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Studente: Luan Luis Sevignani

Matricola: 189386

Attività didattica: Verifica conoscenze linguistiche (130308)

Il sito web scelto e concordato col prof. Andrea Comboni è quello del Warburg Institute
(https://warburg.sas.ac.uk/), un importante sito umanistico il quale, grosso modo, presenta in
maniera sintetica tutte le attività svolte dall’Istituto Warburg e che, attraverso dei motori di ricerca,
permette all’utente di accedere al catalogo della Biblioteca Warburg, alla Collezione di Fotografie
(che Aby Warburg organizzò durante la sua vita, soprattutto in virtù della sua ultima opera,
incompiuta, intitolata Mnemosyne) e all’Archivio dell’Istituto. Dunque, per chi studia
iconologia/iconografia, Rinascimento, cultura antica, dall’arte alla mitologia, dalla letteratura alla
magia e religione, questo sito può essere di grande ausilio.
In questa prospettiva, descriverò, nelle righe successive, due elementi presenti nel sito sempre
partendo dalla home page: 1) l’articolazione del sito, ovvero come vengono divise le sue sezioni.
L’articolazione sarà spiegata in modo breve, visto che a noi, filologi, sono più utili i contenuti della
sezione “Biblioteca & Collezioni di fotografie”, poiché hanno a che fare con la ricerca umanistica,
che gli aspetti informativi come le news o addirittura i bandi per le diverse borse di studio; 2) i
contenuti del sito web, ai quali verranno aggiunte delle osservazioni pertinenti ad ogni sezione
commentata, giacché, come si sa, il Warburg Institute nonostante sia di grande aiuto a qualsiasi
ricercatore umanistico, fu pensato e progettato per i pari, ovvero per gli scholar. Dunque una semplice
ricerca può diventare un’ardua attività a chi ignora Aby Warburg e/oppure i suoi lavori.

Articolazione principale del sito


Se si parte dalla home page (https://warburg.sas.ac.uk/), l’utente può visualizzare nel corpo
del sito tutte le informazioni che sono presenti in esso: dalla storia dell’Istituto, la sua fondazione, gli
staff , studenti e borsisti (in About) al Catalogo della Biblioteca Warburg, del corpus iconologico e
dell’Archivio Warburg (in Library & Collections); dalle ricerche su cui si occupa l’Istituto, nonché
seminari offerti e notizie sulle borse di studio/ricerca (in Research) alle pubblicazioni scientifiche di
tesi e riviste (in Publications). La pagina iniziale, inoltre, possiede anche una sezione intitolata
“what’s on”, che tratta degli eventi promossi dal Warburg Institute. Per coloro che desiderano
finanziare l’Istituto c’è la sezione “Support”; chi invece desidera avere ulteriori chiarimenti o
quantomeno il contatto dei responsabili del Warburg Institute (d’ora in poi W.I), può cliccare sulla
sezione “Contact us”.
Dunque le sezioni del Menu di Navigazione (vide le sezioni evidenziate da me in rosso nella
figura sotto) si dividono, dalla sinistra alla destra, in:
Schermata della pagina iniziale del sito. Fonte: sito

