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Corso di Laurea in Ingegneria Energetica

POLITECNICO DI MILANO Facoltà di Ingegneria Industriale

IMPIANTI INDUSTRIALI E ORGANIZZAZIONE DI IMPRESA


Proff. Davide Chiaroni e Paolo Trucco

Caso di Studio introduttivo - La Società Marlowe


La Marlowe realizza isolanti in gomma per applicazioni nel settore dell’Oil&Gas. L’azienda opera su due turni, in
continuo (350 gg/anno), e si trova in floride condizioni economiche anche grazie alla recente fusione con un
gruppo americano che ha aperto grandi opportunità commerciali.

L’attività produttiva principale dell’impresa si articola in tre reparti, deputati alla lavorazione appunto della
gomma. Essi sono:
• realizzazione della mescola di gomma, a partire dalle materie prime;
• preparazione dei semilavorati (confezione)
• stampaggio e vulcanizzazione

Nella prima fase vengono mischiate secondo opportune “ricette” le materie prime (gomme naturali, cariche
rinforzanti, polveri nerofumo, cariche plastificanti ed antideterioranti, ingredienti per la vulcanizzazione, etc.); il
processo di mescolatura avviene in mescolatori automatici, i cui cilindri eccentrici sono riscaldati dal passaggio di
vapore ad una temperatura di circa 90°C. Nella seconda fase vengono preparati, tramite piccole lavorazioni semi-
automatiche, i semilavorati in gomma, successivamente deposti negli stampi per il processo di stampaggio e
vulcanizzazione. Questo avviene nella terza fase, che richiede la maggior quantità di energia, essendo gli stampi
posti alla temperatura di oltre 150° per oltre 10 minuti. Le fasi successive, di controllo e confezionamento dei
prodotti, non sono critiche sia dal punto di vista della capacità produttiva sia del consumo energetico.
In tabella a seguire sono indicati i consumi energetici dei due reparti; fermare la produzione di ciascuno di essi
comporta rinunciare al margine orario generato dai due reparti, che per unità di energia consumata valgono
rispettivamente 15 e 12 € per Mcal.

Ore Consumo fase Mescolamento Consumo fasi Stampaggio e


[Mcal/ora] Vulcanizzazione [Mcal/ora]
8-12 30 80
12-15 60 100
15-18 90 120
18-22 40 170

Per far fronte al fabbisogno termico della produzione, i manager dell’impresa stanno valutando, a Dicembre 2011,
l’acquisto di un nuovo generatore (alimentato a metano) prodotto dalla ditta Grabber, che costa 200.000 € per il
modello di potenza 50 Mcal/h, con incrementi di costo di 20.000 € ogni 30 Mcal di potenza per modelli di taglia
maggiore.

I generatori Grabber sono molto apprezzati per la loro efficienza, ma non brillano in quanto ad elasticità operativa:
la potenzialità di regime, a cui si sviluppa il massimo rendimento dell’impianto, è pari a circa il 90% della
potenzialità massima del generatore; in corrispondenza di tale regime, il costo di servizio è di circa 0,15 €/Mcal,
ma si sperimenta un aggravio di 0,01 €/Mcal per ogni 5 punti percentuali di scostamento dalla condizione di
regime. Dal punto di vista affidabilistico, i generatori Grabber sono adeguatamente performanti, con fermi
pianificati di 30 ore ogni 1000 ore di funzionamento.

Il management della Marlowe ha stimato che ciascuno dei due reparti, per poter ospitare un generatore, deve
subire dei lavori di adattamento, dal costo di 100.000 €, una tantum. Nel caso in cui si localizzi il generatore in un
solo reparto, producendovi anche il fabbisogno dell’altro, è necessario considerare un rendimento di distribuzione
dell’90% (perdite di calore nella linea di trasporto tra i due reparti). E’ possibile inoltre pensare di accumulare il
servizio da produrre; l’accumulatore di calore, che andrebbe sempre posizionato vicino al generatore che lo
utilizza, ha un costo di 35.000 €, quindi abbastanza contenuto, ma introduce una notevole perdita energetica: per
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mantenere in temperatura il fluido accumulato è necessario un riscaldatore elettrico che assorbe 8 kW ogni
10Mcal di energia stoccata. Il fabbisogno elettrico totale determinato dall’impiego del riscaldatore rappresenta una
porzione trascurabile del fabbisogno totale dell’impresa.
I manager della Marlowe si trovano a dover definire la soluzione impiantistica ottimale, considerando una vita
utile degli impianti acquistati di 5 anni. Il costo del capitale che la Marlowe utilizzerebbe per finanziare
l’investimento dipende in larga parte dall’istituto di credito cui si rivolgerebbe. Ad oggi si tratta di un parametro
non noto.
Attorno a questa scelta impiantistica principale, si aprono numerosi decisioni di carattere tattico ed operativo. In
primo luogo, è stato firmato dalla consociata americana un accordo con un’impresa che si occupa di global
service, e che prevede un’opzione di acquisto su un contratto di manutenzione che, a fronte del pagamento di
8.000 €/anno, riduce il tempo di intervento per manutenzione programmata a solo 10 ore, dalle 30 normalmente
necessarie.

