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n. 36 - marzo 2009
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Periodico registrato presso il tribunale di Roma al n. 67 in data 17.02.98 - Spedizione in abbonamento postale 70% - Roma

Responsabilità nell’utilizzo pg.


di una macchina 8
Le reti di distribuzione gas pg.
Convegno 12
pg.
Incidenti da gas combustile in Italia
16
Canne Fumarie pg.
Spazio CIG 20
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ECONORMA S.a.s.

DATA LOGGER
serie FT-100/MV
MODELLI DISPONIBILI
FT-100/MV range: -5,00 / +5,00 Volt
Risoluzione 0,01 Precisone +/-0,01 Volt
FT-100/MV-H range: -10,00 / +10,00 Volt
Risoluzione 0,01 Precisione +/-0,02 Volt
Partenza ritardata - Memorizzazione 131.000 letture
Valore medio di n. 100 letture in un secondo
PREZZI COMPETITIVI !! Alimentazione con batteria al Litio sostituibile

FT-Graph-2

Software di elaborazione grafica con selezione dei dati.


Si possono graficare e stampare tutti i file relativi alle letture del data logger serie
FT-100/MV (fino a 131.000). Possibilità di scegliere fra i seguenti modelli
matematici: Media - Mediana - Scarto quadratico - Gaussiana

Due ulteriori importanti possibilità del software sono la funzione “ DURATA TOTALE DEI
FUORI SOGLIA” e quella relativa al “ INDICE DI VARIABILITA’ (Bassa, Media, Alta).
Nella parte inferiore del report è riportata la sommatoria del tempo complessivo per “intervalli
di tempo” selezionabili. Si può inoltre stampare il report per "Cronologia", "Ordinato per
durata" oppure "Ordinato per tipologia", dopo aver scelto per minima o massima.

ECONORMA S.a.s. - 31020 SAN VENDEMIANO - TV - Via Olivera 52


Tel. 0438.409049 Fax 0438.409036
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Le immagini n° 36 - marzo 2009

re
EDITORIALE
Vivere l’Associazione
7
8
OPEN SPACE
La Cassazione sulla responsabilità
per l’utilizzo di una macchina

CONvEGNO
Le reti di distribuzione del gas in Italia
12
SPAZIO CIG
Incidenti da gas combustibile in Italia 16
SPAZIO CIG
Forum Italiano Sicurezza Gas. Gas combustibili.
Fare sistema per una sicurezza sostenibile
18
SPAZIO CIG
Delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas
(AEEG) ARG/gas 120/08 20
SPAZIO CIG
Canna fumaria condominiale?
Analisi e suggerimenti del Comitato Italiano Gas
23
APCE NEWS
ARG/gas 120/08 CHIARIMENTI
27
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Udine
24-25-26 giugno 2009
VIII edizione

Giornate
Nazionali
sulla Corrosione

e Protezione
Coordinatore delle Giornate Organizzate da Con il patrocinio di
L. Fedrizzi - Università di Udine Associazione
Italiana Università degli Studi di Udine
di Metallurgia

Comitato Organizzatore
F. Bassani - Associazione Italiana di Metallurgia
L. Fedrizzi - Università di Udine
R. Fratesi - Presidente Centro Corrosione AIM
M. Cornago - Presidente NACE Milano Italia Section
R. Ferretto - Presidente AITIVA
G. Magnoni - Presidente APCE

Comitato Scientifico L’obiettivo del convegno è quello di presentare gli


C. Bartuli - Università di Roma La Sapienza aspetti più innovativi nel settore della ricerca e del-
P.L. Bonora - Università di Trento l’applicazione industriale delle tecnologie anticor-
S. Cavalieri - Apce
rosione, facendo anche riferimento ai mutati aspet-
R. Cigna - Isproma, Roma
ti normativi: si vuole inoltre costruire un’occasione
L. Fedrizzi - Università di Udine
di dibattito tra i vari studiosi del settore affinché l’e-
R. Fratesi - Università Politecnica delle Marche
G. Gabetta - ENI div. E&P
sperienza di ognuno possa apportare ricchezza di
G. Gusmano - Università di Roma Tor Vergata informazione, possibilità di collaborazione, stimolo
F. Mazza - Università di Milano e crescita per tutti.
T. Pastore - Università di Bergamo Relatori di alto livello tratteranno attraverso la presen-
P. Pedeferri - Politecnico di Milano tazione di oltre 760 memorie le seguenti tematiche:
E. Proverbio - Università di Messina - Rivestimenti Protettivi;
P.V. Scolari - Consulente - Meccanismi di corrosione e comportamento
S. Trasatti - NACE Milano Italia Section dei materiali;
F. Zucchi - Università di Ferrara - Passività e corrosione localizzata;
- Corrosione negli ambienti industriali;
- Corrosione nel calcestruzzo armato:
- Corrosione in ambiente marini;
- Controlli e normative nell’industria chimica;
- Protezione catodica e corrosione nei terreni;
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Workshop APCE
La mattina del 25 giugno, all’interno della manifestazione, APCE organizza un Workshop con i principali attori delle
aziende di distribuzione del gas con l’obiettivo di fare il bilancio, dopo 10 anni di applicazione delle delibere
dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas e delle linee guida prodotte da APCE e pubblicate da UNI, sulla corretta
gestione degli impianti di protezione. Saranno sentiti i pareri e le esperienze delle società di distribuzione e dei tec-
nici che hanno gestito i sistemi di protezione catodica.
Lo scopo dell’incontro è di individuare i punti di forza e le eventuali debolezze dell’attuale procedura di valutazione
al fine di proporre emendamenti pratici, sia nella direzione della semplificazione, sia nel superamento di difficoltà
gestionali e interpretative.
Il workshop prevede una introduzione al documento e ai suoi obiettivi, seguita da interventi più specifici sulla sua
applicazione e su proposte di modifica o integrazione.
Una tavola rotonda chiuderà i lavori dando ampio spazio al pubblico presente.

I Soci APCE potranno partecipare al Workshop rivolgendosi alla Segreteria dell’APCE

Per tutte le altre iscrizioni alla manifestazione rivolgersi AIM, Associazione Italiana di Metallurgia,
Piazzale R. Moranti, 2 20121 MI,
Tel. 02.76021132; 02.76397770, Fax: 02.76020551, info@aimnet.it, www.aimnet.it

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Hydrica Salone Internazionale


delle Tecnologie per l’Acqua
Padovafiere spa
23-25 giugno 2009
L'evento presenta agli addetti ai lavori le tecnologie e le soluzioni innovative per la depurazione e il trattamento
dell'acqua ad uso civile, industriale e agricolo, la gestione e il ciclo idrico integrato, la manutenzione delle reti idri-
che e fognarie, in un confronto di alta specializzazione tra il mondo produttivo, i gestori, le amministrazioni e il
mondo tecnico scientifico.
L'edizione 2009 di Hydrica che si svolgerà nei nuovi padiglioni di Padova Fiere dal 23 al 25 giugno, è incentrato
sulla valorizzazione di una corretta gestione della risorsa idrica, la sostenibilità ambientale e l'uso dell'acqua.
La manifestazione si rivolge a tutto il settore industriale, agli studi di consulenza, alle Università e Centri di ricer-
ca, alle associazioni di categoria ed a tutti gli operatori del settore, ospiterà una tre giorni di discussione sulle solu-
zioni tecnologiche più avanzate, aspetti normativi e modelli di gestione, sostenibilità ambientale, fornendo un
approfondimento relativo allo stato dell'arte del settore in Italia e all'estero, oltre all'esposizione, le aziende parte-
cipanti potranno presentare tecnologie e servizi negli spazi predisposti.

Per iscrizioni e prenotazioni rivolgersi a:


Hydrica
Segreteria organizzativa padovafiere spa
+39.049.840.516
www.hydrica.org
hydrica@padovafiere.it
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l’editoriale di gino magnoni

Vivere l’Associazione

I
n un anno come il 2009 che si preannuncia difficile, in cui la crisi
generale che sta coinvolgendo tutti i settori non risparmiera’
quello dell’industria dei servizi a rete, c’è comunque qualco-
sa di positivo e costruttivo da poter sviluppare.
In questo contesto il problema piu’ importante diventa
quello di resistere alla crisi aspettando tempi migliori,
quindi mettere a fattor comune gli sforzi di tutte le diverse
realtà appartenenti al settore della protezione catodica. Questo
naturalmente significhera’ superare una volta per tutte la ristret-
ta visione dei propri interessi e sviluppare quel processo inizia-
to da tempo, nel quale introdurre miglioramenti e nuovi model-
li organizzativi per riuscire a fare sistema nella distribuzione del
gas e soprattutto nella distribuzione idrica, in cui le attività di
protezione catodica non trovano ancora la sensibilità e l’inte-
resse che meritano. L’esigenza di un approccio sostenibile e
condiviso della risorsa si va ormai affermando anche nella
gestione dell’acqua, sia nelle forme di uso della stessa che nella
valorizzazione del territorio in generale.
Per quanto riguarda l’agenda di APCE del 2009, Vi ricordo la
partecipazione all’ottava edizione delle Giornate Nazionali sulla
Corrosione e Protezione che ormai segue una consolidata col-
laborazione con AIM (Associazione Italiana di Metallurgia).
L’obiettivo del convegno è quello di presentare gli aspetti più
innovativi nel settore della ricerca e dell’applicazione industria-
le delle tecnologie anticorrosione, facendo anche riferimento ai
mutati aspetti normativi; si vuole cosi’ favorire lo svolgimento di un dibattito tra i vari stu-
diosi del settore.
La manifestazione, avrà luogo a Udine dal 24 al 26 giugno 2009. APCE si e’ riservata la mat-
tina del 25 Giugno per organizzare una tavola rotonda, con la partecipazione dei principali
attori della distribuzione del gas, avente per oggetto la valutazione dell’applicazione della
direttiva dell’AEEG sugli impianti di protezione catodica dopo i primi 9-10 anni, oltre alle tre
linee guida alle quali APCE ha dato il suo sostanziale contributo. L’organizzazione della tavo-
la rotonda e’ stata curata direttamente dalla segreteria di APCE, e per i Soci (una cinquan-
tina) e’ prevista la partecipazione gratuita.
Ai nostri lettori, comunico che la redazione il notiziario APCE per l’anno 2009 ospiterà uno
“spazio CIG”. Abbiamo infatti ritenuto sinergico e produttivo per APCE e per il Comitato
Italiano Gas, veicolare attraverso il nostro giornale una comunicazione trasversale amplian-
do le informazioni sugli aspetti normativi relativi al gas combustibile. In futuro nutriamo la
speranza di poter offrire sempre maggiori spazi alle attività di protezione catodica nella
distribuzione idrica.
Infine, come aspetto partecipativo alle attivita’ dell’Associazione APCE ricordo l’importan-
za delle riunioni che il Comitato Tecnico Centrale e i Comitati Tecnici Territoriali effettua-
no durante l’anno. L’assenza dei vostri rappresentanti, che spesso registriamo, non vi con-
sente di venire a conoscenza delle problematiche, delle proposte e delle soluzioni che
l’Associazione affronta continuamente. Il ricevimento dei documenti senza conoscere il
dibattito, che li ha generati, rischia di non avere la stessa efficacia, gli incontri sono momen-
ti di confronto e di crescita, soprattutto per i tecnici che sono delegati a partecipare.Vivere
l’Associazione è importante per voi tutti ed è fondamentale per l’Associazione.
Vi invito pertanto a non sottovalutare la partecipazione agli incontri e nel contempo a
segnalarci le vostre esigenze.

