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Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO (D.M.

270/04)
Insegnamento: STORIA DEL TEATRO ANTICO
Lezione n°: 39
Titolo: CONTESTO STORICO
Attività n°: 1

Facoltà di Lettere

Contesto storico

© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO (D.M. 270/04)
Insegnamento: STORIA DEL TEATRO ANTICO
Lezione n°: 39
Titolo: CONTESTO STORICO
Attività n°: 1

Facoltà di Lettere

Contesto storico

Dopo la battaglia di Leuttra (371 a.C.), dopo cioè aver sconfitto gli Spartani, i Tebani
conquistarono l’egemonia sulla Grecia. Un potere che, tuttavia, non durò a lungo: la nuova
situazione, infatti, allarmò anche Atene che si alleò con Sparta contro Tebe. Gli scontri che
ebbero luogo culminarono nel 362 a.C. con la battaglia di Mantinea, che segnò la vittoria
dei Tebani, ma contestualmente anche la fine della loro egemonia. Le difficoltà
economiche generate dal conflitto e la morte in battaglia di molti generali, tra cui il famoso
Epaminonda, misero Tebe in difficoltà così gravi da permettere al re macedone Filippo II di
approfittarne per estendere il proprio potere su buona parte della penisola balcanica e
sulle miniere d’oro della Tracia. Il successore di Filippo al trono macedone fu il figlio
Alessandro III, meglio conosciuto come Alessandro Magno, che governò tra il 336 e il 323
a.C.

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Insegnamento: STORIA DEL TEATRO ANTICO
Lezione n°: 39
Titolo: CONTESTO STORICO
Attività n°: 1

Facoltà di Lettere

Contesto storico

La cosiddetta commedia di mezzo (mese) è , convenzionalmente, quella prodotta tra


l’ultima opera a noi giunta di Aristofane, il Pluto (388 a.C.) e l’esordio di Menandro (322
a.C.), l’unico esponente della commedia nuova di cui possediamo opere per intero:
coprirebbe, dunque, all’incirca gli anni centrali del IV sec., una sessantina circa. La
classificazione, che abbiamo sottolineato essere convenzionale, si serve di due limiti
cronologici conosciuti che riguardano rispettivamente la “fine” della carriera di Aristofane –
unico rappresentante della archaia – l’inizio di quella di Menandro – la sola fonte per
conoscere la nea. Il motivo di tale approssimazione è la mancanza pressoché completa di
notizie relative a questo momento di passaggio, del quale conosciamo solo qualche nome
di commediografo e possediamo qualche frammento, da cui è arduo, per le condizioni di
trasmissione, ricavare un quadro chiaro di questa produzione.
Le fonti antiche tendono a far coincidere elementi rilevanti della carriera degli esponenti
della commedia di mezzo con gli anni 376/375 a.C. Oramai appare abbastanza evidente
che queste date vanno considerate non certo inventate, ma per lo meno adeguate a una
necessità di sistemazione che fa del quadriennio olimpico 376-372 (per mezzo delle
Olimpiadi i Greci contavano gli anni) quello attorno cui si manifesta la forse nuova
tendenza estetica comica denominata commedia di mezzo.

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Insegnamento: STORIA DEL TEATRO ANTICO
Lezione n°: 39/S1
Titolo: CARATTERISTICHE E TEMI DELLA MESE
Attività n°: 1

Facoltà di Lettere

Caratteristiche e temi della m ese

Viste le poche e frammentarie fonti dirette a nostra disposizione, risulta di conseguenza


difficile tracciare in modo esaustivo le caratteristiche precipue della commedia di mezzo.
Queste vengono dunque recuperate in gran parte attraverso l’analisi, oltre che dei
frammenti (che, tuttavia, hanno in sé il limite della non completezza), soprattutto degli
ultimi testi di Aristofane (Ecclesiazuse e Pluto, generalmente) e di quelli menandrei. Le
cifre caratterizzanti della mese sembrano essere sostanzialmente due: la riduzione della
tematica politica e la progressiva riduzione delle parti corali, che daranno luogo
alla progressiva scomparsa dalla scena di coro e parabasi. Naturalmente si tratta di
due peculiarità che non possono essere disgiunte l’una dall’altra e che sono legate tra loro
da un rapporto quasi esclusivo di causa-effetto in virtù delle condizioni e dei mutamenti
politici di quegli anni. La caduta del regime democratico – dovuta anche all’insorgere di
diverse egemonie in Grecia, prima quella Spartana poi quella Tebana – portò, soprattutto
nelle città anticamente democratiche (in primis Atene), ad una sensibile riduzione della
partecipazione dei cittadini alla vita politica. Come osserva Paduano (1980, IIIss.), nella
commedia e nella tragedia di V secolo “le istanze della collettività dispongono di una
presenza scenica precisa e qualificata attraverso il coro”; nel IV secolo, anche se la coregia
esiste ancora, tuttavia “il coro non ha più spazio nella rappresentazione della vicenda, e i
suoi interventi hanno l’unica funzione di intrattenere il pubblico nelle pause del dramma, e

