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A.A.

2016/2017

ANALISI CHIMICO FARMACEUTICA


E
TOSSICOLOGICA III

Orario di ricevimento: tutti i giorni previo appuntamento

Contatti: Telefono: 06-49913763


e-mail: daniela.secci@uniroma1.it
ORARIO LEZIONI

Mercoledì, h 12.00-14.00 Aula A PDT


Giovedì, h 09.00-11.00 Aula A PDT
Venerdì, h 13.00-15.00 Aula A vecchio edificio

LABORATORI DIDATTICI
Lunedì, h 14.00-17.00
Martedì, h 09.00-12.00
Mercoledì, h 09.00-12.00
Venerdì, h 15.00-18.00

Obbligo di frequenza
SCOPO DEL CORSO:

] Il corso ha lo scopo di fornire le basi per l’identificazione e la


purificazione dei farmaci iscritti nella Farmacopea Ufficiale
Europea, con particolare riguardo ai criteri di identità e purezza

] Il corso è articolato in una serie di lezioni e di esercitazioni


pratiche
Sintesi del programma del corso:

•  Introduzione

Analisi qualitativa di composti organici ed inorganici.

Esami preliminari.

Relazioni tra struttura e proprietà chimico-fisiche appariscenti.

•  Analisi organica

Processo di dissoluzione e relazioni struttura-solubilità.


Classificazione dei composti organici in base alla solubilità.

Densità. Viscosità.

Punto di fusione. Diagrammi eutettici. Polimorfismo. Punto di ebollizione.

Rifrattometria. Polarimetria. Risoluzione di racemati.


Procedimento analitico per il riconoscimento di composti organici puri.
Esami preliminari ed analisi elementare qualitativa. Saggi di riconoscimento di
carattere generale (strutture aromatiche, ricerca delle insaturazioni).

Analisi funzionale organica: proprietà chimico-fisiche, reattività e saggi di


riconoscimento di acidi carbossilici e derivati, aldeidi e chetoni, alcooli, fenoli,
ammine, carboidrati ed amminoacidi.
Derivati cristallini: criteri di scelta, preparazione di alcune classi di derivati.

• Metodi di separazione e di purificazione

Impurezze e loro relazione con la struttura chimica.

Cristallizzazione. Sublimazione. Filtrazione.

Purificazione di liquidi: miscele ideali e reali. Azeotropi.

Distillazione.
Estrazione: ripartizione in solventi, separazioni basate sulla formazione di sali.
Estrazioni semplici ed in continuo, distribuzione in controcorrente ed analogie
con i processi cromatografici.

Cromatografia: principi, tecniche e strumentazioni. Cromatografia di


adsorbimento e di ripartizione. Cromatografia a scambio ionico. Cromatografia di
esclusione. Cromatografia di affinità. Cromatografia su colonna e planare.
Cromatografia liquida ad elevate prestazioni (HPLC). Gascromatografia.
Cromatografia con fluidi supercritici.

• Analisi inorganica

Esami preliminari su campioni inorganici: saggi per via secca e ricerca per via
umida di specie ioniche di natura inorganica.
• Metodi spettroscopici

Applicazioni della spettrofotometria di assorbimento molecolare nell’ultravioletto-


visibile all’analisi qualitativa.
Spettrofotometria di assorbimento nell’infrarosso.
Spettroscopia di risonanza magnetica nucleare protonica: principi generali e
strumentazione. Spettri 1H-NMR.
Applicazioni delle tecniche spettroscopiche nella caratterizzazione strutturale di
farmaci, nella determinazione qualitativa delle impurezze e nel controllo di
stabilità.

