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E-Teaching : cose dell’altro mondo…

Marcello Bettoni, Marialetizia Mangiavini

Il corso di formazione“E-teaching”, destinato a


docenti di SMS, ha evidenziato una forte capacità
di personalizzare l’offerta didattica –adattandola
sia alla persona-allievo sia alla persona-docente –
ed ha fortemente stimolato nei docenti la
motivazione all’insegnamento, narcotizzato da
anni di soporifera prassi didattica.

1.Introduzione

Metti due docenti , tenacemente moodlers e cresciuti a pane ed open source.


Prendi due realtà di provenienza – l’Eda (Educazione degli Adulti) ed il Liceo Classico –
assolutamente eterogenee, che solo una generosa dose di volontà progettuale poteva
amalgamare.
Aggiungi un terreno praticamente incolto da lavorare, cioè la necessità di dimostrare che le
TIC non sono delle realtà aliene, che incutono ai docenti timore e soggezione, ma un prezioso
alleato. Condisci con un management particolarmente illuminato…(IS Carlo Dell’Acqua,
Legnano)…et voilà…ecco il progetto E-teaching.
Questo corso di formazione su ICT e didattica, nato soprattutto dal desiderio di coinvolgere i
colleghi in un progetto destinato a migliorare l’”offerta formativa” per gli allievi della
Secondaria di secondo grado, aveva lo scopo di addestrare docenti di Scuola Media Superiore
ad un utilizzo “evoluto” dei sofware free ed open in circolazione e di trasferire loro le
conoscenze necessarie a progettare e realizzare Learning Objects multimediali su LCMS
Open Source.
Ben presto tuttavia dal corso E-teaching , che ha coinvolto sette scuole superiori di
Lombardia, e che dall’A.S. 2006/7 si allargherà ad altri Istituti della Regione, sono emerse
altre caratteristiche e potenzialità.
Anzitutto ha portato a recuperare fortemente la centralità della didattica, on line e in
aula. Inoltre ha evidenziato il notevole potenziale rimotivazionale che le TIC possono
avere sulla attività docente.
2. Strategia formativa e centralità della didattica

Il nostro era un caso particolare: nella scuola la diffidenza nei confronti delle TIC è ancora
molto diffusa, unita al timore di vedere ridimensionata e sminuita la centralità del ruolo
docente nel sistema di istruzione. Niente di più falso: non solo la tecnologia è uno strumento
in più nelle mani dell’insegnante, ma nella nostra esperienza gli skills informatici hanno
giocato un ruolo di “knowledge elicitators”, di stimolatori della conoscenza, e di “thinking
tools”. Strumenti per pensare, che hanno aperto nuove prospettive didattiche e stimolato una
creatività nuova.
Certamente , però, per avvicinare i docenti alle TIC è di fondamentale importanza impostare
l’azione formativa sulla base delle loro caratteristiche e dei loro bisogni: suscitare un
autentico interesse per le nuove tecnologie e non motivarli soltanto con la necessità di
aggiornarsi e superare il cosiddetto “digital divide” .
Peculiarità del corso E.teaching rispetto a percorsi analoghi è stato dunque l’approccio
formativo scelto, caratterizzato da una forte connotazione ludico- esperienziale : inizia infatti
con una esplorazione dei tools tecnologici e della piattaforma, mentre le nozioni teoriche
vengono richiamate solo in un secondo momento, giusto per sistematizzare e dare ordine a
quello che sperimentalmente e ludicamente si è incontrato.
Il corsista, dunque , si avvicina alla riflessione didattica ed alla produzione autoriale a partire
dalle abilità manuali di gestione dell’applicativo in piattaforma (Moodle), secondo il seguente
schema:

2. Riflettere
1. Conoscere il 3. Sistemare il tool
criticamente : 4. Produrre
tool in modo all’interno di un
come posso usare materiali
ludico,emotivo, quadro teorico di
il tool nella mia didattici
esplorativo riferimento
attività didattica?

