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21:34 Mattitude [V.

Ombroso] cammina lentamente lungo la via che porta alla piazza, mantenendo la schiena

eretta e fiera all'interno del pettorale nero in cuoio borchiato bardato d'oro e lasciando così ciondolare le spalle
ad ogni passo compiuto, con gli spallacci in ferro battuto che sbattono contro le spalle e provocano un sordo
clangore ad ogni passo compiuto. Le grosse ma corte braccia sono distese lungo i fianchi corrispondenti, gomiti
leggermente piegati nel muoversi in avanti ed entrambe le mani, coperte dal nero dei guanti d'arme in cuoio,
appoggiate sul brunito cinturone d'arme all'altezza delle anche. Il mignolo e l'anulare della mano sinistra
sbattono, ad ogni passo compiuto, sull'elsa della spada bastarda che è infoderata con cura al fianco sinistro
mentre la mano destra è vicino ad un pugnale rosso scuro, legato al fianco destro. Il capo è tenuto altrettanto
alto e fiero, con i lunghi capelli bianchi che ondeggiano davanti al volto barbuto ad ogni passo compiuto così
come ondeggia il mantello rosso scuro posto sulle spalle, decorato da seta dorata e raffigurante le insegne degli
Scorpioni.

21:40 Shinjzar [ percorre, con passi lente e falcate tutt'altro che ampie, il sentiero -

denominato via del fumo - che nord conduce sino alla piazza del marcato. E' in silenzio, è
attento, è vigile; muove il cranio dapprima a dritta e successivamente a manca analizzando
con estrema cura la situazione circostante. Gli occhi - chiarissimi, color ghiaccio - ispezionano
la zona soffermandosi su ogni singolo particolare. ] Hm, [ sospira, quieto. E' alla destra di
MATTITUDE a cui, mentre passeggia, finalmente rivolge la parola. ] Quante vicende che
nasconde questa piazza, Pandemonio. [ racconta, a voce non troppo alta. ] In qualche vicolo vi
è anche la dimora del mio clan - un'associazione di Mezzelfi che produce il liquore migliore del
granducato; l'Amarone Senza Nome. Un giorno, per festeggiare una vittoria in battaglia, vi
condurrò nella nostra Bettola. [ promette, serio, mentre continua ad avanzare. ]
21:40 Farrah [vicolo del pesce] è un’ombra più sottile e più densa delle altre che fremono sul limitare dei coni di

luce proiettati dall’illuminazione della piazza: un’apparizione vestita di scuro, ma tutt’altro che cupa; ai comodi
pantaloni bruni da viaggio, infatti, fanno da contraltare la semplice casaccia candida che le scopre gli avambracci
e lo sterno, stretta da un gilet in pelle striminzito, ma soprattutto i morbidi stivaletti in cuoio rosso, che le
sfiorano i polpacci. La folta chioma castana è stata lasciata libera di fluirle sulla schiena in soffici onde color
cioccolato, tanto per infondere al suo volto pallido un’aria ancor più giovanile di quanto non dimostri. Non
indossa gioielli, né porta armi evidenti su di sé, eccezion fatta per una spada corta al fianco sinistro.
21:43 Mattitude [V.Ombroso] Come vi stavo dicendo, discepolo, ci stanno tre diverse vie

quaddanoi. {Mantiene un tono di voce alto nonostante la via sia deserta, parlando con Shinjzar
senza tuttavia mai guardarlo e rimanere con lo sguardo fisso ed attento innanzi a se, lungo la
strada.} Cioè, ci stanno i guerrieri grandi e grossi e perfetti comeammè e il Novedita...{Inarca
il sopracciglio sinistro alle parole del mezz'elfo, scuotendo leggermente il capo in un cenno di
negazione e lasciando così ricadere ancora più ciocche di capelli bianchi davanti al volto ispido,
nonostante la stempiatura.}...eppoi ce stanno quelli buonibuoni come mio fratello Peleo. {Fa
spallucce dopo aver parlato, lasciando che la mano destra lasci la presa del cinturone d'arme e
si alzi con fare goffo, iniziando così a massaggiare l'incolto mento bianco senza troppa
delicatezza e strappando così alcuni peli della barba.} Eccenestà una terza, sapete dirmi qual'è
invece di pensare a liquori e bettole?

