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Verso

la maturità - Italiano

Sommario
1. Introduzione
2. Movimenti tra Ottocento e Novecento
i. Positivismo
ii. Realismo
iii. Decadentismo
iv. Le Avanguardie ed altri movimenti
3. Émile Zola
4. Giovanni Verga
i. Poetica
ii. I Malavoglia
iii. Mastro Don Gesualdo
5. Gabriele D'Annunzio
i. Poetica
ii. Opere
6. Giovanni Pascoli
i. Il percorso delle opere
ii. La poetica del fanciullino
iii. Lo stile
7. Italo Svevo
i. Poetica
ii. Opere
8. Luigi Pirandello
i. Poetica
ii. Opere
9. Giuseppe Ungaretti
i. Poesie
10. Eugenio Montale
i. Temi
ii. Poetica e stile
iii. Poesie
iv. Brani
11. Italo Calvino
i. Poetica
ii. Opere

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Verso la maturità - Italiano

Questo e-book è stato creato dagli studenti della classe 5IA dell'IIS G. Galilei di Crema. Lo scopo è stato quello di
raccogliere i vari argomenti trattati nel corso dell'anno in un ebook che possa essere consultato facilmente da qualunque
dispositivo. L'ebook non è completo e non sostituisce il libri di testo scolastico ma è un aiuto soprattutto per gli studenti che
devono affrontare l'esame di maturità. Speriamo possa tornare utile ad un ampio pubblico. Per qualunque esigenza,
problema o feedback potete contattarci all'indirizzo email ravinderpal96@live.it

Introduzione 3
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Movimenti tra Ottocento e Novecento

Movimenti tra Ottocento e Novecento 4


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Positivismo
Il termine POSITIVISMO(-ismo = eccesso, quindi eccesso di positività) significa fiducia nel progresso.

Fu visto come un movimento che aprisse all'umanità un cammino di miglioramento e di prosperità. Veniva così messo
al centro dell'attenzione l'idea del progresso già iniziata nel '700 dagli illuministi.

Anche il socialismo scientifico di Karl Marx e Friedrich Engels si fondava sull'idea di progresso; era però un progresso che
richiedeva una lotta armata, per trasformare radicalmente il sistema sociale ed economico esistente. Il positivismo invece
non parla di lotta armata ma si tratta di un progresso attraverso la ragione e le scienze sperimentali.

La causa principale che ha scaturito questo movimento è la Seconda Rivoluzione Industriale, dove le macchine iniziano
ad utilizzare l'elettricità invece del carbone.

L'autore principale è Auguste Comte che nel Corso di filosofia positiva indicò tre fasi che l'umanità aveva superato:

1. Teologica, nella quale gli uomini vedevano il mondo come un prodotto di principi soprannaturali.
2. Metafisica, che era dominata dalla ragione ma non era basata sull'osservazione dei fenomeni.
3. Positiva, ovvero del positivismo, nella quale gli uomini cessarono d’interrogarsi sul perché dei fenomeni ed iniziarono
ad indagare il come essi si manifestano, a quali leggi ubbidiscono.

Partendo da quaste premesse Comte organizzò tutte le scienze in un sistema generale, al vertice del quale si poneva la
sociologia.

Il risultato più significativo, in ambito scientifico, della cultura positivistica è costituito dalla Teoria dell'evoluzione di
Charles Darwin. Questa era basata sul principio della selezione naturale: in natura, solo le specie che possiedono
caratteri favorevoli all'ambiente riescono a sopravvivere e quindi a trasmettere tali caratteri alle generazioni successive.

La crisi del Positivismo e l'IRRAZIONALISMO

Negli ultimi anni dell'800 era stata messa in dubbio la fiducia nel fatto che scienza e tecnica potessero dominare il mondo,
contrapponendo i concetti di crisi e decadenza. La causa di questa crisi era la prima guerra mondiale. L'irrazionalismo è
l'atteggiamento di chi giudica la ragione insufficiente a interpretare la realtà e si affida ad altre forze: l'istinto, il sentimento e
l'intuizione. Tra gli autori principali:

1. Nietzsche:

sostiene che tutto è relativo e non esistono le certezze;


rifiuta la religione;
è convinto che l'uomo possa liberarsi dalla decadenza grazie alla sua forza di volontà e la libertà (Superuomo).
2. Freud:

Vede la mente umana divisa in 3 parti:


i. l'io coscente
ii. l'inconscio
iii. l'io morale, ovvero l'insieme delle regole che la società ci ha insegnato
Fonda la terapia psichiatrica che da molta importanza ai sogni per conoscere l'inconscio.

Positivismo 5
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Realismo
Il Realismo si diffonde principalmente sotto forma di Naturalismo e Verismo.

Naturalismo
Nasce in Francia tra il 1865 e il 1870. Considerato parte del realismo perché nelle opere si dà importanza alla realtà
oggettiva. Manifestava inoltre, l’attenzione per la realtà e per il vero e applica alla letteratura le idee del Positivismo.

I naturalisti si paragonano agli scienziati: osservano la realtà, conducono esperimenti su di essa, ricostruiscono la
psicologia per stendere un documento umano oggettivo, realistico e concreto.

Le caratteristiche stilistiche sono impersonalità e oggettività.

Teorico ma anche scrittore, Émile Zola è uno degli autori principali. Anche lui come Taine parla dell’artista che è uno
scienziato che deve sperimentare sulla realtà.

Attraverso la scienza l’uomo può controllare bene e male, dare delle regole alla propria vita e risolvere i problemi della
società.

Verismo
Il Verismo fu chiamato così per l’attenzione alla realtà, alla vita quotidiana della gente e alle problematiche sociali o
d’ambiente. Si diffonde soprattutto tra contadini e minatori.

Gli scrittori del Verismo si soffermavano specialmente sulle miserie, economiche e sociali del Mezzogiorno d’Italia
all’indomani della raggiunta Unità d’Italia.

Autori

Luigi Capuana, considerato grande teorico del Verismo, si occupò molto fu divulgare l'esperienza dei naturalisti
tramite molti articoli e saggi critici.
Verga, che diede anche contributi teorici con la novella Fantasticheria e a seguire una lettera all'amico Salvartore
Farina e Prefazione dei Malavoglia.
Federico de Roberto, scrive il romanzo Viceré ambientato nel passaggio dai Borboni all’unità d’Italia a Catania.

Sono pessimisti e scrivono per sottolineare l’impossibilità di riscattare le loro condizioni.

Analogie tra Naturalismo e Verismo:


Derivazione dal Realismo; quindi entrambe descrivono la realtà del tempo.
L’osservazione rigorosa delle passioni umane.
Il desiderio di dare alla letteratura appropriati strumenti d’indagine e di rappresentazione, cioè un’anima scientifica.

I veristi riflettono un senso d’impotenza, di fronte al disagio sociale essi accentuano una sensazione di rassegnato
pessimismo.

Meriti della letteratura verista:

Rinnovazione profonda sia dei temi sia del linguaggio tradizionale della letteratura, promuovendo una maggiore

Realismo 6
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semplicità d’espressione e un’inedita concretezza di temi e personaggi.


Rappresentazione sincera e oggettiva grazie a forme lessicali più vicine al parlato.

Uno dei difetti dei veristi fu la frequante caduta nel tono paternalistico: il loro era spesso un tono di superiorità. Da questo
limite seppero tenersi lontani solo gli scrittori maggiori e in particolare Verga.

Realismo 7
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Decadentismo
Al contrario del Positivismo, il Decadentismo si basa sui sentimenti, gli istinti, l'intuizione, l'immaginazione e le emozioni,
tralasciando la ragione e il pensiero logico.

Prende vari nomi, viene chiamato Decadentismo in Italia, Modernismo o Estetismo in Inghilterra, Simbolismo in
Francia.

Si divide in due fasi principali:

Prima Fase

Si dà importanza alle sensazioni ma, a differenza del Romanticismo, ci si concentra sull'importanza all’istinto e
all’inconscio.

A questa fase appartengono i Simbolisti come Baudelaire, Verlaine e Rimbaud.

In Italia gli autori sono Pascoli, D’Annunzio e le Avanguardie.

Lo scopo è una protesta per migliorare la realtà.

Seconda Fase

È un Decadentismo più maturo, orientato a non immischiarsi nella crisi. Il letterato non può mutare la realtà di fatto: la
rivela, senza illudersi di poterla migliorare. Quindi il protagonista un "indifferente". Secondo Baudelaire(I fiori del male) lo
scrittore deve svelare i segreti legami che s’instaurano tra le cose e nella natura e la poesia diviene uno strumento utile a
rivelare il significato dei simboli. Per raggiungere la parola pura, i simbolisti valorizzano alcune figure retoriche come la
sinestesia o l’analogia.

Autori: Italo Svevo, Luigi Pirandello, Joyce, Proust, Mann.

Simbolismo
Baudelaire è l'autore principale con l’opera I fiori del male.

Successori:

Rimbaud con Il battello ebbro


Verlaine con I poeti maledetti
Mallarmé con Il pomeriggio d’un fauno

Estetismo
Il Simbolismo prende il nome di Estetismo, tipico dell’Inghilterra ma presente anche in Italia, che dà importanza al bello.
La bellezza è individuata sia nei personaggi sia nell’arte.

Esempi:

Il piacere di D’Annunzio
Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde

Decadentismo 8
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In base a questa concezione, non importa compiere le azioni buone, ma belle.

Decadentismo 9
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Altri Movimenti
Movimenti culturali e politici del novecento in Europa.

Le Avanguardie
Nasce come termine militare in Italia, nell’ottocento assume un significato politico e indica quel gruppo di persone che
combattono per la libertà.

In letteratura assume significato di artista rivoluzionario che vuole rompere con gli standard suo tempo.

Questi artisti utilizzano un linguaggio distintivo e diretto che crea scandalo, investe tutte le arti. Qualsiasi tipo di
avanguardia nasce da un caposcuola che promuove un Manifesto.

Futurismo
Nasce in Italia con Filippo Tommaso Marinetti nell’inizio del novecento. Motivo storico per la nascita del futurismo era lo
sviluppo della tecnologia (automobile, areoplano, elettricità).

Si dà importanza alla fantasia e alla libertà. Nella pittura l’autore principale è Carlo Carrà. In letteratura Marinetti, Govoni e
Aldo Palazzeschi.

Espressionismo
Nasce in Germania nel novecento come movimento pittorico. Dall’arte si trasferisce anche alla letteratura. Si rifiuta la
tradizione classicista e si vuole rappresentare qualcosa di profondo.

Il dipinto più famoso è L’urlo di Munch.

Anche nella letteratura si preferiscono si preferiscono temi bizzarri. Gli autori principali sono Federico Tozzi e Carlo Emilio
Gadda.

Dadaismo
Nasce durante la prima guerra mondiale a Zurigo(quindi in un paese neutrale) grazie a Tristan Tzara. I poeti vogliono
rompere le convenzioni borghesi per scrivere parole in libertà e sono contro la guerra.

Dada è una parola scelta a caso che non significa nulla.

L’avanguardia dadaista gioca con gli oggetti e le parole in totale libertà, esponendo con la solennità dell’arte tradizionale gli
oggetti di uso comune (ready mades).

Surrealismo
Fondato da Andrè Breton, lo scopo è il desiderio di far cambiare vita e di riscattare la società. Abbraccia l’ideologia
rivoluzionaria del comunismo e dà importanza anche all’inconscio. Nell’arte si utilizzavano oggetti di uso comune per
rappresentare la forma umana. Non si seguono regole grammaticali o sintattiche.

Le Avanguardie ed altri movimenti 10


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Émile Zola
Uno degli autori principali del Naturalismo.

Vita
Nasce a Parigi nel 1840, dopo la morte del padre fu costretto dalle condizioni economiche a fare il fattorino presso una
casa editrice.

Divenne dirigente del reparto pubblicità e poté studiare i meccanismi del mercato editoriale. In seguito si dedicò al
giornalismo e alla letteratura.

Compose una serie di romanzi nei quali indagò gli ambienti sociali più diversi. Dopo Teresa Raquin, Storia naturale e
sociale di una famiglia sotto il Secondo Impero il ciclo raggiunse i venti romanzi, tra i maggiori Il ventre di Parigi sulla vita
dei quartieri operai della città, L’ammazzatoio sulle conseguenze abbruttenti dell’alcolismo, titolo francese L’assommoir.