Un saluto a tutti, Gino Magnoni


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o p e n s p a c e

La Cassazione sulla
responsabilità per
l’utilizzo di una macchina
La marcatura “CE” non esonera dalle sue responsa-
bilità il datore di lavoro utilizzatore nel caso in cui
una macchina non risponda alle norme in materia di
sicurezza sul lavoro

A
bbastanza articolata e complessa è questa sentenza della Corte di Cassazione,
come del resto il commento che ne è derivato in quanto riguarda la individua-
zione delle responsabilità per un infortunio sul lavoro occorso nei pressi di una
macchina marcata “CE”. Con essa la stessa Corte perviene alla conclusione che
tale marcatura CE non mette al riparo il datore di lavoro da responsabilità pena-
li se la macchina stessa, contrariamente da quanto dichiarato dal costruttore, non
risponde alle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro. La normativa di
prevenzione degli infortuni prevede, infatti, che il datore di lavoro debba garan-
tire l’incolumità dei dipendenti ed evitare danni a quanti possano venire a con-
tatto anche occasionalmente con elementi di lavorazione pericolosi e non
protetti di macchine sottoposte al suo controllo, né un eventuale concorso
di colpa addebitabile al fabbricante della macchina o ad eventuali comporta-
menti colposi del lavoratore possono escludere il nesso causale tra la con-
dotta del titolare e l’evento lesivo.

È un argomento questo già trattato in passato in numerose sentenze


dalla Corte di Cassazione nelle quali la stessa aveva avuto modo di evi-
denziare quanto sopra indicato. Fra le tante sentenze si cita in partico-
lare la n. 1296 Sez. IV del 13/1/2006, Mollo, secondo la quale la respon-
sabilità del costruttore di una macchina per eventuali carenze di misu-
re di sicurezza non sono sufficienti, specie se queste sono visibili e
verificabili con la normale diligenza, ad escludere la responsabilità del-
l’utilizzatore che è tenuto in ogni caso ad eliminare le fonti di perico-
lo in essa esistenti, ed ancor prima Cass. Pen. Sez. IV n. 32426 del
4/7/2001, in base alla quale “già all’atto dell’acquisto il datore di lavo-
ro ha l’obbligo di verificare in concreto la sussistenza dei requisiti di
sicurezza provvedendo, se necessario, a dotare il macchinario dei
dispositivi di prevenzione dei quali risulti sprovvisto oppure ad inte-
grare quelli già esistenti se questi si presentano in maniera evidente
insufficienti” e “né ad esonerare il datore di lavoro da tali obblighi
si può invocare, secondo un meccanismo di pedissequa auto-
maticità, la circostanza che la macchina fosse provvista della
marcatura CE di cui al D.P.R. n. 459/1996”, ed infine Cass.
21/6/2004 Traversi, Cass. 16/5/2002 Argentieri, Cass. 9/5/2000
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D’Urso, Cass. 28/4/2000 Galli e Cass. 24/9/1996 Ieritano, in


ognuna delle quali è stata individuata la responsabilità dei datori
di lavoro per avere messo a disposizione dei propri lavoratori
dipendenti macchine che, malgrado fossero marcate CE, presen-
tavano palesi carenze in materia di prevenzione degli infortuni.
Il caso di cui alla sentenza all’esame riguarda il legale rappresen-
tante di una società che era stato chiamato a rispondere del

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“ La normativa di prevenzione
prevede il datore di lavoro,
degli infortuni
debba garantire l’incolumità
che
del dipendente

reato di cui all’art. 590 commi 2 e 3 c.p. in ulteriori rischi prevedibili, e prevedibile non
danno di un lavoratore dipendente che aveva era stato considerato che un lavoratore
subito un infortunio sul lavoro presso una potesse, nelle normali condizioni di esercizio,
macchina stabilizzatrice nel corso di alcuni introdurre un braccio sotto il tegolo alzato
lavori stradali e per colpa consistita nell’i- della macchina, anche perché, per poterlo
nosservanza della normativa antinfortunisti- fare, lo stesso lavoratore avrebbe dovuto
ca ed in particolare dell’art. 68, D.P.R. sdraiarsi a terra.
27/4/1955 in quanto la macchina stessa pre- La Corte di Appello ha successivamente,
sentava un rischio di cesoiamento non risul- invece, ritenuto l’imputato responsabile del
tato protetto. La macchina era costituita da reato di lesioni colpose aggravate dalla viola-
un tamburo di fresatura munito di un eleva- zione della normativa antinfortunistica, e lo
to numero di utensili da taglio (denti) che, condannava alla pena di mesi uno e giorni
mentre ruota, fresa il materiale della pavi- dieci di reclusione, con la concessione dei
mentazione stradale ed aveva come prote- benefici della sospensione condizionale della
zione del tamburo un tegolo per evitare che pena e della non menzione della condanna.
i sassi potessero andare a finire ai lati o nelle Evidenziava la Corte di Appello che l’infortu-
altre parti dell’ingranaggio. L’infortunio era nio si era verificato perché non erano state
accaduto mentre alcuni operai stavano cari- rispettate alcune norme di prevenzione degli
cando la macchina operatrice su di un rimor- infortuni e non erano state adottate tutte le
chio per essere trasportata altrove ed in par- procedure di sicurezza indicate dal costrut-
ticolare per avere il lavoratore infortunato tore e riportate nel libretto di istruzioni, dal-
inserito un braccio in una zona pericolosa l’informazione alla formazione del lavorato-
della stessa nel mentre l’operatore provve- re, dall’assistenza durante le operazioni
deva, una volta posizionata la macchina sul avendo la macchina alcune zone non visibili
rimorchio, a calare il tegolo di protezione. dall’operatore stesso alla verifica che nessu-
L’infortunato riportava il distacco traumati- no stazionasse nel raggio di azione della
co del braccio destro, poi riattaccatogli con macchina stessa.
un intervento chirurgico, con conseguente Il legale rappresentante della società propo-
indebolimento permanente della funzionalità neva ricorso alla Corte di Cassazione per
del braccio stesso e incapacità di attendere una serie di motivazioni fra le quali spicca
alle ordinarie occupazioni. una richiesta di esonero totale di responsa-
L’imputato veniva assolto dal Tribunale in bilità in quanto la macchina oggetto del-
quanto la macchina operatrice era risultata l’infortunio era fornita di certificazione CE di
essere munita della dichiarazione CE di conformità ed inoltre perché la norma spe-
conformità ai requisiti essenziali di sicurezza ciale di cui al D.P.R. n. 459/1996 individua nel
per cui nessun altro presidio di sicurezza era costruttore e non nell’utilizzatore finale il
stato ritenuto necessario a salvaguardia di soggetto competente alla gestione del
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rischio. L’imputato ha posto altresì in eviden- il datore di lavoro, che non abbia assolto
za alla Corte di Cassazione che la stessa appieno il suddetto obbligo cautelare, neppu-
ditta costruttrice aveva individuato il perico- re che una macchina sia munita degli accor-
lo di cesoiamento durante le fasi di sistema- gimenti previsti dalla legge in un certo
zione, ai fini del trasporto, della macchina sul momento storico, se il processo tecnologico
rimorchio e ne aveva fatto anche oggetto di sia cresciuto in modo tale da suggerire ulte-
segnalazione all’utente nonché oggetto di un riori e più sofisticati presidi per rendere la
intervento diretto proprio su quella macchi- stessa sempre più sicura (Cass. Sez. IV,
na consistito nell’installazione di un riparo 11.12.2007, n. 6280; Sez. IV, 10.11.2005, n.
nella zona di pericolo. 2382, Minesso; Sez. IV, 26.04. 2000, Maantero
La Suprema Corte ha però rigettato il ricor- ed altri)”. Ribadisce ancora la Corte di
so proposto dall’imputato confermando la Cassazione la affermazione secondo cui “è
sua condanna. In particolare la Sez. Feriale, in configurabile la responsabilità del datore di
merito al richiesto concorso di responsabi- lavoro il quale introduce nell’azienda e mette
lità del costruttore ha condiviso le conclu- a disposizione del lavoratore una macchina -
sioni alle quali era pervenuta la Corte di che per vizi di costruzione possa essere
Appello sostenendo che “nel caso di specie, fonte di danno per le persone - senza avere
eventuali concorrenti profili colposi addebi- appositamente accertato che il costruttore,
tabili al fabbricante non elidono certamente e l’eventuale diverso venditore, abbia sotto-
il nesso causale tra la condotta del datore di posto la stessa macchina a tutti i controlli
lavoro e l’evento lesivo in danno del lavora- rilevanti per accertarne la resistenza e l’ido-
tore” ed ha ribadito altri concetti, anche essi neità all’uso, non valendo ad escludere la
già espressi in precedenza in altre sentenze e propria responsabilità la mera dichiarazione
cioè che da un lato “la disciplina normativa di di avere fatto affidamento sull’osservanza da
cui al citato art. 68 del D.P.R. n. 547 del 1955 parte del costruttore delle regole della
- nel prescrivere che in ogni caso ed in qual- migliore tecnica (Cass., Sez. IV, 03.07.2002,
siasi fase dell’uso di una macchina, il pericolo Del Bianco Barbacucchia)”.
derivante dagli organi lavoratori della stessa Del tutto inconferente ha ritenuto infine la
deve essere rimosso mediante idonei sistemi Suprema Corte il discorso relativo alla certi-
di protezione, oppure, quando ciò non sia ficazione di conformità CE “considerato che,
tecnicamente possibile, mediante l’adozione per quanto sopra esposto, la violazione è
di dispositivi di sicurezza - non lascia comun- davvero macroscopica, tanto da sconfinare
que alcun margine di discrezionalità in ordi- nella violazione di regole di comune pruden-
ne alla necessità di evitare il funzionamento za”. “Il carico della fresa sul rimorchio - con-
della macchina stessa quando lo stesso costi- clude la Sezione Feriale - costituiva opera-
tuisca pericolo per il lavoratore addetto (ex zione delicata e pericolosa sia per la mole e
multis, Cass. SEZ. IV, n. 4066 del 23.02.1996, il peso del congegno sia per l’uso di assi da
rv. 204978; Sez. IV, 30.11.1992, n. 1208” e dal- porre sulla rampa di carico (onde evitare il
l’altro ha ribadito, mediante una affermazione contatto metallo contro metallo) e che
che poggia sul disposto dell’art. 2087 c.c., potevano per la pressione spostarsi e creare
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che “il datore di lavoro deve ispirare la sua intralcio” e aggiunge che “sarebbe stato
condotta alle acquisizioni della migliore quindi doveroso prevedere e disciplinare una
scienza ed esperienza per fare in modo che procedura di caricamento che tutelasse
il lavoratore sia posto nelle condizioni di appieno la incolumità dei lavoratori, se del
operare con assoluta sicurezza”. “Pertanto”, caso, integrando quella fornita dal manuale”.
secondo la stessa Sez. IV - non sarebbe suffi- Corte di Cassazione - Sezione Feriale Penale
ciente, per mandare esente da responsabilità - Sentenza n. 45335 del 5 dicembre 2008 .

