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La mamma

è speciale

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I cuccioli
Stefania arrivò a casa di Irene tutta eccitata.
“Irene, Irene, vieni con me.
Devo assolutamente farti vedere una cosa!” “Cosa?” Chiese Irene che era piut-
tosto curiosa e le piacevano le sorprese.
“Vieni. È nell’orto di mio nonno”.
“Cosa c’è nell’orto di tuo nonno?” Irene ardeva dalla voglia di saperne di
più.
“Dai sbrigati, non c’è tempo.”
“Mamma, posso andare a giocare con Sefania?” Chiese Irene.
“dove?” Domando a Irene la signora Cristina, così si chiamava la sua mamma,
che voleva sapere sempre dove fosse.
“Nell’orto di suo nonno”.
“E perché?” Nella voce della mamma di Irene si presentava l’ombra di un rifiuto.
“Perché ha detto che deve assolutamente farmi vedere una sorpresa” Irene cercò
di essere il più convincente possibile.
“Dai... Posso?”.
La signora Cristina si affacciò alla porta.
“Cos’è che devi far vedere a Irene?” Chiese.
“Non posso dirglielo”.
“Se non posso saperlo come faccio a darle il permesso?” Disse la mamma di
Irene.
“Se glielo dico non è più un segreto”.
Concluse seria Stefania.
Poi le venne un’idea e bisbigliò qualcosa all’orecchio della signora che guardò
Stefania con aria incredula.
“Davvero?” Disse poi “Nell’orto di tuo nonno?”.
“Si, sotto la catasta della legna, c’è una specie di buco...” “Cosa c’è sotto la
catasta della legna?” Irene moriva dalla voglia di saperlo.
“E tuo nonno lo sa?” Si informò la signora Cristina.
“Certo che lo sa, è stato lui a dirmelo” concluse Stefania.
“Insomma!” Urlò Irene.
“Volete farlo sapere anche a me?” E visto che sua mamma e Stefania non vole-
vano dirle nulla, aveva deciso di andarsene in camera facendo l’offesa.
“Va bene Irene.

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Vai con Stefania, ma appena ti chiamo, devi tornare subito a casa.
E mi raccomando, non rovinare la verdura del signor Ortensio!” Ortensio era il
nonno di Stefania e il suo nome era proprio adatto a quel signore che passava
tutto il suo tempo a sistemare i paletti per i piselli, la rete per i pomodori, dar da
bere alle piantine e togliere le erbacce perché la verdura crescesse bella e sana.
Il suo orto si trovava proprio dietro la casa di stefania, che confinava con quella
di Irene.
Mamma Cristina se si affacciava dalla finestra poteva scorgere le due bambine
intente a giocare, e così le lasciò andare.
La catasta per la legna si trovava proprio all’inizio dell’orto e così le due ami-
chette arrivarono velocemente.
“Sssst. Non devi far rumore” disse stefania spostando un foglio di cartone.
“guarda” disse poi facendo spazio a Irene.
Irene si affacciò e vide cinque bellissimi gattini neri a macchie bianche. Avranno
avuto si e no una settimana.
“Dov’è la loro mamma?” Si informò irene.
“l’ha investita una macchina. Ora sono orfanelli”.
Rispose Stefania.
“E chi si prenderà cura di loro?” Chiese Irene preoccupata.
“Se vuoi lo faremo noi” propose Stefania.
“Siiii.”
Rispose Irene con gli occhi che le brillavano per la gioia.
“Così non avranno una sola mamma, ma due!” Concluse Stefania.
“Vieni, andiamo a prendere un po’ di latte”.
Le due bambine entrarono in casa, presero un cartone di latte, un piattino e
tornarono subito alla catasta di legna.
“Io verso il latte, poi li mettiamo vicino al piattino così possono leccarlo.” Detto
fatto i gattini furono disposti in ordine attorno al piatto e cominciarono a leccare
avidamente il latte.
“Sono proprio dei bei cuccioli” disse Irene.
“Ce l’hanno già un nome?” Si in formò poi.
“No” rispose Stefania “non gliel’ho ancora dato”.
“Questo voglio chiamarlo Macchiolina...”
“Va bene” disse stefania.
“Questo invece voglio chiamarlo Batuffolo, senti com’è morbido.”
“Questo lo chiameremo Zampabianca” “Questa che sicuramente è una femmi-

