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CARATTERISTICHE DEL SUONO

Quello che chiamiamo SUONO non è altro che una variazione della pressione atmosferica registrata dal
nostro apparato uditivo mediante il timpano.

Queste variazioni hanno la forma di onde che si propagano nell'aria (in alcuni casi attraverso mezzi diversi,
corpi liquidi o solidi come l'osso). Il punto d'inizio del fenomeno è dunque sempre il fatto che una massa
qualunque viene messa in vibrazione.

IL PENDOLO

Ecco come si rappresenta:

la distanza a-c è l'intera vibrazione mentre a-b e b-c sono le vibrazioni semplici ovvero i SEMIPERIODI. la
distanza d-e, cioè la distanza maggiore percorsa dal corpo vibrante rispetto alla posizione di quiete, si
chiama AMPIEZZA. la retta t è l'asse del tempo.

Stesso fenomeno avviene con un Diapason, con una corda, con un oggetto (pietra nell'acqua).

Le vibrazioni possono variare a seconda della:

a) FREQUENZA, cioè il numero dei periodi per unità di tempo per secondo (p/s) ed è anche chiamata HERTZ
dal celebre fisico tedesco del XIX sec. Qualsiasi oggetto elastico se lo si induce a vibrare, compie sempre
delle vibrazioni a FREQUENZA COSTANTE.

b) AMPIEZZA, cioè la grandezza delle vibrazioni che dipende dalla forza che mette in movimento il corpo in
questione.

RISONANZA

Nella fase di propagazione, il suono esercita sui corpi che si trovano sulla sua strada una pressione che li fa
vibrare a loro volta. le sue ampiezze, sovrapponendosi daranno luogo ad un aumento dell'ampiezza della
vibrazione. Questo fenomeno si chiama RISONANZA. Per RISUONATORE si intende un corpo o una cavità che
rinforza l'ampiezza di una vibrazione e se il risuonatore è una cavità si parla di CAVITA' DI RISONANZA, come
nel caso della voce.

I suoni si dividono in PERIODICI E APERIODICI e in special modo i suoni del linguaggio. Non è difficile
comprendere che non tutti i movimenti vibratori sono periodici, cioè che le diverse frequenze vibratorie non
sono affatto multipli interi di una frequenza fondamentale (rumori e nel linguaggio i CONTOIDI).
VOCOIDI E CONTOIDI

Questa divisione fra suoni periodici e aperiodici è particolarmente interessante per i suoni del linguaggio
per cui risulterà una differenza fra TONI e RUMORI. La struttura regolare e periodica del tono produce
nell'uomo un'impressione piacevole mentre il movimento aperiodico no e comunque, non sempre.

Fra i suoni del linguaggio quelli che chiamiamo VOCOIDI sono normalmente di tipo periodico (toni puri),
mentre i CONTOIDI consistono di rumori o contengono elementi di rumore.

INTENSITA'

Per il nostro orecchio, la percezione dei suoni non è identica per tutti i suoni in quanto l'ampiezza della
vibrazione è responsabile delle differenze di forza che percepiamo. La misurazione della forza fisica
dell'energia sonora passa attraverso una superficie di un centimetro quadrato ma la reazione del nostro
orecchio alle variazioni di intensità è più complicata e si spiega con la LEGGE DI WEBER-FECHNER secondo
cui le differenze di intensità si percepiscono ogni qualvolta la forza è moltiplicata per dieci. Tali differenze si
calcolano in DECIBEL. Esempio della CANDELA: se abbiamo una candela accesa e ne aggiungiamo un'altra
percepiamo una differenza ma se ne sono accese 99 e ne aggiungiamo 1 la differenza non verrà percepita.
lo stesso vale per un coro.

TIMBRO

Se la frequenza determina la fondamentale l'altezza del suono sono le ARMONICHE, parziali della
fondamentale, che determinano il timbro. Se è vero che il risuonatore reagisce rafforzando le frequenze
che si trovano all'interno della sua banda si può considerare un FILTRO. Es. del MURO: riusciamo a sentire la
radio del vicino ma non a distinguere ciò che dice. Il muro lascia propagare solo la frequenza fondamentale
e alcune armoniche indebolendo o cancellando le frequenze più alte responsabili dei suoni del linguaggio. Il
discorso è incomprensibile anche se l'intensità nel complesso resta normale. Quindi la nozione di
RISUONATORE coincide con quella di FILTRO (rafforzamento e indebolimento)

FORMANTI

Con formante si intende una frequenza di risonanza (anche chiamata frequenza caratteristica) attorno alla
quale un suono spettralmente ricco mostra un picco di ampiezza (concentrazione di energia acustica entro
una banda frequenziale). Se ne distinguono 5 e una di queste, la 3za è quella specifica chiamata del
cantante perchè si riferisce alle vocali.