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Pubbliredazionale

Case History
“FT-105/Pulse”

Mini-Registratore di Impulsi e
aperture e chiusure di contatto

E’
un sistema di monitoraggio moderno, sicuro
ed economico. Le applicazioni tipiche sono
nei seguenti settori: idrologia, meteorologia, vute dai dispositivi ed il relativo
laboratorio, ecc. grafico ed inoltre di salvare su file
Ha un orologio in tempo reale ed una fre- tutti i dati. In ogni caso i file su cui
quenza di acquisizione massima di 200 Hz si memorizzano i dati, sono file
Il contenitore IP-65 è in policarbonato. Ha una porta seriale ASCII leggibili con qualsiasi pro-
RS232 a 9 pin per la programmazione e scarico dati. gramma di videoscrittura e dispo-
L’alimentazione è data da una batteria al Litio 3,6 V con lunga nibili per successive elaborazioni
durata. La scheda elettronica dispone di un ingresso digitale di stampa e grafica.
da contatto pulito che permette di memorizzare il valore
degli impulsi ricevuti, max 4.095 per unità di tempo selezio-
nabile da 1 a 4.095 secondi, oppure i momenti con data e ora
in cui si verifica sia l’apertura e sia la chiusura di contatto. In
quest’ultima modalità la scheda consente di memorizzare
10.600 campioni
e la durata della batteria è notevole.
Se il FT-105/Pulse viene utilizzato come registratore di segna-
li puliti di Aperto/Chiuso, non può essere usato con tra-
smissione radio dei dati, e registra solo a cambio di stato e
non a tempo programmato.
Se viene usato come conta impulsi, può essere usato sia con
la trasmissione radio dei dati, che come normale data logger.
In quest’ultimo caso conta gli impulsi nel tempo di campiona-
mento programmato. In via radio fa solo la campionatura e la
invia con il tempo di trasmissione che è stato impostato.
(Fattore di conversione = 0,5 con la virgola). Se fosse un plu-
viometro con 0,2 mm di acqua per impulso, bisogna mettere
la conversione 0,1).
Se il FT-105/Pulse viene usato programmato come contatto
digitale, in questa opzione viene usato solo con collegamen-
to radio. E’ un contatto Aperto/Chiuso. Bisogna programma-
re solamente il tempo di trasmissione. La frequenza di tra-
smissione deve essere sempre inferiore al tempo del “ritardo
di allarme”. In questa opzione nella cartella dei Movimenti si
avrà in calce la somma totale degli impulsi, da quando è
cominciata la memorizzazione nei tempi programmati.
Il software permette di visualizzare e stampare le misure rice-

ECONORMA S.a.s.
Prodotti e Tecnologi per l’Ambiente

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c o n v e g n o

Le reti di distribuzione
del gas in Italia
Limpatto della riforma sul quadro normativo e rego-
latrio del settore

S i è svolto a Roma il 26 febbraio scorso un workshop organizzato da ANIGAS e


dall’ASSOCIAZIONE ECONOMIA REALE, per fare il punto sulle reti di distribu-
zione del gas in Italia, e sull’impatto della riforma dei sevizi pubblici locali intro-
dotta all’articolo 23-bis della legge 133/2008.
Numerosi ed autorevoli gli interventi dei principali attori del settore.
In particolare è stato ricordato dal Presidente ANIGAS che l’Italia, tra i Paesi europei più
industrializzati, è quello che più degli altri va a gas, anche in conseguenza, della rinuncia al
nucleare e alla scarsità di fonti primarie disponibili.
La protagonista principale della metanizzazione italiana è stata la società Snam, che ha
costruito l’infrastruttura nazionale e una parte delle reti di distribuzione locale, ma non pos-
siamo dimenticare la lungimiranza e l’attività delle aziende di distribuzione, protagoniste del
settore che hanno costruito nel tempo una infrastruttura ineguagliata negli altri paesi. Le
aziende distributrici sono oggi proprietarie dell’80 % degli impianti che gestiscono ed hanno
la responsabilità di mantenere sano un grande patrimonio.
Oggi, ha sottolineato il Presidente, per la gestione e l’affidamento delle reti gas, abbiamo un
quadro normativo poco chiaro ed ancora incompleto. Negli ultimi dieci anni, ed in particola-
re dal 2004 in poi, praticamente una volta l’anno, successivi interventi correttivi alle norme
hanno spostato i punti di riferimento per le imprese di distribuzione.
In particolare, da parte dei rappresentanti ANIGAS, è stato rilevato che dal 1925 al 2000 il
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settore è stato regolamentato da un’unica


direttiva; Il testo unico. Dal 2000 ad oggi si
sono susseguite ben 7 tra leggi, norme e
decreti che hanno reso incerto il quadro
normativo limitando gli operatori del set-
tore nelle decisioni di investimento. Oggi
tutti i distributori si attendono un quadro
di regole certe ed equilibrate che consen-
tano di programmare gli investimenti con
l’obiettivo di mantenere e se possibile
incrementare lo stato di efficienza e la sicu-
rezza di questa infrastruttura strategica.
La legge di riforma dei servizi pubblici loca-
li, della scorsa estate, la cui completa appli-
cazione è condizionata dall’adozione dei
previsti regolamenti governativi, sembra
rappresentare un passo indietro rispetto al
processo di liberalizzazione avviato nel - Esclusione senza eccezioni del servizio
2000 con il recepimento della Direttiva “in house” per il settore gas.
Comunitaria 98/30. Essa va a modificare
alcuni orientamenti che sembravano con- Sono stati evidenziati inoltre altri due
solidati ed introduce nuove criticità. aspetti fondamentali; il primo riguarda la
Con la stesura dei regolamenti attuativi definizione dei bacini di gara che era stato
della riforma che il Ministero per gli Affari individuato, ed era in attesa di essere svi-
Regionali dovrebbe presto portare in luppato, come elemento di recupero di
Consiglio dei Ministri, si dovrebbe trovare efficienza e di riduzione dei costi e di reale
la soluzione a tutti quei problemi rimasti prospettiva di risparmio per i consumatori.
irrisolti. Con le nuove norme questa definizione
Vale la pena a questo punto richiamare le sembra essere affidata ad una scelta discre-
principali considerazioni trattate con deci- zionale delle Pubbliche Amministrazioni,
sione nel workshop: con il rischio di un ritorno alle gare per
singolo Comune.
- Le aziende distributrici di gas devono Il secondo riguarda i bandi di gara che non
poter competere a parità di condizioni, prevederebbero il trasferimento dal vec-
senza usufruire di privilegi sia essa chio al nuovo concessionario del persona-
società pubblica o privata, quotata o non le dedicato al servizio. Il settore della
quotata. Anche se può apparire banale, la distribuzione del gas coinvolge un alto
norma attuale prevede privilegi sia per le numero di addetti, l’impossibilità del pas-
aziende pubbliche sia per quelle quotate. saggio del personale da una società all’altra,
comporterà per l’azienda che ha perso la
- La proprietà delle reti, nell’80% dei casi concessione, il carico di risorse non più
oggi appartiene alle aziende. Se viene impiegabili nel business che si tradurrà in
persa la gara per la concessione, vanno licenziamenti o aumento dei costi di
salvaguardati gli aspetti patrimoniali, l’in- gestione. E’ importante quindi che le nuove
dennizzo al vecchio concessionario deve norme prevedano il trasferimento al nuovo
avvenire prima della consegna degli gestore del personale dedicato, garantendo
impianti. così anche le competenze, a beneficio della
qualità e sicurezza del suo esercizio.
- La durata delle nuove concessioni deve
essere adeguata. Occorre prevedere Un aspetto di particolare interesse per
proporzionali tempi di recupero degli APCE è stato quello di sentire, in una mani-
investimenti. L’attuale durata prevista festazione di alto livello, alla presenza di
dalla deliberazione 164/2000, non è com- autorevoli manager dei più grandi gruppi
patibile con la programmazione degli industriali del Paese e delle Autorità del
investimenti sugli impianti, basta vedere settore, quando si è parlato di sicurezza, di
cosa accade negli altri paesi europei per eccellenza operativa nella telegestione
rendersene conto. delle reti gas, identificare gli investimenti
sulla protezione catodica delle reti in
- Regolare la durata del periodo transito- acciaio, “finalmente” come fattore determi-
rio, in modo che le concessioni non ces- nante di sicurezza ed elemento fondamen-
sino tutte contemporaneamente, e favo- tale per la salvaguardia dell’ingente investi-
rire uno svolgimento delle gare più ordi- mento sostenuto nella costruzione dell’in-
nato, senza affollamento e con più con- frastruttura.
correnza.