Fig. 1 – Gli step didattici del percorso E-teaching

Alcuni esempi concreti. Nessuna barbosa lezione teorica sui mezzi di comunicazione
sincrona/asincrona e sulle loro funzioni in un LCMS, bensì dapprima un gioco collettivo
“scarico-installo-comunico via voce e chatto con Skype, metto i miei amici nella buddies
list, scambio file, link e foto”, e solo in un secondo momento una riflessione su come
utilizzare lo strumento per collaborare con i colleghi ed interagire con gli allievi. Oppure,
ancora, i software per creare videolezioni : anziché partire da una trattazione teorica degli
strumenti (freeware o proprietari) in circolazione …una bella cantata in compagnia, registrata
con la web cam, la produzione di slides col testo della canzone, la sincronizzazione di slides e
video e la pubblicazione in locale ed in remoto del video-karaoke. Solo dopo esserci
riguardati ed aver riso insieme delle nostre ugole , ecco la riflessione sulle potenzialità dello
strumento ed il suo utilizzo all’interno di un corso e-learning, , ecco la produzione di materiali
seri…
In fondo, non abbiamo fatto altro che replicare le modalità reali, ludiche ed esplorative, del
nostro incontro con i vari tools, che in un primo momento affascinano e stimolano come
fossimo dei bambini davanti ad un giocattolo nuovo, poi conducono inevitabilmente ad una
riflessione didattica .
Un progetto e-learning , che sia per la scuola o per l’azienda, deve avere al suo centro la
didattica : il modello di apprendimento, il sistema valutativo, la personalizzazione e la
individualizzazione dell’offerta didattica in relazione ai diversi stili cognitivi. Ci pare
tautologico dimostrarlo: preferiamo considerarlo un assunto.
Paradossalmente, però, nel corso E-teaching la centralità della didattica è stata evidenziata
proprio perché non collocata al primo posto, ma dal secondo step in avanti : come dire, essa è
stata riconsiderata come fine e scopo vero dell’attività di un docente, mentre lo strumento
tecnologico ne costituisce soltanto un mezzo. Quindi era necessario collocarla nella posizione
in cui si trova nell’ordine naturale delle cose : quando si fa un’esperienza, si incontra prima il
mezzo e solo in seguito ci si rende conto del fine, dello scopo e di ciò a cui serve.

Ma centralità della didattica significa anche che un progetto e-learning di queste dimensioni
deve assolutamente essere gestito da persone in grado di coniugare le competenze
informatiche con una concreta esperienza pedagogico- didattica. “Solo il riconoscimento che
l’e-learning è prima di tutto insegnamento/apprendimento, con la didattica come suo punto
cardine, permetterà la accelerazione dell’integrazione nei processi formativi aziendali,
istituzionali e privati” (Roellin, cit.).
L’esigenza, giustamente sentita anche in ambiti aziendali, è assolutamente imprescindibile in
un contesto scolastico. Ma dove trovare le figure che assommino le competenze necessarie
alla progettazione , all’avvio ed alla gestione di un e-learning project work ? Dove reperire le
risorse umane, le competenze didattiche ed informatiche necessarie?
“Secondo noi, soltanto attingendo all’enorme patrimonio di risorse umane inutilizzate e
spesso mortificate presente nel mondo della scuola è possibile individuare le figure
necessarie allo sviluppo di un progetto e-learning per la realtà scolastica, sia di EDA, sia di
scuola professionale o liceale, sia in un’ottica di long life learning”. (Bettoni,Mangiavini, cit.)

3. Il potenziale rimotivazionale

Sia dalla nostra esperienza personale, sia soprattutto dai questionari di gradimento di fine
corso, somministrati ai docenti di 6 istituti, è emerso il fortissimo potenziale delle ICT come
“enzima rimotivazionale” di tutta l’attività docente. L’81,82% dei corsisti ha dichiarato che la
propria motivazione all’insegnamento, rispetto a prima del corso, è risultata “rafforzata o
fortemente stimolata”.

