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Idee per

1 2 3 il tuo futuro

Ugo Amaldi
L’Amaldi
per i licei scientifici
Princìpi della Termodinamica,
Onde, Campo elettrico
con Physics in English

SCIENZE
INTERNATIONAL SYSTEM OF UNITS

SI BASE UNITS PREFIXES


Base quantity Name Symbol Name Symbol Factor Name Symbol Factor
length metre m exa E 1018
deci d 101
mass kilogram kg peta P 1015 centi c 102
time second s tera T 1012 milli m 103
electric current ampere A giga G 109
micro μ 106
thermodynamic tem- kelvin K mega M 106 nano n 109
perature kilo k 103 pico p 1012
amount of substance mole mol hecto h 102 femto f 1015
luminous intensity candela cd deka da 101
atto a 1018

SI DERIVED UNITS
Derived quantity Name Symbol Definition
area square metre m2
volume cubic metre m3
speed, velocity metre per second m/s
acceleration metre per second squared m/s2
frequency hertz Hz s1
plane angle radian rad
solid angle steradian sr
force newton N m · kg · s2
pressure pascal Pa N/m2
energy, work, quantity of heat joule J N·m
power watt W J/s
electric charge coulomb C s·A
electric potential difference volt V W/A
capacitance farad F C/V
electric resistance ohm 1 V/A
magnetic flux weber Wb V·s
magnetic flux density tesla T Wb/m2
Ugo Amaldi
L’Amaldi
per i licei scientifici
Princìpi della Termodinamica, Onde,
Campo elettrico
con Physics in English

con la collaborazione di
Gianni Melegari ed Elena Joli

a Clelia

SCIENZE
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– Redazione: Silvia Merialdo, Antonia Ricciardi, Stefania Varano
– Segreteria di redazione: Deborah Lorenzini
– Progetto grafico, impaginazione e ricerca iconografica: Miguel Sal & C. Prima edizione: febbraio 2012
– Disegni: Graffito, Cusano Milanino (MI)
– Elaborazione delle immagini: Danilo Cinti Ristampa:
– Fotografie sperimentali: Carlo Gardini, Massimiliano Trevisan 5 4 3 2 1 2012 2013 2014 2015 2016
– Correzione bozze e indice analitico: T2, Bologna
L’impegno a mantenere invariato il contenuto di questo volume
Contributi: per un quinquennio (art. 5 legge n. 169/2008) è comunicato
– Mappe dei concetti: Danilo Cinti nel catalogo Zanichelli, disponibile anche online sul sito
– Schede di storia della fisica: Giulio Maltese www.zanichelli.it, ai sensi del DM 41 dell’8 aprile 2009, All. 1/B.
– Schede di epistemologia: Laura Russo
– Collaborazione alla stesura degli esercizi: Markus Cirone,
Alberto De Gregorio, Ernesta De Masi, Maria Salvina Ferrari, File per diversamente abili
Casimira Fischetti, Luigi Gambetti, Fabio Grandi, Simona Graziadei, L’editore mette a disposizione degli studenti non vedenti,
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Archeometria), Simona Scardova. le pagine di questo libro. Il formato del file permette
– Stesura degli esercizi di Test per l’università, Prove d’esame all’università l’ingrandimento dei caratteri del testo e la lettura mediante
e Study abroad: Elisa Lauretani software screen reader.
– Controllo soluzioni degli esercizi: Carlo Incarbone, Giovanni Pezzi Le informazioni su come ottenere i file
– Stesura di Physics in English: Eleonora Anzola, Silvia Borracci, sono sul sito www.zanichelli.it/diversamenteabili
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per la gentile concessione dei testi dalle Olimpiadi della Fisica. controlli: sul testo, sulle immagini e sulle relazioni che si stabiliscono
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INDICE
PRINCÌPI DELLA TERMODINAMICA

CAPITOLO
IL PRIMO PRINCIPIO CAPITOLO
IL SECONDO PRINCIPIO CAPITOLO
ENTROPIA E DISORDINE
12 DELLA TERMODINAMICA 13 DELLA TERMODINAMICA 14

1 Gli scambi di energia 426 1 Le macchine termiche 460 1 La disuguaglianza di Clausius 500
2 L’energia interna In laboratorio Animazione Il calore a bassa
di un sistema fisico 428 Macchina termica di Stirling 461 temperatura è energia
Animazione L’energia interna 2 Primo enunciato: lord Kelvin 463 di bassa qualità 500
è una funzione di stato 428 3 Secondo enunciato: 2 L’entropia 503
3 Il principio zero Rudolf Clausius 465 3 L’entropia di un sistema isolato 506
della termodinamica 429 Animazione I due enunciati Animazione
4 Trasformazioni reali del secondo principio L’entropia di un sistema isolato 507
e trasformazioni quasistatiche 431 della termodinamica 465 Animazione
Animazione Animazione Equivalenza dei due L’entropia dell'Universo 508
Le trasformazioni reali 431 enunciati di Clausius e Kelvin 466 4 Il quarto enunciato
5 Il lavoro termodinamico 432 4 Terzo enunciato: il rendimento 467 del secondo principio 508
Animazione Il lavoro compiuto 5 Trasformazioni reversibili 5 L’entropia di un sistema
in una trasformazione 435 e irreversibili 469 non isolato 509
6 Enunciazione del primo principio Animazione Le trasformazioni 6 Il secondo principio
della termodinamica 436 termodinamiche reversibili 471 dal punto di vista molecolare 511
7 Applicazioni 6 Il teorema di Carnot 472 Esperimento virtuale
del primo principio 437 7 Il ciclo di Carnot 474 Ordine e disordine 511
Esperimento virtuale Esperimento virtuale 7 Stati macroscopici
Il diagramma pressione-volume 437 Trasformazioni cicliche 474 e stati microscopici 513
8 I calori specifici del gas perfetto 440 8 Il rendimento della macchina 8 L’equazione di Boltzmann
9 Le trasformazioni adiabatiche 442 di Carnot 476 per l’entropia 517
I concetti e le leggi 445 9 Il motore dell’automobile 478 9 Il terzo principio
Mappa interattiva 445 10 Il frigorifero 481 della termodinamica 519
Esercizi 447 Approfondimento Approfondimento La temperatura
La macchina di Carnot frigorifera 482 Kelvin
I concetti e le leggi 484 e il terzo principio
della termodinamica 519
Mappa interattiva 485
I concetti e le leggi 520
Esercizi 486
Mappa interattiva 521
Esercizi 522

III
Ugo Amaldi L’AMALDI PER I LICEI SCIENTIFICI - Vol.2 © Zanichelli 2012 con Physics in English
INDICE
ONDE

CAPITOLO
LE ONDE ELASTICHE CAPITOLO
IL SUONO CAPITOLO
LE ONDE LUMINOSE
15 16 17

1 Le onde 538 1 Le onde sonore 564 1 Onde e corpuscoli 594


Animazione Animazione Le onde sonore 564 2 L’irradiamento
Onde trasversali e longitudinali 540 Approfondimento La risonanza 566 e l’intensità di radiazione 596
2 Fronti d’onda e raggi 541 2 Le caratteristiche del suono 567 3 Le grandezze fotometriche 598
3 Le onde periodiche 542 In laboratorio 4 L’interferenza della luce 600
4 Le onde armoniche 545 Oscilloscopio e onde sonore 567 Esperimento virtuale
Approfondimento Onde progressive 3 I limiti dell’udibilità 570 Forever Young 437
e regressive, onde stazionarie 545 4 L’eco 572 5 La difrazione 604
5 L’interferenza 547 5 Le onde stazionarie 573 6 La difrazione della luce 605
Animazione Animazione In laboratorio
Il principio di sovrapposizione 547 I modi normali di oscillazione 574 Diffrazione da una fenditura 605
Esperimento virtuale 6 I battimenti 576 7 Il reticolo di diffrazione 608
Interferenze 547 Esperimento virtuale 8 I colori e la lunghezza d’onda 609
6 L’interferenza Note e battimenti 437 9 L’emissione
in un piano e nello spazio 550 7 L’effetto Doppler 578 e l’assorbimento della luce 610
In laboratorio I concetti e le leggi 582 I concetti e le leggi 613
Interferenza nell’ondoscopio 550 Mappa interattiva 613
Mappa interattiva 583
I concetti e le leggi 552 Esercizi 615
Esercizi 584
Mappa interattiva 553
Esercizi 554

IV
Ugo Amaldi L’AMALDI PER I LICEI SCIENTIFICI - Vol.2 © Zanichelli 2012 con Physics in English
CAMPO ELETTRICO

