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Brano 1

Insieme al Brano n7 è l'unico che non ha le tonalità strutturali del pezzo ossia sol min e sib magg anche se la
parte B è in sib magg. Mentre il n7 non ha strutturalmente le tonalita di sol min e sib magg ma queste
vengono comunque presentate in maniera nascosta come dominante di do min in A e dominante di mib
magg nella coda. Brano molto unitario nella struttura e come carattere forse il più unitario. Questo brano è
un capolavoro del classicismo dal punto di vista formale e strutturale della microforma.
La struttura è ternaria chiusa (A-B-A1).
A GRANDE: RE MINORE
a piccolo re minore

•Estremamente mosso: enfatizzazione ed esasperazione delle indicazioni di tempo, l'unico brano dove non
c'è è l ultimo ma nella parte centrale c'è un "a tutta forza"..estetica romantica.

• A livello armonico è tradizionale: Prima frase termina on dominante, la seconda in tonica. Quindi la
costruzione è classica. La tecnica principale usata è quella del displacement. Cos'è il displacement? È la
dislocazione dei bassi rispetto alle armonie sovrastanti, lo sbilanciamento tra mano destra e mano sinistra.
Quando l'arpeggio della mano destra ha completato un armonia il basso arriva in ritardo ancora sull
armonia precedente. In questo caso il basso viene ritardato di 1/8. Anche Brahms, suo allievo, utilizzerà
questa tecnica che suscita tensione e irrequietudine. Questa tecnica viene riutilizzata nel Brano 8 nella
parte A, questa volta anticipando il basso di 1/8 (bt levare 6).

•a livello metrico, la notazione del '38 separa maggiormente la divisione dei gambi (scrittura piu idiomatica)
e chiarisce meglio il senso di trascinamento in avanti. La scrittura del '50 vuole attenuare queste intuizioni,
scrivendo le terzina con i gambi uniti (scrittura piu classica).

•a livello formale, nella revisione del '50 S. Tende a normalizzare anche la forma aggiungendo i ritornelli
(sezione A e sezione B, poi la sezione A1 è uguale all'inizio ma senza ritornelli). Mentre la versione del '38,
senza ritornelli, risultava essere più frammentaria e si veniva sempre trascinati in avanti attraverso
materiali sempre nuovi.
Forma molto quadrata, frasi perfette.

B piccolo: RE MINORE

•di carattere modulante e molto mobile armonicamente prima con la 6 napoletana di remin e poi con il 6
abbassato di mib magg., quindi della napoletana stessa, ed è un elaborazione di a piccolo. Anche qui
quadratura perfetta delle frasi.

•alla fine di b piccolo usa di nuovo la tecnica del displacement con il basso di nuovo ritardato di 1/8.

B GRANDE: sib magg. (Tonalità di Eusebio, quindi tranquilla)

•di carattere contrastante con A grande, poiché A era in movimento ascendente mentre questo in
movimento discendente.

•l'indicazione dinamica nel '38 era lo, mentre diventa nel '50 p ( nel '38 esasperazione del contrasto con A
che era forte, mentre nel '50 appiattisce questo contrasto).

• la particolarità armonica è il modo maggiore armonico.


•armonicamente molto semplice, La parte a termina in dominante poi la parte b in do minore poi
progressione per tornare alla parte a piccolo in sib maggiore chiudendo questa volta in tonica. La parte b
piccolo è una elaborazione ritmica della parte a di B ed è anche una parte elaborativa in generale poiché
muove armonicamente tutto.

A1 GRANDE: ripresa uguale stavolta senza ritornelli.

