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Capitolo 12 La vita è un Sogno: Preannuncio di un Mondo

più Ampio
“Sono tranquillamente in piedi, da solo in una stanza, quando mi rendo che sto
sognando. Dopo aver fatto un paio di capriole in aria vicino al soffitto, penso a cosa
posso fare. Devo volare da qualche parte? Visitare qualcuno? Poi ricordo la mia
intenzione di cercare il senso della vita e decido di perseguire questo compito. Mi
rendo conto che preferirei stare all’aperto, esco dalla stanza e cammino in cucina.
Mia sorella sembra essere impegnata in un’attività vicino al lavandino. Mi soffermo
a chiederle se le sarebbe piaciuto volare con me. Rifiuta l’invito, dicendo che tra
poco si farà una tazza di tè. Le dico che sarebbe bellissimo, e che io sono
pienamente consapevole dell’avventura. All’esterno, la serata è chiara e tranquilla,
con le stelle che brillano. Galleggio comodamente guardando il cielo. Noto che la
luna non è visibile, e presumo che essa sia già andata troppo in basso. Mi piacerebbe
vederla, anche se dovrei andare molto in alto. Immediatamente comincio a salire,
stando sempre nella stessa posizione. Quando arrivo ad alcune linee elettriche esito
un po’ e mi chiedo come il mio corpo reagirà se provo a stare a galla attraverso
queste linee. Questo mi preoccupa solo per un po’, perché poi ho detto quasi ad alta
voce: “Aspetta un minuto, questo è un sogno no? Allora non ho ostacoli!”. Dopo
averlo detto, noto che le linee sono scomparse e mi alzo un po’ più velocemente.
Decido quindi di visitare la luna, tengo le mani davanti e volo nel cielo. Mi sposto di
più e più rapidamente, ben presto sento una forma tondeggiante che appare dietro
le mie mani. Abbasso le mani, aspettando di vedere la Luna, ma ho uno shock
quando vedo che quella non è la Luna, ma il pianeta Terra! E’ una gran bella visione,
una gemma splendente di colore verde chiaro e blu con vortici bianchi nel cielo
zibellino. Rapidamente il mio senso di shock si sostituì ad una sensazione di euforia e
saltai su e giù nello spazio, battendo le mani e gridando di gioia. Ho sempre voluto
essere qui, e mi sento emozionato e rilassato. Mi sono eccitato così tanto che ho
dovuto dire a me stesso di calmarmi, pienamente consapevole che se perdo il mio
equilibrio, mi sveglierò. Sposto la mia attenzione ai dintorni. Sto galleggiando nel bel
mezzo di un buio sconfinato che è allo stesso tempo brillante con innumerevoli
stesse, ed è molto vivo. Questa vitalità è in qualche modo quasi udibile: sento il
“silenzio assordante”, come in una profonda foresta. Questo è un posto
meraviglioso. Poi ho cominciato ad allontanarmi dalla Terra, che diventava sempre
più piccola fino a scomparire. Presto vedo interi sistemi solari e galassie, in
movimento armoniosamente. C’è un senso di energia eterna, ovunque. Mi ricordo
ancora di fare l’esperimento sul senso della vita, e decido di porre una domanda,
anche se non ne avevo pensata una. Non volevo perdere il momento, che sembrava
propizio, così dissi: “Qual è il significato dell’Universo?”. Penso che potrebbe
sembrare presuntuoso formulare così la domanda, quindi chiesi: “Posso sapere il
significato dell’Universo?”. La risposta arriva in una forma del tutto inaspettata.
Qualcosa emerge dal buio e si presenta come una sorta di modello di vita
molecolare o equazione matematica estremamente complessa, con una fitta rete
tridimensionale di sottili linee incandescenti come luci al neon. Si sta per dispiegarsi,
è in continua evoluzione, riempiendo l’Universo con strutture sempre più
complesse. Questo movimento crescente non è irregolare ma coerente, rapido e
mirato, allo stesso tempo non è frettoloso, ma determinato. Quando si estesa al di
là di me, continuando a moltiplicarsi, ho pensato di tornare al mondo normale.
Mentre tornavo, ho gridato sinceramente “Grazie! Grazie!” per la spettacolare
visione. Mi sveglio con stupore, entusiasmo e gioia, e sento un rinnovato rispetto
per l’Universo e per la natura, e notavo lo splendore e la forza dell’energia creativa
dell’Universo. E’ stato come se stessi vedendo le relazioni invisibili che collegano
tutto nell’universo a livello molecolare. Questo è stato un evento commovente e
impressionante. Mi ha portato a credere che anche io sia una parte essenziale di ciò
che sta succedendo qui.” (P. K., San Francisco, California)

“Sapendo che stavo sognando, mi sono trovato in un vuoto infinito, non più un “io”
ma un “noi”. Questo “noi” era una sfera di pura luce che risplendeva nelle tenebre.
Io ero uno dei tanti centri di coscienza sulle superficie esterna di questo Sole
dell’Essere. Eravamo un insieme integrato di energia e coscienza e abbiamo lavorato
in perfetta armonia ed equilibrio. Non avevo un corpo, o uno spirito. Eravamo solo
energia e conoscenza onnisciente. Tutti gli opposti erano perfettamente integrati.
Credo che ci fosse un tono vibrante che attraversava la galassia, ma non ricordo
bene. Più tardi, nel sogno, abbiamo creato un rettangolo nel vuoto, come una porta
per la vita sulla Terra. Abbiamo creato la natura e ci siamo spostati avanti ed
indietro, sperimentando una forma umana. Abbiamo passato circa 10 scene. Per
tutto il tempo, la mia coscienza non si è mai separata dal Noi e tutti abbiamo
lavorato come un, anche se c’erano nodi separati di coscienza. Mentre accadeva
questo, ero molto lucido.” (C. C., Whittier, California)