Altre opere:

Nanà sulla prostituzione e la piccola borghesia.


Germinale sulla vita dei minatori
La terra rappresentazione del mondo contadino
La bestia umana sulla follia omicida.

A questo cicllo ne seguono altri due: Tre città e il ciclo incompiuto dei Quattro vangeli.

L’impegno politico e civile di Zola è riassumibile nella battaglia condotta contro gli accusatori del capitano Alfred Dreyfus, a
causa delle origini ebraiche è stato ingiustamente accusato di spionaggio e condannato ai lavori forzati.

Zola pubblicò sul quotidiano L’autore un esplicito atto d’accusa in seguito al quale fu condannato a un anno di reclusione.

Fuggì in Inghilterra, per poi tornare a Parigi dove morì asfissiato dalle esalazioni di una stufa.

Elaborò la poetica naturalista, negli scritti teorici di Il romanzo sperimentale.

Opera: Il Germinale
Il titolo ricorda la rivoluzione francese. Germinale è un particolare periodo dell’anno, tra marzo e aprile, in cui nel 1869 si
erano verificati moti popolari.

La vicenda del romanzo s’ispira agli scioperi e alle lotte dei minatori che avevano protestato contro la riduzione dei salari
decisa dai proprietari delle miniere.

Zolà rappresenta realisticamente le disumane condizioni di vita e di lavoro dei minatori ma lascia aperta la speranza in un
possibile miglioramento delle condizioni.

Il protagonista è Stefano Lantier, un giovane operaio delle ferrovie licenziato per contrasti con il capofficina. Trova lavoro
nella miniera di carbone di Voreux. Quando i minatori si organizzano per migliorare le condizioni di lavoro Lantier diviene
uno dei capi. Le idee socialiste lo mettono in contrasto con Souvarine, compagno di lavoro russo, seguace
dell’anarchismo.

I proprietari delle miniere colpiti dalla crisi abbassano i salari e gli operai entrano in sciopero. Dopo mesi di sacrifici e di

Émile Zola 11
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fame interviene l’esercito per stroncare lo sciopero e alcuni lavoratori vengono uccisi. Gli altri decidono di riprendere il
lavoro.

Souvarine fa però saltare in aria la miniera in cui rimangono intrappolati il protagonista, Catherine (di cui è innamorato), e
l’ex amante di lei. Durante una lite Stefano uccide l’ex, giungono i soccorritori ma Catherine è già spirata. Stefano lascia la
miniera per andare a Parigi, dove riprenderà le sue battaglie per la giustizia locale.

Émile Zola 12
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Giovanni Verga

La vita

La famiglia e la formazione:

Verga nasce nel 1840 a Catania, la sua formazione scolastica viene affidata a un parente, Antonio Abate, poeta e patriota.
Verga scrive il suo primo romanzo storico Amore e Patria intriso di romanticismo e amor patriottico. Si iscrive alla facoltà di
giurisprudenza che però abbandona. Accoglie con entusiasmo l'arrivo di Garibaldi e si arruola nella Guardia Nazionale.

I Romanzi giovanili e il periodo fiorentino:

Il primo romanzo di Verga è “I Carbonari della montagna”, dopo di esso compie il suo primo viaggio a Firenze dove
compone “Una peccatrice”, più tardi compone due romanzi ovvero “Storia di una capinera” che riscuote un notevole
successo, ed “Eva”. Si lega intanto con Luigi Capuana, teorico del Verismo. Nella novella “Fantasticheria” esprime le idee
prese da Capuana.

Il periodo milanese:

Si trasferisce a Milano dove incontra gli scrittori “scapigliati”. Scrive due romanzi d'ambiente mondano, “Eros” e “Tigre
Reale.”

La conversione letteraria al Verismo:

Scrive in solo 3 giorni “Nedda” che è un bozzetto siciliano di natura diversa dalle opere precedenti. SI arriva in tal modo alla
conversione di Verga. Comincia il bozzetto marinaresco. “Padron 'ntoni” che poi divenne il romanzo “I Malavoglia”, escono
in volume le novelle di “Vita dei campi”. Comincia la stesura di “Mastro don-Gesualdo”, pubblica le “Novelle rusticane” ed
esordisce con successo sulle scene teatrali come drammaturgo con “Cavalleria rusticana”. Esce a puntate su una rivista il
“Mastro -don Gesualdo”.

Il ritorno in Sicilia e gli ultimi anni:

Rientra stabilmente a Catania e viene nominato senatore del Regno d'Italia. Muore il 27 gennaio 1922.

Giovanni Verga 13
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Poetica

Le tre fasi della carriera:

1. La formazione in un clima patriottico

L'italia e l'Europa stavano vivendo profonde trasformazioni politiche e sociali , in Italia c'erano le guerra d'Indipendenza
nazionale. La famiglia dello scrittore era d'aspirazione e tradizione liberali, il nonno paterno era un liberale carbonaro e
deputato per la nativa Vizzini. Il giovane Verga non solo crebbe in questo clima ma fu anche discepolo di Antonio Abate
che gli insegnò il patriottismo. I romanzi d'Esordio:I sentimenti patriottici emersero nel suo primo romanzo storico “Amore e
Patria”. Scritto a 16 anni. I due romanzi successivi furono “I carbonari della montagna” e “Sulle lagune”.

2. Amori tormentati e sperimentazione narrativa

Il tema amoroso diventa centrale nelle opere successive, “Una peccatrice”, “Storia di una capinera”,”Eva”,”Eros”,”Tigre
Reale”, con racconti sentimentali, ispirati alla moda tardo romantica. Le trame celebrano amori tormentati, passioni
trasgressive, desideri frustati di evasione e grandezza, lo stile appare spesso sovraccarico e artificioso. Eros e Tigre reale
sono rimanzi mondani perchè ambientati nel mondo alto borghese.

3. La conversione al Verismo con Nedda

Nedda è un racconto che ritrae una situazione e un destino prima che una vicenda. Lo scrittore cerca un'adesione anche
alla linguistica del suo ambiente di vita e lavoro. Nel racconto si leggono espressioni modellate su una sintassi dialettale.

I racconti di Vita di Campi


Per Verga era importante non cadere nell'errore di Capuana di soddisfare semplicemente la superficiale curiosità dei suoi
lettori verso l'esistenza così diversa e lontana dei suoi personaggi siciliani. Si sforzò quindi di: ripudiare il gusto per
l'aneddoto folkloristico rinunciare a commentare e impietosire il pubblico Caratteristiche dell'opera: personaggi del piu'
basso strato sociale scompaiono i commenti di polemica sociale e morale da parte dell'autore gli eventi sono presentati in
modo netto si riducono al minimo descrizioni e antefatti. Manca una raffigurazione della fisionomia e dell'interiorità dei
personaggi i dialoghi sono concisi, privi di eleganza formale, intessuti di fatti e cose. Si parla di vicende generalmente cupe
e tragiche, originate dalla passioni elementari , e sfociano in soluzioni emotive e psicologiche sempre estreme. La novità
più grande è la creazione di una figura di “narratore popolare”, appartenente al mondo in cui viene ambientato il
racconto,narra attraverso una voce umana fuori campo.

Il ciclo dei vinti e I Malavoglia


Scrisse un ciclo romanzesco a cui pensava di dare il titolo complessivo “Marea”, per indicare il flusso e riflusso inarrestabile
delle vicende umane e anche l'impossibilità di resistervi. SI considera come Ciclo dei vinti perchè la classe sociale perde
sempre e Verga voleva scrivere 5 romanzi ma riesce a terminarne solo due, questi romanzi dovevano partire da un livello
basso della scala sociale per arrivare a un grado sempre più elevato.

1° livello I Malavoglia: i pescatori analfabeti


2° livello Mastro don Gesualdo: il contadino arricchito
3° livello La duchessa di Leyra: la figlia del contadino e moglie del nobile
4° livello L'onorevole Scipione: figlio della duchessa, intraprende con successo la carriera politica.
5° livello L'uomo di lusso: il più alto, figlio dell'onorevole ed è l'esteta spendaccione.

Poetica 14
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L'ultimo Verga

Il verismo impossibile: La duchessa di Leyra

Verga non finisce il romanzo perchè nella società cittadina dominano la finzione e la dissimulazione, tutti recitano e portano
una maschera: non è dunque possibile illustrarne i segreti facendo semplicemente “parlare da sè” le cose, limitandosi a
ritrarre lo spettacolo del mondo in superficie.

Per un teatro Verista

Vengono rappresentate Cavalleria Rusticana che ha successo e In portineria , quest'ultima senza successo. La lupa
ottenne scarso successo. Le cause di questo fiasco possono essere individuate sia nel fatto che il pubblico stava volgendo
le spalle al Realismo affascinato dall'estetismo d'annunziano, sia nel fatto e il teatro verista di Verga richiedeva che gli attori
scomparissero dietro ai personaggi.

L'ultimo romanzo Dal tuo al mio

Al centro della trama ci sono i conflitti sociali in Sicilia, descritti attraverso il personaggio di Luciano, un capo operaio che
dopo aver sposato la figlia del padrone arriva a sparare sugli ex compagni di lotta in rivolta. Il romanzo è deludente sul
piano letterario.

Poetica 15
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I Malavoglia
E' un romanzo sperimentale, iniziato come bozzetto marinaresco con il titolo “padron 'ntoni”. Alla base dell'evoluzione del
titolo e dello stile c'era l'approfondimento della poetica del Verismo e la rappresentazione del ciclo dei vinti. Fu la diffusione
di “Inchiesta in Sicilia” di Franchetti e Sonnino sulle condizioni in Sicilia ad ispirarlo. E' un romanzo sperimentale che
assume la caratteristiche di uno studio sociale, l'ambiente il mondo arcaico-rurale di Aci Trezza, di cui le caratteristiche
sono:

è realistico l'articolarsi del suo tempo; i proverbi, il ciclo delle stagioni e il lavoro dei campi, le liturgie.
lo spazio è rappresentato rigorosamente, i luoghi del romanzo sono quelli tipici di un paese tutto “messo in
piazza”:farmacia, per gli intellettuali,il sagrato per i commercianti,l'osteria per gli operai e il lavatoio e la fontana per le
donne. C'è un progresso tragico perchè ci sono novità ma gli uomini rimangono sempre uguali, c'è una pluralità di
piccole storie.

Una società arcaica scossa sai primi segni del progresso

Aci Trezza è un mondo povero ma sereno, fedele da sempre alle sue tradizioni, anche quella realtà è soggetta a
trasformazioni. Lui si limita ad osservare che cosa accade di nuovo, di contrasto tra vecchio e nuovo, si pone soprattutto a
livello economico e produttivo.

Due personaggi tra loro opposti:

Da una parte Padron 'Ntoni, patriarca fedele al suo lavoro di pescatore.


Dall'altra c'è Zio Crocefisso, simbolo del nuovo modo di lavorare e guadagnare, è lui che facendo l'usuraio si
arricchisce.

I due personaggi sono portatori di valori molto diversi, il primo difende l'onestà, mentre il secondo l'utile. Un terzo
personaggio è il giovane Ntoni che vuole essere ricco e la sua frase preferita è : “ mangiare pasta e carne ogni giorno”. Per
questo si allontana dal suo paese ma fallisce e ritorna, poi però si da al contrabbando ma viene arrestato. La trama del
racconto s'incentra esattamente sul punto di passaggio dal vecchio al nuovo: ritrae la tentazione di cui persino padron
'ntoni cade vittima. Anch'egli cede alla brama del meglio, al desiderio di migliorare la propria condizione economica: da
pescatore vorrebbe farsi piccolo imprenditore per la pesca. Per questo motivo s'impegna in un affare per il quale ha
bisogno di un prestito, lo chiede a zio Crocifisso ma non sarà in grado di pagarlo a causa del naufragio della barca e di
tutto il suo carico: la disgrazia manda in rovina la famiglia.

La sperimentazione linguistica e il discorso indiretto libero

Il romanzo di Verga si segnala anzitutto per la novità linguistica, che non è il dialetto siciliano ma una sorta di italiano
dialettizzato. E' una lingua che non esiste realmente, ma viene costruita dallo scrittore. Diventa l'espressione viva di una
cultura popolare, con all'interno i proverbi, modi di dire, credenze religiose,usanze tradizionali e molto altro.