 About: cliccando, appare un testo evidenziato in grassetto con sfondo azzurro contenente
informazioni sulla fondazione dell’Istituto. Scorrendo verso il basso, divisi in tre riquadri,
l’utente può trovare, da sinistra verso destra, informazioni sul personale (People), sui principi
e missioni del W.I (Governance of the Institute) e sulla storia dell’Istituto (History of the
Institute). Cliccando nel primo riquadro (People), appaiono altri 3 riquadri:
a) Staff: informazioni sul personale che lavora nell’Archive, nell’amministrazione, nella
biblioteca, nel catalogo iconologico, nonché informazioni sui docenti e ricercatori;
b) Students: informazioni sugli studenti (PhD e M.Phil, studenti che non hanno vincolo con
il W.I e studenti dei master in Storia dell’arte e Storia Culturale e Intellettuale).
c) Fellows: informazioni sui borsisti, divisi in “Senior Research Fellows, Honorary Fellows,
Long-Term Fellows, Short-Term Fellows, Associate Fellows e Leverhulme Early Career
Fellow”.
Cliccando nel secondo riquadro (Governance of the Institute) si può accedere alla mission
dell’Istituto, la quale intende promuovere ricerche sulla formazione, sulle caratteristiche e
sulla storia della tradizione classica in tutti i suoi aspetti; oltre a questo, il W.I come un centro
universitario riconosciuto nazionalmente e internazionalmente, ha come scopo quello di
realizzare ricerche interdisciplinari, mediante lo studio delle varie correnti della storia,
attraverso dei documenti visivi e letterari.
Il terzo riquadro, intitolato History of the Institute, racconta brevemente la storia di Aby
Warburg, riassumendo i suoi studi (la tesi su Botticelli, il lavoro di Mnemosyne, ecc); il testo
fa riferimento all’incontro di Warburg con Fritx Saxl, nonché ai suoi rapporti con altri studiosi
come Cassirer e Panofsky. Inoltre, si può leggere brevemente in che modo la famiglia
Warburg e varie altre famiglie ebree furono costrette ad emigrare dalla Germania a causa del
nazismo. Aby muore nel 1929, ma la sua casa e biblioteca ad Amburgo continuarono ad essere
un punto di ritrovo per altri intellettuali. Dagli anni 30 agli anni 40 (del Novecento) occorse
lo spostamento della biblioteca (da Amburgo a Londra) e in seguito l’incorporazione
dell’Istituto Warburg all’Università di Londra. Si può leggere, infine, la storia dell’emblema
del W.I (che è sopra la porta d’ingresso a Londra), il quale fu ricavato da un libro di Isidoro
di Siviglia (560-636 a.C), autore molto caro a Warburg, soprattutto per i suoi studi sulla magia
e religione. Sempre in questa pagina, accanto ai testi vi sono delle figure: una foto di Aby
Warburg, una di Fritz Saxl (suo allievo e direttore dell’Istituto dal 1929 fino al 1949), una foto
di Henry Frankfort (che succedette Saxl come direttore, dal 1949 in poi), una foto di Gertrud
Bing (la fedele segretaria di Warburg) e un’altra di Ernst Gombrich (importante studioso che,
paradossalmente, tra alcuni scholar, viene ricordato perlopiù per la sua contestabile biografia
su A. Warburg, intitolata An Intellectual Biography, uscito nel 1970). Le ultime due figure,
accanto agli ultimi due testi sono, rispettivamente, quella dell’emblema dell’Istituto (che
illustra il breve testo sulla storia dell’emblema) ed un fac-simile dell’accordo di fiducia tra il
W.I, la Warburg Society e l’Università di Londra.
Tornando al menu di navigazione (nella Home Page), troviamo la seconda sezione, intitolata
Library & Collections, suddivisa in tre diverse guide/sezioni. Questa sezione, per chi studia
humanities, è la più importante, visto che raduna il catalogo della biblioteca, il catalogo iconologico
e l’Archivio Warburg. Dunque cliccando sulla sezione Library & Collections, apparirà la sezione
Library, ovvero il catalogo della biblioteca. Per quanto riguarda quest’ultima, bisogna anzitutto
introdurla o almeno fare un accenno alla sua storia, poiché la sua struttura è assai peculiare se
paragonata a qualsiasi altra biblioteca nel mondo o a qualunque organizzazione bibliotecaria che si
basi sulle leggi/regole della biblioteconomia1. Nella figura di sotto, parte del mio archivio personale,
è possibile notare come i libri sono disposti non attraverso una sequenza (alfabetica, cronologica o
per autori), bensì attraverso un accostamento in base agli ambiti culturali, tematici, significati
intrinseci. In questo caso, è evidente che la tematica-base è “l’ermetismo”, quindi vengono accostati
libri che trattano di questo argomento: in questa prospettiva, è plausibile che un libro su Giacomo
Debenedetti (La critica letteraria di Giacomo Debenedetti di Francesco Mattesini) si trovi affianco a
quello di Alfred Noyer-Weidner, la cui tematica converge (si veda che il libro che è affianco a
quest’ultimo si chiama Profilo ideologico dell’ermetismo italiano di Marcello Strazzeri).

1
Per quanto riguarda l’organizzazione della biblioteca, si rimanda al seguente link, visto che questa descrizione non
pretende di spiegare i dettagli che non sono presenti nel proprio sito web: https://warburg.libguides.com/classification. È
importante, invece, evidenziare che la biblioteca viene organizzata secondo la volontà di Aby Warburg e che viene pensata
e fatta per i pari (per gli scholar), ovvero per gli studiosi che in qualche modo dialogano con le ricerche e con gli interessi
di Warburg. In questa prospettiva, qualsiasi logica biblioteconomica, che si basi sulla quantità dei libri o sulle tematiche,
viene meno di fronte alla organizzazione della biblioteca warburghiana. La logica della biblioteca, chiamata da Warburg
“la legge del buon vicinato”, si dà in un modo in cui i libri siano disposti non per una sequenza (alfabetica o cronologica),
bensì attraverso un accostamento in base agli ambiti culturali, tematici, significati intrinseci, ecc. In quello che concerne,
invece, la struttura fisica della biblioteca, si rimanda a https://www.youtube.com/watch?v=rmAhxNzU41g, un video che
descrive le divisioni della Biblioteca del Warburg Institute, dove le categorie di “Immagine”, “Parola”, “Orientamento”
e “Azione” incapsulano la sua stessa finalità: studiare la tenacia dei simboli e delle immagini nell'arte e nell'architettura
europee (Immagine, 1 ° piano); la persistenza di motivi e forme nelle lingue e letterature occidentali (Parola, 2 ° piano);
la transizione graduale, nel pensiero occidentale, dalle credenze magiche alla religione, alla scienza e alla filosofia
(Orientamento, 3 ° e 4 ° piano) e alla sopravvivenza e alla trasformazione di modelli antichi nei costumi sociali e nelle
istituzioni politiche (Azione, 4 ° piano).
Foto di uno scafale al secondo piano, nella sezione “Language and Literature” della biblioteca Warburg.
Fonte: Archivio personale.

