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ATTINGI ALLE TUE

RISORSE

Ciao sono Livio Sgarbi, ti do il benvenuto nel programma Senza Catene, e


nello specifico alla sessione dedicata alle risorse personali.

Perché questo tema? Perché per realizzare obiettivi importanti, c’è bisogno
di mettere in gioco il meglio di se stessi e quindi di fare leva sulle migliori
qualità che si hanno a disposizione.

Perché per affrontare qualsiasi sfida della vita, come nello sport, è
fondamentale avere delle risorse appropriate, e saperle usare.

Un’azienda che si propone di fare del profitto non può pensare di farlo
senza sapere quali sono le risorse di cui dispone: persone,
competenze/abilità, strumenti, denaro, ecc. Dopo di che, deve sapere di
potervi attingere come e quando vuole nel migliore dei modi.

Nella mia esperienza di coach ho incontrato molte persone che stentavano


a produrre risultati soddisfacenti, non perché non avessero dei talenti o delle
risorse, quelli li abbiamo tutti, ma soprattutto perché non pensavano di
averne. Questo è il problema numero uno. Spesso facciamo fatica a
riconoscere il fatto di avere delle risorse. A volte perché non le abbiamo
mai usate e quindi non le abbiamo mai viste all’opera; altre volte perché non
riusciamo a riconoscere il fatto di avere risorse dentro di noi.

Questa sessione di coaching, come ovviamente tutte le altre che


compongono il programma Senza Catene, potrai usarle ogni qualvolta lo
vorrai. Questa sessione ad esempio, ti suggerisco di ascoltarla tutte le volte

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che hai bisogno di ricorrere alle tue risorse personali, soprattutto se magari
è un po’ di tempo che ti sei dimenticato di nutrirle e allenarle.

Prima di fare questo però, lascia che ti spieghi alcuni concetti fondamentali
su ciò che intendo per risorse personali.

Immagina di dover affrontare un duello

Hai deciso di raccogliere una sfida e tra due settimane dovrai affrontare un
duello stile western.

Sai già che avrai bisogno di due cose: un’arma; e saperla usare
velocemente. Sempre che tu voglia vincere.

Capisci subito che sarebbe insensato presentarsi al duello senza un


cinturone con pistola carica, e senza esserti esercitato. Sarebbe un suicidio
annunciato.

In questa metafora, il cinturone rappresenta il set di risorse che una


persona ha a disposizione per affrontare le sfide della vita, come un
cambiamento importante, o un obiettivo da raggiungere, o un problema da
affrontare.

Il problema per molte persone sta a questo livello. Si fissano degli obiettivi
importanti, o decidono di voler affrontare una sfida o un cambiamento ma non
si premurano di procurarsi le risorse necessarie.

Si presentano all’appuntamento privi di risorse.

Immagina una persona che deve tenere una conferenza in pubblico.

E’ la prima volta e ne ha una paura folle. Avrebbe bisogno di coraggio e di


sicurezza interiore, tranquillità, fiducia, ma evidentemente non riesce a
sentirsele. Arriva il giorno fatidico e lui o lei, si aspetta che li accada qualcosa
di diverso, come per magia. Ma non funziona così.

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Provando sensazioni depotenzianti, si genererà uno stato interiore
depotenziante che porterà a realizzare esattamente ciò che si teme che
accada.

Probabilmente il povero malcapitato dell’esempio, si sentirà a disagio. Se


potesse, eviterebbe con tutto se stesso di esporsi al ludibrio pubblico.

Si sentirà terrorizzato, proprio come aveva immaginato che sarebbe stato.

E’ fondamentale sapere di quali risorse abbiamo bisogno, e come


procurarcele.

Tanto per cominciare chiariamo il fatto che esistono due categorie di


risorse:

Risorse Interne ed Esterne.

Esterne: Risorse materiali: denaro, persone, attrezzature…

Spesso per realizzare obiettivi importanti abbiamo bisogno di poter disporre


di risorse esterne specifiche. Ad esempio, nel lavoro, oggi senza un computer
a disposizione, sarebbe difficile riuscire ad essere competitivi.

Ma le risorse di cui vorrei parlarti sono quelle interne.

Parlo di risorse personali.

Sicurezza, coraggio, entusiasmo, fiducia, flessibilità, tranquillità, calma,


concentrazione, amore ecc.

Parliamo di stati interiori, e di stati d’animo;

Gli stati interiori determinano in maniera diretta la qualità dei risultati


che otteniamo nella vita.

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Quando ci sentiamo forti, sicuri e fiduciosi (non all’eccesso ovviamente, ma
in maniera equilibrata) tutto ci riesce bene. Siamo in grado di esprimere il
meglio di noi stessi, come un atleta nel suo stato di grazia che riesce nella
sua performance perfetta.

