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SULLE TRACCE DI ORFEO

08.09.2005 - Sofia
Parto per Trigrad, un villaggio situato nei Monti Rodopi, Bulgaria meridionale, per
partecipare al festival "I misteri di Orfeo". Prendo l'autobus da Sofia sino a Devin,
m'affretto perché l'ultimo autobus da Devin a Trigrad parte alle 5 e meza del pomeriggio.
Saliamo su un autobus retrò, la marca è la PASS, prodotta negli anni '60 in Unione
Sovietica. L'autista guida per un ora e mezza lungo la strada che si inerpica tra le
montagne, verso il confine con la Grecia. Attraversiamo due villaggi abitati da una
comunità turca, Giovren e Grohotno, all'orizzonte svettano alcuni minareti. Siamo circa
in 40 sull'autobus, originari di diverse città della Bulgaria, Sofia, Stara Zagora, Chirpan,
Smolyan. Si arriva a Trigrad quasi con l'impressione di essere un gruppo di vecchi amici.
Tutti noi saremo ospiti di questo villaggio, per "I misteri di Orfeo". Turismo alternativo
Trigrad è situato a 6 chilometri dalla frontiera con la Grecia, area di confine, durante il
periodo comunista l'accesso vi era fortemente limitato. Nonostante si trovi in un'area
decentrata del paese si respira un'aria vitale. Vi vivono circa 900 persone, il 20% sono
bulgari di religione cristiano-ortodossa, l'80% Pomichi, comunità bulgara che pratica
però l'Islam. Trigrad è immersa in uno dei paesaggi più suggestivi di tutti i Rodopi.
Attrazione principale la "Gola del diavolo", una grotta a meno di due chilometri dal centro
del villaggio. Secondo quando narra la leggenda che si sente raccontare in paese Orfeo
sarebbe calato in quest'ultima per scendere negli inferi alla ricerca dell'amata Euridice. E'
dall'inizio degli anni '90 che a Trigrad si è iniziato puntare sul turismo. Quasi ogni
famiglia affitta delle stanze, le più costose si aggirano sui 10 euro a notte, le più a buon
prezzo non superano i 4. C'è poi chi, arrivato per il Festival, passa la notte in tenda,
assolutamente gratis. Konstantin Hadjiiski è uno speleologo, ed è uno dei più attivi in
paese nel fare in modo che si sviluppi un turismo di qualità, in sintonia con l'ambiente ed
i ritmi del villaggio. E' a capo del club di speleologi "Silivriak", che si occupa della
gestione della "Gola del Diavolo". "Queste grotte sono antichissime, ci sono voluti milioni
di anni perché si creassero e quindi devono essere gestite con cura e non finire in mano
ad imprenditori dalla reputazione dubbia" spiega davanti ad una tazza di tè Mursalsi,
pianta che prende il nome da un villaggio vicino, in latino Sideritis scardica, tipica della
zona e coltivata in molti giardini. "Vi sono 25 tra affittacamere ed hotel nel villaggio"
continua Konstantin "ed altri stanno aspettando di ottenere una licenza. I turisti che
arrivano qui sono molto vari, vi sono anche molti patiti di sport estremi. Altri invece
arrivano con i loro 5 leva (1 euro e mezzo, ndt.) nel portafogli e quando ripartono quei
soldi sono ancora lì". Konstantin lamenta poi la completa assenza dello Stato nel
promuovere queste forme di turismo. "Abbiamo dovuto arrangiarci da soli" ricorda "nei
pressi del villaggio con i fondi europei Saphard destinati allo sviluppo del settore del
turismo alternativo è stata costruito una grossa stalla. Ma come è possibile che con
questi fondi si sia dato il via a grandi alberghi e stalle?". A casa di Dafne La gente del
posto sono montanari semplici, accoglienti e pieni d'iniziativa. Dafne, che gestisce un
piccolo hotel, ci accoglie con l'immancabile tazza di tè. Ci racconta della sua casa,
costruita 21 anni fa da lei e dal marito Plamen. Poi finiamo col parlare di pietanze tipiche
del posto. Appena Dafne intuisce che non abbiamo mai assaggiato il patatnick (patate
grattuggiate, cipolle, formaggio e uova) s'affretta immediatamente in cucina e ritorna
dopo una mezz'ora con il piatto fumante. Riti pagani "I misteri di Orfeo" viene chiamato
festival ma in realtà si ratta di una grande festa di paese durante la quale vengono
rievocate tradizioni millenarie. La festa è stata riproposta quest'anno per la terza volta
visto il successo delle edizioni degli anni precedenti. Alla mattina si svolge il rituale del
sole che sorge e poi ci si ritrova in centro del villaggio per bere una tazza di Mursalski tè.
Poi le vie vengono riempite dal suono di flauti tradizionali e di canzoni tipiche dei Monti
Rodopi. Seguono poi i giochi in maschera che rievocano pratiche di esorcismo con i
figuranti mascherati originari dei villaggi di Trya e Sushitza, durante i quali si cacciano gli
spiriti maligni. Infine una processione, la sera, sino al posto deputato ai sacrifici dove
viene ucciso un agnello ed i presenti vengono segnati col sangue del sacrificio, qualcuno
sulla propria fronte disegna una croce, altri solo un punto. Poi tutti verso la Gola del
Diavolo dove alla musica di gruppi tradizionali si affianca quella di alcuni gruppi rock ed
infine un grande bagno collettivo nel torrente Trigrad. Orfeo è un personaggio conteso in
questa regione nei Balcani. Lo strattonano al di qua ed al di là del confine Bulgaria e
Grecia, preoccupate dell'appeal che il personaggio ha sul turismo internazionale e locale.
"Nessuno comunque nega che Orfeo nacque nei Monti Rodopi e poi non è molto
importante questo sia avvenuto sul nostro versante di questa catena montuosa o sul
loro, su quello greco" - afferma Svetozar Kazandhiev, organizzatore della festa ed autore
di 9 libri di storia locale - "quest'appuntamento con i "Misteri di Orfeo' dà l'opportunità di
vivere in prima persona gli antichi riti dei nostri predecessori della Tracia, molti riti
pagani sono ancora vivi e praticati su queste montagne. Quando le anziane dei Rodopi
preparano il pane segnano una croce sull'impasto che siano di religione ortodossa o
musulmana, quando viene ucciso un agnello o una capra ci si segna sempre con il suo
sangue e poi vi sono particolari riti che prevedono di bere tutti da una stessa coppa",
spiega. Uno dei sogni principali di questa piccola comunità è quello di riuscire ad allestire
un museo archeologico nel centro di Trigrad. In questa regione sono state rinvenute
circa 150 tombe ed insediamenti traci. Uno sviluppo turistico che però – lo tengono a
sottolineare in molti qui – deve avvenire in sintonia con l'ambiente e senza snaturare le
tradizioni del locali.
Autore: Tanya Mangalakova