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LO STRANO CASO DEL CANE UCCISO A MEZZANOTTE:

Un giorno Christopher torna a casa prima del padre, entrando in cucina appoggia il libro e guarda un video.
Quando il padre torna, trova e legge il libro, va da Christopher e inizia a discutere con lui perché non gli ha
obbedito; non ha smesso di indagare sulla morte del cane. Il papà sequestra e nasconde il libro. Anche il
giorno dopo, Christopher torna a casa prima del padre e comincia a cercare il libro. Lo trova sopra l’armadio
del padre. Sotto il libro trova delle lettere indirizzate a lui: ne legge alcune e scopre che gli sono state scritte
dalla madre, recentemente e ne memorizza l’indirizzo londinese. Quando rientra, il padre trova Christopher
disteso sul letto con le lettere in mano. Silenzio fra padre e figlio. La stessa sera, Christopher entra nel
capanno in giardino, nota degli attrezzi dello stesso tipo del forcone con il quale era stato ucciso il cane; il
forcone non c’è. È stato il padre a uccidere la povera bestia. Decide di scappare di casa e di andare dalla
madre. Sale su un treno. Dopo essersi nascosto lungo il tragitto, scende dal treno e si dirige dalla madre.
Trovatala, iniziano a raccontarsi tutto. Christopher decide di rimanere con la madre, insieme con la quale si
trasferirà a Swindon.

LETTERA AD UN BAMBINO MAI NATO :


Il libro è un monologo drammatico effettuato da una donna che vive la maternità non come un dovere ma
come un atto responsabile. È una donna contemporanea e misteriosa, in quanto priva di nome, volto e
notizie sulla sua età. Le domande fondamentali che la donna si pone sin dal concepimento riguardano la
legittimità e l'accettazione della nascita da parte del bambino in un mondo ostile, violento e disonesto. Al
bambino verrà concesso il diritto di scegliere se nascere o no e attraverso un processo istituito con la
presenza di sette giurati eccellenti, tra i quali i genitori, il medico, la dottoressa, il datore di lavoro, si arriva
alla sentenza che prevede la condanna della donna. inaspettata. Il monologo è costituito in parte da
pensieri che si contrappongono. Questa confusione porta a domandarsi se il figlio in realtà è già in vita e a
chiedersi se farlo nascere perché sarebbe destinato a soffrire e allo stesso tempo gli racconta i pregi della
vita, specialmente quello di essere un uomo. La donna lascia la decisione, ossia se vivere o meno, al figlio
stesso non curandosi di lui, tanto che questi morirà. Dopo la perdita del figlio la situazione pare ribaltarsi in
un incubo in cui viene processata dalla famiglia, la dottoressa, il padre, l'amica e dal figlio cresciuto.
9)Tematiche fondamentali: Aborto e maternità. 10) Commento: E' un racconto molto pesante e complesso
che riesce a mostrare in parte come per una donna sia difficile prendere decisioni sull'aborto e per come
viene influenzata ma soprattutto controllata dalla società negli errori in cui inciampa. Il libro permette a
tutte le donne di far riflettere più approfonditamente argomenti molto fragili. 11) Tecniche narrative e stile:
narratore interno, Linguaggio chiaro e semplice, con molte ripetizioni e riflessioni personali molto
complesse.