segreti alla se avessero visto, ascoltato, compreso
folla e rivelarli ai discepoli. Nondime- e si fossero ravveduti, Dio li avrebbe
no, il Signore ne indica il motivo: Per- guariti. Ma, nonostante la loro malattia
ché a chiunque ha sarà dato, e sarà e il loro bisogno, respinsero tale aiu-
nell’abbondanza; ma a chiunque non to. Perciò la loro punizione consisteva
ha sarà tolto anche quello che ha. I di- nell’udire senza comprendere e nel
scepoli avevano fede nel Signore Gesù, guardare senza vedere.
perciò avrebbero ricevuto la capacità di 13:16-17 I discepoli erano molto
avere più fede. Avendo accettato la lu- privilegiati, perché vedevano ciò che
ce, essi avrebbero ricevuto ancora più nessuno aveva visto prima. I profeti e
luce. Il popolo d’Israele, invece, aveva i giusti dell’A.T. avrebbero voluto as-
rifiutato la luce del mondo; per costoro, sistere all’arrivo del Messia, ma il loro
ciò non comportava soltanto l’impossi- desiderio non era stato esaudito. I di-
bilità di ricevere più luce, ma altresì la scepoli avevano il privilegio di vivere
perdita della poca luce che avevano. La in quel momento culminante della
luce rifiutata è luce perduta. storia, di vedere il Messia, di essere te-
13:13 Matthew Henry paragona le stimoni dei suoi miracoli, di ascoltare
parabole alla colonna di nuvola e di l’insegnamento incomparabile delle
fuoco (cfr. Es 13:21), la quale illumi- sue labbra.
nava Israele, laddove confondeva gli
Egiziani. Le parabole sarebbero state C. Spiegazione della parabola
spiegate a coloro che erano sincera- del seminatore (13:18-23)
mente interessati, ma sarebbero state 13:18 Dopo aver chiarito il motivo per
“solo uno scandalo per quelli che era- cui si esprimeva con parabole, il Signo-
no ostili a Gesù”. re inizia ora a spiegare la parabola dei

78
MATTEO 13:23

quattro terreni. Non dice chi è il semi- proprietario di una grande impresa. Il
natore, ma possiamo essere certi che si figlio aveva udito la Parola da giovane,
tratti di lui stesso (v. 37) o di chi predica ma poi si lasciò assorbire completa-
il messaggio del regno. Gesù spiega che mente dall’azienda.
il seme è la parola del regno (v. 19) lad-
dove i vari tipi di terreno rappresenta- Dovette presto scegliere se voleva
no coloro che ascoltano il messaggio. piacere al Signore o al padre. Perciò
13:19 La strada battuta raffigura gli le spine si trovavano già nella terra
quando il seme fu seminato e germo-
uomini che si rifiutano di accettare il
gliò: gli impegni della sua età e l’in-
messaggio: costoro odono il vangelo
ganno delle ricchezze erano già pre-
ma non lo comprendono (non perché
senti. Decise di accontentare il padre
non possano, ma perché non vogliono). e si dedicò totalmente al lavoro, fece
Gli uccelli sono un’immagine di Satana; carriera e divenne capo dell’impre-
egli porta via il seme dal cuore di questi sa. Già avanti negli anni e prossimo
uditori, cooperando con loro nella steri- alla pensione, dovette riconoscere
lità che essi stessi hanno scelto. I farisei che aveva trascurato le cose del cie-
erano gli uditori del terreno duro. lo. Espresse dunque la propria inten-
13:20-21 Quando Gesù parlava dei zione di ritirarsi dagli affari per oc-
luoghi rocciosi, pensava al sottile strato cuparsi delle cose spirituali. Ma non
di terra che copre una superficie roc- ci si può beffare di Dio. Pochi mesi
ciosa. Essa rappresenta chi ascolta la dopo essere andato in pensione, l’uo-
Parola e risponde con gioia. In un primo mo morì all’improvviso, lasciando in
momento, il seminatore può essere ine- eredità novantamila sterline e una
briato dal fatto che la sua predicazione vita spiritualmente sprecata. Le spi-
è coronata dal successo. Ma presto im- ne avevano soffocato la Parola che, di
para una lezione più profonda: che non conseguenza, non portò frutto. (24)
è bene che il messaggio sia accolto tra
sorrisi e applausi. Prima ci deve essere la 13:23 La terra buona rappresenta
convinzione di peccato, la contrizione e il vero credente. Ode la parola con un
il ravvedimento. Per il ricercatore della cuore aperto e la comprende perché
fede è molto più promettente incam- ubbidisce a ciò che ode. Sebbene non
minarsi in lacrime verso il Calvario che tutti i credenti producano la stessa
avanzare lungo il percorso a cuor leggero quantità di frutto, tutti dimostrano,
e con disinvoltura. Lo strato di terra po- per il fatto stesso di produrlo, di ave-
co profondo genera una fede superficiale re la vita divina. In questo versetto il
che non ha spazio per affondare le radici. frutto rappresenta, probabilmente, la
E quando la fede è provata dal sole co- manifestazione del carattere cristiano,
cente della tribolazione o persecuzione, piuttosto che le anime conquistate per
queste persone decidono che non ne vale Cristo. Quando compare nel N.T., l’alle-
la pena e rinnegano ogni professione di goria del frutto in genere rappresenta il
sottomissione a Gesù. frutto dello Spirito (vd. Ga 5:22-23).
13:22 La terra ricoperta di spine rap- Che cosa voleva dire, tale parabola,
presenta un’altra categoria di persone alla folla? Ovviamente la metteva in
che ascolta la parola in modo superfi- guardia contro il pericolo di udire senza
ciale. In apparenza, costoro sembrano ubbidire. Essa costituiva altresì un inco-
dei veri cittadini del regno, ma dopo raggiamento a ricevere la Parola con sin-
qualche tempo il loro interesse è sof- cerità e a dimostrarlo portando frutto per
focato dalle preoccupazioni monda- Dio. In quanto ai discepoli, con questa
ne e dal piacere delle ricchezze. Non parabola Gesù intendeva preparare sia i
c’è frutto per Dio nella loro vita. G.H. suoi discepoli, sia i suoi seguaci futuri al
Lang spiega questo caso con la storia fatto, altrimenti scoraggiante, che relati-
del figlio di un padre avido di denaro, vamente pochi di coloro che ascoltano il

79
MATTEO 13:24-26

messaggio sono veramente salvati. Essa zizzania in mezzo al grano. Unger scrive
risparmia ai servitori fedeli di Cristo l’il- che la zizzania più comune che si trova
lusione che tutto il mondo si convertirà nei campi di grano del paese è il loglio
grazie alla diffusione del vangelo. Questa (Lolium temulentum), “un’erba velenosa
parabola avverte i discepoli di guardarsi che, durante la crescita, è quasi indistin-
dai tre grandi antagonisti del vangelo: guibile dal grano. Ma quando entrambi
1° Satana (gli uccelli, il maligno); 2° la producono le spighe, possono essere se-
carne (il sole che brucia, la tribolazione parati senza difficoltà”.(25)
e la persecuzione); 3° il mondo (le spine, 13:27-28 Quando i servi videro la
gli impegni mondani e il piacere delle zizzania in mezzo al grano, doman-
ricchezze). darono al padrone come ciò fosse
Infine, i discepoli arrivano a farsi potuto accadere. Questi riconobbe su-
un’idea riguardo all’ammontare degli bito l’opera di un nemico. I servi erano
utili degli investimenti nella persona- pronti a raccogliere immediatamente
lità umana. Il trenta significa il 3.000% l’erbaccia.
di guadagno, il sessanta è il 6.000% e il 13:29-30 Ma l’agricoltore ordinò loro
cento significa il 10.000% di guadagno di aspettare fino alla mietitura. Solo al-
nell’investimento. In realtà non esiste lora i mietitori avrebbero separato le due
alcun modo di calcolare l’entità della piante. Avrebbero raccolto il grano nel
rendita di una singola vera conversio- granaio e avrebbero bruciato il loglio.
ne. Un anonimo insegnante di scuola Perché l’agricoltore ordinò di riman-
domenicale investì in Dwight L. Moody. dare la separazione? Perché, in natura,
Con la sua predicazione, Moody con- le radici del grano e quelle del loglio so-
quistò molti altri per il Signore, i quali, no talmente intrecciate tra di loro che
a loro volta, ne conquistarono altri an- è praticamente impossibile estirpare
cora. Quell’oscuro insegnante di una l’uno senza sradicare anche l’altro.
scuola domenicale scatenò una reazio- Nei vv. 37-43 troviamo la spiegazio-
ne a catena che non avrà più fine. ne della parabola, fornita dallo stesso
Gesù. Si rinvia, pertanto, il lettore al
D. La parabola della zizzania commento di quel brano.
e il buon seme (13:24-30)
La parabola precedente era un’illustra- E. La parabola del granello
zione chiara del fatto che il regno dei di senape (13:31-32)
cieli comprende sia coloro che servono 13:31-32 Il Salvatore paragona il re-
il Re solo nominalmente, sia i suoi ve- gno… a un granello di senape, che de-
ri discepoli. I primi tre tipi di terreno scrive come il più piccolo di tutti i semi
rappresentano il cerchio più ampio del o, meglio, il più piccolo che i suoi uditori
regno, vale a dire la sua realtà esteriore. conoscano. Un uomo seminò uno di
Il quarto terreno rappresenta il cerchio questi semi, che diede vita a un albero:
più interno del regno, vale a dire i veri una crescita davvero fenomenale. La
convertiti (vd. III. Preparazione e inizio normale pianta di senape assomiglia
del ministero del Messia, approfondi- più a un arbusto che a un albero. L’albe-
mento “Il regno dei cieli”). ro era abbastanza grande perché gli uc-
13:24-26 Anche la seconda parabola, celli potessero ripararsi tra i suoi rami.
quella della zizzania e del buon seme, Il seme rappresenta gli umili esordi
presenta le due realtà del regno. Il buon del regno. Inizialmente, in seguito alla
seme sono i veri credenti, la zizzania persecuzione, il regno era relativamente
sono quelli che professano solo a paro- piccolo e puro; tuttavia, con il patrocinio
le. Gesù paragona il regno a un uomo e la protezione dello stato, crebbe in un
che aveva seminato buon seme nel suo modo anomalo. Poi gli uccelli vennero a
campo. Ma mentre gli uomini dormi- posarsi sui suoi rami. In questo versetto,
vano, venne il suo nemico e seminò la per indicare gli uccelli, è usato lo stesso

80
MATTEO 13:36

termine di cui al v. 4; Gesù spiega che gli maligno nel regno dei cieli. La parabola
uccelli rappresentano il maligno (v. 19). del granello di senape mostra il male nel
Il regno divenne un ricettacolo per Sa- carattere esterno del regno; questa pa-
tana e i suoi agenti. Oggi, sotto il tetto rabola mostra la corruzione interna che
del cristianesimo, si trovano sistemi che avrà luogo.
negano Cristo, come l’unitarianesimo, Siamo del parere che, in questa para-
la chiesa scientista (Scienza Cristiana), bola, la pasta rappresenti il cibo del po-
il mormonismo, il movimento dei testi- polo di Dio, come si trova nella Bibbia. Il
moni di Geova e la Chiesa dell’Unifica- lievito è la dottrina malvagia. La donna
zione (setta di Moon). è una falsa profetessa che insegna e se-
Quindi il Signore avvertì i discepoli duce (Ap 2:20). Non è significativo che le
che, durante la sua assenza, il regno donne siano state le fondatrici di alcune
avrebbe sperimentato una crescita fe- sette false? Pur essendo proibito dalla
nomenale. Non dovevano ingannarsi Bibbia di insegnare nella chiesa (1 Co
pensando che la crescita fosse sinonimo 14:34; 1 Ti 2:12), alcune hanno preso ar-
di successo. Benché il piccolo granello ditamente il posto di autorità dottrinali
fosse diventato un albero enorme, la e hanno adulterato il cibo del popolo di
sua chioma sarebbe diventata un “ricet- Dio con eresie distruttrici.
tacolo di demòni, covo di ogni spirito J.H. Brooks scrive:
immondo, rifugio di ogni uccello impu-
Quando si obietta che Cristo non
ro e abominevole” (Ap 18:2).
avrebbe paragonato il regno dei cie-
li a qualcosa di malvagio, si può ri-
F. La parabola del lievito spondere che egli paragona il regno
(13:33) a qualcosa che include sia la zizzania
13:33 In seguito, il Signore Gesù para- sia il grano, sia il pesce buono sia il
gonò il regno al lievito che una donna pesce cattivo, che fa entrare il servo
prende e nasconde in tre misure di fa- malvagio (Mt 18:23-32) e accoglie
rina. Alla fine, la pasta è tutta lievitata. l’uomo perduto, privo dell’abito nu-
Secondo un’interpretazione comune, ziale (Mt 22:1-13). (26)
la pasta rappresenterebbe il mondo e il
lievito il vangelo che sarà predicato in G. L’uso delle parabole costituisce
tutto il mondo finché tutti saranno sal- l’adempimento della profezia
vati. Questa visione, però, contrasta con (13:34-35)
le Scritture, la storia e gli eventi attuali. 13:34-35 Nelle prime quattro parabole
Il lievito, nella Bibbia, è sempre un Gesù si rivolse alla folla. L’uso di que-
simbolo del maligno. Quando Dio co- sto metodo d’insegnamento adempì la
mandò ai suoi di togliere ogni lievito dal- profezia di Asaf (vd. Sl 78:2), secondo la
le loro case (vd. Es 12:15), essi lo capirono. quale il Messia avrebbe parlato in pa-
Se qualcuno avesse mangiato qualcosa rabole, proclamando cose nascoste fin
di lievitato dal primo al settimo giorno dalla fondazione del mondo. Mediante
della festa degli Azzimi, sarebbe stato le parabole, Gesù rese note alcune ca-
escluso da Israele. Gesù mise in guardia ratteristiche, fino a quel tempo nasco-
contro il lievito dei farisei e dei sadducei ste, del regno dei cieli nella sua forma
(vd. Mt 16:6, 12) e contro il lievito di Ero- temporanea.
de (Mr 8:15). In 1 Co 5:6-8, il lievito è de-
finito “lievito di malizia e di malvagità” H. Spiegazione della parabola della
e il contesto di Ga 5:9 dimostra che esso zizzania (13:36-43)
rappresenta un falso insegnamento. In 13:36 Il Signore pronunciò il resto
genere, il lievito indica una dottrina mal- del suo discorso davanti ai discepoli,
vagia o un comportamento empio. all’interno della casa . Nel presente
Perciò, in questa parabola, il Signore ci contesto, è possibile che i discepoli
avverte del potere pervasivo dell’opera del rappresentino il residuo fedele del

81
MATTEO 13:37

popolo d’Israele. La rinnovata men- 13:43 I giusti sudditi del regno, che
zione della casa ci ricorda che “Dio vivranno sulla terra durante la tribola-
non ha ripudiato [per sempre] il suo zione, entreranno nel regno del Padre
popolo, che ha riconosciuto già da loro per godere del regno millenniale
prima” (Ro 11:2). di Cristo. Lì risplenderanno come il so-
13:37 Nell’interpretazione della pa- le, vale a dire sfolgoreranno di gloria.
rabola del grano e della zizzania, Gesù Gesù rinnova la misteriosa ammo-
si identificò con il seminatore. Durante nizione: Chi ha orecchi per udire oda.
il suo ministero sulla terra, egli seminò Questa parabola non giustifica, co-
personalmente; nelle epoche successi- me alcuni erroneamente suppongono,
ve ha continuato a seminare tramite i la tolleranza della presenza degli empi
suoi servitori. nella chiesa locale. Ricordiamoci che il
13:38 È importante rilevare che il campo non è la chiesa, bensì il mondo
campo non è la chiesa, bensì il mon- (vd. commento al v. 38). La chiesa lo-
do. Il buon seme sono i figli del regno. cale è, anzi, esplicitamente invitata a
L’immagine di un campo di esseri togliere di mezzo dalla loro comunità
umani potrebbe sembrare grottesca e quanti si siano resi colpevoli di certi
assurda, ma il concetto che qui si inten- peccati (vd. 1 Co 5:9-13). Questa pa-
de esprimere è che questi figli del re- rabola insegna semplicemente che il
gno sono seminati nel mondo. Durante regno dei cieli, nella sua forma miste-
il suo ministero pubblico Gesù seminò riosa, includerà l’originale e l’imitazio-
nel mondo i suoi discepoli, che erano ne, il vero e il contraffatto, e che questo
servi fedeli del regno. La zizzania sono stato di cose si protrarrà fino alla fine
i figli del maligno. Satana è in grado di dell’età presente. Poi i messaggeri di
contraffare ogni realtà divina: costui Dio separeranno il falso, che sarà por-
semina nel mondo quelli che sembra- tato via in giudizio, dal vero, che godrà
no discepoli, parlano come discepoli del regno glorioso di Cristo sulla terra.
e, fino a un certo punto, camminano
come discepoli. Costoro, tuttavia, non I. La parabola del tesoro nascosto
sono veri seguaci del Re. (13:44)
13:39 Il nemico è Satana, nemico di 13:44 Finora tutte le parabole hanno
Dio e di tutti i figli di Dio. La mietitura insegnato che nel regno ci saranno
è la fine dell’età presente, ossia la fine il bene e il male, i giusti e gli empi. Le
del regno (o, meglio, della sua forma due parabole seguenti spiegano che
temporanea), che avverrà quando Ge- ci saranno due categorie di giusti: 1° i
sù Cristo ritornerà con potenza e gloria Giudei credenti vissuti in epoche ante-
per regnare come Re. Qui il Signore cedenti e successive all’età della chie-
non allude alla fine dell’epoca della sa; 2° i Giudei e gli stranieri credenti
chiesa (introdurre qui il concetto di dell’età presente.
chiesa sarebbe fuorviante e potrebbe Nella parabola del tesoro Gesù para-
ingenerare soltanto confusione). gona il regno a un tesoro nascosto nel
13:40-42 I mietitori sono angeli campo, che un uomo trova e nasconde;
(vd. Ap 14:14-20). Durante la fase at- felice, l’uomo vende tutto quello che ha
tuale del regno, grano e loglio non so- e compra quel campo.
no separati forzatamente, ma possono A nostro parere, l’uomo è il Signo-
crescere insieme. Nondimeno, in oc- re Gesù stesso (egli era il seminatore
casione della seconda venuta di Cristo, nella parabola del grano e delle ziz-
gli angeli raccoglieranno tutto ciò che zanie, v. 37). Il tesoro è il residuo fe-
causa il peccato e tutti coloro che com- dele dei Giudei credenti, che esisteva
mettono iniquità e li getteranno nella durante il ministero di Gesù sulla ter-
fornace ardente dove ci sarà pianto e ra ed esisterà di nuovo dopo il rapi-
stridor di denti. mento della chiesa (vd. Sl 135:4, dove

82
MATTEO 13:49-50

Israele è definito “particolare tesoro” Nella parabola precedente il sogget-


di Dio [ND]). Il residuo fedele è “na- to è il tesoro, ossia Israele riscattato. Il
scosto nel campo” e ciò significa che regno è strettamente legato al popolo
è sparso per il mondo ed è sconosciu- d’Israele. Originariamente esso fu offer-
to a tutti tranne che a Dio. Scoperto to al popolo d’Israele e, nella sua forma
questo tesoro, Gesù va alla croce e dà futura, i suoi sudditi saranno i Giudei.
tutto ciò che ha per comprare il mon- Come abbiamo già accennato, “chie-
do (vd. 2 Co 5:19; 1 Gv 2:2) in cui que- sa” e “regno” sono due concetti diffe-
sto tesoro è nascosto. renti: la chiesa non è il regno. Quanti
Il popolo d’Israele, riscattato, sarà fanno parte della chiesa fanno anche
tratto fuori dal nascondiglio, allorché parte del regno (nella sua forma tem-
il suo Liberatore verrà da Sion e farà poranea), ma non tutti coloro che so-
sorgere il regno messianico a lungo no nel regno fanno parte della chiesa.
atteso. La chiesa non sarà nel regno, nella sua
Nell’uomo della parabola, taluni forma futura, bensì regnerà con Cristo
ravvisano il peccatore che lascia tutto sulla terra rinnovata. Il soggetto della
per trovare Cristo, il più gran tesoro. seconda parabola è il Re stesso e si evi-
Ma questa interpretazione non rispet- denzia in modo particolare il prezzo
ta la dottrina della grazia, secondo la enorme che ha dovuto pagare per con-
quale la salvezza è gratuita (vd. Is 55:1; quistarsi una sposa, che condividerà
Ef 2:8-9). con lui la sua gloria nel giorno della sua
manifestazione.
J. La parabola della perla di gran Come la perla viene dal mare, così la
valore (13:45-46) chiesa, chiamata a volte “la sposa paga-
13:45-46 Il regno è altresì paragonato na di Cristo”, proviene principalmente
a un mercante che va in cerca di belle dalle nazioni. Ciò non significa che gli
perle. Quando trova una perla di gran Israeliti convertiti non ne possano far
valore, sacrifica tutto ciò che ha per parte, ma che la caratteristica princi-
comprarla. pale della chiesa è quella di essere un
Anche in questo caso, nell’uomo che popolo scelto tra le nazioni e consacra-
trova la perla taluni ravvisano il pecca- to al suo nome, come Giacomo afferma
tore che trova il Salvatore (p. es. l’inno in At 15:14. Questo è il grande proponi-
intitolato “Trovai la perla di valor”). Ma, mento di Dio per l’età presente.
anche qui, dobbiamo dissentire riguar-
do a tale interpretazione: il peccatore K. La parabola della rete
non ha alcun bisogno di vendere tutto, (13:47-50)
né di “comprare” Cristo (vd. commento 13:47-48 L’ultima “parabola del regno”
al versetto precedente). paragona il regno a una rete che, get-
Riteniamo, piuttosto, che il mercan- tata in mare, ha raccolto ogni genere
te sia il Signore Gesù. La perla di gran di pesci. I pescatori selezionano i pesci,
valore è la chiesa. Sul Golgota egli ven- raccogliendo i buoni nelle cassette e
dette tutto ciò che aveva per comprare scartando quelli che non valgono nulla.
questa perla. Proprio come una perla si 13:49-50 Il Signore spiega la parabo-
forma attraverso la sofferenza causata la. Il tempo in cui si svolge la storia è la
dall’irritazione all’interno dell’ostrica, fine dell’età presente, vale a dire la fine
così la chiesa si formò grazie alle ferite e della tribolazione. È il momento del ri-
alle sofferenze del corpo del Salvatore. torno di Cristo. I pescatori sono gli an-
È interessante notare che, nella para- geli. Il buon pesce sono i giusti, vale a
bola del tesoro, il regno è paragonato al dire i redenti, sia Giudei sia stranieri. Il
tesoro stesso. Qui, invece, il regno non è pesce che non vale nulla sono gli empi
paragonato alla perla, bensì al mercan- e gli increduli di tutte le nazioni. Come
te. Come si spiega questa differenza? abbiamo già visto nella parabola del

83
MATTEO 13:51

grano e della zizzania (vv. 30, 39-43), a tale vasto deposito di conoscenza,


anche qui avviene una separazione: i avrebbero ora dovuto comunicare ad
giusti entrano nel regno del Padre, lad- altri quelle gloriose verità.
dove gli empi sono relegati nel fuoco,
dove ci sarà pianto e stridor di denti. M. Gesù è respinto a Nazaret
Non si tratta ancora del giudizio finale, (13:53-58)
il quale sopraggiungerà al termine del 13:53-56 Dopo aver finito queste pa-
millennio (Ap 20:7-15), bensì del giudi- rabole, Gesù lasciò le rive del mare di
zio che avverrà all’inizio del millennio. Galilea e si recò a Nazaret, per la sua
A.C. Gaebelein commenta questa ultima visita. Quando insegnava nella
parabola come segue: loro sinagoga, gli uomini si stupivano
della sua sapienza e dei miracoli di cui
La rete viene gettata nel mare, il
avevano già sentito parlare. Per costoro,
quale, come abbiamo già visto, rap-
Gesù era soltanto il figlio del falegna-
presenta le nazioni. La parabola fa
riferimento alla predicazione del
me : conoscevano sua madre… Maria
vangelo eterno durante la grande tri- e i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Si-
bolazione (Ap 14:6-7). Gli angeli se- mone e Giuda... e le sue sorelle, che vi-
pareranno i buoni dai cattivi. Tutto vevano tuttora a Nazaret! Come poteva,
ciò non può indicare né l’età presen- un giovane proveniente dalla loro stessa
te né la chiesa, bensì l’epoca appena città, dire e fare tutte quelle cose che gli
precedente la nascita del regno. Gli avevano dato tanta notorietà? Questo li
angeli avranno un compito da svol- lasciava perplessi, ma trovavano più fa-
gere, come si vede chiaramente nel cile persistere nella loro ignoranza che
libro dell’Apocalisse: i malvagi sa- riconoscere la verità.
ranno gettati nella fornace ardente, 13:57-58 Si scandalizzavano a causa
mentre i giusti rimarranno sulla ter- di lui. Ciò indusse Gesù a far notare che
ra durante il regno millenniale. (27) un vero profeta è, in genere, più apprez-
zato lontano da casa. I suoi vicini e i suoi
L. Il tesoro della verità parenti permettevano che la familiarità
(13:51-52) degenerasse in disprezzo. Fu l’incredulità
13:51 Quando ebbe finito di raccontare l’ostacolo maggiore dell’opera del Signore
le parabole, il maestro domandò ai suoi Gesù a Nazaret. Ivi egli guarì solamente
discepoli se avessero capito. Essi rispo- pochi malati (cfr. Mr 6:5). Ciò non signi-
sero: Sì. Può darsi che ciò ci sorprenda fica che egli non potesse compiervi dei
o ci renda perfino un po’ gelosi di loro. prodigi: la malvagità dell’uomo non può
Forse noi non siamo in grado di rispon- impedire la potenza di Dio. Nondimeno,
dere con altrettanta sicurezza. con i suoi miracoli egli avrebbe benedet-
13:52 Poiché avevano capito, essi to chi non desiderava la sua benedizione,
erano obbligati a condividere ciò che colmato bisogni dove non sussisteva la
sapevano con altri. I discepoli devono consapevolezza del bisogno, guarito chi
essere dei canali di benedizioni, non si sarebbe offeso all’idea di essere stato
dei binari morti. I dodici erano ormai definito malato.
degli scribi preparati per il regno dei
cieli, vale a dire insegnanti e interpreti IX. GRAZIA INESAURIBILE DEL
della verità. Erano simili a un padrone MESSIA E CRESCENTE OSTILITÀ
di casa il quale tira fuori dal suo teso- DEL POPOLO (14:1−16:12)
ro cose nuove e cose vecchie. Nell’A.T.
avevano un ricco deposito di quelle A. Giovanni il battista è decapitato
che potremmo definire vecchie veri- (14:1-12)
tà. Dall’insegnamento in parabole di 14:1-2 La notizia del ministero di Gesù
Gesù avevano appena ricevuto verità giunse fino a Erode il tetrarca. Lo scel-
completamente nuove. Attingendo lerato figlio di Erode il Grande era al-

84
MATTEO 14:16-18

tresì noto con il nome di Erode Antipa. 14:12 I discepoli di Giovanni die-
Era stato costui a ordinare la condanna dero dignitosa sepoltura al corpo del
a morte di Giovanni il battista. Uden- loro maestro, poi vennero a informa-
do parlare dei miracoli di Cristo, la sua re Gesù. Non c’era persona più adatta
coscienza cominciò a tormentarlo. Il con cui sfogare il loro dolore e la loro
ricordo del profeta che aveva fatto de- indignazione. E non avrebbero potuto
capitare non l’abbandonava. Disse ai darci un esempio migliore. In tempi di
suoi servitori: “Deve essere Giovanni. persecuzione, oppressione, sofferenza
Egli è risuscitato dai morti ; ciò spie- e afflizione, anche noi dobbiamo dire
gherebbe tali miracoli”. tutto a Gesù.
14:3 Nei vv. 3-12 Matteo interrompe Per quanto riguardava Erode, il cri-
il racconto e lancia uno sguardo retro- mine era stato commesso, ma i ricordi
spettivo alle circostanze della morte di rimanevano. Quando sentì parlare
Giovanni. delle opere di Gesù, Erode rammentò
14:4-5 Erode aveva lasciato sua mo- l’episodio e iniziò a tormentarsi.
glie e aveva una relazione adulterina e
incestuosa con Erodiade, moglie di Fi- B. Gesù sfama cinquemila uomini
lippo suo fratello. Come profeta di Dio, (14:13-21)
Giovanni non poteva lasciar correre. 14:13-14 Quando Gesù ebbe udito che
Con sdegno, egli puntò coraggiosa- Erode era turbato dalle notizie dei suoi
mente il dito contro Erode denuncian- miracoli, si diresse in barca verso una
done l’immoralità. località deserta presso il mare di Ga-
Il re ne fu talmente adirato che avreb- lilea. Possiamo essere certi che non
be voluto ucciderlo, ma sapeva che, dal partì per paura; egli sapeva che non gli
punto di vista politico, non ne avrebbe sarebbe accaduto nulla finché non fos-
tratto alcun vantaggio: le folle conside- se venuto il suo momento. Non cono-
ravano Giovanni un profeta e avrebbero sciamo il motivo del suo ritiro, ma una
reagito, probabilmente con violenza, al- ragione marginale potrebbe essere il
la sua esecuzione. Così, per il momento, recente ritorno dei discepoli dalla mis-
il tiranno placò la propria ira facendo sione di predicazione (vd. Mr 6:30; Lu
imprigionare il battista. “Gli empi ama- 9:10); essi avevano bisogno di riposo e
no la religione alla stessa maniera in di tranquillità.
cui amano i leoni: preferiscono vederla Ma le folle arrivarono dalle città e
morta o dietro le sbarre. Essi temono la lo seguirono a piedi. Quando smontò
religione, quando si libera e comincia a dalla barca, Gesù vide che lo stavano
risvegliare le loro coscienze”. già aspettando. Anziché irritarsi per
14:6-11 Al compleanno di Erode, la quella intrusione, il Signore misericor-
figlia di Erodiade danzò e piacque così dioso si mise subito all’opera e guarì
tanto al re che, impulsivamente, co- gli ammalati.
stui le promise di concederle qualun- 14:15 Quando si fece sera, ossia dopo
que cosa desiderasse. Imbeccata dalla le tre del pomeriggio, i suoi discepoli
dissoluta madre, costei chiese sfron- capirono che stavano per nascere delle
tatamente, su un piatto, la testa di Gio- difficoltà. Tanta gente e nulla da man-
vanni il battista ! Al momento, l’ira del giare! Essi chiesero a Gesù di mandare
re contro Giovanni si era acquietata; la folla nei villaggi, dove poteva trovare
forse ora egli addirittura ammirava il da mangiare. Quanto poco conosce-
profeta per il suo coraggio e per la sua vano il cuore di Cristo e quanto poco
integrità. Ma, benché amareggiato, si sapevano della sua potenza!
sentì obbligato a mantenere la promes- 14:16-18 Il Signore assicurò loro che
sa. Impartì l’ordine. Giovanni fu deca- non c’era bisogno di mandarla via. Per-
pitato e la richiesta della danzatrice fu ché mai la gente doveva lasciare colui
soddisfatta. che apre la mano e appaga il desiderio

85
MATTEO 14:19-21

di ogni essere vivente? Poi colse di sor- tempo c’erano due “sere”; vd. Es 12:6. La
presa i discepoli dicendo: Date loro voi prima “sera”, cui allude il v. 15, comin-
da mangiare. Rimasero esterrefatti. Da- ciava a metà pomeriggio; l’altra, cui si fa
te loro voi da mangiare? Abbiamo solo riferimento qui, iniziava al tramonto).
cinque pani e due pesci. Avevano forse 14:24-27 Nel frattempo la barca, già
scordato che Gesù era con loro? Pazien- lontana da terra, stava affrontando il
temente, il Salvatore disse: Portatemeli vento contrario. Quando le onde co-
qua. Questo era ciò che dovevano fare. minciarono a sballottarla, Gesù capì
14:19-21 Riusciamo a immaginare che i discepoli erano in difficoltà. Alla
il Signore che ordina alla folla di acco- quarta vigilia della notte (tra le tre e
modarsi sull’erba. Egli prese i cinque le sei del mattino), andò verso di loro,
pani e i due pesci, rese grazie e, spez- camminando sul mare. Pensando di
zati i pani, li diede ai discepoli perché vedere un fantasma, i discepoli furono
li distribuissero. Ce ne fu abbastanza colti dal panico. Ma subito dopo udiro-
per tutti. Quando tutti furono sazi, i di- no la voce rassicurante del loro mae-
scepoli raccolsero dodici ceste di pezzi stro e amico: Coraggio, sono io; non
avanzati: alla fine, era rimasto più di abbiate paura!
quanto Gesù aveva avuto a disposizio- Quante volte abbiamo v issuto
ne prima. Da notare: c’era una cesta la stessa esperienza! Spesso siamo
per ciascun discepolo incredulo. E così, travolti dalla tempesta, sconvolti e
una folla di forse dieci o quindicimila disperati. Il Salvatore sembra lonta-
persone ebbe da mangiare (cinquemila no. Invece, egli sta pregando per noi.
uomini più donne e bambini). Quando la notte sembra farsi più scu-
Il miracolo è una lezione spirituale ra, egli ci è accanto. Ma, anche allora,
per i discepoli di ogni generazione. C’è noi non capiamo e ci facciamo pren-
sempre una folla affamata e c’è sempre dere dal panico. Poi udiamo la sua vo-
un piccolo gruppo di discepoli con risor- ce rassicurante e ci ricordiamo che le
se apparentemente magre. E c’è sempre onde, che ci avevano tanto spaventato,
il Salvatore misericordioso. Quando i sono sotto i suoi piedi.
discepoli sono disposti a dargli quel po- 14:28 Quando Pietro udì la voce
co che hanno, egli lo moltiplica per sfa- ben conosciuta e amata, il suo affetto
mare migliaia di persone. La differenza e il suo entusiasmo traboccarono. Si-
importante è che i cinquemila uomini gnore, se sei tu, comandami di venire
che furono nutriti in Galilea furono sa- da te sull’acqua . Anziché giudicare il
ziati solo per poco tempo; ma quelli che “se” di Pietro un segno di poca fede,
oggi si nutrono del Cristo vivente sono dovremmo considerare la sua corag-
saziati per sempre (vd. Gv 6:35). giosa richiesta come indice di grande
fiducia. Pietro intuiva che gli ordini di
C. Gesù cammina sul mare Gesù contemplano sempre la facoltà
(14:22-33) di eseguirli: Gesù conferisce sempre
Il miracolo precedente aveva dato ai la forza necessaria a compiere qual-
discepoli la certezza che stavano se- siasi suo comando.
guendo colui che poteva provvedere 14:29-33 Appena Gesù disse : “Vie-
pienamente ai loro bisogni. Ora essi ni! ”, Pietro saltò giù dalla barca e
impararono che egli poteva anche pro- iniziò a camminare verso di lui. Fin-
teggerli e dare loro la sua potenza. ché tenne lo sguardo fisso su Gesù,
14:22-23 Mentre congedava la folla, Pietro fu in grado di fare l’impossibile.
Gesù ordinò ai discepoli di salire sulla Ma nel momento in cui si preoccupò
barca e di precederlo sull’altra riva. Poi del vento forte, cominciò ad affonda-
salì su un monte a pregare. Venuta la re. Fuori di sé dallo spavento, gridò:
sera, vale a dire dopo il tramonto, rima- Signore, salvami! Il Signore lo prese
se là da solo (nel computo giudaico del per mano, rimproverò con dolcezza

86
MATTEO 15:3-6

la sua poca fede e lo portò sulla barca. zione del vangelo fra le nazioni dell’età
Non appena Gesù fu salito in barca, il presente; 3° la guarigione di una gran
vento si calmò. E così, nella barca, vi folla (vv. 29-31) e il cibo a quattromila
fu una riunione di adorazione, con i uomini (vv. 32-39) lasciano intravedere
discepoli che dicevano a Gesù: Vera- il futuro regno millenniale, con il suo
mente tu sei Figlio di Dio! benessere e la sua prosperità.
La vita cristiana, così come cammi- 15:1-2 ...farisei e… scribi cercavano
nare sull’acqua, è umanamente im- ostinatamente di intrappolare Gesù.
possibile. Solamente la potenza dello Una loro delegazione, giunta da Geru-
Spirito Santo ci permette di viverla. salemme, accusò i discepoli d’impuri-
Finché distogliamo lo sguardo da qual- tà, poiché costoro mangiavano con le
siasi altra cosa e lo fissiamo solo su mani non lavate trasgredendo, di con-
Gesù (vd. Eb 12:2), possiamo sperimen- seguenza, la tradizione degli antichi.
tare eventi soprannaturali nella nostra Per comprendere questo episodio,
vita. Ma non appena ci preoccupiamo occorre conoscere il significato di “pu-
di noi stessi o delle circostanze in cui ro” e “impuro” e sapere che cosa inten-
ci troviamo, cominciamo ad affondare. devano i farisei con “lavare”. Il concetto
Allora dobbiamo gridare a Cristo per di “puro” e “impuro” risale all’A.T. L’im-
ricevere da lui conforto e potenza. purità di cui i discepoli furono accusati
era una questione interamente cerimo-
D. Gesù guarisce a Gennesaret niale. Se, per esempio, un individuo
(14:34-36) toccava un cadavere o mangiava certi
14:34-36 La barca approdò a Gennesa- cibi, contraeva la “contaminazione ce-
ret, sulla riva nord-occidentale del ma- rimoniale”, vale a dire che non era più
re di Galilea. Non appena vide Gesù, in condizioni di rendere culto a Dio.
la folla iniziò a setacciare la regione in Prima di accostarsi nuovamente a Dio,
cerca di tutti i malati e a condurglieli. occorreva sottoporsi, secondo la legge,
Lo pregavano che lasciasse loro toc- a un rito di purificazione.
care almeno il lembo della sua veste; Ma, a tali riti di purificazione, gli
e tutti quelli che lo toccarono furono antichi avevano aggiunto la tradizio-
guariti. E così, i medici del posto non ne. Essi insistevano, per esempio, sul-
ebbero più niente da fare… Per qual- la necessità che un Giudeo, prima di
che tempo almeno, non vi furono più mangiare, sottoponesse le mani a un
malati da curare. Tutto il paese speri- elaborato processo di purificazione,
mentò guarigione e salute grazie alla lavandosi non solo le mani, ma anche
visita del grande Medico. le braccia, fino al gomito. Se era stato
al mercato, avrebbe dovuto addirittura
E. La contaminazione viene fare un intero bagno cerimoniale. Per-
dall’interno (15:1-20) ciò i farisei criticavano i discepoli per
Si è spesso fatto notare che Matteo, non aver rispettato la complessa ceri-
nei primi capitoli, non segue un ordi- monia di purificazione prescritta dalla
ne cronologico. Dall’inizio del cap. 14 tradizione ebraica.
fino alla fine, invece, gli eventi sono 15:3-6 Il Signore Gesù replicò ai suoi
raccontati, in gran parte, nell’esatta avversari che, per rispettare la tradi-
successione. zione degli antichi, essi, dal canto loro,
A partire dal cap. 15 è possibile co- trasgredivano il comandamento di Dio.
gliere il riflesso dell’ordine della dispen- A tale riguardo, Gesù fece un esempio.
sazione: 1° le continue controversie e La legge imponeva di onorare i genitori,
dispute di farisei e scribi (vv. 1-20) an- sostenendoli economicamente, quando
nunciano il rifiuto del Messia da parte necessario. Ma gli scribi e i farisei (e an-
d’Israele; 2° la fede della donna cana- che molti altri), poco disposti a rinun-
nea (vv. 21-28) rappresenta la divulga- ciare alle proprie sostanze per assistere

87
MATTEO 15:7-9

i genitori anziani, si erano inventati una no. Con il loro insegnamento, costoro
tradizione che consentiva loro di sot- sarebbero infine stati sradicati, vale a
trarsi a tale responsabilità. Quando il dire distrutti. Poi aggiunse: Lasciateli;
padre o la madre chiedevano un aiuto sono guide cieche di ciechi. Essi soste-
economico, essi non dovevano fare altro nevano, infatti, di avere autorità nelle
che rispondere: “Tutto il denaro che ho, questioni spirituali, ma erano ciechi
e che potrebbe servire per sostenerti, è riguardo alle realtà spirituali, così co-
offerto a Dio, e perciò non posso darti me pure coloro di cui erano le guide.
nulla”. Recitata questa formula, erano Era inevitabile che sia le guide sia i loro
esonerati da qualsiasi responsabilità seguaci cadessero in un fosso.
economica verso i genitori. Seguendo 15:15 I discepoli erano indubbia-
questa tradizione subdola, essi avevano mente sconvolti da questo radicale sov-
annullato la parola di Dio, che stabiliva vertimento di tutto ciò che era stato loro
di provvedere agli anziani di casa. insegnato riguardo ai cibi puri e a quelli
15:7-9 Distorcendo abilmente le impuri. Per loro, tale affermazione era
parole, essi realizzavano la profezia di simile a una parabola, ossia a una nar-
Isaia (Is 29:13): con le labbra costoro razione oscura, velata. Pietro espresse il
professavano di onorare Dio, ma il loro proprio turbamento e quello dei disce-
cuore era lontano da lui. Il loro culto poli sollecitando una spiegazione.
era inutile, giacché anteponevano le 15:16-17 Il Signore si stupì che essi
tradizioni umane alla Parola di Dio. fossero così lenti a capire, nondimeno
15:10-11 Rivolto alla folla, Gesù fece spiegò che la vera contaminazione non
una dichiarazione estremamente im- è di natura fisica, bensì morale. I cibi,
portante, spiegando che non quello che in sé, non sono né puri né impuri. Di
entra nella bocca contamina l’uomo; più: nessuna cosa materiale, in sé, è
ma… quello che esce dalla bocca. For- cattiva; solamente l’abuso che se ne
se non ci rendiamo conto del carattere fa è cattivo. Il cibo che l’uomo mangia
rivoluzionario di questa dichiarazione. entra nella bocca, è digerito, poi va nel
Sotto la legge levitica ciò che entrava ventre per essere espulso. Tutto ciò
nella bocca poteva contaminare una non interessa in alcun modo la condi-
persona. Ai Giudei era proibito mangia- zione morale, bensì solamente il suo
re la carne di animali che non rumina- corpo. Oggi sappiamo che “tutto quel
vano e non avevano lo zoccolo spartito; che Dio ha creato è buono; e nulla è da
in quanto al pesce, era loro consentito respingere, se usato con rendimento di
di consumare esclusivamente quel- grazie; perché è santificato dalla paro-
lo con scaglie e lische: Dio aveva dato la di Dio e dalla preghiera” (1 Ti 4:4-5).
istruzioni particolareggiate riguardo ai Naturalmente, in questo brano non si
cibi puri e impuri (vd. Le 11). fa riferimento, p. es., alle piante vele-
Ora, colui che aveva dato la legge nose, ma solamente ai cibi destinati
apriva la strada all’abrogazione dell’in- da Dio al consumo da parte dell’uomo.
tero sistema riguardante l’impurità Tutti gli alimenti sono buoni e devono
cerimoniale. Gesù dichiarò che il cibo essere consumati con riconoscenza. Se
che i suoi discepoli mangiavano con le l’individuo è allergico o intollerante a
mani non lavate non li contaminava. qualche cibo, è meglio che non lo man-
La vera contaminazione era, invece, gi; ma, in genere, possiamo mangiare
l’ipocrisia degli scribi e dei farisei. con la certezza che Dio usa il cibo per
15:12-14 Quando i suoi discepoli gli nutrirci fisicamente.
riferirono che i farisei erano rimasti 15:18 Se non è il cibo che contami-
scandalizzati dalla sua denuncia, Ge- na l’uomo, allora cosa lo contamina?
sù rispose loro paragonando i farisei Gesù rispose: ciò che esce dalla bocca
a piante che non erano state piantate viene dal cuore, ed è quello che conta-
da Dio. Erano zizzania, anziché gra- mina l’uomo. Qui, con il termine cuo-

88
MATTEO 15:27

re non si intende l’organo che pompa Messia. Anche se Gesù era il Figlio di
il sangue, bensì la fonte corrotta degli Davide, un pagano non aveva il diritto
impulsi e dei desideri dell’uomo. La di rivolgergli la parola con tale appel-
natura morale dell’uomo si manifesta, lativo. Ecco perché egli, dapprima, non
anzitutto, mediante pensieri impuri, le rispose.
quindi attraverso parole e discorsi cor- 15:23 I suoi discepoli si avvicinaro-
rotti e, infine, tramite atti scellerati. no e lo pregavano dicendo: “Mandala
15:19-20 Fra ciò che contamina l’uo- via”. Per loro, quella donna era una sec-
mo si contano: pensieri malvagi, omi- catura. Per Gesù, invece, ella costituiva
cidi, adulteri, fornicazioni, furti, false un gradito esempio di fede, nonché un
testimonianze, diffamazioni. vaso in cui riversare la sua grazia. Pri-
I farisei e gli scribi erano davvero ma, però, egli doveva verificare e pla-
attenti a osservare, ostentatamente e smare la fede di costei!
minuziosamente, i riti di purificazio- 15:24-25 Egli le fece presente di es-
ne. Ma la loro vita interiore era con- sere stato mandato alle pecore perdute
taminata. Essi erano dei perfezionisti della casa d’Israele, non agli stranieri
e curavano i minimi particolari, ma e, certamente, non ai Cananei. Ma el-
ignoravano le cose veramente impor- la non si lasciò scoraggiare da questo
tanti. Essi arrivarono ad accusare i apparente rifiuto. Abbandonato l’ap-
discepoli di Gesù di trasgredire tradi- pellativo Figlio di Davide, ella lo adorò
zioni non ispirate, laddove essi stessi dicendogli: Signore, aiutami! Poiché
tramavano l’uccisione del Figlio di Dio, non le era stata data facoltà di rivolgersi
rendendosi quindi colpevoli di tutto a Gesù come un Giudeo al suo Messia,
l’elenco di peccati di cui al v. 19. ella si sarebbe comportata come una
creatura al cospetto del suo Creatore.
F. Una donna pagana è benedetta a 15:26 Per provare l’autenticità del-
motivo della sua fede (15:21-28) la sua fede, Gesù osservò che non era
15:21-22 Gesù si ritirò nel territorio di bene privare del cibo i figli giudei per
Tiro e Sidone sulla costa mediterranea. dare del pane ai cagnolini pagani. Se
Per quanto ne sappiamo, questa fu l’uni- alle nostre orecchie questa risposta
ca volta, durante il suo ministero pubbli- suona molto dura, dobbiamo ricordare
co, che Gesù si trovò fuori del territorio che non era intesa a ferire, ma a guari-
giudeo. Qui, nella Fenicia, una donna re, come il bisturi del chirurgo. Quella
cananea gli chiese di guarire sua figlia, donna, di fatto, era una pagana. I Giu-
che era tormentata da un demonio. dei consideravano i pagani dei cani
È importante ricordare che questa randagi, che giravano per le strade in
donna non era giudea, bensì pagana. Il cerca di avanzi di cibo. Ad ogni modo,
suo popolo discendeva dai Cananei, una in quest’occasione Gesù usò il termine
stirpe corrotta che Dio aveva votato allo che indicava i cagnolini, cioè i cuccioli.
sterminio. A causa dell’inadempienza Ora rimaneva da vedere se ella avreb-
d’Israele, alcuni erano sopravvissuti be riconosciuto di non essere degna di
all’invasione di Canaan sotto Giosuè ricevere anche solo la minima parte
e questa donna era, per l’appunto, una delle sue benedizioni.
loro discendente. Essendo una stranie- 15:27 La risposta fu meravigliosa. La
ra, ella non aveva i privilegi del popolo donna era assolutamente d’accordo con
eletto di Dio sulla terra: era un’estranea l’osservazione di Gesù. Rimase al suo
senza speranza e la sua condizione non posto di pagana indegna, implorando
le consentiva di rivendicare alcun dirit- misericordia, amore e benignità. In altre
to davanti a Dio o al Messia. parole rispose: “Hai ragione! Non sono
Rivolgendosi a Gesù, lo chiamò Si- altro che uno dei cagnolini sotto la ta-
gnore, Figlio di Davide, un titolo che i vola. Ma so che, a volte, delle briciole…
Giudei usavano quando parlavano del cadono dalla tavola. Non puoi lasciarmi