Brano 2

Brano più lungo (circa il doppio degli altri), dove S. è intervenuto piu pesantemente degli altri. La revisione
del '50 mira a riequilibrare le sezioni di modo che nulla rimanga accennato (A1 e C vengono allungati uno di
20 btt e l altro di 22 btt, mentre taglia alla fine A2), anche per dare piu importanza a quello che era il tema
ripetuto del rondò, mentre quella del 38 era cangiante e frammentaria. Si appoggia su una struttura di
rondò, con l'aggiunta di un episodio molto importante in mezzo (x), momento molto delicato della
composizione, che funge da riconduzione tra il secondo intermezzo e la ripresa del tema A2.
Tonalità di sin maggiore (la tonalità di Eusebio, tranquilla). Musica molto morbida e scorrevole.

tema A
a piccolo: sib magg

•dal punto di vista armonico molto semplice (alternanza tonica dominante e le 2 frasi terminano in
dominante), quindi molto classico dal punto di vista dell'impianto. È un episodio dal carattere molto lirico e
romantico, ma è piu romantico dal punto di vista espressivo che non in scelte radicali visto che l'impianto è
classico. Inizia con le 5e dei corni ( quinte comprese tra un intervallo di 3a e uno di 6a, in questo caso tra
uno di 6a e uno di 3a), usate nel 700 dai corni. Questo inizio con le 5e fa scomparire tutto quello che c'era
prima. Quindi l'accostamento tra il 1° ed il 2° brano denota un'invenzione rapsodica, poiché non c'entra
nulla con l'altro. Carattere sospeso dovuto anche alle cadenze sospese btt.2 e 4. In più forte espansione
btt.1 e 3, indicata anche dalle forcelle di dinamica su gradi specifici, ossia III V VI, che nel modo maggiore
sono i 3 gradi per eccellenza dei bambini e crea quindi un effetto bambinesco e questo non è altro che un
arpeggio di sin maggiore dove l'unica nota estranea è il sol e lui va a marcare proprio su questa nota. Tutto
questo crea atmosfera campestre, pastorale, quindi molto semplice col basso che canta solo tonica e
dominante.
Quadratura perfetta per quanto riguarda le frasi.

b piccolo: mib magg. (IV grado, gradito per creare un effetto pastorale)

•questa possiamo definirla una parte elaborativa in generale in quanto di carattere modulante, quindi con
questi comportamenti variabili crea contrasto tra la sezione a e a1, ma è anche un'elaborazione di a poiché
il gesto iniziale del tema è sempre costante ed è una elaborazione ritmica. Può essere suddiviso in 2
sottosezioni: nelle prime battute è statico, arcaico, stile romantico, grazie all'utilizzo del pedale di
dominante e poi la seconda sezione in cui si libera il canto e il pedale di sin magg ha portato finalmente a
mib magg.

a1 ripresa con alla fine una condotta contrappuntistica, con aggiunta di coda che dalla dominante della
ripresa porta alla tonica di sib magg. (Si capisce che è una cosa all'inserimento del pedale). Importante è l
ultima bt. della coda con il ritorno del modo magg. armonico ossia sol come appoggiatura della dominante
e poi tonica.

B GRANDE (intermezzo 1) in Fa magg. Questa tonalità è una tonalità dalla dipendenza limitata poiché la
sentiamo ancora come dominante di sib per l'arrivo in battere di sib per la cadenza imperfetta a fine riga e
subito dopo tiene pedale di fa al basso e poi di nuovo botta sul sib poi di nuovo a fine riga cadenza
imperfetta. Insomma non risolve mai, atteggiamento tipico kreisleriano.

È un intermezzo, con riferimento a quello operistico, cioè brevi spettacoli buffi che venivano allestiti tra un
atto e l altro delle op serie italiane. Come intervallo e non c'entrava nulla con l'opera.

A differenza del primo brano questa parte B si pone in assoluto contrasto con A, proprio per la sua natura di
intermezzo, tipica sezione all'interno del rondò, quindi come nel genere operistico, utilizzava un linguaggio
completamente diverso. (S. molto critico del rondò, diceva che doveva esserci molta varietà).

• b piccolo periodo irregolare giustificato dall' utilizzo della progressione. Condotta armonica di tipo
romantico in quanto, proprio perché sezione di elaborazione, c'è molto movimento armonico, va in tonalità
molto lontane, per creare contrasto.

•ripetizione di a1( continuo a sentirla come dominante di sib)

Ripetizione di B con ritornelli.