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L’EVOLUZIONE CONTINUA: il CCOL

Il sistema integrato MAIDAS è un sistema complementare al CCOL,


creato per permettere agli operatori di effettuare la pianificazione
delle operazioni periodiche di manutenzione programmata degli
impianti di protezione catodica. Attraverso una serie di tabelle pre-
definite determina a priori le differenti tipologie di attività e di misu-
re, predisponendo in maniera univoca e dettagliata, da qualsiasi
postazione PC che abbia accesso al CCOL, le varie attività di manu-
tenzione e misura.

Il palmare
Il D-PAD è un computer palmare; su di esso vengono caricate, tra-
mite collegamento a qualsiasi PC collegato al sito CCOL, le diverse
schede predisposte dal MAIDAS; una volta in campo, l’operatore
potrà aggiornare le schede direttamente sul D-PAD nel momento in
cui l’attività venga completata e, successivamente, al rientro in uffi-
cio, ri-trasferire le informazioni dal D-PAD al database CCOL

La memoria RFID
Si tratta di una memoria RFID installata nei diversi punti di misura, in
grado di comunicare via radio con il palmare DPAD quando questo
si trovi in prossimità del punto stesso; in questo modo, è possibile cer-
tificare la reale presenza dell'operatore presso il punto di misura e,
al tempo steso, memorizzare le operazione effettuate per eventuali
successivi controlli
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CCOL si arricchisce del nuovo acquisitore di campo HYPERDRONE


NOVITÀ

Il nuovo acquisitore di
campo Hyperdrone
L’HYPERDRONE è il dispositivo evoluto di telecontrollo a due cana-
li di lettura per la misura da remoto di corrente DC e AC (valore
RMS). Studiato e progettato per installazioni in ambienti estremi, con
temperature da -30°C a + 75°C, l’HYPERDRONE è dotato di un
nuovo pacco batterie che permette 60 mesi di autonomia in moda-
lità di trasmissione standard, 4 scale di tensione selezionabili, impe-
denza di ingresso 10 MOhm, funzioni di autocheck ed autoreset

L’attrezzatura di campo
Il nuovo acquisitore di campo DRONE è un telecontrollo a due
canali per la lettura remota di potenziale e corrente dei sistemi di
protezione catodica.

Il DRONE dispone di nuove protezioni, antenna e batterie poten-


ziate integrate all’interno del dispositivo stesso, possibilità di trasmis-
sione GPRS oltre a GSM / SMS, funzioni di autoreset.

Il registratore
Il datalogger portatile DATABOX risponde all’esigenza di
integrare le misure rilevate in telesorveglianza con campagne di
misure manuali (ad esempio: analisi dei campi elettrici).
Il DATABOX permette di riversare nel CCOL, direttamente su piat-
taforma WEB, le misure effettuate, tramite semplice cavo seriale, per
una totale omogeneità di gestione con le misure rilevate dal sistema
di telesorveglianza.

Via Vigentina, 2 - S. Genesio ed Uniti (PV)


Tel. 0039 - 0382.580289 Fax 0039 - 0382.580622
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s p a z i o c i g

Incidenti da gas
combustibile in Italia
Alcune riflessioni del Comitato Italiano Gas

R
ecenti accadimenti relativi ad incidenti da gas combustibile hanno riportato l’attenzio-
ne dei media su questo problema nel quale il settore gas è profondamente impegnato
da molti anni.
Come al solito al verificarsi di avvenimenti di questo tipo ecco apparire la solita schie-
ra di benpensanti con le ricette buone per tutte le stagioni ed assistere al florilegio di
notizie di ipotetici interventi e di miracolosi dispositivi che risolveranno ogni questio-
ne, eliminando tutti i pericoli…
In tutto ciò, poi gli incidenti vengono tutti accomunati facendo una grave confusione tra quelli cau-
sati dalle emissioni di monossido di carbonio e quelli causati da fughe di gas.
A cura di Informazioni così date, sicuramente con i migliori intenti ma non corrette, hanno generalmente l’ef-
Francesco fetto di confondere ancor di più i cittadini.
Castorina Vediamo di precisare; le emissioni di monossido di carbonio, provenienti da apparecchi di utilizza-
zione, sono generalmente dovute a combustione del gas incomplete e da altre condizioni che
determinano il riflusso dei prodotti della combustione in ambiente. Concentrazioni di monossido
oltre certi limiti sono nocive e se i tempi di esposizione ad esse superano determinati limiti, diven-
tano letali.
Questa oggigiorno è la principale causa di decessi dovuti all’utilizzazione di gas.
Le cause degli incidenti da monossido di carbonio, vengono da anni accuratamente documentate
dal CIG che nel comunicato stampa, rilasciato il 16 maggio 2008, in occasione della presentazione
della “Statistica incidenti da gas combustibile dell’anno 2007” le identifica come segue:
• l’inefficienza delle canne fumarie, dei camini e dei canali da fumo;
• la non corretta (o mancante) ventilazione dei locali d’installazione;
• lo stato di carente manutenzione degli apparecchi di utilizzazione con riferimento ai parametri
specifici stabiliti dalle disposizioni legislative/normative vigenti;
• l’inidoneità dei locali di installazione degli apparecchi di utilizzazione.
E’ stata verificata la concorrenza di più cause nel determinare tali incidenti, venendosi generalmente
a sommare:
a. la violazione degli obblighi di manutenzione (a cui si associano molto spesso condizioni di vetu-
stà degli apparecchi) impianto evacuazione fumi non idonee;
b. la violazione di prescrizioni di legge/normative relative alla corretta ubicazione degli apparecchi,
in riferimento ai locali d’installazione;
c. la mancanza o la non idoneità, nei casi dovuti, delle aperture di ventilazione.
Le fughe di gas, (si tratta in questo caso di combustibile assolutamente non bruciato) possono dare
origine ad esplosioni o scoppi, quando l’accumulo diviene consistente e non vengono rilevate prima
che si originino, condizioni di criticità.
Non di rado questi incidenti, fortunatamente poco numerosi, si accompagnano a estese distruzio-
w w w. a p c e . i t

ni materiali. Disseminare informazioni non corrette, anche con i migliori intenti, non è certamente
l’approccio più conveniente ad una problematica di questo tipo, legata peraltro a molteplici fattori
e a tutta una serie di complesse situazioni sociali, tecniche e legislative.
Una cosa però è bene chiarirla subito:
gli incidenti da gas non sono accadimenti inevitabili determinati dal perfido Fato; si possono
e si debbono evitare.
Il gas è una delle principali fonti energetiche e finchè rimarrà tale, è un dovere di tutti prevenire il
verificarsi di tali nefasti e luttuosi accadimenti.

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Abbiamo quindi definito che la parola chiave in nuove e più restrittive regole per l’installazione
questo contesto è “prevenzione”. di nuovi impianti alimentati a gas.
Da anni dal Comitato Italiano Gas vengono Adesso altri devono intervenire e due sono le
rivolti inviti alle Istituzioni a produrre uno sfor- cose importanti da fare:
zo comune affinchè questi accadimenti vengano 1. Non si può più rinviare! E’ ormai tempo di
affrontati in una migliore ottica di prevenzione. avviare, da parte delle Istituzioni competenti un
Bisogna considerare che in Italia ci sono circa serio confronto per arrivare a definire in manie-
27 milioni di impianti alimentati con gas com- ra univoca uno schema nazionale per i con-
bustibile e del suo uso sono interessati circa 43 trolli di sicurezza per le utenze domestiche,
milioni di cittadini! Non si può dunque sottova- che tenendo conto delle esperienze sinora pro-
lutare più questa necessità! dotte in questo campo, consenta al nostro Paese
Ciò porta ad affermare che bisogna prendere di portarsi a livello di quei Paesi dell’Unione che
atto della necessità che i cittadini, debbano già da molto tempo vantano degli efficienti sche- E’ ormai
essere resi maggiormente consapevoli all’utiliz- mi di controllo per gli impianti domestici che
tempo di
zo degli apparecchi alimentati a gas. utilizzano gas combustibili.
Si deve chiaramente comunicare ai cittadini – 2. Rottamare! Un piano di rottamazione, con avviare, da
utenti che tali apparecchi devono essere sem- incentivazioni, degli apparecchi a gas obsoleti, parte delle
pre adoperati appropriatamente, con coscienza avrebbe sicuramente benefici effetti. Ad esso, Istituzioni com-
di causa e tenendo sempre ben presenti i dovu- inoltre, si assocerebbe in automatico un con- petenti un
ti accorgimenti per evitare eventuali rischi deri- trollo degli impianti asserviti, in quanto per serio confron-
vanti dal loro non corretto impiego. legge, l’operatore dopo l’intervento è tenuto a to per arrivare
Anche tale esortazione ha trovato poco riscon- verificare la compatibilità dello stesso con il a definire in
tro e come prima si è detto degli incidenti da preesistente. Darebbe un positivo riscontro in maniera univo-
gas si parla solo quando sono avvenuti. termini di riduzioni degli incidenti, aiuterebbe a ca uno sche-
Infatti, nessun passo concre- minimizzare i consumi e ma nazionale
to in avanti è stato sinora quindi le emissioni ancor-
per i controlli
mosso nella direzione logica chè poco inquinanti e
dei controlli di sicurezza potrebbe dare un soffio di sicurezza
preventivi sugli impianti, pro- d’ossigeno anche all’indu- per le utenze
babilmente l’unica arma che stria nazionale. Ci sentiamo domestiche.
potrebbe essere efficace per infine in dovere di affronta-
consentire una drastica ridu- re anche un altro aspetto,
zione degli incidenti. su cui spesso viene steso un
L’applicazione di regole pre- velo di inopportuno silen-
viste per i controlli sugli zio; l’uso doloso (e crimino-
impianti, che siano mirati alla so) del gas. Ci si riferisce
salvaguardia della sicurezza alla piaga dei suicidi e tenta-
individuale e collettiva, può ti suicidi e atti dolosi ese-
essere uno degli interventi determinanti ai fini guiti con l’uso del gas combustibile per compie-
della prevenzione. re potenzialmente vere e propie stragi.
In tale ambito, pur essendo la deliberazione Ancora oggi moltissima gente è convinta che l’i-
40/04 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas nalazione del gas combustibile può essere noci-
(AEEG), orientata in questa logica d’intervento, va e condurre in poco tempo alla morte. E’ un
essa al momento vige solo per gli accertamenti retaggio che deriva dai tempi passati, quando
documentali sugli impianti di nuova installazione veniva distribuito il cosidetto gas di città (gas
riservati al personale (accertatori) delle aziende manifatturato), che proveniente dalla distillazio-
di distribuzione e eventuali verifiche con sopral- ne del coke era nocivo anche se inalato in dosi
luogo sui medesimi, riservate all’ente di control- relativamente modeste. Il gas naturale distribui-
lo individuato dalla legge (Legge 46/90, dal 27 to a mezzo reti e il GPL non hanno queste pro-
marzo 2008 sostituita dal D.M. 37/08). prietà nocive. L’inalazione prolungata può con-
E’ ovvio che gli aspetti potenzialmente più pre- durre a forme di avvelenamento ma general-
giudizievoli per la sicurezza debbano però esse- mente non è mortale. Avviene dunque che per-
re ricercati negli impianti in esercizio da più sone che abbiano deciso di togliersi la vita, igno-
lungo tempo, per i quali sarebbe necessario rando ciò, liberino il gas per inalarlo, con il risul-
avviare una massiccia campagna di controllo. tato di creare accumuli dello stesso che inne-
Bisognerebbe pertanto che ognuno facesse la scati per un qualsiasi motivo (la partenza del
propria parte. motore del frigorifero, lo squillo del campanel-
Il Comitato Italiano Gas la sua la sta facendo; lo, etc), esplodano con conseguenze rovinose.
w w w. a p c e . i t