Hai mai provato a fare qualcosa in uno stato di tensione? Di paura, di


ansia… come viene? Male!

Ora, la questione è che non esistono stati negativi o positivi per loro
natura. La paura e la tensione, hanno una loro funzione (che spiego
diffusamente nella sessione dedicata a sbloccare i freni), il problema non è lo
stress ad esempio, ma come si reagisce ad esso e come lo si gestisce.

Tutti gli stati d’animo possono essere funzionali o disfunzionali, a


seconda della situazione e dell’intensità, per questo è importante imparare ad
averci a che fare e a gestirle efficacemente.

Per imparare a gestirli efficacemente, devo introdurti due


strumenti/argomenti fondamentali:

La Fisiologia e il Focus mentale.

Partiamo dalla prima, quella che personalmente considero la più


dirompente forza che abbiamo per gestire gli stati interiori.

La Fisiologia.

Il nostro corpo ha un’influenza diretta sul nostro equilibrio biochimico,


pertanto può intervenire sugli stati d’animo.

Devi sapere che il nostro corpo e le emozioni che proviamo, sono


indissolubilmente connessi. Il corpo manifesta sempre ciò che proviamo. Vero
o no?

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Se sei triste te lo si può leggere in volto. Se ti senti insicuro il corpo lo
rivelerà. Se ti senti depresso le tue spalle e il respiro non mentiranno a
riguardo.

Ugualmente quando sei entusiasta i tuoi occhi risplenderanno, quando sei


arrabbiato la tua fronte si corruga e così via.

Il corpo attraverso micro o macro segnali, rivela lo stato in cui ti trovi. Il


linguaggio del corpo studia proprio questo.

Lo stato interiore guida e il corpo manifesta.

Ciò che pochi sanno è che questo legame tra corpo e stato interiore è
come una strada a doppio senso di circolazione.

Quindi, non solo è vero che il corpo manifesta lo stato interiore, ma è


anche vero che Il corpo può determinare un cambiamento dello stato
interiore.

Questo accade quando un individuo si impegna a usare il proprio corpo a


prescindere da come si sente, e questo porterà lo stato interiore ad
adeguarsi.

Un vecchio adagio recita: canta che ti passa.

Se sorridi ad esempio, avvierai un processo interiore che ti porterà a


produrre un ormone chiamato endorfina, che ti farà sentire bene.

Ma quali sono gli elementi che compongono quello che sto chiamando
Fisiologia? E come li puoi gestire?

La fisiologia è composta da 4 elementi:

Postura. Il modo in cui stai con il corpo.

Gestualità. Il modo in cui ti muovi

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Espressione del volto.

Respiro. Ultimo ma non meno importante, anzi. La maggior parte delle


persone vive in apnea. Modificando il respiro si può modificare lo stato
interiore.

Se vuoi sentirti sicuro devi adottare la fisiologia (insieme dei 4 punti) di una
persona sicura.

Gli studi antropologici hanno evidenziato che in tutto il mondo, a


prescindere dalla cultura differente, gli esseri umani condividono gli stessi
modi per manifestare paura, gioia, coraggio ecc.

Se vuoi sentirti calmo e tranquillo devi comportarti come una persona


calma e tranquilla.

Se vuoi sentirti felice devi usare la fisiologia come se fossi una persona
felice.

Troppo facile? Forse. Spesso cerchiamo le risposte più complicate quando


la realtà è decisamente più semplice

Nello sport i campioni hanno sempre una fisiologia super.

Mohamed Alì, Rafael Nadal, Tiger Woods, Kobe Briant, Usain Bolt… La
domanda che dobbiamo farci è: “sono così perché sono dei campioni, o sono
campioni perché sono così?”

Beh, per non sbagliare mi piace pensare che siano vere entrambe le cose.

Quindi, sempre per non sbagliare, meglio avere una fisiologia da campioni.

Pensa ad uno specchio. Immagina che rifletta esattamente quello che tu


vorresti vedere.

Sia dal punto di vista della fisiologia che da quello dei tuoi pensieri.

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La domanda è: come vorresti vederti? Sicuro? Forte? deciso?

E quali pensieri dominanti vorresti avere?

Bene, per vederti esattamente come vuoi, devi porti davanti allo
specchio nel modo adeguato. E’ una metafora azzeccatissima per dirti che
noi siamo il riflesso di ciò che pensiamo di essere. E se vogliamo essere
differenti dobbiamo iniziare a porci in maniera differente.

Dai fai questo esercizio. Usiamo entrambe le forze: focus e fisiologia.

