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I 韺�le segreti di Soros: ecco come il miliardario "韺�lantropo"

manovra il mondo
Rivoluzioni, diritti umani, 韺�nanza spregiudicata: la fondazione di George Soros è stata hackerata e
migliaia di 韺�le segreti sono stati pubblicati svelando gli intrighi del ricchissimo imprenditore
americano

di Lorenzo Giarelli

Chip Somodevilla/Getty Images

26 Settembre 2016 - 12:09

Il paradosso del miliardario di sinistra è noto e ritorna spesso nelle campagne


elettorali della destra: chi propone progressismo sociale e uguaglianza economica
o non è davvero di sinistra o non è davvero ricco. Una terza via, poco lusinghiera,
aumenta l'imbarazzo della scelta: il magnate di turno potrebbe avere qualcosa da
nascondere, da intendersi come interessi economici o politici in ballo.
Che i miliardari comandino il mondo non è soltanto roba da complottisti: accade
da qualche millennio e nessuno se ne meraviglia. Ma vedersi sbattere nero su
bianco le manovre di uno di questi magnati fa un certo effetto. Nelle scorse
settimane la fondazione di George Soros, la Open Society, è stata hackerata e
sono ⮠niti online migliaia di documenti relativi alle attività gestite o ⮠nanziate dal
miliardario di origini ungheresi. Si tratta di campagne elettorali, fondazioni
umanitarie, associazioni per i diritti, società di ricerca che hanno ricevuto fondi
per operare o indirizzare il consenso verso temi cari a George, vicino al Partito
Democratico americano.

In questi 2.576 ⮠le pdf – consultabili su DCLeaks – è scritto che Soros avrebbe
cercato di condizionare i risultati in ognuno degli Stati Europei in cui si è votato
nel 2014. L'obiettivo di Soros era quello di contrastare i partiti anti-europeisti e
favorire le politiche di integrazione interna ed esterna (relative all'ingresso dei
migranti).

Si parla anche del coinvolgimento diretto di Soros nella gestione di rivolte


sparse per il mondo, tra cui quella Ucraina, e di una pioggia di quattrini data ad
associazioni in favore dell'aborto, dell'eutanasia e dei diritti LGBT. Ma c'è anche il
sostegno diretto a candidati politici, come quello a Hillary Clinton - circa 8 milioni
di euro - per scongiurare il pericolo Trump. Soros ci aveva già provato nel 2004,
quando aveva fatto di tutto per non far vincere George W. Bush, arrivando a
donare, secondo il Central for Responsive Politics, la bellezza di 23 milioni di
dollari a 527 associazioni legate a John Kerry, allora condidato democratico.

“ La notizia dei 韺�le hackerata è di portata mondiale, eppure molti dei


più grandi giornali, soprattutto americani, non ne hanno parlato

Nell'home page del sito contenente i ⮠le hackerati si legge un riassunto ben poco
lusinghiero: “Soros è l'architetto o il ⮠nanziatore di più o meno ogni rivoluzione o
colpo di stato nel mondo negli ultimi 25 anni. Spilla sangue a milioni e milioni di
persone solo per diventare più ricco lui”.

D'altra parte Soros è sempre stato un uomo controverso. Nato in Ungheria, di


famiglia ebrea, è dovuto fuggire alla persecuzione nazista. Astuto, calcolatore,
spregiudicato (soprattutto sulla pelle degli altri). Divenne celebre quando, nel
1992, riuscì a mandare sul lastrico la Banca d'Inghilterra e a far uscire dalla SME (il
Sistema Monetario Europeo) sia la sterlina, sla lira italiana: il 16 settembre Soros
vendette pacchi di sterline allo scoperto, appro⮠ttando del tentennamento della
Banca inglese nell'aumentare i tassi di interesse e a far ⶤuttuare il tasso di cambio.
Mentre nella ⮠nanza di due Paesi regnava il caos, Soros andava a dormire con un
miliardo netto di guadagno grazie alla sua speculazione.

Come si concilia, allora, questa spregiudicatezza ⮠nanziaria con l'animo da


⮠lantropo? Si concilia, dice lui, con il fatto che il lavoro da speculatore, se non lo
facesse lui, lo farebbe qualcun altro, e che ciò che conta è cercare di cambiare il
sistema. Che ci stia provando o meno non si può dire: intanto Soros si arricchisce,
tanto che il suo patrimonio personale si aggira, a quanto pare, sui 25 miliardi di
dollari.

Niente male, per un ex allievo di Karl Popper che predica una revisione del
sistema. Nota a margine: i Soros Leaks hanno smascherato molti degli interessi
del miliardario. Per molti sarà stata soltanto la conferma di ciò che si sospettava
da anni, ma in ogni caso la notizia è di rilevanza mondiale, eppure in pochi ne
hanno parlato. Baluardi del buon giornalismo come il New York Times o il
Washington Post non ne hanno fatto menzione, persino il Guardian ne fa soltanto
un rapido accenno in un editoriale. Gli interessi in campo, è evidente, pesano.
Mentre Soros continua ad arricchirsi, nessuno si meraviglia più che la politica
conti meno della nanza. Se credere ai leader politici non serve più, allora
dobbiamo adattarci, e sperare che il miliardario di turno non abbia simpatie
troppo diverse dalle nostre.