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Metodologia

L'obiettivo di quest’ elaborato è quello di fornire un'analisi tecnica accurata dei dati raccolti
mettendone in evidenza le peculiarità e l’essenziale per un corretto apprendimento del
pianoforte. La Metodologia è l’analisi dei fondamenti dei metodi, delle regole e dei
postulati utilizzati in una disciplina. L’analisi incomincia con una descrizione di una
corretta posizione del corpo e della mano, per poi arrivare alle dovute tecniche da adottare
per un adeguato utilizzo della mano, infine agli esercizi pratici veri e propri.

Posizione del Corpo e della Mano


L'esecutore deve sedere sulla parte anteriore
della sedia. Questa dovrà essere scelta larga
e stabile. Qualora vi sia uno schienale il
pianista non dovrà appoggiarsi ad esso, il
che limiterebbe i movimenti. Il corpo sia
leggermente proteso in avanti il sedile si è
abbastanza alto da portare l'avambraccio
all'altezza della tastiera, qualunque essa sia
cosa mettere.
Mentre, per comprendere come si debba
tenere la mano sulla tastiera e che cosa sia il
rilassamento dei muscoli, è necessario
lasciare che la mano assuma la posizione naturale di quando noi camminiamo, lasciando
mani e braccia pendere lungo il corpo. Ciò vorrà dire che sia le dita sia le mani
assumeranno una posizione in stato di riposo. Questo principio applicato costantemente
nell'esecuzione permetterà di affrontare a poco a poco qualsiasi problema tecnico nelle
migliori condizioni di esistenza senza spreco di forze e senza dolorosi crampi. Ma questa
facoltà di distendere a volontà i muscoli va
sviluppata all'interno della mano mediante
un acuto sforzo di auto-osservazione dello
studioso evitando così movimenti empirici
e dannosi. Nella mano non vendere né
dalla parte del pollice né da quella del
mignolo, ma trovarsi perfettamente
equilibrata fra quelle due estremità.
Esercizi
Prima di iniziare a vedere gli esercizi veri e propri ci dovrà essere una doverosa attenzione
nei vari difetti di percorso i difetti più vistosi sono:
- avere i gomiti in fuori
- alzare le spalle ( Segno di stress e anti rilassamento)
- sedersi a gambe larghe ( posizione antiestetiche contraria uso dei pedali)
- battere un piede a terra per segnare il tempo
- muovere la testa in senso ritmico
- canticchiare
eccetera…
Dopo aver parlato dei difetti possiamo passare agli Esercizi di Gravitazione, sono esercizi
che lavorano sul tocco dell' allievo finalizzando il tutto a una migliore qualità del suono,
determinare formule di tecnica, agli accordi, ecc., ma non rappresenta un genere della
Tecnica pianistica. Per far comprendere bene all'allievo il principio della gravitazione basta
dargli una dimostrazione pratica: il bambino sia in piedi, in posizione eretta del corpo, con
braccia penzoloni, aderenti ai fianchi. Dopo esserci assicurati che il rilassamento
muscolare sia completo solleviamo in braccio prendendolo per il polso fino a formare un
angolo retto col suo corpo. Assicurandoci per qualche secondo dell'abbandono completo
del nostro sostegno, abbandoniamo contratto il braccio a se stesso. Poco dopo attuiamo la
stessa cosa seduti al pianoforte con “cadute dall'alto” e con le dita che colpiscono i tasti. In
seguito il braccio verrà alzato dal bambino stesso con forza muscolare rimanendo
penzoloni e dopo alcuni secondi egli stesso interromperà la volontà muscolare in modo che
il braccio ricada sulla tastiera colpendo liberamente uno o più tasti. In seguito con l'indice
e l'anulare contemporaneamente verranno prestabiliti due tasti a distanza di sesta. Queste
dita reagiranno istintivamente sull' ostacolo incontrato, nell'attimo stesso che lo
colpiscono. Infine, dopo due o tre secondi, la mano, il polso e il braccio ricadranno ancor
più in basso, mantenendo le dita a contatto con i tasti, in un rilassamento completo, in
posizione di riposo.

