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SVOLGIMENTO DELL’ESAME

L’esame finale di licenza in Teologia Fondamentale valuta non


solo le conoscenze dei candidati ma soprattutto la loro capacità a
elaborare un pensiero teologico personale a partire dalla Scrittura, dalla
Tradizione e dal Magistero, nonché dai grandi teologi della storia. A tale
fine, è richiesto dai candidati preparare per ogni tesi qui di seguito uno
schema di 1 p. al massimo, che porteranno all’esame in due copie, una
per l’esaminatore e uno per il candidato. Questo schema non sarà un
riassunto delle conoscenze ma darà un’organizzazione del pensiero su
ogni singola tesi, nonché la bibliografia che il candidato avrà usata per
preparare il suo schema.

Le 16 “tesi” qui di seguito indicano i temi fra i quali i candidati


si devono muovere per elaborare i loro schemi. La bibliografia data qui
in seguito dopo ogni tesi offre grandi opere di riferimento; sono proposte
che danno una strada che si può percorrere per preparare lo schema di
ogni tesi. I testi del Magistero citati nella tesi non sono ripresi nella
bibliografia ma vanno letti.

Facoltà di Teologia
PREFAZIONE
II CICLO Rivelazione – Gesù Cristo
Oggetto specifico della Teologia Fondamentale è lo studio
dell’evento della divina Rivelazione con la quale Dio Trino «nel suo
grande amore parla agli uomini come ad amici [...] per invitarli e
ammetterli alla comunione con sé» (Vaticano II, Dei Verbum, 2). Questa
ESAME DI SINTESI 2016 rivelazione salvifica che si compie in Gesù Cristo, trova la “principale
testimonianza” (DV 18) nel Vangelo proclamato dagli apostoli e nei libri
TEOLOGIA FONDAMENTALE ispirati dell’Antico e Nuovo Testamento.

Tradizione – Magistero
Riconoscendo la forza della chiamata del Vangelo, la Teologia
Fondamentale studia la tradizione viva della comunità credente con il
ruolo di garante e interprete svolto dal Magistero della Chiesa.
Roma, febbraio 2016
Fede – credibilità verbisque), la sua preparazione nella creazione e nell’Antico Testamento
La Teologia Fondamentale esamina propriamente la risposta culminata in Gesù Cristo, “insieme il mediatore e la pienezza di tutta la
personale alla rivelazione divina in Gesù Cristo, ossia la fede con la quale rivelazione” (DV 2; cfr. 4). Il carattere nuovo e definitivo della rivelazione
l’uomo entra in comunione salvifica con Dio che si rivela. Motivata cristologica, piena e consumata, ma ancora da cogliere in tutta la sua
dall’istruzione di essere «pronti sempre a rispondere a chiunque vi portata. “Cristo... svela anche pienamente l’uomo all’uomo e gli fa nota
domandi ragione della speranza che è in voi» (1Pt 3,15), la Teologia la sua altissima vocazione” (GS 22). Correnti e modelli della rivelazione
Fondamentale si prefigge di trattare in modo comprensivo la credibilità nella teologia contemporanea.
del messaggio cristiano, sia nella sua dimensione storica incentrata su
Gesù Cristo, sia in rapporto all’uomo che è, anche nel mondo 3. L’atto di fede. L’atto di fede nell’AT e nel NT come adesione
contemporaneo, uditore teso all’ascolto di una parola significativa e personale, libera e ragionata, a Dio che si rivela in Gesù Cristo (DV 5:
definitiva. oboeditio – obsequium – assensio). Articolazione fra fides quae e fides
qua; fra credere Deum, credere Deo, credere in Deum. Le note della fede:
Dialogo – frontiera razionale, soprannaturale, libera, certa, oscura. Partecipazione nella fede
Sulla scia dell’auditus temporis, la Teologia Fondamentale della Chiesa (LG 12) che genera e sostiene la fede personale. La fede
rivolge il suo sguardo non soltanto all’«interno», verso la comunità dei come virtù teologale. Il dinamismo della fede. La fede come sequela
credenti, ma anche all’«esterno», per cui si autocomprende come Christi e come prassi.
disciplina teologica di dialogo e frontiera, trattando il rapporto tra fede e
culture, fede e scienze, il pluralismo religioso la non-credenza, ecc. 4. Fede e ragione. L’interazione tra fede e ragione. Dimensione
confessionale-conoscitiva della fede: credo ut intelligam, intelligo ut
credam. La relazione fede-ragione nella scolastica e nell’illuminismo:
praeambula e ratio fidei. Verso il recupero di una ragione “aperta” alla
PROGRAMMA fede. L’apologetica: i diversi significati assunti nella storia. La fede come
forma peculiare di conoscenza della verità su Dio e sull’uomo, condizione
Introduzione sine qua non per la teologia. La teodicea e la memoria Passionis.