Il coro paesano

Usando questa tecnica narrativa Verga asseconda l'esigenza di oggettività: può dunque rappresentare sulla pagina quel
coro paesano che è il vero protagonista-narratore del romanzo. Il narratore non scompare mai del tutto: egli indossa di
volta in volta la maschera del personaggio che gli interessa, assume i pensieri e le parole ora dell'uno ora dell'altro dando
l'impressione che sia un'intera comunità a parlare.

I Malavoglia 16
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Mastro Don Gesualdo


Con quest'opera Verga abbandona la visione corale dei “Malavoglia” per concentrarsi su un soggetto individuale e scavare
nella sua vita e nella sua interiorità.

La prima parte: la roba, l'amore

La parte più ampia è la prima, quasi un romanzo nel romanzo, Verga vi ricostruisce la biografia di Gesualdo, con una
precisione analitica. L'attenzione si sposta via via sull'ascesa del protagonista, il racconto procede al duplice asse roba-
amore: all'assillo della ricchezza corrisponde il matrimonio di prestigio. Tuttavia il matrimonio tra lui e Bianca diventa per lui
una trappola in quanto i due sposi si rivelano estranei e reciprocamente sconosciuti.

La seconda parte: ascesa e caduta del protagonista

Racconta l'ascesa sociale di Gesualdo: aderisce ai moti carbonari perchè il concetto di rivoluzione diventa un'occasione di
acquisizione di potere. Da mastro diventa don, poi comincia il declino psicologico e affettivo, ma anche fisico. Non riesce a
farsi accettare dalla figlia, ciò che gli resta è il titolo mastro-don e muore disprezzato dal genero e dalla figlia. L'antieroe e il
racconto interiorizzato Gesualdo è un antieroe, in certi punti Verga usa il monologo interiore.

Il senso della morte e della decadenza Tutto muore, la casa , la roba, la compagna e gli uomini. La malattia è sintomo di
una sconfitta generale.

Mastro Don Gesualdo 17


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Gabriele D'Annunzio

Vita

Le ambizioni di un giovane esteta

Nasce a Pescara nel 1863 compie gli studi liceali nel collegio Cicognini di Prato dove si distingue sia per la precocità
dell'ingegno sia per l'acceso individualismo e l'insofferenza per la vita del collegio. Dichiara di desiderare un “vivere
inimitabile”. Si trasferisce a Roma dove scrive i versi di Canto Novo, scrive anche il romanzo Il piacere.

Suggestioni europee

Pressato dai creditori si trasferisce a Napoli, si accosta al pensiero di Nietzsche e inizia l'amicizia con l'attrice Eleonora
Duse. Scrive il romanzo Le vergini delle rocce ispirato al mito del superuomo.

Il successo politico e letterario

D'Annunzio viene eletto deputato per l'estrema destra con lo slogan di “deputato della bellezza”. Si trasferisce a Settignano
nella villa ribatezzata “La Capponcina” vicino alla Duse e si considera un signore del Rinascimento. Collabora con “Il
Marzocco” una rivista dell'estetismo fiorentino e scrive altre opere teatrali; nel 1900 termina il romanzo Il fuoco e comincia
le Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi in versi, di questa opera fa parte anche Alcyone. Passa ai banchi
parlamentari dell'estrema sinistra poi per i debiti va in “asilo volontario” in Francia.

Il poeta della guerra

Nel 1915 su invito del governo torna in Italia anche perché la situazione dei suoi debiti in Francia era diventata
insostenibile, si arruola come volontario e prende parte ai combattimenti compiendo imprese coraggiose. Durante i tre mesi
di convalescenza per la perdita di un occhio riesce a scrivere su liste di carta i frammenti di Notturno, dopo essersi ripreso
partecipa alla battaglia dell'Isonzo forzando il blocco della flotta austriaca ed entrando nel golfo di Fiume.

L'impresa di Fiume

Finita a guerra si dichiara profondamente deluso dal trattato di pace. Organizza una “legione” di volontari malgrado
l'opposizione del governo, occupa con un colpo di mano la città di Fiume. Qui il “Comandante” si dichiara dittatore e la
“Reggenza del Carnaro” viene terminata con la forza dell'esercito italiano.

Un mito tra le reliquie del passato

D'Annunzio si ritira nella casa-museo che egli stesso chiamava “Vittoriale degli italiani” la villa di Cargnacco. Una forte
diffidenza lo divide da Mussolini anche se è proprio lui che ha anticipato molti aspetti del fascismo con i suoi
comportamenti. L'unica opera di rilievo è Libro segreto. Muore nel 1938.

Gabriele D'Annunzio 18
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La poetica: Sperimentalismo ed Estetismo

Lo sperimentatore delle possibilità delle parole:

Molteplici furono i generi letterari praticati da D'Annunzio, la sua opera si ispira al sperimentalismo, seppe accogliere e
riproporre gli spunti letterari più diversi combinando modelli antichi e e moderni e rivisitandoli secondo le proprie tecniche
letterarie. D'Annunzio era poi solito appropriarsi di pagine, idee e spunti altrui, veri e propri furti letterari di cui rivendicava le
ragioni della propria libertà di artista.

Un letterato aperto al nuovo:

L'autore coltivava molteplici interessi letterari e culturali:

il decadente
il superuomo
il modernista
nell'industria culturale fu il primo scrittore italiano a intuire le grandi possibilità espressive del cinema, fu anche il primo
a trovare il nome del primo magazzino italiano “La Rinascente” di Milano.

L'esteta e le sue squisite sensazioni :

D'Annunzio aspirava a un'esistenza d'eccezione e a vivere inimitabilmente a fare la propria vita come un opera d'arte. La
parola chiave della sua poetica è “estetismo” e si esprime in tre forme:

culto della sensazione: l'apertura al trascendente e all'eterno, la sensazione diviene l'unico criterio terreno e pagano
per conoscere la realtà
panismo(la natura è tutto) e vitalismo: tende a collocare la vita del uomo “dentro” la vita della natura. Questa è
l'esperienza cantata soprattutto nei versi di Alcyone
assenza di gerarchie: l'esteta si pone al livello delle cose; il mondo in cuoi si aggira non ha più ordine o gerarchie, da
cui deriva la frammentarietà dell'arte dannunziana.

Il creatore d'immagini :

Dall'estetismo deriva l'intenzione del poeta di diventare “supremo artefice”. Egli stesso si definiva “poeta dell'Imaginifico”, il
creatore di immagini attraverso suoni ricercati e parole preziose e rare. Il poeta artefice è quindi poeta-mago e poeta-
tribuno perché è in grado ora di toccare le corde di pochi lettori scelti ora di usare l'arte per dominare la folla. La poetica
dell'artificio dilata all'infinito le forme del linguaggio esercitando un costante dominio su di esso.

L'artista e la massa :

D'Annunzio aveva un pubblico borghese desideroso di nobilitarsi intellettualmente, a loro lui forniva modelli neoaristocratici
di vita sfarzosa e gaudente dell'uomo superiore. Il dannunzianesimo divenne un vero fenomeno di costume anche tra i ceti
esclusi dalla ricezione letteraria. Ufficialmente D'Annunzio proclamava il disprezzo della folla: appariva nelle cronache
giornalistiche, collaborava con i giornali alla moda, pubblicava con gli editori più importanti, scriveva sceneggiature per il
cinema. La relazione con la Duse o altri episodi scandalistici della sua vita servivano a divulgare l'immagine del poeta di
lusso che non si limita a descrivere gli amori proibiti ma li vive nella realtà. Tale attività di auto-promozione interessava
diversi aspetti, per esempio era molto attento al libro come oggetto prezioso sceglieva personalmente i caratteri di stampa
e i frontespizi, ingaggiava incisori e illustratori.

I romanzi del superuomo:

Poetica 19
Verso la maturità - Italiano

Sette romanzi tra il 1889 e il 1910:

Il piacere
Giovanni Episcopo: Giovanni è un individuo povero e solo che alla difende il proprio onore di marito tradito con un
delitto
L'innocente: sui conflitti che intorbidano l'animo del protagonista Tullio Hermil e compromettono la sua vita famigliare,
egli accoglie un il bambino frutto della relazione extraconiugale della moglie poi pero se ne pente e lascia morire
“l'innocente” in una notte fredda
Il trionfo della morte: traduce l'amore sensuale di Giorgio Aurispa e Ippolita Sanzio in immagine della decadenza e
della morte che attende i due amanti
Le vergini delle rocce: romanzo politico il cui protagonista Claudio Cantelmo va in cerca di una donna con cui generare
un figlio-superuomo in grado di salvare l'Italia dal degrado civile e sociale
Il fuoco: il cui protagonista è il poeta-profeta “maestro del fuoco” e annunciatore di una nuova religione della bellezza in
tutto superiore alla volgarità della folla
Forse che sì forse che no: storia di Paolo Tarsis eroe aviatore e automobilista, superuomo “modernizzato”; invece la
protagonista femminile Isabella è una donna fatale e irresistibile ma vittima della gelosia e della follia.

L'individualismo del superuomo:

Scrisse i romanzi del superuomo a partire da Le vergini delle rocce, i primi romanzi a eccezione di Giovanni Episcopo
contengono elementi anticipatori della concezione del superuomo come l'individualismo dei protagonisti. Appare inoltre una
parentesi temporanea con il motivo della bontà in Giovanni Episcopo e L'innocente, l'autore ispirato da Dostoevskij voleva
sperimentare il racconto psicologico e spirituale ma l'esito finale è una sgradevole impressione di falsità.

Sperimentalismo e antiromanzo :

Un ulteriore elemento che accomuna i romanzi dannunziani è lo sperimentalismo, i fatti e i caratteri si riducono a vantaggio
de altre componenti:

il simbolismo
la prosa dal sapore lirico-musicale
presenza di dimostrazioni, commenti,elementi ideologici e saggistici.

Il motivo della decadenza e del “trionfo della morte”:

Il trionfo della morte evidenzia il tema della decadenza, l'esteta e il superuomo conoscono spesso la sconfitta e l'incapacità
di vivere, cosa che genera uno stridente contrasto con la potenza del superuomo. La donna viene spesso dipinta come
fatale misteriosa e lussuriosa, appare quasi sempre superiore all'eroe maschile, in grado di dominarlo tanto con la volontà
quanto con la sessualità. Tutti i suoi romanzi presentano tematiche decadenti del disfacimento, della corruzione e della
morte.

Poetica 20
Verso la maturità - Italiano

Opere

La poesia dannunziana

Gli esordi giovanili: il Decadentismo in versi

Appena 16-enne scrive Primo vere, la seconda edizione del libro fu preceduta dalla notizia della morte dell'autore la
trovata della falsa morte mise in evidenza la spregiudicatezza del poeta. Canto novo era caratterizzata da: accesa
sensualità, immersione “panica” nella natura, vibrazione di luci e colori e ricerca di musicalità. Intermezzo di rime viene
segnalato per l'accentuato erotismo e per gli atteggiamenti estetizzanti. La Chimera ha un lessico ricercato, le sonorità
antiche rinviano al raffinato Decadentismo.

Una pausa dai sensi: il Poema paradisiaco

Il Poema paradisiaco ha come tema la "bontà", il poeta immagina di tornare al contatto con le cose dell'infanzia. Questo
ripiegamento interiore si esprime con toni più smorzati e malinconici che sembrano presagire la successiva poesia dei
crepuscolari.

L'enciclopedia in versi delle Laudi

Vuole scrivere un grande libro in versi dove raccontare la sua visione pagana del mondo costruito sulla bellezza e la gioia
di vivere. Nasce così l'idea delle Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi, il progetto prevedeva 7 libri(a quanto
pare ha scritto solo 5):

1. Maya (viene utilizzato il verso libero).


2. Elettra, dove agisce l'ideologia nazionalistica e superomistica. Presenta un tema guerresco.
3. Alcione dove il tema principale è l'unione tra uomo e natura.
4. Merope che viene scritto per celebrare la guerra in Libia.
5. Asterope che viene scritto in occasione della prima guerra mondiale.

Il vero tema del libro è l'istintiva felicità prodotta dalla fusione corporea con la natura.

Prosa “notturna”

Una nuova scrittura per la prosa

Il suo ultimo romanzo è Forse che sì forse che no , in seguito il suo interesse per la prosa si espresse in opere più brevi per
lo più ispirate alla memoria autobiografici o al “frammento” di tono poetico.