• Farmacopea

Illustrazione ed uso della Farmacopea Ufficiale Italiana, della Farmacopea Europea


e di altra letteratura specifica per l’analisi dei composti di interesse
farmaceutico. Commento di monografie della Farmacopea.
Riconoscimento di cationi ed anioni presenti in composti inorganici ed organo-
metallici riportati nella Farmacopea Ufficiale.
Reazioni di identificazione per classi di sostanze iscritte nella Farmacopea.
Procedimento analitico per l’identificazione delle sostanze riportate nella
Farmacopea.
ESERCITAZIONI DI LABORATORIO

- SAGGIO AL COCCIO
SAGGI DI SOLUBILITA’ DI SOSTANZE ORGANOMETALLICHE SAGGI DI SOLUBILITA’ DI
SOSTANZE ORGANICHE
- SAGGI DI SOLUBILITA’ DI SOSTANZE INORGANICHE
SAGGIO ALLA FIAMMA
- ANALISI FUNZIONALE ORGANICA
RICERCA DELLE INSATURAZIONI
RICERCA DELLA STRUTTURA AROMATICA
- ALDEIDI E CHETONI
ALCOLI
- CARBOIDRATI
FENOLI
- AMMINE
AMMINOACIDI
ACIDI CARBOSSILICI
- PREPARAZIONE, RICRISTALLIZZAZIONE, FILTRAZIONE E PUNTO DI FUSIONE DI
DERIVATI CRISTALLINI DI SOSTANZE ORGANICHE F.U.
- SAGGI DI IDENTIFICAZIONE SECONDO LA F.U.
CATIONI, ANIONI
ALCALOIDI XANTINICI
- SEPARAZIONE CON PROCEDIMENTI ESTRATTIVI DI SOSTANZE ORGANICHE F.U. IN
MISCELA
TLC IN MISCELA CON RIFERIMENTO
- ANALISI DI DUE SOSTANZE F.U. INCOGNITE
Testi Consigliati:

Irene Briguglio, Antonio Carta, Sandra Piras: Manuale di analisi


farmaceutica Organica Qualitativa non Strumentale – Aracne Editrice

Savelli- Bruno; Analisi chimico farmaceutica Ed. Piccin

F. Chimenti; Identificazione sistematica di composti organici. Ed. Grasso

Testi di Consultazione:
Farmacopea ufficiale Italiana
Farmacopea Europea
USP
Handbook
Indice Merk
Cominciamo???
• Riconoscimento di cationi ed anioni secondo F.U.

Qualitativa ANALISI Inorganica

CHIMICA
Quantitativa Organica

•  Analisi di un campione solido, liquido o gassoso, allo


scopo di identificarne gli elementi, i radicali o i
composti in esso presenti

•  Riconoscimento di sostanze covalenti con


diverse caratteristiche chimico-fisiche
•  Separazione di molecole
•  Riconoscimento di molecole secondo F.U.
ANALISI QUALITATIVA INORGANICA

Fase I
Riconoscimento ed (separazione)
identificazione in
miscela

Fase II
(identificazione)
A B C D
ANALISI QUALITATIVA
Se inorganica, INORGANICA
l’analisi qualitativa si può suddividere
in:

Analisi per via secca Analisi per via umida


(senza l’aiuto di un solvente) (analisi degli ioni in soluzione acquosa)

•  Analisi di emissione •  Solubilizzazione


(saggio alla fiamma)
•  Saggi di riconoscimento
•  Reazioni alla stato
fuso

•  Comportamento al
riscaldamento
►senza reattivi
►con reattivi
ANALISI QUALITATIVA ORGANICA

A B C D

Identificazione possibile solo previo smistamento


della miscela
PASSAGGI NELL’ANALISI QUALITATIVA ORGANICA
1. Analisi Preliminare (comune all’analisi qualitativa inorganica)
Esame organolettico (definizione dei caratteri); comportamento alla
calcinazione (distinzione tra sostanze organiche, metallo-organiche
ed inorganiche)

2. Analisi Molecolare
Determinazione delle proprietà chimico-fisiche (p.f., p.e., solubilità,
densità, indice di rifrazione, potere rotatorio specifico, coefficiente di
distribuzione, parametri cromatografici, ecc)

3. Analisi Strutturale
Comprende: analisi elementare qualitativa e quantitativa, saggi chimici
per l’individuazione dei gruppi organici, relazioni struttura-solubiltà,
preparazione dei derivati cristallini
1. Analisi preliminare (“Caratteri” in FU)