21:47 Shinjzar [ piazza. ] [ continua a camminare, tranquillo. Le suole degli stivaloni in pelle

impattano col terreno; il Meticcio - alto centonovanta centimetri - si presenta come un


individuo imponente e dal fisico slanciato. La postura è regale, la camminata marziale,
l'abbigliamento semplice; una divisa scura, un pettorale in metallo. Alla vita, ben visibile, è
allacciato il cinturone d'arme; ai due fianchi, assicurate nei rispettivi foderi, vi sono due daghe
elfiche. Nelle altre guaine - evidentemente più piccole - vi sono dei pugnali da lancio. ] Non
conosco l'attuale gerarchia, Pandemonio. [ preannuncia a MATTITUDE, serio. ] Ricordo - però
- che in una delle mie due avventure negli scorpioni vi era un terzo ramo. Un ramo diverso,
con dei compiti ben specifici; eseguire compiti difficili, con discrezione, arrivando all'obiettivo
senza destare troppi sospetti. Un ramo di fedeli esecutori a servizio del Re.
21:51 Farrah [vicolo del pesce] avanza senza fretta, un passo dopo l’altro - e le sue falcate sono profondamente
rilassate, come se quella non fosse altro che una passeggiata di salute, compiuta da sola e senza alcun affanno.
Effettivamente è sola, senza nessuno ad accompagnarla né a pedinarla, almeno ad una prima occhiata. Avrà sì e
no vent’anni e di quell’età si porta addosso un bel paio di occhioni chiari e due guance di pesca; le labbra piene si
schiudono giocoforza su degli incisivi troppo ingombranti per preservare l’armonia del suo musetto di bambina,
ma preservano quell’aria vivace sottolineata dallo sguardo. Tiene le mani affondate nelle tasche ed avanza
leggermente ingobbita verso il porticato, con l’aria di chi abbia ben altro a cui pensare, che non alle vociacce degli
Scorpioni che si alzano in prossimità della piazza.
21:53 Mattitude [Pressi Piazza] Nonchè il ramo che più vedo adatto a voi, agile e

letale...seppur io abbia altre tecniche. {Piega leggermente il capo verso destra una volta
giunto allo sbocco della piazza, lasciando così ricadere i lunghi capelli bianchi sullo spallaccio
destro e sul mantello ed andando involontariamente a scoprire la fronte marchiata con una
mezzaluna nera.} Dopo il Re ed accanto a lui, nonostante la miglior razza sia ovviamente mia,
ci stò io...queste so le cose importanti,no? {Alza il braccio destro ulteriormente, passando così
il palmo della mano guantata sul volto barbuto e sulla fronte ed andando così a togliere il
sudore che continua a cadere copioso, visto lo scirocco.} Scrad, come fate a non sentì caldo?

21:58 Shinjzar [ piazza. ] [ il caldissimo vento di scirocco avvolge il corpo del Bastardo;

mentre avanza - a passi lenti - è accompagnato da un lieve tintinnio dovuto alla ferraglia che si
porta appresso. I capelli - biondi, chiarissimi, lunghissimi - sono legati, tramite un nastro
dorato, in una coda. Ai lobi, dunque, risultano ben visibili due maestosi pendenti in oro con
alcune incisioni in elfico. Le dita sottili, inoltre, sono adornate da svariati anelli assai pregiati.
Ascolta le parole di MATTITUDE, replica. ] Concordo pienamente, Pandemonio. E' mia
ambizione dimostrarmi pronto per quel ramo. [ annuisce, con un secco cenno del cranio, alle
sue stesse parole. ] Si. Re, braccio destro e pandemonio. La nostra trinità. [ si concede una
pausa. Risponde, infine, alla domanda del figlio di Gaia. ] Ho caldo anche io, Pandemonio.
Semplicemente ho imparato a convivere con le mie sofferenze interne e a non manifestarle in
pubblico. [ alcune gocce di sudore, però, popolano il viso pallido dello Zar. ]
22:03 Farrah [piazza] non può non tendere l’orecchio allo scambio fra MATTITUDE e Shinjzar, monopolizzato in