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na la chiameremo Bella” “E quest’altro Fuffi.
Dobbiamo portargli da mangiare tutti i giorni” concluse Stefania.
“Tutte le mattine prima di andare a scuola, e tutti i pomeriggi appena torniamo
a casa”.
Irene e Stefania erano decise.
Tutti i giorni portarono il latte ai cuccioli che intanto crescevano sempre più forti.
Stefania metteva il latte, poi insieme a irene li disponeva tutti e cinque attorno
alla ciotola, poi insieme li spazzolavano, li accudivano, li coccolavano, canta-
vano le canzoncine e si prendevano cura di loro come se fossero veramente le
loro mamme.
Un giorno a scuola la maestra disse che ci sarebbe stato da preparare il lavoretto
per la festa della mamma.
“Maestra” si informò Stefania “ma tutti quelli che fanno crescere un cucciolo si
può dire che sono una mamma?” “Se sono maschi no” si intromise simone “Se
sono maschi si chiamano papà”.
“Si, ma se sono femmine?” Aggiunse Irene.
“Se sono femmine e fanno crescere i cuccioli, si chiamano mamme.
Giusto no?” “In un certo senso si” concluse la maestra.
“Allora” disse Stefania dobbiamo fare due lavoretti in più.
“Perché?” Si informò la maestra.
“Perché io e Irene abbiamo allevato cinque or-
fanelli”.
“Già abbiamo fatto loro da mamme, li abbia-
mo nutriti, puliti, curati, accuditi, cullati, cre-
sciuti, proprio come fa la mamma con noi...”
Aggiunse Irene. Dopo un attimo di esitazione
la maestra disse sorridendo “E allora sarà an-
che la vostra festa.
E porterete a casa un lavoretto per la vostra
mamma e uno anche per voi”. Così il giorno
della festa della mamma due lavoretti in più
finirono nella casetta dei gattini che festeggia-
rono insieme a Irene e Stefania che ora erano
ufficialmente le loro mamme, sgranocchian-
do golosi croccantini dato che ormai avevano
messo tutti i dentini.

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La mamma è speciale
Le basta una parola
e lei mi rassicura
mi calma e mi consola
se vede che ho paura

lei poi fa un bel sorriso


e come per magia
scompare via dal viso
ogni malinconia

mi sfama e mi disseta
mi cura se mi ammalo
la casa è sempre lieta
è lei il più bel regalo

con poco sa stupire


in modo naturale
e allora è giusto dire:
mamma tu sei speciale!

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Filastrocca della Mamma
Rit. FILASTROCCA DELLA MAMMA
FILASTROCCA DEDICATA A TE
FILASTROCCA DELLA MAMMA
FILASTROCCA DEDICATA A TE (due volte)

Filastrocca della mamma che mi sveglia con un bacino


filastrocca della mamma che mi alza dal lettino
che mi dice vai in bagno vai a fare la pipì
e lavati i dentini con lo spazzolino dai

Filastrocca della mamma che mi toglie il pigiamino


filastrocca della mamma che rincorre il mio gattino
che mi dice sei il bambino più simpatico che c.è
un bacino questa volta lo do io a te

Rit.

Filastrocca della mamma. Ma che buona colazione


latte biscotti e torta al cioccolato
filastrocca della mamma che mi veste in tutta fretta
o a scuola faccio tardi e mi sgrida la maestra

Filastrocca della mamma che prepara da mangiare


per tutta la famiglia. Ma quanto a da fare
filastrocca della mamma che mi fa giocare
in giardino sull’altalena mi fa volare

Rit.

Filastrocca della mamma è arrivata la sera


è ora di dormire. Solo un po’ di tivù
filastrocca della mamma che prepara il mio lettino
mi da un bacino e felice mi addormento

Filastrocca della mamma che mi vuole tanto bene


filastrocca della mamma che mi dice cose buone
filastrocca della mamma che mi canta una canzone
questa volta una canzone la canto io a te.

Rit.

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il portachiavi

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Utilizzate un cartoncino nero su cui ritaglierete la sagoma
di una coccinella. Colorate mezzo guscio di noce di rosso
con pallini neri che fungerà da corpo. Incollate uno spago
resistente alla base nera e sopra, per bloccarlo, il mezzo
guscio colorato. Colorate gli occhi e il vostro portachiavi
portafortuna a forma di coccinella è pronto.

I baci della mamma


Rit. I ba - ba - baci della ma - ma - mamma
sono dolci, son caramelle
i ba - ba - baci della ma - ma - mamma
sono belli come le stelle

Un bacio alla sera, un bacio al mattino


per dirmi buongiorno o dormi bambino
un bacio se sono stato più buono
quel bacio lo so è con andata e ritorno

Un bacio che suona, che suona così...


un bacio che suona, che suona così...