CAPITOLO CAPITOLO
LA CARICA ELETTRICA IL CAMPO ELETTRICO CAPITOLO
IL POTENZIALE ELETTRICO
18 E LA LEGGE DI COULOMB 19 20

1 L’elettrizzazione per strofinio 626 1 Il vettore campo elettrico 656 1 L’energia potenziale elettrica 694
Animazione Animazione 2 Il potenziale elettrico 698
Corpi negativi e corpi positivi 628 Il vettore campo elettrico 657 Animazione Il potenziale elettrico
2 I conduttori e gli isolanti 629 2 Il campo elettrico non dipende dalla carica di prova 698
3 La definizione operativa di una carica puntiforme 659 Matematica L’integrale
della carica elettrica 631 Animazione Campo elettrico e l’energia potenziale elettrica 699
In laboratorio di più cariche puntiformi 660 Animazione Spostamento
Funzionamento di un elettroscopio 631 3 Le linee del campo elettrico 661 spontaneo delle cariche 701
4 La legge di Coulomb 633 Matematica 3 Le superfici equipotenziali 703
Animazione Campi vettoriali e campi scalari 662 Animazione Superfici
Il principio di sovrapposizione 635 In laboratorio equipotenziali per una carica
5 L’esperimento di Coulomb 636 Linee del campo elettrico 664 puntiforme 703
6 La forza di Coulomb Esperimento virtuale Animazione Superfici
nella materia 638 Le forze in campo 664 equipotenziali per un campo
7 L’elettrizzazione per induzione 640 4 Il flusso di un campo vettoriale elettrico uniforme 704
Animazione Polarizzazione attraverso una superficie 664 4 La deduzione del campo elettrico
e costante dielettrica 642 5 Il flusso del campo elettrico dal potenziale 705
Esperimento virtuale e il teorema di Gauss 666 Esperimento virtuale
Attrazioni elettriche 642 6 Il campo elettrico generato Potenziale al lavoro 705
I concetti e le leggi 643 da una distribuzione 5 La circuitazione
piana infinita di carica 669 del campo elettrostatico 706
Mappa interattiva 643
7 Altri campi elettrici I concetti e le leggi 709
Esercizi 645
con particolari simmetrie 672 Mappa interattiva 709
8 Dimostrazione delle formule Esercizi 711
relative ai campi elettrici
con particolari simmetrie 674
I concetti e le leggi 679
Mappa interattiva 679
Esercizi 681

V
Ugo Amaldi L’AMALDI PER I LICEI SCIENTIFICI - Vol.2 © Zanichelli 2012 con Physics in English
INDICE

CAPITOLO
FENOMENI CAPITOLO
LA CORRENTE ELETTRICA
21 DI ELETTROSTATICA 22 CONTINUA

1 La distribuzione della carica 1 L’intensità


nei conduttori in equilibrio della corrente elettrica 768
elettrostatico 722 Animazione
2 Il campo elettrico e il potenziale L’intensità di corrente 769
in un conduttore all’equilibrio 724 2 I generatori di tensione
Animazione Potenziale elettrico e i circuiti elettrici 771
in un conduttore in equilibrio Animazione
elettrostatico 725 Il generatore di tensione 771
3 Il problema generale Matematica
dell’elettrostatica 726 Le quantità istantanee
In laboratorio Potere delle punte e la derivata 772
in un conduttore carico 729 In laboratorio
4 La capacità di un conduttore 730 Lampadine in serie e in parallelo 775
5 Sfere in equilibrio elettrostatico 732 3 La prima legge di Ohm 776
6 Il condensatore 734 4 I resistori in serie e in parallelo 778
Approfondimento Esperimento virtuale
Moto di una carica in un campo Circuiti e resistori 778
elettrico uniforme 735 5 Le leggi di Kirchhoff 783
Animazione Capacità 6 La trasformazione
di un condensatore piano 737 dell’energia elettrica 784
Esperimento virtuale Animazione L’effetto Joule
Punte e condensatori 737 e la potenza dissipata 785
7 Capacità 7 La forza elettromotrice 787
del condensatore sferico 739 Animazione
Approfondimento La forza elettromotrice 787
Il condensatore cilindrico 739 I concetti e le leggi 790
8 I condensatori Mappa interattiva 791
in serie e in parallelo 741
Esercizi 792
9 L’energia immagazzinata
in un condensatore 745
Animazione Il condensatore come
serbatoio di energia 745
10 Verso le equazioni di Maxwell 748
I concetti e le leggi 750
Mappa interattiva 751
Esercizi 752

VI
Ugo Amaldi L’AMALDI PER I LICEI SCIENTIFICI - Vol.2 © Zanichelli 2012 con Physics in English
CAPITOLO
LA CORRENTE ELETTRICA CAPITOLO
LA CORRENTE ELETTRICA
23 NEI METALLI 24 NEI LIQUIDI E NEI GAS

1 I conduttori metallici 808 1 Le soluzioni elettrolitiche 844


2 La seconda legge di Ohm 810 Animazione
Animazione La seconda legge La dissociazione elettrolitica 846
di Ohm e la resistività 811 In laboratorio Corrente elettrica
In laboratorio in una cella elettrolitica 846
La seconda legge di Ohm 811 2 L’elettrolisi 847
3 Il resistore variabile 3 Le leggi di Faraday
e il potenziometro 812 per l’elettrolisi 850
4 La dipendenza della resistività 4 Le pile e gli accumulatori 852
dalla temperatura 814 5 La conducibilità nei gas 856
Esperimento virtuale Animazione
Buoni e cattivi conduttori 814 Ionizzazione di un gas 856
5 La forza di attrazione 6 I raggi catodici 860
tra le armature I concetti e le leggi 864
di un condensatore piano 816
Esperimento virtuale
6 Carica e scarica Raggi catodici 864
di un condensatore 819
Mappa interattiva 865
Animazione Processo di carica
Esercizi 866
di un condensatore 820
Animazione Processo di scarica
di un condensatore 821
PHYSICS IN ENGLISH E1
Matematica
L'esponenziale e i circuiti RC 822 Physics Talk E2
7 L’estrazione degli elettroni Reading Comprehension E4
da un metallo 824
Approfondimento INDICE ANALITICO E19
Il diodo termodinamico 826
8 L’effetto Volta 827
9 L’effetto termoelettrico
e la termocoppia 829
I concetti e le leggi 831
Mappa interattiva 831
Esercizi 833

VII
Ugo Amaldi L’AMALDI PER I LICEI SCIENTIFICI - Vol.2 © Zanichelli 2012 con Physics in English
LA STORIA DELL’AMALDI

Questo libro è stato scritto nel ricordo di Ugo Amaldi (1875-1957), illustre
matematico, uomo di grande fede e magnifico didatta che nel 1904, presso la Zani-
chelli, pubblicò con Federigo Enriques (1871-1946) gli Elementi di geometria, primo
di una lunga serie di testi di geometria e analisi usati per più di ottant’anni nelle
scuole secondarie di tutta Italia.
Cinquant’anni dopo, Ginestra Amaldi ed Edoardo Amaldi pubblicarono, per la
Zanichelli, il Corso di fisica – ad uso dei licei scientifici che portava il sottotitolo ri-
elaborato da un testo di Enrico Fermi, testo che era stato pubblicato, sempre dalla
Zanichelli, nel 1929.

▶ Ginestra Amaldi (1911-1993), a- ▶ Edoardo Amaldi (1908-1989),


stronoma, ha pubblicato diversi libri di scienziato di fama internazionale,
divulgazione scientifica rivolti ai giova- è stato collaboratore di Fermi nella
ni. Uno di essi, Questo nostro mondo, è scuola di via Panisperna. Nel dopo-
stato tradotto in cinque lingue. guerra ha ricostruito la fisica italiana.

A B

Edoardo Amaldi è stato uno dei padri fondatori del CERN (Conseil Européen pour
la Recherche Nucléaire), il prestigioso centro europeo per la ricerca nucleare, e ha
contribuito alla creazione dell’ESA (European Space Agency), l’ente spaziale euro-
peo. Ha dedicato gli ultimi decenni della sua vita alla ricerca delle onde gravitaziona-
li.
Dagli anni Cinquanta a oggi il libro di Edoardo e Ginestra ha avuto numerose
edizioni e rifacimenti completi; io ne sono il solo autore da più di vent’anni. Più di
due milioni di studenti hanno studiato fisica sulle pagine di questi testi.
La nuova edizione presenta una fisica ricca di esempi di esercizi e di risorse mul-
timediali (esperimenti virtuali, animazioni, video girati in laboratorio) che parla-
no dell’esperienza quotidiana. È una fisica che vuole stimolare i giovani cittadini ad
acquisire una visione scientifica del mondo, attraverso le spiegazioni semplici ma
rigorose che hanno contraddistinto la storia degli «Amaldi».