In secondo luogo, mentre non vi sono dubbi sulla competenza tecnica del fornitore Grabber, l’acuirsi della crisi
economico-finanziaria ha fatto nascere alcune voci poco rassicuranti sulla solidità dell’impresa. La
preoccupazione del management è quella di non poter contare su un valido servizio di assistenza nel caso in cui
l’impresa fornitrice dovesse fallire. Vengono quindi raccolti dei dati dello Stato Patrimoniale dell’impresa
fornitrice, che sono qui di seguito riportati:

Stato Patrimoniale Attivo Stato Patrimoniale Passivo


2009 2010 2009 2010
Attività non correnti 17.000 15.500 Patrimonio netto 19.500 19.000
Immobili, impianti e macchinari 13.000 12.000 Capitale emesso 16.000 16.000
Investimenti immobiliari - - Riserva da sovrapprezzo - -
Avviamento e attività immateriali a vita 1.000 1.000 Riserva da rivalutazione 1.500 1.500
non definita
Attività immateriali a vita definita 3.000 2.500 Altre riserve 1.000 1.000
Partecipazioni - - Utili / perdite portati a nuovo 500 500
Altre attività finanziarie - - Utili / perdite dell’esercizio 500 0
Attività per imposte anticipate - - Passività non correnti 3.500 4.500
Attività correnti 8.000 11.000 Obbligazioni in circolazione - -
Crediti commerciali e vari - - Debiti verso banche - -
Rimanenze - Altre passività finanziarie - -
Fondi per rischi ed oneri - -
Attività finanziarie correnti 4.000 3.000 TFR e altri fondi relativi al personale 3.500 4.500
Cassa e disponibilità liquide equivalenti 4.000 8.000 Fondo imposte differite -
Attività cessate/destinate ad essere - - Passività correnti 2.000 3.000
cedute
Obbligazioni in circolazione 2.000 3.000
Debiti verso banche -
Debiti verso fornitori -
Altre passività finanziarie correnti -
Debiti tributari -
Passività correlate ad attività 0 0
cessate/destinate ad essere cedute
TOTALE PASSIVITÀ E
TOTALE ATTIVITÀ 25.000 26.500 25.000 26.500
PATRIMONIO NETTO

Infine, considerato l’importante consumo di energia elettrica dell’impianto e degli altri macchinari utilizzati nei
reparti di fabbricazione e trattamento, la Marlowe sta valutando di installare un impianto fotovoltaico da 1 MWp
in un terreno limitrofo di proprietà dell’impresa.

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La valutazione tecnico-economica del progetto di investimento, sulla base della quale la decisione di realizzare
l’impianto fotovoltaico verrà presa, è stata affidata a Settembre 2011 ad uno studio di ingegneria con cui la
Marlowe collabora da tempo. Il costo della consulenza, pagato pronta cassa, è di 20.000 €. Nel caso in cui la
Marlowe decidesse di intraprendere il progetto, lo studio di ingegneria percepirà un ulteriore compenso di 10.000
€ a Dicembre 2011, per il dimensionamento di dettaglio dell’impianto.
L’analisi condotta dallo studio di ingegneria ha messo in evidenza due alternative tecnologiche per la costruzione
del parco fotovoltaico:
• impianto da 1 MW “tradizionale”, con moduli in silicio monocristallino ad alta efficienza (18%);
• impianto da 1 MW “innovativo”, con moduli in silicio policristallino a minore efficienza (13%), dotato però
di sistema di inseguimento solare.