ESAME ORGANOLETTICO

Osservazione di:

 Stato Fisico (gassoso, liquido, solido)


 Aspetto (cristallino, amorfo)
 Colore
 Odore
 Sapore

Permette di correlare la struttura alle proprietà appariscenti


della molecola
  STATO FISICO
Le forze intermolecolari sono responsabili dell’aggregazione
delle molecole in gas, liquidi o solidi

FORZE INTERMOLECOLARI

ATTRATTIVE REPULSIVE

E
repulsione
r0= diametro
molecolare
(3-4 Å)
r
r0
attrazione
FORZE INTERMOLECOLARI ATTRATTIVE:

 Forze di Van der Waals


 Legame idrogeno
 Interazioni Ione-Molecola

 Forze di Van der Waals


Si distinguono in:
- Interazioni dipolo permanente-dipolo permanente (forze di Keesom)
Avvengono tra molecole polari che per effetto della loro separazione di
carica subiscono un’attrazione elettrostatica, allineandosi in modo che il
polo positivo dell’una sia orientato verso il polo negativo dell’altra

µ= momento dipolare
r= distanza E0= µ4/3KTr6
K= costante di Boltzmann
T= temperatura assoluta
- Interazioni dipolo permanente-dipolo indotto (forze di Debye)
Una molecola polare può provocare una distorsione nel guscio elettronico
di una molecola apolare, inducendo un dipolo elettrico temporaneo. Si
produce così fra le due molecole un’attrazione

Ei= αµ2/r6

α= polarizzabilità di distorsione della seconda molecola

- Interazioni dipolo istantaneo-dipolo istantaneo indotto (forze di


dispersione di London)
In una molecola apolare i gusci elettronici vibrano attorno a posizioni di
simmetria rispetto ai nuclei, generando momentanee separazioni di
cariche (dipoli istantanei). Queste molecole provocano così dipoli
istantanei indotti in quelle vicine e producendo attrazione

ν0= frequenza di
oscillazione cariche Ed= -(3/4).hν0α02/r6

Aumentano all’aumentare delle dimensioni delle molecole


minore
 Legame Idrogeno
Tipico di sostanze contenenti gruppi OH, NH2, NH, SH e dell’HF.
Anche gli acetiluri possono dare legame idrogeno

-X H-Y X,Y= O, N, F
δ- δ+ δ- dotati di almeno un doppietto
elettronico su un orbitale
2sp2 o 2sp3

eteroatomo accettore eteroatomo donatore

La forza del legame dipende dalla elettronegatività degli atomi X e Y, secondo la scala:

F > O > N

A seconda che X e Y siano uguali o meno il legame idrogeno si distingue in


simmetrico e asimmetrico

Il Cl, pur avendo quasi la stessa elettronegatività dell’N, non dà forti legami H a causa
delle > dimensioni atomiche
Il legame idrogeno può essere neutro-neutro, neutro-carico o ionico rinforzato

L’energia associata dipende non solo dall’eventuale presenza di cariche ma anche


dall’elettronegatività degli atomi coinvolti
OH----N > NH----O
 Legame Idrogeno

O O HO
H
H
O
H
Intermolecolare R R
OH O
O
H
H O H

Intramolecolare

salicilaldeide N-acetil-2-nitroanilina

β-chetoestere (e β-dichetone)
  Interazioni Ione-Molecola
Molecole polari o non polari interagiscono con particelle cariche
Es:
-Solubilizzazione dei Sali (NaCl, KCl, ecc.) in acqua

-Solubilizzazione dello Iodio in KI (solubilizzazione per complessazione)

I2 + K+I- K+I3-
TIPO DI LEGAME Energia
Kcal/mole
Forze intermolecolari

Forze di Van der Waals 1-10


Interazioni ione-dipolo 1-10
Legame idrogeno F-H...F 7
O-H...O 6
O-H...N 4-7
N-H...O 2-3
C-H...O 2-3