Ugo Amaldi
Ginevra, gennaio 2012
VIII
Ugo Amaldi L’AMALDI PER I LICEI SCIENTIFICI - Vol.2 © Zanichelli 2012 con Physics in English
PRINCÌPI DELLA
TERMODINAMICA

Ugo Amaldi L’AMALDI PER I LICEI SCIENTIFICI - Principi della Termodinamica © Zanichelli 2012 con Physics in English
CAPITOLO
IL PRIMO PRINCIPIO
12 DELLA TERMODINAMICA

Andriy Bozhok/Shutterstock

1 GLI SCAMBI DI ENERGIA


Una stella e un animale sono sistemi che
scambiano energia (sotto forma di calore e
di lavoro) con l’ambiente che li circonda. Da
circa 5 miliardi di anni il Sole emette nello
spazio energia sotto forma di radiazioni (ca-
lore, luce, protoni ecc.) a spese della propria
energia interna, che lentamente diminuisce.
Un gatto, la cui temperatura corporea nor-
oleg kuzminov/Shutterstock

male è di 38,5 °C, emette calore e compie la-


voro quando si muove. Mangiando e respi-
rando riesce a reintegrare l’energia interna
che perde.

Un sistema è un insieme di corpi che possiamo immaginare avvolti da una super-


ficie chiusa, ma permeabile alla materia e all’energia. L’ambiente è tutto ciò che si
lavoro calore
trova fuori da questa superficie (figura 1).
sistema
Per esempio, un aereo è un sistema costituito da numerosi pezzi (ali, fusoliera,
motore ecc.). L’ambiente è tutto ciò che è al di fuori dell’aereo.

ambiente
La termodinamica studia le leggi con cui i sistemi scambiano (cioè cedono e
ricevono) energia con l’ambiente.
Figura 1 Un sistema termodinamico
scambia calore e lavoro con l’ambiente.

Questi scambi di energia avvengono sotto forma di calore e di lavoro.


Quando un sistema riceve energia dall’esterno, la sua energia interna aumenta;
quando la cede all’esterno, la sua energia interna diminuisce.

426
Ugo Amaldi L’AMALDI PER I LICEI SCIENTIFICI - Principi della Termodinamica © Zanichelli 2012 con Physics in English
IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA 12 CAPITOLO

Un cilindro pieno di gas perfetto


Per studiare gli scambi di energia, consideria- ambiente
mo un sistema fisico molto semplice (figura 2):
il gas perfetto contenuto in un cilindro chiuso
da un pistone a tenuta stagna. L’ambiente è sistema
tutto ciò che è al di fuori di questo sistema: il
fornello, quindi, fa parte dell’ambiente.
Il sistema può scambiare calore e lavoro
con l’ambiente. Per esempio:
• con il fornello acceso, il sistema riceve ener-
gia dall’esterno sotto forma di calore;
• comprimendo il pistone, il sistema riceve Figura 2 Esempio di distinzione tra
energia sotto forma di lavoro compiuto da sistema termodinamico e ambiente
esterno.
una forza esterna.

Ogni volta che riceve o cede energia, il sistema passa da uno stato a un altro: per temperatura
esempio, se si solleva il pistone, il volume occupato dal gas aumenta e la pressione
può diminuire.

Lo stato del sistema «n moli di gas perfetto» è descritto da tre grandezze: volume
il volume V del cilindro, la temperatura T del gas e la pressione p che il gas
esercita contro le pareti (figura 3).
pressione

Figura 3 Lo stato del sistema è


Se misuriamo il valore di due di queste gran- 50 descritto da tre grandezze: volume,
p (kPa)

dezze (per esempio p e V), l’equazione di sta- A pressione e temperatura.


40
to del gas perfetto consente di ricavare la ter- B
30
za (T): 20

pV 10
T= . (1)
nR O 1 2 3 V (m3)
Pertanto lo stato del sistema può essere rap-
presentato mediante un punto in un dia-
gramma pressione-volume (figura 4).
Per esempio, il sistema rappresentato dal
punto A è individuato dalla coppia di valori:
V  1,0 m3; p  40 kPa  4,0  104 Pa. Nello Figura 4 Il diagramma p -V descrive
stato A stato B gli stati del sistema.
stato B il volume è maggiore e la pressione è
minore.

Caso più generale


Non è necessario che il pistone a tenuta stagna contenga del gas perfetto: l’impor-
tante è che il fluido all’interno del cilindro possieda un’equazione di stato, anche
più complicata di quella del gas perfetto. Anche in questo caso, date due delle tre
grandezze termodinamiche V, p e T, è possibile ricavare il valore della terza di esse.

In termodinamica si chiama fluido omogeneo qualunque corpo il cui


comportamento è regolato da un’equazione di stato.

427
Ugo Amaldi L’AMALDI PER I LICEI SCIENTIFICI - Principi della Termodinamica © Zanichelli 2012 con Physics in English
CAPITOLO 12 PRINCÌPI DELLA TERMODINAMICA

2 L’ENERGIA INTERNA DI UN SISTEMA FISICO


Nel paragrafo 7 del Capitolo «La teoria microscopica della materia» abbiamo defini-
to l’energia interna U di un sistema come l’energia complessiva delle sue costituenti
microscopiche.

L’energia interna di un sistema fisico dipende soltanto dalle condizioni in cui


esso si trova e non dalla sua storia passata.

Per esempio, l’energia cinetica delle molecole di


stato energia un gas dipende soltanto dalla sua temperatura,
p (kPa)

80 interna
mentre il valore dell’energia potenziale globale
70 U (J)
delle molecole è determinato unicamente dalle
60 posizioni reciproche delle singole molecole. Le
50 molecole si muovono continuamente e urtano
40
A le pareti del recipiente, ma le distanze medie tra
B di loro non cambiano se pressione e volume re-
30
stano invariati. Quindi l’energia di agitazione
20 termica e l’energia potenziale globale restano in-
Figura 5 A ogni stato termodinamico
corrisponde uno e un solo valore 10 variate nel tempo e a ogni stato A, B, … di un si-
dell’energia interna. 0 stema termodinamico corrisponde un ben defi-
1 2 3 V (m3) nito valore dell’energia interna (figura 5).

Le funzioni di stato

ANIMAZIONE Le funzioni di stato sono grandezze che, come l’energia interna, dipendono
soltanto dalle variabili termodinamiche che servono per descrivere lo stato del
L’energia interna è una
funzione di stato
sistema fisico a cui si riferiscono.
(1 minuto e mezzo)

energia Per fissare meglio le idee, consideriamo una


interna
trasformazione qualunque, in cui un sistema
p (kPa)

70 U (J) termodinamico passa dallo stato A allo stato


60 B. La conseguente variazione
A
50 UA
40 U  U(B)  U(A)
30 ΔU
dell’energia interna dipende soltanto dai due
20 UB
B stati A e B e non dalla particolare trasforma-
Figura 6 Diverse trasformazioni
permettono di passare dallo stato 10 zione AB seguita dal sistema (figura 6).
iniziale A a quello finale B. Lo stesso è vero per la variazione di qualun-
0
1 2 3 4 5 V (m3)
que funzione di stato.

Gradi di libertà L’energia interna è una grandezza estensiva


Ricorda che il simbolo C, che
rappresenta il numero di gradi
La formula (17) del capitolo «La teoria microscopica della materia»
di libertà del sistema, vale 3
C
per il gas monoatomico e 5 per U= Nk B T
quello biatomico. 2

428
Ugo Amaldi L’AMALDI PER I LICEI SCIENTIFICI - Principi della Termodinamica © Zanichelli 2012 con Physics in English
IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA 12 CAPITOLO

mostra che l’energia interna U del gas perfetto è direttamente proporzionale al nu-
mero N di molecole del gas e, quindi, alla sua massa. Lo stesso è vero per l’energia
interna di qualunque sistema. In termodinamica questa proprietà viene descritta
dicendo che

l’energia interna di un sistema è una grandezza estensiva.

In fisica si chiamano:
• estensive quelle grandezze il cui valore dipende dalla massa del sistema fisico in
esame o dal numero di particelle che esso contiene;
• intensive quelle grandezze il cui valore, per un sistema fisico dato, non dipende
in modo diretto dall’estensione del sistema stesso.

Facciamo ora alcuni esempi di


grandezze fisiche estensive e inten-
sive.
Due sistemi fisici S1 e S2 sono
costituiti da due quantità di acqua
alla temperatura di 20 °C. Ora ver- S1
siamo tutta l’acqua in uno stesso S2
recipiente e otteniamo un nuovo
sistema S3.
La massa di S3 è la somma della Figura 7 Le due masse d’acqua
massa di S1 e di quella di S2; lo stesso costituiscono sistemi fisici con masse e
volumi diversi.
vale per i volumi: massa e volume
sono quindi grandezze estensive.

