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cambiamento di reparti e mutatio

[anno 191 a.C.] Circa nello stesso tempo i Liguri, riunito un esercito con uno
speciale giuramento sacro (lege sacrata coactu exercitu), di notte all�improvviso
assalirono l�accampamento del proconsole Q. Minucio. Minucio fino all�alba
trattenne i soldati schierati entro il vallo, preoccupato di evitare che il nemico
superasse le difese. All�alba fece una sortita simultanea da due porte. Ma i Liguri
non furono respinti al primo assalto, come egli aveva sperato; per pi� di due ore
sostennero una lotta di esito incerto. Alla fine, poich� sempre nuove schiere
uscivano all�attacco, e soldati freschi succedevano a quelli stanchi nel
combattimento, i Liguri, sfiniti tra l�altro anche per la veglia, si diedero alla
fuga.
Tito Livio XXXVI 38, 1

BATTAGLIA DI VADIMONE (309 a.C)

"Nessuna delle due parti accennava alla fuga: gli uomini della prima linea
crollarono e, per evitare che i reparti restassero privi di copertura, la seconda
fila rimpiazz� la prima. Poi vennero chiamati allo scontro anche gli ultimi
riservisti. E la situazione arriv� a essere talmente critica, che i cavalieri
romani, scendendo da cavallo, raggiunsero le prime file di fanti avanzando tra le
armi e i corpi dei caduti. Entrati in campo, come un esercito fresco, in mezzo a
uomini stanchi, gettarono lo scompiglio tra le linee etrusche. Seguendo poi il loro
slancio, il resto delle truppe, pur allo stremo delle forze, riusc� finalmente a
prevalere sullo schieramento nemico. Allora la tenacia degli Etruschi cominci� a
cedere e alcuni manipoli presero a indietreggiare, dandosi inequivocabilmente alla
fuga non appena ebbero voltato le spalle. Quel giorno venne spezzata per la prima
volta la potenza etrusca, in auge dai tempi antichi"
(T. Livio Ab Urbe Condita, IX, 39)

Idem per la situazione nella Battaglia del Vesuvio (340 a.C) come riportato nei
capitoli precedenti da Gioal, ma con riferimento anche ai Latini:

"All'inizio le forze e l'ardore dei combattenti erano uguali da entrambe le parti.


Ma dopo qualche tempo gli hastati romani, non riuscendo a reggere la pressione dei
Latini, dovettero riparare tra i principes."
(T. Livio Ab Urbe Condita, VIII, 9)

Riguardo agli ordini di hastati, principes e triarii descritti nel libro VIII da
Livio, durante le guerre latine (341-338 a.C) , Livio riporta un passo della
battaglia del Vesuvio, in cui il console romano Manlio Torquato fa combattere anche
rorarii ed accensi.. e..

"Mentre la battaglia continuava e in alcuni punti i Latini stavano avendo la meglio


grazie alla superiorit� numerica, il console Manlio venne a conoscenza della fine
del collega e, dopo aver onorato con il pianto e le giuste lodi - come richiedevano
il senso del dovere e la piet� - una morte cos� gloriosa, rimase per un attimo nel
dubbio se fosse gi� giunto il tempo di una sortita dei triarii. Ma poi, pensando
fosse preferibile tenerli in serbo per l'attacco finale, ordin� agli accensi di
portarsi dalle retrovie al di l� delle insegne. Non appena essi presero posizione,
ecco che i Latini, convinti che gli avversari avessero fatto la stessa mossa,
mandarono avanti i loro triarii, i quali, pur sfiniti, con le lance rotte o
spuntate, dopo aver combattutto con grande accanimento per qualche tempo,
riuscirono a respingere il nemico; e credevano di aver gi� avuto la meglio e di
aver raggiunto l'ultima linea avversaria, quando il console disse ai triarii: �Ora
alzatevi e affrontate freschi come siete il nemico sfinito, ricordandovi della
patria, dei genitori, di mogli e figli, e del console caduto per la vostra
vittoria�. Quando i triarii si alzarono, pieni di energie, con le loro armi
luccicanti, nuova schiera spuntata all'improvviso, accolsero gli antepilani negli
spazi vuoti tra le loro schiere e levando il grido di guerra seminarono lo
scompiglio tra le prime file dei Latini. Colpendoli in faccia con le aste e
massacrandone il fiore della giovent�, penetrarono attraverso gli altri manipoli
come se questi non fossero armati, frantumando i loro cunei con un massacro di tali
proporzioni che a stento un quarto dei nemici sopravvisse. Anche i Sanniti,
schierati a distanza ai piedi delle montagne, terrorizzarono i Latini."
(T. Livio Ab Urbe Condita, VIII, 10)

P.s. 3 importanti appunti:

1) schieramenti simili:

"Un contingente di analoghe proporzioni veniva poi aggiunto con la leva effettuata
tra i Latini, che in quella circostanza erano per� nemici dei Romani e avevano
schierato la loro linea di battaglia seguendo lo stesso schema di formazione. Ed i
Latini sapevano che in battaglia si sarebbero scontrati non solo i manipoli con i
manipoli, gli hastati con gli hastati, i principes con i principes, ma - ammesso
che gli schieramenti in campo non subissero modifiche - anche i centurioni con i
centurioni. In entrambi gli eserciti il primipilo si trovava tra i triarii." (T.
Livio Ab Urbe Condita, VIII, 8)

