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ESCLUSIVO I conti offshore dei Panama Papers

Dai lumbàrd ai Vip italiani tutte le casseforti segrete


Poste Italiane s.p.a.sped.in A.P.-D.L.353/03 (conv.in legge 27/02/04 n.46) art.1comma 1-DCB Roma - Austria - Belgio - Francia - Germania - Grecia - Lussemburgo - Olanda - Portogallo - Principato di Monaco - Slovenia - Spagna € 5,50 - C.T. Sfr. 6,60 - Svizzera Sfr. 6,80 - Inghilterra £ 4,70

SETTIMANALE DI POLITICA CULTURA ECONOMIA N.26 ANNO LXIV 24 GIUGNO 2018


DOMENICA 2,50 EURO L’ESPRESSO + LA REPUBBLICA
IN ITALIA ABBINAMENTO OBBLIGATORIO ALLA DOMENICA GLI ALTRI GIORNI SOLO L’ESPRESSO 3 EURO

C’è chi dichiara guerra


ai migranti, vuole la schedatura
delle minoranze e non tollera
il dissenso. E c’è chi nel Paese vuole
reagire, prendere parte, schierarsi.
Contro l’indifferenza
Massimo Cacciari, Giuseppe Genna,
Michela Murgia, Aboubakar Soumahoro
Altan

L’Espresso 24 giugno 2018 3


Sommario L’Espresso N.26 24 giugno 2018
PRIMA PAGINA
Cammino di civiltà La società muore senza solidarietà e giustizia sociale Aboubakar Soumahoro 6
Un gesto di liberazione Perché bisogna schierarsi Marco Damilano 8
Siamo al bivio del Male Se diventa indifferente l’Europa cessa di esistere Massimo Cacciari 10
Tracciare il confine La sconfitta è la paura di essere minoranza Michela Murgia 12
L’opposizione è vuota La sconcertante inedia morale della nomenclatura Pd Giuseppe Genna 14
Torturati e respinti I terribili referti medici sulle violenze subite dai migranti in Libia Fabrizio Gatti 16
Niger, affari di Macron Gli interessi francesci in Africa e la missione militare italiana 19
Ieri e oggi lo stesso nemico Una nave di profughi ottanta anni fa Luigi Manconi 20

Esclusivo
Panama paradiso lumbard I fiduciari dei cassieri leghisti e le casseforti offshore P. Biondani, G. Riva, L. Sisti 32
I tesori esteri dei vip d’Italia Da Agnelli a Barilla, ecco i conti segreti dei ricchi 34
La Lega non perde il vizio I rapporti del numero due Giorgetti con Parnasi G. Tizian e S. Vergine 38

Politica
Faccio finta di essere il premier Incertezze, silenzi e gaffe nelle prime uscite di Conte
Ma questi non sono come quelli di prima Perché la prima Repubblica era un’altra cosa
Susanna Turco
Marco Follini
42
44
Miracolo in
Capitale corrotta come sessant’anni fa Dal 1955 a oggi, tutto sembra rimasto uguale Bruno Manfellotto
Toninelli sul viadotto Da Alitalia alle Autostrade, ecco le grane per il neoministro Gianfrancesco Turano
47
48
Amazzonia
Inchiesta
72
007 Operazione Rovazzi Guerra senza esclusione di colpi tra Siae e Soundreef Emiliano Fittipaldi 52

Nuovi equilibri
Vladimir zar d’Europa Putin gioca su tutti i tavoli. Con una strategia per ora vincente Gigi Riva 62
E il suo club brinda all’Italia Si allarga la Rete di partiti occidentali vicini al Cremlino Orietta Moscatelli 64
Bianche notti magiche Così il russo usa il Mondiale per apparire amichevole Gianfrancesco Turano 67

REPORTAGE
Miracolo a Xixuaù Dopo 17 anni, il governo riconosce la tutela del cuore dell’Amazzonia Janaina Cesar 72

Le idee Se l’Europa perde i suoi ragazzi Paolo Di Paolo 80

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CULTURA a L’Espresso
Onestà a doppio taglio Colloquio con Javier Cercas Wlodek Goldkorn 82 Ricevi la rivista
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Rubriche Opinioni Film lespresso.it


Eweek 60 Altan 3 Un’ora sola ti vorrei
Libri 96 Makkox 22 (di Alina Marazzi)
Ho visto cose 98 Roberto Saviano 25 Una figlia ricostruisce
Trash news 98 Denise Pardo 27 il volto e la storia della
Classica 99 Michele Serra 29 madre coi filmati del
Foto: A. Romenzi

Cinema 99 Marco Belpoliti 31 nonno. Omaggio a una


Food & Drinks 102 Luca Bottura 59 persona mai conosciuta
Noi e Voi 106 Bernardo Valli 110 e per questo desiderata

L’Espresso 24 giugno 2018 5


PRIMA PAGINA Partigiani
La nostra società va in decadenza se vengono meno

Un cammino
di ABOUBAKAR SOUMAHORO

C
aro direttore,
osservando quanto stiamo vi-
vendo, a partire dai luoghi delle
contraddizioni sociali, mentre
scrivo queste poche righe, mi
viene in mente quanto diceva
Aimé Césaire: «Una civiltà che si
dimostri incapace di risolvere i problemi che
produce il suo stesso funzionamento è una civil-
tà in decadenza». Ma cosa vuol dire che una ci-
viltà è in decadenza?
Ho ripetuto e sono convinto che la nostra civil-
tà, intesa come società nelle sue varie articolazio-
ni, è in decadenza quando si sostiene che l’essere
“umano” sia un problema, quando vengono
chiusi i porti agli esseri umani, mentre invece, le
navi da guerra circolano liberamente e indistur-
bate. La nostra civiltà è in decadenza quando si
pensa di risolvere i temi della giustizia sociale, i
bisogni degli esclusi e delle escluse attraverso le
politiche di austerità, o quando vengono colpiti
con leggi repressive, con tagli allo Stato sociale o
con la ghettizzazione, coloro i quali decidono di possa prescindere da processi che definisco di
lottare. Quando si utilizza contro chi lotta un «ricomposizione meticcia». Perché non si può
linguaggio incendiario e barbaro, perché privo di parlare di giustizia sociale se non si parla di anti-
capacità di argomentazione, o quando si privano sessismo, di antirazzismo e di antifascismo. Per-
lavoratori, precari, disoccupati, studenti e pen- ché la solidarietà è la carne viva della nostra so-
sionati della possibilità di uscire da questa con- cietà, che non vuol dire “buonismo”. Solidarietà
dizione di impoverimento di massa con l’esplo- vuol dire coniugare umanità e giustizia sociale
sione delle disuguaglianze sociali e la precarietà
Foto: P. Giordano

insieme, a partire dai bisogni delle persone in


esistenziale che ci affliggono. quanto esseri umani e non merce di scambio. Una
Penso che per uscire da questa situazione non si solidarietà quindi che veda camminare insieme

6 24 giugno 2018 L’Espresso


la solidarietà e la giustizia sociale

di civiltà no gay, lesbiche o me-


no, che richiedono
risposte concrete sen-
za alcuna strumenta-
lizzazione né da parte
di coloro i quali ci
hanno portato in que-
sto calvario né da chi
ci governa oggi. La
campagna di banaliz-
zazione e disumaniz-
zazione, con progetti
Aboubakar Soumahoro di schedature etniche
è un sindacalista della Usb o guerra a chi salva vi-
che difende i diritti dei te umane, definendoli
braccianti. È italo-
ivoriano, laureato in taxi del mare, con l’u-
sociologia e ha 38 anni. tilizzo di un linguag-
La sua immagine, insieme gio incendiario è sin-
a quella del ministro tomo di una decaden-
dell’Interno Matteo Salvini za che la nostra uma-
era sulla copertina dello
scorso numero nità non può accetta-
dell’Espresso re, culturalmente e
socialmente.
C’è bisogno di un’u-
manità aperta che sap-
gomito a gomito braccianti e rider, lavoratori del pia partire dai luoghi delle contraddizioni sociali
pubblico e quelli del privato, disoccupati e preca- e culturali. Vale a dire insieme agli “invisibili e
ri, perché accomunati dal bisogno di un uguale sfruttati” sistematicamente e continuamente im-
salario per un uguale lavoro. Ciò indipendente- poveriti dalle politiche di austerità e dai tagli al
mente dal colore della pelle e dalla provenienza welfare e ai servizi sociali, o dalle diverse forme di
geografica. Perché il bisogno di un lavoro e di un oppressione che vivono sulla propria pelle.
giusto salario, il diritto all’abitare, alla pensione, So bene che è una strada impervia e difficile,
a costruirsi un presente e un futuro dignitoso, non sono più che consapevole che è lunga la lotta per
possono essere negati a nessuno. affermare i nostri diritti, ma siamo in cammino e
Si tratta di bisogni di donne e uomini, che sia- non abbiamo nessuna intenzione di fermarci. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 7


MARCO DAMILANO

Un gesto di
C
aro Aboubakar Soumahoro, tadini. Ci sono comportamenti umani, rispettosi, civili, e altri no.
mi rivolgo a te, con il tuo nome e cognome, E bisognava dirlo.
perché in molti sulla rete e in alcuni editoriali in Qualcuno ha detto che è stata un’azione liberatoria. Ma allo-
questi giorni ti hanno definito un «immigrato di ra bisogna chiedersi il motivo di questa reazione e cosa rivela di
colore», un migrante ignoto, un profugo, un questa Italia, di quell’Italia che da tempo non ha voce, non ha
clandestino, negli stessi articoli in cui accusava- rappresentanza politica e rappresentazione mediatica.
no noi dell’Espresso di negare a Matteo Salvini Prendere parte. Prendere posizione. Schierarsi, come scrive
la patente di uomo. E invece tu hai un nome, un nelle pagine che seguono Michela Murgia. Sembrava fuori mo-
cognome, una storia. Come tutti. da. Per anni si è sostenuto che non si doveva più discutere di
Avevamo chiesto una settimana fa ai lettori di prendere politica ma di politiche, e che le politiche in fondo erano indif-
posizione, «voi da che parte state?», ed è successo, in modo ferenti perché destra e sinistra erano finite e le soluzioni non
sorprendente, inatteso. Lo hanno fatto gli odiatori di profes- sono né di destra né di sinistra. L’ultimo a farlo, due settimane
sione, quelli che non comprano i giornali ma scrivono che li fa in Parlamento, è stato il nuovo presidente del Consiglio Giu-
lasceranno in edicola, quelli che non leggono, non ascoltano, seppe Conte. Intanto, all’ombra della riduzione della politica a
non discutono. Quelli che sui social hanno detto di noi: inde- puro pragmatismo, cresceva in Italia e in Europa una nuova
centi, vigliacchi, vomitevoli, schifosi, vermi al servizio dei ne- destra, una destra radicale che si propone di spazzare via in un
mici dell’Italia. Accusandoci, subito dopo, di voler seminare colpo solo le due grandi famiglie politiche del dopoguerra, il
l’odio. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che pure ha in centro moderato e il riformismo socialista. Una battaglia politi-
tasca il tesserino da giornalista professionista, ha pubblica- ca che si combatte ora in Germania e in altri Paesi e che qui ha
mente augurato a questo settimanale di vendere zero copie. Un un significato particolare perché da noi la scomparsa dei partiti
ministro che dovrebbe rappresentare tutti e che invece vive di e delle identità novecentesche è già avvenuta da tempo, lascian-
divisioni, di separazione di un italiano da un altro, che si acca- do il posto dal 2011 in poi alla grande coalizione all’italiana, le
nisce su un giornale accusandolo di diffondere bugie e insulti, larghe intese sempre più ristrette, fino al voto del 4 marzo,
dopo aver costruito per anni una politica di percezione misti- quando la grande maggioranza degli elettori ha manifestato con
ficata della realtà e di demolizione personale degli avversari, il voto di non volersi più riconoscere in quello spazio indistinto,
da Cécile Kyenge a Laura Boldrini. diventato nel frattempo angusto.
È stato smentito, però. In tanti, invece, hanno sentito il bisogno
di prendere L’Espresso, regalarlo, fotografarlo, condividerlo sui I due partiti vincitori, il Movimento 5 Stelle e la Lega di Mat-
social. Una copertina che si è trasformata in un manifesto, con il teo Salvini, si erano candidati in contrapposizione tra loro,
titolo del romanzo di Elio Vittorini: Uomini e no. Da una parte ma si sono ritrovati insieme sui banchi della maggioranza e
tu, un italiano senza potere di origine ivoriana, un sindacalista del governo perché trascinati da una comune avversione
dell’Usb, che si batte per i diritti dei lavoratori. Dall’altra, un altro verso il passato. Si poteva e si doveva evitare questa saldatu-
italiano, oggi il politico più potente del Paese, che indica da set- ra, invece è andata così. E il risultato è evidente. È nato un Foto: C. Mantuano - OneShot, A. Casasoli - A3

timane il bersaglio da governo che non ha paragoni con il passato, nei suoi leader,
colpire: i migranti, i nei suoi volti, nei suoi comportamenti, come scrive Marco
Rom, i giornalisti cri- Follini. Un governo e una coalizione cannibalizzati rapida-
tici, l’Europa. L’uma- mente dal partito che ha un’idea forte di società e il vento
nità, nessuno vuole internazionale nelle vele, la Lega salviniana. M5S, con il suo
toglierla al ministro, capo politico Luigi Di Maio, soffre di vistoso inferiority com-
si vede dal modo con plex. Insegue le trovate dell’alleato, solo in tono minore, come
cui si usa il potere che una parodia. Il censimento di Rom ventilato da Salvini è
ti è stato dato dai cit- tragedia, il censimento dei raccomandati della pubblica am-

8 24 giugno 2018 L’Espresso


liberazione
ministrazione e della Rai minacciato da Di Maio è farsa. I
risultati si vedono, nei sondaggi. Salvini supera il Movimen-
to, per la prima volta, con un balzo in avanti spettacolare,
ne non ci troveremmo in questa situazione. Quando nel 2014
alle elezioni regionali in Emilia solo il 37 per cento degli elet-
tori andò a votare e la Lega superò Forza Italia l’allora premier
pescando consensi ovunque. Sembra il padrone del campo, e segretario del Pd esultò su twitter. Invece, era un segnale
senza avversari, nel Palazzo e nella società, nella cultura d’allarme. E l’indifferenza all’ascolto della propria base popo-
dove avanzano assurde contrapposizioni tra buonisti e catti- lare è per un partito l’inizio della fine.
visti, spingendo sul piano etico un conflitto che è tutto poli- In questi anni, scrive magnificamente Massimo Cacciari
tico. Solo che la politica non c’è. E l’altra Italia nessuno la nelle pagine che seguono, è cresciuta l’indifferenza al male:
racconta. Neppure il principale partito dell’opposizione, il Pdì, «l’anonima indifferenza» verso il male, che «si diffonde alla
ne parla Giuseppe Genna. Qualcuno mi ha scritto che ci siamo superficie delle nostre vite, le imbeve di sé, diviene qualcosa di
accorti troppo tardi del pericolo, che dovevamo pensarci pri- quotidiano, non fa più scandalo». Ma nell’indifferenza muore
ma, quando criticavamo Matteo Renzi. Penso, al contrario, che l’Europa e finisce la politica, perché l’Europa è nata per supe-
se qualcuna di quelle critiche fosse stata presa in considerazio- rare l’indifferenza e la politica in un Paese democratico esiste
per eliminare le disuguaglianze e le
differenze tra gli uomini e le donne. È
il trionfo della politica dell’hic et nunc,
del qui e ora, anzi, del like et nunc, del
gradimento sui social che determina le
scelte. È questa la disumanità su cui
chiediamo di schierarci. Partigiani.
Non perché sia alle porte il fascismo,
nessun fenomeno si ripete uguale all’al-
tro, e neppure per alludere a una nuova
Resistenza. Partigiani, perché occorre
tornare a prendere parte, posizione,
schierarsi, non per un partito che non
c’è, ma per un orizzonte di speranza.
Camminare in una strada impervia e
difficile, come scrivi tu, Abou, alla fine
della tua lettera, ma senza alternative.
L’unico censimento da fare è questo:
contare chi non ci sta a questo gioco,
senza paura, chi vuole camminare. E
anche di questo ti ringrazio. Q

Trionfa la politica dell’hic et nunc, qui


e ora, anzi, like et nunc: condivisione
dell’istante. E invece bisogna schierarsi

L’Espresso 24 giugno 2018 9


PRIMA PAGINA Partigiani

Siamo al bivio
L’Europa cessa di esistere
se diventa indifferente
nei confronti della sofferenza
e della sopraffazione
del Male
praticasse davvero quei valori di solida-
rietà, uguaglianza di diritti e accoglien-
za che si predicavano nelle cerimonie,
negli anniversari delle tragedie, nei mea
culpa sulle origini dei totalitarismi del
Novecento. La memoria della Guerra e
delle sue cause vale ormai per i nostri
di MASSIMO CACCIARI politici come quella di Cesare nelle Gal-
lie e l’idea stessa di un’Europa politica-
mente e culturalmente unita si va dis-

C
he i “Valori” della sioni della paura, dell’egoismo, dell’ava- solvendo sotto i nostri occhi. Resterà
nostra civiltà di cui rizia e dell’invidia quando entriamo in magari l’euro, resterà uno spazio com-
tante volte ci siamo un passaggio d’epoca. È quello che oggi merciale europeo. Il dominio della sha-
retoricamente fre- sta avvenendo, e in tale quadro andreb- kespeariana universale bagascia non
giati non costituisca- be considerata anche la cronaca di que- verrà messo in discussione da nessuno.
no alcuno stabile sti giorni. Magari si trattasse soltanto Ma sparirà l’Europa.
fondamento, non dell’ignorante bullismo di qualche mi- L’Europa cessa di esistere se diviene
traccino alcuna salda nistro pro tempore! indifferente nei confronti del male.
prospettiva per il no- E tuttavia sembrava più di una spe- L’Europa esce dalla Guerra cosciente
stro agire, ma piutto- ranza quella su cui l’Europa uscita dalla che, se vuole spiritualmente e politica-
sto fragili idee rego- Guerra aveva iniziato a pensare e a co- mente rinascere, ha il dovere di combat-
lative, sempre in pericolo, minacciate, struire la propria unità politica. Come tere il male in qualsiasi forma esso si
sul punto di essere contraddette alla avrebbe mai potuto, infatti, l’Europa manifesti. Ingiustizia, sofferenza, so-
radice, la storia dovrebbe avercelo inse- imperdonabile, l’Europa che aveva con- praffazione. Ma il male non è soltanto
gnato usque ad nauseam. Cristianesi- dotto l’intera umanità alla più immane quello volontariamente perpetrato.
mo e Illuminismo, in forme antagonisti- tragedia della sua storia, dimenticare di Male è anche quello che eseguiamo
che e tuttavia inseparabili, hanno certo nuovo l’imperativo categorico di fede- obbedendo a un ordine. Male è anche
forgiato aspetti fondamentali della no- rarsi insieme, di essere solidali gli uni quello cui ci rendiamo complici perché
stra vita, e tuttavia nei momenti in cui con gli altri, di volere il bene del prossi- non sappiamo ribellarci a chi, cosciente
un ordine politico e sociale “catastrofiz- mo nella razionale coscienza che esso è, o meno, lo compie. Tuttavia, la sua for-
za” ed è difficile anche intravvedere la alla lunga, anche il nostro? La nuova ma fondamentale, quella più ardua da
stessa possibilità di un nuovo ordine, Europa non poteva non aver compreso riconoscere e combattere, quella che
ecco che essi tendono a scomparire, a la propria responsabilità: combattere può dilagare come un’epidemia senza
uscire dal nostro “cono di luce”. La stes- sul nascere ogni forma di demagogia che quasi la si avverta, è proprio l’ano-
sa “missione” che alcuni dei suoi grandi nazionalista e revanscista, ogni retorica nima indifferenza nei suoi confronti.
interpreti, scienziati, filosofi e politici, volta a vedere in altre forme di vita o Banalità del male, diceva Hannah Aren-
hanno considerata propria dello spirito civiltà minacce o nemici. Cosi si ragio- dt. Il male si diffonde alla superficie
europeo, e cioè ricondurre ogni forma nava. Fu un’illusione? Forse no, ma la delle nostre vite, le imbeve di sé, diviene
di vita a razionale coerenza, liberandola sua idea si fondava su due condizioni qualcosa di quotidiano. Non fa più scan-
da ogni dogmatismo e da ogni ossequio venute meno nel tempo. La prima: la dalo. Che vi sia chi soffre atrocemente
Foto: Gianni Cipriano

verso Autorità che dall’esterno si im- memoria ancora viva di quale mondo non è più uno scandalo per la nostra
pongano alla coscienza della persona – avesse portato alla catastrofe mondiale, coscienza. Basta tenerlo lontano, non
questa stessa “missione” sembra ogni quali idee, quali comportamenti collet- vederlo, che non anneghi nei pressi
volta venire sopraffatta dalle gelide pas- tivi. La seconda: che l’Europa unita delle nostre spiagge. Non sono que-

L’Espresso 24 giugno 2018 11


PRIMA PAGINA Partigiani
sto male, e la nostra impotenza ad
affrontarlo, il problema, ma come
ridurne gli effetti sulle nostre vite, come
renderlo, appunto, indifferente per noi.
La “cura” consiste tutta nel rimuoverlo,
o nel riuscire a passarci accanto come i
buoni giudei della parabola del samari-
tano. Da casa, al più, possiamo soppor-
tare di vederne solo il fumo.
Un’Europa in cui si lascia dilagare
l’indifferenza per il male, in cui manca
ogni volontà politica di contrastarne la
mascherata violenza, è un’Europa che
tradisce il “giuramento”, non scritto, ma
realissimo, che ne aveva unito le nazio-
ni dopo la Guerra. Ed è un’Europa tra-
gicamente miope sui propri stessi desti-
ni, all’inseguimento di compromessi a di MICHELA MURGIA
brevissimo termine tra i propri stati e
staterelli che si presumono “sovrani”,
mentre il mondo si ricostruisce su equi-

Q
libri tra grandi spazi imperiali, per i uando ho visto mano; occorre stare molto attenti
quali quei “Valori” di cui l’Europa avreb- la copertina a non dimenticarla quella differen-
be dovuto essere operante testimonian- dell’E spre ss o za, perché ci sono condizioni ac-
za non contano più neppure nelle reto- della settimana cettando le quali restare umani
riche politiche. È un’Europa che dopo s corsa , con i potrebbe non essere più possibile.
avere per secoli “trasgredito”con ogni due volti sinot- La rete dei sostenitori della linea
mezzo ogni confine e fatto esodo per tici di Matteo Salvini davanti a quello schierarsi
tutti i continenti, si richiude in se stessa, Salvini, il mini- ha alzato grida belluine: «Avete
si difende da quegli stessi che mai nella stro della Re- perso, accettatelo: adesso le cose
sua storia aveva “lasciato in pace”. pubblica, e di sono cambiate!». Ma schierarsi
Un’Europa che chiede soltanto di so- Aboubakar non è rifiutarsi di perdere: è pre-
pravvivere conservando quello stato Soumahoro, il tendere che il gioco si faccia alle
economico che le era stato garantito in sindacalista dei condizioni in cui partecipare sarà
condizioni geo-politiche del tutto diffe- braccianti schiavizzati nelle cam- ancora possibile per tutti. Significa
renti dalle attuali e assolutamente irri- pagne, ho pensato: ecco cosa vuol tirare una linea netta tra come è
petibili. Macroscopica contraddizione. dire schierarsi. È questo che signi- legittimo agire e come non lo è e
Intanto, nell’impotenza dei nostri pseu- fica l’espressione “Uomini e no”, un dire in modo inequivocabile che
do-leader a riconoscerla e superarla, titolo che - oltre a riprendere te- oltre quel confine non si può e non
scarichiamo gli uni sugli altri la respon- stualmente quello del romanzo di si deve andare, perché dall’altra
sabilità per il male, fattosi banale, quo- Vittorini del ’45 - vuole affermare parte c’è qualcosa che cambia del
tidiana, superficiale notizia. Colpevoli che esiste una differenza precisa tutto le regole dello stare insieme.
tutti, tutti innocenti - da sempre il mot- tra ciò che rientra nella categoria Non è quindi il conflitto quel che
to delle anime morte. Q dell’umano e ciò che invece è disu- pone il problema, anzi: la differen-
za di opinioni e il loro continuo
confronto sono il Dna dei sistemi
democratici. Il cittadino che si sen-
Stabilire il limite è un te rappresentato dalle scelte del
ministro dell’Interno si fa forte

atto politico. E la vera degli indici di gradimento e dichia-


ra dai sondaggi: «La maggioranza
sull’immigrazione sta con Salvini,

sconfitta è aver paura è la democrazia».


In Italia però in questo preciso
momento storico non è questione

di essere minoranza di avere opinioni diverse su questo


o quel tema. In gioco non c’è più

12 24 giugno 2018 L’Espresso


Tracciare
il confine
solo il contarsi, perché la democrazia arrivare ad averla? Che azioni istitu- più la destra e la sinistra non vanno
non è il sistema di governo in cui ci si zionali sono necessarie perché le per- dunque liquidati troppo sbrigativa-
conta e basta: è quello in cui ci si di- sone che perdono il lavoro abbiano le mente come qualunquisti: lo sono di
chiara d’accordo su un sistema di coperture necessarie a non finire per certo, ma in modo implicito stanno
regole e valori e solo dopo - dentro a strada finché non ne trovano un al- dicendo anche che la natura degli
quel sistema - ci si conta. Non condi- tro? Queste non sono domande di attori in campo per risolvere i proble-
videre quelle regole e quei valori e destra o di sinistra: le risposte sono mi smette di essere importante nel
pretendere di essere contati ugual- interesse comune e sceglierle non è momento esatto in cui il metodo
mente è come aspettarsi di giocare a schierarsi, ma esprimere la propria usato per farlo diventa lo stesso per
tennis con le regole del calcio. legittima differenza di visione, consa- tutti loro.
Il punto non è dunque vincere e pevoli che in una dialettica democra- Ecco perché schierarsi, tracciare
perdere, è capire a cosa stiamo gio- tica tra maggioranza e minoranza le un confine, è tornato ad essere un
cando. Schierarsi significa affermare visioni possono anche alternarsi nel atto politico essenziale. Farlo è molto
che nel gioco del tennis c’è una diffe- dare le risposte di governo. Ma Mat- meno difficile di come sembra, se
renza enorme tra chi mi viene incon- teo Salvini e il governo che lo sostiene sono ancora chiari e condivisi i prin-
tro per sfidarmi con la racchetta e chi non stanno agendo solo sul cosa ri- cipi costituzionali, e fare qualche
mi cambia le dimensioni del campo e spondere: stanno modificando radi- esempio pratico può essere utile. Che
trasforma la rete in porta. Decidere calmente anche le regole del come. si sia di destra o di sinistra, siamo
da che parte stare non significa più È lì che bisogna ricominciare a trac- tutti d’accordo che discutere per sta-
tifare questo o quel campione in cam- ciare il confine tra uomini e no, per- bilire quante persone devono entrare
po: significa pretendere che la diffe- ché è lì che si smette di decidere cosa e a quali condizioni sia un cosa che ci
renza tra i due giochi torni ad essere vogliamo fare e si ritorna a scegliere riguarda tutti, a prescindere dalle
visibile a tutti quelli che guardano la chi vogliamo essere. Oltre quel con- differenze nelle soluzioni proposte.
partita. Il primo passaggio per farlo è fine non c’è solo il contrario di quello Lasciare 700 persone in alto mare in
smettere di confondere il merito - che pensiamo: c’è il contrario di quel- situazione estrema per ricattare l’Eu-
cioè cosa è necessario fare - con il lo che siamo. Quella linea di demar- ropa appartiene invece alla categoria
metodo, cioè come è legittimo farlo. cazione è andata persa il giorno in cui del come e implica una messa in di-
Il cosa, l’entrare nel merito, è la ma- non è stato più possibile distinguere scussione del metodo stesso del no-
teria politica per eccellenza. Chi se ne le differenze tra quello che sta facen- stro stare insieme. Nessuno che si
interessa pone domande concrete e do Matteo Salvini oggi e quello che riconosca nei principi della Costitu-
sono le domande di tutti. Cosa fare appena un anno fa minacciava di fare zione e nella dichiarazione dei diritti
Marco Minniti: chiudere i porti e umani può essere d’accordo con l’uso
Foto: M. Frassineti - Agf

per gestire i naturali fenomeni migra-


tori che per le più varie ragioni por- criminalizzare i poveri in arrivo e chi di un’emergenza umanitaria come
tano migliaia di persone sulle nostre li aiuta, pensando che questo sia il grimaldello per risolvere un’emer-
coste? Che politiche mettere in atto modo per far cessare le migrazioni. genza politica. Difendere una
perché chi non ha una casa possa Quelli che affermano che non ci sono scelta simile non è essere di de-

L’Espresso 24 giugno 2018 13


PRIMA PAGINA Partigiani

L’opposizi
stra o di sinistra: è essere disu-
mani, perché significa discono-
scere la dignità delle vite in gioco.
Pensare di far valere argomenti co-
me “la maggioranza” per difendere
una decisione del genere significa
aver accettato la disumanità come
strumento di azione politica. Le re-
azioni sui social e alcuni fatti di cro-
naca - sempre più numerosi e preoc-
cupanti - ci dicono che è esattamen- insondabile faraone sovietico, dalle
te questo che è successo in questo sopracciglia abnormi: si chiamava
paese negli ultimi anni ed è la vera Brežnev, e desiderava lanciarci addosso
sconfitta politica per tutti, qualun- missili che Actarus si sognava. Scopri-
que sia lo schieramento di apparte- re che si era concretamente passibili di
nenza. Oggi non è più così chiaro che tirannia militare traumatizzò non sol-
un conto è ragionare sull’integrazio- tanto me, ma qualunque mio coetaneo.
ne delle minoranze etniche - proces- Se mi attardo in memorie personali
so legittimo che riguarda il cosa - e e generazionali, è perché una delle
un altro conto è schedare le persone chiavi dell’attuale situazione italiana è
su base etnica, un inaccettabile come proprio l’azzeramento della memoria.
che rovescia le regole che ci proteg-
gono tutti.
di GIUSEPPE GENNA L’atteggiamento obbrobrioso, con cui
il ministro degli interni si è rovesciato

U
Non è più così chiaro che tutti, n giorno di inizio a colpi di tweet malvagi in ministro
considerati per differenza, siamo la maggio, odoroso di delle interiora, sarà pure gradito alla
minoranza di qualcun altro. Il fatto glicini e costellato di mai meglio specificata “pancia del Pa-
che scelte come queste (o anche il siringhe infitte nei ese”. Nondimeno induce ad appiattirsi
solo ventilarle come possibili in un tronchi d’albero da- su un’istantaneità, che disabilita il di-
sistema che invece le nega per prin- gli eroinomani, in scorso, la riflessione, il testo – a partire
cipio) possano essere affermate una piazza della pe- da quelli più centrali e sacri, che sono
all’interno di un sistema democrati- riferia milanese, una la Costituzione.
co non è la democrazia: è il banco di madre stringendo la L’ottenne che fu, e che fummo in
prova della sua tenuta. Chi lo sta mano al suo bambi- molti, disponeva del ragionamento e di
facendo sta lasciando passare l’idea no, otto anni appe- arsenali ideologici, per rendersi consa-
che per affrontare il merito delle na, fa precipitare il pargolo nel suo pevole della realtà in cui cresceva, men-
cose qualunque metodo sia diventa- primo incubo sociale: arriveranno i tre si gambizzava un po’ dappertutto e
to lecito. carrarmati in piazza, si è prossimi a una Heidi saltellava tra l’erba medica con le
Schierarsi davanti a questo è dun- dittatura fascista, la nazione gronda caprette. Oggi, no. Chi dovrebbe som-
que indispensabile tanto quando sangue ed è stato ritrovato cadavere in ministrare dosi terapeutiche di cultura
opporre un dissenso senza tenten- una Renault 4 rossa un presidente cat- democratica sembra essersi sublimato
namenti, perché su quell’idea non si tolico. Era il 1978 e quel bimbo ero io. dallo stato solido a quello aereo, come
gioca più la differenza tra la destra e Da Goldrake ad Aldo Moro il passaggio le palline di naftalina. Si tratta di un
la sinistra, ma quella tra la democra- fu traumatico. Ero già vittima di una partito che si è intestato l’aggettivo
zia e il fascismo. Q gragnuola di “niet”, pronunciati da un impegnativo “democratico”.
È anche per questo che ho citato
Goldrake: l’ultimo segretario Pd, Mat-
teo Renzi, ci tenne a informare la na-
La nomenclatura del Pd zione che bisognava chiamare il robot-
tone giapponese, se lui non andava

sta comminando al suo bene. Ecco, non è andato bene. Solo


che, al posto dell’alabarda spaziale, è
arrivata quella longobarda. È un’arma

elettorato residuo letteralmente finale, perché tronca i


legami sociali e le relazioni di base, fa-
cendo strage dei diritti acquisiti in ses-

un’inedia sconcertante sant’anni di evoluzione democratica.


Non è più tempo di Moro e di Ma-

14 24 giugno 2018 L’Espresso


one è vuota
zinga, però le armi finali incrociano per dato a elettrici ed elettori smarriti. Dov’è tuale, che si segnala per un’esasperazione
l’aria del Belpaese, così satura di polluzio- il Partito democratico? Dove sono i suoi sociale sfrenata, ignorata del tutto dai
ni e di crudeltà. Qualcuno che fermi capibastone? governi a guida Pd. Non erano sufficienti
l’invasione degli ultracorpi, anziché i Il leaderismo è certamente una patolo- 80 euro a cranio, per sanare l’epistassi
corpi dei migranti, dovrà pur esserci. gia politica, e specificamente italiana, ma aperta da Mario Monti, che non a caso è
Quel qualcuno non è il Partito Democra- non si può pensare di opporvi la vacanza una fissazione psicopatologica per la le-
tico. Se soltanto si dà una rapida occhiata del medico. Se vengono troncate le affe- gione dei fan suprematisti. Sarebbe stato
ai trend topic e alle condivisioni sui social, renze, storiche e morali, non sarà l’indif- necessario fare ciò che il buonsenso pro-
si comprende fino a che punto di inesi- ferenza a ripristinarle. C’è un motivo per gressista prescriverebbe. Mettersi dalla
stenza è fallita perfino l’ossessione di cui Dante apre l’inferno con gli ignavi. parte degli ultimi, dei diseredati, di chi
Matteo Renzi per la comunicazione. Questo atteggiamento recalcitrante, da soffre. Tradurre in rappresentanza poli-
Questo disturbo compulsivo, tutto gioca- parte di chi avrebbe il compito di rappre- tica le istanze di chi ha perduto o non ha
to sulla narrazione e non sui contenuti sentare politicamente i progressisti italia- mai avuto le garanzie in termini di lavoro,
della medesima, va a coincidere ora con ni, ha una storia lunga e una memoria di casa, di sanità, di pubblica istruzione.
l’ostinata renitenza all’azione e alla rispo- corta. La riluttanza era una caratteristica Per evitare la morchia vibrante della ri-
sta veemente da parte della maggiore non soltanto emotiva, ma addirittura so- vendicazione sovranista, si doveva empa-
forza progressista del Paese. La nomen- matica di Enrico Berlinguer, un nome che tizzare con tutti i corpi sociali, con tutte
klatura del Pd sta comminando un’inedia in molti stanno evocando o invocando nel le entità corporative. Era necessario non
sconcertante al suo elettorato residuo. grande mare digitale. Tuttavia quella cifra illudersi che la contemporaneità fosse
Da bambino non mi si levava dalla caratteriale esprimeva il rispetto, lo stile, innovazione: come si sta vedendo in que-
mente l’incubo di quella sagoma da cam- la pervicacia di votarsi alla riflessione e ste ore drammatiche, è al contrario re-
mello accasciato, che era il presidente Dc alla dialettica. Non rappresentava nessu- gressione. Così si è data la stura alle sen-
trucidato. Ora non smetto di intravvede- na neghittosità. Paralizzati dalla soprin- tine più fonde e tenebrose. Non serviva
re in trance il drappello lombrosiano dei tendenza che Matteo Renzi esercita sulla Stephen King a enunciare che l’orrore
notabili Pd, che salgono in formazione direzione Pd, i dirigenti non psicosoma- nasce e germoglia nel buio, sotterraneo,
unica al Quirinale, durante le consulta- tizzano nemmeno più, sono propriamen- e poi fuoriesce. Insieme a questa dissen-
zioni più aberrate della storia repubblica- te sintomi incarnati. nata colpevolezza, c’è il silenzio, con cui
na. Sembravano letteralmente un sol Nonostante l’evidenza che inchioda si affrontano le angoscianti soverchierie
uomo, e quell’uomo solo continuava a l’ex segretario Pd, responsabile di un’e- pronunciate dal Freddie Krueger pasciu-
chiamarsi Matteo Renzi. morragia di voti a cui nessuna trasfusione to e lombardo. Non esiste chiamata alla
Da quella compagine inqualificata io e sarebbe in grado di rimediare, il Leader mobilitazione, stanno a zero le iniziative
altri milioni di italiani abbiamo invano Medesímo continua a somministrare ri- a difesa dell’ordine democratico, non
sperato che partisse un appello al presidio cette semplicistiche a generalità sempre viene effettuata opera alcuna di persua-
democratico, oppure uno stop fermo e più ristrette e nauseate. La dirigenza de- sione o informazione. Non ci sono peti-
appassionato all’indecenza verbale e mo- mocratica, che recepisce i suoi amabili zioni pubbliche, network on line in cui
rale propugnata dall’“altro Matteo”, che resti di diktat, sembra inverare fisicamen- discutere, assemblee a cui partecipare,
adesso non è più tanto “altro”. Ciò che si te il canto dolente del poeta Thomas manifestazioni in cui schierarsi. Lo
nota ed è alla mano, in questi giorni di Stearns Eliot: “Siamo gli uomini vuoti, schierarsi sembra abolito. Schierarsi è il
abominio politico, è l’assenza di rappre- siamo gli uomini impagliati, che appog- perno vivente della democrazia, ma si
sentanza politica, che viene imposta a chi giano l’un l’altro la testa cava”. Renzi e il preferisce un’inazione roboante. L’ero-
con Salvini non ha e non avrà nulla a che renzismo, che sarebbe poi una comunità sione del consenso va e andrà al ritmo
fare. Il principale riferimento politico di di renziani, ognuno convocabile con no- dell’abrasione dei diritti fondamentali.
area progressista sembra annichilito, di- me e cognome, e pure l’antirenzismo, con Attendere significa già perdere diritti.
sciolto, inesistente. Grande è la confusio- i suoi ferali esponenti, si rendono respon- Aspettando, non si gode di diritto alcuno.
ne sotto il cielo, ma sotto il soffitto del sabili di una doppia colpa. Però forse i vertici progressisti non stan-
Nazareno è ancora maggiore. Il compito Da un lato hanno la responsabilità di no aspettando affatto: sono intenti a
di produrre critica e autocritica è deman- avere aperto i portali alla situazione at- guardare le repliche di Goldrake. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 15


PRIMA PAGINA Dopo il caso Aquarius

Torturati e
Profughi in catene. Ustionati e denutriti. Ecco
i referti medici sulle ferite dei migranti: la prova
delle violenze nei luoghi di detenzione in Libia
di FABRIZIO GATTI

