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DECRETO LEGISLATIVO 24 gennaio 2006, n. 36


Attuazione della direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo di
documenti nel settore pubblico.
(G.U. 14 febbraio 2006, n. 37)

Con gli aggiornamenti della


Legge 4 GIUGNO 2010, N. 96
Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza
dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2009

Nelle note in calce i commenti ed i riferimenti normativi

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Decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36


Attuazione della direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo di documenti nel settore pubblico
DECRETO LEGISLATIVO 24 gennaio 2006, n. 36
Attuazione della direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo di
documenti nel settore pubblico.
(G.U. 14 febbraio 2006, n. 37)
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
- Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
- Visto l'articolo 117 della Costituzione;
- Vista la legge 18 aprile 2005, n. 62, ed in particolare l'articolo 1 e l'allegato A;
- Vista la direttiva 2003/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 novembre
2003, relativa al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico;
- Vista la legge 22 aprile 1941, n. 633;
- Vista la legge 24 ottobre 1977, n. 801;
- Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241;
- Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157;
- Vista la legge 7 giugno 2000, n. 150;
- Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
- Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
- Visto il decreto legislativo 11 novembre 2003, n. 333;
- Vista la legge 30 dicembre 2004, n. 311;
- Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82;
- Acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali;
- Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 ottobre 2005;
- Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro per l'innovazione e le
tecnologie, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell'economia e delle
finanze e per la funzione pubblica;
EMANANO

Decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36


Attuazione della direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo di documenti nel settore pubblico il
seguente decreto legislativo:

Articolo 1.
Oggetto ed ambito di applicazione *
1. Il presente decreto legislativo disciplina le modalità di riutilizzo dei documenti contenenti dati
pubblici nella disponibilità delle pubbliche amministrazioni e degli organismi di diritto pubblico.
2. Le pubbliche amministrazioni e gli organismi di diritto pubblico non hanno l'obbligo di
consentire il riutilizzo dei documenti di cui al comma 1. La decisione di consentire o meno tale
riutilizzo spetta all'amministrazione o all'organismo interessato, salvo diversa previsione di legge o
di regolamento1. Sono fatti salvi l'articolo 7 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 2, e
1 Da sola questa previsione vanifica, di fatto, il valore del presente decreto. In pratica viene detto: l'amministrazione pubblica rende
disponibile e consente il riutilizzo dei dati solo se lo vuole, salvo i casi tassativi per legge nei quali è obbligata a consentire il
riutilizzo di tali dati. Ora, il principio dovrebbe essere esattamente l'opposto: la P.A. deve rendere obbligatoriamente riutilizzabili
e disponibili i dati (necessariamente in formato elettronico, aggiornato e liberamente accessibile), salvo i casi tassativi per legge
nei quali è vietato. La previsione di cui in commento equivale a consentire l'inerzia della PA. Se la decisione di consentire o meno
tale riutilizzo è demandata alla P.A. o all'organismo interessato, si potrebbe avere, inoltre, una discriminazione fra i cittadini delle
varie regioni: ad esempio in Piemonte la P.A. rende disponibile e riutilizzabile un determinato dato, mentre in Sicilia il medesimo
dato non viene reso disponibile, né riutilizzabile. Non vi sarebbe discrezionalità della P.A., bensì mero arbitrio.
2 DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 1989, n. 322 Art. 7. Obbligo di fornire dati statistici
1. Salvo diversa indicazione del comitato di cui all'art. 17, e' fatto obbligo a tutte le amministrazioni, enti ed organismi pubblici di

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l'articolo 8 della legge 31 dicembre 1996, n. 6813. Ove consentito il riutilizzo avviene secondo le
modalità previste dal presente decreto.
3. Il presente decreto si applica altresì quando i documenti di cui al comma 1 sono già stati diffusi
per il loro riutilizzo dai soggetti ivi indicati. E' in ogni caso assicurata la parità di trattamento tra
tutti i riutilizzatori, salvo quanto previsto dall'articolo 114.
4. Nell'esercizio del potere di cui al comma 2 le pubbliche amministrazioni o gli organismi di diritto
pubblico perseguono la finalità di rendere riutilizzabile il maggior numero di informazioni, in base a
modalità che assicurino condizioni eque, adeguate e non discriminatorie5.
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* L. 4 GIUGNO 2010, N. 96 all'articolo 1, comma 2, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:
"Sono fatti salvi l'articolo 7 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e l'articolo 8 della
legge 31 dicembre 1996, n. 681. Ove consentito il riutilizzo avviene secondo le modalità previste
dal presente decreto";