Invece la temperatura di S3 è uguale a quella di S1 e di S2, anche se le dimensioni del


sistema fisico sono aumentate: la temperatura è dunque una grandezza intensiva.

3 IL PRINCIPIO ZERO DELLA TERMODINAMICA


Torniamo a considerare il sistema termodinamico formato da un fluido omogeneo
contenuto in un cilindro dotato di un pistone mobile a tenuta stagna.
Si può parlare di «pressione del sistema» o «temperatura del sistema» soltanto se
queste grandezze sono le stesse in tutti i suoi punti.
Perché ciò sia vero, il sistema fisico sotto esame si deve trovare nella condizione
di equilibrio termodinamico, che richiede la presenza contemporanea di tre tipi
diversi di equilibrio:
1. equilibrio meccanico: non devono essere presenti forze non equilibrate né all’in-
terno del sistema, né tra il sistema e l’ambiente esterno; in particolare, perché il
volume V non vari nel tempo la risultante delle forze che agiscono sul pistone
deve essere nulla.
2. Equilibrio termico: la temperatura deve essere uniforme in tutto il fluido.
3. Equilibrio chimico: la struttura interna e la composizione chimica del sistema de-
vono rimanere inalterate.
In seguito, faremo sempre l’ipotesi di lavorare con sistemi fisici che si trovano nella
condizione di equilibrio termodinamico.
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Ugo Amaldi L’AMALDI PER I LICEI SCIENTIFICI - Principi della Termodinamica © Zanichelli 2012 con Physics in English
CAPITOLO 12 PRINCÌPI DELLA TERMODINAMICA

Il principio zero della termodinamica


In linea di principio, per controllare se due corpi sono alla stessa temperatura dob-
biamo porli a contatto. Se è vero che hanno la stessa T, essi non scambiano calore:
sono in equilibrio termico.
Ma come possiamo affermare che due pareti della stanza, quella di destra e quella
di sinistra, hanno la stessa temperatura? Di certo, non siamo in grado di spostarle
Strumenti di misura fino a portarle a contatto tra loro. Si usa un altro metodo:
In base alla sua definizione
operativa (paragrafo 1 del
capitolo «La temperatura») ▶ prendiamo un termometro (cor- ▶ Ora mettiamo in contatto lo stesso
non è necessario che le po C) e lo mettiamo in contatto con termometro (corpo C) con la parete di
temperature dei due oggetti la parete di sinistra (corpo A) fino a destra (corpo B). Se questi due corpi
siano misurate con lo stesso
termometro: è sufficiente
quando essi sono in equilibrio termi- sono in equilibrio termico, la parete
utilizzare termometri costruiti co. Il termometro indica la propria di destra ha la stessa temperatura del
e calibrati secondo gli stessi temperatura, che è quella della parete termometro, cioè la stessa della parete
criteri. di sinistra. di sinistra.

corpo A corpo B corpo A corpo B

corpo C corpo C

non c'è non c'è


passaggio passaggio
di calore di calore

A B

Il procedimento illustrato sopra presuppone la validità di un criterio generale, indi-


spensabile (dal punto di vista logico) per confrontare le temperature di oggetti mol-
to distanti tra loro nello spazio o nel tempo. Questo criterio si chiama principio zero
della termodinamica; il nome deriva dal fatto che, nella costruzione teorica della ter-
modinamica, questo criterio precede gli altri tre princìpi (che sono presentati in
questo capitolo e nei due successivi) e ne è fondamento. Storicamente, il principio
zero è stato formalizzato per ultimo e quindi, non potendo cambiare la numerazio-
ne già in uso dei princìpi della termodinamica, per porlo prima degli altri gli è stato
assegnato il numero zero.

Il principio zero della termodinamica afferma che, se il corpo A è in


equilibrio termico con un corpo C e anche un altro corpo B è in equilibrio
termico con C, allora A e B sono in equilibrio termico tra loro.

Per esempio, grazie a questo principio è possibile dare un significato fisico preciso
alla frase «mi sono misurato la febbre e ho la stessa temperatura di ieri»: non è possi-
bile mettere a contatto il tuo corpo di ieri con il tuo corpo di oggi, ma è possibile
mettere in equilibrio termico due volte (ieri e oggi) il tuo corpo con uno stesso og-
getto (un termometro correttamente calibrato).
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IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA 12 CAPITOLO

4 TRASFORMAZIONI REALI E
TRASFORMAZIONI QUASISTATICHE
Consideriamo un sistema termodinamico in uno stato di equilibrio A. Ora modifi- ANIMAZIONE
chiamo in qualche modo il sistema (aumentiamo o abbassiamo improvvisamente la
Le trasformazioni reali
pressione applicata, oppure aumentiamo improvvisamente la temperatura metten- (2 minuti)
dolo su una fiamma molto intensa). Infine aspettiamo che il sistema, così perturba-
to, si porti in un nuovo stato di equilibrio B.

Come mostra la figura 8, in una situazione


intermedia fra i due stati, durante il pas-
saggio dallo stato A allo stato B il compor-
tamento del sistema è molto complicato:
al suo interno si creano delle correnti e dei
vortici, per cui la pressione ha valori diversi
in diverse zone del sistema. Queste correnti
trasportano calore; così, in punti diversi del-
lo stesso sistema si misurano temperature Figura 8 In una trasformazione reale
tra gli stati A e B accadono fenomeni
diverse. molto complicati.

Nel diagramma pressione-volume, questa


trasformazione reale deve essere rappre-
sentata nel modo indicato nella figura 9: sol- A
tanto i due stati A e B (quello iniziale e quello
pressione p

finale) sono ben definiti; nella fase interme-


dia è invece disegnato un «fuso» che corri-
sponde a tutti i valori di pressione e di tem- B
peratura che sono stati presenti all’interno Figura 9 Nel piano p -V una
del sistema nel corso della sua evoluzione. trasformazione reale è rappresentata
da un «fuso».
volume V
Le trasformazioni quasistatiche
Nel paragrafo precedente abbiamo detto che
lavoreremo soltanto con sistemi fisici che
si trovano in equilibrio termodinamico. Di
A
conseguenza, le trasformazioni che studiere-
stato intermedio
mo sono costituite da una successione di un
pressione p

di equilibrio
numero molto grande (al limite, infinito) di
stati di equilibrio, ciascuno dei quali è rap- P
presentato da un punto in un grafico p-V. B
Trasformazioni di questo genere si di- trasformazione
cono quasistatiche e sono rappresentate nel quasistatica Figura 10 Una trasformazione
quasistatica è costituita da una
piano p-V da una linea continua che con- volume V successione di stati di equilibrio.
giunge lo stato iniziale a quello finale (figu-
ra 10).

Modello semplificato
Una trasformazione quasistatica è un procedimento ideale in cui la La trasformazione quasistatica,
trasformazione è ottenuta passando per un numero enorme di stati di equilibrio come il punto materiale o il gas
perfetto, è un modello semplice
intermedi, ognuno dei quali differisce pochissimo da quello precedente.
che descrive bene le situazioni
reali soltanto in casi particolari.

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CAPITOLO 12 PRINCÌPI DELLA TERMODINAMICA

Una trasformazione quasistatica avviene quindi a velocità molto bassa (da qui il suo
nome) e richiede un tempo lunghissimo per completarsi.

Trasformazioni quasistatiche particolari


Tra le infinite trasformazioni quasistatiche possibili ve ne sono alcune particolar-
mente semplici. Ne abbiamo già incontrate tre nel paragrafo 5 del capitolo «La tem-
peratura».
isòbara
A B • Una trasformazione isòbara (a pressio-
p1
ne costante) è rappresentata da un seg-
mento parallelo all’asse orizzontale (dei
volumi).
pressione p

isoterma
• Una trasformazione isocòra (a volume
costante) è rappresentata da un seg-
isocòra mento parallelo all’asse verticale (delle
p2 pressioni).
Figura 11 Diverse trasformazioni C D • Una trasformazione isoterma avviene
quasistatiche rappresentate nel piano
p -V. V1 V2 V3
a temperatura costante. Quella del gas
volume V perfetto è un arco di iperbole (figura 11).

Ci sono altre due tipi di trasformazioni quasistatiche che saranno particolarmente


utili per lo sviluppo della termodinamica: le trasformazioni adiabatiche e le trasfor-
mazioni cicliche.
trasformazione ciclica

A
• Le trasformazioni adiabatiche avvengono senza scambi di calore tra il
pressione p

sistema fisico in esame e l’ambiente esterno.


• Le trasformazioni cicliche hanno lo stato iniziale che coincide con quello
finale.

volume V

Figura 12 Trasformazione ciclica


In un grafico pressione-volume una trasformazione ciclica è rappresentata da una
quasistatica. linea chiusa (figura 12).