Notturno, il libro più “novecentesco” di D'Annunzio

Costretto all'immobilità dopo la perdita di un occhio riusciva a scrivere su strisce di carta frasi brevissime, Notturno
rappresenta il momento più alto dell'esplorazione delle ombre ossia la scrittura autobiografica in cuoi la frase veloce e
impressionistica si sostituisce allo stile oratorio di un tempo; e il tono intimo e perplesso prende il posto dell'ideologia
superomistica del dominatore. Perciò molti studiosi considerano Notturno come l'opera più moderna di D'Annunzio.

Canto Novo

Opere 21
Verso la maturità - Italiano

La sensualità dell'estate mediterranea

Nasce dall'ispirazione di un ambiente fisico dell'estate mediterranea. Protagonisti sono due giovani amanti che vivono in
simbiosi con la natura tra le selve abruzzesi e la calda onda marina. Il motivo fondamentale di Canto novo è proprio la
scoperta della natura come corpo e del proprio corpo come natura: il mondo si annulla nell'io e viceversa secondo un
fondamentale motivo che si ritrova in tutti gli autori del primo Decadentismo. L'io-poeta si percepisce come una scintilla di
vita nel gran fuoco universale nel gran corpo vivente e animato della natura; perciò ambisce a fondersi in questa che è per
lui l'unica possibile divinità.

Una patina classicheggiante per rivestire l'istinto vitale

Utilizza immagini e termini sacrali e al panismo unisce il vitalismo. Emergono qua le vibrazioni erotiche: ora la protagonista
appare in mezzo alla natura come la “bella stornellatrice” ora sotto le forme agili dell'antilope.

Il piacere

La vita come un'opera d'arte

Il piacere segna il momento più estetizzante di D'Annunzio, l'autore si autoritrae nel giovane Andrea Sperelli il quale
disprezza le forme volgari di vita, egli è una figura artificiosa e finta che intrattiene un rapporto ambiguo, ora passionale ora
distaccato, con gli oggetti e le persone.

Debolezza morale e di analisi psicologica

Il libro presenta scarse capacità introspettive; le figure femminili sono appena abbozzate, quasi dei fantasmi nati dal
desiderio di abbandonarsi al piacere di Andrea. L'autore fa frequente ricorso ai flashback, il racconto si allontana così
dall'oggettività ottocentesca.

Alcyone

La “grande Estate” e il suo declinare

Alcyone è il capolavoro della poesia dannunziana, 88 componimenti che costituiscono il diario lirico di un'estate realmente
trascorsa tra Fiesole e Versillia. Alcione era una delle Pleiadi dell'antico mito greco che viene trasformata in un uccello
marino. La prima sezione celebra il paesaggio tra la primavera e l'estate; la seconda sezione celebra la pienezza
dell'estate sullo sfondo della pineta e del mare toscano; la terza sezione celebra il motivo della “metamorfosi” della natura
in forme umane, estate in figura femminile; la quarta sezione ripropone il tema della personificazione della natura; la quinta
sezione celebra il passaggio tra l'estate e l'autunno.

Il superuomo immerso nella natura

Il poeta-superuomo si lascia alle spalle l'eroismo civile e guerresco di Elettra per dedicarsi a cantare la “grande Estate”.
Vede la natura come un grande corpo animato che usando i sensi coglie sapori, odori, vibrazioni di tutto ciò che vive. È il
trionfo dell'estetismo e del vitalismmo.

Opere 22
Verso la maturità - Italiano

Giovanni Pascoli

Vita

L'infanzia e la morte del padre

Nasce a San Mauro di Romagna (Forlì) nel 1855, il padre è fattore della vasta tenuta dei principi Torlonia. Pascoli entra del
collegio dei padri Scolpi e il suo papà viene ucciso da sicari sconosciuti.

Gli studi fino alla laurea

Termina a Firenze e poi a Cesena gli studi liceali e grazie ad una borsa di studio si iscrive alla facoltà di Lettere di Bologna
dove insegnava Carducci. Aderisce al movimento socialista rivoluzionario e viene arrestato per aver partecipato ad una
dimostrazione filoanarchica, viene poi assolto al processo. In seguito il socialismo di Pascoli si attenua trasformandosi in un
generico umanitarismo, una specie di religione pacifica ma anche nazionalistica e patriottica.

L'insegnamento e la fama letteraria

Comincia una lunga carriera d'insegnamento come docente di latino e greco nei licei. Prende in affitto una casa a
Castelvecchio di Barga dove vive con le due sorelle rimaste. Vince dei concorsi internazionali di poesia latina ed è
chiamato ad insegnare all'università di Bologna dove muore nel 1912.

Il “nido” domestico e la paura della vita

Quella di Pascoli fu una vita povera di eventi esteriori e svolta in pochi luoghi, tornava nella sua casa di Castelvecchio ogni
volta che gli era possibile. La sua tendenza a rimanere chiuso nel “nido” di domestico si spiega con la fondamentale paura
di vivere, sentimento che ostacolò anche i rapporti con le donne e l'amore. Da qui la sua “disperazione” per il fidanzamento
e il matrimonio della sorella Ida . A quel tradimento del nido Pascoli e l'altra sorella risposero rifugiandosi nella casa di
Castelvecchio.

Poeta e società: la diversa posizione di Pascoli e D'Annunzio

Pascoli e D'Annunzio sono completamente diversi fra loro. L'uno vive isolato, l'altro come brillante uomo di società; l'uno
fedele a pochi luoghi, l'altro avventuriero senza fissa dimora; Pascoli era avaro, pignolo e propenso all'invidia, D'Annunzio
invece fu prodigio nelle spese, capace di amicizie, uomo di molti amori e molti debiti. Pascoli inoltre idealizzo il mondo
contadino nel nido familiare, D'Annunzio teorizzò il disprezzo della folla e della gente comune in nome della preminenza di
pochi “uomini superiori”.

Giovanni Pascoli 23
Verso la maturità - Italiano

Il percorso delle opere

Lo sperimentalismo pascoliano

Nella casa di Pascoli a Castelvecchio c'erano tre tavoli sui quali lavorava: il primo era riservato alla poesia in italiano, il
secondo a quella in latino e il terzo agli studi su Dante. La ricca sperimentazione dell'autore ricercò più strade
simultaneamente. Pascoli non passava ad un'altra esperienza dopo la conclusione della precedente ma ne coltivava
diverse allo stesso tempo.

La novità di Myricae

La raccolta Myricae (dal latino “tamerici”) era un'opera fatta di arte cose semplici e umili: la vita della campagna e in alcuni
casi brevi memorie dell'infanzia. L'opera recava una vera rivoluzione per la poesia italiana sia per i temi che per lo stile in
cui usa molto l'analogia. Molte di queste novità si riassumono nella poetica del “fanciullino”: era quest'ultima a suggerire la
novità di uno sguardo “piccolo” sulla realtà, lo sguardo appunto del poeta-fanciullo.

I Poemetti

L'opera sarà divisa in due parti, Primi poemetti e Nuovi poemetti. Anche in questo caso protagonista è la vita di campagna:
il “fanciullino” cerca elementi di poesia ingenua e spontanea. La novità è data dal metro e dallo sviluppo narrativo, i
componimenti sono decisamente più lunghi e ricorre alla terzina. Costruisce una storia romanzata di una famiglia toscana.

I Canti di Castelvecchio

Il titolo richiama la dimora di Garfagnana, i temi sono tratti dalla vita di campagna a cui si mescolano anche le liriche
ispirate dai ricordi di infanzia. È considerato il libro più maturo di Pascoli e in esso usa il simbolismo e dell'analogia.

L'originale classicismo dei Poemi conviviali

Scrisse prima Poemi conviviali e poi Odi e Inni i cui testi s'incentrano su personaggi contemporanei o moderni, resi illustri
da gesta di valore e scoperte scientifiche. I Poemetti conviviali sono venti poemetti scritti in endecasillabi in cui l'autore
imita il tono degli antichi carmina le poesie recitate in onore degli eroi leggendari o di personaggi illustri durante i banchetti.
Pascoli si sofferma su un mondo pieno d'inquietudine.

L'ultimo Pascoli

Le ultime raccolte rappresentano una forte involuzione e un chiaro abbandono della poetica del fanciullino: Pascoli si
presenta come il nuovo poeta-vate della nazione. Canta temi storici, resi illustri da gesta di valore e scoperte scientifiche,
celebra il Risorgimento e le virtù civili.

Le poesie in latino

Pascoli fu autore anche di un centinaio di poesie latine, i Carminia. Risalta anche in questi testi la ricerca di novità sia
linguistica (il latino che usa è quello dei secoli della “decadenza”), che di tematica (i protagonisti sono per lo più figure umili
e oppressi).

Le prose

Prima del Fanciullino un'altra importante opera di teoria poetica è Il sabato, scrisse anche studi di critica letteraria
specialmente su Leopardi e Dante. Negli ultimi anni come maestro di vita civile tenne diversi discorsi ufficiali: tra queste
anche una in occasione della guerra in Libia, La grande proletaria si è mossa, in cui il nido familiare sembra allargarsi

Il percorso delle opere 24


Verso la maturità - Italiano

all'intera nazione.

Il Fanciullino

Sono 20 brevi capitoli come una sorta di dialogo interiore fra il poeta e la sua anima di “fanciullino” soprattutto nei primi 3
capitoli. C'è una corrispondenza tra il fanciullino e il poeta, la poesia per lui è vera solo se riesce a parlare con la voce del
fanciullino. Il poeta non deve insegnare, ammonire o muovere azioni ma deve avere una dimensione implicitamente
pedagogica e morale, la poesia che ne scaturisce non può che incarnare i valori della bontà.

Myricae

Raccolta di 22 poesie, trattato da pascoli dal secondo verso della IV egloga del poeta latino Virgilio . le tamerici diventano
l’emblema della poesia umile e dimessa. L’edizione definitiva del 1903 comprende 156 liriche ed erano un continuo
perfezionamento delle liriche già pubblicate. Si rappresenta come un personalissimo diario di pensieri e delle esperienze
dell’autore a contatto diretto con la vita di campagna. L’altro motivo della raccolta è la triste ricostruzione delle tragiche
vicende familiari.

Una campagna vera ma piena di segni:

Si presenta come il poeta della campagna, egli presta grande attenzione analitica al mondo delle cose concrete dei campi
e perciò la sua è una campagna assai più vera di altri autori che parlano solo generalmente della natura. Il realismo non
era il suo scopo finale e nemmeno le curiosità folkloristiche, a lui interessavano i riflessi interiori della vita contadina, ciò
dunque è una raffigurazione psicologica e simbolica mirata a cogliere le reazioni umani di fronte alla natura, questi segni
sono concreti e realistici.

Poemetti

Racconta le opere e i giorni di una famiglia contadina della Garfagnana: il capoccio e la moglie, le figlie e i figli. Intersecata
a questo livello c'è la storia d'amore di Rigo e Rosa, il loro amore si sviluppa insieme alle vicende della terra, nasce in
autunno, cresce in inverno, si risveglia in primavera e si compie d'estate con le nozze. La campagna è felice e non c'è la
morte.

Il percorso delle opere 25


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La poetica del fanciullino

Dalla visione oggettiva a quella soggettiva

La situazione culturale fra Ottocento e Novecento era caratterizzata dal rifiuto del positivismo, dalla sfiducia nella scienza e
perfino nella ragione umana. Per Pascoli la realtà non conta tanto in se stessa, cioè come realtà oggettiva ma conta per
come l'uomo riesce a vederla e a sentirla dentro di se e quindi come realtà soggettiva.

La teoria del “fanciullino”

In ogni uomo c'è un “fanciullo” che se si risveglia fa sognare a occhi aperti, fa scoprire il lato attraente e misterioso di ogni
cosa, fa volare con la fantasia in mondi meravigliosi. Il “fanciullino” osserva le cose della campagna con una prospettiva
rovesciata: le cose grandi le vede piccole e le cose piccole le ingrandisce. Questo fanciullo non è una questione anagrafica
ma una condizione interiore che rappresenta la natura pura e ingenua che si può conservare anche in età adulta.

Il poeta-fanciullo

Chiunque riesce a conservarsi fanciullo secondo l'autore può:

guardare la realtà che lo circonda con stupore ed entusiasmo


percepire così il lato bello e commovente di ogni situazione
oltrepassare con la fantasia le apparenze comuni e banali.