Pensa ad un momento in cui sei stato forte, deciso e sicuro. Ok? Dai
pensaci. Ora cerca di usare la fisiologia esattamente nello stesso modo,
immaginando che lo specchio rifletta esattamente la fisiologia che tu avevi in
quella circostanza. Dai. Fallo, non c’è nulla di che vergognarsi. Ora,
pensando a quell’episodio e rimanendo nella stessa fisiologia, concentrati
sull’emozione che stai provando, e scoprirai che… magicamente ti sentirai
forte, deciso e sicuro.

Puoi fare la stessa cosa con qualsiasi altra risorsa tu voglia, anche se non
hai ricordi di esperienze passate in cui sei stato così. Perché puoi
immaginarlo. Devi chiederti: ma se fossi così (coraggioso, temerario…)
come vedrei la mia immagine riflessa? E ti devi mettere nello stesso modo
e pensare a cosa e come faresti.

Da li a poco proverai l’emozione.

Bello vero?

Se ti abitui a usare la fisiologia e i tuoi pensieri così, ti garantisco che la tua


vita cambierà di molto… in meglio.

Osserva bene le persone che hanno risultati strepitosi e noterai che sono
focalizzati sulle opportunità e sui propri punti di forza e hanno una fisiologia
forte ed energica.

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Bene, a questo punto ti faccio una domanda.

Quali sono le risorse positive di cui disponi?

Tutti noi abbiamo delle risorse interiori in cui eccelliamo, quali sono le tue?

Io per esempio non sono un talentuoso ma sono uno che si applica con
dedizione e determinazione. Le mie risorse migliori sono proprio la
determinazione, la congruenza, la passione, l’autodisciplina, la forza
interiore…

So di poterci contare

Il primo passo è proprio fare una bella conta delle risorse di cui disponi, e
prendere atto di potervi accedere in maniera facile e veloce.

In questo caso non devi fare il modesto o, passami il termine, lo sfigato.


Non c’è tempo per l’autocommiserazione.

Se stai pensando: “ma io non ho punti di forza, non ho talenti, non ho delle
abilità particolari” sbagli! Lascia che te lo dica con tutta sincerità.

Che l’idea ti piaccia o no, tutti abbiamo delle risorse, dei talenti. Forse
non te ne sei mai accorto, o non ci hai mai fatto caso, o le hai sottostimate,
ma tutti abbiamo delle risorse.

Dai, pensaci quali sono le tue risorse positive?

Se non ti viene in mente nulla, prova a chiederti: se rivolgessi la stessa


domanda ai miei amici o alle persone che mi conoscono e che mi vogliono
bene, cosa risponderebbero su di me?

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Ricordati che… chi cerca, trova!

Forse non hai mai cercato bene dentro di te.

Il segreto di un bravo ricercatore sta nel continuare a cercare; mai


demordere, fino a quando non si arriva a una risposta.

Nel nostro caso il segreto sta nel porsi la domanda giusta e insistere fino
a quando non arrivano le risposte giuste.

Posso garantirti che le risposte arriveranno, basta che non ti fermi alle
prime difficoltà.

Quali sono le tue risorse positive? Devi ripeterti questa domanda fino a
quando non sei soddisfatto delle risposte.

Metti in pausa e scrivi quali sono le tue risorse personali.

Ho un’altra domanda per te.

Quali sono le risorse di cui avresti bisogno ma di cui non disponi


ancora?

Forse può essere che ti manchi qualcosa che potrebbe essere importante
avere. Cosa sarebbe?

Ad esempio potresti aver bisogno di coraggio e non lo senti tra le tue


risorse; oppure fiducia e serenità, mentre invece ti senti agitato e ansioso.

Pensa a quali possono essere eventuali risorse che non ti senti di avere
ma che ti sarebbero di aiuto.

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Se hai un obiettivo ambizioso, per il quale necessiti di risorse che non hai
(possiamo ipotizzare delle risorse esterne come denaro, persone, ecc) che
fai? Rinunci? Oppure vai alla ricerca di finanziatori e collaboratori?

Conosci la storia di Walt Disney vero?

Voleva creare il suo primo parco di divertimenti ma ci volevano un sacco di


soldi. Chiese a centinaia di istituti bancari prima di riuscire a trovare i soldi
necessari. Non si scoraggiò e riuscì infine a realizzare il suo sogno.

Anche Silvester Stallone ha una storia simile. Aveva scritto la


sceneggiatura di un film (Rocky) di cui voleva essere il protagonista. Aveva
bisogno di denaro per riuscire a mantenersi nel periodo di ricerca del
produttore giusto che credesse nel suo progetto. Diede in pegno il proprio
cane per un po’ di dollari. Si procurò le risorse necessarie per realizzare il suo
sogno.

Allo stesso modo, devi fare con le risorse interne.

Ti manca qualcosa? Individua cosa e poi vediamo insieme come


approvvigionarcene, ok?