Prima di A1 c'è un collegamento particolare, ossia il collegamento tra i 2/4 della sezione B e i 3/4 della
sezione A1. Mentre nel '38 scrive le prime 2 note in levare del 3/4 in sedicesimi per completare la battuta
ultima dei 2/4, qui spezza e scrive in ottavi queste due note ed è molto più giusto così, sospendendo la
battuta precedente. Lo stesso problema se lo pone a fine prima pag di x, dove le note al basso venivano
indicate come crome è non come semicrome.

•ripresa A1: durava 17 btt. nel '38, nel '50 rimette tutte le 37 btt., aggiungendone quindi 20. Prima era più
interessato a far scorrere il pezzo, mentre nel '50 normalizza tutto. Quindi la ripresa è identica ad A, senza
ritornelli. Il passaggio quindi tra 1 e 2 intermezzo è molto più diluito. Nel '38 decide di tagliare all' inizio per
aggiungere alla fine, nel '50 fa il contrario nell' ottica di allontanare i 2 intermezzi. Poi sacrifica alla fine.

•intermezzo C: è una canzone ternaria semplice in sol min (florestano) quindi bello stesso 2 brano abbiamo
sia Eusebio che florestano.
a piccolo: imitazioni come in canone.
Anche nel B del 4 brano abbiamo un canone accennato all' inizio e poi verso la fine esce fuori completo in
pp. S. grande cultore del contrappunto, diceva di averlo imparato piu dalla letteratura che dal suo maestro
di contrappunto. I compositori romantici utilizzavano molto il contrappunto (anche chopin e listz). Termina
in dominante e poi rit.

•b piccolo: si tratta di un 'elaborazione di a in quanto il materiale è lo stesso. 4 differenze: È un altro


momento pazzo come quello dell'emiolia del 5 brano in quanto a differenza di a il modulo limitativo al
posto di essere di 2 btt è di 1 btt e quindi diventa più concitato, inoltre prima in a si bloccava sulla
dominante, mentre ora manca il punto di appoggio, inoltre prima tendeva a scendere, ora a salire inoltre
prima non modulata, mentre ora, caratteristica romantica di una sezione b, modula, in piu ora l'andamento
del basso è quasi cromatico, mentre prima era per 3e.
Poi ripresa a1 con rit. E stavolta conclude in tonica di sol min.

• parte di transizione x: in re min. È la parte che esce dalla struttura formale di rondò. Non puo essere
chiamato D perche non è un 3 intermezzo. L'indicazione di "primo tempo", indica il primo tempo, il primo
tema alla lontana, anche se non ci ha nulla a che fare. È una sezione estremamente cromatica con molte
cadenze omnibus, utilizzata anche da Wagner, quindi con molti cromatismi.
Inizia con una sesta ecc. e finisce con una sesta ecc. Inizia con un contrappunto doppio invertendo mano
destra e mano sinistra. Subito dopo una progressione che ci porta molto lontano con la tonalità alla falsa
ripresa in fa# magg, usanza molto tipica sonatistica. Il fa# non è altro che solb letto enarmonicamente,
infatti poi ripete le stesse 2 btt in solb per poi utilizzare una sesta ecc. tedesca o svizzera con un mi beq. che
è la sesta ecc di sib.
Poi ripresa di A2 solo con la differenza che il pedale di dominante anziché andare alla tonica va al 6
abbassato sotto una triade aumentata ( che come le settime possono essere lette in tante tonalità),
creando cadenze evitate. Poi ripete e il 6 abbassato diventa fa# che porta a sol-. Quindi anche questa è una
falsa ripresa anche se nella stessa tonalità di A. Poi progressione e poi fa la ripresa all' 8va e poi abbassa
tutto di un 8va e aggiunge una coda dove me 38 era scritto adagio per isolare questa frase dal resto è nel 50
la toglie per normalizzare tutto. E alla fine lascia la battuta interrotta il che indica una ricercatezza nel
linguaggio.
Nell' op 24 riutilizza queste 4 btt come un testo poetico "vado entrando di giorno" vuol dire che questo
episodio e per lui come un motto è il significato lo tira fuori a posteriori nell' andare a indicare sequel testo
proprio su questo episodio musicale perche in queste 4 btt va a spasso per le tonalità per approdare solo
alla fine alla tonica. Quindi vado errando di gg come manifesto poetico di questo periodo.