con una norma tecnica di nuova emanazione (la Bisogna fare in modo che i cittadini conoscano
UNI 7129) e con la collaborazione dei fabbri- questo stato di cose, affinchè i potenziali suicidi
canti nazionali di piani di cottura alimentati a rinuncino ad usare il gas, privando così della vita
gas, ha praticamente vietato l’installazione di altri innocenti. Non sono cose comode e facili
piani di cottura privi del dispositivo di sicurezza da dire e costa scriverle ma bisogna avere il
per la rilevazione dell’assenza di fiamma (comu- coraggio di farlo, per il rispetto della vita e in
nemente intesa termocoppia); ha introdotto particolare della vita di tutti.

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c o n v e g n o

Forum Italiano Sicurezza


Gas. Gas combustibili. Fare
sistema per una sicurezza sostenibile

Come armonizzare gli interventi dei soggetti istituzionali:


legislatore, regolatore e formatore.

P
unto di confronto nazionale sui temi caldi della sicurezza gas e delle problemati-
che del settore. Attualità e aggiornamento tecnico, gestionale, normativo.

È con l’idea di fornire agli operatori una serie di informazioni utili, pratiche, ope-
rative che si sono sviluppati i lavori per la definizione degli argomenti portanti del
II Forum Italiano Gas, realizzato da CIG in collaborazione con il Gruppo Italia
Energia. Un nuovo, importante momento di riflessione e di approfondimento che si auspica
di offrire risposte concrete alle numerose e calde problematiche su cui il settore sarà chia-
mato a confrontarsi nei prossimi mesi.

L’appuntamento è previsto per il 10 e 11 giugno 2009 presso la prestigiosa Aula Magna


dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, confermata dopo il positivo riscontro di
gradimento da parte degli sponsor, delegati e relatori durante l’edizione 2008.

Il sito forumitalianosicurezzagas.it sarà per l’occasione ulteriormente potenziato per fornire


agli interessati tutte le informazioni utili sui “Works in progress” . Un sito decisamente atti-
vo che verrà supportato anche da una serie di newsletter, con l’obiettivo di cogliere nell’es-
senziale i punti nevralgici su cui si dibatterà a Milano il prossimo giugno. Un’edizione che si
presenta di particolare importanza, un Forum che il CIG è certo, si confermerà come centro
privilegiato di incontro e dibattito per tutti gli operatori.

Quest’anno le varie sessioni offrono un’articolazione degli argomenti di interesse del setto-
re gas, certamente incentrata sui forti aspetti di novità introdotti da alcuni interventi istitu-
zionali, ma non verranno trascurati anche gli aspetti relativi ad altri argomenti per cui ci sono
lavori in evoluzione. Si parlerà pertanto anche di miglioramento della professionalità degli
operatori, di controlli di sicurezza, manutenzione ma anche di corretta informazione ai citta-
dini.
w w w. a p c e . i t

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SINTESI DEI TEMI istituzioni, distributori, venditori, installa-


tore e costruttori per coniugare sosteni-
PROPOSTI NELLE VARIE
bilità e sicurezza
SESSIONI
Sono previsti interventi su:
Sessione generale di apertura: Tavola •L’accertamento documentale sugli impianti
Rotonda del cliente finale: quale futuro?
Gas combustibili. Fare sistema per una •La responsabilità giuridica del manutentore
sicurezza sostenibile e dell’installatore nell’utilizzo degli impianti
Come armonizzare gli interventi dei sog- alimentati a gas per uso domestico o simila-
getti istituzionali: legislatore, regolatore e re nei luoghi di vita e di lavoro;
formatore. •La qualità del gas e il suo impatto sulle appa-
recchiature;evoluzione normative, criticità,
Titolo: Come armonizzare gli interventi dei approcci.
soggetti istituzionali: legislatore, regolatore e •“Rottamare gli apparecchi gas obsoleti”;
formatore. l’offerta dei costruttori a favore della sicu-
Interverranno oltre al Presidente del CIG, rezza.
rappresentanti del Ministero dello sviluppo •Information Tecnologies, strumento indi-
economico, del Ministero Rapporti con le spensabile per il miglioramento della sicu-
regioni, l’Amministratore delegato di Snam rezza delle reti.
Rete Gas, il Presidente AEEG, il Presidente •La regolazione del servizio di misura gas e
UNI) l’introduzione della telelettura/telegestione.
•Gestione calore, nuove caldaie centralizzate
I a Sessione e sicurezza.

La statistica incidenti da gas : osserva- Sessione di chiusura: Tavola rotonda


torio indispensabile per il migliora-
mento della sicurezza C’è la volontà di “fare sistema”? La paro-
la agli operatori
Sono previsti interventi su:
•Quali le cause in genere degli incidenti e L’iniziativa, promossa dal Comitato Italiano
quali le soluzioni; Gas chiamerà a raccolta tutto il mondo del
•La statistica incidenti da gas anno 2008 – gas Italiano, dai distributori ai venditori, ai
Dati e riflessioni; costruttori di impianti ecc. e potrà contare
•Qualificazione degli installatori e del perso- sulla presenza dei rappresentanti delle mag-
nale delle aziende di distribuzione. Ultime giori Istituzioni in rappresentanza delle
evoluzioni a livello europeo; aziende di distribuzione, di costruzione e
•Nuovi approcci tecnologici per la formazio- manutenzione, dei consumatori, delle
ne del personale e la comunicazione ai Autorità ecc.
clienti finali;
•Comunicare la sicurezza oggi; Per maggiori informazioni:
•Lanciare una campagna sulla sicurezza gas è Gruppo Italia Energia srl
oggi possibile? Criteri organizzativi, costi Via Valtellina, 18
w w w. a p c e . i t

Risultati. Il difficile reperimento dei fondi; 20159 Milano


•Comunicare sicurezza, strategie e risorse. Tel. 02.92888702
e-mail: info@forumitalianosicurezzagas.it
II a Sessione

Regole e nuove tecnologie: sinergie tra

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APCE N_36_C_2:APCE dicembre 04/05/09 19:44 Pagina 20

s p a z i o c i g
Delibera dell’Autorità per
l’Energia Elettrica e il Gas
(AEEG) ARG/gas 120/08

Nuovo testo unico della regolazione della qualità dei servizi


di distribuzione e misura RQDG

n
ell’articolo seguente si fa il punto su due importanti interventi dell’Autorità
per l’energia elettrica e il gas (AEEG) di notevole impatto sull’attività di distri-
buzione ma anche di forte interesse per l’industria manifatturiera (rif. ai grup-
pi di misura), per la normazione tecnica e per i clienti finali.

I° Qualità e tariffe ma anche sicurezza


In data 8 agosto 2008, l’AEEG ha emanato il provvedimento di approvazione della Parte I del
“Testo unico delle disposizioni della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distri-
buzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2009 – 2012” (TUDG) relativa alla rego-
lazione della qualità dei servizi di distribuzione e misura (RQDG).
Il TUDG entrerà in vigore il 1° gennaio 2009 unitamente alla Parte II che tratterà la regola-
zione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura (RTDG).

Punti di attenzione per i distributori


Fino al 31 dicembre 2008 le imprese di distribuzione hanno continuato ad applicare il “Testo
integrato” di cui alla deliberazione n. 168/04 e collegate modificato nell’articolo 33.5 per quan-
to riguarda il calcolo dell’ammontare degli incentivi per recuperi di sicurezza correlati all’odo-
rizzante.
Dal 1° gennaio 2009 sono entrate in vigore le disposizioni previste dal TUDG, tranne per quan-
to riguarda:
• la disciplina degli indennizzi automatici;
• la disciplina degli appuntamenti;
• la metodologia di verifica dei dati di qualità che le imprese distributrici devono comunicare
all’Autorità;
per questi argomenti resterà valido quanto disposto dal “Testo integrato” della 168/04.
Dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2009 i distributori con un numero non superiore a 3.000
di clienti finali allacciati in bassa pressione sono tenuti al rispetto delle disposizioni della qualità
commerciale del TUDG limitatamente per le prestazioni di “attivazione della fornitura” e di
“riattivazione della fornitura in seguito a sospensione per morosità”.
Il “Testo integrato” della 168/04 verrà definitivamente abrogato a partire dal 1° gennaio 2010.
Infine dal 1° gennaio 2010 le imprese di distribuzione applicheranno quanto disposto nel TUDG
relativamente:
• al nuovo indicatore “tempo di risposta alla chiamata per pronto intervento” e relativo stan-
dard generale (articoli 24.1 e 24.2);
• ai dati specifici da registrare alla ricezione della chiamata telefonica di pronto intervento e quel-
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li sui volumi di chiamate da comunicare all’Autorità (rispettivamente agli articoli 29.9 e 31.9).
L’Autorità ha dato mandato alla Direzione Consumatori e Qualità del Servizio di provvedere
all’elaborazione di “Istruzioni tecniche” per supportare gli operatori nell’implementazione delle
nuove disposizioni.