D
a medici hanno sem- lo italiano prima guidato da Paolo Genti- I certificati, conformi al protocollo di
plicemente fatto il lo- loni e oggi da Giuseppe Conte, non si Istanbul per l’accertamento delle torture,
ro lavoro. Ma oggi, sono mai posti troppe domande su cosa sono stati poi consegnati agli interessati
davanti al sonno della accada a uomini, donne e bambini rimasti perché possano così documentare la loro
ragione verso cui si sta bloccati al di là del mare. Ora esistono domanda di protezione umanitaria. E, se
incamminando anco- risposte cliniche che confermano le vio- richiesti allo sbarco, sono stati deposita-
ra una volta l’Europa, lenze. Aggressioni con catene, tubi di ti agli Uffici di sanità marittima del mini-
i loro referti sono la gomma, ferri roventi, scariche elettriche, stero della Salute. Il governo italiano è
testimonianza più acido sulla pelle sono la quotidianità. quindi informato. Ecco alcuni dei casi,
forte: la prova della Spesso per estorcere altro denaro o solo così come sono stati descritti dai medici
tortura sistematica per imporre la legge del più forte nei nei loro referti.
degli stranieri in Libia. Queste anamnesi campi di detenzione. È tutto scritto nella Ragazzo, 18 anni. Il paziente riferisce di
e queste diagnosi sono state compilate carne dei richiedenti asilo visitati. Sono essere vittima di tortura/maltrattamenti,
dai dottori italiani a bordo delle navi cittadini di Nigeria, Palestina, Eritrea, occorsi in Libia in un periodo di circa due
delle Ong, le organizzazioni non gover- Mali, Togo, Ghana, Senegal, Guinea Co- mesi di prigionia. Riferisce episodi di
native che hanno colmato l’assenza degli nakry, Marocco, Sierra Leone. In quattro maltrattamenti/violenza inflitti con di-
Stati nel Mediterraneo. Nei dodici mesi casi le vittime hanno dichiarato di essere versi strumenti (bastone, martello, at-
del 2017, giorno dopo giorno durante la state torturate già nelle loro città di pro- trezzi per saldatura), in cui ha riportato
navigazione verso i porti indicati dalla venienza in Senegal, Nigeria e Palestina. lesioni contusive e ustioni. All’esame
centrale operativa di Roma della Guardia I medici, che chiedono l’anonimato per- obiettivo il paziente si presenta lucido e
costiera, hanno visitato circa diecimila ché dalle loro diagnosi nessuno possa ri- coerente nel suo racconto. Si sono ri-
persone soccorse al largo. Da gennaio a salire ai pazienti, hanno tradotto nel lin- scontrate le seguenti lesioni - Torace: a
dicembre: praticamente dall’intesa con guaggio scientifico quello che vedevano: livello pettorale e dorsale diverse cicatri-
Tripoli dell’allora ministro dell’Interno, cicatrici, ustioni, esiti di fratture. «I nostri ci compatibili con esiti di ustione. Arti:
Marco Minniti, fino alla vigilia dell’asce- referti», racconta un chirurgo, «sono la ad entrambi gli arti superiori e inferiori
sa del suo successore Matteo Salvini. Due minima punta dell’iceberg per svariate diverse lesioni cicatriziali, alcune ad
governi, una linea di continuità: vista ragioni: a volte, per i tempi stretti della evoluzione cheloidea (crescita anormale
dalla parte delle vittime, c’è poca diffe- navigazione o per le condizioni a bordo di tessuto, ndr), compatibili con esiti di
renza tra il patto del Viminale con i traf- non sufficienti a garantire la privacy. Ri- ustione.
ficanti, che in cambio di denaro hanno uscivamo a visitare il trenta per cento Ragazzo, 21 anni. Il paziente riferisce di
ridotto le partenze dei gommoni, e il re- delle persone. I certificati di vittime di essere stato vittima di tortura/maltratta-
spingimento collettivo dei profughi in tortura li abbiamo compilati soltanto per menti durante il viaggio in Libia. Riferi-
Foto: A. Romenzi

acque internazionali, come è avvenuto coloro che hanno avuto la forza e l’urgen- sce in particolare di essere stato colpito
con la nave Aquarius. za di raccontare il perché di certe ferite fin con scariche elettriche multiple a li-
I governi europei, a cominciare da quel- dalle prime ore dopo il soccorso». vello del torace, circa tre settimane

16 24 giugno 2018 L’Espresso


respinti Le cicatrici sulla
pelle rivelano
le torture subite
prima della
partenza
PRIMA PAGINA Dopo il caso Aquarius
fa. Si sono riscontrate le seguenti re compatibile con lesione da lama; al catrice compatibile con ferita da taglio.
lesioni – Torace: a livello emitoracico braccio destro lesioni lineari cicatrizia- Arto inferiore destro: a livello di caviglia
destro si rileva cicatrice cutanea compa- li-ecchimotiche compatibili con lesioni destra, apprezzabile cicatrice circolare
tibile con ferita da elettrocuzione (scari- da tubo di gomma. compatibile con pregressa ustione da
ca elettrica nel corpo umano, ndr). Ragazzo, 24 anni. Il paziente riferisce di oggetto incandescente.
Ragazzo, 22 anni. Il paziente riferisce di essere stato vittima di tortura/maltratta- Ragazzo, 27 anni. Il paziente riferisce di
essere vittima di tortura/maltrattamenti, menti nel proprio Paese dalla fine del essere vittima di torture/maltrattamenti,
occorsi durante la prigionia in Libia circa 2014, ragione per cui ha affrontato il occorsi in Libia negli ultimi due mesi, in
un anno fa. Riferisce in particolare di viaggio in Libia e in mare. Riferisce in seguito ai quali ha riportato contusioni
essere stato torturato con pratica di con- particolare di essere stato sottoposto a multiple e in particolare al ginocchio si-
tusioni multiple e ripetute sulle piante sospensione per incatenamento degli nistro; ferita d’arma da fuoco al polso
dei piedi con tubo di gomma. Si sono arti inferiori e a pratica ripetuta di con- sinistro e perdita ungueale da estrazio-
riscontrate le seguenti lesioni – Arti in- tusione dei piedi (falanga). Si sono ri- ne cruenta al terzo dito della mano de-
feriori: deficit funzionale di entrambi i scontrate le seguenti lesioni – Arti infe- stra. Si sono riscontrate le seguenti le-
piedi associato a sindrome dolorosa cro- riori: a livello sovramalleolare di entram- sioni – Arti: all’arto superiore sinistro
nica e deficit contrattile, postumo di le- bi i piedi si riscontrano esiti cicatriziali di presenza di cicatrice lineare al polso
sioni contusive a carico della pianta di lesioni ulcerative. Riferisce dolore croni- compatibile con esito di ferita da arma
entrambi i piedi, compatibili con il rac- co a carattere neuropatico a livello plan- da fuoco; al terzo dito della mano destra,
conto del paziente (pratica della falanga). tare di entrambi i piedi, compatibile con assenza di unghia compatibile con
Si indica valutazione ortopedica ed even- lesioni croniche indotte da pratiche rife- quanto riferito dal paziente; ginocchio
tuale studio elettromiografico per inqua- rite dal racconto del paziente. sinistro normoatteggiato, tumefatto al
dramento diagnostico del deficit degli Ragazzo, 25 anni. Il paziente riferisce di comparto mediale e dolente alla flessio-
arti inferiori e approccio terapeutico essere stato vittima di tortura/maltratta- ne e al carico, compatibile con esiti di
mirato. Necessita altresì di supporto menti nel proprio Paese circa un anno fa. trauma contusivo.
nutrizionale per severo stadio carenziale Riferisce in particolare di essere stato Ragazzo, 29 anni. Il paziente riferisce di
da malnutrizione cronica. ferito con lama a livello dell’orecchio si- essere vittima di tortura/maltrattamenti,
Ragazzo, 22 anni. Il paziente riferisce di nistro e di aver riportato ustioni da con- occorsi nel proprio paese d’origine circa
essere vittima di tortura/maltrattamenti, tatto con ferro incandescente a livello un mese fa, ragione per cui ha affrontato
occorsi in Libia in un periodo di circa della caviglia destra. Si sono riscontrate il viaggio. Riferisce in particolare di aver
dodici mesi di prigionia. Riferisce episo- le seguenti lesioni – Orecchio sinistro: a riportato ustioni a livello di entrambi i
di di maltrattamenti/violenza inflitti con livello del margine superiore del padi- piedi da contatto con liquido bollente. Si
diversi strumenti (bastone, ferro), in cui glione auricolare sinistro si apprezza ci- sono riscontrate le seguenti lesioni – Pie-
ha riportato lesioni contusive agli arti e
al dorso. Si sono riscontrate le seguenti Un gommone alla deriva in attesa dei soccorsi al largo della Libia
lesioni – Arti: ad entrambi gli arti supe-
riori (in particolare braccio e gomito si-
nistri) diverse lesioni cicatriziali, lineari,
compatibili con esiti di contusione; inol-
tre tumefazione dorsale senza segni di
sicure fratture della mano sinistra da
recente lesione contusiva (due giorni fa),
compatibile con il racconto del paziente;
deficit funzionale dell’arto inferiore sini-
stro per dolore riferito subcronico postu-
mo a lesioni contusive a carico del dorso
e dell’arto stesso.
Ragazza, 23 anni. La paziente riferisce
di essere stata vittima di tortura/maltrat-
tamenti, occorsi in Libia circa tre setti-
mane fa. Riferisce di maltrattamenti/
violenza inflitti con diversi strumenti
(lame, tubo di gomma), in cui ha ripor-
tato lesioni contusive al volto e agli arti.
Si sono riscontrate le seguenti lesioni –
Capo: cicatrice ipertrofica frontale, com-
patibile con lesione da punta. Arti: a li-
vello del braccio sinistro, cicatrice linea-

18 24 giugno 2018 L’Espresso


di: a livello dorsale di entrambi i piedi si
confermano esiti di lesioni compatibili
con ustioni, in attuale evoluzione di gua-
rigione. Arto inferiore destro: ginocchio
destro tumefatto e dolente, non deformi-
tà articolari, carico mantenuto; verosi-
Niger, affari di Macron
Il primo vero test sulla politica infrastrutture, e ora anche di Turchia
mile contusione compatibile con trauma estera di Giuseppe Conte è la e India. Lo Stato del presidente
distorsivo da caduta (riferito da altezza missione militare in Niger: il Paese Issoufou è fondamentale per il
del muro di cinta). africano è lo snodo del traffico di benessere dei francesi: da decenni,
Uomo, 30 anni. Il paziente riferisce di migranti verso la Libia, ma anche senza ricevere compensi sostanziali,
essere stato vittima di tortura/maltratta- dei programmi di rimpatrio finanziati il Niger fornisce l’uranio con cui la
menti nel proprio Paese circa dieci anni da Nazioni Unite e Unione europea. Francia produce più di un terzo della
fa, motivo per cui è partito. Riferisce in L’operazione italiana dovrebbe propria energia elettrica. Mentre
particolare di essere stato ferito con lama cominciare entro giugno con la i nigerini restano tra i popoli più
a livello del viso e dell’arto superiore de- partenza dei primi 120 soldati, ai poveri: solo il 3 per cento ha
stro, inoltre riferisce percosse con corpo quali verrebbero affidati compiti di accesso all’elettricità e per molti
contundente a livello della volta cranica. addestramento delle forze armate non resta che emigrare
Viene riferito inoltre trauma da caduta locali. Alla fine del mese, però, o sopravvivere.
da altezza circa un anno fa durante im- mancano pochi giorni e il piano La vasta regione di deserto
prigionamento in centro libico in cui ha è ancora piuttosto indefinito. occupata militarmente dalla Francia
riportato trauma agli arti inferiori. Si Al vertice tra il premier italiano con l’operazione “Barkhane”,
e il presidente francese Emmanuel avviata nel 2014, coincide tra l’altro
sono riscontrate le seguenti lesioni – Ca-
Macron non se ne è parlato. Conte con i nuovi giacimenti di petrolio
po: a livello della volta cranica parietale
ha invece incontrato il capo dello e oro sia in Niger sia in Mali.
sinistra, cicatrice compatibile con ferita
Stato africano, Mahamadou Per questo gli italiani non sono i
da corpo contundente; a livello del men- Issoufou, ricevuto martedì a Palazzo benvenuti. Parigi deve già accettare
to inoltre cicatrice lineare compatibile Chigi. Ma senza il via libera della la presenza sul campo degli Stati
con ferita da lama. Arti inferiori: caviglia
Foto: A. Tzortzinis - Afp / GettyImages

Francia, la missione resta sulla Uniti e di un contingente di militari


sinistra dolente al carico (riferito dolore carta. Tanto che adesso si pensa a tedeschi, comunque messo sotto
cronico conseguente alla caduta); gamba un’alternativa molto più impegnativa il proprio controllo. Raccontano a
destra in asse, dolente dopo deambula- per il controllo delle frontiere in Roma che all’indomani del via libera
zione prolungata. Sintomi compatibili Libia, con base a Ghat al confine al governo Gentiloni, il presidente
con esiti di fratture misconosciute con- con l’Algeria. Issoufou si sia trovato in serie
seguenti al trauma riferito dal pa- L’operazione in Niger era stata difficoltà con i padri-padroni
ziente. Regione lombare: dolore cro- annunciata da Paolo Gentiloni e francesi. Per questo la dichiarazione
approvata dal Parlamento il 17 che ha mandato a monte la
gennaio 2018. Con un certo missione il 9 marzo scorso è stata
ottimismo il governo italiano affidata al ministro dell’Interno
prevedeva di poter occupare nigerino, Mohamed Bazoum.
Madama, punto di passaggio della Secondo fonti dell’Espresso, l’Italia
rotta transahariana verso la Libia. è stata troppo precipitosa nel voler
L’area in pieno deserto da qualche fissare i dettagli: 470 soldati in
anno è controllata da un potente tutto, 130 mezzi e due aerei per un
dispositivo militare di Parigi, che finanziamento per il 2018 di circa
non ha nessuna intenzione di 50 milioni. L’unica certezza sono
andarsene. Dopo aver contribuito i 40 militari italiani sotto la guida del
nel 2011 alla distruzione della Libia, generale Antonio Maggi, inviati nella
la Francia ha approfittato della capitale Niamey a preparare il
successiva infiltrazione terroristica terreno. Vale la pena aggiungere che
di Al Qaeda, Boko Haram e Isis per le operazioni di Francia e Usa, così
tornare in forze con i propri soldati come la missione di polizia “Eucap
in Niger, Mali e in parte del Ciad. Sahel” dell’Unione europea, non
La giustificazione è garantire hanno stabilizzato nulla. Se i miliardi
la sicurezza della regione. Ma lo già spesi fossero stati investiti in
scopo è strategico: contrastare formazione e lavoro, avremmo meno
l’espansione della Cina, che in Niger terroristi in Africa. E meno profughi
già estrae petrolio e costruisce nel Mediterraneo. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 19


PRIMA PAGINA Dopo il caso Aquarius
nico riferito conseguente alla caduta te le seguenti lesioni – Capo: dolore tive compatibili con contatto con sostan-
da altezza, compatibile con lesione emicranico sinistro esacerbato dalla di- za corrosiva; piede destro: a livello peri-
vertebrale misconosciuta. gitopressione compatibile con trauma malleolare mediale, ferite ulcerate infet-
Uomo, 32 anni. Il paziente riferisce di contusivo riferito (percosse); cicatrice te compatibili con contatto con sostanza
essere stato vittima di tortura/maltrat- frontale destra compatibile con lesione corrosiva; a livello di entrambi i piedi,
tamenti, occorsi in Libia in almeno due ulcerativa da contatto con sostanza cor- esiti ecchimotici da sfregamento (cate-
episodi, uno nel novembre 2016 e uno rosiva; cicatrice labbro superiore esito di ne). Riferita immersione in acqua ed
circa tre settimane fa. Riferisce diversi ferita lacero-contusa compatibile con elettrocuzione.
episodi di maltrattamenti/violenza percosse riferite. Collo: a livello cervica- Uomo, 37 anni. Il paziente riferisce di
inflitti con diversi strumenti (lame, le, lesione ulcerata infetta compatibile essere stato vittima di tortura/maltratta-
tubo di gomma, sospensione, falanga, con lesione da contatto con sostanza menti durante la detenzione in Libia.
strozzamento con corda) in cui ha ri- corrosiva. Torace: a livello dorsale de- Riferisce in particolare di essere stato
portato lesioni contusive agli arti, al stro, esiti ecchimotici lineari compatibi- sottoposto a diverse pratiche di violenza
dorso e al collo. Si sono riscontrate le li con percosse. Arti: a livello di avam- tra cui sospensione per stiramento degli
seguenti lesioni – Capo: dolore alla braccio sinistro, multiple lesioni ulcera- arti superiori, lesioni multiple e ripetute
pressione in regione periauricolare in
sede di contusione. Collo: dolore sot-
tomandibolare e anteriore dove si ap-
prezzano esiti ecchimotici in evoluzio-
ne lineare; ipofonia marcata e dolore
alla deglutizione concomitanti, com-
patibili con le lesioni subite. Dorso:
Ieri e oggi
lo stesso nemico
multiple lesioni lineari ecchimotiche
compatibili con lesioni da tubo di gom-
ma. Arti: a livello di spalla sinistra ci-
catrice lineare compatibile con lesione
da tubo di gomma; terzo dito mano
destra: escara (necrosi del tessuto, ndr)
ungueale e deficit funzionale tendineo di LUIGI MANCONI
compatibile con lesione secondaria a
percosse riferite; braccio destro: esito Come non essere d’accordo, per una dello sterminio degli ebrei, ha fatto diretta
cicatriziale cheloide compatibile con volta, con la cara Laura Bush? Sì, proprio e atroce esperienza. Piero Terracina, nato
lesione da punta. Ginocchio sinistro: al lei, la moglie di George W. Bush - davanti a Roma nel 1928, sopravvissuto al lager
cavo popliteo, esiti cicatriziali da ferita allo strazio delle immagini di bambini di Auschwitz, ha raccontato: «Nel 1939,
lacera compatibile con lesione da pun- separati dai genitori e rinchiusi in gabbie circa mille ebrei tedeschi poterono
ta. Piedi: multiple lesioni ecchimotiche alla frontiera con il Messico - ha dichiarato lasciare la Germania di Hitler,
a entrambi i piedi, dolore cronico al che ciò le fa venire in mente imbarcandosi sulla St. Louis, un
carico del piede sinistro. «l’internamento dei giapponesi nei campi transatlantico diretto a La Havana, con
Uomo, 33 anni . Il paziente riferisce di di concentramento americani durante la al comando il capitano antinazista e non
essere stato vittima di tortura/maltratta- Seconda guerra mondiale». Ovvero «uno ebreo Gustav Schröder. La nave salpò
degli episodi più vergognosi della storia da Amburgo il 13 maggio. I viaggiatori
menti, occorsi in Libia circa due mesi fa.
degli Stati Uniti». Si tratta di un paragone speravano di sostare a Cuba prima di
Riferisce in particolare aggressione con
tanto ardito quanto delicato perché, lo ricevere il visto d’ingresso negli Usa. Ma
acido in cui ha riportato ustioni chimiche
sappiamo bene, la comparazione tra due né il governo cubano né i governi di Stati
agli arti. Si sono riscontrate le seguenti eventi storici e le loro implicazioni è Uniti, Canada e di diversi paesi
lesioni – Arti: a livello del gomito sinistro, sempre sommamente rischiosa. dell’America latina accolsero i profughi. A
estesa area cicatriziale ad evoluzione E, infatti, è risaputo che accostare drammi Cuba le persone richiedenti il visto erano
retraente-cheloidea; a livello della gamba di diversa natura, di differente origine e suddivise in due categorie: i turisti e i
sinistra cicatrice lineare compatibile con con esiti non coincidenti è gravemente rifugiati, ai quali ultimi era richiesto un
quanto riferito dal paziente. errato. Così come mettere sullo stesso ulteriore pagamento di 500 dollari (cifra
Uomo, 35 anni. Il paziente riferisce di piano, a distanza di 80 anni, vittime e all’epoca davvero notevole). Dal momento
essere vittima di tortura/maltrattamenti, tragedie - come la Shoah e le stragi di che non sapeva bene come definire i
occorsi in Libia circa una settimana pri- migranti e profughi nel Mediterraneo - che passeggeri, l’amministrazione cubana
ma del viaggio in mare, in seguito ai hanno cause non confrontabili, è un cercò di farli passare tutti per turisti;
quali ha riportato ferite multiple da con- oltraggio per tutti. Ed è anche vero che nonostante questo espediente,
tusione, elettrocuzione, incatenamento, l’Olocausto ha una sua misura e un suo solamente 29 riuscirono a sbarcare
contatto con sostante corrosive. Nel spessore di unicità. Ma, precisato tutto sull’isola. Le autorità statunitensi
corso dell’esame fisico si sono riscontra- questo, ascoltiamo le parole di uno che, cercarono di persuadere Cuba ad

20 24 giugno 2018 L’Espresso


da taglienti, contusione da punta agli Arti inferiori: a livello delle cosce, cica- ratrice della missione umanitaria: «Ri-
arti e al volto e a livello dorso-lombare, trici compatibili con lesione da tagliente; cordo sette somali adulti con grave di-
bruciature da sigarette. Si sono riscon- a livello della gamba sinistra, in regione sabilità associata: anchilosi degli arti
trate le seguenti lesioni – Volto e collo: pretibiale, cicatrice compatibile con feri- inferiori da postura fetale obbligata,
cicatrici lineari multiple compatibili con ta lacero-contusa da punta, come riferito prolungata per mesi, per lo spazio limi-
lesioni da tagliente; lesioni contusive dal paziente. tatissimo nella prigione libica. In altre
orali con perdita di alcuni elementi den- Stupro e malnutrizione. I casi di stupro parole, non era più loro possibile disten-
tari. Torace: a livello dell’emitorace ante- sono stati trattati una volta a terra: dere le gambe. Ce ne siamo accorti
riore sinistro, cicatrici da ustione com- «Pressoché la totalità delle donne afri- quando li abbiamo visti strisciare sui
patibili con lesioni da bruciatura di siga- cane, anche se sposate o madri», raccon- gomiti con gli arti inferiori fissi in quel-
retta. Addome: lesione lineare circonfe- tano i medici. Alle torture si aggiunge la la posizione. Per il resto del viaggio sono
renziale, compatibile con lesione da ta- “malnutrizione severa critica in adole- stati portati in braccio dall’equipaggio.
gliente. Arti superiori: multiple lesioni scenti e adulti”: «Rappresenta un indice Allo sbarco in Italia ci aspettava il me-
lineari al braccio e avambraccio destro di mancato accesso al cibo ed è necessa- dico dell’Ufficio sanità marittima. Quel
compatibili con lesioni da arma da taglio. rio il ricovero urgente», spiega un’ope- giorno l’ho visto piangere». Q

accettare tutti i rifugiati, ma non fecero nulla che «l’indifferenza è sempre ricorrente: e raggiungerla richiederebbe altri tre-quattro
per agevolare il loro arrivo sul territorio quando un dramma non ti riguarda c’è la giorni e le condizioni delle persone a bordo
americano. Con il precipitare degli eventi, il tentazione di girare la testa dall’altra non sono favorevoli a un viaggio tanto
comandante della nave cercò di portare i parte». Insomma, di fronte a due fenomeni lungo. Nella mattinata di martedì, il governo
rifugiati in un posto sicuro, immaginando incomparabilmente diversi emerge italiano dispone che migranti e profughi
persino di incagliare la St. Louis sulla costa qualcosa di tragicamente comune. Il “girare vengano trasferiti in Spagna, in parte a
britannica per indurre l’Inghilterra ad la testa dall’altra parte”, appunto. E non si bordo di due navi italiane, e in parte
accoglierli come naufraghi. Infine - prosegue tratta di un male attribuibile solo all’altro da sull’Aquarius. Dopo 72 ore di attesa nelle
il racconto di Terracina - la nave fece ritorno sé o imputabile come colpa all’avversario acque tra Italia e Malta, finalmente, alle 21
in Europa e attraccò ad Anversa, in Belgio. politico o a chi è culturalmente e di quel martedì, il convoglio inizia il suo
Alcuni profughi rimasero lì; altri furono socialmente diverso. L’indifferenza, in viaggio verso la Spagna. Ma, appena
accolti in Gran Bretagna, Francia e Paesi misura e grado fortemente diversificati, superata la Sicilia, le condizioni
Bassi. Ma, dopo lo scoppio della seconda riguarda tutti. Tutti noi che - a 80 anni di meteorologiche peggiorano, il mare si
guerra mondiale e l’occupazione nazista di distanza dal peregrinare della nave St. ingrossa, l’altezza delle onde cresce e
mezza Europa, molti di quegli stessi ebrei Louis dall’Europa a Cuba, dal Canada soffia un forte vento proveniente da nord-
furono deportati dalle SS, soprattutto ad all’Inghilterra e al Belgio - abbiamo assistito ovest. La situazione precipita ulteriormente:
Auschwitz e a Sobibor». (meglio: abbiamo partecipato con morbosa il vento arriva a 35 nodi e le onde sono
Dunque, ripartiamo da capo. È del tutto inerzia) a un altro infinito viaggio. Quello sempre più alte. Aquarius, per trovare
ovvio che non è possibile comparare due della nave Aquarius e dei suoi 629 riparo, si muove lungo le coste orientali
epoche storiche, due fenomeni totalmente naufraghi. Nella notte tra il 9 e il 10 giugno della Sardegna, ma le è vietato approdarvi.
diversi e due immensi cimiteri di vittime, scorso, l’Aquarius - in 6 diverse operazioni A sera le condizioni migliorano,
che rispondono in un caso a una strategia di salvataggio avvenute nell’arco di 9 ore, l’imbarcazione circumnaviga la Sardegna e
di sterminio e, nell’altro, a molti e tutte sotto il coordinamento della Guardia riprende il suo viaggio verso la Spagna. Ma,
complicati fattori. Ma, se a suggerire il Costiera Italiana - trae in salvo centinaia di la sera di venerdì 15, il tempo peggiora
confronto è lo stesso Piero Terracina, è persone. L’attività di soccorso, a un certo nuovamente: le onde raggiungono i tre
doveroso prestargli ascolto: «Le situazioni punto, diviene critica: un gommone affonda metri e i profughi, in mare da una
sono molto diverse e, tuttavia, possiamo e tanti finiscono in mare. L’Aquarius li settimana, sono esausti. Il sabato mattina,
rintracciare punti in comune tra la violenza recupera e accoglie il trasferimento di molte il mare torna calmo e l’Aquarius naviga nei
di oggi e quella di ieri che meglio ci aiutino a altre persone, soccorse da navi della pressi delle Isole Baleari. Domenica 17
comprendere la natura dell’uomo e, magari, marina e della Guardia costiera italiane il giugno, alle 6.45 la prima nave italiana, la
a farci i conti. Tra quello che io guardo oggi giorno precedente, per poi muoversi alla Dattilo della Guardia costiera, approda nel
in televisione - dalla mia casa - e quello che ricerca di un porto sicuro dove sbarcarle. porto di Valencia; alle 10.29 attracca
io ho vissuto e subìto più di 70 anni fa, Ma prima l’Italia e poi Malta non accolgono l’Aquarius; alle 13.20 l’Orione della Marina
vedo, pur con tutte le differenze del caso, la richiesta e, di conseguenza, la nave resta militare italiana. Il viaggio di quei 629
dei punti in comune. E questi sono ferma per lunghissime ore a metà strada infelici è per ora, solo per ora, concluso.
l’indifferenza della maggioranza e tra i due paesi. Nel pomeriggio di lunedì 11 E guai comparare a forza questa piccola
l’incapacità delle istituzioni di tutelare giugno, il governo spagnolo dichiara di odissea del 2018 con la grande odissea
il più debole». Ecco la parola chiave: volerla accogliere con il suo carico di della St. Louis del 1939. Tutto è
l’indifferenza. Ascoltiamo un’altra migranti e profughi nel porto di Valencia. incommensurabilmente diverso. Ma perché
sopravvissuta al lager, Liliana Segre, la Nella tarda serata, SOS Méditerranée fa resiste, infine, una sottile inquietudine?
quale appena qualche anno fa dichiarava sapere che ritiene Valencia troppo lontana - ha collaborato Federica Graziani

L’Espresso 24 giugno 2018 21


CRONACHE DA FUORI
di Makkox

22 24 giugno 2018 L’Espresso


L’Espresso 24 giugno 2018 23
ROBERTO SAVIANO L’ANTITALIANO

mano alla regolamentazione sui visti e

UNA GUERRA
smetterla di pagare le mafie libiche
perché diventino carcerieri pagati da
noi. Quei soldi pesano sulle nostre ta-
sche ma soprattutto sulle nostre co-

FRATRICIDA scienze. Trovare accordi con i paesi


europei perché i permessi ottenuti in
Italia siano validi per circolare e lavora-
re in tutta l’Unione Europea. Questo
significa fare politica e non chiacchiere.
Il governo mette gli italiani contro In Italia si sta silenziosamente combat-
tendo una guerra fratricida tra italiani
gli immigrati. E dimentica che i diritti da generazioni e immigrati che in Italia,
da regolari o da irregolari, ormai vivono
delle minoranze sono diritti di tutti e lavorano spesso sottopagati e schia-
vizzati. Paradossalmente concentrare
Mai come in questi giorni è importan- oggi è solo una propaganda criminale. l’attenzione su chi in Italia deve ancora
te provare a spiegare perché non è pos- Non potrà accadere mai. La linea con- arrivare, fa perdere di vista i diritti che
sibile “lasciare del tempo al nuovo go- divisa Lega-M5S, ed è ciò che vorrem- spettano a chi in Italia c’è già: diritti che
verno” e nel frattempo tacere, un gover- mo tutti, a parole dice di voler impedire spettano a ogni essere umano, a pre-
no che, pur senza aver ancora iniziato che vi siano altre tragedie in mare e di scindere dal possesso o meno di un
seriamente a lavorare, ha già fatto trop- voler sottrarre i migranti agli appetiti permesso di soggiorno. E se questo
pi danni. Come è possibile, vi chiedere- dei trafficanti di uomini in Libia e delle governo piace non è per le sue capacità
te, se di fatto si è insediato da pochissi- organizzazioni criminali in Italia. Ma ma è solo perché indica bersagli, nemi-
mo? È possibile perché è stato precedu- un conto è la propaganda, un conto ci da lapidare. Piaccia o meno agli ita-
to da una lunghissima ed estenuante sono i fatti. A ottenere sbarchi zero ci liani sentirselo dire, è così.
campagna elettorale fatta da Lega (For- hanno provato tutti i governi preceden-
za Italia ha funto da stampella, da utile ti, con identiche ricette e identici insuc- Ma l’enorme massa di sofferenti e in-
idiota) e M5S che hanno, senza alcuno cessi (costruire lager in Libia è un insuc- sofferenti italiani doc non migliorerà la
scrupolo né ponendosi alcun limite, cesso). Questo governo è solo più pla- propria condizione se armata contro gli
scavato nel ventre molle del Paese. tealmente cattivo. Negli anni abbiamo immigrati. Al contrario, dove vengono
In queste ore in Italia è letteralmente dato soldi a paesi instabili e foraggiato garantiti diritti anche alle minoranze, a
deflagrata una guerra, La guerra che si trafficanti e criminali con il denaro degli goderne è l’intera comunità. Ci sono
sta “giocando” non è, come superficial- italiani e degli europei senza risolvere voluti decenni a intere comunità per
mente potrebbe sembrare, una guerra nulla. Per gli africani le porte d’Europa integrarsi, ed è bastato pochissimo per-
per la chiusura delle frontiere; fosse così sono chiuse, l’unica strada è la clande- ché tutto si sgretolasse come un castello
bisognerebbe discutere gli accordi si- stinità e a traghettare africani (una me- di sabbia, sotto i colpi inferti da un na-
glati con l’Europa nelle sedi opportune dia di centomila ogni anno) sono le zionalismo che ci sta facendo diventare
e senza armare gli italiani contro altri mafie libiche. C’è una domanda per tutti nemici di tutti. E l’Europa? Pare
esseri umani. soddisfare la quale non esiste un’offerta abbia già messo in conto di perdere l’I-
La nave Aquarius è stata un’esca for- legale; è così che funziona, in ogni am- talia; come interpretare diversamente
midabile alla quale abbiamo abboccato bito: se c’è una domanda esiste l’offerta, le valutazioni di Macron e del suo en-
tutti: chi, nonostante i 629 esseri umani legale o illegale che sia. tourage sul ministro dell’Interno italia-
in mare, ritiene che sia giusto dare una no? Se uno scrittore, un intellettuale, un
lezione all’Europa, e chi pensa sia assur- Spesso mi chiedono quale sia la solu- giornalista di qualunque paese dicesse
do usare 629 anime come leva per even- zione, come se ne esistesse una. Non che la strategia italiana sull’immigra-
Foto: M. Chianura / Agf

tuali contrattazioni. Ma tutti abbiamo esiste una soluzione definitiva, ma esi- zione è “vomitevole” rientrerebbe nel
perso di vista il quadro complessivo. stono dei passi necessari da compiere. legittimo diritto di critica. Se a dirlo è lo
Che è più o meno questo. Regolarizzare tutti gli immigrati irrego- staff di un capo di Stato è la prova che
Un Mediterraneo “a sbarchi zero” lari che si trovano oggi in Italia; mettere l’Italia è già fuori dall’Europa. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 25


DENISE PARDO PANTHEON

tout Cinque Stelle Luca Lanzalone ex

È IL GOVERNO DELLO
presidente dell’Acea capitolina arre-
stato per l’inchiesta sullo stadio della
Roma. Bonafede poteva fare faville al
ministero del Talent e dell’X Factor.

SCAMBIAMENTO Il ministro al quadrato Luigi Di Maio


che ha scoperto l’acqua calda («Il pa-
lazzo dello Sviluppo economico e quel-
lo del Lavoro sono uno da una parte e
Il ministro dell’Interno parla di tasse. uno dall’altra», si è lamentato dopo che
tutti gli avevano sconsigliato il doppio
Quello della Famiglia di tv. Tutti ruolo) ha sì incontrato il tycoon Mittal
per l’Ilva ma deve affrontare 162 tavo-
dichiarano. Sulle materie degli altri li di crisi (coinvolti 180 mila lavoratori,
fonte Euronews). Riceve le persone
Il ministro ha parlato a lungo di cellu- terno. Ma no, ha le deleghe all’Editoria. con il contagocce (il capo di Lufthansa
lari e televisione - com’era bella ai tem- Ah ecco perché parla di migranti. non ha avuto udienza, si racconta,
pi del Mago Zurlì - eppure non ha la malgrado il caso Alitalia). Ma ha detto
delega alle Tlc. Il leghista benpensante Subito dopo s’ode un altro squillo di la sua sull’incostituzionalità del censi-
(un ossimoro?) Lorenzo Fontana è a tromba grillino: «Chi non vuole le quo- mento rom lanciato da Salvini. Oltre
capo del ministero della Famiglia e te deve avere le multe, quindi se Orbán che ministro al quadrato anche novel-
dovrebbe occuparsi di questo tema, non vuole le quote dev’essere multato». lo Gustavo Zagrebelsky?
ma andrebbe contro corrente e contro Non può essere farina del sacco del
il trend del governo dove ognuno spa- ministro dell’Interno Matteo Salvini E poi c’è Salvini. Il vice premier-poke-
ra quello che gli pare e soprattutto dice che con il premier ungherese e Vladimir mon che muta aspetto e status. Ecco il
quello che dovrebbe dire un altro. C’è Putin ha il rapporto di Qui con Quo e Salvini delle politiche agricole che se la
una trasformazione in atto. È il gover- Qua. Potrebbe essere quella del mini- prende con «il riso asiatico» e il Salvini
no dello s-cambiamento. stro degli Esteri Enzo Moavero Milane- economista che strilla: «Vogliamo la
si. Ma non sembra il suo genere di ap- flat tax, la cedolare secca per gli affitti
Gravità di argomenti e toni, imprepa- proccio. A sorpresa il j’accuse è di Ro- dei negozi, e stop al tetto dei contanti.
razione e inesperienza a parte, nem- berto Fico, invece, il presidente della L’Europa ci chiede nuove tasse? Stiamo
meno la commedia degli equivoci da Camera auto proclamatosi capo dei scherzando?».
teatro latino e greco ha rappresentato vigili della Commissione europea.
un clima così pasticcione dove politici Molto rumore sul nulla. «Sulla pace
impiccioni e prepotenti, alcuni forse «Grande è la confusione sotto il cielo, fiscale dobbiamo fare i conti», ha detto
anche anime perse, si scambiano con- la situazione è eccellente», è la famosa il ministro dell’Economia Giovanni
tinuamente le parti del copione cioè dei frase di Mao Tse Tung che, povero caro, Tria intervistato da Federico Fubini.
ministeri dove sono approdati dopo il non ha fatto in tempo a vedere l’italica «Non dobbiamo discutere solo di sin-
travaglio della formazione del gover- situazione stupefacente. Al di là di di- goli impegni di spesa, legati a singoli
no. Che sia l’interscambiabilità dell’u- chiarazioni impressionistiche, il Guar- punti di programma, al netto del fatto
no vale uno? dasigilli Alfonso Bonafede non si è mol- che su ogni norma ci dev’essere una
to esposto su riforme della Giustizia o copertura anche per obblighi costitu-
Nel mezzo del dramma degli sbarchi sulle condizioni delle carceri che do- zionali».
arriva l’avvertimento «la pacchia è fi- vrebbero essere pane per i suoi denti.
nita per chi specula sui migranti» da Nonostante le parole di Tria, Di Maio
parte del pentastellato Vito Crimi, Si dilunga su altro. Il ministro è uno continua ad addentrarsi nei meandri di
sottosegretario alla Presidenza del scopritore di talenti. Oltre a Giusep- flat tax e altre misure economiche. Tan-
Consiglio. Forse nel frattempo è stato pe Conte, il premier scovato da lui, to governo del cambiamento, o dello
nominato anche sottosegretario all’In- ha avuto l’ideona di presentare al s-cambiamento, va bene uguale. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 27


MICHELE SERRA SATIRA PREVENTIVA

li di Olivando, che portavano olive sen-

CHE GRAN BUSINESS


za stecchino. Buon successo anche per
Detergers, servizio a domicilio di rider
che arrivano in pochi minuti per deter-
gere il sudore dalla fronte con un fazzo-

L’OLIVA A DOMICILIO lettino: utilissimo se si hanno le mani


occupate. Molto discusso, dopo un
duro documento della Conferenza Epi-
scopale, Pippers, servizio di soddisfa-
zione sessuale a domicilio.
Lo sviluppo della gig economy richiede
La sinistra Il Pd aveva pensato di affian-
un numero sempre maggiore di rider. care al Jobs Act anche un Gigs Act. Alla
Leopolda era stato allestito, per cono-
Dall’Africa pronte a partire le navi negriere scere da vicino il fenomeno, un apposi-
to tavolo a pedali, che si spostava velo-
Che cos’è la gig economy? Secondo cazzate e ingurgitare cibi unti». La filie- cissimo per tutta la città, ma non si è
alcuni prenderebbe il nome da Gigi, un ra della gig economy va dunque rico- giunti a nessuna conclusione apprezza-
bi-laureato trentottenne che consegna struita correttamente: il vero antagoni- bile perché i delegati venivano sbalzati
arachidi a domicilio per conto di You- sta del rider che corre di qua e di là, dal tavolo dopo pochi metri. Alcuni
Nuts, il colosso mondiale nella conse- pedalando come un forsennato, non è economisti di sinistra, riuniti nell’asso-
gna delle arachidi a domicilio. Secondo il datore di lavoro, è un’umanità dege- ciazione Don Ferrante, negano comun-
altri gig è un termine gergale inglese nerata e bulimica che pretende di esse- que l’esistenza del fenomeno: «non c’è
(equivalente del bolognese “ciapino”) re rifornita di tutto stravaccata sul diva- assunzione, non c’è assicurazione, non
che significa “lavoretto”. Una terza ipo- no di casa. c’è sindacato, non ci sono diritti, non c’è
tesi è che gig sia l’acronimo di “Guada- contratto depositato, non c’è quasi sa-
gni Insignificanti Garantiti”, riferita al Gli effetti Oltre a Foodora e Deliveroo, lario: dunque, con ogni evidenza, la gig
salario medio di un rider. Comunque le aziende più attive nel settore sono economy non può esistere».
sia, il vicepresidente del Consiglio Di Kukkiaio, con il rider che imbocca per-
Maio, al suo primo lavoro come Mini- sonalmente il cliente; Padella’s, servizio L’evoluzione Stante l’impostazione
stro del Lavoro, se ne è occupato attiva- di friggitoria a domicilio, con il fritto di dell’economia moderna, gli esperti pre-
mente nei giorni scorsi, incontrando i totani e gamberi cucinato direttamente vedono che la gig economy sarà presto
responsabili delle aziende e invitandoli, davanti al cliente (con un piccolo so- rimpiazzata da forme ancora più legge-
come primo segno di buona volontà, a vrapprezzo viene fornita anche la cre- re e veloci di economia. Lavori di pochi
levarsi il casco almeno durante gli in- ma antiustioni); Obelix, pensato per le minuti o anche di pochi secondi (ovvia-
contri al ministero. forniture importanti (cinghiali interi, mente non pagati perché sarebbe antie-
taniche di amatriciana, palombi dai conomico), tipo «vai subito dalla signo-
Le cause Il quadro è chiaro: alle radici cento chili in su), consegnate su appo- ra Galbusera a bagnare i gerani!», op-
del fenomeno c’è una umanità di obesi site bici-camion, che sfrecciano sui pure «il dottor Pinco ha finito il denti-
sedentari, che pur di non fare i cento marciapiedi mutilando i passanti. La fricio ed è lì con lo spazzolino in mano
metri che li separano dalla pizzeria risposta italiana è Rimpinzo, coopera- che aspetta che tu gli porti immediata-
all’angolo si fanno portare a casa non tiva di un gruppo di studenti di ingegne- mente il tuo!». La richiesta di lavoratori
solo la pizza, ma qualunque porcheria ria idraulica: il rider, oltre al cibo e alle velocissimi ed estremamente versatili
gli venga in mente. È il fenomeno che i bevande, porta anche un grosso imbuto cambierà in profondità il mercato del
sociologhi chiamano “homerizzazio- e ingozza personalmente il cliente fino lavoro. Sono già segnalate, nel Mediter-
ne” (da Homer Simpson), bene illustra- ai primi sintomi di soffocamento. raneo e nell’Atlantico, navi negriere
Foto: Filippo Milani

to dal professor Kurtweil nelle sue lezio- piene di rider deportati dai villaggi afri-
ni a Harvard: «Famiglie di pigrizia di- Gli specialisti Olivetoo porta diretta- cani. Per allenarsi, corrono sulla tolda,
sgustosa e di voracità patologica passa- mente a casa olive infilzate nello stec- a centinaia, consegnandosi a vicenda la
no il tempo chiuse in casa a digitare chino: ha cancellato dal mercato i riva- stessa fetta di pizza. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 29