Brano 3

•Sol min (Florestano, Ma molto meno agitato del solito).

•la struttura è A B A1 CON STRETTA E CODA. In comune col n7 ha che termina con la coda, questo però
prima della coda ha una stretta. Qui sol min e sib magg sono ben manifesti, mentre nel 7 sono nascoste
come dominanti delle tonalità strutturali ossia do min e non magg. Entrambi hanno una grande invenzione
nella coda solo che in questo brano la coda porta ai botti quello che prima era tradizionale, mentre la coda
del 7 porta a calmare quello che prima era molto concitato.

•c'è una radice comune tra questo brano è il 1, proprio come ci sarà anche tra il 4 ed il 6, non tanto come
carattere ma più per l'origine improvvisativa: la posizione e il movimento della mano sono quasi identici
tuttavia il 1 suona affannoso e travolgente, questo frammentario e esitante.

•A grande: fraseggio asimmetrico,( al contrario del 1 brano), ambiguo, con prima frase 4 btt + seconda con
6 poi ripete (sembra abbia invertito le voci, ma in realta è una riesposizione del materiale), in forte con 2
frasi da 4 btt + 1 inciso ripetuti 4 volte.
armonia molto semplice, bt11 sorta di 5e dei corni, effetto campestre. Anche quando riprende a bt 23 4+6
perché ripete le btt 28 e 29.

•B: se A è segnato da ambiguità metrica, B da ambiguità tonale.


Tipica scrittura scalare che richiama gli ambienti notturni.
a piccolo: in sib magg, termina in dominante.
b piccolo: riparte in dominante, è elaborazione ritmica ma in contrasto in quanto a aveva una condotta
lineare b mobile.

Brano 4

Sib magg. ( Eusebio). Non chiara tonalità per non risoluzione, come anche nel 6 non è chiara la tonalità. 4 e
6 hanno molto in comune come espressività come struttura formale A B A1 con A1 semplificato e ridotto (
più che una ripresa sembra una coda).
•A: 2 pedali, mano dx mib e mano sx fa (ped. Di dom). 2 pedali rendono statica la frase.
Armonia: Parte in dominante (sospensione) a fine 1 riga dovrebbe risolvere in tonica ma nella tonica c e il
lab poi scambio voci poi torna soprano e poi frammenta il discorso. Quindi molte cadenze evitate. Non
risolve mai, quindi discorso frammentato e faticoso con ambiguità tonale.

•B: contrasto con A mentre nel 6 B è elaborazione di A. da qui si libera il discorso è si semplifica.
Ambiguità tonale: parte in sin poi va subito a sol min. Qui come nel C del 2 brano c'è un canone mascherato
all'inizio e reso visibile dopo con l'incentivo di S di metterlo in pp. Quindi all' inizio è mascherato ( alla
melodia superiore mancano le prime 2 note sib e do). Quindi la prima volta il canone nascosto lo fa in mf
poi la prima rip a bt 17 in p e quando il canone è finalmente smascherato lo nasconde in pp. ( nel
romanticismo spesso i gioielli musicali sono nascosti). Poi termina in dominante di sol min e riprende A1
con dominante di sol min e termina in re magg dominante di sol. Quindi inizia e termina sospeso ma è tutto
un portare a sol nel Brano succ. (5 brano in sol infatti).

Canone: composizione contrappuntistica con struttura imitativa molto lunga e impo.

Brano 5

•Tonalita: sol min (Florestano, carattere brillante)

•A B A1

•a piccolo: rappresenta il cuore kreisleriano del ciclo: frammentismo, alternanza di stile. Il 5 brano
rappresenta il maggior esempio di ARS COMBINATORIA dell'intera raccolta. Dopo le prime 3 btt da studio(in
questo periodo S stava studiando degli studi quindi l origine di questo brano è uno studio e poi viene
spostato in un ciclo mus come fa chopin cin ultimo preludio nasce come studio e poi viene scartato da
studio), la 4a battuta introduce il ritmo puntato per poi chiudere in dominante attraverso una 6a ecc.
(Molto caratterizzante per questo brano), poi la 2a frase riprende il disegno e lo estende con imitazioni
strette. In 8 btt presenta così prima uno studio e poi un canone.
Inizio particolare con nota singola che crea un mondo a sé.