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Insegnamento: STORIA DEL TEATRO ANTICO
Lezione n°: 39/S1
Titolo: CARATTERISTICHE E TEMI DELLA MESE
Attività n°: 1

Facoltà di Lettere

Caratteristiche e temi della m ese

si riducono dunque a segnarne le cesure. Il vuoto di una funzione rappresentativa non può
che rispondere al vuoto dei valori rappresentati”. Tale ‘devitalizzazione’ del coro – secondo
una felice definizione di Perusino (1988) – è già presente nell’ultima produzione di
Aristofane e si incrementa sempre di più fino a provocare la totale assenza delle funzioni
originarie. Ma si tratta di un processo graduale (cf. Perusino 1988, 71): “l’abolizione dei
canti corali non poteva includere la soppressione del coro e di quella parte della commedia
nella quale il coro si presentava e si definiva come personaggio. Soltanto più tardi, con
l’avvento della commedia nuova, il canto di ingresso del coro sarà uniformato ai successivi
intermezzi […]”.
Anche la tematica politica, dunque, nella mese, pur non scomparendo del tutto, tuttavia si
ridimensiona e affievolisce i toni aspri, evitando gli attacchi nominatim e divenendo più
“generica”. Uno dei temi che riusciamo ad ipotizzare con una certa verosimiglianza dai titoli
che ci sono pervenuti è, ad esempio, quello mitologico: probabilmente si trattava di vere
e proprie parodie tragiche che recuperavano il tema mitico non tanto (o non solo) dalla
tradizione, quanto piuttosto dalla concreta messinscena di tragedie, la cui trama veniva
probabilmente trasposta in chiave comica. Ma, nella commedia di mezzo, non dovevano
mancare alcune tematiche in seguito caratterizzanti della nea e che davano origine a trame
incentrate nel ristretto ambito familiare o nel variegato mondo dei

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Insegnamento: STORIA DEL TEATRO ANTICO
Lezione n°: 39/S1
Titolo: CARATTERISTICHE E TEMI DELLA MESE
Attività n°: 1

Facoltà di Lettere

Caratteristiche e temi della m ese

mestieri. Anche l’amore, tema ben poco presente (per quanto ne sappiamo) nella
commedia antica, ove è piuttosto il sesso ad essere tematica dominante, sembra essere
invece assai ben rappresentato nella mese, che anticipa così una tendenza che nella
commedia nuova diventerà vera e propria consuetudine. Come per le tematiche proposte,
anche dei commediografi esponenti della commedia di mezzo sappiamo molto poco, ma
vale comunque la pena di soffermarsi, pur brevemente, su alcuni autori a noi noti più di
altri: Eubulo, Antifane e Alessi.
Da segnalare e da ribadire un concetto cautelativo che va assolutamente tenuto presente:
l'immagine che noi oggi abbiamo della mese, dei suoi tratti dominanti, può esser stata
involontariamente deformata, il che non significa che sia falsa o costruita ad arte, ma che
può essere invece soggetta a un'accentuazione, non corrispondente alla realtà storica, di
alcuni aspetti.
Ciò dipende dal fatto che della mese possediamo solo frammenti e quasi tutti giunti per
tradizione indiretta: non è escluso che l'interesse di chi li ha citati abbia condotto i
commentatori successivi a constatare ed estendere all'intero genere, come dominanti, le
tematiche sopra enucleate e brevemente tratteggiate.

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Insegnamento: STORIA DEL TEATRO ANTICO
Lezione n°: 39/S2
Titolo: ANTIFANE ED EUBOLO
Attività n°: 1