5 IL LAVORO TERMODINAMICO
Scaldiamo lentamente il gas con-
tenuto nel cilindro, in modo che si
espanda a pressione costante (tra-
sformazione isòbara). Lasciamo che
pressione il volume del gas aumenti in modo
costante
quasistatico.
Poiché il pistone si solleva, il si-
stema compie un lavoro positivo.
Potremmo utilizzare l’energia che il
sistema cede all’esterno per fare un
lavoro utile: per esempio sollevare
Figura 13 Il lavoro di espansione una mela (figura 13) o l’acqua da un
di un gas può essere impiegato per
sollevare oggetti. pozzo.
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IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA 12 CAPITOLO

Il lavoro di una trasformazione isòbara


Il lavoro W, che il sistema compie, è uguale al pro- F
dotto della forza F, che spinge verso l’alto il pisto-
ne, per lo spostamento h del pistone (figura 14):

W  Fh. h
V = Sh
S
Poiché la forza è uguale al prodotto della pressio-
ne p del gas per la superficie S del pistone, si ha

W  Fh  (pS)h  p(Sh)  pV,


Figura 14 In una trasformazione
che avviene in un cilindro con pistone a
dove V, uguale al prodotto Sh, è l’aumento di vo- tenuta si ha V  Sh.
lume del gas.

Quindi il lavoro compiuto dal sistema durante l’espansione a pressione costante è

lavoro compiuto dal gas (J)

W  pV (2)
variazione
pressione del gas (Pa) di volume (m3)

Nel grafico pressione-volume la trasformazione isòbara è rappresenta da un seg-


mento orizzontale (perché il valore di p non cambia).

▶ In una trasformazione isòbara il ▶ Una trasformazione qualsiasi ▶ Il lavoro totale compiuto nel
lavoro del sistema è uguale all’area può essere suddivisa in tante picco- passare da A a B è la somma di tutti
della parte di piano compresa tra il le trasformazioni isòbare. Il lavoro questi piccoli lavori ed è quindi u-
grafico e l’asse dei volumi: un ret- compiuto in ciascuna di esse è dato guale all’area indicata in colore nel
tangolo di base V e altezza p. dall’area di un piccolo rettangolo. grafico qui sotto.

isòbara p = costante lavoro compiuto in


questa parte della
A B trasformazione
100 100 100
B B
80 80 80
p (kPa)
p (kPa)

p (kPa)

A A
60 60 60
p
40 40 40

20 20 20
DV DV
0 0,15 0,3 0 0,1 0,2 0,3 0,4 0 0,1 0,2 0,3 0,4
V (m3) V (m3) V (m3)

A B C

Abbiamo quindi ottenuto che:

il lavoro termodinamico compiuto dal sistema durante una trasformazione


quasistatica è dato dall’area della parte del piano p-V contenuta tra l’asse dei
volumi e il grafico della trasformazione stessa.

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CAPITOLO 12 PRINCÌPI DELLA TERMODINAMICA

Questo risultato è matematicamente equivalente a quello ottenuto nella scheda ma-


tematica «La distanza e l’integrale definito» che si trova nel capitolo «Le forze e i
moti».

ESEMPIO

Il gas contenuto in un cilindro munito di pistone a tenuta si espande alla


pressione costante di 1,7  105 Pa. All’inizio il gas occupava un volume di
2,9 L, alla fine dell’espansione il volume occupato dal gas è di 5,3 L.
f Calcola il lavoro W compiuto dal gas nel corso dell’espansione.
Si tratta di un’espansione isobara, perché il testo dice che avviene a pressione
costante. W è dato dalla formula (2), quindi:
• calcoliamo prima V  (5,3  2,9)L  2,4L  2,4  103 m3 ;
• così ora possiamo determinare

W  pV  (1,7  105 Pa)  (2,4  103 m3)  4,1  102 J .

Il lavoro richiesto dall’esercizio è W  4,1  102 J.

Il lavoro compiuto in una trasformazione ciclica


Durante un’espansione del gas la variazione di volume V è positiva e, di conseguen-
za, il lavoro W è positivo (parte sinistra della figura 15).
Durante una compressione del gas la variazione di volume V è negativa e, di con-
seguenza, il lavoro W è negativo (parte destra della figura seguente).

A A
pressione p
pressione p

B B
W>0 W<0

Figura 15 Il lavoro del sistema è


positivo durante un’espansione, è
negativo durante una compressione.
volume V volume V

Lavoro negativo compiuto dal sistema termodinamico significa che è l’ambiente


esterno a compiere un lavoro positivo sul sistema, per esempio comprimendo il gas
contenuto nel cilindro.
Durante una trasformazione ciclica ci sono una fase di espansione e una di com-
pressione.

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IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA 12 CAPITOLO

▶ Durante la fase di espansione il ▶ Durante la fase di compressione ▶ Il lavoro totale compiuto dal
sistema compie un lavoro positi- il sistema compie un lavoro nega- sistema durante il ciclo è uguale al-
vo pari all’area della parte di piano tivo, il cui valore assoluto è dato la somma algebrica dei due lavori
tratteggiata in rosso. dall’area tratteggiata in blu. (positivo  negativo).

A A A
1 1 1

pressione p
pressione p

pressione p
2 2
B B B

volume V volume V volume V

A B C

Abbiamo quindi trovato un risultato generale:

il lavoro compiuto nel corso di una trasformazione ciclica è uguale all’area ANIMAZIONE
della parte di piano racchiusa dalla linea che rappresenta la trasformazione nel Il lavoro compiuto in una
grafico p-V. trasformazione
(1 minuto e mezzo)

Il lavoro non è una funzione di stato


Consideriamo due trasformazioni quasistatiche che fanno passare dallo stesso stato
iniziale A allo stesso stato finale B (figura 16). Il lavoro W1 compiuto nella prima tra-
sformazione è diverso dal lavoro W2 compiuto nella seconda.

A A
pressione p

pressione p

B B
W1
W2 Figura 16 A trasformazioni diverse
tra gli stessi stati A e B corrispondono
lavori diversi.
volume V volume V

Quindi il lavoro compiuto in una trasformazione non dipende soltanto dallo stato
iniziale e da quello finale, ma anche dalla particolare trasformazione seguita nel pas-
sare da A a B.
Di conseguenza possiamo affermare che

il lavoro, a differenza dell’energia interna, non è una funzione di stato.

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CAPITOLO 12 PRINCÌPI DELLA TERMODINAMICA

6 ENUNCIAZIONE DEL PRIMO PRINCIPIO


DELLA TERMODINAMICA
Durante l’espansione a pressione costante (figura 17) il sistema «gas perfetto conte-
nuto in un cilindro con pistone» è passato dallo stato A (volume minore) allo stato B
(volume maggiore, stessa pressione). Poiché l’energia interna è cambiata da UA a UB,
c’è stata una variazione di energia interna

U  UB  UA .

Il sistema
• ha guadagnato energia, perché ha assorbito una quantità positiva di calore Q
dall’ambiente (dal fornello),
isòbara p = costante
• ha perso energia, perché ha compiuto un lavoro W positivo, spingendo verso l’al-
A B to il pistone.
Poiché l’energia si conserva, la variazione di energia interna deve essere uguale al
calore assorbito (energia in ingresso) meno il lavoro compiuto (energia in uscita):
pressione p

variazione dell'energia
interna (J)
U  Q  W (3)
calore assorbito (J) lavoro compiuto (J)
volume V

Figura 17 Espansione isòbara Questa espressione della conservazione dell’energia, ricavata per via sperimentale per
quasistatica rappresentata nel piano
p -V. la prima volta nel diciannovesimo secolo, si chiama primo principio della termo-
dinamica.
È una delle leggi più importanti della fisica, perché ha un ambito di validità uni-
versale: si applica infatti a tutti i sistemi e non soltanto al gas perfetto. Inoltre non si
applica al solo fenomeno di espansione ma a tutte le trasformazioni termodinami-
che, purché si tenga conto del segno delle grandezze Q e W.

ESEMPIO

Al motore di una locomotiva a vapore è ceduta una quantità di calore (Q) pari
a 530 kJ mentre compie un lavoro (W) di 110 kJ.
f Di quanto aumenta la sua energia interna?
Il primo principio della termodinamica permette di calcolare la variazione U
di energia interna come

U  Q  W  530 kJ  110 kJ  420 kJ .

La variazione di energia interna è U  420 kJ.

Segno di Q e di W
Q W
Positivo Il sistema acquista energia dall’esterno mediante Il sistema esegue un lavoro positivo (durante un’e-
uno scambio di calore. spansione) e cede energia.
Negativo Il sistema cede energia all’esterno mediante uno Il sistema esegue un lavoro negativo (durante una
scambio di calore. compressione) e acquista energia.