Gli “Esercizi per la Rotazione” sono esercizi per porre le basi di uno dei coefficienti più
utile alla tecnica pianistica. Primo esercizio dimostrativo potrebbe essere quello dei salti di
quinta, un movimento rotatorio del polso tenendolo in alto quasi obbligando il pollice e il
mignolo a essere perpendicolari sui tasti o se si vuole su di un tavolo, il bambino si
divertirà ad allenarsi per pochi minuti al giorno a far oscillare la mano, ora tutto dalla
parte del pollice, ora dalla parte del mignolo.

Primi Esercizi Pratici: esistono molti metodi completi e di raccolta di esercizi usati per
iniziare lo studio del pianoforte ma due sono le formule di esercizi iniziali che
generalmente si riscontrano nelle raccolte atte allo scopo che ogni insegnante sceglierà
quella che crederà sia la più opportuna per l'allievo.
1) esercizi con dita tenute sui tasti
2) esercizi a dita libere
Si preferisce la seconda formula poiché le dita saranno appunto più libere e quindi escluso
qualsiasi tipo di indurimento della mano. Si inizia quindi con semiminime lente della
mano destra solo col pollice obliquo sul do al quale seguirà il re col dito dicendo il primo il
secondo e il terzo aggiungeremo poi il quarto, e con molta cautela il mignolo per
completare le cinque dita su 5 tasti bianchi vicini. La mano sinistra può fare la stessa cosa
partendo dal sol col pollice.

Consigli utili:
-attenzione al legato tra dito e dito
-attenzione che i gomiti non stiano in fuori
-attenzione che i polsi non sussultino magari fosse anche solo per battere il tempo
-attenzione e le mani siano convergenti, piuttosto che il contrario e che, soprattutto, il
pollice sia veramente obliquo. tutto ciò favorirà l'azione del mignolo, il quale, per ora, non
dovrà mai appiattirsi sui tasti o costringere la mano sbilanciarsi verso l'esterno.
-Dopo pochissime settimane sì provvederà con altri esercizi a far coincidere il pollice della
mano destra col mignolo della sinistra, e così via
-Suonare brevi pezzi a quattro mani potranno servire a dare al bambino l'esempio di chi
suona insieme a lui e abituarlo a suonare insieme col giusto valore delle note e delle pause
-Contare a voce alta scandendo suddividendo il ritmo e cosa certamente utile solo nei primi
contatti con la tastiera
-Abituare il bambino a seguire a leggere la musica mentre suona
-La mano sinistra ha sovente bisogno di un particolare riguardo l'insegnante non dovrà
stare sempre seduto alla destra della lingua magari alternandosi tra l'osservare il
comportamento di una mano rispetto all'altra
-La successione delle formule tecniche prosegue di solito secondo l'ordine indicato dal
testo prescelto però spetta l'insegnante di anticipare o posticipare l'una o l'altra esercizio
secondo le necessità o le possibilità dell'allievo
-Pretendere sempre una scrupolosa esattezza del ritmo
Scale:
La scala racchiude in sé vari problemi tutti di alta importanza, ognuno dei quali basta a
richiedere un alto grado di concentrazione da parte dell'alunno: posizione razionale della
mano, articolazione delle dita, eguaglianza delle medesime, qualità del suono, legato e
infine passaggio del pollice. Quindi è indispensabile imparare sin dall'inizio a preparare il
passaggio del pollice nella scala ascendente alla mano destra e discendente alla sinistra,
avviando quel dito verso la posizione successiva, di modo che quando viene il momento di
suonare la nota, il pollice sia non solo davanti ma anche vicinissimo al tasto. Le scale non
sono tutte di uguale
difficoltà e questo è
dovuto principalmente
al fatto che il passaggio
del pollice è più facile
dopo un tasto nero
anziché dopo uno
bianco. quindi la scala di do maggiore è molto più difficile delle altre e non va studiata per
prima. le scale vanno esercitate sempre con estrema lentezza. Soltanto quando se ne
possederà perfettamente il meccanismo si potrà allora permettersi il lusso di eseguirle
presto. È ovvio che occorre esercitare ogni giorno alle 24 scale di ognuno di queste bisogna
conoscere perfettamente il numero di alterazioni e la diteggiatura L'alunno dovrà essere
capace di dire a memoria e senza l'ausilio della tastiera qualunque diteggiatura di qualsiasi
Scala ciò vorrà dire che bisognerà impararle a memoria.

