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1 Introduzione

Tra i principali problemi dellastrofisica c quello dellorigine e dellaccelerazione dei raggi


cosmici ad alta energia. I raggi cosmici sono costituiti circa da:

• 86% protoni;

• 11% particelle α;

• 2% elettroni

• 1% nuclei pi pesanti (fino all’uranio).

Essi offrono utili opzioni di osservazione delluniverso ma allo stesso tempo, essendo mes-
saggeri elettromagnetici, visto che sono composti da particelle cariche, presentano notevoli
limiti causati dalle interazioni con campi magnetici nelluniverso, i quali,deflettendo i raggi
cosmici, ne inquinano le informazioni riguardo la loro direzione. In merito a questo proble-
ma risulta molto utile losservazione dei neutrini, i quali proprio grazie alla loro neutralit,
conservano linformazione sulla loro direzione, grazie alla loro trasparenza a interazioni
elettromagnetiche e in buona probabilit anche a interazioni con la materia. Per losserva-
zione di questi ultimi sulla terra sono presenti grossi rilevatori sotto il livello del mare.
IceCube un grosso rilevatore Cherenkov che si trova al polo sud, situato alla profondit tra
i 1450 e 2450 metri sotto il livello del mare, costituito da 5160 moduli ottici digitali (DOM)
posti in stringhe verticali distanti tra loro 125 metri, ogni stringa composta da 60 DOM
distanti tra loro 17 metri, per la grandezza totale di 1 km3 .

2 Regione II
Nella regione II e’ presente il vento di fondo ma la densita’ ρ02 non varia con la quota
perche’ la frequenza di Brunt-Vaisala e’ nulla. Adottando le stesse posizioni precedenti,

1
con l’aggiunta di u0 all’espressione di u, il sistema da risolvere e’:
∂u0 ∂u0 ∂P0

+ u = −


 ρ 02 ρ 02 0


 ∂t ∂x ∂x
0 0 ∂P0


∂w ∂w
− gρ0

+ u = −


 ρ
 02 ∂t ρ 02 0
∂x ∂z
∂u0 ∂w0
+ =0





 ∂x ∂z
∂ρ0 ∂ρ0



+ u =0

0


 ∂t ∂t
Si trovano le seguenti relazioni:
1 dw(z)


 u(z) =



 ik x dz

 P(z) = ρ02 θ dw(z)



ik2x dz

iθR(z) = 0






2
 d w ( z ) = k2 w ( z ) θ = ω − u k



x 0 x
dz2
La soluzione generale si scrive:
w(z) = Cek x z + De−k x z
mentre quella fisicamente accettabile (la funzione si deve annullare per z all’infinito) e’:
w2 (z) = De−k x z

3 Condizioni all’interfaccia
3.1 Condizione cinematica
Le onde superficiali viste dal fluido I e dal fluido II sono rispettivamente:
η1 = a1 exp{i (ωt − k x x )}
η2 = a2 exp{i (ωt − k x x )}
La condizione cinematica prevede che le ampiezze delle due onde siano uguali a1 = a2 .

3.1.1 Regione I
La condizione cinematica all’interfaccia del fluido I prevede che la variazione temporale
dell’onda superficiale η1 uguagli la velocita’ normale w10 in modo da evitare che le particelle
fuoriescano dal fluido. Matematicamente:
Dη1 ∂η
= 1 = w10 z = η1 .
Dt ∂t
Per ipotesi l’onda η1 e’ piccola per cui posso sviluppare in serie all’ordine zero la velocita’
w10 (z = η1 ) ' w10 (z = 0) la quale fornisce:
iωa1 = A

2
3.1.2 Regione II
Analogamente alla regione I ma con l’aggiunta del vento di fondo, la condizione cinematica
ha la forma:
Dη2 ∂η2 ∂η2
= + u0 = w20 (z = η2 ) ' w20 (z = 0) −→ iθa2 = D
Dt ∂t ∂x

La condizione a1 = a2 implica l’equazione:

A D
− =0 (1)
ω θ

3.2 Condizione dinamica


La condizione dinamica prevede che all’interfaccia le pressioni siano uguali:

P01 + P10 = P02 + P20

Sviluppando in serie attorno a z = 0 (perche’ l’onda superficiale e’ piccola) e troncando al


primo ordine ottengo:

∂P01 ∂P02
P01 (z = 0) + η1 (z = 0) + P10 (z = 0) = P02 (z = 0) + η2 (z = 0) + P20 (z = 0)
∂z ∂z
Ora, all’ordine zero le pressioni sono uguali (P01 (z = 0) = P02 (z = 0)) e l’equilibrio idrosta-
∂P01 ∂P02
tico prevede che = −ρ01 g, = −ρ02 g. Sostituendo le espressioni di η1 , η2 , P10 e P20
∂z ∂z
ed eliminando tutti gli esponenziali, si trova:

−ρ01 ga1 + P1 (z = 0) = −ρ02 ga2 + P2 (z = 0) (2)

Dai sistemi precedentemente risolti nella regione I e II abbiamo che le ampiezze delle
pressioni soddisfano rispettivamente:

ρ01 ω dw1 (z)


P1 (z) =
ik2x dz

ρ02 θ dw2 (z)


P2 (z) =
ik2x dz
le quali calcolate in z = 0 forniscono:
ρ01 ω
P1 (z = 0) = AΩ
ik2x
ρ02 θ
P2 (z = 0) = − D
ik x
Sostituendo queste relazioni nell’equazione (2) del bilancio della pressione e sapendo che
a1 = A/(iω ) e a2 = D/(iθ ) trovo:
   
ωΩ g g θ
ρ01 A − + ρ02 D + =0 (3)
k2x ω θ kx

3
4 Relazione di dispersione
Mettendo a sistema l’equazione (1) e (3) si trova la relazione di dispersione.