Dunque, cliccando sul pulsante Library, vi è un motore di ricerca che permette all’utente
cercare un libro nel catalogo della biblioteca per l’autore, titolo, argomento o parole-chiave. C’è anche
la possibilità di realizzare la ricerca nell’intero catalogo (che riunisce il catalogo del W.I, SAS
Libraries e la Senate House Libraries), cliccando sul pulsante in blu (un hiperlink) “Go to the full
Catalogue”. In questa pagina (Library & Collectiions > Library) vi sono due testi: uno sulla quantità
di volumi (3600 libri, che la rendono la maggiore collezione rivolta agli studi rinascimentali e alla
storia della tradizione classica del mondo). L’altro testo descrive, in modo assai breve, la
classificazione dei libri all’interno della biblioteca (si veda nota a piè di pagina 1). Scorrendo col
mouse si possono leggere dei testi sui diversi temi che illustrano le tematiche della biblioteca,
distribuite nei quattro piani dell’edificio: dalla storia dell’arte post-classica occidentale alla Storia
della magia e scienza; dalla storia delle religioni alla sopravvivenza della filosofia antica, dalla
storiografia alla retorica e poetiche, fino alla storia culturale.
Tornando alla Library & Collections, il secondo pulsante è intitolato Photographic
Collections, collezioni di fotografie, il quale, attraverso un motore di ricerca (si veda la figura sotto),
permette all’utente di accedere al catalogo delle immagini. Cliccando invece nell’hiperlink “Visit the
Iconographic Database”, apparirà la seguente immagine:
Fonte: sito del Warburg Institute.

Come si può vedere, l’utente potrà realizzare la ricerca a partire dalle categorie tematiche presenti nel
sito. La ricerca può essere eseguita attraverso una parola-chiave, argomento, autore, artista, data, ecc.
Infatti, chi conosce la collezione iconografica del W.I rimarrà un po’ deluso del sito web, poichè fino
ad ora le immagini digitalizzate sono poche (12% del totale) rispetto al corpus che l’archivio possiede.
Tornando sempre alla “Library & Collections”, il terzo pulsante, intitolato Institute Archive,
permette all’utente di accedere, sebbene in modo molto superficiale, alle lettere scambiate tra
Warburg e i suoi amici, colleghi e parenti, nonché ai suoi manoscritti e quelli di Saxl, Gombrich,
Bing, e tanti altri studiosi che contribuirono in qualche modo con le ricerche del Warburg. Nonostante
quasi tutta la collezione del Warburg sia stata catalogata ed incorporata al sito (l’utente potrà soltanto
accedere alle schede, poiché i documenti non sono stati digitalizzati, ovviamente), il W.I evidenzia
che parte dell’Archivio è ancora in processo di revisione. A titolo di curiosità, per quanto riguarda
l’Archive, la maggior parte della collezione è costituita da documenti di lavoro di Warburg (carte,
manoscritti, documenti, fotografie, ecc). Scorrendo il mouse verso il basso, vi sono numerose
informazioni legate alle procedure per chiunque desideri aver accesso all’Archivio dell’Istituto e
alcuni hiperlink che rimandano ai Diritti di Riproduzione dei documenti o anche alle informazioni
sui modi citare i diversi documenti in testi accademici.
Tornando al menu di navigazione della pagina iniziale, ci sono ancora altre 6 sezioni,
riassunte qui di seguito:
1- Research, che permette di accedere ad altre tre guide:
a) Research Projects
b) Fellowships;
c) Seminars & Reading Groups:
2- Study, che permette all’utente di visualizzare e ottenere informazioni sui corsi presso il W.I:
a) PHD Research
b) MA Courses
c) Training

