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CONTAMINAZIONI

struttura e scaletta

Voce fuori campo (su sottofondo musicale)

« Genesi.
Il tempo appena nato aveva plasmato la terra ed il cielo e le
creature viventi…
prima che Caino uccidesse Abele, prima che l’ uomo
scegliesse il male, prima che sete di potere e predominio
accecassero gli occhi dei figli di Adamo, c’eravamo noi

uomini non molto diversi da quelli che incontri oggi per


strada ma con il sogno di una società civile contaminata di
rispetto e tolleranza…
noi che credevamo che i colori della pelle fossero sfumature
pennellate dalla mano di un abile pittore, che credevamo
che la diversità fosse occasione di scambio, crescita e
arricchimento…
noi che credevamo che vivere sotto lo stesso cielo, con i
piedi ben saldi sulla stessa terra ci accomunasse tutti, ci
rendesse uguali e perfetti nelle nostre umane diversità…
noi che credevamo nel dialogo, nella pace, nel confronto
civile, nel sogno comune di un mondo migliore…
credevamo nel potere della musica che abbraccia tutto il
mondo, che contamina orizzontalmente verticalmente e
trasversalmente voci e culture e paesi e colori e costumi e
abitudini diametralmente opposti gli uni dagli altri…
noi che praticavamo la Musica come strumento di
conoscenza, che attraversa l’anima e unisce mani occhi e
cuori…

la musica è il mezzo con cui compiamo il viaggio dentro noi


stessi e dentro gli altri, parole di seta che solcano le
diversità somatiche storiche e culturali…
noi questo sogno lo abbiamo ancora…
e allora…

contaminiamoci

1
 CLICK “il coro dei Licei”…

subito voce fuori campo sincronizzata con le immagini:

« Il Coro dei Licei “Maurolico” e “Seguenza” di Messina


presenta:
CONTAMINAZIONI.
Tante culture, tante voci, un solo coro.
i contralti e gli strumentisti comincia a sistemarsi sul palco.
rimangono nascosti tra i palchetti tutti gli altri coristi]

Non appena si vede la diapositiva del neonato, subito partono effetti di LION SLEEPS
1. intro
Il brano si esegue fino alla fine regolarmente 2. prima strofa
3. finale
 Finito il brano, CLICK (diapositiva nera)

 CLICK (Kondalilla)

Dopo la diapositiva, comincia il brano regolarmente

 Finito il brano, CLICK (diapositiva nera)

 CLICK (Hamba Lulu)

Dopo la diapositiva, comincia il brano regolarmente

 Finito il brano, CLICK (diapositiva nera)

 CLICK (Dana Dana)

Dopo la diapositiva, comincia il brano regolarmente

 Finito il brano, CLICK (diapositiva nera)

2
 CLICK (Drago, arancione)

« Intorno all’anno mille, dei poeti, detti goliardi, creano i


“Carmina Burana”, una delle più importanti raccolte di
poesia medioevale.
Duecento anni più tardi, questi vengono raccolti e vanno a
finire nell’immensa biblioteca dell’abbazia di
Benediktbeureun (l'antica “Bura Sancti Benedicti” fondata
attorno il 740 da San Bonifacio) e dimenticati per mille e
cento anni.
Nel 1803, infatti, i manoscritti sono scoperti e trasferiti alla
Biblioteca nazionale di Baviera.
Pubblicati per la prima volta nel 1847, vengono letti nel
1950 dal compositore tedesco Carl Orff, che ne rimane
folgorato. Li mette in musica, e da allora il loro successo è
stato sempre costante, sublime esempio di contaminazione
di epoche e di stili diversi.
Dopo la voce, il brano, comincia il brano regolarmente

 Finito il brano, CLICK (diapositiva nera)

Inizia l’introduzione musicale di Mokarta

Voce: « Alla corte di Federico II, Stupor mundi,


convivevano pacificamente culture e popoli anche tra
loro diversissimi. In questo clima di grande civiltà
fiorisce la scuola poetica siciliana; i suoi temi (l’amor
cortese, la donna amata) e i suoi Topoi (Il balcone, la
finestra, la condizione povera del poeta) rivivono in
questa canzone, scritta negli anni ’70 dai Kunsertu, e
rielaborata ulteriormente da noi »