89
MATTEO 15:28

qualche briciola? Non sono degna che 15:35-36 Come nel caso dei cinquemi-
tu guarisca mia figlia, ma ti supplico di la, Gesù fece accomodare la folla e, dopo
farlo, anche se non lo merito”. aver reso grazie… spezzò i pani e li diede
15:28 Gesù la lodò per la sua gran- ai suoi discepoli perché li distribuissero
de… fede. Mentre i figli increduli non con i pesciolini. Anche oggi egli si aspet-
avevano fame di pane, ecco invece un ta che i suoi discepoli facciano quello che
“cagnolino” che ammetteva di avere possono. Poi interviene, facendo quello
fame e chiedeva il pane a gran voce. La che essi non possono fare.
sua fede fu premiata: la figlia fu guarita 15:37-39 Dopo che tutti si furono
all’istante. La guarigione di questa figlia saziati, rimasero ancora sette panieri
pagana ci fa pensare al ministero attuale pieni di cibo avanzato. In tal modo, fu-
del Signore, alla destra di Dio: in questa rono sfamati quattromila uomini, sen-
nostra epoca, egli concede la guarigione za contare le donne e i bambini.
spirituale agli stranieri, laddove il suo Nel prossimo capitolo (16:8-12), con-
antico popolo è messo da parte. sidereremo l’importanza dei dati stati-
stici riguardo alle due moltiplicazioni.
G. Gesù guarisce una grande folla Ogni particolare del racconto biblico è
(15:29-31) ricco di significato.
15:29-31 Da Mr 7:31 apprendiamo che Congedata la folla, il Signore andò
il Signore lasciò Tiro, si diresse a nord con la barca al paese di Magadan, sulla
in direzione di Sidone, poi a est oltre il costa occidentale del mare di Galilea.
Giordano e, in seguito, a sud, attraverso
la regione della Decapoli. Lì, vicino al I. Il lievito dei farisei e dei sadducei
mare di Galilea, guarì zoppi… ciechi… (16:1-12)
muti… storpi e molti altri. La folla, stu- 16:1 I farisei e i sadducei, antagonisti di
pita, diede gloria al Dio d’Israele. C’è lunga data nelle questioni teologiche,
motivo di ritenere che questa regione rappresentavano i due estremi dottri-
fosse pagana: la gente, collegando Ge- nali. Ma la loro inimicizia si trasformò
sù e i suoi discepoli a Israele, dedusse in cooperazione, avendo essi l’unico
giustamente che il Dio d’Israele stava scopo di intrappolare il Salvatore. Per
operando in mezzo a loro. metterlo alla prova, gli chiesero di
mostrare un segno dal cielo. In qual-
H. Gesù sfama quattromila uomini che modo, non comprensibile a noi,
(15:32-39) cercavano di metterlo in una situazio-
15:32 I lettori disattenti (o critici), che ne compromettente. Chiedendogli di
confondono questo episodio con la mostrare un segno dal cielo, volevano
moltiplicazione dei pani per cinque- forse insinuare che i suoi miracoli pre-
mila uomini, accusano la Bibbia di cedenti provenivano da tutt’altra fonte.
ripetersi, contraddirsi e fornire stime O forse volevano vedere qualche segno
errate. I due episodi, al contrario, sono soprannaturale nel cielo.
assai diversi tra loro e, anziché con- Gesù aveva compiuto tutti i suoi mi-
traddirsi, si completano a vicenda. racoli sulla terra: sarebbe stato in gra-
Dopo essere stata tre giorni con il do di operare miracoli celesti?
Signore, la folla aveva esaurito i viveri. 16:2-3 …egli rispose riprendendo
Egli non voleva congedare tutte quelle il tema del cielo. Quando, la sera, essi
persone affamate, per timore che per- vedevano il cielo rosseggiare, erano
dessero le forze per strada. in grado di prevedere bel tempo per
15:33-34 Di nuovo, i discepoli si il giorno seguente. Essi sapevano al-
scoraggiarono, di fronte al compito im- tresì che il cielo che rosseggiava cupo
possibile di dar da mangiare a una folla la mattina era foriero di tempesta per
così numerosa. Questa volta avevano quel giorno. Dunque costoro sapevano
sette pani e pochi pesciolini. interpretare l’aspetto del cielo, ma non

90
MATTEO 16:11-12

sapevano interpretare i segni dei tem- compagnia di colui che, almeno in


pi. Quali erano questi segni? due occasioni, aveva sfamato le mol-
Il profeta che doveva annunciare titudini. Perciò Gesù rammentò loro
l’avvento del Messia era apparso nella le due moltiplicazioni miracolose, ri-
persona di Giovanni il battista. I previ- spettivamente per cinquemila e per
sti miracoli del Messia, opere che prima quattromila uomini. La lezione riguar-
di lui nessun altro aveva mai compiuto, dava l’aritmetica divina e l’inesauribi-
erano avvenuti sotto i loro occhi. Un lità delle risorse divine; infatti minore
altro segno dei tempi era la realizza- era la quantità di cibo che Gesù aveva a
zione di altre profezie, quali quella disposizione, più persone riusciva a sfa-
riguardante il rifiuto, ormai evidente, mare e più avanzi rimanevano. Quando
del Messia da parte dei Giudei e quella c’erano solo cinque pani e due pesci,
relativa alla predicazione del vangelo Gesù aveva dato da mangiare a più di
agli stranieri. Tuttavia, malgrado tutte cinquemila uomini e si erano raccolte
queste prove incontrovertibili, costoro dodici ceste di pezzi avanzati. Quan-
non capivano che l’ora era venuta e che do ebbe più pani e più pesci, diede da
la profezia si era avverata. mangiare solo a quattromila uomini e
16:4 Chiedendo un segno allorché avanzarono solo sette panieri pieni di
Gesù stesso era in mezzo a loro, i farisei cibo. Se noi mettiamo le nostre limita-
e i sadducei dimostravano di essere una te risorse a sua disposizione, egli può
generazione malvagia e spiritualmente moltiplicarle in proporzione inversa
adultera: dunque, nessun segno sareb- alla loro quantità. “Il poco è molto, se
be stato dato loro, se non il segno di Gio- Dio interviene”.
na. Com’è scritto nel commento a 12:39, Il sostantivo qui tradotto con ceste (28)
quel segno sarebbe stato la risurrezione è diverso da quello del brano della mol-
di Cristo, il terzo giorno. Una genera- tiplicazione del cibo per i cinquemila.
zione malvagia e adultera avrebbe cro- Si pensa che le sette ceste usate in que-
cifisso il suo Messia, ma Dio lo avrebbe sto caso fossero più grandi delle dodici
risuscitato dai morti. Questo sarebbe dell’episodio precedente. Ma la lezione è
stato il segno della condanna per quanti la stessa: perché preoccuparsi della fame
avrebbero rifiutato di inchinarsi davan- e della mancanza di cibo, se siamo legati
ti a lui, loro legittimo Signore. a colui che ha potenza e risorse infinite?
Il paragrafo si conclude con l’inquie- 16:11-12 Parlando del lievito dei
tante espressione: E, lasciatili, se ne farisei e dei sadducei, il Signore non
andò. Il sottinteso significato spirituale alludeva al pane, bensì a dottrina e a
è lampante. condotta malvagie. In Lu 12:1 si speci-
16:5-6 I discepoli raggiunsero il Si- fica che il “lievito dei farisei” è l’ipocri-
gnore sulla riva orientale del mare, ma sia: i farisei dichiaravano di attenersi
si erano dimenticati di prendere del alla Parola di Dio fin nei minimi par-
cibo con loro. Perciò, quando Gesù li ac- ticolari, ma la loro ubbidienza era sola-
colse con l’ammonimento di guardarsi mente esteriore e superficiale. Nel loro
bene dal lievito dei farisei e dei saddu- intimo, costoro erano empi e corrotti.
cei, essi pensarono che egli intendesse Il lievito dei sadducei era il raziona-
vietare loro di chiedere del cibo a quei lismo. Essi erano i liberi pensatori del
capi giudei. La loro preoccupazione per loro tempo e, come i liberali di oggi,
il cibo li indusse a interpretare le parole avevano costruito un sistema di illazio-
di Gesù in senso letterale, naturale, lad- ni e smentite. Confutavano l’esistenza
dove egli intendeva impartire loro una di angeli e spiriti, la risurrezione del
lezione spirituale. corpo, l’immortalità dell’anima e il ca-
16:7-10 Quei discepoli si preoccupa- stigo eterno. Se tollerato, il lievito dello
vano ancora di non avere abbastanza scetticismo si diffonde e permea tutto
da mangiare, nonostante fossero in come il lievito nella farina.

91
MATTEO 16:13-14

X. IL RE PREPARA I SUOI DISCEPOLI controversie che intorno a qualsiasi


(16:13−17:27) altro. La domanda è: “Chi, o che cosa,
è la pietra ?”. In parte, il problema na-
A. La grande confessione di Pietro sce dal fatto che i due termini greci per
(16:13-20) indicare Pietro e la pietra sono simili,
16:13-14 Cesarea di Filippo sorgeva ma hanno un significato diverso. Il pri-
40 km ca a nord del mare di Galilea e mo termine, petros, vuol dire “pietra”,
8 km a est del Giordano. Quando Gesù o masso isolato; il secondo, petra, si-
giunse presso i villaggi di quella regio- gnifica “roccia”, o sporgenza rocciosa.
ne (vd. Mr 8:27), accadde un evento Quindi Gesù disse in realtà: tu sei Pie-
che, in genere, viene considerato l’api- tro (pietra), e su questa pietra (roccia)
ce del suo ministero d’insegnamento. io edificherò la mia chiesa. Non disse
Fino a quel momento, infatti, egli ave- che avrebbe costruito la sua chiesa su
va cercato di condurre i discepoli a una una pietra, ma su una roccia.
reale conoscenza della sua persona; Se Pietro non è la roccia, allora qual
una volta riuscitoci, si volse con deci- è la roccia? Se ci si attiene al contesto,
sione verso la croce. risulta ovvio che tale roccia è la confes-
Gesù iniziò a discorrere domandan- sione di Pietro: Cristo è il Figlio del Dio
do ai suoi discepoli che cosa si dices- vivente. Questa è la verità su cui si fon-
se di lui in giro. Le risposte riferirono da la chiesa. Ef 2:20 spiega che la chiesa
tutta la gamma di pareri: da Giovanni è edificata su Gesù Cristo, la pietra an-
il battista, a Elia, a Geremia, fino a uno golare. In quel passo della Lettera agli
dei profeti. Per gli uomini, Gesù era Efesini, infatti, la dichiarazione che
uno dei tanti, “buono”, ma non “il mi- siamo “stati edificati sul fondamento
gliore”; “grande”, ma non il “maggiore”; degli apostoli e dei profeti” non è un ri-
profeta, ma non il profeta. Queste opi- chiamo alle loro persone, bensì al loro
nioni lo sminuivano e non gli rendeva- insegnamento riguardo al Signore Ge-
no giustizia. Se egli fosse stato soltanto sù Cristo: è questo il fondamento della
un uomo come tutti gli altri, sarebbe chiesa.
stato un impostore, giacché sosteneva In 1 Co 10:4 Cristo è chiamato la
di essere uguale a Dio Padre. “roccia”. A questo proposito, G. Cam-
16:15-16 Quindi, Gesù domandò ai pbell Morgan ci mette in guardia:
discepoli chi credevano che egli fosse.
Tale domanda causò la storica profes- Ricordiamoci che Gesù parlava ai
sione di Simon Pietro : Tu sei il Cristo, Giudei. Se cerchiamo nelle Scritture
il Figlio del Dio vivente. In altre parole, ebraiche l’uso figurativo del termine
Pietro proclamava che Gesù era il Mes- “roccia”, constatiamo che tale alle-
sia d’Israele e Dio-Figlio. goria non è mai usata come simbolo
16:17-18 Il Signore pronunciò una dell’uomo, ma sempre come simbolo
di Dio. Di conseguenza, qui a Cesa-
benedizione su Simone, figlio di Gio-
rea di Filippo, la chiesa non è edi-
na . Non fu mediante l’intelletto o la
ficata su Pietro. Gesù non giocava
saggezza umana che quel pescatore con i modi di dire. Prese la vecchia
afferrò tale concetto del Signore Gesù: immagine ebraica, la roccia (sempre
glielo aveva rivelato, in modo sopran- simbolo della Deità), e disse: “Su Dio
naturale, Dio Padre. Ma il Figlio aveva stesso, Cristo, il Figlio del Dio viven-
ancora qualcosa di importante da dire te, io edificherò la mia chiesa”. (29)
a Pietro. Perciò aggiunse: E anch’io ti
dico: tu sei Pietro, e su questa pietra Pietro non si è mai autodefinito “il
edificherò la mia chiesa, e le porte fondamento della chiesa”. In due oc-
dell’Ades non la potranno vincere. casioni fece allusione a Cristo come a
Sappiamo bene che, intorno a questo una “pietra” (vd. At 4:11-12; 1 P 2:4-8),
versetto del Vangelo, ci sono state più ma in questo caso l’immagine era di-

92
MATTEO 16:19

versa: si trattava della pietra angolare, porta all’ambito della professione di


non del fondamento. fede: fare discepoli, battezzare e inse-
Io edificherò la mia chiesa. Qui tro- gnare (il battesimo non è necessario per
viamo la prima menzione biblica della la salvezza, ma è il rituale d’iniziazione
chiesa. In epoca veterotestamentaria, con cui si dichiara pubblicamente la
la chiesa non esisteva ancora. Quando propria fedeltà al Re). Queste chiavi non
Gesù pronunciò queste parole, la chiesa furono date a Pietro in esclusiva, gli fu-
era ancora lontana. Essa fu formata il rono bensì conferite in rappresentanza
giorno della Pentecoste ed era composta di tutti gli altri discepoli (vd. 18:18, dove
da tutti i veri credenti in Cristo, sia Giu- la stessa promessa è estesa anche agli
dei sia stranieri. Essendo una comunità altri). Pietro usò le chiavi, per la prima
distinta, conosciuta come Corpo e Spo- volta, il giorno della Pentecoste.
sa di Cristo, la chiesa ha una vocazione Tutto ciò che legherai in terra sarà
speciale e una destinazione celeste. legato nei cieli, e tutto ciò che scioglie-
Difficilmente ci saremmo aspettati rai in terra sarà sciolto nei cieli. Questo
che la chiesa fosse presentata nel Van- brano, e un brano parallelo in Gv 20:23,
gelo di Matteo, i cui argomenti preva- sono talvolta usati per sostenere la
lenti sono Israele e il regno. Tuttavia, dottrina che a Pietro e ai suoi presunti
successivamente al rifiuto di Cristo successori fosse conferita l’autorità di
da parte d’Israele, seguirà un periodo perdonare (o “rimettere”) i peccati. Ma
intermedio, l’età della chiesa, che con- noi sappiamo che ciò non può essere:
tinuerà fino al giorno del rapimento. soltanto Dio può perdonare i peccati.
Dopo di che, Dio riprenderà la sua ope- Anche questo versetto si presta a una
ra con il popolo d’Israele. Perciò è uti- duplice interpretazione.
le che Dio a questo punto introduca il 1. Probabilmente gli apostoli aveva-
concetto di “chiesa”, la successiva tap- no un potere di legare e di scioglie-
pa del suo piano di amministrazione re che noi, oggi, non abbiamo più.
dopo il rifiuto d’Israele. Per esempio, Pietro legò i peccati di
...e le porte dell’Ades non la potran- Anania e Saffira, cosicché i due fu-
no vincere. Tale asserzione si presta a rono puniti con la morte istantanea
una duplice interpretazione: 1° le por- (vd. At 5:1-10); Paolo sciolse l’uomo
te dell’Ades rappresentano un assalto della chiesa di Corinto, che era stato
infruttuoso contro la chiesa, la quale sottoposto a disciplina, dalle conse-
supererà tutti gli attacchi sferrati con- guenze dei suoi peccati, poiché que-
tro di essa; 2° la chiesa stessa passerà sti si era pentito (vd. 2 Co 2:10).
all’offensiva, uscendone vittoriosa. In 2. Ciò che gli apostoli avrebbero legato,
ambedue i casi, il potere della morte o sciolto, sulla terra, doveva già essere
sarà sconfitto mediante il rapimento stato legato, o sciolto, nel cielo. Perciò
dei credenti viventi e la risurrezione Ryrie scrive: “È il cielo, non gli aposto-
dei morti in Cristo. li, che lega o scioglie; gli apostoli ne
16:19 Io ti darò le chiavi del regno danno solamente l’annuncio”.(30)
dei cieli. Questa espressione non signi- Oggi questo versetto ha, per noi, un
fica che a Pietro fu conferita l’autorità significato essenzialmente dichiarati-
di ammettere gli uomini in cielo, ma è vo. Quando un peccatore si pente sin-
bensì attinente con il regno dei cieli sul- ceramente dei propri peccati e riceve
la terra, il quale comprende quanti di- Gesù Cristo come Signore e Salvatore,
chiarano di essere sottomessi al Re e si un credente può dichiarare che questi
definiscono cristiani. Le chiavi evocano peccati sono stati perdonati. Quando
il concetto di ammissione o di ingresso. il peccatore rifiuta il Salvatore, un cre-
Nel versetto relativo al grande manda- dente può dichiarare i suoi peccati non
to (vd. 28:19-20) si trova un’allusione perdonati. William Kelly scrive: “Ogni
implicita alle chiavi, le quali aprono la volta che la chiesa agisce nel nome del

93
MATTEO 16:20

Signore e compie veramente la sua vo- capi religiosi, doveva essere ucciso, e ri-
lontà, le sue azioni portano il marchio suscitare il terzo giorno. Questa notizia
di Dio”. avrebbe segnato la morte certa di qual-
16:20 Di nuovo vediamo il Signore siasi movimento, se non fosse stato per
Gesù ordinare ai suoi discepoli di non l’ultimo imperativo: doveva... risuscita-
dire a nessuno che egli era il Messia. A re il terzo giorno. Lì stava la differenza!
causa dell’incredulità d’Israele, nulla 16:22 Pietro si ribellò al pensiero
di buono sarebbe venuto fuori da una che il suo Maestro dovesse subire un
rivelazione del genere. Anzi, un solle- tale trattamento. Lo afferrò, come se
vamento popolare che avesse voluto volesse sbarrargli la strada, e protestò:
incoronarlo re sarebbe stato estrema- Dio non voglia, Signore! Questo non ti
mente dannoso. Un’azione così intem- avverrà mai.
pestiva sarebbe stata inesorabilmente 16:23 Ne seguì un rimprovero da par-
stroncata dai Romani. te del Signore Gesù. Egli era venuto nel
James S. Stewart, che definisce que- mondo per morire per i peccatori. Qua-
sto paragrafo “la svolta nel ministero lunque cosa, o qualsiasi persona, volesse
di Cristo”, scrive: impedirglielo andava contro la volontà
Quel giorno a Cesarea di Filippo rap- di Dio. Perciò disse a Pietro: Vattene via
presenta lo spartiacque dei Vangeli. da me, Satana! Tu mi sei di scandalo.
Da questo punto i fiumi comincia- Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma
no a scorrere in un’altra direzione. Il delle cose degli uomini. Apostrofando
fiume della popolarità che, nei primi Pietro con l’appellativo di Satana, Gesù
giorni del ministero di Gesù, sembra- non intendeva dire che l’apostolo fosse
va portarlo al trono, è stato lasciato indemoniato o posseduto da Satana, ma
indietro. La corrente si dirige verso che le azioni e le parole di Pietro erano si-
la croce... A Cesarea Gesù si fermò mili a quelle che ci si poteva aspettare da
come di fronte a un confine. Cesarea Satana (il cui nome significa avversario).
diventò per lui la cima di una colli- Con la sua protesta contro il Golgota, Pie-
na da cui poteva vedere, dietro di sé, tro diventò un ostacolo per il Salvatore.
tutta la strada già percorsa, e davan- Ogni credente è chiamato a prende-
ti a sé la strada oscura e minacciosa re la propria croce e a seguire il Signore
che lo stava aspettando. Egli volse lo Gesù; ma quando la croce inizia a de-
sguardo indietro, là dove il bagliore
linearsi sul nostro cammino, una voce
residuo dei giorni felici svaniva len-
dentro di noi dice: “Dio non voglia!
tamente; poi si voltò e s’incamminò
verso l’ombra. La sua meta, ora, era
Mettiti al sicuro”. O forse si tratta del-
il Golgota. (31) la voce dei nostri cari che cercano di
distoglierci dalla via dell’ubbidienza.
B. Preparazione dei discepoli alla In tali situazioni, anche noi dobbiamo
morte e alla risurrezione di ripetere: “Vattene via da me, Satana! Tu
Cristo (16:21-23) mi sei di scandalo”.
16:21 Ora che i discepoli avevano rico-
nosciuto che Gesù era il Messia, il Figlio C. Preparazione al vero discepolato
del Dio vivente, erano pronti ad ascol- (16:24-28)
tare il primo chiaro annuncio della 16:24 Ora il Signore Gesù rivela aper-
sua morte e della sua risurrezione. Ora tamente che cosa significhi essere
sapevano che la sua causa non avrebbe suo discepolo: rinunciare a se stessi,
mai potuto fallire, che erano dalla parte prendere la croce e seguirlo. Rinun-
del vincitore e che, qualsiasi cosa fosse ciare a se stessi non significa sacrifi-
accaduta, il trionfo era certo. Così il Si- cio di sé, ma significa sottomettersi al
gnore rivelò la notizia a cuori preparati. suo controllo in un modo così com-
Egli doveva andare a Gerusalemme, pleto che l’io non ha più diritti. Pren-
doveva soffrire molte cose da parte dei dere la croce significa essere disposti

94
MATTEO 17:1-2

a sopportare scherni, sofferenze e ritorno, quando verrà sulla terra, con


forse il martirio per amor suo; signifi- i suoi angeli, nella gloria eccelsa del
ca anche morire al peccato, a se stessi Padre suo. Allora renderà, a chiunque
e al mondo. Seguire Gesù significa vi- vive per lui, secondo il suo operato.
vere come egli ha vissuto: con umiltà, L’unico modo per avere una vita di
povertà, compassione, amore, mise- successo è immedesimarsi in questo
ricordia e ogni altra virtù celeste. futuro glorioso, stabilire ciò che, al-
16:25 Il Signore segnala la presenza lora, sarà veramente importante e poi
di due ostacoli sulla strada del discepo- perseguirlo con tutte le proprie forze.
lato: 1° la tentazione naturale di salvare 16:28 Successivamente Gesù fece
se stessi da disagi, afflizioni, solitudine un’osservazione sconcertante: alcuni di
o perdite; 2° la ricchezza. Quanto al pri- coloro che erano lì con lui non avrebbero
mo, Gesù avverte che chi si aggrappa gustato la morte finché non l’avessero
alla vita per motivi egoistici non troverà visto venire nel suo regno. Il problema,
mai la piena soddisfazione; ma chi, in- naturalmente, sta nel fatto che tutti i
vece, con coraggio gli fa dono della pro- discepoli morirono senza che egli fosse
pria vita, senza calcolare i costi, troverà ancora tornato in potenza e gloria per
la ragione della propria esistenza. stabilire il suo regno. Ma tale problema
16:26 La seconda tentazione, quella di è facilmente risolvibile se, prescindendo
diventare ricchi, è irrazionale. “Immagi- per un attimo dalla suddivisione dei ca-
natevi” dice Gesù “che un uomo abbia pitoli, si considerino i primi otto versetti
tanto successo negli affari da possede- del capitolo successivo, in cui si narra
re, alla fine, tutto il mondo. Questa folle l’episodio della trasfigurazione, come
smania di avere sempre di più assorbi- la spiegazione dell’enigmatica afferma-
rebbe tutto il suo tempo e le sue ener- zione di Gesù. Sul monte, infatti, Pietro,
gie, tanto da impedirgli di raggiungere Giacomo e Giovanni videro il Cristo
il vero scopo della sua vita. Che senso trasfigurato: essi ebbero, in tal modo, il
avrebbe guadagnare tutto quel denaro privilegio di vedere anticipatamente la
per poi morire, lasciare tutto dietro di gloria di Cristo nel suo regno.
sé e trascorrere l’eternità a mani vuo- È legittimo ravvisare, nella trasfigu-
te?”. L’uomo è sulla terra per un compito razione di Cristo, una prefigurazione
molto più importante che accumulare del suo regno futuro. Pietro definisce
soldi: egli è chiamato a rappresentare gli questo evento “la potenza e la venuta
interessi del suo Re. Se non centra questo del nostro Signore Gesù Cristo” (2 P
obiettivo, tutto è perduto. 1:16). La potenza e la venuta del Signore
Nel v. 24 Gesù annuncia ai suoi Gesù rinviano al suo ritorno. Giovanni,
discepoli il peggio. Questa è una ca- inoltre, parla dell’esperienza sul monte
ratteristica del cristianesimo: se ne come del momento in cui “noi abbiamo
conoscono tutte le difficoltà fin dall’ini- contemplato la sua gloria, gloria come di
zio. Ma non si finisce mai di scoprirne unigenito dal Padre” (Gv 1:14). La prima
i tesori e le benedizioni. Barnhouse ha venuta di Cristo avvenne in umiliazio-
espresso bene questo concetto: ne laddove il suo ritorno avverrà nella
gloria. La predizione del v. 28 si avverò,
Quando avremo visto nelle Scrittu-
re tutto ciò che è spaventoso, non ci
dunque, sul monte; Pietro, Giacomo e
sarà più nulla che possa sorprender- Giovanni videro il Figlio dell’uomo non
ci. Ogni cosa nuova che impareremo, più come un umile Nazareno, bensì co-
in questa vita o in quella futura, si me il Re glorificato.
rivelerà una delizia. (32)
D. Preparazione dei discepoli alla
16:27 Ora il Signore Gesù ricorda ai gloria: la trasfigurazione (17:1-8)
suoi la gloria che segue alle sofferen- 17:1-2 Sei giorni dopo l’episodio a Cesa-
ze. Richiama la loro attenzione sul suo rea di Filippo, Gesù prese con sé Pietro,

95
MATTEO 17:3

Giacomo e Giovanni… sopra un alto Cristo e alla gloria che ne seguirà. Una
monte, in qualche parte della Galilea. terza possibile interpretazione è che
Molti commentatori attribuiscono un Mosè, che ascese al cielo attraverso
importante significato al numero “sei”. la morte, rappresenti coloro che risu-
Gaebelein, per esempio, afferma: “Sei è sciteranno dai morti per entrare nel
il numero dell’uomo, il numero che in- regno millenniale, laddove Elia, che fu
dica i giorni del lavoro. Dopo sei giorni, rapito in cielo, personifichi coloro che
vale a dire dopo che il lavoro e il giorno entreranno nel regno in occasione del
dell’uomo sono finiti, ecco il giorno del rapimento della chiesa.
Signore, il regno”. In quanto ai discepoli Pietro, Giaco-
Quando Luca afferma che la tra- mo e Giovanni, essi parrebbero raffi-
sfigurazione ebbe luogo “circa otto gurare la totalità dei santi del N.T. Ma,
giorni” dopo (Lu 9:28), evidentemente d’altro canto, potrebbero altresì simbo-
calcola anche il giorno stesso dell’an- leggiare il residuo di Giudei fedeli che
nuncio di Gesù (di cui all’ultimo ver- sarà ancora in vita al ritorno di Cristo e
setto del capitolo precedente) e quello che entrerà nel regno con lui.
della trasfigurazione. Poiché l’otto è il La folla ai piedi del monte (v. 14,
numero della risurrezione e di un nuo- cfr. Lu 9:37) è stata paragonata alle na-
vo inizio, è appropriato che Luca equi- zioni pagane, che saranno ugualmente
pari il regno a un nuovo inizio. partecipi delle benedizioni del regno
Pietro, Giacomo e Giovanni (i qua- millenniale di Cristo.
li godevano, evidentemente, di una 17:4-5 Pietro fu profondamente
speciale condizione di intimità con impressionato da questo evento. Era
il Salvatore), ebbero il privilegio di veramente consapevole dell’impor-
vederlo trasfigurato. Fino ad allora, tanza di questo momento. Nel desi-
la sua gloria era stata nascosta in un derio di catturarne lo splendore di
corpo umano. Ma ora la sua faccia ri- quegli istanti, Pietro propose scon-
splendette come il sole e i suoi vestiti sideratamente di erigere tre tende
divennero candidi come la luce : era commemorative, una per Gesù, una
una manifestazione visibile della sua per Mosè e una per Elia . Era giusto
deità, proprio come la nuvola della che elencasse Gesù per primo, ma era
gloria, o Shekinah, nell’A.T. simboleg- sbagliato che non gli desse una posi-
giava la presenza di Dio. La scena era zione di preminenza. Gesù non è uno
una prefigurazione di come il Signore tra pari, ma è Signore sopra tutti. Per
Gesù sarà quando tornerà per stabili- insegnare questa lezione, Dio Padre
re il suo regno. Non apparirà più come ricoprì tutti con una nuvola luminosa,
l’Agnello sacrificale, ma come il Leone poi esclamò: Questo è il mio Figlio di-
della tribù di Giuda (vd. Ap 5:5). Quan- letto, nel quale mi sono compiaciuto;
ti lo vedranno, lo riconosceranno im- ascoltatelo. Nel regno, Cristo sarà Uno
mediatamente come il Figlio di Dio, il senza pari, il Monarca supremo le cui
Re dei re e il Signore dei signori. parole saranno l’autorità definitiva. E
17:3 Sul monte apparvero Mosè ed così dovrebbe essere già fin d’ora, nel
Elia che parlavano della sua morte cuore dei suoi seguaci.
imminente a Gerusalemme (vd. Lu 17:6-8 Storditi dalla nuvola della
9:30-31). Probabilmente Mosè ed Elia gloria e dalla voce di Dio, i discepoli…
simboleggiano i santi dell’A.T. Oppu- caddero con la faccia a terra. Ma Gesù
re, se consideriamo il riferimento a ordinò loro di alzarsi e di non temere.
Mosè come emblematico della legge Ed essi, alzatisi, non videro nessuno,
e quello a Elia come emblematico dei se non Gesù stesso, solo. Così avverrà
profeti, possiamo vedere qui rappre- nel regno: il Signore Gesù sarà “tutta
sentate entrambe le sezioni dell’A.T. la gloria nella terra dell’Emmanuele”
che additano alle sofferenze future di (Anne Ross Cousin).

96
MATTEO 17:19-20

E. Il precursore di Gesù Cristo qualcuno che eserciterà un ministero


(17:9-13) simile al suo.
17:9 Scendendo dal monte, Gesù die-
de ai discepoli l’ordine di non parlare F. Preparazione al servizio
a nessuno di ciò che avevano visto, mediante la preghiera e il digiuno
finché egli non fosse risuscitato dai (17:14-21)
morti. I Giudei, anche troppo ansiosi La vita non è fatta solo di eventi ecce-
di trovare qualcuno che li liberasse dal zionali. Dopo i momenti di grande gioia
giogo romano, lo avrebbero accettato spirituale vengono ore e giorni di fatica
di buon grado come colui che avrebbe e di esaurimento. Arriva il momento in
salvato la loro patria da Roma, ma non cui dobbiamo lasciare il monte per ser-
come colui che li avrebbe salvati dal vire nella valle di lacrime.
peccato. A tutti gli effetti pratici, Israele 17:14-15 Ai piedi del monte, un padre
aveva respinto il suo Messia; sarebbe, disperato stava aspettando il Salvatore.
dunque, stato inutile parlare ai Giudei Gettandosi in ginocchio davanti a lui,
di quella visione della gloria messiani- lo implorò di guarire suo figlio, che era
ca. Dopo la risurrezione, il messaggio indemoniato. Il figlio soffriva di attacchi
sarebbe stato proclamato in tutto il epilettici, i quali non di rado lo facevano
mondo. cadere nel fuoco e spesso nell’acqua,
17:10-13 I discepoli avevano appena cosicché la sua sofferenza era aggravata
assistito a una prefigurazione del ritor- dalle ustioni e dal rischio di annega-
no di Cristo in potenza e gloria, ma il mento. Si trattava di un caso esemplare
suo precursore non era apparso. Mala- della sofferenza provocata da Satana, il
chia aveva profetizzato che Elia doveva più crudele di tutti i padroni.
venire prima dell’avvento del Messia 17:16 Il padre era andato dai di-
(vd. Ml 4:5-6), perciò i discepoli inter- scepoli perché l’aiutassero, ma ave-
rogarono Gesù in proposito. Il Signore va imparato che “vano è il soccorso
affermò che, certo, Elia doveva venire dell’uomo” (Sl 60:11). Essi non avevano
prima, come riformatore, ma aggiunse il potere di guarire.
che Elia era già venuto. Ovviamente al- 17:17 L’esclamazione O generazione
ludeva a Giovanni il battista (vd. v. 13). incredula e perversa! Fino a quando
Giovanni non era Elia (vd. Gv 1:21), ma sarò con voi? Fino a quando vi sop-
era venuto “con lo spirito e la potenza di porterò? è rivolta ai discepoli. Non
Elia” (Lu 1:17). Se Israele avesse accet- avevano la fede sufficiente a guarire
tato Giovanni e il suo messaggio, egli l’epilettico; sotto questo aspetto, essi
avrebbe assunto il ruolo che era stato rappresentavano il popolo giudeo di
preannunciato da Elia (vd. Mt 11:14). quel tempo, incredulo e perverso.
Ma il popolo non aveva riconosciuto il 17:18 Non appena l’epilettico fu con-
significato della missione di Giovanni dotto da lui, Gesù sgridò il demonio e il
e ne aveva fatto un martire. La morte ragazzo fu guarito all’istante.
di Giovanni era un’anticipazione di ciò 17:19-20 Quando furono soli con Ge-
che i Giudei avrebbero fatto con il Fi- sù, i discepoli, perplessi riguardo alla
glio dell’uomo: essi avevano respinto il propria incapacità di gestire quel caso,
precursore e avrebbero respinto anche domandarono al Signore una spiega-
il Re. Quando Gesù spiegò loro queste zione. La sua risposta fu chiara e diret-
cose, i discepoli si resero conto che sta- ta: essi avevano poca fede. Se avessero
va parlando di Giovanni il battista. avuto una fede delle dimensioni di un
Ci sono buoni motivi per ritenere granello di senape (il più piccolo dei
che, prima del ritorno di Cristo, sorgerà semi), avrebbero potuto comandare a
un profeta che preparerà Israele all’ar- un monte di gettarsi nel mare e ciò sa-
rivo del futuro Re. È impossibile preve- rebbe avvenuto. Naturalmente, la vera
dere se si tratterà dello stesso Elia o di fede si deve fondare su qualche coman-

97
MATTEO 17:21

damento o promessa di Dio. Cercare di servizio del tempio. Pietro rispose: Sì.
compiere qualche opera spettacolare, Forse l’incauto discepolo voleva rispar-
al fine di appagare la vanità persona- miare a Cristo una situazione imbaraz-
le, non è fede, bensì presunzione. Ma zante.
se si lascia guidare da Dio in una certa L’onniscienza del Signore si com-
direzione, il credente può avere piena prende da ciò che segue. Quando Pie-
fiducia che tutti gli ostacoli più grandi tro tornò a casa, Gesù gli parlò prima
e insormontabili saranno miracolosa- che il discepolo avesse modo di riferir-
mente rimosse. Niente è impossibile gli l’accaduto. Che te ne pare, Simone?
per chi ha fede. I re della terra da chi prendono tributi
17:21 Questa specie di demòni non o l’imposta? Dai loro figli o dagli stra-
esce se non per mezzo della preghiera nieri? La domanda va interpretata alla
e del digiuno. Alcune Bibbie moderne luce di quel periodo storico. Il sovrano
tralasciano questo versetto, che non imponeva le tasse ai sudditi per soste-
compare in molti antichi mss. Tuttavia, nere il proprio regno e la propria fa-
esso si trova nella maggior parte di essi miglia, ma la famiglia del sovrano non
e si inserisce adeguatamente nel con- era tenuta a pagare le imposte. Con le
testo di un problema particolarmente forme di governo attuali, tutti sono ob-
difficile. bligati a pagare le tasse, inclusi i gover-
nanti e le loro famiglie.
G. Gesù rivela ai discepoli che sarà 17:26 Giustamente, Pietro rispose
tradito (17:22-23) che i governanti riscuotevano il tributo
17:22-23 Di nuovo, senza drammi né soltanto dagli stranieri. Gesù, quindi,
clamori, il Signore Gesù annunciò ai osservò: i figli, dunque, ne sono esen-
suoi discepoli che sarebbe stato messo ti. Il tempio, infatti, era la casa di Dio:
a morte. Ma, anche questa volta, sog- pagando il tributo per il sostegno del
giunse una promessa di giustizia e di tempio, Gesù avrebbe praticamente
vittoria: egli sarebbe risuscitato il terzo pagato un tributo a se stesso.
giorno. Se non avesse parlato loro, in 17:27 Tuttavia, per non suscitare un
anticipo, della propria morte, essi sa- inutile scandalo, il Signore acconsen-
rebbero stati indubbiamente sconvolti tì a pagare la tassa. Ma come avrebbe
e amareggiati, quando ciò fosse avve- fatto con il denaro? Non è riportato da
nuto. La morte del Signore, accompa- nessuna parte che Gesù avesse soldi
gnata da umiliazione e sofferenze, non con sé. Egli mandò Pietro al mare di
corrispondeva alle loro aspettative ri- Galilea e gli ordinò di controllare il
guardo al Messia. primo pesce che avrebbe abboccato
Di fatto, i discepoli si rattristarono l’amo; nella bocca del pesce avrebbe
profondamente perché egli stava per trovato uno statere, con cui avrebbe
lasciarli e sarebbe stato ucciso. Essi potuto pagare il tributo, metà per il Si-
udirono l’annuncio delle sue sofferen- gnore Gesù e metà per se stesso.
ze, ma parve loro sfuggire la promessa Questo miracolo sorprendente,
della risurrezione. narrato in toni pacati, dimostra chia-
ramente l’onniscienza di Cristo. Egli
H. Pietro e il Signore pagano sapeva quale, fra tutti i pesci del mare
le tasse del tempio (17:24-27) di Galilea, aveva uno statere in bocca,
17:24-25 A Capernaum gli esattori sapeva dove questo pesce si trovava e
delle didramme (la tassa annuale di sapeva anche che sarebbe stato il pri-
due dramme che ogni Israelita di età mo pesce ad abboccare.
superiore ai vent’anni era tenuto a cor- Se si fosse trattato di mettere in que-
rispondere al tempio) domandarono a stione qualche principio divino, Gesù
Pietro se il suo maestro pagasse l’im- non avrebbe certamente pagato. Non-
posta destinata a sostenere il costoso dimeno, poiché si trattava, per lui, di

98
MATTEO 18:8-9

una questione moralmente irrilevante, dificare e conformare il loro modo di


era disposto a pagare, anziché dare pensare alle realtà del regno di Dio.
scandalo. Noi, come credenti, siamo 18:4 Nel regno dei cieli, il più grande
liberi dalla legge. Tuttavia, in questioni sarà colui che si farà piccolo come un
che non riguardano la morale, dobbia- bambino. Ovviamente, i parametri e i
mo rispettare le coscienze altrui e non valori del regno sono diametralmente
fare nulla che possa causare offesa. opposti a quelli del mondo. Il nostro
modo di pensare deve essere comple-
XI. IL RE AMMAESTRA I SUOI tamente cambiato. Dobbiamo impara-
DISCEPOLI (capp. 18–20) re a pensare come Cristo (vd. Fl 2:5-8).
18:5 Qui il Signore Gesù passa, in mo-
A. A proposito dell’umiltà do quasi impercettibile, dal bambino
(18:1-6) naturale al bambino spirituale. Chiun-
Il cap. 18 è stato definito “il discorso que riceve uno dei suoi umili seguaci
sulla grandezza e sul perdono”. Esso nel nome suo, sarà ricompensato come
illustra, a grandi linee, i principi di se avesse ricevuto il Signore stesso. Ciò
comportamento che devono seguire che è fatto per il discepolo è premiato
coloro che affermano di essere servito- come se fosse fatto per il maestro.
ri di Cristo il Re. 18:6 D’altra parte, chiunque induca
18:1 I discepoli avevano sempre con- un credente a peccare è condannato
siderato il regno dei cieli un’età dell’oro senza appello; meglio per lui sarebbe
di pace e prosperità. Ora cominciavano che gli fosse appesa al collo una maci-
ad aspirare a posizioni privilegiate nel na da molino e fosse gettato in fondo
regno. La loro natura egoista si manife- al mare (la grande macina da mulino,
stò nella domanda: Chi è dunque il più di cui si parla qui, era azionata da un
grande nel regno dei cieli? animale; per una macina più piccola,
18:2-3 Gesù rispose con una lezio- invece, bastava il movimento della ma-
ne pratica. Mettendo un bambino in no). È già grave peccare di persona, ma
mezzo a loro, dichiarò che gli uomini indurre un credente a peccare significa
devono cambiare e diventare come distruggere la sua innocenza, corrom-
i bambini per entrare nel regno dei pere la sua mente e compromettere la
cieli. Egli alludeva alla realtà interio- sua reputazione. Meglio, allora, morire
re del regno; per essere dei veri cre- di morte violenta piuttosto che scherza-
denti, occorre abbandonare le manie re con la purezza di un’altra persona!
di grandezza e farsi umili e semplici
come bambini. Ciò avviene quando si B. A proposito degli scandali
riconosce la propria iniquità e la pro- (18:7-14)
pria indegnità, accettando 18:7 Gesù continuò spiegando che,
Gesù Cristo come unica speranza. Si inevitabilmente, ci sarebbero stati
deve mantenere questo atteggiamento scandali. Il mondo, la carne e il dia-
durante tutta la propria vita cristiana. volo collaborano per indurre in ten-
Gesù non intendeva dire che i suoi tazione e per sviare. Ma se l’individuo
discepoli non fossero salvati. Tutti, diventa complice delle forze del Mali-
tranne Giuda, avevano una vera fede gno, si rende estremamente colpevole.
in lui e, perciò, erano giustificati. Ma Perciò il Signore invita gli uomini ad
essi non avevano ancora ricevuto lo adottare misure drastiche per disci-
Spirito Santo e, quindi, non avevano la plinare se stessi, anziché tentare un
forza per esercitare la vera umiltà che, figlio di Dio.
invece, noi credenti dell’età presente 18:8-9 Non importa se il membro
possediamo (benché non la usiamo che induce al peccato è la mano o il
come dovremmo). Inoltre essi avevano piede o l’occhio ; è meglio sacrificarlo
bisogno di convertirsi, vale a dire mo- che permettergli di distruggere l’opera

99
MATTEO 18:10

di Dio nella vita di un’altra persona. 18:15 Qui troviamo istruzioni chiare
Meglio è… entrare nella vita senza arti sulle responsabilità del credente allor-
né occhi, che essere destinati all’infer- ché subisce un torto per opera di un
no con le membra intatte. Con questa altro credente. Il primo passo consiste
asserzione, il Signore non intendeva nell’appianare il dissidio, in privato, tra
dire che in cielo alcuni corpi saranno le due parti. Se il colpevole riconosce la
privi di arti, ma si limitava a descrive- propria colpa, la riconciliazione viene
re la condizione fisica del credente nel appresso di conseguenza. Il guaio è che
momento in cui lascia questa vita per di rado ci si comporta in questo modo;
entrare in quella futura. Non c’è dub- si parla del torto subito con tutti, tranne
bio che il corpo di risurrezione sarà che con l’interessato. La voce si diffonde
integro e perfetto. in un baleno e il conflitto si estende. Ri-
18:10 Successivamente, il Figlio di cordiamo che il primo passo da fare è:
Dio esortò a non disprezzare uno dei Va’ e convincilo fra te e lui solo.
suoi piccoli, che si tratti di un bambi- 18:16 Se il fratello colpevole non
no o di chiunque appartenga al regno. ascolta, chi ha subìto il torto deve
Per sottolinearne l’importanza, Ge- prendere con sé una o due persone per
sù aggiunse che gli angeli loro sono cercare di riabilitare l’altra persona.
continuamente alla presenza di Dio e Infatti, se il colpevole rifiuta di pen-
vedono la sua faccia. Qui il termine an- tirsi, la situazione si aggrava. Inoltre,
geli indica, probabilmente, gli angeli in questo modo ci si procura anche
custodi (inoltre vd. Eb 1:14). una testimonianza competente, come
18:11 Poiché il Figlio dell’uomo è richiesto dalla Scrittura: ogni parola
venuto a salvare ciò che era perduto. sia confermata per bocca di due o tre
Alcune versioni moderne della Bibbia testimoni (vd. De 19:15). Nessuno può
omettono questo versetto sulla missio- immaginare quanti problemi causi
ne del Salvatore. Nondimeno esso è ri- alla chiesa l’inosservanza della regola
portato in molti mss. e risulta coerente che sancisce che l’accusa contro una
con l’argomento di questo brano.(33) persona debba essere sostenuta dalla
18:12-13 Questi piccoli sono altresì testimonianza di altre due o tre per-
l’oggetto del ministero di salvezza del sone. In quest’ambito, i tribunali civili
tenero Pastore. Se, di cento pecore, se spesso agiscono più correttamente
ne perde una, egli lascia le novanta- delle chiese cristiane.
nove e va in cerca di quella smarrita, 18:17 Se il colpevole rifiuta ancora di
finché non la trova. La gioia del Pastore confessare e di scusarsi, il dissidio va
nel ritrovarla dovrebbe insegnarci ad portato a conoscenza della chiesa loca-
apprezzare e a rispettare i suoi piccoli. le. È importante notare che l’organismo
18:14 Non solo essi sono importanti preposto all’esame della causa è la chie-
per gli angeli e per il Pastore, ma anche sa locale, non il tribunale civile. È fatto
per Dio Padre. Egli non vuole che nep- divieto al credente di citare un altro cre-
pure uno di questi piccoli perisca. Se dente in giudizio (vd. 1 Co 6:1-8).
essi sono così importanti da impegnare Se l’accusato si rifiuta di ammette-
gli angeli, il Signore Gesù e Dio Padre, re la propria colpa anche davanti alla
allora certamente non devono mai esse- chiesa, deve essere considerato come
re disprezzati, per quanto poco amabili il pagano e il pubblicano. Il significato
o insignificanti possano sembrare. evidente di questa dichiarazione è che
questa persona deve essere conside-
C. Come disciplinare chi dà rata come estranea alla chiesa locale.
scandalo (18:15-20) Indipendentemente dal fatto che sia
Il resto del capitolo si occupa della riso- un vero credente, se non si comporta
luzione delle liti tra membri della chiesa come tale deve essere trattato di con-
e della necessità del perdono illimitato. seguenza. Nonostante egli appartenga