Articolo 2.
Definizioni *
1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) pubbliche amministrazioni: le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province autonome di
fornire tutti i dati e le notizie che vengono loro richiesti per rilevazioni previste dal programma statistico nazionale. Sono
sottoposti al medesimo obbligo i soggetti privati per le rilevazioni statistiche, rientranti nel programma stesso, espressamente
indicate con delibera del Consiglio dei Ministri.
2. Non rientrano nell'obbligo di cui al comma 1, salvo l'osservanza del comma 2 dell'art. 9, i dati di carattere personale relativi
all'origine razziale, alle opinioni politiche e ideologiche, alle convinzioni religiose, nonche' i dati relativi allo stato di salute, alla
vita sessuale, alle condanne penali di ciascun cittadino ed ad ogni altra ipotesi prevista da leggi nazionali o accordi
internazionali ratificati dall'Italia.
3. Coloro che, richiesti di dati e notizie ai sensi del comma 1, non li forniscano, ovvero li forniscono scientemente errati o
incompleti, sono soggetti ad una sanzione amministrativa pecuniaria, nella misura di cui all'art. 11, che e' applicata secondo il
procedimento ivi previsto.
3 Legge 31 dicembre 1996, n. 681 Art. 8. Accesso ai dati individuali 1. Le amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 1, commi
2 e 3, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, nonche' gli organismi di diritto pubblico e le societa' sulle quali dette
amministrazioni esercitano il controllo in ragione della partecipazione al capitale sociale, che dispongano di archivi, anche
informatizzati, contenenti dati e notizie che siano utili ai fini di rilevazioni statistiche, sono tenuti a consentire all'Istituto
nazionale di statistica di accedere ai detti archivi ed alle informazioni individuali ivi contenute. L'accesso avverra' secondo
modalita' concordate tra le parti. 2. Modificazioni, integrazioni e nuova impostazione della modulistica utilizzata dalle
amministrazioni ed enti di cui al comma 1, che contengano le informazioni utilizzate per fini statistici, sono concordate con
l'Istituto nazionale di statistica. 3. L'Istituto nazionale di statistica potra' acquisire solo le informazioni necessarie per le proprie
finalita' statistiche, utilizzandole nel rispetto degli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322.
- Il testo dell'art. 1, commi 2 e 3, del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 (Razionalizzazione dell'organizzazione delle
amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'art. 2 della legge 23 ottobre
1992, n. 421), e' il seguente: "2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli
istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento
autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunita' montane, e loro consorzi ed associazioni, le istituzioni universitarie, gli
istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti
pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale. 3.
Le disposizioni del presente decreto costituiscono principi fondamentali ai sensi dell'art. 117 della Costituzione. Le regioni a
statuto ordinario si attengono ad esse tenendo conto delle peculiarita' dei rispettivi ordinamenti. I principi desumibili dall'art. 2
della legge 23 ottobre 1992, n. 421, costituiscono altresi', per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e
di Bolzano, norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica". - Per il testo degli articoli 8 e 9 del citato
D.Lgs. n. 322/1989 si veda in nota all'art. 5.
4 L'art. 11 del presente decreto stabilisce “(...) I contratti o gli altri accordi tra il titolare del dato in possesso dei documenti e terzi
non stabiliscono diritti esclusivi, salvo che cio' non risulti necessario per l'erogazione di un servizio di interesse pubblico ”.
Risulta inevitabile domandarsi quando il diritto di esclusiva risulti necessario per l'erogazione di un servizio pubblico. Vero è il
contrario: se un dato è necessario per l'erogazione di un servizio pubblico questo deve essere liberamente accessibile e
riutilizzabile. In tal senso il servizio pubblico avrebbe un sicuro beneficio. Se il servizio è pubblico, altrettanto pubblico dovrebbe
essere l'utilizzo dei dati. Ragionando come fa il decreto l'amministrazione pubblica potrebbe arbitrariamente concedere in
esclusiva un determinato dato ad una società o ad un ente.
5 Il principio è meritorio, ma è vanificato dalla mancata previsione di una azione processuale che costringa la P.A. a perseguire tali
finalità.