Facoltà di Lettere

Antifane

Nato alla fine del V sec. a.C., esordì intorno al 385 a.C. e scrisse, secondo le fonti antiche,
più di 300 commedie. Fu un drammaturgo assai versatile e portò in scena tematiche
molteplici. La parodia mitologica è riscontrabile in titoli come le Baccanti, l’Alcesti, la
Medea, il Ciclope che sono anche omonimi a tragedie euripidee. Ma nei frammenti di
Antifane ritroviamo anche temi e personaggi che poi saranno caratteristici della commedia
nuova. Da titoli come La cucitrice, Il medico, I gemelli, Le sorelle possiamo plausibilmente
ritenere che le trame fossero incentrate su personaggi-tipo che svolgevano determinate
attività o avevano tra loro particolari rapporti di parentela. Non mancano peraltro temi più
propriamente legati alle istanze culturali o letterarie del momento, come si può evincere
dai frammenti della Poesia. In questa commedia compare la celebre affermazione relativa
alla maggiore difficoltà incontrata da un poeta comico rispetto ad un tragediografo. Il
primo, infatti, nell’elaborazione di una nuova pièce, deve “inventare” ex novo trama,
personaggi, avvenimenti e nomi se vuole costruire qualcosa di divertente e innovativo: “La
tragedia è poesia fortunata sotto ogni aspetto, se fin dal principio i contenuti sono noti agli
spettatori, prima che uno inizi a parlare […]. Noi [poeti comici], invece, invece non
abbiamo queste fortune: ma bisogna che inventiamo tutto, nomi nuovi, gli antefatti,
l’azione, l’esodo, il principio […]”.

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Insegnamento: STORIA DEL TEATRO ANTICO
Lezione n°: 39/S2
Titolo: ANTIFANE ED EUBOLO
Attività n°: 1

Facoltà di Lettere

Eubulo

L'esordio dell'ateniese Eubulo viene fissato dalle fonti a quel convenzionale 375 a.C. di cui
si menzione nelle slides precedenti. Che sia esattamente questo l'anno d'esordio o
qualcosa di simile poco importa ai fini di questo corso. Certamente, si può immaginare che
la collocazione attorno al 375 a.C. sia comunque accettabile ancorché il 375 a.C. esatto
possa esser ritenuto convenzionale.
Di Eubulo restano circa cinquanta titoli e un centinaio abbondante di frammenti, molti a
sfondo gastronomico o amoroso. Ciò non significa che furono davvero queste le tematiche
dominanti, ma è certo che Eubulo le indagò ed elaborò, a partire probabilmente da un
filone dell'archaia meno noto in quanto meno testimoniato, sebbene alcune prove nei
frammenti di Ferecrate sembrino riscontrabili.

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Insegnamento: STORIA DEL TEATRO ANTICO
Lezione n°: 39/S3
Titolo: ALESSI
Attività n°: 1

Facoltà di Lettere

Alessi

Alessi, secondo la testimonianza della Suda (lettera alfa 1138), nacque a Turii (in Magna
Grecia), fu zio paterno di Menandro, ebbe un figlio di nome Stefano anch’egli
commediografo e scrisse 245 commedie. Il numero certamente alto di commedie prodotte
potrebbe essere giustificato dal fatto che la sua carriera sembra essersi prolungata per
circa ottant’anni: dal 350 al 270 circa a.C., abbracciando dunque un periodo a cavallo tra la
commedia di mezzo e quella nuova. Nel corso di tale periodo – stando ad un’iscrizione che
riporta una lista di vincitori agli agoni lenei – avrebbe riportato almeno due (ma forse
anche tre o quattro) vittorie. Per quanto ci è dato di sapere dai circa 300 frammenti
pervenutici, testimoniati per lo più dai Sofisti a banchetto di Ateneo, la sua produzione
sembra essere stata piuttosto vicina alla commedia nuova che a quella di mezzo, anche se
va sottolineata la estrema difficoltà di valutazione dei passi, che sono assai brevi (il più
lungo consta infatti di circa sei versi). Il tema della parodia mitologica – molto sfruttato
anche dagli altri drammaturghi della mese – sembra essere stato presente anche nella
produzione di Alessi. Dei titoli a noi conosciuti ricordiamo Atalanta, Galatea, Elena, Sette a
Tebe, Minosse, Oreste, Scirone etc.

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Insegnamento: STORIA DEL TEATRO ANTICO
Lezione n°: 39/S3
Titolo: ALESSI
Attività n°: 1

Facoltà di Lettere

Alessi

Non mancano tuttavia titoli che indicano interessi tipici della produzione della commedia
nuova. Alessi pare aver largamente sfruttato, infatti, (come d’altra parte già Antifane) dei
personaggi-tipo – come quelli del soldato e dell’etera –, che grande spazio troveranno
anche nella produzione menandrea e sembra che egli sia stato anche il primo
drammaturgo a portar sulla scena il personaggio del parassita. Già a partire dall’inizio
della propria carriera (347 circa), Alessi avrebbe composto una pièce dal titolo Paràsitos
(‘Parassita’), innovativa non solo per la tipologia del personaggio presentato – già
caratterizzato dalla voracità che gli sarà propria anche nella produzione teatrale greca e
latina successiva –, ma soprattutto perché il titolo costituisce la prima attestazione del
termine con il quale comunemente sarà indicato questo “tipo”, che sostituiva la più
comune denominazione di kòlax.

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