Il componente fondamentale di un impianto fotovoltaico tradizionale è rappresentato dai moduli, normalmente


realizzati in silicio, mono o policristallino. Essi vengono sorretti e mantenuti nella giusta posizione (ed
inclinazione rispetto al sole) da delle strutture di sostegno. La corrente continua prodotta dal modulo è trasformata
in corrente alternata da un componente dedicato, l’inverter. Completano l’impianto la componentistica elettrica,
tra cui sostanzialmente cavi, sganciatori, quadri elettrici. Nel caso di impianto innovativo, i moduli non sono
fermi, bensì movimentati da un sistema di inseguimento solare che permette di mantenere, nell’arco della
giornata, il miglior orientamento dell’impianto.

Il costo dei moduli in silicio monocristallino ad alta efficienza sarebbe pari a 3.000 €/kW installato, mentre i
moduli a minore efficienza avrebbero un costo di 2.400 €/kW. Il costo dell’inseguitore solare sarebbe di 1.500
€/kW installato. Nel caso dell’impianto con inseguitore, inoltre, le strutture di sostegno che sorreggono i moduli
dovrebbero essere più resistenti, il che comporterebbe un extra-costo, rispetto all’impianto tradizionale, di 50
€/kW installato (per il sistema “tradizionale” il costo delle strutture sarebbe di 150 €/kW). Non ci sarebbero
sostanziali differenze tra le due soluzioni prospettate in termini di incidenza dei costi dell’inverter e della
componentistica elettrica, né per quanto riguarda le attività di installazione. Complessivamente, inverter,
componentistica e installazione pesano infatti in entrambi casi per circa il 30% del costo chiavi in mano totale
dell’impianto (il restante 70% è legato al costo dei moduli, delle strutture di sostegno ed eventualmente
dell’inseguitore).

L’installazione e l’allacciamento alla rete dell’impianto sarebbero completate, nel caso di soluzione
“tradizionale”, a Dicembre 2011. Nel caso di impianto “innovativo” con inseguitore, l’allacciamento alla rete
avverrebbe a fine Febbraio 2012.
I manager della Marlowe stimano che l’impianto “tradizionale” possa avere una producibilità di 1.200 kWh
all’anno per ogni kW installato. L’impianto con inseguitore, invece, sarebbe in grado di assicurare una
producibilità di 2.000 kWh all’anno per ogni kW installato. Entrambi gli impianti avrebbero una vita utile di 25
anni. L’ammortamento dell’impianto avverrebbe su 20 anni, a quote lineari e costanti.
L’impianto con inseguitore necessiterebbe inoltre di una manutenzione più accurata rispetto alla soluzione
“tradizionale”, il che si tradurrebbe in un extra-costo annuo di circa 5 €/kW installato rispetto alla soluzione
“tradizionale” (nella soluzione “tradizionale”, il costo annuo di manutenzione sarebbe di 30.000 €). Entrambi gli
impianti verrebbero assicurati contro il rischio di produzione inferiore alle attese, dovuta a condizioni climatiche
sfavorevoli, ad un costo annuo di 5.000 € (per entrambe le tipologie di impianto).
In entrambi i casi, l’energia prodotta dall’impianto potrebbe essere utilizzata per il 60% per soddisfare il
fabbisogno elettrico della Marlowe. Attualmente, l’impresa ha un contratto di approvvigionamento dell’energia
elettrica dal distributore locale ad un prezzo bloccato di 14 c€/kWh per 25 anni. La restante parte dell’energia
prodotta in un anno dall’impianto verrebbe immessa e venduta in rete ad un prezzo di 7 c€/kWh. In aggiunta a ciò,
il GSE (Gestore dei Servizi Elettrici) riconosce una tariffa incentivante addizionale, che si applica sia all’energia
auto-consumata che immessa in rete, pari a 30 c€/kWh per 20 anni.

Alla fine della vita dell’impianto, l’impresa dovrebbe occuparsi dello smaltimento dei componenti ad un costo di
40.000 € nel caso di impianto tradizionale e di 100.000 € nel caso di impianto con inseguitore.
Anche in questo caso, il costo del capitale che la Marlowe utilizzerebbe per finanziare l’investimento dipende in
larga parte dall’istituto di credito cui si rivolgerebbe. Ad oggi si tratta di un parametro non noto.

I manager della Marlowe vorrebbero comprendere se convenga realizzare l’investimento nell’impianto


fotovoltaico oppure continuare ad acquistare l’energia elettrica necessaria all’azienda dal distributore locale. In
caso affermativo, intendono capire se è più conveniente orientarsi verso l’impianto tradizionale piuttosto che
quello innovativo, dotato di inseguitore solare.