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CHE COSA È L'UNIONE BANCARIA?

Dopo la creazione della moneta unica europea, e dunque l'adozione di una politica monetaria unica
nell'Eurozona e di una unica Banca Centrale Europea (BCE), l'Unione europea ha deciso di realizzare
in tempi relativamente stretti - anche se saranno anni - l'Unione Bancaria.
Tre gli obiettivi:

 Spezzare il legame tra il rischio-Banca e il rischio-Stato;


 Proteggere a oltranza il risparmiatore;
 Garantire l'uniformità delle condizioni del credito in un mercato bancario europeo ancora
troppo frammentato (con le aziende italiane che pagano tassi d'interesse alle banche italiane
più alti di quanto non facciano le aziende tedesche con le banche del proprio paese).
L'Unione bancaria è un processo complesso. Porterà alla creazione di ALCUNE NUOVE ISTITUZIONI
o nella rivisitazione dei compiti di vecchie istituzioni.

Autorità di controllo unico: SSM


L'Unione bancaria ha bisogno di UNA SINGOLA ISTITUZIONE EUROPEA DI CONTROLLO E VIGILANZA
SULLE PRINCIPALI BANCHE EUROPEE (130 circa).
Questo organo di controllo si chiamerà SSM (SINGLE SUPERVISORY MECHANISM).
Il suo compito è affidato per ora alla BCE attraverso una sua divisione ben separata dalla politica
monetaria; l'SSM applicherà regole uniche di VALUTAZIONE DEGLI ASSET BANCARI, dei ratios
patrimoniali e dei rischi nei bilanci bancari (in questa chiave va letta l'AQR (asset quality review),
valutazione degli asset delle principali banche europee fatta dalla Bce che applica criteri comuni).
In questo processo, il ruolo dell’EBA (EUROPEAN BANKING AUTHORITY) potrebbe essere
ridimensionato alla stesura dei dettagli tecnici di controlli stabiliti dalla Bce.
Nel marzo 2013, Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo politico sulla realizzazione del
primo pilastro dell'Unione bancaria, il SSM, Meccanismo di Vigilanza Unico, che copre tutte le
banche della zona euro.
Operativo dal 4 novembre 2014, fa capo alla BCE ed è competente a esercitare la vigilanza diretta
sulle 123 MAGGIORI BANCHE, mentre le autorità nazionali di vigilanza continueranno ad occuparsi
della vigilanza sulle altre banche, sotto la responsabilità ultima della BCE (questo riparto delle
competenze è problematico e complesso).
I criteri per determinare se una banca deve essere considerata significativa – ed essere quindi
sottoposta alla vigilanza diretta della BCE – sono definiti nel regolamento SSM e nel regolamento
quadro e si riferiscono alle dimensioni, rilevanza e necessità di un sostegno pubblico diretto.
Se in passato c’erano dubbi sui rapporti tra i diversi organi. Per evitare un potenziale conflitto di
interessi, norme chiare, disciplinano la separazione organizzativa e operativa delle funzioni della BCE
rispettivamente nel campo della vigilanza e della politica monetaria.
Rileva, in primo luogo, l’esigenza di preservare l’indipendenza reciproca delle funzioni di vigilanza
bancaria e di politica monetaria (nella BCE). È questo un tema, proprio di tutte le banche centrali
titolari di poteri di vigilanza, variamente declinato nei diversi ordinamenti.
Si distinguono i ruoli di Consiglio di vigilanza (SUPERVISORY BOARD), composta da rappresentanti
delle BC degli Stati Membri e incaricato della pianificazione ed esecuzione dei compiti di vigilanza, e
Consiglio direttivo (GOVERNING COUNCIL), responsabile delle scelte di politica monetaria.
Il meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie: SRM
Per fare funzionare l'Unione bancaria verrà STABILITO UN SISTEMA COMUNE A TUTTI
NELL'EUROZONA ma anche nell'Unione europea che consenta di aiutare o smantellare una banca
in difficoltà, di salvarla ed evitare il suo fallimento, seguendo un meccanismo semplice, chiaro,
veloce uguale per tutti.
Questo sistema è stato battezzato SRM (SINGLE RESOLUTION MECHANISM), sistema accentrato per
la GESTIONE DELLE CRISI BANCARIE nei paesi aderenti all’area euro; la governance di questo istituto
è ancora tutta da scriversi, va stabilita la modalità di voto, tenendo presente che alcuni paesi hanno
pesi molto più elevati e maggiori di altri, e le procedure di raccordo con le leggi nazionali e con gli
Stati nazionali.

Il fondo unico di risoluzione delle crisi bancarie: SRF


In futuro, grazie all'Unione bancaria, nessuno Stato europeo rischierà di fallire per colpa di un crack
bancario. Questo rafforzamento strutturale della solidità degli Stati e del sistema bancario dovrebbe
portare all'armonizzazione delle condizioni del credito, alla fine del legame tra banche e stato e
all'annullamento del contagio delle crisi che da nazionali diventano transfrontaliere. L'autorità di
vigilanza unica e i nuovi requisiti di capitalizzazione dovranno funzionare come interventi preventivi,
messi in atto per prevenire e quindi evitare il fallimento delle banche.
Tuttavia, non si può escludere a priori il "tail risk", il rischio di un evento straordinario capace di far
saltare tutti gli schemi: per questo, l'Europa sta decidendo come intervenire per sostenere le
principali banche in difficoltà oppure per smantellarle.
Per prima cosa, il conto finale non sarà più a carico dello Stato e quindi dei contribuenti. Non sono
previsti, almeno per ora, interventi a fondo perduto dello Stato.
Il primo passo sarà quello del bail-in, una quota di perdite verrà distribuita presso i creditori privati
fino all'8% degli asset della banca in difficoltà (azionisti, sottoscrittori di obbligazioni subordinate,
forse detentori di senior bond e di depositi oltre i 100.000 euro).
In seconda battuta è previsto l'intervento del fondo di risoluzione a livello nazionale o del fondo di
risoluzione europeo chiamato SRF (SINGLE RESOLUTION FUND), anch'esso costituito con i
versamenti delle banche. La dote di questo fondo europeo infatti dovrebbe essere costituita con le
risorse provenienti dai fondi di risoluzione nazionali: operativo a regime dopo 10 anni di versamenti
per un target totale di 55 miliardi di euro.
Se le risorse dell'SRF non dovessero essere sufficienti, la gestione della crisi bancaria prevede una
rete di sicurezza, un "paracadute" come lo ha definito il ministro Saccomanni, un backstop comune
europeo finanziato con risorse pubbliche (i soliti contribuenti) oppure con l'ESM, il meccanismo
europeo di stabilità.
L’Unione Bancaria si basa fondamentalmente su tre pilastri: il Meccanismo di Vigilanza Unico (SSM) entrato
in vigore nel 2013 ma operativo da novembre 2014, il Meccanismo Unico di Risoluzione delle Crisi (SRM) che
entrerà in vigore nel 2016 e il Fondo Unico di Risoluzione (SRF) che dopo una fase transitoria, a partire dal 1
gennaio 2015, sarà a regime dal 2025.
“Potenziare lo sviluppo del mercato dei capitali risulta cruciale in un sistema bancocentrico come quello dell’Europa
continentale, e in un contesto nel quale l’inasprimento dei vincoli regolamentari limita le possibilità di crescita del credito
bancario” afferma Andrea Sironi, rettore dell’Università Bocconi. “Come rilevato di recente anche dal Presidente della
Banca Centrale Europea, l’Unione Bancaria e quella dei mercati dei capitali rappresentano passi importanti per il
completamento dell’Unione Economica e Monetaria”