Il fanciullino è colui che sa osservare poeticamente il mondo: le sue facoltà sono le stesse del sentimento poetico. Infatti il
poeta è precisamente colui che come i fanciulli ha mantenuto l'infantile capacità di meravigliarsi e di intuire, rinuncerà
all'eloquenza, alla dottrina e all'imitazione questo perché lo scopo della poesia è solo la poesia pura. Se invece l'arte nasce
per affermare messaggi esterni tradisce se stessa e si consegna alla retorica. Pascoli sviluppa ulteriormente il parallelismo
tra poeta e fanciullo:

Il fanciullo osserva ogni cosa con occhio incantato; anche il poeta-fanciullo sa cogliere le misteriose relazioni.
Il fanciullo “vede” le cose in maniera discontinua; anche il poeta-fanciullo esprime le proprie immagini in maniera
istintiva e pre-logica se non irrazionale.
Al poeta fanciullo sfuggono però le giuste dimensioni perché egli sovreppone le immagini e le sequenze senza
rielaborarle nel giusto ordine.
Le parole del poeta-fanciullo sono quelle incontaminate della gente semplice di campagna.

Il simbolismo pascoliano

Pascoli era un poeta genuinamente simbolista che dice le cose non come sono ma come le sente, l'intima conoscenza
della realtà può essere espressa soltanto con i simboli. L'autore si lascia dominare dai particolari e per questo motivo le
sue ambientazioni sono sempre analitiche.

Presenze simboliche: le campane, i fiori, gli uccelli

Le campane suonano come in La mia sera per evocare un'atmosfera di sogno, i fiori di Pascoli diventano il simbolo della
sessualità bloccata, gli uccelli sono gli animali più citati dal poeta: essi si collegano da un lato al simbolo fondamentale del
“nido” e dall'altro appaiono come abitatori di quella misteriosa regione che suggerisce messaggi e voci struggenti. Invece
l'uccello notturno apre le porte all'incubo.

Il nido e la madre

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Verso la maturità - Italiano

Il nido è inteso come casa, famiglia e patria. Gli studiosi hanno voluto esaminare in chiave psicologica il motivo psicologico
del nido e per loro è un sintomo:

della regressione all'infanzia


della sua istintiva diffidenza verso ciò che è sconosciuto
della volontà di restare chiusi e protetti in una piccola cerchia di affetti familiari
è un riflesso delle paure che nutriva verso la città

La crisi dell'uomo contemporaneo

È la biografia stessa di Pascoli a testimoniarci la sua incapacità di “uscire dal nido”, cioè di misurarsi con le difficoltà del
modo di vivere un esistenza adulta. Diviene un simbolo poetico dell’intellettuale, dell’incapacità di vivere raffigurata in molti
scrittori del Novecento.

La poetica del fanciullino 27


Verso la maturità - Italiano

Lo stile

I suoni: uso delle onomatopee

u piano fonico Pascoli fa largo uso dell’onomatopea ad esempio “lo sciabordare delle lavandare”, non sono strettamente
naturalistiche. Il loro scopo non è soltanto quello di evocare i rumori effettivamente esistenti in natura, ma anche quello di
creare nuove suggestioni ed evocazioni, spesso percepite come minacciose e inquietanti

La scelta lessicale: diversi livelli di linguaggio

Pascoli sperimenta vari linguaggi perché usa il linguaggio raro e ricercato, il linguaggio settoriale e anche quello
pregrammaticale.

La rivisitazione della metrica tradizionale:

Lo sperimentalismo pascoliano non abolisce la metrica, riutilizza sistemi metrici e ritmici molto tradizionali. Però rivisita
queste forme con accenti e ritmi del tutto inediti: talora spezza il verso in puntini di sospensione, esclamativi e interrogativi
per far percepire quanto sia pre-logico il discorso, talora rende il ritmo poetico come uno singhiozzo. In Pascoli è costante
l'uso dell'analogia e la sinestesia.

UNA SINTASSI SOGGETTIVA

Prevale in lui una visione incerta e soggettiva, da qui derivano l’uso tipicamente pascoliano di frasi ellittiche e il ricorso
sistematico alla coordinazione, anziché alla subordinazione e I periodi per lo più brevissimi. L’accostamento avviene in
base a ciò che le parole stesse suggeriscono oppure per analogia.

Lo stile 28
Verso la maturità - Italiano

Italo Svevo

Vita
Nasce a Trieste nel 1861 da famiglia di origine ebraica. Il suo vero nome è Aron Hector Schmitz ma utilizza vari
pseudonimi. Studia in Baviera ma completa gli studi commerciali a Trieste. Lavora come impiegato di una banca e pubblica
sul quotidiano L’Indipendente articoli di critica letteraria e le prime opere di narrativa L’assassinio di via Belpoggio e Una
vita. Sposa Livia Veneziani e lavora nella ditta Veneziani. L’insuccesso del secondo romanzo, Senilità, lo induce ad
abbandonare la letteratura e si trasferisce a Londra dove conosce James Joyce ed entra in contatto con la psicoanalisi.
Elabora così il suo terzo romanzo La coscienza di Zeno. Muore nel 1928 in un incidente automobilistico.

Nel periodo della sua nascita Trieste era un insieme di lingue e civiltà diverse: cultura tedesca, viennese, italiana, slovena e
serba, sopravvivenze orientali e una forte comunità ebraica. L’opera di Svevo rappresenta la sintesi di questo insieme di
tradizioni.

Formazione
Avido lettore
Interesse per la cultura inglese
Combina Darwin e Schopenauer(mondo, sede di inevitabile conflitto)
E' ispirato da Marx e Freud

Poetica
Vede la letteratura come nu modo per conoscersi meglio
Tema prediletto: ricordo
Il tempo puro non esiste
Tema della matattia(Inettitudine)
Stile vivo, parlato, elemento del realismo

Opere
Primi testi per il teatro
Articoli di crtica per il giornale
Racconti:
Una lotta
Assassinio di Via Belpoggio
Senilità

Italo Svevo 29
Verso la maturità - Italiano

Poetica

La formazione e le idee
In gioventù fu un lettore avido: lesse i classici italiani, gli autori del Realismo e del Naturalismo francese e del grande
romanzo russo e maturò un forte interesse per la cultura inglese grazie a Joyce. Combinando Darwin con Schopenhauer il
mondo gli appare la sede di un inevitabile conflitto: ogni essere contende ai suoi simili il diritto all’esistenza. Tutto ciò però
porta solo una diminuzione della capacità vitale. Scriverà così dei saggi in cui rileva il malcontento e la spinta dell’uomo a
trasformarsi per raggiungere il successo a prezzo però della corruzione. Con Karl Marx maturò una forte consapevolezza
circa i riflessi che l’economia e i processi della produzione esercitano sulla psicologia e sui comportamenti individuali.
Grazie a Sigmund Freud affermò che la psicoanalisi è più utile come spunto letterario che come strumento medico e
terapeutico. Le origini ebraiche rendono presente la cultura dei padri per l’atteggiamento arguto incline all’autoanalisi e
all’ironia e perché i protagonisti vivono il dolore fino al suicidio.

Una poetica di riduzione della letteratura


Svevo ridimensiona il ruolo della letteratura e del poeta. Essa infatti è semplicemente un modo per conoscersi meglio. Il
vecchio del quarto romanzo afferma che la letteratura ha per lui il semplice valore di purgante. Il tema prediletto diviene
quello del ricordo, il più adatto all’autoconoscenza e all’introspezione; ricordare significa muoversi nel tempo che è sempre
soggettivo: il tempo puro non esiste, nel ricordo rivive “un tempo misto com’è il destino dell’uomo”. Accanto al tema del
ricordo vi è quello della malattia (inettitudine). Svevo sceglie quindi uno stile vivo, parlato, elemento del realismo.

Il percorso delle opere


I suoi primi testi sono pensati per il teatro, oltre agli articoli di critica per il giornale. Pubblica i racconti Una lotta e
L’assassinio di via Belpoggio. Una vita racconta la sconfitta esistenziale di Alfonso Nitti, un impiegato di banca che coltiva
sogni letterari, ma finisce col suicidarsi. Il romanzo rielabora alcuni elementi della biografia sveviana: l’ambiente triestino e
la professione bancaria. Usa la figura dell’inetto, infatti Alfonso fallisce per la sua profonda inettitudine. È ambizioso, rifiuta
lo studio e la solitudine per coltivare il proposito di affermarsi nell’arte. In Senilità utilizza una trama esile e poco originale.
Emilio Brentani è un vecchio che rinuncia a vivere per osservare la vita dal di fuori. Anche lui è un letterario solitario,
introverso e malinconico che s’illude troppo facilmente, un sognatore. Il romanzo conclude con Emilio che non si suicida,
ma sopravvive al proprio fallimento sentimentale.

Poetica 30
Verso la maturità - Italiano

Opere

Opere 31
Verso la maturità - Italiano

Luigi Pirandello

Vita
Nato ad Agrigento nel 1867 vive un’infanzia agiata. Fin da ragazzo scrive alcune tragedie, ma esordisce con i versi raccolti
in Mal giocondo. Si laurea in filologia romanza a Bonn e si trasferisce a Roma, dove scrive il primo romanzo, L’esclusa.
Sposa Antonietta Portulano. Dissesto economico: poiché la moglie è afflitta da un grave scompenso psichico Pirandello
deve iniziare a lavorare per vivere, dedicandosi all’insegnamento. Ottiene un discreto successo con il romanzo Il fu Mattia
Pascal e inizia a collaborare col Corriere della sera dove pubblica numerose novelle, intanto inizia a scrivere testi per il
teatro (La morsa e Lumìe di Sicilia). Grande successo dei drammi Sei personaggi in cerca d’autore ed Enrico IV. S’iscrive
al Partito nazionale fascista ma la visione relativistica dello scrittore mal si concilia con l’ideologia del partito unico. Dopo
l’ultimo romanzo Uno, nessuno e centomila riceve la nomina ad Accademico d’Italia. Viene girato ad Hollywood il film tratto
dal suo dramma Come tu mi vuoi e nel 1934 vince il premio nobel per la letteratura. Muore nel 1936.

Luigi Pirandello 32
Verso la maturità - Italiano

Poetica
Pirandello è stato condannato a vivere nel secolo della disillusione in cui vi sono state la crisi postrisorgimentale e la crisi
della cultura positivistica e dei miti del progresso e delle certezze. In un saggio parla della relatività dei punti di vista; la
storia diventa discontinua, non ci sono più rapporti di causa ed effetto. La crisi generale si accompagna poi alla crisi
dell’individuo: la personalità degli uomini cambia a seconda delle convenienze. La forma è una maschera che l’individuo è
costretto ad indossare, frutto delle convenzioni. Questa maschera è precaria (relativismo psicologico). Ognuno deve
accettare la propria maschera e recitare il ruolo assegnatosi. La maggioranza degli uomini accetta questa condizione,
alcuni la accettano per ridicolizzare le convenzioni sociali. L’altra strada è quella in cui si guarda vivere, estraendosi dalla
realtà. Dato il relativismo, la conoscenza della realtà diventa illusoria. Non c’è più una verità assoluta, ma tante verità
quante le persone. Poetica dell’umorismo: il comico si limita a cogliere il contrario (ci ride su e basta), l’umorista invece
riflette, passa dall’avvertimento del contrario al sentimento del contrario. Egli mescola comico e tragico, incitando alla
riflessione e alla compassione. L’opera umoristica risulta scomposta, disordinata, si occupa dei dettagli apparentemente
insignificanti perché vuole rappresentare il carattere scomposto e caotico della vita.

L’itinerario di uno scrittore sperimentale


Pirandello scrisse sette romanzi: L’esclusa, Il turno (rapporto coniugale come pura forma esteriore), Il fu Mattia Pascal, I
vecchi e i giovani (la crisi del Mezzogiorno e dell’Italia postunitaria), Suo marito (racconta di una scrittrice famosa e il suo
sprovveduto marito), Si gira… (mondo del cinema) e Uno, nessuno e centomila. In tutti i romanzi si trova una
predisposizione alla riflessione, alla meditazione filosofica o parafilosofica; in essi racconta la vita così com’è, il vero si
amplia a dismisura, fino a comprendere la realtà e il sogno, la ragione e la follia. La critica però parla di antiromanzi,
diversissimi dai romanzi ottocenteschi tradizionali: ironia, paradosso e dissacrazione per il culto borghese delle forme;
linguaggio medio e uno stile anonimo; l’unica forma possibile sarà l’analisi. Scrittura teatrale: Maschere nude, una sorta di
presceneggiatura. 44 testi teatrali nella forma del dramma in tre atti. Il primo gruppo è quello delle commedie in dialetto
siciliano (es. La giara e La patente). Altri testi sono: Così è (se vi pare), Uomo dal fiore in bocca (il cui protagonista è un
malato di cancro posto a confronto con la morte), Sei personaggi in cerca d’autore (teatro nel teatro) e l’incompiuto I giganti
della montagna.