“Oltre un anno fa stavo studiano le religioni orientali, il particolare il buddismo, il


giainismo e l’Induismo. Durante quel periodo, ho avuto un sogno lucido in cui ho
sperimentato quello che credo sia chiamato la “Danza di Shiva”. Ho sognato una
statua indù. Mentre la guardavo, il mio campo visivo ha iniziato a rompersi. Vedevo
la scena con l’effetto “neve” come quello delle TV che ricevono male il segnale. Mi
sono chiesto, durante il sogno, se la retina si fosse staccata dal nervo ottico. Poi ho
capito che stavo sognando e che quello che stavo percependo era l’energia
primordiale alla base dell’Universo. Mi sentivo profondamente interconnesso con
ogni cosa intorno a me. Sembrava che avessi ritrovato l’eternità, che il tempo si
fosse fermato, o che avevo fatto io un passo oltre l’arco del tempo.” (T. D.,
Clarksville, Tennessee)

L’esperienza “finale” del sogno lucido è la luce. Questa luce è apparsa solo mentre
sognavo lucidamente, ma non è stata portata da nessuna mia azione. E’ apparsa,
mentre io ero al buio o in una stanza significativa, o mentre ero impegnato in una
attività religiosa. Di solito questa luce appare come il Sole in movimento, da sopra la
mia testa fino a quando tutto quello che vedo è una luce brillante. Mi accorgo della
presenza di Dio e mi sento spontaneo e con grande gioia. Finche ho diretto la mia
attenzione alla luce, ho gradualmente perso la consapevolezza del mio corpo
onirico. E’ diventata un esperienza che trascendeva me stesso. Questa è l’esperienza
finale, qualunque sia la spiegazione per essa. La pienezza della luce, la
consapevolezza di Dio, la graduale perdita di se stesso, la gioia, e l’incontrollabile
devozione sono fenomeni menzionati comunemente nella letteratura mistica.
Queste esperienze le ho avuto solo nei sogni lucidi.

Sir Richard Burton scrisse nel sua Kasidah: “Quali sono le domani infinite che irritano
la nostra mente, il dove, il quando, il come?”. Cominciò dal pensiero, e gli individui
riflessivi hanno posto innumerevoli varianti delle domande: “Perché sono qui?”.
Hanno ricevuto tante risposte, a voce, risposte che sarebbe quasi impossibile
mettere per iscritto. Allo stesso modo, quando P. K. chiese, nel sogno lucido
raccontato sopra, “Posso sapere il significato dell’Universo?”, la risposta è stata una
vita infinitamente complicata di equazioni matematiche che andavano oltre alla sua
capacità di comprendere intellettualmente. Si potrebbe interpretare questa risposta
come un “No, non puoi saperlo!”. Tuttavia, l’intelletto non può essere
semplicemente l’organo con cui percepire il “senso della vita”. Peter Brent descrisse
il problema in un articolo sulle pratiche di insegnamento sufi: creiamo quello di cui ci
rendiamo conto, almeno in una certa misura, e lo creiamo con il senso che lo usiamo
per comprenderlo. Se mostriamo ad un cane un libro di filosofia, il cane userà il naso
per determinare cos’è. Avrà una serie di categorie, cibo/non cibo, cane/non cane e
così via, che serviranno come criteri per giudicarne il profumo, che per il cane è il
dato primario. Di conseguenza, perderà molto presto interesse per il libro.

Ciò non è a causa di un difetto nel suo senso dell’olfatto, ma sarà perché è forzato
dall’istinto e dall’esperienza ad utilizzare il senso sbagliato per il riconoscimento.
Allo stesso modo, il modo in cui noi percepiamo il mondo può non essere
sufficiente, in quanto utilizziamo i sensi in modo sbagliato. Qual è il buon senso con
cui percepire il significato nascosto della vita? Brent suggerisce che è una forma di
intuizione e che la sua coltivazione richiede la direzione di un insegnante che ne ha
già la capacità. Questo può invece cambiare se si ha una rivelazione del mondo in un
sogno lucido. Il sogno lucido può darti un assaggio di infinito, un indizio ben più
ampio che va oltre i limiti della realtà ordinaria del mondo. Qualunque siano le vostri
opinioni sulla spiritualità e sulla natura, è possibile utilizzare i sogni lucidi per
scandagliare le profondità della tua identità ed esplorare le frontiere del tuo mondo
interiore.

Un Veicolo per Esplorare la Realtà


Il maestro tibetano Tarthang Tulku ha detto: “I sogni sono un serbatoio di
conoscenze ed esperienze, ma sono spesso trascurati come veicolo per esplorare la
realtà.”

Per più di mille anni, i buddisti tibetani hanno usato il sogno lucido come mezzo per
sperimentare la natura illusoria della realtà personale e come una parte di un
insieme di pratiche finalizzate all’illuminazione e alla scoperta della natura ultima di
sé stessi. I sufi possono usare il sogno lucido, o qualcosa di simile, anche per scopi
spirituale. Il maestro sufi spagnolo Muhiyuddin Ibn El-Arabi, vissuto nel XII secolo,
racconta che “una persona deve controllare i suoi pensieri in un sogno. La
formazione di questa vigilanza produttà grandi benefici per l’individuo. Ognuno
dovrebbe applicarsi al raggiungimento di questa capacità di così grande valore.”

