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MALATTIE DELLE PIANTE

ORTICOLTURA

Una difesa polivalente


per combattere l’altica
Voracità, adattabilità a climi diversi, mobilità e polifagia: sono alcune
delle caratteristiche di questo coleottero, detto anche “pulce” per la sua
capacità di spiccare salti, che attacca prevalentemente le foglie.

e altiche, dette anche “pulci”per la loro capa- ture è favorito da clima caldo e asciutto mentre

SERGIO GENGOTTI
Astra - Innovazione
L cità di spiccare salti, sono coleotteri di pic-
cole dimensioni (1,8-2,5 millimetri) che
creano gravi danni su numerose colture orticole
andamenti climatici freschi, piovosi e ventosi osta-
colano il volo degli insetti che si concentrano al
bordo dei campi. In autunno gli adulti della gene-
e Sviluppo, Faenza (RA) appartenenti soprattutto alla famiglia delle brassi- razione svernante si trasferiscono nuovamente ai
cacee (cavoli, rucola, ravanello, rapa, ecc.) e delle lati delle coltivazioni nelle zone con presenza di
chenopodiacee (bietola da costa e da foglia). erbe, cespugli e alberi.
Alcune specie di altica, appartenenti principalmente
al genere Phyllotreta, sono estremamente polifa- I DANNI POSSONO
ghe; altre sono maggiormente specializzate.A secon- ESSERE GRAVI
da della specie, l’altica presenta una o due genera- La gravità dei danni varia in rapporto al tipo di
zioni all’anno. Essa sverna come adulto nel terre- coltura, al suo stadio di sviluppo e alla densità di
no sotto residui colturali o ai margini dei campi. A popolazione del fitofago. Le larve si alimentano
inizio primavera gli adulti riemergono e dopo un delle radici senza causare particolari danni, men-
periodo iniziale, in cui si alimentano sulle piante tre gli adulti provocano piccole erosioni roton-
spontanee, si spostano sui campi coltivati attratte deggianti di forma irregolare. Sulle foglie non cero-
Danni di altica da colture maggiormente appetite. se, come quelle della rucola, i fori assumono l’a-
su rucola. Il volo delle altiche dai siti di svernamento alle col- spetto di vere e proprie “impallinature”, mentre
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su piante con foglie cerose, come i cavoli, le ero- e adeguate fertilizzazioni e irrigazioni.
sioni si localizzano prevalentemente ai margini  Scelta varietale. È nota una variabilità di attrat-
del lembo fogliare e l’epidermide sottostante non tività per le altiche tra le diverse colture e varietà
viene intaccata. ma fra, le colture sensibili, non esistono varietà
Le altiche causano spesso danni gravi su colture in coltivate propriamente “resistenti”.
corso di emergenza o appena trapiantate: gli adul-  Impiego di “piante trappola”.La semina di pian-
ti si alimentano sui cotiledoni e sulle prime foglie te particolarmente suscettibili in prossimità del-
appena formate provocando, nei casi più gravi, la la coltura permette di distrarre l’insetto dalle
morte delle giovani piantine. In condizioni di ele- piante da difendere. Esperienze positive di trap-
vata infestazione l’insetto può determinare anche cropping sono state condotte in agricoltura bio-
l’arresto dello sviluppo delle piante in seguito ai logica seminando alcune brassicacee (Brassica
danni a carico del germoglio apicale. juncea e rafano) intorno o tra le file di bietole o
Le giovani piante coltivate sono più suscettibili cavoli. La tecnica risulta inefficace per protegge-
agli attacchi di altica quando sono stressate per re le colture particolarmente suscettibili, come
carenza idrica. Le soglie di danno economica- la rucola.
mente accettabili sono in relazione al tipo di col-  Copertura delle colture sensibili con tessuto
tura: per alcune è importante che le piante rie- non tessuto. Fornisce un’adeguata protezione
scano a superare la delicata fase di 4-6 foglie vere, dagli adulti purché esso venga collocato sulla col-
per altre invece anche la minima presenza di dan- tura al momento del trapianto o prima dell’e-
ni sulle foglie può comportare la compromissio- mergenza.
ne della coltura. Si tratta, in particolare, di coltu-
re da foglia che presentano soglie di danno rigi-
dissime, come, ad esempio, rucola, bietola da costa
e cavoli da foglia.

LA DIFESA
Le altiche sono caratterizzate da elevata adattabi-
lità a diversi climi ed ambienti, spiccata voracità e
longevità, forte resistenza alle avversità atmosferi-
che, marcata mobilità e, infine, elevata polifagia.
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Tali caratteristiche rendono particolarmente ardua