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Trento e di Bolzano, gli enti pubblici territoriali e le loro unioni, consorzi o associazioni e gli altri
enti pubblici non economici;
b) organismi di diritto pubblico: gli organismi, dotati di personalità giuridica, istituiti per soddisfare
specifiche finalità d'interesse generale non aventi carattere industriale o commerciale, la cui attività
e' finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dalle regioni, dagli enti locali, da altri enti pubblici
o organismi di diritto pubblico, o la cui gestione e' sottoposta al loro controllo o i cui organi
d'amministrazione, di direzione o di vigilanza sono costituiti, almeno per la metà, da componenti
designati dai medesimi soggetti pubblici. Sono escluse le imprese pubbliche, come definite
all'articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 11 novembre 2003, n. 333;
c) documento: la rappresentazione di atti, fatti e dati a prescindere dal supporto nella disponibilità
della pubblica amministrazione o dell'organismo di diritto pubblico. La definizione di documento
non comprende i programmi informatici;
d) dato pubblico: il dato conoscibile da chiunque;
e) riutilizzo: l'uso del dato di cui e' titolare una pubblica amministrazione o un organismo di diritto
pubblico, da parte di persone fisiche o giuridiche, a fini commerciali o non commerciali diversi
dallo scopo iniziale per il quale il documento che lo rappresenta e' stato prodotto nell'ambito dei fini
istituzionali;
f) scambio di documenti: la cessione di documenti finalizzata esclusivamente all'adempimento di
compiti istituzionali fra i soggetti di cui alle lettere a) e b);
g) dati personali: i dati definiti tali dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
h) licenza standard per il riutilizzo: il contratto, o altro strumento negoziale, redatto ove possibile in
forma elettronica6, nel quale sono definite le modalità di riutilizzo dei documenti delle pubbliche
amministrazioni o degli organismi di diritto pubblico;
i) titolare del dato: la pubblica amministrazione o l'organismo di diritto pubblico che ha
originariamente formato per uso proprio o commissionato ad altro soggetto pubblico o privato il
documento che rappresenta il dato, o che ne ha la disponibilità.
----
* L. 4 GIUGNO 2010, N. 96 : all'articolo 2, comma 1, lettera i), sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: ", o che ne ha la disponibilità".

Articolo 3.
Documenti esclusi dall'applicazione del decreto *
1. Sono esclusi dall'applicazione del presente decreto i seguenti documenti:
a) quelli detenuti per finalità che esulano dall'ambito dei compiti istituzionali della pubblica
amministrazione o dell'organismo di diritto pubblico;
b) quelli nella disponibilità delle emittenti di servizio pubblico e delle società da esse controllate e
da altri organismi o loro società controllate per l'adempimento di un compito di radiodiffusione di
servizio pubblico;
c) quelli nella disponibilità di istituti d'istruzione e di ricerca quali scuole, università, archivi,
biblioteche ed enti di ricerca, comprese le organizzazioni preposte al trasferimento dei risultati della
ricerca7;
d) quelli nella disponibilità di enti culturali quali musei, biblioteche, archivi, orchestre, teatri lirici,
6 “(...) il contratto, o altro strumento negoziale, redatto ove possibile in forma elettronica (...)” . Sarebbe stato opportuno obbligare
la P.A. a rendere disponibile il contratto in forma elettronica, anziché rendere tale disposizione una mera facoltà.
7 Risulta contestabile tale disposizione. Infatti i dati detenuti da tali enti dovrebbero essere i primi a poter essere riutilizzati
(ovviamente secondo modalità ben definite). Se l'Università o gli altri enti di ricerca sono sovvenzionati con denaro pubblico i
risultati della ricerca dovrebbero essere da tutti utilizzabili. Ciò implementerebbe lo sviluppo economico-imprenditoriale.
Rimane, comunque, sempre possibile stabilire delle licenze di riutilizzo (ad esempio le Creative Commons) nelle quali può essere
consentito il riutilizzo per fini non commerciali, salvo il caso di concedere il riutilizzo per fini commerciali attraverso appositi
accordi.