3- Publications è la sezione più complessa, visto che è piena di hiperlink, i quali a loro volta
rimandano alle diverse pubblicazioni del Warburg Institute. È importante evidenziare che
qualsiasi ricerca sostenuta dal W.I o in qualche modo eseguita con la collaborazione
dell’Istituto viene caricata su questo indirizzo e diviene parte della biblioteca (in versione
cartacea). Per questo motivo si possono trovare nella Biblioteca Warburg una tesi di
magistrale o di dottorato sulla “magia nella Spagna del XII” affianco a un libro come il
“Picatrix”, per esempio.
4- What’s on: questa sezione tratta degli eventi presso il Warburg Institute. Cliccandoci
appariranno degli hiperlink, che permetteranno all’utente di partecipare o semplicemente
seguire i diversi eventi (le conferenze, le lectures, i seminari), promossi dal W.I. Inoltre, in
questa sezione sono presenti anche le call for papers e gli workshop realizzati dall’Institute.
5- Support: la sezione Support è destinata a coloro che intendono finanziare il W.I, tenendo
conto dei tre obiettivi dell’Istituto, cioè:
a) Investire in posti accademici e posti di supporto per i progetti di accesso digitale.
b) Investire nelle collezioni (biblioteca, archivio e raccolta fotografica) per facilitare e ampliare
l’accesso alle risorse dell’Istituto.
c) Nuove borse di studio e borse di studio per studenti di master e dottorato di ricerca, sostenendo
la prossima generazione di studiosi.
In questa sezione vi è un pulsante chiamato Donate now che, se cliccato, rimanda al sito
dell’Università di Londra, in cui è possibile compilare una sorta di modulo e fare delle donazioni
all’Istituto.
6- Contact us: questa sezione, molto comune a qualsiasi tipologia di sito, serve per
appropinquare l’utente ai responsabili delle diverse gestioni dell’Istituto. In questo senso, tale
sezione consente di accedere a delle informazioni di carattere personale. In altri termini, qui
è possibile trovare l’indirizzo dell’Istituto, gli indirizzi social (facebook, twitter, e-mail e
telefono), gli orari di apertura (da ottobre a luglio con degli orari specifici, mentre da agosto
a settembre l’Istituto è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18). È possibile trovare anche
le date di chiusura per festività, nonché delle informazioni sulle richieste di pubblicazioni o
le Hiring Rooms, cioè le sale da affittare, nel caso in cui una persona desiderasse organizzare
un evento accademico presso il W.I.
Conclusioni
Dal punto di vista estetico, il sito web descritto è costruito molto bene, poiché attraverso
riquadri con dei testi brevi (quasi sempre accompagnati da immagini), fornisce una presentazione del
Warburg Institute in modo chiaro e fruibile.
Eppure, l’aspetto negativo, a mio avviso, si dà a livello linguistico, visto che il sito è
interamente in inglese (nonostante sia la lingua delle ricerche scientifiche per eccellenza). Chi
conosce l’Istituto, invece, sa che il personale è in grado, senza eccezioni, di comunicare in inglese, in
italiano e in tedesco. Sarebbe molto interessante se ci fosse la possibilità di accedere al sito anche in
una versione italiana, per esempio, giacché sia l’opera di Warburg che le tematiche affrontate da lui
sono molto apprezzate dal pubblico italiano.
Comunque, l’aspetto più importante per il quale occorrerebbe una modifica riguarda la sezione
“Library & Collections”. A mio parere è necessario 1) completare la digitalizzazione delle immagini
del catalogo iconografico, poiché manca ancora l’88% del catalogo e, con l’espansione del DataBase,
questo numero sarà ancora più alto; 2) revisionare il corpus dell’Archivio disponibile online,
rendendo questa parte del sito più precisa e affidabile; 3) digitalizzare più libri, rendendoli disponibili
per la consultazione del pubblico, dato che il patrimonio della biblioteca dell’Istituto è inestimabile.
Infine, ritengo che qualsiasi sforzo verso un miglioramento di questi tre aspetti sopraelencati
renderebbe il sito più ricco per la ricerca umanistica e, soprattutto, farebbe sì che i ricercatori delle
diverse aree di studio avessero la possibilità di appropinquare le loro ricerche alle richieste e scopi
del W.I.

Altre informazioni importanti


Visto che il Warburg Institute appartiene all’University of London, il catalogo completo della
biblioteca del W.I può essere consultato anche qua:
http://catalogue.libraries.london.ac.uk/search~S12
Per quanto riguardano i libri già digitalizzati, accedere il seguente indirizzo:
https://warburg.libguides.com/az.php
Sito che descrive la digitalizzazione dei libri: https://wdl.warburg.sas.ac.uk/
Principale sito su Aby Warburg (interamente in italiano), curato da Monica Centanni:
http://www.engramma.it/eOS/index.php