Il ruolo del CIG


Il ruolo del Comitato Italiano Gas (CIG) nel contesto rimane immutato.
In relazione a quanto previsto al “Titolo IV – Servizio di pronto intervento, emergenze e

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incidenti da gas”, art. 26 (Emergenze) ed art. lo caratterizzano. Viene spazzata via una diffu-
27 (Incidenti da gas), il CIG continua nell’ela- sa credenza, secondo la quale il settore gas è
borazione delle pertinenti statistiche. un settore tradizionale, poco innovabile e
Per quanto attiene il “Titolo V – Norme tecni- comunque riottoso alle novità. Se ricordiamo
che per la sicurezza e la continuità del servizio che il provvedimento dell’AEEG è stato prece-
di distribuzione” all’art. 28, il CIG è doppia- duto da fasi operative di consultazione e scam-
mente interessato, prima come Ente di nor- bio di idee tra la stessa e gli attori del settore
mazione Federato all’UNI e incaricato di ela- allora potremmo già dire che ci si inizia a
borare le norme tecniche per il settore gas e muovere in un ambito prospettico molto favo-
poi come organismo tecnico designato, insie- revole, dove gli aspetti regolamentari oltre che
me ad APCE, di elaborare linee guida funziona- a giovare al processo di liberalizzazione, pos-
li all’attuazione della regolazione AEEG. sono anche favorire aspetti legati allo sviluppo
In particolare, diviene opportuno segnalare tecnologico.
che in relazione a quanto AEEG dispone all’art. In sostanza oltre all’obiettivo specifico di arri-
28 norme tecniche comma 5 il CIG ha già vare alla rilevazione dei consumi nella maniera
provveduto ad elaborare il documento di valu- più corretta possibile e meglio fruibile, si dà
tazione dei rischi di dispersioni gas, in pubbli- anche il la ad una forte attività industriale, a
cazione come UNI TS 11297. sostegno della quale sarà fortemente prope-
Inoltre per quanto riguarda le esistenti linee deutica l’attività normativa tecnica. il Comitato
guida per la distribuzione, sono già operativi in Già; perché è bene precisarlo subito, sarà
CIG due gruppi di lavoro per il loro aggiorna- necessario lavorare su aspetti tecnici ancora Italiano Gas
mento ed allineamento al TUDG. non consolidati e in qualche caso bisognerà (CIG), viene
trovare nuove soluzioni tecniche per arrivare ad assumere
al rispetto dei requisiti minimi che l’AEEG ha
II° Telelettura e telegestione definito nel suo provvedimento. un ruolo
La delibera ARG/gas 155/08 In questo contesto, il Comitato Italiano Gas determinante
La recente pubblicazione della delibera (CIG), viene ad assumere un ruolo determi- per l’attuazio-
ARG/gas 155/08, relativa ai contatori di tipo nante per l’attuazione delle prescrizioni per la
elettronico per la misura del gas, “Direttive messa in servizio dei nuovi gruppi di misura.
ne delle pre-
per la messa in servizio dei gruppi di misu- Infatti, al CIG la delibera assegna “… le attività scrizioni per
ra del gas, caratterizzati da requisiti funzio- di normazione funzionali alla diffusione della la messa in
nali minimi e con funzioni di telelettura e telegestione e della telelettura dei gruppi di
servizio dei
telegestione, per i punti di riconsegna delle misura…” e specifica “…che tali attività trovi-
reti di distribuzione del gas naturale” è un no spazio nell’ambito del protocollo d’intesa nuovi gruppi
intervento per certi versi epocale e nel tempo tra l’Autorità e il CIG approvato con la deli- di misura.
di fortissimo impatto sulle attività del settore. berazione GOP 9/08”; specifica inoltre che tali
Da una prima analisi del documento oltre attività debbano comprendere:
all’obiettivo che persegue l’AEEG, di puntuale - l’aggiornamento delle specifiche tecniche esi-
regolazione, proattiva al processo di liberaliz- stenti (famiglia delle UNI/TS 11291) in rela-
zazione, emerge la necessità di un’azione di zione ai requisiti funzionali e ai protocolli di
elaborazione della normativa tecnica e dei comunicazione tra il sistema centrale e i
sistemi di misura, tali da interessare fortemen- concentratori dati previsti dal presente
te anche il settore industriale di riferimento, provvedimento, prevedendo nel contempo
già molto attivo e presente sia in Italia che l’estensione del campo di applicazione della
all’estero. stessa norma fino ai gruppi di misura di clas-
Emergono in tutta evidenza dalla lettura del se G10;
provvedimento gli elementi di forte novità che - lo sviluppo dei documenti normativi aventi
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ad oggetto i requisiti funzionali previsti dal Nello stesso tempo un’altra scelta decisiva è
presente provvedimento per i gruppi di stata compiuta, imponendo l’obbligo di corre-
misura di classe inferiore a G10 e i proto- zione della misura in temperatura e pressione
colli di comunicazione tra i concentratori per i gruppi di misura di classe superiore o
dati e i gruppi di misura; uguale a G10 e lasciando l’obbigo di correzio-
- lo sviluppo di eventuali altre norme correla- ne per la sola temperatura per i gruppi di
te alla diffusione della telegestione e telelet- misura di classe inferiore a G10. Ciò è spiega-
tura dei gruppi di misura del gas della distri- bile con l’intenzione di rendere disponibili
buzione del gas naturale.. quanti più elementi possibili per la migliore
Per l’effettiva attuazione della delibera, l’atten- precisione nella rilevazione dei consumi a quei
zione dovrà considerare anche altri aspetti del punti di prelievo interessati da volumi di gas
sistema gas, quali ad esempio l’ubicazione stes- che si attestano a livelli importanti. Possibili
sa dei misuratori, che dovrà essere coerente recuperi di efficienza e ottimizzazione dei con-
con l’evoluzione normativa nel suo complesso, sumi sono due ulteriori elementi che è bene
rispetto all’epoca in cui era stata avviata la tenere a mente nel contesto. Comunque è
metanizzazione del Paese e la diffusione del opportuno precisare che i contatori G10,
metano (gas naturale) nelle abitazioni dei cit- generalmente in uso a clienti con
tadini. consumo/anno di circa 20.000 mc (condomini,
Come si può vedere un programma normati- piccole realtà produttive,etc) sono molto
Il provvedi- vo da fare tremare i polsi a qualsiasi ente di meno diffusi rispetto ai contatori G16.
mento intro- normazione ma che il CIG, conscio dell’im- Il provvedimento introduce un piano pro-
portanza dell’attività, sta già affrontando con la gressivo di sostituzione del parco misuratori
duce un piano sicurezza che gli divie- per quelli di classe infe-
progressivo di ne dalla competenza e riore a G10, che preve-
sostituzione dall’impegno dei suoi de un avvio al 31 dicem-
Soci. bre 2012 (per il 5% dei
del parco
Altre e numerose con- punti di riconsegna esi-
misuratori siderazioni si potreb- stenti al 31 dicembre
bero fare sugli inter- 2011) con l’obiettivo
venti normativi in dive- dell’80% del totale (in
nire ma allo stato consultazione era stato
attuale delle cose è proposto il 95%) al 31
opportuno fermarsi e dicembre 2016.
fare qualche considera- Viene anche disposto
zione solo sugli aspetti l’obbligo di comunica-
specifici della delibera. zione ai clienti finali da
Il primo aspetto di par- parte dell’impresa di
ticolare evidenza è distribuzione in merito
quindi l’intenzione dell’AEEG di arrivare ad un alla sostituzione dei contatori, confermandone
quadro regolatorio definito, anche in assenza la responsabilità, e rendendo chiaro al cliente
di riferimenti normativi tecnici consolidati e finale chi è l’interlocutore correlato al servizio.
come abbiamo visto, per molti versi ancora da Su tale aspetto ci potrebbe anche essere il
costruire. Non si punta però ad introdurre rischio che si possa ingenerare confusione nei
regole di buona pratica quali in un certo senso clienti finali, che ricordiamolo, mantengono il
possono essere le linee guida, ma piuttosto si rapporto diretto con i venditori. Sarà oppor-
mira a dare un assetto definitivo ad una mate- tuno che le cose vengano fatte con estrema
ria certamente delicata ma estremamente chiarezza e semplicità, perché ammettiamolo;
importante. la maggior parte dei clienti finali fa fatica a
Il provvedimento però ha anche altri aspetti di comprendere gli aspetti di separazione socie-
rilievo. taria.
Esso ribadisce, in un certo modo sancendolo, A questo punto il lettore potrà lecitamente
che l’impresa di distribuzione è il soggetto domandarsi; ma alla fine chi paga? L’AEEG ha
responsabile delle attività di installazione, precisato nel comunicato stampa che il costo
manutenzione dei gruppi misura e della rac- dell’iniziativa “non comporterà alcun addebito
colta e validazione delle misure, con riferimen- in bolletta”. D’altro canto gli investimenti che
to ai punti di riconsegna delle reti di distribu- le imprese di distribuzione dovranno sostene-
zione. re per i gruppi di misura e i sistemi di tele
w w w. a p c e . i t

Circa i requisiti funzionali minimi che devono gestione, saranno riconosciuti dal sistema
qualificare i misuratori, dopo il processo di tariffario. Quindi, sarà inevitabile che ciò com-
consultazione la scelta finale dell’AEEG, è porterà un incremento delle tariffe di distribu-
stata di abbassare la classe del misuratore “di zione e misura.
soglia” da G16 a G10, in riferimento ai requi- Con tutta probabilità AEEG intendeva afferma-
siti più rigorosi (telelettura per i gruppi di re che non saranno previsti addebbiti specifici
misura di classe superiore o uguale a G10 e in bolletta, essendo tutto regolato in funzione
telegestione e telelettura per i rimanenti). tariffaria.