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compagnie di ballo e teatri8;


e) quelli comunque nella disponibilità degli organismi di cui agli articoli 3, 4, 5 e 6 della legge 24
ottobre 1977, n. 8019;
f) quelli relativi ai dati di cui alla borsa continua nazionale del lavoro, all'anagrafe del lavoratore ed
i dati assunti in materia di certificazione dei contratti di lavoro, disciplinati dal decreto legislativo
10 settembre 2003, n. 276, e dai rispettivi provvedimenti attuativi;
g) quelli esclusi dall'accesso ai sensi dell'articolo 24 della legge 7 agosto 1990, n. 241 10, o per
motivi di tutela del segreto statistico, quali disciplinati dall'articolo 9 del decreto legislativo 6
settembre 1989, n. 32211;
h) quelli sui cui terzi detengono diritti di proprietà intellettuale ai sensi della legge 22 aprile 1941, n.
63312, ovvero diritti di proprietà industriale ai sensi del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 3013.
----
* L. 4 GIUGNO 2010, N. 96: all'articolo 3, comma 1:
1) la lettera f) è abrogata;
2) alla lettera g), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", o per motivi di tutela del segreto
statistico, quali disciplinati dall'articolo 9 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322,".

Articolo 4.
Norma di salvaguardia *
1. Sono fatte salve:
a) la disciplina sulla protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n.
196;
b) la disciplina sulla protezione del diritto d'autore di cui alla legge 22 aprile 1941, n. 633. Gli
obblighi previsti dal presente decreto legislativo si applicano compatibilmente con le disposizioni di
accordi internazionali sulla protezione dei diritti di proprietà intellettuale, in particolare la
Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie ed artistiche, del 1886, ratificata con
legge 20 giugno 1978, n. 399, e l'Accordo TRIPS sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale
attinenti al commercio, del 1994, ratificato con legge 29 dicembre 1994, n. 747;
c) la disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi, di cui al Capo V della legge 7
agosto 1990, n. 241;
d) le disposizioni in materia di riutilizzazione commerciale dei documenti, dei dati e delle
informazioni catastali ed ipotecarie, anche con riferimento all'articolo 1, commi da 367 a 373, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311;

8 Vedi nota 7.
9 legge 24 ottobre 1977, n. 801: Istituzione e ordinamento dei servizi per le informazioni e la sicurezza e disciplina del segreto di
Stato
10 Legge 7 agosto 1990, n. 241: "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi." Esclusione del diritto di accesso.
11 decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 Art. 9. (3) Disposizioni per la tutela del segreto statistico 1. I dati raccolti
nell'ambito di rilevazioni statistiche comprese nel programma statistico nazionale da parte degli uffici di statistica non possono
essere esternati se non in forma aggregata , (( , in modo che non se ne possa trarre alcun riferimento relativamente a persone
identificabili )), e possono essere utilizzati solo per scopi statistici. ((2. I dati di cui al comma 1 non possono essere comunicati o
diffusi se non in forma aggregata e secondo modalita' che rendano non identificabili gli interessati ad alcun soggetto esterno,
pubblico o privato, ne' ad alcun ufficio della pubblica amministrazione. In ogni caso, i dati non possono essere utilizzati al fine di
identificare nuovamente gli interessati. )) 3. In casi eccezionali, l'organo responsabile dell'amministrazione nella quale e' inserito
l'ufficio di statistica puo', sentito il comitato di cui all'art. 17, chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri l'autorizzazione ad
estendere il segreto statistico anche a dati aggregati. 4. Fatto salvo quanto previsto dall'art. 8, non rientrano tra i dati tutelati dal
segreto statistico gli estremi identificativi di persone o di beni, o gli atti certificativi di rapporti, (( provenienti da pubblici registri,
elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque )).
12 Legge 22 aprile 1941 n. 633 “Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”.
13 Decreto Legislativo 10 febbraio 2005, n.30 -Codice della proprieta' industriale, a norma dell'articolo 15 della legge 12 dicembre
2002, n. 273.

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e) le disposizioni in materia di proprietà industriale di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.