Alla fine del corso pensi che la tua motivazione ed il tuo entusiasmo per l'insegnamento ne escano,
rispetto a prima...

indeboliti
4 inalterati
rafforzati
fortemente stimolati
3

2 fortemente stimolati

rafforzati
1
inalterati

0
indeboliti
1
2

Fig. 2 – La motivazione
Un numero considerevole di colleghi ha poi vissuto il corso come una occasione per
“modificare, arricchire”, quando non “trasformare radicalmente e rivoluzionare” il proprio
metodo di lavoro e la prassi didattica.
Cosa ti ha dato, in fondo, questo corso E-teaching?

10

9 mi ha fatto approfondire l'uso delle Tic nella


didattica

8
ha modificato/arricchito il mio metodo di
insegnamento
7
ha profondamente trasformato e rivoluzionato il mio
6 modo di vedere la didattica ed ha stimolato in me
una autoriflessione sul mio lavoro
mi ha fatto apprezzare il lavoro collaborativo con i
5
colleghi

4 non mi ha dato nulla

3
mi ha fatto apprezzare il lavoro altro
2 collaborativo con i colleghi

0 mi ha fatto approfondire l'uso


delle Tic nella didattica
1
2

Fig. 3. L’arricchimento

A nostro avviso, le ICT hanno una funzione psicoterapeutica nell’attività del docente. La
dimensione autoriale in cui esse lo pongono costringe infatti a scomporre, quindi a
riconsiderare criticamente il proprio consolidato didattico, a confrontarlo con altri nel caso di
lavoro collaborativo.
La sola ricchezza di variabili da settare, sia in piattaforma (e Moodle si presta
particolarmente), sia nei vari applicativi, è di per sé sufficiente ad indurre il docente a
rimettersi in discussione , ad esercitare una autocritica sul proprio modo di lavorare . E’ un
processo difficilmente realizzabile in condizioni “frontali”, perché vi sono fortissime
resistenze inconsce da superare.
Immaginiamo , ad esempio , che un collega, sia pure gentile ed autorevole, ci venga a dire :
“Il tuo modo di insegnare è obsoleto, non considera le nuove prospettive offerte dalla
didattica cognitivista e costruttivista .. Non è più possibile non tener conto della molteplicità
degli stili di apprendimento, della necessità di personalizzare l’offerta didattica sfruttando le
potenzialità della multimedialità !”
Forse lo manderemmo a quel paese.. Ma se anche accettassimo di rimetterci in discussione,
come minimo proveremmo un senso di fallimento/frustrazione/paura . Un terremoto che
sconquasserebbe le nostre consolidate abitudini di lavoro in classe, la tranquillizzante
sensazione di “inserire il pilota automatico” e procedere come facciamo ogni giorno, magari
da vent’anni.. Salvo poi ritrovarci con un senso di noia, di inutilità, o peggio con quel
malessere che va sotto il nome di “burn out” , così drammaticamente diffuso nella classe
docente.
Attraverso le TIC, questo processo avviene invece nella atmosfera entusiasmante della
scoperta, della curiosità che i nuovi strumenti portano con sè, e dunque non risulta frustrante.
E’ l’interazione con il mezzo stesso che induce a rimettere in discussione le proprie modalità
di lavoro (Bettoni-Mangiavini, Didamatica 2006 cit.).
La destrutturazione e la mappatura dei contenuti (con tools per mappe concettuali), la
manipolazione degli strumenti tecnologici di per sé implicano un “meaningful learning”
anche per il docente, che “riscopre” contenuti ingialliti dalla patina del tempo, li riordina ,
crea dei collegamenti cui non aveva pensato in precedenza, scopre approcci innovativi.