Poetica 33
Verso la maturità - Italiano

Giuseppe Ungaretti

Vita
Nacque ad Alessandria d'Egitto nel 1888, rimasto orfano di padre visse ad Alessandria la prima giovinezza, poi si trasferì a
Parigi dove frequentò i principali esponenti dell'ambiente culturale. Pubblicò le sue prime poesie sulla rivista Lacerba.
Quando scoppiò la prima guerra mondiale rientrò in Italia e si arruolò volontario come fante sul Carso contro gli austriaci.
L'esperienza della guerra lo segnò profondamente ispirandogli le liriche Porto sepolto e Allegria si naufragi, alla fine della
guerra ritornò a Parigi e sposò Jeanne Dupoix. Inizia a lavorare presso l'ambasciata italiana e collabora con il quotidiano Il
Popolo d'Italia. In seguito aderì al fascismo e si trasferì a Roma dove ebbe una crisi spirituale che lo riavvicinò alla fede
cattolica, in questo periodo esce Sentimento del tempo. Andò poi a vivere in Brasile per insegnare lingua e letteratura
italiana all'università di San Paolo, la morte del figlio lo lasciò sconvolto e tornato in Italia fu accolto bene dal fascismo. Nel
1943-44 l'occupazione nazista di Roma lo impressionò molto e tutta questa sofferenza ispirò i versi del libro Il dolore. Dopo
la guerra fu criticato per il suo appoggio al fascismo ma i suoi libri diventavano sempre più famosi. Uscirono le ultime
raccolte La terra promessa, Un grido e paesaggi, Il taccuino del vecchio e Vita d'un uomo. Ungaretti morì a Milano nel
1970.

Opere

L'Allegria di naufragi
Ungaretti esordì con la raccolta intitolata Il porto sepolto, la pubblicazione avvenne perché un tenente che lo vide scrivere
su dei pezzi di carta in trincea decise di stampare, nella sua tipografia, un libricino contenente quelle poesie. L'opera
diventa poi parte di una raccolta più ampia che era Allegria di naufragi. Il nuovo titolo voleva sottolineare che sia
nell'esperienza di guerra che nella condizione umana gli estremi si toccano e s'intrecciano e quindi che dal disastro della
guerra e dal naufragio dell'umanità si può forse dischiudere la gioia di ricominciare, l'Allegria. Tutte le poesie dell'Allegria
sono datate e hanno anche il nome del luogo dove sono state composte. Il poeta rinuncia quasi del tutto alla punteggiatura
e alle rime per mettere in evidenza le singole parole, i versi sono brevissimi e il ritmo è spezzato dalle pause. Le parole
acquistano una grande carica emotiva e l'autore da più importanza all'analogia che al discorso logico.

Sentimento del tempo


È il secondo grande libro di Ungaretti, egli abbandona lo scenario della guerra del Carso e ambienta le sue poesie a Roma
o nelle campagna romana. Prevalgono i temi più meditativi del sentimento del tempo, cioè del passare delle stagioni e del
cammino della storia, oltre alla riflessione sulla morte. Usa un lessico più letterario, alto, meno frammentario e più
ambizioso. La tecnica dell'analogia diventa dominante.

Giuseppe Ungaretti 34
Verso la maturità - Italiano

Poesie

Il porto sepolto
Tema: poesia come profondità dell’io, le radici della vita, la poesia come nulla. Analisi: il poeta in questa lirica viaggia verso
il suo porto sepolto che emerge alla luce mediante i suoi versi per poi disperderli ai lettori. Nella prima strofa sono presenti
tre momenti:

Viaggio: immersione nel profondo dell’io


Ritorno: la poesia si risalta alla luce, esperienza di ritorno alla vita nel mondo
Dispersione: i canti si disperdono non appena vengono comunicati al mondo

La seconda strofa si sofferma sul risultato piu importante portato dall’avventura della vita: il nulla d’inesauribile segreto.
L’immagine viene rappresentata come una contrapposizione tra il vuoto e un segreto, questo segreto viene rappresentato
dalla vita profonda dell’io. Il linguaggio di Ungaretti è essenziale, i versi sono brevissimi e spezzati totalmente privi di
punteggiature.

I fiumi
Tema: ricordi del passato, riflessione sulla vita, dal dramma della guerra alla percezione dell’armonia universale. Analisi: la
poesia analizza nella sua prima parte il fronte della guerra, quando di notte nelle pause tra un combattimento e l’altro lo
stesso Ungaretti, nei pressi della trincea, scorgeva l‘orizzonte e meditava. Era entrato nell’Isonzo per un bagno ristoratore,
quasi di purificazione.

Nella seconda parte rifletta sull esperienza compiuta e sui ricordi riemersi dopo qual bagno. Questa riflessione si divide in
tre momenti:

Le Origini (la nascita, identificata nel Serchio)


L’Infanzia (adolescenza, identificata nel Nilo)
La Giovinezza (torbide passioni, identificata nella Senna)

L ultima strofa rappresenta il ritorno al dramma della guerra.

San Martino del Carso


Tema: guerra, morte e distruzione. Solitudine e angoscia del cuore. Analisi: la lirica mette in analogia due elementi chiave
nel testo: il paese (distrutto dai bombardamenti) e il cuore del poeta(anch’esso è distrutto dalla sofferenza). Le prime due
strofe descrivono il paese, dove non vi sono rimasti che pochi ruderi e la desolazione ne fa da padrona. La guerra aveva
creato però una maggiore sofferenza a causa della perdita delle persone care al poeta. Le due strofe conclusive
presentano la riflessione del poeta, poiché nel suo cuore non manca nessuno, ricorda tutti e soffre per ognuno di loro. Il
cuore del poeta era più desolato del paese.

Poesie di guerra:
Le poesie di guerra sono 4 liriche che si legano a circostanze, tempi, spazi e protagonisti reali. Sono composte da Veglia,
Fratelli, Sono una creatura e Soldati.

Veglia

Poesie 35
Verso la maturità - Italiano

Ungaretti passa una nottata intera assieme al suo compagno massacrato dalla guerra e ne soffre insieme a lui, come una
veglia funebre. Grazie a questa il poeta coglie il significato profondo dell'esistenza umana: l'amore. A differenza di San
Martino del Carso dove rappresentava il dolore della guerra, in questa di fronte ad una scena raccapricciante riesce a
trovare un significato profondo della vita.

Fratelli

In guerra non vi sono amici, nemici, vincitori o vinti ma solo fratelli. Il tema fondamentale è la combinazione tra fragilità e
fratellanza poiché gli uomini sono fratelli perché accumunati da un identica condizione di precarietà e miseria. Il linguaggio
è nudo e spoglio, eliminati i verbi e la punteggiatura unicamente rappresentata da un punto interrogativo.

Sono una creatura

Per Ungaretti l’acqua è sempre un elemento positivo, mente la morte è espressa con l’aridità. Ungaretti paragona il suo
pianto invisibile ai fiumi che scorrono sotto i terreni carsici. Non ha perso la capacità di piangere ma è come una roccia
prosciugata dall'acqua e quindi dal dolore della guerra che fa morire un po' per giorno ogni persona.

Soldati

Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie

La vita umana è fragile come le foglie. Il poeta con un abile inversione tattica e una divisione della frase in quattro unità
minime mette in risalto la foglia, che correlata con il titolo e il contesto rappresenta la condizione di precarietà fisica ed
esistenziale degli uomini in guerra.

Mattina
M'illumino d'immenso

Temi: tensione verso la luce, aspirazione all’armonia e all’infinito Analisi:Il messaggio trasmesso da questa breve lirica è la
fusione tra il singolo e l’immenso, rappresentazione di ciò che è il finito e ciò che respira in una dimensione di assolutezza.
A dare inizio a questo messaggio è la luce che da una sensazione di pienezza e di felicità. Breve ed essenziale nel
linguaggio questa lirica si riduce a quattro parole con legami fonici semplici e parole sdrucciole.

La madre
Temi: colloquio con dio, attesa , perdono. Madre mediatrice di salvezza. Analisi: la poesia si ambienta nell’aldilà. Il poeta si
ritrova con l’anziana madre, che nell’oltretomba lo attendeva per portarlo d’innanzi a dio. Si ritrova come una volta,
bambino, quando si fidava della madre tenendole la mano. Di lei ha ancora bisogno per essere condotto a dio per ricevere
il perdono e il giudizio divino, dopo che dio lo avrà perdonato la madre guarderà il figlio con amore. La protagonista di
questa lirica è la madre che si presenta in due fasi: la prima rigida e severa e la seconda, dopo il giudizio positivo di Dio,
ritrova l’affettuosità e la dolcezza di un tempo.

Poesie 36
Verso la maturità - Italiano

Eugenio Montale

Vita

Gli anni genovesi :


Nasce a Genova nel 1896 in una famiglia agiata qui compie i primi studi e dopo essersi diplomato come ragioniere va a
studiare canto operistico e inizia a frequentare le biblioteche genovesi.

La guerra e il dopoguerra:
Allo scoppio della prima guerra mondiale Montale si arruola, in questo periodo conosce Anna degli Uberti che sarà la prima
di una serie di figure femminili che appariranno nelle sue poesie. Nel 1925 firma il “Manifesto degli intellettuali antifascisti” e
nello stesso anno esce il volume “Ossi di seppia”.

Il periodo fiorentino:
Per rendersi economicamente indipendente si trasferisce a Firenze dove lavora come bibliotecario presso il Gabinetto G.P.
Vieusseux. Conosce la studiosa americana Irma Brandeis e poi la futura moglie Dursilla Tanzi, viene licenziato dalla
biblioteca perché non si era iscritto al partito fascista.

Nella “bufera” della guerra e il dopoguerra:


Aderisce al Partito d'azione di orientamento antifascista. Dal '46 inizia a collaborare in qualità di critico musicale al “Corriere
d'Informazione” due anni dopo prende a scrivere sul “Corriere della Sera”. Nel 1975 ottiene il premio Nobel per la
letteratura e muore a Milano nel 1981.

Muore a Milano nel 1981.

Eugenio Montale 37
Verso la maturità - Italiano

Temi

Il poeta “classico” del Novecento italiano:


La poesia di Montale può essere suddivisa in tre stagioni poetiche fondamentali, ciascuna delle quali segnata da un
ambiente caratteristico di vita e lavoro: Liguria, Firenze e Milano.

La stagione ligure, “Ossi di seppia”:


La prima stagione, quella ligure, si lega a Ossi di Seppia: un ambiente marino, sullo sfondo delle Cinque Terre liguri, dove il
poeta coglie i segni dello sfaldarsi dell'esistenza, lo sgretolarsi di ogni forma illusoria della vita. Il paesaggio ligure quindi
assume un valore oscuro e tragico chiamato da montale "Male di vivere".

La stagione fiorentina, “Le occasioni” e “La bufera”:


“Le occasioni” matura nel clima raffinato dell'Ermetismo, è un colloquio del poeta con le occasioni della memoria e con le
figure femminili. Nasce così l'illusione di poter cogliere e vivere l'essenza della vita ma rimane deluso poiché è appunto solo
un'illusione. “La bufera e altro” racconta la tragedia della guerra con i dittatori, le discriminazioni razziali, lo sterminio e i
campi di concentramento. È cosi che la storia entra nei versi di Montale solo di riflesso,la sua non è mai una denuncia
diretta o una poesia politicamente impegnata.

La stagione milanese, “Satura” e gli ultimi libri:


“Satura” è caratterizzata da uno stile diaristico e “basso”, il poeta colpisce con ironia la farsa umana. Il suo bersaglio
polemico sono le pretese delle ideologie di guidare il mondo e le falsità della comunicazione di massa. In tal modo con gli
ultimi libri riprende l'atteggiamento negativo tipico della sua prima raccolta dove spiccava il verso “codesto solo oggi
possiamo dirti/ ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”.