30;
f) la disciplina sul Sistema statistico nazionale di cui al decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322,
nonché la disposizione sull'accesso ai dati individuali di cui all'articolo 8 della legge 31 dicembre
1996, n. 681.
---
* L. 4 GIUGNO 2010, N. 96 all'articolo 4, comma 1:
1) la lettera d) è abrogata;
2) la lettera f) è abrogata;

Articolo 5.
Richiesta di riutilizzo di documenti *

1. Il titolare del dato predispone le licenze standard per il riutilizzo e le rende disponibili, ove
possibile in forma elettronica14, sui propri siti istituzionali.
2. I soggetti che intendono riutilizzare dati delle pubbliche amministrazioni o degli organismi di
diritto pubblico presentano apposita richiesta secondo le modalità stabilite dal titolare del dato con
proprio provvedimento.
3. Il titolare del dato esamina le richieste e rende disponibili i documenti al richiedente, ove
possibile in forma elettronica15, entro il termine di trenta giorni, prorogabile di ulteriori trenta giorni
nel caso in cui le richieste siano numerose o complesse. In caso di decisione negativa, il titolare del
dato comunica al richiedente i mezzi di ricorso a sua disposizione per impugnare la decisione 16. Il
titolare del dato non ha l'obbligo di produrre o di continuare a produrre documenti al solo fine di
permetterne il riutilizzo da parte di un soggetto privato o pubblico17.
4. I poteri e le facoltà connessi al riutilizzo spettano unicamente al titolare del dato.
----
* L. 4 GIUGNO 2010, N. 96 all'articolo 5, comma 3, dopo le parole: "numerose o complesse", è
aggiunto il seguente periodo: "In caso di decisione negativa, il titolare del dato comunica al
richiedente i mezzi di ricorso a sua disposizione per impugnare la decisione".

Articolo 6.
Formati disponibili *
1. Il titolare del dato mette a disposizione i documenti richiesti nella forma in cui sono stati prodotti
o in qualsiasi altra forma in cui gli stessi siano comunque disponibili18.
2. Il titolare del dato fornisce i documenti, ove possibile in formato elettronico, nel rispetto delle
regole tecniche di cui all'articolo 11, e non ha l'obbligo di adeguare i documenti o di crearne per
soddisfare la richiesta, né l'obbligo di fornire estratti di documenti se ciò comporta attività eccedenti

14 Vedi n. 6. Inoltre sarebbe logico stabilire il contenuto di tali licenze, anziché demandare all'Ente
15 Vedi nota precedente e nota 6. Ma la situazione è ancora più aberrante perché in questo caso si tratta proprio dei dati e non solo
delle licenze. In tal caso, è opportuno rammentare, che i dati non sono concretamente utilizzabili se non sono inseriti secondo le
modalità del documento elettronico ed inoltre devono essere completi, primari, tempestivi, accessibili (anche nell’accezione di
indicizzati dai motori di ricerca), leggibili da computer, non discriminatori, non proprietari, ed anche – diciamo noi -liberi e
gratuiti.
16 Questo sicuramente è un inciso meritorio.
17 Così come con riferimento all'art. 1 comma II del presente decreto tale disposizione vanifica la finalità e la progettualità del
presente decreto.
18 Vedi nota 6. Continuiamo a ripetere che il dato deve essere redatto e disponibile in forma elettronica secondo dei parametri e
degli standard che consentano l'interscambio tra le PP.AA. E ciò non solo ai fini della riutilizzabilità degli stessi, ma anche perché
rispondente alle finalità di buon andamento, efficienza ed economicità della P.A.

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la semplice manipolazione19.
----
* L. 4 GIUGNO 2010, N. 96 all'articolo 6, comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "o
in qualsiasi altra forma in cui gli stessi siano comunque disponibili.".

Articolo 7.
Tariffe *
1. Con decreti dei Ministri competenti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da
adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono determinate,
sulla base dei criteri di cui ai commi 2 e 3, le tariffe e le relative modalità di versamento da
corrispondere a fronte delle attività di cui agli articoli 5, 6 e 9. Sono fatte salve le disposizioni di
cui all'articolo 1, comma 386, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.20
2. L'importo delle tariffe di cui al comma 1, individuato sulla base dei costi effettivi sostenuti dalle
Amministrazioni e aggiornato ogni due anni, comprende i costi di raccolta, di produzione, di
riproduzione e diffusione maggiorati, nel caso di riutilizzo per fini commerciali, di un congruo utile
da determinare, con i decreti di cui al comma 1, sulle spese per investimenti sostenute dalle
Amministrazioni nel triennio precedente21.
3. Nei casi di riutilizzo a fini non commerciali e' prevista una tariffa differenziata da determinarsi,
con le modalità di cui ai commi 1 e 2, secondo il criterio della copertura dei soli costi effettivi
sostenuti dalle Amministrazioni interessate22.
4. I decreti di cui al comma 1 sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
resi altresì pubblici, a cura dell'Amministrazione competente, ove possibile secondo modalità
informatiche, sul proprio sito istituzionale.
5. Gli introiti delle tariffe di cui al comma 1, sono versati all'entrata del bilancio dello Stato, per
essere riassegnati, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, della legge 18 aprile 2005, n. 62, allo stato di
previsione delle Amministrazioni interessate.
6. Gli enti territoriali e gli altri enti ed organismi pubblici determinano, rispettivamente con proprie
disposizioni o propri atti deliberativi gli importi delle tariffe e le relative modalità di versamento,
sulla base dei criteri indicati ai commi 2 e 3.
----

