Sei sulla pagina 1di 3

Penale Sent. Sez. 5 Num.

18158 Anno 2015


Presidente: BEVERE ANTONIO
Relatore: POSITANO GABRIELE
Data Udienza: 23/02/2015

Corte di Cassazione - copia non ufficiale


SENTENZA
sul ricorso proposto da:

D.F. N. IL (omissis)

avverso la sentenza n. 516/2012 CORTE APPELLO di LECCE, del


30/10/2013
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 23/02/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. GABRIELE POSITANO
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
che ha concluso per

Udito, per la parte civile, l'Avv

Udit i difensor Avv.


OSCURATA

Il Procuratore generale della Corte di Cassazione, dr Enrico Delehaye, conclude chiedendo


l'inammissibilità del ricorso

RITENUTO IN FATTO

1. D.M.F. propone personalmente ricorso per cassazione contro la sentenza


emessa dalla Corte d'Appello di Lecce, in data 30 ottobre 2013, che confermava la
decisione del 10 aprile 2011 del Tribunale di Brindisi, Sezione distaccata di Fasano, che
aveva condannato l'imputato alla pena di anni 1 di reclusione, perché ritenuto

Corte di Cassazione - copia non ufficiale


responsabile dei reati di lesioni ai danni di S.S. (capo a) ai danni di
capo b), di minacce ai danni di S. e G. (capo c), e di
ingiurie nei confronti di S.O.

2. Il ricorso si articola in due motivi, nei quali il ricorrente lamenta:

• vizio di motivazione in ordine alla mancata valutazione della scheda di Pronto Soccorso
rilasciata in data 28 aprile 2018 dall'Ospedale di (omissis) alle ore 18.00;

• violazione di tutte le norme, processuali e sostanziali, che presiedono al convincimento


del giudice attesa la mancata valutazione della predetta documentazione sanitaria.

CONSIDERATO IN DIRITTO

La sentenza impugnata non merita censura.

1. Con il primo motivo il ricorrente deduce vizio di motivazione in ordine alla mancata
valutazione della scheda di Pronto Soccorso rilasciata in data 28 aprile 2018
dall'Ospedale di (omissis) alle ore 18.00, rilevando che da tale documentazione "si
sarebbero potute desumere situazioni, di fatto, differenti, implicazioni psicologiche tali
da fare ritenere la non attribuibilità soggettiva di alcuni reati, elementi integranti lo
stato di legittima difesa per la commissione di altri e le condizioni di procedibilità di
almeno un reato".

2. L'assoluta genericità della doglianza, nella quale non si indicano neppure le ragioni della
rilevanza della documentazione, rende opportuno l'esame congiunto del secondo
motivo, relativo al medesimo profilo, con il quale il ricorrente deduce violazione delle
norme, processuali e sostanziali, che presiedono al convincimento del giudice, in
conseguenza del mancato esame della predetta documentazione sanitaria,
puntualizzando, rispetto a quanto genericamente esposto nel precedente motivo di
impugnazione, che contrariamente alla certificazione medica rilasciata il medesimo
giorno 28 aprile 2008 ed attestante la presenza di una frattura e l'individuazione della
causa della lesione "in una testata sul naso", in quello indicato nel ricorso, la causa
viene indicata come accidentale e non emergerebbero segni di frattura.
OSCURATA

3. Il motivo è inammissibile poiché la Corte territoriale ha specificamente indicato gli


elementi di prova che giustificavano l'affermazione di penale responsabilità al di là di
ogni ragionevole dubbio e ha illustrato, con spiegazione logica ed adeguata le
emergenze processuali determinanti per la formazione del suo convincimento,
puntualizzando che la responsabilità dell'imputato risiede nelle dichiarazioni rese da una
moltitudine di testimoni estranei al nucleo familiare, cui si aggiungono quelle dei
genitori della fidanzata, I S.S. pienamente riscontrate dai certificati medici
attestanti la frattura subita da quest'ultima che nell'immediatezza indicò esattamente la

Corte di Cassazione - copia non ufficiale


causa della lesione (nel certificato della mattina del giorno 28 aprile 2008). L'esistenza
di fratture delle ossa nasali, peraltro, compare anche nella scheda menzionata dal
ricorrente, che annota che quel certificato fa seguito a quello emesso dal PS di Fasano
nella stessa giornata e che riporta le citate lesioni ossee.

4. L'omessa, esplicita confutazione di tutte le tesi sostenute dall'imputato non assume,


quindi, rilievo, dovendosi le stesse ritenere implicitamente disattese nel contesto
giustificativo di una decisione compiuta, strutturata sul canone epistemologico dell'oltre
ogni ragionevole dubbio, sulla doverosa ponderazione delle ipotesi antagoniste (art.
546, primo comma lett. e), c.p.p.), su una conclusione caratterizzata da un alto grado
di attendibilità razionale circa l'attribuibilità delle condotte contestate a ciascuno degli
imputati e sulla ponderata esclusione dell'interferenza di decorsi alternativi.

5. Da ultimo, i giudici di merito, con motivazione immune da vizi logici e giuridici, hanno
illustrato l'assoluta prevedibilità e, conseguente, irrilevanza della versione
successivamente riferita da S.S. al momento dell'ultimo accesso presso il
nosocomio di
I avendo la stessa manifestato chiaramente di parteggiare per il
(omissis)

fidanzato (imputato) e non per i genitori, avallando anche una "imbarazzante" (come si
legge in sentenza) ricostruzione della "testata" come conseguenza, non voluta, di un
saluto tra di due giovani.

6. Alla pronuncia di inammissibilità consegue ex art. 616 cod. proc. pen, la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento, in favore della
Cassa delle ammende, di una somma che, in ragione delle questioni dedotte, appare
equo determinare in euro 1.000,00.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali


e della somma di euro 1.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 23/02/201
ATA CAMMINA