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IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA 12 CAPITOLO

L’enunciato del primo principio della termodinamica sottolinea ancora una volta
che il calore è, come il lavoro, energia in transito. Ciò che si accumula o si spende nei
sistemi fisici è l’energia interna.

7 APPLICAZIONI DEL PRIMO PRINCIPIO


Facendo sempre riferimento al sistema semplice del gas perfetto, esaminiamo alcu- ESPERIMENTO VIRTUALE
ne trasformazioni che il gas può subire.
Il diagramma
pressione-volume
• Gioca

Trasformazioni isocòre (a volume costante) • Misura


• Esercitati
Cambiamo lentamente la temperatura del gas a vo- pistone
bloccato
lume costante. Per fare in modo che V non vari, bloc-
chiamo il pistone al cilindro (figura 18). Nel diagram- stato A stato B
ma pressione-volume una trasformazione a volume
costante è rappresentata dal segmento AB (figura 19).
Poiché il pistone non si sposta, non c’è variazione
di volume (V  0). Quindi il gas, la cui temperatu-
ra varia di T, non compie lavoro (W  0). Il primo Figura 18 Bloccando il pistone si
principio diventa ottiene una trasformazione isocòra.

U  Q. (4)

isocòra V = costante
In una trasformazione isocòra la variazione di energia interna del sistema è
B

pressione p
uguale alla quantità di calore scambiato.

Sostituendo U  Q nella formula (18) del capitolo «Il modello microscopico della
A
materia» vediamo che, per una trasformazione isocòra del gas perfetto, vale la rela-
zione
VA = VB
volume V
C C C C
Q = U = U2 - U1 = nRT2 - nRT1 = nR ^T2 - T1h = nR T. (5)
2 2 2 2 Figura 19 Trasformazione isocòra
quasistatica rappresentata nel piano
p -V.
ESEMPIO

Una bomboletta contiene 0,396 mol di ossigeno molecolare (O2). La


temperatura dell’ossigeno viene fatta variare da 23,2 °C a 71,8 °C.
f Determina il valore della variazione di energia interna dell’ossigeno.
• L’incremento di temperatura è T  (71,8  23,2) °C  48,6 °C  48,6 K.
• La molecola di ossigeno è biatomica, per cui il numero di gradi di libertà C
vale 5.
• Possiamo quindi calcolare

C 5 J
U = nR  T = # ^0,396 molh # c 8,315 m # ^48,6 Kh = 400 J
2 2 mol : K

L’energia interna dell’ossigeno aumenta di 400 J.

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CAPITOLO 12 PRINCÌPI DELLA TERMODINAMICA

Trasformazioni isòbare (a pressione costante)


Pressione atmosferica stato D
Cambiamo lentamente la temperatura
In tutte le trasformazioni che del gas a pressione costante. Per non
avvengono in un cilindro si
deve anche tenere conto della
fare variare p, manteniamo gli stessi
pressione atmosferica e non pesetti sul pistone (figura 20).
stato C
soltanto dei pesetti. Nel diagramma pressione-volume
una trasformazione a pressione co-
stante è rappresentata dal segmento
CD (figura 21).
Il lavoro compiuto durante una
trasformazione isòbara è W  pV. In
Figura 20 Mantenendo invariato questo caso il primo principio diventa:
il peso sul pistone si ottiene una
trasformazione isòbara.
U  pV  Q : (6)

isòbara p = costante

il calore assorbito durante una trasformazione isòbara serve in parte per


pressione p

C D
aumentare la temperatura del sistema (aumenta U) e in parte per compiere
pC = pD lavoro.

Consideriamo una trasformazione isòbara (alla pressione p) di un gas perfetto che


volume V
contiene n moli e che passa dallo stato iniziale con volume V1 e temperatura T1 allo
Figura 21 Trasformazione isòbara
stato finale con volume V2 e temperatura T2. Per l’equazione di stato del gas perfetto
quasistatica nel piano p -V. valgono le relazioni

pV1  nRT1 e pV2  nRT2 .

Quindi possiamo calcolare

pV  p(V2  V1)  pV2  pV1  nRT2  nRT1  nR(T2  T1)  nRT (7)

e, sostituendo le formule (5) e (7) nella (6) otteniamo l’espressione del calore scam-
biato nel corso di una trasformazione isòbara del gas perfetto:

C C+2
Q =  U + p V = nR  T + nR  T = nR  T. (8)
2 2

Termostato
Immagina di mettere a
raffreddare una bibita Trasformazioni isoterme (a temperatura costante)
nell’acqua di una cisterna.
Anche se l’acqua assorbe
Manteniamo costante la temperatura
stato E stato F
il calore della bibita, la del gas immergendo il cilindro in una
sua temperatura rimane vasca che contiene un liquido alla tem-
praticamente invariata. Questo peratura voluta. Se la vasca è abbastan-
perché la capacità termica
dell’acqua nella cisterna è
za grande, il liquido praticamente non
molto più grande di quella della cambia temperatura quando scambia
bibita. calore con il gas (figura 22).
Figura 22 Mantenendo il sistema
Cambiamo lentamente il volume del
a contatto con un corpo a temperatura gas modificando poco alla volta la quan-
costante si ottiene una trasformazione
isoterma. tità di sabbia che si trova sul pistone.

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IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA 12 CAPITOLO

Nel diagramma pressione-volume una trasformazione a temperatura costante del


gas perfetto è rappresentata dall’arco di iperbole EF (figura 23).
Ricorda che l’energia interna del gas perfetto è E T = costante

pressione p
U= nRT.
2
Durante una trasformazione isoterma T è costante e quindi anche U non cambia.
Perciò si ha U  0 e il primo principio della termodinamica assume la forma F

0QW ( Q  W. (9)
volume V

Figura 23 Trasformazione
In una trasformazione isoterma del gas perfetto il calore assorbito è uguale al isoterma quasistatica del gas perfetto
lavoro compiuto. rappresentata nel piano p -V.

Come sempre, il lavoro W è uguale all’area racchiusa tra l’iperbole, l’asse delle ascisse
e le rette verticali determinate dai volumi Vi e Vf (figura 24). Nel caso che stiamo trat-
tando, cioè una trasformazione isoterma alla temperatura T, che fa passare n moli di
gas perfetto dal volume iniziale Vi al volume finale Vf , il calcolo integrale mostra che

pressione p
questa area vale
Vf
W = Q = nRT ln f p. (10)
Vi

ESEMPIO
Vi Vf
Un cilindro munito di pistone a tenuta contiene 0,418 mol di gas perfetto, volume V
che è fatto espandere alla temperatura costante di 299 K dal volume iniziale di Figura 24 Rappresentazione grafica
2,00  103 m3 a quello finale di 3,82  103 m3. del lavoro compiuto dal sistema nel
corso di una trasformazione isoterma.
f Determina il lavoro W compiuto dal gas nel corso dell’espansione.
Grazie alla formula (10) si calcola
J 3,82 # 10 -3 m 3
W = ^0,418 molh # c 8,315 m # ^299 Kh # ln c m=
mol : K 2,00 # 10 -3 m 3
= (1,04 # 10 3 J) # ln (1,91) = (1,04 # 10 3 J) # 0,647 = 673 J.
Il lavoro W vale 673 J.

Trasformazioni cicliche
Una trasformazione ciclica quasistatica può essere realizzata in infiniti modi, purché Logaritmo naturale
abbia la forma di una curva chiusa nel piano pressione-volume. y  ln x è il logaritmo di x in
base e, dove e è il numero
Alla fine di un ciclo il sistema fisico ritorna nello stesso stato A di partenza. Visto di Nepero (circa uguale a
che U è una funzione di stato, l’energia interna del sistema alla fine del ciclo è uguale 2,718…).
a quella che aveva all’inizio, per cui si ha U  0. Così il primo principio della ter-
modinamica diventa

Q  W. (11)

Al termine di una trasformazione ciclica il calore totale assorbito è uguale al


lavoro totale compiuto.

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CAPITOLO 12 PRINCÌPI DELLA TERMODINAMICA

Questa è l’espressione della conservazione dell’energia e vale anche per una trasfor-
mazione ciclica non quasistatica. Ma nel piano p-V la trasformazione reale ciclica
non è rappresentabile con una linea chiusa.
La formula (11) ha lo stesso aspetto della (9), ma bisogna notare due differenze:
• la (9) vale soltanto per la trasformazione isoterma quasistatica del gas perfetto,
non di un fluido omogeneo qualunque, mentre la (11) vale in tutti i casi;
• la (9) è vera tra due punti qualunque dell’isoterma del gas perfetto, mentre la (11)
vale solo alla conclusione di una trasformazione ciclica reale.