22
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s p a z i o c i g

Canna fumaria
condominiale?
Problemi e/o dubbi su possibili soluzioni di messa a norma?
Analisi e suggerimenti del Comitato Italiano Gas (CIG)

F requentemente allo Sportello telefonico del Comitato Italiano Gas (CIG) ven-
gono segnalati problemi sulle canne fumarie condominiali. Nel seguente articolo
si è cercato di fare un’analisi sulle principali cause, cercando nel contempo di
offrire alcuni suggerimenti di carattere tecnico.
Le canne fumarie collettive ramificate (CCR) rappresentano un sistema di eva-
cuazione dei prodotti della combustione (fumi) molto diffuso in ambito nazionale, soprat-
tutto nei condomini realizzati a partire dal 1960 in poi, e possono essere asservite esclusi-
vamente ad apparecchi di tipo B (cosiddetti a camera di combustione aperta) funzionanti a
A cura di
Emilio Bianchi e
tiraggio naturale (cioè privi di ventilatore nel circuito di combustione) alimentati a gas. Francesco
Le canne collettive ramificate (CCR) sono costituite in pratica da un condotto principale Castorina
(denominato condotto primario o collettore) al cui fianco si sviluppano tanti condotti ver-
ticali (definiti secondari) sovrapposti l’uno all’altro.
I condotti secondari, la cui altezza è praticamente equivalente a quella del piano/apparta-
mento di riferimento (circa 2,70/3,00 metri), sono collegati al condotto primario mediante
un elemento speciale (denominato “deviatore”) posto all’estremità superiore degli stessi.
Alla base dei condotti secondari, sempre mediante un elemento deviatore, è invece previ-
sto l’imbocco di collegamento con gli apparecchi di utilizzazione.
La funzione dei condotti secondari è quella di raccogliere i prodotti della combustione
(fumi) generati dagli apparecchi e convogliarli nel condotto principale per la successiva eva-
cuazione in atmosfera.
Il condotto secondario posto alla sommità del sistema sfocia, invece, direttamente in atmo-
sfera senza necessità di essere collegato al primario.
Nelle canne collettive ramificate di prima generazione, fino alla fine degli anni 80, era previ-
sta la possibilità di collegare fino ad un massimo di nove apparecchi.
Successivamente, sia per motivi di sicurezza sia grazie a procedimenti di progettazione e
dimensionamento sempre più precisi, nelle specifiche norme di riferimento (UNI 7129 –
UNI 10640) è stato previsto di poter collegare ad una canna collettiva ramificata fino ad un
massimo di sei apparecchi di cui cinque, attraverso i relativi condotti
secondari, evacuano i prodotti della combustione attraverso il condotto
primario mentre il sesto apparecchio, per mezzo del relativo condotto
secondario, evacua direttamente in atmosfera.
In questi sistemi di evacuazione dei prodotti della com-
bustione e soprattutto in quelli di
w w w. a p c e . i t

prima generazione, a seguito di con-


trolli o a causa di anomalie di
funzio-

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namento degli apparecchi, gli installatori ed i energetico ma si traduce anche, in prati-


manutentori possono riscontrare frequente- ca, in una sensibile riduzione della tempe-
mente problemi di corretto funzionamento, ratura dei prodotti della combustione. La
sia nel caso di installazione/sostituzione di differenza di temperatura tra i prodotti
apparecchi che nel caso di manutenzione della combustione e l’aria esterna (e la
degli stessi. conseguente minore densità dei prodotti
Gli elementi che maggiormente contraddi- della combustione rispetto all’aria), e l’al-
stinguono tali problemi sono il “tiraggio non tezza efficace del camino, costituiscono in
sufficiente” o il “riflusso dei prodotti della buona sostanza gli elementi che innescano
combustione in ambiente”. il movimento fluidodinamico ascensionale
Le cause più frequenti di funzionamento non degli stessi e caratterizzano il corretto
corretto che determinano la non idoneità al funzionamento dei camini a tiraggio natu-
funzionamento della CCR sono generalmen- rale. Una temperatura dei prodotti della
te correlate ai fatti di seguito elencati: combustione più bassa rispetto a quella
1. La canna collettiva ramificata è ostruita degli apparecchi precedentemente instal-
e/o danneggiata nella sua sezione centrale lati, si traduce, in pratica, in una minore
(condotto primario). energia dei prodotti della combustione
2. La canna collettiva ramificata è ostruita stessi, che unita alle perdite di carico
Il nuovo ruolo
e/o danneggiata nel condotto secondario, distribuite e localizzate che i medesimi
assegnato immediatamente o a valle dell’imbocco incontrano percorrendo la canna fumaria,
all’Amministra dopo l’apparecchio. comporta maggiori problemi e difficoltà al
zione nel qua- 3. Sono state effettuate modifiche alla canna loro corretto smaltimento in atmosfera
dro previsto, fumaria, non previste nel progetto origina- rispetto alla condizione preesistente (con
l’aumento del rio (es. interventi e/o modifiche al comi- apparecchi meno efficienti, ma con pro-
commercio gnolo/al tratto terminale). dotti della combustione più caldi).
che comporta 4. Il tratto di condotto secondario della 9. Sono stati installati uno o più nuovi appa-
la realizzazio- CCR è troppo breve o il punto di imboc- recchi dotati di ventilatore nel circuito di
ne attraverso co dell’apparecchio non è collocato alla combustione anziché apparecchi a tiraggio
una forte col- base del secondario: di norma il condotto naturale. Si ribadisce che per ovvii motivi
secondario, sopra l’imbocco dall’apparec- di sicurezza gli unici apparecchi ammessi
laborazione.
chio, dovrebbe proseguire in verticale, su una CCR sono quelli di tipo B a tirag-
senza strozzature, per un altezza equiva- gio naturale. Gli apparecchi muniti di ven-
lente a quella del piano (circa 2,70 – 3,00 tilatore, infatti, potrebbero mettere in
m), per poi confluire nel condotto prima- pressione la CCR modificandone radical-
rio. mente il funzionamento, e potrebbero
5. L’elemento deviatore o addirittura l’inte- rendere difficoltoso o addirittura impossi-
ro condotto secondario della CCR è stato bile lo scarico degli apparecchi a tiraggio
montato male o in modo non idoneo all’o- naturale degli altri condomini. Una simile
rigine. installazione può pregiudicare la sicurezza
6. Le sezioni originarie di progetto dei con- di tutti gli altri utilizzatori della CCR con
dotti secondari e/o del condotto primario conseguenze a volte letali.
della CCR non sono idonee a smaltire i 10. Sono stati convogliati nella CCR scarichi
prodotti della combustione di tutti gli di altri tipi di apparecchi dotati di ventila-
apparecchi a gas raccordati al sistema. Il tore (es. cappe da cucina). Anche questa
problema può derivare da un sottodimen- soluzione risulta essere vietata per gli
sionamento della canna fumaria, come stessi identici motivi indicati al punto pre-
pure da un sovradimensionamento delle cedente.
portate termiche degli apparecchi installa- Indipendentemente dalla causa, in caso di
ti e successivamente sostituiti, rispetto ai tiraggio non sufficiente o di riflusso dei
valori delle portate termiche massime fumi dalla canna fumaria, gli apparecchi a
previste originariamente nel progetto o gas a camera di combustione aperta non
dal costruttore della CCR possono continuare ad essere utilizzati.
7. Sono stati installati uno o più nuovi appa- Tali situazioni, infatti, possono pregiudicare
recchi a gas di potenzialità troppo elevata la sicurezza e comportare un pericolo per
per la canna fumaria, che non riesce più a l’utilizzatore. Per questo motivo, nelle condi-
smaltire in modo efficiente i prodotti della zioni sopra evidenziate, le disposizioni legi-
combustione di tutti gli apparecchi. slative e normative vigenti, (tra cui UNI
w w w. a p c e . i t

8. Sono stati installati uno o più nuovi appa- 7129, UNI 10845 ed UNI 10436) prescrivo-
recchi a gas di moderna concezione, con no la “messa fuori servizio dell’apparec-
efficienza energetica superiore (apparec- chio/impianto”.
chi cosiddetti ad alto rendimento) rispet- I segnali di scarso tiraggio, riflusso dei pro-
to a quelli precedenti. L’elevato rendimen- dotti della combustione in ambiente e l’ano-
to dell’apparecchio comporta sicuramen- malia di funzionamento di uno o più appa-
te benefici sotto l’aspetto del risparmio recchi a gas, raccordati alla canna fumaria

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collettiva ramificata (CCR) sono indice di un specializzate e i risultati ottenuti dovran-


potenziale problema di tutto il sistema col- no essere opportunamente documentati.
lettivo di evacuazione e potrebbe probabil- A seguito delle suddette operazioni
mente significare che la canna collettiva non l’Amministratore dovrà convocare un’as-
è più idonea al funzionamento anche per gli semblea condominiale per esaminare i
apparecchi degli altri condomini. risultati ottenuti e valutare i possibili
Questo, ovviamente, vale anche nel caso in inter venti nonché le eventuali soluzioni
cui il singolo apparecchio con tiraggio insuf- di adeguamento proposte.
ficiente si trovi installato all’esterno dell’ap- Di seguito si riportano alcune delle possibi-
partamento (ad es. sul balcone), in quanto li soluzioni per ovviare al problema.
non è detto che tutti i condomini utilizzino 1. Progettazione e installazione esterna di
generatori installati all’esterno. una nuova canna collettiva ramificata, di
Se l’installatore o il manutentore riscontra- materiale adatto e conforme alla norme
no situazioni analoghe/similari a quelle sopra vigenti, con relativa marcatura CE, cui col-
descritte, dopo aver messo fuori servizio legare gli attuali apparecchi a camera di
l’apparecchio/impianto coinvolto, sono tenu- combustione aperta installati.
ti a informare tempestivamente del proble- 2. Progettazione e installazione esterna di
ma riscontrato sulla canna fumaria l’ammi- una nuova canna collettiva singola specia-
nistratore del condominio (in qualità di le (CCS) non ramificata, sempre di mate-
responsabile dei beni comuni condominiali), riale adatto e conforme alla norme vigen-
affinché egli possa a sua volta avvisare tutti ti, con relativa marcatura CE, e sostituzio-
gli utilizzatori del sistema in quanto, si riba- ne degli apparecchi a camera di combu-
disce, il problema potrebbe riguardare stione aperta (tipo B) con nuovi apparec-
anche gli apparecchi di altri condomini. chi con camera di combustione a tenuta
Per valutare meglio le condizioni generali di (tipo C).
funzionamento della canna collettiva sarà 3. Progettazione e installazione di un nuovo
necessario, innanzi tutto, far verificare il condotto collettivo speciale (sempre di
valore di tiraggio e l’eventuale presenza di materiale adatto e conforme alla norme
riflusso in ogni appartamento. vigenti, con relativa marcatura CE) da
A tal proposito l’Amministratore potrà inserire per “intubamento” nel condotto
anche richiedere e raccogliere gli esiti dei primario della CCR (se di sezione interna
controlli periodici strumentali (verifica del idonea) e sostituzione degli apparecchi di Indipendente
rendimento e prova prodotti della combu- tipo B con apparecchi di tipo C da rac- mente dalla
stione) operati entro l’ultimo biennio dai cordare alla nuova canna collettiva singola causa, in
manutentori di fiducia dei vari condomini. ottenuta. caso di tirag-
Tali elementi, però, sono teoricamente 4. Risanamento/recupero della vecchia canna gio non suffi-
disponibili solamente per le caldaie, in quan- collettiva ramificata mediante interventi di ciente o di
to tali apparecchi sono obbligatoriamente ristrutturazione/sostituzione degli ele-
riflusso dei
soggetti al rispetto delle prescrizioni di cui menti non idonei della vecchia CCR, con
alla legge 10/91 sul risparmio energetico e interventi edili mirati ed eseguiti su indi- fumi dalla
l’uso razionale dell’energia, mentre potreb- cazione di un progettista termotecnico canna fuma-
bero non essere disponibili per gli apparec- (es. spostamento/sostituzione/reinseri- ria, gli appa-
chi destinati alla sola produzione di acqua mento dei setti deviatori montati male, recchi a gas
calda per uso igienico sanitario (scaldaba- rimozione di ostruzioni interne ai condot- a camera di
gni). ti primario o secondario, rimozione di combustione
L’Amministratore potrebbe anche richiede- eventuale materiale interno ai condotti aperta non
re ai responsabili dei vari impianti e appa- debordante dai punti di giunzione tra gli possono con-
recchi installati (di norma gli occupanti), una elementi, sigillatura con materiali adatti di tinuare ad
dichiarazione mediante la quale essi dovran- crepe e fessurazioni interne ai condotti) e essere utiliz-
no garantire di non avere allacciato alla riutilizzo degli apparecchi di tipo B.
zati.
canna collettiva ramificata alcun tipo di 5. Risanamento della vecchia CCR (ad esem-
apparecchio dotato di ventilatore (es. cal- pio mediante eliminazione/rimozione dei
daie/scaldabagni / generatori di calore o setti divisori tra il condotto primario e
cappe di cucina). secondario e rivestimento delle pareti
Al fine, tuttavia, di determinare le probabili interne con applicazione di intonaci spe-
cause del malfunzionamento del sistema ciali/vetrificazione) e installazione di nuovi
potrebbe essere necessario che apparecchi di tipo C nel condotto colletti-
w w w. a p c e . i t