•b piccolo: elaborazione ritmica in quanto utilizza l'elemento ritmico del puntato. Qui processo piu
accordale, mentre prima era la linea confusa del processo imitativo.
Triade aum a inizio b potrebbe essere gesto mutato da 6a ecc di bt 4. Quindi materiale che non si distacca
più di tanto da quello precedente anche se il carattere cambia totalmente.
F(x) modulante. Parte di progressione poi b2 (chiamato cosi xk cambiamento di episodio) piccolo da bt 30
melodia a voce interna con imitazione e scambio tra mano dx e sx, stilema di tipo romantico. b2 inizia con
nona minore poi e armonia che porta a 7a dom di sol min e siamo tornati a sol min.
Quindi b ha 2 sottosezioni una k si sposta x blocchi con progr. è l'altra cromatica che procede x imitazioni e
porta di nuovo a sol min.

•ripetizione a1 uguale con differenza che prima chiudeva in dominante ora in tonica.

•B grande formato da a piccolo poi una parte di transizione che fa ancora parte di a e poi il vero b piccolo
inizia a bt 69.
a anche se sembra avere delle somiglianze a livello intervallare e melodica con il materiale iniziale, prima
c'era una forte unità motivica qui cambia tutto quindi è in contrasto con A.
Particolare perche non modula, rimane in sol min., ma il carattere cambia totalmente.
Parte di trans che porta a min magg.
b (in min magg.): struttura contrappuntistica a 3 voci e dal punto di vista metrico e utilizzo di gruppi di
emiolie da 2 tempi che vengono sovrapposti alla misura di 3/4, 2 btt prima di a1 in cui torna imitazione e
dopo ci aspetteremmo una catastrofe e invece tutto sfuma: si beq. perché inizia come prima con IV V I.
Ritorno a1.

•A1: riprende da b e non da a (Anche la ripresa del brano 7 parte coi temi invertiti). Particolare perché
riprende dalla parte di movimento armonico quindi è in realtà una non ripresa. Essendo che B finisce in sol
min A1 non aveva bisogno subito di una riconferma della tonalità quindi prima si muove e poi torna.
Curioso come termina alla fine perché nel '38 terminava con sosp alla dominante (finale aperto) qui
termina in tonica (finale chiuso). Quindi la transizione tra il 5 ed il 6 brano era molto morbida.

Brano 6

Grande somiglianza col 4 brano per tonalità, per la ripresa breve come se fosse una coda A1.

2 sono gli elementi strutturali di questo brano: il pedale di dominante che prima è fermo e poi da vita a B e
la 6a napoletana (btt 8 e fine di questa battuta accordo di si magg, letto enarmonicamente come
napoletana di sib poi tonicizza a si magg (enarmonicamente come nap di sib) non risolve passa a mib min e
poi vera nap di sib poi risolve e ripresa a1.

Tonalità di sib magg (Eusebio), ma non chiarissima a causa del doppio pedale (poi vedremo che sarà
elemento strutturale del brano) di fa. Capiamo che è sib magg perché inizia in sib. Anche nel 4 brano non si
capisce la tonalità perché non inizia in tonica e non risolve mai veramente.

Ricco di ritardandi nel '38 e di tira e molla che vengono stirati nel '50 per rendere la composizione più
borghese e più accessibile al pubblico dell'epoca.

È una siciliana ossia una danza usata nelle composizioni grandi barocche. È una danza lenta in 6/8 o in 12/8
simile ad una giga.

Il tema è molto frammentato poiché avvolto da due pedali di dominante (fa), uno superiore e uno inferiore
quindi la melodia non è molto libera di muoversi. Questa viene esposta prima nel registro alto, poi basso è
poi all'8va è poi a termina a bt 5 con la melodia al registro gravissimo dove si appiattisce ad una sola nota
mantenendo solo la forma ritmica. Quindi in questa melodia molto frammentata c'è molto kreisler. Anche
Chopin nella 3 ballata in lab magg utilizza questa tecnica di spostare si semifrase in semifrase la melodia di
registro.