Tarthank Tulku spiega così i vantaggi dei sogni lucidi: “Le esperienze che otteniamo
dalla pratica che facciamo durante il sogno possono essere poi riportate nella nostra
esperienza della vita del giorno. Per esempio, possiamo imparare a cambiare le
immagini spaventose che vediamo nei nostri sogni in forme pacifiche. Utilizzando lo
stesso processo, siamo in grado di trasmutare le emozioni negative che proviamo
durante il giorno in un aumento di consapevolezza. Così possiamo utilizzare le
nostre esperienze oniriche per sviluppare una vita più flessibile. Con la pratica
continua, le differenze tra la vita della veglia e il sogno le vedremo sempre di meno.
Le nostre esperienze nella vita della veglia diventano più vivide e varie, e sono il
frutto di una coscienza più leggera e raffinata… Questo tipo di consapevolezza,
basata sulla pratica del sogno, può contribuire a creare un equilibrio interiore. La
consapevolezza della mente nutre un intero organismo vivente. La consapevolezza
illumina sfaccettature inedite della mente, e ci permette di esplorare sempre nuove
dimensioni della realtà.”

Secondo “La dottrina del Sogno”, un antico manuale tibetano sullo yoga del sogno
lucido, la pratica di alcune tecniche di controllo del sogno portano alla capacità di
sognare qualunque cosa immaginabile. Tulku ha affermato: “Gli yogi avanzati sono
in grado di fare qualsiasi cosa nei loro sogni. Possono diventare draghi o mitici
uccelli, diventano più grandi o più piccoli fino a scomparire, tornano nell’infanzia o
rivivono le esperienze, o addirittura volano nello spazio.”

Le possibilità di evasione di questo livello di controllo del sogno possono sembrare


interessanti, ma gli yogi del sogno tibetano hanno messo gli occhi ben al di sopra del
perseguimento di eventuali piaceri banali. Per loro, il sogno lucido rappresenta “un
veicolo per esplorare la realtà”, un’opportunità per sperimentare e realizzare la
natura soggettiva dello stato del sogno, e per estensione, di quello della veglia. Essi
lo considerano una tale realizzazione, dal significato più profondo possibile.

Rendersi conto che la nostra esperienza della realtà è soggettiva, piuttosto che
diretta e vera, può avere implicazioni pratiche. Secondo Tulku, quando pensiamo a
tutte le nostre esperienze come soggettive, e quindi come in un sogno, i concetti e
le auto-identità di cui abbiamo avuto esperienza, cominciano a cadere. Come la
nostra auto-identità diventa meno rigida, i nostri problemi diventano più chiari. Allo
stesso tempo, viene sviluppato un livello molto più profondo della consapevolezza.
Di conseguenza, anche le cose più dure diventano divertenti e facili, quando ti rendi
conto che tutto è come un sogno.

Un commento su “La Dottrina del Sogno” spiega che la pratica e l’esperienza sono
necessarie per capire lo yoga del sogno, così come lo sono la teoria e l’esperienza
per completare il viaggio. Coloro che seguono con successo il percorso dello yoga
del sogno fino alla fine, imparano che:
1 . I SOGNI POSSONO ESSERE CAMBIATI DALLA VOLONTA’

“[…] La materia e la forma nei loro aspetti dimensioni, grandi o piccoli, e nei loro
aspetti numerici, di pluralità e unità, sono interamente soggetti alla propria volontà,
quando i poteri mentali sono stati sviluppati in modo efficiente dalla Yoga.”. Come
risultato della sperimentazione diligente, lo yogi del sogno impara che ogni sogno
può essere trasformato solamente volendolo. La maggior parte dei sogni lucidi già
sapranno questo; ricordo anche della nostra discussione nel capitolo 5 del potente
effetto dell’aspettativa nel sogno.

2 . I SOGNI SONO INSTABILI

"Un passo avanti e scopri che la forma del sogno e tutto il suo contenuto sono solo
giocattoli della mente, e sono quindi instabili come miraggi.”. I sognatori lucidi
avranno già osservato questo dalla loro esperienza. I sogni sono realistici, ma non
altrettanto stabili, come le percezioni della veglia.

3 . LE PERCEZIONI DELLA VEGLIA SONO IRREALI COME QUELLE DEL SOGNO

"Un ulteriore passo ti porta alla conoscenza che la forma essenziale della natura e di
tutte le cose percepite dai sensi durante lo stato di veglia, sono irreali così come lo
sono i suoi riflessi nel lo stato di sogno. Entrambi gli stati sono simili, ed illusori.”. In
questa fase, la conoscenza degli yogi è una questione legata alla teoria, piuttosto
che all’esperienza. Dal capitolo 5, dovresti ricordare che lo stato del sogno e quello
della veglia utilizzano entrambi lo stesso procedimento percettivo per arrivare alla
rappresentazione mentale del modello del mondo. Questi modelli, del sogno o del
mondo fisico, sono solo modelli. Come tali essi sono illusioni, non le cose che essi
rappresentano, proprio come una mappa non è un territorio, e il menù non è un
pasto.

4 . LA GRANDE REALIZZAZIONE: E’ TUTTO UN SOGNO

"Il passo finale porta alla grande realizzazione che nulla all’interno del “sangsàra”
(mondo fenomenico dello spazio e del tempo) è o può essere reale.”. Se
confrontiamo la mente ad un televisore, la grande realizzazione è capire che nulla di
ciò che appare sullo schermo è reale, ma è solo un’immagine. Basta avere l’idea, per
esempio, che la mente non può contenere altro che pensieri. Questa è una
questione di esperienza e non di teoria. Da questo punto di vista, la “creazione
universale” e ogni cosa contenuta in essa sono solo il contenuto del Sogno Supremo.
Lo yogi del sogno sperimenta direttamente questo nuovo punto di vista sulla realtà.

5 . L’UNIONE.