 CLICK (Mokarta)

Il brano continua regolarmente

 Finito il brano, CLICK (diapositiva nera)

3
Comincia intro di Fog el nakhal (Antonella col clarinetto)
Sulla musica, voce:

« Sherazade si dispera: il regno del suo sultano non c’è più,


ormai devastato da una guerra che sembra non finire mai.
Perché non muoia il suo ricordo, ci ha pregati di
raccontarvi ancora della sua terra, l’Iraq delle Mille e una
notte che ancora non sapeva cosa fossero le bombe »

 CLICK (Fog el nakhal) 1. Intro


2. Silvia solista
Il brano continua regolarmente 3. Il coro ripete
4. Breve improvv. cl.
Sulla parte strumentale, viene letta la traduzione: 5. Tutti ripetono e
concludono SUBITO
« Sulle palme,lassù
non so se é la tua gota che brilla
o la luna, lassù.
Io non voglio, ma la pena mi tormenta.
L'insolente mi chiede:
"Perché giallastro é il tuo viso?"
Non ho nessuna malattia:
soffro per quella persona bruna
che m'imprigiona coi suoi dolci occhi »
 Finito il brano, CLICK (diapositiva nera)

Comincia la voce narrante:

« Kum ba ya… invocazione africana al Signore nato in


Palestina, conosciuto attraverso il cristianesimo diffuso in
Europa.
Kum ba ya… invocazione trasbordata in America insieme
agli schiavi.
Kum ba ya… litania afro-americana giunta anche a noi
europei, di riflesso. Contaminazioni che parlano di
speranza e sofferenza.
1. solista
 CLICK (Kum ba ya) 2. TENORI e BASSI +
CONTRALTI
Il brano continua regolarmente
3. + SOPRANI TUTTI
 Finito il brano, CLICK (diapositiva nera) 4. conclusione

4
Inizia introduzione musicale di Joshua
Voce:

«Altra contaminazione multietnica: Gerico, crollata al suono


delle trombe di Giosuè, il ricordo delle sue macerie diviene
musica trasportata in Africa e poi in America, per poi
giungere fino a noi, e per continuare il suo percorso…
 CLICK (Joshua)
1. prima strofa
2. SUBITO parte lenta
Il brano continua regolarmente maschile
3. conclusione
Finito il brano, CLICK (diapositiva nera)

5
 CLICK (indiani)

Parte la musica

Voce:

« Io sono la Voce Indiana.


Voglio che mi sentano in tutti i nostri territori.
Da duecento anni sono prigioniero di guerra
nella mia terra.

Sono prigioniero dell’odio e dell’avidità,


della menzogna e del pregiudizio,
dell’indifferenza e dell’ignoranza,
dell’ingiustizia
degli uomini che schiacciarono
con la forza del loro numero me e il mio Popolo,
da quando scesero sulle mie spiagge
e invasero la mia terra nativa.

Imposero a me
la loro società, la loro religione, le loro leggi,
ed è per questo che la mia gente
ora è ridotta a meno di quanto era,
quando con false promesse vennero
per la prima volta sulle nostre spiagge.

Io sono la Voce Indiana collettiva


e grido forte dalle milioni di tombe
di spiriti senza pace
e milioni sono le grida che si alzano
e chiedono:
Dov’è il mio futuro?
A chi appartiene?
Appartiene al mio Popolo?
Ci sarà felicità sulla terra
Che per diritto è mia?
Il canto inizia regolarmente

Sullo sfumato finale, la voce:


La mia mano non è del colore della tua,
ma se mi pungo uscirà sangue e sentirò dolore.
Il sangue è dello stesso colore del tuo,
Dio mi ha fatto e sono un uomo.

6
 CLICK (diapositiva nera)

 CLICK (Contaminazioni)