8 I CALORI SPECIFICI DEL GAS PERFETTO


Come abbiamo imparato nel paragrafo 3 del capitolo «Il calore», il calore specifico c
di una sostanza è dato dalla formula

Q
c= . (12)
m T

Liquidi e solidi Per i solidi e per i liquidi non c’è bisogno di aggiungere altro. Ma per i gas l’aumento
Per i liquidi e per i solidi la di temperatura (cioè di energia interna) dovuto a uno scambio di calore Q dipende
dilatazione termica fa sì che
non si possa mantenere il
dalla particolare modalità con cui avviene il riscaldamento.
volume del corpo costante: Per descrivere tale situazione si introducono il calore specifico a volume costante
tutti i calori specifici di liquidi cv e quello a pressione costante cp , definiti come
e solidi sono a pressione
costante. Q Q
cv = c m e cp =c m , (13)
m⌬ T isocòra m⌬ T isòbara

dove i pedici «isocòra» e «isòbara» indicano la trasformazione che si utilizza per ot-
tenere il riscaldamento.
Come abbiamo visto nel paragrafo precedente,

▶ in una trasformazione isocòra vale ▶ In una trasformazione isòbara par-


la relazione U  Q: il lavoro compiu- te del calore serve a compiere lavoro
to dal sistema è nullo, per cui tutto il (U  pV  Q) e, quindi, con lo stes-
calore assorbito serve ad aumentare la so Q si ha un aumento di temperatura
temperatura del gas. minore di quello dell’isocòra.

Q Q
aumento di
temperatura
DTisòbara < DTisocòra
trasformazione
isocòra trasformazione
isòbara

aumento di
DU temperatura
DTisocòra DU W

A B

Visto che, nella definizione del calore specifico, T compare al denominatore, a T


minore corrisponde un calore specifico maggiore. Quindi,
440
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IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA 12 CAPITOLO

il calore specifico a pressione costante di un gas è sempre maggiore del suo


calore specifico a volume costante.

I valori dei calori specifici del gas perfetto


Dimostreremo che, per un gas perfetto di massa molare M, valgono le seguenti pro- Massa molare
prietà: È la massa di una mole di
sostanza, espressa in kg/mol. È
numero di gradi di libertà costante del gas la stessa cosa del peso atomico
perfetto (J/(molK)) o peso molecolare di una
C R sostanza, ma queste ultime
cv = (14) due grandezze sono di solito
calore specifico a volume 2 M
espresse in g/mol.
costante (J/(kgK)) massa molare (kg/mol)
e

numero di gradi di libertà costante del gas


perfetto (J/(molK))
C+2 R
cp = (15)
calore specifico a pressione 2 M
costante (J/(kgK)) massa molare (kg/mol)

Il rapporto tra cp e cv si indica con il simbolo ; per il gas perfetto si ha:

cp C + 2 R 2 M C + 2
= = : = . (16)
cv 2 M C R C

Questo rapporto è sempre maggiore di 1 perché, come si è appena visto, cp è sempre


maggiore di cv. La tabella successiva riassume i valori dei calori specifici e della co-
stante  per il gas perfetto:

Calori specifici per il gas perfetto


Gas perfetto C cv cp   cp /cv
monoatomico 3 3 R 5 R 5
 1,6666
2M 2M 3
biatomico 5 5 R 7 R 7
 1,4000
2M 2M 3

La tabella seguente mostra i valori sperimentali di cp, cv e  per diversi gas.

Calori specifici di alcuni gas alla temperatura T  273 K


Sostanza cp(J/(kgK)) cv(J/(kgK))   cp /cv Formula
Anidride carbonica 0,82  10 3
0,63  10 3
1,30 ⯝ 9/7 CO2
Argo 0,52  103 0,31  103 1,67 ⯝ 5/3 Ar
Aria 1,00  103 0,714  103 1,40 ⯝ 7/5 N2(78%)  O2(21%)
Elio 5,10  10 3
3,1  10 3
1,65 ⯝ 5/3 He
Idrogeno 14,30  10 3
10,1  10 3
1,42 ⯝ 7/5 H2
Metano 2,21  103 1,69  103 1,31 ⯝ 9/7 CH4
Ossido di carbonio 1,05  103 0,750  103 1,40 ⯝ 7/5 CO
Ossigeno 0,92  10 3
0,66  10 3
1,39 ⯝ 7/5 O2
Ozono 0,79  10 3
0,56  10 3
1,41 ⯝ 7/5 O3

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CAPITOLO 12 PRINCÌPI DELLA TERMODINAMICA

Calcolo dei calori specifici del gas perfetto


Calore specifico a volume costante. Sappiamo che, in una trasformazione isocòra,
si ha Q  U e inoltre vale la relazione U  CnRT/2 (formule (4) e (5)). Sulla base
di queste informazioni possiamo calcolare

C
nR  T
Q U 2 C R
cv = c m = = = .
m T isoc ra m T m T 2 m/ n

La massa m del gas divisa per il numero n di moli che esso contiene è uguale alla mas-
sa molare del gas (m/n  M), per cui otteniamo la formula (14):

C R C R
cv = = .
2 m/n 2 M

Calore specifico a pressione costante. Sappiamo che il calore scambiato in una tra-
C+2
sformazione isòbara del gas perfetto è dato dalla formula (8) Q is bara = nR  T ;
2
quindi siamo in grado di calcolare

Q Q  + 2 nR ⌬ T +2 R
cp = c m = isòbara = = .
m⌬ T isòbara m⌬ T 2 m⌬ T 2 m n

Ancora una volta, la quantità m/n al denominatore è la massa molare M, per cui ot-
teniamo la formula (15)

C+2 R
cp = .
2 M

9 LE TRASFORMAZIONI ADIABATICHE
thermos Mettiamo un gas in un thermos, che è un
ottimo isolante termico, in modo che il ca-
stato E stato G
lore non possa entrare o uscire.
Se diminuiamo lentamente la pressione
esterna, togliendo poco alla volta la sabbia
che è sul pistone, il gas si espande. La curva
Figura 25 Mantenendo il sistema adiabatica che descrive questa trasforma-
isolato dall’esterno si ottiene una
trasformazione adiabatica. zione scende verso il basso più rapidamente
dell’isoterma che inizia nello stesso stato E
(figura 26). Vediamo il motivo.
E
Poiché non ci sono scambi di calore (Q  0), il primo principio diventa
pressione p

isoterma T0 U  W . (17)

F Se W è positivo (il gas compie un lavoro espandendosi), U è negativo.


adiabatica G

V0 volume V V
Nell’espansione adiabatica il gas compie un lavoro positivo e la sua energia
Figura 26 Trasformazione
interna diminuisce. Pertanto il gas si raffredda e il grafico è più pendente di
adiabatica quasistatica del gas quello dell’isoterma.
perfetto rappresentata nel piano p -V.

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IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA 12 CAPITOLO

Questo è ciò che accade quando faccia-


mo uscire velocemente il contenuto di
una bomboletta spray: il gas del getto
si espande in modo adiabatico (per-
ché non ha il tempo di assorbire calore

Picsfive/Shutterstock
dall’esterno) e si raffredda. È possibile
rendersene conto dirigendo il getto su
una mano.

Per comprimere adiabaticamente il forza di gravità


gas, aumentiamo la pressione aggiun-
gendo sabbia sul pistone. Una forza
esterna (la forza di gravità) spinge il
pistone verso il basso e compie un la- spostamento
voro positivo.
Invece la forza del gas, che preme
verso l’alto, è diretta in senso contra-
rio allo spostamento del pistone. Il gas
compie un lavoro negativo (W  0);
quindi U è positivo.
Nella compressione adiabatica una
forza esterna compie un lavoro positi-
vo e l’energia interna del gas aumenta. Figura 27 Il lavoro della forza di
Poiché variazione di temperatura e au- forza del gas gravità aumenta la temperatura del
sistema durante una compressione
mento di energia interna sono propor- adiabatica.
zionali (U  CnRT/2), il gas si scalda.

Una compressione adiabatica si ha


quando si gonfia la ruota di una bici-
cletta con una pompa a mano: infatti,
la compressione dell’aria contenuta
nella pompa è talmente rapida che il
gas non riesce a cedere calore all’ester-
Vaidas Bucys/Shutterstock

no. Come previsto dal primo princi-


pio, mentre si gonfia la ruota di una
bicicletta la pompa tende a scaldarsi.

L’equazione delle adiabatiche quasistatiche


Le considerazioni qualitative che si ricavano dal primo principio della termodina-
mica sono confermate dall’equazione che descrive il comportamento del gas perfet-
to durante una trasformazione adiabatica quasistatica.
Consideriamo un gas perfetto che, all’inizio, si trova in uno stato descritto dalla
temperatura T0 e dal volume V0 e che poi subisce una trasformazione adiabatica fino
a uno stato descritto dalla temperatura T e dal volume V (figura 26).
Si dimostra che le quattro grandezze termodinamiche T, V, T0 e V0 sono legate tra
loro dalla relazione

V0  - 1
T =c m T0 (18)
V

dove  è il rapporto   cp /cv che abbiamo definito nel paragrafo precedente.