4. E-teaching 2

Il corso E-teaching 2 sviluppa e attua le premesse già presenti nella prima fase: intende, cioè ,
valorizzare quella che abbiamo definito "dimensione autoriale". Questo intervento formativo,
infatti, corre sui due binari paralleli propri dell'attività di ogni autore: progettualità e
creatività. In fondo si tratta di due caratteristiche che sono - o almeno dovrebbero- essere
presenti anche nell'attività didattica tradizionale: all'inizio dell'anno scolastico, o anche prima
di ogni modulo didattico, un docente progetta delineando obiettivi, contenuti, tempi,
strumenti, modalità di valutazione. Poi tutto questo si traduce nell'effettivo lavoro in classe,
dove la creatività è necessaria per erogare i contenuti progettati scegliendo l’approccio più
adatto allo specifico contesto, alla situazione reale, così da rendere davvero efficace l'attività
di insegnamento/ apprendimento.
Ma rispetto al tradizionale insegnamento in presenza l'utilizzo delle TIC implica
necessariamente una progettualità ancora più rigorosa; l'integrazione con gli strumenti
tecnologici, poi, comporta un rimettere in discussione metodi, strumenti, pratiche consolidate.
Forse tutto ciò è un po' spiazzante, ma sicuramente dà impulso alla creatività e stimola una
nuova consapevolezza didattica.
Per questi motivi E-teaching 2 da un lato prepara all'attività progettuale, fase fondamentale e
delicata della produzione di materiali per la fruizione in e-learning, dall'altro cerca di
stimolare le potenzialità creative dei docenti. Ad esempio, la destrutturazione dei contenuti
mediante l’utilizzo di software per mappe concettuali offre la possibilità di visualizzare i cross
links ,che stimolano nel docente l’emersione di percorsi didattici alternativi e di collegamenti
inusuali.
In alcuni incontri in presenza sono trattati contenuti come l'architettura di un corso(L.O, SCO
e asset), l'utilizzo di mappe mentali e concettuali per strutturare un percorso didattico, il
reperimento di materiali on line, il diritto d’autore e i criteri redazionali.
In un secondo momento viene invece privilegiato l'aspetto creativo , attraverso l'utilizzo
prevalente del workshop per gruppi disciplinari. I docenti cominciano così a progettare un
corso e a realizzare materialmente i contenuti, sperimentando anche di persona una vera e
propria attività collaborativa, in cui caratteristiche , abilità, potenzialità del singolo vengono
valorizzate all'interno del gruppo. Attraverso lo strumento dello story- board vengono stabiliti
i compiti: chi scrive i testi, chi si dedica alla costruzione di materiali multimediali ,chi lavora
sulla valutazione e la produzione di test. I materiali prodotti sono discussi e rivisti sotto la
guida dei formatori , poi implementati in piattaforma. Se necessario, vengono richiamate
tematiche relative alla scrittura per il web, e all'apprendimento ludico ed emotivo.
In questa 2^ fase i docenti vengono retribuiti per il proprio lavoro: alla fine della 1^ fase, il
95% dei corsisti si dichiarava disponibile a produrre materiali anche nel caso in cui questa
retribuzione non ci fosse stata.

5. I contenuti

La formazione, realizzata prevalentemente in presenza, è stato supportata da un corso on line


e da un laboratorio per le esercitazioni, entrambi su piattaforma MOODLE
(www.cyberscuola.it) . Nella figura 4 si può avere una visione globale dei contenuti del corso.

Fig. 4 – La mappa del corso E-teaching


6. Il progetto “Personalizzazione ed E-teaching”

Il corso, tra l’altro, è stato subito realizzato all’interno di un progetto specificamente destinato
all’Educazione degli adulti, rivolto ai docenti di 6 istituti (Istituti superiori e CTP) al fine di
produrre unità di apprendimento condivisibili per gli studenti adulti del Polo territoriale
Legnano-Rho-Magenta. Esso intende sfruttare le sinergie del lavoro collaborativo e della
condivisione delle risorse così prodotte, per offrire all’Eda del territorio un ambiente virtuale
di apprendimento comune.
Non solo : poichè l’Eda si colloca a pieno titolo all’interno dell’educazione permanente (long
life learning, Conferenza di Lisbona, 2000), abbiamo in animo, in un futuro, di coinvolgere le
realtà associative, di volontariato e le municipalità del nostro territorio che intendessero
utilizzare questo spazio per attività di formazione.