1. La Teologia Fondamentale e la sua storia. La “magna carta” della TF:


1Pt 3,15. La forma classica dell’apologetica cattolica con le tre PARTE II Trasmissione e interpretazione della Rivelazione nella
demonstrationes. La Dei Filius del Vaticano I e il suo influsso. Il Chiesa (Dei Verbum II, III, VI)
rinnovamento successivo della TF, specialmente nel Vaticano II con la
Dei Verbum, la prospettiva della Fides et Ratio (1998, nº 67) e la Verbum 5. La viva tradizione. La predicazione apostolica della traditio Iesu e la
Domini (2010). Il dibattito teologico recente: “correnti” e “modelli” della sua trasmissione sono la regula fidei e il nucleo vivificante della traditio
TF. apostolorum, nutrita dall’AT ed espressa nel NT. Sin dai tempi degli
apostoli, la Chiesa, nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto,
trasmette tutto ciò che è e crede (DV 8). Il rapporto fra tradizione e
PARTE I La rivelazione cristiana e la risposta della fede (Dei scrittura (da Trento alla DV). Verità rivelata ed enunciati della fede la loro
Verbum I) importanza nello sviluppo dottrinale.

2. La rivelazione cristiana. La rivelazione di Dio e del suo disegno di 6. La Sacra Scrittura. Canonicità, ispirazione, verità e interpretazione
salvezza secondo il Concilio Vaticano I e il Concilio Vaticano II: della Scrittura: rilevanza teologica e problematiche connesse. Analogie e
continuità e progresso dottrinale. La rivelazione in eventi e parole (gestis metafore dell’ispirazione. I sensi della Sacra Scrittura secondo la PCB
(1993) e il modo in cui la tradizione viva rende operanti le sacre lettere la sua valenza antropologica e soteriologica universale (At 4,12; 1Tm 2,4-
per far risuonare la viva vox evangelii nella Chiesa e nel mondo (DV 8). 5; LG 16; GS 22).
Il rapporto fra Scrittura e teologia (DV 21). L’interpretazione teologica
della Scrittura (DV 12). “La Chiesa luogo originario dell’ermeneutica 11. La risurrezione di Gesù di Nazareth. Il mistero pasquale secondo il
della Bibbia” (VD 29-49). NT (passione-morte-risurrezione); testimonianza e segni della realtà
dell’evento pasquale: le apparizioni come rivelazione; la tomba vuota
7. Magistero e teologia. Il magistero al servizio della parola di Dio, scritta come segno aperto; la missione come inizio della comunità ecclesiale (At
o trasmessa (DV 10). Le qualificazioni teologiche con cui il magistero 2). La fede come accesso all’evento pasquale (cfr. Lc 24,13-35). La
esercita il suo mandato in rapporto alla Parola rivelata, nonché le risurrezione come centro della fede cristiana (1Cor 15,14) e fonte della
corrispondenti modalità della dovuta adesione da parte dei fedeli (Motu “vita nuova in Cristo” (Rm 6,4). Uso teologico del segno della
proprio Ad tuendam fidem [1998]). Il rapporto tra teologia e magistero: il risurrezione: dall’apologetica alla teologia fondamentale.
magistero come testimonium fidei e la teologia come intellectus fidei: la
loro interrelazione e servizio alla fede di tutto il popolo di Dio (Donum 12. La Chiesa sacramento di Cristo nel mondo. Il locus della Chiesa nel
veritatis [1990]). Sensus fidei e sensus fidelium. credere: il passaggio da motivo di credibilità (DF cap. III) a sacramento
di salvezza (LG 1, 9, 48; GS 42, 45). Necessità della Chiesa, in continuità
e diversamente da Cristo, come universale concretum sacramentale.
PARTE III La credibilità della Rivelazione in Gesù Cristo Significato teologico-fondamentale del segno della Chiesa: paradosso e
mistero (LG 1, 8). La Chiesa continua la memoria Iesu nella storia.
8. L’uomo davanti alla rivelazione. L’uomo all’“ascolto della Parola” Testimonianza e martirio come vie per la credibilità ecclesiale.