Temi 38
Verso la maturità - Italiano

Poetica e stile

Il poeta del male di vivere:


Montale è stato un interprete della crisi dell'io e della società.

Ungaretti parte da una posizione di dolore e pena ma giunge poi a un'affermazione di fede religiosa e di speranza
Montale non ha mai abbandonato la convinzione della negatività della vita, un'idea espressa fin dal suo primo libro e
sostenuta anche nelle ultime opere.

A Montale mancano il conforto della fede, le speranze e le soluzioni promesse dalle ideologie verso cui nutrì sempre
diffidenza e freddezza, le negatività montaliane suonarono negli anni del fascismo come una denuncia delle false certezze.
Nella sua poesia predominano il male di vivere e l'esistenzialismo, tale negatività viene spesso espressa da Montale in un
potere scabro ed essenziale.

La ricerca dell'essenziale a livello filosofico:


“Essenzialità” è in primo luogo una ricerca di autenticità e verità a livello filosofico, compito della poesia diventa quello di
attingere l'autenticità della vita . Nei “Limoni” esce l'immagine del “anello che non tiene” (ossia quella parte delle cose che
noi non possiamo scoprire); e nella catena che tutto soffoca si cerca disperatamente “il filo da disbrogliare che finalmente ci
metta/nel mezzo di una verità”. La difficoltà di lanciare messaggi positivi coesiste con la nostalgia di tali messaggi.

L'essenzialità dei simboli:


Nasce la poetica dell'oggetto emblematico e la tecnica del “correlativo oggettivo” secondo la quale i versi rivelano situazioni
biografiche, ovvero fatti, cose, nomi e persone che costituiscono il l'equivalente di un sentimento. Accanto ai versi liberi
incontriamo anche endecasillabi, strofe e rime e per questo motivo il fraseggio di Montale è sintattico e non paratattico.

La poesia “al cinque per cento” dell'ultimo Montale:


Vince (nel 1975) il premio Nobel invece di chiudersi nella nostalgica rievocazione di sé e del suo mondo, abbandona i toni
“alti” che caratterizzavano soprattutto “Le occasioni” e “La bufera”. Il linguaggio si fa più “basso” ora che la letteratura
rischia di scomparire sopraffatta dalla precarietà che lui vede come la musa di quei tempi. Dice che l'uomo d'oggi non parla
più perché è come “parlato” dai mass media e la poesia diventa il “rovescio della poesia” per questo motivo prende in giro
tutti i poeti.

Poetica e stile 39
Verso la maturità - Italiano

Poesie

Ossi di seppia:

La polemica antifascista:

Si trattava di un libro di rottura che infrangeva una tradizione di poesia aristocratica. Erano gli anni in cui il fascismo si
mutava in dittatura per mezzo delle leggi speciali che imponevano un regime totalitario. Giovanni Gentile riteneva che il
pensiero fosse in grado di ricreare il mondo. Il libro di Montale esprime una posizione ben diversa: il compito della poesia è
sì quello di tendere all'assoluto, ma essa poi non può che darci la negatività del mondo. Il pensiero per montale non è in
grado di creare un mondo reale ma solo desideri, ombre e fantasmi.

Il paesaggio ligure:

L'osso di seppia è l'umile cartilagine del mollusco che risulta visibile solo quando l'animale è decomposto, l'immagine fa
pensare a un detrito sbattuto dalle onde e ad un oggetto disidratato.

I segni del negativo e la ricerca del “varco”:

Due elementi in particolare hanno un ruolo decisivo nel paesaggio ligure del libro: -da un lato il mare, visto come simbolo
positivo perché è sempre immutabile e perfetto, è vasto e espelle ogni impurità dal fondo, levigando e ripulendo ogni
incrostazione; -dall'altro la terraferma, visto come simbolo negativo perché viene raffigurata soprattutto al momento del
meriggio assoluto, quest'ultima è l'ora più caratteristica di “Ossi di seppia”. Il contesto tipico del libro è precisamente il
terreno spaccato dal sole, la vegetazione colta non nel suo momento di rigoglio ma in quello della sofferente resistenza al
vento. Questa terraferma assolata e riarsa raffigura in modo diretto e illuminante il senso della negatività. La ricerca della
verità e vana perché la rete o il muro che circondano e imprigionano l'uomo gli tolgono la vista e sono per lui invarcabili.
Anche il motivo del tempo contribuisce a dare il senso della sconfitta, l'unico bene, o presunto tale, è “la divina
Indifferenza”.

Il simbolismo e l'alternanza prosa/poesia:

L'attaccamento di Montale alla realtà non è realismo in senso stretto, lui utilizza oggetti e situazioni quotidiane in chiave
simbolica, cioè per esprimere altro. In lui il realismo convive con il simbolismo.

Le occasioni:

La poetica dell'oggetto emblematico:

Prende le distanze dall'Ermetismo, mantiene invece uno stretto legame con l'oggetto che per lui rappresenta il sentimento,
per questo motivo tacerà il sentimento che era all'origine della poesia.

Il valore del ricordo:

La vita interiore del poeta e l'io soggettivo diventavano i protagonisti dell'opera, il ricordo appare costantemente minacciato
perché è molto difficile riattingere il passato. Il poeta cerca di riappropriarsi del passato cogliendolo in continuità con il
presente l'implacabile devastazione operata dal tempo su ogni cosa, ricordi inclusi.

Cinzia e le altre:

Poesie 40
Verso la maturità - Italiano

La tematica è quella della donna, in questo caso Cinzia, che può svolgere un'opera essenziale anche se nemmeno lei è la
salvatrice dell'io e del mondo. Cinzia e tutte le altre sono creature idealizzate, assomiglia a Laura di Petrarca più che a
Beatrice di Dante.

La bufera e altro:

La poesia montaliana a diretto contrasto con la storia:

Montale introduce nella sua poesia nuove tematiche storiche, le liriche confluite nella raccolta furono concepite durante la
guerra, la bufera che da il titolo alla raccolta e alla prima lirica è infatti la guerra, tragedia collettiva dalla quale nessuno può
salvarsi. La storia incalza con i suoi orrori ma nel libro l'attualità è sempre indiretta, trasfigurata sullo sfondo di immagini
allegoriche non semplici da decifrare. I defunti sono simili alle ombre. La donna ha un ruolo salvifico e il poeta è laico.

Poesie 41
Verso la maturità - Italiano

Brani

I limoni
Parlando con il lettore Montale sottolinea una distinzione tra lui poeti “ufficiali” (laureati), questi sono soliti usare
terminologie difficili anche per indicare situazioni e oggetti quotidiani come gli alberi (es. bosi ligustri e acanti). Il poeta
invece preferisce le stradine di campagna, circondate dal prato e dai fossi, i ragazzi che giocano nelle pozzanghere e che
pescano le anguille, questa è un immagine semplice che è collegata al suo ricordo, quando era piccolo, infatti pescava le
anguille. Altra immagine semplice è rappresentata dalle stradine che passano vicino agli argini dei fossi e che conducono
agli orti dove si vedono gli alberi di limone. I gridi degli stormi (d’uccelli) si perdono assorbiti dall’immensità del cielo e ,nel
silenzio, si sentono più chiaramente i fruscii dei rami delle piante di limone (care al poeta, infatti le definisce amici) e il suo
odore che rimane legato alla vita della terra (a differenza degli uccelli assorbiti dal cielo) e suscita una dolcezza “inquieta”
nel poeta. Grazie all’odore dei limoni i conflitti interiori del poeta si placano e gli vengono in mente bei ricordi e momenti ,
ma solo le persone semplici possono cogliere l’immenso significato che può portare una cosa umile come l’odore dei
limoni. A volte vediamo le cose in modo diverso, e proprio in quel momento sembra che si stia per oltrepassare il muro
dell’apparenza per scoprire la verità che si cela dietro ogni oggetto, il significato. Il profumo di ambrosia, sintomo ,secondo
il mito classico, della presenza degli dei, viene ricercato in modo quasi disperato soprattutto sul finire della giornata quando
si pensa di non riuscire a trovare soluzioni. Il poeta ha l’impressione che tutte le presenze anche le più normali sino in
realtà modi per attraverso cui gli dei si rendono avvicinabili. La speranza di conoscere finalmente la verità si dissolve così
come l’estate e le vacanza, si passa all’inverno e al cielo di Genova, che si vede a strisce a causa dei palazzi alti, e grigio.
In autunno e in inverno, la pioggia cade sulla terra “stancandola” e rendendola pesante, si addensa e opprime l’animo del
poeta, così come le città mentre la luce si fa scarsa. A causa di uno sbaglio, il portone rimane aperto e vediamo nel cortile i
limoni gialli, gioiosi, opposti all’inverno che sciolgono la tristezza dell’inverno e nel cuore si ha la sensazione di riuscire a
trovare un senso alla vita.

Figure retoriche:

Antitesi:

poeta - altri letterati; -alberi di limoni – bosi ligustri e acanti


alberi di limone legato alla terra – uccelli che scompaiono in cielo
cielo azzurro e limpido –cielo grigio e a strisce
limoni gialli – inverno grigio

Personificazione: Rami amici Correlativo oggettivo: limone e odore limoni suscitano felicità e il ricordo del passato e
dell’infanzia, speranza di trovare un senso alla vita. Tipico dell’ermetismo e della sua poetica. L’inverno trasmette amarezza
( vista anche nella mancanza di luce), pioggia opprimente. Poveri, con questo termine intende le persone semplici.
Ermetismo = semplicità. Verità metafisica: Montale è alla ricerca di una verità nascosta nelle piaghe del mondo “tradire il
loro ultimo segreto” Concetto chiave:

odore: limoni, ambrosia -> apparizione dei, della vita


silenzio, permette di sentire il rumore dei rami, nel silenzio le cose cambiano forma, nei silenzi si vedono le divinità
nelle cose comuni

Meriggiare pallido e assorto


Si trascorre il pomeriggio, e quindi le ore più calde della giornata, oppressi dalla calura e dal torpore , vicino ad muro reso
rovente dal sole, ascoltando nella natura (pruni e sterpi) i versi del merlo ed il frusciare delle serpi. Nelle crepe del terreno o
sulla veccia, un tipo di pianta erbacea si spiano le fila di formiche rosse ( che ora si interrompono e ora s’intrecciano fino
alla sommità di piccoli mucchietti di terra dei formicai. ) Si osserva attraverso le fronde degli alberi (in lontananza) il tremolio

Brani 42
Verso la maturità - Italiano

del mare che sembra frammentato e palpitante mentre dalle rocce nude si sente il tremulo frinire (canto) delle cicale. E
camminando sotto il sole abbagliante si realizza con triste stupore che la vita non è che un fiancheggiare una muraglia
invalicabile. Figure retoriche: Onomatopea:

frusci e schiocchi
tremuli scricchi L’insensata e frenetica operosità delle formiche può ricordare la condizione dell’uomo condannato al
lavoro.