443
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CAPITOLO 12 PRINCÌPI DELLA TERMODINAMICA

Dal momento che cp è sempre maggiore di cv ,  è sempre maggiore di 1 e (  1) è


sempre maggiore di 0. Proprio per questa proprietà, la formula (18) dice che quando
il volume aumenta (e quindi il rapportoV0 /V è più piccolo di 1) la temperatura finale
T è sempre inferiore alla temperatura iniziale T0, come previsto.

ESEMPIO

Un cilindro munito di un pistone a tenuta e isolato dall’esterno contiene elio


a temperatura ambiente (T0  300 K), che viene lentamente compresso fino a
ridursi a un quarto del volume iniziale.
f Qual è la temperatura dell’elio alla fine della compressione?
• Visto che il cilindro è isolato dall’esterno, la trasformazione subìta dal gas è
una compressione adiabatica.
• L’elio ha una molecola monoatomica, per cui si ha   5/3 e   1  2/3.
• Sulla base dei dati del problema si ha V0 /V  4.
• Quindi la formula (18) permette di calcolare

V0 - 1
T =c m T0 = 4 2/3 # (300 K) =
V
= 3 4 2 # (300 K) = 2,52 # (300 K) = 756 K

La temperatura finale dell’elio vale 756 K.

Dalla (18) si ricava anche una formula equivalente che contiene le grandezze termo-
dinamiche pressione e volume. Basta ricavare il rapporto T/T0 nell’equazione del gas
perfetto, scritta per lo stato iniziale e per quello finale come

pV  nRT e p0V0  nRT0 .

Dividendo membro a membro queste due equazioni si ottiene allora

pV T
= .
p 0 V 0 T0

Ricavando T  pVT0 /(p0V0) nell’equazione precedente e sostituendo questa espres-


sione nella formula (18) otteniamo

pV  = p 0 V 0 . (19)

Dal momento che  è sempre maggiore di 1, la curva descritta dall’equazione (19)


A risulta più inclinata verso il basso di quella che descrive una isoterma: pV  p0V0 .
Nella figura 28 la curva rossa descrive un’espansione adiabatica che inizia dal-
pressione p

lo stato A a cui corrisponde la temperatura della curva isoterma blu. Essendo più
inclinata verso il basso dell’isoterma verde, l’adiabatica rossa interseca infinite al-
tre isoterme a cui corrispondono temperature inferiori a quella di partenza, come è
previsto dalla formula (18). Due di queste isoterme sono rappresentate dalla curva
verde e da quella marrone.
volume V In modo simile a quanto visto prima, partendo dalla (18) o dalla (19) si ricava
Figura 28 La curva che rappresenta l’equazione che contiene la temperatura e la pressione:
un’espansione adiabatica del gas
perfetto interseca infinite isoterme.
1- 1-
Tp  = T0 p 0  . (20)

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CAPITOLO 5 IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA
CAPITOLO IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

I CONCETTI E LE LEGGI MAPPA INTERATTIVA

ENERGIA INTERNA E LAVORO TERMODINAMICO


La termodinamica studia le leggi con cui i sistemi scambiano energia con l’ambiente sotto forma di calore e lavoro. Lo
stato di un sistema termodinamico, come ad esempio un gas perfetto, è descritto da tre grandezze (volume V, pressio-
ne p e temperatura T) ed è rappresentato da un punto nel grafico pressione-volume.

Principio zero della termodinamica


• Se un corpo A è in equilibrio termico con un corpo C e anche un altro corpo B è in equilibrio corpo A corpo B

termico con C, allora A e B sono in equilibrio termico tra loro. corpo C

• La condizione di equilibrio termodinamico richiede la presenza contemporanea di: 1) equilibrio non c'è
meccanico; 2) equilibrio termico; 3) equilibrio chimico. passaggio
di calore

Grandezza estensiva Grandezza intensiva Funzione di stato


Il suo valore dipende dal massa del si- Il suo valore, per un sistema fisico Grandezza che dipende soltanto dalle
stema fisico in esame o dal numero dato, non dipende in modo diretto variabili termodinamiche che descri-
delle molecole che contiene. dall’estensione del sistema stesso. vono lo stato del sistema fisico.
• L’energia interna è una grandezza • La temperatura è una grandezza • La variazione di una funzione di
estensiva. intensiva. stato tra A e B dipende soltanto
dai due stati A e B e non dalla
particolare trasformazione AB se-
guita dal sistema stesso.

Energia interna di un sistema fisico Lavoro termodinamico


• È l’energia complessiva di tutte stato energia
• In un grafico pressione-
p (kPa)

80 interna
le sue componenti microscopi- 70 U (J) volume, è uguale
che e dipende soltanto dalle 60
all’area compresa tra
50 100
condizioni in cui esso si trova e 40
A la curva che descrive B
80
non dalla sua storia passata. B la trasformazione ter-
p (kPa)

30 A
modinamica e l’asse 60
20

È una funzione di stato, perciò 10 dei volumi. 40

U  U(B)  U(A). 0
1 2 3 V (m3) • Non è una funzione di
20
DV
stato, cioè dipende 0 0,1 0,2 0,3 0,4
dalla particolare tra- V (m3)
sformazione effettuata
Primo principio della termodinamica dal sistema fisico.
Esprime la conservazione dell’energia.
U  Q  W
variazione dell'energia interna 
 calore scambiato  lavoro compiuto
• Si applica a tutti i sistemi e non soltanto al gas per-
fetto.
• Q  0 se il sistema acquista energia mediante
scambio di calore; Q  0 se invece la cede.
• W  0 se il sistema compie lavoro positivo e cede
energia (espansione), W  0 se invece esegue lavoro
negativo e acquista energia (compressione).

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CAPITOLO 5 IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA
CAPITOLO IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

I CONCETTI E LE LEGGI MAPPA INTERATTIVA

LE TRASFORMAZIONI TERMODINAMICHE
In una trasformazione reale, sono ben definiti soltanto gli stati iniziale e finale. Una trasformazione quasistatica, invece,
è un procedimento ideale ottenuto mediante un numero enorme di stati di equilibrio intermedi, ognuno dei quali
differisce pochissimo da quello precedente. Sono trasformazioni quasistatiche le trasformazioni isòbare, isocòre, iso-
terme, adiabatiche e cicliche.

Trasformazioni isòbare Trasformazioni isocòre Trasformazioni isoterme

isòbara p = costante isocòra V = costante


E T = costante
B
pressione p
pressione p

pressione p
C D
pC = pD

A
F

volume V V A = VB
volume V volume V

U  pV = Q U = Q QW
• Avvengono a pressione costante, • Avvengono a volume costante, quin- • Avvengono a temperatura costante;
quindi il lavoro compiuto dal gas è di il lavoro è nullo; la variazione di nel caso di un gas perfetto il calore
W = pV. energia interna del sistema è uguale assorbito è uguale al lavoro compiu-
• Il calore assorbito serve in parte per alla quantità di calore scambiato. to.
aumentare la temperatura del siste- • Nel caso di un gas perfetto risulta • Nel caso di un gas perfetto risulta
ma e in parte a compiere lavoro. l Vf
Q = U = nRT. W = Q = nRT lnc m
2 Vi

Trasformazione ciclica
QW trasformazione ciclica

• Può essere realizzata in infiniti modi, purché abbia la forma di una curva chiusa nel piano p-V. A
pressione p

• Poiché lo stato iniziale coincide con quello finale, in una trasformazione ciclica la variazione di
energia interna del sistema è uguale a zero.
• Il lavoro compiuto al termine di una trasformazione ciclica è uguale all’area della parte di piano
racchiusa dalla linea che rappresenta la trasformazione nel grafico p-V. volume V

Calore specifico a volume costante Calore specifico a pressione costante

Q  R Q + 2 R
cv = c m = cp = c m =
m DT isocòra 2 M m DT is òbara 2 M
• Il calore specifico a pressione costante di un gas perfetto è sempre maggiore del suo calore specifico a volume costante.
cp + 2
• Il rapporto  = c è sempre maggiore di 1; per il gas perfetto vale ␥ = .
v 

Trasformazioni adiabatiche
U   W
E
• Avvengono senza scambi di calore con l’ambiente esterno: Q = 0.
pressione p

isoterma T0
• Espansione adiabatica: il gas compie un lavoro positivo, la sua energia interna diminuisce,quindi il
gas si raffredda: ecco perché il grafico è più pendente di quello dell’isoterma. F
adiabatica G
• Compressione adiabatica: il gas compie un lavoro negativo, la sua energia interna aumenta, quindi
V0 volume V V
il gas si riscalda.

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