100
MATTEO 18:21-22

ancora alla chiesa universale, i privile- 18:20 Anche questo versetto deve
gi della chiesa locale gli devono essere essere interpretato alla luce del presen-
negati. Si tratta di un provvedimento te contesto. Esso non fa riferimento, in
estremamente grave mediante il qua- primo luogo, alla struttura di una chie-
le, di fatto, si consegna temporanea- sa neotestamentaria nella sua forma più
mente un credente al potere di Satana elementare e nemmeno alla riunione
“per la rovina della carne, affinché lo di preghiera in generale, bensì a un in-
spirito sia salvo nel giorno del Signore contro in cui la chiesa cerca la riconci-
Gesù” (1 Co 5:5). Lo scopo finale è far- liazione di due credenti divisi a causa
lo rientrare in sé e indurlo a confessa- del peccato. È vero che si può applicare
re il suo peccato. Finché non si arriva questo principio a tutti gli incontri di
a questo, i credenti devono trattarlo credenti in cui Cristo è al centro, ma qui
con cortesia, ma devono anche fargli si sta considerando un caso speciale.
capire, con il loro atteggiamento, che Riunirsi “nel suo nome” significa
non scusano il suo peccato né pos- incontrarsi sotto l’autorità di Cristo,
sono avere comunione con lui come riconoscendo tutto ciò che egli è, e in
fratello. La chiesa deve essere pronta a ubbidienza alla sua Parola. Nessun
riammetterlo, non appena manifesta gruppo può affermare di essere l’unico
segni di pentimento sincero. a riunirsi nel suo nome; se così fosse, la
18:18 Il v. 18 è collegato a ciò che lo presenza di Cristo sarebbe limitata a
precede. Se una chiesa, in preghiera e una piccola parte del suo Corpo sulla
in ubbidienza alla Parola, obbliga un terra. Invece, Gesù Cristo dichiara che
individuo a sottoporsi a un provvedi- dovunque due o tre sono riuniti e lo
mento disciplinare, la sua decisione è riconoscono come Signore e Salvatore,
onorata nel cielo. Qualora quella per- egli è lì… in mezzo a loro.
sona, pentendosi, confessi il peccato e
la chiesa la riammetta in comunione, D. A proposito del perdono
Dio approverà anche questo atto di illimitato (18:21-35)
scioglimento (vd. Gv 20:23). 18:21-22 A questo punto, Pietro do-
18:19 A questo punto sorge una do- mandò quante volte avrebbe dovuto
manda: “Quanto deve essere grande perdonare il fratello che avesse peccato
un’assemblea per poter legare e scio- contro di lui. Probabilmente pensava
gliere, come detto in precedenza?”. La di dimostrare una benevolenza straor-
risposta è che due credenti possono dinaria suggerendo sette volte come li-
portare in preghiera a Dio questi casi mite massimo. Ma Gesù rispose: non...
difficili, con la certezza di essere ascol- fino a sette volte, ma fino a settanta vol-
tati. Se è vero, da un lato, che il v. 19 può te sette. Naturalmente non si trattava
essere inteso come una promessa ge- di una cifra letterale, ma simbolica. Di
nerica di esaudimento delle preghiere, fatto, Gesù intendeva dire: “sempre”.
in questo contesto la promessa riguar- Ci si potrebbe domandare: “Ma, allo-
da la disciplina esercitata dalla chiesa. ra, perché attenersi a tutti i punti di cui
Se inserito nel tema più generale della si è appena parlato? Perché conferire con
preghiera collettiva, questo versetto il colpevole in privato, poi con uno o due
va considerato alla luce di tutti gli altri testimoni e, alla fine portarlo davanti
insegnamenti riguardo alla preghiera alla chiesa? Perché non perdonarlo tout-
stessa. Per esempio, le nostre preghiere court e lasciare che la cosa finisca lì?”
devono essere: La risposta è che, per gestire il per-
1. conformi alla volontà rivelata di Dio dono, ci sono delle tappe da compiere.
(vd. 1 Gv 5:14-15); 1. Quando un fratello mi fa un torto, o
2. elevate a Dio con fede (vd. Gm 1:6-8); pecca contro di me, devo perdonar-
3. presentate da un cuore sincero lo immediatamente nel mio cuore
(vd. Eb 10:22a) ecc. (vd. Ef  4:32). Questo mi libera dallo

101
MATTEO 18:23

spirito di amarezza e di vendetta e 18:28-30 Quel servo aveva un collega


mette ogni responsabilità sulle sue che gli doveva cento denari (qualche
spalle. centinaio di euro, al cambio attuale). In-
2. Mentre gli perdono nel mio cuore, vece di condonarglieli, costui lo afferrò
non gli dico ancora che è stato per- e quasi lo strangolava, chiedendogliene
donato. Non è giusto dispensare il l’immediata restituzione. Lo sfortunato
perdono pubblicamente, prima del debitore lo supplicò di concedergli una
suo pentimento. Perciò ho l’obbligo proroga, ma fu tutto inutile. Fu impri-
di andare da lui e di riprenderlo con gionato finché non avesse pagato il
amore, nella speranza di condurlo al debito (una decisione perlomeno insen-
ravvedimento (vd. Lu 17:3). sata dacché, fintanto che costui fosse
3. Non appena questi si pente e ricono- rimasto in prigione, le sue possibilità di
sce il proprio peccato, gli dico che è guadagnare e, di conseguenza, ripagare
perdonato (vd. Lu 17:4). il debito, erano nulle).
18:23 Gesù racconta una parabola 18:31-34 I suoi conservi, scandalizzati
sul regno dei cieli, quale monito contro da questo comportamento incoerente,
le conseguenze di uno spirito di con- riferirono tutto al loro signore. Questi si
danna nei servi che sono stati perdo- adirò con quel creditore spietato. Ben-
nati gratuitamente. ché gli fosse stato condonato un debito
18:24-27 Il racconto parla di un re enorme, costui non era stato disposto a
che volle esaminare il suo registro cancellare un debito insignificante. Così
contabile. Un servo insolvente gli era il servo creditore fu consegnato ai car-
debitore di diecimila talenti, perciò il cerieri, finché non avesse pagato il suo
signore comandò che, per sanare il de- debito.
bito, questi fosse venduto come schia- 18:35 L’applicazione è chiara. Dio è
vo, con tutta la sua famiglia. Il servo, il Re. Tutti i suoi servi hanno contratto
disperato, lo supplicò di aver pazienza, con lui un grande debito di peccato che
promettendogli di pagare tutto, se gli non possono pagare. Con misericordia e
fosse stata data una possibilità. compassione, il Signore ha pagato il de-
bito e ha concesso il perdono completo
Come molti debitori, costui era incre- e gratuito. Supponiamo che un credente
dibilmente ottimista circa le proprie faccia un torto a un altro e che, dopo es-
capacità, se soltanto avesse avuto sere stato ripreso, si penta e chieda per-
tempo a sufficienza (v. 26). Il totale dono. Supponiamo anche che il credente
delle entrate pubbliche della Galilea offeso si rifiuti di perdonarlo. Dunque
ammontava a trecento talenti e costui
questa è la situazione: a quest’ultimo
era debitore di diecimila talenti! Que-
sono stati condonati milioni e milioni di
sta cifra è stata volutamente esage-
rata: qui si intende impressionare gli
euro, ma questi non vuole cancellare un
ascoltatori e catturare, in tal modo, debito di poche centinaia. Il Re permet-
la loro attenzione, ma si vuole altre- terà che un simile comportamento resti
sì evidenziare l’immenso debito nei impunito? Certamente no! Il colpevole
confronti di Dio. Martin Lutero era (in questo caso, colui che si sarà rifiuta-
solito dire che, davanti a Dio, siamo to di perdonare) sarà castigato in questa
tutti mendicanti. Non abbiamo spe- vita e perderà la propria ricompensa da-
ranza di poter pagare i nostri debiti vanti al tribunale di Cristo.
(Daily Notes of the Scripture Union).
E. A proposito di matrimonio,
Quando il signore vide l’atteggia- divorzio e celibato (19:1-12)
mento contrito del servo, gli condonò 19:1-2 Concluso il suo ministero in
l’intero debito di diecimila talenti. Non Galilea, il Signore si diresse verso sud,
si trattò di una dimostrazione di giu- in direzione di Gerusalemme. Benché
stizia, bensì di grazia smisurata. non si conosca il suo itinerario esatto,

102
MATTEO 19:11

è evidente che attraversò la Perea, sulla spesso, permette che si verifichino


costa orientale del Giordano. Matteo ne situazioni che non rientrano nella sua
parla semplicemente come dei territori volontà.
della Giudea che sono oltre il Giorda- 19:9 Poi il Signore affermò, con au-
no. Il resoconto del ministero in Perea torità assoluta, che il divorzio non sa-
è limitato ai fatti riportati in 19:1–20:16 rebbe più stato tollerato. In futuro, uno
(o 20:28); non si riporta esplicitamen- solo sarebbe stato il motivo valido per
te quando Gesù attraversò il Giordano il divorzio: l’immoralità. Se un indivi-
per entrare in Giudea. duo avesse divorziato per qualsiasi al-
19:3 Probabilmente fu la folla, che tra ragione e si fosse risposato, avrebbe
seguiva Gesù per essere guarita, a ri- commesso adulterio.
chiamare l’attenzione dei farisei e a Benché non esplicitato, dalle parole
consentire loro di individuarlo. Come del Signore si intuisce che, nel caso in
un branco di cani selvaggi, lo accer- cui il divorzio sia concesso con la moti-
chiarono, sperando di incastrarlo con vazione di adulterio, la parte innocente
le sue stesse parole. Gli posero, quindi, sarà libera di risposarsi. Diversamen-
alcune domande riguardo alla liceità te, il divorzio non sarebbe necessario,
del divorzio. A prescindere dalla sua ri- giacché basterebbe la separazione.
sposta, le parole di Gesù avrebbero, in Con il termine “adulterio” si intende,
ogni caso, irritato una parte dei Giudei. solitamente, l’immoralità sessuale, o
Al riguardo, la posizione di alcuni di fornicazione. Tuttavia molti attendibili
loro era molto liberale, laddove quella esegeti biblici sono del parere che esso
di altri era monolitica. sia usato con l’accezione dell’immo-
19:4-6 Il Signore spiegò che il piano ralità prematrimoniale scoperta dopo
originario di Dio prevedeva che l’uomo il matrimonio (vd. De 22:13-21). Altri,
avesse solo una moglie. Dio, che aveva invece, lo applicano limitatamente alle
creato gli uomini maschio e femmina, sole usanze giudaiche in fatto di matri-
aveva decretato che la relazione matri- monio e che proprio questo sia il mo-
moniale dovesse sostituire il legame tivo per cui la “clausola d’eccezione” si
parentale. Aveva detto anche che il trova solamente nel Vangelo di Matteo,
matrimonio è l’unione di due persone. vale a dire nel “Vangelo giudaico”.
L’ideale di Dio è che tale unione divi- Per un approfondimento riguardo
namente decretata non sia annullata al divorzio, vd. 5:31-32 e relativo com-
da atti o provvedimenti umani. mento.
19:7 I farisei pensavano di aver colto 19:10 Allorché i discepoli ebbero
il Signore in palese contraddizione con ascoltato l’insegnamento del Signo-
l’A.T. Non aveva forse Mosè impartito re sul divorzio, giunsero all’assurda
delle disposizioni riguardo al ripu- conclusione che, poiché il divorzio è
dio ? Un uomo aveva facoltà di dare a ottenibile per un solo motivo, non con-
sua moglie una semplice dichiarazio- viene sposarsi. Ma neppure il celibato
ne scritta e poi mandarla via di casa avrebbe impedito loro di peccare!
(vd. De 24:1-4). 19:11 Perciò, il Salvatore ricordò loro
19:8 Gesù ammise che Mosè aveva che non tutti sarebbero stati in grado
permesso il divorzio ma non perché di mantenere il celibato: solamente
questa fosse la situazione migliore che quanti avessero ricevuto tale dono
Dio avesse previsto per gli uomini, speciale avrebbero potuto rinunciare
bensì a causa dell’infedeltà d’Israele: al matrimonio. L’espressione Non tutti
Fu per la durezza dei vostri cuori che sono capaci di mettere in pratica que-
Mosè vi permise di mandar via le vo- sta parola, ma soltanto quelli ai quali
stre mogli; ma da principio non era è dato significa che non tutti sono in
così. Idealmente, Dio non aveva con- grado di condurre una vita di castità,
templato il divorzio, nondimeno egli, se non sono chiamati a farlo.

103
MATTEO 19:12

19:12 Il Signore Gesù spiegò che esi- 2. Non bisogna dissuadere, bensì inco-
stono tre tipi di eunuchi. Alcuni uomi- raggiare i bambini che desiderano
ni sono eunuchi perché sono nati privi professare la loro fede nel Signo-
della capacità riproduttiva. Altri sono re Gesù. Nessuno sa se sia prevista
stati resi eunuchi dagli uomini; i sovra- un’età minima per entrare all’infer-
ni orientali, spesso, sottoponevano alla no. Dunque, se un bambino desi-
castrazione i custodi del loro harem. dera veramente essere redento, non
Ma Gesù aveva in mente in particolare dovrebbe sentirsi dire che è troppo
coloro i quali si sono fatti eunuchi da giovane. Allo stesso tempo, non si
sé a motivo del regno dei cieli. Questi dovrebbe far pressione sui bambini
uomini non hanno difetti fisici e avreb- in tal senso, rischiando che rendano
bero la facoltà di sposarsi. Nondimeno, una confessione falsa. I piccoli sono
dedicandosi al Re e al suo regno rinun- molto sensibili agli appelli emotivi e,
ciano volontariamente al matrimonio, quindi, devono essere salvaguardati
per dedicarsi alla causa di Cristo sen- da metodi di evangelizzazione coer-
za subire distrazioni. Paolo scrisse più citivi. I bambini non hanno bisogno
tardi: “Chi non è sposato si dà pensiero di diventare adulti per essere salvati,
delle cose del Signore, di come potreb- sono gli adulti che devono diventare
be piacere al Signore” (1 Co 7:32). Il suo come bambini (vd. 18:3-4; Mr 10:15).
celibato non fu motivato da impedi- 3. Queste parole del Signore rispondo-
menti fisici, ma nasceva dall’astinenza no alla domanda: “Che ne sarà dei
volontaria. bambini che muoiono prima di esse-
Non tutti possono condurre una vita re pienamente responsabili di sé?”.
simile; solamente quanti ne hanno ri- Gesù risponde: Il regno dei cieli è
cevuta la facoltà da Dio: “Ma ciascuno per chi è come loro. Questa dovreb-
ha il suo proprio dono da Dio; l’uno in be essere una promessa sufficiente
un modo, l’altro in un altro” (1 Co 7:7). per tutti quei genitori che abbiano
subìto la perdita dei loro piccoli.
F. A proposito dei bambini 4. Talvolta questo brano è usato per
(19:13-15) avallare la tesi del battesimo dei ne-
È interessante notare che, subito dopo il onati, volta a farne membri di Cristo
discorso sul divorzio, entrano in scena i ed eredi del regno. Da una lettura
bambini (inoltre vd. Mr 10:1-6). Spesso più attenta risulterà che i genitori
sono proprio loro a soffrire maggior- condussero i bambini a Gesù, non
mente quando una famiglia si sfalda. al battistero: quei bambini erano già
Alcuni genitori conducevano i loro eredi del regno. E, infine, ci si accor-
bambini a Gesù, affinché il Maestro- gerà che, in questo brano, non c’è
Pastore li benedicesse. I discepoli con- neanche una goccia d’acqua.
sideravano questa prassi un’intrusione
e una fonte di disturbo e sgridavano i G. A proposito della ricchezza:
genitori. Ma Gesù intervenne con paro- il giovane ricco (19:16-26)
le che, da allora, lo hanno reso caro ai 19:16 Questo episodio presenta un forte
bambini di ogni epoca: Lasciate stare contrasto con il precedente. Abbiamo
i bambini e non impeditegli di venire appena visto che il regno dei cieli appar-
da me, perché il regno dei cieli è di chi tiene ai bambini; vedremo ora quanto
è come loro. sia difficile, per un adulto, entrarvi.
Da questa dichiarazione possiamo Un ricco trattenne il Signore con una
trarre diverse lezioni importanti. domanda apparentemente sincera.
1. Il servo del Signore dovrebbe convin- Chiamando Gesù con l’appellativo di
cersi dell’importanza di raggiungere Maestro, gli domandò che cosa dovesse
i bambini con la Parola di Dio, poiché fare di buono per avere la vita eterna.
le loro menti sono le più ricettive. La domanda stessa rivelava la sua igno-

104
MATTEO 19:25

ranza circa la vera identità di Gesù e la La riluttanza del giovane a condivide-


via della salvezza. Chiamandolo Mae- re i propri beni con gli altri dimostrava
stro, costui collocava Gesù sullo stesso che egli non amava affatto il suo pros-
piano di altri grandi uomini; inoltre, al- simo come se stesso (contrariamente
ludeva alla vita eterna come a un’opera a quanto aveva affermato, con tanta
da compiere anziché a un dono. sicumera, in precedenza; vd. v. 20). Egli
19:17 Il Signore volle metterlo alla avrebbe pertanto dovuto rispondere:
prova e, a sua volta, lo interrogò. Do- “Signore, se è questo che bisogna fare,
mandando al giovane: Perché m’inter- allora sono proprio un peccatore! Non
roghi intorno a ciò che è buono? Uno posso salvarmi con le mie sole forze.
solo è il buono, cioè Dio, Gesù non rin- Perciò ti prego di salvarmi con la tua
negava la propria deità, ma voleva dare grazia”. Se avesse risposto in questo
al giovane l’opportunità di affermare: modo all’invito del Salvatore, costui
“È proprio per questo che te lo chiedo, avrebbe trovato la via della salvezza.
perché tu sei Dio”. 19:22 Invece, se ne andò rattristato.
Per sondare la sua idea di salvezza, 19:23-24 La risposta del giovane ric-
Gesù disse: Ma se vuoi entrare nella co indusse Gesù a osservare che diffi-
vita, osserva i comandamenti. Con ciò cilmente un ricco entrerà nel regno dei
il Salvatore non intendeva dire che gli cieli. Le ricchezze diventano facilmen-
uomini possono essere salvati osser- te un idolo. È difficile possederle senza
vando i comandamenti; egli si serviva, farvi eccessivo affidamento. Il Signore
bensì, della legge per indurre il giova- dichiarò che è più facile per un cam-
ne a riconoscere di cuore la propria mello passare attraverso la cruna di un
condizione di peccato. Il giovane si ago, che per un ricco entrare nel regno
illudeva di poter ereditare il regno fa- di Dio. Usava, qui, una figura retorica
cendo qualcosa. Perciò Gesù lo invitò che si chiama iperbole: si tratta della
a osservare la legge, la quale gli diceva deliberata esagerazione di un concetto
che cosa doveva fare. allo scopo di colpire l’immaginazione
19:18-20 Il Signore citò i cinque co- e facilitarne la memorizzazione.
mandamenti che riguardano i rapporti È, ovviamente, impossibile che un
con il prossimo e aggiunse, a loro co- cammello passi attraverso la cruna di
ronamento, l’esortazione: ama il tuo un ago! “La cruna dell’ago” è stata spes-
prossimo come te stesso. Accecato dal so identificata con una porticina rita-
proprio egoismo, il giovane si vantò di gliata nel gran portale delle mura della
aver sempre osservato questi coman- città. Un cammello poteva passarci at-
damenti. traverso solamente in ginocchio, e solo
19:21 Allora il Signore denunciò a gran fatica. In realtà il termine usato
l’effettiva incapacità del giovane di per “ago”, nel brano parallelo di Luca,
amare il suo prossimo come se stesso, è lo stesso che indica l’ago usato dal
invitandolo a vendere tutti i suoi beni chirurgo. Dal contesto sembra chia-
e a darne il ricavato ai poveri. Soltanto ro che il Signore non alludesse a una
allora avrebbe potuto seguirlo. difficoltà, bensì a una vera e propria
Il Signore non intendeva, con ciò, impossibilità. Sotto il profilo umano,
affermare che costui avrebbe ottenuto ciò significa semplicemente che il ricco
la salvezza mediante la vendita di tutti non può essere salvato.
i suoi beni e l’elargizione dei proventi 19:25 I discepoli erano sbigottiti da
in beneficenza. Esiste un’unica via di questa osservazione. Poiché erano Giu-
salvezza: la fede nel Signore. Nondime- dei e vivevano sotto la legge mosaica,
no, per essere salvato, l’individuo deve con la quale Dio prometteva prosperità
riconoscere di aver peccato e di non a coloro che gli ubbidivano, essi con-
essere in grado di soddisfare le sante sideravano, giustamente, le ricchezze
richieste di Dio. come segno della benedizione di Dio.

105
MATTEO 19:26

Se, dunque, coloro che godevano del- 19:28-29 Il Signore rassicurò Pietro,
la benedizione di Dio non potevano ribadendo che qualsiasi cosa fatta per
essere salvati, chi mai avrebbe potuto lui sarà copiosamente ricompensata.
esserlo? Quanto ai dodici in particolare, essi
19:26 Il Signore rispose: Agli uomi- occuperanno posizioni di autorità nel
ni questo è impossibile; ma a Dio ogni regno millenniale. La nuova creazione
cosa è possibile. Umanamente parlan- è il futuro regno di Cristo sulla terra,
do, è impossibile per chiunque essere come si evince dall’asserto successivo:
salvato; la salvezza dell’anima provie- quando il Figlio dell’uomo sarà seduto
ne solamente da Dio. Nondimeno, è sul trono della sua gloria. In preceden-
più difficile per un ricco sottomettere za, questa fase è stata definita la ma-
la propria volontà a Cristo che non per nifestazione del regno. In quel tempo, i
un povero, come si evince dal fatto dodici saranno seduti su dodici troni a
che i ricchi convertiti sono pochi. Per giudicare le dodici tribù d’Israele. Nel
costoro, è quasi impossibile sostituire N.T. i premi sono strettamente colle-
l’assegnamento nelle proprie sostanze gati agli incarichi amministrativi da
e risorse, visibili, con la fede in un Sal- svolgersi durante il regno millenniale
vatore invisibile. Soltanto Dio può ope- (vd. Lu 19:17, 19). I meritevoli saranno
rare un tale cambiamento. premiati davanti al tribunale di Cristo,
A tale proposito, commentatori e ma questi premi saranno manifestati
predicatori continuano a sostenere solamente allorché il Signore ritornerà
che la ricchezza, per il credente, è as- sulla terra per regnare.
solutamente lecita. È strano però che, Riguardo ai credenti in generale, Ge-
per giustificare l’accumulo di tesori sù aggiunse: chiunque avrà lasciato ca-
terreni, costoro si avvalgano di un se, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre,
passo biblico in cui il Signore indica la o moglie, o figli, o campi a causa del
ricchezza come un ostacolo al benes- mio nome, ne riceverà cento volte tan-
sere eterno dell’uomo! Ed è difficile to, ed erediterà la vita eterna. In questa
comprendere come un credente possa vita, essi godono della comunione con
attaccarsi alle ricchezze dinanzi alla i credenti di ogni parte del mondo, la
povertà spaventosa diffusa ovunque, quale li ricompensa grandemente dei
all’imminente ritorno di Cristo e al rapporti terreni troncati. Per una casa
chiaro divieto del Signore di accumu- che avranno lasciato, ci saranno cen-
lare tesori sulla terra. L’accumulo di tinaia di case cristiane in cui saranno
ricchezze denuncia il fatto che non i benvenuti. In cambio dei campi o di
amiamo il nostro prossimo come noi altre proprietà lasciate, riceveranno
stessi. ricchezze spirituali inestimabili.
Il premio futuro per tutti i credenti
H. A proposito della ricompensa per è la vita eterna . Ciò non significa che
una vita di sacrifici (19:27-30) sia possibile guadagnarsi la vita eterna
19:27 Pietro aveva capito a cosa mira- lasciando tutto e facendo dei sacrifici.
va il Signore con tale insegnamento. La vita eterna è un dono che non si
Avendo colto l’esortazione di Gesù a può guadagnare o meritare. Il concet-
lasciare tutto e a seguirlo, Pietro si to espresso qui è che chi lascia tutto
vantò di aver da tempo risposto a tale sarà ricompensato con una maggiore
appello, insieme agli altri discepoli; capacità di apprezzare la vita eter-
poi aggiunse: Che ne avremo dunque? na nel cielo. Tutti i credenti avranno
Ecco che riaffiorava l’egoismo e la vec- quella vita, ma non tutti ne godranno
chia natura faceva di nuovo capolino. in uguale misura.
Ciascuno di noi deve guardarsi da tale 19:30 Il Signore concluse le sue os-
atteggiamento. In pratica, Pietro stava servazioni con l’esortazione a non as-
“contrattando” con il Signore! sumere un atteggiamento interessato.

106
MATTEO 20:15

In sostanza, Gesù rispose a Pietro: avrebbero voluto lavorare, ma nessuno


“Ogni cosa che tu fai per amor mio sarà li aveva assunti. Così furono anch’essi
ricompensata, ma sta’ attento a non la- mandati nella vigna.
sciarti guidare da considerazioni egoi- È importante notare che i primi uo-
stiche. Sappi, infatti, che molti primi mini furono assunti dopo un accordo
saranno ultimi e molti ultimi, primi”. sul salario, laddove tutti gli altri lascia-
Questo concetto è esemplificato dalla rono la questione della retribuzione al
parabola di cui al capitolo successi- padrone di casa.
vo. L’esortazione conclusiva potrebbe 20:8 Verso sera, l’agricoltore ordi-
anche essere un ammonimento: non nò al suo fattore di pagare gli uomini,
è sufficiente cominciare bene il cam- cominciando dagli ultimi assunti e
mino del discepolato. Ciò che conta è proseguendo fino ai primi (in questo
come questo cammino si conclude. modo i primi assunti videro quello che
Prima di lasciare questo capito- gli altri ricevevano).
lo dobbiamo ancora osservare che le 20:9-12 La paga fu la stessa per tutti:
espressioni “regno dei cieli” e “regno di un denaro. Gli uomini che avevano co-
Dio”, usate nei vv. 23-24, sono alternabili minciato alle sei del mattino pensavano
e, quindi, equivalenti (vd. anche sez. III: di ricevere di più; invece no, anch’essi
La preparazione e l’inizio del ministero ricevettero un denaro. Erano molto
del Messia, “Il regno dei cieli”). amareggiati… Dopo tutto, avevano la-
vorato più a lungo e sofferto il caldo.
I. A proposito del compenso per 20:13-14 La risposta che il padrone
il lavoro nella vigna (20:1-16) di casa diede a uno di loro ci insegna
20:1-2 Questa parabola costituisce il una lezione che è sempre valida. Il pa-
proseguimento del discorso sulle ri- drone della vigna, innanzi tutto, disse :
compense con cui si conclude il cap. 19 “Amico, non ti faccio alcun torto; non
ed esemplifica la seguente verità: tutti ti sei accordato con me per un denaro?
i veri discepoli saranno ricompensati, Prendi il tuo e vattene; ma io voglio
ma l’ordine delle ricompense sarà de- dare a quest’ultimo quanto a te”. I pri-
terminato dal modo in cui il discepolo mi avevano concordato un denaro al
avrà servito. giorno e ricevettero la paga pattuita.
La parabola racconta di un padrone Gli altri si era affidati al buon cuore del
di casa, il quale uscì di mattino presto padrone e ricevettero grazia. La gra-
per assumere dei lavoratori per la sua zia è migliore della giustizia. È meglio
vigna. Questi uomini si accordarono lasciare che sia il Signore a pensare al
con lui per lavorare per un denaro al nostro compenso, invece di contratta-
giorno, un compenso equo per quei re con lui.
tempi. Supponiamo che cominciassero 20:15 Poi il padrone domandò:
a lavorare alle sei del mattino. Non mi è lecito fare del mio ciò che
20:3-4 Alle nove del mattino, l’agri- voglio? Dio è sovrano: questa è, natu-
coltore trovò altri lavoratori disponibili ralmente, la lezione da imparare. Egli
sulla piazza. In questo caso, non vi fu può fare ciò che gli piace. E ciò che gli
alcun accordo preventivo riguardo al piace sarà sempre giusto, vero e buo-
compenso. Essi andarono a lavorare no. Il padrone aggiunse: O vedi tu di
con la sola promessa che egli avrebbe mal occhio che io sia buono? Questa
dato loro ciò che sarebbe stato giusto. domanda rileva la tendenza egoistica
20:5-7 A mezzogiorno e poi, ancora, della natura umana. Gli uomini che
alle tre del pomeriggio, l’agricoltore avevano iniziato alle sei del mattino
assunse altri uomini, promettendo lo- ricevettero esattamente ciò che me-
ro un compenso equo. Alle cinque del ritavano, ma erano gelosi perché gli
pomeriggio trovò altri disoccupati. altri avevano ottenuto la stessa paga,
Costoro non erano dei fannulloni: essi pur avendo lavorato meno. Bisogna

107
MATTEO 20:16

ammettere che, anche a noi, la cosa be successo dopo che fossero giunti
sembra un po’ ingiusta. Nondimeno, nella santa città.
questa è una dimostrazione del fat- Egli sarebbe stato dato nelle mani
to che, nel regno dei cieli, dobbiamo dei capi dei sacerdoti e degli scribi, un
considerare tutto sotto una nuova chiaro accenno alla malvagità dell’apo-
prospettiva: dobbiamo abbandonare stolo Giuda. Gesù sarebbe, quindi,
la nostra natura avida e competitiva e stato condannato a morte dai capi dei
imparare a pensare come il Signore. Giudei. Non avendo l’autorità di inflig-
Il padrone sapeva che tutti quegli gere la pena capitale, i Giudei lo avreb-
uomini avevano bisogno di soldi, perciò bero consegnato ai pagani (i Romani).
li pagò secondo necessità, non secondo Egli sarebbe stato schernito, flagellato
la loro avidità. Nessuno ricevette meno e crocifisso. Ma la morte non avrebbe
del dovuto, ma ciascuno ricevette il ne- potuto trattenere la sua preda: Gesù
cessario per sé e per la propria famiglia. sarebbe risuscitato il terzo giorno.
Secondo James S. Stewart, la morale che
se ne può ricavare è che “chi ritiene di K. A proposito del regno
poter concordare il compenso finale ha (20:20-28)
sempre torto, laddove la bontà amore- Triste a dirsi, subito dopo il terzo an-
vole di Dio avrà sempre l’ultima, incon- nuncio del martirio di Gesù, i suoi
testabile, parola”.(34) Più studieremo la seguaci pensarono alla loro gloria an-
parabola sotto questo aspetto, più essa ziché alle sofferenze del Signore.
si rivelerà non soltanto giusta, ma stra-
ordinariamente bella. Il primo annuncio delle sofferenze
Gli operai che furono assunti alle sei di Cristo provocò l’obiezione di Pie-
del mattino avrebbero dovuto conside- tro (16:22). Al secondo seguì presto la
rarsi ulteriormente ripagati per il fatto domanda dei discepoli: “Chi è il più
di aver prestato servizio alle dipenden- grande...?”. E qui troviamo il terzo an-
ze di un tale straordinario padrone. nuncio, accompagnato dalla richiesta
20:16 Gesù concluse la parabola con ambiziosa di Giacomo e di Giovanni.
le parole: Così gli ultimi saranno primi Essi chiudevano ostinatamente gli
e i primi ultimi (vd. 19:30). Ci saranno occhi davanti agli avvertimenti sulle
delle sorprese riguardo alle ricompense. future difficoltà, e li aprivano solo per
Alcuni, che pensavano di essere i primi, vedere la promessa della gloria; non
saranno gli ultimi, poiché il loro mini- ottenendo altro, dunque, che una vi-
stero sarà stato segnato dall’orgoglio e sione distorta e materialista del regno
dall’ambizione egoistica. Altri, invece, (Daily Notes of the Scripture Union).
che avranno servito con amore e grati-
tudine, saranno riccamente onorati. 20:20-21 La madre di Giacomo e Gio-
Allora ci sarà rivelato vanni andò dal Signore e gli chiese di
Che quanto per noi era degno permettere ai suoi figli di sedere accan-
Per Lui era soltanto peccato to a lui nel suo regno. Depone a favore
Solo il bene fatto e scordato di questa donna il desiderio di vedere i
Sarà accolto a favore del regno. figli accanto a Gesù e la sua fede nel re-
− Anonimo gno futuro. Nondimeno, essa non aveva
capito su quali principi sarebbero stati
J. A proposito della morte e della conferiti gli onori del regno.
risurrezione di Gesù (20:17-19) Marco riporta che furono gli stessi
20:17-19 Dal testo si evince che il Si- Giacomo e Giovanni ad avanzare tale
gnore, lasciando la Perea per recarsi richiesta (vd. Mr 10:35). Tale versetto
a Gerusalemme, passò per Gerico non offre, tuttavia, spunti di contrad-
(vd. v. 29). Di nuovo, prese da parte i dizione: probabilmente, costoro agi-
dodici per spiegare loro ciò che sareb- rono in tal modo dietro suggerimento

108
MATTEO 20:29-30

della madre, oppure si recarono con lei 20:25-27 Questo diede al Signore
a parlarne con il Signore. l’opportunità di esprimere un princi-
20:22 Gesù rispose francamente che pio rivoluzionario, riguardo al concetto
essi non sapevano ciò che chiedevano. di grandezza nel suo regno. Le nazio-
Volevano una corona senza croce, un ni concepiscono la grandezza solo in
trono senza l’altare del sacrificio, la termini di dominio e di controllo. Nel
gloria senza la sofferenza che la produ- regno di Cristo, la grandezza si mani-
ce. Perciò domandò loro apertamente: festa attraverso il servizio. Chiunque
Potete voi bere il calice che io sto per vorrà essere grande dovrà diventare
bere? Non occorreva domandarsi che un servitore, e chiunque… vorrà esse-
cosa egli intendesse per calice, giacché re primo dovrà farsi servo.
l’aveva appena spiegato (vv. 18-19): la 20:28 Il Figlio dell’uomo è l’esem-
sofferenza e la morte. pio perfetto di umile servitore. Gesù,
Giacomo e Giovanni dichiararono infatti, è venuto nel mondo non per
di poter condividere le sue sofferenze, essere servito ma per servire e per da-
anche se la loro fiducia, forse, si basa- re la sua vita come prezzo di riscatto
va più sul loro zelo che sulla loro co- per molti. Lo scopo dell’incarnazione
noscenza. può essere riassunto in due parole:
20:23 Gesù assicurò loro che, certo, servire e dare. È stupefacente pensare
avrebbero bevuto il suo calice. Giaco- che il Signore, esaltato nei cieli, si sia
mo avrebbe subito il martirio e Giovan- umiliato a tal punto da nascere in una
ni la persecuzione e l’esilio sull’isola di mangiatoia e salire sulla croce! La sua
Patmos. Robert Little affermò: “Giaco- grandezza si manifestò nella profon-
mo subì la morte di un martire; Gio- dità della sua umiliazione. E così deve
vanni visse la vita di un martire”. essere per noi.
In secondo luogo, Gesù spiegò che Gesù ha dato la sua vita come prezzo
non poteva assegnare di propria iniziati- di riscatto per molti. La sua morte ha
va i posti d’onore nel regno: il Padre ave- soddisfatto ogni legittima rivendica-
va stabilito un principio in base al quale zione di Dio riguardo al peccato: essa
attribuirli. I due discepoli pensavano che è sufficiente per togliere tutti i peccati
Gesù avesse la facoltà di assegnare certe di tutto il mondo. Nondimeno, è effica-
nomine e che, essi, essendo così vicini a ce solamente per quanti riconoscono
Cristo, avrebbero potuto aspirare a posi- Gesù Cristo come Signore e Salvatore.
zioni privilegiate. Ma il favoritismo per- E tu, caro lettore, hai mai preso questa
sonale non c’entrava nulla. decisione?
Dio ha deliberato che i posti alla
destra e alla sinistra di Cristo saranno L. La guarigione di due ciechi
assegnati in base alle sofferenze subite (20:29-34)
per lui. Ciò significa che gli onori più 20:29-30 Dalla Perea, Gesù aveva at-
grandi, nel regno, non saranno confe- traversato il Giordano ed era giunto
riti solamente ai credenti del I secolo a Gerico. Mentre lasciava la città, due
dell’era cristiana; potrebbero ricevere ciechi gli gridarono: Abbi pietà di noi,
tali onori anche i credenti che soffrono Signore, Figlio di Davide! Usando
per Cristo nell’era moderna. l’appellativo Figlio di Davide essi di-
20:24 Gli altri dieci discepoli furo- mostravano che, nonostante la loro ce-
no indignati perché i figli di Zebedeo cità fisica, la loro visione spirituale era
avevano presentato una tale richiesta. tanto acuta da riconoscere in Gesù il
Probabilmente, la loro indignazione Messia. Essi potrebbero rappresentare
celava anch’essa il desiderio di gran- il residuo fedele d’Israele, ora accecato,
dezza, nonché l’opposizione a qualsiasi che lo riconoscerà come il Cristo quan-
rivendicazione di precedenza avanzata do egli tornerà per regnare (vd. Is 35:5;
da Giacomo e da Giovanni! 42:7; Ro 11:25-26; 2 Co 3:16; Ap 1:7).

109
MATTEO 20:31-34

20:31-34 La folla cercava di zittirli; XII. IL RE SI PRESENTA MA VIENE


essi però gridavano a lui con maggiore RESPINTO (capp. 21−23)
insistenza. Quando Gesù chiese loro
che cosa volessero, costoro non si di- A. L’ingresso trionfale a
lungarono in richieste generiche, come Gerusalemme (21:1-11)
spesso facciamo noi quando preghia- 21:1-3 Procedendo sulla strada che sa-
mo. Vennero direttamente al sodo: Si- liva da Gerico, Gesù giunse al versante
gnore, che i nostri occhi si aprano. La orientale del monte degli Ulivi, dove
loro richiesta precisa ottenne una ri- sorgevano Betania e Betfage. Di là, la
sposta precisa. Gesù, commosso, toccò strada costeggiava l’estremità meridio-
i loro occhi e in quell’istante ricupera- nale del monte degli Ulivi, sprofondava
rono la vista e lo seguirono. nella valle di Giosafat, attraversava il
Gaebelein fa un’interessante osser- torrente Chedron e saliva verso Geru-
vazione sul tocco di Gesù: salemme.
Abbiamo già visto precedentemen- Gesù mandò due discepoli a Beta-
te, in questo Vangelo, il significato nia, sapendo in anticipo che vi avreb-
tipico della guarigione attraverso il bero trovato un’asina legata e un
tocco. Ogni volta che il Signore gua- puledro con essa . Essi avrebbero do-
risce una persona toccandola, vi è vuto sciogliere gli animali e condurli a
attinenza, dal punto di vista dispen- Gesù. Se qualcuno avesse domandato
sazionalistico, alla sua presenza fisi- spiegazioni, essi avrebbero risposto
ca sulla terra e al suo misericordio- che il Signore ne aveva bisogno. Allora
so rapporto nei confronti d’Israele. il proprietario avrebbe acconsentito.
Quando guarisce per mezzo della Probabilmente quest’ultimo conosce-
sua Parola, oppure a distanza, op- va Gesù e gli aveva proposto, in passa-
pure procura la guarigione a chi lo to, di aiutarlo. Oppure questo episodio
tocca per fede, vi è un riferimento potrebbe dimostrare l’onniscienza e
al tempo in cui, pur lontano dalla l’autorità suprema del Signore. Tutto
terra, guarirà le nazioni pagane che avvenne esattamente come Gesù ave-
andranno a lui per fede. (35)
va predetto.
È difficile riuscire a conciliare la 21:4-5 Il ricorso agli animali adempì
versione resa da Matteo con quella di le profezie di Isaia e Zaccaria:
Mr 10:46-52 e di Lu 18:35-43; 19:1 ri-
Dite alla figlia di Sion:
guardo a questo stesso episodio. Qui “Ecco il tuo re viene a te,
troviamo due ciechi, laddove in Marco mansueto e montato sopra un’asina,
e in Luca si parla di uno solo. È stato e un asinello, puledro d’asina”
ipotizzato che Marco e Luca si siano (Za 9:9).
limitati a menzionare quello più noto,
ossia Bartimeo, laddove Matteo, che 21:6-7 Allorché i discepoli ebbero
scrisse il suo Vangelo essenzialmen- steso i loro mantelli sugli animali,
te per i Giudei, parla di due, essendo Gesù salì sul puledro (vd. Mr 11:7) e
questo il numero minimo di uomini cavalcò alla volta di Gerusalemme. Fu
per convalidare una testimonianza un momento storico. Secondo Sir Ro-
(vd. 2 Co 13:1). Secondo Matteo e Mar- bert Anderson, si concludevano così le
co, l’episodio avvenne quando Gesù sessantanove settimane della profezia
stava lasciando Gerico; in Luca leggia- di Daniele (vd. i suoi calcoli nel libro
mo che accadde quando Gesù si avvi- The Coming Prince). Fra poco, il Messia
cinava alla città. In effetti, esistevano sarebbe stato messo a morte (vd. Da
due Gerico: la Gerico vecchia e quella 9:24-26).
nuova: probabilmente la guarigione Entrando a Gerusalemme in questo
miracolosa avvenne allorché Gesù la- modo, il Signore Gesù affermò in ma-
sciava l’una per entrare nell’altra. niera chiara e inequivocabile di essere

110
MATTEO 21:13

il Messia. A questo proposito, Lange In Mr 11:1 si racconta che Gesù, non


osserva: appena arrivato a Gerusalemme, si re-
cò direttamente al tempio, non al suo
Egli adempì, intenzionalmente, una
interno, bensì nel cortile. Certamente,
profezia che ai suoi tempi era inter-
quella era la casa di Dio, ma in quel
pretata da tutti come una chiara allu-
sione al Messia. Laddove, in passato,
tempio Gesù non si sentiva a casa pro-
Gesù aveva ritenuto pericolosa la di- pria, giacché i sacerdoti e il popolo si
chiarazione della sua identità, ora il rifiutavano di riconoscergli il posto che
silenzio era per lui inconcepibile... In gli spettava. Dopo essersi guardato un
futuro, nessuno avrebbe più potuto po’ intorno, il Salvatore si ritirò con i
sostenere che egli non si fosse dichia- dodici a Betania. Era domenica sera.
rato in modo inequivocabile. E quan- 21:10-11 Nel frattempo, in città c’era
do Gerusalemme, più tardi, fu accu- perplessità riguardo all’identità di
sata dell’assassinio del Messia, nes- Gesù. A quelli che domandavano fu
suno avrebbe potuto dichiarare che soltanto risposto che questi era Gesù,
il Messia avesse trascurato di dare un il profeta che viene da Nazaret di Gali-
segno intelligibile per tutti. (36) lea. Da ciò si può dedurre che solo po-
chi compresero che egli era il Messia.
21:8 Il Signore cavalcò nella città su In meno di una settimana, la folla vo-
un tappeto di mantelli e rami, tra le lubile avrebbe gridato: “Sia crocifisso!
acclamazioni della folla che gli risuo- Sia crocifisso!”.
navano nelle orecchie. Per un momen-
to almeno, fu riconosciuto Re. B. La purificazione del tempio
21:9 Le folle gridavano: Osanna al (21:12-13)
Figlio di Davide! Benedetto colui che 21:12 All’inizio del suo ministero
viene nel nome del Signore! Questa pubblico, Gesù aveva scacciato i com-
citazione dal Sl 118:25-26, evidente- mercianti dal tempio (vd. Gv 2:13-16).
mente, fa riferimento alla venuta del Ma nel cortile esterno del tempio era
Messia. ripresa la vendita, a prezzi esorbitanti,
L’espressione Osanna significava, di animali e volatili destinati ai sacri-
originariamente: “Salvaci ora!”; forse fici e i cambiamonete erano tornati a
il popolo intendeva dire “Salvaci dagli praticare i loro tassi esosi per cambia-
oppressori romani”. Più tardi, tale in- re la valuta straniera nel mezzo siclo
vocazione diventò un’esclamazione di che i giudei maschi dovevano pagare
lode. Le espressioni “Figlio di Davide” come tributo per il tempio. Ora che
e “Benedetto colui che viene nel nome il suo ministero stava per terminare,
del Signore” indicano ambedue in mo- Gesù… scacciò di nuovo dal tempio
do chiaro che Gesù fu riconosciuto co- quelli che traevano profitti illeciti dal-
me il Messia. Egli è il “benedetto” che le attività sacre.
viene, con l’autorità del Signore, per 21:13 Unendo due citazioni da Isaia
compiere la sua volontà. e da Geremia, Gesù condannò la pro-
Nel racconto di Marco leggiamo fanazione, l’affarismo e il settarismo,
che la folla gridava anche: “Benedet- rammentando che, nelle intenzioni di
to il regno che viene, del nostro padre Dio, il tempio doveva essere una casa
Davide!” (Mr 11:10). Questo fa capire di preghiera (Is 56:7). Quei mercanti
che, secondo la gente, il regno stava per l’avevano fatto diventare un covo di la-
essere stabilito, con Cristo sul trono di dri (vd. Gr 7:11).
Davide. Con il grido Osanna nei luoghi La purificazione del tempio fu la sua
altissimi! le folle invitavano il cielo a prima mossa pubblica dopo l’ingresso
unirsi, insieme alla terra, alla lode del a Gerusalemme. Con ciò egli rivendicò,
Messia e forse invocavano l’intervento in modo inequivocabile, la sua signoria
dei cieli altissimi in loro favore. sul tempio.