"Con l’avvento di questa Consapevolezza Divina, l’aspetto microcosmico del


Macrocosmo diventa pienamente risvegliato; la goccia di rugiada scivola in un mare
brillante, in una beatitudine Nirvanica, come il Conoscitore di tutta la Conoscenza, il
Creatore di tutte le Creazioni, la Mente, la Realtà stessa.”. Ecco, rispondo per mezzo
delle parole del filosofo Ludwig Wittgenstein: “Su ciò di cui non conosci, devi
tacere.”. Chiaramente, questo non è il tipo di conoscenza che è oggetto di test
scientifici e pubblici. Tuttavia, questa qualifica non è in alcun modo negare il
possibile valore delle esperienza mistiche, poiché non vi è alcun motivo di ritenere
che i limiti della scienza siano i limiti della conoscenza. Né intendiamo implicare che
si dovrebbe seguire la via degli yogi tibetani in cerca della conoscenza della
“Consapevolezza Divina”. I metodi e la simbologia delle scuole mistiche tibetane
sono state progettate per funzionare all’interno del contesto culturale del Tibet. Se
vuoi seriamente perseguire il tuo potenziale più alto, ti consiglio di trovare una guida
o un insegnante che ti possa parlare chiaramente.

Conoscenza di Sé
Nasrudin andò in banca per incassare un assegno. Il cassiere gli chiese se poteva
identificarsi. “Si, posso”, rispose Nasrudin, tirando fuori uno specchio con cui scrutò i
suoi lineamenti. “Sono io, va bene.”.

Chi siamo veramente non è lo necessariamente lo stesso di chi noi crediamo di


essere. Noi non siamo chi pensiamo di essere nei nostri sogni, o addirittura durante
la veglia. Puoi facilmente osservare questo fatto, osservandoti nel tuo prossimo
sogno lucido. Chiediti la natura di qualunque cosa che trovi nel tuo sogno lucido. Ad
esempio, puoi essere seduto ad un tavolo, con i piedi su un pianoforte. E sì, la scarpa
è una scarpa del sogno, i piedi sono piedi del sogno, e fanno parte del corpo del
sogno, quindi anche io sono il sogno. Tutto quello che devi fare è quello di riflettere
sulla tua situazione in un sogno lucido e vedere che la persona che sembri essere nel
sogno non è chi tu sei veramente: è solamente un’immagine, un modello mentale
del “tuo ego”, per usare un termine freudiano.
Visto che l’ego non può essere chi sei veramente, questo rende più facile
identificare le differenze tra te e la tua immagine onirica. Una volta identificate, le
puoi modificare a piacimento, semplicemente riconoscendo che l’ego è un modello
semplificato del sé che si da ad un modello molto più accurato del sé, ed è facile
distinguerli come è facile distinguere una mappa con il territorio. Se riesci a vedere il
ruolo dell’ego come rappresentazione e servitore del sé, non avrai bisogno di lottare
con esso. Non è possibile sbarazzarsi dell’ego, in ogni caso, né sarebbe desiderabile
farlo. Dire “ego” e dire “io” è già di per sé fonte di confusione. L’ego ben informato
dice “Io sono quello che so di essere”. Il sé dice semplicemente “Io sono”. Se io so
che non sono il mio ego, posso essere abbastanza distaccato per essere obiettivo su
di me, come si evince in un dialogo tra un monaco e Nasrudin.

Il monaco disse: “Sono così distaccato che non penso mai a me stesso, ma solo agli
altri.”. Nasrudin rispose: “Beh, io sono così oggettivo che guardo me stesso come se
fossi un’altra persona, così posso permettermi di pensare a me stesso.”. Meno ci
identifichiamo con chi pensiamo di essere, più è probabile che noi scopriamo chi
siamo veramente. A questo proposito, il maestro sufi Tariqavi ha scritto:

“Quando hai trovato te stesso puoi avere la vera conoscenza. Fino ad allora puoi
avere solo opinioni. Le opinioni si basano sulle abitudini e su ciò che è conveniente.
Lo studio di una via richiede di seguirla lungo la strada. Tu non hai ancora incontrato
te stesso. L’unico vantaggio di incontrare gli altri nel frattempo è che uno di essi può
aiutarti a presentare te stesso. Prima di fare questo, tu immagini di aver visto te
stesso molte volte. Ma la verità è che quando si incontra davvero se stessi, si ottiene
una dotazione permanente, un lascito di conoscenza che non è equiparabile a
nessuna altra esperienza sulla Terra.”

Prima di sentire il sincero desiderio di “incontrare te stesso”, probabilmente sentirai


di voler realizzare i desideri del vostro ego. Questo è naturale, e probabilmente
sarebbe controproducente e frustante per te se cercassi di perseguire gli aspetti più
sublimi di te stesso quando una parte di te vorrebbe la soddisfazione di pulsioni e
passioni non soddisfatte nella vita della veglia. Allo stesso, modo non si deve cercare
la trascendenza come mezzo di evasione. Ricordate i demoni dei sogni di Van Eeden.
E’ necessario prima essere disposti ad affrontare qualsiasi problema che si può
trovare sul tuo livello personale. Ma, dopo aver risolto eventuali problemi all’interno
del sogno, e dopo una sufficiente quantità di attività per soddisfare i tuoi desideri,
potresti sentire la voglia o la necessità di cercare nuove possibilità oltre a quello che
hai già conosciuto e concepito: potresti aver voglia di incontrare te stesso.