A D
ω − θ = 0



   
 ωΩ g g θ
 ρ
 01
 A − + ρ 02 D + =0
k2x ω θ kx

Esso e’ un sistema omogeneo e ammette sempre la soluzione banale (A = D = 0). Una


soluzione non banale si ha se e solo se si annulla il determinante associato al sistema
lineare: 1 1



ω θ
=0 (4)

   
ωΩ g g θ
01 k2 − ω +
ρ ρ02
x θ kx
La complicata equazione si semplifica molto supponendo una bassa frequenza di Brunt-
Vaisala. Allora la Ω diventa:
s
N2 1 N2
 
Ω = kx 1 − 2 ' kx 1 +
ω 2 ω2

L’equazione di secondo grado per ω/k x diventa:


2
ρ N2

ω ω g
(ρ01 + ρ02 ) − 2ρ02 u0 + ρ02 u20 + (ρ02 − ρ01 ) + 01 2 = 0
kx kx kx 2k x

Le soluzioni sono:
s  2 2

g 2 2 N 2 2 N
ρ02 u0 ± (ρ01 − ρ02 ) − ρ01 ρ02 + u 0 − ρ 01 2k2
kx 2k2x
 
ω x
=
kx ± ρ01 + ρ02

La quantita’ sotto radice puo’ essere positiva o negativa a seconda dei parametri del sistema.
Esamino alcuni casi limite:

• se N 2 = 0 e ρ01 >> ρ02 allora:


 
g
r
ω ρ02 ρ02 2
= u0 ± − u
k x ± ρ01 kx ρ01 0
p
che si riduce all’espressione di acque profonde quando ρ02 ' 0 ω = ± gk x ∀u0 ;

• se ρ02 ' 0 allora: ∀u0 s


N2
ω= gk x −
2

4
che puo’ essere maggiore o minore della frequenza in approssimazione di acque pro-
fonde a seconda del segno di N 2 . Dalla sua definizione, supponendo che la densita’
vari solo con z:
N2 z
Z ρ01 (0) Z 0 2 −
dρ01 N
=− dz −→ ρ01 (z) = ρ01 (0)e g z≤0
ρ01 (z) ρ01 z g
I possibili casi sono due:
- N 2 > 0 implica ρ01 (z) > ρ01 (0) (il fluido e’ piu’ denso in basso) e cio’ com-
porta una diminuzione della frequenza rispetto all’approssimazione di acque
profonde;
- N 2 < 0 implica ρ01 (z) < ρ01 (0) (il fluido ha un massimo di densita’ a z = 0) e di
conseguenza la frequenza sara’ maggiore di quella in approssimazione di acque
profonde.
La spiegazione di questo fenomeno puo’ essere la seguente: dal metodo della bolla
d’aria sappiamo che se ci sono due fluidi a densita’ diverse posti a diverse altezze,
se il fluido a quota maggiore rispetto al primo ha densita’ maggiore, allora si e’ in
presenza di instabilita’ convettiva e c’e’ la possibilita’ che si sviluppi un’onda dal
basso verso l’alto. Questa e’ la situazione in cui N 2 < 0 e l’onda sviluppatasi potrebbe
interferire e aumentare la frequenza dell’onda superficiale.

5 Streamlines

Le streamlines sono definite da:


∂ψ
Re{w( x, z, t)} = −
∂x
∂ψ
Re{u( x, z, t)} =
∂z
Per la regione I ho:

w1 ( x, z, t) = w1 ( x, z, t) = iaω exp (Ωz) exp{i (ωt − k x x )}
 0

 Re{w } = − aω exp (Ωz) sin (ωt − k x )

1 x
u ( x, z, t ) = u 0 ( x, z, t ) = aω Ω exp ( Ωz ) exp{i ( ωt − k x )}
 1

 1 kx x
 Re{u } = aω Ω exp (Ωz) cos (ωt − k x )

1 kx x

La streamline della regione I e’:


ω
ψ( x, z, t) = a exp (Ωz) cos (ωt − k x x ) + c1
kx
con c1 costante arbitraria. Per la regione II ho:

0
w2 ( x, z, t) = w2 ( x, z, t) = iaθ exp (−k x z) exp{i (ωt − k x x )}



 Re{w } = − aθ exp (−k z) sin (ωt − k x )
2 x x
u ( x, z, t ) = u + u 0 ( x, z, t ) = u − aθ exp (− k z ) exp{i ( ωt − k x )}


 2 0 2 0 x x
 Re{u } = u − aθ exp (−k z) cos (ωt − k x )

2 0 x x

5
La streamline della regione II e’:

θ
ψ( x, z, t) = a exp (−k x z) cos (ωt − k x x ) + u0 z − c2
kx
con c2 costante arbitraria.