volume dal mannaro, sebbene non possa ovviamente né cogliere l’argomento di disquisizione, né comprendere
dove entrambi vogliano andare a parare; lo lascia come rumore di sottofondo, mentre s’avvicina tranquillamente
ma inesorabilmente alla fontana al centro della piazza. Sta provando a ravviarsi i capelli indietro, passandovi
attraverso le dita a pettine, dalle tempie verso la nuca, per poterli domare per quanto possibile ed intrecciarli con
cura, un passo dopo l’altro.
22:04 Mattitude [Piazza] Io mica sò Motacj senza testicoli o metà di qualcosa...dentro non

mi tengo no scrad! {Alza ulteriormente il tono di voce in risposta a Shinjzar, rallentando


tuttavia la velocità del camminare una volta giunto in piazza, muovendosi quasi a
rallentatore.} Noi licaoni non siamo come gli altri, di vampiri...diplomazia e scraddate varie
non ci può importare di meno. {Abbassa nuovamente il braccio destro e mantiene il gomito
piegato quasi interamente, con il palmo della mano che scivola lungo il pettorale in cuoio
borchiato all'altezza del ventre e verso il basso finchè la mano non tocca l'impugnatura del
pugnale, lasciandolo infoderato ed in bella vista.} Massò discorsi da fà n'altra volta...{Le narici
vengono dilatate completamente nell'entrare nella piazza, iniziando così ad annusare con cura
l'aria e muovendo freneticamente gli occhi alla ricerca di Farrah, senza tuttavia non riuscire
ancora a vederla nell'oscurità della notte.} State comunque pronto, ci sta
compagnia...discepolo.

22:13 Shinjzar [ piazza. ] Ne ho conosciuti di licaoni, Pandemonio, e ho conosciuto molto

bene le loro doti poco diplomatiche. Ho affrontato tante battaglie in compagnia di un mio caro
vecchio amico - tale Enish - che in battaglia e a tavola era sempre il primo. Quando si trattava
dell'arte oratoria, invece, era spesso l'ultimo. [ narra, con tono di voce basso, parte del proprio
passato. Il bastardo, a differenza del proprio superiore, appare come un abile oratore.
Diplomatico, schivo, analitico, quieto; ha l'anima di ghiaccio, una maledetta arroganza - frutto
della sua metà drow - ed una nobiltà derivata da suo padre, un elfo. ] Sono nato pronto. [ e
abbassa repentinamente il braccio destro portando la mano maestra ad impossessarsi
dell'impugnatura di una delle due daghe elfiche: quella assicurata al fodero sinistro. ]
22:15 Farrah [piazza] ovviamente non fa nulla per nascondersi ai sensi più marcati degli altri, per cui, oltre a

mantenersi in bella vista, non prova nemmeno a porsi sottovento per impedire a MATTITUDE di cogliere il suo
odore - profumo dolciastro di fiori di melo e abiti puliti mescolato a quello più acre di una giovane femmina
umana. La passeggiata ed il calore opprimente della serata le hanno già incollato gli abiti indosso, tanto da
costringerla a staccare con le dita lo scollo slacciato della casacca dello sterno nudo, su cui le clavicole spiccano,
regolari, ad ogni respiro. E’ tuttavia solo una volta giunta in prossimità della fontana che la ragazza si concede un
profondo sospiro, affondando poi le mani nell’acqua fresca sin quasi ai gomiti, socchiudendo lentamente gli occhi
chiari.
22:20 Mattitude [Piazza/Fontana] Mph, massò sicuro che non ne avete mai incontrato uno

che è così attraente! {Increspa nuovamente il labbro superiore in una smorfia in risposta al
mezz'elfo, osservandolo per qualche istante per poi ritornare a cercare la figura della donna
innanzi a se. continuando a camminare lentamente in sua direzione.} Elegos acchiunque sia
qua a st'ora! {Mantiene il tono di voce alto nel rivolgersi a Farrah, abbassando leggermente le
palpebre una volta individuata nel cercare di vederla meglio nella notte, continuando tuttavia
ad annusare l'aria con cura.} Spero vivamente che non abbiate cattive intenzioni oh,
chessennò vi dovrò lascià nella fontana. {Il braccio sinistro si muove lentamente e di poco
verso sinistra, lasciando così che la mano venga così appoggiata e stringa il fodero della spada
bastarda, poco sotto l'elsa dorata.} O, al peggio, vi tiro n'mezz'elfo addosso!