l’Amministratore disponga al più presto pos- vo singolo ottenuto.


sibile una video ispezione del condotto pri- 6. Intubamento di un cavedio di servizio,
mario della canna fumaria, e se possibile, eventualmente esistente, di sezione ade-
anche di tutti i condotti secondari. guata e non utilizzato per altri impieghi,
Tutte le operazioni di verifica, controllo, con una nuova canna collettiva ramificata
video ispezione ecc. effettuate sul siste- e mantenimento degli apparecchi a came-
ma dovranno essere svolte da imprese ra di combustione aperta (tipo B).

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7. Intubamento di un cavedio di servizio, Prima di procedere all’effettuazione di tale


eventualmente esistente, di sezione ade- operazione però, è necessario chiedere
guata e non utilizzato per altri impieghi, deroga al competente ufficio tecnico comu-
con una nuova canna collettiva speciale nale e verificare in anticipo che tutte le spe-
(non ramificata) e sostituzione degli appa- cifiche prescrizioni riportate nella norma
recchi a camera di combustione aperta tecnica pertinente (UNI 7129), relative alla
(tipo B) con apparecchi a camera di com- corretta installazione dell’apparecchio e al
bustione a tenuta (di tipo C). corretto posizionamento del relativo termi-
Se i problemi di tiraggio insufficiente/riflusso nale di scarico a parete, possano essere
dei prodotti della combustione non riguar- rispettate.
dano tutti gli utilizzatori del sistema colletti- Tutti gli interventi sulla canna fumaria
vo di evacuazione, bensì si rilevano soltanto dovranno essere progettati ed eseguiti in
su un singolo apparecchio/impianto/apparta- conformità alle norme vigenti da un’
mento, e il regolamento condominiale non impresa specializzata e abilitata allo
riporta specifici divieti, in quel singolo appar- scopo ai sensi del D.M. 37/08.
tamento, in alternativa agli interventi di L’Amministratore dovrà pertanto diffidare
recupero sopra descritti, è teoricamente qualsiasi soggetto non esperto e non qualifi-
possibile ricorrere ad una delle condizioni di cato dal porre in opera sulla canna fumaria
deroga previste dai regolamenti di attuazio- collettiva soluzioni e interventi improvvisati
ne della Legge 10/91 sul risparmio energeti- (ad. es. aprendo fori di ventilazione/aperture
co e l’uso razionale dell’energia (D.P.R. non necessarie/non progettate o installando
412/93 – D.P.R. alla sommità della
Tutte le ope-
551/99), per scari- CCR comignoli o
razioni di veri- care i prodotti torrini non ade-
fica, control- della combustione guati o non confor-
lo, video ispe- direttamente all’e- mi, nonché appa-
zione ecc. sterno (csd scari- r e c c h i
effettuate sul co a parete). ventilatori/estrat-
sistema Nel suddetto sin- tori/attivatori di
dovranno golo caso, infatti, tiraggio meccanici,
essere svolte non sarebbe mai non consentiti
da imprese concesso al con- dalla UNI 7129).
specializzate domino di scarica- Occorre infine
re con un nuovo ricordare che
e i risultati
apparecchio, muni- anche al singolo
ottenuti to di ventilatore, condomino non è
dovranno nella vecchia canna consentito cercare
essere oppor- collettiva ramifica- di risolvere even-
tunamente ta in quanto, come tuali problemi
documentati. precedentemente manifestatisi sul
spiegato, le caratteristiche tecniche di fun- tratto di proprio interesse del sistema col-
zionamento del nuovo apparecchio e della lettivo di evacuazione prodotti della combu-
canna collettiva esistente sono incompatibili stione adottando soluzioni non adatte, non
tra di loro. adeguate o vietate, come sostituire il pro-
D’altro canto, richiedere l’adeguamento/rifa- prio apparecchio di tipo B a tiraggio natura-
cimento di tutta la canna collettiva ramifica- le con un altro apparecchio a tiraggio forza-
ta al condominio, quando gli altri apparecchi to (dotato di ventilatore nel circuito di com-
raccordati alla canna collettiva funzionano bustione) perché, come precedentemente
bene e non manifestano alcun problema di spiegato, metterebbe a rischio l’incolumità
tiraggio insufficiente/riflusso di prodotti degli altri condomini, o addirittura facendo
della combustione in ambiente, rappresen- manomettere/eliminare i dispositivi di sicu-
terebbe un intervento inutile e sproporzio- rezza di corredo all’apparecchio (ad es.
nato nel costo. facendo disabilitare il cosiddetto “sensore
La suddetta possibilità, oltre ad essere limi- fumi” , il dispositivo di sicurezza che inter-
tata al singolo caso, è inoltre subordinata viene in caso di ristagno/riflusso dei prodot-
alla necessità di sostituire la vecchia caldaia ti della combustione in ambiente).
di tipo B a tiraggio naturale con una nuova Quest’ultimo intervento, oltre a rappresen-
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caldaia, di tipo B o di tipo C, munita di ven- tare manomissione dell’apparecchio e pro-


tilatore nel circuito di combustione (a tirag- vocare quindi il decadimento della garanzia e
gio forzato) a “bassa emissione di NOx” delle eventuali responsabilità dei fabbricanti,
(cosiddetta di tipo “ecologico”). Si definisco- rappresenta un vero e proprio attentato alla
no in tal modo gli apparecchi di tipo B o di sicurezza propria e dei propri familiari o di
tipo C appartenenti alla “classe 5” (di Nox) chiunque possa occupare, anche tempora-
, cioè la classe meno inquinante. neamente, l’unità abitativa/appartamento.

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a p c e n e w s

ARG/gas 120/08
CHIARIMENTI
Sono pervenute ad APCE segnalazioni sulla deliberazione 7 agosto 2008 – ARG/gas 120/08 “Testo Unico
della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di
regolazione 2009-2012 (TUDG)” dove nella Parte I “Regolazione della qualità dei servizi di distribuzione e
di misura del gas per il periodo di regolazione 2009-2012 (RQDG)” alla Sezione I Definizioni, Titolo I,
Articolo I Definizioni, vi è la definizione seguente:

“telecontrollo” è un sistema che assolve alla funzione di registrazione in modo automatico e continuo
degli eventi di superamento per ciascun parametro misurato di soglie di funzionamento normale e che
invia allarmi di superamento di tali soglie ad un servizio di reperibilità, attivo 24 ore su 24 per tutto l’an-
no, in grado di intervenire tempestivamente per rimuovere l’anomalia di funzionamento e che in partico-
lare:

(i) per un punto di consegna è finalizzato alla supervisione a distanza dei suoi principali parametri di fun-
zionamento (almeno della portata del gas immesso, della pressione e della temperatura del gas in
uscita);
(ii) per un gruppo di riduzione finale è finalizzato alla supervisione a distanza dei suoi principali parame-
tri di funzionamento (almeno delle pressioni in ingresso ed in uscita);
(iii) per la protezione catodica delle reti in acciaio interrate è finalizzato alla supervisione a distanza dei
principali parametri di funzionamento dei sistemi di protezione catodica in conformità a quanto pre-
scritto dalla normativa vigente in materia.

Questa definizione ha generato incertezza di interpretazione ed ha visto molti distributori chiedere ad APCE
maggiori chiarimenti.

Da una prima lettura, in particolare la frase riportata alla fine del primo capoverso “in grado di intervenire
tempestivamente per rimuovere l’anomalia di funzionamento e che in particolare: ….” può essere inter-
pretata che occorre gestire gli allarmi dei principali parametri di funzionamento dei sistemi di protezione
catodica secondo modalità proprie del pronto intervento, così non è.
In occasione di un recente incontro con rappresentanti AEEG, APCE ha avuto modo di chiarire la corretta
interpretazione che si deve dare a questa definizione.
Le imprese distributrici sanno bene che le Linee Guida predisposte da APCE e pubblicate da UNI, prevedo-
no dei margini temporali per la risoluzione delle anomalie di funzionamento e per questo al sopraindicato
punto (iii), è ribadito “in conformità a quanto prescritto dalla normativa vigente in materia”.
Solo il superamento dei margini temporali ammessi nelle Linee Guida influiscono sul risultato finale dell’an-
no di gestione per ogni singolo sistema di protezione catodica.

APCE NOTIZIE Periodico trimestrale Tiberi (GEA), Umberto Lebruto (RFI), Promozione e sviluppo: APCE
Direttore responsabile: Georgios Chlaputakis (Enel Rete Gas), Via del Commercio, 11 - 00154 Roma
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