la lotta a questi insetti.
Metodi di difesa alternativi all’impiego degli inset- Danni di altica
ticidi. Alcune pratiche agronomiche possono con- su cavolo.
tribuire al contenimento dei danni da altica.
 Scelta dell’epoca di impianto. Coltivare le col-  Interramento autunnale dei residui colturali e
ture più sensibili nei periodi meno a rischio (ini- delle infestanti in prossimità agli appezzamenti
zio primavera). coltivati.Tali pratiche, spesso consigliate in agri-
 Rotazione. La rotazione da sola non permette coltura convenzionale, sono in conflitto con le
un adeguato controllo dell’insetto a causa, come buone pratiche agricole diffuse in biologico e
visto, della sua elevata polifagia e mobilità. Tut- orientate, al contrario, alla conservazione della
tavia è bene coltivare le piante suscettibili in appez- copertura invernale e al mantenimento di fasce
zamenti in cui non siano state coltivate brassi- di terreno inerbite per il sostentamento degli
cacee nei 2-3 anni precedenti; evitare lo svilup- organismi utili.
po di infestanti soprattutto della famiglia delle  Controllo biologico naturale. In agroecosiste-
brassicacee; dislocare i campi autunnali il più mi caratterizzati da elevata biodiversità esistono
possibile lontano dai campi che hanno ospitato numerosi predatori e parassiti che contribui-
colture primaverili sensibili all’altica. scono al contenimento delle popolazioni di alti-
 Favorire lo sviluppo delle colture. Tutte le pra- ca. Diversi predatori sono riconosciuti alimen-
tiche agronomiche che favoriscono l’evoluzione tarsi di altiche: larve di crisopa (Chrysoperla car-
delle piante e permettono di abbreviare la dura- nea), Geocoris sp., Collops sp., Nabis sp., ecc. Tra
ta delle prime delicate fasi di sviluppo consen- i parassitoidi, è nota l’attività dell’imenottero
tono alla coltura di meglio resistere agli attacchi braconide Microcotonus vittage, che parassitizza
dell’insetto; semina nei periodi più appropriati e uccide gli adulti di altica. Tuttavia, l’impatto del

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controllo naturale è limitato, poiché le altiche rosi sono stati in passato anche i casi di segnala-
sfarfallano in grande quantità in un periodo limi- zione di sviluppo di fenomeni di resistenza nei con-
tato di tempo. fronti di diversi insetticidi da parte di popolazioni
 Lotta biologica. Sono disponibili formulati di altica. Per proteggere le colture i trattamenti devo-
commerciali di nematodi entomopatogeni, no essere ripetuti frequentemente.
applicabili al suolo per il controllo degli stadi
larvali. Potrebbero permettere di ridurre l’e- INTERVENTO INSETTICIDA
mergenza di nuovi adulti e ridurre le popola- SOLO SE NECESSARIO
zioni nel tempo ma l’applicabilità e l’efficacia Sulle colture meno sensibili, invece, prima di deci-
reale di tali metodi necessita di conferme spe- dere l’esecuzione dell’intervento insetticida è oppor-
rimentali. tuno verificarne la reale necessità. La possibilità di
 Impiego di sostanze repellenti. La polvere di effettuare il monitoraggio dell’insetto con trappo-
diatomee e gli insetticidi a base di azadiractina le gialle permette di individuare il momento della
sono spesso considerati dotati di attività repel- comparsa degli adulti e di meglio calibrare l’inizio
lente. L’efficacia e l’applicabilità di queste sostan- degli interventi. È preferibile trattare nelle ore più
ze necessitano anch’esse di approfondimenti spe- calde e soleggiate della giornata, quando le altiche
rimentali. si stanno alimentando attivamente sulle piante. Le
Impiego di insetticidi naturali e di sintesi. Poiché difficoltà di controllo chimico, tuttavia, sono cor-
i metodi di controllo agronomici e biologici pre- relate non solo alla non elevata efficacia degli inset-
sentano spesso un’efficacia limitata, il ricorso all’im- ticidi, ma anche alle continue reinfestazioni del
piego di insetticidi risulta spesso inevitabile. Tra gli parassita dalle colture adiacenti o dai bordi degli
insetticidi naturali di più ampia diffusione - pire- appezzamenti stessi. Una tecnica che permette di
tro e rotenone - quest’ultimo ha evidenziato un’ef- contenere l’impiego di insetticidi, quando la pre-
ficacia leggermente superiore al primo. La possi- senza dell’altica è limitata ai bordi del campo, è
bilità, recentemente introdotta anche nel nostro quella di eseguire un primo intervento solo sulla
Paese, di impiegare in agricoltura biologica for- fascia perimetrale.
mulati a base di spinosad, potrebbe offrire nuove In conclusione, risultati soddisfacenti di lotta all’al-
opportunità di controllo grazie a questa sostanza tica possono essere ottenuti solo integrando diver-
attiva di origine naturale che si è dimostrata effi- si metodi di difesa e, in particolare, l’impiego di
cace nel contenimento dell’altica. insetticidi con metodi di difesa alternativi. 
Piretroidi e neonicotinoidi sono le famiglie chimi-
che cui appartengono gli insetticidi attualmente L'attività di ricerca e sperimentazione presentata rientra
più diffusi. La lotta chimica, tuttavia, non sempre nei progetti realizzati tramite il coordinamento di Crpv e
permette di ottenere risultati soddisfacenti. Nume- Prober e con il contributo della Regione Emilia-Romagna.
Prove di copertura
delle colture
sensibili con tessuto
non tessuto.
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