In a piccolo non c'è quadratura metrica perfetta poiché formato da 5 btt.

Viene utilizzato il ritmo puntato della 4 bt del brano precedente, Ma qui viene snaturato.

Armonicamente a di A è pieno di cadenze plagali (mib-sib) proprie da clima pastorale, di una siciliana, di
una ninna nanna. Soprattutto a bt 3 IV con 5a al soprano (mib basso è sib soprano) effetto calmante.

b piccolo di A è caratterizzato da questi movimenti tipici del barocco francese. Infatti S stava studiando
delle fughe di Bach con questi gesti di biscrome tipico del barocco francese. S stesso utilizza questi gesti
anche negli studi sinfonici sottoforma di variazioni op.13, in cui 1 variazione è fatta proprio su questi gesti.
Mentre il b piccolo di A del brano precedente era un'elaborazione ritmica della parte a di A, mentre però
contrastante in quanto più accordale rispetto alla prima limitativa, qui b piccolo è COMPLETAMENTE
contrastante. D'altronde con un tema così calmo non abbiamo bisogno di un'elaborazione, meglio un
contrasto.
Quindi b parte con centro tonale di do min e poi va a spasso prima min magg poi solb magg in progressione
asc. è poi tonicizza alla napoletana di sib magg.(elemento strutturale del brano, arriverà anche alle fine in
A1).

a1 piccolo è di 11 btt e non di 5, ma è piu incasinato. Torna il gioco imitativo tra i vari registri e poi anche i
raddoppio a 3 8ve, e poi arriva a bt 17 una ripresa del materiale di a di 2 btt più vero di quello di bt 11
perché quello di btt 11 era al basso (cambio di registro rispetto ad a).
Quindi quella di prima era una falsa ripresa (Anche in x del brano 2). L'ultima di queste 2 btt è scritta in 6/8
anche se nin cambia il tempp perche fa ancora parte di A, quimdila bt viene spezzata a metà e lasciata
incompiuta come levare di quellp che viene dopo.
Attenzione però, mentre all'inizio il pedale basso e alto era fermo, qui il basso superiore si spezzetta quindi
prende vita e da moto alla melodia di B e poi anche il pedale inferiore inizia a prendere vita. Il pedale di
dominante di sib magg è quindi ELEMENTO STRUTTURALE di questo brano. B diventa 6/8 quindi ha una
certa urgenza.

Parte A molto estesa va fino a bt 18 poi B quasi fino alla fine perché A1 solo di 5 btt.
B: Il ritmo puntato che prima era occasionale qui è moltp importante e diventa quasi un moto perpetuo
molto amsimante. Parte in progressione ascendente poi chiusa e poi riprende com un discorso più
frammentario e esitante dove il puntato insiste sempre di più.

•la ripresa A1 è come l'inizio di sole 5 btt (sembra più una coda che una ripresa), a parte l'ultima bt dove
ritorna la napoletana di sib magg con la 7a dim che scende alla 3a creando un effetto molto esotico.
Termina con la bt troncata a metà e quindi creando un effetto sospeso (Anche il 2 il 7 e l'8 terminano così).
7 brano

•"molto vivo", "molto irruento".

•Tonalità di impianto sono do minore e mib magg. Le tonalità strutturali dei kreisleriana non sono
manifeste qui poiché le tonalità strutturali di questo brano sono do min e mib magg, ma sono nascoste in
quanto dominanti di queste.

•A B A1 CODA

•particolarmente interessante è la sua lettura come tentativo di combinare la libera improvvisazione con la
semplice forma di canzone, lied (A B A) ed il procedere della forma sonata con i 2 temi in rapporto tonale
tonica dominante poi sviluppo centrale ripresa e coda (sempre presente nella forma sonata).
Ibrido tra forma sonata e forma lied.