Legami di valenza

Legame ionico 100-200


Legame covalente 50-150
  ASPETTO

PESO MOLECOLARE INTERAZIONI INTERMOLECOLARI

STATO FISICO

GASSOSO LIQUIDO SOLIDO

Cristallino
Amorfo
✰ A parità di peso molecolare lo stato di aggregazione cresce con

il crescere dell’energia delle interazioni molecolari

✰ A parità di interazioni molecolari lo stato di aggregazione cresce

con il crescere del peso molecolare

Urea Acetone
PM 60; p.f. 133° C PM 58.1; p.f.-95 °C; p.e. 56° C

Pentadecano;
PM 212; p.f. 10° C; p.e. 270 °C
Stati di aggregazione della materia
Stato solido Stato liquido Stato gassoso

Forma: costante, rigida e variabile: la stessa del variabile: la stessa del


fissa contenitore contenitore
Volume: costante costante variabile: la stessa del
contenitore

Movimento vibrano attorno a delle le particelle si muovono, ma ogni particella si muove


delle posizioni fisse interagiscono tra di loro indipendentemente
particelle: dalle altre
SOLIDI

Cristallini: disposizione ordinata delle particelle costituenti (atomi,


molecole e ioni) nei punti nodali del reticolo

Es: NaCl

Proprietà: Si differenziano:
1) punto di fusione definito a) per la geometria della
2) alto PM oppure…. unità minima (cella
3)…basso PM, ma gruppi elementare)
b) per la natura delle
funzionali polari
forze attrattive esistenti
all’interno del cristallo
(Solidi Covalenti, Ionici,
Molecolari, Metallici)
STATO FISICO: SOLIDI AMORFI

Disposizione casuale delle particelle costituenti (manca di reticolo


cristallino simili ad un liquido ad alta viscosità)
La fusione avviene in un intervallo di temperatura (non hanno un punto
di fusione netto, ma graduale rammollimento per riscaldamento)
Es: acido tannico, bismuto salicilato, zinco stearato, cloruro di
benzalconio, neomicina solfato

Raffreddando un liquido non lentamente (per dar modo che si


organizzino i cristalli), ma velocemente, si ottiene un solido
amorfo

Esempi: il vetro ed alcune materie plastiche, che possono essere


considerati liquidi ad altissima viscosità
STATO LIQUIDO

Nello stato liquido l'energia delle particelle è più elevata che nello stato
solido: esse non sono legate saldamente e scivolano le une sulle altre
rompendo legami tra loro e formandone di nuovi in continuazione

Struttura semiordinata. Le molecole sono fra loro posizionate a distanze


poco superiori che allo stato solido. Interazioni deboli.

Proprietà:

- sono comprimibili

- soggetti a dilatazione per riscaldamento


- basso PM (etanolo) oppure…

-….alto PM (benzoato di benzile) ma con porzioni apolari prevalenti


STATO AERIFORME
Le particelle (atomi, ioni o molecole) non sono legate da alcun legame e quindi ognuna è
libera di muoversi indipendentemente dalle altre. Esse quindi, nel loro insieme, assumono la
forma e il volume del recipiente che le contiene.

Un gas non ha volume proprio né forma propria e può essere facilmente compresso

Un aeriforme che può essere trasformato in liquido per semplice compressione prende il
nome di vapore.

Un aeriforme che non può essere liquefatto per semplice compressione (perché si trova ad
una temperatura alla quale le sue particelle hanno energia superiore a quella dei legami che
dovrebbero formare nel nuovo stato liquido) prende il nome di gas.

La temperatura che segna il confine tra vapore e gas si chiama temperatura critica.
Raffreddando un gas al di sotto della temperatura critica questo si trasforma in vapore,
viceversa un vapore può essere trasformato in gas riscaldandolo al di sopra della sua
temperatura critica.