MARCO BELPOLITI UNA FOTOGRAFIA

S
ta trainando un carrello per sa un golf senza maniche e un cappellino
la spesa. È appena uscito dal- bianco. Non vediamo il suo viso. C’è dignità
la “dispensa alimentare” per nel gesto di tirare il carrello. L’uomo potrebbe
indigenti gestita dalla Ame- anche essere uscito da un supermercato. Un
rican Rescue Workers: Wil- edificio simile si scorge di lato: una parete
liamsport in Pennsylvania. rossa senza finestre o aperture. La didascalia
La foto è stata scattata mesi della foto dice che Williamsport è una delle
fa, ma non sembra che la si- città in difficoltà degli Stati Uniti, dove la per-
tuazione sia migliorata. Nel dita del lavoro ha gettato nella povertà molte
carrello verdura, scatole e un persone. Il punctum della fotografia è l’asfalto
ombrello colorato infilato di grigio in primo piano, il protagonista indi-
traverso. Il fotografo Spencer Platt ha colto scusso delle città occidentali, strumento sorto
l’uomo mentre sta attraversando una superfi- per renderle meno fangose e consentire il
Foto: S. Platt - GettyImages

cie asfaltata con uno spazio erboso al termine. traffico veloce delle automobili. In America si
Uno spazio semi abbandonato di fronte a tre producono all’incirca 600 milioni di tonnella-
linde casette dai tetti a punta dipinte di grigio; te di bitume l’anno. Nessun materiale dell’uo-
un’auto parcheggiata. Un’altra bianca è coper- mo racconta meglio dell’asfalto la desolazione
ta dagli alberi. Nessuno in giro. L’uomo indos- del nostro vivere. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 31


ESCLUSIVO Le rotte dell’offshore

Panama
paradiso
di PAOLO BIONDANI,
lumbard I fiduciari dei cassieri
GLORIA RIVA e LEO SISTI
leghisti non hanno
aspettato la flat tax.
Le casseforti sono già state
spostate nelle isole a
imposte quasi zero: dal
Centroamerica a Malta
32 24 giugno 2018 L’Espresso
illustrazione di
Pierluigi Longo
L’Espresso 24 giugno 2018 33
ESCLUSIVO Le rotte dell’offshore

I
n attesa della mitica flat tax, i fiduciari dei cas- Panama il 31 gennaio 2006 e ha sempre avuto proprietari
sieri della Lega si sono portati avanti. Hanno misteriosi: tutte le azioni, fino al giugno 2010, erano «al
aperto società-cassaforte all’estero, nei più rino- portatore». Significa che il padrone della società-cassaf-
mati paradisi fiscali, dove le tasse sono bassissime orte non è registrato da nessuna parte: il proprietario è
o inesistenti: da Panama, il centro finanziario più chi ha in mano un certificato azionario, cioè un pezzo di
chiacchierato del mondo, a Malta, l’isola delle carta. In Italia le azioni al portatore sono vietate da un
offshore con la targa europea, la stessa nazione quarto di secolo: la legge è cambiata dopo le storiche
che ora è al centro delle disfide marittime scate- istruttorie di Falcone e Borsellino sui tesori mafiosi rici-
nate dal ministro Matteo Salvini sulle navi dei clati in conti esteri intestati a società anonime. In molti
migranti. paradisi offshore, invece, i titoli al portatore restano tut-
Angelo Lazzari è un manager bergamasco con tora leciti. I documenti interni mostrano che neppure lo
una rete di società in Lussemburgo, che ha consolidati studio Mossack Fonseca, la premiata fabbrica di offshore
legami d’affari con i cassieri della Lega. Intrecci societa- travolta dai Panama Papers, ha mai conosciuto i nomi
ri, rivelati da un’inchiesta di Giovanni Tizian e Stefano degli azionisti. Della Jontown si sa soltanto che ha un
Vergine (l’Espresso numero 22, “L’Europa offshore che capitale sociale di diecimila dollari ed era nata per racco-
piace a Salvini”), che collegano il suo gruppo finanziario gliere finanziamenti anonimi da investire in attività non
con lo studio professionale dei nuovi custodi dei fondi precisate.
pubblici incassati dai gruppi parlamentari della Lega, Il ruolo di Lazzari viene svelato da una serie di docu-
Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba, e con il tesoriere menti interni archiviati a Panama tra giugno e luglio 2010.
ufficiale del partito, Giulio Centemero, in carica dal Il segreto s’incrina perché la Jontown progetta un aumen-
2014. Una squadra di commercialisti bergamaschi arruo- to di capitale. Quindi i direttori-fiduciari non bastano più:
lati da Salvini per gestire i conti del Carroccio dopo bisogna organizzare a Panama City un’assemblea degli
l’arresto dell’ex tesoriere Francesco Belsito, la condanna azionisti. Che si fanno rappresentare proprio da Angelo

Foto: M. Medina - Afp / GettyImages


in primo grado di Umberto Bossi e figli, il sequestro Lazzari. Negli stessi giorni le azioni al portatore vengono
giudiziario dei 48 milioni dello scandalo, di cui però la sostituite con nuovi certificati di proprietà, intestati però
magistratura ha potuto bloccarne solo un paio: gli altri non a persone identificate, ma a un fondo d’investimento
sono scomparsi, tanto che la Procura di Genova ha aper- lussemburghese: Iris Fund Sicav Fis. Una cassaforte con
to un’inchiesta per riciclaggio che punta proprio sul la targa europea creata sempre da Lazzari per raccogliere
Lussemburgo. finanziamenti da reinvestire. Poi l’aumento di capitale
Lazzari gestisce fondi d’investimento italiani e lussem- salta, ma i soldi sembrano arrivare comunque, anche in
burghesi ed è anche il fondatore
di una rete di fiduciarie collegate
allo studio dei commercialisti

Tutti i tesori
della Lega. Le fiduciarie sono so-
cietà-schermo che servono a na-
scondere, legalmente, gli azioni-
sti che vogliono restare anonimi.
In Europa, Italia compresa, i trat-
tati contro il riciclaggio di denaro
sporco impongono anche alle fi-
duciarie di identificare e registra-
re i clienti: i nomi dei titolari re-
stano riservati, ma il segreto deve
cadere di fronte a un’indagine
della magistratura. I nuovi Pana-
Margherita Agnelli ha una
ma Papers ora collegano Lazzari
a una società esotica, finora sco- società da 1,5 miliardi alle
nosciuta, che è totalmente anoni-
ma. Si chiama Jontown, è nata a isole Vergini. La famiglia
L’inchiesta Panama papers
non ipotizza reati o accuse
Barilla preferisce Hong Kong.
di evasione: riguarda le
società offshore, che non
Da Panama le nuove carte
pagano tasse legalmente
sui conti segreti dei ricchi
34 24 giugno 2018 L’Espresso
Elettori leghisti a Milano

della Lega. L’unica persona


identificata come rappresen-
tante dei misteriosi azionisti
della Jontown, in tutta la sua
esistenza, è il manager berga-
masco.
L’Espresso ha offerto a Laz-
zari l’opportunità di chiarire il
suo ruolo e ha ottenuto questa
risposta, attraverso un porta-
voce: «Jontown era una società
di scopo di proprietà di un fon-
do d’investimento di diritto
lussemburghese, chiuso nel
2010, che svolgeva principal-
mente attività di trading in
valute. La società è stata crea-
ta a Panama perché il fondo si
Europa: nell’aprile 2011 i fiduciari panamensi deliberano avvaleva di un broker americano. Il fondo era autorizzato
l’apertura di un conto nella banca Abn Amro in Lussem- a operare dalle competenti autorità di vigilanza lussem-
burgo. Gli affari continuano fino al 28 maggio 2012, burghesi. La società è stata disattivata e poi cancellata a
quando la Jontown viene resa “inattiva”: l’attività è sospe- seguito della chiusura del fondo». Sui nomi dei proprie-
sa, ma potrebbe ripartire. La cassaforte panamense viene tari, Lazzari si limita a dire che «le azioni erano di pro-
chiusa e cancellata dai registri solo il 15 luglio 2014. prietà del suddetto fondo». Mentre Global Trust e Mos-
A gestire i rapporti con Mossack Fonseca è fin dall’ini- sack Fonseca erano solo «studi professionali che si sono
zio una società lussemburghese, Global Trust Advisors, occupati delle gestione burocratica e amministrativa
che è anche uno degli azionisti (minori) delle fiduciarie della società».
italiane fondate da Lazzari e collegate ai commercialisti Alla domanda se la Jontown di Panama sia stata di-

dei vip d’Italia


L
a lite familiare più ricca della Poi un avvocato svizzero, vistosi ac- parte L’Espresso. Le nuove carte foto-
storia d’Italia si era chiusa in cusare di aver preteso una parcella grafano gli effetti della prima, colossa-
Cassazione, nel 2015, con un esagerata, ha replicato che Margheri- le fuga di notizie su oltre 200 mila
verdetto chiaro: Margherita ta avrebbe ottenuto beni per un valo- casseforti offshore create dal 1977 al
Agnelli, l’erede insoddisfatta re complessivo di 1.166 milioni. Ora, 2015 dallo studio Mossack Fonseca. Il
di casa Fiat, non ha ottenuto per la prima volta, è lei stessa a quan- 3 aprile 2016, quando oltre 300 giorna-
un soldo in più di quello che tificare il suo tesoro ereditario, che listi di tutto il mondo cominciano a
aveva già incassato nel 2004, un anno supera ogni precedente stima: un mi- pubblicare i nomi dei ricchi e potenti
dopo la morte del padre. Anni di pro- liardo e mezzo. con società e conti nei paradisi fiscali,
cessi però non hanno svelato il dato di A rivelare questo e molti altri tesori a Panama City scoppia il panico. Lo
fondo: a quanto ammontava l’eredità offshore dei ricchi d’Italia sono i nuovi studio delle offshore avrebbe dovuto
di Gianni Agnelli e quanto aveva rice- Panama Papers: 1,2 milioni di docu- identificare e registrare tutti gli azioni-
vuto esattamente la figlia Margherita? menti ottenuti dal quotidiano tedesco sti, invece decine di migliaia di società
L’unica cifra conosciuta, all’inizio, era Sueddeutsche Zeitung e condivisi con sono totalmente anonime. Solo a
un bonifico bancario di 109 milioni. il consorzio giornalistico Icij, di cui fa Panama, su 10.551 offshore in atti-

L’Espresso 24 giugno 2018 35


ESCLUSIVO Le rotte dell’offshore
chiarata alle autorità italiane e in particolare al fisco, Malta è sbarcato insieme a un altro commercialista lom-
Lazzari ha risposto che «la società era un veicolo di un bardo, Andrea Lupini, con studio a Busto Arsizio, che ri-
fondo d’investimento lussemburghese, soggetto quindi sulta tuttora socio di Mangion. Il banchiere è l’ammini-
alla normativa e alle autorità lussemburghesi». stratore delegato della Credinvest di Malta, una banca
d’affari specializzata nel finanziare grandi opere anche
Lo sbarco a Malta con il banchiere all’estero, realizzate da imprese private ma con garanzie
statali, «di valore superiore a un miliardo di euro», come
Giorgio Balduzzi è un altro commercialista bergamasco precisa nel suo sito. La Credinvest è attiva soprattutto in
collegato ai cassieri della Lega. Tra il 2014 e il 2016, in par- Russia e nei paesi dell’Est.
ticolare, ha rappresentato la fiduciaria Seven (quella fonda- Il banchiere diventato socio dei lombardi ha forti legami
ta da Lazzari) nella costituzione di alcune società italiane con il potere politico: fu anche nominato, tra l’altro, amba-
registrate nello stesso studio dei commercialisti di Salvini: sciatore di Malta in Romania. Una carica abbandonata nel
in altre parole, ha garantito l’anonimato, legalmente, ad 2008, quando il giornale romeno Cotidianul rivelò che la
alcuni clienti dei suoi colleghi leghisti. Ed è sua sorella, sua Credinvest, mentre lui faceva il diplomatico pubblico,
Laura Balduzzi, che nel settembre 2013 ha ceduto quello aveva ottenuto ricche consulenze dal governo di Bucarest
studio di Bergamo agli attuali cassieri del Carroccio. per un piano di autostrade da oltre un miliardo. Intervista-
Ora le nuove carte del consorzio giornalistico Icij mo- to dal Times di Malta, Mangion si difese spiegando di non
strano che Balduzzi è anche uno dei due soci fondatori di aver «mai utilizzato le strutture dell’ambasciata» per favo-
una società di Malta, ammessa a beneficiare del cosiddet- rire la sua banca privata, ma poi si è dimesso. Mentre la sua
to regime offshore: tasse bassissime su oltre il 90 per Credinvest, dal 2013, ha stretto «un nuovo accordo con il
cento dei profitti prodotti all’estero (Italia compresa). governo romeno», sempre sui maxi-progetti stradali.
Anche questa è una cassaforte finanziaria, con un capita- L’Espresso ha interpellato anche Balduzzi, che ha rispo-
le nominale di 1.200 euro, denominata Wic Asset Mana- sto di persona: «Dal 2010 al 2015 ho investito molto
gement Ltd. Oltre che azionista, Balduzzi ne è stato am- tempo nel ricercare di capitalizzare società che investis-
ministratore fino al 14 novembre 2014, quando ha vendu- sero in piccole imprese italiane. Non riuscendoci in Italia,
to il suo 50 per cento a un banchiere d’affari maltese, Alain abbiamo provato all’estero, a Malta, Lussemburgo, Ame-
Mangion. Balduzzi controlla tuttora una serie di società rica, ma senza alcun risultato. Le piccole imprese italiane
italiane con lo stesso nome, il gruppo Wic, che gestiscono purtroppo non piacciono né alle nostre banche né agli
fondi d’investimento e ditte collegate che offrono intesta- investitori esteri».
zioni fiduciarie, consulenze fiscali e recupero crediti. A Quindi la società di Malta serviva a raccogliere fondi da

vità, 7.913 hanno beneficiari sco- daudit si sente chiedere chi sia il suo seca a Ginevra riceve la risposta il 20
nosciuti. Alle British Virgin cliente, titolare di una società ricchis- ottobre: il beneficiario unico è la signo-
Islands, su 28.427, sono fuorilegge sima, Blossom Investment Services ra Margherita Agnelli.
20.465. Alle Seychelles, su 5.575, solo Corp., fondata alle British Virgin Nel modulo sulle ricchezze, il suo fi-
118 hanno titolari registrati. I giorna- Islands il 4 giugno 2003 e controllata duciario svizzero, che è anche ammini-
listi della squadra Icij continuano a da un’altra offshore, Seashell Holding stratore della società-cassaforte, scrive
svelare nomi di oligarchi russi, miliar- Corporaton. La filiale di Mossack Fon- a penna che l’attività della Blossom è «la
dari arabi, politici europei, stelle dello
spettacolo e personalità di tutto il pia-
neta con tesori segreti nei paradisi fi- Francesco Corallo, il re delle
scali, mentre le autorità di molti Stati
premono sul governo di Panama e
professionisti di mezzo mondo, infu-
slot machine, nasconde oltre
riati, temono la fuga dei clienti più
ricchi. A Panama parte così una caccia 42 milioni di euro a Dubai.
disperata ai nomi dei beneficiari. E alle
certificazioni sull’origine delle loro
ricchezze. Nel tentativo di evitare il
Mai sequestrati nonostante
disastro poi verificatosi: arresto dei
titolari, chiusura dello studio, indagini l’arresto. E in Italia è ancora
in decine di stati, compresa l’Italia,
dove il fisco indaga su una prima lista
di 800 signori delle offshore.
difeso dallo studio legale del
In questo clima, il 22 settembre
2016, un fiduciario svizzero della Fi- ministro Giulia Bongiorno
36 24 giugno 2018 L’Espresso
Il documento contenuto nei Panama
Papers 2 che attesta la proprietà
della Jontown Sa da parte della Iris
Fund Sicav - Fis, che fa capo ad
Angelo Lazzari

Lo stratega dello sbarco a Mal-


ta, insomma, è Lupini, che rac-
conta com’è finita: «La società
sostanzialmente ha smesso di
operare. Avevamo contattato
Mangion perché ha legami con
investitori ricchissimi, soprat-
tutto russi, ma poi ho preferito
ritirarmi per problemi di natura
legale». Quali? Lupini pesa le
parole: «Mi occupo di fiscalità
internazionale e ho sempre ri-
spettato tutte le norme. Malta
però non è l’Italia. E con Mangion
investire in Italia? «Esatto». E chi vi ha presentato a Man- non ci risultava sempre chiara l’origine dei fondi di alcuni
gion? «Il dottor Lupini considerava la presenza su Malta investitori. Quindi ho voluto evitare ogni ipotetico rischio».
fondamentale per intercettare capitali e riteneva che il Oggi la Credinvest di Mangion pubblicizza anche un’altra
banchiere avrebbe potuto raccoglierli. Abbiamo speso attività di rilievo politico: dal 2015 è diventata «un agente
soldi, fatto incontri, ma senza risultati. Quindi ho ceduto accreditato dal governo di Malta» nel programma che con-
le mie quote, su suggerimento di Lupini, al suo contatto cede la cittadinanza ai ricchi investitori stranieri. Gli extra-
Mangion». La società estera è stata dichiarata al fisco comunitari poveri, in Europa, ci arrivano con i barconi da
italiano? Balduzzi, che è commercialista, risponde così: clandestini, affamati, disperati e rifiutati. I miliardari invece
«La quota è stata acquistata e rivenduta nello stesso anno, ci entrano con i soldi e un passaporto europeo da vip: basta
senza alcuna plusvalenza». pagare la parcella agli amici degli amici di Salvini. Q

gestione di conti bancari per investi- Luca. Il primo è l’attuale presidente del dare la Kimora, di non mandare i soldi
menti finanziari in Svizzera, Lussem- gruppo di Parma, gli altri sono consi- direttamente sui conti di Dubai, ma di
burgo, Singapore e Nassau», del valore glieri d’amministrazione. usare come intermediario la Citibank di
di «1,5 miliardi», che provengono dalla La Kimora Industries nasce nell’au- New York.
«eredità di suo padre Giovani Agnelli» tunno 1999 e fin dall’inizio fa capo ai tre Emanuela Barilla con la sua Jamers,
(scritto così, senza una enne). attuali beneficiari. Tra il 2015 e il 2016 l’unica offshore già rivelata nel 2016,
Margherita Agnelli vive da anni in un loro avvocato svizzero riceve l’inca- decide di seguire un’altra strada. Il 21
Svizzera. E i suoi avvocati italiani, inter- rico di aprire e gestire un conto a Hong agosto 2017 i gestori della sua offshore
pellati da L’Espresso, precisano che non Kong, alla Standard Chartered Private cancellano i titoli di proprietà della
ha obblighi fiscali verso l’Italia. Bank. Le comunicazioni si interrompo- Maya Foundation e li sostituiscono con
Nei nuovi Panama papers compare no nella primavera 2016, quando esplo- un solo certificato che vale 50 mila
anche un’altra prestigiosa dinastia in- de lo scandalo dei Panama papers. Un azioni, intestato a Emanuela Barilla.
dustriale italiana. Due anni fa, nei primi anno dopo i tre fratelli Barilla decidono Che da quel momento è la beneficiaria
documenti, L’Espresso aveva trovato di liquidare la Kimora, che viene chiusa diretta della Jamers, senza più lo scher-
una offshore di Emanuela Barilla: Ja- il 7 aprile 2017. A quel punto i vari con- mo ormai bruciato della fondazione di
mers International, creata nel 2014 sulenti, Mossack Fonseca a Panama e lo Panama. Alla fine del 2017 i suoi con-
nelle Isole Vergini Britanniche e con- studio Kellerhals Carrard in Svizzera, sulenti avviano le pratiche per creare
Foto: Napolipress - Iapone / Fotogramma

trollata dalla Maya International Foun- pianificano di spostare altrove i fondi una nuova società, senza specificare
dation di Panama. Le carte più recenti usciti dalla Kimora. Destinazione pre- dove, ma a quel punto i documenti si
mostrano che quella fondazione, domi- scelta: Emirati Arabi. A riceverli saran- interrompono.
ciliata nella sede di Mossack Fonseca, no altre due società offshore, Starsight Guido Maria Barilla, anche a nome
era azionista anche di un’altra offshore Trading e Samag Resources, sui rispet- dei fratelli, ha risposto alle nostre do-
delle Isole Vergini, chiamata Kimora tivi conti alla First Gulf Bank di Dubai. mande con questa importante dichia-
Industries Ltd, che ha per beneficiari gli I professionisti svizzeri chiedono ai razione: «I componenti della fami-
altri tre fratelli: Guido Maria, Paolo e colleghi di Panama, che devono liqui- glia Barilla sono in regola con le
ESCLUSIVO I 48 milioni scomaparsi

La Lega non
di GIOVANNI TIZIAN e STEFANO VERGINE

C
’è un passato che ritorna nella nuova Lega trebbe far parte del malloppo scomparso dai radar dopo la
di Matteo Salvini. C’è la continuità politica sentenza di condanna per Bossi e Francesco Belsito, il tesoriere
con il vecchio partito di Bossi rappresenta- che ha firmato la truffa sui rimborsi. È un’ipotesi, per ora. Un’i-
ta da un volto, quello di Giancarlo Giorget- potesi sui cui stanno lavorando i finanzieri del Nucleo tributa-
ti, l’eminenza grigia, il Gianni Letta padano, rio di Genova, in base alla quale la procura ligure ha inviato una
l’uomo cerniera tra big dell’imprenditoria e rogatoria alle autorità del Granducato.
il partito fin dai tempi del Senatur. E c’è il Ma torniamo a Giorgetti. L’uomo buono per tutte le stagio-
mistero del tesoro scomparso, i 48 milioni ni della Lega. Il demoleghista, come lo hanno ribattezzato
di euro frutto della truffa sui rimborsi elet- scherzando alcuni suoi amici. C’era e aveva un peso nel regno
torali. Soldi pubblici che- come stabilito dai di Bossi. Si racconta che durante i consigli federali, il commer-
giudici di Genova- dovrebbero tornare allo cialista di Cazzago Brabbia fosse uno dei pochissimi a cui il
Stato ma che non si trovano più. Una storia a cui L’Espresso ha Capo permetteva di parlare. Ma Giancarlo c’era e contava
dedicato diverse inchieste e copertine. E che ora si arricchisce anche nei momenti successivi allo scandalo della truffa dei
di un nuovo, importante particolare: il collegamento diretto tra rimborsi, quando segretario era Roberto Maroni. Oggi, con
le società dei fedelissimi di Salvini e la holding lussemburghese Matteo Salvini al potere, con un partito che ha abbracciato
sospettata dai magistrati e dalla Guardia di finanza di aver avu- l’internazionale sovranista, lui è ancora lì. Magari un po’ re-
to un ruolo nel riciclaggio del tesoro leghista. Denaro che po- calcitrante di fronte agli ammiccamenti riservati da Matteo ai

obbligazioni tributarie in Italia». verso i consulenti, ha trasmesso la co- frode fiscale da oltre 200 milioni e per
Dall’industria di Parma che ha reso pia del suo passaporto e una bolletta di la presunta corruzione di Gianfranco
famosa nel mondo la pasta italiana è casa, per provare la sua residenza. A Fini, con almeno sei milioni versati ai
arrivata anche un’altra precisazione: quel punto lo studio ha potuto rilascia- suoi familiari Elisabetta e Giancarlo
«Il Gruppo Barilla è completamente re il certificato di titolarità delle tre Tulliani. L’allarme a Panama scatta
estraneo ai fatti, dati o circostanze ri- offshore, che oltre a Pessina hanno altri solo nel dicembre 2016, dopo l’arresto
portati» nei Panama Papers. due azionisti: Claude Sol Cohen e An- di Corallo: «Urgente - Alto rischio - Il
Stefano Pessina è un famoso impren- tonella Fiorentino Vedeo. La trafila si beneficiario della nostra offshore è
ditore italo-americano che è diventato ripete per la società Zenith delle Isole stato incarcerato». La cassaforte se-
il re della distribuzione di farmaci, Vergini, controllata solo da Pessina e greta di Corallo, svelata da l’Espresso
come primo azionista della multina- Cohen, usata per gestire proprietà nell’aprile 2016, è una società delle
zionale Wallgreens Boots Alliance. Il immobiliari nel Principato di Monaco. Seychelles chiamata Vales Tru Admin
suo nome era già comparso nei Pana- Qui la bolletta allegata riguarda la re- Services Limited. Sui conti di Dubai
ma Papers del 2016. Ora i nuovi docu- sidenza di Pessina a Montecarlo, chia- (tre personali, tre della offshore) sono
menti svelano altre sue offshore e, so- mata con ironia «Villa Farniente». E arrivati oltre 42 milioni di euro sottrat-
prattutto, quantificano la sua immensa proprio nel dossier sull’origine dei ti allo Stato italiano, secondo le accuse
ricchezza. Quando è scoppiato lo scan- fondi destinati alla Zenith («parecchi documentate dai finanzieri dello Scico,
dalo di Panama, l’ingegner Pessina non milioni di euro»), nell’ultima pagina, che hanno convinto i magistrati di
ha fatto una piega. È rimasto cliente di Pessina quantifica la fortuna comples- Roma a ordinarne il sequestro. Non
Mossack Fonseca e ha risposto tran- siva accumulata con la sua «carriera ancora eseguito, però, dagli Emirati
quillamente, il 4 aprile 2017, alle ri- nell’industria farmaceutica»: «oltre 10 Arabi. Ma anche in Italia l’imputato
chieste di fornire tutti i documenti per miliardi di dollari americani». Corallo continua non avere problemi
identificare i beneficiari di tre società Di tutt’altra specie sono le ricchezze con le autorità politiche: a difenderlo
delle British Virgin Islands: Ambassa- nascoste alla Mashreq Bank di Dubai in tribunale è ancora lo studio dell’av-
dor Rose International, Empire Rose da Francesco Corallo, il re delle slot vocato Giulia Bongiorno, oggi mini-
Management e Pecove Holding. Attra- machine oggi inquisito per una maxi- stro della Lega. P.B. G.R. L.S.
perde il vizio Giancarlo Giorgetti, sottosegretario a Palazzo Chigi

neofascisti, vagamente imbarazzato davanti alle dichiarazioni


no euro dei vari Borghi e Bagnai, ma sempre presente. Uno dei
pochissimi della vecchia guardia ad aver resistito. E come ha
sempre fatto, anche oggi continua a manovrare dietro le quin-
te, con il suo stile felpato e l’aria da brav’uomo. Tanto da es-
sersi guadagnato pure la fiducia di Sergio Mattarella. Insom-
ma il bocconiano Giorgetti c’era e continua a esserci, ora con
un ruolo più prestigioso che mai: sottosegretario alla presi-
denza del Consiglio. A lui si deve anche l’avvicinamento a
Salvini di Luca Parnasi, l’imprenditore finito in carcere con
l’accusa di corruzione, il costruttore romano che nelle inter-
cettazione definisce il ministro dell’Interno «amico fraterno».
Ma Parnasi è soprattutto intimo di Giancarlo. Si conoscono
da moltissimi anni, erano vicini di casa a Roma. Lo rivelano
gli atti della procura di Roma che sta indagando sull’immobi-
liarista che avrebbe dovuto costruire il nuovo stadio della
Roma. E che, come rivelato dal nostro giornale due mesi e
mezzo fa, ha finanziato l’associazione Più Voci fondata dal
tesoriere della Lega, Giulio Centemero. Il professionista scel- rio ha precisato che più che di cena si è trattato di un aperitivo,
to personalmente da Salvini, l’uomo considerato - parola di un bicchiere di vino e qualche fetta di salame. Il valore di
Parnasi - «il braccio destro di Matteo». Giorgetti e Parnasi questa riunione conviviale, però, prescinde dalla tipologia di
sono in confidenza, almeno questo risulta dalle informative cibo consumato. Perché attorno al tavolo sedeva anche Luca
dei carabinieri. Un esempio su tutti: ad appena otto giorni dal Lanzalone, l’avvocato genovese ingaggiato dai Cinquestelle
trionfo leghista del 4 marzo, Giorgetti, vice del segretario del per chiudere l’affare stadio della Roma e diventato un vero e
partito, partecipa a una cena riservata a casa del costruttore, proprio consigliori del gotha del movimento di Di Maio. Un
in una delle zone più esclusive della Capitale. Il sottosegreta- incontro a tre, che per la riservatezza con cui Parnasi ne par-
la ha insospettito gli investigatori. Non
sappiamo ancora cosa si siano detti
Dietro le sette imprese perché alla nota dei carabinieri seguono
cinque pagine di «Omissis», informa-
zioni coperte ancora da segreto istrut-
con sede nello studio dei torio. Di certo, subito dopo il voto del 4
marzo Giorgetti e Parnasi discutono di
commercialisti del partito, alleanze, si scambiano opinioni sulla
situazione politica. In una telefonata il
Foto: G. Bouys - Afp / GettyImages, A. Serranò - Agf

costruttore chiede a Lanzalone se «Di


c’è il manager della Maio è al corrente del lavoro fatto con
Giorgetti». E poi ancora: «Se ha bisogno

Pharus, società del io parlo direttamente con Matteo, ma in


questo momento Giancarlo ha la...». Per
dire che il futuro sottosegretario alla
Lussemburgo nel mirino presidenza del Consiglio era l’uomo con
cui parlare in quella delicata fase di for-
mazione del governo. Insomma,
della Guardia di finanza Parnasi è a suo agio con la nuova

L’Espresso 24 giugno 2018 39


ESCLUSIVO I 48 milioni scomparsi
Lega sovranista di Salvini. E forse sarà per questo che tra Finmeccanica in quota Lega, così come ricordo un altro episo-
il 2015 e il 2016 ha deciso di versare 250 mila euro all’as- dio, riferitomi sempre da Balocchi, di un altro versamento per
sociazione Più Voci. Un contributo dato ai leghisti, senza la costruzione della Marina dell’Aeroporto di Genova da parte
passare direttamente dal partito. Su questo finanziamento, le dell’imprenditore che si era occupato dei lavori, imprenditore
giustificazioni sono discordanti. Parnasi sostiene di averlo del quale non ricordo il nome». Belsito passa ai rapporti tra
offerto per la campagna elettorale delle comunali di Milano, imprenditori e dirigenti leghisti di cui lui stesso è stato testimo-
mentre il tesoriere del partito esclude
sia stato usato per attività politiche,
anzi all’Espresso ha dichiarato che sono
serviti a sostenere la libertà di informa-
zione di Radio Padania. Intanto, la pro-
La ragnatela finanziaria dei leghisti
Da Bergamo fino al Lussemburgo. Ecco il sistema di scatole cinesi che
cura di Roma e quella di Genova hanno collegano i professionisti fedelissimi di Matteo Salvini al Granducato
instaurato un coordinamento investiga-
tivo proprio sul finanziamento scovato
dall’Espresso a fine marzo scorso. I pm
che indagano su Parnasi e lo stadio, in- LUSSEMBURGO
sieme ai colleghi che cercano il tesoro
La Ivad Sarl
svanito della Lega. I soldi spariti e quel- è controllata al 100% da
li arrivati magicamente a una scono- PRIMA FIDUCIARIA
sciuta associazione. IVAD SARL SPA (Italia)
In realtà, il sospetto che la Lega abbia
beneficiato di finanziamenti illeciti non Controllata da Diego Occari.
è nuovo. Così come nuovo non è il ruolo Tra i soci di minoranza c’è la
ARC ADVISORY COMPANY SA
di Giorgetti in queste trame finanziarie, La Ivad Sarl (Lussemburgo)
almeno secondo un verbale di interroga- controlla:
torio sui presunti fondi neri del partito.
A raccontare apertamente ai magistrati SEVEN BIT SRL Tra i soci di minoranza LUCIANO VITO MANCINI
(Italia) ci sono: Manager della società
del ruolo dell’attuale sottosegretario alla
La Seven Bit PHARUS MANAGEMENT
presidenza del consiglio è stato per la controlla al 100%: LUX SA (Lussemburgo)
prima volta cinque anni fa Francesco
Belsito, tesoriere del partito ai tempi di Secondo la Procura
SEVEN FIDUCIARIA
Bossi, condannato in primo grado per SRL (Italia) di Genova
truffa e appropriazione indebita proprio è la società dove
La Seven Fiduciaria sono transitati parte
per la vicenda dei 48 milioni di euro che controlla le seguenti dei soldi della Lega
i magistrati italiani stanno adesso cer- società: (frutto di truffa)
cando di sequestrare. Belsito non è mai prima di rientrare
in Italia
stato in grado di provare le accuse rivol- GROWTH AND
te a Giorgetti, motivo per cui la vicenda CHALLENGE SRL
ANGELO LAZZARI
è stata archiviata. D’altra parte - secondo B DESIGN SRL Fondatore
la sua versione - si trattava di pagamenti della IVAD SARL,
in nero, quindi difficili da tracciare. BIOTETTO SRL
della ARC ASSET
È il 29 maggio 2013. Nel carcere mila- MANAGEMENT SA
e della ARC ADVISORY
nese di San Vittore, dove è detenuto in AREAPERGOLESI SRL COMPANY SA
quel momento, Belsito incontra i pm di ARC ADVISORY
Milano Alfredo Robledo, Roberto Pelli- COMPANY SA
ALCHIMIA SRL
cano e Paolo Filippini. Racconta della sua Fondata da Angelo Lazzari
e dalla società anonima
nomina a tesoriere della Lega, incarico SASSO SRL LIGUSTRUM SA (Svizzera),
ereditato dallo storico cassiere padano ad oggi azionista
Maurizio Balocchi. «Mi era stato detto di maggiornaza
MA.SE SRL
Foto: N. Marfisi - Agf, V. Livieri - LaPresse

da Balocchi», si legge nella trascrizione


dell’interrogatorio, «che da sempre gli Società con sede a ARC ASSET
Bergamo presso lo studio MANAGEMENT SA
imprenditori portavano denaro in nero di Manzoni e Di Rubba, Fondata da Angelo Lazzari
al partito. Questi rapporti erano intrat- i due cassieri della Lega,
tenuti principalmente da Giorgetti. Ri- dove è registrata anche
l’associazione Più Voci GLOBAL ADVISOR
cordo un episodio riferitomi da Balocchi TRUST SA
circa un versamento di contante prove- (Lussemburgo)
niente da Lombardi Cerri, consigliere di

40 24 giugno 2018 L’Espresso


A desta, Francesco Belsito, ex tesoriere
del Carroccio; Il costruttore Luca Parnasi,

ne. Riferisce di incontri tra Giorgetti e il


costruttore Salini. E cene con l’industria-
le Cremonini (patron dell’omonimo
gruppo alimentare), il quale all’epoca si
mostrò disponibile a finanziare il partito.
Belsito spiega ai pm come pure le azien-
de a controllo pubblico fossero coinvolte
in questo giro. «I finanziamenti prove-
nienti da tali nomine potevano essere
fatti alla luce del sole o in nero, passando
personalmente dagli esponenti politici.
Balocchi», aggiunge Belsito, «mi diceva
ad esempio che il senatore Fruscio finan-
ziava personalmente Giorgetti». Dario Fruscio, commercialista presso lo studio contabile di Andrea Manzoni e Alberto Di
come Giorgetti e parlamentare della Lega dal 2006 al 2008, in Rubba, compagni di università di Centemero ma soprattutto
quegli anni è stato in effetti membro del cda di aziende a con- responsabili amministrativi del gruppo Lega alla Camera e al
trollo pubblico come Eni e Sviluppo Italia (l’attuale Invitalia). Senato. Lo studio in questione è quello di via Angelo Maj, a
Impossibile trovare riscontri sulle parole di Belsito. L’archivia- Bergamo, dove ha sede anche l’associazione Più voci foraggia-
zione ha sepolto ogni cosa. Senza considerare il fatto che buona ta dal costruttore romano sotto inchiesta. «Nessun collega-
parte delle accuse necessitava per lo meno della conferma di mento diretto o indiretto con la Lega», avevano ribadito
Balocchi, il quale intanto è deceduto. Manzoni e Di Rubba. Analizzando i documenti societari
Il vecchio e il nuovo, dicevamo. Bossi e Salvini. Le ombre delle imprese emerge però un dato che mette in dubbio le
passate del finanziamento illecito e i sospetti attuali. Tutte ipo- rassicurazioni dei cassieri di Salvini. Secondo la procura di
tesi, tutto da provare. Quel che è certo è Giorgetti. Cambia Genova, che sta indagando per il possibile riciclaggio dei 48
tutto ma lui è sempre lì, un passo dietro la prima fila, abbastan- milioni di rimborsi elettorali frutto di truffa, alcuni di questi
za vicino per conoscere ogni segreto, abbastanza lontano per milioni sono stati fatti uscire dall’Italia per finire nella dispo-
non rimanerne coinvolto. Sempre in mezzo alle cose che con- nibilità di una società lussemburghese, la Pharus Management
tano, però. Come la gestione della cassa, i soldi del partito. Lux, la quale poi avrebbe trasferito il denaro (3 milioni è l’ipo-
Il tesoriere della Lega oggi è Centemero, 39 anni, commer- tesi investigativa) su conti italiani collegati alla Lega.
cialista sveglio e accorto. Proprio come Giancarlo. Tre setti- L’Espresso è in grado di rivelare che dietro le sette imprese
mane fa, quando gli avevamo chiesto conto dei possibili lega- italiane c’è anche un uomo della Pharus, la società finanziaria
mi tra il partito e sette piccole imprese italiane controllate da lussemburghese che avrebbe fatto da sponda per il presunto
una holding lussemburghese, la Ivad, lui aveva risposto sicuro: riciclaggio milionario. Si chiama Vito Luciano Mancini, classe
«Nessun collegamento diretto o indiretto con la Lega». La ‘78, laurea in Bocconi e un passato in Unicredit, oggi residente
curiosità nasceva dal fatto che le sette aziende sono registrate nel Granducato. Mancini è azionista con una piccola quota
della SevenBit di Bergamo, la società che
attraverso la Seven Fiduciaria detiene il
Il tramite di Parnasi controllo delle sette aziende registrate
presso lo studio di Manzoni e Di Rubba.
La ragnatela è complicata, ma ciò che
per arrivare a Salvini conta è che il professionista pugliese da
cinque anni - dal maggio 2013 - è anche
è stato il sottosegretario un manager della Pharus Management
Lux SA, la società lussemburghese al
centro del presunto riciclaggio. Non solo.
Giorgetti, già in passato Nel suo curriculum Mancini dichiara di
lavorare anche per la Arc Asset Manage-

accusato dall’ex tesoriere ment Sa. È un’altra società lussembur-


ghese tra i soci della SevenBit, quindi tra
i proprietari delle sette Srl italiane domi-
Belsito di gestire ciliate presso lo studio dei cassieri della
Lega. I professionisti di via Angelo Maj,
le menti dell’associazione Più voci, al
i fondi neri del Carroccio servizio del partito di Salvini. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 41