111
MATTEO 21:14

Tale avvenimento ha un doppio si- altro che foglie, esclamò: “Mai più na-
gnificato per noi, oggi. Nelle nostre sca frutto da te, in eterno”. E subito il
chiese abbiamo bisogno del potere pu- fico si seccò.
rificante del Signore per bandire mer- Nel suo Vangelo Marco soggiunge
catini, banchetti e tutta quella serie di che quella non era la stagione dei fichi
espedienti che servono solamente per (vd. Mr 11:12-14). In tal caso, perciò, la
far soldi. Con riferimento alla nostra condanna dell’albero senza frutti sem-
vita personale, abbiamo costantemen- brerebbe dipingere il Salvatore come
te bisogno del suo ministero purifica- una persona irragionevole e irascibile.
tore nel nostro corpo, il tempio dello Ora, noi sappiamo bene che non può es-
Spirito Santo. sere così; nondimeno, ci domandiamo:
come superare tale scoglio?
C. Indignazione dei capi dei Nei paesi orientali, i fichi producono
sacerdoti e degli scribi (21:14-17) un frutto primaticcio, commestibile,
21:14 Nella scena successiva vediamo prima della comparsa delle foglie. È
il Signore guarire i ciechi e gli zoppi un anticipo della successiva raccolta.
nel cortile del tempio. Gesù attirava i L’assenza di fichi primaticci, come in
bisognosi dovunque andasse e non li questo caso, lascia presagire l’assenza
mandava mai via senza aver risposto al del raccolto vero e proprio.
loro bisogno. Questo è l’unico caso in cui Cristo
21:15-16 Ma occhi ostili lo osserva- pronunciò una maledizione, anziché
vano. E quando i capi dei sacerdoti e una benedizione, in cui distrusse una
gli scribi udirono i bambini inneggiare vita, anziché conservarla; questo ci
a Gesù chiamandolo Figlio di Davide, crea dei problemi. Criticare il compor-
si infuriarono. Lo apostrofarono: Odi tamento di Cristo denota ignoranza
tu quello che dicono costoro? come se circa la sua Persona. Egli è Dio, il So-
si aspettassero che egli proibisse loro vrano dell’universo. Benché alcune sua
di chiamarlo Messia! Se Gesù non fos- azioni ci appaiano misteriose, noi dob-
se stato il Messia, questa sarebbe stata biamo partire dal presupposto che es-
l’occasione giusta per dirlo una volta se sono, però, sempre giuste. In questo
per tutte. Ma la sua risposta dimostrò caso, il Signore sapeva che il fico non
che i bambini avevano ragione. Citò il avrebbe mai prodotto fichi e agì come
Sl 8:2 dalla V. dei LXX: Dalla bocca dei avrebbe agito un agricoltore, che eli-
bambini e dei lattanti hai tratto lode. mina un albero sterile dal suo frutteto.
Se i capi dei sacerdoti e gli scribi, che Ma anche quanti criticano la ma-
erano istruiti, non lo lodavano come ledizione del fico da parte del Signore
l’Unto, il Signore sarebbe stato adorato ammettono che si trattò di un gesto
dai bambini piccoli. Sovente i bambini simbolico. Questo episodio costituisce
hanno un discernimento spirituale ben l’interpretazione del Salvatore riguardo
più adulto della loro età, e le loro parole all’accoglienza tumultuosa che aveva
di fede e di amore glorificano in modo appena ricevuto a Gerusalemme. Come
straordinario il nome del Signore. la vigna e l’ulivo, anche il fico rappre-
21:17 Lasciati i capi religiosi a riflet- senta il popolo d’Israele. Quando Gesù
tere su tale verità, Gesù ritornò a Beta- venne in mezzo al suo popolo, trovò le
nia, dove trascorse la notte. foglie (immagine allegorica della pro-
fessione esteriore), ma non c’era frutto
D. Il fico sterile per Dio. Gesù aveva fame del frutto del
(21:18-22) suo popolo.
21:18-19 Tornando a Gerusalemme la Poiché non c’era frutto primaticcio,
mattina, il Signore si accostò a un fico, egli sapeva che questo popolo incre-
sperando di trovarvi qualche frutto per dulo non avrebbe fruttificato neppure
calmare la fame. Non avendovi trovato in seguito; perciò maledisse il fico. Si

112
MATTEO 21:27

trattava dell’annuncio del giudizio che Se avesse sostenuto la tesi dell’origine


si sarebbe abbattuto sulla nazione nel divina della sua autorità, essi l’avreb-
70 d.C. bero sfidato a dimostrarla. I capi dei
Ricordiamoci che, mentre l’Israele sacerdoti e gli anziani si considerava-
incredulo rimarrà per sempre sterile, no i custodi della fede, professionisti
un residuo del popolo tornerà al Mes- autorizzati a dirigere la vita religiosa
sia, dopo il rapimento della chiesa. del popolo in virtù dell’istruzione rice-
Quel residuo porterà frutto, per lui, du- vuta e del mandato affidato loro dagli
rante la tribolazione e durante il regno uomini. Gesù non aveva alcuna istru-
millenniale. zione formale e, certamente, non go-
Benché l’interpretazione di questo deva della fiducia dei capi d’Israele. La
brano riguardi principalmente il po- loro sfida riflette l’annoso risentimento
polo d’Israele, è possibile comunque che i cultori della religione nutrono nei
applicarla agli uomini di tutti i tempi, confronti di uomini dotati della poten-
che parlano in un modo e agiscono in za dell’unzione divina.
un altro. 21:24-25 Il Signore si offrì di spie-
21:20-22 I discepoli si meravigliaro- gare l’origine della sua autorità,
no che il fico si fosse seccato all’istante qualora essi avessero risposto alla do-
e il Signore rispose che essi sarebbero manda: Il battesimo di Giovanni, da
stati in grado di operare dei miracoli dove veniva? dal cielo o dagli uomini?
ancora più grandi, se solo avessero avu- Con l’espressione battesimo di Giovan-
to fede. Per esempio, avrebbero potuto ni si intendeva designare il ministero
ordinare a una montagna: Togliti di là di Giovanni. Quindi la domanda era:
e gettati nel mare, e ciò sarebbe acca- “Chi ha autorizzato Giovanni a svolge-
duto. Tutte le cose che domanderete in re il suo ministero? La sua ordinazione
preghiera, se avete fede, le otterrete. era umana o divina? Quali credenziali
Anche in questo caso, occorre pun- gli riconoscevano i capi d’Israele?”. La
tualizzare che tali promesse riguardo risposta era ovvia: Giovanni era un uo-
alla preghiera, apparentemente incon- mo mandato da Dio. La sua potenza gli
dizionate, vanno intese alla luce di tutto veniva dalla consacrazione divina, non
l’insegnamento biblico sull’argomento. dall’approvazione umana.
Il v. 22 non significa che ogni credente I capi dei sacerdoti e gli anziani erano
può chiedere qualsiasi cosa desideri e combattuti: se avessero ammesso che
aspettarsi di riceverla. Egli deve pregare Giovanni era stato inviato da Dio, sareb-
secondo i principi stabiliti nella Bibbia bero stati in trappola. Giovanni, infatti,
(vd. anche commento a 7:7-8). aveva additato Gesù agli uomini, annun-
ciandolo come il Messia. Se, dunque,
E. L’autorità di Gesù è messa l’autorità di Giovanni proveniva da Dio,
in discussione (21:23-27) per quale motivo essi non si erano penti-
21:23 Quando Gesù giunse nel cortile ti e non avevano creduto in Cristo?
esterno del tempio, i capi dei sacer- 21:26 D’altra parte, se avessero ri-
doti e gli anziani interruppero il suo sposto che Giovanni non era mandato
insegnamento, domandandogli chi da Dio, si sarebbero resi ridicoli di fron-
gli avesse dato l’autorità di insegnare, te al popolo che, in gran parte, consi-
di compiere miracoli e di purificare il derava Giovanni un profeta di Dio. Se
tempio. Così facendo, essi speravano avessero risposto, correttamente, che
di farlo cadere in trappola, qualunque Giovanni era stato mandato da Dio,
fosse la sua risposta. Se avesse rivendi- avrebbero anche risposto alla propria
cato l’autorità di Figlio di Dio, l’avreb- domanda: Gesù era il Messia, di cui
bero tacciato di bestemmia. Se avesse Giovanni era stato il precursore.
dichiarato che la sua autorità gli deriva- 21:27 Ma costoro si rifiutarono di
va dagli uomini, l’avrebbero smentito. affrontare la realtà, perciò, fingendosi

113
MATTEO 21:28-30

ignoranti in merito, risposero di non es- all’origine della sua autorità, Gesù
sere in grado di stabilire l’origine della raccontò la parabola di un padrone di
potenza di Giovanni. Allora Gesù disse: casa, il quale piantò una vigna, le fece
E neppure io vi dico con quale autorità attorno una siepe, vi scavò una buca
faccio queste cose. Perché avrebbe do- per pigiare l’uva e vi costruì una tor-
vuto dire loro ciò che essi già sapevano re; poi l’affittò a dei vignaiuoli e se ne
e non volevano ammettere? andò in viaggio. Quando fu vicina la
stagione dei frutti, mandò i suoi servi
F. Parabola dei due figli dai vignaiuoli per ritirare la parte che
(21:28-32) gli spettava, ma i vignaiuoli… ne pic-
21:28-30 Questa parabola costituisce un chiarono uno, ne uccisero un altro e un
aspro rimprovero ai capi dei sacerdoti altro lo lapidarono. Allora mandò degli
e agli anziani, che non avevano dato altri servi, ma questi furono trattati al-
ascolto all’invito di Giovanni al ravvedi- lo stesso modo. Infine mandò loro suo
mento e alla fede. La parabola narra di figlio, pensando che avrebbero avuto
un uomo che ordinò ai suoi due figli di rispetto per lui. Sapendo che questi era
andare a lavorare nella vigna. Il primo l’erede, lo uccisero, progettando d’im-
rifiutò, ma poi, pentitosi, vi andò. L’al- padronirsi della sua eredità.
tro accettò di andare, ma non vi andò. 21:40-41 A questo punto, il Signore
21:31-32 Quando Gesù doman- domandò ai capi dei sacerdoti e agli
dò quale dei due figli avesse fatto la anziani cosa avrebbe fatto il padrone
volontà del padre, i capi religiosi, in- della vigna a quei vignaiuoli. Ed essi
consapevolmente, si condannarono risposero: Li farà perire malamente,
rispondendo: Il primo. quei malvagi, e affiderà la vigna ad
Il Signore spiegò la parabola. I pub- altri vignaiuoli i quali gli renderanno
blicani e le prostitute erano come il i frutti a suo tempo.
primo figlio. Inizialmente, costoro non La parabola non è difficile da interpre-
accettarono di ubbidire a Giovanni il tare. Dio è il padrone di casa, Israele è la
battista ma, alla fine, molti di loro si vigna (vd. Sl 80:8; Is 5:1-7; Gr 2:21). La sie-
ravvidero e credettero in Gesù. I capi pe è la legge di Mosè, la quale separava il
religiosi erano come il secondo figlio. popolo d’Israele dai pagani e lo preserva-
Proclamavano di approvare il messag- va come popolo appartato per il Signore.
gio di Giovanni, ma non confessarono La buca per pigiare l’uva, per metonimia,
mai i loro peccati né credevano nel rappresenta il frutto che Israele avrebbe
Salvatore. Ecco perché i peccatori più dovuto produrre per Dio. La torre sim-
incalliti sarebbero entrati nel regno di boleggia la cura premurosa di Dio verso
Dio, laddove i capi religiosi, presun- il suo popolo. I vignaiuoli sono i capi dei
tuosi e troppo compiaciuti di sé, ne sa- sacerdoti e gli scribi.
rebbero rimasti fuori. Lo stesso accade A varie riprese, Dio aveva inviato i
oggi. Chi ammette di essere un pecca- suoi servi, i profeti, al popolo d’Israele,
tore accetta il vangelo più volentieri di cercando nella vigna i frutti della fra-
chi si riveste di falsa pietà. tellanza, della santità e dell’amore. Ma
L’asserzione Giovanni è venuto a voi il popolo aveva perseguitato, e talvolta
per la via della giustizia significa che perfino ucciso, quei profeti. Alla fine,
questi era venuto per predicare l’ur- Dio mandò suo Figlio dicendo: “Avran-
genza della giustificazione mediante il no rispetto per mio figlio” (v. 37). I capi
ravvedimento e la fede. dei sacerdoti e gli scribi dissero: “Costui
è l’erede”. Fu un riconoscimento fatale.
G. Parabola dei vignaiuoli malvagi In segreto, costoro ammettevano che
(21:33-46) Gesù era il Figlio di Dio (anche se in
21:33-39 Proseguendo nella sua im- pubblico lo negavano) rispondendo essi
plicita risposta alla domanda relativa stessi, in tal modo, alla domanda riguar-

114
MATTEO 22:7-10

do all’autorità di Gesù. La sua autorità 21:44 Chi cadrà su questa pietra sa-
gli derivava dall’essere Dio-Figlio. rà sfracellato; ed essa stritolerà colui
Nella parabola dissero: “Costui è sul quale cadrà . Nella prima parte di
l’erede; venite, uccidiamolo, e facciamo questo versetto si sottintende che la
nostra la sua eredità” (v. 38). Nella vita pietra è sul terreno, nella seconda par-
reale dissero: “Se lo lasciamo fare, tutti te si sottintende che essa cade dall’al-
crederanno in lui; e i Romani verranno to. Tale allegoria allude ai due avventi
e ci distruggeranno come città e come di Cristo. Allorché Cristo venne per la
nazione” (Gv 11:48). Perciò lo respinse- prima volta, i capi giudei “inciampa-
ro, lo “cacciarono fuori della vigna” e lo rono” su di lui e “si sfracellarono”.
crocifissero. Quando ritornerà per giudicare, egli
21:42 Quando il Salvatore domandò “stritolerà” i suoi nemici riducendoli
quale sarebbe stata la reazione di quel in polvere.
padrone di casa, la risposta data dai 21:45-46 I capi dei sacerdoti e i fa-
capi dei sacerdoti e dai farisei fu la loro risei riconobbero che queste parabole
condanna, come dimostrano i vv. 42-43, erano rivolte direttamente a loro, in
in cui Gesù cita le parole del Sl 118:22: risposta alla loro domanda sull’auto-
La pietra che i costruttori hanno rifiu- rità di Cristo. Essi avrebbero voluto
tata è diventata pietra angolare; ciò è catturarlo sul posto, ma ebbero paura
stato fatto dal Signore, ed è cosa me- della folla, che ancora riteneva Gesù
ravigliosa agli occhi nostri. Quando un profeta.
Cristo, la Pietra, si presentò ai costrut-
tori, ossia i capi d’Israele, non trovò una H. La parabola delle nozze
collocazione nei loro progetti: costoro lo (22:1-14)
gettarono via come una cosa inutile. Ma 22:1-6 Gesù non aveva ancora chiuso
quando essi l’ebbero fatto uccidere, egli la questione con i capi dei sacerdoti e
fu risuscitato dai morti, ottenne da Dio i farisei. Nella parabola delle nozze,
una posizione di preminenza e diventò egli rappresentò nuovamente l’Isra-
la pietra più importante dell’edificio di ele privilegiato come un escluso e
Dio: “Perciò Dio lo ha sovranamente in- gli stranieri disprezzati come graditi
nalzato e gli ha dato il nome che è al di commensali. Paragonò il regno dei
sopra di ogni nome...” (Fl 2:9). cieli… a un re, il quale fece le nozze di
21:43 Senza mezzi termini Gesù suo figlio.
annunciò che il regno di Dio sarebbe L’invito avvenne in due fasi: dap-
stato tolto a Israele e… dato a gente che prima vi fu un invito tempestivo, con-
ne faccia i frutti. E così avvenne. Israe- segnato personalmente dai servi, che
le è stato messo da parte come popolo fu seccamente respinto; il secondo
eletto di Dio ed è stato condannato a ri- invito era l’annuncio che la festa era
manere cieco. La coscienza del popolo pronta. Anche questo invito fu accolto
che aveva respinto il Messia si sarebbe con scarsa considerazione da alcuni,
vieppiù indurita. La profezia secon- troppo assorbiti dagli impegni agricoli
do la quale il regno di Dio sarà dato a o commerciali, e con aggressività da
gente che ne faccia i frutti può essere altri, i quali presero i servi, li malme-
interpretata in due modi: narono e li uccisero.
1° con allusione alla chiesa, formata da 22:7-10 Il re si adirò a tal punto
Giudei e da stranieri convertiti, “una che fece sterminare quegli omicidi
gente santa, un popolo che Dio si è e… bruciare la loro città . Strappò la
acquistato” (1 P 2:9); prima lista degli invitati e diramò un
2° con allusione al residuo fedele invito libero, rivolto a tutti coloro che
d’Israele che sarà in vita alla seconda desiderassero presenziare. Questa vol-
venuta di Gesù. Una volta redento, ta, nella sala delle nozze non rimase
Israele porterà frutto per Dio. neanche un posto libero.

115
MATTEO 22:11-13

22:11-13 Tra quelli che erano a tavo- sarà esaminato a fondo. L’uomo che
la c’era, però, un uomo che non aveva non indossa l’abito da cerimonia è co-
l’abito di nozze. Quando gli fu fatto lui che si professa pronto per il regno,
notare che non era vestito in modo ap- ma non si è rivestito della giustizia di
propriato, costui rimase con la bocca Dio mediante il Signore Gesù Cristo
chiusa. Il re ordinò ai servitori di cac- (vd. 2 Co 5:21). Dunque non c’era (e
ciarlo fuori al buio, dove ci sarebbe sta- non c’è) alcuna scusante per l’uomo
to pianto e stridor di denti. I servitori privo dell’abito di nozze. Come Ryrie
del v. 13 non sono i servi del v. 3. osserva in proposito, a quei tempi c’era
22:14 Il Signore concluse la parabola l’usanza di procurare un abito di noz-
dichiarando: Poiché molti sono chia- ze agli ospiti che ne fossero sprovvisti.
mati, ma pochi gli eletti. Ovviamente, l’uomo non aveva ap-
Il significato della parabola è il se- profittato di tale opportunità. Poiché
guente: il “re” è Dio e suo “Figlio” è il non aveva Cristo, rimase ammutolito
Signore Gesù. Le “nozze” sono una allorché gli fu domandato con quale
rappresentazione appropriata della diritto pretendesse di entrare nel re-
gioia festosa che caratterizza il regno gno (vd. Ro 3:19). Il suo destino furono
dei cieli. Introdurre in questa parabola le tenebre “di fuori, nel pianto e nello
la chiesa come Sposa di Cristo com- stridor di denti”. Il “pianto” richiama le
plica inutilmente l’immagine. Il con- sofferenze dell’inferno. Secondo alcuni
cetto fondamentale qui esposto non è commentatori, lo “stridor di denti” al-
la chiamata speciale o il destino della luderebbe a un eterno stato di ostilità
chiesa, bensì la separazione d’Israele. e di ribellione nei confronti di Dio. Se
L’invito anticipato è un richiamo a ciò corrisponde a verità, l’ipotesi che il
Giovanni il battista e ai dodici discepo- fuoco dell’inferno abbia un effetto pu-
li, che invitarono cortesemente Israele rificatore si dimostra falsa.
alle nozze. Ma il popolo si rifiutò di ac- Il v. 14 è una chiosa all’intera para-
cettare. L’espressione “ma questi non bola, non soltanto all’episodio dell’uo-
vollero venire” (v. 3) rimanda dramma- mo senza l’abito di nozze. L’espressione
ticamente alla crocifissione. molti sono i chiamati significa che l’in-
Il secondo invito indica la proclama- vito del vangelo è rivolto a molti. Ma
zione del vangelo ai Giudei, nel libro pochi sono gli eletti : alcuni rifiutano
degli Atti. Alcuni ricevettero il mes- l’invito e addirittura, tra quanti l’accet-
saggio con disprezzo e altri trattarono tano, vi sono alcuni la cui professione
i messaggeri con violenza (infatti, la di fede si rivela falsa. Gli eletti sono
maggior parte degli apostoli subì il coloro che accettano la buona noti-
martirio). zia; l’unico modo in cui l’individuo
Il re, giustamente adirato contro può testimoniare la propria elezione è
Israele, inviò “le sue truppe”, ossia Ti- mostrare di avere un rapporto perso-
to e le legioni romane, per distruggere nale con il Signore Gesù Cristo. A tale
Gerusalemme e la maggior parte del proposito, Jenning osserva: “Tutti sono
suo popolo nel 70 d.C. Queste erano invitati a godersi la festa, ma non tutti
“le sue truppe” nel senso che Dio le sono disposti a fidarsi di Colui che può
usò come strumenti di castigo per procurar loro l’abito adatto”.
Israele: ufficialmente gli apparteneva-
no, benché esse non lo conoscessero I. Il tributo a Cesare e a Dio
personalmente. (22:15-22)
Ora la nazione d’Israele è messa da Il cap. 22 è un capitolo di quesiti, posti
parte e il vangelo è predicato agli stra- da tre diverse delegazioni con l’intento
nieri, sia buoni sia cattivi, a prescindere di far cadere in trappola il Figlio di Dio.
dalle convenzioni sociali (vd. At 13:45- 22:15-16 Qui vediamo il tentativo
46; 28:28). Ma chiunque si presenterà dei farisei e degli erodiani. Queste due

116
MATTEO 22:23-24

fazioni erano nemiche irriducibili, mo- La loro domanda si era ritorta contro
mentaneamente alleate in virtù dell’av- di loro: essi avevano sperato di inca-
versione comune nei confronti del strare Gesù con la domanda sul tributo
Salvatore. Il loro obiettivo era indurre a Cesare, ma egli li aveva apertamente
Cristo a esporsi con un commento po- accusati di non rendere il tributo dovu-
litico azzardato. Presero spunto dalla to a Dio. Per quanto fosse sgradevole,
divisione esistente fra i Giudei riguardo essi non negavano a Cesare il tributo
alla fedeltà a Cesare. Alcuni si oppone- che gli spettava laddove avevano tra-
vano risolutamente alla sottomissione scurato i diritti di Dio sulla loro vita.
a un imperatore pagano. Altri, come gli Ora, dinanzi a loro stava colui che è
erodiani, mantenevano una posizione l’impronta dell’essenza divina (vd. Eb
più accomodante. 1:3) e, tuttavia, non gli riconoscevano
22:17 Dapprima si profusero in adu- il ruolo che gli spettava.
lazioni, lodando Gesù per la schiettez- Dalla risposta di Gesù si apprende
za del suo carattere, la sua sincerità e che il credente ha una doppia cittadi-
il suo coraggio, poi gli domandarono nanza. In primo luogo, egli è tenuto a
capziosamente: È lecito, o no, pagare il ubbidire allo stato e sostenerlo eco-
tributo a Cesare? nomicamente. Non deve parlare con
Se Gesù avesse risposto “no”, non disprezzo dei governanti né cercare di
soltanto si sarebbe inimicato gli ero- rovesciare il governo, anzi deve prega-
diani, ma sarebbe stato altresì accusato re per le autorità. Inoltre, il credente è
di sedizione contro il governo roma- cittadino del cielo, quindi è tenuto a
no. I farisei l’avrebbero sconfessato e ubbidire a Dio. Nel caso di conflitto tra
avrebbero trovato di che accusarlo. Se le due autorità, egli dovrebbe, anzitut-
avesse risposto “sì”, sarebbe entrato in to, ubbidire a Dio (vd. At 5:29).
conflitto con il forte spirito nazionali- Citando il v. 21, molti di noi eviden-
stico dei Giudei, perdendo gran parte ziano ciò che riguarda Cesare, ma sor-
del consenso della gente comune, che volano, con leggerezza, la parte che
fino a quel momento aveva impedito ai riguarda Dio; questo è esattamente l’er-
capi di eliminarlo. rore che Gesù rimproverava ai farisei!
22:18-19 Senza mezzi termini, Gesù 22:22 I farisei, udita la sua risposta,
li accusò di essere degli ipocriti poiché capirono di essere stati sconfitti. Non po-
essi cercavano di metterlo alle strette. terono far altro che stupirsi e andarsene.
Poi chiese loro di mostrargli la moneta
usata per pagare il tributo al governo J. I sadducei e l’enigma della
romano. Ogni volta che i Giudei vede- risurrezione (22:23-33)
vano l’effigie e il titolo di Cesare sulla 22:23-24 Come accennato in preceden-
moneta certo rammentavano, con za, i sadducei erano i teologi liberali del
fastidio, che erano sotto l’autorità e la tempo: essi negavano la risurrezione
tassazione pagana. La moneta avrebbe del corpo, l’esistenza degli angeli e i mi-
dovuto ricordare loro che la sottomis- racoli. In effetti le loro negazioni erano
sione a Roma era stata la conseguenza più numerose delle loro affermazioni.
del loro peccato. Se fossero rimasti fe- Alcuni vennero a lui, con una storia
deli al Signore, la domanda sul paga- che doveva mettere in ridicolo il con-
mento delle tasse a Cesare non avrebbe cetto di risurrezione. Gli rammenta-
avuto ragione d’essere. rono la legge del levirato (vd. De 25:5).
22:20-21 Gesù domandò loro: Di chi Secondo questa legge, se un Israelita
è questa effigie e questa iscrizione? Fu- moriva senza figli, il fratello di questi
rono obbligati a rispondere: Di Cesare. doveva sposarne la vedova per preser-
Così il Signore disse loro: Rendete dun- vare il nome della famiglia in Israele
que a Cesare quello che è di Cesare, e a e per conservare l’eredità all’interno
Dio quello che è di Dio. della famiglia stessa.

117
MATTEO 22:25-28

22:25-28 Il loro enigma riguardava K. Il gran comandamento


una donna che, rimasta vedova, si era (22:34-40)
risposata con uno dei fratelli del ma- 22:34-36 I farisei, udito che egli aveva
rito. Morto anche quello, ella aveva chiuso la bocca ai sadducei, si avvici-
sposato il terzo fratello, e così via fino narono a Gesù per interrogarlo. Il loro
al settimo. Infine morì anche la don- portavoce, un dottore della legge, lo in-
na. Ed ecco la domanda che era volta vitò a indicare quale fosse, nella legge,
a umiliare colui che è la risurrezione il gran comandamento.
(vd. Gv 11:25): Alla risurrezione, dun- 22:37-38 Con grande autorevolezza,
que, di quale dei sette sarà ella moglie? Gesù definì l’obbligo dell’uomo verso
Poiché tutti l’hanno avuta. Dio come il grande e il primo comanda-
22:29 In sostanza, essi ritenevano mento. Queste furono le sue parole: Ama
che il concetto di risurrezione ponesse il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore,
delle difficoltà insormontabili e che, con tutta la tua anima e con tutta la tua
perciò, fosse irragionevole e, di conse- mente. Il racconto di Marco aggiunge:
guenza, non vero. Gesù rispose che la “e con tutta la forza tua” (Mr 12:30). Ciò
difficoltà non stava nella dottrina, ben- significa che il primo dovere dell’uomo è
sì nella loro mente; essi ignoravano le amare Dio con tutto il proprio essere. È
Scritture e la potenza di Dio. stato osservato che il cuore rappresenta
Prima di tutto, ignoravano le Scrit- la natura emotiva, l’anima la natura vo-
ture. La Bibbia non dice che il rappor- litiva, la mente la natura intellettuale e la
to coniugale proseguirà in cielo: gli forza la natura fisica.
uomini saranno sempre riconoscibili 22:39-40 Quindi Gesù aggiunse che
come uomini e le donne come donne; il secondo dovere dell’uomo è amare il
ma tutti saranno come angeli, nel sen- suo prossimo come se stesso. Barnes
so che non si sposeranno. In secondo afferma: “L’amore verso Dio e verso gli
luogo, essi ignoravano la potenza di uomini racchiude in sé tutta la religio-
Dio. Se Dio aveva potuto creare l’uomo ne: l’obiettivo di Mosè, dei profeti, del
dalla polvere, non era forse in grado di Salvatore e degli apostoli era proprio
risuscitare agevolmente la polvere di quello di suscitare questo amore”. Do-
quelli che erano morti e riplasmarla vremmo riflettere spesso sulle parole
per farne dei corpi di gloria? ama il tuo prossimo come te stesso.
22:30-32 Infine, il Signore Gesù pre- Dovremmo pensare a quanto amiamo
sentò loro un’argomentazione tratta noi stessi e a quanto le nostre attività
dalle Scritture per dimostrare che la sono incentrate sulla nostra cura e sul
risurrezione è un’assoluta inevitabili- nostro stesso benessere. Poi dovrem-
tà. In Es 3:6 Dio si presentò come il Dio mo cercare di immaginare che cosa
d’Abraamo… d’Isacco e… di Giacobbe. succederebbe se dimostrassimo que-
Tuttavia, Gesù puntualizzò, Egli non è sto amore al nostro prossimo. E infine
il Dio dei morti, ma dei vivi. Dio aveva dovremmo metterlo in pratica. Un tale
stretto un patto con questi uomini, ma comportamento non è naturale: è so-
essi morirono prima che gli il patto fos- prannaturale. Solo chi è nato di nuovo
se perfezionato. Com’è possibile che Dio può farlo e solo se permette a Cristo di
affermi di essere il Dio di tre uomini i cui farlo per mezzo di lui.
corpi sono nella tomba? Com’è possibile
che colui che non può venir meno alle L. Il figlio di Davide è il Signore
proprie promesse porti a compimento di Davide (22:41-46)
quelle fatte a uomini che sono già morti? 22:41-42 Essendo i farisei ancora me-
C’è una sola risposta: la risurrezione. ravigliati per la risposta al dottore del-
22:33 Non c’è da meravigliarsi se la la legge, Gesù fece loro una domanda
folla… stupiva del suo insegnamento : provocatoria: Che cosa pensate del
succede anche a noi! Cristo? Di chi è figlio?

118
MATTEO 23:6-8

La maggior parte dei farisei non cre- to: la loro dottrina era migliore della
deva che Gesù fosse il Cristo: essi era- loro condotta. Costoro incarnavano il
no ancora in attesa del Messia. Perciò classico esempio di chi predica bene e
Gesù non domandò loro: “Che cosa razzola male. Perciò Gesù disse: Fate
pensate di me?” (sebbene tale doman- dunque e osservate tutte le cose che vi
da fosse implicita); ma domandò, in diranno, ma non fate secondo le loro
generale, di chi sarebbe stato figlio il opere; perché dicono e non fanno.
Messia, quando fosse apparso. Costoro imponevano al popolo re-
Essi risposero, giustamente, che il sponsabilità gravose (probabilmente si
Messia sarebbe stato un discendente di trattava di interpretazioni esasperate
Davide. della legge), ma non offrivano alcun
22:43-44 Allora il Signore Gesù citò aiuto per sostenere tale fardello insop-
il Sl 110:1, dove Davide dice: Il Signore portabile.
ha detto al mio Signore: “Siedi alla 23:5 Gli scribi e i farisei rispettava-
mia destra finché io abbia messo i tuoi no i precetti della religione per godere
nemici sotto i tuoi piedi”. Il primo ap- della considerazione altrui, non perché
pellativo, “Signore”, indica Dio Padre, avessero un cuore sincero. Ne era un
laddove il secondo “Signore” allude al esempio lampante l’uso ostentato delle
Messia. In conclusione, Davide aveva filatterie. Allorché comandò a Israele
definito il Messia come suo Signore. di legare le sue parole come un segno
22:45 Gesù domandò ancora: Se sulla mano e sulla fronte, in mezzo agli
dunque Davide lo chiama Signore, co- occhi (vd. Es 13:9, 16; De 6:8; 11:18),
me può essere suo figlio? La risposta è Dio intendeva dire che la legge doveva
che il Messia è sia il Signore di Davide servir loro da guida in qualsiasi loro
sia il figlio di Davide, sia Dio sia Uomo. attività.
Essendo Dio, egli è il Signore di Davide; I farisei ridussero testualmente que-
essendo uomo, è il figlio di Davide. sta prescrizione spirituale a una pratica
Se i farisei fossero stati disposti a im- esteriore. Rinchiudevano degli stralci
parare, avrebbero capito che Gesù era della Scrittura in astucci di cuoio che
il Messia, figlio di Davide quale suo di- si legavano sulla fronte o sulle braccia.
scendente in linea dinastica per parte Non si preoccupavano di ubbidire alla
di Maria, nonché Figlio di Dio, il quale legge fintanto che, indossando in modo
si era rivelato attraverso le sue parole, ridicolo delle grosse filatterie, avevano
le sue opere e la sua condotta. un aspetto profondamente spirituale.
22:46 Ma costoro si rifiutavano di Inoltre, la legge comandava ai Giudei
comprendere: completamente diso- di cucire frange con cordoni violetti ai
rientati dalla sua sapienza, smisero lembi degli abiti (vd. Nu 15:37-41; De
di metterlo alla prova con le loro do- 22:12). Questi ornamenti dovevano
mande. Da quel momento in avanti, ricordare loro che essi appartenevano
avrebbero usato un altro metodo: la a un popolo separato e che avrebbero
violenza. dovuto camminare separati dalle altre
nazioni. I farisei ignoravano questa le-
M. Gesù condanna gli scribi zione spirituale e si accontentavano di
e i farisei (23:1-12) applicare alle proprie vesti delle frange
23:1-4 Nei primi versetti di questo ca- sempre più lunghe!
pitolo, il Salvatore mette in guardia la 23:6-8 I farisei tradivano la loro
folla e i suoi discepoli contro gli scribi presunzione contendendosi i posti di
e i farisei. Questi capi sedevano sulla prestigio nei conviti e nelle sinagoghe,
cattedra di Mosè, ossia insegnavano alimentavano il loro egocentrismo con
la legge di Mosè. In linea di massima, i saluti nelle piazze e soprattutto ama-
il loro insegnamento era degno di fe- vano essere chiamati Rabbì (“dottore”
de, ma non così il loro comportamen- o “maestro”).

119
MATTEO 23:9-10

23:9-10 Il Signore ammonisce i suoi la vera grandezza è esattamente il con-


discepoli di non fare uso di titoli che si trario di ciò che la gente crede. Gesù
devono riservare a Dio solo. Nessuno, disse: ma il maggiore tra di voi sia vo-
quindi, dovrà farsi chiamare Rabbì, stro servitore. Chiunque si innalzerà
perché c’è un solo Maestro, il Cristo. sarà abbassato e chiunque si abbas-
Nessun uomo deve essere chiamato serà sarà innalzato. La vera grandezza
padre : il nostro Padre è Dio. A questo si inchina per servire. I farisei che si
proposito, Weston commenta saggia- autoesaltano saranno ridimensionati
mente: laddove i veri discepoli che si umiliano
Si tratta di una dichiarazione dei rap- saranno esaltati a tempo debito.
porti essenziali fra l’uomo e Dio. Tre
cose definiscono un credente: quel- N. Denunce contro scribi e farisei
lo che è, quello in cui crede e quello (23:13-36)
che fa. Dottrina, esperienza e pratica. In seguito, il Signore Gesù formula otto
L’uomo ha bisogno di tre cose per il accuse (“guai”), contro i religiosi del suo
suo essere spirituale: vita, istruzio- tempo, orgogliosi e ipocriti. Non si trat-
ne e guida; questo è proprio ciò che il ta di maledizioni, bensì di espressioni
Signore dichiara di essere nelle nove di rammarico per il loro destino, simili
parole del vangelo “Io sono la via, la all’espressione “mi dispiace per voi!”.
verità e la vita”… Non devi riconoscere 23:13 Il primo guai denuncia la loro
nessuno come Padre, perché nessun dura opposizione. Costoro rifiutavano
uomo può darti la vita spirituale, né di entrare nel regno e, prepotentemen-
considerare alcun uomo un maestro
te, impedivano ad altri di entrarvi.
infallibile, né permettere ad alcuno di
Strano a dirsi, sono spesso i capi reli-
assumersi l’incarico di guida spiritua-
le; il tuo rapporto con Dio e con Cristo
giosi a osteggiare più energicamente
è altrettanto stretto quanto il rapporto il vangelo della grazia: costoro sono in
con qualsiasi altra persona.(37) grado di manifestare la massima tolle-
ranza verso qualsiasi cosa, tranne che
Il significato evidente delle parole verso la buona notizia della salvezza.
del Salvatore è che, nel regno dei cie- L’uomo naturale non vuole essere l’og-
li, tutti i credenti formano un’unica getto della grazia di Dio… e non vuole
fratellanza, in cui non c’è posto per neppure che Dio dimostri la sua grazia
titoli distintivi che rendano alcuni ad altri!
più importanti di altri. Pensiamo sol- 23:14 Il secondo guai (38) costituisce
tanto agli appellativi ampollosi che per costoro un’accusa di appropria-
troviamo nella cristianità di oggi: zione indebita delle case delle vedo-
“reverendo”, “reverendissimo”, “pa- ve e il tentativo di dissimulare le loro
dre” e via dicendo! Perfino il titolo malefatte con lunghe preghiere. Certi
apparentemente innocente di “dotto- culti moderni si servono di una tecnica
re” significa “maestro” in latino (tale simile per persuadere donne anziane
ammonimento riguarda, è ovvio, i o vedove, o credenti senza discerni-
rapporti spirituali anziché quelli na- mento, a intestare le loro proprietà alla
turali, professionali o accademici. Per “chiesa”. Quegli impostori della fede
esempio, non si proibisce al bambino riceveranno una maggior condanna.
di chiamare “padre” il genitore né al 23:15 La terza denuncia è rivolta
paziente di rivolgersi al medico chia- allo zelo mal diretto: questi religiosi
mandolo “dottore”). si sobbarcavano viaggi incredibil-
Per quanto riguarda i rapporti terreni, mente lunghi per raccogliere proseliti
ci si attenga alla regola “il timore a chi il ma, una volta riusciti nel loro intento,
timore; l’onore a chi l’onore” (Ro 13:7). ne facevano degli individui peggio-
23:11-12 Anche qui si rivela il carat- ri di loro. Un’analogia moderna è lo
tere rivoluzionario del regno dei cieli: zelo dimostrato delle false religioni.

120
MATTEO 23:27-28

Esistono gruppi disposti a bussare a farisei offrivano scrupolosamente al


migliaia di porte, pur di aggiungere Signore la decima delle erbe più insi-
una persona alla loro causa; ma le gnificanti che coltivavano. Gesù non
conseguenze sono malvagie. Qualcu- li condannò per questa attenzione
no ha argutamente osservato che “i per i particolari, ma li criticò aspra-
più convertiti diventano, spesso, i più mente per la loro totale mancanza di
pervertiti”. scrupoli allorché essi avrebbero do-
23:16-22 Al quarto posto c’è la de- vuto mostrare agli altri il giudizio, la
nuncia del Signore contro i loro so- misericordia e la fede. Avvalendosi di
fismi, vale a dire i loro ragionamenti un’allegoria, insuperabile per la sua
volutamente capziosi. Costoro aveva- eloquenza, Gesù li accusò di filtrare il
no costruito un falso sistema di argo- moscerino e inghiottire il cammello.
mentazioni per evitare di mantenere i Accadeva spesso che un piccolo inset-
voti fatti. to finisse in un calice di vino dolce:
Stando ai loro insegnamenti, per chi beveva il vino aveva l’accortezza
esempio, il giuramento fatto sul tempio di filtrarlo attraverso i denti. Quanto
non comportava l’obbligo di rispettare era ridicolo colui che si dava tanta
il voto, laddove il giuramento per l’oro cura di non ingerire un insettino in-
del tempio era inderogabile; il giura- significante per poi inghiottire il più
mento sull’offerta dell’altare era vinco- grande animale (per giunta, impuro)
lante, laddove il giuramento sull’altare di tutto il paese! I farisei si preoccu-
vuoto non lo era. Così facendo, stima- pavano delle sottigliezze, ma erano
vano l’oro più di Dio (il tempio era “la sciaguratamente ciechi verso gravi
casa di Dio”) e l’offerta deposta sull’al- peccati come l’ipocrisia, la disonestà,
tare più dell’altare stesso. Costoro era- la crudeltà e l’avidità.
no più interessati alle cose materiali 23:25-26 Il sesto guai è volto a de-
che a quelle spirituali; più interessati a nunciare la superficialità dei farisei, i
prendere (l’oro) che a dare (l’altare era quali, benché attenti a mantenere una
il luogo delle offerte). parvenza di religiosità e di moralità,
Definendo costoro guide cieche, avevano cuori pieni di rapina e d’in-
Gesù ne denuncia il dogmatismo. L’oro temperanza . (39) Costoro avrebbero
del tempio aveva un valore speciale so- fatto meglio a pulire prima l’interno
lamente in quanto attinente alla dimo- del bicchiere e del piatto, vale a di-
ra di Dio. Era l’altare che dava valore re accertarsi che i loro cuori fossero
all’offerta. Chi crede che l’oro abbia un purificati dal ravvedimento e dalla
valore intrinseco è cieco: l’oro diventa fede. Allora, e solo allora, il loro com-
prezioso solamente se è usato per la portamento sarebbe stato accettabi-
gloria di Dio. Le offerte fatte per motivi le. C’è differenza tra la persona e la
carnali non hanno alcun valore. Ma ciò personalità. Noi siamo più inclini a
che è dato al Signore, o nel nome del Si- evidenziare la nostra personalità (ciò
gnore, ha un valore eterno. che vorremmo che gli altri pensassero
La realtà era che, su qualunque cosa di noi); Dio, invece, s’interessa della
i farisei giurassero, Dio era coinvolto; nostra persona (ciò che siamo vera-
di conseguenza essi erano obbligati mente): egli vuole che la verità risieda
a rispettare il voto. L’uomo non può nell’intimo (vd. Sl 51:6).
sottrarsi ai propri obblighi con ragio- 23:27-28 Anche il settimo guai de-
namenti ingannevoli. I voti sono vinco- nuncia la superficialità. La differen-
lanti e le promesse vanno mantenute. za, rispetto al sesto “guai”, è che là si
È inutile ricorrere a cavilli per sottrarsi critica il camuffamento della cupidi-
agli obblighi. gia, mentre il settimo “guai” rimpro-
23:23-24 Il quinto guai denuncia vera l’occultamento dell’ipocrisia e
il ritualismo fine a se stesso. Scribi e dell’iniquità.

121
MATTEO 23:29-30

In quel tempo, i sepolcri erano im- 23:33 A questo punto, il Cristo di Dio
biancati affinché i Giudei, toccandoli tuona contro di loro: Serpenti, razza di
involontariamente, non si rendessero vipere, come scamperete al giudizio
cerimonialmente impuri. Gesù para- della geenna? Può l’Amore incarna-
gonò gli scribi e i farisei a sepolcri im- to pronunciare parole così severe? Sì,
biancati , esteriormente mondi ma giacché l’amore vero deve essere anche
interiormente corrotti. La gente pen- giusto e santo. L’idea che si ha, comu-
sava che il contatto con i capi religiosi nemente, di Gesù, ossia quella di un ri-
avesse un effetto santificante laddove, formatore innocuo e capace di provare
in realtà, era dannoso, perché costoro soltanto amore, non è biblicamente
erano pieni di ipocrisia e di iniquità. fondata. L’amore può anche essere se-
23:29-30 L’ultimo guai denuncia ciò vero e deve sempre essere giusto.
che potremmo definire omaggio este- Dobbiamo assolutamente tenere a
riore e omicidio interiore. Gli scribi e mente che queste parole furono rivolte
f arisei facevano credere di onorare a dei capi religiosi, non a degli ubriaconi
i profeti dell’A.T., costruendo e/o re- o a dei depravati. In questa nostra epo-
staurando le loro tombe e mettendo ca di ecumenismo, nella quale alcuni
ghirlande sui monumenti. Nei discorsi cristiani evangelici stanno unendo le
commemorativi affermavano che non loro forze con i nemici riconosciuti del-
sarebbero stati… complici dei loro pa- la croce di Cristo, è bene considerare
dri che avevano ucciso i profeti. l’esempio di Gesù e ricordare le parole
23:31 Gesù li ammonì: In tal modo di Ieu a Giosafat: “Dovevi tu dare aiuto
voi testimoniate contro voi stessi, di es- a un empio e amare quelli che odiano il
sere figli di coloro che uccisero i profeti. Signore?” (2 Cr 19:2), usando prudenza
In che modo lo testimoniavano? Dal nelle nostre relazioni.
versetto precedente sembrerebbe di ca- 23:34-35 Gesù non solo previde la
pire che essi si dissociassero dall’opera- propria morte, ma disse apertamente
to dei loro padri, i quali avevano ucciso agli scribi e ai farisei che essi avrebbero
i profeti. Per prima cosa ammettevano ucciso i messaggeri da lui inviati: pro-
che i loro padri, di cui erano fisicamen- feti… saggi e… scribi. Alcuni, scampa-
te figli, avevano versato il sangue dei ti al martirio, sarebbero stati flagellati
profeti. Ma Gesù usò il termine figli in- nelle… sinagoghe e perseguitati di cit-
tendendo individui aventi le medesime tà in città. In questo modo, i capi reli-
caratteristiche dei loro predecessori, giosi d’Israele si sarebbero addossati
ben sapendo che, benché adornassero tutta la colpa accumulata nella storia
le tombe dei profeti, essi stavano già dei martiri. Su di loro sarebbe ricadu-
progettando la sua morte. In secondo to tutto il sangue giusto sparso sulla
luogo, con tutto il rispetto che mostra- terra, da… Abele fino a Zaccaria (non
vano nei confronti dei profeti morti, essi si tratta dell’autore del libro omonimo
in sostanza dicevano: “L’unico profeta dell’A.T.), il cui omicidio è narrato in
buono per noi è il profeta morto”. Anche 2 Cr 24:20-21, l’ultimo libro del canone
in questo senso, essi erano veramente biblico ebraico.
figli dei loro padri. 23:36 Tutte le colpe del passato sa-
23:32 Inoltre il Signore aggiunse: E rebbero ricadute sulla generazione, o
colmate pure la misura dei vostri padri! stirpe, alla quale Cristo si stava rivol-
Uccidendo i profeti, i loro padri avevano gendo, come se, in qualche modo, tutto
riempito in parte il calice dell’omicidio; il sangue innocente sparso durante i
gli scribi e i farisei l’avrebbero presto secoli si raccogliesse nell’istante cul-
riempito fino all’orlo con l’omicidio del minante della morte Salvatore senza
Signore Gesù e dei suoi seguaci, portan- peccato. Un’ondata di castighi si sa-
do così a compimento l’opera che i loro rebbe riversata sul popolo che odiava
padri avevano iniziato. il suo Messia senza motivo e che stava

122
MATTEO 24:1-2

per inchiodarlo a una croce come un fosse dolore più grande della perdita di
criminale. un figlio unico; vd. Za 12:10).

O. Lamento di Gesù su XIII. DISCORSO DEL RE SUL MONTE


Gerusalemme (23:37-39) DEGLI ULIVI (capp. 24–25)
23:37 È molto significativo il fatto che
il capitolo che, più di ogni altro, racco- I capp. 24-25 contengono quello che è
glie le accuse dolenti del Signore Gesù, conosciuto come il “discorso sul monte
si concluda con le sue lacrime! Dopo degli Ulivi”. Il discorso è interamente
l’amara denuncia contro i farisei, egli profetico e annuncia il periodo della tri-
compianse profondamente quella città bolazione, nonché la seconda venuta di
che aveva sprecato ogni opportunità Cristo. Principalmente, ma non in modo
offertale. Quel nome ripetuto: Geru- esclusivo, esso riguarda il popolo d’Isra-
salemme, Gerusalemme… trabocca ele. Lo scenario è, ovviamente, Israele;
di ineffabile emozione. Gerusalemme infatti troviamo scritto, p. es., “allora
aveva ucciso i profeti e lapidato i mes- quelli che saranno nella Giudea, fugga-
saggeri di Dio, eppure il Signore l’amava no ai monti” (24:16). L’ambientazione è
e avrebbe voluto raccogliere i suoi figli chiaramente giudaica: “Pregate che la
intorno a sé e proteggerli con amore, co- vostra fuga non avvenga d’inverno né
me la chioccia raccoglie i suoi pulcini, di sabato” (24:20). Gli eletti (vd. 24:22)
ma essa non aveva voluto. sono i Giudei eletti di Dio, non la chie-
23:38 Il Signore Gesù concluse il suo sa. La chiesa non è menzionata né nelle
lamento con il monito: Ecco, la vostra profezie né nelle parabole del discorso,
casa sta per esservi lasciata deserta . come cercheremo di dimostrare.
Il primo significato di “casa” è senza
dubbio “tempio”, ma potrebbe altre- A. Gesù predice la distruzione
sì trattarsi di un’allusione alla stessa del tempio (24:1-2)
Gerusalemme e al popolo d’Israele. Ci 24:1-2 Il discorso si apre con un’os-
sarebbe stato un periodo, tra la morte servazione significativa: Gesù usciva
e il suo secondo avvento del Signore, dal tempio e se ne andava. Questa di-
durante il quale l’incredulo Israele partita è particolarmente eloquente,
non avrebbe più rivisto Gesù (dopo la alla luce delle parole che aveva appena
risurrezione, egli apparve soltanto ai pronunciato: “Ecco, la vostra casa sta
credenti). per esservi lasciata deserta” (23:38). Ri-
23:39 Questo versetto allude alla se- echeggiano, qui, le parole di Ezechiele,
conda venuta di Gesù Cristo, allorché che descrisse la gloria di Dio mentre
un residuo fedele d’Israele lo accetterà abbandonava il tempio (vd. Ez 9:3;
come Re e Messia. Tale accettazione è 10:4; 11:23).
implicita nell’espressione: Benedetto I discepoli volevano che il Signore
colui che viene nel nome del Signore! ammirasse con loro la bellezza archi-
Non vi è alcun accenno a una secon- tettonica del tempio. Essi si lasciavano
da possibilità per coloro che uccisero conquistare delle cose transitorie, an-
Cristo. Gesù parlava di Gerusalemme ziché delle cose eterne, erano attratti
e quindi, per metonimia, dei suoi abi- dalle ombre, anziché dalla sostanza.
tanti e d’Israele in generale. Dopo la Gesù li avvertì che quell’edificio sareb-
sua morte, gli abitanti di Gerusalem- be stato distrutto in modo definitivo e
me lo rivedranno di nuovo solamente che non sarebbe stata lasciata… pietra
il giorno in cui saranno costretti ad su pietra. Tito cercò invano di salvare
affrontare la realtà, a guardare in volto il tempio, ma i suoi soldati avevano
colui che avevano ucciso e a piangerlo già appiccato il fuoco, portando così
con lo strazio di chi ha perso il suo uni- a compimento la profezia di Cristo.
co figlio (i Giudei ritenevano che non vi Quando il fuoco liquefece le finiture

123
MATTEO 24:3

d’oro, il metallo fuso colò lungo le pie- Le risposte alla seconda e alla terza
tre. Per appropriarsi dell’oro, i soldati domanda si trovano nei vv. 4-44 del
dovettero togliere una pietra dopo cap. 24. Questi versetti raccontano i
l’altra, proprio come il Signore aveva sette anni della tribolazione che prece-
predetto. Questo giudizio avvenne nel derà la venuta gloriosa di Cristo. I pri-
70 d.C., quando i Romani, guidati da mi tre anni e mezzo sono descritti nei
Tito, conquistarono Gerusalemme. vv. 4-14. Gli ultimi tre anni e mezzo,
noti come “grande tribolazione” (v. 21)
B. Il primo periodo della e “tempo di angoscia per Giacobbe”
tribolazione (24:3-14) (Gr 30:7), saranno un periodo di soffe-
24:3 Quando Gesù si fu diretto al renze senza precedenti per gli abitanti
monte degli Ulivi, i discepoli gli si av- della terra.
vicinarono in disparte e gli posero tre Molte situazioni caratterizzanti la
domande: prima metà della tribolazione si sono
1. Quando sarebbero avvenute tutte spesso verificate, fino a un certo gra-
queste cose? Quando sarebbe stato do, lungo tutta la storia umana; ma si
distrutto il tempio? ripresenteranno, intensificate, durante
2. Quale sarebbe stato il segno della il periodo della tribolazione. Anche per
sua venuta? Quale evento sopranna- chi appartiene alla chiesa è prevista
turale avrebbe preceduto il ritorno una tribolazione (vd. Gv 16:33), ma si
di Cristo sulla terra per costituire il tratta di una tribolazione ben differente
suo regno? rispetto a quella che si abbatterà su un
3. Quale sarebbe stato il segno della fine mondo che ha respinto il Figlio di Dio.
dell’età presente? Che cosa avrebbe Noi siamo dell’opinione che la chie-
annunciato la fine dell’epoca imme- sa sarà tolta dal mondo (vd. 1 Te 4:13-
diatamente precedente il suo regno 18) prima che il giorno dell’ira di Dio
glorioso (la seconda e la terza doman- abbia inizio (vd. 1 Te 1:10; 5:9; 2 Te 2:1-
da sono essenzialmente identiche)? 12; Ap 3:10).
Dobbiamo ricordarci che il pensiero 24:4-5 Durante la prima metà del-
di questi discepoli giudei era incentra- la tribolazione appariranno molti falsi
to sull’epoca gloriosa in cui il Messia messia che riusciranno a ingannare le
avrebbe regnato sulla terra. Essi non folle. L’attuale comparsa di molte set-
pensavano alla venuta di Cristo per la te può esserne il preludio, ma non ne è
chiesa, perché sapevano poco o niente ancora l’adempimento. Quei falsi capi
di tale fase della sua venuta. Essi at- religiosi saranno dei Giudei che afferme-
tendevano la sua venuta in potenza e ranno, falsamente, di essere il Cristo.
gloria, la distruzione dei nemici e il suo 24:6-7 Ci saranno guerre e… rumori
regno sul mondo. di guerre… insorgerà nazione contro
Inoltre, dovrebbe essere chiaro che non nazione e regno contro regno. Si po-
alludevano alla “fine del mondo” (come trebbe facilmente pensare che questa
si legge in alcune traduzioni), bensì del- profezia si stia già realizzando oggi,
la fine dell’età (gr. aion) presente. ma ciò che ora vediamo è ancora poco
La prima domanda non ricevette rispetto a ciò che avverrà. In realtà, il
una risposta diretta. Sembra invece prossimo evento, nei piani di Dio, sarà
che il Salvatore collegasse l’assedio di il rapimento della chiesa (vd. Gv 14:1-6;
Gerusalemme del 70 d.C. (vd Lu 21:20- 1 Co 15:51-57). Nessuna di queste pro-
24) a un assedio simile, che si verifi- fezie si adempirà prima di tale evento.
cherà negli ultimi giorni. Studiando le Dopo il rapimento della chiesa, l’orolo-
profezie, vediamo spesso che il Signore gio profetico di Dio inizierà il conto alla
passa, quasi impercettibilmente, da un rovescia e questi fatti si susseguiranno
primo adempimento parziale al totale rapidamente. Ci saranno carestie, pe-
adempimento futuro. stilenze e terremoti in vari luoghi.