Le temperature critiche sono molto diverse da sostanza a sostanza. Quella dell'acqua è


374 °C, quella dell'elio -267 °C.
  COLORE: è il risultato dell’interazione fra la luce bianca ordinaria e
le molecole, atomi, ioni che costituiscono una sostanza

Assorbimento di una Luce


lunghezza d’onda rimanente

λ (nm) assorbita colore radiazione colore osservato


assorbita

400-450 violetto verde-giallo


450-480 blu giallo
480-490 verde-blu arancione
490-500 blu-verde rosso
500-560 verde porpora
560-575 giallo-verde violetto
575-590 giallo blu
590-625 arancione azzurro
625-750 rosso verde-blu
P  La colorazione può essere dovuta anche ad impurezze o ad alterazione della
sostanza
P  Il colore si deve interpretare solo se la sostanza è PURA

APOMORFINA
bianca

ossidazione

Derivati chinonici
Colore verde smeraldo
LA RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA

La radiazione elettromagnetica è una forma di energia che si


propaga e presenta una duplice natura:
ondulatoria e corpuscolare
•  Le due rappresentazioni non sono in contrasto: una si adatta bene al
mondo macroscopico (onda) e l'altra al mondo atomico e
molecolare (fotoni).
•  Come fenomeno ondulatorio la luce è un dovuta alla propagazione
simultanea di un campo magnetico (M) e di uno elettrico (E) tra di
loro perpendicolari.
•  Poiché, però, per le sue interazioni con la
materia è importante solo la componente del
campo elettrico l’onda elettromagnetica viene
rappresentata nel modo semplificato qui
riportato
λ
ν = 2 Hz
am am
pie pie
zza zza

λ
1s
tempo spazio
λ
ν = 4 Hz
am am
pie pie
zza zza

λ
1s
tempo spazio

•  E‘ importante ricordare che frequenza e lunghezza d’onda non si


possono confrontare sullo stesso grafico
•  Lunghezza d’onda, frequenza e velocità di una qualsiasi onda
elettromagnetica sono correlate dalla relazione

c =λ ⋅ ν
L’energia di un’onda è proporzionale alla sua frequenza
secondo l'equazione:
E = h .ν
dove h è la costante di Planck che vale 6,63.10-34 J.s.
Esempio
Per una radiazione di λ= 600 nm calcolarne il valore in m e
µm.
600 nm = 6.00.10-7 m = 0.600 µm
La frequenza di tale radiazione si ricava da c= λ. ν
ν = c /λ = 3.108 m.s-1/ 6.00.10-7 m= 5.1014 Hz
L’energia dell’onda è proporzionale alla sua frequenza
E= h . ν = 6.63.10-34 J.s
E= 6.63.10-34 J.s . 5.1014 s-1 = 30.10-20 J
2) MODELLO CORPUSCOLARE

Il raggio luminoso è pensato come flusso di particelle discrete dette quanti o fotoni

Ogni singolo fotone è dotato di una energia, che può essere assorbita da una
molecola, data dall’equazione:

E=hν (Relazione di Einstein-Plank)

Sapendo che c = ν λ, c
E = hν = h
potremo scrivere: λ

Le radiazioni a maggiore energia, dunque, sono quelle a più alta frequenza (e


minore lunghezza d’onda)
Radiazioni policromatiche e
monocromatiche

Lo spettro continuo che si ottiene ci mostra


che la luce del sole, di una lampadina, o di
un qualsiasi altro solido riscaldato è
policromatica, cioè composta da molte
frequenze. Essa ci appare normalmente
bianca perché si presenta sempre come
somma di tutte le frequenze.
Trattando opportunamente una luce composta da
radiazioni elettromagnetiche di poche frequenze è
possibile ottenere una radiazione monocromatica

caratterizzata da una ben definita frequenza (e


quindi lunghezza d’onda)
Assorbimento nei composti organici

Ei = Energia interna
Ei= Ee + Ev + Er Ee = Energia elettronica
Ev = Energia vibrazionale
Er = Energia rotazionale

stato
eccitato

ΔE

stato fondamentale

λ (nm)
Assorbimento nei composti organici

Quando una radiazione elettromagnetica interagisce con la materia, può verificarsi un


trasferimento di energia dalla radiazione alla materia (eccitazione) cui segue la completa
restituzione di energia sotto diverse forme (rilassamento)

A temperatura ambiente le molecole


non irradiate si trovano nello stato
fondamentale (a minore energia).
Quando vengono sollecitate da una
opportuna radiazione passano allo
stato elettrononico superiore
(eccitato). La radiazione deve avere
una E=hν pari al dislivello energetico
ΔE.