POLITICA Governo alla prova

Faccio finta di
di SUSANNA TURCO illustrazione di Emanuele Fucecchi

N
on chiedetegli niente, per carità. Ne ha pre- la minima cognizione di causa». Marianna Madia, già orgoglio-
gato lui stesso, «l’avvocato del popolo», il sa portatrice della propria «straordinaria inesperienza» in
«portavoce degli interessi», l’«esecutore di Parlamento, l’aveva detto profetica addirittura in febbraio, nel
temi», il «portatore di approcci», il nostro giorno in cui il futuro premier appariva sulla scena pubblica,
premier insomma. È al governo da meno di tassello del fantomatico governo a Cinque stelle (la cui lista
un mese, ma sin dalla sua prima uscita pub- Luigi Di Maio s’ostinava a inviare al Quirinale pure col piccione
blica Giuseppe Conte si è prodotto nella più viaggiatore). Cognizione di causa, assenza di: vedi alla voce. Non
strepitosa sintesi di sé che la storia di Palazzo sarà per caso che adesso, quando deve parlare in pubblico,
Chigi ricordi: «Non fatemi domande, non ho Conte legge, legge, legge. Legge e un po’ rimpiange. In origine,
le risposte», ha chiarito ai cronisti che l’ave- il premier era stato indicato da Di Maio come eventuale ministro
vano accompagnato in mezzo ai terremotati della Pubblica amministrazione e sdottorava, felice, su cose
di Amatrice. L’intento era retorico, si capisce: il risultato però è come la necessità di una «riqualificazione professionale dei
fin troppo realistico. Puro cinema-verità. Nel famoso contratto pubblici impiegati». Quella materia sì che la conosceva bene,
tra Lega e Cinque stelle, in effetti, non c’è una parola sul terre- mannaggia. «Non a caso mi ero reso disponibile per la carica di
moto. E Conte, fino a un mese fa, faceva altro: avvocato, pro- ministro della Deburocratizzazione», nota ancora adesso, sdi-
fessore. Perché mai dovrebbe sapere cosa rispondere, su questo linquito di malinconia. «Poi è andata come è andata». Cioè è
e altro? Vista pure la totale prevalenza della ruspa di Salvini, diventato premier. Che peccato. Che sciupìo.
anche da Berlino l’altro giorno si sono informati (con la dovuta S’è capito benissimo, d’altra parte, che quando Conte non può
vaghezza) se sia davvero il premier a decidere le cose del gover- leggere improvvisa. Il che non è per forza un bene. Vedasi, ad
no, prima che lui vedesse l’omologa tedesca Angela Merkel esempio, la tragica sequenza detta “degli appunti”. Quando,
(nelle foto dell’incontro lei brandiva champagne, lui succo di seduto per la prima volta nei banchi del governo alla Camera
frutta: e con questo s’è detto tutto). Conte, come ebbe a dire il dei deputati, nel giorno in cui Montecitorio gli votava la fiducia,
capo M5S Luigi Di Maio ancora nel pieno delle consultazioni, il premier s’è perso i foglietti su cui c’era scritto cosa avrebbe
rappresenta uno degli «esecutori», perché il vero capo del go- dovuto dire. Panico, ricerca affannosa, balbettii, pause lunghis-
verno «è il contratto». Così, escluso dal merito e attento a ri- sime: come uno studente impreparato all’interrogazione, in-
spettare la consegna, il Prof. Avv. ha virato sul tema «non siamo confondibile ricordo scolastico, vergogna generale degli spet-
marziani» (gliel’avrà raccomandato il suo mentore, Rocco Ca- tatori. A Berlino è stato capace di leggere per otto minuti, più
salino) e, a forza di ripetersi, è riuscito a dire la cosa più aliena del doppio di quelli in cui la Merkel ha parlato a braccio. Ma al
di tutte. Niente risposte dunque, si aspettano con trepidazione G7 in Canada è bastato che restasse solo un paio di minuti di
le conferenze stampa: magari finalmente senza domande, che fronte ai cronisti, per andare in apnea: giusto il tempo di riba-
pace. Non male, intanto, per un presidente del Consiglio. dire la premurosa cura per la «depressa» società civile russa
«L’esordio di Conte è in pieno stile Cinque Stelle: parla senza («saremo molto attenti che le sanzioni non impattino negativa-
mente sulla società civile russa, che sarebbe assolutamente un
errore mettere in condizioni di rimanere depressa»), chiarire
Incertezze, silenzi di essere lì «a esprimere una posizione forte politicamente»
(«perché io sono forte di una legittimazione politica molto in-
tensa e sono qui a rappresentare i modo forte, deciso e deter-
e gaffe. Prime uscite minato le nostre posizioni»); poi Casalino l’ha preso per un
braccio e l’ha portato via, mormorando «scusateci un attimo».
di un presidente «Timidissimo», «circospetto», «impacciato», sempre stu-
dioso. Come quasi tutti, scavallati i cinquantaquattro anni
Conte è lo stesso di quando di anni ne aveva undici e si era ap-
del Consiglio che pena trasferito con la famiglia da Volturara Appula a San Gio-
vanni Rotondo - aprendo così la strada alla devozione a Padre

appare fuori posto Pio. «Non credevo fosse capace di sfondare, appunto perché
era molto timido e riservato», ha confessato il suo profes-

42 24 giugno 2018 L’Espresso


essere il premier

L’Espresso 24 giugno 2018 43


POLITICA Governo alla prova
sore di italiano di allora, Giovanni Ritrovato. Quarant’anni
dopo, con la spavalderia che si può impadronire soltanto
dei timidi che si piacciono, Conte al G7 non ha staccato gli
occhi di dosso da Trump e, in pratica, non l’ha mollato mai: a
partire dal “ciao ciao” con la manina al di lui ingresso, pur igno-
rato dal presidente statunitense (impagabile l’attimo in cui il
premier lo capisce e piega di lato la testa incorniciata dalle
cuffie bianche della traduzione simultanea). Con insistenza,
nonostante le passeggiatine solitarie tra i leader del mondo. Se
non riesci la prima volta, prova la seconda - deve averglielo
detto anche Casalino di non mollare. «If at first, or second, you
don’t succeed, try, try, try again» è del resto la lezione dei par- INEDITO
titi populisti italiani, ha notato Jason Horowitz sul New York Mai visto alla Camera: il vicepremier Di Maio (a sinistra) intento
Times. Provaci ancora, Conte. Dàgli e dàgli, alla fine anche The a cercare gli appunti senza i quali il capo del governo (al centro)
Donald lo ha definito «fantastic» in una intervista a Fox News non sa come proseguire. L’altro vice, Salvini (a destra) si dispera
e il Fatto ha potuto scrivere senza ironie che «il neo più grosso
della sua prestazione è essere rimasto fuori dalla foto-simbolo sima, di un premier che non deve esserci, per contratto; ma che,
del G7», ma che «in realtà stava accanto a Trump, fuori dall’o- nello stesso tempo, deve servire da scudo umano per arginare
biettivo». A sentire i fuochi di fila grillini, d’altra parte, Conte Salvini. Due profili difficili da unificare, anche perché si è già
pare inanellare un successo diplomatico dietro l’altro. Il presi- visto Conte domandare a Di Maio: «Posso dire che...?»; e quel-
dente del consiglio europeo Tusk gli ha riconosciuto addirittu- lo rispondergli secco: «No!». Impossibile, insomma, scolpire
ra un merito onomastico: «Hai un nome facile da ricordare». l’immagine di un premier deciso e indipendente, quando gli si
Sarà stato scelto per questo? Try, try, try again. guidano le parole. E ci provano, i noti strateghi della comuni-
Provarci ancora è, in fondo, la quintessenza di un governo cazione grillina. L’altro giorno hanno articolato persino una
che Di Maio ha voluto oltre se stesso, fino al punto di caricarsi «ira» del premier. Come quella che , una volta, Berlusconi ri-
sulle spalle il lavoro di retroguardia. La costruzione, faticosis- servava ai suoi alleati. Ma con, stavolta, un non so che di inve-

MARCO FOLLINI

Premetto. Sono figlio della Prima barcamenavano alla grande. Sui loro le stesse tentazioni e può incorrere negli
Repubblica, ho calcato con alterne stendardi era inciso il motto della stessi errori. Ma oggi lo fa seguendo
fortune il palcoscenico della Seconda, prudenza. Nei loro discorsi si poteva strade diverse da quelle del passato. Può
sono estraneo alla Terza - che mi cogliere qualche traccia di ipocrisia fare i suoi compromessi. Può alimentare
inquieta. Dunque, mi trovo in pieno (che è pur sempre l’omaggio che il vizio le sue clientele. Può violare le leggi e la
conflitto di interessi (o almeno di rende alla virtù). morale. Può disattendere le sue parole
passioni). Ma se c’è una cosa che trovo La classe dirigente che ha preso il d’ordine. Tutto questo fa parte della natura

Foto: A. Serrano’ - Agf, S. Loeb - Afp / Getty Images, Epa / Ansa


profondamente ingiusta, sopravvento negli ultimi anni è fatta degli uomini, e più ancora della natura
intellettualmente disonesta e di un’altra pasta. È volitiva, disinvolta, della vita pubblica che non si improvvisa
storicamente fuorviante è quando per ciarliera. Parla in modo stentoreo, coltiva mai del tutto e rimanda spesso e volentieri
fare le pulci ai campioni di questa più una certa improntitudine. Non le agli alti e bassi che segnano la vita
recente stagione politica si dice loro che appartiene l’indecisione. Né quella che e la storia di ciascuno di noi.
sono come quelli di prima, tali e quali. induce a non fare, né quella che induce Ma solo una grande superficialità induce
No, non è così. Ogni fase della nostra vita a pensare un po’ troppo. La nuova protagonisti e commentatori a rifugiarsi nel
repubblicana ha le sue caratteristiche, e generazione politica ama essere passato per trovare ogni volta la chiave di
mescolarle alla rinfusa diventa un modo sbrigativa. Cosa che si può considerare comprensione del presente. Così, se si
per non capirle e non farle capire. Le classi un merito oppure un limite, ma che certo scopre una trama di affari, viene semplice -
dirigenti del passato avevano i loro non ricalca le strade di prima. troppo semplice - richiamare qualche
cromosomi. Erano caute, lente, si Poi, è ovvio, la politica conosce sempre esempio di prima. E se certe incoerenze si

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SOLITARIO ANALCOLICO
G7 in Canada: Conte (a destra) cerca di stare nel gruppo. Ma Incontro a Berlino: la cancelliera Merkel (a destra) parla per
nessuno gli parla: dal padrone di casa Trudeau (a sinistra), fino 3 minuti e 40, il capo del governo italiano (a sinistra) legge
al presidente Usa Trump (penultimo a destra). Disagio appunti per 8 minuti e 35. Poi, lei champagne, lui succo di frutta

rosimile: sarà l’aria da secchione, l’inesperienza, l’autocompia- lo, dalle parole assegnate. La scriminatura del ciuffo non gli si
cimento ma frasi come «mi sembra chiaro che c’è una strategia è scomposta neanche quando è andato a farsi correggere i di-
dietro, non vorrei che qualcuno punti a destabilizzare il gover- scorsi da Dettori, socio della Associazione Rousseau, e poi ha
no», più che dalla bocca del capo del governo, sembrano essere fermare al volo un taxi, a Corso Vittorio Emanuele, e si è fatto
uscite da quelle di Titti, il canarino dei cartoni animati. Oh, oh, portare al Quirinale. Lui è il principe del «non»: persino Del Rio
mi è semblato di vedele un Salvini. l’ha definito in negativo («Non faccia il pupazzo!», gli ha urlato
C’è da dire per lo meno che Conte è un sublime incassatore, in Aula). E dice di sé: «Non ho dichiarazioni mirabolanti, né
anche di fronte alla rovina (salviniana) di ogni sua performance promesse altisonanti», «non sono venuto qui per parlar male
internazionale. Ambasciatore di parole non scelte e di voti non degli altri», «non fatemi complimenti, non ho ancora fatto
cercati, il premier non si è mai discostato dal compito, dal ruo- nulla». Più che quintessenza dell’umiltà, apoteosi della traspa-
renza. È difficile trovare sue parole su cui
la memoria si avvolga, o almeno qualco-
sa di lui su cui lo sguardo si impigli: anche

MA QUESTI NON SONO quando al Quirinale, dopo il giuramento,


Sergio Mattarella si è posto in mezzo al
nuovo governo per la fotografia di rito,

COME QUELLI DI PRIMA improvvisamente il neopremier è spari-


to, tra le ministre stangone Barbara Lez-
zi ed Erika Stefani e, appunto, il lucore
cotonato del capo dello Stato.
A sciorinare la sua breve storia da pre-
fanno vistose si corre a rintracciare negli diffusa pigrizia nel cercare di capire il mier, torna in mente la famosa frase di
annali della Repubblica un precedente tempo che stiamo attraversando. Che non Churchill. Un taxi vuoto si è fermato da-
che faccia tornare tutti i conti. Gli avversari è quello dei padri - nel bene e nel male. vanti a Palazzo Chigi: ne è sceso Giusep-
dei “nuovi” non trovano niente di meglio Personalmente, credo sia in atto una pe Conte. Citazione persino troppo adat-
che accomunarli ai “vecchi”. Sembra mutazione profonda nel panorama umano ta, considerato il torbido stagno in cui si
un copione che si ripete, con una sorta della nostra vita pubblica. Prima, c’erano muovono i coccodrilli di questo governo:
di monotonia. Ma che finisce per figure nel loro insieme propense a una a partire dal principale, Matteo Salvini.
trascurare tutte quelle differenze, certa dissimulazione. Ora invece sta Coccodrillone la cui gittata si illumina nei
evoluzioni e sfumature di cui invece prevalendo l’idea che la politica debba dettagli. Ad esempio, nelle cronache sul-
la politica si nutre da sempre. essere innanzitutto una esibizione. la festa della Repubblica del 2 giugno, gli
Negli ultimi anni la politica è diventata una Abbiamo attraversato così il confine che organi di informazione avevano segnala-
branca dell’antropologia. Una commedia separa due tipologie umane. Quelli più to come Conte, alla fine della cerimonia,
umana che dà vita a personaggi che tormentati e pensierosi, che avevano fosse rimasto altri tre quarti d’ora, per
possono piacere oppure no ma che magari una certa coda di paglia. E quelli saluti e selfie con la gente. Appena il tem-
andrebbero indagati per le loro che invece quella coda l’hanno recisa po di leggerle: il 4 giugno, puntualissime,
caratteristiche e non per le vaghe di netto e in compenso hanno adottato le cronache hanno chiarito come Matteo
somiglianze che possono risalire a qualche la maschera della spavalderia. Salvini, al termine di un comizio a Fiumi-
lontano predecessore. Il giochino di trovare Si possono preferire i primi o i secondi. cino, sia rimasto un’ora per i selfie, cioè
ascendenze per ognuno di loro rivela una Confonderli no, proprio non si può. Q quindici minuti in più. Se la gara si fa
pure sul cronometro si capisce che la
storia è già quasi scritta Q

L’Espresso 24 giugno 2018 45


BRUNO MANFELLOTTO
CAPITALE CORROTTA
COME SESSANT’ANNI FA
Viene da sorridere - amaramente - al grande immobiliarista, e c’è il mediatore Se l’ipotesi è fondata, la sindaca
pensiero che tutto sia rimasto per il quale il tempo e le Repubbliche avrebbe dunque affidato il governo
maledettamente uguale: i palazzinari non passano mai, ai quali si aggiungono della città a un avvocato esterno
ieri, i grandi costruttori oggi; i politici di volta in volta gli interlocutori politici all’amministrazione (non pubblico
sempre, i traffichini della terra di mezzo più utili. A quest’inchiesta, per esempio, ufficiale, cioè meno a rischio in caso
più oggi che ieri. E l’eterna Roma, cinica i pm sono arrivati per caso indagando di indagini giudiziarie), non eletto dai
e sorniona, ridotta ancora a terreno di sui rapporti tra Raffaele Marra, il braccio cittadini e nemmeno dal web. Del resto
lotta e di spartizione, di veleni e di destro della Raggi arrestato due anni questo è il metodo con il quale la
mazzette, di favori e di traffici. Insomma, fa per corruzione, e un altro Fondazione Rousseau controlla e dirige
non sembra passato un giorno da quel immobiliarista arcinoto, il Movimento e i suoi vertici, no? Alla
dicembre 1955 in cui “L’Espresso” Sergio Scarpellini. Tutto si tiene. faccia della democrazia diretta. In tal
sparò in copertina l’inchiesta di Manlio caso la questione, oltre che giudiziaria,
Cancogni per la quale Arrigo Benedetti Anche le modalità si ripetono, dal è politica e possono risolverla, oltre ai
scolpì un titolo memorabile e profetico: finanziamento al partito (legalissimo, pm, soprattutto i dirigenti, i militanti e gli
“Capitale corrotta=Nazione infetta”. ça va sans dire) al biglietto per la partita elettori dei 5S: è questo che volevano
Sembrerebbe tutto uguale, dunque: all’Olimpico, dal lavoro per il figlio alla conquistando il Campidoglio?
cemento e politica, affari e soldi, casa a prezzi stracciati. Sullo sfondo, Seconda ipotesi: Raggi non sapeva.
galoppini e cubature. Ieri la Dc del una città in cui non c’è artigiano, piccolo Dovremmo dedurne che a Roma vive e
sindaco Salvatore Rebecchini, il imprenditore, impresario o bottegaio prospera un potente mondo parallelo,
Vaticano dei latifondi e il boom che non ti racconti - o con naturalezza, un sistema più forte di qualsiasi politico
dell’edilizia; oggi il Movimento Cinque o con scandalo, o con rassegnazione - vecchio e nuovo, un sistema che muove
Stelle di Virginia Raggi, ragazzetta che per concludere ogni operazione le fila, che distribuisce consenso, voti
catapultata in una vicenda troppo più lecita si debba pagare l’illecito. Pare che e soldi a seconda delle necessità, che
grande di lei, i terreni di un un venticello di corruzione s’alzi ogni alligna nell’amministrazione rendendo
immobiliarista disposto a tutto pur di giorno, come una volta faceva il vana l’istituzione Comune, capace
salvarsi dal fallimento imminente e un ponentino. Ora però la Lega non urla più di fare e disfare ogni cosa a suo
avvocato spicciafaccende famoso per “Roma ladrona”: gouvernement oblige. piacimento. La Capitale in mano al
spicciare faccende. Allora, davvero non Quindi la domanda è: Raggi sapeva che mondo di mezzo. E allora una storia
è cambiato niente in sessantatré anni? cosa si muoveva intorno a lei? Prima giudiziaria diverrebbe caso nazionale,
Anche la freschezza naïf che i grillini ipotesi: sì. Dopo le manette a Marra - lo emergenziale, e come tale dovrebbe
sbandieravano mentre davano la ha ricordato Emiliano Fittipaldi (“Le essere affrontata.
scalata al potere si è infranta contro mazzette degli onesti”, “L’Espresso” Non solo in Campidoglio.
l’imbroglio perpetuo? O i ragazzi si sono n. 25) - Grillo aveva deciso di sacrificare
convinti che, per governare, devi la sindaca, ma alla fine si era lasciato Nell’uno e nell’altro caso, però, resta
scendere a patti con il Sistema? convincere da Casaleggio jr. a lasciarla aperta una domanda che mi affligge
al suo posto, mettendole però accanto da tempo: perché Virginia Raggi, finita
Tanto per cominciare, colpisce la faccia una persona di piena fiducia, un a sua insaputa nel verminaio
tosta con la quale i protagonisti di commissario tecnico e politico, Luca dell’affarismo politico romano, vittima
Stadiopoli parlano dei loro maneggi al Lanzalone il facilitatore. Al quale Raggi “soi disant” di poteri forti che la
telefono. Chiacchierano, progettano, delegherà la pratica stadio e non solo: vincolano e la coartano, perché non
millantano en plein air: anni di possibile che di queste vicende la convoca giornali e tv e denuncia ciò che
intercettazioni non hanno insegnato sindaca poi si disinteressasse, vede, sente, che è costretta a subìre
nulla, o forse la certezza dell’impunità, o ignorandone dettagli e iter? Tanto e tollerare? Perché non svela come
la convinzione di fare solo ciò che fanno più che nella rete dei pm è caduto, oltre funziona questo Sistema che avvolge
tutti, li trascinano in una zona franca al suo consigliere di fiducia, anche e paralizza la città? Se non lo fa perché
dove pensano che tutto sia ammesso. I il capogruppo dei 5S in Campidoglio. non vuole o perché non può farlo,
nomi che ricorrono, poi, sono quelli Anche lui non vede, non sente, la situazione è ancora più grave
Foto: M. Sestini

di sempre: c’è l’immobiliarista figlio del non parla? di come appare. Aiuto. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 47


GOVERNO Debuttanti allo sbaraglio

Toninelli
sul viadotto
Alitalia, Tav, Mose, Autostrade.
Per le Infrastrutture già si
annunciano decisioni molto
diverse da quanto il ministro ha
proclamato in campagna elettorale
di GIANFRANCESCO TURANO

A
due settimane dal impara in fretta. Dopo avere passato la Dopo il giuramento al Quirinale, To-
debutto, per Danilo scorsa legislatura a occuparsi di mecca- ninelli si è affrettato a dichiarare: «Non
Toninelli l’unica nismi elettorali finiti nella spazzatura voglio azzerare tutto. Le infrastrutture
opera inutile sem- della storia come il Democratellum e il sono un volano per l’economia» (il Sole
bra sia l’Anac di Legalicum, pochi giorni ai comandi del 24 ore). Qualche giorno fa ha promesso
Raffaele Cantone. ministero di Porta Pia sono bastati al che presto comunicherà l’esito della sua
Si fa per scherzare, politico cremonese per esternare su revisione sulla linea Av Brescia-Padova
è chiaro. Il neomi- tutto lo scibile del settore. e sulla Pedemontana Veneta. Tutto bel-
nistro delle Infra- Per adesso non ci sono tracce di quel- lo. Ma in pratica?
strutture ha fama di la «revisione dei progetti in corso con Una delle poche certezze è che sulle
battutista e perdo- aggiornamento delle analisi costi-bene- grandi opere si gioca il rapporto fra il
nerà. Del resto, per nuotare nel mare fici e dei piani economici-finanziari» governo e gli imprenditori. L’accordo si
magnum del caos portuale (con annesso che dovrebbe annullare o declassare «le può trovare sulla scarsa percorribilità
problema sbarchi di migranti), aeropor- opere non più utili», secondo quanto del nuovo codice degli appalti e sull’ec-
tuale, stradale, ferroviario dell’Italia ci prometteva il programma trasporti del cessivo ficcanasare dell’autorità anticor-
vogliono fiato e senso dell’umorismo. M5S del 2017, un documento che anco- ruzione, benché l’Anac abbia fornito
Anche qualche competenza specifica ra non doveva confrontarsi con le incli- pareri assolutori per le opere più conte-
non guasterebbe ma il ministro grillino nazioni cementizie dell’alleato leghista. state dai pentastellati in sede locale.

48 24 giugno 2018 L’Espresso


Alberto Rivera, leader dei
Ciudadanos, in forte
ascesa nei sondaggi

Danilo Toninelli
ministro
delle Infrastrutture
e dei Trasporti

Come la Pedemontana veneta, appunto. ha scritto perfidamente nel suo blog: «Il grillino Virginia Raggi con impeto nega-
Ma il governo del cambiamento dovrà fatto che il nuovo ministro non abbia zionista. Tre mesi prima, in un mattino
pur fare rotolare qualche testa per dare alcuna esperienza nel settore non è del plumbeo di febbraio, da una barchetta
un segnale forte in un momento fra i più tutto irrilevante». I sottosegretari, il sul Po sotto il ponte di Casalmaggiore
delicati dell’economia legata alle infra- grillino Michele Dell’Orco, i leghisti bloccato dall’incuria aveva sparato ad
strutture. Ci sono imprese di costruzio- genovesi Edoardo Rixi e Armando Siri angolo giro: «La Lombardia non ha
ne storiche in grave difficoltà (Condotte, (condannato a 20 mesi per bancarotta) messo nemmeno un centesimo per que-
Astaldi), una compagnia di bandiera che non ne sanno molto di più. ste strutture, idem lo Stato, se è vero che
della bandiera non sa più che farsene, quasi tutti i ponti sul Po tra Emilia e
porti e aeroporti che si combattono fra
loro senza riuscire a fare sistema, pen-
Fusione in freddo Lombardia sono a rischio. Intanto però
finanziamo con 400 milioni di euro la
dolari abbandonati, concessionari auto- In realtà non è del tutto vero che Toni- Pedemontana già fallita e la Brebemi che
Foto: C. Mantuano / OneShot

stradali che fanno tanta finanza e poca nelli non si sia mai occupato di lavori è una cattedrale nel deserto». L’invoca-
manutenzione. pubblici prima di diventare ministro. Lo zione al ministro di allora è stata: «Del-
I critici hanno sottolineato che dagli ha fatto due volte. Nell’ultima tappa del rio, ma dove cazzo è?», con la mala pa-
arabeschi dei sistemi elettorali alla Giro d’Italia quando i ciclisti hanno rola temperata dal lei.
giungla d’asfalto il passo è lungo. Un protestato contro lo stato delle strade di Ora, a parte che la Pedemontana
esperto come il professor Marco Ponti Roma e Toninelli ha difeso il sindaco costa un po’ più di 400 milioni (si

L’Espresso 24 giugno 2018 49


GOVERNO Debuttanti allo sbaraglio
viaggia verso i 5 miliardi di denaro triennale allo stesso Mazzoncini e al suo modo pulito e sostenibile», ha twittato
pubblico) e che non è fallita, il con- collega delle strade Gianni Armani. Toninelli il 4 giugno. La seconda frase
cetto è chiaro: si sprecano soldi in opere Il nuovo ministro ha lasciato trapelare contraddice la prima. Non ci sono modi
nuove e si trascura la manutenzione la possibilità di tornare indietro sulla puliti, certamente non in Italia, di af-
straordinaria che lo stesso Graziano fusione. La controindicazione principa- frontare le opere pubbliche. Toninelli è
Delrio aveva invocato come mantra di le del ritorno al passato è che cancella i un duro. Si vedrà se saprà essere uomo
una più oculata amministrazione dei fi- benefici della fusione sul debito dello di mondo, lui che ha fatto tre anni di
nanziamenti pubblici. Stato perché riporta Anas nel perimetro militare non lontano da Cuneo (Torino,
L’ex sindaco di Reggio Emilia era stato dei conti pubblici. In ogni caso Toninel- arma dei carabinieri, 1999-2002).
spedito fra i corridoi del ministero di li non sembra disposto ad accettare in Studente concentrato ma non ecce-
Porta Pia perché Matteo Renzi non lo blocco uno schema in cui il potere di zionale (54 su 60 alla maturità scientifi-
voleva come sottosegretario a palazzo Mazzoncini è così grande da fare del ca e 100 su 110 alla laurea), nella sua
Chigi. Toninelli ha preteso Porta Pia. manager bresciano il vero ministro. breve autobiografia pubblicata sulla
Fino alla sera prima, il capogruppo gril- Per il politico grillino, bresciano per piattaforma Rousseau, il ministro si
lino al Senato non era nella squadra di parte di padre, così com’è la fusione non definisce “utente intermedio” della lin-
governo e la sua casella era occupata dal va. E non va nemmeno la manovra di gua inglese oltre che «persona onesta,
geologo con docenza a Siena Mauro aggiramento di Mazzoncini verso i go- flessibile e con spirito di adattamento
Coltorti. Il declassato Coltorti era trop- vernatori leghisti di Lombardia e Veneto. con interessi che spaziano dalla lettura
po antagonistico? O era troppo fuori dal Con il varesino Attilio Fontana è quasi allo sport». Nato a Soresina, ha 43 anni,
cerchio magico di Luigi Di Maio? fatta per il passaggio di Trenord sotto la due fratelli, una moglie, due bambini e
Fatto sta che lunedì 4 giugno Toninel- gestione del gruppo Fs, socio paritario una casa di 130 metri quadrati. Si impe-
li ha potuto postare la foto “in treno della Regione, attraverso un’operazione gna a «far tornare l’Italia ad essere un
verso Roma” per celebrare il suo primo astrusa di fitto della quota dell’1 per Paese a misura di famiglia dove tutti
giorno al Mit. Che poi il treno fosse un cento dal Pirellone alle Ferrovie. In cam- possano fare figli con serenità e fiducia».
Italo ceduto ai capitali Usa e non un bio arriveranno i treni nuovi. «Chi mi conosce», aggiunge, «dice di me
Frecciarossa del renziano Roberto Maz- Il governatore veneto Luca Zaia, da che sono una persona affidabile che
zoncini, numero uno delle Fs, è meno parte sua, ha appena festeggiato il finan- punta dritto al risultato senza prevari-
una coincidenza che un piccolo inciden- ziamento del primo lotto della Bre- care gli altri».
te diplomatico. Voluto o non, si vedrà scia-Verona ad alta velocità (1,6 miliar- Dopo il servizio militare è stato ispet-
presto. Le Ferrovie sono da sempre un di di euro al consorzio Cepav Due gui- tore tecnico assicurativo dal 2002 all’e-
pilastro della politica infrastrutturale e dato da Saipem), molto contestata lezione in Parlamento (2013). Il colpo
trasportistica. Lo sono ancora di più da dall’opposizione M5S. di fulmine con il M5S risale al 2009. L’ex
quando hanno incorporato l’Anas in ufficiale dei carabinieri segue la trafila
zona Cesarini della legislatura passata.
È stata una delle operazioni più dura-
Infanzia di un ministro del militante di base: banchetti di rac-
colta firme per i referendum, delegato
mente contestate dai grillini, chiusa il 29 «Pronto a lavorare duramente per avvi- di lista alle urne, addetto stampa per il
dicembre con un rinnovo dell’incarico cinare ogni area del paese alle altre. In M5S locale.

Foto: P. Tre - A3, G. Montani - Ansa, R. Monaldo - LaPresse

50 24 giugno 2018 L’Espresso


Il politico grillino in passato
Da sinistra:
si è detto più volte contrario
il presidente
dell’Autorità
alla fusione tra Ferrovie e Anas.
anticorruzione
Raffaele Cantone;
un cantiere della
Ma ora se si tornasse indietro
Tav Torino-Lione.
Qui sotto: Renato sorgerebbero problemi molto
Mazzoncini,
amministratore
delegato delle
seri per il bilancio pubblico
Ferrovie di Stato

Nel 2010 si presenta alle Regionali in talk-show televisivo. Il notista politico fatte senza pensare alla fase successiva.
Lombardia e non viene eletto. Abbassa dell’Espresso Guido Quaranta lo chia- Se la stazione di Milano ha gli stessi bi-
il tiro nel 2012 con le comunali a Cre- ma “sor Pampurio”, come il personag- nari di Zurigo e Monaco ma fa la metà
ma. Prende nove voti. Quelli dei suoi gio «irascibile e scostante, verboso e dei passeggeri, è inutile pensare a inve-
congiunti, per dirla alla Giuseppe Con- intollerante» di un fumetto di un seco- stire altri miliardi nell’alta velocità».
te. Non si scoraggia e ha ragione lui lo fa. Nominato ministro, ha subito Anche la Torino-Lione pone proble-
perché nel giro di un anno la prima smorzato i toni lodando la grande pro- mi quasi insormontabili, a questo pun-
fase della marea grillina lo porta a fessionalità dei suoi dirigenti. to. I pro-Tav sostengono che la chiusu-
Montecitorio. A Roma, Toninelli inizia ra dei cantieri avrebbe un costo pari
a diventare un volto noto e anche ap-
prezzato dai colleghi che lavorano con
Alitalia in caduta libera all’esecuzione dell’opera (2,9 miliardi
per l’Italia su 8,6 miliardi complessivi).
lui alla commissione affari istituziona- Con i manager e i funzionari che ruota- Ma l’urgenza massima è nel dossier
li e alla giunta per il regolamento della no intorno a Porta Pia non è impossibi- Alitalia. A fine aprile la Commissione
Camera. Si batte contro la burocrazia le mettersi d’accordo. A loro interessa europea tanto detestata dai gialloverdi
e per l’abolizione delle province, due la poltrona e al nuovo ministro interes- ha aperto un’indagine sul prestito da 900
mali tenaci dell’Italia. Attacca l’auto- sa imparare un mestiere fra i più com- milioni di euro dello Stato alla compa-
strada Tirreno-Brennero («un’opera plicati e insidiosi che possano capitare gnia aerea. Quasi in parallelo è arrivata
evidentemente diseconomica»), poi si a un governante. Ferrovie e strade, re- puntuale l’inchiesta giudiziaria contro i
sposta gradualmente verso la platea del golamenti complessi che si sono strati- manager, Luca di Montezemolo in testa,
ficati in mille varianti negli ultimi due della gestione Cai-Etihad, mostruosa
decenni dalla legge Merloni, sono solo alleanza fra un gruppo costretto nelle
una parte dell’incubo. Ci sono i traspor- rigidità dell’Ue e l’aerolinea finanziata a
ti pubblici locali, le zone economiche fondo perduto dagli emiri di Abu Dhabi.
speciali nei porti di Gioia Tauro e Na- «È inconcepibile vedere Alitalia in
poli-Salerno, la logistica integrata, il queste condizioni quando ovunque le
terzo valico, la gronda di Genova e guai compagnie hanno floridi fatturati», ha
trentennali come il Mose di Venezia, affermato il ministro con un’idea otti-
altra opera che il M5S ha avversato ma, mistica del mercato internazionale.
a differenza della Torino-Lione, non ha Ma Toninelli è lì soprattutto per
inserito nel contratto di governo con decidere. Si è visto con il caso della
proposta di revisione-sospensione. Le nave Aquarius. Il suo carico di migran-
dighe mobili non sono ancora arrivate ti è stato respinto dall’Italia e accolto
a compimento che già presentano pro- dalla Spagna. «Con noi già spira vento
blemi gravi di manutenzione. nuovo», si è compiaciuto l’ex perito al
«Il sistema italiano», dice Dario Balot- primo vero atto da ministro insieme al
ta, presidente dell’Osservatorio libera- collega Matteo Salvini. In fondo ci
lizzazioni e trasporti, «ha enormi caren- vuole poco per vedere “la vie en rose”.
ze gestionali. Le nuove opere sono state Basta chiudere i porti. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 51


INCHIESTA Musica e milioni
Diritti d’autore, è guerra senza quartiere. Tra
i privati di Soundreef e il colosso pubblico Siae.
Che spende 400mila euro di intelligence sui rivali

007
Operazione Rovazzi
di EMILIANO FITTIPALDI illustrazioni di Maurizio Ceccato

P
er provare a vincere la posizione dominante sulla Siae, questa «Lei mi sta chiedendo se ho dato l’ok a
guerra della musica, il ha chiesto ufficialmente a una società un atto di dossieraggio? Non scherziamo.
direttore della Siae Ga- privata di investigazioni, la Ifi Advisor, di La Siae è cliente di un’operazione di busi-
etano Blandini, a capo trovare ogni informazione possibile su ness intelligence, simile a quella che fanno
dell’ente pubblico che Soundreef. È proprio Blandini a firmare decine e decine di aziende ogni anno»,
gestisce (senza finan- il contratto da 400 mila euro, con cui afferma Blandini. «Con gli investigatori di
ziamenti statali) il dirit- paga spese e onorario non solo dell’ita- Ifi ho fatto un contratto cristallino. Ricor-
to d’autore di artisti ed liana Ifi, ma anche i costi della società di do che il mio dovere primario è quello di
editori italiani, ha pro- intelligence israeliana Black Cube. tutelare i miei associati, che oggi sono
vato di tutto. Cause le- Diventati famosi in tutto il mondo dopo oltre 80 mila. Soundreef e i media italiani
gali, ricorsi al Tar, de- essere stati assoldati dal produttore della ci stanno attaccando da anni, dicono che
creti ingiuntivi, scontri frontali pubblici e Miramax Harvey Weinstein per indagare noi siamo un carrozzone e loro una star-
privati. Ma l’idea da “fine mondo” per sulle donne abusate che minacciavano di tup supercool, loro il coraggioso Davide e
incastrare gli odiati concorrenti di Soun- denunciarlo, sono gli agenti privati di Black noi il cattivo Golia. Non è così. Ora sap-
dreef deve essergli venuta in mente ricor- Cube - con cui l’Ifi ha un accordo di esclu- piamo che combattiamo contro un con-
dandosi di quando, giovane agente dei siva per l’Italia - ad incontrare, sotto men- corrente sleale». L’Espresso ha sentito
servizi segreti, era stato spedito dai capi tite spoglie, D’Atri e altri amministratori di anche Davide D’Atri, che chiarisce subito
del vecchio Sisde a Tel Aviv. A prendere Soundreef, ex dirigenti, oltre ad associati che dalla Siae si aspetta questo, e altro:
appunti dai maestri del Mossad, che gli famosi come il cantante Fabio Rovazzi. E «Non ho nessuna preoccupazione delle
insegnarono, oltre all’arte del controspio- sono sempre gli israeliani a sbobinare ore conclusioni a cui è arrivato il loro dossie-
naggio, pure ad analizzare il contenuto e ore di conversazioni, ad analizzare fonti raggio. Noi siamo trasparenti, siamo per-
dei sacchetti di spazzatura, utilissima per aperte italiane e inglesi (Soundreef con- sone corrette e per bene. Ad ogni accusa
profilare le persone di cui bisognava sco- trolla una società britannica) e costruire un risponderò punto per punto».
prire misteri e altarini. report finale intitolato “Progetto Spotli-
Così lo scorso luglio, mentre l’Anti-
trust - su segnalazione di Soundreef e del
ght”, dove si riportano le risultanze dell’in-
dagine e presunti comportamenti discuti-
Monopolio addio
suo numero uno Davide D’Atri - aveva bili e poco trasparenti della collecting che Partiamo dalla descrizione del cam-
appena avviato un’indagine per abuso di sta sfidando, con successo, la Siae. po di gioco e dei protagonisti. La Siae,

52 24 giugno 2018 L’Espresso


INCHIESTA Musica e milioni
Messi sotto attenzione Fedez e altri artisti
passati con Soundreef. Mentre Rai e Sky
ricorrono alle vie legali contro il monopolista
che dal 1942 intermedia e riscuote basta: anche Sky e Rai sono andate alle vie Blandini e i suoi uomini adotterebbero
per conto di cantanti, autori, produt- legali contro il vecchio monopolista. invece di «una leale negoziazione, com-
tori ed editori i compensi derivanti da portamenti unilaterali» .
diritti d’autore, è monopolista del settore
fin dalla sua nascita. Fino all’arrivo di
Il gigante cattivo Anche Sky, in effetti, è scesa sul campo
di battaglia. Nei mesi scorsi la tv satellita-
Soundreef, è stata di fatto l’unica “col- Leggendo le carte delle prime risultanze re ha preso una decisione senza preceden-
lecting” a gestire e tutelare i diritti degli dell’istruttoria dell’Antitrust aperta ad ti, scegliendo - in assenza di rinnovo di
artisti e raccogliere le royalties delle ope- aprile 2017 per abuso di posizione domi- contratto e di nuove negoziazioni, davan-
re concesse in licenza. nante, sembra chiaro che i “cattivi” sareb- ti a un quadro normativo considerato ra-
Un mercato che - sommando i vari bero quelli di Siae. Che secondo gli ispet- dicalmente cambiato - di congelare parte
“utilizzatori finali” come radio e emit- tori dell’Autorità Garante della Concor- dei pagamenti all’ente e ai suoi associati,
tenti televisive, concerti live, passando renza avrebbero difeso il loro monopolio nonostante l’utilizzo (come a “X Factor”)
alla musica di sottofondo nei super- con ogni mezzo. Per difendersi da Soun- di moltissimi contenuti creativi.
mercati o ai giganti Google e Spotify - dreef, Blandini, il presidente Filippo Sugar Un braccio di ferro che ha fatto infuria-
vale centinaia di milioni di euro l’anno: e gli altri vertici avrebbero monitorato le re oltre mille artisti, tra cui i premi Oscar
la Siae, nel bilancio del 2017, segnala attività dei «Soundreef boys» attraverso Bernardo Bertolucci, Ennio Morricone,
come il suo giro d’affari complessivo «riunioni di vertice aventi cadenza setti- Nicola Piovani e Gabriele Salvatores, che
superi i 776 milioni, di cui 573 milioni manale», con strategie mirate sia sul piano hanno scritto una lettera aperta a difesa di
di diritto d’autore puro. Soldi che poi della comunicazione («nell’ottica di sco- Siae, in cui si attacca la tv di Rupert Mur-
finiscono in gran parte nelle tasche raggiare i richiedenti», cioè i musicisti e gli doch a testa bassa. «Abbiamo a cuore
degli autori, escluse le provvigioni trat- autori che chiedevano informazioni sulla tutti i soggetti che concorrono alla cresci-
tenute dall’ente (circa 160 milioni di concorrenza), sia su quello dei controlli su ta di questa industria, ma è necessario che
euro l’anno) che servono a pagare il concerti, centri commerciali e negozi, ef- Siae riconosca l’apertura al mercato e la
costo della struttura, gli stipendi della fettuati «con evidente finalità strumenta- libertà di scelta degli autori», hanno però
dirigenza e dei 448 agenti mandatari le». Oltre, sostiene l’Antitrust, a ricorrere risposto gli amministratori di Sky. «Noi
Siae, ossia il personale che sul territorio a «sofisticate elaborazioni giuridiche tutte non riscontriamo un’adeguata disponibi-
raccoglie i diritti da teatri, negozi, spet- convergenti nel far sì che Siae continui lità di Siae a condurre negoziati secondo
tacoli e qualsiasi soggetto che usi opere interamente a gestire i diritti di autori che logiche coerenti con il nuovo assetto di
d’ingegno degli associati. invece hanno espresso chiaramente una mercato».
Circa mezzo miliardo di euro, dunque: diversa volontà». Come nel caso di Gigi Traducendo, Sky vuole sedersi al tavolo,
è la fetta di torta diventata contendibile D’Alessio, che insieme al rapper Fedez è ma vuole rinegoziare i contratti pagando
circa un anno fa, quando una direttiva il più famoso cantante ad essere meno di quanto sborsava prima. Il ragio-
europea recepita dal governo italiano, passato con Soundreef. namento è semplice: al tempo in cui l’ente
la Barnier, ha imposto anche all’Italia Non solo l’ente gestirebbe «in- presieduto da Sugar era assoluto mono-
una liberalizzazione del settore, per- debitamente» anche autori «che polista, aveva nel suo “portafoglio” il 100
mettendo ad altri commensali di non le hanno conferito alcun per cento degli autori. «Ora che ne ha
sedersi al tavolo. Da allora, lo mandato», ma le condotte certamente meno, con l’ingresso di altre
scontro è totale. La battaglia in- abusive si sarebbero verifi- collecting come Soundreef, vorremmo
furia tra la dirigenza di Siae e cate anche nei rapporti con sapere quanti sono con precisione i loro
quella di Soundreef: secondo le televisioni, un mercato che associati, in modo da versare il giusto ad
Blandini i giovani concorrenti - nel 2016 ha portato un incasso ognuno. Nulla di più, nulla di meno»,
che autocertificano 14 mila au- di oltre 186 milioni di euro. Con le tv chiosa una fonte interna dalla sede di
tori in Italia e 31 mila nel mon- la Siae firmerebbe contratti basati su Milano.
do - non rispettano le nuove un «sistema farraginoso e ineffi- Nella lettera i 1000 e più firmatari criti-
norme europee, secondo le ciente, incompatibile con uno cavano, oltre Sky, anche l’Antitrust (come
quali le società di collecting, sviluppo concorrenziale dei se già si aspettassero i risultati dell’istrut-
Foto: C. Minichiello - Agf

anche se private, possono mercati». L’Antitrust cita in toria). Registi, cantanti e sceneggiatori
operare solo se enti no particolare il caso di Sky (an- temevano infatti che l’Autorità potesse
profit e/o governate da- che lei ricorrente nello stesso «aderire a un disegno che favorisce gli
gli associati. Ma non procedimento) con cui interessi di gruppi internazionali». Che