Consegna
“Sono diventato improvvisamente lucido nel sogno mentre stavo camminando nel
corridoio della mia scuola. Ero molto contento di essere lucido, di essere
consapevole nel mio sogno così come lo ero nella mia vita reale. Come al solito, ho
provato ad andare verso l’esterno, camminando verso la luce. Lungo il corridoio, vidi
la porta d’uscita, ma il mio tentativo di aprire la porta fu sventato da un camion
distrutto. Rendendomi conto che era solo un sogno, sono riuscito a passare per la
porta, afferrando il veicolo con entrambe le mani quasi senza sforzo. Fuori, l’aria era
pulita, il cielo azzurro, la scena era pastorale e brillantemente verde. Corsi
attraverso l’erba e saltai in aria con gioia. Mi alzai attraverso le cime degli alberi, mi
impigliai in alcuni rami, e per liberarmi mi dovetti districare. Infine ho continuato il
mio volo a poche centinaia di metri di altezza. Durante il volo, ho pensate: “Ho
volato tante volte prima, magari proverò una meditazione fluttuante nel cielo.”.
Dopo aver deciso di fare questo tentativo, ho chiesto aiuto al “più alto”, dicendo ad
alta voce, “Padre/Madre più alto/a, aiutami ad ottenere il massimo da questa
esperienza!”. Mi appoggiai all’indietro, non ho più tentato di controllare il mio volo,
senza paura di cadere. Immediatamente, ho cominciato a galleggiare nel cielo, a
testa in giù, con gli occhi chiusi, mentre il sole mi illuminava, riempiendo la testa di
luce. Mi sentivo come una piuma galleggiante attraverso l’aria. Durante i cinque
minuti di galleggiamento, ho spinto fuori i pensieri dalla mia mente, gentilmente ma
fermamente, come facevo negli esercizi di meditazione durante la veglia. Meno ero
distratto da altri pensieri, più l’esperienza diventava intensamente consapevole e
gioiosa, la posso descrivere solamente come ecstasy. A poco a poco ho preso
coscienza del mio corpo nel letto, e mi sveglia sentendo una leggerezza ed un
benessere che è difficile da descrivere.”

“Entro in una chiesa e so che avrei dovuto parlare. La congregazione canta l’inno
#55, e mentre fanno i vari esercizi preliminari, decido di andare all’esterno per
calmarmi. Sono preoccupato ed impaurito, perché non so cosa avrei dovuto dire. Mi
siedo sull’erba ed improvvisamente da destra sento dire un argomento: “La
Consegna”. A questo punto guardo in alto nel cielo, e vedo una grande sfera di luce
bianca grande molto di più della luna. Mi rendo conto che sto sognando, quindi urlo
con gioia sapendo che questa luce è venuta per me. Appena lo faccio, la Luce si ritira
verso il cielo come se si aspettasse una risposta più adeguata da parte mia. So che
devo distogliere lo sguardo. Come lo faccio, la Luce scende, e una voce femminile
dice: “Hai fatto bene a riflettere questa luce dentro di te. Ma ora devi essere rivolto
verso l’esterno.”. L’aria si carica e la terra è brillantemente illuminata. La parte
superiore della mia testa comincia a formicolare e ad essere riscaldata dalla Luce. Mi
sveglio.”

Per andare oltre il modello dell’ego del mondo, il sognatore lucido deve cedere il
controllo del sogno (“consegna”) a qualcosa che va oltre l’ego. Il concetto di
consegna è illustrato dai sogni raccontati sopra. Ognuno di noi ha probabilmente
una diversa concezione di questo “qualcosa che va oltre”, la cui forma dipende dalla
nostra educazione, dalla filosofia o l’esposizione a idee mistiche. Un tema comune,
espresso in termini religiosi, è “consegna alla volontà di Dio”. Tuttavia, se questo
argomento religioso non ti piace o non sei credente, puoi decidere di esprimere il
tuo desiderio in modo diverso. Nel contesto di quello che abbiamo discusso qui, la
frase potrebbe essere facilmente “consegno il controllo al mio vero sé”. Qualunque
atteggiamento assumi verso la natura del tuo vero sé, cedere il controllo a qualcosa
che reputi “superiore” al tuo conscio sarà un miglioramento. Questa “essenza
superiore” comprende tutto quello che sai, consapevolmente o inconsciamente, il
vero sé è in grado di prendere decisioni più sagge circa l’ego. Pur avendo ceduto il
controllo della direzione del tuo sogno, è necessario mantenere la lucidità. S non lo
fai, probabilmente il comando del sogno sarà riconquistato da te e dalle tue
aspettative. Inoltre, la lucidità può aiutarti a rispondere in modo creativo ed
intuitivo al flusso del sogno, e ti ricorda che non c’è bisogno di aver paura di nuove
esperienza a causa della paura dell’ignoto.

“Il più alto” (o “la più alta”) è una formulazione particolarmente soddisfacente per il
fine trascendentale. Nessuna ipotesi può essere necessariamente fatta circa “il più
alto”, a meno che questa cosa non venga, gerarchicamente parlando, prima di tutto
il resto, e sia prezioso più di ogni altra cosa. I due racconti seguenti forniscono
qualche indizio in più di ciò che può accadere quando i sognatori lucidi cercano “il
più alto”. Nel primo caso, Scott Sparrow ha sognato:

“Sono seduto di fronte ad un piccolo altare che su di esso ha alcune figure. In un


primo momento, vedo un bue. Sposto lo sguardo, poi guardo di nuovo, e scopro che
al suo posto è comparsa una figura di un drago. Comincio a rendermi conto che sto
sognando. Giro la testa dall’altra parte, e affermo che quando guarderò di nuovo
l’altare, vedrò l’immagine “più alta” possibile. Lentamente mi rigiro ed apro gli occhi.
Sull’altare c’è ora la figura di un uomo in meditazione. Una tremenda ondata di
emozione e di energia mi travolge. Comincio a saltare e correre con allegria
all’aperto.”