124
MATTEO 24:14

Già oggi i capi delle nazioni sono d’Israele; per la chiesa il pericolo è nei
intimiditi dallo spettro delle carestie falsi dottori (vd. 2 P 2:1).
dovute all’esplosione demografica. Ma 24:12 A causa della crescente malva-
questa situazione sarà aggravata dalla gità, gli affetti umani verranno meno:
povertà provocata dalle guerre. la mancanza d’amore sarà una natura-
I terremoti (non solo quelli che da le conseguenza.
qualche tempo si stanno verificando 24:13 Ma chi avrà perseverato sino
ma, altresì, quelli previsti in futuro) alla fine sarà salvato. Ovviamente, ciò
cominciano a richiamare sempre mag- non significa che l’anima dell’uomo
gior attenzione. Anche in questo caso sarà salvata mediante la perseveranza.
si tratta solo di segni premonitori, non Nella Bibbia la salvezza è sempre de-
del totale adempimento delle parole finita un dono della grazia di Dio, che
del Salvatore. si riceve mediante la fede nella morte
24:8 Questo periodo è qui definito vicaria e nella risurrezione di Cristo. E
chiaramente come il principio di do- nemmeno significa che tutti coloro che
lori, l’inizio delle doglie del parto che persevereranno sfuggiranno a qualsia-
darà alla luce un nuovo ordine durante si danno fisico (infatti, abbiamo appe-
il regno del Re-Messia d’Israele. na letto che molti credenti subiranno il
24:9-10 Durante la tribolazione, i martirio; vd. v. 9). Si tratta di un’atte-
credenti fedeli dovranno affrontare stazione generica: quanti rimarranno
grandi prove. Le nazioni condurranno saldi, sopportando la persecuzione
dure campagne d’odio contro coloro senza rinnegare la fede, saranno libe-
che saranno rimasti fedeli al Signo- rati alla seconda venuta di Cristo. Nes-
re. Quei credenti non solo saranno suno pensi che l’apostasia costituisca
processati nei tribunali religiosi e una via di scampo. Solamente chi ha
civili (vd. Mr 13:9), ma molti di loro fede vera sarà salvato. Benché possa
subiranno anche il martirio, perché talvolta venir meno, la fede salvifica
si saranno rifiutati di abiurare. È vero non può, nondimeno, estinguersi.
che prove simili si sono presentate in 24:14 Durante questo periodo, il
tutte le epoche del cristianesimo, ma vangelo del regno sarà predicato in
queste parole sembrano alludere, in tutto il mondo, affinché ne sia resa te-
particolare, ai centoquarantaquattro- stimonianza a tutte le genti. Come già
mila credenti giudei che svolgeranno spiegato nel commento a 4:23, il van-
un ministero speciale durante questo gelo del regno è la buona notizia che
periodo. Cristo verrà per realizzare il suo regno
Per non dover soffrire e morire, molti sulla terra: coloro che, durante la tribo-
rinnegheranno la fede. Ci sarà chi tra- lazione, lo riceveranno mediante la fe-
dirà i propri familiari consegnandoli de, godranno delle benedizioni del suo
nelle mani di barbari persecutori. regno millenniale.
24:11 Molti falsi profeti sorgeranno Questo versetto è spesso, erronea-
e sedurranno molti. Non bisogna con- mente, usato per dimostrare che Cristo
fondere questi personaggi con i falsi non può ancora tornare per prendere la
messia del v. 5. I falsi profeti proclama- sua chiesa, poiché sono ancora molti i
no di essere i portavoce di Dio. È pos- popoli e le tribù che, finora, non hanno
sibile smascherarli in due modi: 1° le ancora ascoltato il vangelo. Il problema
loro profezie non sempre si avverano; si risolve con una lettura più attenta
2° il loro insegnamento non manca di del versetto stesso: esso fa, infatti, ri-
distogliere gli uomini dal vero Dio. La ferimento al ritorno di Cristo con i suoi
menzione dei falsi profeti conferma la santi (dunque il rapimento della chiesa
nostra convinzione che la tribolazione avrà già avuto luogo), anziché per i suoi
riguarderà, in primo luogo, i Giudei. santi (i quali, per l’appunto, saranno
I falsi profeti fanno parte del popolo già con Cristo). Si noti, inoltre, l’accen-

125
MATTEO 24:15

no al vangelo del regno, un concetto di- la morte. Chi lavorerà nel campo non
verso da quello di vangelo della grazia dovrà tornare indietro a prendere la
di Dio (vd. commento a 4:23). sua veste, ovunque l’abbia lasciata. Le
Si riscontra un parallelismo im- donne incinte e le madri che allatte-
pressionante tra gli eventi elencati nei ranno saranno, chiaramente, svantag-
vv. 3-14 e quelli in Ap 6:1-11: giate nella fuga.
1. il cavaliere sul cavallo bianco: il falso 24:20 I credenti dovranno pregare
messia; che tale partenza precipitosa non av-
2. il cavaliere sul cavallo rosso: le guerre; venga d’inverno, quando è più scomodo
3. il cavaliere sul cavallo nero: le care- viaggiare, e neppure di sabato, giacché il
stie; limite imposto per legge al “cammino di
4. il cavaliere sul cavallo giallastro: le un sabato” (vd. Es 16:29) non consentirà
pestilenze o la morte. di allontanarsi dalla zona di pericolo.
Le anime sotto l’altare sono i marti- 24:21 Perché allora vi sarà una gran-
ri. Gli eventi descritti in Ap 6:12-17 sono de tribolazione, quale non v’è stata dal
legati a quelli di Mt 24:19-31. principio del mondo fino ad ora, né
mai più vi sarà. Questa descrizione di-
C. La grande tribolazione stingue quel periodo da tutti i pogrom,
(24:15-28) inquisizioni, epurazioni, massacri e ge-
24:15 Da un raffronto con Da 9:27, no- nocidi della storia. Non è possibile che
tiamo che questo versetto descrive gli una qualsiasi persecuzione del passato
eventi che avverranno a metà della abbia adempiuto questa profezia, per-
tribolazione. Daniele predisse che, nel ché il Signore afferma chiaramente
mezzo della settantesima settimana che la persecuzione terminerà con la
(momento che coincide con la fine dei seconda venuta di Cristo.
tre anni e mezzo), un idolo sarà innal- 24:22 La tribolazione sarà così dura
zato nel luogo santo, ossia nel tempio di che, se quei giorni non fossero stati ab-
Gerusalemme. Tutti gli uomini saranno breviati, nessuno potrebbe scampare.
obbligati ad adorare questo idolo infa- Ciò non può significare un abbrevia-
me: coloro che si rifiuteranno saranno mento della grande tribolazione, di
puniti con la morte (vd. Ap 13:15). cui è detto tanto spesso che durerà tre
Quando dunque vedrete l’abo- anni e mezzo. Probabilmente ciò signi-
minazione della desolazione, della fica, invece, che Dio abbrevierà mira-
quale ha parlato il profeta Daniele, colosamente le giornate, ossia le ore di
posta in luogo santo (chi legge faccia luce del giorno durante le quali avver-
attenzione!)… Per quanti conoscono rà la maggior parte degli scontri e dei
la Parola di Dio, l’erezione dell’idolo massacri. A motivo degli eletti (coloro
costituirà il segnale di inizio della che hanno ricevuto Gesù), il Signore
grande tribolazione. Notiamo che il disporrà una tregua grazie all’imbru-
Signore desidera che chi legge la pro- nire anticipato.
fezia faccia attenzione. 24:23-26 I vv. 23-24 contengono
24:16 Allora quelli che saranno nel- nuovi avvertimenti contro i falsi cristi
la Giudea, fuggano ai monti ; nei pressi e falsi profeti. In tale situazione di crisi,
di Gerusalemme, il loro rifiuto di in- si diffonderanno voci discordanti sul
chinarsi davanti all’immagine sarebbe luogo in cui trovare il Messia. Tali voci
presto scoperto. potrebbero essere usate per ingannare
24:17-19 Bisognerà affrettarsi. Se chi cerca Cristo con sincerità e amore.
qualcuno sarà sulla terrazza , dovrà Perciò il Signore avverte tutti i discepoli
fuggire lasciando tutte le sue cose. Il di non credere alle voci che diffondono
tempo che impiegherebbe per racco- notizie relative a una sua venuta circo-
gliere i suoi beni e gli effetti personali scritta e segreta. Perfino gli operatori di
potrebbe fare la differenza tra la vita e miracoli potrebbero non essere neces-

126
MATTEO 24:30

sariamente degli emissari di Dio, giac- del suolo, ricoprendo vaste regioni.
ché i miracoli possono essere d’origine Nuove montagne si eleverebbero nel-
satanica (all’empio, infatti, sarà data la le pianure, smottando lungo i pendii
potenza satanica di compiere miracoli; di altre montagne, provocando faglie
vd. 2 Te 2:9-10). e voragini. I laghi s’inclinerebbero e si
24:27 La venuta di Cristo sarà ine- svuoterebbero, i fiumi muterebbero
quivocabile: sarà improvvisa, pub- il loro corso; vaste aree pianeggianti,
blica, universale e gloriosa. Come il con tutti i loro abitanti, scomparireb-
lampo, sarà istantanea e chiaramente bero nel mare. I boschi brucerebbero
visibile a tutti. e la furia degli uragani e dei mari li
strapperebbero dal suolo dove erano
24:28 Nessuna corruzione morale
cresciuti riducendoli, con rami e radi-
sfuggirà alla sua ira e al suo giudizio.
ci, in enormi cumuli. I mari si svuo-
Dovunque sarà il cadavere, lì si radu- terebbero, perché le loro acque deflu-
neranno le aquile. Il cadavere simbo- irebbero altrove. (40)
leggia il giudaismo e il cristianesimo
apostati e l’intero sistema mondiale che 24:30 Allora apparirà nel cielo il
si è alleato contro Dio e il suo Cristo. Le segno del Figlio dell’uomo. Si ignora
aquile, o gli avvoltoi, rappresentano i la natura di tale segno. La prima ve-
giudizi di Dio, che saranno sciolti alla nuta di Cristo fu accompagnata dal
venuta del Messia. segno della stella. Probabilmente una
stella miracolosa annuncerà anche
D. Il ritorno di Cristo la seconda venuta. Alcuni ritengono
(24:29-31) che il Figlio dell’uomo stesso sarà il
24:29 Alla fine della grande tribolazione segno. Di qualunque segno si tratte-
accadranno avvenimenti terribili nel rà, la sua apparizione sarà evidente a
cielo. …il sole si oscurerà e, poiché la tutti.
luna brilla della sua luce riflessa, pari- …tutte le tribù della terra faranno
menti la luna non darà più il suo splen- cordoglio, indubbiamente per aver ri-
dore. Le stelle precipiteranno dal cielo e fiutato Cristo. Ma saranno soprattut-
i pianeti usciranno dalle rispettive or- to le tribù del paese,(41) le dodici tribù
bite. Inutile dire che tali ampi sconvol- d’Israele, a far cordoglio: “Essi guar-
gimenti cosmici avranno ripercussioni deranno a me, a colui che essi hanno
sul clima, sulle maree e sull’avvicendar- trafitto, e ne faranno cordoglio come
si delle stagioni della terra. si fa cordoglio per un figlio unico, e
Velikovsky ci dà una pallida idea di lo piangeranno amaramente come si
questi eventi descrivendo cosa si verifi- piange amaramente un primogenito”
cherebbe se un corpo celeste si avvici- (Za 12:10; vd. commento a 23:10).
nasse così tanto alla Terra da provocarne Poi vedranno il Figlio dell’uomo
l’inclinazione dell’asse di rotazione: venire sulle nuvole del cielo con gran
potenza e gloria. Che momento mera-
In quel momento un terremoto scuo-
viglioso! Colui che fu ricoperto di sputi
terebbe la terra. L’aria e l’acqua con-
e crocifisso apparirà come il Signore
tinuerebbero a spostarsi a lungo
per forza d’inerzia; la terra sarebbe
della vita e della gloria. Il mite e umile
spazzata da uragani e i mari irrompe- Gesù apparirà come Yahweh. L’Agnello
rebbero nei continenti, trascinando sacrificale discenderà come un Leone
ghiaia, sabbia e animali acquatici e vittorioso. Il vilipeso falegname di Na-
gettandoli a riva. Si registrerebbe un zaret ritornerà come Re dei re e Signore
repentino aumento della temperatu- dei signori su carri di nubi. Egli tornerà
ra: le rocce fonderebbero, i vulcani con la potenza e lo splendore di un Re:
entrerebbero in eruzione, la lava usci- quello sarà il momento che la creazio-
rebbe dalle fenditure della crosta ter- ne ha aspettato ardentemente per mi-
restre, penetrerebbe nelle spaccature gliaia di anni.

127
MATTEO 24:31

24:31 Quando scenderà, manderà i rimento a coloro che vissero all’epoca


suoi angeli in ogni parte del mondo per della prima venuta di Cristo sulla terra;
riunire i suoi eletti, vale a dire l’Israele quella generazione, infatti, è scom-
credente, nella sua terra. Giungeranno parsa senza che alcuno degli eventi
da tutte le parti del mondo per acco- descritti nel cap. 24 si sia verificato.
gliere il loro Messia e per entrare nel Dunque, cosa intendeva dire il Signo-
suo regno di gloria. re? Due sono le risposte possibili.
1. F.W. Grant e altri ritengono che ciò si-
E. La parabola del fico gnifichi: “la stessa generazione che ha
(24:32-35) visto l’inizio di queste cose ne vedrà
24:32 Imparate dal fico questa simili- anche la fine”.(42) Le stesse persone
tudine. Di nuovo il Signore impartisce che hanno visto ricomparire Israele
una lezione spirituale con un esempio come nazione (o che vedranno l’ini-
tratto dalla natura. Quando i rami del zio della tribolazione) vedranno ar-
fico si fanno teneri e mettono le fo- rivare il Signore Gesù con le nuvole
glie, voi sapete che l’estate è vicina. del cielo per regnare.
Abbiamo visto che il fico rappresenta 2. Il termine generazione potrebbe si-
il popolo d’Israele (vd. 21:18-22). Per gnificare etnia, nel senso di individui
centinaia di anni Israele è rimasto in che hanno una stessa origine, appar-
uno stato di quiescenza, privo di un tenenti alla stessa specie o famiglia
governo proprio, di terra, di tempio, di (vd. Mt 12:45; 23:35-36). Gesù, quindi,
sacerdozio… in sostanza, privo di una previde che la stirpe giudaica sarebbe
vita nazionale: il suo popolo era sparso sopravvissuta fino al compimento di
in tutto il mondo. tutte queste cose. La sopravvivenza di
Poi, nel 1948, Israele diventò una na- questo popolo fino a oggi, malgrado le
zione con una terra propria, un gover- persecuzioni più atroci, è un miracolo
no, una valuta ecc. Dal punto di vista della storia.
spirituale, questo paese è tuttora arido, Nondimeno, riteniamo che esista
freddo e sterile per Dio. Ma possiamo una terza possibilità:
convenire sul fatto che, come nazione, 3. Ai tempi di Gesù, “questa generazio-
i suoi rami sono verdi e teneri. ne” era un popolo che si era rifiutato
24:33 Così anche voi, quando vedre- decisamente di riconoscerlo come
te tutte queste cose, sappiate che egli Messia. Riteniamo che questa profe-
è vicino, proprio alle porte. La ricom- zia riguardi l’ostinazione del popolo
parsa d’Israele come nazione non solo d’Israele nel rifiutare Cristo, la qua-
significa che l’inizio della tribolazione le persisterà fino alla sua seconda
è vicino, ma che anche il Signore stesso venuta. Allora ogni ribellione sarà
è vicino, proprio alle porte ! sedata e solamente quanti si sotto-
Se il ritorno di Cristo e l’approssi- metteranno di buon grado alla sua
marsi del regno sono così vicini, quan- autorità saranno risparmiati ed en-
to più imminente sarà il rapimento treranno nel regno millenniale.
della chiesa? Se già vediamo l’ombra 24:35 Per sottolineare l’infallibilità
degli eventi che devono precedere la delle sue predizioni, Gesù aggiunse: il
sua apparizione in gloria, quanto più cielo e la terra passeranno, ma le mie
vicini siamo alla prima fase della sua parole non passeranno. Parlando del
parousia o venuta (vd. 1 Te 4:13-18)? cielo che passerà egli non alludeva alla
24:34 Dopo aver richiamato l’atten- dimora di Dio (vd. 2 Co 12:2-4), bensì
zione sul fico, Gesù aggiunse: Io vi dico all’atmosfera, la volta celeste e lo spazio
in verità che questa generazione non siderale che ci circonda. La dissoluzio-
passerà prima che tutte queste cose ne del cielo e della terra è descritta in
siano avvenute. L’espressione questa 2 P 3:10-13 e nuovamente menzionata
generazione non poteva essere un rife- in Ap 20:11.

128
MATTEO 24:48-51

F. Nessuno conosce il giorno e l’ora Questi due versetti sono spesso usati
(24:36-44) come un avvertimento per i non reden-
24:36 Per quanto riguarda l’ora e il gior- ti riguardo al rapimento, vale a dire la
no esatti della sua seconda venuta, nes- prima fase del ritorno di Cristo, allor-
suno li sa, neppure gli angeli del cielo, ché egli condurrà tutti i credenti con
neppure il Figlio, ma il Padre solo. Ciò sé nel cielo e lascerà tutti i non credenti
dovrebbe preservarci dalla tentazione per il giudizio. Senza dubbio, si tratta
di formulare ipotesi o di prestar fede di un’appropriata applicazione del bra-
alle congetture altrui. Non ci sorprende no, nondimeno, il contesto chiarisce
affatto che neppure gli angeli ne siano che l’interpretazione riguarda la venuta
al corrente: essi sono creature limitate, di Cristo per regnare.
con una conoscenza limitata. 24:42-44 A causa dell’incertezza ri-
Apparentemente, laddove coloro che guardo al giorno e all’ora, gli uomini
saranno in vita prima del ritorno di devono vegliare . Chiunque sapesse
Cristo saranno all’oscuro circa il gior- che stanno per entrargli in casa dei
no e l’ora, quanti conoscono la profezia ladri si terrebbe pronto e prenderebbe
saranno in grado di sapere l’anno. Essi le dovute precauzioni, pur non cono-
sapranno, per esempio, che ciò avverrà scendo l’ora esatta in cui ciò potreb-
approssimativamente tre anni e mezzo be avvenire. Il Figlio dell’uomo verrà
dopo che l’idolo da adorare sarà sta- quando meno le folle se lo aspette-
to innalzato nel tempio (vd. Da 9:27; ranno. Perciò i suoi devono rimanere
inoltre vd. Da 7:25; 12:7, 11; Ap 11:2-3; vigili nell’attesa.
12:14; 13:5).
24:37-39 In quei giorni, però, la mag- G. La parabola del servo fedele
gior parte della gente sarà indifferente, e del servo infedele (24:45-51)
proprio come… ai giorni di Noè. Seb- 24:45-47 Nella parte conclusiva di que-
bene l’epoca che precedette il diluvio sto capitolo, il Signore Gesù insegna che
fosse caratterizzata dell’empietà, non un servo rivela il proprio vero carattere
è alla malvagità umana che qui si in- dal comportamento che tiene durante
tende alludere. Ciò che qui si intende l’attesa del ritorno del padrone. Tutti i
rilevare è che gli uomini, pur essendo servi hanno il dovere di occuparsi del-
stati avvertiti riguardo all’imminente la conduzione familiare rispettando le
cataclisma, continuavano la solita vita modalità e i tempi stabiliti. Ma non tutti
di sempre: mangiavano, bevevano, si coloro che professano di essere dei servi
sposavano… In altre parole, svolgeva- di Cristo sono sinceri.
no le consuete attività, come se potes- Il servo fedele è colui che, al momen-
sero vivere per sempre e nulla potesse to del ritorno, viene trovato a occuparsi
nuocere loro. Quando si scatenò il di- del popolo di Dio. Un tale servo sarà
luvio, costoro erano impreparati e lon- onorato, nel regno, con l’attribuzione di
tani dall’unico rifugio sicuro. Questo è maggiori responsabilità. Il padrone lo
quanto succederà quando Cristo ritor- nominerà curatore di tutti i suoi beni.
nerà: sarà tratto in salvo solamente chi 24:48-51 Il servo malvagio rappre-
sarà in Cristo, arca della salvezza. senta il credente nominale, il cui com-
24:40-41 Allora due saranno nel portamento non è condizionato dalla
campo: l’uno sarà preso e portato in prospettiva del ritorno del Padrone.
giudizio, l’altro sarà lasciato ed entre- Egli comincia a battere i suoi conser-
rà nel regno millenniale. Due donne vi, e mangia e beve con gli ubriaconi.
macineranno al mulino : saranno Un tale comportamento dimostra che
istantaneamente separate. Una sarà non è pronto per il regno. Quando il
trascinata via dal diluvio del giudizio; Re tornerà, lo punirà e gli assegnerà la
l’altra sarà lasciata a gustare le benedi- sorte degli ipocriti, dove vi sarà pianto
zioni del regno di Cristo. e stridor di denti.

129
MATTEO 25:1-5

Questa parabola allude al ritorno mente non si può comprare lo Spirito


visibile di Cristo sulla terra come Re- Santo, ma la Bibbia usa ugualmente
Messia ma potrebbe, altresì, alludere al l’immagine dell’acquisizione della sal-
rapimento. Molti professano di essere vezza senza denaro e senza prezzo.
cristiani, ma dimostrano, con la loro 25:10-12 Mentre quelle erano lon-
ostilità verso il popolo di Dio e l’ami- tane, arrivò lo sposo. Nelle versione
cizia con gli empi, di non attendere af- siriaca e nella Vulgata, è scritto che lo
fatto il ritorno di Cristo. Per costoro, il sposo arrivò con la sua sposa. Questo
ritorno di Cristo comporterà il giudizio particolare si adatta perfettamente
anziché benedizione. all’immagine profetica. Il Signore Ge-
sù ritornerà dalle nozze (esse avran-
H. La parabola delle dieci vergini no luogo nel cielo [vd. Ef 5:27] dopo il
(25:1-13) rapimento) con la sua Sposa, la chiesa
25:1-5 L’avverbio allora, che rinvia al (vd. 1 Te 3:13). Il residuo fedele dei
cap. 24, colloca chiaramente questa pa- santi della tribolazione andrà con lui
rabola nel periodo precedente il ritorno al banchetto di nozze. Le nozze sono
del Re sulla terra e quello concomitante. una definizione appropriata della gioia
Gesù paragonò il regno dei cieli di quel e delle benedizioni del regno di Cristo
tempo a dieci vergini le quali, prese le sulla terra. Le vergini avvedute entra-
loro lampade, uscirono a incontrare lo rono con lui nella sala delle nozze, e la
sposo. Cinque di loro erano avvedute porta fu chiusa. Era ormai troppo tardi
e avevano olio a sufficienza per le lam- per chiunque altro volesse entrare nel
pade ; le altre non ne avevano. Durante regno. Quando vennero anche le altre
l’attesa, tutte si addormentarono. vergini chiedendo di entrare, lo sposo
Le cinque vergini avvedute rap- disse loro che non le conosceva: una
presentano i veri discepoli di Cristo chiara dimostrazione che esse non
durante la tribolazione. Le lampade erano nate di nuovo.
indicano la professione di fede e l’olio 25:13 L’insegnamento di Gesù è rac-
è visto, in genere, come simbolo dello chiuso nell’invito a vegliare, perché
Spirito Santo. Le vergini stolte rappre- non si sa né il giorno né l’ora della sua
sentano quanti proclamano di aderire venuta. I credenti devono vivere come
alla speranza messianica ma che non se il Signore dovesse tornare da un
si sono mai veramente convertiti e, di momento all’altro. Le nostre lampade
conseguenza, non possiedono lo Spiri- hanno olio a sufficienza?
to Santo. Lo sposo è Cristo, il Re; il ri-
tardo simboleggia il periodo tra le due I. La parabola dei talenti
venute. Il sonno di tutte le dieci vergini (25:14-30)
dimostra che, esteriormente, non vi era 25:14-18 Anche questa parabola inse-
molta differenza tra di loro. gna che, quando il Signore ritornerà,
25:6 A mezzanotte fu annunciato troverà dei servi veri e dei servi falsi.
l’arrivo dello sposo. Nel capitolo prece- La storia narra di un uomo che, prima
dente abbiamo visto che la sua venuta di partire per un lungo viaggio, chia-
sarà annunciata da segni terribili. mò i suoi servi e diede… a ciascuno
25:7-9 Le vergini si svegliarono e una certa somma di denaro, secondo
prepararono le loro lampade : tutte la sua capacità di amministrarla. Uno
volevano apparire pronte. Le stolte, ricevette cinque talenti, un altro due e
che non avevano l’olio, ne chiesero alle un altro uno. Quei servitori avrebbero
altre; ma furono invitate ad andarselo dovuto far fruttare quel denaro per il
a comprare. Il rifiuto delle avvedute padrone. L’uomo con i cinque talenti
sembra egoistico, ma occorre chiarire ne guadagnò altri cinque. E anche il
che, in ambito spirituale, è impossibile servo con i due talenti raddoppiò il
trasmettere lo Spirito ad altri. Natural- capitale. Ma l’uomo che ne aveva ri-

130
MATTEO 25:28-29

cevuto uno, andò a fare una buca e vi dovuto far fruttare il talento. Le tue
nascose il talento. parole ti condannano, invece di scu-
Non è difficile capire che Gesù è sarti”.
il padrone e che il lungo viaggio è il 25:28-29 Se l’uomo avesse guada-
periodo che intercorre tra le sue due gnato un talento, sarebbe stato lodato
venute. I tre servi sono gli Israeliti che come gli altri due. Invece tutto ciò che
vivranno durante il periodo della tri- poté presentare fu una buca in terra! Il
bolazione e che avranno la responsa- talento gli fu tolto e fu dato all’uomo
bilità di curare gli interessi del Signore con i dieci talenti. Questo corrisponde
in sua assenza. La responsabilità sarà a una legge immutabile in campo spi-
conferita in base alle loro capacità in- rituale: a chiunque ha, sarà dato ed
dividuali. egli sovrabbonderà; ma a chi non ha,
25:19-23 Dopo molto tempo, il pa- sarà tolto anche quello che ha . A chi
drone di quei servi ritornò a fare i vuole impegnarsi per la gloria di Dio,
conti con loro. Questa immagine rap- saranno anche dati i mezzi per farlo.
presenta il ritorno del Signore. I primi Più farà, più sarà in grado di fare per
due uomini furono elogiati allo stesso il Signore. D’altro canto, ciò che non si
modo: Va bene, servo buono e fedele; usa si perde. La ricompensa della pigri-
sei stato fedele in poca cosa, ti costitu- zia è l’atrofia.
irò sopra molte cose; entra nella gioia La menzione dei banchieri, nel v. 27,
del tuo Signore. fa capire che, se non siamo in grado di
La dimostrazione del loro servizio usare per il Signore ciò che possedia-
non consisteva nella somma guada- mo, dobbiamo affidarlo ad altri che
gnata, bensì nella misura del loro im- sappiano farne buon uso. In questo
pegno. Ognuno aveva impiegato tutte senso, i banchieri potrebbero essere dei
le proprie facoltà e aveva ottenuto un missionari, delle associazioni che pro-
guadagno del cento per cento. Costo- muovono la traduzione e la diffusione
ro rappresentano i veri credenti, il cui della Bibbia, le case editrici cristiane,
premio è il godimento delle benedizio- programmi radiofonici che trasmetto-
ni del regno messianico. no il vangelo ecc. In un mondo come il
25:24-25 Il terzo servo seppe solo nostro, non ci sono scuse per chi non fa
insolentire e accampare scuse: costui fruttare il proprio denaro. Pierson ci dà
accusò il padrone di essere un uomo un’utile raccomandazione:
duro e insensato che mieteva dove non
aveva seminato e raccoglieva dove non Le persone timorose, che non sono
aveva sparso. Si discolpò afferman- adatte a un servizio coraggioso e
do di aver sotterrato il suo talento per indipendente a beneficio del regno,
possono unire la loro incapacità alla
paura. Questo servo era indubbiamen-
capacità e alla saggezza di altri, che
te un incredulo; nessun servo leale nu-
useranno i loro doni e proprietà per
trirebbe pensieri simili nei confronti il Signore e la sua chiesa… L’ammini-
del suo padrone. stratore ha denaro, o forse altri doni,
25:26-27 Il suo padrone lo accusò che può impiegare, ma gli mancano
di essere malvagio e fannullone. Se la fede e la lungimiranza, l’energia
aveva una così misera opinione del pratica e la saggezza. I “cambiavalu-
padrone, perché non aveva portato te” del Signore gli possono mostrare
il… denaro dai banchieri per guada- in che modo farli fruttare per il Si-
gnare almeno gli interessi? Per inciso, gnore... In parte, la chiesa esiste af-
nel v. 26, il padrone non è d’accordo finché la forza di un membro possa
con le accuse contro di lui. aiutare la debolezza di un altro e af-
In altre parole gli dice: “Se sei dav- finché, con la cooperazione di tutti,
vero convinto che io sia un padrone la forza del più piccolo, e più debole,
del genere, a maggior ragione avresti possa crescere. (43)

131
MATTEO 25:30

25:30 Il servo inutile fu buttato fuori, dalla fondazione del mondo. Ciò av-
escluso dal regno: egli avrebbe condi- verrà perché gli diedero da mangiare
viso la sorte terribile dei malvagi. Non quando ebbe fame, gli diedero da bere
fu condannato per non aver saputo in- quando ebbe sete, lo accolsero quando
vestire il talento, bensì per l’incapacità fu straniero, lo vestirono quando era
di fare opere buone: questa dimostrò nudo, lo visitarono quando era amma-
che non possedeva la fede salvifica. lato e andarono a trovarlo quando era
in prigione. Le pecore giuste dichiare-
J. Il re giudica le nazioni ranno di non sapere di aver mai dimo-
(25:31-46) strato tanta benevolenza al Re. Non era
25:31 Questo capitolo descrive il giu- neanche stato sulla terra quando essi
dizio delle nazioni, che bisogna di- erano in vita! Egli spiegherà che, aiu-
stinguere dal tribunale di Cristo e dal tando uno di questi suoi minimi fra-
giudizio del grande trono bianco. telli, avevano aiutato lui. Qualunque
Il giudizio del tribunale di Cristo, cosa buona fatta a uno dei suoi disce-
davanti al quale solo i credenti saranno poli sarà premiata come se fosse stata
esaminati e premiati, avrà luogo dopo fatta a lui stesso.
il rapimento (vd. Ro 14:10; 1 Co 3:11-15; 25:41-45 Ai capri ingiusti ordinerà
2 Co 5:9-10). Il giudizio del grande tro- di andare via… nel fuoco eterno, pre-
no bianco avverrà nell’eternità, dopo parato per il diavolo e per i suoi ange-
il regno millenniale. I malvagi, ossia li, perché non hanno provveduto a lui
coloro che saranno morti nel peccato, durante il terribile “tempo di angoscia
saranno giudicati e consegnati allo per Giacobbe” (vd. Gr 30:7). Quando
stagno di fuoco (vd. Ap 20:11-15). essi si scuseranno, obiettando di non
Il giudizio delle nazioni avverrà averlo mai visto, egli ricorderà loro che,
sulla terra, allorché Cristo giungerà disinteressandosi dei suoi discepoli, si
per prendere posto sul suo trono glo- erano disinteressati di lui stesso.
rioso e regnare, ossia quando il Figlio 25:46 Così i capri se ne andranno a
dell’uomo verrà nella sua gloria con punizione eterna; ma le pecore a vita
tutti gli angeli. Se è corretto ravvisare eterna . A questo punto nascono due
nei fatti qui descritti quelli profetizzati problemi: 1° apparentemente, in que-
da Gioele, tutto questo si svolgerà nel- sto passo si sottintende che le nazioni
la valle di Giosafat, nei pressi di Geru- saranno salvate, o perdute, in massa;
salemme (Gl 3:2). Colà sarà giudicato, 2° dal racconto si ricava l’impressione
durante la tribolazione, il comporta- che le pecore saranno salvate per aver
mento delle nazioni nei confronti dei compiuto delle opere buone, laddove
fratelli giudei di Cristo (Gl 3:1-2, 12-14; i capri saranno condannati per non
Mt 25:31-46). aver compiuto opere buone. Per quan-
25:32 È importante notare che so- to riguarda il primo problema, biso-
no menzionati tre gruppi di individui: gna ricordare che Dio effettivamente
le pecore, i capri e i fratelli di Cristo. I tratta le nazioni considerandole nella
primi due gruppi sottoposti al giudi- loro interezza. La storia veterotesta-
zio di Cristo saranno le nazioni viventi mentaria abbonda di esempi in cui
durante la tribolazione. Il terzo gruppo nazioni intere furono punite a causa
sarà costituito dai fratelli giudei di Cri- del loro peccato (vd. Is 10:12-19; 47:5-
sto, che si rifiuteranno di rinnegare il 15; Ez 25:6-7; Am 1:3, 6, 9, 11, 13; 2:1,
suo nome durante la tribolazione, no- 4, 6; Ad 10; Za 14:1-5). Non è illogico
nostante la violenta persecuzione. ritenere che le nazioni continueranno
25:33-40 Il re disporrà le pecore a subire la punizione divina. Ciò non
alla sua destra e i capri alla sinistra . significa che ogni singolo individuo
Poi inviterà le pecore a entrare nel suo di una nazione dovrà subire il giudi-
glorioso regno… preparato per loro fin zio, bensì che i principi della giustizia

132
MATTEO 26:3-5

divina saranno applicati sia su base l’altra. Occorre specificare che, nel-
nazionale sia su base individuale. la lingua greca, non esiste nessun
Il sostantivo ethne può essere tra- altro termine con tale accezione.
dotto sia con “genti”, come in questo Nondimeno, sappiamo che “eterno”
brano, sia con “nazioni”. Alcuni riten- significa “senza fine”, perché tale ag-
gono che il brano descriva il giudizio gettivo è usato per definire l’eternità
di singoli individui. Che si tratti di di Dio (vd. 1 Ti 1:17).
intere nazioni o di singoli individui, il 3. Il giudizio delle genti ribadisce, con
problema che si pone è come si possa forza, che Cristo e il suo popolo sono
radunare una tale moltitudine davanti un’unità inscindibile: ciò che riguar-
al Signore in Israele. Forse la cosa mi- da i suoi riguarda anche lui. Sono,
gliore è pensare a rappresentanti delle dunque, infinite le opportunità per
nazioni o a piccoli gruppi convocati mostrare benevolenza a lui… mo-
per il giudizio. strando benevolenza a coloro che lo
Per quanto riguarda il secondo pro- amano.
blema, non ci si può servire di questo
passo per insegnare la salvezza per XIV. PASSIONE E MORTE DEL RE
opere. Invariabilmente, la Bibbia atte- (capp. 26–27)
sta che la salvezza si ottiene mediante
la fede, e non in virtù di opere (vd. Ef A. La congiura per uccidere Gesù
2:8-9). Ma la Bibbia è altrettanto cate- (26:1-5)
gorica nell’insegnare che la vera fede 26:1-2 Per la quarta e ultima volta in
produce buone opere. Se mancano le questo Vangelo, il Signore avvertì i
opere buone, è evidente che l’individuo suoi discepoli che egli sarebbe do-
in questione non è stato salvato. Perciò vuto morire (vd. 16:21; 17:23; 20:18).
dobbiamo comprendere che le nazioni Questo ultimo annuncio evidenziava
non saranno salvate per aver aiutato il lo stretto rapporto temporale esisten-
residuo fedele dei Giudei, bensì perché te tra la Pasqua e la crocifissione: Voi
tale benevolenza avrà dimostrato il lo- sapete che fra due giorni è la Pasqua,
ro amore per il Signore. e il Figlio dell’uomo sarà consegnato
Dobbiamo fare altre tre considera- per essere crocifisso. Quell’anno la
zioni. Pasqua avrebbe assunto il suo vero
1. Leggiamo che il regno è stato prepa- significato. L’Agnello pasquale era fi-
rato per i giusti fin dalla fondazione nalmente arrivato e fra poco sarebbe
del mondo (vd. v. 34), mentre l’infer- stato immolato.
no fu preparato per il diavolo e i suoi 26:3-5 Proprio mentre il Signo-
angeli (vd. v. 41). Dio desidera che gli re pronunciava queste parole, i capi
uomini siano tutti benedetti (vd. 1 Ti dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani
2:3-4; originariamente l’inferno non del popolo si riunirono nel palazzo
era destinato alla razza umana). del sommo sacerdote… Caiafa , per
Nondimeno, se gli uomini rifiutano mettere a punto la loro strategia. Essi
volontariamente la vita scelgono, ne- volevano arrestarlo di nascosto e uc-
cessariamente, la morte. ciderlo, ma non ritenevano prudente
2. Il Signore Gesù parlò del fuoco eter- farlo durante la festa, perché il popolo
no (vd. v. 41), della punizione eter- avrebbe potuto reagire con violenza
na (vd. v. 46) e della vita eterna alla sua esecuzione. Sembra incredi-
(vd. v. 46). Colui che parlava della bile che i capi religiosi d’Israele fos-
vita eterna, parlò anche del castigo sero anche a capo della congiura per
eterno. Per definire ambedue le con- uccidere il loro Messia! Essi sarebbero
dizioni, è stato usato il medesimo dovuti essere i primi a riconoscerlo e a
aggettivo; dunque sarebbe incon- metterlo sul trono. Invece costituiva-
gruente accettare l’una e rifiutare no l’avanguardia dei suoi nemici.

133
MATTEO 26:6-7

B. Gesù unto a Betania C. Il tradimento di Giuda


(26:6-13) (26:14-16)
26:6-7 Questo episodio costituisce 26:14-15 Allora uno dei dodici, uno dei
una pausa rasserenante in mezzo alla discepoli vissuti con il Signore Gesù, che
malvagità dei sacerdoti, la meschinità aveva viaggiato con lui, visto i suoi mi-
dei discepoli e il tradimento di Giuda. racoli, ascoltato il suo insegnamento in-
Mentre Gesù era a Betania, in casa di comparabile ed era stato testimone del
Simone il lebbroso, venne a lui una miracolo di una vita senza peccato, uno
donna che portava un vaso di un olio che Gesù avrebbe potuto definire “l’ami-
profumato, molto costoso, e lo versò co… in cui avevo fiducia e che mangiava
sul capo di lui. Il prezzo elevato del suo il mio pane” (Sl 41:9), levò il calcagno
sacrificio esprimeva la profondità della contro il Figlio di Dio (vd. Gv 13:18). Giu-
sua devozione per il Signore Gesù; el- da Iscariota andò dai capi dei sacerdoti
la era convinta che nulla fosse troppo e con loro concordò il tradimento del Si-
prezioso per lui. gnore per trenta sicli d’argento. I sacer-
26:8-9 I suoi discepoli, e Giuda in doti gli pagarono immediatamente una
particolare (vd. Gv 12:4-5), consideraro- somma irrisoria, circa 350  gr d’argen-
no questo gesto uno spreco enorme: es- to. È impressionante la differenza che
si pensavano che sarebbe stato meglio emerge tra la donna, che unse Gesù nel-
dare questi soldi ai poveri. la casa di Simone, e Giuda. Per lei, Gesù
26:10-12 Ma Gesù corresse il loro valeva moltissimo; Giuda, al contrario,
pensiero perverso. Il gesto di quel- lo valutò ben poco.
la donna non era affatto sbagliato; 26:16 E così, colui che da Gesù aveva
al contrario, era splendido, oltre che ricevuto solamente benevolenza, uscì
tempestivo. I poveri possono essere per predisporre la turpe transazione.
aiutati sempre. Ma solo in un preci-
so momento della storia universale D. L’ultima Pasqua
il Salvatore poteva essere unto per la (26:17-25)
sua sepoltura. Quel momento era ve- 26:17 Era il primo giorno degli azzimi,
nuto e solo una donna, con il suo di- il giorno in cui, nelle case dei Giudei, si
scernimento spirituale, aveva saputo spazzava via qualsiasi traccia di lievito.
coglierlo. Quali pensieri saranno passati per la
Credendo nelle predizioni del Si- mente del Signore, allorché inviò i suoi
gnore riguardo alla sua morte, ella discepoli a Gerusalemme per preparare
aveva capito che doveva ungerlo allo- la Pasqua? Ogni particolare della cena
ra o mai più. E, considerati gli eventi avrebbe avuto un significato profondo.
che seguirono, ella dimostrò di aver 26:18-20 Gesù diede disposizioni
avuto ragione: altre donne avrebbero ai discepoli di cercare un tale che li
voluto ungere il corpo di Gesù dopo avrebbe condotti a una determinata
la sepoltura, ma furono impossibili- casa. Forse l’imprecisione di tali in-
tate a farlo, poiché Gesù era risorto dicazioni aveva lo scopo di ostaco-
(vd. Mr 16:1-6). lare i cospiratori. Ad ogni modo, qui
26:13 Il Signore Gesù rese immorta- vediamo quanto perfettamente Gesù
le il semplice gesto di amore di questa conosca gli individui, i luoghi in cui si
donna: In verità vi dico che in tutto trovano e la loro disponibilità a coope-
il mondo, dovunque sarà predicato rare. Notiamo le sue parole: Il Maestro
questo vangelo, anche ciò che ella ha dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pa-
fatto sarà raccontato in memoria di squa da te, con i miei discepoli. Gesù
lei. Ogni atto di vera adorazione riem- affrontava la morte imminente con
pie i cortili del cielo di fragrante pro- padronanza di sé. In perfetta calma or-
fumo ed è indelebilmente impresso ganizzò i preparativi della cena. Quale
nella memoria del Signore. privilegio, per questo anonimo creden-

134
MATTEO 26:30

te, mettere a disposizione la propria tiene. Il calice conteneva il frutto della


casa per l’ultima Pasqua del Signore! vigna che, a sua volta, era un simbolo, il
26:21-24 Mentre cenavano, Gesù simbolo del sangue del nuovo patto. Il
diede l’annuncio sconvolgente che uno nuovo e incondizionato patto di grazia
dei dodici l’avrebbe tradito. I discepoli sarebbe stato sancito con il prezioso
erano molto avviliti, addolorati e in- sangue di Gesù, sparso per molti per il
sicuri. Uno dopo l’altro gli domanda- perdono dei peccati. Il suo sangue era
rono: Sono forse io, Signore? Quando sufficiente per procurare il perdono per
tutti, tranne Giuda, ebbero fatto questa tutti. Ma qui egli dice che era sparso
domanda, il Signore disse che il tradi- per molti, poiché è efficace per togliere
tore era colui che avrebbe messo con i peccati di quelli che credono.
lui la mano nel piatto. Poi il Signore 26:29 Poi il Salvatore ricordò ai suoi
prese un pezzo di pane, lo intinse nel discepoli che, da quel momento in poi,
sugo della pietanza e, in un gesto di non avrebbe più bevuto con loro il
particolare affetto e amicizia, lo diede frutto della vigna, fino al giorno in cui
a Giuda (vd. Gv 13:26). Egli ricordò lo- tornerà sulla terra per regnare. Allora il
ro che ciò che stava per accadergli era vino avrà un nuovo significato: sarà un
inevitabile. Ma questo non assolveva il simbolo della gioia, nonché delle bene-
traditore dalla sua responsabilità; sa- dizioni, del regno del Padre.
rebbe stato meglio per lui se non fosse Spesso si sente domandare se è bene
mai nato. Giuda decise deliberatamen- usare, per la cena del Signore, pane lie-
te di vendere il Salvatore e, perciò, fu vitato o pane azzimo, vino fermentato
ritenuto personalmente responsabile. o vino non fermentato. Non c’è dubbio
26:25 Quando, alla fine, Giuda chiese che il Signore usò pane azzimo e vino
apertamente se fosse lui stesso il tradi- fermentato (a quel tempo, tutti i vini
tore, Gesù rispose affermativamente. erano fermentati). Chi sostiene che il
pane lievitato danneggi il carattere sim-
E. La cena del Signore bolico dell’atto (il lievito è un’immagine
(26:26-29) del peccato), deve ammettere che lo
In Gv 13:30 vediamo che Giuda, appe- stesso vale per la fermentazione. È mol-
na ricevuto il pezzo di pane, uscì. Era to triste che ci si preoccupi così tanto
notte. Possiamo perciò concludere che degli elementi da non vedere più il Si-
non era presente quando fu istituita la gnore stesso. Paolo sottolineò che è il si-
cena del Signore (sebbene vi siano am- gnificato spirituale del pane che conta,
pie divergenze in merito). non il pane in sé. “Poiché anche la no-
26:26 Dopo aver celebrato la sua ul- stra Pasqua, cioè Cristo, è stata immola-
tima Pasqua, il Salvatore istituì quella ta. Celebriamo dunque la festa, non con
che conosciamo come “cena del Signo- vecchio lievito, né con lievito di malizia
re”. Gli elementi essenziali, pane e vino, e di malvagità, ma con gli azzimi della
erano già sulla tavola, perché facevano sincerità e della verità” (1 Co 5:7-8). Non
parte del pasto pasquale. Gesù li rivestì è il lievito del pane che conta, bensì il
di un nuovo significato. Per prima co- lievito della nostra vita !
sa, prese del pane e, dopo aver detto la
benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi F. I discepoli troppo sicuri di sé
discepoli dicendo: “Prendete, mangia- (26:30-35)
te, questo è il mio corpo”. Poiché il suo 26:30 Dopo la cena del Signore il
corpo non era ancora stato dato sulla piccolo gruppo cantò un inno, pro-
croce, è chiaro che parlava in senso babilmenteù tratto dai Sl 113–118 (“il
figurato, usando il pane come simbolo grande Hallel ”). Gesù e i discepoli
del suo corpo. lasciarono Gerusalemme, attraver-
26:27-28 Lo stesso vale per il calice ; sarono il torrente Chedron e salirono
il recipiente è simbolo di ciò che con- il pendio occidentale del monte degli

135
MATTEO 26:31

Ulivi finché giunsero al giardino di A tale proposito Guy King osserva:


Getsemani. “Il carattere soprannaturale dell’even-
26:31 Durante tutto il suo ministe- to fa temere che, toccandolo, gli si pos-
ro sulla terra, il Signore Gesù aveva sa, in qualche modo, arrecare danno”.
avvisato i suoi discepoli di quanto 26:36-38 Entrato nel Getsemani
sarebbe successo. Ora annunciò che, (significato: “tino” o “frantoio per le
quella notte, tutti loro si sarebbero olive”), Gesù ordinò a otto degli undici
allontanati da lui. Di fronte al furore discepoli che erano con lui di sedersi
della tempesta che sarebbe scoppiata, ad aspettare; poi si addentrò nel giar-
si sarebbero lasciati prendere dallo dino con Pietro e i due figli di Zebedeo.
sgomento. Per salvare la pelle, avreb- Ciò potrebbe significare che discepoli
bero abbandonato il loro Maestro. diversi hanno capacità diverse di par-
Si sarebbe in tal modo adempiuta la tecipare all’agonia del Signore?
profezia di Zaccaria: “Io percoterò il Gesù cominciò a essere triste e
pastore e le pecore del gregge saranno angosciato. Egli confessò a Pietro,
disperse” (Za 13:7). Giacomo e Giovanni che la sua anima
26:32 Ma Gesù non li lasciò pri- era oppressa da tristezza mortale. Si
vi di speranza. Anche se si fossero trattava indubbiamente dell’indicibile
vergognati del loro legame con lui, ritrosia della sua anima santa, poiché
egli non li avrebbe mai abbandonati. sapeva che sarebbe stato sacrificato
Dopo essere risuscitato dalla morte, per i nostri peccati. Poiché siamo pec-
li avrebbe incontrati in Galilea . Che catori, non possiamo immaginare che
amico meraviglioso, l’amico che non cosa dovette significare per colui che
delude mai! era senza peccato essere “fatto diven-
26:33-34 Pietro interruppe il di- tare peccato per noi” (2 Co 5:21).
scorso con un’affermazione sconsi- 26:39 Non sorprende che lasciasse
derata, assicurando il Signore che, i tre e andasse un po’ più avanti nel
quando anche gli altri l’avessero ab- giardino. Nessun altro sarebbe stato
bandonato, egli non l’avrebbe mai in grado di condividere la sua soffe-
fatto. Gesù cambiò il suo “mai ” in renza o di elevare la sua preghiera:
questa stessa notte… tre volte. Prima Padre mio, se è possibile, passi oltre
del canto del gallo, quel discepolo da me questo calice! Ma pure, non co-
impulsivo avrebbe rinnegato il suo me voglio io, ma come tu vuoi.
Maestro tre volte. Non dobbiamo pensare che questa
26:35 Ma Pietro continuò a soste- preghiera esprimesse ribellione o il
nere la propria lealtà dichiarando di desiderio di tornare indietro. Ricor-
essere disposto a morire con Cristo, diamo le parole riportate in Gv 12:27-
piuttosto che rinnegarlo. Tutti i disce- 28: “Ora, l’animo mio è turbato; e che
poli furono d’accordo con lui, ripro- dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma
mettendosi di fare altrettanto. Erano è per questo che sono venuto incon-
sinceri: sapevano quello che diceva- tro a quest’ora. Padre, glorifica il tuo
no. Ma non conoscevano abbastanza nome!”. Perciò, pregando che il cali-
i loro cuori. ce passasse oltre, egli non chiedeva
di essere risparmiato dalla croce. Era
G. L’agonia nel giardino proprio questo il motivo per il quale
di Getsemani (26:36-46) era venuto nel mondo!
Nessuno può leggere il racconto del Era una preghiera retorica: il suo
giardino di Getsemani senza render- scopo non era ricevere una risposta,
si conto di trovarsi su un suolo sacro. ma insegnarci una lezione. In effetti,
Qualsiasi commentatore prova, nei Gesù stava dicendo: “Padre mio, se
confronti di questo passo, un senso di esiste una via diversa dalla mia morte
timore reverenziale e di reticenza. sulla croce, per la quale dei peccatori

136
MATTEO 26:51

malvagi possano essere salvati, rivela- tare il suo pianto, per meditare sulla
mela! Ma in tutto ciò, vorrei che fosse sua pena e per ringraziarlo di tutto
manifesto che non desidero niente che cuore!
vada contro la tua volontà”.
Quale fu la risposta? Non vi fu ri- H. Gesù tradito e arrestato
sposta; il cielo tacque. Da questo silen- nel Getsemani (26:47-56)
zio eloquente apprendiamo che, per Il tradimento del Salvatore senza pec-
Dio, non c’era altra via per giustificare cato da parte di una delle sue creature
il peccatore colpevole, se non tramite rappresenta una delle assurdità più
Cristo, il Salvatore senza peccato, che sorprendenti della storia. Se non cono-
morì in vece nostra. scessimo la depravazione dell’uomo,
26:40-41 Tornando dai discepoli… non saremmo in grado di spiegarci
li trovò addormentati. Il loro spirito l’ignobile, imperdonabile tradimento
era pronto, ma la loro carne era debole. di Giuda.
Non osiamo condannarli, se pensiamo 26:47 Mentre Gesù parlava ancora
alla nostra vita di preghiera; siamo più con i discepoli, Giuda arrivò con una
capaci di dormire che di pregare e i banda armata di spade e bastoni. Cer-
nostri pensieri vagano quando, invece, to, l’idea delle armi non era stata sua:
dovremmo essere attenti. Quante volte egli non aveva mai visto il Salvatore
il Signore deve dirci le stesse parole che opporsi o difendersi. Probabilmente
ha rivolto a Pietro: Così, non siete stati le armi simboleggiavano la determi-
capaci di vegliare con me un’ora sola? nazione dei capi dei sacerdoti e degli
Vegliate e pregate, affinché non cadia- anziani, essi volevano catturarlo e im-
te in tentazione. pedirgli di fuggire.
26:42 Di nuovo, per la seconda vol- 26:48 Giuda si sarebbe servito di un
ta, andò e pregò mostrando la propria bacio come segnale, perché la banda
sottomissione alla volontà del Padre. potesse distinguere Gesù dai suoi di-
Avrebbe bevuto fino in fondo il calice scepoli. Il simbolo universale dell’amo-
della sofferenza e della morte. re stava per essere infangato da un
Nella sua vita di preghiera, Gesù fu gesto turpe.
necessariamente solo: egli aveva in- 26:49 Avvicinandosi al Signore, Giu-
segnato ai discepoli a pregare e aveva da disse: Ti saluto, Rabbì! e lo baciò. In
pregato in loro presenza, ma non ave- questo passo sono stati usati due ter-
va mai pregato insieme con loro. In ra- mini diversi per baciò : 1° nel v. 48 tro-
gione dell’unicità della sua persona e viamo l’accezione comune; 2° nel v. 49
della sua opera, chiunque era escluso è usato un termine più espressivo, con
dalla sua vita di preghiera. cui si indica un bacio ripetuto o dimo-
26:43-45 Quando tornò dai disce- strativo.
poli per la seconda volta, essi erano di 26:50 Calmo e determinato, Gesù do-
nuovo addormentati, e così accadde mandò: Amico, che cosa sei venuto a fa-
anche la terza volta: egli pregava, essi re? Senza dubbio questa domanda colpì
dormivano. Infine disse loro: Dormite Giuda nel profondo, ma ormai gli eventi
pure oramai, e riposatevi! Ecco, l’ora si accavallavano. La folla in tumulto si
è vicina, e il Figlio dell’uomo è dato riversò nel giardino e, senza ulteriori
nelle mani dei peccatori. indugi, afferrò il Signore Gesù.
26:46 L’opportunità di vegliare con 26:51 Uno dei discepoli (da Gv 18:10
lui era passata. Già si sentivano risuo- apprendiamo che si trattava di Pietro)
nare i passi del traditore. Gesù ordinò: tirò fuori la sua spada e recise l’orec-
Alzatevi, andiamo, ma non per fuggi- chio del servo del sommo sacerdote. È
re, bensì per affrontare il nemico. improbabile che Pietro avesse mirato
Prima di lasciare quel giardino, fer- all’orecchio: probabilmente voleva as-
miamoci ancora un attimo per ascol- sestare un colpo mortale. Il fatto che la

137
MATTEO 26:52

sua mira risultò essere scarsa quanto il 26:56 Ma il Salvatore sapeva che la
suo discernimento è da attribuirsi alla malvagità degli uomini doveva espri-
provvidenza divina. mersi appieno affinché il progetto di Dio
26:52 La perfezione morale del Si- potesse compiersi. Ma tutto questo è av-
gnore Gesù risplende, qui, in tutta la venuto affinché si adempissero le Scrit-
sua bellezza. Anzi tutto rimproverò ture dei profeti. Rendendosi conto che
Pietro: Riponi la tua spada al suo po- per il loro Maestro non c’era più scam-
sto, perché tutti quelli che prendono la po, tutti i discepoli l’abbandonarono e
spada, periranno di spada. Nel regno fuggirono, presi dal panico. Se la loro
di Cristo le vittorie non si vincono con pusillanimità è imperdonabile, la nostra
espedienti terreni. Nel combattimento lo è ancora di più, giacché in costoro non
spirituale, il ricorso ad armi materiali dimorava ancora lo Spirito Santo che, in-
comporta la disfatta. Lasciamo che sia- vece, noi abbiamo ricevuto.
no i nemici del regno a usare la spada:
alla fine saranno sconfitti. I soldati di I. Gesù davanti a Caiafa
Cristo si affidino alla preghiera, alla (26:57-68)
Parola di Dio e alla potenza di una vita 26:57 Il Signore Gesù dovette subire due
ricolma dello Spirito Santo. processi: uno religioso, davanti ai capi
Dal medico Luca apprendiamo che giudei, e uno civile, davanti alle autorità
Gesù guarì immediatamente l’orec- romane. Mettendo insieme i racconti di
chio di Malco (questo era il nome della tutti e quattro i Vangeli, vediamo che
vittima; vd. Lu 22:51; Gv 18:10). Non è ogni processo si svolse in tre fasi. Rac-
questa una stupenda dimostrazione contando il processo giudaico, Giovan-
della grazia? Egli amava coloro che lo ni scrive che Gesù fu condotto prima da
odiavano e mostrava bontà verso quelli Anna, suocero di Caiafa. Il racconto di
che attentavano alla sua vita. Matteo inizia con la seconda fase a casa
26:53-54 Se Gesù avesse voluto op- di Caiafa, il sommo sacerdote, dove si
porsi alla folla, non si sarebbe limita- riunì il sinedrio. In genere gli accusati
to ad avvalersi della misera spada di avevano l’opportunità di preparare la
Pietro: avrebbe potuto chiedere più propria difesa. Ma quei dissennati capi
di dodici legioni d’angeli (da tren- religiosi si premurarono di tenere Gesù
taseimila a settantaduemila) e in un lontano dalla prigione e dalla giustizia
istante li avrebbe avuti al suo fianco. (vd. Is 53:8), rifiutandogli in ogni modo
Ma ciò avrebbe solamente ostacola- un processo equo.
to il piano di Dio. Le Scritture, che Quella notte i farisei, i sadducei, gli
preannunciavano il tradimento, la scribi e gli anziani che componevano il
passione, la crocifissione e la risur- sinedrio mostrarono un’assoluta inos-
rezione di Cristo, dovevano essere servanza delle regole che avrebbero
adempiute. dovuto rispettare: non avrebbero do-
26:55 Poi Gesù fece notare alla fol- vuto radunarsi di notte né, tanto meno,
la quanto fosse stato illogico uscire a durante una delle festività giudaiche;
prenderlo con le armi. Non l’avevano non avrebbero dovuto corrompere i te-
mai visto ricorrere alla violenza né par- stimoni perché giurassero il falso; non
tecipare a saccheggi. Al contrario era avrebbero dovuto pronunciare una sen-
stato un maestro tranquillo, che ogni tenza di morte finché non fosse trascor-
giorno sedeva nel tempio a insegnare. sa una notte intera. E, a meno che non si
Colà, essi avrebbero potuto prenderlo incontrassero “nel luogo detto Lastrico,
facilmente in qualsiasi momento… ma e in ebraico Gabbatà” (vd. Gv 19:13b),
non lo avevano fatto. Perché ora veni- nell’area del tempio, i loro verdetti non
vano con spade e bastoni? Umanamen- erano vincolanti. Impaziente di sbaraz-
te parlando, il loro comportamento era zarsi di Gesù, la classe dirigente giudaica
irragionevole. non esitò a infrangere le proprie leggi.

138
MATTEO 26:69-72

26:58 Caiafa fu il giudice incaricato uguale a Dio sotto ogni aspetto, sedu-
di presiedere la sessione. Il sinedrio fun- to alla sua destra e mi vedrete arrivare
geva sia da giuria sia da pubblico mini- sulle nuvole del cielo”.
stero, in una combinazione a dir poco Qui vediamo che Gesù si rivolse pri-
irregolare. Gesù era l’imputato. E Pietro ma a Caiafa, poi ai Giudei, quali rappre-
era spettatore, a distanza di sicurezza; sentanti di quegli Israeliti che vivranno
egli si sedette con le guardie, per vedere al tempo della venuta in gloria di Cristo
come la vicenda sarebbe finita. e che vedranno chiaramente che egli è
26:59-61 I capi giudei ebbero difficol- il Figlio di Dio.
tà a trovare qualche falsa testimonian- Lenski scrive: “Vi è chi sostiene che
za contro Gesù. Avrebbero avuto più Gesù non ebbe mai ad autodefinirsi
successo se avessero compiuto il loro ‘Figlio di Dio’. Qui (nel v. 64) egli giura
dovere, prioritario in questo processo di non essere niente di meno”.(44)
giudiziario, di cercare le prove della sua 26:65-67 Caiafa capì perfettamente.
innocenza. Alla fine, due falsi testimoni Gesù si richiamava a una profezia mes-
riportarono, in modo distorto, le parole sianica di Daniele: “Io guardavo, nelle
di Gesù: “Distruggete questo tempio, visioni notturne, ed ecco venire sulle
e in tre giorni lo farò risorgere!” (Gv nuvole del cielo uno simile a un figlio
2:19-21). Secondo quei testimoni, Gesù d’uomo; egli giunse fino al vegliardo e
avrebbe minacciato di distruggere il fu fatto avvicinare a lui” (Da 7:13). La
tempio di Gerusalemme, per poi rico- reazione del sommo sacerdote dimo-
struirlo. In realtà, Gesù aveva annun- stra che egli aveva compreso che Gesù
ciato la propria morte e la successiva sosteneva di essere uguale a Dio (vd. Gv
risurrezione. I Giudei, invece, si serviro- 5:18). Si stracciò le vesti sacerdotali, in
no di questa profezia per ucciderlo. risposta alla presunta bestemmia del
26:62-63 Di fronte a questa accusa, testimone. Con le sue parole sobillatrici,
il Signore Gesù tacque: “come la pecora rivolte al sinedrio, espresse un giudizio
muta davanti a chi la tosa, egli non aprì di colpevolezza contro Gesù. Interpel-
la bocca” (Is 53:7). Il sommo sacerdote, lato riguardo al verdetto, il consiglio
irritato dal suo silenzio, insistette per rispose: È reo di morte.
farlo parlare; ma ancora il Salvatore si 26:68 La seconda fase del processo
astenne dal rispondere. Allora il som- si conclude con l’immagine dei giudici
mo sacerdote gli disse: “Ti scongiuro che percuotono l’accusato, gli sputano
per il Dio vivente di dirci se tu sei il in viso e si beffano di lui invitandolo a
Cristo, il Figlio di Dio”. La legge di Mo- usare la sua potenza per identificare i
sè obbligava il Giudeo a testimoniare, suoi aggressori. Oltre a essere illegale,
qualora il sommo sacerdote gli impo- tutto il processo si rivelò una vera e
nesse il giuramento (vd. Le 5:1). propria farsa.
26:64 Essendo un Giudeo osservan-
te della legge, Gesù rispose: Tu l’hai J. Pietro rinnega Gesù e piange
detto. Poi affermò, con forza, la propria amaramente (26:69-75)
deità confermando di essere il Messia: 26:69-72 Giunse l’ora più nera per Pie-
anzi vi dico che da ora in poi vedrete tro. Mentre stava seduto fuori nel cor-
il Figlio dell’uomo seduto alla destra tile, una giovane donna gli si avvicinò
della Potenza, e venire sulle nuvole e lo accusò di essere uno dei compagni
del cielo. In sostanza diceva: “Io sono il di Gesù. La sua smentita fu rapida e
Cristo, il Figlio di Dio, come tu hai det- aggressiva: Non so che cosa dici. Pietro
to. Ora la mia gloria è nascosta in un uscì nell’atrio, forse per non attirare
corpo umano, e io ho l’aspetto di qual- nuovamente l’attenzione su di sé. Ma
siasi altro uomo. Mi vedi nei giorni del- anche là un’altra ragazza lo identificò
la mia umiliazione. Ma verrà il giorno davanti a tutti come uno di quelli che
in cui voi Giudei mi vedrete glorificato, erano con Gesù Nazareno. Questa vol-

139
MATTEO 26:73-74

ta egli giurò di non conoscere quell’uo- tempo di nascere sentimenti di pietà”


mo. Quell’uomo era il suo Signore. (Rev. Bill Serjak). In questo caso sembra
26:73-74 Di lì a poco, alcuni dei pre- che i capi religiosi volessero reprimere
senti gli si avvicinarono e dissero: Cer- qualsiasi sentimento di pietà. Ad ogni
to anche tu sei di quelli, perché anche modo, poiché i processi notturni erano
il tuo parlare ti fa riconoscere. Non illegali, si radunarono di mattina, per
bastava più una semplice smentita; dare validità legale al loro verdetto.
questa volta Pietro rafforzò la sua di- Sotto il governo romano, i capi giudei
chiarazione con giuramenti e impreca- non avevano l’autorità di infliggere la
zioni. Non conosco quell’uomo! E, con pena capitale. Si affrettarono, perciò, a
angosciante tempismo, il gallo cantò. condurre Gesù da Pilato, il governatore
26:75 Il suono familiare non solo romano. Benché il loro odio verso tutto
squarciò il silenzio delle prime ore del ciò che rappresentava Roma fosse pro-
mattino, ma anche il cuore di Pietro. fondo, essi erano disposti a “servirsi”
Ricordandosi di ciò che il Signore ave- di questo potere per placare il loro odio
va detto, il discepolo, umiliato, andato più grande. L’ostilità verso Gesù riesce
fuori, pianse amaramente. perfino a unire acerrimi nemici.
Nei Vangeli c’è una contraddizio-
ne apparente riguardo al numero e al L. Rimorso e morte di Giuda
momento dei rinnegamenti. In Matteo, (27:3-10)
Luca e Giovanni sta scritto che Gesù 27:3-4 Riconosciuto il suo peccato, os-
disse: “prima che il gallo canti, tu mi sia il tradimento di sangue innocente,
rinnegherai tre volte” (Mt 26:34; inol- Giuda volle restituire il denaro ai ca-
tre vd. Lu 22:34; Gv 13:38). Secondo pi dei sacerdoti e agli anziani. Questi
Marco, invece, Gesù annunciò: “prima astuti traditori che, solo qualche ora
che il gallo abbia cantato due volte, mi prima, avevano collaborato con tanto
rinnegherai tre volte” (Mr 14:30). zelo, ora non volevano avere più nulla
Forse più di un gallo cantò, uno du- a che fare con lui. Questa è una delle
rante la notte e un altro all’alba. Ed è ricompense del tradimento. Giuda si
anche possibile che i Vangeli racconti- pentì ma, il suo, non era il pio ravvedi-
no di almeno sei diversi rinnegamenti mento che conduce alla salvezza. Giuda
di Pietro. Egli rinnegò Cristo davanti era semplicemente preoccupato per le
a: 1° una serva (Mt 26:69-70; Mr 14:66- conseguenze personali del suo crimine,
68); 2° un’altra serva (Mt 26:71-72; Mr ma non era disposto a riconoscere Gesù
14:69-70); 3° i presenti (Mt 26:73-74; Mr Cristo come Signore e Salvatore.
14:70-71); 4° un uomo (Lu 22:58); 5° un 27:5 Disperato, Giuda gettò via i sicli
altro uomo (Lu 22:59-60); 6° un servo nel tempio, dove solo i sacerdoti ave-
del sommo sacerdote (Gv 18:26-27). vano accesso, poi uscì e si tolse la vita.
Riteniamo che quest’ultimo sia diverso Se confrontiamo questo racconto con
dagli altri perché disse: “Non ti ho forse At 1:18, arriviamo alla conclusione che
visto nel giardino con lui?”. Di nessun s’impiccò a un albero, probabilmente a
altro sono riportate queste parole. strapiombo su un precipizio; la fune, o
il ramo, si ruppe e il suo corpo precipi-
K. Il processo al mattino davanti tò nel baratro sventrandosi.
al sinedrio (27:1-2) 27:6 I capi dei sacerdoti , troppo
27:1-2 La terza fase del processo reli- “spirituali” per riporre quel denaro
gioso avvenne davanti al sinedrio, la nel tesoro del tempio perché era prez-
mattina . Nessun caso doveva essere zo di sangue, erano proprio quelli
concluso lo stesso giorno in cui era sta- che avevano pagato affinché il Messia
to aperto, a meno che l’accusato non fosse consegnato nelle loro mani. Ma
fosse assolto. Doveva passare una notte ciò non sembrava disturbarli. Proprio
prima del verdetto “affinché avessero come aveva detto il Signore, costo-

140
MATTEO 27:19

ro “pulivano l’esterno del bicchiere” nale romano. Essi lo sapevano e, quan-


(vd. 23:25) laddove, nel loro intimo, do portarono Gesù davanti a Pilato,
erano pieni di inganno, perfidia e pen- presentarono tre accuse politiche con-
sieri omicidi. tro di lui (vd. Lu 23:2): Gesù fu pertanto
27:7-10 I capi dei sacerdoti utiliz- accusato di: 1° essere un rivoluziona-
zarono quel denaro per comprare il rio, una minaccia per l’impero roma-
campo del vasaio, in cui si sarebbero no; 2° istigare la popolazione a non
seppelliti gli stranieri impuri. Igno- pagare le tasse, minando la prosperità
ravano che orde di stranieri pagani dell’impero; 3° sostenere di essere un
avrebbero presto invaso il loro paese, re, sfidando il potere e la posizione
macchiando le loro strade di sangue. dell’imperatore.
Da allora, per colpa di questo popolo Nel Vangelo di Matteo vediamo che
peccatore, tutto il paese è stato vera- Pilato lo interroga riguardo alla terza
mente un campo di sangue. accusa. Quando gli domandò se egli
Così i capi dei sacerdoti mandaro- fosse davvero il re dei Giudei, Gesù
no ad effetto, involontariamente, la rispose affermativamente. Tale asser-
profezia di Zaccaria secondo la quale zione scatenò una valanga di ingiurie
il denaro sarebbe stato utilizzato per e di calunnie da parte dei sacerdoti.
comprare un campo da un vasaio (Za Pilato si meravigliò molto del silenzio
11:12-13). Stranamente, il brano in Zac- dell’accusato, che non degnò di una ri-
caria permette una lettura alternativa, sposta neanche una delle loro accuse.
sostituendo “vasaio” con “tesoro” (così Probabilmente, in passato, il governa-
secondo la versione C.E.I). tore non aveva mai visto qualcuno ri-
I sacerdoti non vollero mettere il manere silenzioso davanti ad attacchi
prezzo di sangue nel tesoro e, così così pesanti.
facendo, adempirono la profezia
dell’altra possibile lettura, dando il N. Gesù o Barabba?
denaro al vasaio in cambio del suo (27:15-26)
campo (Daily Notes of the Scripture 27:15-18 Per ingraziarsi il popolo, i
Union). governatori romani erano soliti libe-
rare un carcerato giudeo durante il
Matteo attribuisce questa profezia periodo pasquale. Uno dei candidati
a Geremia; nondimeno essa è, chia- all’indulto era Barabba , un Giudeo
ramente, tratta dal libro di Zaccaria colpevole di sedizione e omicidio
(vd. sopra). Probabilmente attribuisce (vd. Mr 15:7). Essendosi ribellato al
la citazione a Geremia perché l’inte- governo romano, costui era probabil-
stazione del rotolo dei libri profeti che mente assai popolare tra i suoi conna-
Matteo usava recava il nome di quel zionali. Perciò, allorché Pilato lasciò al
profeta, secondo l’antico ordine di con- popolo la scelta fra Gesù e Barabba, il
servazione dei mss. ebraici tramandato popolo chiese a gran voce che Barab-
dalla tradizione talmudica. Un’usanza ba fosse liberato. Il governatore non se
simile si trova in Lu 24:44, dove il libro ne stupì, poiché sapeva che l’opinione
dei Salmi dà il nome a tutta la terza se- pubblica era in parte manipolata dai
zione del canone ebraico. capi dei sacerdoti, che erano invidiosi
di Gesù.
M. Gesù condotto la prima volta 27:19 Per un istante, il procedi-
davanti a Pilato (27:11-14) mento giudiziario fu interrotto da un
Le vere accuse dei Giudei contro Gesù messaggio della moglie di Pilato. Ella
erano di natura religiosa, quindi fu in sollecitò il marito a non intervenire in
base a queste che egli fu processato. questa faccenda, perché aveva fatto
Nondimeno, le accuse religiose non un sogno molto preoccupante riguar-
avevano alcun peso dinanzi al tribu- do a Gesù.

141
MATTEO 27:20-23

27:20-23 Dietro le quinte, i capi dei tore non restò altro che consegnare Ge-
sacerdoti e gli anziani parlavano in sù ai soldati, perché fosse crocifisso.
favore della liberazione di Barabba e
della morte di Gesù. Quando, dunque, O. I soldati scherniscono Gesù
Pilato chiese di nuovo al popolo quale (27:27-31)
dei due volesse libero, tutti gridarono il 27:27-28 I soldati del governatore por-
nome dell’omicida. Intrappolato nella tarono Gesù nel pretorio e radunarono
sua stessa indecisione, Pilato doman- attorno a lui tutta la coorte, probabil-
dò: Che farò dunque di Gesù detto Cri- mente centinaia di uomini. È difficile
sto? La folla chiese, unanimemente, la immaginare ciò che seguì! Colui che
sua crocifissione, cosa incomprensibile creò e sostiene l’universo soffrì oltrag-
al governatore. Perché mai costui dove- gi indicibili da soldati barbari e feroci:
va essere crocifisso? Che crimine aveva le sue creature indegne e corrotte. Lo
commesso? Ma ormai era troppo tardi spogliarono e gli misero addosso un
per prendere una decisione con calma: manto scarlatto, un manto regale da
l’isteria collettiva aveva già preso il so- burletta. Questa immagine, tuttavia,
pravvento. Si fece un gran clamore: Sia ha un gran significato per noi. Poiché
crocifisso! il colore scarlatto è associato al pec-
27:24 Fu chiaro a Pilato che la mol- cato (vd. Is 1:18), ci piace pensare che
titudine era ormai incontrollabile e il manto rappresenti il nostro peccato
che stavano per crearsi dei disordini. addossato a Gesù, affinché noi possia-
Perciò si lavò le mani alla presenza mo indossare il manto di giustizia di
della folla, dichiarandosi innocente del Dio (vd. 2 Co 5:21).
sangue dell’accusato. Ma l’acqua non 27:29-30 I soldati del governatore in-
potrà mai assolvere Pilato dalla sua trecciarono una corona di spine e gliela
colpa, nel più grave errore giudiziario misero sul capo. Ma, al di là da questa
della storia. beffa crudele, capiamo che egli portò
27:25 Il popolo, troppo agitato per la corona di spine affinché noi potessi-
preoccuparsi della colpa, era disposto mo portare la corona della gloria. Essi
ad assumersene la responsabilità: Il lo schernirono come il re del peccato;
suo sangue ricada su di noi e sui nostri noi lo adoriamo come il Salvatore dei
figli. Da allora, il popolo d’Israele è sta- peccatori.
to sballottato tra ghetti e pogrom, tra Gli diedero anche una canna in ma-
campi di concentramento e camere a no: uno scettro per burla. Essi ignora-
gas. Deve ancora affrontare lo spaven- vano che la mano che reggeva quella
toso “tempo di angoscia per Giacobbe” canna fosse la mano che governa il
(Gr 30:7), quei sette anni di tribolazio- mondo. La mano forata di Gesù ora
ne descritti in Mt 24 e in Ap 6−19. La impugna lo scettro del dominio uni-
maledizione rimarrà in vigore finché il versale.
popolo non riconoscerà di aver rigetta- Si inginocchiarono davanti a lui e lo
to il suo legittimo Re e Messia. chiamarono re dei Giudei. Non ancora
27:26 Pilato liberò… Barabba e lo soddisfatti, sputavano addosso a lui,
restituì alla folla; da allora lo spirito di l’unico uomo perfetto che sia mai vis-
Barabba domina il mondo. L’omicida è suto sulla terra, e prendevano la canna
tuttora sul trono e il Re giusto è respin- e gli percotevano il capo.
to. Poi, com’era consuetudine, l’accu- Gesù sopportò tutto pazientemen-
sato fu flagellato. Una frusta di cuoio te; non disse neanche una parola.
fatta con molte corde, alle estremità “Considerate perciò colui che ha sop-
delle quali erano fissati pezzi taglienti portato una simile ostilità contro la
di metallo, si abbatté sulla schiena di sua persona da parte dei peccatori,
Gesù, e ogni frustata ne squarciava a affinché non vi stanchiate perdendovi
sangue le carni. All’irresoluto governa- d’animo” (Eb 12:3).

142
MATTEO 27:39-40

27:31 Alla fine lo rivestirono dei 27:36 I soldati rappresentavano tut-


suoi abiti; poi lo condussero via per to un mondo di persone meschine. È
crocifiggerlo. evidente che non capivano il senso di
quanto stava accadendo. Se solo se ne
P. La crocifissione del Re fossero resi conto, non si sarebbero
(27:32-44) posti a sedere per fare la guardia ma si
27:32 Per una parte del tragitto, fu il Si- sarebbero, bensì, inginocchiati in ado-
gnore stesso a portare la croce (vd. Gv razione!
19:17). Poi i soldati costrinsero un 27:37 Al di sopra del capo di Gesù fu
uomo, chiamato Simone (di Cirene, posta un’iscrizione: Questo è Gesù, il re
nell’Africa settentrionale) a portarla dei Giudei. Il testo di tale iscrizione è ri-
per lui. C’è chi pensa che questi fosse portato nei quattro Vangeli con alcune
un Giudeo; altri, invece, pensano che lievi varianti.(45) Marco scrive: “Il re dei
fosse un Africano. La cosa importante Giudei” (15:26); Luca: “Questo è il re dei
è che ebbe lo straordinario privilegio giudei” (23:38) e Giovanni: “Gesù il Na-
di portare la croce di Cristo. zareno, il re dei Giudei” (19:19). I capi dei
27:33 Golgota è il termine aram. per sacerdoti protestarono che quel testo non
“teschio”. “Calvario” è la traduzione riportava il motivo della condanna, bensì
latina del termine greco kranion. Forse soltanto la dichiarazione resa dall’impu-
la conformazione geologica di quest’al- tato; nondimeno, Pilato respinse le loro
tura richiamava la forma di un teschio, obiezioni: la verità era là, in ebraico, in
oppure questa località era così deno- latino e in greco (vd. Gv 19:19-22), affin-
minata perché era il luogo destinato al- ché tutti la potessero vedere.
le esecuzioni capitali. Non è possibile 27:38 Il Figlio immacolato di Dio fu
stabilirne con certezza l’ubicazione. affiancato da due ladroni ; non aveva
27:34 Prima di trafiggerlo con i chio- Isaia annunciato, settecento anni pri-
di, i soldati offrirono a Gesù del vino ma, che sarebbe “stato contato fra i
mescolato con fiele, che veniva offerto malfattori!” (Is 53:12)? Dapprima am-
ai condannati come narcotico. Gesù bedue i criminali lo insultarono e lo in-
si rifiutò di berne: era necessario che giuriarono (vd. v. 44). Ma uno dei due si
egli portasse tutto il peso del peccato pentì e fu salvato immediatamente; so-
dell’uomo senza ottundere i sensi, sen- lo qualche ora dopo sarebbe stato con
za alleviare il dolore. Cristo in paradiso (vd. Lu 23:42-43).
27:35 Matteo descrive la crocifissio- 27:39-40 La croce dimostra non so-
ne in modo semplice e misurato. Non lo l’amore di Dio, ma denuncia altresì
si abbandona all’emozione, non ricor- la depravazione dell’uomo. Coloro che
re a sensazionalismi, non si sofferma passavano sotto la croce si sofferma-
su dettagli crudeli. Afferma, sempli- vano per beffarsi del Pastore che stava
cemente, che Gesù fu crocifisso. Ma morendo per le sue pecore: Tu che di-
neppure l’eternità riuscirà a sondare la struggi il tempio e in tre giorni lo rico-
profondità di queste parole. struisci, salva te stesso! Se tu sei Figlio
Come era stato profetizzato nel di Dio, scendi giù dalla croce! Questo
Sl 22, i soldati si spartirono i suoi ve- è il linguaggio degli increduli e dei ra-
stiti, tirando a sorte la tunica, che zionalisti: “Crediamo solo in ciò che
era senza cuciture. Questo era l’uni- vediamo”. Ed è anche il linguaggio del
co bene che Gesù avesse posseduto liberalismo. “Scendi giù dalla croce” o,
in terra. Denney commenta: “L’unica in altre parole, “togli lo scandalo della
vita perfetta che sia mai stata vissuta croce e noi crederemo”. William Booth
su questa terra è la vita di colui che commenta: “Costoro affermavano che
non possedette niente e che non la- avrebbero creduto se egli fosse sceso
sciò niente, tranne le vesti che aveva giù dalla croce; noi crediamo perché
indosso”. egli, sulla croce, ci rimase”.

143
MATTEO 27:41-44

27:41-44 I capi dei sacerdoti, gli scri- il debito e compiuto l’opera necessaria
bi e gli anziani si unirono al coro. Con per la redenzione dell’uomo.
inconsapevole intuizione, costoro gri- 27:46 Verso le tre del pomeriggio Ge-
davano: Ha salvato altri e non può sal- sù gridò a gran voce: Dio mio, Dio mio,
vare se stesso! Ciò che essi proferivano perché mi hai abbandonato? La rispo-
in tono di scherno, noi lo intendiamo sta si trova nel Sl 22:3, “…tu sei il Santo,
come un inno di lode: siedi circondato dalle lodi d’Israele”.
Poiché Dio è santo, non può ignorare il
Egli non può soccorrere se stesso,
peccato. Al contrario, deve punirlo. Il Si-
Sulla croce deve morire,
La grazia non può venire
gnore Gesù era senza peccato, ma prese
in altro modo su di sé la colpa del nostro peccato.
Al peccatore perduto; Quando Dio, come giudice, guardò giù e
Sì, Cristo, il Figlio di Dio, vide i nostri peccati su colui che ci sosti-
deve versare il suo sangue tuiva puro d’ogni peccato, si allontanò
Affinché i peccatori dal Figlio del suo amore. Fu questa se-
siano liberati dal peccato. parazione a straziare il cuore di Gesù e a
− Albert Midlane fargli lanciare quel grido che la poetessa
Browning definì meravigliosamente “il
Ciò avvenne nella vita del Signore grido dell’Emmanuele orfano”:
e avviene tuttora anche per noi: non
Abbandonato!
possiamo salvare nessuno se stiamo
Dio ha potuto separarsi dalla Sua
ancora cercando di salvare noi stessi. stessa essenza;
I capi religiosi lo schernirono per E il peccato di Adamo
aver affermato di essere il Salvatore, il ha distrutto la comunione
Re d’Israele, il Figlio di Dio. Anche i la- Tra il Figlio giusto e il Padre suo:
droni presero parte alle loro ingiurie. I Sì, una volta il grido dell’Emmanuele
capi religiosi si univano ai motteggi dei orfano
criminali per umiliare il loro Dio! Ha scosso il suo universo,
È salito in alto, solo, senza eco,
Q. Tre ore di tenebre “Dio mio, sono abbandonato!”
(27:45-50) − Elizabeth Barrett Browning
27:45 Tutti gli oltraggi e le sofferenze
che Gesù aveva dovuto sopportare 27:47-48 Quando Gesù gridò Elì,
dagli uomini erano nulla rispetto a Elì… alcuni dei presenti… dicevano
ciò che avrebbe dovuto affrontare che stava chiamando Elia. Non è chia-
ora. Dall’ora sesta (mezzogiorno) fino ro se confusero davvero i nomi o se
all’ora nona (le tre del pomeriggio), si semplicemente si beffavano di lui. Uno
fecero tenebre, non soltanto su tutto di loro prese una lunga canna, vi pose
il paese, ma anche nella sua anima in cima una spugna inzuppata di aceto
santa. Fu in questo lasso di tempo e la avvicinò alle sue labbra. Secondo il
che egli portò su di sé la maledizione Sl 69:21 questo non fu un atto di mise-
indescrivibile del nostro peccato. In ricordia, ma un ulteriore tormento.
quelle tre ore furono racchiusi il ca- 27:49 Alcuni proposero di aspettare
stigo infernale che noi meritavamo, per vedere se Elia avrebbe rispettato
nonché l’ira di Dio su tutte le nostre il ruolo attribuitogli dalla tradizione
trasgressioni. ebraica: venire in soccorso dei giusti.
Noi lo vediamo solo in modo con- Ma quello non era il momento di Elia
fuso; semplicemente non possiamo (vd. Ml 4:5); per Gesù, quello era, inve-
sapere che cosa significò per lui soddi- ce, il momento di morire.
sfare le giuste rivendicazioni di Dio sul 27:50 Quando Gesù ebbe gridato di
peccato. Sappiamo solo che, in quelle nuovo con gran voce, rese lo spirito. Il
tre ore, egli ha pagato il prezzo, saldato grido con gran voce indica che egli mo-

144
MATTEO 27:54

rì nel pieno vigore, non in debolezza. R. La cortina del tempio si squarcia


Egli rese lo spirito e questo differenzia (27:51-54)
la sua morte da quella di qualsiasi altra 27:51 Nel momento in cui Gesù morì,
persona. Noi moriamo perché dobbia- la pesante cortina in tessuto che sepa-
mo morire; egli morì perché decise di rava le due stanze principali del tempio
morire. Non aveva forse detto ai suoi fu squarciata, da cima a fondo, da ma-
discepoli: “…io depongo la mia vita per ni invisibili. Fino a quel momento, la
riprenderla poi. Nessuno me la toglie, cortina aveva separato tutti, tranne il
ma io la depongo da me. Ho il potere sommo sacerdote, dal luogo santissimo,
di deporla e ho il potere di riprenderla” in cui Dio aveva dimora. Un uomo solo
(Gv 10:17-18)? aveva facoltà di attraversare la cortina
per accedere al santuario interno e ciò
Il Creatore dell’universo accadeva solamente una volta l’anno.
Come uomo fu fatto maledizione Dalla Lettera agli Ebrei apprendia-
per l’uomo;
mo che la cortina rappresenta il corpo
Le istanze della legge,
di Gesù. Lo strappo simboleggia l’offer-
che egli aveva fatta,
ta del suo corpo nella morte. Mediante
Le pagò fino all’ultimo.
Le sue dita sante
la sua morte noi abbiamo “libertà di
avevano fatto il ramo entrare nel luogo santissimo per mez-
Che produsse le spine zo del sangue di Gesù, per quella via
che coronavano la sua fronte. nuova e vivente che egli ha inaugura-
I chiodi che trafissero le sue mani ta per noi attraverso la cortina, vale a
furono scavati dire la sua carne” (Eb 10:19-20). Adesso
Nei luoghi segreti ch’egli il credente più umile può entrare, in
aveva decretati; qualsiasi momento, alla presenza di
Egli aveva fatto la foresta Dio, con preghiera e con lode. Ma non
dov’era nato dimentichiamo mai che questo privile-
L’albero sul quale il suo corpo gio ci fu acquistato a un terribile prez-
fu appeso. zo: il sangue di Gesù!
Egli morì su una croce di legno, La morte del Figlio di Dio provocò
Ma aveva formato la collina dove anche degli sconvolgimenti spaventosi
essa si trovava. nella natura, come in virtù dell’esisten-
Il cielo che si scuriva za di un legame empatico tra la crea-
sopra il suo capo zione inanimata e il suo Creatore. Vi fu
Da lui fu steso sopra la terra; un terremoto che schiantò le rocce e
Il sole che si nascose davanti aprì molte tombe.
al suo volto
27:52-53 Notiamo che fu solamente
Per suo ordine fu appeso
dopo la risurrezione di Gesù che molti
nello spazio;
La lancia che sparse
corpi dei santi che giacevano in quelle
il suo sangue prezioso tombe risuscitarono ed entrarono in
Fu forgiata nei fuochi di Dio. Gerusalemme, dove apparvero a molti.
La tomba in cui la sua salma La Bibbia non dice se quei santi risusci-
fu posta tati perirono nuovamente o se ascesero
Fu scavata nella roccia che al cielo con il Signore Gesù.
le sue mani avevano fatta; 27:54 Gli strani sommovimenti della
Il trono su cui egli appare ora natura convinsero il centurione roma-
Era suo fin dall’eternità; no e i suoi uomini che Gesù era Figlio di
Ma una nuova gloria corona Dio. Che cosa intendeva dire il centurio-
il suo capo ne? Era, la sua, una totale accettazione
E ogni ginocchio si piegherà di Gesù Cristo come Signore e Salvatore
davanti a lui. o solamente il riconoscimento del fatto
− F.W. Pitt che Gesù era più di un uomo? Non pos-

145
MATTEO 27:55-56

siamo saperlo con certezza. Questa taglio, in un solco, scavato anch’esso


esclamazione esprime timore, nonché la nella roccia.
consapevolezza che l’agitazione della na- Molti secoli prima Isaia aveva an-
tura era, in qualche modo, collegata alla nunciato: “gli avevano assegnato la
morte di Gesù, non alla morte di quelli sepoltura fra gli empi, ma nella sua
che furono crocifissi insieme con lui. morte, egli è stato con il ricco” (Is 53:9).
Indubbiamente i suoi nemici avevano
S. Le donne fedeli pensato di gettare il suo corpo nella
(27:55-56) valle di Innom, perché fosse bruciato
27:55-56 Qui, in modo particolare, so- con i rifiuti o divorato dalle volpi. Ma
no menzionate le donne che avevano Dio sconvolse i loro piani e si servì di
servito fedelmente il Signore e che lo Giuseppe per assicurarsi che Gesù fos-
avevano seguito… dalla Galilea fino a se seppellito con il ricco.
Gerusalemme. Maria Maddalena, Ma- 27:61 Quando Giuseppe se ne fu an-
ria, madre di Giacomo e di Giuseppe, e dato, Maria Maddalena e la madre di
Salome, moglie di Zebedeo, erano pre- Giacomo e di Giuseppe rimasero là, di
senti. La devozione intrepida di queste fronte al sepolcro, per vegliare.
donne si rivela in tutto il suo splendore.
Esse rimasero con il Signore, allorché i U. Il sepolcro piantonato
discepoli erano fuggiti per mettersi in (27:62-66)
salvo! 27:62-64 La crocifissione avvenne il pri-
mo giorno di Pasqua, detto giorno della
T. Gesù sepolto nella tomba Preparazione. Il giorno successivo alla
di Giuseppe (27:57-61) Preparazione, i capi dei sacerdoti e i fa-
27:57-58 Un uomo ricco di Arimatea, di risei erano inquieti: ricordandosi di ciò
nome Giuseppe e membro del sinedrio, che Gesù aveva detto a proposito della
non aveva preso parte alla decisione del sua risurrezione, si recarono da Pilato
consiglio di consegnare Gesù a Pilato e chiesero che davanti al sepolcro fosse
(vd. Lu 23:51). Se, fino a quel momento, predisposta una vigilanza speciale. Essi
costui era stato un discepolo in segreto, sostenevano che ciò sarebbe servito a
ora egli gettò al vento ogni precauzione. impedire ai suoi discepoli di rubare il
Coraggiosamente, si presentò a Pilato e corpo per far credere che egli fosse ri-
chiese il permesso di seppellire il suo Si- sorto. Se questo fosse successo, come te-
gnore. Proviamo a immaginarci la sor- mevano, l’ultimo inganno sarebbe stato
presa di Pilato e lo sdegno dei Giudei nel peggiore del primo; in altre parole: la
vedere un membro del sinedrio schie- notizia della risurrezione di Gesù sareb-
rarsi pubblicamente dalla parte del cro- be stata peggiore della sua affermazione
cifisso! Sotto ogni aspetto – economico, di essere il Messia e il Figlio di Dio.
sociale e religioso – Giuseppe seppellì se 27:65-66 Pilato rispose: Avete delle
stesso, quando seppellì il corpo di Ge- guardie. Andate, assicurate la sorve-
sù. Questa azione lo separò per sempre glianza come credete. Ciò può signi-
dalla classe dirigente che aveva ucciso il ficare che una guardia romana era già
Signore Gesù. stata assegnata loro. Oppure può signi-
27:59-60 Dopo aver ottenuto il ficare: “Vi sarà concesso come chiede-
consenso di Pilato… Giuseppe prese te. Vi darò una guardia”. C’era, forse,
in carico il corpo di Gesù e lo avvolse dell’ironia nella voce di Pilato, allorché
in un lenzuolo pulito. Poi lo depose egli disse: assicurate la sorveglianza
nella propria tomba nuova , che ave- come credete ? I capi dei sacerdoti e i
va fatto scavare nella solida roccia . farisei fecero del loro meglio. Sigilla-
L’ingresso della tomba fu chiuso da rono la pietra e collocarono la guardia,
una grande pietra , che aveva la for- ma le loro migliori misure di sicurezza
ma di una macina e che era messa, di non furono sufficienti.

146
MATTEO 28:15

Unger afferma: per disporre una strategia comune.