54 24 giugno 2018 L’Espresso


terze, compresi i giornalisti. Le posso solo
dire che Black Cube supporta il lavoro di
molti dei maggiori studi legali al mondo
raccogliendo prove in supporto di com-
plesse cause legali. E che operiamo sem-
pre in piena conformità delle leggi dei
paesi nei quali operiamo, Italia compre-
sa», chiosa un dirigente da Tel Aviv. È
noto, in effetti, che nel 2016 gli israeliani
assistirono la multinazionale assicurativa
AmTrust in una serie di arbitrati aperti
con il broker italiano Antonio Somma,
che - scrive il Corriere della Sera - fu regi-
strato dagli investigatori privati mentre
«affermava sicuro» che nei due arbitrati
«avrebbe ottenuto decisioni favorevoli
per 400-500 milioni di euro», visto «era in
grado di “controllare” i collegi arbitrali»
(per la cronaca, il giudice fu effettivamen-
te ricusato).
I casi Weinstein, Somma e Siae mostra-
no quali sono le tecniche di Black Cube. I
Fedez vari “target” vengono irretiti con una
“cover story” inventata, supportata da
“infrastrutture”, come la costruzione di
attaccando la Siae vorrebbero in realtà ne, ex generale per 25 anni al Sismi e per siti internet falsi, profili social, società
versare meno soldi agi artisti e agli edito- altri otto a capo della sicurezza dell’Eni) e inesistenti, linee telefoniche farlocche,
ri, mettendo di conseguenza in difficoltà gli agenti di Black Cube iniziavano il loro indirizzi mail, persino uffici di società
- questa la preoccupazione - soprattutto lavoro di intelligence. Obiettivo: scoprire fantasma. Sul modello del film “La Stan-
quelli più piccoli e marginali. ogni punto debole di Davide D’Atri, dei gata” con Paul Newman e Robert Redford,
Non sappiamo se gli ispettori guidati da suoi soci e delle attività industriali di in cui i protagonisti mettono in piedi - per
Giovanni Pitruzzella abbiano letto l’ap- Soundreef. vendicarsi del cattivo di turno - una finta
pello, ma di certo le conclusioni della loro D’Atri è stato sottovalutato a lungo dal agenzia di scommesse con attori, compar-
istruttoria sono durissime: dal gennaio vecchio gigante: romano ed intrapren- se e quinte teatrali.
2012 ad oggi Siae avrebbe infatti posto in dente, residente a Londra per anni, appe- Black Cube sembra avere ancora più
essere «un abuso di posizione dominante na trentenne Davide apre una società in fantasia: a novembre 2017 D’Atri viene
molto grave» e le sanzioni comminate Inghilterra per vendere musica d’ambien- infatti contattato via mail da un’agente, tal
dovranno essere conseguenti. Siae avrà te, con pezzi originali spesso scritti diret- Eva, che dice di volerlo invitare come
ancora qualche settimana per difendersi tamente dai software dei computer. Poi, speaker a una conferenza a Londra. Il
dagli strali dell’Antitrust, ma in molti te- dopo aver costituito la Soundreef Ltd a capo del marketing di Soundreef Massi-
mono che la sentenza sia già scritta. «Ora Londra, grazie al sostegno di fondi d’inve- mo Scialò, professionista del settore che
il rischio concreto è che le regole del gioco stimento come la Vam di Marco Piana e ha lavorato in mezzo mondo, viene chia-
siano riscritte solo a vantaggio dei broa- Matteo Fago, nel 2011 D’Atri decide di mato da un altro investigatore, che si finge
dcaster e dei grandi utilizzatori, a danno tornare a casa, crea una spa italiana omo- dirigente di un fondo d’investimento su-
dei piccoli autori ed editori e dei reperto- nima (che oggi controlla quella inglese). I damericano, interessato ad esportare la
ri più fragili che entro pochi anni rischia- soci più rilevanti, ad oggi, sono D’Atri e la filosofia di Soundreef in America latina.
no di sparire, come la lirica, il teatro, le Vam, Gabriele Valli e Luca Del Fabbro. L’altro socio forte, Valli, finisce a chiac-
opere letterarie e la danza», ragiona Blan- A parte l’analisi delle fonti aperte (visu- chierare con un agente che gli racconta di
dini. «Soprattutto, non mi capacito come re, social network, documenti pubblici), il rappresentare un fondo di private equity,
mai abbiano ricondotto i nostri presunti metodo della società israeliana è simile a infarcito di capitali di ricchi arabi del Gol-
abusi al 2012, quando la direttiva Barnier quello di alcuni programmi tv: costruire fo Persico. Fabio Rovazzi viene agganciato
nemmeno esisteva». profili sotto copertura e presentarsi con da un investigatore che si presenta come
identità fittizie, in modo da potersi avvi- l’emissario di un magnate americano, in-
Il progetto spotlight cinare e parlare con soggetti che possono
avere informazioni sensibili per i loro
tenzionato a organizzare una grande festa
per la figlia sedicenne su un’isola caraibi-
Mentre lo scontro legale infuriava, gli clienti che non siano di pubblico dominio. ca: per l’evento, vuole solo e soltanto il
investigatori di Ifi (guidata da Romolo «Mi spiace, ma la nostra policy è quella di cantante di “Andiamo a comandare”.
Pacifico e presieduta da Umberto Sacco- non discutere dei nostri clienti con parti Durante gli incontri, avvenuti al

L’Espresso 24 giugno 2018 55


INCHIESTA Musica e milioni
Secondo l’Antitrust la Siae è in abuso di
posizione dominante. Ma Morricone, Piovani e
mille artisti firmano a favore del vecchio Ente
bar o in ufficio, gli agenti cercano di tutti, senza distinzioni. E per un solo anno. stro Paese, e l’Iva non la pagano». D’Atri,
ottenere informazioni sul business Qui sembra che Soundreef faccia campa- che non smentisce l’esiguo numero di di-
model di Soundreef. In particolare, sui gna acquisti promettendo un minimo pendenti londinesi, spiega invece all’E-
temi che interessano il cliente, ossia la garantito solo a qualcuno, come a Fedez e spresso che è vero che è la società inglese
Siae. Nel report si legge che D’Atri dice D’alessio, e che vincoli per più anni i suoi ad incassare, ma che «quando non si paga
all’interlocutore che, aumentando il de- artisti. Tutte cose vietate dalla direttiva l’Iva, nelle transazioni delle royalties verso
bito per crescere, in quattro anni il fattu- Barnier». l’estero esiste l’applicazione della ritenuta
rato potrebbe arrivare «a 200 milioni», e Se l’unica cosa che i detective riescono d’acconto alla fonte. Che è del 30 per cen-
che la strategia per conquistare artisti a sapere da Rovazzi è che il suo contratto to, più dell’imposta che paga Siae».
importanti si fonda sui contratti plurien- non scadrà nel 2017, D’Atri (che preferisce La battaglia legale infuria, infine, anche
nali e sul pagamento in anticipo. «Un non commentare il presunto contratto di su “Lea”. Ossia l’associazione no profit con
metodo applicato però solo ad artisti sponsorizzazione offerto a Fedez, che cui Soundreef si è accordata a gennaio per
famosi. Una volta che l’artista firma, non quando lasciò la Siae per Soundreef disse poter operare in Italia. Per Black Cube,
può liberarsi», sintetizzano gli israeliani. di averlo fatto per sostenere la «trasparen- Valli l’avrebbe definita nel colloquio con
Che aggiungono – prendendo spunto za e la meritocrazia»; né il manager roma- un suo agente un’associazione «fittizia»,
dalle parole di Valli all’agente, che «Fedez no vuole approfondire il tema dei 2,5 mi- nata per poter incassare i diritti d’autore
sarebbe stato pagato due volte», una per lioni di euro, che sarebbero stati girati a degli artisti Soundreef. Anche la Siae, con
l’anticipo dei diritti e un’altra volta «per D’Alessio per chiudere un contratto di 5 Blandini, definisce la Lea «un negozio in
la sponsorizzazione». anni) risponde tranquillo al nemico: «La frode alla legge, guidata da persone che
Blandini prima spiega di non aver volu- Siae, con i suoi investigatori, scopre l’ac- trovi dentro Soundreef e altre in pieno
to acquisire formalmente da Ifi e Black qua calda. È ovvio che chi viene da te conflitto di interessi». In effetti negli or-
Cube tutto il lavoro degli agenti («ho de- vuole le stesse garanzie che dà Siae. L’er- gani sociali c’è il papà di D’Atri, Roberto,
ciso di non colpire sotto la cintura, come rore che fanno Blandini e i suoi uomini è e il figlio di Valli. C’è pure Claudio Manci-
invece fanno loro»), poi afferma che le quello di pensare che noi lo facciamo solo ni, deputato Pd appena rieletto alla Came-
pratiche di Soundreef sarebbero discrimi- con i vip. Noi lo facciamo con tutti. Ci ra e uomo considerato vicinissimo a Mat-
natorie. «Anche noi paghiamo un antici- sono piccoli autori a cui ho anticipato 1000 teo Orfini. Il presidente democrat è da
po a un autore calcolando la sua media euro, te li faccio conoscere. In più i nostri sempre grande fan di Soundreef, definito
storica di incassi, ma lo facciamo per associati possono andarsene quando vo- lo scorso ottobre «un prodotto innovativo
gliono. Basta che restituiscano gli anticipi in un sistema imbalsamato».
che hanno preso. E comunque voglio D’Atri scuote la testa, senza scomporsi:
proprio vederlo un tribunale che senten- «Non so se Valli ha detto che Lea è un
zia che noi, una collecting privata, non ente fittizio, glielo chiederò, ma nono-
possiamo fare contratti a 3, 4 o 5 anni». stante sia mio socio ha un ruolo margina-
Gli investigatori hanno anche preso le nell’operatività della società, e molte
informazioni sul lavoro di lobby di Soun- cose non le sa. Ovvio che in Lea ci sono
dreef verso politici e istituzioni, e indaga- persone che conosciamo e di cui ci fidia-
to sui profili della società inglese. Nel mo, e capisco che accusarci di essere in
dossier viene segnalato come più di uno realtà due facce della stessa medaglia fa
degli animatori di Soundreef dica che parte del gioco. Ma anche qui dimostrar-
nella sede inglese non ci lavorano più di lo in tribunale sarà, per Siae, un altro paio
due o tre persone, e che la Ltd sarebbe di maniche».
solo un escamotage per aggirare la legge Avendo speso 400 mila euro per il lavo-
monopolistica italiana. Per Blandini «c’è ro degli 007 privati di Black Cube, Blandi-
Foto: S. D’Alessandro - GettyImages

l’ipotesi concreta di un esterovestizione. ni deve sperare adesso che i documenti


Ora abbiamo scoperto che a Londra c’è raccolti possano servire alla causa, e in-
solo un citofono e un amministratore che vertire una partita che sembra in salita.
fa pure il segretario di se stesso. Noi le Nonostante tutto, il direttore di uno degli
tasse le paghiamo in Italia, nel 2017 abbia- enti più criticati del Paese resta ottimista:
Fabio Rovazzi mo dato all’erario Iva per ben 120 milioni «Non sembra, ma noi siamo i buoni. E
di euro. Loro operano quasi solo nel no- alla fine i buoni vincono sempre». Q

56 24 giugno 2018 L’Espresso


Recensioni senza inutili millanterie L’INCOMPETENTE
di LUCA BOTTURA

tacciono (e lo faranno) saranno complici di ogni agente che

Rosicare menerà le mani, o peggio, per loro conto. Intanto, da cittadino,


al carabiniere Casamassima giunga la mia inutile solidarietà.
È grazie a gente come lui che la famosa battuta di Paolo Rossi
Intercalare rivelatore («Quando incontro un poliziotto, anche se non ho fatto nien-
Utile in infiniti contesti semantici, il termine “rosicare” (nelle te, fischietto») può vantare qualche eccezione.
sue varie declinazioni, con o senza “k”, e/o anche nella variante Giudizio:
a sostantivo di “rosicamento”) è ormai assurto a perno centrale
del lessico pubblico italiano. Scorrendone all’indietro le tor-
mentate vicende, si scopre che ha origine latina (rodere), fino a
pochi anni fa atteneva solo al gergale romanesco, e che fu sdo- Luca Marsella
ganato a livello nazionale da Gennaro “Ringhio” Gattuso nel
2006, durante i festeggiamenti per lo scudetto del Milan. Egli, Promoter
il Gattuso, espose sul pullman scoperto rossonero uno striscio- Luca Marsella è il leader di CasaPound a Ostia, laddove la
ne con la scritta “Rosiconi”. Mai, forse, avrebbe pensato di esi- mafia ha lungamente fatto gli affaracci propri con la compli-
bire invece un manifesto politico trasversale. In questo infinito cità della sinistra di governo, dell’estrema destra e dei Cinque
porridge post-elettorale, ad esempio, tutti i critici del Governo Stelle che veicolavano dossier contro i cronisti che osavano al-
giallo-bruno si espongono all’epiteto di cui sopra sui social. Ma zare il velo sull’omertà di popolo e sul trionfo dei prepotenti.
non solo. Lo usa Salvini contro i suoi critici (9 giugno, Facebo- Marsella, che si fece orgogliosamente fotografare con gli Spada,
ok), lo utilizza Il Foglio parlando di Salvini (7 giugno), lo pro- cioè la cosca vincente del litorale, è l’unico di CasaPound che su
nuncia appena può Grillo da un palco, lo spargono ogni 2x3 nei Twitter non mi ha bloccato (“Noi banneremo diritto!”) e quin-
loro pezzi i giornali della Destra attribuendolo a un chiunque di gli sono grato per la finestra che ancora mi concede sulle sue
sia altro da sé. È il corrispettivo degli juventini permale (da non attività. Un giorno stacca la foto di Mattarella dalle pareti del
confondere con gli altri juventini, persone dabbene) quando consiglio di Municipio. Il giorno dopo abbozza quando lo re-
oppongono lo struggimento dell’anima altrui a chi non ne con- darguiscono. Quello dopo va sul molo alle sei del mattino, con
teggi gli scudetti in eccesso. Perché ormai chi vince, o ritiene di quattro tizi che reggono a fatica uno striscione contro la Kyen-
aver vinto, non importa come, legge ogni critica come frutto ge, per esprimere solidarietà a Salvini contro Cécile Kyenge (la
dell’invidia, del pregiudizio. Perché questa categoria espressiva, Kyenge? Ancora lì state?). In tutto questo si erge la figura della
puerile e aggressiva, passasse dal gergo ultrà a quello della cosa di lui fidanzata, Carlotta Chiaraluce - forse sorella del celebre
pubblica, facendo breccia nell’approccio popolare alla politica, Istituto - che lo circonfonde di commenti solidali, sui social,
coi danni che ben conosciamo, è stata però necessaria una contrastando romanamente chi (Pif, il sottoscritto) si diverta a
transizione: a un certo punto, un popolare leader di partito percularli un po’. A questo punto siamo al bivio. Se vincono
cominciò a bollare ogni diverso parere con l’espressione “gufi e questi, invece del blocco su Twitter verosimilmente dovremo,
rosiconi”. Da lì in poi è stata tutta discesa. Specie nelle percen- in tanti, prenderci un appartamento a Ventotene. Se invece la
tuali di consenso. Storia avrà abbastanza senso dell’umorismo, tra un po’ li ricor-
Giudizio: deremo come i Sandra e Raimondo in orbace. C’è già il titolo:
“Casa Ventennio”.
Giudizio:

Riccardo Casamassima
Brava persona Luca Lanzalone
Riccardo Casamassima è il carabiniere che ha testimoniato la
verità al processo sul pestaggio e l’assassinio di Stefano Cucchi. Orfano
In cambio ha ricevuto minacce, un trasferimento, un deman- La Raggi dice che l’ha scelto Casaleggio. Casaleggio dice che
sionamento, un taglio dello stipendio. In un mondo normale, non lo conosce e che ha mangiato nel suo stesso ristorante ma
il Ministro della Difesa aprirebbe per lui una qualche forma di a un altro tavolo. Il ministro della giustizia Bonafede dice che
procedura difensiva. E anche quell’altro, quello che si fa i selfie in realtà l’ha scelto la Raggi. Facciamo così: a dirigere l’Acea,
con ogni militare gli passi a meno di tre metri, cercherebbe di Lanzalone ce l’ho mandato io. Così la smettete di discutere e
capire come mai chi denuncia storture viene annichilito e ci fate una figura migliore.
sostanzialmente invitato a farsi i cazzi propri. Se entrambi Giudizio:

L’Espresso 24 giugno 2018 59


TAGLIO ALTO MAURO BIANI
’Eweek

BANANA REPUBLIC
GUIDO QUARANTA
Attenti all’ira
del prof.
Giannuli
Quando compare in uno studio
televisivo, ospite di un
dibattito, lo storico Aldo
Giannuli (barese, 66 anni) si
comporta come un docente
universitario alle prese con gli
alunni del suo corso nell’aula di
un Ateneo. Gli occhialini posati
sulla fronte, la giacca
spalancata con due penne
POTERI & VELENI STEFANO LIVADIOTTI
stilografiche nel taschino, le
mani adagiate su una pancia
da gestante e i pollici girati e
Ruffini, il Pinocchio delle tasse
rigirati con frequenza, Giannuli, Fibrillazione all’Agenzia delle Entrate. Se vuole restare in sella, Ernesto Maria
infatti, tiene una sua lezione Ruffini deve ottenere una conferma entro inizio settembre. L’ambiziosissimo
e se ne compiace: analizza le avvocato, figlio e nipote d’arte (padre l’ex ministro dc Attilio; prozio il cardinale
origini del populismo in Italia, Ernesto), ci tiene tanto. Così, da un lato cerca trafelato sponde nei nuovi
illustra le differenze tra azionisti di palazzo Chigi. E dall’altro cammina rasente i muri: mentre il duo
Berlusconi, Trump e Cavour, Salvini-Di Maio sparava un giorno sì e l’altro pure un fuoco d’artificio sul fisco,
disquisisce sulla gestione del lui è rimasto muto come un pesce, manco non fossero affari suoi: tra l’apertura
fenomeno migratorio, spiega i delle urne e il 19 giugno ha collezionato sull’Ansa un quarto dei titoli ottenuti
motivi utilitaristici delle nozze nello stesso periodo del 2017. E c’è da scommettere che resterà ben nascosto
dei leghisti con i grillini... Colto anche nei prossimi giorni, quando la Corte dei Conti farà le pulci ai trionfalistici
e amabile conversatore, si dati sul recupero di evasione strombazzati nei mesi scorsi (20 miliardi). In
esprime con pacatezza, non qualunque altro Paese un manager pubblico sbugiardato come un Pinocchio
senza qualche arguzia e i qualsiasi verrebbe messo alla porta. In Italia (180 miliardi di evasione) la
giornalisti, come i politici figuraccia potrebbe trasformarsi in un viatico per la riconferma. Ex civatiano,
presenti lo ascoltano in inventore alla Leopolda della favola sul fisco amico, Ruffini era stato capato
rispettoso silenzio. Ma se, dal mazzo da Matteo Renzi all’indomani del trionfo del 2014, quando il Pd
com’è successo, qualcuno era schizzato al 41 per cento grazie al voto (per la prima volta) dei lavoratori
s’azzarda a contestarlo, autonomi (tasso di evasione al 56 per cento, dice Bankitalia). Ruffini, che non
Giannuli prima volge gli occhi va dove lo porta il cuore, ma dove gli dice l’azionista, lesto si era adeguato.
al cielo e invoca la Madonna, Mentre si baloccava tagliando auto blu e facendo la fila allo sportello in favore
poi richiama il malcapitato più di telecamere, sul frontespizio di un documento fiscale aveva fatto stampare
volte e gli suggerisce di una frase di Adam Smith: «Ogni imposta deve essere riscossa nel tempo e nel
risparmiarsi altre scemenze e, modo in cui è più probabile che sia comodo per il contribuente pagarla». Chiaro.
infine, spazientito, gli appioppa Ora uno studio Ipsos sui flussi elettorali alle politiche dice che il 31,8 per cento
la patente di somaro. Q
degli autonomi ha votato Di Maio; il 23,6 Salvini. E Ruffini riprende quota.
Quando si dice: l’uomo giusto al posto giusto... Q

60 24 giugno 2018 L’Espresso


FAKE DOCTORS
VOCI DAL PALAZZO «Un genio uscito dalla
sua lampada toscana
SUSANNA TURCO per cambiare l’Italia».

Genny, il nuovo che avanza Così Roberto Basso,


portavoce del ministro
dell’Economia Padoan,
C’è Genny e Genny. Prima e dopo approdo populista, e i selfie esaltava sul suo blog
quello di Gomorra, c’era e ci sarà con Salvini, Genny è passato Renzi nell’aprile 2017.
un altro Genny. Forse più tenace, fra l’altro da: il Fronte della E M5S lo indicava fra i
di certo più rassicurante. Gennaro Gioventù (negli Ottanta fu collezionisti di poltrone,
Sangiuliano, vice al Tg1, in pole consigliere circoscrizionale per la nomina a
position per la direzione (Tg1 o a Napoli); Franco De Lorenzo, presidente Consip. È
Tg2), è infatti la prova palmare di cui fu portaborse e tardiva ruotato, nel governo
di come in Italia nulla si crei creatura (lavorò a Canale 8, del cambiamento? No,
e nulla si distrugga, nemmeno diresse l’Opinione del è rimasto al suo posto,
nel cosiddetto «governo del Mezzogiorno, fu nella redazione portavoce del ministro
cambiamento». Tutto come in di Economy); il duo Maurizio Tria. Cambiano gli altri,
natura si trasforma e infatti alla Gasparri e Italo Bocchino ai non Basso.
Camera con naturalezza ricordano tempi in cui rappresentava la Cristina Cucciniello
perfettamente di quando - appena parte berlusconiana di An
un anno fa - colui che a Saxa Rubra (lavorò al tatarelliano Roma, fu
«da tempo è il candidato di Salvini
a qualsiasi cosa» scodinzolava
collaboratore dell’Indipendente
ultima versione); Vittorio Feltri
L’Espresso corretto
allegro dalle parti dei Cinque stelle (fu suo vice a Libero). Amico di A pagina 27 abbiamo scritto che
in Transatlantico, ansioso di Orfeo, divenne vice di Minzolini «solo il 9 per cento della plastica
accreditarsi proprio presso Luigi al Tg1 in pieno trionfo prodotta oggi nel mondo è riciclata».
Di Maio. Segnalando con il dovuto berlusconiano: e fu lesto, lui che Secondo l’Ocse è il 14.
anticipo da che parte avrebbero stava in quota An, a fiutare il A pagina 61 il testo citato
potuto girarsi i meno lato giusto, nel divorzio tra il “Elaborazione elettronica e controllo
avveduti, se avessero Cavaliere e Fini. Grande sociale” si intitola in realtà
voluto mettersi a spirito di sopravvivenza “Elaboratori elettronici e controllo
favore di vento. che oggi fa di lui il sociale”. A pagina 66 è citato lo
Prima del recente nuovo che avanza. Q storico Thanos Verenis, la grafia
corretta del cognome è Veremis.

sulla presa di posizione di Matteo Salvini sui migranti,


VOCI DA BRUXELLES una portavoce della Commissione le ha chiesto di non
FEDERICA BIANCHI rispondere, provocando l’uscita in massa dalla sala
stampa dei corrispondenti italiani.

Se tace il portavoce A Bruxelles, un portavoce si è rifiutato di chiarire se un


Paese europeo avrebbe potuto respingere i richiedenti
asilo registrati in un altro Paese membro, come proposto
Inutili e arroganti. Questi i due aggettivi che nelle ultime dal ministro degli Interni tedesco, provocando la protesta
settimane sono stati più spesso rivolti ai portavoce della del corrispondente di Aska News.
Commissione europea. A inasprire gli animi in sala «Il problema è che questa Commissione a forza di voler
stampa è lo spinoso tema dell’immigrazione, sulla cui essere politica perché così la vogliono i cittadini non
gestione gli stati membri da mesi non riescono a trovare riesce più a prendere posizioni imparziali e apolitiche
una soluzione europea e che ha reso l’Italia, Paese come dovrebbe fare in quanto guardiana dei trattati»,
fondatore eurofilo, una nazione di euro scettici qualcuno commenta a freddo. Così le
xenofobi. E di fatti i giornalisti italiani sono informazioni si trovano soltanto negli uffici,
stati tra i protagonisti degli scontri verbali. fuori dall’ufficialità. E possono essere
Ad essere azzittita da una portavoce della facilmente interpretabili e smentite. Un
Commissione durante la sessione di processo di erosione di quella trasparenza
Strasburgo è stata nientemeno che Federica della comunicazione che avrebbe voluto
Mogherini. Alle domande dei giornalisti italiani essere l’obiettivo di Jean-Claude Juncker. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 61


MONDO Nuovi equilibri

62 24 giugno 2018 L’Espresso


Vladimir
zar d’Europa
Putin gioca ogni partita. Nel Vecchio
Continente come in Medio Oriente e in Asia.
Ecco la sua strategia. Per ora vincente
di GIGI RIVA illustrazione di Ivan Canu

L’Espresso 24 giugno 2018 63


MONDO Nuovi equilibri

Q
uando di Vladimir Pu- per l’ intransigenza verso il fondamen- 1956, sedata nel sangue, il primo mini-
tin si dice “è uno zar” si talismo islamico. Con il suo attivismo, stro ungherese Viktor Orbán ha Putin
commette un errore in Medio Oriente sta sostituendo l’in- per modello, ai russi ha affidato la mo-
filologico, non sostan- fluenza americana con la propria. Gra- dernizzazione dell’unica centrale nu-
ziale. Come gli impera- zie a giri di valzer che sono piroette, si cleare del Paese, riscalda i suoi cittadi-
tori di Russia fino alla scontra ferocemente col turco Erdogan ni con il gas siberiano ed è naturalmen-
rivoluzione bolscevica, per poi scambiarsi amorosi sensi quan- te tra i più critici delle sanzioni contro
il padrone del Cremli- do intuisce che il sultano di Ankara può il Cremlino, causa l’annessione della
no costruisce disinvol- lacerare il fronte della Nato: l’ossessione Crimea. Pure Praga conobbe il bastone
tamente alleanze in dell’Alleanza atlantica da allontanare dei carrarmati sovietici nel 1968 e la sua
ogni Paese, crea cavalli dai confini è una costante della storia fugace primavera fu repressa, tuttavia i
di Troia utili al suo disegno egemonico. recente russa. cechi hanno eletto a capo dello Stato per
Slegato come è da ogni ideologia se non Ogni partita è la sua partita. Soprat- la seconda volta a inizio 2018 l’antieu-
quella nazionalista (lui che fu comuni- tutto se riguarda i vicini. E con sguardo ropeista, xenofobo e filorusso Milos
sta e agente del Kgb), in tempi di geopo- presbite, mentre cuce proficui rapporti Zeman. Slovacchia, Bulgaria e Slovenia
litica liquida gioca in modo spregiudi- con la Cina, getta più di un occhio sono stabilmente nel fronte anti-san-
cato il suo risiko cercando interlocutori sull’Europa, il Vecchio Continente, do- zioni. Dove brilla l’assenza della pur
anche tra leader reciprocamente nemi- ve per lui l’aggettivo non è sinonimo di profondamente populista Polonia:
ci. Grazie al pragmatismo, coltiva l’in- portatore di sapienza antica, ma di at- troppo radicate le paure nei confronti
teresse del proprio Paese, unica stella tuale senescenza. E il suo capolavoro dell’orso russo.
polare rimasta dopo il superamento del è la riuscita di un’impresa im- Non gli basta il consenso degli
Novecento e della Guerra Fredda. Dia- possibile fino a ieri: provoca- ex vassalli, peraltro sangui-
loga con gli ayatollah iraniani e vuole al re ammirazione, rispetto e nosa spina nel fianco di Bru-
suo fianco Bibi Netanyahu per la solen- condiscendenza in diversi xelles. Putin vuole di più,
ne parata del 9 maggio a Mosca. A Ge- Paesi dell’ex Patto di Var- vuole l’occidente dell’Eu-
rusalemme può peraltro contare sul fi- savia, già molto rancorosi ropa. Di cui ha individuato
dato Avigdor Lieberman, il capo di quel verso la Mosca che fu ma- il tallone d’Achille nella
milione e mezzo di russi-israeliani che trigna. A dispetto della ri- crisi dei migranti. Dalla fine
lo venerano per la sua immagine forte e voluzione antisovietica del del 2014 ha avviato una po-

E il suo club brinda all’Italia


di ORIETTA MOSCATELLI
Matteo Salvini? «Non cambia linea con la vittoria alle elezioni. cambiando e che il lavoro fatto per coltivare i legami con le
Ai russi piace per questo. Compreso Putin». Marine Le Pen? destre nazionaliste europee, con gli emergenti populismi, sia
«Chi dice che è un’estremista non ha capito nulla: è pragmatica, stata scommessa a dir poco azzeccata. La Lega in Italia, il
solida, ragionevole, più di quello lì», taglia corto il politologo francese Front National ora ribattezzato Rassemblement
molto vicino al Cremlino, indicando gli schermi che trasmettono National, i nazionalisti del Partito della Libertà Austriaco (Fpö),
le immagini di Emmanuel Macron, ospite d’onore a fine maggio i populisti xenofobi di Alternativa per la Germania (Afd) sono
al Forum Economico di San Pietroburgo. Anonimato richiesto i caposaldi della nuova sfera d’influenza russa in Europa.
perché «è un momento delicato, in Occidente sono isterici Consolidata in pochi anni con metodi simili a quelli che l’Urss,
dopo il voto in Italia. nel nome di una comunanza di valori e di interessi, usava ai
E poi qui si è brindato, ma non è che domani l’Ue toglie tempi della Guerra fredda nei rapporti con i partiti comunisti
le sanzioni, gli Usa le terranno per un decennio». occidentali. All’epoca lo slogan era “la via verso il socialismo”
Calma e gesso. Inizia il Mondiale di calcio e Vladimir Putin vuole nelle varie formule nazionali. Oggi è “patria, famiglia, radici
mostrare al mondo che la Russia isolata sul fianco occidentale - cristiane, sovranità”. Principi orgogliosamente rivendicati come
e che ha rischiato un boicottaggio internazionale alla fine ridotto “conservatori”, che fanno da traino ai sentimenti anti-Ue, anti-
a pochissimi Paesi - sa organizzare un evento di assoluto livello, Nato, anti-ultraliberismo, condivisi con i nuovi amici in giro per
in sicurezza malgrado l’ombra del terrorismo. E intanto il l’Europa. Mosca ha iniziato a tessere questa rete alla fine dello
presidente russo comincia a credere che il vento stia davvero scorso decennio. L’accelerazione è però arrivata con la svolta

64 24 giugno 2018 L’Espresso


tente offensiva mediatica per illustrare
al mondo la posizione russa. La sua Gli uomini, i canali, le prove
“fonte unica di notizie alternative” che
racconta “ciò che gli altri non dicono” è
la galassia di “sputnik”, erede della sto-
di fedeltà: il Cremlino
rica “Voce della Russia”, agenzia, sito
web e radiobroadcast che si declina in
trenta lingue, 800 ore di trasmissioni
lavora per una Ue debole
radiofoniche giornaliere e redazioni al
lavoro “h24” per sette giorni la settima-
e divisa. Come Trump
na. Il tutto controllato dall’agenzia
“Rossiya Segodnya” fondata nel 2013 sodio del gennaio 2016 almeno dubbio, gli inglesi in occasione del voto sulla
per volere dello zar. ma che ha alimentato una forte campa- Brexit. Ipotesi. Mentre è un dato che l’80
Se questa è informazione di parte e gna contro la politica di Angela Merkel per cento dei tweet a favore dell’indi-
col Cremlino come proprietario, un a favore dei migranti, e ha ingrossato il pendenza catalana prima del referen-
motivo di preoccupazione maggiore è consenso del partito antisistema, euro- dum sono arrivati da account russi e
provocato dalle fake news (ma perché scettico e di estrema destra Alternative venezuelani.
non chiamarle nella nostra lingua “no- für Deutschland. Le relazioni pericolo- Stati del patto di Visegrad, partiti
tizie false”?) che hanno origini russe. se tra la francese Marine le Pen e Vladi- xenofobi, euroscettici e sovranisti. Tut-
L’Unione europea ha costituito, negli mir Putin sono suffragate da strette di ti filorussi. E tutti vicini alla nostra Lega
ultimi due anni, una task force per indi- mano, photo opportunity, dichiarazio- (fino a quando i vari sovranismi entre-
viduarle, è arrivata a censirne migliaia ni di “piena convergenza su tutti i fron- ranno in collisione d’interessi). È in
di cui alcune particolarmente significa- ti”, e fondi generosamente elargiti al questo mare che nuota Matteo Salvini,
tive per destabilizzare Paesi e influen- Front National, giustificati da Marine è in questo quadro che il premier sotto
zare il voto. A Bruxelles è considerato dopo i dinieghi di finanziamenti ricevu- tutela Giuseppe Conte chiede a sua
un caso di scuola quello di una ragazza ti dalle banche di casa sua. Emmanuel volta la revoca delle sanzioni salvo poi
russa di 13 anni, poco più che bambina, Macron però vinse la corsa all’Eliseo e rimangiarsela per l’arrabbiatura euro-
Lisa F., che sarebbe stata stuprata da tre tuttavia si lamentò dell’ingerenza di pea. L’infatuazione di Salvini per
extracomunitari in Germania. Un epi- Mosca, cosa che peraltro fecero anche Putin risale, al minimo, alla sua in-

anti-occidentale che il presidente russo ha maturato analizzando ed europea. Esami su tutte le materie di interesse russo, che al di
le primavere arabe e le proteste che hanno accompagnato la sua là dell’ideologia si declina su voci concrete: commercio, energia,
terza elezione al Cremlino (marzo 2012), in cui lui vede lo zampino affari per le società di Stato e rispettivi dirigenti. Se tutto va come
degli Usa. Svolta completata poi con la crisi in Ucraina e il blitz deve andare, si passa a strutturare la cooperazione.
sulla Crimea nel 2014. Così, a marzo 2017 il leader del Carroccio ha siglato un accordo
Proprio la linea sull’annessione della penisola sul Mar Nero è un con il partito governativo Russia Unita per scambi di informazioni
esame di fedeltà richiesto a tutti i partiti che vogliano accreditarsi su relazioni bilaterali e internazionali. La firma è stata apposta da
come interlocutori prioritari. La leader dell’allora Fn Marine Le Pen Salvini e dal vicesegretario del Consiglio di Russia Unita Sergey
apriva il carosello delle delegazioni straniere a Sebastopoli già a Zheleznyak, già presente al Congresso che nel 2013 a Torino
giugno 2013. Matteo Salvini in Crimea è arrivato a ottobre 2014, incoronava Salvini segretario. Questo documento è un format che
e – guarda caso – in quel mese è riuscito a incontrare Putin a Mosca usa con i partiti della galassia di euroscettici e anti-
Milano, a margine del vertice euroasiatico Asem. Era un venerdì atlantisti attratti da Putin. E Zheleznyak è considerato il tesoriere
17, ma il caffè con il presidente russo è andato bene e nell’album che stacca l’assegno in caso di bisogni finanziari in famiglia, come
delle fotografie del Cremlino all’eterno “amico Silvio” Berlusconi il “prestito” di 9 milioni di euro al Front National, unico partito ad
si è aggiunto il giovane e intraprendente Matteo. Il leader della ammettere il finanziamento, mentre dall’Austria, dalla Germani a
Lega ha cominciato allora a fare la spola con Mosca: trasferte già e da via Bellerio sono arrivate secche smentite. Ma Zheleznyak,
quell’anno e nel 2015. A novembre 2016 il poster “vota No al che ha appena coordinato la prima riunione dei partiti della Sco,
referendum” srotolato sulla Piazza rossa crea qualche imbarazzo, gruppo a trazione russo-cinese, è solo un soldato di questa
ma tutto rientra velocemente. C’è chi dice che per questo “operazione Vnedrenije” (Infiltrazione). L’esercito è più ampio.
episodio Putin abbia preferito non ricevere Salvini al Cremlino, per In Europa, Italia compresa, si muovono oligarchi come Vladimir
altri l’incontro, riservatissimo, c’è stato. In ogni caso, lo Zar non si Yakunin con la sua Fondazione per il Dialogo tra le Civilizzazioni
concede facilmente, al contrario, ci sono direttive di far fare basata a Ginevra. O come Kostantin Malofeev, organizzatore a
anticamera ai “nuovi partner”. Prima dei contatti al vertice devono Vienna di riservati incontri tra attivisti di destra europei e russi. Si
esserci visite, delegazioni a forum, colloqui con gli emissari del spende molto anche il potente Alexey Komov, ultraortodosso
business russo, dichiarazioni a favore di Mosca in sede nazionale ambasciatore Onu del Congresso Mondiale delle Famiglie,