22:23 Shinjzar [ piazza. ] Mai. [ replica - accondiscendente - all'affermazione di

MATTITUDE. Le orecchie appuntite - tipicamente elfiche - vibrano in virtù dei movimenti e dei
suoni che Farrah produce. Si muove, accompagnato dal licaone, in direzione della donna;
ancora qualche passo e finalmente gli occhi del Bastardo riescono ad inquadrarla
adeguatamente. ] Elegos. [ tuona, a voce alta, mentre la mano maestra è avvolta intorno
all'impugnatura di una delle due daghe in possesso dello Zar. ]
22:27 Farrah [piazza] <tiene le labbra appena dischiuse, godendo apertamente del

refrigerio che le deriva dal contatto con l’acqua fresca - tanto che l’intervento di MATTITUDE
la coglie del tutto di sorpresa e la costringe a trasalire di colpo, ritraendo all’istante le mani
dall’acqua per sgocciolarsi tutto addosso. Espira profondamente, rilassando le spalle che
s’indovinano minute sotto il velo del lino> Sia Madih. <non alza nemmeno la voce per
ricambiare il loro saluto - la sua suona arrochita dal silenzio ma di sicuro sarà modulata da un
tono accomodante, sebbene ci impieghi tutto il tempo del mondo a tamponarsi le tempie e la
base del collo con le mani bagnate e luccicanti di gocce d’acqua> Ahm… <fa tanto d’occhi,
inquadrando la silhouette di MATTITUDE prima ancora dei suoi tratti ma facendo saltellare lo
sguardo limpido su Shinjzar> Non ne ho, ma in ogni caso… continuerei a preferire la fontana.
Certo… niente di personale, s’intende.
22:33 Mattitude [Piazza/Fontana] Uh, magguarda tu. {Si ferma del tutto una volta giunto a

poco più di tre passi di distanza dalla donna, lasciando che la smorfia sul volto barbuto diventi
un sorriso, ma continuando a mostrare i denti poco perfetti.} Elegos signorinella, cosa scrad ci
fa nà ragazzina qua tutta sola? {Tira sù con il naso dopo aver parlato, lasciando che le dita
della mano sinsitra continuino a trovarsi ed a stringere leggermente il fodero della spada
bastarda, picchettandovi nervosamente sopra con l'indice ed il medio.} Cioèddico, sapete che
scrad di gente scraddosa ci sta in giro per ora? {Il ventre si gonfia nuovamente, inspirando
una maggiore quantità d'aria e cercando così di mostrarsi più grosso ed alto agli occhi della
donna, pressochè inultimente.} Cioè non per qualcosa, ma avete visto che gentaglia ci sta? {Il
braccio destro si alza nuovamente dopo aver finito di parlare, lasciando che il gomito venga
piegato del tutto ed agitando la manona in aria, indicando Shinjzar con il pollice.}

22:37 Shinjzar [ piazza. ] [ lo sguardo - freddo come il ghiaccio, duro come ossidiana - si

concentra per alcuni istanti esclusivamente su Farrah; china il cranio, la osserva - dall'alto
verso il basso - studiandone con acutezza i dettagli. Gli occhi del bastardo - chiarissimi,
tendenti all'azzurro - s'intrecciano con quelli verdi della femmina. ] Tranquilla. [ sentenzia,
abbandonando la presa sulla propria daga. Intreccia, ora, ambedue le braccia innanzi al
petto. ] Non amo essere utilizzato come dardo dal pandemonio. E' una cosa che non gradisco
troppo. Apprezzo, pertanto, il vostro declino. [ sentenzia, sereno. Sorride, infine, quando
MATTITUDE lo indica; un sorriso leggero, quasi forzato. ] Io sono un gentiluomo,
Pandemonio. Un mezzo gentiluomo, per la precisione. [ replica, fintamente indignato, alle
parole del licaone. ] E, per colpa vostra, ora la mia curiosità mi sta logorando. E' una tortura
che voi m'abbiate accennato della trinità ed ancora non m'avete illustrato il resto dei Santi.
22:42 Farrah [piazza] Ma guarda, già. <annuisce alle proprie parole, facendo eco alla