(Rm 10,17): dal “conosci te stesso” (FR 1) all’essere capax Dei, nel
contesto del mondo contemporaneo. “La risposta dell'uomo al Dio che
parla” (VD 22-28). La credibilità come proposta di senso teologico, PARTE IV Auditus temporis. Discernimento della fede nel contesto
storico e antropologico: “La Rivelazione immette nella storia un punto di attuale
riferimento da cui l’uomo non può prescindere, se vuole arrivare a
comprendere il mistero della sua esistenza” (FR 14; cfr. GS 10 e 22). 13. Non credenza e secolarizzazione come questioni teologiche. La
questione dell’ateismo a partire dalla Gaudium et Spes 19-21. Pertinenza
9. La ricerca storica sulla “memoria Iesu” (DV 19). Testimonianza di della teologia negativa: purificazione delle immagini di Dio. Tipi di
fede ed evento storico nella Cristologia fondamentale (At 2,32). La negazione di Dio e loro radici filosofico-culturali. Discernimento davanti
ricerca sui criteri di autenticità storica (plausibilità storica, coerenza di all’indifferenza religiosa e alla nuova religiosità. La secolarizzazione
Gesù, duplice dissomiglianza, attestazione molteplice). I principali dati come questione teologica e il compito della TF riguardo alla crisi di fede
fondamentali accertabili su Gesù di Nazareth. Le diverse tappe della nelle diverse culture di oggi.
ricerca storica su Gesù. In Gesù Cristo si compie e si completa la
Rivelazione (DV 4). 14. La Rivelazione cristiana e il pluralismo religioso. Lo status
quaestionis della teologia del pluralismo religioso: analisi e valutazione
10. Il mistero di Gesù di Nazareth. “Chi è costui?” (Mc 4,41) L’autorità dei paradigmi esclusivista, inclusivista e pluralista delle religioni.
messianica di Gesù e i suoi titoli: Messia-Cristo, Figlio dell’Uomo, Figlio Presupposti dottrinali (CTI, Il cristianesimo e le religioni [1996]). La
di Dio, Verbo incarnato, Signore... Cristo, l’uomo nuovo, è “l’immagine funzione salvifica delle religioni. Dialogo interreligioso e missione della
del Dio invisibile” (Col 1,15): impatto sull’uso delle immagini e Chiesa (Dialogo e annuncio [1991]). Le “mediazioni partecipate” nelle
dell’immaginazione in teologia. In Gesù Cristo, universale concretum altre religioni e la mediazione unica e universale di Cristo (CDF, Dominus
personale, tutta la rivelazione salvifica è data e compiuta nel frammento; Iesus, 14; cfr. Redemptoris Missio 5; LG 62).
15. Il rapporto tra fede e cultura. Evoluzione negli atteggiamenti del BIBLIOGRAFIA
magistero verso la cultura durante e dopo il Vaticano II. Teorie Una risorsa di particolare utilità è LATOURELLE R.– FISICHELLA
antropologiche della cultura e significati diversi del termine cultura. La R. (EDD)., Dizionario di Teologia Fondamentale (DTF), Cittadella, Assisi
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pluralismo culturale, globalizzazione, sensibilità postmoderna. Questa lista fa riferimento ad alcune voci pertinenti del dizionario
BARBAGLIO G.– BOF G. – DIANICH S. (EDD)., Teologia (Dizionari San
16. Il rapporto tra scienza della fede e scienze naturali. La legittima Paolo), Cinisello Balsamo 2002 (DSPT).
autonomia delle realtà terrene (cfr. GS 36). Concezioni più recenti delle
diverse scienze e della teologia come scienza della fede: scopi, metodi, 1. La Teologia Fondamentale e la sua storia.
contenuti. Modelli contemporanei del rapporto tra teologia e scienze
naturali. Verso una delimitazione delle rispettive competenze. Incontri e DTF voci: “Apologetica: Storia e natura” (Dulles e Latourelle),
scontri tra teologia e scienze naturali: sfide mutuali. “Credibilità” (Fisichella), “Immanenza” (Verweyen), “Metodo in TF”
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