•A grande: a e b, rapporto tonale consueto in una forma sonata quindi tonica dominamte: do minore e sol
minore (dominante minore). Nel periodo barocco le tonalità maggiori e minori sono interscambiabili tra di
loro, nel periodo classico il modo magg è il piu importante (il magg va la magg e il kin va al magg), nel
romanticismo contrario predilige le tonalita minori. Beethoven fa solo una sonata con 2 temi in minore, la
sonata n17. Il colpre è quindi molto scuro. Non è consueta nella forma sonata invece la ripetizione integrale
a1 del primo tema alla dominante concludendo in dominante (forma lied?).
b piccolo: progressione per 5e.

•B grande: parte mella stessa tonalità d'impianto (anche il 5 brano aveva la parte B nella stessa tonalità
d'impianto), quindi in do min., libero fugato a tre parti non scolastico che nella parte b piccolo confluisce in
una melodia accompagnata, diventa un divertimento, mantenendo il materiale tematico (elaborazione),
svolgendolo sottoforma di progressione (tipico dei divertimenti). 1 entrata soggetto in do mib, poi risposta
tonale e non reale alla dominante, non reale ci x essere reale doveva iniziare in re ma avrebbe snaturato
tutto. La 3 entrata è diventata ormai carnevale nella conduzione quindi di fugato non ha piu nulla. Cadenza
alla dominante cosi permette rit. Poi appunto divertimento e poi arriva il pedale di dominante (sol) per poi
portare alla ripresa della forma sonata A1 in do min., stilema tipico piu della forma sonata che della forma
lied, ossia quello della riconduzione attraverso il ped di dominante.
Fugato= modo di operare tecnicamente dal punto di vista contrappuntistico, per ottenere qualcosa di simile
alla fuga.
Fuga= è un genere perche non esiste una fuga uguale ad un'altra.
Fughetta= una fuga piu piccola, ma più rigorosa del fugato.
Nelle parti B delle sonate viene utilizzato il fugato.
S grande cultore del contrappunto dice di aver imparato piu dalla letteratura che dalla musica.

•A1 grande: ripresa in do min con i temi invertiti (b e a) sempre in do min., (nella logica sonatistica non è
importante tanto l'ordine dei temi ma la loro risoluzione in tonica, quindi è un comportamento normale),
con la particolarità del più veloce (noch schneller) quindi accelerando la parte (nessuno l'aveva mai fatto
prima). Le frustrate dell'inizio date da ped di dominante con sopra 7e dim, non hanno bisogno di velocità,
qui è stato studiato per creare questo effetto di folle corsa verso la coda. Stavolta termina in tonica e non in
dominante come prima.
In A1 la progressione per 5e di b, non è solo uno strumento formale, ma S lo utilizza proprio per provocare
un trascinante effetto di caduta a corpo morto grazie a questa assenza di freni con l'irruzione improvvisa
della coda in tempo lento e in una tonalità maggiore. Quindi non a caso inverte anche i temi.
•questa folle corsa cade a corpo morto sulla CODA, è quando ci arriva rimaniamo spiazzati perché inizia una
cosa in min maggiore (tonalità insolita) che non c'entra nulla con quello che è avvenuto prima. Questa
tecnica l'abbiamo già vista prima nel brano......., quando kreisler si ferma e improvvisa (lo faceva anche S) e
poi nel culmine dell'operazione cambia completamente registro e passa a fare cose più ingenue da arie
comiche di Paisiello. Inizia quindi questo enigmatico corale come elemento di ironia, frammentazione del
discorsi insomma ancora kreisler, significato ironico di distanziamento. Tipico atteggiamento kreisleriana.
Qui l'effetto della coda è calmante mentre nel 3 brano nella coda arriva all'apice della forza.
Anche la coda ha l'alternanza tonica dominante, ma invertita, quindi dominante (sib magg) è tonica (mib
magg) poi tonicizza al II grado (fa min) poi cadenza al III poi ripete e cadenza al I e poi ultime 4 btt cosetta
della coda con 2 cadenze plagali prima alla mano dx e poi alla mano sx. Quindi una coda molto terra terra
che non c'entra nulla con il casino di prima.