L’Espresso 24 giugno 2018 65


MONDO Nuovi equilibri
Il tweet per l’indipendenza questioni che coinvolgono Mosca.
Forse Vladimir Putin non vuole, co-
me ama ripetere, la fine dell’Europa.
catalana. La Brexit, Marine Le Forse la vuole semplicemente debole e
divisa. Un progetto che lo accomuna a
Pen. E ora Roma giallo-verde. Donald Trump, in questo il suo partner
più prezioso. A differenza dell’ondiva-
go, protezionista, e neo-isolazionista
Così influenza il voto degli altri presidente Usa in testa ha una strategia
precisa e la persegue con ostinazione.
Fidando sui tempi lunghi che gli conce-
tronazione a segretario della Lega sto, in dieci punti, prevede che le due de il vasto orizzonte temporale nell’e-
nel congresso di Torino, dicembre formazioni “si consulteranno e si scam- sercizio del potere. Ha preso atto della
2013, presente il parlamentare russo bieranno informazioni sui temi di attua- liquefazione degli assetti geopolitici
Viktor Zubarev. Dovrà aspettare quasi lità, sulle relazioni internazionali, sullo consolidati in un mondo in camminio
un anno per l’incontro ravvicinato, Mi- scambio di esperienze nella sfera delle dove cambiano i punti di riferimento.
lano 17 ottobre 2014, quando si espri- politiche per i giovani, dello sviluppo Può snobbare il G7 che lo esclude a fa-
merà come un ultrà degli stadi al cospet- economico”. E ancora, nel passaggio più vore di un G20 che più rispecchia gli
to del suo idolo: “Certo, bere un caffè con sensibile, c’è l’ impegno a promuovere equilibri e le forze multilaterali. A di-
Putin...”. Sull’asse Milano-Mosca si sno- le relazioni con viaggi, seminari, conve- spetto del nano economico che guida (il
da una ragnatela di contatti fino ai so- gni, sulla base di un “partenariato pari- Pil russo è appena il 5 per cento di quel-
spetti, mai provati per la verità, di dona- tario e confidenziale”. Dettaglio che ha lo Usa o Ue), è tornato gigante politico,
zioni russe alle casse esangui della Lega. messo in allarme Armin Schuster, pre- si è abilmente inserito nel duopolio
Fino, soprattutto, a un inusuale accordo sidente Cdu della commissione servizi Usa-Cina che avrebbe dovuto segnare il
di cooperazione e collaborazione siglato del Bundestag tedesco, il quale ha sotto- Ventunesimo secolo. Adesso ha anche la
a Mosca nel marzo del 2017 da Salvini e lineato come d’ora in poi, col governo vetrina planetaria dei Mondiali di calcio.
da Sergei Zheleznyak, vicesegretario del giallo-verde in Italia, i contatti tra le in- Come già per le Olimpiadi di Sochi del
Consiglio per le relazioni internazionali telligence potrebbero essere condotti 2014, è lì per dire urbi et orbi: con me
di Russia Unita, il partito di Putin. Il te- “diversamente” quando di mezzo ci sono dovete fare i conti. Q

che in Italia frequenta la Lega e sul web dà consigli su Democratici Svedesi e dalla destra anti-migranti del Partito
come istruire i figli e lancia strali contro le comunità gay. Popolare Danese. Le sanzioni sono al centro dell’interesse
Dal 2014 si è mosso il Dipartimento dell’amministrazione russo, ma l’impresa in corso è ben altra, in vista delle elezioni
presidenziale per la politica estera, creando una cabina di regia europee del 2019, quando euroscettici e populisti saranno
informale che affianca il ministero degli Esteri russo per un in campo per destrutturare l’Ue dall’interno. Sino qui la Russia
lavoro di lobby che riguarda Germania, Francia, Usa, e da ci ha visto lungo. Ha cominciato a tessere rapporti con forze
qualche tempo anche l’Italia. Sul fronte tedesco è attivo anche politiche quando erano promettenti e bendisposte, ma tutto
Vjaceslav Volodin. Oggi capo della Duma, Volodin si è sempre sommato marginali. Ha corteggiato e si è fatta corteggiare,
occupato di politica interna, ma ha un gran fiuto per le alleanze coltivando relazioni parallele a quelle ufficiali. E in Italia, come
partitiche – è de facto l’architetto delle campagne elettorali in Austria, dopo l’Ungheria di Orbán, se le ritrova già al potere.
di Putin - e ha potere di veto nei confronti di qualsiasi candidato Ora l’austriaco Sebastian Kurz riceve Putin da cancelliere.
a una partnership con Russia Unita o a un incontro con Matteo Salvini da ministro e vicepremier discute con
il líder máximo. l’ambasciatore russo Sergej Razov di convergenze politiche
Gli aspiranti non mancano. Secondo il think tank Political e prossimi incontri intergovernativi, come accaduto il 7 giugno
Capital, già nel 2014 su 25 partiti di destra ed estrema destra a Villa Abamelek, alla Festa nazionale russa. Non mancano i
europei presi in considerazione, 14 avevano legami con Mosca. contatti con i Cinque Stelle, sia in Italia che a Mosca, dove
L’attivissimo Zheleznyak ha firmato accordi anche con Manlio di Stefano e Alessandro di Battista sono stati ricevuti
l’austriaco Partito della Libertà e a solo un mese dalle dall’immancabile Zheleznyak. Ma nei circoli governativi russi
presidenziali francesi 2017 riceveva la Le Pen per i grillini sono visti come “mutevoli”. Soprattutto, sono
discutere di terrorismo, migranti, economia, ma anche espressione della politica a colpi di click che il governo
di sanzioni contro la Russia, che la leader frontista russo percepisce come una minaccia. E fa bene,
giudica “totalmente stupide”. La posizione è avverte il primo rapporto dell’Istituto specializzato
condivisa, pur con distinguo, dagli euroscettici di ricerche sociali: tra 5-6 anni ci sarà anche
britannici dell’Ukip e dall’olandese Partito per la in Russia un boom elettorale del “populismo
Libertà di Geert Wilders. Come dai nazionalisti tecnologico”. Q

66 24 giugno 2018 L’Espresso


Tifosi russi dopo
la prima vittoria

Bianche A
desso o mai più. Con i Mon-
diali di calcio Vladimir Putin
ha una chiara occasione da gol.
Magari non per diventare sim-
patico. Rispetto a quello, è più
facile che vinca il torneo Pana-
ma. Ma quanto meno per tra-
smettere al resto del mondo l’idea di una

notti
Russia accogliente, efficiente, amichevole.
Se ha fatto passi avanti Kim Jong Un, in
fondo, ce la può fare anche il democratore
venuto dal Kgb.
Russia 2018 è la sua ultima chance. Quat-
tro anni fa, con le Olimpiadi invernali a Sochi
è stata una catastrofe. Per andare con sci, bob

magiche
e slittini sul Mar Nero i costi sono impazziti.
Da un budget previsionale di 12 miliardi di
dollari il conto finale è stato di 51 miliardi: i
Giochi più cari della storia. È vero che la
Foto: S. Stacpoole - Offside / Getty Image

Russia ha dominato il medagliere ma il prez-


zo è stato un ricorso sistematico al doping di
Stato che ha rinverdito l’epoca sovietica e che
è stato denunciato nel novembre 2015 da un
rapporto della Wada, l’agenzia antidoping
del Comitato olimpico internazionale
di GIANFRANCESCO TURANO (Cio). Nel 2016, ai Giochi estivi, decine

L’Espresso 24 giugno 2018 67


MONDO Nuovi equilibri
Dopo la catastrofe di Sochi chiuso il campionato al quinto posto con
tre squadre di Mosca al vertice della clas-
sifica. Mancini si è separato consensual-
2014, i Mondiali offrono al mente dal club ed è diventato commissa-
rio tecnico della nazionale italiana dopo
democratore russo una chance la mancata qualificazione a Russia 2018.
Quello di Mancini è stato un licenzia-
mento soft. Non sempre Putin è così cor-
per apparire “amichevole” tese e questo gli ha creato più di un pro-
blema diplomatico. Alla partita inaugura-
le dei Mondiali, vinta facilmente dalla
di atleti russi sono stati esclusi dalle te di popolarità già ai tempi dell’Urss, il Russia contro l’Arabia Saudita, in tribuna
gare mentre altri hanno partecipato a leader russo si è sempre affidato a uomini d’onore c’era il principe ereditario di Ryad,
titolo personale. di totale fiducia. Mohammed bin Salman, altro amante dei
Anche con i Mondiali del 2018 non è Il ministro dello sport è Pavel Kolobkov. modi spicci che aveva da poco rimesso in
stata una passeggiata. L’assegnazione alla L’olimpionico di spada era il rappresentan- libertà il cugino al Walid dopo la retata
Russia, decisa nel 2010, è avvenuta all’om- te russo nella Wada finché è stato cacciato anticorruzione dello scorso novembre.
bra del sistema corruttivo governato dal per lo scandalo del doping di Stato del Chi mancava al calcio d’inizio del torneo
presidente della Fifa di allora, Joseph novembre 2015. Nel 2016 l’ex schermido- erano i leader del mondo occidentale. Non
Blatter, finito al centro di un’inchiesta re è stato nominato ministro al posto del c’erano i premier della Germania, campio-
della magistratura svizzera e del Fbi, l’a- vero uomo chiave di Putin nel settore, ne del mondo in carica, della Francia e
genzia federale Usa. Nonostante tutto, Vitalij Mutko, squalificato a vita dal Cio e della Gran Bretagna, la più accanita nelle
Putin è riuscito a mantenere l’organizza- nominato vicepremier tanto perché fosse sanzioni alla Russia dopo l’avvelenamento
zione del più grande spettacolo sportivo chiara la sensibilità del Cremlino alle san- dell’ex spia russa residente a Londra Ser-
del mondo e a presentarsi davanti alle zioni internazionali. Oltre alla promozio- geij Skripal e della figlia. La ruggine anglo-
telecamere per il suo discorso di apertura ne, Mutko si è tenuto la presidenza della russa ormai è una costante. Il proprietario
il 14 giugno allo stadio Luzhniki, l’impian- Federcalcio che aveva già guidato tra il del Chelsea Roman Abramovich, oligarca
to moscovita un tempo dedicato a un altro 2005 e il 2009. da sempre fedele a Putin, si è visto negare
Vladimir, Ilič Uljanov detto Lenin. È chiaro che per il judoka-hockeista il visto d’ingresso nel Regno Unito e Lon-
Anche se i bilanci si fanno alla fine, a 65 Putin il calcio rimane uno sport da signo- dra ha tentato fino alla fine di sostituirsi
anni e con una lunga vita al potere ancora rine. Ma al mondo ci sono miliardi di si- alla Russia nell’organizzazione di questo
davanti, il presidente russo avrà qualche gnorine che portano consenso. In questo, mondiale dopo lo scandalo del 2010.
difficoltà a trasformarsi in Mister Nice il football non si batte. Una delle prime Eppure le vie del calcio sono infinite.
Guy. Lui ha sempre guardato al calcio con azioni di politica sportiva dell’era putinia- Mentre Theresa May sta a casa, la naziona-
distacco, com’è quasi normale per un na è stata il potenziamento dello Zenit San le inglese è regolarmente fra i presenti alla
pietroburghese. La tradizione vuole che il Pietroburgo. Per trasformare il depresso competizione. Ma appunto si chiama In-
calcio russo, o sovietico, coincida in larga club della sua città natale in una potenza ghilterra, non Gran Bretagna, che nel cal-
parte con Mosca, luogo dal clima mite capace di competere con gli avversari mo- cio esiste soltanto per il torneo olimpico.
rispetto agli inverni baltici. scoviti (Dinamo, Spartak, Lokomotiv, Sarebbe bizzarro se la nazionale dei
Nella capitale del nord Volodja, come Čska), il presidente ha tirato in ballo come Leoni scegliesse proprio questo torneo per
lo chiamava sua madre, è nato e cresciuto. sponsor-proprietario il colosso di Stato tornare a una gloria smarrita dall’unica
Lì ha amato e praticato il judo, sport in- Gazprom che ha permesso uno shopping vittoria nella competizione (1966). L’In-
door, e l’hockey, giocato dagli appassio- capital-intensive sul mercato calcistico ghilterra però non è fra le favorite. Ancor
nati sul primo stagno ghiacciato. mondiale. meno la Russia che nella sua storia è stata
Le esibizioni vincenti della cintura Putin però resta un nazionalista. Lo presente al Mondiale solo tre volte senza
nera Putin sul tatami sono diventate un scorso novembre ha avuto modo di lamen- mai superare il girone all’italiana. Vedremo
classico della propaganda nazionalista, tare, quasi fosse Arrigo Sacchi, il ricorso quanto andrà avanti la nazionale guidata
insieme alla caccia nella taigà siberiana a eccessivo dello Zenit agli stranieri nel da Stanislav Čerčesov. Un piazzamento dei
torso nudo e alle foto con le tigri albine. match di Europa league contro la Real padroni di casa fra le prime otto sarebbe un
Quanto all’hockey, un mese prima dell’i- Sociedad. C’erano solo tre russi sugli un- successo, Fra le prime quattro, una sorpre-
naugurazione dei Mondiali le televisioni dici titolari schierati in campo. Dopo la sa da sbancare le case di scommesse. Ma è
hanno trasmesso l’incontro fra le vecchie partita, peraltro vinta 3-1 dai pietrobur- questo il bello del calcio. Non sempre
glorie del Nhl (la maggiore lega profes- ghesi, l’allenatore dello Zenit Roberto vince il più forte. Ed è per questo che il
sionistica internazionale). Il gradito Mancini si è detto assolutamente d’accor- presidente russo continuerà a non amare il
ospite Putin è stato protagonista con do e ha fatto autocritica a 360 gradi. calcio. Putin vuole essere sicuro che il più
cinque gol e un assist. L’autarchia suggerita da Putin al mister forte, ossia lui, vinca sempre. Per la simpa-
Per controllare lo sport, veicolo poten- italiano ha funzionato poco. Lo Zenit ha tia ci sono i racconti di Čechov. Q

68 24 giugno 2018 L’Espresso


REPORTAGE
Dopo 17 anni di lotte il governo
brasiliano ha riconosciuto l’area
di conservazione nel cuore
dell’Amazzonia. Un precedente
contro i predatori della foresta
di Janaina Cesar foto di Luca Locatelli

Miracolo
72 24 giugno 2018 L’Espresso
Francisco Alves
dos Santos durante
una battuta di pesca
con l’arpione

a Xixuaú
L’Espresso 24 giugno 2018 73
REPORTAGE
Per fermare la deforestazione
un’area di 581 mila ettari
è stata dichiarata “riserva
estrattiva”. Ma solo per il
necessario alla vita dei nativi

D
opo un’attesa durata 17 anni, gli abitan- riconoscimento di area pro-
ti dello Xixuaú possono finalmente dor- tetta parte proprio dalla co-
mire sonni tranquilli. La loro riserva non munità di Xixuaú», dice
è più un sogno. Il 5 giugno, il giorno in cui Evangelista.
veniva festeggiata la Giornata mondiale La biologa racconta che
dell’Ambiente, quel pezzo di terra nel all’inizio la domanda inclu-
cuore della foresta amazzonica è diventa- deva soltanto l’area di
to un’area protetta. La Riserva estrattiva Xixuaú e che poi altre comu-
del basso fiume Branco-Jauaperi è stata nità hanno abbracciato l’i-
formalmente riconosciuta da un decreto dea. Nel 2004 sono arrivati
firmato dal presidente del Brasile, Michel anche gli appoggi di Wwf
Temer. Le riserve estrattive (Resex) sono aree utilizzate dagli Brasile, Fondazione Vitoria
abitanti nativi, la cui sopravvivenza è basata sulla raccolta di Amazonica e associazione
frutti, fibre e altri prodotti non legnosi della foresta. La Resex Chico Mendes. «L’idea iniziale era quella di regolamentare la
serve anche per proteggere la cultura di queste popolazioni e pesca nel fiume, poi abbiamo visto che c’era una volontà del-
assicurare l’uso sostenibile delle risorse naturali. Sono gestite la popolazione locale per fare una riserva», racconta la biolo-
dall’Istituto Chico Mendes, nome dell’attivista amazzonico ga. Così nel 2006 tutta la documentazione viene consegnata
che perse la vita difendendo i diritti dei raccoglitori di gomma al Ministero della Casa civile. Dietro alla firma di Temer c’è
nella foresta pluviale. stata una vera battaglia fatta dai ribeirinhos assieme alla loro
Situata a cavallo tra gli Stati di Roraima e Amazonas, la associazione Amazonia Onlus e tutte le altre realtà delle Ong
Resex del Basso Fiume Branco-Jauaperi comprende un’area brasiliane che li hanno supportati. «A novembre dello scorso
di 581 mila ettari e andrà ai mille ribeirinhos, ovvero gli anno le acque hanno iniziato a muoversi di nuovo. Abbiamo
abitanti nativi, che sono raccolti in nove comunità e vivono ricevuto un appoggio molto importante: quello dei popoli
lungo la riva del fiume Jauaperi. Dal 2001 lottano per la indigeni Waimiri-Atroari», racconta la biologa, «è stato inte-
salvaguardia della foresta. Trasformare questo bioma amaz- ressante perché in passato il conflitto tra indios e ribeirinhos
zonico in una riserva estrattiva era l’unico modo per ferma- è stato molto violento, mentre ora sono alleati per difendere
re la deforestazione, la pesca intensiva e la caccia illegale una foresta comune».
della tartaruga amazzonica; e allo stesso tempo garantire a Con il riconoscimento della Riserva tutta la zona del basso
queste duecento famiglie di portare avanti l’agricoltura di Rio Negro ora è completamente protetta. Era il piccolo tas-
sussistenza e l’allevamento di piccoli animali. E questo lo sello mancante. A destra della Resex si trova la riserva indi-
avevano capito i ragazzi di Amazonia Onlus arrivati nel 2000 gena dei Waimiri-Atroari, sotto a sinistra c’è la riserva dello
nella piccola comunità di Xixuaú, fino ad allora un luogo Jau, poi ci sono altri parchi nazionali. «Abbiamo un’enorme
sperduto della foresta. parte protetta dell’Amazzonia e questo è un grande successo
data l’importanza delle foreste per il controllo del cambia-
Una italiana nello Xixuaú mento climatico», dice Evangelista.

Ancora oggi arrivarci è un’impresa per niente facile. Dalle


ventiquattro alle trenta ore in barca risalendo lungo il Rio
Generazione alfabetizzata
Negro. Lo sa bene Emanuela Evangelista, biologa italiana La biologa gestisce altre due associazioni italiane, Trentino
che lavora per la Onlus e che da 18 anni vive a Xixuaú. Dal Insieme e Amazzonia Milano, con le quali raccoglie fondi per
momento in cui ha messo i piedi in quella terra ha capito che aiutare la crescita delle comunità, offrire reddito e posti di
la battaglia dei ribeirinhos sarebbe diventata anche la sua. lavoro, costruire scuole, comprare farmaci o pagare i
«Tutto è iniziato lì. Il nostro lavoro di Ong e la domanda di trasporti. Racconta che quasi la metà dei mille abitanti di

74 24 giugno 2018 L’Espresso


Un recreios, unica forma di trasporto pubblico
nella regione, nel porticciolo di Moura, alla bocca
del rio Jauaperi. Sotto: navigazione sul rio Negro,
tra Manaus e Barcelos. In basso: la casa
di João Gomes, l’insediamento più settentrionale
della nuova riserva dello Jauaperi

L’Espresso 24 giugno 2018 75


REPORTAGE
Si arriva dopo 30 ore di barca
sul Rio Negro. Una biologa
italiana ha deciso di viverci.
«Nelle nostre scuole la prima
generazione non analfabeta»

76 24 giugno 2018 L’Espresso


Da sinistra, in senso orario: Elinho (con la moglie e i figli), uno dei leader del movimento
per il riconoscimento dell’area protetta; due ribeirinhos o caboclos, come vengono chiamati
gli abitanti della regione; ambulatorio della comunità Xixuaú; la camera da letto
di Zuila Pereira, madre di otto figli; Justino Filo de Souza, di Bela Vista; una scuola elementare.
Al centro delle pagine: una tipica palafitta di un villaggio del rio Jauaperi

L’Espresso 24 giugno 2018 77


REPORTAGE
La minaccia rimane.
La lobby dei latifondisti è
potente e negli ultimi anni
ha visto aumentare la sua
presenza in Parlamento
tutta la riserva è composta da bambini e che per la prima stituto brasiliano dell’am-
volta i piccoli dei villaggi lungo il fiume Jauaperi hanno biente e delle risorse natu-
ricevuto un’istruzione. «Abbiamo la prima generazione di rali rinnovabili (Ibama) è
ragazzi non analfabeti e questo è un meraviglioso risultato del stato ucciso sul fiume Rio
lavoro fatto in tutti questi anni», dice. Gli adulti che lavorano Branco mentre difendeva
nella cooperativa che è stata creata nello Xixuaú difficilmente una spiaggia di riproduzio-
sanno leggere e scrivere. Attraverso l’inclusione scolastica ne di tartarughe. Nel 2008
però questa realtà è cambiata. «Abbiamo due ragazzi che la casa dove viveva Chico
vanno all’università: uno fa pedagogia perché vuole insegnare Caetano, nella comunità Floresta, venne bruciata. La cre-
nelle comunità dello Jauaperi e l’altro sta studiando contabili- azione della Resex ora deve mettere fine a tutto ciò.
tà perché il suo sogno è diventare commercialista della coo-
perativa», racconta Evangelista. La cooperativa dà lavoro a una
cinquantina di persone che si trovano anche nelle comunità
Il voto ruralista
vicine. C’è chi lavora con il turismo ecologico, chi fa il cuoco, I lunghi tempi d’attesa per la creazione della riserva fanno
il cameriere, la guida o ancora, c’è chi lavora nella raccolta capire come il governo brasiliano gestisca le richieste di de-
sostenibile dell’açaí e noce dell’amazzonia. «Gli altri fanno marcazione di terra fatta dai popoli indigeni e dai nativi della
fatica a campare», dice la biologa, «Non esistendo alternativa foresta. Intorno a ogni domanda, ci sono interessi economici
di reddito, alcuni hanno trovato nel bracconaggio, nella caccia e politici, principalmente se il pezzo di foresta o di terra richie-
alle tartarughe o nel taglio di legname illegale, l’unica possibi- sto è ricco di minerali e oro, come spesso accade. La lobby dei
lità per sopravvivere. Lo fanno per necessità. Li dove siamo latifondisti è cresciuta negli ultimi anni così come si è allarga-
arrivati con l’Amazonia Onlus, il bracconaggio non c’è più, ta la loro presenza in Parlamento. Il gruppo attualmente
riusciamo a fornire un posto di lavoro». conta 228 deputati e 27 senatori, grande abbastanza per im-
porre le loro richieste in cambio di appoggio politico. I rurali-
Gli invasori sti sono talmente potenti che secondo il sito brasiliano De Olho
nos Ruralistas, il loro voto è stato fondamentale per l’impea-
Un altro problema era la disputa del fiume Jauaperi fra ribei- chment dell’ex presidente Dilma Rousseff.
rinhos e pescatori, che violavano l’accordo che consentiva Temer, il presidente con l’indice di approvazione popolare
solo la pratica della pesca per la sussistenza, commerciando più basso della storia, difficilmente sarebbe riuscito a rimane-
invece il pescato. Tempo fa nello Jauaperi abbondavano i re in carica senza il loro appoggio. Nel 2017 il gruppo ha vota-
pesci come il pirarucu, tipico dell’Amazzonia. Per pescarlo to in blocco per l’archiviazione della denuncia di corruzione
bastava mezz’ora. Il pesce era tanto abbondante che i ribei- passiva a danno del il presidente. In cambio hanno ottenuto
rinhos non avrebbero mai potuto immaginare che un giorno dal governo la sospensione delle demarcazioni delle terre in-
sarebbe scarseggiato. Ogni pezzo del fiume era conteso con digene e lo smantellamento del Funai e l’Istituto nazionale di
i pescatori: da un lato i ribeirinhos con la barca e la canna da colonizzazione e riforma agraria. Il 12 giugno gli ambientalisti
pesca, dall’altro i geleiros, cioè le barche commerciali che hanno denunciato la lottizzazione dei principali posti di lavo-
usano la rete per pescare. Le reti sono posizionate sulle spon- ro dell’Istituto Chico Mendes, responsabile per la protezione
de opposte del fiume e catturano tutti gli animali di passaggio, di 335 unità di conservazione in circa 173 milioni di ettari, e
compresi delfini, alligatori, cheloni e pesci. Tutto quello che della Funai, che lavora con trecento gruppi etnici indigeni, in
ha un valore commerciale, finiva nella ghiacciaia in cambusa. beneficio ai ruralisti. In gioco c’è anche l’autorizzazione che
Gli altri, venivano rigettati nel fiume per morire. Funai dovrebbe fornire per la costruzione di una linea di tra-
L’invasione dei pescatori nell’area ha generato gravissimi smissione d’energia che taglierà 123 km all’interno della
conflitti, minacce e ha fatto un morto. Nel 2006, José San- terra indigena di Waimiri-atroari. Guarda caso, proprio
tos Cruz, conosciuto come Pimenta, un volontario dell’I- accanto alla Resex del Basso Fiume Branco-Jauaperi. Q

78 24 giugno 2018 L’Espresso


Alcune immagini della vita lungo il fiume. Per far conoscere
la loro riserva i nativi offrono soggiorni nei villaggi attraverso
Amazionia onlus (www.amazoniabr.org)

L’Espresso 24 giugno 2018 79


Le idee Se l’Europa perde
anche i suoi ragazzi
Che cosa succede Nell’ultima puntata (non è uno spoi-
ler!) della serie tv scritta da Niccolò
ai trentenni della Ammaniti, “Il miracolo”, su un grande
schermo appare finalmente la notizia:
“generazione «L’Italia resta in Europa». Il premier
tira l’unico sospiro di sollievo che gli è
Erasmus”? Sono consentito da quel turbine di vicende
angoscianti. Almeno “Italexit” è un
già vecchi chiusi incubo rinviato. Quanto ai postumi di
Brexit li ha fotografati a parole la scrit-
nei loro cortili? trice scozzese Ali Smith, nel suo ulti-
mo romanzo, “Autunno”: «In tutto il
paese la gente pensava che le cose
di PAOLO DI PAOLO erano andate per il verso sbagliato. In
tutto il paese la gente pensava che le
cose erano andate per il verso giusto.
In tutto il paese la gente pensava di
aver perso. In tutto il paese la gente
pensava di aver vinto. In tutto il paese
la gente pensava di aver fatto la scelta
giusta mentre gli altri avevano fatto la
scelta sbagliata. In tutto il paese la
gente googlava: cos’è la Ue?».

Benché l’indice di fiducia nell’Euro-


pa sia rasoterra, i numeri dei sondaggi
italiani in materia referendaria resta-
no per ora rassicuranti. E tuttavia, non
sarei stupito – nella eventuale realtà,
con conseguente grancassa propa-
gandistica – da un esito opposto a
quello della fiction. Un antieuropei-
smo alla buona, puntellato con luoghi
comuni, si coglie da tempo e facilmen-
te nelle analisi politiche davanti a brio-
che e cappuccino; e l’ho visto lampeg-
giare sui social, con frequenza e con la
solita ottusa sicumera, in centinaia di
post nei tre mesi senza governo. Ma ho notato un tratto che mi era sfuggi-
proprio nell’intermittenza fra il gover- to. Anche all’interno della mia “bolla”,
no Conte subito decaduto e il governo fra contatti affini per età e - suppone-
Conte redivivo, mentre ballava la pol- vo - più o meno pure per visione, ho
trona all’Economia di Paolo Savona, colto inconsueti distinguo sull’Euro-
mentre i giornali tedeschi e i commis- pa. Non erano sessantenni a scrivere,
sari di Bruxelles impartivano (sarca- ma trentenni come me, o quarantenni
stiche) lezioni e bacchettate all’Italia, - gente sul cui credo europeista spera-

80 24 giugno 2018 L’Espresso


vo di poter mettere la mano sul fuoco. d’Europa buongiorno ciao ciao”: sfila-
Fidandomi non tanto, o non solo, del- vamo sul palco in abiti folkloristici
la retorica giovanilista, fra Erasmus e fingendoci di volta in volta francesi,
“Appartamento spagnolo”, quanto su spagnoli, tedeschi. Anche questo è
un bagaglio emotivo, un “sentimento servito. La moneta unica fu un trauma
dell’Europa”. per i nonni; non per noi. I voli low cost
hanno fatto il resto, consentendo di
Se per Sergio Romano, classe 1929, potersi muovere fra capitali come fra
l’Europa comincia a esistere (politica- quartieri di una stessa immensa città.
Credevo che “Bruxelles” – intesa co-
me bersaglio del malumore o, per
usare una definizione di Bernard
Guetta, come capro espiatorio – non
fosse entrata nel nostro campo percet-
tivo. E invece sì. Non importa, in que-
sta sede, se a torto o a ragione.

Sentir fare discorsi antieuropei da


un mio coetaneo mi impressiona.
Pure fosse il più attrezzato degli eco-
nomisti, mi sembra comunque che
contravvenga a un patto silenzioso e,
per una volta, generazionale. Che non
c’entra tanto con Juncker, ma – proce-
do alla rinfusa – con un autobus che
ferma nei pressi della Puerta del Sol,
Madrid, dove gustare un gazpacho
ben freddo; e c’entra con una sera di
pioggia a Utrecht, con la luce nordica
di Kiel e con quella africana di Creta;
c’entra con le campane di Saint-Ger-
main, con una ragazza belga cono-
sciuta a Salamanca, con certi pensieri volo di prima mattina da Roma a
che uno può fare su una panchina a Düsseldorf, mi sono spostato a Colo-
Lisbona. Dati immateriali, si dirà: nia, da lì ho preso un treno per Rotter-
galleggiano in un brodo pre-politico dam, sono arrivato a Bruxelles nel
senza cui però l’“utopia razionale” tardo pomeriggio e in serata a Parigi.
dell’Europa unita esiste e può esistere Tutto nella stessa giornata; tutto senza
solo come fantasma burocratico. È che nessuno, salvo che al check in, mi
anche in quel brodo pre-politico che chiedesse i documenti e dove fossi
si diluisce ogni tentazione nazionali- diretto. È stata la mia spossante e
sta. I regionalismi, le “piccole patrie” trionfale giornata europea, un sogno
e la retorica che le accompagna mi ancora praticabile, a occhi aperti, nel
mente) già nel 1957, l’anno dei Tratta- danno l’orticaria: posso comprender- continente insanguinato dalle due
ti di Roma («Avevo quasi ventotto ne le ragioni, ma fatico a leggerle come catastrofi mondiali e da una serie di
anni», scrive nel recente Atlante delle attuali. E ho avuto, almeno fin qui, la atroci conflitti etnici. Un sogno prati-
crisi mondiali, «ero funzionario del certezza che i trenta-quarantenni non cabile nell’Europa che - nervosa, per-
ministero degli Esteri da tre anni…»), ricadessero nella trappola, che non plessa, risentita - oltre a temere il
quando ha cominciato a esistere perdessero insomma di vista l’immen- proprio stesso mare, teme sé stessa.
(emotivamente) per noi? Ricordo un sa ricchezza, il privilegio e la fortuna Possiamo davvero accettarlo, trenten-
paio di spettacolini scolastici di fine di un’Europa senza frontiere. Un oriz- ni? Il mondo - ha detto all’ultimo Sa-
anno: uno, alle elementari, si conclu- zonte mobile, un atlante delle emozio- lone di Torino Fernando Aramburu, il
deva con una performance in t-shirt ni, una biblioteca-pinacoteca-video- grande autore spagnolo di “Patria” -
bianca e una improbabile canzone teca ideale, un atlante delle emozioni. non finisce con la strada di casa nostra,
europeista di Toto Cutugno (“Insieme anche se spesso ci conforta crederlo.
/ united united Europe…”). L’altro, Un anno fa, per festeggiare a modo Possiamo diventare vecchi prima del
alle medie, era stato intitolato “Amici mio i Trattati di Roma, ho preso un tempo, rintanandoci nei cortili?

illustrazione di Giuseppe Fadda L’Espresso 24 giugno 2018 81


Cultura
Le parole del presente/2

ONESTÀ
a doppio
taglio
colloquio con JAVIER CERCAS di WLODEK GOLDKORN
illustrazione di IVAN CANU

Dagli ideali di Tolstoj e dai tormenti di


Dostoevskij alle promesse del populismo.
Un grande scrittore spiega perché fuggire
la corruzione non equivale a fare giustizia
82 24 giugno 2018 L’Espresso
Cultura Le parole del presente

E poi c’è la parola “onestà”.


Quante volte l’abbiamo
sentita gridata nei comizi,
declinata nei discorsi dei politici (onesti e diso-
nesti), evocata nei testi degli uomini e donne che
fanno opinione. Ma basta l’onestà per far buona
politica e per far prevalere il bene sul male?
ta ma non l’ho fatto. E ha aggiunto; non so se ho fatto
bene. E allora, González ha risparmiato vite umane o è
stato codardo? Aggiungo, Max We-
ber diceva: il politico fa il patto con il
diavolo, perché fa il patto con la vio-
lenza».
In fondo quella di usare mezzi sba-
gliati per un fine buono e di aver
stretto il patto con il diavolo, è la
storia del comunismo. «Un fine bel-
lissimo, corrotto dai mezzi, per cui il
comunismo è una parola da non usa-
re».
Cominciamo con le domande. Partendo
da un gigante, Tolstoj. In “Guerra e
pace” Pierre Bezuchov dice a Natasha:
«Se le persone viziose sono tutte quan-
te collegate tra di loro e perciò sono una
forza, basterebbe che le persone one-
La domanda non è retorica né demagogica, tanto che a un ste facessero lo stesso». Anche oggi, spesso vince l’idea che
certo punto della sua vita, un uomo come Tolstoj sembra- basta che gli onesti si mettano insieme contro i corrotti e i
va essersi convinto che la Redenzione laica (e non solo bugiardi per cambiare il mondo.
quella religiosa) passasse appunto per una mobilitazione «Pierre Bezuchov è ingenuo. Ma è un personaggio lette-
degli onesti contro i bugiardi e i falsi. Dell’onestà abbiamo rario».
parlato con Javier Cercas, scrittore spagnolo tra i più Sappiamo che è Tolstoj a parlare con la voce di Bezuchov.
bravi del nostro Continente, autore di romanzi dove con «Lo presumiamo. Comunque io non sono d’accordo con
estremo rigore etico ed estetico racconta e mette in scena questa frase, perché penso che il mondo non si divida tra
storie scomode, come la scelta di un suo zio di militare gli onesti e i disonesti e fra i giusti e gli ingiusti. Le perso-
nelle forze armate franchiste contro la Repubblica (“Il ne oneste possono diventare disoneste e i giusti possono
sovrano delle ombre”); o quella di un soldato repubblica- diventare ingiusti, i coraggiosi possono rivelarsi codardi.
no di risparmiare la vita a un ideologo falangista (“Il sol-
dato di Salamina”) e via elencando.
Prima di entrare nel cuore delle nostre domande Cercas
fa una lunga e indispensabile premessa. Dice: «Oggi,
molte parole bellissime vengono usate come maschere,
come uno specchio deformato, per dire il contrario del
loro significato originario. Si viola la libertà in nome del-
la libertà. Si dicono menzogne in nome della verità. Si
corrompe in nome dell’onestà. Dell’onestà parlano i poli-
tici convinti invece che l’unica cosa importante sia la
conquista del potere e quindi che il fine giustifichi i mez-
zi. Io invece penso al contrario, in democrazia sono i
mezzi a giustificare i fini. Uno scopo giusto si corrompe
se i mezzi per raggiungerlo non sono buoni né onesti. Ha
presente l’immagine di Barack Obama e Hillary Clinton
mentre stavano guardando sullo schermo del computer
l’azione in cui veniva ucciso Bin Laden? Il messaggio im-
plicito in quella immagine era: è lecito usare un mezzo
terribile per fare bene? E Obama ha fatto bene? Felipe
González, nostro ex premier ha detto recentemente in tv:
ho avuto la possibilità di uccidere tutta la direzione dell’E- Lo scrittore Javier Cercas

84 24 giugno 2018 L’Espresso


L’animo degli uomini e delle donne è complesso e con- dire che Levi non sbagliava: La sua “Trilogia di Auschwi-
traddittorio. Per questo la vita sociale ha bisogno delle tz” (in Spagna “Se questo è un uomo”, “La tregua” e “I
regole. Da voi in Italia il Movimento Cinque Stelle e da sommersi e i salvati” sono usciti appunto come “Trilogia
noi in Spagna gli attivisti di Podemos dicono: siamo gen- di Auschwitz”, ndr) è ovviamente un geniale tentativo di
te onesta. L’ingresso dei grillini al governo viene presen- comprensione. Uno sforzo di capire tutto».
tato come l’arrivo dell’onestà al potere. Ma questa rappre- Stiamo parlando dell’onestà letteraria e intellettuale.
sentazione è un errore e un’ingenuità, oppure una forma «Certo. E continuo. Sappiamo tutti chi era Hitler. Ma al-
di cinismo. Non sono giovanissimo e quindi mi ricordo lora la domanda è come mai un pazzo, un oligofrenico
quando per la prima volta i socialisti spagnoli arrivarono come lui sia riuscito a conquistare l’animo della Germa-
al governo, dopo 40 anni di franchismo. Ci sembrava una nia, il Paese più colto, e anche quello di mezzo mondo. Se
festa. I socialisti erano i giusti e gli onesti. Ma poi è suc- oggi ci fosse un Dostoevskij, un Cervantes o uno Shake-
cesso che i socialisti sono diventati disonesti, e corrotti». speare in grado di capire quella testa, avremmo un’arma
Quindi? per impedire che un personaggio come Hitler torni. È
«Quindi la meraviglia della democrazia non sta nel carat- come quando abbiamo paura di una bomba che sta per
tere delle persone ma nel rispetto delle regole. Tutto qui». scoppiare. Non basta urlare: qui c’è una bomba. Occorre
Possiamo azzardare un’ipotesi? Dentro l’animo di ognuno di un artificiere per disattivarla. A questo serve la letteratu-
noi - uno scrittore lo sa perché il suo mestiere è indagare e ra e il pensiero complesso. E per questo non bisogna
raccontare l’animo umano - è insito un elemento del Male. porre limiti alla letteratura e all’empatia. Del resto Shake-
Ognuno di noi è un potenziale carnefice. Ma non tutti lo di- speare era empatico con Riccardo III, un assassino feroce.
ventiamo. Vale anche per la corruzione? E anche chi legge “Delitto e castigo” è in grado di capire
«Infatti, è molto più importante capire il carnefice che la un assassino. Questa è l’onestà dello scrittore e l’etica
vittima. Certo, la solidarietà con le vittime deve essere della letteratura. Aggiungo un esempio: come faccio a
assoluta, ma dobbiamo comprendere il boia. Sarebbe giudicare Manuel Mena (il soldato franchista del roman-
straordinario capire Hitler». zo “Il sovrano delle ombre”, ndr)? Quello che devo fare è
Ma ci sarà un limite all’empatia. Lei, in “Il sovrano delle om- comprenderlo. Aveva solo 17 anni».
bre” descrive un soldato franchista, Manuel Mena. Per come In altre circostanze avrebbe potuto essere un eroe repubbli-
lei lo racconta potrebbe essere un nostro fratello, salvo che cano. Cercas, che rapporto c’è tra onestà e verità? Abbiamo
in guerra l’avremmo ucciso. Ma allora fin dove si può essere parlato di Levi e della sua estrema e radicale onestà. Si
empatici, fin dove è lecito capire? È una domanda sull’onestà può osar dire che Levi per raccontare Auschwitz, da
dello scrittore e sull’etica della lettera-
tura e quindi sull’onestà del nostro im-
maginario collettivo.
«Per me è una questione essenziale.
Rispondo: non c’è limite all’empatia.
Quello che deve fare uno scrittore,
ma anche un filosofo, è capire tutto,
capire i peggiori. Capire non vuol
Lessico in cerca
dire giustificare. Ma il contrario. Ca-
pire è darci le armi per non diventare
carnefici e corrotti».
Quindi Primo Levi quando diceva che
di condivisione
Il dialogo sull’onestà con Javier Cercas, romanziere spagnolo
capire è un po’ giustificare sbagliava?
amatissimo anche dal pubblico italiano, è il secondo appuntamento con
Lo vogliamo dire?
“Le parole del presente”, una serie di grandi interviste realizzate da
«L’ha posta, come domanda, Tzvetan
Wlodek Goldkorn per L’Espresso. La serie è iniziata a fine maggio con il
Foto: J. Saget - AFP / Getty Images

Todorov».
termine “Libertà”, raccontata nel confronto con Adam Michnik, saggista,
Possiamo spingerci oltre? Levi, essen-
editore e giornalista polacco (è direttore del giornale politico “Gazeta
do una vittima, non poteva capire il
Wyborcza”). L’iniziativa di scandagliare il lessico, insieme con grandi
carnefice. figure di intellettuali di oggi, aspira a rimettere a fuoco le parole
«Appunto. Per una vittima capire il fondamentali del discorso culturale e politico e a rintracciarne un senso
suo boia significa autodistruggersi. sempre più condiviso. Dopo “libertà” e “onestà” ne seguiranno altre,
Però, a pensarci bene, me la sento di come “straniero” e “identità”.