Le precauzioni prese dai suoi nemici Disperati, corruppero i soldati affinché
per “assicurare il sepolcro, sigillan- raccontassero una storia fantastica:
do la pietra e mettendovi la guardia” mentre dormivano, i discepoli avevano
(vv. 62-64)  servirono  egregiamente rubato il corpo di Gesù.
allo scopo di Dio: annullare i piani dei Questa spiegazione crea più dubbi
malvagi e fornire una prova inconte- che certezze. Perché i soldati dormiva-
stabile della risurrezione del Re. (46) no invece di vegliare? Come avrebbero
potuto, i discepoli, spostare la pietra
XV. TRIONFO DEL RE (cap. 28) senza svegliarli? Com’era possibile che
tutti i soldati dormissero contempo-
A. Il sepolcro vuoto e la raneamente? Se i soldati dormivano,
risurrezione del Signore (28:1-10) come potevano sapere che erano stati i
28:1-4 La domenica, prima dell’alba, le discepoli a rubare il corpo? Se la storia
due donne di nome Maria andarono a era vera, perché corrompere dei soldati
vedere il sepolcro. Quando arrivarono, per raccontarla? Se erano stati i disce-
si fece un gran terremoto… un angelo… poli a trafugare il corpo, perché mai
sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pie- avrebbero dovuto perdere tempo per
tra dall’ingresso del sepolcro e vi sedette togliere le fasce e ripiegare il sudario
sopra. Le guardie romane, terrificate dal (vd. Lu 24:12; Gv 20:6-7)?
suo aspetto sfolgorante e dalla sua veste 28:14 In realtà, i soldati furono pa-
bianca e risplendente, persero i sensi. gati per raccontare una storia che li
28:5-6 L’angelo assicurò alle donne incriminasse; sotto la legge romana,
che esse non avevano nulla da temere. dormire durante il servizio era puni-
Colui che cercavano era risuscitato, bile con la pena di morte. Perciò, i capi
come aveva promesso: Venite a vedere religiosi dovettero loro promettere di
il luogo dove giaceva. La pietra fu spo- intervenire a loro favore, se mai questa
stata, non per far uscire il Signore dal storia fosse giunta alle orecchie del go-
sepolcro, bensì per mostrare alle don- vernatore.
ne che egli era risorto. Il sinedrio stava imparando che,
28:7-10 L’angelo incaricò le donne mentre la verità si sostiene da sola, la
di andare presto ad annunciare questa menzogna deve essere sostenuta da in-
notizia meravigliosa ai suoi discepoli. numerevoli altre menzogne.
Il Signore era di nuovo in vita e li avreb- 28:15 Nonostante ciò, questa impo-
be incontrati in Galilea. Quando si fu- stura è diffusa, e accolta, ancora oggi
rono incamminate, Gesù apparve loro, tra i Giudei e anche tra gli stranieri.
salutandole brevemente: Vi saluto! (47) Ma, a tale proposito, circolano anche
Gli risposero gettandosi ai suoi piedi e altre storie inventate. Wilbur Smith ne
adorandolo. Poi egli stesso le incaricò riassume un paio.
di avvertire i discepoli che lo avrebbe- 1. Qualcuno ha ipotizzato che le donne
ro visto in Galilea. si fossero recate al sepolcro sbaglia-
to. Pensiamoci un attimo. Sarebbe
B. I soldati pagati per mentire possibile dimenticare, nel solo lasso
(28:11-15) di tempo tra il venerdì pomeriggio e
28:11 Appena tornati in sé, alcuni sol- la domenica mattina, dove si trova
dati si recarono, loro malgrado, dai ca- la tomba della persona più cara? Per
pi dei sacerdoti per raccontare quanto di più, non si trattava di un cimitero,
era successo. Avevano fallito la loro bensì del giardino privato di Giusep-
missione… il sepolcro era vuoto! pe d’Arimatea. Là non vi erano altre
28:12-13 È facile immaginare la tombe. Ma ammettiamo pure che vi
costernazione dei capi religiosi. I sa- fossero altri sepolcri (anche se non è
cerdoti si radunarono con gli anziani vero) e supponiamo che le donne, con

147
MATTEO 28:16-17

gli occhi velati di lacrime, vagassero 7. ai sette discepoli in riva al mare di


attorno, arrivando al sepolcro sbaglia- Galilea (Gv 21);
to. Immaginiamo per un attimo che 8 a più di cinquecento credenti
sia andata così, per quanto riguarda le (1 Co 15:6);
donne. Ma anche due uomini energici, 9 a Giacomo e agli apostoli (1 Co
Simon Pietro e Giovanni, due pescato- 15:7);
ri che non piangevano, arrivarono al- 10. ai discepoli, sul monte degli Ulivi
la tomba e la trovarono ugualmente (At 1:3-12).
vuota. Credete che fossero andati al Uno dei grandi pilastri, saldo e in-
sepolcro sbagliato? E non solo; quan- crollabile, della nostra fede cristiana
do arrivarono al sepolcro e lo trova- è l’evidenza storica della risurrezione
rono vuoto, c’era un angelo che disse: del Signore Gesù Cristo. Qui noi tutti ci
“Egli non è qui. È risuscitato. Venite a muoviamo su un terreno sicuro e com-
vedere il luogo dove il Signore giace- battiamo per la fede, perché abbiamo
va”. Secondo voi, anche l’angelo andò un complesso di elementi che non può
al sepolcro sbagliato? Eppure tene- essere contestato. Può essere rifiutato,
te presente che queste teorie furono ma non può essere confutato.(48)
formulate da persone intelligenti. Ma
questa teoria, chiaramente, non si reg- C. Il grande mandato
ge in piedi. (28:16-20)
2. Altri ipotizzano che Gesù non fosse 28:16-17 In Galilea, il Signore Gesù ri-
morto ma che avesse, bensì, perso sorto apparve ai suoi discepoli su di un
i sensi, e che poi, in qualche modo, monte non meglio precisato. Si tratta
nella tomba umida, si fosse ripreso e della stessa apparizione narrata in Mr
fosse uscito. Davanti alla tomba era 16:15-18 e in 1 Co 15:7. Che incontro
stata fatta rotolare una pietra enor- meraviglioso! Le sue sofferenze erano
me che, per giunta, era stata sigilla- passate per sempre. Poiché egli era vi-
ta con i sigilli del governo romano. vo, sarebbero vissuti anch’essi. Gesù
Nessun uomo, dall’interno del se- stava dinanzi a loro, nel suo corpo glo-
polcro, sarebbe riuscito a spostare rificato. I discepoli adorarono il Signo-
la pietra, che era saldamente inca- re vivente e amorevole, sebbene alcuni
strata in un solco. Gesù non sareb- di loro nutrissero ancora dei dubbi.
be stato in grado di uscire da solo da 28:18 Quindi, il Signore spiegò lo-
quel sepolcro, specialmente consi- ro che ogni potere gli era stato dato
derando che era stato ferito e aveva in cielo e sulla terra . Naturalmente,
perso molto sangue. in un certo senso, egli aveva sempre
La semplice verità è che la risur- avuto ogni potere. Ma qui egli allude-
rezione del Signore Gesù è un fatto va al potere come Capo della nuova
storico ben attestato. Gesù si mostrò, creazione: dopo la morte e la risurre-
vivente, ai suoi discepoli, dopo aver su- zione, egli aveva il potere di dare vita
bito tante sofferenze, con molte prove eterna a tutti quelli che Dio gli aveva
inconfutabili. Basti pensare a quante dato (vd. Gv 17:2). Quale primogenito
persone egli apparve: di tutta la creazione, egli detiene da
1. a Maria Maddalena (Mr 16:9-11); sempre l’autorità. Nondimeno, ora che
2. alle donne (Mt 28:8-10); aveva compiuto l’opera di redenzione,
3. a Pietro (Lu 24:34); egli aveva autorità come primogenito
4. ai due discepoli sulla via per Em- dai morti, “affinché in ogni cosa abbia
maus (Lu 24:13-32); il primato” (Cl 1:15, 18).
5. ai discepoli, tranne Tommaso 28:19-20 Come Capo della nuova
(Gv 20:19-25); creazione, Gesù pronunciò il grande
6. ai discepoli, incluso Tommaso mandato contenente regole sempre
(Gv 20:26-31); valide per tutti i credenti durante la

148
MATTEO 28:19-20

fase attuale del regno, ossia il periodo condurre anime a Cristo, per poi la-
tra il rifiuto del Re e la sua seconda sciarle abbandonate a se stesse. Esse
venuta. devono essere istruite all’ubbidienza
Il mandato contiene tre ordini ben ai comandamenti di Cristo espressi
precisi (non si tratta di semplici indica- nel N.T. L’essenza del discepolato è
zioni): “diventare come il Maestro” e ciò si
1. Andate dunque e fate miei discepo- ottiene tramite l’apprendimento si-
li tutti i popoli. Ciò non significa la stematico della Parola e l’ubbidien-
conversione del mondo intero. Con la za alla Parola stessa.
predicazione del vangelo, i discepoli Infine, il Salvatore soggiunse la pro-
dovevano fare in modo di raccogliere messa della sua presenza in mezzo
discepoli o seguaci del Salvatore da ai suoi discepoli, fino al compimento
ogni nazione, tribù, popolo e lingua. dell’età presente. Non sarebbero mai
2. ...battezzandoli nel nome del Pa- stati soli o privi di aiuto: in tutto il loro
dre, del Figlio e dello Spirito Santo. servizio e nei loro viaggi, essi avrebbe-
Spetta agli ambasciatori di Cristo in- ro sperimentato la comunione con il
segnare cos’è il battesimo e propor- Figlio di Dio.
lo come un ordine cui ubbidire. Nel Notiamo bene gli aggettivi “ogni”
battesimo, i credenti si identificano o “tutto” che sono collegati al grande
pubblicamente con il Dio Uno e Tri- mandato : ogni potere, tutti i popoli,
no. Riconoscono che Dio è il loro Pa- tutte quante le cose, tutti i giorni.
dre, che Gesù Cristo è il loro Signore Ecco che il Vangelo si conclude con
e Salvatore e che lo Spirito Santo è la missione e la consolazione che ci
colui che dimora in loro e dà loro for- derivano dal nostro glorioso Signore. A
za e istruzione. Notiamo che il ter- distanza di quasi duemila anni, le paro-
mine nome nel v. 19 è singolare. Un le di Gesù possiedono la stessa forza di
unico nome o essenza, ma tre Perso- persuasione, la stessa importanza e la
ne: Padre, Figlio e Spirito Santo. stessa attuazione. Il compito affidatoci
3. ...insegnando loro a osservare tutte è tuttora incompiuto…
quante le cose che vi ho comanda- Che cosa stiamo facendo, noi, oggi,
te. Il mandato va oltre l’evangeliz- per eseguire questo suo ultimo suo
zazione; non basta semplicemente ordine?

NOTE

1 (1:1-15) “Signore” traduce l’ebraico Yhwh, laddove il nome Gesù è la forma italianiz-
zata dell’ebraico Yeshua.
2 (4:2-3) Qui viene usato il periodo ipotetico della realtà (introdotto da ei seguito
dall’indicativo). Si potrebbe parafrasare come segue: “Se, e lo ammetto, tu sei Figlio
di Dio…” oppure “Giacché sei Figlio di Dio…”.
3 (Approfondimento) Una “dispensazione” è un’amministrazione, o gestione. Essa
definisce i metodi che Dio usa per intrattenere i rapporti con il genere umano in un
momento particolare della storia. Questo termine non indica un particolare perio-
do, ma piuttosto il programma divino durante quel periodo. Vediamo un uso simile
quando parliamo, per esempio, dell’amministrazione Bush per indicare la politica
del presidente Bush durante il suo mandato.
4 (5:13) Albert Barnes, Notes on the New Testament, Matthew and Mark, p. 47.
5 (5:22) Il testo critico (NA) omette la loc. senza motivo escludendo, in tal modo, anche
l’ira giustificata.
6 (5:44-47) M (basato sulla maggior parte dei mss.) reca: amici in luogo di fratelli.

149
MATTEO

7 (6:13) Alcuni studiosi sostengono che questa dossologia è un adattamento di 1 Cr


29:11 a scopi liturgici. Ma è solo un’ipotesi. La tradizionale forma protestante della
preghiera è del tutto ammissibile.
8 (7:28-29) Jamieson, Fausset & Brown, Critical and Explanatory Commentary on the
New Testament, vol. V:50.
9 (8:2) Alcune forme di lebbra menzionate nella Bibbia non sono riconducibili al mor-
bo di Hansen. Per esempio, in Levitico, si parla di un’infezione che contamina casa
o abiti.
10 (8:16-17) Arno C. Gaebelein, The Gospel of Matthew, p. 193.
11 (8:28) La ND riporta Ghergheseni. È possibile che i nomi delle città e delle regioni si
sovrappongano.
12 (9:16) Arno C. Gaebelein, Matthew, p. 193.
13 (9:17) W.L. Pettingill, Simple Studies in Matthew, pp. 111-112.
14 (10:8) La maggior parte dei mss. omette “risuscitare i morti”.
15 (10:21) J.C. Macaulay, Obedient Unto Death: Devotional Studies in John’s Gospel, vol. II,
p. 59.
16 (10:41) Arthur T. Pierson, “The Work of Christ for the Believer”, The Ministry of Ke-
swick, First Series, p. 114.
17 (11:27) Alva J. Gospel McClain, The Greatness of the Kingdom, p. 311.
18 (11:30) J.H. Jowett, citato in Our Daily Bread.
19 (12:8) E.W. Rogers, Jesus the Christ, pp. 65-66.
20 (12:19) Alva J. McClain, Kingdom, p. 283.
21 (12:21) Kleist-Lilly, The New Testament rendered from the Original Greek with Expan-
ded Notes, p. 45.
22 (12:27) Ella E. Pohle, C.I. Scofield’s Question Box, p. 97.
23 (13:13) H. Chester Woodring, Unpublished class notes on Matthew, Emmaus Bible
School, 1961.
24 (13:22) G.H. Lang, The Parabolic Teaching of Scripture, p. 68.
25 (13:24-26) Merrill F. Unger, Unger’s Bible Dictionary, p. 1145.
26 (13:33) J.H. Brookes, I Am Coming, p. 65.
27 (13:49-50) Arno C. Gaebelein, Matthew, p. 302.
28 (16:7-10) Può darsi che i dodici kophinoi, usati per i cinquemila, fossero meno ca-
pienti dei sette spurides usati per i quattromila.
29 (16:17-18) G. Campbell Morgan, The Gospel According to Matthew, p. 211.
30 (16:19) Charles C. Ryrie (a cura di), The Ryrie Study Bible, New King James Version,
p. 1506.
31 (16:20) James S. Stewart, The Life and Teaching of Jesus Christ, p. 106.
32 (16:26) Donald Grey Barnhouse, Words Fitly Spoken, p. 53.
33 (18:11) Omesso da NA, ma riportato da M.
34 (20:15) James S. Stewart, A Man in Christ, p. 252.
35 (20:31-34) Arno C. Gaebelein, Matthew, p. 420.
36 (21:6-7) J.P. Lange, A Commentary on the Holy Scriptures, 25 voll., paginazione ignota.
37 (23:9-10) H.G. Weston, Matthew, the Genesis of the New Testament, p. 110.
38 (23:14) Il testo critico NA omette il secondo “guai”.
39 (23:25-26) M ha “iniquità” (adikia) in luogo di “intemperanza” (akrasia).
40 (24:29) I. Velikovsky, Earth in Upheaval, p. 136.
41 (24:30) Lo stesso termine greco (ge, cfr. il prefisso italiano “geo”) significa sia “pae-
se” sia “terra”.
42 (24:34) F.W. Grant, “Matthew”, Numerical Bible: The Gospels, p. 230.
43 (25:28-29) Our Lord’s Teaching About Money (opuscolo), pp. 3-4.
44 (26:64) R.C.H. Lenski, The Interpretation of St. Matthew’s Gospel, p. 1064.
45 (27:37) Collazionando tutte le parti citate, si ricava l’iscrizione: “Questo è Gesù il

150
MATTEO

Nazareno, il Re dei Giudei”. Un’altra possibilità è che ciascun evangelista citi tutta
l’iscrizione, ma ciascuno in una lingua diversa, per cui non si escludono varianti.
46 (27:65-66) Merrill F. Unger, Unger’s Bible Handbook, p. 491.
47 (28:7-10) “Salve”, “Salute a voi”, lett. “rallegratevi”, era il consueto saluto greco. Per la
mattina della resurrezione questa traduzione letterale ci sembra più appropriata.
48 (28:15) Wilbur Smith, “In the Study”, Moody Monthly, aprile, 1969.

BIBLIOGRAFIA

Barnhouse, Donald Grey. Words Fitly Spoken. Wheaton: Tyndale House Publishers,
1969.
Gaebelein, A.C. The Gospel of Matthew. New York: Loizeaux Bros., 1910.
Kelly, William. Lectures on Matthew. New York: Loizeaux Bros., 1911.
Lenski, R.C.H. The Interpretation of St. Matthew’s Gospel. Minneapolis: Augsburg
Publishing House, 1933.
Macaulay, J.C. Behold Your King. Chicago: The Moody Bible Institute, 1982.
Morgan, G. Campbell. The Gospel According to Matthew. New York: Fleming H. Revell
Company, 1929.
Pettingill, W.L. Simple Studies in Matthew. Harrisburg: Fred Kelker, 1910.
Tasker, R.V.G. The Gospel According to St. Matthew, TBC. Grand Rapids: Wm.B.
Eerdmans Publishing Company, 1961.
Thomas, W.H. Griffith. Outline Studies in Matthew. Grand Rapids: Wm. B. Eerdmans
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Weston, H.G. Matthew, the Genesis of the New Testament. Philadelphia: American
Baptist Publication Society, s.d.

Periodici e materiale inedito


Smith, Wilbur. “In the Study”, Moody Monthly, aprile 1969.
Woodring, H. Chester. Class Notes on Matthew, 1961, Emmaus Bible School, Oak Park,
Illinois (ora Emmaus Bible College).

151
Vangelo di

Marco
“La freschezza e il vigore del Vangelo di Marco avvincono il lettore
credente e gli fanno desiderare di mettersi al servizio del suo benedetto
Signore, seguendo l’esempio che lui stesso ha dato”.
– August Van Ryn

Introduzione

I. Una posizione unica nel Canone ve come Gesù guardava i suoi discepo-
Poiché quello di Marco è il più breve li, come si irritava o come camminava
dei quattro Vangeli e poiché il novanta alla testa del gruppo sulla strada per
per cento del suo materiale si trova nel Gerusalemme. Senza dubbio, Marco
Vangelo di Matteo, o in quello di Luca, aveva appreso questi particolari da
o in entrambi, che cosa lo rende tanto Pietro, essendo stato suo collaboratore
prezioso? verso la fine della vita dell’apostolo. La
Innanzi tutto, sono la brevità e la tradizione afferma, probabilmente con
semplicità, quasi di stampo giornalisti- ragione, che il Vangelo di Marco con-
co, a fare di questo Vangelo la migliore tiene essenzialmente i ricordi di Pietro:
introduzione alla fede cristiana. Nei ciò spiegherebbe le sfumature sogget-
nuovi campi di missione, spesso è pro- tive, l’azione e l’impressione di leggere
prio il Vangelo di Marco il primo libro a una testimonianza personale.
essere tradotto nei vari idiomi locali. La tradizione vuole che fosse proprio
Ma ciò che contribuisce a fare di Marco il giovane che corse via tutto nu-
questo Vangelo un testo speciale non è do in 14:51: questa breve digressione co-
soltanto lo stile – diretto e vivace, par- stituirebbe, infatti, la sua modesta firma
ticolarmente adatto ai Romani di quei come autore del libro (originariamente,
tempi e ai loro omologhi di oggi – ma i titoli dei Vangeli non facevano parte
altresì il suo contenuto. dei singoli libri). È probabile che tale
Pur trattando, in gran parte, gli stes- opinione comune corrisponda a verità:
si eventi di cui scrivono Matteo e Luca effettivamente, Giovanni Marco viveva
(ad eccezione di alcuni episodi), Mar- a Gerusalemme e, ai fini narrativi, quel
co aggiunge, nondimeno, particolari particolare resoconto sarebbe stato inin-
espressivi che mancano nei resoconti fluente qualora quel giovane non avesse
degli altri due. Per esempio, egli descri- avuto nulla a che vedere con il Vangelo.

153
MARCO

II. Autore Pietro fino alla morte di quest’ultimo),


La maggior parte dei commentatori ac- era l’uomo adatto per scrivere il Vange-
cetta l’antica unanime opinione della lo del Servo perfetto.
chiesa secondo la quale fu Giovanni
Marco a scrivere il secondo Vangelo. III. Data
Marco era figlio di Maria di Gerusa- Perfino tra gli studiosi conservatori,
lemme, che possedeva una casa nella propugnatori della sola Scriptura , si
quale i credenti si radunavano. discute sulla data di composizione del
La prova estrinseca della paterni- Vangelo di Marco. Quantunque non
tà dell’opera è antica e convincente e sia possibile definirla con certezza,
proviene da diverse parti dell’impero conviene prendere in considerazione il
romano. Papia di Ierapoli (110 d.C. ca) periodo antecedente la distruzione di
cita l’anziano Giovanni (probabilmente Gerusalemme (avvenuta nel 70 d.C.).
l’apostolo Giovanni o un altro dei primi La tradizione non chiarisce se Marco
discepoli), il quale afferma che l’auto- abbia scritto il sermone di Pietro sulla
re del libro fu Marco, collaboratore di vita del Signore prima o dopo la morte
Pietro. Con lui concordano Giustino dell’apostolo (anteriore al 64-68 d.C.).
martire, Ireneo, Tertulliano, Clemente Se, come molti esegeti sostengono
di Alessandria, Origene e il Prologo an- oggi, il Vangelo di Marco fu il primo a
timarcionita. essere redatto, bisogna ipotizzare una
La prova intrinseca non è molto data di molto antecedente (soltanto in
ampia, ma coincide con la tradizione tale eventualità, infatti, Luca avrebbe
universalmente tramandata dal cri- potuto servirsi del materiale di Marco).
stianesimo delle origini. Alcuni datano Marco ai primi anni 50,
Evidentemente, l’autore conosceva ma il periodo tra il 57 e il 60 sembra più
bene tutti i luoghi in cui si svolsero i probabile.
fatti, in particolare Gerusalemme. La
descrizione della sala al piano supe- IV. Contesto e tema
riore, per esempio, è più minuziosa che Questo Vangelo ci racconta la meravi-
negli altri Vangeli; non ci sarebbe da gliosa storia del Servo perfetto di Dio, il
stupirsi se tale sala si fosse trovata nella Signore Gesù Cristo. È la storia di colui
stessa casa in cui Marco era cresciuto! che, abbandonati i segni esteriori della
Il Vangelo presenta un ambiente ara- propria gloria celeste, prese forma di
maico (l’aramaico era la lingua parlata servo sulla terra (vd. Fl 2:7). È la storia
allora nel paese) dalle sottintese usan- incomparabile di colui che “non è ve-
ze giudaiche; la vivacità della narra- nuto per essere servito, ma per servire,
zione fa pensare a uno stretto legame e per dare la sua vita come prezzo di
con un testimone oculare; lo schema riscatto per molti” (Mr 10:45).
del libro ricalca quello del sermone di Se ricordiamo che questo Servo per-
Pietro in At 10. fetto era Dio-Figlio in persona, il quale
La tradizione secondo la quale Mar- scelse volontariamente di indossare i
co scrisse a Roma è avvalorata dal mag- panni di uno schiavo e farsi servo degli
gior numero di parole latine rispetto uomini, il Vangelo ci apparirà in tutto
agli altri Vangeli (p. es.: centurio, cen- il suo splendore. Qui vediamo il Figlio
sus, denarius, legio e prætorium). Dieci di Dio incarnato vivere sulla terra co-
volte nel N.T. il nostro autore è chia- me uomo sottomesso al Padre celeste.
mato con il suo nome pagano (latino), In tutto egli agiva in perfetta ubbidien-
Marco, e tre volte con entrambi i nomi za alla volontà divina, e le sue opere
(ebraico e pagano), Giovanni Marco. potenti furono tutte compiute nella
Marco, “servo” o segretario (prima potenza dello Spirito Santo.
di Paolo, poi del cugino Barnaba e, L’autore, Giovanni Marco, fu un ser-
secondo una tradizione attendibile, di vo del Signore che iniziò bene il suo

154
MARCO

servizio, scomparve di scena per un Affrontando lo studio del Vangelo,


breve periodo (vd. At 15:38), ma poi cercheremo di rispondere alle seguenti
fu di nuovo utile all’opera del Signore domande:
(vd. 2 Ti 4:11). 1° che cosa dice?
Lo stile di Marco è agile, energico e 2° che cosa significa?
conciso. L’evangelista pone maggiore 3° che lezione possiamo trarne?
enfasi sulle opere più che sulle parole Per tutti coloro che vogliono essere
del Signore: lo dimostra il resoconto veri e fedeli servi del Signore, questo
di ben diciannove miracoli rispetto a Vangelo costituisce un prezioso “ma-
sole quattro parabole. nuale di servizio”.

Sommario

I. PREPARAZIONE DEL SERVO (1:1-13)


II. PRIMO MINISTERO DEL SERVO IN GALILEA (1:14–3:12)
III. IL SERVO CHIAMA E ISTRUISCE I SUOI DISCEPOLI (3:13–8:38)
IV. VIAGGIO DEL SERVO A GERUSALEMME (capp. 9–10)
V. MINISTERO DEL SERVO A GERUSALEMME (capp. 11–12)
VI. DISCORSO DEL SERVO SUL MONTE DEGLI ULIVI (cap. 13)
VII. SOFFERENZE E MORTE DEL SERVO (capp. 14–15)
VIII. TRIONFO DEL SERVO (cap. 16)

155
MARCO 1:1

Commentario

I. PREPARAZIONE DEL SERVO concetto si manifesterà con maggiore


(1:1-13) chiarezza.
1:6 Che tipo di uomo era Giovanni?
A. Il precursore del Servo prepara Oggi sarebbe definito un fanatico e un
la via (1:1-8) asceta: la sua casa era il deserto; il suo ab-
1:1 Il tema del Vangelo di Marco è la bigliamento, come quello di Elia, era roz-
buona notizia concernente Gesù Cristo zo e semplice; ciò di cui si nutriva bastava
Figlio di Dio. Poiché il suo intento è di a sostentarlo e a mantenerlo in forze ma
mettere in evidenza il ruolo del Signore era, certamente, tutt’altro che abbondan-
Gesù sulla terra, vale a dire il suo ruolo te o ricercato! Quest’uomo subordinava
di Servo, l’autore non inizia il racconto tutte queste cose al compito eccellente di
con una genealogia, bensì direttamente annunciare Cristo. Forse avrebbe potuto
con il ministero pubblico del Salvatore, essere ricco, ma preferì essere povero. Per
che fu annunciato da Giovanni il batti- tale motivo egli divenne il messaggero
sta, il messaggero della buona notizia. adatto a colui che non aveva dove posare
1:2-3 Sia Malachia che Isaia (1) rivela- il capo. Da questo impariamo che la sem-
rono che un messaggero avrebbe pre- plicità dovrebbe essere una caratteristica
ceduto il Messia e avrebbe esortato il di tutti i servi del Signore.
popolo a prepararsi moralmente e spi- 1:7 Il messaggio di Giovanni concer-
ritualmente alla sua venuta (vd. Ml 3:1; neva la superiorità del Signore Gesù.
Is 40:3). Giovanni il battista incarnò, L’evangelista annunciò che Gesù era più
per l’appunto, l’adempimento di tali grande di lui in potenza, personalità e
profezie: egli fu il messaggero… Voce ministero, e non si riteneva neppure de-
di uno che grida nel deserto. gno di svolgere per lui l’umile servizio di
1:4 Giovanni esortava il popolo a rav- uno schiavo, come quello di sciogliere
vedersi (ossia a cambiare il proprio mo- il legaccio dei suoi calzari. Chi predica
do di pensare e ad abbandonare i propri sotto la guida dello Spirito esalta sem-
peccati), per ricevere il perdono dei pec- pre il Signore Gesù e abbassa se stesso.
cati. Non vi era altro modo per ricevere il 1:8 Giovanni battezzava con acqua:
Signore. Soltanto le persone sante sono in questo segno esteriore non poteva pro-
grado di apprezzare il santo Figlio di Dio. durre alcun cambiamento nella vita di
1:5 Quando i suoi ascoltatori si un individuo. Gesù, invece, avrebbe bat-
ravvedevano, Giovanni li battezzava. tezzato con lo Spirito Santo; questo bat-
Il battesimo costituiva il segno este- tesimo, oltre ad apportare una grande
riore del loro cambiamento interio- potenza spirituale (vd. At 1:8), avrebbe
re, separandoli pubblicamente dalla unito insieme tutti i credenti nella chie-
maggioranza del popolo d’Israele, che sa, il Corpo di Cristo (vd. 1 Co 12:13).
aveva abbandonato il Signore, e unen-
doli al residuo fedele che era pronto B. Il precursore battezza il Servo
a ricevere il Cristo. Leggendo il v. 5 si (1:9-11)
potrebbe avere l’impressione che tutti 1:9 I cosiddetti trent’anni di silenzio di
accogliessero la predicazione di Gio- Nazaret erano ormai trascorsi. Il Si-
vanni. Ma non fu così. Può darsi che, gnore Gesù era pronto a iniziare il suo
inizialmente, ci fosse un’ondata d’en- ministero pubblico. In primo luogo, egli
tusiasmo che spinse una gran folla percorse il centinaio di chilometri che
nel deserto per ascoltare l’impetuoso separavano Nazaret dal Giordano, nei
predicatore. La maggior parte, però, pressi di Gerico: qui egli fu battezzato
non confessò né abbandonò in modo da Giovanni. Ovviamente, Gesù non
sincero i propri peccati. aveva bisogno di ravvedersi, giacché
Col procedere del racconto, tale non aveva peccati da confessare. Per il

156
MARCO 1:16-18

Signore, il battesimo doveva simboleg- bili. Più fedelmente seguiamo il Signore,


giare il battesimo finale nella morte sul più dure esse saranno. Satana non spre-
Golgota e la risurrezione dai morti. Per- ca le proprie munizioni per dei credenti
ciò, già fin dall’inizio del suo ministero superficiali ma, al contrario, rivolge
pubblico abbiamo una chiara prefigu- l’artiglieria pesante contro coloro che,
razione della croce e della tomba vuota. nella lotta spirituale, guadagnano ter-
1:10-11 A un tratto, come egli usciva reno. Non è un peccato essere tentati;
dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito il peccato sta nel cedere alla tentazione.
scendere su di lui come una colomba. Con le nostre sole forze, non possiamo
Si udì la voce di Dio Padre riconoscere resistere; nondimeno, lo Spirito Santo,
Gesù come il suo diletto Figlio. che abita dentro di noi, è la nostra forza
Non vi fu un solo momento nella sua per dominare i desideri oscuri.
vita in cui il Signore non fosse pieno di
Spirito Santo. Questo fu un momento II. PRIMO MINISTERO DEL SERVO IN
preciso in cui lo Spirito Santo scese su GALILEA (1:14−3:12)
di lui per consacrarlo al servizio e con-
ferirgli potenza: si trattò di un ministe- A. Il Servo inizia il suo ministero
ro speciale con cui lo Spirito preparava (1:14-15)
Gesù ai tre anni di servizio che lo atten- 1:14-15 Marco non fa menzione del mi-
devano. La potenza dello Spirito Santo nistero del Signore in Giudea (vd. Gv
è indispensabile. Senza questa qualità 1:1−4:54), bensì inizia con il rilevante
misteriosa, che noi chiamiamo “unzio- ministero svolto in Galilea per un anno
ne”, a nulla valgono la cultura, il talento e nove mesi (1:14−9:50). In seguito, tratta
e la facilità di parola: il servizio rischia brevemente l’ultimo periodo del mini-
di essere senz’anima e inefficace. Dun- stero in Perea (10:1-45), prima di passare
que è di vitale importanza domandarsi: all’ultima settimana a Gerusalemme.
“Ho ricevuto lo Spirito Santo e ho la po- Gesù si recò in Galilea, predicando
tenza da lui per servire il Signore?”. la buona notizia del regno (2) di Dio.
Questo era il messaggio specifico che
C. Il Servo è tentato da Satana egli recava:
(1:12-13) 1. Il tempo era compiuto. Il piano pro-
1:12-13 Il Servo di Dio fu tentato da fetico prevedeva una data precisa
Satana nel deserto per quaranta gior- per l’apparizione pubblica del Re.
ni. Lo Spirito di Dio lo accompagnò a Quel momento era giunto.
questo incontro, non per vedere se egli 2. Il regno di Dio era vicino; il Re era
avrebbe peccato, ma per dimostrare presente e stava offrendo il regno al
che non sarebbe stato in grado di far- popolo d’Israele. L’espressione il re-
lo. Se Gesù avesse potuto peccare co- gno… è vicino significava che il Re
me uomo sulla terra, quale sicurezza aveva fatto il suo ingresso.
potremmo avere noi che egli non può 3. Gli uomini erano chiamati a ravve-
peccare ora come uomo nel cielo? dersi e a credere al vangelo. Per es-
Perché Marco scrive che Gesù stava sere qualificati a entrare nel regno,
tra le bestie selvatiche ? Le aveva forse dovevano abbandonare i loro pec-
mandate Satana per cercare di uccide- cati e credere nella buona notizia ri-
re il Signore? O forse la presenza del lo- guardante il Signore Gesù.
ro Creatore le rendeva mansuete? Sono
domande plausibili alle quali è impos- B. La chiamata di quattro pescatori
sibile dare una risposta. (1:16-20)
Alla fine dei quaranta giorni gli angeli 1:16-18 Mentre passava lungo il mare
lo servivano (cfr. Mt 4:11); “durante quei di Galilea, Gesù vide Simone e Andrea
giorni [Gesù] non mangiò nulla (Lu 4:2). che pescavano. Egli li conosceva già:
Per il credente, le prove sono inevita- essi erano, infatti, divenuti suoi disce-

157
MARCO 1:19-20

poli fin dall’inizio del suo ministero 5. richiede silenzio: il metodo migliore
(vd. Gv 1:40-41). Ora Gesù li invitava a è evitare distrazioni e tenersi in di-
rimanere con lui, promettendo di farli sparte.
diventare pescatori di uomini. Diventeremo pescatori di uomini
Essi abbandonarono all’istante la se seguiremo l’esempio di Cristo. Più
loro redditizia attività di pescatori per saremo simili a lui, maggior successo
seguirlo. La loro ubbidienza fu imme- avremo nel condurgli le anime. Spetta
diata, totale e pronta al sacrificio. a noi seguirlo; egli si occuperà di tutto
La pesca è un’arte, e lo è anche la pe- il resto.
sca delle anime: 1:19-20 Un po’ più oltre il Signore Ge-
1. richiede pazienza: spesso ci vogliono sù incontrò Giacomo… e Giovanni, figli
ore e ore di attesa in solitudine; di Zebedeo, che rassettavano le reti. Non
2. richiede abilità nell’uso dell’esca o appena li chiamò, essi salutarono il pa-
della rete; dre e se ne andarono dietro al Signore.
3. richiede discernimento e buon senso Ancora oggi Cristo invita gli uomi-
per andare dove si trovano i pesci; ni ad abbandonare tutto e a seguirlo
4. richiede perseveranza: un buon pe- (vd. Lu 14:33). Né i beni materiali né
scatore non si lascia scoraggiare fa- i genitori devono essere di ostacolo
cilmente; all’ubbidienza.

Miracoli Liberazione da
1° Guarigione di un uomo posseduto 1° L’impurità del peccato
da uno spirito immondo (1:23-26)
2° Guarigione della suocera di Simone 2° Lo stato febbrile e l’irrequietezza
(1:29-31) del peccato
3° Guarigione di un lebbroso (1:40-45) 3° La ripugnanza del peccato
4° Guarigione di un paralitico (2:1-12) 4° L’impotenza causata dal peccato
5° Guarigione di un uomo con la mano 5° L’inutilità causata dal peccato
paralizzata (3:1-5)
6° Guarigione di un indemoniato 6° La miseria, la violenza e il terrore
(5:1-20) del peccato
7° Guarigione della donna colpita da 7° Il potere che ha il peccato di
emorragia (5:25-34) indebolire la vitalità
8° Risurrezione della figlia di Iairo 8° La morte spirituale causata dal
(5:21-24; 35-43) peccato
9° Guarigione della figlia della donna 9° La schiavitù del peccato e di Satana
sirofenicia (7:24-30)
10° Guarigione di un sordomuto 10° L’incapacità di ascoltare la Parola di
(7:31-37) Dio e di parlare di argomenti
spirituali
11° Guarigione di un cieco (8:22-26) 11° La cecità alla luce del vangelo
12° Guarigione di un ragazzo 12° La crudeltà del dominio di Satana
indemoniato (9:14-29)
13° Guarigione del cieco Bartimeo 13° La cecità e la miseria provocate dal
(10:46-52) peccato

158
MARCO 1:27-28

C. L’allontanamento di uno spirito confondere la possessione diabolica


immondo (1:21-28) con le varie forme di infermità menta-
I vv. 21-34 narrano una giornata tipica le: si tratta di due concetti totalmente
nella vita del Signore. Quando il grande differenti. Nell’individuo posseduto
Medico guariva gli indemoniati e i ma- dimora, effettivamente, uno spirito
lati, i miracoli si susseguivano a ruota. maligno che lo domina; tale individuo
Le guarigioni miracolose del Salva- è spesso in grado di compiere azioni
tore mostrano in che modo egli libera straordinarie e, se messo a confronto
gli uomini dalle terribili conseguenze con la Persona e con l’opera del Signo-
del peccato. A tale proposito, si rinvia il re Gesù Cristo, diventa violento o bla-
lettore allo schema precedente. sfemo.
Benché non sia chiamato a compiere 1:24 Notiamo che lo spirito maligno
simili atti di guarigione fisica, chi pre- riconobbe Gesù e lo chiamò Nazareno
dica il vangelo oggi deve tuttavia occu- e Santo di Dio. Osserviamo anche la
parsi continuamente del corrispettivo transizione dei pronomi dal plurale
spirituale. Non sono forse questi i mi- al singolare: Che c’è fra noi e te?… Sei
racoli più grandi, di cui il Signore Gesù venuto per mandarci in perdizione?
parlava in Gv 14:12: “Chi crede in me Io so chi sei . Prima il demonio par-
farà anch’egli le opere che faccio io; e la tramite l’uomo; poi parla in prima
ne farà di maggiori”? persona.
1:21-22 Ma torniamo al racconto di 1:25-26 Gesù non avrebbe mai ac-
Marco. Non appena giunse a Caper- cettato la testimonianza di un demo-
naum, il sabato entrò nella sinagoga e nio, quantunque veritiera: pertanto,
iniziò a insegnare. La gente si rendeva egli ordinò allo spirito maligno di stare
conto che egli era un insegnante fuori zitto e di uscire dall’uomo. Fu sicu-
dal comune. Vi era un’innegabile po- ramente una scena impressionante:
tenza nelle sue parole, diversamente l’uomo in preda a convulsioni e l’urlo
dal monotono, meccanico biascicare spaventoso del demonio che abbando-
degli scribi. Le affermazioni di Gesù nava la propria vittima.
erano frecce scagliate dall’Onnipoten- 1:27-28 Il miracolo suscitò sbigotti-
te. Le sue lezioni erano affascinanti, mento: per quella gente era un fatto del
convincenti e stimolanti. Gli scribi tutto nuovo e sbalorditivo che un uomo
diffondevano una religione di secon- scacciasse un demonio con un sempli-
da mano. Non vi era alcun artificio ce ordine. Si chiedevano se si trattasse
nell’insegnamento del Signore Gesù: di un nuovo insegnamento religioso.
egli aveva il diritto di dire ciò che dice- La notizia del miracolo si divulgò subi-
va, perché viveva conformemente a ciò to in Galilea. Prima di proseguire no-
che insegnava. tiamo che:
Chi insegna la Parola di Dio do- 1. sembra evidente che la prima venuta
vrebbe parlare con autorità o tacere. Il di Cristo provocò un gran fermento
salmista dichiara: “Ho creduto, perciò di attività demoniache sulla terra;
ho parlato” (Sl 116:10), espressione che 2. il potere di Cristo su quegli spiri-
Paolo ribadisce in 2 Co 4:13. Il suo mes- ti maligni è una prefigurazione del
saggio e quello del salmista nascevano trionfo finale su Satana e su tutti i
da una profonda convinzione. suoi mandatari;
1:23 Nella loro sinagoga c’era un 3. dovunque Dio sia all’opera, Satana si
uomo posseduto da un demonio, che oppone. Tutti coloro che vogliono ser-
Marco definisce uno spirito immon- vire il Signore devono aspettarsi di es-
do. Forse ciò significa che lo spirito sere ostacolati a ogni passo. “Il nostro
maligno manifestava la sua presenza combattimento infatti non è contro
rendendo l’uomo impuro fisicamente sangue e carne, ma contro i principati,
o moralmente. Attenzione però a non contro le potenze, contro i dominato-

159
MARCO 1:29-30

ri di questo mondo di tenebre, contro non trova appoggio nella Parola di Dio
le forze spirituali della malvagità, che e che procura molti mali.
sono nei luoghi celesti” (Ef 6:12).
E. Guarigioni all’ora del tramonto
D. La guarigione della suocera di (1:32-34)
Pietro (1:29-31) 1:32-34 Durante il giorno si era diffu-
“Appena” e “subito” sono parole chiave sa la notizia che il Salvatore si trovava
di questo Vangelo e sono anche par- colà. Poiché era sabato, la gente non
ticolarmente appropriate al Vangelo osava condurgli le persone bisognose
che presenta il Signore Gesù in veste di di aiuto. Ma, fattosi sera e finito il sa-
Servo. bato, una folla affluì a casa di Pietro,
1:29-30 Dalla sinagoga il Signore dove tutti i malati e gli indemoniati
andò a casa di Simone. Appena giunto, sperimentarono la potenza che libera
apprese che la suocera di questi era a da ogni tipo di peccato.
letto con la febbre. Nel v. 30 sta scritto
che essi subito gliene parlarono : non F. La predicazione in Galilea
persero tempo e presentarono imme- (1:35-39)
diatamente la loro richiesta al grande 1:35 Gesù si alzò mentre era ancora
Medico. notte e se ne andò in un luogo dove
1:31 Senza proferire parola, Gesù non avrebbe subìto interruzioni o di-
la prese per la mano e la aiutò ad al- strazioni, per trascorrere del tempo
zarsi: era guarita! Di solito, la febbre è in preghiera. Ogni mattina, il Servo di
debilitante; in questo caso specifico, Dio tendeva l’orecchio all’ascolto delle
invece, il Signore non soltanto guarì indicazioni di Dio Padre per la giorna-
la febbre, ma subito le restituì la forza ta (Is 50:4-5). Se il Signore avvertiva il
per lavorare: ed ella si mise a servirli. bisogno di un tale periodo di quiete
J.R. Miller afferma: ogni mattina, quanto più dovremmo
Ogni persona malata che si sia rista- avvertirlo noi! Notiamo anche che egli
bilita, con l’aiuto di mezzi convenzio- andò a pregare in un momento della
nali o straordinari, dovrebbe affret- giornata che richiedeva un certo sacri-
tarsi a consacrare al servizio di Dio ficio: egli si alzò e se ne andò a pregare
la vita che le è stata restituita. Molti mentre era ancora notte. La preghiera
sono alla costante ricerca di oppor- non dovrebbe essere una questione di
tunità per servire Cristo, immagi- comodità personale, bensì di autodi-
nando di dover svolgere chissà quali sciplina e di sacrificio. È forse per que-
compiti gratificanti e interessanti. sto motivo che gran parte del nostro
Nel frattempo, però, essi trascurano servizio si rivela spesso inefficace?
proprio quelle attività per le quali 1:36-37 Nel frattempo, anche Simo-
Cristo cerca la loro collaborazione: il ne e gli altri si erano alzati e la folla si
vero servizio per Cristo consiste, in- era nuovamente radunata davanti alla
nanzi tutto, nel corretto svolgimento casa. I discepoli andarono dal Signore
delle proprie mansioni quotidiane.(3)
per annunciargli che egli stava diven-
È bene notare che, in ciascuno dei tando sempre più popolare.
miracoli di guarigione, il Signore usa 1:38 Inaspettatamente, Gesù non
una procedura diversa. Questo ci ricor- tornò in città, ma si recò con i disce-
da che ogni conversione è differente: poli nei villaggi vicini, spiegando loro
ogni individuo richiede un trattamen- che doveva predicare anche là. Perché
to individuale. non tornò a Capernaum? Per i seguenti
Il fatto che Pietro avesse una suocera motivi:
dimostra che, a quel tempo, l’idea del 1. si era appena levato dalla preghiera,
celibato nel sacerdozio era inesistente. avendo appreso ciò che Dio voleva
Si tratta di una tradizione umana che da lui in quella giornata;

160
MARCO 2:1-4

2. si era reso conto che il movimento contagio. Nondimeno, il Santo, il Figlio


popolare a Capernaum era super- dell’uomo, si identificava con le soffe-
ficiale. Il Salvatore non era attratto renze degli uomini e guariva le con-
dalle grandi folle: egli non guardava seguenze del peccato senza esserne
all’apparenza, ma vedeva ciò che era contaminato.
nel loro cuore; Gesù assentì: Lo voglio. Egli è più
3. Gesù conosceva i pericoli della popo- desideroso di guarirci che noi di essere
larità e, con il suo esempio, insegnava guariti. Dopodiché dichiarò: Sii purifi-
ai discepoli a diffidare quando tutti cato! In un attimo, la pelle del lebbroso
parlavano bene di loro; diventò liscia e pura.
4. evitava con fermezza qualsiasi mani- Gesù proibì all’uomo di rendere
festazione superficiale ed emotiva che pubblico il miracolo finché non si fosse
anteponesse la corona alla croce; mostrato al sacerdote presentando l’of-
5. il suo più grande interesse era la pre- ferta richiesta (vd. Le 14:2ss.). In primo
dicazione della Parola. I miracoli di luogo, quest’ordine costituiva una pro-
guarigione, benché diretti a lenire la va dell’ubbidienza dell’uomo: il lebbro-
sofferenza umana, avevano anch’es- so guarito avrebbe fatto ciò che gli era
si lo scopo di attirare l’attenzione stato richiesto? Non lo fece; divulgando
sulla predicazione. la notizia della sua guarigione, questi
1:39 Perciò Gesù andò per tutta la ostacolò, di conseguenza, l’opera del
Galilea, predicando nelle loro sina- Signore (v. 45). Con tale comando, Ge-
goghe e cacciando demòni. Egli univa sù intendeva inoltre saggiare il discer-
sempre la predicazione all’azione, le nimento del sacerdote: avrebbe, questi,
parole ai fatti. È interessante notare capito che il Messia tanto atteso era ar-
quanto spesso cacciava i demòni nelle rivato e stava compiendo meravigliosi
sinagoghe. miracoli di guarigione? Se era un tipico
rappresentante del popolo d’Israele,
G. La guarigione di un lebbroso non l’avrebbe riconosciuto.
(1:40-45) Ancora una volta vediamo Gesù riti-
1:40-45 Il racconto del lebbroso ci for- rarsi dalle folle e rendere il suo servizio
nisce un esempio istruttivo riguardo in luoghi deserti. Egli non misurava il
alla preghiera alla quale Dio risponde: successo in numeri.
1. era seria e disperata: lo pregò;
2. era profondamente rispettosa: but- H. La guarigione di un paralitico
tandosi in ginocchio; (2:1-12)
3. era umile e sottomessa: Se vuoi; 2:1-4 Non appena Gesù entrò… in
4. era fiduciosa: Tu puoi; Capernaum… si radunò tanta gen-
5. esprimeva il bisogno: purificarmi; te davanti alla casa dove si trovava.
6. era specifica: non “benedirmi”, ma La notizia si era diffusa in fretta e la
“purificarmi”; gente era ansiosa di vedere l’uomo dei
7. era personale: purificarmi; miracoli in azione. La gente è attratta
8. era breve: sono solo cinque parole. dalle opere potenti di Dio. Il Salvatore
Notiamo bene che cosa accadde! annunziava fedelmente la parola alle
Gesù, impietositosi. Non dovremmo persone che facevano ressa davanti
mai leggere queste parole senza prova- alla porta di casa. Discostato della folla
re gioia e gratitudine. c’era un paralitico portato da quattro
stese la mano. Pensiamoci! La mano uomini su una barella improvvisata.
di Dio si stende come risposta alla pre- La calca impediva loro di avvicinarsi al
ghiera umile e fiduciosa. Signore Gesù.
lo toccò. Secondo la legge, il contatto Sovente, quando si desidera condur-
con un lebbroso esponeva all’impuri- re qualcuno a Gesù, si presentano degli
tà cerimoniale, oltre che al rischio di ostacoli. La fede, tuttavia, non manca

161
MARCO 2:5

d’ingegno: usando la scala esterna, i be le cose. Ma, umanamente parlando,


quattro portatori salirono sul tetto, è altresì impossibile fare entrambe le
scoperchiarono il tetto da un lato e cose.
da lassù calarono il paralitico, proba- 2:10-12 Il Signore aveva già di-
bilmente in un cortile interno, vicino chiarato che i peccati dell’uomo era
al Figlio di Dio. Qualcuno ha dato a perdonati. Ma erano davvero perdo-
questi amici fedeli i soprannomi di nati? Non potendo vedere se i peccati
Solidarietà, Collaborazione, Audacia e dell’uomo erano perdonati, gli scribi
Perseveranza. Ognuno di noi dovrebbe non erano disposti a credere. Per di-
sforzarsi di essere un amico con queste mostrare che i peccati dell’uomo era-
caratteristiche. no davvero stati perdonati, il Salvatore
2:5 Gesù, impressionato dalla loro diede agli scribi una prova visibile:
fede, disse al paralitico: “Figliolo, i ordinò al paralitico di alzarsi, di pren-
tuoi peccati ti sono perdonati”. Que- dere il suo lettuccio e di tornarsene a
sta frase suonò alquanto strana. Si casa. L’uomo ubbidì all’istante. Tutti si
trattava di paralisi, non di peccato, stupivano : non avevano mai visto una
vero? Sì, è vero, ma Gesù non si fermò cosa così. Gli scribi, però, nonostante
ai sintomi: volle risalire alla causa. la dimostrazione straordinaria, non
Non voleva guarire il corpo e trascu- credettero. La fede è una questione di
rare l’anima. Non voleva rimediare volontà ed essi non volevano credere.
a una condizione temporanea senza
cambiare anche la condizione eter- I. La chiamata di Levi
na. Per questo disse: I tuoi peccati ti (2:13-17)
sono perdonati. Fu un annuncio me- 2:13-14 Mentre predicava in riva al ma-
raviglioso. In quel preciso istante, su re, Gesù vide Levi seduto al banco delle
questa terra, proprio durante la sua imposte. Conosciamo Levi con il nome
vita terrena, i peccati di quell’uomo di Matteo, il quale scrisse più tardi il
furono perdonati. Costui non dovette primo Vangelo. Costui era Giudeo, ma
attendere il giorno del giudizio: egli svolgeva un lavoro assolutamente ati-
ebbe la certezza del perdono in quel pico per un Giudeo, giacché riscuoteva
medesimo istante. Ciò vale per tutti le tasse per l’odiato governo romano!
coloro che ripongono la propria fede Quelli come lui non erano sempre indi-
nel Signore Gesù. vidui di specchiata virtù; infatti, erano
2:6-7 Gli scribi afferrarono imme- disprezzati e considerati la feccia del-
diatamente il significato di questa di- la società, proprio come le prostitute.
chiarazione. Conoscevano la dottrina Ma deporrà per sempre a suo favore
biblica quanto bastava per sapere che l’aver lasciato tutto per seguire Cristo
Dio soltanto può perdonare i peccati ; quando egli lo chiamò. Possa ognuno
perciò chiunque dichiarasse di perdo- di noi, come Levi, ubbidire subito e
nare i peccati, dichiarava anche di es- senza discutere. A volte, l’ubbidienza
sere Dio. Fin qui il loro ragionamento potrà sembrare un gran sacrificio, ma
era giusto; nondimeno, anziché rico- nell’eternità non la considereremo più
noscere la deità del Signore Gesù, co- come tale. Il missionario e martire Jim
storo lo accusarono, nel loro intimo, di Elliot sosteneva che “non è uno stupido
bestemmia. chi dà ciò che non può tenere per gua-
2:8-9 Gesù lesse nei loro pensieri: dagnare ciò che non può perdere”.
un’altra prova, questa, del suo potere 2:15 Levi preparò in casa sua un
soprannaturale. Pose loro una doman- convito per presentare i suoi amici al
da provocatoria: Che cosa è più facile, Signore Gesù. Molti dei suoi amici ap-
dire a un uomo che i suoi peccati sono partenevano alla sua stessa condizione:
perdonati o dirgli che è guarito dalla pubblicani e peccatori. Gesù accettò
paralisi? In effetti, è facile dire entram- l’invito a intrattenersi con costoro.