Sparrow commenta che questo sogno gli ha mostrato quello che per lui era “il più
alto”, che potrebbe essere consapevolmente affermato come un ideale, per servire
successivamente “al dispositivo vero e proprio secondo il quale le esperienza
interiori possono essere valutate.”. Tuttavia, dobbiamo ricordare che rendere un
idolo, cioè un idea fissa o una convinzione personale, in un’immagine, può inibire la
crescita della coscienza personale. Ecco il secondo racconto, uno dei miei sogni
lucidi più memorabili e significativi:

“Una mattina di diversi anni fa, mi trovai alla guida della mia auto sportiva su una
strada, con un bel paesaggio sullo sfondo e perfettamente consapevole che stavo
sognando. Dopo aver guidato per un breve tratto, ho visto un autostoppista molto
interessante sul lato della strada poco più avanti. Mi sentivo fortemente inclinato a
fermarmi e dargli un passaggio, come facevo in altri sogni di questo tipo. Ma ho
detto a me stesso: “Ho avuto già altre volte ho questo sogno prima. Perché non
provare qualcosa di nuovo?”. Allora non gli ho dato un passaggio, e mi sono imposto
di cercare “il più alto”. Appena ripresi la guida, la mia auto decollò nell’aria, volò
rapidamente verso l’alto, fino a che cadde dietro, come un razzo, continuando a
volare in alto tra le nuvole. Ho visto, nel cielo, alcuni simboli religiosi, come una
croce sulla cima di un campanile e una stella di David. Mentre andavo ancora più in
alto, oltre le nuvole, entrai in uno spazio che sembrava un illimitato regno mistico:
un immenso vuoto traboccante di amore, uno spazio sconfinato che mi faceva
sentire come se fossi a casa. Il mio umore era migliorato mentre cominciavo a
volare, e ho iniziato a cantare con ispirazione estatica. La qualità della mia voce era
veramente incredibile, e attraversava molti toni, dai bassi più profondi ai soprani più
alti. Mi sentivo come se stessi abbracciando l’intero cosmo nella risonanza della mia
voce.”

Questo sogno mi ha dato un senso di identità notevolmente ampliato. Mi sentivo


come se avessi scoperto un'altra forma dell’essere in cui il mio senso ordinario del
sé si trovava come una goccia d’acqua nel mare. Certo, non ho modo di valutare
come questa visione può relazionarsi alla natura ultima della realtà (se una cosa del
genere esiste), e lo dico nonostante la convinzione di certezza che avevo durante
l’esperienza. Queste esperienza possono essere al momento convincente, ma è
difficile valutare le loro validità finali. Come George Gillespie ha più volte
sottolineato, il fatto che qualcuno ha un sogno in cui sperimenta alcuni tratti
trascendentali, come Dio, il Vuoto, o il Nirvana, e così via, non ci permette di
concludere che il sognatore abbia effettivamente sperimentato questa realtà
trascendentale. Sarebbe come dire che se sogni di aver vinto la lotteria, la mattina ti
sveglierai ricco. Pertanto è probabilmente sensato mantenere una certa sana riserva
circa le sentenza delle vostre esplorazioni: ricorda che sono sogni, e come tali, può
facilmente rappresentare l’illusione o la verità. Non devi né crederci né non crederci,
ma tenere le lezioni in mente come dimostrazione che c’è più nella vita di quello che
attualmente conosci.

Lo psicologo Charles Tart ha raccomandato cautela nell’interpretare il significato


delle esperienze:

“Conoscenza o esperienza dello psichico, la meditazione nei sogni, che siano lucidi o
ordinari, le esperienze mistiche, le sostanze psichedeliche: tutto questo può aprire le
nostre menti a nuove comprensione, che ci possono portare al di là dei nostri limiti
ordinari. Possono anche essere temporaneamente convincenti, “ovviamente” veri,
eccitanti, veri e propri deliri. Questo è quando dobbiamo sviluppare e praticare la
nostra capacità di discriminazione. In caso contrario, anche la mente aperta può
essere peggio di un sistema chiuso, anche una ragionevolmente sano di mente.”

Fariba Bogzaran ha condotto uno studio su quello che accade quando le persone
cercano deliberatamente il Divino nei sogni lucidi. La sua richiesta è concentrata
sugli effetti che le concezioni precedenti della gente riguardo le divinità e il loro
approccio alla ricerca che aveva portato all’esperienza sognata di Dio. Alcuni
concepiscono Dio come una divinità, un uomo vecchio e saggio, con alla sua destra
Cristo e la Madre onnicomprensiva. Altri vedono il Divino come una forza
nell’universo, o qualche altro potere non personale, intangibile. Significativamente,
dal suo studio si è evinto che chi è riuscito ad incontrare un immagine significato del
“più alto” durante un suo sogno lucido, credevano per più dell’80 percento in una
divinità personale, e avevano visto il loro Dio rappresentato come una persona.
Quelli che credevano in una divinità impersonale, identificano il divino come
qualcosa di diverso da una persona.

Il modo in cui le persone si avvicinano alla ricerca del Divino colpisce anche la loro
esperienze. Bogzaran ha diviso i suoi soggetti in due gruppi: quelli che hanno
attivamente cercato Dio nei loro sogni lucidi, e quelli che si aprono a qualsiasi
esperienza del Divino. I loro approcci erano evidentemente differenti, nel modo in
cui i cercatori del sogno formulavano le loro intenzioni. I cercatori attivi tendevano a
dire che avevano in programma di “cercare il più alto” nei loro sogni lucidi. Coloro
che si sono aperti alla Volontà Divina, per così dire, avevano espresso il desiderio di
“sperimentare il Divino”, o ad aprirsi ad esso. Coloro che si aprivano a Dio
“passivamente” sembravano avere meno aspettative riguardo l’aspetto di Dio, e
sperimentavano risultati più inaspettati e grandiosi rispetto ai cercatori attivi; essi
incontravano qualche rappresentazione della divinità, senza cercarle, mentre i
cercatori più attivi di solito hanno anche trovato un Dio, e spesso aveva le
sembianze che si aspettavamo.

Questo studio dimostra che i nostri preconcetti hanno un potente effetto sulle
esperienze di Dio che abbiamo nei sogni lucidi, almeno quando cerchiamo
deliberatamente tali esperienze. Significa che in realtà non vediamo davvero Dio ma
solo proiezioni delle nostre aspettative? Non si potrà mai sapere. Le divinità possono
avere una forma diversa per ogni individuo, ed i nostri preconcetti possono risultare
sull’immagine del “più alto”. Tuttavia, i risultati di Bogzaran suggeriscono che
possiamo avere un’esperienza più profonda del Divino, se rendiamo il nostro
controllo e non forziamo l’esperienza, cercando il nostro Dio nel sogno. Inoltre,
quando si cerca il Divino, si dovrebbe avere cura nel fraseggio della vostra
intenzione, perché questo influisce direttamente su quel che accadrà nei sogni
lucidi, mentre si cerca l’esperienza di Dio.