L’Espresso 24 giugno 2018 85


Cultura Le parole del presente

grandissimo scrittore quale era - uno dei più grandi del


Novecento - doveva immaginarsi Auschwitz?
«Immaginare vuol dire dare un senso».
Ma se la verità nasce nel racconto, ci sono tante verità.
«Credo che la verità esista. Ma penso anche che chi
crede di possedere la verità o è uno stupido, o un fana-
tico, o un pazzo, o tutte e tre le cose. Detto questo: una
cosa è la verità letteraria un’altra la verità dei fatti. La
verità dei fatti è concreta, la verità letteraria è una veri-
tà morale, universale. È la finzione che cerca di indagare
su cosa succede a tutti gli umani, in tutto il mondo e in
tutti i Paesi. E questa verità è il risultato della forma.
“Guerra e pace” o “Don Chisciotte” parlano di ciascuno
di noi. Siamo tutti protagonisti di Tolstoj e di Cervantes.
Ecco, non c’è verità letteraria senza onestà. Ma l’onestà
è come la democrazia. È forma».
Esiste una verità politica?
«Esiste la menzogna che è una forma di disonestà in
politica. Oggi sta trionfando (basti guardare l’esempio
di Trump) perché il disprezzo della verità è enorme. Ed
è una situazione pericolosissima».
Lei, nei suoi libri si è sempre occupato del rapporto tra
onestà e memoria. Oggi, la memoria, è sacralizzata...
«La interrompo per dire che una memoria sacralizzata
è come se non ci fosse».
E anche il tempo è stato abolito. È tutto nel presente. Ed è
facile essere disonesti quando non c’è più memoria. Senza
memoria si può raccontare la storia che si vuole.
«Sono d’accordo. Oggi, la possibilità di manipolare le viene ormai a sostituire la storia e che il Ventunesimo
menti e i fatti è più grande che mai. Viviamo in una dit- secolo sarebbe stato il secolo dell’oblio».
tatura del presente. È questo uno dei risultati del potere Forse è arrivato il momento di chiederglielo direttamente:
dei media che ormai non riflettono la realtà ma la creano. cosa è l’onestà?
Per i mezzi di comunicazione, la tv e i social media, la «L’onestà è una virtù. E la virtù o è segreta o non è. L’u-
settimana scorsa è preistoria. Il passato è roba da biblio- nico uomo puro dei miei libri è il soldato di Salamina, che
teche, archivi, che può interessare gente strana come me. salva una vita (la vita del poeta franchista, ndr), ma nes-
Ma una simile tesi è menzognera. E sa perché? Perché il suno lo sa e lui muore da solo e nell’anonimato. L’uomo
passato e soprattutto un passato di cui c’è ancora la me- diventato famoso con la virtù è invece Enric Marco (il
moria e i testimoni, non è passato; è invece parte del protagonista di “L’impostore”, storia di Enric Marco che
presente senza il quale il futuro è mutilato. Diceva T.S. per decenni pretese di essere stato prigioniero a Mau-
Eliot: “Il tempo presente e il passato sono forse entram- thausen; incarnava in pubblico la memoria delle vittime
bi presenti nel tempo futuro e il tempo futuro contiene del fascismo, ma si è inventato quasi tutto, ndr). Marco
il passato”. Vede, il potere costruisce sempre un raccon- ha trasformato la virtù in uno spettacolo. Ma torniamo
Foto: The Print Collector - GettyImages

to manipolato del passato, perché sa benissimo che per alla guerra civile: dal punto di vista politico i repubblica-
controllare il futuro e il presente occorre controllare il ni avevano ragione. Ma dal punto di vista etico i repub-
passato. Mi ha chiesto qual è il rapporto fra onestà e blicani hanno fatto tante cose sbagliate. Molto spesso
memoria? La sacralizzazione della memoria che è una gente onesta ha appoggiato cause ingiuste».
forma della sparizione della memoria, rende difficile Sta parlando delle suore stuprate e uccise, dei preti assas-
l’onestà e facile la manipolazione. Aggiungo: Pierre No- sinati. Ma parliamo invece, per un attimo, del ruolo degli
ra, il grande storico, ha detto una volta che la memoria intellettuali. Uomini e donne come Zola o Camus o Hannah

86 24 giugno 2018 L’Espresso


“3 maggio 1808”
di Francisco Goya. La
fucilazione dei patrioti
spagnoli che resistevano
all’invasione napoleonica

È un uomo capace di dire no. Questo è l’intellettuale.


Quando il mondo diventa sovranista io dico di no, io non
lo sono. Per me l’emblema di intellettuale è Kafka. Kafka
partecipava a una riunione degli anarchici. Entrò la poli-
zia e intimò agli astanti di disperdersi. La gente cominciò
a scappare. Kafka invece restò fermo, immobile. E si fece
arrestare. Detto questo oggi molti intellettuali sono trop-
po frivoli, appoggiano cause sbagliate e dicono di sì».
Lei una volta ha contrapposto i quadri di Velázquez a quelli
di Goya. I soldati in battaglia di Velázquez sono pervasi di
una certa gravitas, la battaglia ha un che di solenne; in Goya,
la guerra è invece cruda e crudele.
«La verità di Velázquez è una verità idealizzata. Lui dipin-
ge gli uomini come dovrebbero essere, non come sono».
Ma non era disonesto.
«Non lo era di certo. Non nascondeva niente, ma pre-
sentava le cose come sarebbe stato bello che fossero.
Narrava la guerra come un fatto nobile. Lo faceva pure
Omero e in fondo l’epica in questo consiste: nella narra-
zione di gesta nobili dei guerrieri. Goya invece era un
visionario. Al Museo del Prado a Madrid ci sono due suoi
quadri sulle fucilazioni alla Moncloa (il 3 maggio 1808,
durante l’invasione francese della Spagna, ndr). Nel pri-
mo racconta la ribellione degli spagnoli contro Napole-
one. In quel quadro gli spagnoli commettono atrocità.
Nel secondo, i carnefici sono i francesi e le vittime gli
spagnoli. È questa, per me l’onestà».
Ultima domanda, di rito. Vede un futuro per la sinistra?
Arendt erano l’onestà fatta persona. Oggi, l’intellettuale è «Sì, a patto che sia capace di autocritica. La sinistra
considerato una specie di radical chic, lontano dal popolo. senza la democrazia non è sinistra. Fidel Castro, per
Ha senso il ruolo dell’intellettuale? fare un esempio, non era di sinistra. La sinistra è Con-
«Dipende cosa intende per intellettuale». cordia, Prosperità, Democrazia. Aggiungo anche, a
Colui o colei che dice «il re è nudo», mentre tutto il mondo scanso di equivoci: il populismo, che sembra così forte,
elogia i vestiti del re. è solo una tecnica di conquista del potere, ma non ha un
«Io lo dico in un altro modo. Io dico di no, quando tutti programma. Non basta dirsi onesti per stare dalla parte
dicono di sì. Ha citato Camus. Cosa è un uomo in rivolta? del popolo». Q

«Uno scopo giusto si corrompe se i


mezzi per raggiungerlo non sono buoni.
La virtù o è segreta o non è.
E la virtù dell’intellettuale è dire di no»
L’Espresso 24 giugno 2018 87
Cultura Grandi festival

Il mondo
sul palco
Cotillard e Baricco. De Gregori, Kavallieratos e Higgs.
Spoleto riapre il suo sipario. Sempre più trasversale
di RICCARDO LENZI

I
L FESTIVAL DEI DUE MONDI DI SPOLETO: spetta- enmatt. Diverso dal mito, perché il protagonista non è un mo-
coli lirici, di prosa, balletti, concerti, mostre di arte figu- stro feroce, ma un uomo con la testa di toro che si interroga
rativa, retrospettiva cinematografica... È il testo di un’in- sulla propria identità e sul significato della vita, immerso in un
serzione pubblicitaria che uscì sui principali quotidiani labirinto di specchi riflettenti la sua immagine. Lo spettacolo in
italiani, a più riprese, tra la fine di maggio e i primi di scena al Teatro Menotti sarà interpretato dal baritono Gianlu-
giugno del 1958: nel giro di un paio di anni quella pubbli- ca Margheri, dal soprano Benedetta Torre, dal tenore Matteo
cità sarebbe divenuta superflua. L’idea, dimostratasi Falcier. Molta curiosità desta la “Beggar’s Opera” di John Gay,
vincente, torna ad essere riproposta, per la sessantunesima edi- il 6 luglio, lavoro inserito nella tradizione del teatro barocco dei
zione: organizzare in Italia un festival culturale che sia il conte- primi del 1700. Un gradito ritorno a quel ciclo delle opere co-
nitore ideale di diversi generi, dalla musica al teatro, dalla danza siddette minori, spesso tali perché anticiparono i tempi. Per
alla letteratura, dalla pittura al cinema, mettendo insieme artisti molti storici della musica, infatti, “Beggar’s Opera” è il primo
di fama mondiale ed emergenti. Lo scopo era, ed è, quello di dar esempio di commedia musicale. “Opera del mendicante” da cui
vita ad una manifestazione di alta qualità non destinata ad una Brecht con il compositore Weill trasse ”L’opera da tre soldi” e
élite ristretta, ma al grande pubblico. Con moltissimi appunta- qui in una nuova versione di Ian Burton e Robert Carsen,
menti “che valgono la deviazione”, dal 29 giugno. quest’ultimo anche regista in una messa in scena legata alla
Si comincia con l’omaggio a una famosa e brava attrice: il 15 contemporaneità, con l’ideazione musicale del grande baroc-
luglio in piazza Duomo, al posto del consueto concerto, ci sarà chista William Christie. Tra le novità di quest’anno anche la
Marion Cotillard in “Jeanne d’Arc au bûcher” ovvero Giovanna presenza del cantautore Francesco De Gregori, che si esibirà il
d’Arco al rogo, un oratorio con le musiche di Arthur Honegger. 7 luglio: in scaletta i  suoi classici, ma anche canzoni “mai pas-
L’attrice francese, sui testi di Paul Claudel diretta da un maestro sate alla radio”.
del cinema come Benoît Jacquot, accompagnata dal coro e Per il teatro, il 30 giugno c’è il ritorno del regista Romeo Ca-
dall’orchestra di Santa Cecilia, darà voce all’eroina che riper- stellucci con “La morte di Empedocle” di Friedrich Hölderlin
corre in punto di morte la sua straordinaria avventura. Una «da eseguire in una palestra» perché, spiega lo stesso regista,
“prima” anche il battesimo festivaliero, il 29 giugno, con il «nella luce figurativa dello sguardo dello spettatore tutto sarà
“Minotauro”, con la regia e il libretto di Giorgio Ferrara (ai testi giudizio, possibilità, essere, secondo le stesse parole del Poeta.
ha collaborato René de Ceccatty) e le musiche di Silvia Colasan- Nell’Antica Grecia - cui Hölderlin si è rivolto per tutta la vita - il
ti, l’Orchestra Giovanile Italiana e l’International Opera Choir Ginnasio era il luogo della preparazione dei giovani in vista
diretti da Jonathan Webb. Libretto ispirato da Friedrich Dürr- delle gare atletiche. I giovani solo dopo il Ginnasio inaugurava-

88 24 giugno 2018 L’Espresso


Quando Menotti
L’attrice francese
Marion Cotillard

bocciò Ronconi
colloquio con Giorgio Ferrara
Il manifesto di “Spoleto61” presenta un volto marmoreo,
quello di Giulio Cesare, immortalato a filo d’acqua dal
fotografo Fabrizio Ferri in una sorta di affioramento
dell’identità, come dal liquido amniotico da cui proveniamo.
Perché tutti gli spettacoli della rassegna hanno una
motivazione culturale che li apparenta.
Una curiosità: Ferrara, ha mai conosciuto il fondatore del
festival, il compositore Gian Carlo Menotti?
«Quando venni a Spoleto per la prima volta nel 1969. Ero
appena uscito dall’accademia e facevo l’aiuto regista
di Luca Ronconi. Portammo l’“Orlando furioso”, uno
spettacolo straordinario. Proprio a Spoleto doveva debuttare.
Menotti, persona meravigliosa di fronte alla quale eravamo
tutti intimiditi a cominciare da Ronconi, arrivò per valutarne
l’inclusione nei programmi del suo festival. Ebbene, lo vide e,
senza dire una parola, se ne andò. Arrivò poi il responsabile
della sezione teatro del festival, Raffaello De Banfield: «Beh,
guardi, il Maestro non ha gradito», quindi, praticamente, «Fate
no la vita adulta potendo affrontare la guerra». Altro evento da
i bagagli e andatevene». Poi, dopo, convinsero Menotti, e lo
segnalare è di certo “Ramona” (5 luglio), di un mago del teatro
spettacolo ebbe un successo clamoroso. Ora, tutto questo
di animazione, il georgiano Rezo Gabriadze, che dà vita a una
non va a suo demerito: ognuno ha i suoi gusti, evidentemente
storia strappacuore: l’amore sbocciato tra due vecchie locomo- era uno spettacolo talmente moderno, fuori dai canoni, che
tive a vapore. Il 12 luglio dal laboratorio di Robert Wilson arri- sfuggiva alla sua sensibilità, ai suoi parametri di giudizio. In
va Marianna Kavallieratos, regista e coreografa: in “They” af- seguito riconobbe che era di grande livello».
fronta il tema dell’identità sessuale nelle diverse accezioni. È poi Ci parli di un altro grande vecchio, con il quale ebbe a che
la prima volta per la lettura “interpretata” che Alessandro Ba- fare come aiuto regista e che segnò la fortuna di Spoleto:
ricco farà del suo “Novecento” (dal 30 giugno). L’attore Silvio il regista Luchino Visconti.
Orlando sarà protagonista il 12 luglio di “Si nota all’imbrunire” «Un insegnamento importante, per quel che riguarda il
di Lucia Calamaro, autrice e regista, esploratrice disincantata e concetto della rappresentazione, che fosse cinematografica,
ironica della natura umana. Si preannuncia un’opera multime- teatrale od operistica. Il suo messaggio forte è stato quello
diale “Decameron 2.0” di Letizia Renzini (30 giugno), un Boc- di non tradire mai l’autore, il teatro, la musica. Cioè:
caccio dell’era digitale in collaborazione con il Metastasio di cercare di fare delle cose con un’attinenza strettissima con
Prato. Sul palcoscenico anche la Storia dei nostri giorni con le il tema, il racconto, la drammaturgia, pur mantenendo una
“Lettere a Nour” (6 luglio) con Franco Branciaroli diretto da certa libertà espressiva. Mi metteva in guardia: quando vai
Giorgio Sangati: Rachid Benzine ha scritto un dialogo episto- all’opera, se vedi delle cose dove sei costretto a chiudere gli
lare tra un padre e la figlia, che ha sposato la causa della jihad. occhi perché ti distraggono dalla musica e dal canto, vuol dire
Alla Storia che fu fa riferimento il lavoro di Corrado Augias e che nell’allestimento c’è qualcosa che non va». Q
Corrado Gentile intitolato “Mussolini: io mi difendo!” (7 luglio),
con la partecipazione di Massimo Popolizio nel ruolo del Duce:
un Benito Mussolini che spiega il proprio operato, dagli scritti John Neumeier (13 luglio) si accosta il nuovo “My ladies rock”,
che lui stesso aveva redatto per una ipotetica difesa davanti agli una coreografia di Jean-Claude Gallotta (6 luglio), negli anni
americani, qualora lo avessero preso prigioniero. Un omaggio Ottanta padre della nouvelle danse française, con una turbino-
al regista Ingmar Bergman nell’anniversario della nascita va in sa colonna sonora di rock al femminile. Tanti gli incontri, le
scena il 13 luglio, con due veterani del nostro teatro: Ugo Pagliai mostre, tra cui quella dedicata alle fotografie di Fabrizio Ferri.
e Manuela Kusterman, protagonisti di “Dopo la prova” nell’al- E tra le molte iniziative spicca, il 15 luglio, quella della Fonda-
Foto: Franco Pagetti / VII / Redux / Contrasto

lestimento di Daniele Salvo. Importante prova d’attrice quella zione Fendi che porta in primo piano la scienza, con un’instal-
di Adriana Asti in “Donna Fabia” (14 luglio), film e installazio- lazione che esalterà la spettacolarità dell’origine del cosmo,
ne a cura di Marco Tullio Giordana, che recita in video “La oltre a un tributo all’astrofisico Stephen Hawking con la proie-
preghiera” di Carlo Porta, poema in milanese che “doppierà” zione di un video inedito prodotto dalla fondazione stessa, alla
dal vivo in italiano. Il 12 luglio è infine la volta di  “Bells and presenza della figlia dello scienziato Lucy. Nell’occasione il
Spells”, spettacolo ideato e diretto da Victoria Thierrée Chaplin, Premio Carla Fendi sarà conferito a tre importanti scienziati
con Aurélia Thierrée e Jaime Martinez. dei nostri giorni: Peter Higgs, François Englert, ambedue fisici
Per quanto riguarda la danza, ai due spettacoli classici con la Premi Nobel 2013 per la teorizzazione del bosone di Higgs, e a
Lucinda Childs Company  (29 giugno) e l’Hamburg Ballet di Fabiola Gianotti, direttrice del Cern. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 89


il racconto

Lavora,
prega, piangi.
E suda
di MARGO JEFFERSON

Una giovane romanziera mi ha chiesto: Perché ha scelto


di scrivere testi critici?
Volevo farmi strada fino al centro della cultura americana,
e trovare il modo di de-centrarla, le ho detto.
Perché ha scelto di scrivere memoir?, ha chiesto.
Volevo farmi strada fino al mio centro americano e trovare una
lingua per le incrinature che avrei scoperto, ho risposto.

I
Sudore e diaforesi: 1959-1963

Guardo la copertina dell’album: bud powell, jazz origi-


nal.
Quando sono sola, lo tiro fuori dal mobiletto dei dischi
e lo osservo, che voglia sentirlo oppure no. A volte lo ri-
metto a posto senza averlo ascoltato. E rifletto su quel
volto, quel volto scuro, che suda.
La macchina fotografica prova a osservarlo da vicino.
Ha gli occhi chiusi. Il suo volto è un’ombra di luce caligi-
nosa su un fondale notturno grigio & nero sbiadito. Ca-
pelli e baffi sono neri. C’è un pezzo di camicia bianca con Louis Armstrong
cravatta a righe, un pezzo di completo. Pare che galleggi in un ritratto
tutto solo in un cosmo di sua invenzione. Ha le labbra di Andrea Ventura

90 24 giugno 2018 L’Espresso


socchiuse. (Canticchia, respira, e intanto suda). È possedu-
to dalla sua musica. È in uno stato di - usiamo pure la pa-
rola greca per sudore - diaforesi estatica.
I neri dotati di ambizioni devono stare attenti al loro
rapporto con il sudore. Sudore è la parola del lavoro fisico
pesante, degli operai che non possono far altro che lavora-
re con il sudore della fronte, con il sudore sotto le ascelle,
con il sudore che gli inzuppa i vestiti, che si macchiano e
puzzano. «Suda suda suda! Lavora e suda, piangi e suda,
prega e suda!».

Louis Armstrong, il grande Satchmo, non si fa problemi


a sudare davanti alle masse. Sa che molti dei suoi ammira-
tori bianchi pensano che sia un sudore di felicità. Sorridi e
suda, ridi e suda, suona e suda! Sia a teatro sia in tv, non gli
manca mai un fazzoletto bianco per asciugarsi il sudore
sulla faccia, per asciugare il sudore sulla valvola della trom-
ba. Il suo viso da maschera africana (il sorriso radioso e
ghignante, gli occhi sporgenti e fissi) lo rende un rituale,
non una necessità. Il rituale della diaforesi artistica.

Ascolto i dischi di Ella Fitzgerald, ma non mi piace guar-


dare le sue copertine. Sono un’adolescente, sono un’adole-
scente nera, e voglio essere fisicamente impeccabile. Anche
quando è in posa senza sudare davanti a un fotografo, Ella
Fitzgerald è priva del fascino sontuoso di Billie Holiday,
priva della meticolosa bellezza di Lena Horne. E poi suda
- nelle sale da concerto, nei nightclub, durante gli spetta-
coli televisivi sulle reti nazionali. Il sudore le punteggia la
fronte e gocciola giù, le scende persino sulle guance. Il
sudore le inumidisce i capelli appiattiti e ondulati. Il sudo-
re cola sulle pietre dei suoi orecchini pendenti. Si serve di
un fazzoletto bianco come Louis Armstrong. Ma lui si
asciuga il sudore con forza, con orgoglio. Lei si tampona
con rapidità, quasi con delicatezza. Quando il sudore lo
tamponi, è più elegante. Si imborghesisce in un eufemismo.
Diventa «traspirazione». Le donne bianche, persino le si-
gnore bianche, sono autorizzate a traspirare. Ma in televi-
sione le cantanti bianche non traspirano. Ciò significa che,
anche quando si impegna nello swing, nello scat, e vola, il
sudore minaccia di far ripiombare Ella Fitzgerald tra le
fauci della classe operaia femminile nera.
Traspira così tanto per la sua altezza, per il suo peso? I
suoi ammiratori, bianchi, neri o altro, la chiamano «grande»
oppure vanno dritti al punto e la chiamano «grassa»? Ha
iniziato a sudare così quando è entrata in menopausa? I suoi
musicisti maschi, neri e bianchi, ridono della menopausa
alle sue spalle – dietro le quinte, dove lei non può tener-
li a freno con la sua seducente, diaforetica musicalità?

L’Espresso 24 giugno 2018 91


Ella Fitzgerald, per quel sudore hai sgobbato parecchio.
Il sudore te lo sei guadagnato come fanno i veri mu-
sicisti. Come gli artisti che devono lottare per essere belli.
Hai sudato comme des garçons.
E quei garçons avrebbero dovuto implorare per il distil-
lato del tuo sudore.
Io lo faccio.
Io supplico.

II
The Bitter Dose: 1974-1993

Nei suoi ultimi anni di vita mio padre piangeva ogni


Natale, non appena scartava i regali in salotto o sentiva
cantare The Lord’s Prayer e The Hallelujah Chorus. Pian-
geva e poi attaccava con la sua litania di ingiustizie e proi-
bizioni razziste, alcune già note, altre declamate per la
prima volta proprio quella mattina.
- La marching band in cui gli fu impedito di suonare
quando era alla University of Southern California. I diret- Margo Jefferson
tori bianchi gli permisero di entrare nella banda tradizio-
nale. Dissero che era un buon trombonista, ma la marching
band era uno spettacolo universitario pensato per afferma-
re la naturale, inevitabile, unità di atleti, tifosi, famiglie e ricordi, che si erano abituati ad assaporare insieme.
finanziatori. In mezzo a loro un negro avrebbe compromes- «Ronald, ma perché parli sempre di cose brutte? Sono
so la simmetria dell’insieme. successe tanto tempo fa. Perché non ti ricordi mai delle…».
- Il compagno di classe nero, uno studente di musica, che E a quel punto, come un bambino ligio al dovere, ma
fu escluso dall’orchestra scolastica: un mattino presto si permaloso, che ha fatto i capricci e se ne vergogna, papà
intrufolò nella cappella e cominciò a suonare l’organo, con fece una risatina e la interruppe per rabbonirla e per ripe-
determinazione, con autorevolezza… tere a pappagallo: Perché non ti ricordi mai delle cose
Sbigottiti, gli studenti si fermarono, si misero ad ascol- belle? Poi, dopo una pausa sufficiente a far avvizzire tutte
tare, mormorando: «Ma chi sarà?». le cose belle davanti ai nostri occhi, si girò e ci piantò in
Gli accordi fluivano dalle porte della cappella e si diffon- asso.
devano nel campus, imponendosi su tutto. Mio padre si It Was A Bitter Dose, disse. A Bitter Dose.
prendeva la testa tra le mani. Era così bello, esclamava, e si Quando lasciò la stanza io non lo seguii. Avrei avuto
metteva a piangere. tutto il tempo necessario per trasformare la sua eredità in
una cosa mia, per adattare il suo dolore ai miei scopi.

Una volta, la mattina di Natale, dopo aver scartato i re-


gali, mentre mia madre preparava la colazione di rito - sal- III
sicce, mele cotte al forno, biscotti - mio padre si fermò Il mio Mostro: dal 2000 al presente
sulla porta della cucina con indosso la sua vestaglia nuova.
Prese me e mia sorella sottobraccio. La conversazione sul Mostro mio, duttile e scaltro.
passato iniziò in modo innocente, bonario - la messa di Aspetti una di quelle mattine in cui mi sveglio pensando
mezzanotte a St. Edmund, le chiassose feste natalizie di il peggio di me in modo irritante e meschino. Mi sono
Maggie e John - ma a un certo punto papà si interruppe. I trovata in troppe conversazioni sui pro e i contro del botox
Foto: Getty Images

suoi occhi si staccarono da noi. E si gettò in un racconto di e del lifting. In palestra una giovane donna mi ha detto che
oppressione e ignominia razziale. avevo un aspetto fantastico, poi ha aggiunto: «Non direi
Mamma si spazientì. Era irritata dalla prigionia di quei mai che hai più di ... », e ha buttato là un numero ben più

92 24 giugno 2018 L’Espresso


Il vero e il falso
a Massenzio
“Lasciti”, il racconto inedito che qui
pubblichiamo, sarà letto dall’autrice,
Margo Jefferson, il 3 luglio alle 21,
Se avessi chiamato Carmen e le avessi parlato con asprez-
in apertura della serata conclusiva dl
za, mi sarei scusata? Al telefono o di persona? E se mi fossi
Letterature, il Festival internazionale
scusata, lei sarebbe rimasta? So che ha bisogno di lavorare.
di Roma, ideato e diretto da Maria
Ida Gaeta. Nella splendida Basilica
Come saremmo andate avanti? Saremmo tornate alla cor-
di Massenzio - Foro Romano, la
dialità del passato o saremmo cambiate un po’ - lei più di-
scrittrice di Chicago, critica del stante o più ansiosamente servizievole, io più distante o più
New York Times e vincitrice del forzatamente gentile.
Premio Pulitzer, nota in Italia per ii Il Mostro dice: Piantala con questa storia. Passiamo ad
romanzo autobiografico “Negroland: altro. Oggi ti sentirai bloccata e impacciata, una codarda
A Memoir” (66thand2nd), nel lavoro e nell’amore; insofferente al dovere, sospettosa
accompagnata al pianoforte da del piacere. È giunto il momento di incolpare i tuoi genito-
Emanuele Frenzilli, precederà la ri, e per farlo correttamente devi essere ingegnosa e sottile.
lettura degli inediti dei finalisti del Devi essere letteraria. Mi rimandi a una frase della saggia
Premio Strega 2018 sul tema ed equilibrata Willa Cather.
“Il vero e il falso delle parole”. «In ogni famiglia c’è sempre questa doppia vita… segre-
Tra gli appuntamenti precedenti, il ta, appassionata e intensa… Nella sua testa ogni persona
26 giugno quello con Laura Morante, sta sempre fuggendo, scappando, cercando di spezzare la
André Aciman e Paolo Giordano. E il rete che le circostanze e gli affetti le hanno cucito attor-
28 giugno grande festa per L’Infinito no…».
di Giacomo Leopardi. Ospiti Paolo Provo le mie variazioni personali, ho bisogno delle mie
Zellini, Corrado Bologna, Roberta Ioli, variazioni.
Silvia Bre, Franco Marcoaldi. «Papà, papà, bastardo, è finita». Sylvia Plath è diventata
banale, dice il Mostro.
«Mia madre morta si intromette tra me e la vita». Ro-
maine Brooks, dice il Mostro. Non è male, dice il Mostro,
alto di quel che avrei voluto. Mi pare di essere il narratore ma troppo generica.
inaffidabile di me stessa.
Vado in cucina. Non riesco a trovare la tazza che voglio.
Vado in bagno. Il contenitore con dentro i batuffoli di co- I miei genitori mi ammaliavano. Il fascino onnipresente
tone sterilizzati non si apre. Sono furibonda: ma che ha di mia madre, la sorniona dignità di mio padre… mi am-
combinato ieri Carmen, quando è venuta a pulire - ha maliavano.
rotto la tazza e non me l’ha detto? Come ha fatto a chiude- Il Mostro dice: Tua madre non ti amava al punto di ac-
re il contenitore così stretto che adesso per aprirlo mi cettarti anche se non fossi stata perfetta.
serve il cacciavite? E mi coglie un pensiero: Il Mostro dice: Tuo padre non ti amava al punto di pre-
Se fossi una proprietaria di schiavi bianca questo sareb- ferire la tua compagnia alla sua depressione.
be il momento in cui le chiederei di venire davanti a me, e Il Mostro dice: Hai sgobbato parecchio, hai lasciato il
poi urlerei, la schiaffeggerei, le tirerei qualcosa addosso - segno. Forse è giunto il momento di morire. Gli anni mi-
probabilmente il contenitore - e le direi che se dovesse gliori, che in gran parte hai sprecato, sono passati. Perché
accadere di nuovo la frusterei. non raggiungi i tuoi genitori? Immagina le loro facce quan-
Forse, se fossi una bianca autoritaria di New York City, do ti avvicinerai. Griderebbero: Oh Margo, siamo così
la volta dopo la sgriderei pesantemente. Se fossi davvero contenti di vederti.
furibonda, forse la licenzierei. Poi capisco che se questo fosse possibile - questa fantasia
Forse, se fossi una donna di colore autoritaria - nera, da catechismo sull’oltretomba - loro sarebbero furibondi.
marrone o beige - farei lo stesso. E deciderei di prendere Mia madre griderebbe: Con che coraggio sprechi così il tuo
una donna delle pulizie bianca per non sentirmi troppo in talento e le tue qualità? Tutto il nostro lavoro. Mio padre
colpa per il mio tono di voce. mi guarderebbe in silenzio, totalmente deluso da questa
Ho aperto il contenitore senza l’aiuto del cacciavite e mancanza di dignità e di carattere. Poi si prenderebbero a
senza danni alle unghie. Probabile si sia stretto mentre braccetto, si girerebbero e, lentamente, si allontanerebbe-
Carmen lo lucidava. Ho trovato la tazza, che avevo la- ro. A testa alta.
sciato nella lavastoviglie, sul solito ripiano, insieme alle Traduzione di Sara Antonelli
altre tazze. © 66thand2nd, 2018

L’Espresso 24 giugno 2018 93


GIANFRANCESCO TURANO
risposto, e lui se l’è presa. Alle undici
avevo già chiesto un giorno di per-
messo per l’indomani. Intanto, mi
chiedevo: che ti succede? La notte non

I
ho chiuso occhio. Sapevo dove aveva
casa in montagna. La matti-

IN 1 FOGLIO
na alle nove ero lì. Ho girato
intorno all’appartamento.
Ho suonato. Niente.
Ero senza sci e non mi
andava di salire sulle piste a
o non ero attratto da lei. Era molto più cercarla come un idiota. La
vecchia di me e, dopo avere lavorato per piscina del paese era aperta.
quattro anni nello stesso ufficio, la trovavo Ho comprato un costume e
seccante, al massimo. Senza vantarmi, di sono entrato per passare il
ragazze ne avevo da scegliere, mentre lei si tempo fino a buio. Tranne un
vestiva come mia nonna, anche se magari bambino che faceva le va-
mia nonna non proprio, però con maglioni sche, era deserto. Mi sono
scuri, scarpe sgraziate. Questa è la stranezza, tuffato una volta, poi un’al-
perché quando l’ho sognata aveva appunto tra. Ero già stufo quando lei
un maglione nero, attillato sul seno che era è uscita dall’acqua. Mi è ve-
davvero bello. Nel sogno non facevamo nuto un colpo. Lei di sicuro
niente di eccezio- si è accorta del mio stato per-
nale. Ma lei mi se-
duceva. Insomma,
SETTIMANA ché non ci siamo nemmeno
salutati.
eravamo tutti e due
vestiti. A un tratto BIANCA Mi guardava. Io guardavo
lei: un corpo pazzesco. Dalla
faccia vedevi l’età ma il fisico sembrava una
mi abbracciava, mi teneva lì e io venivo. Non
nel sogno. cosa a parte, una venticinquenne. Faccio per-
Il giorno dopo sono andato in ufficio con sino fatica a spiegare. Alla fine le ho proposto
un’agitazione assurda. Sono entrato nella di prendere una cioccolata, tanto per levarci
stanza. Lei non c’era. Non ho chiesto subito dal casino. Nel passaggio verso gli spogliatoi
notizie. Mi sentivo di avercela con tutti. Do- c’era uno stanzino socchiuso. Non l’ho obbli-
po una mezz’ora a non combinare niente, gata a entrare. Forse soltanto dopo, un poco.
faccio a Carli: ma dov’è, come mai non è qui? Con le altre, quando cambiavano idea, ho
Lui dice: non ricordi? La settimana bianca. sempre lasciato perdere. Con lei, no. Dopo
Se devo ricordarmi di tutte le cazzate, ho quel sogno non poteva avere ripensamenti. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 95


Cultura
Libro Mario Fortunato

Incantesimo di coppia
Berta Isla, l’ultimo romanzo di Javier
Marías, regala veri attimi di felicità

P
rego il lettore che abbia solo uno straccio di fiducia
nel giudizio del sottoscritto di sospendere qualsiasi
attività, andare in libreria, comprare una copia di
“Berta Isla” (Einaudi, traduzione di Maria Nicola, pp.
478, € 22), ultimo romanzo di Javier Marías (1951) e
leggerlo subito: perché assicurarsi un po’ di felicità, in questi
tempi infelici e sconclusionati, è un imperativo per chiunque
abbia a cuore la propria sanità. E non ho dubbi che il libro del-
Lo scrittore Javier Marías
lo scrittore spagnolo procuri quel benessere assoluto e dimen-
tico, che solo la vera letteratura è in grado di dare (insieme a La vicenda è quella di una giovane coppia: Tomás e Berta.
qualche gran vino). Sono fidanzati da sempre, e si sposeranno, e avranno due
“Berta Isla” è forse l’opera più equilibrata e perfetta di bambini, e il loro matrimonio reggerà all’urto della vita. Ed
Marías: unisce alla scrittura vertiginosa e ricca, che già gli è proprio la vita di lui l’urto più potente: fin dall’università
conosciamo, una storia che tiene legati alla pagina in modo a Oxford, Tomás (che è di padre inglese) viene reclutato col
quasi intollerabile. Il suo stile si è illimpi- ricatto dai servizi segreti britannici. Da qui, un’esistenza
dito, abbandonando certi eccessi narcisi- piena di pericoli ma soprattutto di menzogne, perché nes-
stici del passato, per fare posto al raccon- suno, neppure Berta, può condividere i suoi segreti. E a un
to, dando luogo a un testo che, pur essen- certo punto una delle sue identità parallele lo inghiotte.
do scritto oggi, pur risultando intriso di Morto? Prigioniero? Lei, Berta Isla, non ha risposte, ma
modernità, sembra provenire da una di- solo domande. E prima fra tutte quella sull’inconoscibilità
versa epoca storica: in altri termini, ha il di chi amiamo. Mi spiace non avere altro spazio da dedi-
respiro e l’ampiezza dei classici, soprat- care a questo romanzo poderoso, ipnotico e conturbante a
tutto inglesi. E anzi direi che in queste cui sarò sempre debitore di alcuni giorni di autentico rapi-
pagine Marías si rivela un grande classico mento. Se mai incontrerò Marías, in futuro, come minimo
britannico, ancorché di lingua spagnola. dovrò offrirgli da bere. Q

Arabooks Dostoevskij di “Delitto e castigo”: e


non si può dire che non abbia scelto
bene. “La colpa” (DeA Planeta, pp.
giovane e bello
«come il protagonista
di una telenovela

Dostoevskij 430, € 16), scritto con professionalità


americana e nutrito di una profonda
conoscenza della letteratura europea e
turca», recita la sua
parte in una vita di
menzogna. È gay ma
a Milano della cultura araba, disegna un ritratto
di Milano che non ha confronti tra i
accetta di sposarsi
in Egitto per
Angiola Codacci-Pisanelli romanzi italiani di oggi. È uno spaccato nasconderlo alla
che attraversa gli strati sociali famiglia, è ludopatico
A chi rivolgersi per farsi guidare nella (dall’artista cosmopolita al muratore ma non vuole farsi aiutare. A poco a
Milano di oggi, un labirinto in cui tra immigrato), culturali (dagli studiosi poco la menzogna corrode tutto: la vita
un pianista di successo e un aspirante degli incroci di civiltà ai fan delle teorie che Mustafa si è costruito in Italia
Foto: Eduardo Parra/Getty Images

terrorista islamista ci possono essere del complotto), penali (dalla volontaria crolla, il suo compagno si ammala,
assai meno di sei gradi di allo spacciatore) e di sensibilità la religione dei padri si corrompe e
separazione? Lo scrittore che (dall’avvocato dei poveri allo sfruttatore “l’Islam dell’amore” diventa un “Islam
si nasconde dietro lo pseudonimo di migranti). Al centro della trama un del terrore” pronto a stregare le menti
di Ghirghis Ramal si è rivolto al Raskol’nikov arabo: Mustafa Jamal, dei più deboli, immigrati o no. Q

96 24 giugno 2018 L’Espresso


Freschi di stampa Sabina Minardi

SIRACUSA per non portare in sé malizia


Delia Ephron e disincanto. Tradimenti,
Fazi Editore maternità, età che avanza,
pp. 319, € 17,50 routine: è la maledizione del
Non lasciatevi tentare solo dal matrimonio il cuore del libro,
titolo, evocativo della già pronto per un film. Dalla
seducente cittadina siciliana. romanziera che, con la sorella
E neppure dall’idea di un’ Nora, ha dato vita a
Italia vista dagli stranieri, ben indimenticabili sceneggiature
più equipaggiati che in cinematografiche (“C’è posta
passato a cogliere - e a non per te”). Traduzione: Enrica
gradire - disfunzioni e Budetta.
decadenze del Belpaese. storie svelate in circostanze of Young British Novelists
Perché questo viaggio - due BIOGRAFIA INVOLONTARIA ritenute irripetibili - come gli della rivista Granta, l’autrice si
coppie di amici ma non DEGLI AMANTI incontri fortuiti per treni o racconta in un memoir che
troppo, tutti e quattro in crisi João Tordo stazioni - la confessione è una attraversa la Cina più remota
individuale prima che Neri Pozza valanga di verità che non e approda in Gran Bretagna.
matrimoniale - è un raffinato e pp. 376, € 19 temono nulla. È lì che L’infanzia in un villaggio
caustico intreccio condito con Due uomini investono comincia la storia nella storia, di pescatori poverissimi;
una buona dose di noir. Uno involontariamente un “Il manoscritto di Brion”, l’adolescenza in una località
scrittore newyorchese e una cinghiale. E dal pretesto meno requiem di una donna amata soffocante dove l’autorità
giornalista precaria; un romantico, nasce un incontro e perduta troppo struggente spadroneggia; e Pechino che
ristoratore del Maine e una che cambia due esistenze. da leggere in solitudine. Ecco cambia volto e perde anima
moglie oppressiva, con Perché quei due personaggi, perché l’uno chiede all’altro in occasione delle Olimpiadi.
taciturna e misteriosa figlia le cui vite si incrociano per di condividerlo: resoconto Trasformazioni radicali che
preadolescente al seguito. caso sul cammino verso di un amore struggente. agiscono in lei, rendendola
Sono loro , senza neanche un Santiago de Compostela - un A cui le parole danno sollievo. “una campagnola ambulante”
vero perché, l’assortito gruppo professore di letteratura Tradotto da Romana Petri. prima, “un’orfana culturale”
di americani in vacanza in inglese divorziato e un poeta dopo. Un viaggio a ritroso, con
Italia, tra i ponti di Roma dove messicano palesemente I NOVE CONTINENTI una vita appena nata in
gli angeli dialogano con i prigioniero della malinconia - Xiaolu Guo braccio, che salda passato e
demoni. E Siracusa, appunto. seduti su una panca di un Metropoli d’Asia presente, e scalda il cuore di
Quella Ortigia agognata come posto di polizia cominciano pp. 353, € 15 chi ha vissuto tra continenti
il sollievo dell’ingenuità. Ma a parlare. E poiché non c’è Scrittrice, regista, promotrice diversi. Traduzione di Gaia
troppo antica, e decadente, niente di più autentico delle di autori e lei stessa tra i Best Amaducci. Q

Poesia Ogni uomo è una spiaggia Maria Anna Patti


Giovanna Rosadini in “Fioriture capovolte” rilegge e placa ferite ed errori

S
e volessi potrei essere un inizio di frase, indizio che fa to dal reale, la perdita di ritmo esistenziale. La scelta di inter-
posare il tralcio ormai reciso per cercare nel solco il calare ai versi citazioni di altri poeti riconduce al bisogno di
germoglio nuovo... Una scrittura che sgrana i nodi di un farsi parte di un lirismo che trascolora. Mentre siamo trascina-
rosario fatto di ferite e sconfitte e abbandoni. Cerca la ti verso «una cieca noncuranza che ci ha ridotto a margini
voce per spegnere il silenzio. Va indietro nel tempo e sfocati, attori secondari» e vorremmo farci nebbia che offre
negli oggetti riascolta l’abbraccio, nei luoghi “trova il varco per oblio, intravediamo «la spiaggia dove siamo diretti». Sappiamo
sciogliere l’ingombro”. “Fioriture capovolte” di Giovanna Rosa- che c’è una nuova musica da ascoltare, che
dini (Einaudi, pp. 96, € 11) è un album di foto che vorrebbero si può risalire dal fondo degli errori. La
fermare gli eventi, forse riscriverli. L’infanzia è evocata come poetessa ci libera dal tormento di mete non
una compagna che ti tiene per mano e ne percepiamo il rim- raggiunte, racconta l’amore come mappa
pianto e la necessità di non disperderne la memoria. Ci appare frastagliata di contrasti. E nel fidarci della
«un’anima slogata e sofferente che non sa e non si ritrova», è lusinga degli specchi di luce ritroviamo «la
figura senza gravità, creatura indifesa, esposta alla furia di geometria di stelle e sole». Ripartiamo
«abissi senza sponda». La raccolta poetica è un esercizio di certi che i pensieri hanno sempre un con-
ricomposizione dell’Io, spietato, vero. Si sente il gelo di un trocanto, basta un vocabolario nuovo dove
mondo che corre indifferente, la sofferenza dello sradicamen- c’è posto per liberi approdi. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 97


Trash News
Hovistocose
inteneriscono e spiazzano. Copiano,
arrossiscono, partecipano, si illuminano
rilasciando dosi immaginifiche di pura e
Gianmatteo Pellizzari
Beatrice Dondi semplice piacere della realtà.
«Non mi sento in grado di cambiare una
nazione che si sta annientando. Non è Citazioni
una persona che deve farlo ma un
popolo», legge ad alta voce una
studentessa di Maddaloni. E qui sì che
a sproposito
dovrebbe scattare l’applauso di rito, altro Chi ha detto «Quando un governo
che quelli degli insulsi talk show. Sono non fa ciò che vuole il popolo, va
giovani, sì, sono ingenui, a tratti sciocchi, cacciato anche con mazze e
romantici e raffazzonati. Ma sono veri, pietre»? In realtà, la domanda
inequivocabilmente e perfettamente veri. giusta è un’altra: chi non l’ha
E non hanno bisogno di inutili artifici detto? Non l’ha detto Sandro
scenici per essere raccontati. Basta Pertini e, forse, non l’ha neppure
lasciarglielo fare, come pensato. Esattamente come

La buona scuola succede in questo


esperimento, piccolo
quanto innovativo. La vita
Voltaire e il mitico sempreverde
«Io non sono d’accordo con quello
che dici ma darei la vita bla bla
bla». Peccato che i social non
Il Supplente dà finalmente dei diciottenni è abbastanza
difficile di suo, ma il fatto affrancheranno mai Pertini e
la parola ai ragazzi. Ed è che chiunque si senta in Voltaire da questa zavorra. E non
parliamo, poi, di Jim Morrison!
un bel vedere diritto di dire la propria e
Uno s’impegna tanto a scrivere
imporre le mani come un
Sembra facile fare un bel programma con divino Otelma di passaggio non aiuta. cose belle ed ecco che il web gli
personaggi di peso. Bella forza, prendi Strattonati e sgridati in ogni modo, a appioppa ogni sorta di paternità.
Roberto Saviano, con il suo baule di vita scuola si dice imparino poco e se Chi ha detto «Moglie e buoi dei
vissuta scritta e orale, lo butti dentro a imparano lo fanno male. In ogni caso la paesi tuoi»? Jim Morrison. Chi ha
una classe di ragazzi a parlare di temi scelta è sbagliata, perché solo il classico detto «Altezza mezza bellezza»?
necessari come la criminalità organizzata, va bene, anzi no, invece sì altrimenti non Jim Morrison. Chi può fermare lo
la legalizzazione, lo sporco e il marcio, la ti si nota neanche. Subiscono le riforme, scempio? Nessuno: il virus delle
voglia di cambiare e ti sembra di aver che ogni governo si sente in dovere di citazioni trasandate ha la stazza di
fatto chissà che. Ma quello che funziona fare, per sbagliare meglio degli altri. Alla una pandemia e a noi non resta
davvero ne Il supplente (Rai Due), non fine si ritrovano maturi ma rigorosamente che rimpiangere le citazioni di una
sono le parole dell’ospite (che nel caso disoccupati. E la televisione, anziché volta (99 per cento Oscar Wilde,
specifico di Saviano nella prima puntata provare a dargli voce, si ostina a 1 per cento “Siddharta”). Pigre,
sono peraltro granate lasciate esplodere raccontarli immergendoli in paioli di ok, però attendibilissime: le
in favore di civiltà) ma il fatto che per la luoghi comuni, talent e collegi, come virgolette rappresentavano la
prima volta da troppo tempo i microfoni Obelix nella pozione. Per fortuna, safety area dell’autenticità e
aperti acquistano peso dalle parole dei l’eccezione ogni tanto c’è. Poi la regola Pertini, dentro quel perimetro, non
diciottenni seduti ai banchi. I giovani, un verrà confermata, ma si sa, domani è un poteva certo esprimersi come un
mondo perlopiù sconosciuto in tv, altro giorno. Q hooligan senza destare sospetti.
Quand’è che la situazione ha

Semaforo TV iniziato a sfuggirci di mano?