162
MARCO 2:22

2:16 Gli scribi e i farisei pensarono i discepoli di Gesù non digiunavano;


di averlo colto in fallo. Invece di andare allorché chiesero una spiegazione a
direttamente da lui, andarono dai suoi Gesù, nel loro intimo si nascondeva,
discepoli, cercando di insidiare la loro probabilmente, un po’ di invidia e di
fiducia e la loro lealtà. Come mai il loro autocommiserazione.
Maestro mangiava e beveva con i pub- 2:19-20 Gesù rispose paragonando i
blicani e i peccatori? discepoli agli amici di uno sposo e se
2:17 Gesù, udito questo, ricordò loro stesso allo Sposo. Finché egli, lo Sposo,
che non erano i sani ad aver bisogno era con loro, non vi era per essi alcun
del medico, bensì i malati. Gli scribi si motivo di cordoglio. Ma sarebbero ve-
consideravano sani, perciò non am- nuti i giorni in cui egli sarebbe stato
mettevano di aver bisogno del grande loro tolto; e allora sarebbe venuto il
Medico. I pubblicani e i peccatori, in- momento di digiunare.
vece, riconoscevano la propria colpa 2:21 Il Signore aggiunse subito due
e il proprio bisogno d’aiuto. Gesù era esempi per illustrare l’arrivo di una
venuto per chiamare i peccatori come nuova era incompatibile con la prece-
loro, non i presuntuosi. dente. 1° Se un pezzo di stoffa nuova,
Qui c’è una lezione per noi. Non do- non preristretto, è usato per rappezza-
vremmo chiuderci nelle nostre comuni- re un vecchio vestito, inevitabilmente
tà di evangelizzati e convertiti; piuttosto si restringerà e provocherà uno strap-
dovremmo cercare di offrire la nostra po da qualche parte; infatti, la stoffa
amicizia e il nostro aiuto ai non creden- vecchia, meno resistente, si strapperà
ti per presentarli al nostro Signore e Sal- nel punto in cui è stata cucita la toppa.
vatore. Ma quando stringiamo amicizia Gesù paragonava la vecchia economia
con i peccatori, non dovremmo fare a un vestito vecchio. Dio non ha mai
nulla che possa compromettere la no- voluto che il cristianesimo rattoppasse
stra testimonianza, né dovremmo per- il giudaismo, poiché il cristianesimo è
mettere ai non salvati di trascinarci sul un nuovo orientamento. Il cordoglio
loro terreno. Dovremmo prendere l’ini- dell’era passata, manifestato nel digiu-
ziativa per convogliare il rapporto in un no, deve cedere il passo alla gioia della
senso spiritualmente utile. Sarebbe più nuova era.
semplice isolarsi dal mondo malvagio, 2:22 2° Il vino nuovo messo in otri
ma Gesù non lo fece e neppure dovrem- vecchi. Col tempo, gli otri di cuoio per-
mo farlo noi, che siamo suoi seguaci. devano la loro elasticità. Se si fossero
Chiamando Gesù “amico dei pecca- riempiti degli otri vecchi con del vino
tori”, gli scribi pensavano di rovinare nuovo, la pressione causata dalla fer-
la reputazione del Signore. Ma ciò che mentazione li avrebbe fatti scoppiare.
essi consideravano un’offesa si trasfor- Il vino nuovo simboleggia la gioia e la
mò in un amorevole omaggio: tutti i potenza della fede cristiana. Gli otri
redenti riconoscono in Gesù l’amico dei vecchi sono il sistema e i rituali del
peccatori e lo ameranno eternamente giudaismo. Il vino nuovo ha bisogno di
per questo. otri nuovi. Era inutile che i discepoli di
Giovanni e i farisei continuassero a im-
J. La controversia sul digiuno porre ai discepoli del Signore il pesante
(2:18-22) fardello del digiuno. La gioia e l’efferve-
2:18 I discepoli di Giovanni il battista scenza della nuova vita devono potersi
e i farisei praticavano il digiuno come esprimere. Il cristianesimo ha sempre
esercizio spirituale. Nell’A.T. il digiuno subìto il tentativo umano di commi-
era espressione di profondo cordoglio stione con il legalismo. Qui, il Signore
ma, ormai, aveva perso gran parte del Gesù spiega che i due ordini non sono
suo significato, diventando una con- compatibili: la legge e la grazia sono
suetudine. Alcuni avevano notato che due principi opposti.

163
MARCO 2:23-24

K. La controversia sul sabato Il v. 26 ricorda che Davide mangiò i


(2:23-28) pani di presentazione quando Abia-
2:23-24 Questo episodio illustra il con- tar era sommo sacerdote. Secondo 1 S
flitto tra le tradizioni del giudaismo e la 21:1, a quel tempo il sommo sacerdote
libertà del vangelo, di cui Gesù aveva era Aimelec, figlio di Abiatar. Probabil-
appena parlato. mente fu per lealtà nei confronti di Da-
In un giorno di sabato egli pas- vide che il sommo sacerdote convinse
sava per i campi, e i suoi discepoli il figlio a permettere quest’insolito sco-
raccoglievano delle spighe per man- stamento dalla legge.
giarle. Così facendo essi non violava- 2:27-28 Il Signore concluse il discor-
no alcuna legge di Dio. Ma, secondo so ricordando ai farisei che Dio aveva
le tradizioni cavillose degli anziani, istituito il sabato per il bene dell’uomo,
i discepoli violavano il sabato perché non per renderlo schiavo. Aggiunse che
“mietevano” e, forse, addirittura “treb- il Figlio dell’uomo è signore anche del
biavano” (sfregavano il grano con le sabato: infatti, era stato lui stesso a isti-
dita per spularlo)! tuirlo fin dal principio e, dunque, ave-
2:25-26 Il Signore rispose loro ci- va l’autorità di decidere che cosa fosse
tando un evento dell’A.T. Davide, pur lecito e che cosa fosse proibito fare in
essendo stato unto (consacrato) re, quel giorno. Indubbiamente, lo scopo
non poteva regnare: respinto e brac- del sabato non era quello di vietare le
cato come un animale, si era dato alla attività necessarie o le opere di miseri-
fuga. Un giorno, esauriti i viveri, entrò cordia. I credenti non sono obbligati a
nella casa di Dio e prese i pani di pre- osservare il sabato; questo giorno, in-
sentazione per dar da mangiare ai suoi fatti, era stato dato al popolo d’Israele.
uomini e per mangiarne egli stesso. Di Per il cristiano, il giorno speciale è il
solito, i pani di presentazione erano giorno del Signore, il primo della set-
riservati esclusivamente ai sacerdoti; timana. Neppure questa ricorrenza
tuttavia Dio non trovò colpa in Davi- deve essere sovraccaricata di obblighi
de per ciò che aveva fatto. Perché no? e divieti legalistici, ma deve costituire,
Perché in Israele le cose non venivano invece, un momento privilegiato in cui
fatte con giustizia. Finché Davide non i credenti, liberi da impegni secolari,
ebbe occupato il suo posto legittimo di possano adorare e servire il Signore e
sovrano, Dio gli permise di fare ciò che, nutrire le loro anime. Non dobbiamo
normalmente, sarebbe stato illegale. domandarci: “È sbagliato fare questo
Il Signore Gesù si trovava nella me- nel giorno del Signore?”, ma piuttosto:
desima situazione. Pur essendo l’Unto “Come posso utilizzare questo giorno
di Dio, egli non regnava. I suoi disce- al meglio per la gloria di Dio, per la
poli, nel loro cammino, dovevano rac- benedizione del mio prossimo e per il
cogliere delle spighe di grano e questa mio benessere spirituale?”.
era la prova che in Israele le cose non
andavano per il verso giusto. Gli stessi L. Il Servo guarisce in giorno
farisei avrebbero dovuto offrire ospita- di sabato (3:1-6)
lità a Gesù e ai suoi discepoli, anziché 3:1-2 Si presentò subito un’altra oc-
criticarli. casione per mettere alla prova Gesù
Se Davide, che aveva effettivamen- riguardo al sabato. Quando entrò di
te violato la legge mangiando i pani nuovo nella sinagoga, Gesù incontrò
di presentazione, non aveva subìto un uomo con una mano paralizza-
alcun rimprovero divino, tanto meno ta. I presenti si chiedevano se Gesù lo
colpevoli erano i discepoli che, tro- avrebbe guarito in giorno di sabato. Se
vandosi nelle stesse circostanze, non lo avesse fatto, i farisei avrebbero avuto
avevano violato altro che le tradizioni di che accusarlo, o almeno così pensa-
degli anziani. vano. Che ipocrisia… e che falsità!

164
MARCO 3:13-18

Costoro non erano in grado di aiu- ressa di chi veniva per chiedere la gua-
tare quell’uomo, ma nutrivano rancore rigione.
contro colui che era in grado di farlo. 3:11-12 Quando nella folla gli spiriti
Essi cercavano un motivo per con- immondi gridavano che era il Figlio di
dannare il Signore della vita: se Gesù Dio… ordinava loro con insistenza di
avesse guarito in giorno di sabato, si tacere. Come abbiamo osservato in pre-
sarebbero scagliati contro di lui per uc- cedenza, Gesù non accettava alcuna te-
ciderlo, come un branco di lupi. stimonianza dagli spiriti del male. Egli
3:3-4 Il Signore disse all’uomo di non negava di essere il Figlio di Dio, ma
sistemarsi nel mezzo. L’atmosfera era intendeva stabilire da sé quando e come
carica di attesa. Poi Gesù domandò rivelarsi come tale. Gesù aveva il potere
ai farisei: È permesso, in un giorno di di guarire, ma solamente chi gli chiede-
sabato, fare del bene o fare del male? va aiuto poté sperimentare i suoi mira-
Salvare una persona o ucciderla? La coli. Lo stesso avviene per la salvezza:
sua domanda scoprì la malvagità dei il potere salvifico è sufficiente per tutti,
farisei. Costoro pensavano che Gesù ma è efficace solo per chi ripone la pro-
sbagliasse a compiere un miracolo di pria fiducia in Cristo.
guarigione il sabato, ma erano convinti Dal ministero del Salvatore impa-
di non sbagliare tramando il suo assas- riamo che il bisogno non costituisce
sinio di sabato! una chiamata. Il bisogno era ovunque;
3:5 Non c’è da meravigliarsi se non tuttavia Gesù sottostava alle disposi-
risposero! Dopo un silenzio imbaraz- zioni di Dio Padre riguardo ai tempi e
zante, il Salvatore ordinò all’uomo di ai luoghi in cui agire. Lo stesso deve
stendere la mano. Nel momento in cui essere per noi.
l’uomo ubbidì, le forze gli ritornaro-
no, la mano si distese e la deformità III. IL SERVO CHIAMA E ISTRUISCE
scomparve. I SUOI DISCEPOLI (3:13–8:38)
3:6 La misura era colma e i farisei
non poterono tollerare oltre: usciti dal- A. La chiamata dei dodici discepoli
la sinagoga, si misero subito in contat- (3:13-19)
to (era ancora sabato) con gli erodiani, 3:13-18 Gesù nominò dodici discepoli
notoriamente loro avversari, e tenne- da preparare per l’evangelizzazione del
ro… consiglio per far morire Gesù. mondo. Questi uomini non avevano
Erode aveva già fatto uccidere Giovan- nulla di speciale: ciò che li fece grandi
ni il battista e i farisei speravano che, fu il loro rapporto con Gesù.
forse, i suoi sostenitori sarebbero riu- Essi erano giovani. James S. Stewart,
sciti a far morire anche Gesù. commenta la giovane età dei discepoli
in modo eccellente:
M. Una gran folla circonda il Servo
(3:7-12) Il cristianesimo iniziò come un mo-
vimento di giovani […] Purtroppo
3:7-10 Dopo aver lasciato la sinagoga,
questo è un fatto che, troppo spesso,
Gesù si ritirò… verso il mare di Gali-
l’arte e la predicazione cristiana han-
lea. Nella Bibbia, il mare spesso simbo- no nascosto. Ma è certo che, all’inizio,
leggia i pagani. È quindi possibile che il gruppo originario di discepoli era
questo atto rappresenti il suo allonta- composto da giovani uomini. Perciò
namento dai Giudei per occuparsi degli non sorprende che il cristianesimo
stranieri. Colà si radunò una gran folla, sia entrato nel mondo come un mo-
proveniente non soltanto dalla Galilea, vimento di giovani. Probabilmente, la
ma anche da regioni lontane. La folla maggior parte degli apostoli non ave-
era così numerosa che Gesù chiese una va neanche trent’anni, quando si mise
barchetta, al fine di distaccarsi un po’ a seguire Gesù […] Non dovremmo
dalla riva e non farsi travolgere dalla dimenticare che Gesù stesso iniziò

165
MARCO 3:19

il proprio ministero terreno quando Gesù scelse i dodici con un triplice


aveva ancora la freschezza della “ru- scopo:
giada” (vd. Sl 110:3; tale Salmo fu ap- 1° perché stessero con lui;
plicato a Gesù, dapprima dallo stesso 2° per mandarli a predicare;
Gesù, quindi dalla chiesa apostolica). 3° perché avessero il potere di scaccia-
A ragione, i primi cristiani tendevano re i demòni.
istintivamente a ritrarre il loro mae- In primo luogo, fu necessario un
stro sui muri delle catacombe non periodo di formazione, la predicazio-
come uomo vecchio, stanco e strazia- ne pubblica doveva essere preceduta
to dal dolore, bensì come un giovane da una preparazione in forma privata.
pastore, che pascola il suo gregge la
Questo è un principio basilare del ser-
mattina presto sulle colline. La ver-
vizio: prima di andare per il mondo
sione originale del grande inno di
Isacc Watts rende bene questa realtà:
come ambasciatori di Dio, occorre tra-
Quando contemplo la mirabile croce scorrere del tempo con lui.
Dove il giovane Principe della gloria In seguito, i dodici furono inviati
morì... a predicare. La proclamazione della
Parola di Dio, il metodo elementare
E nessuno, come Gesù, ha mai capito per chi evangelizza, doveva essere
altrettanto bene il cuore dei giovani, sempre al centro della loro predica-
che si esprime con la gioia e il corag-
zione: nulla doveva farla passare in
gio, con generosità e speranza, nella
secondo piano.
solitudine improvvisa e nei suoi in-
cubi, con i conflitti e le sue forti ten-
Infine, fu dato loro un potere so-
tazioni. E nessuno come Gesù ha mai prannaturale. Mediante la facoltà di
capito tanto chiaramente che gli anni scacciare i demòni gli apostoli avreb-
dell’adolescenza, quelli in cui si de- bero dimostrato agli uomini che Dio
stano pensieri reconditi e strani e il parlava per loro tramite. La Bibbia non
mondo intero inizia ad aprirsi, sono era ancora stata completata; dunque,
la migliore occasione che Dio ha per i miracoli costituivano le credenziali
parlare all’anima […] Quando studia- dei messaggeri di Dio. Oggi gli uomini
mo la storia dei primi dodici discepo- hanno accesso a tutta la Parola di Dio e
li, scopriamo le avventure di giovani sono tenuti a credere in essa senza l’at-
uomini. Li vediamo seguire il Signore testazione dei miracoli.
verso l’ignoto, senza sapere bene chi 3:19 Il nome di Giuda Iscariota
lui fosse, né dove egli li avrebbe por- emerge dall’elenco degli apostoli. C’è
tati, né perché essi lo seguissero […] un mistero attorno a quell’uomo, scel-
ma semplicemente magnetizzati dal- to come apostolo, che si sarebbe rive-
la sua Persona, affascinati, attratti e lato il traditore del Signore. Uno dei
afferrati da qualcosa d’irresistibile fatti più dolorosi del servizio cristiano
nella sua anima. Derisi dagli amici, è vedere qualcuno che prima era bril-
perseguitati dai nemici, essi nutrivano lante, serio e, apparentemente, molto
dubbi che, a poco a poco, si facevano
consacrato, voltare successivamen-
sempre più pressanti, tanto che quasi
te le spalle al Salvatore e tornare nel
avrebbero voluto non aver più niente
a che fare con tutta quella faccenda;
mondo che l’ha crocifisso.
nondimeno, rimasero uniti a lui e, Undici si rivelarono fedeli al Si-
abbandonando tutte le loro speranze, gnore e fu con costoro che il Signore
accrebbero la loro fedeltà e, alla fine, si rivoluzionò il mondo; il loro campo
guadagnarono trionfanti il grandioso d’azione andava vieppiù allargando-
appellativo dato loro nel Te Deum: “La si e si può dire che, oggi, noi siamo la
comunità gloriosa degli apostoli”. Vale continuità, il frutto vivente del loro
la pena guardarli bene, affinché anche servizio. Non vi è modo di scoprire
noi rimaniamo, come loro, attratti da fin dove si spingerà il nostro campo
Gesù e iniziamo a seguirlo.(4) di azione per Cristo.

166
MARCO 3:27

B. Il peccato imperdonabile me che periscono. Ma ciascuno di


(3:20-30) noi è realmente il guardiano del pro-
3:20-21 Gesù scese dal monte dove ave- prio fratello… e non esiste peggior
va chiamato a sé i discepoli ed entrò in sacrilegio del disinteresse per la sua
una casa di gente galilea. Una gran fol- salvezza eterna.(5)
la si accalcava all’esterno: Gesù e i suoi È vero: l’individuo che si infervora
apostoli erano troppo affaccendati per d’amore per Dio fa un’impressione stra-
desinare. Venuti a conoscenza delle na ai suoi contemporanei. Più saremo
sue attività, i suoi parenti pensarono simili a Cristo e più sperimenteremo
che egli fosse fuori di sé e cercarono di anche noi il dolore di essere fraintesi
portarlo via. Indubbiamente, lo zelo di da parenti e amici. Se ci proporremo di
questo fanatico in famiglia li metteva fare fortuna, la gente ci applaudirà; se
in imbarazzo. saremo degli appassionati sostenitori
J.R. Miller osserva in proposito: di Gesù Cristo, tutti si prenderanno
Per loro, l’unica spiegazione del suo gioco di noi.
[di Gesù] insuperabile zelo era la 3:22 Gli scribi non pensavano che
malattia mentale. Oggigiorno sen- egli fosse pazzo. Lo accusavano di scac-
tiamo dire la stessa cosa, quando un ciare i demòni con il potere di Belzebù,
credente attivamente impegnato per il principe dei demòni. Il nome Belze-
Cristo dimentica se stesso per amore bù significa “signore delle mosche” o
del suo Signore. La gente dice: “Deve “signore della sporcizia”. Era un’accusa
essere pazzo!” Si considera pazzo pesante, meschina e blasfema!
chiunque si lasci trascinare dalla 3:23 Dapprima, Gesù respinse l’ac-
propria religione a un insolito zelo, o cusa, poi rivelò la sorte di coloro che
chiunque si assuma un servizio per l’avevano pronunciata. Se egli avesse
il Signore con un maggiore senso di scacciato i demòni con l’aiuto di Bel-
responsabilità rispetto al cristiano zebù, Satana avrebbe agito contro se
medio [...] stesso rendendo vani i propri piani. Lo
Questo è il giusto tipo di pazzia ed scopo di Satana, infatti, è di controllare
è davvero un peccato che sia così gli uomini per mezzo dei demòni, non
raro. Se ci fossero più pazzi, non ci di liberarli da loro.
sarebbero tante anime non salvate 3:24-26 Un regno (o una casa o un
che muoiono all’ombra delle nostre individuo) diviso in parti contrarie
chiese; non sarebbe così difficile non può continuare a esistere. La so-
reperire missionari e denaro per in- pravvivenza dipende da una stretta
viare il vangelo negli angoli più bui collaborazione, non certo dall’antago-
della terra; non ci sarebbero tanti nismo.
banchi vuoti nelle nostre chiese, né 3:27 L’accusa degli scribi era dun-
tante pause nelle nostre riunioni di que assurda; infatti, il Signore Gesù
preghiera e nemmeno così pochi faceva esattamente il contrario di ciò
insegnanti nelle scuole domenica-
che essi sostenevano. I suoi miracoli
li. Sarebbe meraviglioso se tutti i
non annunciavano l’ascesa del regno
credenti fossero “fuori di sé” come
lo era il Signore o l’apostolo Paolo.
di Satana, bensì la sua caduta. È questo
È una pazzia assai più grave quella che il Salvatore intendeva dire, affer-
che, in questo mondo, non dedica mando che: Nessuno può entrare nella
un pensiero agli altri o che, pur in- casa dell’uomo forte e rubargli le sue
contrando continuamente individui masserizie, se prima non avrà legato
perduti, non prova compassione per l’uomo forte; soltanto allora gli sac-
la loro condizione e non fa nemmeno cheggerà la casa.
un tentativo per salvarli. È più facile L’uomo forte è Satana e la casa è il suo
conservare la mente lucida e il cuore dominio; egli è, infatti, il dio di questo
freddo senza preoccuparsi delle ani- mondo. Le sue masserizie sono gli uo-

167
MARCO 3:28-29

mini su cui Satana domina. Gesù è colui scono una condanna della “mariola-
che lega Satana e saccheggia la casa. Alla tria” (la venerazione di Maria, madre
seconda venuta di Cristo, Satana sarà le- di Gesù). Egli onorava Maria come
gato e gettato nell’abisso per mille anni. madre naturale, ma affermò altresì
I demòni scacciati durante il ministero che i rapporti spirituali sono più im-
terreno del Salvatore sono una prefigura- portanti di quelli naturali. Per quan-
zione della vittoria definitiva che Cristo to riguarda Maria, è maggiormente
riporterà sul diavolo alla fine dei tempi. degna di considerazione la sua ubbi-
3:28-29 Nei vv. 28-30 il Signore pro- dienza a Dio, anziché il fatto di esse-
nunzia la sentenza contro gli scribi, re la madre di Gesù;
resisi colpevoli del peccato imperdo- 2. questo episodio confuta il dogma del-
nabile. Accusando Gesù di scacciare i la verginità perpetua di Maria. Gesù
demòni con l’aiuto delle forze del male aveva dei fratelli. Egli era il primogeni-
laddove egli, in realtà, operava median- to di Maria la quale, in seguito, partorì
te la potenza dello Spirito Santo, costoro altri figli e figlie (vd. Mt 13:55; Mr 6:3;
tacciavano lo Spirito Santo di essere un Gv 2:12; 7:3, 5, 10; At 1:14; 1 Co 9:5; Ga
demonio. Così facendo, essi bestem- 1:19. Inoltre vd. Sl 69:8);
miavano contro lo Spirito Santo. Tutti i 3. Gesù anteponeva gli interessi di Dio
peccati potranno essere perdonati, ma ai legami familiari. Ancora oggi, egli
per questo peccato speciale non ci sarà dice ai suoi seguaci: “Se uno viene a
alcun perdono. È un peccato eterno. me e non odia suo padre, sua madre,
È possibile che, oggi, qualcuno com- la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e
metta questo peccato? Probabilmente persino la sua propria vita, non può
no. Si tratta di un peccato che poteva essere mio discepolo” (Lu 14:26);
sussistere fintanto che Gesù compi- 4. questo passo ci rammenta che, tra
va miracoli in terra. Poiché oggi egli credenti, esiste un vincolo più stret-
non è più sulla terra fisicamente per to di quello naturale esistente con i
scacciare i demòni, la possibilità di be- parenti di sangue non salvati;
stemmiare contro lo Spirito Santo non 5. Gesù attribuisce grande importan-
esiste più. Quanti si preoccupano di za all’ubbidienza alla volontà di Dio.
aver commesso il peccato imperdona- Per quanto mi riguarda, sono in gra-
bile, in realtà non lo hanno commesso. do di reggere il confronto? Sono io
Il semplice fatto che si preoccupino sua madre o suo fratello?
dimostra chiaramente che non sono
colpevoli di aver bestemmiato contro D. La parabola del seminatore
lo Spirito Santo. (4:1-20)
4:1-2 Gesù si mise di nuovo a insegna-
C. I veri parenti del Servo re presso il mare. Ancora una volta, a
(3:31-35) causa della folla, Gesù dovette servirsi
3:31-35 Maria, madre di Gesù, venne di una barca, ormeggiata a poca distan-
con i suoi fratelli per parlare con lui. Ma za dalla riva, come pulpito. E di nuovo
a causa della folla era impossibile avvi- insegnava verità spirituali su di sé, ser-
cinarlo, quindi mandarono a riferirgli vendosi di esempi tratti dalla natura.
che lo stavano aspettando fuori. Quan- Egli era in grado di vedere le verità spi-
do Gesù seppe che sua madre, i suoi rituali nel regno della natura, realtà che
fratelli e le sue sorelle volevano parlar- tutti noi siamo in grado di apprezzare.
gli, girando lo sguardo intorno, affermò 4:3-4 Questa parabola racconta di
che chiunque avesse fatto la volontà di un seminatore, del seme e del terre-
Dio era per lui fratello, sorella e madre. no sul quale il seme è gettato. Il fondo
Possiamo desumere vari insegna- della strada era troppo duro perché
menti da questa dichiarazione: il seme potesse penetrare. Gli uccelli
1. tali parole del Signore Gesù costitui- vennero e se lo mangiarono.

168
MARCO 4:15-20

4:5-6 Il suolo roccioso era ricoper- possono sembrare dure e ingiuste: Ve-
to da un sottile strato di terra. A causa dendo, vedano sì, ma non discernano;
della scarsa profondità del terreno, il udendo, odano sì, ma non compren-
seme appena germogliato non poté af- dano; affinché non si convertano, e i
fondare le radici. peccati non siano loro perdonati.
4:7 Il terreno spinoso era ricoperto di Dobbiamo, tuttavia, ricordare l’enor-
arbusti che sottraevano luce e sostanze me privilegio che costoro avevano avu-
nutritive al seme, il quale soffocò. to. Il Figlio di Dio aveva insegnato in
4:8-9 La buona terra era profon- mezzo a loro e aveva compiuto opere
da e fertile: essa offriva le condizioni potenti in loro presenza. Ma essi, an-
favorevoli per lo sviluppo del seme. ziché riconoscerlo come il vero Messia,
Una parte del seme produsse il trenta, continuavano a respingerlo. Poiché
un’altra il sessanta e un’altra ancora il avevano rifiutato la Luce del mondo,
cento per uno. essi non avrebbero ricevuto la luce del
4:10-12 Quando i discepoli rimase- suo insegnamento. Da allora in avanti,
ro da soli con Gesù, gli domandarono costoro avrebbero visto i miracoli di
perché egli parlasse in parabole. Gesù Gesù senza comprenderne il signifi-
spiegò loro che soltanto chi ha un cuore cato spirituale; avrebbero udito le sue
aperto è in grado di conoscere il miste- parole, senza però saperne apprezzare
ro del regno di Dio. Nel N.T. un mistero gli insegnamenti profondi.
è una verità non ancora svelata, che si È possibile ascoltare il Vangelo per
può conoscere solamente grazie a una l’ultima volta perdendo il giorno della
rivelazione particolare. Il mistero del grazia a motivo di un cuore indurito
regno di Dio si riassume come segue: da una vita di peccato continuo. Vi
1. il Signore Gesù fu respinto quando si sono uomini e donne che respingo-
propose come Re d’Israele; no il Salvatore e che mai più avranno
2. trascorrerà un certo periodo, prima l’opportunità di pentirsi e di ricevere
che il regno sia stabilito sulla terra; il perdono. Essi possono udire il van-
3. nel frattempo, il regno esisterà in gelo, ma esso trova orecchie chiuse
forma spirituale. Tutti coloro che ri- e un cuore indurito. C’è chi dice che
conoscono Cristo come Re faranno “finché c’è vita c’è speranza”; ma la
parte del regno, anche se il Re stesso Bibbia ci parla di persone che, nono-
è assente; stante siano ancora in vita, non hanno
4. durante questa fase transitoria, la più speranza di ravvedersi (vd. p. es.
Parola di Dio sarà seminata con di- Eb 6:4-6).
verse percentuali di successo. Al- 4:13 Tornando alla parabola del se-
cuni si convertiranno realmente, minatore, il Signore Gesù domandò ai
altri rimarranno soltanto dei cre- discepoli come potessero aspettarsi di
denti nominali. Tutti coloro che si di- comprendere parabole più complesse,
chiarano cristiani fanno parte della giacché non erano nemmeno in grado
realtà esteriore del regno, ma soltan- di capire quelle semplici.
to i credenti nati di nuovo entrano 4:14 Il Salvatore non dice chi è il se-
nella sua realtà interiore. minatore (potrebbe trattarsi di Gesù
Nei vv. 11-12 si spiega perché tale ve- stesso, o di quanti predicano nel suo
rità era presentata in parabole. Dio ri- nome); tuttavia, egli specifica che il se-
vela i suoi “segreti di famiglia” a quanti me è la parola.
hanno un cuore aperto, sensibile e ub- 4:15-20 I diversi tipi di terreno rap-
bidiente, mentre nasconde deliberata- presentano il cuore umano e la sua
mente la verità a coloro che rifiutano la sensibilità ricettiva nei confronti della
luce che è stata loro offerta. Gesù li de- Parola.
finisce quelli che sono di fuori. A una 1. La strada (v. 15). In questo caso, la
lettura superficiale, le parole del v. 12 Parola incontra un cuore refrattario.

169
MARCO 4:21

L’individuo, testardo e orgoglioso, fruttano il trenta, altri il sessanta e


oppone un netto “no” al Salvatore. altri ancora il cento per uno. Da che
Satana, rappresentato dagli uccelli, cosa dipende il livello di produttività?
porta via la Parola. Il peccatore è in- La vita che porta più frutto è quella di
differente al messaggio. Da quel mo- chi ubbidisce prontamente alla Parola,
mento in poi, rimarrà insensibile e senza dubitare e con gioia.
imperturbato.
2. I luoghi rocciosi (vv. 16-17). Persone E. La responsabilità di chi ascolta
di questo tipo rispondono alla paro- (4:21-25)
la in modo superficiale. È probabi- 4:21 Qui la lampada simboleggia le
le che costoro, presi dall’atmosfera verità trasmesse dal Signore ai suoi
avvincente di una manifestazione discepoli. Queste verità non devono es-
evangelistica, facciano professione sere riposte sotto un recipiente o sotto
di fede in Cristo. Si tratterà, nondi- il letto, bensì esposte fuori, all’aperto,
meno, di un mero consenso a livello dove gli uomini le possano vedere. Il
intellettivo; in realtà, non vi è alcun vaso potrebbe simboleggiare il lavoro
impegno totale per Gesù. Questi in- che, se glielo si permette, sottrae il tem-
dividui ricevono la parola con gioia: po che andrebbe, al contrario, dedicato
forse, sarebbe meglio per loro rice- alle cose del Signore. Il letto potrebbe
verla con spirito contrito e desiderio rappresentare la comodità o la pigrizia,
di ravvedimento. Per un certo tem- entrambe nemiche della proclamazio-
po essi sembrano camminare per il ne del vangelo.
retto sentiero ma, quando vengono 4:22 Gesù parlava alla folla in para-
tribolazione o persecuzione, essi bole la cui verità era nascosta. Tuttavia,
ritengono che il prezzo da pagare a il piano divino prevedeva che i disce-
causa della loro professione di fede poli spiegassero tali recondite verità
sia troppo alto e abbandonano tut- ai cuori disposti ad ascoltarle. D’altro
to. Costoro si fingono credenti finché canto, questo passo potrebbe signifi-
conviene farlo, tuttavia la persecu- care che occorre servire nella continua
zione dimostra che essi, in realtà, consapevolezza dell’arrivo di un gior-
non lo sono. no in cui si saprà se il discepolo avrà
3. Il terreno invaso dalle spine (vv. 18- permesso agli affari, o alla pigrizia, di
19). Anche in questo caso, dopo un prendere il sopravvento sulla testimo-
brillante inizio in cui danno l’im- nianza per il Salvatore.
pressione di essere dei veri creden- 4:23 La serietà di questi ragiona-
ti, i neoconvertiti si abbandonano menti si desume dall’ammonimento di
al lavoro, agli impegni del mondo e Gesù: Se uno ha orecchi per udire oda.
al desiderio di ricchezza, perdendo 4:24 Il Salvatore aggiunge un altro
interesse per le cose spirituali fino importante avvertimento: Badate a
a rinunciare del tutto a definirsi dei ciò che udite. Se ascolto un comanda-
credenti. mento della Parola di Dio, ma non lo
4. La buona terra (v. 20). Qui, la parola osservo, non posso trasmetterlo ad al-
viene accolta risolutamente, a qual- tri. Ciò che conferisce potenza e valore
siasi costo. Questi individui sono alla predicazione è un predicatore che
veramente nati di nuovo e possono mette in pratica ciò che predica.
considerarsi dei servitori fedeli di Tutto ciò che diamo agli altri, con-
Cristo, il Re. Né il mondo, né la car- dividendo la verità con loro, ci ripaga
ne, né il diavolo possono scuotere la con gli interessi. Di solito, l’insegnante,
loro fiducia in lui. durante la preparazione di una lezio-
Tuttavia, tra gli uditori della Parola ne, impara più dei suoi studenti. E la
appartenenti alla buona terra ci sono nostra ricompensa futura sarà ancora
livelli diversi di produttività. Alcuni più grande della nostra esigua fatica.

170
MARCO 4:35-37

4:25 Ogni volta che acquisiamo una a diventare un arbusto così grande da
nuova verità e le troviamo una giusta servire come rifugio per gli uccelli. Il
collocazione nella nostra vita, pos- regno iniziò da una piccola minoranza
siamo essere certi che ne riceveremo perseguitata; quindi si fece conoscere e
ancora di più. D’altra parte, rimanen- fu accettato dai governi come religione
do insensibili alla verità, si rischia di di Stato. Questa crescita fu spettacola-
perdere anche ciò che si è ricevuto in re ma malsana, poiché fu promossa da
precedenza. uomini che servivano il Re soltanto a
parole, senza essersi veramente con-
F. La parabola del seme che vertiti.
germoglia e cresce (4:26-29) Così scrisse Vance Havner:
4:26-29 Questa parabola si trova sol-
Finché ebbe delle cicatrici, la chie-
tanto nel Vangelo di Marco. Almeno
sa prosperò. Da quando cominciò
due sono le interpretazioni possibili. ad appuntarsi delle medaglie, la sua
1. L’uomo potrebbe rappresentare il Si- causa languì. Per la chiesa, vi fu più
gnore Gesù, il quale, durante il suo gloria nei giorni in cui i cristiani era-
ministero pubblico, gettò il seme sul- no dati in pasto ai leoni che in quelli
la terra e poi ritornò in cielo. Il seme in cui, con un abbonamento, se ne
iniziò a crescere in modo misterioso rimanevano seduti in tribuna.(6)
e impercettibile, ma inarrestabile.
Da un inizio modesto si produce un L’arbusto di senape rappresenta,
gran raccolto di veri credenti. Quan- perciò, un cristianesimo fittizio che è
do il frutto sarà maturo, verrà rac- diventato ricettacolo di ogni sorta di
colto e riposto nel granaio celeste. falsi profeti. Esso è la realtà esteriore
2. La parabola può essere intesa come del regno come esiste oggigiorno.
un incoraggiamento per i discepo- 4:33-34 Questi versetti rivelano un
li. È compito loro piantare il seme. principio importante dell’insegnamen-
Quindi, essi possono dormire la not- to: agli uomini Gesù insegnava secon-
te e alzarsi il giorno dopo con la con- do quello che potevano intendere. Egli
sapevolezza che la Parola di Dio non ampliava gradualmente la loro cono-
torna a lui a vuoto, ossia senza aver scenza e dava loro il tempo necessario
compiuto ciò per cui Dio l’ha inviata per assimilare una lezione prima di im-
(vd. Is 55:10-11). Attraverso un pro- partirne una nuova. Consapevole dei
cesso misterioso e miracoloso, senza limiti dei suoi uditori, Gesù non offriva
l’intervento dell’uomo, la Parola ope- loro più di quanto potessero assimilare
ra nel cuore dell’individuo produ- (inoltre vd. Gv 16:12; 1 Co 3:2; Eb 5:12).
cendo frutto per Dio. L’uomo semina Il metodo usato da alcuni predicatori
e annaffia, ma è Dio che fa crescere potrebbe farci pensare che Cristo ab-
la pianta. Il problema di questa in- bia detto: “Pasci le mie giraffe” anziché
terpretazione è nel v. 29. Soltanto “Pasci le mie pecore”!
Dio può usare la falce nell’ora della Di solito, Gesù insegnava in parabo-
mietitura. In questa parabola, in- le ma, in privato, ai suoi discepoli spie-
vece, è colui che semina il seme che gava ogni cosa. Egli dà la luce a quanti
mette mano alla falce per raccoglie- la ricercano con sincerità.
re il grano maturo.
H. Il vento e il mare al servizio del
G. La parabola del granello di Servo (4:35-41)
senape (4:30-34) 4:35-37 La sera di quello stesso giorno,
4:30-32 Questa parabola descrive la Gesù e i suoi discepoli attraversarono il
crescita del regno. Allo stadio inizia- mare di Galilea per raggiungere la riva
le, esso è piccolo come un granello di orientale. Non avevano fatto alcun pre-
senape ; tuttavia, esso si sviluppa sino parativo per la partenza. Altre barche

171
MARCO 4:38-41

li seguivano. All’improvviso si levò una 5:6-13 Quando vide Gesù, l’indemo-


gran bufera di vento e onde enormi niato reagì dapprima con rispetto, ma
minacciarono di travolgere la barca. poi si lamentò amaramente. “Quant’è
4:38-41 Gesù stava dormendo a reale e terribile questa immagine: un
poppa . I discepoli, impauriti, lo sve- uomo si prostra adorando e suppli-
gliarono rimproverandolo perché non cando con fede, ma è pieno di odio, di
si preoccupava della loro incolumità. ribellione e di paura. È una doppia per-
Il Signore, svegliatosi, sgridò il vento sonalità: desidera ardentemente la li-
e il mare. Si fece subito una gran bo- bertà eppure si aggrappa alle passioni”
naccia. Poi Gesù redarguì i discepoli (Daily Notes of the Scripture Union).
per aver avuto paura anziché essersi L’ordine esatto dei fatti è incerto;
fidati di lui. Essi rimasero sconcertati presumibilmente essi si svolsero come
di fronte al miracolo. Benché sapessero segue.
chi era Gesù, essi furono nuovamente 1. L’indemoniato si prostrò dinanzi al
intimoriti dalla potenza di colui che si Signore Gesù (v. 6).
era rivelato in grado di controllare gli 2. Gesù ordinò allo spirito immondo di
elementi. uscire dall’uomo (v. 8).
L’episodio rivela la natura umana e di- 3. Lo spirito che parlava attraverso
vina del Signore Gesù. Egli dormiva: ecco l’uomo sapeva chi era Gesù: contestò
la sua natura umana. Egli parlò e il mare il suo diritto di intervenire e lo scon-
si placò: ecco la sua natura divina. giurò di non tormentarlo (v. 7).
Laddove con i miracoli precedenti 4. Gesù domandò all’uomo il suo no-
Gesù aveva dimostrato il suo potere me. Si chiamava Legione, perché era
sulle malattie e sui demòni, con questo posseduto da molti demòni (v. 9).
miracolo egli manifesta il suo potere Quest’affermazione è compatibile
sulle forze della natura. con quella del v. 2, in cui leggiamo
Infine, questo episodio costituisce che l’uomo era posseduto da uno
un’esortazione ad andare a Gesù in (sing.) spirito immondo.
tutte le tempeste della vita sapendo 5. Probabilmente si trattava del por-
che nessuna barca può affondare se c’è tavoce dei demòni che chiedevano
Gesù a bordo. di poter entrare nel branco di porci
(vv. 10-12).
Tu sei il Signore che dormiva sul
guanciale,
6. Gesù accolse tale richiesta: ne con-
Tu sei il Signore che calmò il mare seguì che duemila porci si gettarono
infuriato, e affogarono nel mare (v. 13).
Che c’importa del vento rabbioso e Il Signore è spesso stato criticato per
delle onde impetuose, aver causato la strage dei porci. A que-
Se siamo nella barca con Te? sto proposito è bene notare che:
− Amy Carmichael 1. Gesù non provocò la strage, bensì si li-
mitò a permetterla. Fu il potere deva-
I. La guarigione dell’indemoniato statore di Satana a far perire i porci;
di Gerasa (5:1-20) 2. da parte dei proprietari dei porci,
5:1-5 Il paese dei Geraseni sorgeva non si riporta alcuna rimostranza
sulla riva orientale del mare di Gali- nei confronti di Gesù. Forse si trat-
lea. In quella località, Gesù incontrò tava di Giudei (ai Giudei era proibito
un indemoniato insolitamente vio- allevare maiali);
lento che era il terrore dei suoi com- 3. l’anima dell’uomo valeva più di tutti
paesani. Ogni tentativo di domarlo i porci del mondo;
era risultato vano: costui viveva tra i 4. se avessimo la sapienza di Gesù,
sepolcri, vagava per i monti urlando avremmo agito allo stesso modo.
e percuotendosi con delle pietre acu- 5:14-17 Coloro che avevano assisti-
minate. to alla strage dei porci andarono a ri-

172
MARCO 5:31

ferire il fatto in città. Arrivò una gran sulla calca che premeva, c’è il racconto
folla che trovò l’indemoniato seduto ai di una donna che lo toccò con fede per
piedi di Gesù, vestito e in buon senno. essere guarita.
Gli uomini s’impaurirono. Qualcuno 5:25-29 Una donna disperata fermò
ha detto: “Ebbero paura quando Gesù Gesù che si stava dirigendo verso la
calmò la tempesta sul mare ed ebbero casa di Iairo. Gesù non fu seccato né
paura anche quando calmò la tempe- turbato da tale interruzione. A propo-
sta dell’anima”. I testimoni del fatto sito, come reagiamo noi di fronte alle
ripeterono l’intera storia ai nuovi arri- interruzioni?
vati. Era troppo per il popolo: pregaro-
Credo che mi sia di grande aiuto
no Gesù che se ne andasse via dai loro
considerare tutte le interruzioni e gli
confini. Questo atteggiamento, non la
ostacoli al lavoro che ho organizza-
strage dei porci, è la parte impressio- to come una disciplina, come prove
nante dell’episodio: Gesù era un ospite mandate da Dio per aiutarmi a non
troppo scomodo! diventare egoista nel mio lavoro…
Ancora oggi, molti si tengono alla Non sono perdite di tempo, come si
larga da Gesù, per timore che seguirlo potrebbe essere tentati di pensare,
significhi subire una perdita sociale, ma sono la parte più importante del
economica o personale. Per salvare i lavoro quotidiano, la parte migliore
loro beni perdono la loro anima. che possiamo offrire a Dio (Choice
5:18-20 Mentre Gesù risaliva in Gleanings Calendar).
barca , l’uomo guarito lo pregava di
poterlo accompagnare. Tale richiesta Questa donna soffriva da dodici anni
era senz’altro meritevole, indice di una di un’emorragia cronica. Probabilmen-
vita rinnovata. Tuttavia Gesù rimandò te i molti medici che aveva consultato
l’uomo a casa sua come testimonianza le avevano prescritto delle cure drasti-
vivente della potenza e della misericor- che, prosciugato il suo patrimonio sen-
dia di Dio. L’uomo ubbidì e diffuse la za averle procurato alcun giovamento:
buona notizia nella Decapoli, regione infatti, ella era peggiorata . Quando
di cui facevano parte dieci città. costei aveva già perso ogni speranza di
Questo è un mandato permanente guarigione, qualcuno le parlò di Gesù.
rivolto a tutti coloro che hanno speri- Senza perdere tempo, ella andò subito
mentato la grazia salvifica di Dio: Va’ a cercarlo. Facendosi largo tra la folla,
a casa tua dai tuoi, e racconta loro le toccò la sua veste. In quel medesimo
grandi cose che il Signore ti ha fatte, e istante l’emorragia si arrestò e la donna
come ha avuto pietà di te. L’evangeliz- fu completamente guarita.
zazione inizia in casa propria! 5:30 La donna aveva intenzione di
scivolare via di soppiatto, ma il Signore
J. Il potere di guarire gli incurabili non volle che ella si lasciasse sfuggire
e di risuscitare i morti (5:21-43) la benedizione di riconoscere pubbli-
5:21-23 Al suo ritorno sulla riva occi- camente il suo Salvatore. Egli si accorse
dentale del mare di Galilea, il Signore della potenza divina sprigionatasi dal
Gesù si ritrovò circondato da una gran proprio essere nel momento in cui ella
folla. Un padre sconvolto, uno dei ca- l’ebbe toccato; la guarigione aveva avu-
pi della sinagoga, chiamato Iairo, gli to un costo per lui. Perciò domandò:
si accostò: la sua bambina stava per Chi mi ha toccato le vesti? Gesù cono-
morire. Poteva Gesù andare a posare le sceva la risposta, ma fece la domanda
mani su di lei affinché fosse salva? affinché la donna si facesse avanti tra
5:24 Il Signore accondiscese e lo se- la folla.
guì. Una folla lo seguiva e lo stringeva 5:31 Secondo i suoi discepoli la do-
da tutte le parti. È interessante notare manda era assurda. Una folla gli si
che, subito dopo questa osservazione accalcava attorno, dunque che senso

173
MARCO 5:32-33

aveva chiedere: Chi mi ha toccato? Ma proseguire direttamente il suo cammi-


il Signore è in grado di distinguere tra no verso la croce.
chi lo sfiora per caso e chi cerca il suo Se la bambina era veramente morta,
contatto perché spinto da una fede di- questo capitolo dimostra il potere di
sperata. È possibile essergli molto vicino Gesù sui demòni, sulle malattie e sul-
senza avere fiducia in lui, ma è impossi- la morte. Non tutti gli studiosi biblici
bile toccarlo per fede senza che egli lo concordano sul fatto che la bambina
sappia e provveda alla guarigione. fosse morta. Gesù affermò che ella non
5:32-33 La donna si fece avanti, pau- era morta, bensì dormiva. Forse era in
rosa e tremante… gli si gettò ai piedi coma profondo. Egli avrebbe potuto
e, per la prima volta, riconobbe Gesù facilmente risuscitarla dalla morte,
pubblicamente. ma non si sarebbe arrogato il merito di
5:34 Allora Gesù pronunciò parole aver operato una risurrezione laddove,
rassicuranti per l’anima della donna. in realtà, si fosse limitato a risvegliare
È veramente importante confessare la fanciulla da uno stato d’incoscienza.
Cristo pubblicamente. Senza pro- Non dobbiamo lasciarci sfuggire le
fessione di fede, la crescita della vita parole conclusive di questo capitolo:
cristiana è minima. Quando rendia- disse che le fosse dato da mangia-
mo una coraggiosa testimonianza al re. Nel ministero spirituale, una tale
Signore, egli c’inonda l’anima con l’as- espressione corrisponde alla cura pa-
soluta certezza della fede. Le parole storale: le anime che hanno conosciuto
del Signore Gesù non soltanto confer- il palpito della nuova vita hanno biso-
mavano l’avvenuta guarigione fisica gno di essere nutrite. Il discepolo può
della donna, ma senz’altro conteneva- dimostrare il suo amore per il Salvatore
no altresì la grande benedizione della pascendo le sue pecore.
salvezza dell’anima.
5:35-38 Nel frattempo, arrivaro- K. Il Servo è respinto a Nazaret
no dei messaggeri ad annunciare a (6:1-6)
Iairo che sua figlia era morta e che, 6:1-3 Gesù ritornò a Nazaret con i suoi
quindi, era inutile portare il Maestro discepoli. Era il suo paese, dove aveva
a casa. Il Sig