ESERCIZIO: CERCARE “IL PIU’ ALTO”

1. SCEGLI UN’AFFERMAZIONE O UNA DOMANDA CHE CATTURI LA TUA ASPIRAZIONE

Pensa a ciò che è in definitiva la cosa più importante per te. Formula una frase in
forma di affermazione o domanda che meglio coglie le tue aspirazioni più alte.
Assicurati che sia una domanda di cui si vuole veramente la risposta, o
un’affermazione che puoi fare senza alcuna riserva. Alcune frasi possibili sono:

-“Cerco Dio (o La Verità, Il Più Alto, il Divino, il Mistero Ultimo, ecc.)”

-“Voglio incontrare il mio vero sé”

-“Voglio vedere l’inizio di tutto”

-“Chi sono io?”


-“Non so cosa desidera il mio cuore. Come posso trovarlo?”

-“Ho un dovere da compiere. Qual è?”

-“Da dove vengo, perché sono qui, e dove sto andando?”

-“Qual è la cosa più importante che dovrei sapere (o fare)?”

-“Guidami con l’Amore e la Luce”

-“Fammi ricordare la mia missione”

-“Lascia che io mi svegli”

Scegli solo una frase alla volta. Annota e memorizza la tua affermazione o la tua
domanda.

2. RICORDATI DELLA FRASE PRIMA DI ANDARE A DORMIRE

Al momento di coricarti, ricorda a te stesso la tua affermazione o la domanda, e la


tua intenzione di chiedere o affermare la frase nel tuo prossimo sogno lucido.

3 . NEL TUO SOGNO LUCIDO, FORMULA LA TUA FRASE

Una volta che sei in un sogno lucido, ripeti più volte la tua affermazione o formula la
tua domanda, andando avanti nel flusso del sogno. Ricorda ciò che la frase significa
per te. Apriti ad essere orientato da una fonte superiore. Sforzati di essere sensibile
a dove vuole arrivare il sogno, e vai con esso. Staccati il più possibile dai preconcetti
su quello che dovrebbe accadere, e assicurati che sarai in grado di accettare ciò che
succederà.

COMMENTO

Se hai difficolta a decidere cosa vuoi cercare, potresti trovare utile immaginare che
l’Angelo Della Morte sia appena arrivato da te. Tu gridi: “Più tempo! Più tempo!”. E
lui: “Questo è quello che tutti dicono, ma in realtà ti è permesso esprimere il tuo
ultimo desiderio. La maggior parte delle persone lo sprecano chiamando il prete o
l’avvocato, o fumandosi una sigaretta, quindi fai attenzione. Cosa vuoi fare nel tuo
ultimo sogno?”. Inserisci la tua frase in questo contesto, ciò allontanerà certamente
il banale, lasciando a te solo ciò che è di reale importanza.
L’Umanità è Addormentata
Nel XII secolo, il maestro sufi afgano Hakim Sanai ha scritto che “l’umanità è
addormentata, tratta solo di ciò che è inutile, vive in un mondo sbagliato.” Quasi un
migliaio di anni dopo, la situazione è cambiata poco: l’umanità dorme ancora. Alcuni
possono trovare questo concetto difficile da credere, si suppone che se fosse vero,
l’uomo lo saprebbe! Tuttavia, se fosse effettivamente vero che nello stato che noi
chiamiamo normalmente “veglia”, in realtà stessimo “sonnambulando” attraverso la
vita, sarebbe difficile per noi osservare direttamente questo fatto. L’unica cosa che il
sonnambulo non sa è che lui è addormentato. Allo stesso modo, mentre
camminiamo lungo la strada della vita, diamo sempre per scontati che siamo svegli.
Dormire, pensiamo, è la non azione, l’inazione: l’azione è questa, quindi sono
sveglio. Non pensiamo a noi stessi come addormentati, e nessuno fa il sonnambulo
o il sognatore non lucido. In effetti, un aforisma sufi pone la questione acutamente:

“O voi che temete le difficoltà della strada di annientamento, non temete. E’ così
facile, questa strada, che può essere percorsa dormendo.”

Talvolta i sognatori lucidi diventano acutamente consapevoli del loro stato di sonno
abituale, come nell’esperienza di JHM Whiteman, un matematico sudafricano:

“Dopo [la partecipazione ad un concerto di un quartetto d’archi], sono andato a


letto con la mente pacifica e piena di una gioia tranquilla. Il sogno che seguì in quella
notte era l’inizio di qualcosa del tutto irrazionale, anche se forse era più acuto del
solito. Mi sembra di spostarmi agevolmente attraverso una regione di spazio in cui,
attualmente, vivo un senso di freddo che scorre dentro di me, e la mia attenzione ha
uno strano interesse. Credo che in questo momento il sogno è diventato lucido. Poi,
improvvisamente, tutto ciò che fino ad ora era stato avvolto in modo confusionario,
era immediatamente scomparso, e un nuovo spazio scoppio vividamente nella
realtà assoluta, con la percezione libera come non mai, e anche il buio sembrava
essere vivo. Il pensiero che avevo era questo: “Non ero mai stato così sveglio
prima.”.”

Solitamente è molto difficile da concepire come si potrebbe non essere ancora


completamente svegli, se non hai mai avuto esperienze come queste nei sogni
lucidi. Ma se si hanno avute, si può capire pensando attraverso questa analogia: nel
sogno ordinario sei in uno stato di “sonnambulismo”, ma non ne sei consapevole.
Acquisendo la lucidità, invece, sei consapevole di stare dormendo. Non sto dicendo
che il sogno lucido è la stessa cosa dell’illuminazione, solo che si può fare un
confronto tra i due livelli di consapevolezza e che esso può mostrare come ci
potrebbe essere un livello di comprensione della nostra veglia che vive ben al di là
del nostro unico presente.