vociaccia di MATTITUDE con un sorriso che magari potrebbe non essere completamente
visibile, ma di sicuro è facilmente intuibile dalla sfumatura divertita nel tono della sua voce
scura, graffiante. Le gocce d’acqua le rinfrescano la pelle e le illuminano, sottolineandoli, alcuni
dettagli del viso: il nasino all’insù, gli zigomi regolari, la fronte spaziosa, il lungo collo pallido
che si perde nello scollo ampio della casacca> Il Pandemonio? Cos’è, il Pandemonio..? <si
riallaccia rapida al discorso inanellato abilmente da Shinjzar, accigliandosi appena e lasciando
saltellare lo sguardo vispo fra il mezzelfo e il mannaro, sino a soffermarsi sul volto marcato dal
tempo di quest’ultimo; è tuttavia ancora all Discepolo che si rivolge, con un filo di voce> Un
Pandemonio ed un mezzo gentiluomo. Chi potrebbe considerarsi più fortunata di me,
stanotte..? <l’angolo destro delle labbra piene si piega in un abbozzo di sorriso sbilenco, ma
genuinamente allegro, che viene stemperato solo dalle palpebre che si abbassano,
nascondendo brevemente ad entrambi i suoi occhi chiari> Ne conosco, di gentaglia, signore. E
vi assicuro che toglierò il disturbo, semmai mi invitaste a togliere le tende. <eppure c’è un
pizzico di delusione prematura, in quella confessione>
22:46 Mattitude [Piazza/Fontana] Ellosò che siete n'gentilcoso...sarà l'elfo effemminato in

Voi, discepolo. {Gira leggermente verso sinistra, ammiccando verso il mezz'elfo per poi
ritornare con la propria attenzione sulla donna, guardandola con cura dal basso verso l'alto.}
Ossignorì, non siete na vampira o una scradomante...siete più che benvenuta a stà connoi.
{Abbassa il braccio destro e lo distende completamente, lasciandolo così penzolare lungo il
fianco corrispondente come privo di vita ma tenendo la mano ben chiusa a pugno all'interno
del guanto nero.} MATTITUDE SteppenWolf, pandemonio degli Scorpioni e più attraente figlio
di Gaia...{Muove la gamba sinistra in avanti, lasciando strisciare la suola dello stivale lungo il
terreno nel cercare di muovere un lento passo in avanti in direzione di Farrah, con la gamba
destra leggermente piegata nel darsi un maggiore equilibrio.}...con quale glabr, hem, gentile
signorinella abbiamo il piacere di parlà?

22:47 Shinjzar [ piazza. ] Vi assicuro che almeno la metà delle donne di questo Ducato,

ragazza, vorrebbero trovarsi nei vostri panni.. questa notte. [ sentenzia, tra il serio e l'ironico.
Il sorriso ha ancora pochi secondi di vita sul volto pallido del Meticcio lasciando poi spazio alla
solita espressione cupa, austera, dannata. ] Shinjzar, discepolo degli scorpioni. [ segue, come
un soldato, ciò che fa il proprio superiore; MATTITUDE si presenta e, di conseguenza, lo fa
anche lui. ]
22:54 Farrah [piazza] <scuote la chioma castana con convinzione, premendo le labbra fra

loro prima di replicare> Né l’una né l’altra, signore. Potete stare tranquilli. <squadra il
Pandemonio dalla testa ai piedi con una cura quasi maniacale, lei che è in debito di almeno una
decina di cannelle in altezza nei confronti del mannaro e di una ventina rispetto a Shinjzar. La
mano destra si porta a premere sullo sterno nudo, proprio in corrispondenza del cuore, mentre
il capo si china brevemente> Farah Honfleur. Allieva dei Cieli di Luce… lieta di conoscervi.
Entrambi. <sottolinea, semmai ve ne fosse bisogno, con un profondo sospiro - interrotto solo
dall’ulteriore precisazione fatta dal mezzelfo e che la induce ad inarcare maggiormente il
sopracciglio sinistro, mentre un barlume di malizia puramente femminile le prende ad ardere
sul fondo dello guardo limpido> …Soltanto la metà..? Temo stiate sottovalutando il potenziale
seduttivo del duo composto da un irresistibile figlio di Gaia e da un mezzo elfo effeminato. <fa
spallucce - e forse non nasconde l’ironia nelle sue parole, ma del resto neanche la gradevole
cortesia nella sua voce> Scherzi a parte.. cosa fa un Pandemonio di bello? Oltre ad
accompagnare affascinanti discepolo, chiaro.
23:02 Mattitude [Piazza/Fontana] Farah, n'allieva dei draghi della luce. {Ripete dopo di lei,