19 Vedi nota 6. Sarebbe necessario obbligare la P.A. ad attivarsi al fine di portare a termine il proprio ammodernamento.
20 Legge 27 dicembre 2006, n. 296 comma 386. I commi 370, 371 e 372 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, sono
sostituiti dai seguenti: "370. I documenti, i dati e le informazioni catastali ed ipotecarie sono riutilizzabili commercialmente, nel
rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali; per l'acquisizione originaria di documenti, dati ed
informazioni catastali, i riutilizzatori commerciali autorizzati devono corrispondere un importo fisso annuale determinato con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze; per l'acquisizione originaria di documenti, dati ed informazioni ipotecarie, i
riutilizzatori commerciali autorizzati devono corrispondere i tributi previsti maggiorati nella misura del 20 per cento. L'importo
fisso annuale e la percentuale di aumento possono comunque essere rideterminati annualmente con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze anche tenendo conto dei costi complessivi di raccolta, produzione e diffusione di dati e documenti
sostenuti dall' Agenzia del territorio, maggiorati di un adeguato rendimento degli investimenti e dell'andamento delle relative
riscossioni. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono individuate le categorie di ulteriori servizi telematici che
possono essere forniti dall'Agenzia del territorio esclusivamente ai riutilizzatori commerciali autorizzati a fronte del pagamento di
un corrispettivo da determinare con lo stesso decreto.
21 Tale previsione è criticabile dal punto di vista politico. Ad ogni modo, sarebbe opportuno far scegliere all'amministrazione
competente le relative licenze per un uso commerciale dei dati. Ad esempio una amministrazione illuminata, al fine di
promuovere l'economia, potrebbe decidere di rendere disponibili i propri dati liberamente per un uso commerciale o meno. In tale
maniera si favorirebbe l'economia dell'immateriale. Basti pensare alle direttive di Obama negli Stati Uniti e alle innovazioni di
tutti paesi anglosassoni quali il Regno Unito, l'Australia e la Nuova Zelanda.
22 Risulta paradossale il fatto che per l'uso non commerciale, anziché essere incoraggiato, venga, invece, previsto un corrispettivo.
In tale caso questa scelta risulta contraddittoria ed irrazionale. Infatti, l'uso non commerciale costituirebbe anche per la stessa
pubblica amministrazione un duplice vantaggio: un vantaggio per la comunità ed un vantaggio in tela di funzionalità per la stessa
P.A. che potrebbe utilizzare il lavoro effettuato sui propri dati in modo produttivo.

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* L. 4 GIUGNO 2010, N. 96 all'articolo 7:


1) al comma 1, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Sono fatte salve le disposizioni di cui
all'articolo 1, comma 386, della legge 27 dicembre 2006, n. 296";
2) al comma 2, alle parole: «utile da determinare», è anteposta la seguente:"congruo".»

Articolo 8.
Contenuti delle licenze standard per il riutilizzo

1. Gli schemi di licenze standard per il riutilizzo sono predisposti dal titolare del dato, ove possibile
in formato elettronico e resi disponibili sul proprio sito istituzionale 23. Gli schemi possono essere
compilati elettronicamente e contengono eventuali limitazioni o condizioni all'utilizzo dei
documenti, in considerazione delle loro peculiari caratteristiche, nonché l'indicazione dei mezzi di
impugnazione, secondo criteri individuati dal titolare medesimo con proprio provvedimento.
2. Le condizioni e le limitazioni poste dal titolare del dato negli schemi di licenze standard sono
individuate per categorie di documenti secondo criteri di proporzionalità e nel rispetto della
disciplina sulla protezione dei dati personali e non possono costituire ostacolo alla concorrenza24.
.
Articolo 9.
Strumenti di ricerca di documenti disponibili

1. Le pubbliche Amministrazioni e gli organismi di diritto pubblico promuovono forme di adeguata


informazione e comunicazione istituzionale relativamente ai documenti oggetto di riutilizzo, anche
attraverso i propri siti istituzionali e prevedono modalità pratiche per facilitare la ricerca di
documenti disponibili per il riutilizzo quali elenchi, portali e repertori collegati ad elenchi
decentralizzati.