Quand’è che siamo diventati così?
Meglio passare oltre e guardare

O O
In questi tempi bui dove la Partite le riprese della nuova avanti, seguendo il consiglio di
parola muro fa un effetto edizione della Dottoressa Giò Jim Morrison: «Chi ha avuto, ha
brutto assai, ben venga il con la grande sorella Barbara avuto, ha avuto. Chi ha dato, ha
ciclo di documentari di Sky Arte D’Urso in camice bianco. La fiction dato, ha dato. Scurdammoce ’o
dedicato ai meraviglioso mondo della Mediaset è esattamente una di quelle passato!». Q
street art, che i muri li usa come produzioni seriali di cui si sentiva il
pagine bianche per aprirsi al mondo. bisogno. Carmelita con lo stetoscopio,
Sei appuntamenti, ogni mercoledì dal lo stesso lo aveva mostrato nella finale
27. Per raccontare gli artisti e le loro del Grande Fratello per avvantaggiarsi
opere. con lo spoiler.

98 24 giugno 2018 L’Espresso


Cinema Cultura
Fabio Ferzetti
Classica “Pirata” è un Bellini dove si inizia
a vedere la grande genialità del
compositore», ci spiega Pretti, «ci

Padre sempre Riccardo Lenzi sono delle pagine straordinarie, di


una liricità, di una bellezza

incerto diventate pietra di paragone.


Ascoltandola nella versione
integrale, come la porteremo in
scena con il direttore Riccardo

L
o stralunato Erwan (il comico
belga François Damiens, già Frizza, gli ascoltatori si
killer innamorato in “Dio esiste accorgeranno di quanto Verdi gli
e vive a Bruxelles”) fa uno strano debba: penso in primo luogo alle
mestiere. Disinnesca ordigni opere “Traviata” e “Luisa Miller”».
inesplosi sulle spiagge della Bretagna. Gesti Bellini scrisse la parte di Pretti per
lenti, tocco delicato, nessuno come lui sa il gran virtuoso Giovan Battista
rendere inoffensiva una granata. Fino a Rubini. «Infatti è un ruolo
quando, per caso, non gli arriva addosso un impegnativo,
altro tipo di bomba. A quanto sembra il suo
adorato padre, vecchio lupo di mare, non è “Il pirata” soprattutto dal punto
di vista della tessitura,
frutto di una scrittura

abborda la Scala
il suo vero padre. Mentre la sua giovane fi-
glia, che vive ancora con lui, è incinta fino tecnicamente molto
al collo ma non sa (non vuole sapere?) chi è complessa. Una volta
il padre del bambino. Ed è solo l’inizio... veniva interpretato
Parte così una specie di vaudeville su pater- Il tenore Piero Pretti con orchestre e
nità e filiazione che tocca temi infiammabi- un’accordatura
li con la leggerezza della commedia france-
rilancia il capolavoro di diverse, con uno stile
se femminile di questi anni. Magari senza la Bellini dopo 60 anni esecutivo
grazia di Agnès Jaoui (il memorabile “Il probabilmente
gusto degli altri”, o il recente “50 primavere” “Il pirata”, terza opera del dissimile da quello dei giorni
di Blandine Lenoir). Ma con abbastanza ventiseienne Vincenzo Bellini, nel nostri. Sarà una bella sfida».
humour da passare una serie di ossessioni e 1827 svelò alla Milano scossa dai Dovrà dare il suo meglio con quel
debolezze maschili al setaccio di una pun- conflitti della Restaurazione gli famoso re sovracuto… «Ce n’è più
gente ironia. Ed ecco che il vero padre abissi profondi del Romanticismo. d’uno, non soltanto quello della
(scovato da una detective donna guarda La storia, una cupa ballata prima aria a cui lei si riferisce, uno
caso) si rivela essere un vecchio solitario e altomedievale attraversata da dei più difficili perché arriva un po’
gauchiste, con un cane di nome Pinochet tempeste, naufragi e da una a freddo. Ma ce ne sono altri
(«dà più gusto quando gli do un ordine!») e grande scena di pazzia che scritti nelle cabalette che non
una figlia troppo affascinante per accettarla divenne leggendaria grazie sono da meno. Salti mortali che
semplicemente come sorella (Cécile de all’interpretazione della Callas nel vanno affrontati con la giusta
France). Ecco che tra un test del Dna e una 1958, ha per protagonista attenzione. Ma, come le dicevo,
coppia di cavallucci marini (tra gli ippocam- maschile nelle vesti di Gualtiero, il è soprattutto la tessitura a essere
pi è il maschio a covare le uova), padri e figli, prossimo 29 giugno al ritorno molto impegnativa, da mantenere
veri o virtuali ma comunque vulnerabili, si scaligero di questo capolavoro con la giusta linea di bel canto,
ingannano a vicenda per paura di ferirsi, i dopo sessant’anni, il tenore insieme a un estetismo, una
bambini nascono senza guardare in faccia nuorese Piero Pretti. «Quello del forma esecutiva appropriate.
a nessuno, qualcuno sale su una gru minac- Nelle opere del
ciando il peggio («sono un padre, voglio Il tenore Piero Pretti Catanese c’è sempre la
essere riconosciuto!»). E i sentimenti, come necessità di raggiungere
sempre, scavalcano allegramente dubbi e una grande leggerezza».
genetica. Con qualche capriola di sceneg- Nella parte di Imogene,
giatura più del dovuto. E un capovolgimen- che fu della Callas,
to finale quasi “maschilista” che lascia spe- la bulgara Sonya
rare. Anche per la guerra dei sessi in Francia Yoncheva, soprano lirico
vige l’eccezione culturale. Q da grande repertorio.
“Toglimi un dubbio” Regia di Emilio Sagi.
Fino al 19 luglio.
Foto: D. Tore

di Carine Tardieu Francia, 97’ aaacc Q

L’Espresso 24 giugno 2018 99


Cultura
Art box
Alessandra Mammì
TRISTI TROPICI
Brasile. Il coltello nella carne.
3 luglio - 9 settembre. Pac. Milano.
A due mesi di distanza dalla 33ma
Biennale che inaugurerà a San Paolo il
28 settembre, si apre a Milano questa
rassegna sull’arte brasiliana degli
ultimi quarant’anni. Con un titolo
rubato a un’opera teatrale di Plinio
Marcos scritta durante la dittatura
militare. E in questo momento
d’inquietudine e incertezza in cui è

Arte Germano Celant


caduto quel grande paese, la mostra
è qui a raccontarci tra installazioni,
video, foto di grandi artisti (da Tunga a

Oltre il colore Iole de Freitas, da Maria Thereza Alvez


a Francesco Joao) dolori e conflitti che
hanno ispirato la cultura brasiliana.

della pelle
Ben oltre quel folklore, carnevale
e musica con cui superficialmente
spesso la identifichiamo.

VISIONI D’OLTRALPE
Oggetti e performance come strumento per Laure Prouvost.“Ring, Sing and Drink
for Trespassing”. 22 giugno -
superare il razzismo. Adrian Piper al MoMA 9 settembre. Palais de Tokyo. Parigi.
E aspettando anche qui una Biennale

V
oglio che il mio lavoro contribuisca alla creazione di una società (quella di Venezia del 2019), dove la
in cui razzismo e stereotipi razziali non esistano più. In tale ambi- Francia ha scelto proprio la Prouvost
to, l’attitudine prevalente verso le altre culture ed etnie dovrebbe a rappresentare la nazione intera,
essere non di tolleranza, ma di accettazione... È la frase stesa da l’ormai famosa artista quarantenne
Adrian Piper (1948) per indicare la necessità che l’arte ha di pren- (già onorata con un Turner Prize
dere posizione contro la xenofobia. Sin dal 1965 l’artista afroamericana ha e da noi con una bellissima mostra
assunto una posizione critica verso i poteri istituzionali, trasformando il suo all’Hangar Bicocca), si cimenta in un
lavoro in uno stimolo in cui il pubblico è chiamato a schierarsi e intervenire, in esuberante solo show che spazia da
uno scambio che può oscillare dall’impegno politico al giocoso. Al centro del- un post apocalittico giardino a terre
la sua pratica, che affonda le sue radici nell’arte concettuale, si pone un invito desolate, da un gigantesco polipo a
a entrare “in situazione”, in modo che l’oggetto esposto o l’evento performativo una spumeggiante fontana, tra rami
e alberi che prendono forme umane
si offrano come strumento di autocoscienza per il pubblico. Lo stimolo è a es-
e un paesaggio dove il grottesco
sere consapevoli di rappresentare un’esistenza (al Museum of Modern Art, New
si mescola con l’onirico. Q
York, fino al 22 luglio) che è segnata dal genere, maschile e femminile, e dalla
razza, bianca e nera, senza utilizzare prevaricazioni dell’uno sull’altra. Un fare
che non permette al visitatore di rimanere passivo, perché chiamato in causa
Foto: courtesy Adrian Piper Research Archive Foundation Berlin

con la sua identità. In tal modo tutto il percorso espositivo aspira ad evitare
l’indifferenza e il distacco dall’opera, così da creare un territorio di coinvolgi-
mento, che si avvicina a un danzare o a un cantare insieme, seguendo lo spar-
tito visivo proposto dall’autrice e composto di scritti e di disegni, di video e di
stesure sonore. L’aspirazione ad intersecarsi con la vita degli altri, per promuo-
vere un sentire plurimo e interno che è intriso non solo di benessere fisico, ma
di un porsi sociale e culturale. È un procedere pedagogico, spesso ironico e
umoristico, che erode e corregge l’attitudine ad avversare e a discriminare il
diverso e l’altro da noi: verso un mutamento biologico e politico. Q

C. Gross, “Se vende (for sale)”. In alto: A. Piper, “Everything #2.8. 2003”

L’Espresso 24 giugno 2018 101


Tentazioni buone belle divertenti irraggiungibili
Gusto Enzo e Paolo Vizzari

A spasso tra carciofi, ostriche e cipolle


Cucina tradizionale
rivisitata in maniera
impeccabile. Al Quattro
Passi di Nerano

I
ncontro fra tradizione e innovazio-
ne, un’espressione talmente ricor-
rente e abusata nel lessico di chi
scrive di gastronomia che ormai
non se ne comprende più il vero
significato. Fra tante c’è però una tavola
che meglio di altre può essere portata a
esempio concreto, quasi plastico, di che
cosa voglia dire sviluppare e far evolvere
un concetto di cucina tradizionale senza
snaturarne l’identità, sino a incarnare un
modello alto di cucina contemporanea.
Una tavola che fa cucina “moderna” te-

Auto Paolo Sardi

Rivoluzione elettrica
in casa Smart
La decisione è ormai presa: ideale per tutte le elettriche e
dal 2020 smart produrrà solo a maggior ragione per una che
auto elettriche. È una scelta scatta come una molla ai
coraggiosa, per non dire semaforo. Per cercare nuovi
azzardata, visto che gli proseliti in smart hanno però
automobilisti - e quelli italiani studiato anche una strategia
in particolare - guardano interessante: rendere il più Smart Fortwo Electric Drive. In alto: il ristorante Quattro Passi
ancora con una certa facile possibile la vita degli
diffidenza alle auto a batterie. utenti, attraverso l’App “ready prime postazioni allestite a domestica e sta potenziando
La casa però è ottimista: la to park” e i suoi servizi Roma, dove gira un quarto anche la rete pubblica. Entro
sua fortwo electric drive è già esclusivi. Nel giro di poche delle smart italiane, ne fine anno le sue colonnine
l’elettrica più venduta nel settimane sarà per esempio seguiranno altre a Firenze, a sparse per il territorio
nostro Paese e per i suoi implementata la funzione Genova e quindi a Milano. Ciò nazionale saranno 2.700, che
clienti i 160 km di autonomia “ready to charge”, utile a grazie a un accordo con Enel diventeranno 5mila nel 2019
dichiarata sono un problema segnalare le autorimesse X, che (ove possibile) installa e 10.500 nel 2021, 3mila
relativo. Chi la guida si muove convenzionate e dotate di ai clienti una wallbox per delle quali capaci di una
soprattutto in città, terreno colonnine di ricarica. Alle ridurre i tempi di ricarica ricarica super veloce. Q

102 24 giugno 2018 L’Espresso


Bottiglia
La potenza del Verdicchio ammorbidita dalle note della Botrytis
Cinerea, muffa nobilissima e preziosa: da Fazi Battaglia
(fazibattaglia.com), storia leggendaria di questo vitigno,
l’Arkezia, Muffo di San Sisto (28 euro, bottiglia 0,50). Il vigneto
è quello in oggetto, franco-argilloso, già celebre per vocazione.
Subito il colore dorato preannuncia sentori dolci e arabescati
(in primis agrumi e frutti canditi), nei quali emergono anche
note di tabacco e spezie dolci. In bocca è cremoso,
piacevolmente morbido ma vivido.
Andrea Grignaffini
Facebook.com/viniespresso

del Cantone di Nerano, in quel na. Ed è appunto Fabrizio che - con ri-
tratto della costiera ricompreso spettosa determinazione - ora rilegge e
fra le baie incantate di Recom- rinfresca l’eccellente cucina di suo padre
mone e Ieranto che ha come con iniezioni di novità nella concezione
bandiera gli “spaghetti con le dei piatti, negli accostamenti, nelle tec-
zucchine”. È la casa di Tonino niche di cottura, nell’impiego calibrato di
nendo ben in evidenza il filo rosso che Mellino e di sua moglie Rita. Famiglia di spezie e aromi. C’è, e si percepisce netta,
lega, per esempio, piatti assai lontani uno pescatori, il guaglione Tonino s’è costru- la “tradizione”, e c’è, piatto dopo piatto, il
dall’altro come i “carciofi, ostriche e ci- ito ristorante ed esperienza senza l’aiuto piacere della scoperta nel grande menu
polle” e i “fusilloni al riccio di mare, di nessuno, da mozzo nelle cucine delle “Passi contemporanei” (160 euro).
crudo di gamberi e pasticcera salata”, il navi da crociera sino ad aprire locali
“croccante di triglia, arancia e rosmari- luccicanti a Londra e Mosca, sempre Quattro Passi
no” e lo “gnocco di agnello con crema di viaggiando, imparando e riportando a Nerano (Na)
asparagi”. Avviene al Quattro Passi, il bel casa idee e lezioni di vita. E poi facendo Via Amerigo Vespucci 13 N
ristorante-relais (altre camere nuovissi- crescere all’estero, prima a scuola e poi Tel. 081.8081271
me appena inaugurate) affacciato sulla con prolungati stage in locali top, i figli Sempre aperto fino a metà novembre
discesa a tornanti che conduce a Marina Raffaele, gestione e sala, e Fabrizio, cuci- www.ristorantequattropassi.com

Taccuino I fumetti di Paz / Mittelfest 2018 / Festival di cultura ebraica


“Extrapazienza” è la minicollana in “Andrea Pazienza, trent’anni senza”, A inaugurare il cartellone, il 5 luglio è
quattro volumi, in edicola con al Mattatoio di Roma (fino al 15 luglio). uno spettacolo intenso: “Hymn to
Repubblica-L’Espresso, pubblicata Si comincia con “Superextrapaz”, una Love”, dove un coro di uomini e donne,
in occasione del trentennale dalla scorribanda da Penthotal a Pompeo, professionisti e non, diretti dall’artista
scomparsa di Andrea Pazienza, il 16 da Pertini a Zanardi, fino alle storie più polacca Marta Gornicka. Uno stile
giugno 1988 (ognuno a 10 euro, oltre sotterranee. inedito, che fa riflettere sul ruolo e
al prezzo del quotidiano, in sulla responsabilità di una comunità
collaborazione con Coconino Press- Mittelfest 2018 (Cividale del Friuli, dal quando antepone l’amore per il proprio
Fandango Libri). I primi 5 al 15 luglio) si presenta popolo.
due volumi, ciascuno di con un volto nuovo, voluto
200 pagine circa, sono dal neodirettore artistico “Life & Time” è il tema di “Ebraica -
raccolte inedite di rarità Haris Pašovic, Festival Internazionale di Cultura” 
(disegni, copertine, pluripremiato regista (fino al 27 giugno a Roma): musica,
poster), il terzo è la teatrale di Sarajevo. letteratura, incontri sul cibo e uno
biografia “Fumetti di In bilico tra teatro, musica sguardo al cinema. Domenica 24
evasione”, firmata da e danza, il programma di il pubblico incontrerà il regista e autore
Oscar Glioti, mentre il questa edizione è israeliano Shemi Zarhin che, assieme
quarto è una edizione intitolato ai #Millennials, ad Alessandro D’Alatri, presenterà
rivista e ampliata del molti artisti affermati e il suo primo romanzo e uno tra
Foto: V. Aiello (2)

catalogo della mostra nuove stelle. i suoi film più celebri. Q

L’Espresso 24 giugno 2018 103


Tentazioni buone belle divertenti irraggiungibili
A me gli occhi
Per carità, non chiamateli accessori. Gli Charles. Oggi le lenti tonde sono preponderanti,
occhiali, soprattutto quelli da sole, sono perché regalano un tocco raffinato, ma anche le
strumenti indispensabili di seduzione. Come lenti specchiate e quelle anni Novanta stile
ricorda la studiosa Patrizia Calefato in “Moda, Matrix hanno un buon seguito. Senza
corpo, mito”, la moda delle lenti scure si dimenticare i mitici e intramontabili Ray-Ban con
affermò negli anni Trenta e fu portata al le loro inconfondibili lenti a goccia: per un
successo dal duo dei “Blues Brothers”, ma perfetto, e avventuroso, aviatore
anche da star della musica black come Ray contemporaneo. Enrico Maria Albamonte

Modernismo
e femminilità
per l’occhiale
in metallo
con lenti tonde,
doppio ponte Forme tondeggianti
e forma ad arco. e sensualità retrò
Max Mara si uniscono in una
by Safilo struttura in acetato
con terminale in
metallo e con aste
a riccio. Firmato
Tom Ford Eyewear

Una costellazione di
micro cristalli si
inserisce nelle cornici
dell’occhiale gioiello
Valentino Eyewear

Lenti ultrapiatte
e sottile
montatura
metallica
Ray-Ban. La montatura rotonda
La soluzione in metallo si abbina
perfetta alle lenti sfumate Gucci,
per tutta alla perla decorativa
la giornata e all’iconico logo GG
Gii occhialini
tondi e sexy
si addicono
all’estetica
folk e
sbarazzina
dallo spirito
nomade
di Anna Sui
104 24 giugno 2018 L’Espresso
Modello in
acetato con
frontale
tondeggiante.
Le aste
richiamano il
motivo della
collezione
Tapestry.
Prada Eyewear

Si tinge di corallo
l’occhiale femminile
Marni, che si concilia
con le lenti
dai filamenti metallici

Dalla collezione
maschile Fendi
un modello
dalla silhouette
arrotondata
in metallo
con ponte
singolo
e profili in
acetato

Preziosi filamenti
d’oro catturano la
luce nella montatura
rotonda degli occhiali
Salvatore Ferragamo
da vera diva, con
il frontale stilizzato Una struttura
composta
da un filo
metallico
Forma tonda,
sul frontale,
asta ampia e
Occhiali tondi e che negli
un’evoluzione
struttura in metallo, angoli superiori
dell’infilatura in
inserti in gomma su richiama la pelle
pelle orizzontale
cerchi e paraocchi. Lenti di serpente.
fatta a mano.
piatte e specchiate Roberto Cavalli
Tod’s Eyewear
Furla by De Rigo Vision Eyewear

Occhiali tondi,
design industriale,
le lenti inserite tra
due sottili strati
di metallo decorati
da viti. Giorgio
Armani Eyewear
L’Espresso 24 giugno 2018 105
Noi e Voi N. 26 - 24 giugno 2018

Risponde STEFANIA ROSSINI


stefania.rossini @ espressoedit.it

Storia di copertina
Cara Rossini, è vero, ci sono “uomini non potrà che inseguire se stesso
e no”, come diceva Vittorini e come radicalizzandosi sempre più.
ha ben rappresentato l’ultima Spregiudicato e innegabilmente La copertina dell’Espresso n. 25
copertina de L’Espresso. Dobbiamo abile nel cavalcare la tigre di ciò che del 17 giugno 2018
organizzarci perché vincano i primi. solletica il comune e diffuso sentire:
Anna Spagnoli dai flussi dei migranti agli zingari.
Perché quel sentire, piaccia o non #uominieno
Smascherare il disegno strategico piaccia c’è. E si mescola al senso Uomini e no. Una copertina che lascia
di Salvini è un atto dovuto di ogni di frustrazione contro l’Europa il segno. Per ricordarci l’impegno a cui
cittadino che crede nei valori della burocratica e distante. Perché siamo chiamati, oltre l’indifferenza.
nostra Costituzione, di ogni i populismi attecchiscono dove Maurizio Martina
istituzione che abbia tra i suoi fini la ci sono popoli delusi. Perché gli
giustizia sociale, il rispetto dell’altro, italiani amano dar fiducia a politici Da che parte stare
la solidarietà, la pace. La Chiesa, la di destra i cui cognomi hanno
scuola, i sindacati e la borghesia non la desinenza “ini”. «Non più una cultura che consoli nelle
possono stare a guardare mentre il Fabrizio Antici sofferenze, ma una cultura che protegga
dirupo della barbarie è a due passi. dalle sofferenze, che le combatta e le
Salvini evoca tempi e modi che Ecco alcune lettere dove elimini». Elio Vittorini, autore di “Uo-
pensavamo sepolti dalla vergogna è sempre più presente l’allarme mini e no”. Sosteniamo il giornalismo
della storia. L’indifferenza non è più per un fascismo imminente. Il che sa da che parte stare.
tollerabile, è complicità, condivisione linguaggio violento, i propositi Francesca Santoro
dell’abbrutimento sociale in atto. indegni, la capacità di cavalcare
Michele Trotta il rancore sociale, e soprattutto
il consenso crescente che questo Quanti riferimenti
Al movimento 5 Stelle sta divulgatore di paure ne ricava, La più bella copertina mai vista! Chissà
accadendo ciò che è accaduto ad fanno temere a molti che la nostra quanti colgono tutti i riferimenti.
altro partito che tronfieggiandosi democrazia sfibrata sia pronta Laura Fedeli
di un 40 per cento farlocco (perché a cedere a un nuovo regime
non commisurato alla bassa autoritario. Ma, a ben guardare, Grazie
percentuale dei votanti) credette di non si vedono tracce di un
aver toccato la luna, e invece era un progetto organizzato e di un’idea C’era bisogno di qualcuno che prendes-
lampione. Ora tocca ai pentastellati sia pure orribile di società, c’è se una posizione, forte, di opposizione
che, alleati con la Lega, pian pianino soltanto una manipolazione rozza vera. Grazie Espresso.
ne vengono erosi. Io la spiegazione della realtà a fini di propaganda Nunzia Avato
me la do: 86 giorni di manfrina alla immediata e allo scopo di
“questo o quello per me pari sono”, surclassare gli alleati di governo,
l’alleanza con un movimento più che intanto annaspano tra i “se” e In edicola in edicola
navigato e un programma muscolare i “ma” e vedono scolorire la loro La più bella ed efficace risposta che pos-
a costo zero, mentre di redditi di identità. Se, come ha notato Wu siamo dare a questo dilagare di #qualun-
cittadinanza non se ne vede neppure Ming anche il neofascismo è ormai quismo, #populismo, #xenofobia e #raz-
l’ombra. Dominus dell’intero campo una merce, nelle mani di Salvini zismo fascista è andare subito in edicola
resterà Salvini che, visto il consenso, è diventato usa e getta. ed esaurire le copie dell’Espresso!
udepravo61

L’Espresso Via Cristoforo Colombo, 90 - 00147 Roma letterealdirettore@espressoedit.it precisoche@espressoedit.it Altre lettere e commenti su lespresso.it

106 24 giugno 2018 L’Espresso


Domanda mal posta Idea rivoluzionaria DIRETTORE RESPONSABILE: MARCO DAMILANO
VICEDIRETTORI: Lirio Abbate, Alessandro Gilioli
La domanda in copertina è mal po- In un Paese in cui i giornalisti che CAPOREDATTORE CENTRALE: Leopoldo Fabiani
UFFICIO CENTRALE: Marco Pacini (caporedattore vicario),
sta. Gli ultimi sondaggi danno la indagano sui soldi della Lega vengono Sabina Minardi (vicecaporedattore), Stefano Livadiotti
(vicecaposervizio)
Lega al primo posto con il 29 per interrogati in questura e i cittadini ATTUALITÀ - POLITICA - ECONOMIA: Beatrice Dondi
cento (Io no, non sono leghista). che espongono uno striscione con (caposervizio Web), Mauro Munafò (vicecaposervizio),
Giovanni Tizian, Susanna Turco, Stefano Vergine
Proprio cretini questi italiani?, cini- #veritapergiulioregeni vengono fer- (vicecaposervizio)
CULTURA: Angiola Codacci-Pisanelli (caposervizio), Emanuele
ci, indifferenti. E razzisti no? Un mati, una copertina come quella Coen, Riccardo Lenzi
consiglio, gratis. Se volete liberarvi dell’Espresso è rivoluzionaria. INVIATI: Federica Bianchi (Bruxelles), Paolo Biondani, Emiliano
Fittipaldi, Fabrizio Gatti, Vittorio Malagutti, Gianfrancesco Turano
dal conformismo ideologico, dal Majin79 CONTROLLO QUALITÀ: Fabio Tibollo
ART DIRECTOR: Giuseppe Fadda
pensiero debole e astratto e capire UFFICIO GRAFICO: Stefano Cipolla (vicecaporedattore),
ciò che da alcuni anni sta accadendo Catia Caronti (caposervizio), Martina Cozzi (caposervizio),
veramente approfondite il tema glo- Chiarezza e coraggio Daniele Zendroni (caposervizio, copertina), Caterina Cuzzola
PHOTOEDITOR: Tiziana Faraoni (caposervizio)
RICERCA FOTOGRAFICA: Giorgia Coccia, Mauro Pelella,
balizzazione / immigrazione e il tra- Complimenti a L’Espresso, che defini- Elena Turrini
dimento delle élite. sce chiaramente il confine tra l’essere SEGRETERIA DI REDAZIONE: Valeria Esposito (coordinamento)
Sante Calvaresi, Rosangela D’Onofrio, Pietro Giardina (Milano)
Giuseppe Maniscalco uomini, fieri della nostra cultura di OPINIONI: Michele Ainis, Altan, Massimo Cacciari, Lucio Caracciolo,
Alessandro De Nicola, Roberto Esposito, Luciano Floridi, Riccardo Gallo,
tolleranza ed accoglienza, e l’essere Bernard Guetta, Piero Ignazi, Sandro Magister, Bruno Manfellotto,
cialtroni, figli di una abissale ignoranza Ignazio Marino, Ezio Mauro, Michel Onfray, Soli Ozel, Denise Pardo,
Schierarsi è meglio culturale e abiezione morale.
Massimo Riva, Pier Aldo Rovatti, Giorgio Ruffolo, Roberto Saviano,
Eugenio Scalfari, Michele Serra, Raffaele Simone, Bernardo Valli, Gianni
Vattimo, Sofia Ventura, Luigi Vicinanza, Luigi Zoja
Torno a comprare L’Espresso. Perché Alessandro Biagetti RUBRICHE: Stefano Bartezzaghi, Marco Belpoliti, Mauro Biani,
è indispensabile schierarsi. Io sto Germano Celant, Rita Cirio, Oscar Cosulich, Alberto Dentice,
Fabio Ferzetti, Mario Fortunato, Makkox, Alessandra Mammì,
dalla parte dell’antifascismo da cui è Luca Molinari, Gianmatteo Pellizzari, Guido Quaranta,
nata la nostra Repubblica. Caduta di stile Stefania Rossini, Enzo Vizzari
COLLABORATORI: Enrico Maria Albamonte, Laura Antonini,
Eleonora Attolico, Loredana Bartoletti, Giuliano Battiston,
Silvia Brain Portatrice di odio questa copertina. Alessandra Bianchi, Caterina Bonvicini, Roberto Calabrò, Alessandra
Mai me lo sarei aspettata. Caduta di Cattoi, Fabio Chiusi, Stefano Del Re, Cesare de Seta, Roberto
Di Caro, Paolo Di Paolo, Alberto Flores d’Arcais, Letizia Gabaglio,
Siete anacronistici stile dell’Espresso. Wlodek Goldkorn, Enzo Golino, Claudio Lindner, Alessandro Longo,
Francesca Mannocchi, Andrea Muni, Michela Murgia, Massimiliano
@Beatrix Panarari, Claudio Pappaianni, Gianni Perrelli, Paola Pilati, Marisa
Ranieri Panetta, Gigi Riva, Gloria Riva, Paolo Sardi, Caterina Serra,
Volete continuare a dividerci con i Francesca Sironi, Leo Sisti, Lorenzo Soria, Luca Turner, Chiara
vecchi concetti di destra e sinistra, Valentini, Stefano Vastano, Andrea Visconti, Andrea Zhok

fascismo e antifascismo... Divide et Neutrali non si può GEDI GRUPPO EDITORIALE SPA
PRESIDENTE ONORARIO: CARLO DE BENEDETTI
impera sul popolo per dominarlo Non si può essere neutrali quando è CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
meglio. Siete anacronistici mentre il l’umanità ad essere sotto attacco. PRESIDENTE: MARCO DE BENEDETTI
VICE PRESIDENTI: John Elkann, Monica Mondardini
pensiero del popolo è sempre più Sergio Lima AMMINISTRATORE DELEGATO: Laura Cioli
trasversale alle divisioni che ci volete CONSIGLIERI: Agar Brugiavini, Giacaranda Maria Caracciolo di
Melito Falck, Elena Ciallie, Alberto Clò, Rodolfo De Benedetti,
imporre. Francesco Dini, Silvia Merlo, Elisabetta Oliveri,
Gionata Moretti Che cosa dà più fastidio Luca Paravicini Crespi, Carlo Perrone, Michael Zaoui
DIRETTORI CENTRALI: Pierangelo Calegari (Produzione
Secondo voi cosa ha dato più fastidio a e Sistemi Informativi), Stefano Mignanego (Relazioni Esterne),
Roberto Moro (Risorse Umane)
Salvini? Gli articoli, la copertina, il NO, DIVISIONE STAMPA NAZIONALE
Con Aboubakar condividere la copertina con un ragaz- 00147 Roma, Via Cristoforo Colombo, 90
DIRETTORE GENERALE: Corrado Corradi
Da una parte l’appello all’unità dei più zo di colore, essere posizionato dietro VICEDIRETTORE: Giorgio Martelli
DIREZIONE E REDAZIONE ROMA:
deboli, dall’altra il cinismo e la caccia al al ragazzo di colore o il fatto che il ra- Via Cristoforo Colombo, 90 - 00147 Roma,
consenso fondata sulla paura. Voi da gazzo di colore sia italiano? Tel. 06 84781 (19 linee) - Fax 06 84787220 - 06 84787288.
E-mail: espresso@espressoedit.it
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mahoro. Registrazione Tribunale di Roma n. 4822 / 55

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schierarsi. Come diceva Bobbio: «Il
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Corro a comprare L’Espresso! Sia Bene: io mi metto lì, a sinistra. Puntoweb (copertina) - via Variante di Cancelliera snc Ariccia (Rm);
mai che Salvini decida che non può Mauro Berruto Responsabile trattamento dati (d.lgs.30.06.2003, n.196):
Marco Damilano
essere venduto. Io voglio essere tra
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quelli che lo hanno in casa tipo il L’Espresso, who else? cloro gas, provenienti da foreste controllate e certificate nel
giornale del giorno in cui l’Italia rispetto delle normative ecologiche vigenti.

vinse i mondiali. Tipo. Grazie direttore, grazie redazione. Certificato ADS


Nico Le Bela Lugosi n. 8420 del 21/12/2017
Codice ISSN online 2499-0833
N. 26 - ANNO LXIV - 24 GIUGNO 2018
L’Espresso 24 giugno 2018 107 TIRATURA COPIE 338.650
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L’Espresso 24 giugno 2018 109


BERNARDO VALLI DENTRO E FUORI

mendo che gliele rubassero, alcuni

EMIGRARE
tenevano legate intorno ai piedi con lo
spago le scarpe in pezza. e di notte le
mettevano sotto la testa.

SENZA SCARPE Nei ventidue giorni di navigazione,


Edmondo De Amicis ha provato un
senso di umiliazione davanti ai passeg-
geri stranieri, che come lui vivevano
nel lusso della prima classe. I loro giu-
Donne che allattano, ragazzini, vecchi dizi pieni di compassione per gli italia-
ni accalcati nelle stive, le loro esclama-
analfabeti. Su una nave, più di cento anni zioni di stupore nel vedere europei in
quelle condizioni, gli suonavano come
fa, che portava gli italiani in America ingiurie. All’arrivo in America, duran-
te i controlli sanitari, gli emigranti
Dedico questa rubrica a Edmondo De ciascuna mano, reggevano i loro grossi sfilavano lentamente sul ponte della
Amicis. Cedo largo spazio a brani di un fagotti coi denti; delle vecchie contadine nave, e lui, De Amicis, ebbe l’impres-
suo libro, spacciato per romanzo, ma in zoccoli, alzando la gonnella per non sione di assistere a una processione
in realtà racconto di viaggio, che cen- inciampare nelle traversine del ponte, triste. La numerazione della folla «co-
totrent’anni dopo la prima pubblica- mostravano le gambe nude e stecchite; me di un armento del quale non impor-
zione ridiventa d’attualità. E a ridar- molti erano scalzi e portavano le scarpe tava a nessuno conoscere i nomi», gli
gliela sono i migranti. Al posto degli appese al collo». fece pensare che tutta quella gente
extracomunitari d’oggi che angoscia- fosse contata per essere venduta, e che
no molti governi e non abbastanza Quasi un secolo e mezzo dopo, basta non sfilassero cittadini di uno Stato
coscienze, ci sono cittadini dell’Italia cambiare le origini, la nazionalità dei europeo, ma vittime di una razzia di
da poco unita che ha appena recupera- migranti. Anche allora affondavano le ladri di carne umana compiuta su una
to con orgoglio Roma come capitale. navi nell’Atlantico. I clandestini non spiaggia d’Africa o d’Asia.
De Amicis ha trentotto anni nel 1884, mancavano, ma non rappresentavano «Molti erano puliti e vestiti dei pan-
quando si imbarca sul piroscafo “Nord un fenomeno di massa. Capitava che ni migliori, che avevano tenuto in ser-
America” diretto in Argentina. E a gli organizzatori dei viaggi sbarcassero bo per quel giorno, per l’arrivo in Ame-
bordo ci sono millecinquecento emi- i migranti sulle coste tunisine facendo rica, altri erano più cenciosi che alla
granti provenienti da tante contrade credere che fossero quelle americane. partenza, imbrattati di tutto il sudiciu-
della penisola. In “Sull’Oceano” (del Anche allora c’erano gli scafisti bricco- me raccattato strusciandosi per tre
quale Garzanti è l’ultimo editore e ni, non c’erano invece i soccorritori settimane in tutti gli angoli del basti-
www.liberliber.it il primo editore elet- delle Ong. Leggendo il De Amicis del mento. Avevano le barbe lunghe, il
tronico) De Amicis li descrive già nel 1884 ritrovi non pochi tratti della cro- collo nudo, le dita dei piedi fuori dalle
porto di partenza. naca d’oggi. scarpe, più d’uno si teneva la giacchet-
«La maggior parte, avendo passato Ce n’eran di quelli, scrive, che non ta senza bottoni, per nascondere il
una o due notti all’aria aperta, accuccia- avevano più mangiato un pezzo di petto villoso. Vecchi inarcati, ragazze
ti come cani, per le strade di Genova, carne da anni, che non avevano mai e ragazzi di vent’anni, operai col cami-
erano stanchi e pieni di sonno. Operai, posato le ossa sopra un letto, pur aven- ciotto di lavoro, pastori con lunghe
contadini, donne con bambini alla do lavorato da anni con l’arco della capigliature, contadini calabresi e don-
mammella, ragazzetti che avevano an- schiena. Arrivavano in America con ne brianzole con le raggere di spille
cora attaccata al petto la piastrina di due scudi in tasca, e ogni giorno met- nelle trecce avanzavano lentamente,
latta dell’asilo infantile passavano por- tevano da parte in un sacco un poco di l’uno mettendo il piede sull’orma
tando quasi tutti sacche e valigie di ogni galletta, per avere qualcosa da rodere dell’altro, come comparse su un palco-
forma alla mano o sul capo, e il numero una volta arrivati a terra, e non dover scenico, in uno spettacolo rappresen-
Foto: Agf

della cuccetta stretto fra le labbra. Delle chiedere l’elemosina, nel caso non tante la fuga di un popolo». Le com-
donne che avevano un bambino da avessero trovato subito un lavoro. Te- parse non sono più le stesse. Q

110 24 giugno 2018 L’Espresso