passando al contempo la lingua ad umettare le labbra secche, continuando ad osservarla con


attenzione.} Cosa fa un pandemonio? Eqquesta è na bella domanda da chiedere
all'affascinan...hem, al discepolo discepolare! {Gira leggermente il capo verso sinistra,
lasciando che lo sguardo venga portato su Shinjzar.} Eddunque suvvia discepolo, ditegli
esattamente i millemila compiti che devo fà nella fratellanza, sù! {Alza entrambe le braccia
all'unisono, piegando i gomiti ed incrociandole sul pettorale nero in cuoio borchiato all'altezza
del ventre, con i palmi delle mani appoggiati sui bicipiti opposti, contratti nervosamente sotto
le maniche della veste nera.} Ovviamente complimenti e parole belle sò sempre apprezzate
eh!

23:06 Shinjzar [ piazza. ] L'altra metà è figlia di Veddharta, Farrah Honfleur. [ il tono è

serio, cupo, quasi inquietante. ] Sono felice che questa sera è emersa solamente la mia metà
elfica. [ si concede una pausa, effettua un sospiro. Muove un passo in direzione della ragazza,
solo uno, prima di fermarsi e riprendere a parlare. ] Se fosse emersa l'altra metà sarebbero
stati seri problemi. Sapete, ragazza, mia madre era una matriarca drow; nella loro comunità,
inoltre, le donne non sono molto amichevoli tra loro. Il tradimento, l'inganno e l'assassinio non
sono precetti da condannare bensì virtù da lodare. E' un mondo strano, quello; fate attenzione,
nel caso incontraste qualche ragazza con la pella nera ed una statura minuta. [ spiega, come
fosse un oratore, alcuni concetti. Si placa, o meglio si costringe a placarsi, quando
MATTITUDE riprende a parlare. ] Il pandemonio ha vari compiti; dirige la fratellanza, impreca
contro i necromanti, loda gaia e disdegna la magia nera. Ama le donne ed è un pò narciso. A
parte questo, non ha difetti. Uno solo, forse; quando dorme fa un pò troppo rumore.
23:11 Farrah [piazza] Chiediamolo a lui, allora. <accondiscende, lasciando scivolare

morbidamente lo sguardo vivace da MATTITUDE a Shinjzar, senza smettere di sorridere;


anzi, è costretta a serrare le labbra in una sorta di broncetto per tentare invano di stemperare
il sorriso che le illumina lo sguardo mentre incrocia le braccia sotto il seno - forse per emulare
il gesto del Pandemonio, o forse, inconsciamente, per proteggersi ed arroccarsi nel suo mondo
cristallino> Poi magari i complimenti posso farveli anch’io. Vedremo. <fa per tamponare
l’esuberanza del mannaro, apprestandosi a tacere per ascoltare quanto il discepolo ha da dirle;
umetta brevemente le labbra, senza la benché minima ombra di malizia sul fondo degli occhi
chiarissimi, ed il capino scuro si reclina lentamente verso la spalla destra, come fosse una
bestiola selvatica che tentasse di comprendere meglio quanto le viene spiegato> Mh. Non ne
sapevo nulla e per questo vi ringrazio, Shinjzar. Ammetto di non aver avuto mai molto a che
fare con alcune razze che in realtà vivono molto bene in questi paraggi, per cui qualsiasi
consiglio è sempre ben accetto. <non lo interrompe, ma s’intrufola bene in una pausa nel suo
discorso, anche se il seguito della spiegazione le fa sbufficchiare una risata leggera> E voi cosa
ne sapete di cosa faccia il Pandemonio quando dorme? <fa spallucce> Io pensavo non
dormisse proprio.
23:18 Mattitude [Piazza/Fontana] Ebbeh, direi che il discepolo c'ha azzeccato. {Annuisce con

un lento cenno del capo alle proprie parole, lasciando ricadere alcune ciocche di capelli biabchi
davanti al volto barbuto, tornando a sorridere alle parole dei due.} Dormo qualche volta, devo
stà attento che c'ho discepoli che mi spiano mentre dormo e gente come lo scelto Dime.
{Picchetta nervosamente con l'indice della mano destra sul bicipite sinistro, contraendolo
ulteriormente e facendolo diventare più grosso all'interno della veste nera.} Evvoi invece, cosa
fa n'allievo dei draghi della luce? C'avevo n'amica li, na volta.