Articolo 10.
Riutilizzo di documenti a fini commerciali da parte di pubbliche amministrazioni

1. Lo scambio di documenti, come definito dalla lettera f) del comma 1 dell'articolo 2, non
costituisce riutilizzo.
2. Nel caso in cui una pubblica amministrazione riutilizza per fini commerciali documenti di altra
pubblica amministrazione si applicano le modalità di riutilizzo anche economico stabilite nel
presente decreto25.

Articolo 11.
Divieto di accordi di esclusiva
1. I documenti delle pubbliche amministrazioni e degli organismi di diritto pubblico possono essere
riutilizzati da tutti gli operatori potenziali sul mercato, anche qualora uno o più soggetti stiano già
procedendo allo sfruttamento di prodotti a valore aggiunto basati su tali documenti. I contratti o gli
altri accordi tra il titolare del dato in possesso dei documenti e terzi non stabiliscono diritti esclusivi,
salvo che cio' non risulti necessario per l'erogazione di un servizio di interesse pubblico26.
2. La fondatezza del motivo per l'attribuzione del diritto di esclusiva e' soggetta a riesame periodico
23 Vedi nota 6.
24 Questo articolo, in pratica non dice nulla sul contenuto delle licenze, se non consentire un ulteriore arbitrio da parte della P.A. ed
inevitabilmente consentendo la discriminazione digitale fra le varie Regioni, Provincie e Comuni .Lo ripetiamo ancora una volta
l'utilizzo delle licenze CC dovrebbe essere uno standard nella P.A.
25 Vedi note 21 e 22.
26 Vedi nota 4.

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da parte dell'Amministrazione interessata, con cadenza almeno triennale. Gli accordi di esclusiva
conclusi dopo la data di entrata in vigore del presente decreto, sono resi pubblici dal titolare del
dato, ove possibile in forma elettronica27, sui propri siti istituzionali.
3. Gli accordi di esclusiva esistenti, che non rientrano nell'eccezione di cui al comma 2, terminano
alla scadenza negli stessi stabilita e comunque non oltre il 31 dicembre 2008.

Articolo 12.
Regole tecniche

1. La fornitura di documenti ai sensi dell'articolo 5, comma 3, avviene nel rispetto delle regole
tecniche sul sistema pubblico di connettività di cui all'articolo 16 del decreto legislativo 28 febbraio
2005, n. 4228, delle regole di cui al disciplinare tecnico previsto dall'allegato B29 al decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e con quanto previsto dall'articolo 70 del decreto legislativo 7
marzo 2005, n. 82.
2. Eventuali ulteriori regole tecniche sono adottate, previa notifica alla Commissione europea ai
sensi del decreto legislativo 23 novembre 2000, n. 427, con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri o del Ministro delegato per l'innovazione e le tecnologie, di concerto con il Ministro per la
funzione pubblica.

Articolo 13.
Disposizione finanziaria
1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri, ne' minori
entrate per la finanza pubblica.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti
normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addì 24 gennaio 2006


CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
La Malfa, Ministro per le politiche comunitarie
Stanca, Ministro per l'innovazione e le tecnologie
Fini, Ministro degli affari esteri
Castelli, Ministro della giustizia
Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze
Baccini, Ministro per la funzione Pubblica

Visto, il Guardasigilli: Castelli

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27 Vedi nota 6.
28 Decreto Legislativo 28 febbraio 2005, n. 42 "Istituzione del sistema pubblico di connettività e della rete internazionale della
pubblica amministrazione, a norma dell'articolo 10, della legge 29 luglio 2003, n. 229". Art. 16: 1. Entro nove mesi dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, con uno o più decreti, adottati sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri o,
per sua delega, del Ministro per l'innovazione e le tecnologie, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono adottate le regole tecniche e di sicurezza per il funzionamento del SPC.
29 Sul sito Normattiva è possibile consultare l'allegato B.

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