7. Global Learning Service Provider

Come un sasso nello stagno genera onde concentriche di raggio crescente, così E-teaching ha
portato ad una riflessione più generale : le scuole che ci contattano per la formazione dei
propri docenti sulle TIC hanno al contempo il problema della installazione della piattaforma,
della sua amministrazione, eventualmente della sua implementazione col sito scolastico
(spesso ancora di tipo statico) e problemi vari di hosting.
Praticamente, un assist : perché, ci siamo chiesti, non offrire alle scuole un E-learning “chiavi
in mano”, ossia un servizio completo, che spazi dalla scelta e dalla gestione dello spazio web
in hosting, alla installazione/amministrazione del LCMS, alla sua implementazione col portale
scolastico (anche sotto forma di semplice consulenza), per giungere alla formazione dei
docenti che dovranno realizzare i materiali didattici?

Front office
(modulistica Moodle
on line) (LCMS)

Portale
Joomla
(CMS)
Back
office
(segre Registro
ter ia)
on line

Fig.4 – Modello di sito scolastico


Del resto, “un progetto E-learning deve essere gestito da un unico attore, che metta in primo
piano le esigenze didattiche e ponga in atto le adeguate soluzioni tecnologiche”. Anche la
Direttiva Stanca sull’Open source nelle pubbliche amministrazioni, del 19 dicembre 2003
“Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche
amministrazioni” prevede due modelli di realizzazione di progetti e-learning mediante l’Open
Source : uno Make ed uno Buy. In particolare, all’interno di questo secondo modello Buy, ” il
coinvolgimento organizzativo e delle strutture dell’ Istituto può essere ridotto per affidare ad
una o più società esterne l’implementazione della piattaforma e della erogazione del servizio
e-learning. In questa opzione l’istituto potrebbe essere sprovvisto di strutture e competenze
informatiche, fatto che avvalora la scelta di commissionare all’esterno. I costi possono essere
contenuti rispetto all’adozione di piattaforme commerciali. L’istituto può delegare in misura
massima l’ azienda per la realizzazione, minimizzando il coinvolgimento della propria
organizzazione. Le aziende coinvolte nelle fasi di progettazione, implementazione e gestione
nell’erogazione dei servizi dovranno essere però in grado di comprendere appieno le necessità
della organizzazione commissionante ed individuare soluzioni informatiche che valorizzino
l’offerta formativa della scuola”. Il nostro Istituto (IS Carlo Dell’Acqua – Legnano) mette a
disposizione il proprio know how per altre scuole, convinti come siamo che nessuno possa
offrire ad una scuola un servizio più “personalizzato” , se non un’altra scuola.

Bibliografia e Linkografia

Bettoni M., Mangiavini M., “Il circolo virtuoso Tic-didattica: una “psicoterapia” per l’attività
docente?”, in “Atti Didamatica 2006”, p.165ss
Bettoni M., Mangiavini M., “Bella con l’anima”, in “Atti congresso Annuale AICA 2006”, in
corso di pubblicazione
Direttiva Stanca sull’Open Source nella P.A., 2003
http://www.osservatoriotecnologico.net/internet/e-learning/scenari_OSS_e-learning.htm
Kolb, D. A., Boyatzis, R., & Mainemelis, C., 2000, Prepared for R. J. Sternberg and and L. F.
Zhang (Eds.), Perspectives on cognitive learning, and thinking styles
Lodolo D’Oria et al., “Burn out e patologia pschiatrica negli insegnanti” ,
http://www.edscuola.it/archivio/psicologia/burnout.pdf
Osservatorio ANEE/ASSINFORM, 2005, “E-learning in Italia : una strategia per
l’innovazione” , http://www.anee.it/ricerche/osservatorio05/default.asp
Roellin, “Gestione del “sistema” tra collaborazione e conflitti potenziali”, in “E-learning”,
Roma 2005.