Arpeggi:
I problemi sono pressappoco quelli delle scale, delle quali l'arpeggio non è in realtà che una
sintesi. Tuttavia il passaggio del pollice richiede negli alpeggi un orientamento della mano
alquanto più accurato che nelle scale, e sarà anche necessario ricorrere ogni volta ha una
leggera rotazione del polso onde favorire quanto più è possibile il passaggio del pollice. Lo
studio degli arpeggi va eseguito lentamente e con la maggior concentrazione possibile. sarà
utile cominciare dallo studio degli arpeggi basati su gli accordi perfetti maggiori e minori,
ed esercitare questi quotidianamente in tutti i toni. Appena ottenuta la padronanza di
queste prime armonie, sì passerà allora alla pratica degli arpeggi di settima di dominante e
di settima diminuita.
Le doppie note:
Per un'adeguata esecuzione delle terze e seste cromatiche, sarà utile ricorrere a esercizi
speciali, tra i quali hanno particolare utilità le scale in doppie terze e doppie seste. Lo
studioso dovrà provvedersi di un libro sicuro per quanto riguarda le varie diteggiature di
queste scale, diteggiature assai difficili che lo studioso dovrà conoscere affondo. Anche per
lo studioso di queste scale varrà la norma di esercitarle adagio e con la massima
concentrazione, particolare attenzione si dovrà rivolgere a ottenere una
perfetta simultaneità nelle note doppie raggiungendo un rigoroso sincronismo.

Accordi:
È necessario imparare sin dall'inizio a suonare insieme tutte le note di ogni accordo di tre,
quattro o cinque suoni. Lo studioso degli accordi sarà immensamente facilitato
dall'applicazione costante e soprattutto viva dell' armonia. ora la sicurezza completa
dell'esecuzione degli accordi si acquista solamente quando si ha un'idea chiarissima,
sintetica e preventiva di ogni insieme verticale di suoni. non solo, ma è indispensabile
giungere a tale chiarezza di percezione preventiva nell'esecuzione degli accordi presi
dall'alto, che la mano quando inizia il movimento discendente che deve terminare con la
percussione dell'accordo, abbia già adottata la forma di quell'accordo in modo che le dita
tocchino tutte simultaneamente il loro tasto. È essenziale imparare che nel ff c'è bisogno
dell'intervento della spalla facendo pesare la parte superiore del corpo per il tramite di
quella, ciò che conferisce il massimo della potenza agli accordi.
Tecnica del polso
Il movimento propulsivo del polso si può suddividere in quattro specie:
- i movimenti orizzontali: Questi stanno alla base della tecnica delle scale, degli arpeggi e in
generale di tutti quei passi in cui il concorso nel polso è necessario per assicurare la
mobilità della mano.
- i movimenti verticali: quelli cioè che servono ad assicurare la ripetizione di un medesimo
accordo o di una medesima norma sul medesimo tasto col medesimo dito
- i movimenti che sono una combinazione delle due specie precedenti, e che servono
quando si deve spostare il medesimo accordo con le medesime dita su altri tasti.
- i movimenti, infine, oscillazione del polso che servono l'esecuzione dei tremoli,
arpeggiati, accordi, ecc.
Le ottave di polso si fanno in due modi:
Il primo tenendo la mano sospesa in aria per mezzo del braccio e lasciandola cadere ogni
volta sul tasto. Questa specie di gioco di ottave è quella che serve ai passi leggeri o di poca
sonorità. Occorre imparare sin dal principio ad assicurarsi una perfetta identità di
movimenti di polso, la quale sola può a sua volta a garantire la regolarità ritmica e
dinamica del passo.
La seconda maniera è quella di prendere con forza dell'avambraccio l'ottava il quale
certamente fisso col polso questa volta non flessibile assicurandosi la giusta percussione di
ogni ottava e la propulsione dell'intero sistema avambraccio-polso.
Possiamo importare il ciclo dei problemi particolari del pianoforte ci si divide nelle
seguenti quattro categorie:
- Scale
- Arpeggi
- Note Doppie (terze, seste, quarte, ecc.)
- Polso (ottave, accordi ripetuti, ecc.)
Ogni difficoltà che il pianista per incontrare nel suo periodo di formazione come poi nella
sua carriera entreranno sempre in una di queste quattro grandi divisioni.

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