Metti in pausa e scrivi di quali risorse ti devi dotare.

Tutto ciò di cui hai bisogno,


è già dentro di te. Ora!

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Bello se fosse vero, eh? Ma lo è vero!!!!

Sto dicendo che queste risorse che vorresti avere, le hai già.

Tutto ciò che devi fare è riconoscerlo.

A volte cediamo alla falsa illusione di valere meno delle altre persone,
mentre ciò che dovremmo fare e riconoscere in noi stessi ciò di cui abbiamo
bisogno.

Riconosci in te queste capacità. Non cercare altrove.

Avere dei modelli è utile, per sapere cosa cercare, ma non dove. Il dove è
dentro di te.

Facciamo un esempio. Ammiri la calma di quel tuo amico? Prendilo come


modello di calma e poi… cerca dentro di te quelle capacità.

Come? Semplice. Cerca con la mente un qualsiasi ricordo dove hai


manifestato calma. Tanta o poca che fosse quella calma, hai sicuramente
sperimentato di averla. Ora non devi fare altro che coltivarla, nutrirla.

Vuoi essere deciso e non ti ci senti? E stai invidiando quel tuo amico che è
un decisionista?

Bene, allora chiediti in quali circostanze anche tu lo sei stato. Non pensare
che non ce ne siano state. Così ti stai ipnotizzando… non devi crederci.

Chiedi e ti sarà dato, o meglio, chiedi e troverai risposta dentro di te.

Magari da piccolo hai deciso di giocare a tennis invece che a calcio; magari
una volta hai deciso di andare a casa invece di uscire con gli amici… non ha
importanza dove come e cosa l’importante è che tu abbia deciso.

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Questo è il segreto.

Lascia che ti racconti una storia.

Si tratta di “Una vecchia leggenda Indù”.

“Una vecchia leggenda indù racconta che vi fu un tempo in cui tutti gli
uomini erano Dei.

Essi però abusarono talmente della loro divinità, che Brahma - signore
degli dei - decise di privarli del potere divino e di nasconderlo in un posto
dove fosse impossibile trovarlo.

Il grande problema fu quello di trovare un nascondiglio. Quando gli dei


minori furono riuniti a consiglio per risolvere questo dilemma, essi proposero
la soluzione seguente: "seppelliamo la divinità dell'uomo nella Terra".

Brahma tuttavia rispose: "No, non basta. Perché l'uomo scaverà e la


ritroverà".

Gli dei, allora, replicarono: "In tal caso, gettiamo la divinità nel più
profondo degli Oceani". E di nuovo Brahma rispose: "No, perché prima o
poi l'uomo esplorerà le cavità di tutti gli Oceani, e sicuramente un giorno
la ritroverà e la riporterà in superficie".

Gli dei minori conclusero allora: "Non sappiamo dove nasconderla,


perché non sembra esistere - sulla terra o in mare – luogo alcuno che l'uomo
non possa una volta raggiungere".

E fu così che Brahma disse: "Ecco ciò che faremo della divinità dell'uomo:
la nasconderemo nel suo io più profondo e segreto, perché è il solo
posto dove non gli verrà mai in mente di cercarla".

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A partire da quel tempo, conclude la leggenda, l'uomo ha compiuto il periplo
della terra, ha esplorato, scalato montagne,scavato la terra e si è immerso
nei mari alla ricerca di qualcosa che si trova dentro di lui.”

A questo punto, ti propongo un esercizio molto efficace.

Si tratta di un esercizio di visualizzazione, al termine del quale, avrai


tecnicamente “ancorato” le tue risorse più importanti per raggiungere il tuo
obiettivo.

Ti piace l’idea?

Bene.

Basterà per essere sempre al meglio di te? Non lo so, non voglio
illuderti. Il lavoro di coaching è molto concreto e realista, ma ti posso
assicurare che ti aiuterà ad avvicinarti sempre di più verso la tua
eccellenza personale. Dipende da te.

Come già detto, il contenuto di questa sessione ti aiuterà a usare appieno


le tue risorse e a evitare che ti presenti alle sfide importanti, “disarmato”.

Adesso è importante che tu smussi e neutralizzi i tuoi limiti; che tu agisca in


maniera forte e sicura, fiducioso nel fatto che arriverai ad ottenere
esattamente tutto ciò che saprai meritare.

Per fare ciò, ho predisposto le altre sessioni di coaching che compongono


il programma Senza Catene.

Quindi, se hai acquistato l’intero programma, dopo aver fatto l’esercizio di


visualizzazione, puoi proseguire con la sessione per sbloccare i freni. Se
non hai acquistato tutto il programma… fallo subito.

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Buon esercizio e buona prosecuzione.

Ascolta il file audio lemierisorse.mp3

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