Considera i pensieri dell’uomo come farraginosi e confusi quando si cerca di


comprendere l’origine e lo scopo della nostra vita, e confronta questo stato della
mente a quello del sognatore lucido, che cerca di razionalizzare gli eventi bizzarri del
sogno tramite spiegazioni sbagliate. I nostri mondi del sogno hanno molto più senso
e offrono molte più possibilità quando ci rendiamo conto che stiamo sognando. Così
si può immaginare una realizzazione analogo nella nostra vita della veglia, che
porterebbe ad una maggiore comprensione del contesto della nostra vita, e ad un
maggiore accesso alla nostre potenzialità e creatività.

L’uomo e La Farfalla
Come ho detto sopra, non considero il sogno lucido come un percorso per
l’illuminazione. Forse c’è qualche tecnica in cui vengono combinati con altre
tecniche necessario, o si potrebbe usare il sogno lucido per raggiungere obiettivi
spirituali. Tuttavia, io vedo il sogno lucido come un cartello che indica la possibilità
che ci sia una coscienza superiore, un ricordo che nella vita delle persone
“normalmente consapevoli” ci può essere alto, e che questa potrebbe essere una
fonte di ispirazione per cercare una guida che conosce la strada giusta. Idries Shah
ha vividamente descritto la situazione nella seguente storia:

“C’era una volta, in una calda giornata estiva, due uomini stanchi che venivano da
un lungo viaggio, e si fermarono ad un fiume a riposare. Pochi istanti dopo, l’uomo
più giovane era caduto addormentato, e l’altro osservò la sua bocca aperta. Riesci a
credermi se ti dico che una piccola creatura, all’apparenza una bella farfalla, volo
fuori dalle sue labbra? L’insetto piombò su una piccola isola nel fiume, dove si posò
su un fiore e ne succhiò il nettare. Poi volò attorno ad una piccola pietra (che a quel
piccolo insetto doveva sembrare enorme) per un certo numero di volte, come per
godersi il sole e la brezza. Presto trovò un'altra farfalla, e le due ballarono in aria,
come se flirtassero l’uno con l’altro.

La prima farfalla si stabilì di nuovo su un ramoscello ondeggiante, e dopo un


momento o due, si unì ad una massa di grandi e piccoli insetti di vario genere, che
sciamavano intorno alla carcassa di un animale che giaceva nell’erba verde…
Passarono diversi minuti. Pigramente, il viaggiatore sveglio gettò un sasso in acqua
vicino alla piccola isola, e le onde creato dal sasso schizzarono fino alla farfalla. In un
primo mento, essa è quasi caduta, ma poi, con difficoltà, riuscì a scuotere via le
goccioline dalle sue ali e volò via. Volò di nuovo verso la bocca del dormiente,
battendo le ali a grande velocità. Ma l’altro uomo raccolse una grande foglia e la
tenne davanti al viso del suo compagno addormentato, per vedere che cosa avrebbe
fatto la piccola creatura. La farfalla si precipitò contro questo ostacolo ancora ed
ancora, come se in preda al panico: intanto, l’uomo addormentato ha iniziato a
contorcersi e a gemere. L’uomo sveglio lasciò cadere la foglia, e la creature si
precipitò, veloce come un lampo, nella bocca aperta. Non appena era all’interno, il
dormiente rabbrividì e si svegliò, sedendosi a terra. Egli disse al suo amico:

“Ho appena avuto un incubo terribile. Ho sognato che stavo vivendo in un castello
piacevole e sicuro, ma ad un certo punto sono diventato irrequieto e decisi di
esplorare il mondo esterno. Nel mio sogno ho viaggiato con alcuni mezzi magici in
una paese lontano dove tutto era gioia e piacere. Ho bevuto una tazza di ambrosia,
esattamente quanta ne avrei voluta. Ho incontrato e ballato con una donna di
incomparabile bellezza, e vissi un’estate senza fine. Ho giocato e banchettato con
molti buoni compagni, gente di tutti i tipi e le condizioni, nature, età e carnagioni. Ci
sono stati alcuni dolori, ma questi sono serviti solo a sottolineare i piaceri di questa
esperienza. Questa vita è andata avanti per molti anni. Improvvisamente, e senza
preavviso, ci fu una catastrofe: enormi onde di marea spazzarono la terraferma. Ero
fradicio e quasi annegai, ma riuscii a sfrecciare indietro verso il mio castello, come se
avelli le ali, ma quando ho raggiunto il cancello d’ingresso una grande porta verde,
messa da uno spirito maligno, mi bloccò. Mi gettai più volte contro di essa, ma non
cedette. Improvvisamente, mentre sentivo che stavo per morire, mi sono ricordato
di una parola magica che aveva la fama di dissolvere l’incantesimo. Appena la
pronunciai, la grande porta verde cadde lontano, come una foglia al vento, e fui in
grado di entrare di nuovo nella mia casa e vivere con sicurezza. Ma ero così
spaventato che mi svegliai.”.”

Shah commenta:

“Come avrete intuito dalla storia, l’uomo addormentato era la farfalla. L’isola era il
mondo del sogno. Anche quando arriva il momento di andarsene (svegliandosi), si
ricordano solo fatti distorti, e questo è il motivo per cui questa domanda non può
essere normalmente compresa. La farfalla, è l’uomo addormentato. Questa è la vera
realtà. Con le giuste opportunità, la farfalla può imparare queste cose, riguardo a
dove viene, riguardo alla natura dell’uomo addormentato. E può imparare le cose
che vanno oltre l’uomo stesso.