2) nascita dell'optio:

"E se il Romano non era eccessivamente forte dal punto di vista fisico, ma dotato
di coraggio e di grande esperienza in campo militare, il Latino era un combattente
di prima qualit�, aiutato da un fisico possente. I due si conoscevano benissimo
perch� avevano sempre comandato compagnie dello stesso rango. Il centurione romano,
non avendo abbastanza fiducia nella propria forza fisica, prima di lasciare Roma
aveva ottenuto dai consoli il permesso di scegliersi un centurione a lui
subordinato, che lo proteggesse dall'avversario che gli era destinato. E il giovane
prescelto, scontratosi in battaglia con il centurione latino, ebbe la meglio su di
lui." (T. Livio Ab Urbe Condita, VIII, 8)

3) la morte dell'altro console, Decio Murie, che si immola secondo il


"generazionale" rito della "devotio" e viene abbattuto da nugoli di frecce nemiche,
implicitamente ci fa sapere della presenza di arcieri tra le file dell'esercito
latino (T. Livio Ab Urbe Condita, VIII, 9)

L'AVVICENDAMENTO DELLE FORZE FRESCHE ALLE FORZE LOGORATE NELLE BATTAGLIE


DELL'ANTICHITA'.

La questione della sostituzione sul campo delle forze logorate con truppe fresche
nelle battaglie dell'Evo Antico � un ambito molto dibattuto.

Molto � stato ipotizzato, soprattutto in ambito rievocativo, soprattutto in Italia,


e soprattutto per quanto riguarda l'esercito romano, ma apparentemente la pratica
doveva essere diffusa presso diversi eserciti dell'antichit�.

Le fonti che trattano in maniera inequivocabile la questione sono sorprendentemente


scarse e vaghe, e lasciano aperti molti interrogativi.

Per dare un'idea, ho voluto raccogliere le fonti che riferiscono ESPLICITAMENTE a


un avvicendamento di truppe fresche a quelle spossate (no, non parler� di
"rotazione delle truppe", perch� non vi sono i dati per farlo) per quanto riguarda
i Celti (!!! eggi�...), e poi i Romani.

CELTI:

�i nemici stanchi della lunga durata del combattimento si ritiravano dalla


battaglia e subentravano altri con uomini freschi�
[diuturnitate pugnae hostes defessi proelio excedebant, alii integris viribus
succedebant]
Cesare B.G. III, 4

�(I Galli) costantemente sostituivano gli stanchi con i freschi�


[semperque ipsi recentes defessis succederent]
Cesare, B.G., VII, 25

�(Galli) Integri si sostituivano costantemente agli stanchi�


[cum crebro integri defessis succederent]
Cesare, B.G., VII, 41

�Alcuni (dei Galli) scagliano proiettili, altri formano le testuggine e avanzano,


integri si avvicendano al posto degli affaticati�
[defatigatis in vicem integri succedunt]
Cesare, B.G., VII, 85

ROMANI:

�La situazione rimase in bilico finch� la seconda linea (secunda acies) romana non
diede il cambio alla prima, con gli uomini freschi al posto di quelli ormai
provati. Gli Etruschi, poich� non avevano a disposizione riserve fresche a supporto
della prima linea, caddero in massa davanti e intorno alle loro insegne.�
(�secunda acies Romana ad prima signa, integri fessis, successerunt [�]Etrusci,
quia nullis recentibus subsidiis fulta prima acies fuit�)
Tito Livio, Ab Urbe condita, IX, 32

�Le forze nemiche aumentavano e dall'accampamento, attraverso la citt�, di continuo


venivano inviate coorti per sostituire gli stanchi con quelli riposati.�
[ex castris cohortes per oppidum crebro submittebantur, ut integri defessis
succederent.]
Cesare, De Bello Civili, I, 45

�Nel medesimo tempo Cesare ordin� di avanzare alla terza fila (tertiam aciem) che
fino a quel momento era rimasta in riposo e ferma nella sua posizione. E cos�
ricevendo i soldati sfiniti il cambio di forze fresche e riposate [�] i Pompeiani
non furono in grado di reggere e si diedero tutti alla fuga.�
[tertiam aciem Caesar, quae quieta fuerat et se ad id tempus loco tenuerat,
procurrere iussit. Ita cum recentes atque integri defessis successissent]
De Bello Civili, III, 94

�Gli Ebrei cominciarono ad affaticarsi, dovendosi difendere di continuo, non


potendo sostituire chi combatteva nelle prime fila, al contrario dalla parte dei
Romani si continuavano a ricevere elementi freschi�
[???a?f?e?? d?ed????t?]
Flavio Giuseppe, Bellum Iudaicum, III, VII, 27

�Il generale dovrebbe anche avere designato dei reparti, posizionati al di fuori
della schiera in qualit� di riserve, che egli deve tenere pronte per dare
assistenza a quei reparti della sua forza che sono esausti. Queste truppe fresche
sono non poco avvantaggiate nell�attaccare uomini stanchi, poich�, oltre ad
avvicendarsi a quelli dei loro che sono stanchi, attaccano in pieno vigore un
nemico affaticato�
Onasandro, Strategikos, 22