Rit.

Un bacio per dire che bravo sei stato


caro bambino te lo sei meritato
un bacio se invece io gioco da solo
quel bacio lo sai prendo subito al volo

Un bacio che suona, che suona così...


un bacio che suona, che suona così...

Rit.

Un bacio se sono insieme agli amici


che ridono forte e sono felici
un bacio per dire tu sei il mio bambino
è il bacio più dolce, il più piccolino

Un bacio che suona, che suona così...


un bacio che suona, che suona così...

Rit.

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quante cose fa la mamma
Quante cose la mamma sa fare
pulire, lavare, cucire e stirare
mi legge le storie prima di dormire
si cura di me e quando sto male,
per me lei ha sempre un sorriso speciale

Rit. Quante cose fa la mamma


da che si sveglia a che va nanna
e quando è stanca la mia mamma l’abbraccio perché

Quante cose la mamma sa fare


le torte squisite che sa cucinare
mi spiega le cose, si ferma a giocare
per me è disponibile a tutte le ore
quando ha finito va anche a lavorare

Rit.

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Nella pancia della mamma
Tum tum tum tum
tum tum tum
tum tum tum tum
tum tum tum

Rit. Nella pancia della mamma


dolcissima culla
non mi manca nulla

Ma nel mondo là fuori


che è freddo e asciutto
ho bisogno di tutto

Una camera calda di lana


e finestre per toccare la luna
e silenzio e tepore di latte
una luce per passare la notte

Rit.

Un amico un’amica un’amaca


una strega nel bosco e una fata
una bici nel sole d’estate
e matite per le pagine vuote

Rit.

Un ombrello se cade la pioggia


un cappello per andare alla spiaggia
un cassetto per tenere i segreti
un’armonica contro i pirati

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Mamì
L’altro giorno alla scuola
io ti ho visto arrivar
con la gonna corta corta
mi sembravi una star.

Non può essere vero


la mia mamma non è così
lei è a casa col golfone
vuole bene solo a me!

Rit. Mamì, mamì ti prego non fare così!


Mamì, mamì sei bella solo per me!
Mamì, mamì ricorda la mia cartella
Mamì, mamì ti prego non fare così!

Ti sei avvicinata
con i tacchi e con la zeppa,
la borsa tua di vernice
corta anche la maglietta.

Che bella la tua mammina


ha detto Valentina,
la mia è una vecchietta
se ne sta sempre in cucina.

Rit. Mamì, mamì va bene anche così!


Mamì, mamì sei giovane sembri una star!
Mamì, mamì sei bella come una stella
Però ricorda sei sempre la mamma per me!

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La rosa

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i materiali

Prendete un fil di ferro, della carta crespa verde e rossa e un cartoncino


verde. Disegnate e ritagliate dal cartoncino verde la sagoma di una foglia.

Dalla carta crespa


rossa ritagliate tanti
petali simili a tanti
cuoricini.
Incollate tutti i petali,
uno per uno, attorno
a una pallina di
carta, realizzata
sempre con la carta
crespa rossa.

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i petali

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Attorcigliate invece delle strisce di carta
crespa verde attorno al fil di ferro che fungerà
da stelo. Ultimata questa operazione, inserite
l’estremità superiore nella pallina centrale del
fiore. Per ultimo incollate la foglia allo stelo.
Non sembra vera?

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la mia mamma
é bella la mia mamma
perché sempre sorridente,
anche quando le succede
di esser triste e se ne pente.

Con la calma e la pazienza


fa ogni cosa dal mattino,
quando s’alza presto, presto
e prepara il mio panino.

Poi controlla la cartella,


fa scaldare un poco il latte,
io mi alzo e lei è già pronta,
già vestita, ma in ciabatte.

Con un filo di rossetto


sembra in ordine perfetto,
quando usciamo la mattina
mamma è sempre più carina.

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indice
racconto “I cuccioli” pag 3
filastrocca La mamma è speciale pag 6
canzone Filastrocca della mamma pag 7
manualità Il portachiavi pag 8
canzone I baci della mamma pag 10
canzone Quante cose fa la mamma pag 11
canzone Nella pancia della mamma pag 12
canzone Mamì pag 13
manualità La rosa pag 14
filastrocca La mia mamma pag 18

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