Il sole ha due effetti principali sul mare:

scaglie di mare: il sole fa scintillare la distesa del mare, dando l’impressione che sia composta da scaglie
palpitare per il riflesso del sole sull’acqua che crea un movimento e un metallico baluginio

Analogia: cavi picchi, le cime delle alture prive di verde come teste calve L’immagine del muro con in cima i cocci aguzzi
diventa il simbolo della muraglia che è la vita che non è abbattibile

Spesso il male di vivere ho incontrato


Il poeta dice che spesso ha incontrato il male di vivere ossia il dolore, la sofferenza, che tendono a coincidere con la vita
stessa, tema principale dell’ermetismo, e questo l’ha incontrato nel rumore del ruscello che sembra lamentarsi, quasi
strozzato, nell’accartocciarsi della foglia secca e nel cavallo morente. Non ho conosciuto alcun bene a eccezione di quello
concesso che sembra quasi un prodigio dall’estraneità, dal distacco dai problemi e dalle passioni altrui. L’indifferenza è una
divinità ed è un privilegio di cui godono solo gli dei. Tre elementi che esprimono indifferenza come la statua durante il
pomeriggio, la nuvola e il falco che vola alto. Figure retoriche: Personificazione: rivo strozzato Uso di termini d’effetto come
“incartocciarsi” riferito alla foglia al posto di “accartocciarsi” Immagini di indifferenza come nel correlativo oggettivo (ultime
tre immg)

Il sogno del prigioniero


Nella prigione le albe e le notti si distruggono tra loro soltanto per pochi particolari. Il volo irregolare degli uccelli, o degli
aerei di combattimento, sulle torri di guardia nei giorni di battaglia mie uniche ali, uno spiffero di gelida aria dal Polo Nord,
l’occhio della guardia che mi sorveglia dallo spioncino, un rumore di noci frantumate, il friggere dell’olio proveniente dai
forni, e poi girarrosti veri o presunti – ma la paglia su cui sono disteso è come oro, la luce rossastra della lampadina è
come un focolare, se mentre dormo posso credere di essere accanto a te. L’epurazione dei nemici politici è antica come il
mondo e non ha vere ragioni. Si dice che chi rinnega le proprie idee e dichiara il falso può salvarsi da questo massacro di
esseri indifesi; e si dice anche che chi fa autocritica, ma al tempo stesso tradisce e per salvarsi denuncia altri uomini,
impugna il cucchiaione, invece di finire lui stesso nel cibo preparato per gli dei crudeli. Privo di lucidità intellettuale, ferito
dal pagliericcio che punge, mi sono identificato con il volo della tarma che la mia scarpa schiaccia sul pavimento della cella,
mi sono identificato nei kimoni che hanno i colori variopinti e mutevoli delle luci sparse all’alba dalle torri della prigione; ho
aspirato nel veno il puzzo di bruciato delle ciambelle prodotte nei forni, mi sono guardato attorno: ho immaginato arcobaleni
sull’orizzonte di ragnatele e petali di fiori sulle sbarre della cella, mi sono rialzato in piedi, sono ricaduto sul fondo dove il
minuto dura un secolo, e si susseguono continuamente i colpi e i passi, e non so ancora se al banchetto sarò il cuoco o il
cibo. L’attesa è lunga, il mio sogno di te non è ancora spento.

Brani 43
Verso la maturità - Italiano

Italo Calvino

Vita
Italo Calvino nasce a Cuba nel 1923. Dopo due anni la famiglia fa rientro in Italia e si stabilisce a Sanremo. Durante la
guerra, Calvino, si unisce alla brigata partigiana Garibaldi e dopo la fine della guerra inizia a vendere libri a rate per
Einaudi. Si laurea in lettere.

Dopo aver collaborato alla rivista Politecnico fonda la rivista culturale Il Menabò della casa editrice Einaudi. Esce dal partito
comunista dopo l'invasione sovietica dell'Ungheria.

Esordisce con Il sentiero dei nidi di ragno, poi pubblica la raccolta Ultimo viene il corvo e Il visconte dimezzato.

Si sposa a L'Avana con una donna argentina, scrive le Cosmicomiche , Ti con zero, Le città invisibili e Palomar. Muore nel
1985.

Italo Calvino 44
Verso la maturità - Italiano

Poetica

La fase del realismo (prima fase della poetica)

L'esordio neorealistico (ma non troppo):

Le opere realistiche sono: “Il sentiero dei nidi di ragno”, “Ultimo viene il corvo”, “Marcovaldo” e “Le giornate dello
scrutatore”. Tuttavia anche in queste opere affiora il gusto per la invenzione e per il “favoloso”. Opera dopo opera la
scrittura di Calvino tende ad allontanarsi dai “fatti della vita” per prediligere l'avventura e la fantasia, spostandosi verso
l'invenzione e ai limiti del reale e oltre.

La vena fantastica e la dissoluzione del romanzo tradizionale


(seconda fase della poetica):
La seconda fase di Calvino supera la rappresentazione realistica per ricercare nuove vie narrativa che coltivano soprattutto
una vena fantastica. “Le Fiabe italiane” sono una raccolta di 200 racconti popolari di diverse regioni d'Italia. La “Trilogia
degli antenati” è il filone fantastico composto da tre romanzi: “Il visconte dimezzato”, “Il barone rampante” e “Il cavaliere
inesistente”, racconti che prendono il titolo complessivo di “I nostri antenati”. Il tema fondamentale è la perenne difficoltà di
rapporto tra l'uomo e il mondo; in parallelo si sottolinea il bisogno di libertà.

Protagonista del “Visconte dimezzato” è il nobile Medardo spezzato in due da una cannonata, solo alla fine del
racconto riesce a recuperare la metà buona del suo corpo;
Nel “Barone rampante” il barone Cosimo sceglie di vivere sugli alberi e diventa così simbolo di un desiderio di libertà;
“Il cavaliere inesistente” parla di Agilulfo un combattente al tempo di Carlo Magno che è in realtà solo un’armatura
vuota, simbolo dell’alienazione e della massificazione della società.

Il fantastico delle “Città invisibili”:

Il romanzo prende vita dai viaggi di Marco Polo, il resoconto di esso evoca 55 diverse città invisibili le quali emergono come
ipotesi dal suo immaginario, non si può mai appurare alcuna realtà perché altrimenti cesserebbe di esistere.

La letteratura combinatoria: l’ultimo Calvino (terza fase):

Una nuova idea di letteratura:

Il strutturalismo si basa su idee che ispirano un libro “a incastri”, alla base di questa struttura letteraria vi è l’idea che la
fantasia si pone dei vincoli e gioca a superarli. La letteratura si pone come un gioco intellettuale che tocca l’interesse delle
mille possibilità della mente. Le caratteristiche sono:

scompare la figura dell’autore


scompare la figura del personaggio
la forma-romanzo sembra moltiplicarsi
il lettore è chiamato a partecipare con la sua intelligenza.

Un romanzo postmoderno: “Se una notte d’inverno un viaggiatore”:

È un antiromanzo che si struttura su dieci diverse storie che rimangono tutte interrotte dopo essere state appena
cominciate. Il vero protagonista è il lettore che è chiamato a rimettere ordine a un grande puzzle dove si mescolano gusto

Poetica 45
Verso la maturità - Italiano

del raccontare e riflessione teorica, il cosiddetto metaracconto, simmetria e casualità. È un libro postmoderno nutrito di
parodia.

Poetica 46
Verso la maturità - Italiano

Opere

Il sentiero dei nidi di ragno

Le origini del romanzo:

Nasce nell’ambito del Neorealismo della guerra partigiana appena combattuta nelle file della brigata Garibaldi.

Elementi realistici ed elementi fantastici:

Si evidenziano elementi caratteristici del Neorealismo. Altri elementi però distanziano l’opera da questa corrente:

un protagonista che non funziona da personaggio-simbolo di una più vasta realtà sociale
introduce una dimensione fantastica e fiabesca.

Gli elementi fantastici che allontanano il racconto dal tipo realistico e oggettivo sono:

il protagonista, Pin, è un ragazzo e tutta la vicenda è vista attraverso i suoi occhi ricchi di stupore verso il mondo;
anche molti altri personaggi sono ragazzi;
è fiabesco e favoloso anche il luogo dove Pin va a giocare per rifugiarsi dalle incomprensioni degli adulti e dalla
solitudine.

In quest’opera la realtà e l’immaginazione trovano un raro equilibrio.

Trama:

Pin è un ragazzo orfano che vive nei vicoli di Sanremo con la sorella prostituta. Escluso dai giochi dei coetanei lui passa
molto tempo in strada in mezzo agli adulti, e gli antifascisti lo minacciano perché la sorella lavora con i tedeschi. Pin ruba la
pistola di un tedesco e la nasconde in un luogo che solo lui conosce, il sentiero “dove fanno il nido i ragni”. In seguito viene
arrestato e imprigionato per il furto, in carcere incontra un giovane partigiano che lo aiuta a evadere ma poi lo abbandona.
Dopo una notte di paura si imbatte in un altro partigiano, Cugino, un partigiano solitario che sembra un gigante buono e
che introduce il ragazzo nella banda di cui fa parte. Pin diventa un beniamino dei partigiani e affronta con oro una
pericolosa azione di guerra, poi però si ritrova solo e senza la pistola. Successivamente ritrova la propria pistola e Cugino
con cui diventa molto amico.

Le cosmicomiche:

Il binomio letteratura/scienza:

Calvino era attratto dalla scienza, il compito della letteratura per lui è quello di tracciare la mappa per poter interpretare il
labirinto della realtà contemporanea e quindi padroneggiarlo. Tale sfida al labirinto presuppone dunque per la letteratura un
compito di conoscenza. Calvino prende come esempio Galileo, ammirato per il rigore del suo linguaggio e anche per la
capacità di costruire con la sua immaginazione scientifica.

Racconti cosmicomici:

Ciascun racconto inizia con un’asserzione di tipo scientifico, l’allontanamento della Luna dalla Terra, oppure il tempo
impiegato dal Sole per compiere una rivoluzione completa, o ancora l’assenza dei colori prima che si formasse l’atmosfera
terrestre. Sono spunti che l’immaginazione dello scrittore usa per dare vita a narrazioni che paiono fantascientifiche.

Opere 47
Verso la maturità - Italiano

Il mondo di Qfwfq e il significato del libro:

Il protagonista, Qfwfq, è un organismo primordiale dal nome impronunciabile. Tutto quanto vive e pulsa nell’universo e
viene presentato da lui come qualcosa che ha incontrato o vissuto nella sua vita. Qfwfq è una voce, un punto di vista, un
occhio umano proiettato sulla realtà, che vuole mostrare la piccolezza degli uomini rispetto all’infinitamente grande che la
scienza ci mostra.

Se una notte d’inverno un viaggiatore:

La teoria sul romanzo trasformata in romanzo:

È stato un successo editoriale di Calvino. Il tema centrale è il significato della letteratura e le sue conseguenze,
protagonista dell’opera è il lettore stesso, Calvino afferma anche il valore del “piacere della lettura”, ritiene che leggere un
testo porti a un “accrescimento” del significato originario del testo: nel processo individuale della lettura ognuno legge in
modo differente e quindi la realtà del libro cambia. Infine poiché all’esistenza di un racconto contribuiscono le letture dei
singoli lettori la narrazione si ripropone in modi sempre diversi. Tutto questo trasforma l’opera in un metaromanzo che
s’interroga sui modi e gli scopi della creazione letteraria.

Il labirinto narrativo e i suoi possibili significati:

Il Lettore e la Lettrice hanno acquistato in libreria un romanzo ma non possono continuare la lettura a causa di un errore di
confezione tipografica. “Se una notte d’inverno un viaggiatore” narra la loro ricerca della continuazione della storia,
continuazione che però non sarà più ritrovata. Al suo posto i due protagonisti s’imbatteranno in inizi di romanzi ogni volta
diversi; ogni inizio esprime l’impossibilità di una conoscenza oggettiva del reale. L’opera riflette sulle problematiche serie e
filosofiche, si riverbera anche sulla ricerca della Causa prima, ossia Dio, anche se tratta questo tema con la sua consueta
leggerezza. Sperimenta la molteplicità di una scrittura che spazia attraverso tutti i generi, dando vita ad un prisma
multiforme di generi letterari.

Lezioni americane:

Un memoriale per la letteratura che verrà:

“Lezioni americane” è l’ultima opera di Calvino, erano sei proposte per il prossimo millennio nate come una serie di
conferenze progettate per l’università di Harvard nel 1985 ma poté concluderne solo cinque. Fa una riflessione sulle sorti
della letteratura nell’era tecnologica e la minaccia portata dai computer al romanzo e alla letteratura. Tuttavia nell’opera
l’autore manifesta una grande fiducia nel futuro e valorizza le sue qualità più specifiche. Le qualità specifiche della scrittura
letteraria:

la prima lezione illustrava le virtù della leggerezza: il racconto grazie alla vivacità può costruire un universo alternativo;
la seconda lezione è dedicata alla rapidità dello scrivere bene, raccontare per lui è un incantesimo che agisce sul
tempo. Un ottimo esempio di questa rapidità sono le fiabe ma anche le “Operette morali” di Leopardi;
nella terza lezione parla dell’esattezza, termine con il quale intende tre cose: un disegno ben definito dell’opera,
l’evocazione di immagini visuali e nitide e l’uso di un linguaggio preciso. La letteratura è sempre alla ricerca
dell’esattezza e l’opera dovrebbe essere una minima porzione;
la quarta lezione tratta la visibilità, nella civiltà delle immagini va coltivata la capacità di vedere a occhi chiusi. Chi
legge non fa che proiettare immagini alla sua fantasia;
l’ultima lezione scritta da Calvino riguarda la molteplicità, vede il romanzo contemporaneo come enciclopedia, metodo
di conoscenza e soprattutto rete di connessione tra i fatti, le persone e le cose nel mondo.

Opere 48