Lo stato eccitato non è stabile e le


molecole tendono a tornare quasi
istantaneamente a quello fondamentale,
restituendo all’ambiente l’E assorbita.
CROMOFORO AUXOCROMI
C=C,
_ C=C, C=O, C=S, + Ph, C=C, NH, OH…..
N=S, N=O, NO2…
=
COLORE

Assorbono nell’UV, ma Assorbono a <E, quindi nel


se inseriti in una visibile. La coniugazione con
struttura satura, non cromofori abbassa il ΔE tra
producono colorazione stato fondamentale ed
eccitato di questi ultimi
colorazione!!
(effetto batocromico)
Effetto della coniugazione (es: doppi legami coniugati)

stato
eccita
to
Energia

ΔE1
ΔE2 n= numero di insaturazioni
ΔE3
ΔE4
stato
fonda
menta
le

n= 1 2 3 4
λ= 165 217 258 286 nm

All’aumentare di n la differenza di energia tra stato fondamentale ed eccitato


diminuisce, pertanto il composto assorbe a lunghezze d’onda > (vis)
Vitamina A

λ max= 325 nm

λ max= 450 nm

β-carotene
190 nm Red-shift 230nm

Incolore giallo arancione

Incolore giallo
Assorbimento nei composti inorganici

La colorazione nei composti inorganici è data principalmente dai


metalli di transizione (orbitali d parzialmente occupati). A
causa delle diverse interazioni con gli ioni o le molecole leganti,
gli orbitali d di tali elementi non sono isoenergetici. Le
differenze di energia non sono comunque molto alte, pertanto
sono sufficienti le radiazioni nel visibile per eccitare un
elettrone da un orbitale d a bassa E ad uno ad E maggiore.

[Fe(CN)6]3- Cu(NH3)42+ MnO4-

Ferricianuro: rosso
Ferrocianuro: giallo chiaro
  ODORE
E’ funzione del tipo di sostanza, della sua volatilità e della concentrazione
minima alla quale è rivelabile (soggettività).

CLASSE FUNZIONALE ODORE CARATTERISTICO

Idrocarburi saturi benzina


Idrocarburi alogenati dolciastro
Alcoli inferiori gradevole
Aldeidi ed acidi inferiori penetrante
Aldeidi ed acidi intermedi rancido
Aldeidi aromatiche mandorle, vaniglia
Anidridi e cloruri acidi pungente
Esteri di acidi alifatici fruttato
Ammine a basso PM ammoniacale
Ammine ad alto PM pesce putrefatto
Eteri fenolici anice-finocchio
Mercaptani uova marce
✰ Esistono composti appartenenti a classi funzionali
diverse aventi odore simile

✰ Sostanze a bassissima tensione di vapore (zuccheri,


amminoacidi) sono inodori per bassa volatilità

MANDORLE AMARE

CARATTERISTICO
 SAPORE

Anche se di notevole aiuto per l’identificazione di determinate


sostanze, questo saggio è sconsigliabile perché una gran parte
dei composti organici è dotata di attività fisiologica anche in
piccolissime concentrazioni.

Ci sono sostanze appartenenti a classi chimiche diverse aventi


sapore simile.
SACCARINA GLUCOSIO ASPARTAME

SAPORE DOLCE

CLORAMFENICOLO SULFAMIDICI

SAPORE AMARO
  ODORE
 SAPORE
Non è possibile ricavare informazioni molto
predittive di un composto. Sostanze molto
diverse fra loro possono presentare odore
e/o sapore uguali